Cinque prodotti validi da provare!

Fra i miei prodotti terminati del periodo ce ne sono cinque che meritano almeno una chance, qualora non gliela abbiate già data. Nelle recensioni vi spiego perché.


Goovi Feeling Myself Mousse Detergente

Goovi è il brand beauty di Michelle Hunziker che però io conosco pochissimo, ad eccezione di un paio di sample che provai qualche tempo fa. Ho ricevuto in dono però una box con alcuni prodotti del marchio, ad iniziare da questa mousse detergente, che si è rivelata tanto caruccia.
Contiene infatti estratti di camomilla e fiordaliso, che hanno proprietà lenitive e antiarrossanti, ma nell'INCI ho beccato anche le betaine, una sostanza generalmente estratta dallo zucchero che ha proprietà idratanti. Il tutto in una formulazione con il 98.2% di ingredienti naturali.

Viene identificata anche come purificante, ma non so bene a cosa si riferiscano se non appunto l'effetto pulente, perché non ha attivi volti a contrastare specificatamente imperfezioni e impurità.
La mousse Feeling Myself è davvero molto soffice una volta prelevata, crea proprio una schiuma voluminosa che non si sgonfia o sparisce immediatamente, ma che consente una buon lavaggio del viso.
Inoltre ha pure un profumo che mi è piaciuto molto, fresco e delicato.

Posso solo elogiare questa mousse viso Goovi non solo per l'uso e le caratteristiche ma anche per l'effetto su di me, visto che deterge il viso e lo lascia morbido senza seccare la pelle o lasciarla tirante. Mi sembra adatta a pelli normali, miste o anche a tendenza secca: io stesso l'ho usata durante la stagione fredda e non ha aggravato l'eventuale secchezza del mio viso.

Inoltre non mi brucia gli occhi ed è un bene perché ha un potere struccante base, del tipo che se sul viso avete giusto la base make-up rimasta da una giornata, riesce ad eliminarla. La mousse detergente Goovi è anche adatta nella doppia detersione se cercate un prodotto efficace ma delicato.
L'unico appunto che non mi sento di lasciare sottobanco e riguarda il rapporto quantità prezzo: infatti mi è sembrato che questa Feeling Myself sia terminata prima rispetto ad altre mousse detergenti che ho provato in passato. La tipologia di prodotto ha in genere una durata più che buona perché la schiuma è generalmente più voluminosa rispetto ai prodotti in gel, solo che la confezione Goovi è anche più piccola rispetto a quella di altri brand.
Per il resto ha tutte le caratteristiche dei prodotti validi che funzionano.

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Redcare.it, Amazon 
💸 €10.90 
🏋 100ml
🗺 Italia
⏳9 Mesi
🔬 //



The Inkey List Caffeine Eye Cream
Crema contorno occhi alla caffeina

Esiste già una recensione dettagliata di questa crema per il contorno occhi di The Inkey List, che potete trovare qui, per cui non mi soffermo molto. A distanza di tempo da quella review ho terminato un altro flacone del prodotto e si è riconfermato, a distanza di tempo, per me come un acquisto valido a cui vale la pena dare una chance.
Nonostante venga presentata come una crema, per me ha tutte le caratteristiche per essere un siero, sia per la consistenza che per il potere idratante. Su di me ad esempio d'estate è perfetta per il giorno, la sera e d'inverno preferisco affiancarla ad altro perché ormai ho una certa età. Ma a parte questo, della Caffeine Eye Cream mi piace sia la scelta degli ingredienti di cui l'hanno arricchita, che l'effetto che ha visto che mi lascia la zona perioculare liscia, aiuta leggermente a contrastare sia le occhiaie che eventuali gonfiori.

INFO BOX 
🔎 Sephora, LookfantasticAmazon
💸 €10.99
🏋 15ml
🗺 Made in UK
⏳ 6 Mesi
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Cien Tropical Summer Lip Balm 
Sweet Pineapple

Era nelle mie riserve da un po' ed ho pensato che questo inverno avesse bisogno di un tocco esotico, così ho utilizzato questo balsamo labbra Cien, della limited edition Tropical Summer. Nonostante sia una edizione limitata vi posso subito dire che è riapparso più e più volte da Lidl con l'avvicinarsi della stagione calda, quindi non temete perché sono quasi certo che ritornerà. Io stesso nel tempo ho provato tanti prodotti di questa linea, e persino un lip balm in una diversa fragranza

Tornando a questo balsamo labbra, ha un INCI comunque funzionale, infatti è arricchito con olio di ricino, tocoferolo quindi tutti attivi nutrienti e protettivi, e sono racchiusi in una bella texture bilanciata, non troppo oleosa né troppo burrosa o cerosa. Anzi è una consistenza che avvolge le labbra e che dura abbastanza.


Non ha poi un finish troppo lucido, ma è perfetto per chi non vuole un glossato ed evidente.
Su di me è davvero idratante e nutriente, lascia le labbra morbide e va a domare la secchezza. Cito una occasione particolare: era inizio novembre ed avevo da poco iniziato ad usare questo Lip Balm Cien, quando sono stato male (rovinandomi anche quel ponte) e mi sono ritrovato le labbra secchissime. 
Nel giro di poco questo balsamo labbra ha ristabilito la situazione, facendole tornare morbide e in salute. Su di me ha quindi una azione riparatrice e protettiva, che ovviamente ho apprezzato.
Non mi sono soffermato sulla fragranza Sweet Pineapple che ricorda l'aroma dell'ananas ma è decisamente delicato, quindi nulla di troppo invadente, ma un po' sintetico.
Un prodotto di cui far scorta non appena torna disponibile.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €0.99
🏋 4.8gr
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 //


Dontodent Collutorio Sensitive Protezione Intensa


Fra i prodotti validi da provare, metto anche questi due per l'igiene orale, che magari attirano meno o che possono non incuriosire molto, magari per via del prezzo e del brand poco noto ed invece meritano. Il primo è il collutorio Sensitive di Dontodent, azienda rivenduta da DM. Io lo avevo ficcato nel mio ordine di ottobre ed è stata una scoperta. 
È un prodotto valido da più punti di vista. In primis ovviamente per la sua funzione, visto che completa la pulizia del cavo orale in modo delicato e gradevole. È delicato sia sui denti che sulle gengive, e credo che aiuti davvero a supportare la salute dei denti e soprattutto per quanto riguarda la sensibilità, che è un mio tallone d'Achille. 


Il Collutorio Sensitive Dontodent non contiene alcol ma ovviamente contiene fluoruro, come tutti i prodotti per denti sensibili. Ma soprattutto ha un buonissimo sapore, fresco ma non eccessivamente mentolato, che secondo me permane il giusto, e non lascia alcun residuo in bocca, aspetto fondamentale per me. Da riacquistare appena possibile. 

INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €1,25
🏋 500ml
🗺 Lussemburgo
⏳ 12 Mesi
🔬 //


Sempre di Dontodent ho apprezzato questa minitaglia del Dentifricio Sensitive.


Intanto un applauso all'azienda perché le travel size se come me viaggiate o avete sempre un beauty dietro (e lo so, ho una manutenzione impegnativa) sono fondamentali. Ma è comunque un prodotto molto efficace che non ha nulla da invidiare a brand più noti. Anche in questo caso abbiamo una formulazione semplice, con fluoruro ed adatta ai vegani, ed ha la consistenza di una pasta, ma l'efficacia è il suo punto di forza.  


Il dentifricio Sensitive infatti crea una buona schiuma durante il lavaggio, ed ha un sapore ben bilanciato, fresco ma delicato, molto simile a quello del collutorio. Non è estremamente rinfrescante ma sicuramente lascia la sensazione di pulito che ci sia aspetta. Inoltre mi è sembrato sia efficace nel rinforzare i denti e non far aumentare la sensibilità, sia delicato sulle gengive. 
È un prodotto che conto di acquistare in full size, ma spero di poter provare anche altre referenze Dontodent.  

INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €0.69
🏋 20ml
🗺 Svizzera
⏳ 12 Mesi
🔬 //



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The White Lotus Sicily è un po' un disastro

Dopo il successo della prima stagione, Mike White è tornato per una seconda stagione di The White Lotus, disponibile su Sky e Now dal 7 dicembre 2022, dandogli un taglio più antologico. Infatti ci spostiamo dal bellissimo resort alle Hawaii per finire in un albergo di lusso nella mia Sicilia.
Ancora una volta la serie vuole mettere sulla graticola le contraddizioni, i drammi, le fragilità e tutti i casini che noi esseri umani ci portiamo dietro, e anche mettere alla berlina la classe privilegiata, che può sembrare impeccabile, ed invece nasconde sempre più ombre.
Sarebbe tutto bello sulla carta, ma il problema di The White Lotus è che poi non riesce ad applicare queste idee nel concreto, e se già non ero stato un fan della prima stagione, questa seconda è stata per me anche peggio.


L'unico collegamento fra i vecchi e i nuovi episodi dei questa serie HBO è la presenza di Jennifer Coolidge, di nuovo nelle vesti di Tanya Mcquoid-Hunt, che è ormai una fedelissima delle catene di hotel White Lotus (fra poco potrà ritirare anche una parure di coperte a furia di raccogliere punti), in vacanza col marito conosciuto proprio alle Hawaii, ma il cui rapporto sembra già scricchiolare ad inizio della loro vacanza.
Conosciamo però anche altri personaggi, come Valentina (la nostra Sabrina Impacciatore) che dirige proprio la sede siciliana di questi lussuosi alberghi, e ci sono anche due coppie di amici benestanti, composte da Daphne e Cameron Sullivan (Meghann Fahy e quel miracolo umano di Theo James) e Harper ed Ethan Spiller (interpretati da una bravissima Aubrey Plaza e Will Sharpe), i quali però vivono il rapporto con tensioni e competitività.


Ma troviamo anche tre dei componenti maschili della famiglia italo-americana Di Grasso, che finiranno per mettere a confronto lo scarto generazionale che li separa.
The White Lotus: Sicily ripesca insomma moltissime delle dinamiche che avevamo visto nella prima stagione, ritornando con un cast corale e ampio che dovrebbe offrire angolazioni e storie differenti, ma se le esagerazioni e il tono grottesco che il primo capitolo ci aveva dato mi sembravano dannosi per la serie stessa, qui il problema è quasi opposto. La storia infatti mi è sembrata priva di mordente, di originalità, di succo, quasi come se venisse abbozzata senza mai scendere a fondo e approfondire qualche aspetto.
Le stesse tematiche che la prima stagione tutto sommato riusciva a trasmettere in modo chiaro e palese, per quanto potessero risultarmi telefonate, si perdono quasi del tutto in The White Lotus 2.

Ad esempio il quartetto di amici di cui vi parlavo sopra dovrebbe ancora una volta rappresentare questa ricca classe borghese americana piena di contraddizioni, vizi ed eccessi, ma io li ho trovati tutti abbastanza noiosi, e le loro dinamiche interne mi sono sembrate ripetitive, già viste, e poco interessanti.
Allo stesso modo i Di Grasso raccontano vicende assolutamente vecchie e poco innovative per una serie che vuol farsi riconoscere ed emergere. Tutto ciò però credo discenda dal fatto che i personaggi sono molto stereotipati e trattati superficialmente, e raramente mostrano un guizzo di profondità in più rispetto a quello che ci si aspetta dalla loro copertina.
Sì, purtroppo anche la Valentina di Sabrina Impacciatore non riesce affatto ad avvicinarsi al manager Armond che interpretava Murray Bartlett nella prima stagione, che magari risultava decisamente isterico ma più interessante e meglio costruito.

Oltre a non percepire chiara quella critica sociale che la serie vorrebbe narrare, non ho notato qualche interpretazione o dialogo che riesca a spiccare sopra gli altri.
Non mi soffermo nemmeno sui tantissimi cliché, fra mafia e cibo, ed sugli accenti random di Simona Tabasco e Beatrice Grannò (rispettivamente Lucia e Mia nella serie) che sono stati inseriti in The White Lotus 2 perché ci sono abituato.
Non mi aspettavo invece che la parte più thriller e drammatica della serie fosse così poco d'impatto, e che non ci fosse quel crescendo tensivo che avevamo visto nella prima stagione. Qui invece si è preferito lasciare che la sonnolenza azzoppasse lo spettatore, aggiungendo anche un inutile episodio in più che rende il ritmo più farraginoso e la serie più noiosa, per srotolare tutto l'intreccio solo in un finale dallo svolgimento dubbio.

Di questa seconda stagione si salvano però le musiche, che mi sono sembrate ricercate e spaziano da artisti del passato a quelli più recenti, e ovviamente anche i paesaggi siciliani che vengono sicuramente enfatizzati, anche se mi hanno fatto notare che alcune scene sono girate a Cefalù, nonostante dovrebbero essere ambientate a Taormina.
The White Lotus Sicily è l'emblema di come voler troppo a volte sia davvero la strada peggiore da intraprendere. 

Ho comunque voluto dare una chance alla terza stagione, uscita nel 2025, ne ho parlato qui.


Mist, tonico e siero olio viso in un unico prodotto? Scopriamolo insieme

Provando e vedendo in giro decine e decine di prodotti, mi faccio incuriosire più facilmente da quelli che hanno caratteristiche o ingredienti particolari, e che potenzialmente offrono delle qualità differenti rispetto alla media, che possano essere per me anche più interessanti da usare.
È il caso della Time Is Running Out Mist di Sioris, un brand coreano nato nel 2017 che produce cosmetici con ingredienti naturali, vegan e addirittura certificati. L'azienda tra l'altro sul sito promette di usare ingredienti raccolti stagionalmente, ed usarli entro un anno dalla loro raccolta, per garantire la maggiore freschezza ed efficacia. Ho addirittura scoperto che Sioris partecipa alla campagna 1% For The Planet per cui, per ogni prodotto venduto dona una percentuale a Forest of Life che si occupa della riforestazione della nostra terra.

Come sempre i coreani ce la sanno, e pensano ai brand da prospettive più ampie, ma sono poi anche i prodotti ad intrigarmi. La Time is Running Out Mist promette di avere una tripla azione sulla pelle, ovvero di fungere da tonico, mist e siero oleoso in un unico passaggio proprio grazie alla sua formulazione.
L'azione tonificante dovrebbe avvenire per via del suo pH di 5.6, quindi delicatamente acido, mentre il suo potere idratante di mist (che lo sappiamo alla fine essere sinonimo di tonico) arriva da ingredienti quali 

  • il 36,1% di acqua di albicocca giapponese (chiamata maesil in coreano), che pare avere un potere idratante ed umettante ma anche anti ossidante e schiarente delle macchie
  • il 2% di succo di aloe, che non necessita presentazioni
  • lo 0.95% di estratto di centella asiatica, che idrata e lenisce la pelle
  • lo 0,18% di una particolare microalga, chiamata Dunaliella salina, che pare essere ricca di antiossidanti principalmente carotenoidi. 
Ma questa Time is Running Out Mist Sioris vorrebbe fare anche da siero viso oleoso grazie a tre oli vegetali: 

  • olio di macadamia all'8%, che nutre molto la pelle
  • olio di jojoba al 2%, uno degli oli più leggeri ed affini alla pelle, ma particolarmente elasticizzante
  • olio di semi di girasole, anche questo comune nella cosmesi e dalla consistenza media.

Non mi era chiaro come mai sul web si trovassero INCI differenti, ma ho scoperto che non solo Sioris ha cambiato un po' la formulazione negli anni, ma proprio che, per rispettare la stagionalità di cui vi parlavo sopra, questa face mist viene prodotta in una versione primaverile con dei frutti di prunus mume, e in una versione invernale con una sorta di mandarino chiamato yuzu. Sarei curioso di provarle entrambe per vedere se la performance è differente, anche se credo che non influisca nell'uso immediato. 
Tutti questi ingredienti rendono il prodotto praticamente bifasico, infatti prima di essere usato va shakerato in modo tale che le due componenti si uniscano temporaneamente e si formi questo pinzimonio. Bisogna essere abbastanza veloci, perché le due parti si separano molto rapidamente.


Questa mist ha anche alcuni oli essenziali che credo le diano questo aroma leggermente agrumato e dolce, ma molto delicato, che rende l'uso ancora più gradevole.
Il getto spray è davvero quello di una mist, quindi molto sottile, crea una nebbiolina leggera ed ampia, che sulla pelle mi risulta gradevolmente rinfrescante. 
Oltre all'uso, la Time is Running Out Mist ha davvero una performance ottima, soprattutto se cercate un tonico per il viso che sia completo per pelli più secche.
Infatti dà al viso una bella sensazione di idratazione e nutrimento senza appesantire, o ungere: io (ma pure Sioris) consiglio di spruzzarlo sul viso e poi di massaggiarlo o comunque tamponarlo con le mani, così da distribuirsi meglio. È uno di quei prodotti che elimina immediatamente quella sensazione di pelle che tira, sia essa causata dalla detersione, o magari dal vento e dal freddo. 


La Time is running out Mist è perfetta anche come primo step della skincare, io l'ho usata sia di giorno che di sera, quindi come base a prodotti differenti e non ho mai notato interazioni negative, anche perché su di me si assorbe bene, non mi risulta appiccicosa, ed ha una finitura abbastanza asciutta. Dopo l'uso la pelle mi sembra anche morbida ed elastica.
È però davvero un prodotto 3-in-1? La risposta secondo me è "dipende". Se avete una skincare minimale basata solo sull'idratazione, per esigenze di tempo (vedi il nome) o di cute (pelli grasse, miste, che non sopportano pasticci di prodotti su prodotti), allora questa face mist coreana può funzionare, magari associata ad una crema idratante (o una protezione solare, come potrei fare io in estate). Dall'altro lato può essere un buon alleato per le pelli secche, ma non è sufficiente secondo me a sopperire a tutte le funzioni di un siero, specie se come me, in questo passaggio, utilizzate un prodotto che sia idratante ma anche contenga degli attivi specifici, come peptidi, retinolo o vitamina C.


Sioris inoltre suggerisce che la Time is running out mist può essere usata anche durante la giornata, quando si ha bisogno di reidratare e rinfrescare velocemente il viso, ed è vero che funziona benissimo in questo modo, ma non bisogna esagerare se si indossa del make-up, perché la presenza di oli, seppur nebulizzati in modo così sottile, alla lunga potrebbe degradare il trucco e scioglierlo leggermente, o comunque ridurne la durata. Inoltre l'azienda la consiglia anche a pelli sensibili, e se in linea di massima concordo, credo che la presenza di oli essenziali, per alcuni, possa essere meno tollerata.
Non sapete se, nonostante la recensione, questo prodotto può fare al caso vostro? Allora potreste provare la travel size.

INFO BOX
🔎 AmazonStylevana (coupon INF105PIEREFECT)YesStyle (coupon PIER10YESTYL), Miin Cosmetics
💸 €16
🏋 100ml
🗺 Made in Corea
⏳ 6 Mesi
🔬 Cosmos Organic, Vegan



Vi piacciono questi prodotti multifunzione? 




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Il Primo Giorno della Mia Vita: le mie riflessioni sul nuovo film di Paolo Genovese

Conservo ancora un discreto ricordo di Perfetti Sconosciuti, il film di Paolo Genovese che hanno remakkato pure in Papua Nuova Guinea, nonostante difficilmente vada d'accordo con il cinema italiano.
È vero che di mezzo ci sono stati altri due film che non ho visto, ma il ritorno al cinema del regista con Il primo giorno della mia vita, mi ha subito suscitato curiosità, tanto da vederlo nel giro di poco dalla sua uscita.
Tuttavia, appena terminata la visione, ho iniziato a pensare. Mi sono ritrovato a riflettere mentre uscivamo dalla sala, mentre ero in macchina, mentre mangiavo le patatine da Old Wild West, e mentre rientravo a casa, cercando di trovare quel senso profondo che un film del genere dovrebbe smuoverti dentro, eppure non ci sono riuscito.



Genere: drammatico
Durata: 121 minuti
Regia: Paolo Genovese
Uscita in Italia: 26 Gennaio 2023 (Cinema)/Giugno 2023 (Prime Video)
Paese di produzione: Italia 

Il primo giorno della mia vita ruota attorno ad una delle seconde possibilità più importanti che potrebbero capitare ad un essere umano: quattro diverse persone infatti, per ragioni differenti, si sono tolte la vita. Sono tutte persone apparentemente normali: dalla madre che ha perso la figlia, alla sportiva che non riesce mai ad arrivare prima, dallo youtuber che gira video di mukbang, fino al coach motivazionale. Tutti hanno perso la loro bussola verso la felicità, ed hanno scelto che fosse il momento di uscire per sempre dall'ombra di una vita apparentemente ormai vuota. Le loro anime vengono accolte in una sorta di limbo da un Caronte con una vecchia station wagon, un uomo senza nome che ha un compito fondamentale. In una settimana l'uomo dovrà infatti cercare di far cambiare idea a questi quattro personaggi, e farli innamorare ancora una volta della vita. Ci riuscirà?

Trasponendo il suo omonimo romanzo, Genovese è andato a toccare forse i temi più alti e complicati dell'esistenza in Il primo giorno della mia vita: si parla di suicidio, di depressione, di felicità e anche dell'essenza della vita stessa, attraverso tutte le sue curve, facili o difficili che siano. E questa operazione è portata avanti con un taglio contemporaneo, e da punti di vista ed età differenti. Non a caso, la coralità dei personaggi funge da archetipo per cercare di includere una forchetta di varietà umane, ognuno con le proprie difficoltà, ma anche con le proprie caratteristiche e bellezze.

In questo senso, Il primo giorno della mia vita dovrebbe riuscire a toccare nel profondo, a mettere in scena quelle tematiche che ti fanno sentire quasi nudo, a disagio tanto sono intime e profonde, eppure, pur riflettendoci, non è stato così.

Il film infatti si perde in una impostazione che mi ha solo provocato distacco il più delle volte, a causa soprattutto della superficialità di come vengono presentati e gestiti i personaggi. Nonostante vanti alcuni degli attori più validi del cinema italiano, da Toni Servillo a Margherita Buy, Il primo giorno della mia vita non riesce ad andare oltre, non dà una arco narrativo ampio ai suoi protagonisti, ma si limita ad abbozzarlo facendolo girare intorno alla causa che ha scatenato il suicidio.
Non sembra infatti che ognuno abbia la capacità di trasmettere il dolore che l'ha spinto ad arrivare alla svolta più tragica, ma è come se queste quattro persone raccontassero come in un talk quello che gli è successo.
La conseguenza per me è stata la quasi totale assenza di partecipazione e coinvolgimento emotivo, nonostante dovesse essere un tema, come dicevo, in grado di lasciare un segno più profondo.

Non aiutano poi i dialoghi che spesso risultano impostati e teatrali, innaturali se vogliamo parlare di un film che dovrebbe essere nudo e crudo.
Se da un lato Il Primo giorno della mia vita non mi è diventato particolarmente pesante, sebbene la durata risulta eccessiva, dall'altro non c'è quel guizzo o quella battuta così efficace che riesca a sdrammatizzare, a dare quella leggerezza e quel respiro che queste tematiche hanno bisogno se rivolete ad un pubblico ampio ed eterogeneo.

Quindi nonostante ci abbia riflettuto a lungo, non sono riuscito a trovare quell'appiglio che mi facesse considerare questo come un film particolarmente memorabile o che rivedrei. Anche la regia, la fotografia e la messa in scena in generale non mi hanno dato particolari sensazioni. 
Peccato.




Ho provato il Siero Rinforzante Capelli Grow Gorgeous ✨

Era nel mio mirino da diverso tempo, ma solo negli ultimi mesi sono riuscito a testare l'Hair Density Serum Original di Grow Gorgeous.


Se il nome vi suona in qualche modo familiare è perché lo nominai tempo addietro in un'altra occasione: l'anno scorso infatti, parlandovi del brand HIF di Deciem, vi avevo raccontato che l'azienda candese in principio era a capo di altre marche, fra cui Grow Gorgeous. Nel 2016, questa venne venduta alla compagnia inglese The Hut Group, che gestisce anche Cult Beauty per citarne una. Non so quali fossero le referenze di Grow Gorgeous nel 2016, ma oggi si concentra a 360 gradi sulla cura dei capelli, con prodotti specifici per esigenze e tipologie differenti di chiome.

Esistono due diversi sieri rinforzanti di questo brand, uno nella versione Original, e l'altro nella versione Intense, ed anno entrambi una formulazione similare ma immagino con concentrazioni di attivi differenti.
L'Hair Density Serum Grow Gorgeous è appunto un trattamento ridensificante e rinforzante per il cuoio capelluto, che promette in quattro settimane  di rendere i capelli "visibilmente più spessi e dall'aspetto più sano", e più folti in 12 settimane.


Questo dovrebbe avvenire attraverso la combinazione di attivi che agiscono su diversi livelli. Abbiamo infatti 
  • La caffeina, risveglia le radici con una spinta stimolante
  • L'acido ialuronico aiuta a lisciare e idratare i capelli per una finitura morbida come la seta
  • L'estratto biologico di germogli di pisello stimola le radici per ripristinare la vitalità per capelli più spessi e dall'aspetto più denso
  • Scutellaria cinese, soia e germogli di grano stimolano le radici e migliorano le condizioni per capelli più pieni, voluminosi e dall'aspetto più sano
Ed inoltre nell'INCI troviamo arginina, che pare stimoli la microcircolazione con conseguente maggiore irroramento dei bulbi piliferi, allantoina, dal potere lenitivo, idratante e addolcente, e un peptide composto da quattro aminoacidi che promette di aiutare a combattere la caduta dei capelli congiunto all'estratto di trifoglio rosso, e che fanno parte della tecnologia chiamata Capixyl.
La formulazione è inoltre vegana e non contiene alcol (o non saremmo proprio qui a parlarne), solfati, siliconi, ftalati e olio minerale.


L'Hair Density Serum ha una consistenza liquida ma facile da dosare, grazie al contagocce, ed una profumazione molto gradevole, che mi ricorda Savage di Dior. Ovvio che appena applicato bagni i capelli, ma dopo qualche minuto si asciuga senza lasciare tracce. 
Questo siero rinforzante va utilizzato come qualunque altro prodotto di questa tipologia: basta applicarne poche gocce sulle zone da trattare, sia sui capelli umidi che sul cuoio capelluto asciutto. 
Io prediligo l'uso serale, ma non vedo limiti nell'applicarlo di giorno se non avete altro modo, e cerco di fare un massaggio che aiuti a stimolare la circolazione. Non va ovviamente risciacquato.


Come sempre, ho cercato di essere estremamente costante con questo Hair Serum Grow Gorgeous, ed ho iniziato a testarlo dal 20 novembre circa. Da quel momento ho saltato le applicazioni solo nei pochi giorni in cui ero in viaggio e ovviamente non potevo portare con l'intero armamento di prodotti o non mi farebbero nemmeno entrare in albergo. 
Per le mie necessità utilizzo i sieri densificanti solo sulla parte frontale, quindi all'attaccatura, ma saltuariamente mi spingo un po' più dietro la nuca e sui lati della testa. 
Questo non solo perché è la zona in cui noto maggiormente assottigliamento e caduta dei capelli ma anche perché mi è più facile monitorare gli eventuali benefici.
Non ho però seguito la pratica, nel senso che non ho fatto foto dopo un mese, ma solo ad inizio e dopo circa 12 settimane d'uso.

Ad inizio del trattamento con l'Hair Density Serum Original la mia attaccatura appariva così.


Non mi stanco di ripetere che le foto sono indicative, perché non vengono fatte in condizioni di luce e posizione medesima, ma danno solo una idea dell'evoluzione. Inoltre anche il taglio e la lunghezza dei capelli può bastare a far apparire la zona più o meno folta.
Nella parentesi in cui ho usato questo siero rinforzante non avevo una particolare caduta ma volevo solo fortificare i capelli e rimpolpare l'attaccatura e le tempie di nuovi baby hair, e mi pare che così è stato.
Dopo 12 settimane, quindi in questi giorni, la zona era così.


Sia attraverso le foto che ad occhio nudo noto un miglioramento abbastanza visibile, non solo per quanto riguarda appunto la retrocessione dove le tempie, che è tendenzialmente la zona più "complicata" per me ma più in generale su tutta l'attaccatura frontale.
L'Hair Density Serum è stato facile da usare con costanza, e non mi ha sporcato i capelli in anticipo né tende ad ungermeli. Ho notato collateralmente che la cute è effettivamente più idratata, e in questi mesi non ho sofferto di dermatite o fastidi nelle zone in cui l'ho utilizzato. Non posso dire di aver notato un miglioramento sulla consistenza dei capelli, non mi sono sembrati più morbidi o disciplinati, ma sicuramente mi sento di confermare l'effetto ridensificante, e la sensazione di capelli più forti e corposi.
Sarei curioso di provare questo siero Grow Gorgeous durante un periodo di maggiore perdita per vederne l'effetto. 


INFO BOX
🔎 Amazon, sito dell'azienda
💸 €26.90
🏋 60 ml
🗺 UK
⏳ 6 Mesi
🔬Peta Approved


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Il Miniaturista, la recensione della miniserie tv su Sky e Now

Ispirata all'omonimo romanzo di Jessie Burton, Il Miniaturista ci porta nella rigogliosa repubblica olandese di fine '600, all'epoca in piena espansione economica. Tuttavia sembra l'atmosfera è differente nell'abitazione cupa e rigida del ricco mercante Johannes Brandt. L'uomo vive infatti con l'austera sorella e due camerieri, e da poco ha sposato la giovanissima Petronella.
La ragazza ha vissuto la sua vita in campagna ed il mercante, per farsi perdonare delle lunghe assenze a causa del lavoro, le regala una casa delle bambole, una perfetta riproduzione della loro dimora. Nella si farà aiutare dal miniaturista locale per creare oggetti e bambole da inserire nella sua casa giocattolo, ma presto la cosa prenderà il sopravvento, visto che la ragazza si vedrà recapitare alla porta delle miniature che sembrano presagire il futuro.
Non è inoltre facile ambientarsi per la giovane sposa, specie quando i segreti del marito la travolgeranno.

Si avvolgono tanti misteri in questa The Miniaturist, che, come anticipavo, non è esattamente una novità. La miniserie infatti è una produzione anglo-statunitense che risale al 2017, ma solo l'11 Gennaio di quest'anno è arrivata doppiata in italiano su Sky e Now.
È inutile ammettere che la presenza di Anya Taylor-Joy mi abbia intrigato fin dal primo momento, ma allo stesso modo devo ammettere che Il Miniaturista non mi ha convinto come speravo.

La storia infatti ha un intreccio che funziona, ma fino ad un certo punto, visto che molti degli snodi mi sono sembrati facili da risolvere ben prima che venissero svelati, ed io non sono certo questa mente brillante e sopraffina. Inoltre credo che tre episodi siano un po' pochi per narrare bene l'escalation che Il Miniaturista vuole raccontare.
Non so come fosse nel libro, ma ad esempio Petronella ci viene presentata come una ragazza campagnola, molto semplice, in contrasto con la sagacia della cognata, eppure dopo pochissimo è lei che tiene le redini di casa e delle vicende, come se si svegliasse da un momento all'altro.
Così mi pare troppo facile.

Non c'è quindi un crescendo credibile e costante dell'arco narrativo e dell'evoluzione dei personaggi, ma la situazione si ribalta improvvisamente.
È forse più amara la scoperta della figura del miniaturista: lungi dal fare spoiler qualora vogliate vederla, ma se un personaggio dà il titolo ad una serie tv come minimo ti aspetti che abbia una grande influenza, o che si riveli come particolarmente potente. La sua capacità quasi di prevedere ciò che accadrà attraverso le sue miniature, fa pensare a qualche strano potere. Invece tutto si sgonfia come un palloncino bucato e la rivelazione è quasi deludente.

Il Miniaturista ha comunque dei pregi, oltre la brevità che può fare comodo ai più pigri: la fotografia, la regia e i costumi sono estremamente curati, a volte sembra di guardare un quadro per come si compongono le scene. Spiccano poi i contrasti fra la luce emanata dagli abiti di Petronella e tutto quello che la circonda.

In modo più o meno palese vengono anche inseriti dei temi che potremmo quasi definire contemporanei, me che purtroppo sono estremamente vecchi, come razzismo, omofobia e sessismo.

Anya Taylor-Joy è sicuramente il focus di questa miniserie, e dimostra di aver avuto sempre talento ben prima di raggiungere l'Olimpo con La Regina degli Scacchi, Emma e Ultima Notte a Soho, ma tutto il cast è perfettamente a proprio agio nelle vesti dei rispettivi personaggi. Purtroppo però non tutti riescono a prendere la scena o ad essere tratteggiati in maniera ampia e completa, nonostante sembri che anche i secondari abbiano qualcosa da nascondere.
Quindi c'è qualità, ma non eccellenza in questa The Miniaturist.


I miei integratori Optima Naturals preferiti

Quando provo diversi prodotti dello stesso brand che finiscono inevitabilmente in post differenti, sparpagliati nel tempo, mi piace riavvolgere il nastro per riassumere quali di questi prodotti mi hanno lasciato un bel ricordo a distanza di tempo, quali riacquisterei e continuo a promuovere. Penso sia utile a me, e spero sia altrettanto per voi.
Negli ultimi due anni ho infatti usato diversi integratori Optima Naturals ed ho pensato fosse arrivato il momento di un recap. 

Optima Naturals raccoglie diversi brand di integratori alimentari, che spaziano dal supporto delle capacità digestive, fino al benessere generale dell'organismo, passando per i prodotti he sfruttano il miele di Manuka. Sono inoltre rivolti ad esigenze ed età differenti, e sono tutti Made in Italy. Io ho avuto modo al momento di provare gli integratori delle linee Collagene Marino e Colours of Life, e proprio su di loro vorrei fare una panoramica. 
Vi ricordo che se pensate di assumere un integratore, è bene chiedere al medico se può fare al caso nostro, specie in caso di esigenze specifiche.



Optima Naturals Collagene Marino Idrolizzato
con acido ialuronico, vitamina B6, C, E

Faceva parte della box In&Out (ma è anche venduto separatamente), ed è stato anche il primo integratore al collagene che abbia provato, dandomi poi la voglia di esplorare meglio l'assunzione di questa sostanza. Il Collagene Marino Optima Naturals mi ha convinto per la sua formulazione completa e per la sua funzionalità, e sono riuscito ad utilizzarlo con piacere pur non essendo abituato agli integratori liquidi.

Quando si parla di collagene ci sono alcune caratteristiche da rispettare, come vi spiegavo nella recensione, affinché l'assorbimento sia efficace, e credo che questo Collage Marino le abbia tutte. Inoltre è liquido (e già pronto da bere), e nella mia esperienza ho notato che al contrario delle capsule, questa tipologia di prodotto riesce a contenere maggiori quantità di principio attivo.
Dall'altro lato però ammetto che ho dovuto un po' abituarmi alla consistenza leggermente gelatinosa, nonostante il sapore di arancia sia gradevole. Inoltre, dovendolo conservare in frigo, faccio un po' fatica ad immaginarmi ad assumerlo durante l'inverno. Il Collagene Marino è però perfetto per chi magari vuole usarlo ciclicamente e vuole innalzare facilmente la propria assunzione di collagene, oltre per chi fa fatica a deglutire capsule ed opercoli.  


Optima Naturals Colours of Life Acido Ialuronico Plus
Integratore con rame e vitamina C



La linea Colours of Life è molto varia, interessante e si dirama a  più livelli nell'ambito dell'integrazione alimentare. L'Acido Ialuronico Plus mi ha convinto come prodotto, e anche in questo caso abbiamo a che fare con una formulazione abbastanza completa e che su di me ha funzionato sia a livello di pelle che di articolazioni, senza però controindicazioni particolari.
È però un integratore che consiglio soprattutto a chi segue una alimentazione vegana o vegetariana non solo perché Optima Naturals lo indica come tale, ma perché non potendo beneficiare dell'assunzione di collagene, ci si deve rivolgere ad altre sostanze. Io, non seguendo una alimentazione particolare preferisco un prodotto come il Collagene Marino che agisce in modo più completo su di me.
Se volee conoscere più dettagli sull'Acido Ialuronico Plus, qui vi aspetta la review.


Optima Naturals Colours of Life Skin Protection 
Integratore con Betacarotene, acerola e vitamina E


Ammetto di essere stato uno sciocco a non aver riacquistato questo integratore l'estate scorsa, ma proprio non ci avevo pensato (e probabilmente stavo usando qualche altro prodotto e non volevo eccedere), quando in realtà è stato un buon alleato per proteggersi dal sole. Come spiegavo, lo Skin Protection aiuta a rendere la pelle più resistente ai raggi solari, cercando di ridurre il rischio di eritemi e scottature e con un effetto anti ossidante. È ovviamente fondamentale proteggere la cute dall'esterno con una protezione solare (mi raccomando da applicare in maniera abbondante e frequente), ma questo integratore Optima Naturals mi è sembrato desse un reale supporto dall'interno, e credo che se come me avete una pelle chiara, facile ad arrossarsi, cercate qualunque aiuto.
Certamente cercherò di trovargli uno spazio nella mia routine prima dei mesi più caldi e di maggiore esposizione. 


Optima Naturals Colours of Life Omega 3.6.9 Total Benefit
Integratore a base di olio di pesce, semi di Lino e di Girasole


Gli Omega, soprattutto 3, sono invece spesso e volentieri presenti nella mia piccola routine di integratori quotidiani, perché ritengo abbiano benefici anche sulla cute, oltre che sull'organismo ed il benessere generale. Questa formulazione di Colours of Life mi è sembrata di qualità e completa, ed è stata facile da assumere visto che, nonostante si tratti di acidi grassi provenienti anche da pesce, oltre che da olio di semi di lino, non ha quel tipico sentore che può dar fastidio. Inoltre le perle non sono eccessivamente grosse da essere ingerite. Tuttavia questo Omega 3. 6. 9 Optima Naturals è stato scavallato da altri prodotti similari per una questione di praticità: ho scelto brand con confezioni più grandi, per poter fare cicli più lunghi. Se a voi però non interessa questa caratteristica ma cercate un integratore efficiente, allora fa al caso vostro. Qui tutte le ulteriori qualità.




Optima Naturals Colours Of Life Capelli - Unghie -Pelle
Integratore Multivitaminico con 16 Vitamine e 6 Minerali


È altrettanto ottimo e ricco questo integratori per capelli, pelle, ed unghie che l'azienda ha studiato per un supporto a 360 gradi, aggiungendo sia vitamine che minerali utili al fabbisogno completo dell'organismo. Ed in effetti anche io ne ho tratto benefici, avendolo introdotto durante un periodo di perdita dei capelli, come spiegavo qui, notando un aumento della crescita dei baby hair. A questo si aggiungono capsule facili da ingerire e che non influiscono negativamente sulla digestione. 
Non è tornato però a far parte della mia routine perché anche questo integratore Colours of Life Capelli - Unghie - Pelle, perché come il precedente, la confezione consente solo un mese di trattamento, e per comodità sono finito ad acquistare brand con flaconi più grandi. Vuol dire che non c'è speranza affinché lo riacquisti? No, anzi, una confezione del genere mi serve quando programmo specificatamente l'uso periodico di un integratore, come potrebbe essere con lo Skin Protector, e non voglio prendere troppe pastiglie in contemporanea. 
Anche in questo caso quindi dipende dalle vostre necessità e dal vostro approccio all'integrazione. 



Optima Naturals Colours of Life Omega 3,6,9 VEG
Integratore con Oli di Semi di Chia, Enotera, Girasole e Ribes Nero


Se fossi vegano, questo integratore di Omega Veg Colours of Life sarebbe già diventato uno dei miei preferiti. Infatti mi sembra essere efficace, con una buona miscela di oli vegetali che contengono appunto acidi grassi e soprattutto una forma delle softgel molto facile da deglutire. Anzi, chi ha problemi da questo punto di vista, dovrebbe prenderli in considerazione perché sono davvero semplici da ingerire. Io non ho riscontrato particolare retrogusto anche in questo caso. L'Omega 3.6.9 Veg è promosso anche per me che non ho tutte queste esigenze, ma appunto tendo a dirigermi verso integratori "tradizionali" di questa sostanza. Qui potete conoscere altri dettagli della mia recensione. 






Optima Naturals Colours of Life Resveratrolo Plus


Se per altri integratori Optima Naturals ho parlato di praticità in termini  di dimensioni dei flaconi per un eventuale non riacquisto immediato, è un discorso diverso per quanto riguarda questo Resveratrolo Plus. Infatti sull'integratore in sé posso solo che parlare bene, come dicevo nella recensione specifica, e avevo notato effetti in termini di energia, non avevo fatto fatica inoltre ad implementarlo nella mia routine. Tuttavia, essendo fra quelli che già assume una serie di integratori, inserirne altri "extra" non è semplicissimo: per farla breve, non mi piace assumere troppe pastiglie nel corso della giornata, perché va bene avere una routine, ma non deve essere un lavoro o una ossessione. Di conseguenza certi prodotti che contengono quasi esclusivamente una sostanza, che sia resveratrolo o Q10 ad esempio, non riescono a trovare posto nella mia giornata, nonostante i benefici. Chi magari vuole o ha bisogno di integrare queste sostanze e riesce ad inserirle facilmente nella propria routine, troverà nel Resveratrolo Plus Optima Naturals un buon prodotto.



Voi avete provato gli integratori Optima Naturals?




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Classici rivisitati: tre film consigliati!

Metto da parte il mood lamentoso dello scorso post, per parlare invece di tre film che mi sono piaciuti e che sono anche parecchio diversi fra di loro, ma che vanno in modi diversi a toccare dei classici della letteratura.


Rosaline (2022)


Genere: commedia
Durata: 96 minuti
Regia: Karen Maine
Uscita in Italia: 14 ottobre 2022 (Disney+)
Paese di produzione: Stati Uniti

Verona, 1300. Il cuore della bella e giovane Rosaline batte solo per un dolce ragazzo di nome Romeo, che la corteggia con romantiche poesie. Purtroppo però il rapporto fra i due è osteggiato dalle rivalità fra le loro famiglie. Rosaline è infatti una Capuleti, mentre Romeo è un Montecchi, ma i due sono anche coraggiosi al punto di voler fronteggiare i rispettivi genitori pur di vivere il loro amore.
Rosaline, in particolare, è una ragazza spigliata dal carattere forte, che vuole essere rispettata anche in un epoca in cui le donne non dovrebbero nemmeno parlare a tavola.
Tuttavia le circostanze si metteranno di mezzo, e la coppia vacillerà.

Non avete letto male né io mi sono rincitrullito, perché Rosaline è la cugina di Giulietta, e Romeo è proprio quello delle opere Shakespeare.
Il film, disponibile su Disney + dal 14 Ottobre, riscrive infatti cosa sarebbe accaduto prima che la tragedia si consumasse, e che la storia di Romeo e Giulietta diventasse leggenda. Questa operazione è però portata avanti in chiave assolutamente leggera ed ironica, ma non sciocca.

Infatti Rosaline è uno di quei moderni period drama che si immerge in un contesto storico preciso, e lo fa con personaggi e costumi del passato, ma "inquinandosi" con dialoghi e tematiche più contemporanee. 
È un'impostazione che abbiamo già visto con Persuasione, Cenerentola, Dickinson, Blood, Sex & Royalty, Bridgerton e chissà quanti altri titoli sto dimenticando in questo momento, ma che in questo caso si declina in uno di quei film che rilegge un classico in modo brillante e piacevole, e che ti fanno sorridere dall'inizio alla fine, senza risultare banali.


Non a caso Rosalina incarna gli ideali di una ragazza femminista, che non si accontenta né di un amore scialbo, né di vivere sotto una cupola in cui non può essere se stessa e farsi valere come essere umano a tutto tondo. Una antieroina, che però può sbagliare e a volte essere troppo testarda.
Lo stesso vale però per Giulietta, all'apparenza docile, ma forte ed empatica, e permette al film di destrutturare anche una visione troppo idilliaca e forse datata dell'amore.
Rosaline non sarà un film impeccabile, sicuramente il ritmo nella parte centrale vacilla ad esempio, e non brilla per unicità, ma è ironico senza essere sciocco, ed ha un buon cast. Non conoscevo ad esempio Kaitlyn Dever, che interpreta Rosaline, ma che dimostra di poter sostenere da sola un'intero film. 



Pinocchio di Guillermo del Toro (2022)


Titolo originale: Guillermo del Toro's Pinocchio
Genere: 
animazione, fantastico, avventura
Durata: 121 minuti
Regia: Guillermo del Toro
Uscita in Italia: 9 dicembre 2022 (Netflix)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Messico


Nonostante il titolo faccia pensare ad un particolare slancio di egocentrismo, il Pinocchio di Del Toro merita questo titolo. Il regista messicano infatti prende alcuni dei personaggi e degli umori dell'opera di Collodi per farci altro, e per trasmettere una storia collaterale e differente, sua rispetto all'originale.
Ne esce fuori un film più cupo di quanto forse si possa pensare riportando alla mente i tanti rifacimenti di Pinocchio, ma anche più realistico volendo.
Infatti ci troviamo nell'Italia del Fascismo, quando un Geppetto, sprofondato nell'alcolismo a seguito della perdita del figlio Carlo, crea quasi per caso questo burattino. Una entità celeste, più che una fata turchina, darà vita a Pinocchio, che non sarà affatto facile da gestire per suo padre.

Il Pinocchio di Guillermo del Toro non è però soltanto un bambino discolo, che deve essere educato a diventare rispettoso e ligio, ma anzi vuole diventare un simbolo di libertà, di unicità, un burattino che non vuole fare il burattino, ma che vuole tenere i suoi fili ed esprimere se stesso. Un po' come aveva fatto con La Forma dell'Acqua, dove aveva dato vita ad una creatura da molti temuta ed odiata, ma da amare per altri.

È però una fiaba amara quella proposta da questo film, che non si tira indietro nel mostrare gli orrori della guerra, del dolore della vita, della morte e del fato. Si ridicolizza, ma senza sottovalutarlo, anche l'orrore del fascismo.
Nonostante sia tutti gli effetti un film di animazione in stop-motion, curatissimo in ogni fotogramma, non è esattamente un film per i più piccoli perché spesso risulta troppo cupo, con dei passaggi e dei dialoghi delicati, e i personaggi sono volutamente inquietanti.

Non immaginatevi però un film-mattone, pesante da vedere e senza ritmo (a parte in alcuni momenti), perché hanno saputo inserire qui e lì dei divertissement o delle battute che smorzano un po' la tensione e che danno un sorriso. È soprattutto Sebastian il grillo a darci la possibilità di staccare un attimo da quello a cui assistiamo. 
Tutti questi elementi rendono Pinocchio uno dei rifacimenti più interessanti almeno dell'ultimo periodo, e solo i puristi del racconto di Collodi avranno qualcosa secondo me da ridire.
E, nonostante il dolore, la sofferenza, e l'ineluttabilità della vita, il Pinocchio di Guillermo del Toro ci ricorda comunque che la vita è un dono meraviglioso.
 


The Pale Blue Eye – I delitti di West Point (2023)

Titolo originale: The Pale Blue Eye
Genere: 
thriller, orrore, giallo,
Durata: 128 minuti
Regia: Scott Cooper
Uscita in Italia: 6 gennaio 2023 (Netflix)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Restano le atmosfere cupe, con un sapore decisamente più tetro, ma ci spostiamo nel 1800 quando l'ispettore Augustus Landor viene chiamato ad indagare sulla misteriosa morte di un giovane cadetto, a cui è stato addirittura asportato il cuore. Non è una indagine semplice, visto che la risoluzione è trincerata dietro una coltre di intrighi e omertà, e quindi troverà il supporto di un altro cadetto, un ragazzo particolare di nome Edgar Allan Poe. I due sono accomunati da una particolare sensibilità, ma anche da un vissuto simile che li ha segnati. 
The Pale Blue Eye – I Delitti Di West Point si ispira ad un romanzo di Louis Bayard, e si tinge così subito di mistero, e si sviluppa come un thriller dalle tinte noir, senza però a mio avviso diventare un horror come viene definito.

Certo c'è qualche scena più cruda, ma nulla di così difficile a cui assistere, perché alla fine si tratta di un film classico, dalla struttura già nota, che secondo me non vuole sporcarsi, non vuole in alcun modo sbrodolare, ma essere solido. I Delitti di West Point infatti si segue volentieri, è intrigante, ma forse non riesce a sorprendere come ci si può aspettare, e che pecca in un andamento non sempre con lo stesso passo, ma che a volte anzi rallenta un po' troppo.
È però la fattezza e la recitazione ad essere le qualità migliori di questo film Netflix, anzi mi è sembrato al di sopra della media proposta dalla piattaforma.


La cura dell'epoca e le ambientazioni cute, oscure e perfettamente in linea con la storia sono precise e puntuali, ma sono Christian Bale e Harry Melling che sorreggono l'intera struttura con due interpretazioni di primo livello. A me è piaciuto molto il Poe di Melling perché lo intrepreta in modo inquietante ma senza esagerare e risultare macchiettistico. Non mi ha fatto impazzire la brevissima parentesi di Gillian Anderson, che inizia ad annoiarmi con questi ruoli sopra le righe.
Non un grande thriller imperdibile, ma sicuramente consigliato e giusto per la modalità streaming.




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