Promossi e Bocciati Maggio'18: Belle Scoperte! 😍😍😍

Ritornano i promossi e bocciati, di Maggio ovviamente, ma per questo mese non ho nemmeno un bocciato su cui spettegolare.
In realtà nel corso del mese son rimasto male per un paio di prodotti, come ad esempio le maschere in tessuto Hanhuo, che, nonostante la bellezza delle confezioni, non mi hanno dato i risultati attesi e sperati. O anche il Remove Blackheads 3 Step - Kit del marchio cinese Bioaqua, di cui ho parlato qui, che, per quanto fosse carino come kit, è stato facilmente battuto dal Pig Nose Clear Blackhead 3-Step Kit di Holika Holika. Non posso ovviamente dimenticare quanto ho apprezzato le maschere DynasunCare, che ho avuto modo di provare. 
A proposito di promossi e di trattamenti viso, c'è sicuramente la maschera idratante alla bava di lumaca di Dr. Organic, che mi è sembra un prodotto strong che agisce a più livelli. E sempre a maggio ho promosso la combo di shampoo e balsamo PHBio, che il mese scorso avevano fatto un'altra apparizione da Lidl. A me son piaciuti tantissimo, e ne ho altri ancora da provare. 
Accanto a tutti questi prodotti che ho recensito, ovviamente c'è tanto altro e sono stato fortunato ad incappare in belle scoperte. 


I Provenzali Latte Viso Detergente
Olio di Rosa Mosqueta 


I Provenzali Latte Viso Detergente  Olio di Rosa Mosqueta

Non ditele nulla, ma ho rubato questo Latte detergente de I Provenzali ad una delle mie sorelle (siamo tre come le Carlucci), che ogni tanto spunta a casa con qualche prodotto bio. Avendolo lì a disposizione ho pensato che sarebbe stato interessante provarlo, anche perché della linea all'olio di rosa mosqueta di questa azienda genovese ho utilizzato (e sto provando!) vari prodotti, fra cui il siero antiage, il tonico addolcente e la crema contorno occhi, tutto con più o meno soddisfazione, e non potevo certo perdermi questo prodotto anche solo per dovere di cronaca. Ma, quasi per caso, si è trasformato nel mio detergente viso mattutino.
Il Latte Viso Detergente I Provenzali si presenta come una crema dalla consistenza media, né troppo fluida, né troppo densa e pesante, ed è arricchito con burro di karitè, olio di semi di girasole e com'è ovvio anche olio di rosa mosqueta. Quando uscì in commercio, questo prodotto aveva un semplice tappo a scatto, ma poi per fortuna hanno messo questo erogatore che funziona bene. Appena prelevato il prodotto emana un profumo fresco, floreale e delicato, che è poi quello che caratterizza tutta la linea
Sul retro della confezione, abbiamo un'etichetta che praticamente si apre per rivelare l'analisi dell'INCI, e su cui l'azienda scrive

"Elimina con dolcezza le impurità di trucco e agenti esterni dal viso, collo e décolleté, lasciando la pelle morbida e vellutata."
e dice pure di utilizzare il prodotto su un dischetto di cotone e in pratica di evitare gli occhi, ma io ho disatteso entrambe le indicazioni, facendo di testa mia. Intanto come un po' tutti i detergenti in crema, io amo applicarli a viso asciutto, massaggiarli per un po', e poi inumidire le mani ed emulsionare il prodotto con l'acqua, e poi sciacquo via.
Inoltre l'ho applicato sugli occhi e non ho avuto alcuna reazione strana, bruciore o rossore, anche la sera quando ho gli occhi più sensibili. In questo senso però vi invito a seguire quanto dice l'azienda ed evitare se pensate possa darvi fastidio.


Il Latte Viso Detergente de I Provenzali per me è promosso ed approvato: mi piace come è in grado di pulire il viso per affinità, senza stressarlo, e senza seccare la pelle, cosa per me molto importante soprattutto al mattino. Ha quasi un'azione restituiva, senza però lasciare quella odiosa patina oleosa e soffocante di certi detergenti cremosi, e mi lascia la pelle morbida, luminosa e compatta.
Quanto al potere struccante secondo me non è elevatissimo: io mi limito a correttore e a volte un po' di cipria ma riesco a rendermi conto come possa eliminare un trucco più elaborato, e credo che questo latte detergente possa funzionare meglio nel rimuovere il make up con l'azione meccanica di un dischetto di cotone o di un panno in microfibra, non solo con le mani.
In ogni caso è semplice da sciacquare, lo ricomprerei e penso che le pelli da normali, a secche a leggermente miste ci si possano trovare bene.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e sapone, Tigotà, Lidl
💸 €3.50
🏋 200 ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free, Certificato Biologico CCPB, Vegan, Nickel , Chromo, Cobalto Tested
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



Dr. Organic Charcoal Extra Whitening Toothpaste
Dentifricio Purificante

dr organic dentifricio carbone

Vi avevo anticipato proprio con la maschera idratante di Dr. Organic, che l'azienda mi ha inviato alcuni prodotti da testare, e io, come sono solito fare in questi casi, li sto provando con i miei tempi per capire bene il prodotto. Ma fra tutte le referenze che ho ricevuto, questo dentifricio al carbone vegetale era quello che più mi attirava perché da tempo volevo provare un dentifricio con questo attivo, ma rimandavo in quanto, avendo i denti tendenti a sensibilizzarsi, temevo che potesse aggravare la situazione, ma per fortuna così non è stato.
Si tratta di un dentifricio in gel molto particolare: è nero. Ma tranquilli, non macchia nulla, né lo spazzolino né il lavandino, infatti quando si va a spazzolare sui denti la schiuma che produce è bianca come un qualsiasi dentifricio. A proposito della schiuma, aspetto per me importante ché quando mi lavo i denti sembro un bambino di 3 anni, secondo me è più che sufficiente per aiutare la detersione, direi quasi alla pari dei classici dentifrici in commercio.



Il dentifricio Charcoal Extra Whitening di Dr. Organic secondo me ha un ottimo sapore, molto fresco, neutro, non troppo dolce, sicuramente adatto a chi cerca un prodotto per l'igiene orale dal gusto quasi pungente e persistente. E non è facile trovarne fra i prodotti eco biologici.
A parte il carbone vegetale, questo dentifricio contiene olio di malaleuca, cetraria islandica, un muschio che dovrebbe avere potere sbiancante naturale, ma anche aloe ed escina, per la salute delle gengive, ed effettivamente ho avuto la sensazione di non avere a che fare con un prodotto che vuole solo sbiancare i denti a tutti i costi, ma che cerca di prendersi cura della salute orale in generale.
Va a detergere bene il cavo orale, senza essere aggressivo né sullo smalto né sulle gengive, e come vi dicevo lascia l'alito fresco a lungo.
Dr. Organic ci fa sapere che
"Questa formulazione esclusiva combina le proprietà purificanti del carbone attivo con una miscela complessa di estratti vegetali naturali e biologici. Il carbone attivo lavora per rimuove efficacemente placca e tartaro, principali cause dei disturbi gengivali. Questo dentifricio aiuta a sbiancare, pulire e proteggere i denti."
Per quanto riguarda l'azione sbiancante c'è ma è delicata; immagino che se usato per mesi e mesi possa anche agire su macchie più persistenti. Diciamo che nell'uso costante di più di un mese ho notato che i denti mantengono la luminosità, ma sapete che il bianco è dato da diversi fattori.
Sinceramente il Charcoal Extra Whitening Toothpaste di Dr Organic mi ha sorpreso, temevo di avere a che fare con un prodotto aggressivo ed abrasivo e invece non ha acuito la mia sensibilità dentale.
Lo riacquisterei.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online, Amazon
💸 €9.90
🏋 100 ml
🗺 UK
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free, Vegan, Bio Activ
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Naturaverde Bio Collutorio Rinfrescante 



Parto subito col dire che fra i collutori bio che ho provato questo non è esattamente il mio preferito, ma l'ho comunque utilizzato con piacere. Ed ero curioso di provarlo, avendo già usato, proprio un anno fa, il dentifricio della stessa marca. 
Ma andiamo per ordine: l'azienda ci dice che
"Il Collutorio Naturaverde Bio con Aloe Vera Gel Bio* completa e migliora la corretta igiene quotidiana grazie alla sua azione rinfrescante e lenitiva sulle gengive e il cavo orale. Usato dopo lo spazzolino, grazie all'aroma di Menta, lascia una piacevole sensazione di igiene e freschezza. Contiene monofluorofosfato di sodio."
Sapete che uso il collutorio per la pratica di sciacquare la bocca al mattino nel tentativo di eliminare un po' di batteri accumulati durante la notte, oltre che per l'uso comune, e devo dire che con questo di Naturaverde Bio ho dovuto un attimo abituarmi al sapore, che non è sgradevole di per sé ma un pelo più amaro di altri, e capite da voi che al mattino appena svegli fa un altro impatto che alla sera dopo aver lavato i denti. Inoltre non mi è parso particolarmente fresco. Però è un prodotto un po' diverso da quelli che ho già usato perché durante gli sciacqui diventa schiumoso, e dà effettivamente una sensazione di pulizia. Cosa non meno importante, il tappo è valido come misurino per dosare il prodotto.


Insomma, il Collutorio Rinfrescante di Naturaverde bio non è quello che correrei ad acquistare già domani, anche perché dalle mie parti non lo trovo e lo ordinai da Lillapois, ma se cercate un collutorio delicato, potrebbe fare al caso vostro.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Lillapois
💸 €4.50
🏋 400 ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA Bio Eco Cosmesi
💓⇒ 🌸🌸🌸

Cien Tropical Summer Lip Balm Perfect Peach

Cien Tropical Summer Lip Balm Perfect Peach

Vi avevo anticipato qui che quest'anno non mi sono lasciato sfuggire la collezione Tropical Summer ed ho preso più di qualche pezzo di questa edizione limitata di Cien. Il primo che ho voluto provare è proprio questo burrocacao nella variante Perfect Peach, una profumazione pescata, dolce, un pelino sintetica ma per i miei gusti non è fastidiosa o stucchevole. Purtroppo non so se ci siano ancora rimanenze da Lidl, perché da me ad esempio, quando uscirono, era pienissimo, tanto che alcune scatole erano ancora chiuse, in ogni caso sarà una recensione per i posteri.
Sul retro della confezione Cien dice
"Nutre le labbra lasciandole morbide e vellutate, deliziandole con un dolce aroma fruttato di pesca. Per labbra da baciare! La formula arricchita con olio di jojoba mantiene le labbra idratate a lungo."
Oltre all'olio di jojoba, questo balsamo labbra contiene anche olio di ricino, tocoferolo, ma anche una componente sintetica, in particolare la cera sintetica, che un po' si avverte per la sua scivolosità, ma per il resto è un lip balm molto confortevole, leggero sulle labbra, per nulla occludente o appiccicoso. Io lo avverto più oleoso che ceroso, cosa che apprezzo.

Cien Tropical Summer Lip Balm Perfect Peach

Su di me riesce davvero a nutrire le labbra, a lasciarle morbide, lisce ed idratate a lungo. E poi ha tanti aspetti positivi come il fatto che duri molto sulle labbra, che lo stick abbia la giusta consistenza e rilasci la giusta quantità di prodotto anche adesso che è caldo. Ed anche il fatto che non sia particolarmente lucido credo possa piacere a molti. 
Quindi se cercate un balsamo labbra idratante (ma non particolarmente protettivo) con un profumo estivo inteso, che costi poco,  e non avete troppe pretese a livello di INCI, il Tropical Summer Lip Balm di Cien può fare per voi. Io sicuramente lo riprenderò nelle altre varianti.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €0.99
🏋 4.8gr
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸                               

E per questo mese è tutto, ci vediamo presto con i promossi e bocciati di Giugno. Fatemi sapere i vostri flop! 




|P_laylist #16|
Musica brutta dell'ultimo periodo


Quest'anno mi sono ripromesso di non voler parlare solo della musica che mi piace, ma anche di quella che mi fa spegnere l'autoradio, Spotify, Youtube, il cellulare, il cervello e se potessi anche l'orecchie. C'è spesso qualche canzone di sottofondo alle mie giornate e ovviamente non tutto mi soddisfa e pare che questo periodo sia popolato di molti flop.
Estate significa, purtroppo, ritmi latini a cascata, come se diventassi tutti improvvisamente brasiliani, sapessimo twerkare e fossimo bravi a giocare a calcio, per dire due banalità.
Ora, la musica latina non è un male (più o meno) in quanto tale, il male è cercare di scimmiottarla.
Ad esempio Dolcenera che a Maggio ha tirato fuori Un Altro Giorno Sulla Terra, con tanto di video girato a Rio de Janeiro, per dovere di precisione.


Non so da dove iniziare perché fra il ritmo carioca scontato, il testo alla volemose bene versione romantica, i capelli pagliosi finto dread, ho finito la visione del video abbastanza in imbarazzo.
Ma questo è nulla se paragonato al fatto che Dolcenera stessa ha pubblicato un EP di cover trap.
Tutto molto poco gigione per cercare di cavalcare la moda, insomma.


Io ve lo lascio, ma per fare un esempio, la sua versione di Cara Italia sembra un pezzo dei Neri per Caso. Vi ho avvisati.
E se dici estate ormai non puoi non aspettarti Giusy Ferreri, che oltre ad essere un'amica di Maria de Filippi, si dedica a canzoni che cercano (e a volte riescono) a collocarsi bene nelle classifiche, ma che mi sembrano una peggio dell'altra. Come dire che dopo Roma-Bangkok ha preso la tangente.
Quest'anno ha pensato di unirsi ai produttori Takagi & Ketra e al cantante Sean Kingston, perché l'unione fa la forza quando si tratta di tormentoni estivi. Il risultato, o forse dovrei dire la deriva, è Amore e Capoeira.


Ancora una volta vi avviso, se non vi è ancora capitato di sentirla, sappiate che siete stati fortunati, perché al contrario di Dolcenera, mi sa che girerà per un po', e se non vi va di ascoltare la solita canzonetta dance un po' reggaeton, scappate.
Giusy e tutta la banda dietro ad Amore e Capoeira mi dà il via per parlarvi di tutte le collaborazioni brutte che ho sentito in questo periodo.
Per creare quella perla intitolata Nero Bali si son dovuti unire ben tre cantanti dai nomi roboanti come Elodie, Michele Bravi e Guè Pequeno.


So che sta piacendo molto, ma trovo la base abbastanza cheap, quasi una versione più ritmata di What About Us di Pink, ma in una versione elettronico pop-dance vecchio; il testo è un mix di banalità anche un po' strambe ("basta tacere per volersi bene", " Contro il grano dico tutto quello che mi va") e le loro voci hanno un po' troppe somiglianze. E soprattutto chi ha voglia di vestirsi bene in casa e poi chi ci crede che buttate in aria i cellulari?! Dai, siate seri.
E vogliamo parlare dell'ormai inossidabile coppia J-AX e Fedez?
Ora, non voglio fare quello che parla male di una canzone solo perché è famosa o perché passa spesso in radio o perché cantata da persone antipatiche (anche perché il mio giudizio su J-AX e Fedez è neutro), ma ci sono cose che, appena le sento, mi creano fastidio e spesso non è nemmeno tutto il brano, ma solo un pezzetto.
Vi ricordate "No Roots" di Alice Merton? Più o meno allo stesso modo non sopporto come viene scandita in sillabe quel
"italiaaAana, l'estate che cerchi non è lontaAana"

Ditemi che non sono l'unico che nota queste cose, ve ne prego!
È una cosa che non sopporto, mi crea un fastidio strano, come quando vedi un quadro storto e non riesci a raddrizzarlo, mi toglie per un secondo il fiato, mi crea prurito, insomma mi dà fastidio.
Mi è successo lo stesso con una canzone di uno dei ragazzi che hanno partecipato ad Amici quest'anno, un certo Einar che canta Salutalo da parte mia.


Sui ragazzi di Amici di quest'anno ce ne sarebbe molto da dire, ma chiudiamo un occhio perché sono giovani (più o meno) e molto probabilmente il programma è stata un'occasione unica per loro, ma concentriamoci su Einar. Lui, mischino, non è proprio questo talento canoro, non spicca proprio per estensione e fraseggio, ed immagino che forse consideri il melisma una imperfezione cutanea, però fargli cantare quel calante
"ma l'eccezioOone stavolta è solo tua"
mi sembra una cattiveria gratuita. Tra l'altro dal vivo è anche peggio, tant'è che l'album credo abbia più mani di autotune per cercare di nascondere più di qualche difetto. Poi, diciamolo, l'arrangiamento è antico e tutta la canzone è ripetitiva e lagnosa, ma diciamo che chi l'ha scritta non l'ha proprio aiutato. Mi dispiace anche che gli abbiano fatto chiamare col suo nome un EP con sette canzoni di cui tre cover. Gli hanno bruciato una chance. 
A proposito di gnaulìo, avete sentito la soundtrack della seconda stagione di 13 Reasons Why?


Se non l'avete fatto, non vi siete persi nulla, perché è esattamente moscia come la serie tv (se volete sapere che cosa penso della seconda stagione di Tredici, strucate el boton qui) con un mix di canzoni passate e contemporanee che creano solo caos, disomogeneità e noia. 
Lo stesso effetto che ho avvertito ascoltando Evergreen di Calcutta.


Frasi messe a caso che vorrebbero essere una forma di racconto, ma che sono solo frasi messe a caso buone giusto come citazioni di Tumblr, quasi sempre lo stesso ritmo da inizio a fine e quel modo di cantare biascicato con le vocali aperte che per me rende Calcutta inascoltabile. 
Così come non sopporto di sentire più Done For Me di Charlie Puth.


Non sopporto la vocina di Kehlani, non sopporto come si atteggi lui nel video, e poi com'è che nonostante non abbia superato i 50 milioni di visualizzazioni, da cui deduco non abbia avuto un successo strepitoso, mi sembra di sentirla ovunque e di continuo? La cosa più drammatica è che Done for me, mi ricorda Love You Like A Love Song di Selena Gomez & The Scene, quindi mi crea in testa un pasticcio di canzonette per adolescenti.
Immaginate la voglia che ho di sentire il suo nuovo album, Voicenotes.

Sono anche un po' deluso da Shawn Mendes e dal suo album omonimo. Lo so che ho parlato fin troppo bene dei primi singoli, ma poi ascoltando tutto il disco son rimasto un po' contrariato.


È vero che col suo sorriso potrebbe cantarmi anche "Finché la barca va" e sarei felice, ma Shawn Mendes (l'album intendo) pubblicato il 25 Maggio, l'ho trovato un po' fiacco, mi è mancato qualcosa, e secondo me il resto della canzoni, tralasciando i singoli già pubblicati, è un po' troppo moscio. Forse l'idea era quella di creare un album più intimo, più maturo, ma a me al contrario sembra più acerbo, e considerate che ormai è il terzo disco per quel canadesone di Shawn.
Anche il nuovo singolo, Nervous, secondo me non ha lo stesso slancio degli altri brani.

Questa parentesi di musica brutta del periodo si conclude qui, fatemi sapere se voi salvate una di queste canzoni.




|Beauty Cues|
The Ordinary: Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% e Vitamin C Suspension 23%

Continua la mia esplorazione fra i prodotti The Ordinary, il marchio del gruppo Deciem che non smette di farmi spendere denari su denari. 
Se siete capitati di qui per caso o avete trascorso gli ultimi anni su di un'isola deserta senza connessione internet, potete scoprire maggiori informazioni su The Ordinary, su quali prodotti proponga, dove acquistarli e sugli ingredienti cliccando qui. 
Se magari volete scoprire quali dei loro cosmetici ho già utilizzato, potete cliccare qui e qui, ma se invece siete già eruditi direi di non perdere tempo e concentrarci sui prodotti che ho provato negli ultimi mesi, ovvero il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% e la Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2%.

the ordinary Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2%

Avevo acquistato questi due prodotti The Ordinary non dal sito ufficiale, ma da VictoriaHealth, sito inglese di cui avevo già parlato raccontandovi la mia esperienza di acquisto, dove però il marchio non è più disponibile (o meglio, trovate pochi prodotti perché non verrà più rifornito).


Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3%

Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3%

Il resveratrolo e l'acido ferulico hanno avuto un boom in cosmesi negli ultimi anni proprio perché ormai non si parla più semplicemente di prodotti anti età, ma il marketing si è spostato verso il concetto di anti-ossidanti, ovvero quei componenti che evitano e contrastano il danno ossidativo delle cellule dato dal tempo, dai raggi solari, dallo stile di vita, dall'inquinamento e così via.
Quindi due componenti che agiscono nel lungo periodo, il resveratrolo ad esempio è un inibitori della tirosinasi, quindi agisce sulle macchie della pelle e in generale contro l'incarnato spento. 
Anche The Ordinary ci spiega un po' di cose riguardo al prodotto (per questo quando me lo chiedono, rispondo di leggere il sito che per molti prodotti dà un quadro completo):
"Questa formula combina concentrazioni molto elevate di due degli antiossidanti più potenti e importanti nella cura della pelle: resveratrolo e acido ferulico. Il resveratrolo è un fenolo naturale presente in diverse piante e la nostra fonte pura è derivata al 100% dal poligono giapponese. L'acido ferulico è un antiossidante fitochimico ad alta potenza che si trova naturalmente nelle pareti delle cellule vegetali."
All'apparenza il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% sembra un olietto leggero, liquido e inodore, molto simile all'olio di jojoba, anche se viene considerato un prodotto che appunto non contiene olio. Diciamo che è talmente liquido che non serve premere la pipetta contagocce, ma basta semplicemente aspettare che goccioli, e poi essere più veloci della luce per non farlo scappare via. 

Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3%

Quanto all'uso, visto che si tratta di un supporto per altri antiossidanti, l'azienda dice che 
"Applicare da soli o dopo sieri a base di acqua, prima di oli o creme più pesanti. In alternativa, mescolare con altri trattamenti per migliorare significativamente la loro capacità antiossidante. Questo prodotto può essere miscelato con la sospensione ordinaria Vitamin C 23% Suspension + HA Spheres 2% o Vitamina C 30% in silicone in ciascuna applicazione per formare una straordinaria rete antiossidante di vitamina C, acido ferulico e resveratrolo."
Io ho utilizzato un paio di gocce del Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% sia al mattino che alla sera giocando un po' nei modi in cui lo applico: l'ho utilizzato sia da solo, magari dopo aver vaporizzato un po' di tonico per migliorarne l'assorbibilità (ripeto, si comporta sulla pelle esattamente come un olio); sia mischiato ad un po' di crema viso, mi è piaciuto molto con la  Crema Viso Pelle Secca e Sensibile Illumia di L'Erboristica di Athena's che ha un tocco più secco, oppure appunto con la Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2%. Certamente ora con il gran caldo l'ho relegato all'uso serale esclusivo,  perché comunque è un prodotto che dà una leggera idratazione.

Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3%

In tutti i casi vi posso dire che il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% è andato d'accordo con la mia pelle, e nonostante abbia appunto questa consistenza oleosa, viene assorbito bene dalla cute e non mi lascia il viso particolarmente unto o lucido né lo sento soffocante. L'unica piccola accortezza è non preoccuparsi se si avverte una leggera sensazione di calore quando lo si applica, perché è normale, svanisce in fretta e non è il sintomo, almeno sulla mia pelle, di una irritazione. 
Se da un lato non posso dire nulla sulla confortevolezza e su come questo siero si possa adattare ad una skin care routine già strutturata, dall'altro lato non posso sinceramente esprimermi sui risultati.
Ho iniziato ad utilizzare questo prodotto The Ordinary a Marzo, e sono stato abbastanza costante appunto applicandolo almeno una volta al giorno, ma se mi chiedeste che risultati ho ottenuto la mia reazione sarebbe questa:


Sinceramente non ho riscontrato una efficacia così evidente che mi abbia fatto urlare al miracolo. Ad esempio usandolo da solo, con un po' di tonico, la pelle risulta idratata e morbida, ma nulla che non otterrei con un qualsiasi altro prodotto. Sono ben conscio del fatto che gli antiossidanti agiscono nel tempo, e magari fra 20 anni sarò contento di averlo usato, ma sinceramente mi aspettavo qualcosa di più visibile dopo 3 mesi.
Accade una cosa strana che avevo letto in giro ovvero che, nonostante non lo applichi direttamente sulla zona, mi va a seccare le labbra, specie in un paio di punti. Non è qualcosa di problematico e non credo sia una situazione così comune, ma ve la dico.
Quindi il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% di The Ordinary per me non è né promosso né bocciato. Lo continuerò ad usare, e credo mi durerà ancora per molto tempo visto che bastano poche gocce.

INFO BOX | The Ordinary Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% di The Ordinary
🔎 theordinary.com, www.cultbeauty.co.uk, www.beautybay.com, www.beautylish.com/
💸  € 7.20
🏋 30 ml
🗺 Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸




Se non conoscete le proprietà della Vitamina C e tutti i suoi derivati e soprattutto perché mi piace, potete trovare qui un mio approfondimento. Non mi soffermo quindi su questo aspetto, anche perché la Vitamin C Suspension 23% di The Ordinary è un prodotto particolare e per me la più alta concentrazione di acido ascorbico che abbia mai usato.
L'aspetto è quello di una cremina bianca fluida, con un profumo dato essenzialmente dai componenti che contiene e con una texture molto particolare, tanto che l'azienda ci spiega (come sempre) diverse cose a riguardo:
"La vitamina C è un efficace antiossidante ed è stato dimostrato che la sua forma pura di acido L-ascorbico è in grado di contrastare vari segni dell'invecchiamento della pelle, schiarendo la pelle stessa se applicata a livello topico. Questa formula priva di acqua e di silicone offre acido L-ascorbico puro al 23%, che rimane completamente stabile grazie all'assenza di acqua. Il sistema è coadiuvato dall'aggiunta di sfere disidratate di acido ialuronico che offrono una visibile levigazione superficiale, oltre ai benefici della vitamina C. Questo trattamento va applicato preferibilmente prima di coricarsi."
Inoltre aggiungono:
"L'esposizione della polvere alla pelle non consente alla formula di sembrare un siero, una lozione o una crema, e ogni applicazione richiede alcuni secondi per essere percepita come assorbita dalla pelle. Se si desidera, questa formula può essere diluita in una base di crema per applicazione per favorire la tolleranza della pelle nel tempo. "
In pratica appena applicata sembra una semplice lozione, ma man mano che la si stende si avverte una sensazione sabbiosa quasi fosse uno scrub al bicarbonato, data dalla dispersione di acido ascorbico e dall'assenza di acqua nella composizione. Capite da voi che non si tratta di un feeling molto piacevole e che quindi serve un veicolante per migliorarne la texture.
Il primo e più frequente modo in cui ho utilizzato la Vitamin C Suspension è stato proprio con il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3%, così non solo combinavo la potenza di questi attivi, ma ne miglioravo la consistenza. Ho provato anche ad usarla da sola su pelle inumidita dal tonico, o mischiandola con la crema viso del momento, ed anche con gli avanzi di siero delle maschere viso in tessuto, quello che in genere resta sul fondo, perché non si butta nulla. 
La mia esperienza con la Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% posso ritenerla soddisfacente ma non la più piacevole. 

Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% the ordinary

La prima volta che l'ho utilizzata ho avvertito un leggero formicolio, aspetto che anche l'azienda sottolinea, ma non è seguito alcun rossore o irritazione. Questo formicolio è svanito del tutto già dalla seconda applicazione. 
Con tutti i modi e mix di applicazione, questa Vitamin C Suspension di The Ordinary sulla mia pelle è risultata di difficile assorbimento, al punto da trovarmi un po' lucido per un po' di tempo. È vero, non la trovo occludente e non è fastidiosa da avere sul viso, ma toccandomi sento che la cute resta leggermente appiccicosa e il prodotto in superficie, quindi non è il massimo della piacevolezza. 
Dall'altro lato però, nei mesi più freddi (e parliamo di Marzo e Aprile, non a Gennaio) e con l'utilizzo della Vitamin C Suspension più il Resveratrol 3% mi svegliavo al mattino con la pelle tirante e un po' secca; quindi ho iniziato ad aggiungere anche un po' di crema viso, che, oltre a darmi un po' di idratazione in più, effettivamente migliora leggermente l'assorbibilità. Capite da voi però che applicare tre prodotti sul viso per cercare di rendere uno migliore, è un bel polpettone.
Arrivato il caldo ho preferito il mix con i sieri di avanzo delle maschere viso in tessuto (o comunque avessi avuto sotto mano un siero acquoso e non troppo pesante mi sarebbe andato bene uguale), e anche qui: un po' di idratazione in più e un miglioramento non solo della consistenza sabbiosa della Vitamin C Suspension 23%, ma anche dell'assorbimento.

Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% the ordinary

Tutta questa lunghissima e tediosissima spiegazione, per dirvi che ho utilizzato il prodotto fino alla fine ma un po' a fatica, cercando di calibrare quantità, mix e così via. Tuttavia nonostante queste "difficoltà" la Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% è un prodotto che mi è piaciuto per l'efficacia che ha avuto sulla mia pelle. Sapete che utilizzo la vitamina C e i suoi derivati da diverso tempo, ma con questo prodotto di The Ordinary ho mantenuto la luminosità della pelle, e l'aspetto sano che questo ingrediente mi dà, inoltre ho notato un miglioramento della grana della pelle che è diventata più levigata e liscia.
La Vitamin C Suspension 23% + HA Spheres 2% è un prodotto con cui si deve un po' giocare ma che funziona bene e che mi sento di consigliare non solo a chi ha già utilizzato percentuali elevate di acido ascorbico, ma anche a chi ha un po' di dimestichezza nel mescolare e personalizzare i cosmetici. Di certo non posso consigliarlo a chi ha una routine low-maintenance e low sbattimento e non so come possa risultare su una pelle particolarmente grassa, ma per quanto mi riguarda potrei riacquistare questa Suspension, magari con l'augurio che col tempo ne migliorino la formula.
Aggiungo che, al contrario da quanto ho letto in giro, non mi son trovato ad esempio le mani o le unghie  né le federe dei cuscini macchiati di arancio, ovvero di vitamina C ossidata. 

INFO BOX | The Ordinary Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% di The Ordinary
🔎 theordinary.com, www.cultbeauty.co.uk, www.beautybay.com, www.beautylish.com/
💸  € 5.80
🏋 30 ml
🗺 Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

So che purtroppo le recensioni dei prodotti The Ordinary tendono ad essere un po' lunghe, ma spero di aver trasmesso tutte le mie impressioni su questi due prodotti senza creare ancora più confusione. Potete immaginare che tornerò presto a parlare dei prodotti Deciem.




|#backtoseries chapter 27|
13 Reasons Why 2° Stagione: mi è piaciuta?

Arrivo tardi, ma arrivo e dopo il commento alla prima stagione, non potevo perdermi il seguito di Tredici, o 13 Reasons Why se vi sentite anglofoni, disponibile su Netflix dal 18 maggio di quest'anno.
A spingermi a proseguire la visione, visto che col primo capitolo non ci siamo presi proprio bene, c'è stata essenzialmente la curiosità di capire come avrebbero proseguito la storyline, perché effettivamente Tredici è una serie tv che ha creato parecchio interesse, considerando soprattutto l'argomento attuale che va a toccare. 
Ho cercato di pormi in modo aperto alla visione, senza magari leggere in giro recensioni che potessero influenzarmi, ma in ogni caso il risultato non è stato dei migliori. 


In questa seconda stagione mancava il supporto del romanzo da cui hanno tratto il primo ciclo di episodi, quindi la strada da seguire sarebbe stata inedita. 
Ci troviamo circa 5 mesi dopo il suicidio di Hannah, e ovviamente si raccolgono gli strascichi della sua azione, e tutti coloro che sono stati coinvolti, la scuola compresa, si ritrovano travolti nel processo per la causa che la mamma di Hannah ha intentato a coloro che lei ritiene responsabili. 
Questo è il motore della seconda stagione di 13 Reasons Why, ma tutto quello che viene dopo è praticamente la fusione fra Ghost Whisperer (quanto mi manca Melinda Gordon!) e Medium, che incontra Pretty Little Liars, che incontra il suo stesso spin-off Ravenswood, creando una miscela pacchiana in cui si susseguono coincidenze strane, logiche altrettanto assurde che cambiano improvvisamente, e che tolgono drammaticità e importanza al gesto di Hannah.



La seconda stagione di Tredici è una bolla di sapone e, come una bolla di sapone sembra piena, lucente, cangiante, ma quando scoppia, ti resta un po' di aria, e giusto il bagnaticcio appiccicoso (e non si facciano strani paragoni a quanto accade a Tyler).
È una stagione vuota, che produce soltanto frustrazione nello spettatore e che migliora solo guardandola mentre si fa altro, magari mangiando qualcosa, o, se possibile, aumentando la velocità della riproduzione.
Partiamo dalla struttura generale: il processo fra la scuola e i genitori di Hannah Baker. Questo processo è semplicemente una palla in cui si ripetono sempre gli stessi schemi: ogni ragazzo viene chiamato alla sbarra, e puntualmente scatta lo stesso meccanismo per cui non riescono o non vogliono confessare ciò che realmente è accaduto. Questo alla lunga diventa sfiancante, e ritrovarci lì, in quell'aula di tribunale non crea nemmeno la sensazione di chiusura, di claustrofobia, per l'impossibilità di trovare una via di fuga da una situazione particolarmente angosciante, crea solo noia.
Questo perché rivela quello che dovrebbe essere l'impianto della stagione: ovvero come le vittime vengano, nella realtà, trattate da colpevoli.



Sapete che non nutro particolare simpatia per il personaggio di Hannah, e non amo il modo in cui voglia uscirne sempre pulita anche da morta, ma da qui a farla passare per la completa colpevole di ciò che l'ha spinta a compiere un atto così forte, ce ne passa.
Tuttavia, se da un lato la serie tenta di sottolineare come appunto spesso le vittime di qualsiasi forma di violenza vengano poi a loro volta accusate di qualcosa, tipo i "se l'è cercata, era una facile" che sentiamo ogni giorno, dall'altro lato la serie stessa ci spinge a pensare che la vittima è davvero colpevole. Ad esempio ci mostra che Hannah è effettivamente una bugiarda, è una recidiva, è una frignona. Perché se Hannah viveva ad esempio in uno stato depressivo dovuto magari ad un reattiva sensibilità che l'ha spinta a non sopportare più cosa le accadeva, non ci viene mostrato. Ci viene solo mostrata una ragazza con una vita sociale ben più attiva della mia.
Riesco a capire le problematiche e il dramma che vive solo perché io porto all'interno della serie la mia coscienza, il mio vissuto, la mia sensibilità, non perché il telefilm trasmette davvero realisticamente queste problematiche.



È normale, nella realtà, che una persona abbia una condotta umana, imperfetta, che commetta degli errori, ma nella serie questo ha un peso. La stessa madre di Hannah ci dice che sua figlia non è la vittima "perfetta" quasi scusandosi, ma signora, sua figlia con le sue manie di protagonismo è pur sempre una vittima. 
Ma in 13 Reasons Why fanno di tutto per rendere antipatici i personaggi con cui dovremmo invece empatizzare e simpatizzare.

Spostiamoci sugli altri protagonisti, perché Hannah appunto è morta e forse sono l'unico ad essermene accorto, visto che nella serie appare fin troppe volte.  
Clay Jensen ad esempio è un personaggio del tutto sbagliato, ma è sbagliato anche quello che gli circola intorno. Non fa altro che ripetere che non pensa più ad Hannah, perché in cinque mesi è riuscito a dimenticarsi tutto (e no, mio caro, col cavolo che noi ci scordiamo che palla eri alla prima stagione), peccato però che tutti gli chiedano e parlino di lei, quindi non si capisce come abbia superato la cosa.
Ma a parte una certa incoerenza, durante tutta questa seconda stagione Clay fa la figura del fessacchiotto con manie da eroe dall'inizio alla fine, risultando quasi stucchevole. 



Ed è anche strano come lo contestualizzino. Se ad esempio, la precedente stagione aveva dei genitori che in qualche strano modo gli stavano dietro, qui spariscono. C'è solo un momento in cui il padre sembra un padre, perché per il resto non ci sono affatto. E vorrei ricordarvi che è un ragazzo che già prima era seguito da uno psicologo con tanto di farmaci, e adesso sta anche affrontando un periodo traumatico, ma alla madre importa di più di spiare i fascicoli della collega, più che rendersi conto che suo figlio in cameretta passa di nascosto la RedBull ad un ragazzo in piena crisi d'astinenza da eroina. 
Dall'altro lato però, a proposito di genitori, ce ne sono altri che appaiono in modo del tutto casuale, tipo quelli di Bryce, che non sapevo nemmeno che faccia avessero, e quelli di Jessica, che non si capisce bene che supporto diano alla figlia.

Ma soffermiamoci verso uno dei personaggi che prende più piede in questa stagione: Tyler. 



Diventa una figura quasi perennemente presente, ma lui è l'emblema di come siano sviluppati male i personaggi in questa stagione. 
Tyler parte bene, è l'unico in tribunale che parli chiaramente e riesca a segnare un punto in favore di Hannah, ma questo non lo condurrà ad evolvere, e smuovere la situazione non solo al suo personaggio ma all'intera storia, ma lo porterà a chiudersi in uno strano bozzolo di follia che lo renderà antipatico. Non si capisce perché odi tutto e tutti, sembra il classico ragazzetto che ce l'ha col mondo solo perché è adolescente e gli adolescenti fanno così, ancora di più se non ci stanno con la testa.

Ora arriviamo al momento forse più inteso di tutta la stagione, e scusatemi se vado sullo spoiler, ma tra l'altro se l'ho saputo io che sono molto attento a non leggere nulla, figuriamoci gli altri. 
La scena di violenza sessuale su un ragazzo, è una scena inutilmente cruda che tra l'altro, secondo me, punta molto ad attirare l'attenzione ma spezza la già scarsa tensione che corre in questa stagione.

13 reasons why

Sarebbe stato forse meglio se fosse stato un tentativo di violenza, poi non conclusosi per chissà quale ragione, perché avrebbe potuto intanto creare immedesimazione nello spettatore, secondariamente essere meno shockante ma più psicologicamente segnante nel personaggio, ed eventualmente farci sondare questo spazio. L'idea di qualcosa di incompiuto che può ripetersi, è forse più inquietante.
Invece tutto si svolge in fretta, e tutta la scena sembra quasi premeditata, quando forse dovrebbe essere più un attacco di violenza e di bullismo eccessivo per quelle che sono le ragioni dietro l'atto. Inoltre per quanto possa essere una scena d'impatto che ovviamente indigna, allo stesso tempo accade ad un personaggio che ha rotto le palle da inizio alla fine, e questo porta ancora più distacco nello spettatore.

13 Reasons Why ha raccolto un bacino di pubblico importante fra cui immagino molti giovani, per cui potrebbe davvero mandare un messaggio forte, ma secondo me non solo non riesce ad intrattenere, per quanto l'abbia seguito tutto, ma non riesce a trasmettere positività. 
Avrebbero potuto ad esempio far leva su Jessica, far capire come attraverso l'aiuto dei gruppi di sostegno, attraverso l'aiuto dei genitori e degli amici sia riuscita ad andare avanti o ad avere giustizia.

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Sì, Jessica, parlo con te.

In realtà lei bacia gente sconosciuta, le affiancano Nina che smonta praticamente l'importanza e gli eventuali benefici dei gruppi di sostegno, e anzi si rivela un po' stronza, e il suo processo contro Bryce dura il tempo di uno starnuto e non dà alcuna soddisfazione, non dà un senso di conclusione né di libertà, né soprattutto di giustizia, probabilmente perché fanno comodo certi rimandi per spianare la strada ad un'altra stagione. 
Lo stesso Alex, che poteva essere quasi il collegamento fra chi ha subito un crollo psicologico al punto di arrivare quasi allo stesso destino di Hannah, e chi invece ha avuto una seconda occasione, è un personaggio buttato alle ortiche, piatto, che non evolve, anzi è protagonista di scene random ed anche un po' trash. Ma soprattutto non doveva avere la testa spappolata 'sto povero ragazzo? Com'è che ha giusto un segno che pare più una cicatrice da acne?

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Mentre riascolto i miei audio WhatsApp da 15 minuti.

La seconda stagione di 13 Reason Why per me si è dimostrata una attesa costante di qualcosa,  forse soprattutto della più importante, ovvero l'emozione che però non è arrivata. Un po' mi infervoro in verità, perché se per molti è solo una serie televisiva che può più o meno intrattenere, per tanti ragazzi giovani questa è la quotidianità e trasmettere l'idea che la realtà non sia solo difficile, ma faccia proprio schifo e che da certe cose non se ne esce, mi sembra parecchio sbagliato.

Mi scuso per essermi dilungato, ma mi son ritrovato a far scorrere le dita sulla tastiera e questo è il risultato. Il successo della serie comunque l'ha aiutata per un rinnovo ad una terza stagione che andrà in onda immagino nel 2019.
Se vi va fatemi sapere se Tredici vi è piaciuta in questa seconda stagione, o se magari avete avuti i miei stessi dubbi.





|Beauty Cues #MaskWednesday|
Un "NUOVO" modo per eliminare i PUNTI NERI e Review!

In #MaskWednesday ho deciso di non occuparmi soltanto di maschere più o meno idratanti o anti age, ma anche tutti quei trattamenti, come lo skin gritting, rivolti ad altre problematiche della pelle, come gli stramaledetti punti neri.
Sono certo di averlo detto già in altre occasioni: la mia situazione punti neri, come capita comunemente, è concentrata più sul naso che sul resto del viso. Certamente i dispositivi per la detersione hanno reso l'aspetto dei pori decisamente meno visibile, ma in alcuni punti appunto del naso i pori restano ostinatamente ostruiti e quindi devo intervenire in altro modo.
Da tempo ho messo da parte la barbara pratica di estrarre manualmente i punti neri. Questo perché, nonostante sia il metodo che assicuri il risultato più accurato, ho notato che, oltre a crearmi secchezza, con tanto di spellamento della zona, i punti neri rispuntavano più in fretta.  
Quindi ho iniziato a preferire gli strip antipunti neri e le famose black mask, così da rimuovere i filamenti sebacei senza dover spremere, ma semplicemente estraendoli. 
Siamo tutti d'accordo e disincantati sul fatto che entrambi i prodotti non garantiscano l'eliminazione dei punti neri al 100%, o per lo meno, per quanto riguarda la mia esperienza, non ho trovato fino ad ora nulla che ci riesca. 
Certamente però, quale più, quale meno, sono prodotti che aiutano a migliorare l'apparenza dei pori, a liberarli in parte e su di me non hanno effetti collaterali, se non, al massimo momentaneo rossore. 
Qualche settimana fa ho scoperto in rete un metodo (che in realtà gira da un po') super semplice e casalingo, che promette di estrarre meglio i punti neri ed ho pensato "perché no" essendo una procedura facile e veloce che tutti potete provare e dargli una chance. 
In pratica si tratta di fare uno scrub prima di applicare il cerottino anti punti neri. Ma non un semplice scrub qualsiasi, ma con del bicarbonato.

bicarbonato skin gritting

Il procedimento è semplicissimo: in pratica, dopo aver aperto un po' i pori con dei vapori o semplicemente dopo la doccia, o con il solito metodo di prendere un panno caldo e tenerlo sulla zona per qualche minuto, si prende del bicarbonato (per il naso basta un cucchiaino) e si crea una pappetta con un paio di gocce di acqua. Ovviamente non dovete far sciogliere del tutto il bicarbonato, ma deve restare granuloso, come se fosse appunto uno scrub. 
Una volta fatta la pappetta, la massaggiate sul naso per circa 10 secondi. Vi consiglio di non superare i 10 secondi perché, nonostante il bicarbonato abbia una grana fine, è comunque abbastanza abrasivo. Finito il massaggio, sciacquiamo sempre con acqua calda per mantenere i pori aperti. 
Sul naso ancora umido si va ad applicare il nostro cerotto anti punti neri, e poi si rimuove normalmente, e dovrebbero esserci attaccate molte più impurità che usando lo strip da solo.

Ho voluto provare questo metodo con i  Clear-up Strip Zona T di Nivea, i cerotti per punti neri che utilizzo ormai da tanto tempo e di cui mi son meravigliato di non averne parlato prima. 

Clear-up Strip Zona T Nivea

Per quanto mi riguarda i cerottini antipuntineri Nivea sono i migliori facilmente reperibili in commercio sotto tanti punti di vista. 
La confezione contiene quattro cerottini per il naso e due triangolari per fronte e mento (in totale sono sempre quattro) e che io posiziono comunque sul naso. 


L'utilizzo è il solito che si fa con questi cerotti: su pelle umida (io come sempre uso acqua calda, e, ripeto, cerco di far aprire i pori) si applica il cerottino facendolo aderire al meglio sulla pelle, e poi si attende fin quando non è completamente asciutto. Questi di Nivea si asciugano in circa 10 minuti, e poi, come sempre, bisogna cercare di rimuovere il cerotto dal basso verso l'alto. 
Mi piace il tessuto dei cerottini perché è spesso ma non troppo, riuscendo ad aderire bene sulla pelle senza creare bolle o staccarsi ai bordi; inoltre, al contrario di altri strip non hanno un cattivo odore, ma sembra quasi un sentore agrumato abbastanza delicato. 

Review Clear-up Strip Zona T di Nivea

Un consiglio che posso darvi è di cercare di aprire prima dell'applicazione il cerottino per il naso dove ha i tagli che ne agevolano l'adesione, così quando lo andrete ad applicare saranno appunto già aperti e sarà più facile farlo aderire.
Nivea ovviamente nella descrizione dei Clear-up Strip esagera un po' dicendo 
"Clear-Up Strip Zona T è stato specificamente studiato per una pulizia a fondo di questa area del viso. NIVEA Clear-Up Strip Zona T rimuove efficacemente punti neri ed impurità: i risultati sono visibili immediatamente, la Zona T è pulita in profondità e la pelle è più luminosa."
ma non hanno tutti i torti. Se da un lato non vedo la pelle più luminosa, anche perché si parla di un trattamento limitato al naso o a fronte e mento, su di me, come vi dicevo, i cerottini Nivea funzionano bene, rimuovendo discretamente diversi punti neri e bianchi. Non li elimina tutti, non mi stancherò mai di ripeterlo, ma come dicevo altre volte, ho notato che nell'arco di tanto tempo e tanti utilizzi, i Clear Up Strip mi danno una buona pulizia dei pori, la pelle appare più omogenea e liscia. 

Recensione Clear-up Strip Zona T di Nivea

Per darvi un'idea, funzionano meglio dei famosi cerottini Essence, che su di me sono un po' inaffidabili, ed anche dei Clinians Hydra T Patch. Li paragonerei ai patch di Wycon, ed anche al kit in tre fasi di Holika Holika, sebbene sia comunque un altro tipo di prodotto. 
Rimuovere il cerotto non mi crea un eccessivo dolore, rossore o irritazione, e le poche tracce di colla vanno via molto facilmente. Li consiglierei un po' a tutti, salvo a chi magari ha una particolare sensibilità (si può avere il naso sensibile?).
Ormai li ricompro da tanto tempo, e appena li trovo in offerta ne faccio incetta.

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Quindi ho voluto provare il metodo dello scrub al bicarbonato proprio con questi cerottini Nivea, di cui conosco bene l'efficacia, ma ovviamente si può fare con qualunque strip per il naso. E vi confesso che ero perplesso perché la mia logica mi diceva che, per far sì che il cerotto riesca ad aggrappare meglio il punto nero, sarebbe un controsenso andare a livellare le impurità con uno scrub (lo so che è una brutta immagine, ma qui dobbiamo capirci). Tuttavia ho pensato che il bicarbonato, creando un ambiente basico, potesse far in modo che il PH della pelle impieghi più tempo ad acidificarsi, lasciando i pori più a lungo aperti.
Devo dire che questo metodo per eliminare i punti neri con il bicarbonato ha funzionato: sul cerottino ho notato più impurità del solito, e soprattutto che qualche punto nero più grande è venuto via. L'altra faccia della medaglia è che bisogna andarci cauti e non lo consiglio più di una volta a settimana perché lo scrub più il cerottino possono arrossare la zona. 
Ho pensato che questo metodo potesse essere utile anche con la black mask ed ho provato a testarlo con la Peel Off Black Mask di Oxy. 


Vi dico però che no, non funziona, anzi questa sorta di scrub al bicarbonato prima della maschera ne va a depotenziare stranamente l'efficacia. Dopo un paio di test ho capito che non era il caso di provarci ancora. 

Non so se per voi sarà un metodo rivoluzionario, ma mi sembrava così semplice che non potevo non condividerlo e suggerirvi di provarlo almeno una volta; io sicuramente utilizzerò questo passaggio con il bicarbonato con tanti altri cerottini anti punti neri. 
Lo conoscevate già? O avete altri trucchi per far funzionare meglio gli strip anti impurità?



Il lato oscuro del blogging: intervista doppia Moz/Pier!

Nell'ormai lontano dicembre del 2012 mi avvicinavo ad un mondo per me del tutto ignoto, ovvero il blogging. Da quel momento ne ho viste di cotte e di crude, imparando, nelle mie possibilità, a gestire uno spazio aperto sul web. In questi anni si sono susseguiti volti, commenti, e-mail, ma anche colleghi blogger nuovi o vecchi che venivano a farmi visita, e che avevo il piacere di scoprire; ci sono stati anche addii e abbandoni, sparizioni e a volte alcuni ritorni più o meno duraturi. 
Il blogging è anche questo: un intreccio di aspetti positivi e negativi, e oggi vorrei raccontarvene alcuni. In realtà, qui da me, non sarò io a parlare del lato oscuro del blogging, ma ospito il mitologico Miki Moz del Moz O' Clock a cui ho posto una serie di domande spinose sulla questione. 


Moz è proprio un veterano del blogging, che porta avanti dal 2006, e mi sembrava la persona perfetta da intervistare, visto che in così tanti anni avrà accumulato più di qualche sassolino nella scarpa.
Ma non finisce qui, perché anche Moz mi ha intervistato su cosa non mi piace di questo mondo e le sue domande le trovate sul suo blog.
E siccome non bastava, abbiamo deciso entrambi di rispondere al domandone del secolo: il blogging è morto?
Iniziamo con le domande che ho posto a Moz!

  • Qual è stato il commento che ti ha dato più fastidio?

Moz: Ci resto male quando mi si attacca su questioni che non ho minimamente contemplato all'interno dell'articolo, e che dunque non mi rispecchiano. 
Non so se accade perché mi si legge in maniera prevenuta, oppure (peggio) perché non riesco a farmi capire, e quindi devo fare mea culpa.
Ultimamente, ad esempio, mi è stato detto che ho evidenti problemi col genere femminile, poiché avrei dichiarato che il cartoon di She-Ra non mi andrebbe bene a causa del fatto che le protagoniste siano tutte donne.
Mi ha infastidito perché, al di là dell'assurdità della cosa (sono fan di Sailor Moon, il che è tutto dire...), nel post in questione non ho mai espresso un pensiero simile. E nemmeno in altri post!

  • Ti sei prefissato qualche obbiettivo col blog che non hai ottenuto?


Moz: Posso ritenermi davvero soddisfatto di come sta andando il blog ma soprattutto della community che si è creata attorno al Moz O'Clock. Mi piacerebbe far crescere ancora di più il mio progetto editoriale/blogghistico e far circolare il mio nome magari su fronti paralleli: questo ancora non avviene, vediamo se saprò riuscirci.
Al di là di ciò, però, trovo fantastico che da un semplice blog si sia creata una rete di contatti che è andata oltre il commento sotto l'articolo.


  • Quale aspetto tecnico di blogger modificheresti?

Moz: Guarda, giusto qualche dettaglio, qualche capriccio. Blogger ha tutto ciò che serve e perdipiù in automatico. Una cosa, però, chiederei a gran voce: reinserire il link al blog di chi diventa nostro follower, e magari non doverlo più copiare/incollare a mano nel nostro blogroll! 

  • Qual è la cosa che meno ti piace di chi ti legge?

Moz: Direi la pratica - in cui, ci tengo a dirlo, sono caduto anche io - di commentare per forza l'ultimo post, l'ultimo aggiornamento, anche quando si tratta di un argomento che non ci interessa. 
In realtà penso che, qualora si "atterri" in un blog dopo qualche tempo, è bello andare a vedere se il penultimo (o terzultimo, quintultimo...) articolo sia magari più consono ai nostri gusti. Ecco, vorrei attuare questa piccola rivoluzione, iniziando da me stesso.

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  • Ti sei mai pentito di aver pubblicato qualcosa? Hai rimosso quel contenuto?

Moz: Ho rimosso il testo di un solo post, roba del 2007 probabilmente, e me ne sono pentito amaramente. 
Ecco, di questo mi son pentito, non di averlo pubblicato! 
Da allora, al massimo, pubblico un ulteriore post di spiegazione, se necessario a inquadrare meglio un mio pensiero che l'articolo precedente non è riuscito a chiarire.

  • Cosa proprio non sopporti quando leggi altri blog?


Moz: L'inutile lunghezza di certi post. Da amante della comunicazione, purtroppo faccio automaticamente caso a post troppo lunghi, troppo compatti, privi di spazi o pause, per quanto ben scritti.
Io cerco di essere sempre breve e (cir)conciso!


Il blogging è morto?

Moz: È una litania che sento dal 2006, da quando ho aperto. Semplicemente sono morte alcune forme di blogging; muoiono per evolvere, per cambiare. 
Oggi ci sono i social con la loro velocità; la comunicazione è fatta di nuove app, stories, sondaggi e stickers. Bisogna stare al passo, trovare strade che sappiano coniugare l'eterna efficacia di un blog con la frenesia di un mondo fatto di gente che consuma il pranzo mentre chatta con l'amico del cuore. Io la trovo una sfida interessante: anche per questo il Moz O'Clock, tra qualche giorno, si sdoppierà!

Io ringrazio Moz per essersi prestato all'intervista, ma se volete scoprire le domande che ha fatto a me, se secondo me il blogging è morto, e quali retroscena ho svelato, cliccate qui!

E per voi, il blogging è morto?



KIKO 30 Days Extension Night Treatment Booster: funziona?

Kiko Cosmetics produce un siero rinforzante che promette in 30 giorni ciglia più lunghe e spesse. Vi racconto la mia esperienza con il Extension Night Treatment Booster.



La mia ricerca di un siero per delle ciglia che funzioni e che magari non costi una fortuna è costante e non si ferma, e anzi continua incessante perché credo che le ciglia siano una parte importante del viso, in grado di migliorare molto lo sguardo. Facciamo finta insomma che bastino le ciglia, non siamo troppo pretenziosi sul resto.
Personalmente per mia natura non ho delle ciglia particolarmente sfigate: tutto sommato sono scure, forse un po' dritte ma mediamente lunghe e folte. Soffrono un po' la caduta ed ho notato che i prodotti specifici (che funzionano ovviamente) le rendono già più forti, e più belle.
In principio ho utilizzato, anche per parecchio tempo, l'olio di ricino, un classico intramontabile che mi ha dato risultati discreti. Però volevo provare qualcosa di appositamente studiato per le ciglia, e diciamocelo, un olio pesante come il ricino non è il massimo della vita ad avere a contatto con gli occhi.
Quindi dopo il siero per ciglia di Catrice, e l'amato Double Cils Mavala,  sono incappato effettivamente per caso nel 30 Days Extension Night Treatment Booster di Kiko, che tra l'altro ho acquistato in offerta al 50%, quindi non potevo lasciarlo lì senza dargli un'opportunità.

KIKO 30 Days Extension Night Treatment Booster

Ho dato più chance a ragazzi non meritevoli, figuratevi se potevo non farlo con un siero per le ciglia a poco più di tre euro.
Questo trattamento per le ciglia di Kiko si presenta come un comune mascara con lo scovolino in elastomero. È praticamente un gel trasparente e l'unico odore che avverto è quello dei componenti, quindi qualcosa di appena percepibile.
Ho notato che l'INCI riportato sul sito dell'azienda (bravi i signori Kiko che lo mettono!) è disposto in parte in modo diverso rispetto a quello che ho sulla confezione, ma è possibile che ci sia stato un errore sul sito o che il mio sia datato visto che ho usato questo prodotto nei mesi scorsi e l'ho persino terminato. Comunque in entrambi gli INCI appaiono quasi gli stessi componenti attivi.
Kiko parla del
"K² pro-growth complex agisce come un vero e proprio integratore concentrato di sostanze nutritive che vengono assimilate istantaneamente dalla struttura delle ciglia."
che io credo sia la cheratina idrolizzata e altri estratti vegetali di due alghe, la Laminaria digitata e la pelvetia canaliculata. In più abbiamo l'apigenina che dovrebbe nutrire i bulbi piliferi e il
Biotinoil tripeptide che invece dovrebbe ritardare la caduta del pelo.
Proprio per questo mix di ingredienti, che sembra agire un po' su tutte le problematiche che possono coinvolgere le ciglia, le premesse che Kiko fa per il suo Extension Night Treatment Booster sono veramente alte.
Sul sito scrivono
"L'applicazione serale permette al K² pro-growth complex - innovativo pool di attivi - di agire durante le ore notturne garantendo un aumento della crescita naturale delle ciglia del 169%* ed un incremento del diametro del 13%* dopo solo 30 giorni di utilizzo continuativo."
Ovviamente io non ho metodi scientifici per misurare eventuali aumenti della crescita delle ciglia ma posso raccontarvi tutta la mia esperienza con questo siero, che non è stata proprio esaltante.
Il primo approccio infatti non è andato alla perfezione: intanto appena ho applicato il prodotto ho avuto un leggerissimo fastidio agli occhi. Non tanto da irritarsi o arrossarsi, ma avete presente quando magari mangiate una caramella alla menta e vi si inumidiscono gli occhi? Una sensazione simile, non al punto da lacrimare, ma un po' son rimasto perplesso perché il siero è indicato come oftalmologicamente testato e creato per produrre bassa irritabilità. Io sono portatore di lenti a contatto e sto molto al computer quindi un po' di sensibilità e secchezza ce l'ho. Comunque dalla seconda/terza applicazione non ho già avvertito più nulla e non ho avuto altri fastidi.
Inoltre lo scovolino in elastomero è un po' rigido e se non utilizzato con la dovuta delicatezza, può essere un po' fastidioso sulla rima ciliare.

Recensione 30 Days Extension Night Treatment Booster Kiko

Sempre Kiko afferma che la formulazione del Extension Night Treatment Booster non irrigidisce le ciglia, cosa per me in parte non vera, perché una volta che si va a seccare, le ciglia diventano leggermente più dure; non al punto da spezzarsi, e una volta rimosso lavando il viso, le ciglia tornano morbide, ma diciamo che la descrizione non è proprio azzeccata.
Superate queste piccole problematiche, ho usato questo siero per le ciglia di Kiko religiosamente per 30 giorni, più o meno dal 14 Novembre fino al 14 Dicembre dello scorso anno, tutte le sere prima di andare a dormire.
È facile da applicare, e al mattino seguente non si hanno residui, quindi è facile anche da rimuovere.
Ho fatto alcune foto, ma come sempre vi dico prendetele come indicative perché essere nella stessa identica posizione con la stessa condizione di luce, è praticamente impossibile per me.
Questo è il prima:



È vero che conservavo ancora gli ottimi risultati che avevo ottenuto con il Double Cils di Mavala, quindi partivo da una buona base di ciglia curve, lunghe e folte, ma ho notato effettivamente che dopo un mese di utilizzo del 30 Days Extension Night Treatment Booster le mie ciglia continuavano a mantenere questi risultati e anzi ho notato un ulteriore leggero allungamento e infoltimento.
Questo è il dopo:



Ovviamente non posso misurare se la crescita corrisponda al 169% come dice Kiko, e non partivo da una base sciapa, ma ho avuto l'impressione che effettivamente il prodotto abbia dato il suo apporto alla bellezza delle mie ciglia.
Sinceramente ero soddisfatto, ma capite bene che, oltre a voler mantenere questi benefici, volevo anche terminare il prodotto, almeno fino alla durata del PAO.
Così ho proseguito con altrettanta costanza per altri quattro mesi. Certo non sono stato perfetto: magari una notte saltava l'applicazione, ma ho provato ad essere quanto più possibile preciso.
Arrivato a Marzo di quest'anno la situazione è stata abbastanza drammatica.
Sapete che normalmente le ciglia hanno un ciclo vitale di 60/90 giorni, ma non è che caschino tutte in una volta per cui ho attraversato questa fase con tutti i sieri per le ciglia che ho utilizzato. Ma questo c'entra poco, perché come vi dicevo, dopo circa 5 mesi di utilizzo del 30 Days Extension Night Treatment Booster, le mie ciglia erano in questo stato:



Penso che anche dalla foto non proprio professionale si noti la differenza, ma fidatevi: le ciglia sono diventate più corte, più rade, meno curve, e anche meno nere, risultando ancora di più sfigate. 
Non voglio dire che fossero peggio di come siano le mie ciglia al naturale, senza nessun trattamento, e comunque sono delle ciglia visibili, scure, mediamente spesse, ma avevano l'aspetto che avrebbero dovuto avere al massimo all'inizio, prima di usare qualunque prodotto, non dopo 5 mesi di un booster infoltente.
Quindi no, per me il 30 Days Extension Night Treatment Booster di Kiko non è promosso, o comunque ho provato prodotti che si sono dimostrati performanti dall'inizio del trattamento fino alla fine, per cui non lo ricomprerei. 

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Sto già per terminare un altro siero per le ciglia economico e ve ne parlerò presto, ma voi l'avete provato? Avete avuto una esperienza migliore, o forse dovrei dire più duratura della mia?





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