Le nuove commedie romantiche in streaming, ecco cosa si salva!

Visti alcuni titoli più impegnativi, fra film e serie tv che sto seguendo, ho cercato quando ho potuto di fuggire verso qualcosa di più leggero e poco impegnato. Sono caduto in un paio di commedie romantiche, da basse aspettative, e queste sono le mie considerazioni. 


French Lover (2025)

French Lover Netflix Recensione

Genere: commedia, romantico
Durata: 122 minuti
Regia: Lisa-Nina Rives
Uscita in Italia: 26 Settembre 2025 (Netflix)
Paese di produzione: Francia

Abel Camara (Omar Sy, Lupin) è un attore francese famoso che però sta attraversando un periodo di crisi: ha lasciato la fidanzata e fa fatica a trovare ruoli che davvero lo appassionino, che non siano solo successi commerciali ma anche film d'autore. Un giorno per caso ha un piccolo incidente con Marion (Sara Giraudeau, La moglie del presidente) che fa la cameriera, e temendo che lei possa in qualche modo ricattarlo cerca di rabbonirla, ma scopre una donna spigliata e dolce. In realtà anche Marion non se la passa bene, con un matrimonio fallito alle spalle che a cascata ha rovinato altri aspetti della sua vita, come il lavoro.
Fra Abel e Marion scatta subito un feeling: lei gli parla schiettamente, guardando oltre il divo e la fama, lui invece vede in lei la semplicità di una vita comune, fuori dai riflettori. Ma due mondi così diversi possono sopravvivere sotto lo stesso tetto?


French Lover fa subito pensare a Notting Hill, ma anche i meno iconici Marry Me, The Idea of You e At Midnight, quindi parte da una idea che è già stata più e più volte in produzioni differenti in termini di notorietà. Qui però Netflix ha pensato bene di spingere il film attraverso il faccione di Omar Sy, che ormai è diventato un volto familiare e apprezzato, e che io stesso ho notato. Lui è un attore molto versatile che ormai sa fare il piacione senza però risultare antipatico o goffo, anzi è spesso divertente vederlo in questi ruoli. Anche Sara Giraudeau è carina nel ruolo della più strapazzata Marion, e i due fanno una coppia che è piacevole da seguire, ma lì finiscono i pregi di questo film.

French Lover infatti non riesce ad essere particolarmente divertente, per quanto sia una commedia leggera e appunto ironica, di quelle che davvero ti fanno ridere di gusto. Dall'altra parte, quando il film tenta di essere più riflessivo, non va particolarmente in profondità nelle dinamiche di due vite all'apparenza molto diverse. 
In questo senso secondo me è riuscito meglio A Family Affair, con Nicole Kidman e Zac Efron, che parte sempre dall'assunto del rapporto celebrità-persona comune. 

film netflix french lover

Oltre quindi alla generale prevedibilità della sceneggiatura, che sono sicuro chiunque metta in conto quando ci si approccia ad un film del genere, French Lover non riesce a fare quello scatto in più, ad avere qualche momento che ti faccia fermare e dia reali emozioni. Nell'ottica di un film che favoleggia, ci può anche stare, ma a volte un po' di sostanza è necessaria per dare ad un titolo qualcosa di più per lasciare il segno. 

French Lover invece preferisce raccogliere quei momenti più delicati e intimi in qualche scena a sequenza, riducendo quella possibilità di affezionarsi alla coppia. Allo stesso modo, quando i due si allontanano, il tutto viene raccontato da una breve parentesi che non dà molta drammaticità. E poi, scusate lo spoiler, ma si fa finta di niente sul fatto che il tanto bravo Abel, distrutto dal dolore, ritorni a frequentare la sua ex per poi tornare da Marion senza dire nulla.

Così due ore di durata risultano eccessive e non necessarie, sia per la storia in sé che per l'intento di una commedia romantica. 
Certo, se lo mettete di sottofondo mentre cenate o vi fate le unghie, e vi piace il genere, French Lover vi terrà compagnia ma nulla più.



Tagliando d'amore (2025)



Titolo originale: Maintenance Required
Genere: commedia, romantico

Durata: 102 minuti
Regia: Lacey Uhlemeyer
Uscita in Italia: 8 Ottobre 2025 (Prime Video Amazon)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito

Sì, lo so già, il titolo Tagliando d'amore non può presagire niente di buono, ma mi sono fatto abbindolare dai bei attori sulla locandina e devo ammettere che è andata peggio di quanto mi aspettassi.

Charlie (Madelaine Petsch, La scelta del destino) è proprietaria  dell'autofficina che ha ereditato dal padre, e che adesso gestisce solo con una paio di amiche. È una ragazza solitaria che ama le automobili e la meccanica, e l'unica conoscenza oltre le sue colleghe è un ragazzo che sente via messaggio. L'ha conosciuto attraverso un Reddit per appassionati di auto ma non si sono scambiati alcuna foto. 

Le cose tutto sommato funzionano fino a quando però proprio vicino a Charlie si trasferisce una grande franchising nazionale di officine che ovviamente ha prezzi concorrenziali, guidata da Beau (Jacob Scipio). Così Charlie e la sua officina devono affrontare una concorrenza spietata, ma c'è di peggio: per caso la ragazza incontra Beau e fra i due sembra esserci del feeling, fino a quando però scopre che è proprio lui a gestire l'azienda che la sta portando al fallimento.
E sarà anche peggio quando Charlie deciderà di incontrare il suo amico di penna che si scoprirà essere proprio Beau. 

Come gestiranno la cosa lo potrete scoprire se vedrete il film, ma a mio avviso Tagliando d'amore è anche peggio di French Lover.

Se infatti la commedia Netflix almeno punta sulla simpatia, qui abbiamo un raduno molti dei soliti cliché delle love story, senza però cercare almeno di proporli in una chiave o una prospettiva differente. È vero, Charlie è una ragazza che lavora in officina, quindi c'è un ribaltamento della situazione tipica, e una ambientazione più insolita ma lì finiscono i tentativi di rendere Tagliando D'amore vagamente interessante.

Il resto è l'arcinoto archetipo "enemies to lovers", che tra l'altro non ha nemmeno uno sviluppo fluido, ma si vede come la mano dello sceneggiatore fa funzionare forzatamente le cose.
È quindi un susseguirsi di malintesi ed equivoci che devono essere chiariti, e che nel giro di un paio di battute vengono risolti. 

Ma anche l'impostazione generale è banale: Charlie ovviamente è la tipica meccanica che indossa top aderenti e salopette senza una spalla. E c'è ovviamente un amico gay (Matteo Lane) che si occupa delle sue unghie mentre dà consigli da vero Cupido. 

Sia Madelaine Petsch che Jacob Scipio sono i volti che ti aspetteresti in questo genere di film, e sono carini, ma la prevedibilità di Maintenance Required fagocita ogni forma di chimica fra di loro. E poi tocca ammettere che anche questo personaggio maschile è un poco limpido. Quando Beau confessa a Charlie di aver lasciato la grossa azienda per cui lavora, sembra quasi l'abbia fatto per rispetto a lei e alla sua officina, mosso da un sentimento e da una scelta etica. Peccato che nella scena precedente il suo capo abbia esplicitamente cassato il suo progetto delle auto elettriche, ridimensionando il suo impegno lavorativo. 

Un po' C'è Posta Per Te, un po' Love Hard, in ogni caso Tagliando D'amore è uno di quei film che fallisce secondo me anche nel fare una compagnia, complice la noia sottile e costante che provoca e la durata fuori dai ranghi per un prodotto del genere.




Patch Occhi alla Caffeina De-Puff di Primark, promossi o bocciati?

Direttamente dalle mie scorte, da qualche tempo ho messo in uso alcuni prodotti beauty che ho acquistato da Primark, a cominciare dai loro patch contorno occhi con gel caffeina.

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INFO BOX
🔎 Primark
💸 €2.50
🏋 15 trattamenti
🗺 Made in Corea 
⏳ 1 Mese
🔬Vegan, Cruelty Free


Credo che anche chi come me non ha Primark dietro casa, saprà che il brand ha una sua linea di cosmetici chiamata PS... Skin, che contiene sia skincare che prodotti per la cura del corpo, make-up e accessori vari. È un po' un grande parco divertimenti perché i prezzi sono accessibili come tutti i prodotti del marchio, ma c'è anche un po' di sostanza. La linea PS...Skin infatti è cruelty free e vegan quindi non male sulla carta, ma come sono questi De-Puff Eye Patches Caffeine?

Fatemi fare un piccolo appunto: quella che vedete in foto è una confezione diversa rispetto a quella che appare sul sito Primark, sebbene la formulazione sia identica. Credo che PS...Skin abbia dato una rimaneggiata ai packaging per poi lasciare i prodotti praticamente invariati. 
Non avendo un negozio vicino, non posso fare una controprova, ma gli INCI indicati sul sito sono rimasti gli stessi.

Tuttavia la shrinkflation ha colpito anche Primark e se prima questi patch occhi contenevano 15 trattamenti (quindi 30 singoli dischetti), adesso sono stati ridotti a 3 paia, quindi per un totale di 6 lunette, almeno in questa versione alla caffeina.

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A parte queste scelte di marketing, i De-Puff Eye Patches si presentano come appunto maschere in tessuto preformate per seguire le linee del contorno occhi, e sono arricchiti con sostanze molto utili alla zona.
La Caffeina è la sostanza principale, sfruttata per la sua capacità di sgonfiare eventuali ristagni i liquidi della zona perioculare e schiarire eventuali occhiaie. In più troviamo glicerina e acido ialuronico per idratare, e pantenolo e allantoina per lenire, quindi perfetti per trattare diverse problematiche del contorno occhi.

Non ci sono invece fragranze aggiunte, infatti l'unica cosa che si avverte al naso è giusto l'odore degli attivi. 
Sull'uso dei patch, Primark è un po' stringata, mostrando in alcune immagini di applicarli su pelle pulita, lasciarli agire per 15/20 minuti e poi rimuoverli senza sciacquare. 
Ho notato che queste maschere occhi sono ben imbevute, infatti aderiscono bene alla pelle e non cascano facilmente, complice anche una dimensione giusta per la zona.


Io li ho apprezzati molto in prima battuta per la delicatezza, perché non mi hanno dato mai fastidio agli occhi anche quando li utilizzo la sera dopo una giornata di lenti a contatto o davanti al pc. Secondo me questi Patch occhi PS...Skin sono una aggiunta ideale per la skincare giornaliera, sia perché la presenza di caffeina agisce su problematiche più estetiche che strutturali, sia perché su di me si assorbono facilmente. Già dopo 15 minuti mi sembra che il tessuto sia praticamente asciutto, e soprattutto non lasciano residui particolari: io proseguo sempre con una crema perché ho una zona perioculare più secca, ed ho superato i trenta.

In realtà questi patch Primark lasciano anche una buona idratazione, adatta a pelli non troppo bisognose, che in tal senso funzionano sempre in una prospettiva preparativa. In più hanno un bell'effetto decongestionante, sono rinfrescanti e contribuiscono un po' a schiarire la zona del contorno occhi. Non so dirvi sui gonfiori perché non ne soffro particolarmente, ma posso dire che lasciano la pelle più liscia e compatta.

Credo quindi che questi Patch De-Puff alla caffeina siano una buona aggiunta per svegliare lo sguardo al mattino e prepararlo velocemente alla giornata.  La confezione richiudibile è poi una attenzione che non guasta.
È un peccato che Primark abbia ridotto il rapporto quantità prezzo perché potevano essere quel prodotto "no brainer", facile da usare anche quotidianamente.


Voi usate i prodotti skincare di PS...Skin? Che esperienza avete avuto?





Due chiacchiere su House of Guinness e La strada stretta verso il profondo nord su TimVision

Ancora serie tv terminate su queste sponde, ma questa volta mi voglio concentrare su due titoli molto diversi fra loro, che però avevano le carte per diventare due delle mie serie tv preferite. Ci saranno riuscite?


 La strada stretta verso il profondo nord
Miniserie

la strada stretta verso il profondo nord recensione

Il 18 settembre, decisamente in sordina, è arrivata in Italia su Tim Vision la miniserie ispirata al romanzo omonimo di Richard Flanagan, che si collega a fatti realmente accaduti, seppur con personaggi inventati.

Siamo nel 1940, e conosciamo il giovane medico australiano Dorrigo Evans (Jacob Elordi, Saltburn) che si ritroverà in una strana relazione amorosa con Amy (Odessa Young, Black Rabbit) la giovane moglie di suo zio. Il loro rapporto però, oltre che complesso, sarà breve: ritroviamo infatti Dorrigo nel 1943 in guerra, a comando di un gruppo di soldati che è stato fatto prigioniero dai giapponesi e che è stato impiegato per la costruzione di una ferrovia nella giungla, fra la Thailandia e la Birmania.

Un'opera impossibile, che verrà soprannominata la Ferrovia della Morte proprio per le migliaia di uomini che persero la vita nella sua costruzione.
Dorrigo sopravvisse, diventando un chirurgo affermato, ma anche decenni più tardi, nel 1989, lo rivedremo segnato, da quell'amore mai vissuto e dalla tragedia della guerra.

la strada stretta verso il profondo nord tim vision

Diretta da Justin Kurzel (sempre regista di Black Rabbit), La stretta strada verso il profondo nord è stata una miniserie inaspettata per me. Infatti in prima battuta si apre con Jacob Elordi nei panni di un Dorrigo che non ci dice nulla di nuovo rispetto alle doti dell'attore che già conosciamo: bello, sensuale, spigliato, sognante, pieno di speranze. Poco dopo però ci ritroviamo catapultati una pagina di storia che ignoravo e che la serie rappresenta giustamente in modo doloroso ed intenso. Decine di uomini prostrati dalla fatica, dalle sevizie, dalla fame, da malattie che venivano curate con metodi altrettanto rudimentali, costretti a lavorare sotto le peggiori minacce.

Un calvario che vediamo sui protagonisti in modo molto diretto, e che è raccontato attraverso attori bravissimi, tutti non solo i principali, e una cinematografia che partecipa alla storia. La fotografia, i colori, le luci non sono solo curati, ma collaborano ed accentuano le emozioni della storia. 
Ottimo anche il Dorrigo maturo, interpretato da Ciáran Hinds (Gli Anelli del Potere), un uomo ancora forte, ma sicuramente provato e bloccato da tutto quello che ha vissuto.

Jacob Elordi La strada stretta verso il profondo nord

La strada stretta verso il profondo nord sfrutta le tre linee temporali mischiandole fra di loro in un ordine che non sempre rende facile il raccapezzarsi, con dei passaggi un po' netti, ma secondo me la storyline alla fine risulta coesa, comprensibile, e tutto sommato scorrevole. 
Se vi aspettate una serie tv romantica sappiate che si ci sono dei momenti più teneri, ma emotivamente è secondo me più di impatto la parte storiografica e di guerra.
Il problema però è che si tratta di soli 5 episodi, che finiscono per essere forse un po' pochi.

Non so come sia il romanzo da cui è tratto (che immagino ricco viste le 500 pagine di cui è composto), ma a me è mancato un po' di approfondimento sia delle dinamiche sentimentali di Dorrigo, specie della sua relazione giovanile che scompare ad un certo punto, del suo vissuto nel presente del 1989 e di quel che è stato dopo quel periodo. Ma anche nella stessa costruzione della ferrovia e del periodo storico in generale, mi è sembrato che potesse lasciare qualche incognita se non si sa molto della vicenda.

L'ultimo episodio, commovente non lo nego, cerca proprio di raccogliere tutti i pezzi che ha distribuito lungo le puntate precedenti, ma qualche tassello in più era necessario.
Questo non toglie la qualità di La strada stretta verso il profondo nord che anzi si mette uno scalino sopra tante altre produzioni. 



House of Guinness
Prima stagione

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Steven Knight, sceneggiatore di alcune delle opere più interessanti degli ultimi anni, e non solo di Peaky Blinders ma anche di Maria, Spencer e della serie tv A Thousand Blows, è tornato con un altro period drama. Sotto la sua lente d'ingrandimento questa volta ha messo la famiglia Guinness, colosso della birra irlandese che ancora oggi porta un nome di tutto rispetto.
Ci troviamo nel 1868 alla morte di Benjamin Guinness, nipote del fondatore del famoso birrificio, che lascerà ai suoi quattro figli un patrimonio ingente da spartirsi e la non semplice gestione dell'attività di famiglia. 

C'è Arthur (Anthony Boyle, Il Complotto contro l'America), che da primogenito viene vincolato dal testamento ad occuparsi del birrificio direttamente, anche se i suoi desideri sono altri; c'è Edward (Louis Partridge, Enola Holmes, Disclaimer), che invece è ben pronto a prendere le redini dell'azienda; c'è Anne (Emily Fairn), lasciata fuori dal testamento del padre in quanto donna; e infine Benjamin Lee (Fionn O'Shea), dipendente da alcol e droghe e quindi praticamente estromesso dagli affari di famiglia.

Sullo sfondo delle vicende dei Guinness, ma estremamente legate a loro, c'è una Irlanda ancora sofferente dalla carestia e divisa da lotte interne fra "unionisti" e "feniani" (un movimento a favore dell'indipendenza irlandese).

House of Guinness mi ha fatto subito pensare a House of Gucci, con cui non c'entra nulla, lo so, e non solo per l'assonanza del nome, ma pensavo che la serie vertesse su lotte intestine fra fratelli che devono spartirsi un impero mastodontico. In realtà fra i Guinness regna tutto sommato una certa armonia, o quantomeno sono unanimi, e ognuno contribuisce come può proprio a far sopravvivere al meglio l'azienda. I problemi diciamo arrivano più che altro da fuori, dagli scontri fra cattolici e protestanti, dalla tesa situazione socio-politico-economica e appunto dagli scontri civili. 

Tutto questo diventa abbastanza avvincente in questa serie tv Netflix, che scorre fluida e chiara lungo gli 8 episodi di cui è composta. Funziona da un punto di vista del cast, visto che ogni interpretazione è precisa, curata, e bilanciata nel non far diventare i personaggi delle caricature. Fin da subito ognuno dei componenti Guinness dimostra i suoi tratti principali, per poi comunque avere una sorta di evoluzione.
A supporto di questo troviamo un cast rodato di volti noti, come Jack Gleeson (Il Trono di Spade) e James Norton.

house of guinness netflix

Anche la messa in scena, la cura di scenografie ed abiti rendono House of Guinness visivamente appagante e piacevole da seguire. Bisogna però specificare che non si tratta di una serie tv storiografica, sebbene renda abbastanza chiare quelle che erano le problematiche dell'Irlanda dell'800.
Chiunque online vi dirà che sulla vita privata dei Guinness si sapeva abbastanza poco, ad eccezione ovviamente dei loro ruoli pubblici. La serie tv ha preso infatti un po' di dicerie e pettegolezzi più o meno credibili per dare un po' di pepe alla storia dei birrai, creando un prodotto che intrattiene bene.

Come spesso accade, anche House of Guinness si prende delle libertà creative, non aderendo perfettamente ad una serie ambientata in quell'epoca: i dialoghi, i modi e le musiche tendono la mano alla contemporaneità. L'obbiettivo credo fosse più che altro dare una sferzata più fresca alla serie e adeguarsi al pubblico di Netflix, ma capisco che tanti sono stanchi di questo approccio.

Il risultato è soddisfacente, ma ammetto quello che mi è mancato davvero è un impatto forte che mi aspettavo. Nonostante House of Guinness abbia i suoi momenti riusciti, non c'è nel corso delle puntate un reale stravolgimento emotivo in grado di far risaltare davvero la serie tv rispetto alle tante produzioni che vedo. 

Mi viene spontaneo un confronto con A Thousand Blows, sempre di Knight, imperfetta sicuramente ma che comunque mi ha lasciato la voglia di approfondire i suoi protagonisti e le loro storie. Con House of Guinness diciamo che la voglia è un po' meno pungente.

Non è la serie tv che ho preferito in assoluto in questo 2025, ma sono comunque contento che sia stata rinnovata per una seconda stagione.




9 Sieri Capelli Anti Caduta Rinforzanti da provare!

Autunno per molti (me compreso) significa fare i conti con i danni che l'estate ha lasciato sui nostri capelli. Un altro motivo per odiare questa stagione sicuramente, ma tocca comunque prendere provvedimenti contro la caduta stagionale e l'indebolimento dei capelli. 

Durante l'estate, i capelli e soprattutto il cuoio capelluto vengono sottoposti a diverse forme di stress: esposizione prolungata ai raggi UV, cloro delle piscine, salsedine del mare, vento, lavaggi frequenti ma anche viaggi e cambi di routine. Questi fattori possono creare appunto danni al fusto, rendendolo più secco e soggetto a rottura, ma anche scatenare perdita di idratazione, micro-danni alle radici con una conseguente maggiore caduta al cambio stagione. 

migliori sieri anticaduta capelli

Quelli bravi lo chiamano effluvio telogen stagionale: lo stress estivo si aggiunge e porta ad anticipare la normale attivazione della fase di riposo/caduta (telogen appunto) dei follicoli e quindi in autunno notiamo una maggiore caduta dei capelli. Le castagne non centrano nulla insomma.
Ma questo è a tutti gli effetti un ricambio, una situazione fisiologica e non patologica, che invece deve essere appurata e curata da un dermatologo o tricologo.  

Personalmente ho notato su di me che il maggior periodo di caduta arriva intorno alla fine di luglio o comunque ad agosto inoltrato, quando già da un paio di mesi affronto il caldo e tutte le conseguenze che ha sulla cute.

Proprio alla luce di tutta questa situazione mi è sembrato il momento ideale per fare una summa dei sieri e dei trattamenti anticaduta e rinforzanti che ho provato nel tempo, che ho apprezzato e anche spesso riacquistato. Io in verità li utilizzo tutto l'anno (tuttora ne sto testando uno nuovo di cui parlerò più avanti), esattamente come faccio con la skincare viso e corpo, perché preferisco arrivare preparato al ricambio stagionale, piuttosto che sperare che un cosmetico possa bloccare completamente la caduta. 

Questa però non è una classifica dal migliore al peggiore: credo che ognuno dei prodotti abbia le proprie caratteristiche e possa adattarsi a esigenze diverse. L'obiettivo è trovare il siero anticaduta più adatto alle singole necessità.


Diego dalla Palma - Siero 6 Estremi Rimedi

Diego dalla Palma ha lanciato proprio quest'anno il suo siero per capelli; si chiama Estremi Rimedi (nome geniale se me lo chiedete), una novità di cui sono molto curioso. 

È infatti un trattamento rinforzante per capelli e cuoio capelluto e che può essere utilizzato persino sulla barba, proprio per stimolare la crescita di nuove fibre capillari.

Estremi Rimedi viene anche definito "Siero 6", perché promette capelli più densi e sani già dopo un trattamento di sei settimane*, ma anche perché è composto principalmente da sei complessi funzionali che agiscono sinergicamente. Abbiamo:

  • 3D X-Hair, che stimola la produzione di cheratina, per capelli più voluminosi e resistenti;
  • Pep4Hair, miscela di 4 peptidi biomimetici volti a promuovere la densità dei capelli e la loro resistenza alla rottura, migliorando nel tempo anche le lunghezze;
  • Curcuma exo-peptides, ottenuto da cellule staminali di curcuma e naturalmente ricco di metaboliti e peptidi. In sintesi, cibo per i nostri capelli;
  • Marine Hair Force, una microalga marina ricca in polisaccaridi, lipidi e antiossidanti, che supporta il ciclo follicolare, favorendo la crescita e rallentando la caduta;
  • Fiber-Repair TriBlend, un mix di creatina, pantenolo e ceramidi che ristruttura il sistema lipidico della fibra;
  • 7amino-blend, ovvero sette (ma in INCI sono molti di più) aminoacidi che ridanno vitalità ed elasticità al capello.

Non contenendo oli, il trattamento fortificante si adatta a tutti i tipi di capelli.
L'uso di Estremi Rimedi Diego della Palma è semplice: si massaggia qualche goccia del siero sul cuoio capelluto asciutto o tamponato, una volta al giorno e non necessita risciacquo, anzi si lascia agire magari tutta notte. 

Dopo sei settimane di uso quotidiano, si può passare ad una fase di mantenimento con 3-4 applicazioni a settimana. Da provare!


*Secondo i dati dello studio clinico condotto da Trichoscan® HD, presso l'Università di Napoli su 20 soggetti, nell'80% dei casi si è verificato un aumento della densità del capello e nell'85% dei casi un aumento dello spessore del capello in 6 settimane di utilizzo del prodotto



The Ordinary Multi-Peptide Serum for Hair Density

Sono quasi certo che il Multi Peptide Serum di The Ordinary sia il primo siero rinforzante avanzato che abbia provato e me ne sono innamorato a tal punto che nel tempo l'ho riacquistato più e più volte (al momento è fra le mie riserve pronto ad essere rimesso ancora in uso).

La sua formulazione è ricca di complessi peptidici e sostanze che aiutano appunto a stimolare la densità capillare: REDENSYL ™ , Procapil ™, CAPIXYL ™ , BAICAPIL ™ , AnaGain ™  e caffeina, che agiscono sinergicamente e rinforzano il capello dal bulbo da più livelli. La consistenza liquida lo rende facile da applicare e soprattutto è una formula decisamente idratante e lenitiva, perfetta per cuoio capelluto secco e sensibile come il mio.
Il Multi Peptide Serum for Hair Density su di me agisce già nel giro di circa 5 settimane facendo spuntare nuovi baby hair e rendendo proprio la chioma più densa. 
Qui la mia recensione completa.


Transparent Lab Hair Density Scalp Treatment 

Altrettanto avanzata e interessante è la formulazione del Density Scalp Treatment proposto da Transparent Lab, una delle linee di Niche Beauty Lab.
Questo nasce come un vero e proprio trattamento anti età per i capelli: non vuole solo stimolare la crescita e rallentare la caduta ma anche agire su ingrigimento e l'assottigliamento capillare. 
Anche qui troviamo complessi avanzati come il 3% di Turmeric PhytoPeptide™, il 2% di Densidyl®, il 2% di Biotinoyl Tripeptide-1 e l'1% di Olive PhytoPeptide™.

Ma Transparent Lab ha aggiunto anche Biotina, Caffeina, Redensyl®, e CAPIXYL™, in una texture ancora più leggera del siero The Ordinary. Ottimo l'applicatore spray, preciso e facile da usare,
Anche con l'Hair Density Scalp Treatment ho notato ottimi risultati non solo all'attaccatura ma ho visto spuntare nuovi capelli un po' ovunque. Adatto secondo me anche a capelli un po' più grassi, e poi lo trovate anche su Amazon.
Qui la mia recensione completa. 


Revox B77 Just Multi Peptides For Hair

Se cercate una alternativa economica ai sieri anticaduta che vi ho citato, dovete dare una chance al Multi Peptides for Hair proposto da Revox B77. Ovviamente abbiamo una formula meno ricca, ma comunque ci sono attivi interessanti come il peptide Biotinoyl Tripeptide-1, la caffeina e il brevetto Keratrix™. La consistenza resta acquosa, facile da usare, delicata sul cuoio capelluto e abbastanza adatta anche ad un cuoio capelluto più tendente a sporcarsi.

Il Multi Peptides for Hair di Revox secondo me è perfetto sia da usare come mantenimento dopo un ciclo con un trattamento rinforzante più intenso (e costoso), sia che vogliate impratichirvi con questa tipologia di prodotti e non siete certi se sarete costanti (aspetto fondamentale).
Vi consiglio comunque di acquistarne più di un flacone perché uno è un po' piccolo.
Anche lui è già tonato nelle mie scorte.
Qui la mia recensione completa. 




The Inkey List Caffeine Stimulating Scalp Treatment


Non so più quante confezioni di Stimulating Scalp Treatment The Inkey List ho acquistato da quando l'ho provato ed ancora oggi lo trovo un ottimo siero anticaduta rinforzante. Qui abbiamo ancora una volta una formulazione un po' più semplice, arricchita con l'1% di caffeina, l'1% di REDENSYL ™ e l'1% di betaina, ma non per questo meno efficace nello stimolare la crescita di nuovi capelli.

La sua particolarità è la consistenza, leggermente più gellosa rispetto agli altri sieri che vi ho proposto e che consente applicazioni mirate: è perfetta insomma se come me cercate di trattare aree specifiche. Anche l'applicatore a beccuccio (rinnovato rispetto ai primi flaconi) è perfetto in tal senso. 
E poi questo Caffeine Stimulating Scalp Treatment ha un ottimo rapporto qualità-quantità-prezzo che consente di fare un uso prolungato già con una sola confezione. Si trova spesso in offerta dai vari rivenditori, oltre che sul sito dell'azienda che fa sempre ottimi sconti.


Nacomi Next Level Rosemary Scalp Serum Mist


Sempre nell'ottica di un trattamento rinforzante economico, leggero e che magari agisca sulla salute generale del cuoio capelluto, il Nacomi Rosemary Scalp Serum Mist è un'ottima opzione.
Qui troviamo soprattutto un pool di estratti vegetali come appunto rosmarino, edera, di ortica, di ginseng, che vanno a stimolare la microcircolazione cutanea e quindi il nutrimento del bulbo pilifero.

La texture è idratante ma leggera, e secondo me adatta un po' a tutti i tipi di capelli, e soprattutto ad un cuoio capelluto sensibile. Il Rosemary Scalp Serum Mist ha secondo me un effetto rinforzante e stimolante ma non lo consiglierei se state attraversando la fase più acuta della caduta stagionale. È infatti più indicato come mantenimento dopo trattamenti con altri sieri e in generale per chi cerca un approccio più naturale.


Garnier Trattamento in siero Anticaduta con Vitamina C e Biotina


Più o meno con la stessa logica nomino questo trattamento Anticaduta Vitamine & Forza di Garnier. Al suo interno infatti troviamo sostanze come vitamine B6, B8 e B3, ma anche attivi lenitivi e antiossidanti che si occupano di creare la condizione migliore per la crescita dei capelli.

È per questo che secondo me questo siero di Garnier non è il più potente nel rallentare la caduta dei capelli ma può essere un ottimo alleato per stimolarne invece la crescita. La sua texture lattiginosa è piacevole, idratante ma non sporca eccessivamente i capelli, e consente una applicazione mirata.
Questo Trattamento Vitamine & Forza ha poi secondo me un ottimo rapporto quantità-prezzo e una reperibilità che fa invidia agli altri brand, quindi ideale anche se non volete fare ordini online. 
Qui la mia recensione completa. 



Balea Professional Siero per la crescita dei capelli


Nonostante la non eccezionale reperibilità (almeno per me) non posso non citare anche il siero per la crescita di capelli proposto da Balea. Ovviamente il prezzo piccolissimo lo rende adatto a chi è ancora alle prime armi nel mondo dei sieri anticaduta, ma c'è anche di più. Nella sua formulazione infatti spiccano sostanze stimolanti come caffeina e Baicapil, mentre la cheratina, l'arginina e il pantenolo si occupano della salute generale di cute e capelli. Essendo poi presenta una intera hair care routine, si può combinare l'azione del siero ad altri prodotti per massimizzare l'effetto.

Il siero rinforzante Balea contiene purtroppo alcol, che in questa tipologia di trattamenti ha un effetto non solo di alleggerire la formulazione, ma anche rubefacente. Su di me non ha dato problemi, ma diciamo che potrebbe non essere il siero più delicato che ci sia in commercio. Credo che possa piacere a cuti anche più grasse, e la confezione abbondante consente un uso continuato. 
Qui la mia recensione completa. 


Equilibra Olio di Rosmarino per Capelli


Vi avevo raccontato qui come mai l'olio di rosmarino aveva perso parte della sua fama di "miracolo" anticaduta che aveva guadagnato sul web, ma anche come mai continuo ad utilizzarlo. Ritengo infatti che questo ingrediente, avendo comunque effetti antiossidanti, antiinfiammatori e stimolanti per la microcircolazione possa essere una valida aggiunta ad una routine anticaduta. Ma ci sono poi formulazioni che meritano comunque una attenzione in più come appunto l'Olio di Rosmarino Equilibra.
Infatti accanto all'olio essenziale di rosmarino ha anche quelli di eucalipto e di menta, a loro volta rubefacenti e stimolanti del microcircolo. In più oli nutrienti come quello di ricino rendono questo prodotto adatto a migliorare le condizioni per nuovi capelli e in generale per chi come me ha un cuoio capelluto secco. Con questa tipologia di INCI l'olio di rosmarino può essere un alleato, come impacco settimanale, che affianca alla perfezione tutti i vari sieri anticaduta da usare invece ogni giorno che vi ho già citato. Ho già un altro prodotto simile in uso e ne parliamo presto.
Qui la mia recensione completa.



Spero che questa carrellata di prodotti testati possa essere utile, ma sono curioso di conoscere le vostre esperienze e i vostri top.




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Nuovi film in streaming promossi e (quasi) bocciati

Questa volta porto generalmente notizie un po' più positive rispetto alle serie tv di cui ho parlato l'ultima volta, perché la scorsa settimana ho visto due nuovi film usciti da poco in streaming che mi hanno tenuto compagnia e penso possano farlo anche con voi.


All of You (2024)

recensione film all of you apple tv

Genere: drammatico
Durata: 98 minuti
Regia: William Bridges
Uscita in Italia: 26 Settembre 2025 (Apple Tv+)
Paese di produzione: USA

All of You ci porta in un ipotetico prossimo futuro in cui l'anima gemella può essere trovata attraverso un test. Però ovviamente non tutti sono disposti a farlo, come Simon (Brett Goldstein) che non crede in questa forma di tecnologia, ma decide comunque di aiutare economicamente la sua amica Laura (Imogen Poots), che conosce dai tempi dell'università, proprio a fare questo esame che le consentirà di scoprire il suo vero amore, almeno secondo l'algoritmo.

Nel corso degli anni seguiremo l'evoluzione del loro rapporto: mentre Laura si sposa e mette su famiglia, le relazioni di Simon iniziano e terminano nel giro di poco. Tuttavia i due si ritroveranno sempre più legati, ma anche sempre più distanti, colpa di una "sliding door" che forse ha cambiato tutto il loro destino.

Anche per raccontarvi la trama di All Of You non ho potuto non sottolineare quanto questo film, scritto da William Bridges (che fa anche da regista) e dallo stesso Brett Goldstein, sia parecchio derivativo. Perché, anche se non ce lo mostra palesemente, è un po' un film su quanto le nostre scelte e il destino possano segnare un amore.
Ci troviamo in un contesto vagamente futuristico, ma tutto sommato non troppo distante da noi e All of You si muove in piccole parentesi temporali, concentrandosi sugli incontri fra Simon e Laura e su come il loro rapporto evolve, nonostante il tempo che passi ed entrambi vivano vite separate. Non sempre tutto va per il meglio, a causa comunque di quella decisione passata.

All of You così ha le vibes di tanti altri titoli: da Fingernails, sempre su Apple Tv, alla serie tv The One di Netflix, fino a One Day, ma passando anche appunto per Sliding Doors e con qualche rimando a Normal People. 
Insomma non è altro con un rimasticare dinamiche, storie, sentimenti già visti, ma questo nuovo film lo fa un po' in modo strano, lasciando dietro le quinte molti aspetti.


Ad esempio non sappiamo in cosa consista realmente il test, ma nemmeno cosa accade nella vita dei protagonisti oltre i loro incontri. Dobbiamo farci star bene quel poco che ci raccontano, ma qualcosa non sempre quadra. Penso soprattutto a quando Laura dice esplicitamente che non vuole coinvolgere Simon in un lato della sua vita che ritiene incasinato, ma non sapremo mai a cosa si riferisce. Il problema è però quando manifesta dei sentimenti per l'uomo, che se da un lato richiedono una certa consapevolezza, dall'altro non sfociano in un atteggiamento maturo e appunto consapevole.

Ho capito che All of You volesse concentrarsi sull'emotività, slegare i suoi personaggi da fatti concreti per rendere la storia più universale ed empatizzabile, ma l'effetto è contrario. 
Il personaggio di Imogen Poots per me è insoffribile sin dall'inizio, non capendo mai cosa volesse davvero e se vi capita di vedere il film credo che anche voi resterete perplessi dalle sue risposte.
Molto più sensato Simon che cerca giustamente conferme da un rapporto che nel tempo è evoluto.

Mettendo da parte la sceneggiatura, All of you ha una buona regia e fotografia, ma ammetto che i salti temporali potevano avere una divisione più netta: i due personaggi praticamente non invecchiano.

Ho apprezzato poi molto le interpretazioni di Brett Goldstein e Imogen Poots che hanno una bella chimica nonostante appunto personaggi non sempre simpatici. È insomma un film quasi bocciato per me: nonostante si lasci seguire, non richieda troppo tempo e abbia una bella messa in scena, ci sono diversi momenti che mi hanno fatto prudere le mani e mi hanno fatto chiedere, alla fine, che senso avesse All of You.




La donna della cabina numero 10 (2025)

recensioni la donna della cabina numero 10

Titolo originale: The Woman in Cabin 10
Genere: thriller, drammatico
Durata: 92 minuti
Regia: Simon Stone
Uscita in Italia: 10 Ottobre 2025 (Netflix)
Paese di produzione: USA

Dopo il successo di Black Doves, Keira Knightley ha rinnovato il sodalizio con Netflix con un nuovo thriller che tra l'altro è in cima ai film più visti sulla piattaforma.
Tratto dal romanzo omonimo di Ruth Ware, La donna della cabina numero 10 ha come protagonista Laura Blacklock (Knightley appunto) una giornalista d'inchiesta la quale, a seguito di un suo articolo, si ritroverà a vivere una esperienza traumatica. Così viene "spedita" per un lavoro più rilassante: seguire il viaggio inaugurale dello yacht di lusso del miliardario Richard Bullmer (Guy Pearce) che si dirigerà verso le coste della Norvegia.
Nonostante i passeggeri di élite poco accoglienti, Laura cercherà di ambientarsi, ma la prima notte di navigazione qualcosa di strano accade: nella cabina accanto alla sua sente dei rumori di colluttazione e poi ha l'impressione di vedere qualcuno cadere in mare. Sono pochi secondi nel cuore della notte, ma nonostante venga dato subito l'allarme, non viene trovato nessuno, perché sembra che la cabina numero 10 fosse vuota. Ma sarà davvero così?

Anche con La donna della cabina numero 10 non abbiamo nulla di nuovo sotto al sole, visto che il richiamo ad Assassinio sul Nilo e in generale ai gialli classici è molto forte. In questo caso poi è una modernizzazione che però segue un filone narrativo già molto usata nell'ultimo periodo che mette sulla graticola personaggi ricchi e famosi. 

Per apprezzare questo film Netflix secondo me tocca abbassare un po' le aspettative (che nel mio caso non erano comunque alte) e soprattutto prenderlo per quel che è. 
La donna della cabina numero 10 è infatti il tipico film da serata autunnale in casa con la copertina sul divano, che si lascia seguire volentieri, che ha un buon ritmo e una ambientazione che si presta alla storia.
Nonostante infatti la regia di Simon Stone non spicchi in creatività, il senso di claustrofobia viene reso molto bene dagli spazi comunque angusti dello yatch. Sensazione che sorregge anche il fatto che Laura non verrà creduta, anzi sarà proprio considerata pazza dagli ospiti snob della nave. 

la donna della cabina numero 10 netflix

La donna della cabina numero 10 naviga quindi liscio sulle acque del giallo tradizionale come lo yatch in cui si svolge, salvo qualche colpo di scena più riuscito. Si poteva in generale fare di più e fare di meglio, specie diciamo nella terza parte del film dove più di qualcosa sembra sfuggire alla logica, e forse ci si allunga un po' troppo, perdendo quella tensione che invece il finale avrebbe richiesto. 

Tutto sommato sono anche sufficienti le interpretazioni, anche se i personaggi secondari, fra cui troviamo i volti di Daniel Ings e Kaya Scodelario da The Gentlemen, e Hannah Waddingham, sono decisamente caricaturali e poco caratterizzati. Bellissimi invece i paesaggi che però non sono esattamente norvegesi visto che il film è stato girato fra Scozia e Inghilterra. 

The Woman in Cabin 10 quindi non regge quindi l'esame di chi cerca un thriller originale e cervellotico, ma ha la giusta durata per riempire lo spazio di una serata pigra senza annoiare troppo, e per questo lo promuovo. 




MaxClinic Ceramedix: due prodotti viso Coreani da usare questo Autunno 🧱

Apprezzo tantissimo che finalmente siamo arrivati in autunno, l'aria è più frizzante e si torna ad abitudini più coccolose, ma la pelle può risentirne. Tocca infatti adeguare e rivedere la propria skincare routine affinché sia più idratante e protettiva. Con il vento ed il freddo la mia pelle cambia parecchio, passando da mista ad essere più propensa a disidratarsi e apprezzare anche texture più corpose.

Da qualche settimana ho inserito nella mia routine due prodotti che si prestano bene a questo periodo e alla stagione più fredda in generale. Sono del brand coreano Maxclinic, della nuova linea Ceramedix.

maxclinic ceramedix 2% recensioni

Maxclinic, che nasce proprio con la filosofia di portare nei trattamenti home-made gli attivi più avanzati, ha creato una linea a base di ceramidi per riparare la barriera cutanea e proteggerla dagli agenti esterni. 

I due prodotti della linea Ceramedix contendono appunto il 2% di ceramidi, che sono essenzialmente lipidi naturalmente presenti nella nostra pelle e la compongono per oltre il 50%. Agiscono come una sorta di "collante" tra le cellule cutanee, rafforzando la barriera protettiva e impedendo la perdita d'idratazione. Fattori interni ed esterni come età ed esposizione solare però possono ridurre le ceramidi naturali causando secchezza ma anche rughe.
Le ceramidi aiutano a ripristinare e mantenere la pelle idratata, elastica e resistente. Inoltre sono adatte a tutti i tipi di pelle, comprese quelle sensibili o acneiche, poiché aiutano a ridurre irritazioni, secchezza e infiammazioni.
Queste sostanze si combinano bene con altri ingredienti skincare come attivi idratanti, niacinamide, retinolo e vitamina C, potenziando l'effetto rigenerante e anti-età. 

I due prodotti proposti da Maxclinic sono a tutti gli effetti dei trattamenti, che l'azienda suggerisce di utilizzare due volte a settimana, e che sono comunque carichi di attivi che migliorano il funzionamento della barriera cutanea.



INFO BOX
🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL)
💸 €17
🏋 30ml
🗺 Made in Corea 
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

Inizio col prodotto più particolare di questa linea ovvero il Capsule Serum, un siero viso che oltre al 2% di ceramidi è anche ricco di attivi idratanti e nutrienti.
Parto con la trafila di umettanti come glicerina, urea, betaine e xilitolo, che si uniscono ad una miscela di acido ialuronico in diverse forme e vari pesi molecolari. 

Ci sono poi una serie di lipidi biomimetici, come appunto squalane, colesterolo, ma anche esteri di jojoba e burro di karitè che imitano la composizione naturale dello strato corneo, riducendo la perdita d’acqua transepidermica. Questi lavorano sinergicamente con altri attivi emollienti e lenitivi come i fitosteroli vegetali e la lecitina. 
Un ulteriore supporto anti infiammatorio è dato da sostanze come pantenolo, allantoina e centella asiatica e derivati.


MaxClinic ovviamente non poteva non aggiungere anche attivi multi funzionali come adenosina, niacinamide ed ectoina, che agiscono in modo diverso ma sempre a favore di una pelle più elastica, sana e protetta. Nell'INCI di questo siero coreano ho scovato anche un peptide che in verità conosco poco e che pare abbia effetti anti-invecchiamento e anti-ossidante.
Non ci sono invece  fragranze aggiunte o sostanze irritanti.

La particolarità del Ceramedix Capsule Serum è la sua texture: è un siero a base acquosa ma contiene delle micro capsule che trattengono gli attivi. Una volta che massaggiamo il prodotto, queste particelle, che comunque non fanno particolare attrito (non immaginatevi un effetto scrub insomma) si sciolgono e spariscono.
Devo sottolineare che la pipetta contagocce a volte fa un po' fatica a prelevare questa consistenza così particolare, ma non è stato un problema rilevante nel lungo periodo. 


A proposito dell'utilizzo, Maxclinic suggerisce di usare questo siero come un trattamento bisettimanale da usare la sera, dopo il tonico viso e seguito ovviamente da una crema o una maschera.

A mio avviso però non c'è nulla in questo siero che non consenta di usarlo più spesso, magari in un periodo di particolare necessità visto che il Ceramedix Capsule Serum ha una consistenza piacevole che idrata e nutre a fondo, ma senza appesantire. Inoltre si sposa bene con il resto della routine visto che non fa briciole né fa sollevare prodotti di altri marchi.

A me è capitato di usarlo anche di giorno, ma capisco il senso del trattamento serale, quando magari vogliamo sostanze sulla pelle che siano più riparative ed emollienti, magari dopo una giornata all'aperto. Il Capsule Serum Maxclinic infatti dà subito elasticità alla pelle, toglie quella eventuale sensazione di tiraggio data dalla detersione. 
È un siero che, pur con la sua leggerezza, si sente agire sulla pelle, perfetto secondo me da aggiungere alla routine proprio di pelli da normali a secche.




INFO BOX
🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL)
💸 €21
🏋 50ml
🗺 Made in Corea 
⏳ Scadenza sulla confezione
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Maxclinic al momento ha declinato la gamma Ceramedix in due prodotti, una piccola routine per la cura della pelle e non poteva mancare la Barrier Cream.
Il concetto e gli attivi sono in parte simili fra questa crema viso e il Capsule Serum Ceramide 2%: troviamo sempre ceramidi, che si uniscono ad acidi grassi, colesterolo e lecitina per ricreare la struttura dello strato corneo. In questa crema però troviamo anche la fitosfingosina che contribuisce anche alla sintesi delle ceramidi, quindi perfettamente in linea nell'ottica di un prodotto che vuole ricostruire la matrice della cute.

Non mancano ovviamente anche questi attivi lenitivi che vi elencavo su, ma sono supportati qui da estratti vegetali come camomilla, tè verde, figo, liquirizia e rosmarino che hanno proprietà antinfiammatori e antiossidanti. 
Sul versante degli umettanti, la Barrier Cream Ceramedix si arricchisce anche dei glicosaminoglicani idrolizzati, in pratica un precursore dell'acido ialuronico ad effetto cicatrizzante. 


Maxclinic secondo me ha studiato bene come il Capsule Serum e la Barrier Cream potessero lavorare insieme, sia nelle formulazioni che come consistenze. La crema è infatti soda appena prelevata, ma ricorda un po' la consistenza gellosa e facile da distribuire di una pomata. Anche qui un prodotto inodore per ridurre la possibilità di irritazioni cutanee.

Da un punto di vista degli ingredienti invece è una combo efficace perché si completano a vicenda. Ma la crema ha un maggior potere umettante e protettivo, che può sposarsi bene anche con pelli più miste e sensibili, specie andando incontro ad una stagione sempre più fredda.

La Barrier Cream Ceramide 2% infatti è ricca ma non pastosa o untuosa, complice il fatto che non ci sono tanti oli o burri (presenti invece nel siero), e su di me si assorbe abbastanza facilmente, pur avvolgendo la pelle. Ha una buona azione lenitiva che dà subito comfort alla pelle, e riesce ad idratare a fondo, mantenendo la cute elastica per tutto il giorno. 


Anche in questo caso Maxclinic dice di usare questa crema due volte a settimana, la sera e se si vuole la si può far seguire da un trattamento ancora più nutriente. Io ovviamente ne ho fatto degli usi incrociati, sia con il Capsule Serum che insieme ad altri prodotti, e sia in momenti di maggiore necessità che come semplice prodotto ad uso quotidiano, e si è sempre comportata bene.

La Barrier Cream Ceramedix infatti ha funzionato bene anche con prodotti di altri marchi ed è stata anche una buona base per il trucco. A me è capitato di usarla sia su tutto il viso, ma anche in modo mirato solo su alcune zone che sentivo più secche e disidratate (anche il contorno occhi). Ho usato la combo di questi prodotti Maxclinic sia nelle prime giornate di freddo, ma anche semplicemente dopo la rasatura della barba o in tutte quelle situazioni in cui sentivo che la mia pelle poteva essere sensibilizzata.

A mio avviso sono delle formulazioni ideali da introdurre nella propria skincare non solo per proteggere la pelle dal freddo, ma anche in quei giorni in cui facciamo pausa da attivi più potenti come retinolo e alfaidrossiacidi, o semplicemente per affiancarli in modo da non rovinare la barriera cutanea.



Sono davvero contento che Maxclinic abbia tirato fuori queste due chicche adatte al periodo, ma comunque versatili, e di averle potute provare in anteprima. 
Voi avete rinnovato la skincare per l'autunno?



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