sabato 20 aprile 2019

Controsenso


Se dovessi descrivere e riassumere questo ultimo periodo in poche parole, credo me ne basterebbero tre: non ho voglia.
Non ho voglia di andare a letto presto, e non ho voglia di svegliarmi tardi. Non ho voglia di leggere, ma non ho voglia di restare indietro con i libri che vorrei portare a termine. E sono tanti, davvero.
Non ho voglia di veder bruciare quel poco di bello che ancora ci resta e ci circonda, che magari non è detto che ci salverà perché non tutti riescono a cogliere tale bellezza né tutti possono viverla purtroppo, né tutti se ne interessano, ma non voglio.
Non ho voglia di bruciare io sotto il sole di una estate che gioca di anticipo e che non mi pare abbia nulla di particolare da offrirmi, seppur sia ancora in tempo affinché le cose cambino.

Non ho voglia di passeggiare perché ho voglia di viaggiare, di perdermi sapendo che prima o poi sarò al sicuro.
Non ho voglia di smettere di comprare cose che non avrò voglia di vedere accatastate, ma non ho voglia di sentire Greta Thunberg che mi cazzia.
Però scusa Greta, ma ho una vagonata di cover per lo smartphone composte da non so bene quale materiale che devono arrivarmi da Aliexpress, magari facciamo un'altra volta?



Non ho voglia di star qui a scrivere e rimuginare eppure lascio scorrere le dita e vedo che cosa ne esce. E ne esce sicuramente un grazie per aver insieme superato il milione e trecento mila visualizzazioni, che purtroppo non corrispondono al mio conto in banca, ma sicuramente al mio livello di soddisfazione per un progetto che è nato dal nulla e che non sapevo quanto sarebbe durato. 

Non ho voglia dei pranzi festivi, degli inviti strategici, dei convenevoli e della convenienza, di quel chiasso inutile, di chiacchiere superficiali, di ripetitività travestite da tradizioni che nessuno ricorda più, di auguri forzati, di sorrisi forzati, di conversazioni forzate. 
La verità è che non ho voglia delle bugie, delle scusanti delle persone. Non ho voglia di chiarire, non ho voglia di andare oltre. Non ho voglia di abbracci che di sincero non hanno nemmeno le lettere con cui sono scritte. 
Non voglio che Adele lasci il marito, ma voglio un album che mi faccia piangere per i prossimi tre anni e, dopo una separazione, son sicuro che mungerà le vacche delle ballate drammatiche come Heidi sui monti col nonno.


Però vorrei uscire una sera a cena con Adele, che credo sia una compagnona di quelle che ti stende a risate e vino, e poi giù a lacrimoni, abbracci e ancora vino su pensieri filosofici.
Non voglio però uscire mai più con un uomo con la barba, specie lunga e folta, dopo aver scoperto una cosa che già sospettavo: che la barba ha più germi del pelo di un cane. Avete capito bene: lo afferma un recente studio svizzero, e chi non crede agli studi svizzeri? Quindi abbracciate i vostri animali, lasciate i vostri mariti.

Messa così lo so che sembro più forastico del social media manager di INPS, ma la verità è che arrivato qui mi tocca fare un po' una spremuta, e questa mia scarsa simpatia non è dettata dal fatto che probabilmente non riceverò nemmeno uovo di Pasqua. Perché sì, non ho voglia di stare a dieta, ma non ho nemmeno voglia di dover cambiare l'intero guardaroba per questa estate.
Nonostante marzo e praticamente aprile siano stati due mesi accettabili, non posso dire che questa primavera mi stia facendo proprio bene: mi si è abbassata la voce senza una ragione e mi lacrimano gli occhi, anzi solo uno per l'esattezza, senza che abbia allergie o ragioni valide per disperarmi (anche se a riguardo potrei non essere del tutto onesto) e per aver tentato di fare qualche esercizio, mi sono sbriciolato un ginocchio.
E sembro perennemente catalettico 24 su 24.
Per cercare di riprendere le redini di questo involucro, sto pure valutando di iniziare a prendere un mega integratore, sia mai che alla soglia dei trenta mi possa rimettere a nuovo. Staremo a vedere.

Intanto però non voglio continuare con questa cantilena delle mie paturnie, ma voglio augurarvi una buona Pasqua e di godervi questo lungo ponte che ci aspetta.








mercoledì 17 aprile 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere Viso in Hydrogel di KIKO: novità o flop?

Dopo i nuovi patch occhi, ho passato al setaccio le maschere viso in hydrogel di Kiko, che l'azienda ha rilanciato ad inizio anno, dando una nuova immagine alla linea, e, tramite una promozione che terminava nel mese di Febbraio, più un altro codice sconto apparso come pop-up sul sito, ho pensato di farne incetta, così da poter fare anche un confronto con le "originali".



Ammetto che a primo impatto, leggendo le informazioni sul sito KIKO, mi sembrava solo si fossero limitati ad un repack della collezione, persino gli INCI mi erano sembrati identici, tanto che su Instagram avevo fatto un mega pippone, che nemmeno Poirot nelle giornate buone. L'unica differenza che avevo notato è che adesso le maschere in hydrogel sono cinque e non quattro, e che il costo si era abbassato.
Ma provandole ho capito che le diversità sono palesi e coinvolgono anche la struttura di queste face mask. Pur mantenendo la forma in due parti, mi è parso che l'idrogel fosse più sottile e umido rispetto alla precedente collezione. Non gocciolano né risultano troppo scivolose, né si spezzano nell'andare ad applicarle, sia chiaro. Questa mia teoria è supportata anche dal fatto che se prima le maschere ti si asciugavano letteralmente sul viso durante la posa, adesso impiegano giorni e giorni affinché risultino più asciutte, ma comunque non diventano mai rigide come quel reticolato "simil plastica" di cui vi parlavo un paio di anni fa alla prima review.
Aggiungo che tutte queste maschere hanno una caratteristica comune che detesto: la quantità di fogli di plastica in cui sono avvolte, davvero troppi.


Hydrating Face Mask Kiko Cosmetics



L'Hydrating Face Mask dovrebbe essere la sorella precedente Frequent Flyer, o per lo meno il ritorno degli estratti di fiori blu e la funzione idratante, mi suggerivano queste similarità, e non mi sbagliavo del tutto.
La bellezza di questa maschera è come si presenta: se nella versione anteriore era trasparente, adesso nell'hydrogel sono stati inseriti tantissimi, minuscoli glitter cangianti sul blu, l'argento ed una punta di rosa. Così bella che non ho resistito ovviamente a farci una storia su Instagram, ché tanto la dignità ormai non mi compete più.
Sul viso mi è parsa abbastanza rinfrescante, ma in modo gradevole, tonificante direi, tanto che l'ho tenuta a lungo senza problemi e senza scocciarmi.
Una volta rimossa l'Hydrating Face Mask Kiko, la pelle era sì sufficientemente idratata tanto da non sentire una stretta urgenza ad applicare altri step della mia routine; permaneva quella freschezza avvertita durante la posa e tutto sommato la pelle mi è sembrata un po' più soda.



La cosa che però mi spaventava è che i glitter potessero restare sul viso, ma il siero di cui era intrisa la maschera non aveva pagliuzze. Tuttavia, quando alla fine del trattamento sono andato a massaggiare i residui di siero rimasti sul viso, ho notato che alcuni glitter erano rimasti adesi alla pelle, ed anche una sorta di lievissima perlescenza argentata, soprattutto sulle mani, che non mi ha dato una buona impressione.
Nel senso che, se usata di giorno, i glitter posso non essere notati più di tanto, anche perché sono molto sottili, e se poi applicate del make-up può essere un bell'effetto, ma andare a dormire con questi brillantini sparsi per il viso non è proprio a mio avviso l'ideale. Nonostante non mi abbia lasciato la pelle appiccicosa o appesantita, non è una maschera che riacquisterei, ed anzi per le mie esigenze risulta peggio della precedente versione.

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🔎 Negozi monomarca KIKO, Sito dell'azienda
💸 €3.99
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🗺 Made in Korea
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Antifatigue Face Mask Kiko Cosmetics



La versione aggiornata della Chill Out Session è proprio la Antifatigue Face Mask, che ritorna con queste piccole scaglie di foglie dei tè verde intinte nell'hydrogel della maschera. Il tè, e le sue probabili proprietà rinvigorenti, è presente anche come estratto nell'INCI, tant'è che lo scopo della maschera è proprio quello di
"ottenere una pelle idratata e dall'aspetto più riposato, con facilità;"
e, come scritto sul sito di KIKO
"rienergizzare le pelli stanche"
La precedente versione non mi aveva proprio fatto innamorare e devo dire che anche questa rinnovata variante non ha spiccato per efficacia, almeno su di me.
C'è da dire che la sera in cui l'ho utilizzata mi serviva più una rinfrescata con l'acqua proveniente direttamente dalle sorgenti di Lourdes tanta la stanchezza, ma la Antifatigue Face Mask non è riuscita nel miracolo.



La maschera è effettivamente fresca sul viso specie durante la posa, e lascia la cute comunque rinfrescata anche dopo averla rimossa. L'idratazione è l'effetto più evidente sulla mia pelle, ed anche un leggero effetto distensivo dei piccoli tratti, tuttavia manca su di me un'azione davvero illuminante e rigenerante che possa darmi l'idea di un'efficacia anti fatica. Sicuramente ha il pro di non lasciare la pelle appiccicosa, ma non è la maschera dei miei sogni a cui far la corte e spenderci interi stipendi, e comunque fra questa selezione firmata KIKO non è affatto la mia preferita.
Oggettivamente però non ho trovato difetti che mi spingano a sconsigliarla qualora vogliate provarla.
E no, non vi ritrovate con le foglioline di tè verde sul viso.

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Soothing Face Mask Kiko Cosmetics



La vera novità della collezione è proprio questa maschera con estratto di camomilla che non c'era in nessuno dei precedenti trattamenti.
Ho apprezzato un po' tutte le componenti che KIKO ha inserito in questa maschera perché spiccano ingredienti come la niacinamide, la vitamina B3, l'estratto di peonia che dovrebbe avere una azione illuminante e protettrice, così come dovrebbe avere un'azione antiinfiammatoria l'estratto di centella asiatica. Un po' in basso nell'INCI si nasconde un derivato della vitamina C.
Insomma mi fa strano che Kiko parli del prodotto come fosse solo un trattamento idratante.
Comunque fra tutte queste maschere in hydrogel, la Soothing è stata la prima in cui ho avvertito una profumazione, sempre delicata, ma molto piacevole. Ed è anche l'unica completamente trasparente. Anche in questo caso ho avvertito una lieve sensazione di freschezza ma mi ha dato l'impressione di essere più costante nel corso della posa, come se fosse a rilascio graduato.



Non credo che la maschera sia così "intelligente" ma ho avuto l'impressione che la freschezza non fosse solo data da questo strato umidiccio di hydrogel.
Insomma una posa così piacevole tanto che letteralmente non volevo toglierla. Quando però l'ho fatto, dopo circa 40 minuti, c'era ancora un po' di siero sulla pelle, ma questa era davvero luminosa, distesa e lievemente più tonica. Non ho particolari rossori su cui l'efficacia lenitiva della camomilla possa agire, però la pelle appariva sicuramente più omogenea. Ammetto che il siero ha lasciato una lievissima sensazione di appiccicoso, ma nulla che mi abbia portato al fastidio e al bisogno di sciacquare il viso. Credo solo che la Soothing Face Mask KIKO sia un trattamento più adatto alla sera, per pelli mediamente secche o normali e segna un gol per l'azienda.

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💸 €3.99
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Nourishing Face Mask Kiko Cosmetics



Un tempo chiamata You are golden, la Nourishing Face Mask segue un po' il percorso che avevamo visto con i nuovi patch occhi Kiko, ma andiamo per gradi.
Intanto le impressioni generali: sarà stata una percezione limitata all'utilizzo ma questa maschera mi è sembrata un po' meno fresca delle altre; anche qui non ho avvertito alcun profumo, e la posa è durata davvero tanto senza problemi di sorta.
Proprio come nei patch occhi nutrienti, si palesano in INCI l'estratto di miele e le varie proteine idrolizzate.
Quando sono andato a rimuovere la maschera avevo ancora del siero sul viso e massaggiandolo mi ha dato l'impressione di essere lievemente oleoso. Questo ha contribuito a spingermi a definire la Nourishing Face Mask davvero nutriente senza risultare troppo vischiosa (anche se un pelo sul viso resta) ed idratante, al punto da aver valutato l'idea di saltare tutta la routine viso abituale (cosa che non ho fatto).



Una volta che il siero si è assorbito del tutto, cosa che su di me ha richiesto un po' di tempo, la pelle era davvero liscia e morbida. In generale ho apprezzato che desse al viso un aspetto più carino, con una cute dall'apparenza un po' più sana e più tonica. Insomma una maschera perfetta per pelli secche, con pellicine, bisognose di idratazione, adatta anche ai pigri che non amano mille step di skin care, ma probabilmente non adatta all'estate.
Tuttavia, anche in questo caso ho notato il rilascio di minuscole pagliuzze riflettenti che mi hanno portato a rivalutare la Nourishing Face Mask Kiko, al punto che, se dovessi riacquistarla sarebbe per utilizzarla di giorno prima di un evento in cui so che dopo qualche ora andrò a sciacquare il viso.

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Energizing Face Mask Kiko Cosmetics



Era fra le mie favorite quando ancora si chiamava Girls' Night Out, e questa nuova, rampante Energizing Face Mask Kiko non si è smentita. L'INCI in effetti è rimasto invariato per cui le speranze a riguardo erano alte .
Devo dire che l'ho approcciata con un po' di timore, perché se avete letto ciò che ho scritto sui patch occhi, temevo la stessa reazione, ma non è stato affatto così, anzi sulla pelle la percezione è gradevolmente fresca e rinvigorente. Perfetta per l'estate, specie se tenuta in frigo come consiglia l'azienda, un po' meno per la stagione fredda probabilmente, ma non è stato comunque problematico tenerla sul viso per parecchi minuti.



Dopo la posa, ho capito che la Energizing Face Mask Kiko è una maschera rinvigorente, perfetta anche per il giorno: dopo averla rimossa la pelle era fresca e tonica, oltre che più chiara e luminosa. Energizzata è il termine perfetto per questa maschera, che ha migliorato in generale l'aspetto della mia pelle. Sul viso la sensazione del siero non era di appiccicoso, ma sicuramente la mia pelle ha avuto bisogno di qualche minuto in più per assorbire del tutto il prodotto. In definitiva se fossi i signori Kiko eliminerei la variante antifatica e terrei solo questa che svolge egregiamente il suo compito.

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💸 €3.99
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Direi che anche con questa versione rinnovata e corretta delle maschere idrogel di Kiko la mia esperienza segue i passi della precedente: l'entusiasmo per i risultati ottenuti non ha raggiunto le stelle, ma fra alti e bassi son riuscito comunque a salvare almeno un paio di questi trattamenti.




|Beauty Cues #MaskWednesday|
Nuovi (e non) EYE PATCH di KIKO... non ci siamo! 😫

Son passati quasi due anni ormai da quando Kiko Cosmetics lanciò una collezione di maschere viso in hydrogel ed in tessuto, che stuzzicò l'interesse di un po' tutti noi appassionati (uso il plurale per sentirmi meno solo), tant'è che io stesso illo tempore ne feci una lunga recensione. Si trattava, da ciò che ho capito, di una sorta di edizione limitata che poi venne rifornita probabilmente complice il buon successo. Tuttavia agli inizi di quest'anno Kiko ha riproposto una versione rivisitata di quella collezione, dando nuovi packaging alle maschere in hydrogel e, almeno al momento in cui vi sto scrivendo, togliendo di mezzo quelle in tessuto e dando anche una regolatina al prezzo, che non guasta.
Il #MaskWednesday di questa settimana sarà tutto dedicato alle nuove maschere viso Kiko e per iniziare questa esplorazione, ho pensato di partire dai Patch Occhi.



In principio Kiko aveva creato solo un tipo di patch occhi in hydrogel, che faceva il paio con la maschera viso della precedente collezione, ma l'azienda ha ampliato, o meglio, rivisto un po' la linea ed ha proposto per questa nuova collezione due diverse maschere.
A riunire il vecchio ed il nuovo c'è la forma di questi patch in hydrogel, a lunetta, non molto grande ma abbastanza da coprire la tipica zona delle zampe di gallina. Non ho avuto problemi di adesione con nessuna tipologia, ma vediamoli in dettaglio.



You Are Golden Eye Kiko Cosmetics




Inizio direttamente con quelli che ormai, almeno sul sito di Kiko, non sono più disponibili, in quanto appartenevano alla vecchia collezione. Tuttavia ve ne parlo qualora dovesse trovarli in qualche negozio ed anche come metro di paragone.
Vi posso dire subito che i patch occhi You are Golden sono stati quelli che più si avvicinano a ciò che ricerco in dei trattamenti occhi. Lo so è uno spoiler bello e buono, ma non è tutto oro quel che luccica e lo vedrete fra poco.
Questi patch occhi Kiko non hanno alcun profumo, e sulla pelle, nonostante l'azienda parli di "Cooling effect", sinceramente ho avvertito una sensazione di freschezza discreta, ma non particolarmente rinvigorente. Si tratta pur sempre di un hydrogel intriso di siero e può essere tenuto in frigo per un effetto più rinfrescante, ma tal quale non mi pare sia particolarmente fresco.
Si leggeva sul sito:
"Maschera occhi dorata in hydrogel con estratto di miele, un tocco glamour per uno sguardo fresco e tonico.
You Are Golden Eye è l’alleata ideale per prendersi cura della zona occhi restituendo alla pelle la naturale vitalità."
All'interno della formulazione, Kiko ha inserito sia appunto l'estratto di miele, ma anche alcune proteine idrolizzate, come quelle della soia, di mandorle e del riso che sono tutti agenti idratanti e protettivi.



Dopo la mia solita posa che ha sempre superato i 15/20 minuti suggeriti sul retro della confezione, i You are Golden Eye mi avevano lasciato la zona sicuramente un po' più idratata, ma nulla che una comune crema contorno occhi non possa fare, leggermente più luminosa ed anche un pochino più distesa.
Sinceramente questi effetti sono stati almeno su di me quasi lillipuziani: non credo che qualcuno oltre me che studio la situazione da vicino avesse potuto dirmi che il mio contorno occhi fosse davvero così migliorato, ma i risultati c'erano. Dall'altro lato inoltre non ho avuto alcun risvolto negativo e non è cosa da poco.
Mi sembrano un trattamento adatto al giorno visto che il siero viene assorbito e non lascia residui, per dare una vaga rinfrescata allo sguardo, ma questi patch occhi You are Golden non sono stati un  rivoluzionari per me.

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🔎 Negozi monomarca KIKO (se li trovate)
💸 €3.95
🏋 2 Patch Occhi Monouso
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Energizing Eye Patch Kiko Cosmetics



Con le maschere occhi energizzanti faccio un salto in avanti nella nuova collezione di Kiko. Caratteristica ben evidente di questi patch è ovviamente l'estratto di caffè che non solo si palesa nell'INCI, ma anche come piccoli pezzetti inseriti proprio nell'idrogel dei patch.
Comunque oltre all'estratto di caffè fra gli ingredienti mi ha colpito l'estratto di vite rossa, sicuramente troppo in basso nella lista, dalla funzione antiossidante e sostenitrice del microcircolo, e l'estratto di mela, che per quanto ne sappia ha una azione delicatamente esfoliante.
Anche in questo caso non si palesa una profumazione particolare, e nemmeno una eccessiva freschezza, cosa che mi ha lasciato ancora una volta perplesso visto lo scopo dei patch, ma c'è di peggio.
Purtroppo un po' tutte le maschere Kiko hanno un vuoto per quanto riguarda la descrizione del prodotto, che resta sempre un po' troppo generica. In questo caso ad esempio l'azienda dice
"Ideali per:  ottenere uno sguardo fresco e tonico, con facilità."
Non so signori Kiko, se volete ve le scrivo io due battute in più.



Comunque appena ho appoggiato gli Energizing Eye Patch ho avvertito un pizzicore/prurito che sinceramente lì per lì mi ha spaventato, poi semplicemente mi ha dato fastidio nel corso della posa. Mi sono un po' preoccupato, anche perché non credo che avessi la pelle così secca da poter sentire quella sensazione che si avverte (che comunque è più delicata), era semplicemente pulita e detersa. Comunque ho resistito e una volta tolto il patch la situazione era positiva: non avevo alcuna irritazione, la pelle era liscia, non unta o resa appiccicosa dal siero in eccesso, che anzi si era assorbito bene, e vagamente più distesa. In generale non mi hanno dato fastidio agli occhi propriamente, ma proprio alla pelle.
Io ho perseguito con il mio contorno occhi abituale ma l'area era tutto sommato idratata.
Ne avevo un'altra confezione ed ho quindi potuto riprovarli: in questa seconda applicazione ho sentito ancora la sensazione di pizzicore misto a prurito, ma un po' più leggero. Anche in questa seconda esperienza con i Patch energizzanti KIKO non mi ha portato a irritazioni o bruciore, o rossore, il risultato è stato identico alla prima applicazione, ma sinceramente in qualunque modo chiamate quel fastidio non credo sia normale e non ci tengo ad avvertirlo altre volte in futuro.

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🔎 Negozi monomarca KIKO, Sito dell'azienda
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Nourishing  Eye Patch Kiko



I Nourishing Eye Patch sono la versione rivista degli You Are Golden Eye. All'apparenza le due maschere mi erano sembrate identiche: entrambe sono patch dorati, e sembrano avere lo stesso INCI, con l'estratto di miele e le varie proteine idrolizzate, così come la quasi totale assenza di un qualunque odore; anche la descrizione è praticamente identica, infatti si legge sul sito Kiko:
"Ideali per:
 -ottenere uno sguardo fresco e riposato, con facilità;
 -per prendersi cura della zona occhi restituendo alla pelle la naturale vitalità."
Insomma, messa così sembra ci sia ben poca novità, ma ho trovato delle differenze nell'utilizzo.
La prima cosa che ho notato è che mi son sembrati leggermente più freschi rispetto alla prima versione, sempre senza metterli in frigo. Inoltre, cosa non da poco, non mi hanno mai pizzicato né bruciato lungo tutto il corso della posa.
Ed anche il risultato, per la mia percezione, è stato diverso nonostante la stessa lunga posa, e mi è piaciuto molto: la zona del contorno occhi era più compatta, levigata, idratata decisamente più di quanto fossero stati in grado di fare gli altri patch KIKO, ed anche più fresca e dall'aspetto più riposato; direi quasi di più che con i patch energizzanti. Anche in questo caso il siero è stato accolto dalla pelle senza lasciare indesiderati residui in superficie (più o meno).
Tuttavia anche i Nourishing Eye Patch non sono esenti da difetti.



Sin da subito ho notato infatti un cosa che non mi è piaciuta: anche solo a prelevare i patch dalla confezione, questi rilasciano sulle dita delle minuscole particelle luminose. Davvero piccolissime tanto da vederle solo guardando con attenzione, ma ci sono.
Devo dire una cosa per dovere di cronaca: anche la versione precedente nell'idrogel tratteneva delle micro pagliuzze, ma in quel caso non ho notato un vero rilascio di brillantini, o per lo meno, usandone due confezioni, non ho visto questo problema, ma con i Nourishing Eye Patch sì. Magari mi sbaglio, magari non è così ed è colpa mia che non ho tirato fuori il microscopio per studiare la situazione, ma queste sono ovviamente le opinioni di un essere umano. In ogni caso, per quanto non siano così evidenti, preferisco che la mia skin care non abbia coloranti di alcun tipo.
Quindi, se prima di un evento i Nourishing Eye Patch Kiko possono essere la soluzione ideale per ravvivare lo sguardo, come trattamento extra, magari prima di andare a letto, secondo me non sono per nulla adatti, e nonostante e abbia apprezzato la qualità, non mi va giù l'idea che rilascino questi micro glitter.

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🔎 Negozi monomarca KIKO, Sito dell'azienda
💸 €3.95
🏋 2 Patch Occhi Monouso
🗺 Made in Korea
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Mi pare palese come i patch per occhi di Kiko non abbiano superato le mie aspettative e non siano adatti al tipo di utilizzo che sono solito fare, indifferentemente dalle problematiche che ho riscontrato, sinceramente non credo proprio li ricomprerei.
Ma non è finita qui: se vi interessa conoscere la mia opinione delle nuove maschere viso in hydrogel, potete cliccare qui!
Fatemi sapere voi se avete avuto magari una esperienza più entusiasmante.



lunedì 15 aprile 2019

|Beauty Cues|
Alfaidrossiacidi: due prodotti per principianti e non! 💡

Per me sono ormai irrinunciabili nella mia routine per il viso, e da quando li ho scoperti non posso fare a meno di consigliarli a chiunque. Mi riferisco ovviamente agli alfaidrossiacidi, o per meglio dire gli esfolianti chimici, questa grande famiglia di ingredienti cosmetici che ci aiuta a migliorare l'aspetto della pelle, a renderla più liscia, con una grana levigata ed anche a tenere a bada le imperfezioni.
Sembra magia, ma questo gruppo di ingredienti ha avuto una buona azione sui miei vecchi segni di acne, attenuandoli in buona parte, e trovo che diano alla mia pelle luminosità, oltre a tenere a bada pellicine e ruvidità.
Ci vuole ovviamente tempo e costanza. L'utilizzo degli alfa e beta idrossiacidi deve essere un processo graduale per quanto riguarda le percentuali di attivi, perché dobbiamo sviluppare, chi più chi meno, una certa resistenza a queste sostanze che possono essere aggressive.
La mia scuola di pensiero quando si ha a che fare con prodotti o ingredienti cosmetici potenzialmente irritanti è che una moderata intensità sia la soluzione migliore perché ci consente un uso costante: questo magari comporterà più tempo per avere risultati effettivi e soddisfacenti, ma non avremo in linea di massima effetti negativi che non solo ci costringono a sospendere il trattamento, ma che possono rovinare la barriera lipidica della pelle.
In generale mi sono già espresso su questa categoria di ingredienti, sui pro e i contro, e se volete recuperare altre recensioni di prodotti che li contengono, potete cliccare qui.
Grazie ad un ragazzo che mi segue su Instagram (@Piereffect_beautycues) ho provato dei prodotti contenenti alfaidrossiacidi di una azienda che non conoscevo: Nip+Fab.


Nip+Fab è un'azienda inglese che si occupa sia di skin care che di make up ad un range di prezzo più che abbordabile, e, nonostante non abbia la naturalezza come principio di base, mi ha colpito come abbiano scelto degli ingredienti funzionali per le loro linee. Io ho ravanato per questa prima incursione nei range di Nip+Fab nella linea Glycol Fix, una loro best seller, tutta a base di acido glicolico e non solo, che promette di rivelare la luminosità della pelle migliorandone la grana.
I due prodotti che ho scelto secondo me sono perfetti per chi si affaccia per la prima volta nel mondo degli alfaidrossiacidi, ma anche per chi come me ha già acquisito una certa esperienza.


Nip+Fab Glycol Cleansing Fix

Nip+Fab Glycol Cleansing Fix

Un gel fluido con un odore fresco, palesemente agrumato è l'apparenza del Glycol Cleansing di Nip and Fab, ma nella sostanza sono contenuti due elementi funzionali

"L'acido glicolico agisce leviga la pelle per nascondere l'aspetto di linee e rughe indesiderate, mentre l'olio d'oliva idrata e leviga profondamente la pelle."
Come indicato sulla confezione, la percentuale di acido glicolico è del 2%, e già solo il fatto che venga esplicato chiaramente secondo me è un punto a vantaggio di Nip+Fab.
Appena entra a contatto con l'acqua, il Glycol Cleansing produce una schiuma leggera e sottile, nulla che richieda poi tempo ed acqua per rimuovere il tutto. L'azienda suggerisce ovviamente di evitare il contorno occhi, tuttavia non ho evitato, o meglio massaggio il detergente sulla zona del contorno occhi un istante prima di sciacquare il viso, così da far permanere pochissimo il prodotto sull'area. In questo modo non mi ha mai dato minimamente problemi, ma voi non fate queste cose.
Si potrebbe anche usare con i dispositivi elettronici per la pulizia, ma secondo me non è necessario. Il Glycol Cleansing Fix mi è piaciuto davvero tanto perché ha una capacità detergente molto buona, ma non l'ho mai avvertito come aggressivo o troppo sgrassante, al punto che anche durante l'inverno son riuscito ad utilizzarlo praticamente costantemente. Certamente vado avanti con tutti i miei step idratanti, ma non sento la pelle così tirante e secca come si potrebbe immaginare da un detergente in gel con alfaidrossiacidi.



Credo che il suo potere lavante sia perfetto per le pelli da normali ad "intermedie": leggermente secche o leggermente grasse. Saprete forse che per la detersione serale preferisco detergenti in gel perché sento il bisogno di qualcosa più lavante, quindi il Glycol Cleansing Fix è perfetto per me poiché coniuga potere purificante a delicatezza, ed essendo a base di alfaidrossiacidi va necessariamente usato di sera.
Secondo me è perfetto per mantenere, giorno dopo giorno, la pelle liscia, evitare l'accumulo di cellule morte e pellicine che possono ostruire i pori, e dare al viso quella luminosità che si perde per via dell'inquinamento, di una non accurata esfoliazione e per gli eccessi di sebo.
Il Cleansing Glycol Fix Nip+ Fab mi è sembra perfetto per chiunque voglia intraprendere la strada degli alfaidrossicidi per la prima volta, magari con un po' di paura, per diverse ragioni: certamente la bassa percentuale di acido glicolico lo rende ideale anche per pelli più reattive, ma anche lo stesso modo di uso. Come tutti i detergenti viso resta a contatto pochi secondi sul viso e si applica su cute bagnata quindi viene "diluito". Inoltre non siete costretti ad usarlo ogni sera, ma potete alternare.
In ogni caso, anche io che ormai sono un habitué dell'acido glicolico, lo riacquisterei.

INFO BOX
🔎 Lookfantastic.it, Asos, sito dell'azienda
💸 € 6.95
🏋150 ml
🗺 Made in UK
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Nip+Fab Glycol Fix Night Pads Extreme

Nip+Fab Glycol Fix Night Pads Extreme

Nip and Fab ha un'intera gamma di Pads rivolti a diverse esigenze, ed anche a diversi utilizzi. In particolare i Glycol Fix Pads si presentano come dei classici dischetti di cotone morbidi, abbastanza sottili ma anche resistenti, con un lato liscio ed uno a trama in rilievo, ed imbevuti di siero. Come quando inumidiamo di tonico i dischetti di cotone, ma questi sono già pronti, non gocciolano e sono inumiditi in modo uniforme.
Glycol Fix Night Pads sono a mio avviso il passo successivo nel percorso dell'utilizzo di alfaidrossiacidi, sicuramente perché hanno una concentrazione di attivi più elevata e si tratta di un prodotto che resta sulla pelle e non va risciacquato, ma proprio per il loro utilizzo secondo me restano anche adatti ai meno esperti e più in generale a tutti i tipi di pelle.



Il siero che imbeve i dischetti infatti contiene il 5% di acido glicolico, quindi capite da voi che si tratta di una percentuale gestibilissima, ma troviamo anche acido mandelico, lattico e salicilico, quindi adatto a pelli con pori ostruiti ed imperfezioni, o a chi ha problemi con la rasatura. In più Nip+Fab ha aggiunto niacinamide, ingrediente sempre adatto a pelli miste con impurità e più in generale che illumina l'incarnato, pantenolo per lenire e acido ialuronico per idratare. La profumazione è identica al detergente.
Sull'uso dei Night Pads, l'azienda dice di strofinare un dischetto su viso, collo e décolleté, dopo aver deterso le zone, ovviamente la sera, due o tre volte la settimana o solo una volta in caso di pelli sensibili. Io più che strofinare inizio col tamponare il dischetto nelle aree che so essere più problematiche e solo dopo strofino. In genere sul viso resta un po' del siero che lascio asciugare, e nel giro di pochissimo si assorbe da solo senza lasciarmi appiccicoso.


So che me lo chiederete quindi ve lo dico subito: dopo aver passato il dischetto, proseguo con la mia skin care routine serale, ma aspetto almeno mezzora che il prodotto agisca ed il PH della pelle ritorni fisiologicamente normale.
Questi pads Nip+Fab mi son piaciuti tanto e per diverse ragioni. Ovviamente esfoliano, e lo fanno in modo efficace, accurato ma non essiccante o irritante. Tengono a bada le pellicine e più in generale le aree secche del viso. Dall'altro lato però mi danno alla pelle una piacevole sensazione rinfrescante, proprio come se avessi messo un siero leggero, ma, non lasciandomi il viso vischioso o unto, è un prodotto che facilmente ho inserito nella routine. Io li uso due volte a settimana, ma sarei potuto arrivare anche a tre proprio perché li trovo delicati. Non ricordo di aver avvertito mai quel tipico pizzicore dato dagli acidi esfolianti (ma c'è da dire che ormai sono abituato).



Il nome "Extreme" secondo me è un po' forviante perché credo esistano prodotti più strong e credo sia una formulazione ben bilanciata e un trattamento completo. So che ne esiste una variante "Gentle", ma non ci sono percentuali per quanto riguarda gli acidi inseriti nella formulazione.
Sapete che non amo i dischetti di cotone, ma questi in particolare li ho trovati pratici, non si sfaldano e secondo me questo formato non è da sottovalutare. Penso infatti che sia più comodo per chi non vuole trattare tutto il viso, ma solo alcune aree specifiche come la zona T. Potreste anche, se proprio volete fare un trattamento mirato e state stringendo la cinta, tagliare il dischetto a metà, così da non sprecare prodotto (e farli durare di più).



Aggiungo che la confezione chiude bene e i dischetti non mi si sono seccati; il siero di cui sono intrisi tende ovviamente un po' a scendere nei pads più basso, ma non risultano comunque asciutti. Arrivato a metà confezione circa ho fatto una cosa un po' rude: ho capovolto il blocco di dischetti così da ribilanciare la situazione umidità. Ma davvero, non era necessario, sono io che non ho pace.
Glycol Fix Night Pads di Nip+Fab hanno superato più che brillantemente la prova, per il mio tipo di pelle, visto che li utilizzo su tutto il viso, adorerei se l'azienda facesse un siero con questo mix di ingredienti, ma intanto me li godo in questo formato.

INFO BOX
🔎 Lookfantastic.it, Asos, sito dell'azienda
💸 €12.45
🏋 60 dischetti
🗺 Made in UK
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Spero di avervi fatto conoscere una nuova azienda interessante, io ho già puntato ad altri prodotti di Nip and Fab, ed anzi potrei già avere qualche maschera viso di cui parlarvi.
Vi ricordo, come una maestrina dalla penna rossa, che non si può prescindere dall'uso della protezione solare anche nei periodi invernali quando si parla di esfolianti chimici: è vero che li usiamo la notte, ma il giorno dopo la nostra pelle sarà più esposta e sensibile. Per questo è bene sospenderli nei mesi estivi.
Voi che rapporto avete con gli alfa e beta idrossiacidi?




mercoledì 10 aprile 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschera Detergente all'Argilla rossa Antos: è davvero 2in1?

Credo che un po' tutti noi amanti della skin care siamo più o meno attirati da questa orda di maschere e trattamenti viso di ogni forma e colore, ma capisco che non tutti abbiano tempo o voglia di stare appresso a chissà quanti passaggi per la cura del viso.
Se per quanto riguarda la voglia non posso far nulla, e non è un reato non fare passaggi extra nella propria routine, anzi, se non ne avete bisogno anche meglio, se non avete tempo, cosa che può capitare a chiunque, posso cercare di proporvi prodotti veloci e polifunzionali, come la Maschera Detergente all'Argilla rossa di Antos Cosmesi.



Personalmente pur avendo il tempo ed il piacere di dedicarmi a maschere e trattamenti extra, ho sempre la curiosità di questi prodotti che promettono di avere diverse funzioni sulla cute.
In particolare la Maschera Detergente di Antos dovrebbe essere in grado di
"pulire il viso e nutrire la pelle. La maschera detergente è stata formulata per tutti i tipi di pelle, anche le più sensibili"
In una consistenza che definirei cremosa ma quasi spumosa, ariosa, dal colore salmone intenso, che si stende molto facilmente; io ho optato subito per prelevare la maschera Antos con una spatolina (esattamente quella della Maschera film elasticizzante viso) così da preservarla quanto più possibile, per poi stenderla con le mani sul viso. Ho notato che sin da subito, una piccola parte di acqua sembra separarsi e restare fra le pieghe della crema. Nulla di grave, anzi penso sia normale con prodotti naturali e quindi ve lo segnalo.
L'azienda ha inserito quelli che sono stati gli elementi che mi hanno attirato di più verso questo prodotto: oltre all'argilla rossa, che ha proprietà purificanti, ed è ricca di sali minerali, hanno aggiunto non solo il caolino, ma anche alcune componenti emollienti e nutrienti fra cui l'olio di nocciolo di albicocca, e gli estratti di camomilla e calendula per lenire. Ed ero sinceramente curioso di vedere se mi sarei trovato ad avere a che fare con l'ennesima maschera all'argilla o avesse quel quid in più e che fosse effettivamente bilanciata, per adattarsi davvero a tutti i tipi di pelle.


Inoltre ho messo alla prova in tutti i modi la Maschera Detergente all'argilla rossa, cercando di capire il modo in cui può funzionare al meglio.
Personalmente l'ho usata principalmente al mattino, visto che la sera chiunque credo abbia un po' di tempo da dedicare a sé, e sempre a viso asciutto, perché a viso bagnato non mi ha mai convinto molto. La applico sul viso evitando il contorno occhi, ma quando inumidisco le mani per massaggiarla e procedere a rimuoverla, la massaggio anche sul occhi e non mi ha mai provocato prurito, bruciore o vista appannata. Rimuoverla è veramente facilissimo e molto veloce sempre nella logica che debba essere un prodotto da usare alla svelta. L'unica accortezza che vi suggerisco è di sciacquare bene l'attaccatura dei capelli, perché, sarò io imbranato, ma le prime volte finivo per sporcare le asciugamani, nonostante fossi convinto di averla rimossa correttamente.
Ovviamente quando vado a rimuoverla non mi limito a sciacquare il viso, ma prima massaggio il viso con le mani inumidite, insistendo nelle aree in cui si accumula più sebo e solo dopo risciacquo il tutto.
Giunto alla fine dei miei esperimenti ho capito che è davvero un prodotto adatto a tutte le pelli: infatti ho notato che la Maschera Detergente all'Argilla rossa se lasciata in posa un paio di minuti circa, sulla mia pelle riesce a detergere la pelle ma anche ad idratarla, a lasciarla morbida e levigata, oltre che dandole un aspetto più sano, carino, luminoso. In questo senso credo concorra la capacità lenitiva che ha questa maschera che riesce un po' ad attenuare i rossori generali del viso. Quindi una posa breve, o quasi istantanea si adatta un po' alle pelli da normali a secche.



Certamente se avete la pelle da secca a molto secca, dopo comunque vorrete aggiungere magari un siero, una crema idratante e così via, ma tal quale la trovo comunque idratante.
Ho notato però che se necessitate una maggiore azione seboassorbente, potete lasciarla in posa fino a 5/7 minuti: su di me infatti questa posa più lunga è come se andasse a darmi una detersione della pelle più profonda ma senza mai andare a seccare la cute, senza risultare mai troppo deprivante o finire per irritare la pelle.
So che state pensando: non doveva essere una maschera veloce? Come faccio ad attendere 5 minuti?
Premesso che io credo poco alle maschere istantanee, perché voglio che la pelle assorba quanto più possibile ciò che applico, in quei cinque minuti potete fare tante cose, da bere un caffè, a lavare i denti, da far pipì a seguirmi su Instagram. Multitasking, semplice, no?
Questa posa più lunga l'ho preferita la sera, ma resto dell'idea che la Maschera Detergente all'Argilla rossa di Antos sia più adatta alla mattina, perché per mia abitudine la sera voglio qualcosa di più potente e sgrassante (in senso buono), infatti in genere scelgo detergenti viso in gel. Ma anche il profumo leggero, naturale e fresco mi suggerisce un prodotto delicato da usare al mattino quando non vogliamo aromi troppo invadenti (almeno, io non li voglio, a meno che non si tratti di caffè e brioches).



Vi raccontavo di vari test che ho fatto con questa maschera all'argilla ed ho provato sia un uso continuato, più o meno per un paio di settimane, ogni mattina, sia un uso sporadico alternato ad altri prodotti della routine, ed in entrambi i casi ho notato solo benefici e mai qualcosa di strano: la pelle non si è seccata, o, dall'altro lato, sono apparse imperfezioni.
Credo che la Maschera Detergente all'Argilla rossa di Antos sia a tutti gli effetti un prodotto due in uno essendo un detergente cremoso che va a trattare in pochi minuti la pelle, pulendola in maniera delicata e rispettosa, ma andando anche ad ammorbidire, lasciare un primo layer di idratazione e luminosità alla cute. È semplice da usare, facile da rimuovere e non riesco a trovare un aspetto negativo che mi porti a sconsigliarla ad una tipologia di pelle piuttosto che ad un'altra. Sicuramente hanno la precedenza tutte quelle cuti che hanno bisogno di essere riequilibrate e deterse in modo calmante.
Sono il primo sostenitore del fatto che un solo prodotto non può essere risolutivo, visto che le problematiche della pelle derivano da diversi fattori, ma secondo me questa maschera potrebbe diventare la migliore amica per i più pigri.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda
💸 €9
🏋 100 ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Come sempre vi passo la palla: avete provato questa maschera? Siete più per pochi prodotti sbrigativi o per routine ricche e strutturate? Ed avete altre maschere multifunzione che dovrei provare?




lunedì 8 aprile 2019

|P_laylist #21|
Queste le ascolto ogni giorno...o quasi!🎶🎧

Ci eravamo lasciati alle canzoni di Natale, ma dopo le feste per me c'è stata davvero tanta ma tanta musica. Non tutto ha superato il primo o al massimo il secondo ascolto, e se volete degli esempi posso fare alcuni nomi, come Elisa che non ha smesso di annoiarci con la sua Se Piovesse il Tuo Nome, in seconda battuta con il cantautore Calcutta, che alle mie orecchie proprio non cozzano, anzi mi pare che quest'ultimo si strizzi per stare dietro alla tonalità. In generale, Diari Aperti, uscito lo scorso Ottobre, mi è sembrato un album senza quella incisività che me lo facesse ricordare nel corso di questi mesi, con alcune canzoni che mi hanno lasciato dichiaratamente perplesso come L'Estate è Già Fuori, che sembra la sigla di un cartone animato.


Credo che Elisa con questo album abbia voluto seguire troppo i passi di un cantautorato dal sapore indie che ha già stufato.
Un po' meglio per Hozier che è tornato proprio ad inizio marzo con un secondo disco, intitolato Wasteland, Baby!. Si è beccato da parte mia qualche ascolto in più, ma non ci sono stati pezzi che mi sono rimasti incollati. Un po' blues, un po' folk, ma nulla che possa avvicinarsi alla potenza, ed anche immagino al successo di Take me to Church.



Ma Hozier è bello, più di me, è giovane, più di me e potrà trovare la sua strada, prima o poi. Se l'album vi incuriosisce lo trovate tutto su YouTube sul suo canale.
Non sta secondo me ingranando molto bene anche P!nk con gli ultimi singoli, che mi son sembrati carini, radiofonici, ma poco incisivi.
Hustle in particolare, mi sembra una canzonetta, riesce meglio forse Walk Me Home grazie anche al video molto in stile Brodway, ma non è che mi siano strappato i capelli dall'emozione furibonda.



Ma P!nk ha comunque un fanbase forte, lei è fighissima e l'album che esce il 26 Aprile, sarà piacevole come sempre. Se vi va nel frattempo di recuperare la mia recensione del disco precedente, Beautiful Trauma, cliccate qui.
Ma torniamo un attimo in Italia dove un po' mi sento peggio. Ho skippato il trap italiano, ho superato Giusy Ferreri, che ha cercato di battere la strada per la prossima canzone da propinarci per un'intera estate con Le Cose che Canto, non riuscendoci poi tanto bene, ed arriviamo ad oggi con due novità.
La prima non è stata proprio una rivoluzione per me, trattasi di una cover/tributo alla memoria di Fabrizio de André e alla sua Verranno a chiederti del nostro amore.


Motta si è cimentato nell'impresa di riproporre il brano del cantautore genovese e forse l'ha fatto nel migliore dei modi, cercando di non stravolgerlo, anche perché forse ci sarebbe stata una mezza rivolta, però per quanto mi riguarda, nonostante apprezzi il tentativo, non diventerà improvvisamente la canzone che inizierò ad ascoltare ogni giorno. 
Ho trovato interessante la tanto attesa nuova canzone di Levante, Andrà tutto bene
Socialmente impegnata, un po' arrabbiata, e con una sottile, triste ironia sullo spaccato della realtà attuale, io l'ho trovata appunto una canzone con un perché, ma sinceramente non mi ha lasciato granché e non mi pare sia arrivato al terzo ascolto.



Non distruggerei l'autoradio se mi capitasse di sentirla mentre guido, anche perché causerei danni che dovrei pagare io, e pure incidenti, e non credo nemmeno che cambierei stazione, ma per i miei gusti da Levante ho sentito di meglio. 
Ma non si dica che io non amo la musica italiana perché non è vero. Anzi ho praticamente consumato il disco di Arisa, Una nuova Rosalba in città.



Ed anche se l'ho ascoltato su Spotify, fate finta che l'abbia consumato. Nonostante le sonorità un po' elettroniche anni '80 che io non amo, e di cui siamo un po' tutti stufi, sono stato trascinato da Mi sento bene, il brano presentato a Sanremo, canzone mica semplice da cantare, per poi ritrovarmi in un album bello carico, che si scosta seppur di poco dalle solite ballatone di Arisa, con brani un po' più ariosi e allegri, con più grinta ma non scemi come tanti. Non mancano comunque i pezzi più sentimentali ed intimi, uno su tutti Amarsi in due, brano in origine in portoghese vincitore dell'Eurovision Song Contest 2017. Ce ne è per tutti.
Mi rendo conto che però i miei ascolti più frequenti e preferiti riguardano principalmente canzoni straniere. Ad esempio ho adorato Drama Queen di Sayah, cantante pressapoco sconosciuta, che ho beccato per caso su Spotify.



Non so da dove venga  Sayah, non mi pare che all'attivo abbia una carriera particolarmente ricca e prolifica, ma Drama Queen è la canzone della primavera che tarda ad arrivare.
A proposito di sconosciute, non so come ho scoperto l'esistenza di Sody, cantante inglese dalla voce calda che ha appena 18 anni ma dimostra secondo me una sensibilità più matura e pare essere in giro da un po' di tempo. Mi ha colpito fin da subito Let You Know, ma poi ho scoperto che su Spotify ci sono diversi pezzi.



Maybe it was me, il demo Whole, ma anche i brani dal suo primo micro album Youth, per quanto risultino produzioni acerbe, credo meritino un ascolto. Spero solo che Sody non si perda in questo flash di successo che ha avuto perché sarebbe un peccato.
Ma parliamo di album visto che ci sono.
Non ho smesso di ascoltare nemmeno per un attimo, nemmeno per un minuto, nemmeno mentre dormivo l'album di Rita Ora, Phoenix.


Sinceramente ho sempre pensato che Rita Ora fosse carina, non troppo brava in Cinquanta Sfumature, con una voce interessante ma non abbastanza dotata da potermi attirare, senza contare che ormai la sua carriera mi sembrava un po' persa dopo un primo progetto e problemi legali con la casa discografica, ma poi Only Want You mi è entrata in testa ed ho voluto scoprire tutto Phoenix.



Si tratta di una riscoperta tardiva, visto che era uscito a Novembre dello scorso anno, ma io l'ho ascoltato in ritardo ed eccoci qui. Non tutti i brani contenuto nel disco sono secondo me di chissà che livello artistico, mi è capitato più volte di saltare qualche canzone, ma in generale, mi ha tenuto compagnia.
L'album di Rita Ora ha scatenato un po' una reazione a catena perché al suo interno c'è un brano cantato con una giovane artista di nome Julia Michaels che a Gennaio ha pubblicato un piccolo EP intitolato Inner Monologue, Pt. 1.



Non è che abbia passato le notti insonni ad ascoltarlo, ma non mi è dispiaciuto, ma soprattutto è stato il trampolino per scoprire un altro brano che Julia ha interpretato con un cantante inglese a me sconosciuto di nome James Bay. La canzone si intitola Peer Pression.



Nulla che sconvolgerà le vostre esistenze, è puro pop, ma l'ho ascoltata ripetutamente e con piacere, e le due voci si sposano bene.
Ed in questa P_laylist vi stupirò anche perché ho apprezzato le canzoni di un cantante che in genere non sopporto, ovvero Sam Smith.
Io e il caro e vecchio Sam non ci siamo trovati più e più volte, l'ho sempre definito un piangi minestra, per dirlo alla siciliana, un lagnoso senza ragione. Continua purtroppo a non raccogliere del tutto la mia simpatia, specie con questa onda di body positive che lo vede impegnato su Instagram e che, dall'alto di una persona che non vive in una realtà come la nostra, ma in una più lontana ed edulcorata, che ha raccolto un numero di seguaci cospicuo ed un gruzzolo invidiabile in banca, mi suona sempre un po' ipocrita, specie quando arriva nel momento più florido della carriera e non agli inizi ad esempio.




Un post condiviso da Sam Smith (@samsmith) in data:


Ma questo non importa, quel che importa è che ho rivalutato gli ultimi suoi pezzi. Tutto è iniziato con Fire On Fire dal film Watership Down, che rispetto al solito mi era rimasta in mente, poi Sam Smith ha tirato fuori un altro pezzo, che, per me, ha avuto ancora più attrattiva ovvero Dancing With A Stranger, cantata insieme alla ex Fifth Harmony, Normani.



Sarà proprio grazie alla bellissima ed anonima Normani che ho apprezzato di più il pezzo? Possibile, ma l'avrò ascoltata persino troppe volte, mi dà un po' il vibe di George Michael, ed insomma mi piace.
Ma arriviamo ai giorni nostri. Sempre in tema di album ci sono due novità che sto apprezzando, e che per forza di cose non sto ascoltando da chissà quanti giorni, vista la loro data di uscita ma mi hanno colpito subito.
Il primo l'album di Billie Eilish ed il suo WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?.



Billie Eilish è nata nel 2001, lo so è strabiliante, ed ha già un talento artistico non da poco. Ve la ricorderete forse carina e malinconica come out and play, proprio nella playlist di Natale. WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO? è un progetto particolare, mi ha colpito come la voce della cantante venga fusa con le sonorità dei brani. È un album che sembra cupo, chiuso nei suoni elettronici, ma che sa aprirsi man mano. Credevo sinceramente che mi avrebbe annoiato la voce per lo più bisbigliata di Billie, ma invece ha saputo prendermi e quando sono nel giusto mood l'album mi scorre dall'inizio alla fine senza problemi.
Credo che più che parlarne, bisogna ascoltarlo.
Così come sto dando più di qualche chance al nuovo album di Marina and The Diamonds, intitolato Love + Fear.



Anticipato dal pezzo gigione intitolato Baby, insieme a Luis Fonsi e ai Clean Bandit, l'album di Marina è spuntato come un fungo senza alcun preavviso. Lei stessa scrive su Youtube che si tratta volutamente in un lavoro in due parti perché, saggiamente, spiega che sia nell'amore che nella paura ci sono aspetti positivi e negativi.
La seconda parte dell'album di Marina dovrebbe uscire il 26 Aprile, ma intanto sono già in loop con To Be Human.



Ci sarebbe ancora tanto da raccontare, da 365 di Katy Perry che immeritatamente mi è rimasta in mente, ad Ava Max, al dubbio su come la monotonia formato album, ovvero Golden Hour di Kacey Musgraves abbia fatto a vincere il Grammy come miglior disco dell'anno, ma direi che mi sono fatto perdonare la lunga assenza, no?





mercoledì 3 aprile 2019

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Corpo | Coccole, Dolcezze e Delusioni. 🙄

Cerco sempre di ascoltare i vostri consigli, suggerimenti ed anche le critiche più o meno sensate, perché altrimenti tutta questa roba la scriverei sul mio diario segreto. E questa volta, oltre ad ascoltarvi, ho scelto di mettere in atto un vostro consiglio che vi avevo chiesto nelle storie di Instagram (@Piereffect_beautycues) in cui vi domandavo se preferiste che mischiassi le recensioni dei prodotti promossi e bocciati con cosmetici diversi, o divise per categoria, ed ha vinto la seconda opzione. Ed ho pensato, che per cambiare, non sarebbe stato affatto male.



Proprio su Instagram vi avevo mostrato questo Bagno&Shampoo di MaterNatura, giunto nelle mie mani grazie a Gocceverdi.it, e son rimasto ben contento di averlo potuto provare.
L'azienda pisana ha creato una linea dedicata agli uomini, chiamata appunto Top Man, composta da quattro referenze, ma a me sinceramente quella che più attirava era questo Bagno&Shampoo Baobab, perché i prodotti multifunzionali sono sempre ben graditi, specie se si rivelano effettivamente validi.
La consistenza gel fluida del Bagno&Shampoo si trasforma in una schiuma morbida ed avvolgente che fa scorrere la spugna sul corpo come una carezza. 
Questa schiuma si rende complice di una detersione che è efficace ma non aggressiva: su di me che ho una pelle che tende a seccarsi, specie nel corso della stagione fredda, non va ad aggravare questa situazione. Certo, non ha una azione restitutiva, ma mi lascia la pelle liscia e morbida.


Nell'INCI di questo prodotto MaterNatura ha inserito estratti purificanti e rinfrescanti come quelli di ginepro, eucalipto, ortica e menta, tuttavia io lo trovo un detergente per il corpo più rivitalizzante che effettivamente rinfrescante: non lo associo, per capirci, ad un prodotto da preferire d'estate piuttosto che d'inverno, ma va bene sempre
La profumazione è ovviamente pensata per essere gradita dai gusti maschili, ma credo che possa piacere anche alle ragazze: di base è un aroma legnoso, ma non troppo intenso o duro, e ci sento anche delle note fresche ed una punta dolce. Non resta molto a lungo sulla pelle specie se poi si applica la crema, ma è certamente una compagnia in doccia e da quella sferzata in più.



Maternatura ha creato questo detergente indicandolo come adatto alla detersione di corpo, capelli e barba, ma io l'ho usato esclusivamente come docciaschiuma perché non ho barba da detergere, tuttavia ho provato più di un paio di volte ad usarlo come shampoo e mi ha stupito per delicatezza sia sul cuoio capelluto che sui capelli, non andandoli a seccare né ad irritarmi la cute. Se avete capelli normali, o lievemente grassi o secchi, potrebbe diventare anche il vostro shampoo abituale. 
Quindi secondo me il Bagno&Shampoo Baobab Top Man è davvero un prodotto multitasking che credo che sia adatto un po' a tutti non solo alla pelle maschile, e lo trovo perfetto per la palestra o per i piccoli spostamenti, perché un unico prodotto svolge bene più funzioni, e si sciacqua via molto facilmente. La confezione poi è compatta e solida e si presta anche alle necessità dei trasporti.

INFO BOX
🔎 Gocceverdi.it, Bioprofumeria, Online
💸 €10.40
🏋 250 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Bio Eco Cosmesi AIAB, QCertificazioni, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Nacomi Smooth Body Butter – Sweet Honey Wafers



Tutt'altro aroma si cela in questo barattolino firmato Nacomi. L'azienda polacca di cosmetici naturali, per me è tutta da scoprire, ed ho voluto cominciare da questo Smooth Body Butter, un burro corpo perfetto per l'inverno ed in generale per la pelle secca.
Sapete che amo variare con le fragranze e nella stagione fredda apprezzo anche aromi più zuccherini che siano però non stucchevoli, come in questo caso: il mio naso percepisce, più che il profumo di wafer o dei waffle stampati sulla confezione o del latte e miele, l'aroma di cupcake alla vaniglia, con una punta di miele. Profumazione certamente intensa questa Sweet Honey Wafers, che deve piacere, che persiste in modo delicato e che per me è stata una coccola.



Molto gradevole anche la texture: si tratta di una crema soda che si preleva e si stende bene, con una minima scia bianca, ma che risulta ricca e fondente da massaggiare sul corpo. Richiede qualche secondo per assorbirsi del tutto, ma non mi è parsa pesante. Il pericolo di incorrere in un effetto unto si ha solo se si esagera con le dosi. Questa magia nella stesura un po' viene interrotta da alcuni pezzetti che ho trovato nella crema: credo che per via del freddo uno dei burri all'interno del prodotto, si sia coagulato, formando appunto piccoli grumi. Nulla di grave visto che la stesura fa sciogliere qualunque sia l'ingrediente che fa i capricci. A supporto della mia tesi c'è il fatto che appena si sono alzate le temperature, qualunque grumo è sparito.
Il Smooth Body Butter Nacomi è certamente rivolto ad una pelle secca, infatti l'azienda dice:
"Idrata in profondità e nutre la pelle lasciandola liscia come la seta al tatto"
Ma basta anche guardare l'INCI in cui figurano burri ed olio come macadamia, mandorle dolci, argan, avocado e burro di karité e di cacao, ingredienti semplici insomma ma efficaci.



Sulla mia pelle svolge un'ottima azione nutriente ed idratante in grado di rendere la cute liscia e morbida, e questa sensazione di confort non è momentanea ma perdura per tutta la giornata. Per tutti questi motivi credo che le pelli da secche ad un po' più aride, possano dare una chance a questo burro corpo Nacomi, perfetto per chi ama quei prodotti più ricchi ma senza che risultino pastosi e pesanti sulla pelle. Ma anche le pelli normali, secondo me se lo dosano bene, possono farlo funzionare.
A me è piaciuto davvero molto e se avete qualche altro prodotto di questa azienda che avete apprezzato, vi ascolto volentieri. E se mi seguite su Instagram avrete visto che ne ho acquistati altri che presto intendo utilizzare.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸  €14.00
🏋 100gr
🗺 Made in Poland
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 EcoCert, Vegan OK                       
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Cien Nature DeoVapo con Timo Bio



Quando Cien ha ampliato la linea Nature (qui la recensione di tutta la linea che avete letteralmente spolpato ) con due detergenti intimi e due deodoranti ero davvero entusiasta di provarli, ma le mie speranze non sono state del tutto ripagate. Il Deo Vapo con Timo è infatti la mia delusione.
Si tratta di un prodotto a base di triethyl citrate, l'antiodore che su di me funziona molto bene, a cui hanno affiancato l'estratto di timo dalle proprietà antisettiche, e l'estratto di riso che dovrebbe avere una delicata azione assorbente. Ho notato che queste nuove referenze non sono prodotte dalla Cosmolux come la linea principale, ma dalla italiana San.Eco.Vit.
Pensavo che, pur non avendo una sudorazione così incontrollabile, scegliere questa variante piuttosto che quella con Fiordaliso, più risvolta a pelli sensibili.
Cien infatti ci dice
"il deodorante Cien Nature a base di timo e riso lascia una piacevole sensazione di freschezza sulla cute, contrastando a lungo la formazione di cattivi odori."
Ma gli aspetti di questo prodotto che non mi piacciono sono diversi. È appunto un deodorante in spray, ma, avendo una consistenza liquido/lattiginosa, il getto non è leggero e nebulizzato, ma diretto, praticamente in un solo punto e potente come la freccia di un indiano apache a caccia. Non importa quanto lo si shakeri (cosa che bisogna fare praticamente con tutti i deodoranti naturali), il risultato non cambia.



Fortunatamente non gocciola via, ma questa applicazione concentrata non mi piace. È vero che non crea aloni sui vestiti e che tutto sommato si asciuga in fretta, ma il problema principale è la durata: se la giornata è tranquilla, riesco ad arrivare a sera senza problemi, ma se il quotidiano diventa un po' più frenetico, il deodorante Cien Nature non mi garantisce la protezione migliore fino a sera. Per darvi una scala di paragone, credo che sia appena meno efficace, almeno su di me, del Natural Deo Vapo di Phytorelax.
La buona profumazione fresca e floreale percepibile ma non troppo invasiva, gli ingredienti naturali, la delicatezza che ha sulla zona, ed il fatto che sia economico per quanto siano caratteristiche che ho notato ed apprezzo, non bastano secondo me a far diventare il DeoVapo di Cien il prodotto che mi sentirei di consigliare a scatola chiusa a chiunque passi da qui per caso e di cui non conosco le caratteristiche, ma più in generale a chi cerca un prodotto efficace da mattina a sera. Per me è una bella delusione.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €1.19
🏋 75ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Yes Vegan                               
💓⇒ 🌸🌸


Cotonet Salviette Detergenti Multiuso


Come nota a margine vi lascio le mie opinioni su queste salviette umidificate di Cotonet. Le ho scovate per caso da Acqua e Sapone a pochi centesimi e con scarse aspettative, invece mi son piaciute. 
In generale il mio utilizzo di queste salviette è limitato ai brevi spostamenti: le tengo in auto e se sento necessità le uso principalmente per rinfrescare le mani, non le uso per il viso né per il corpo. Perciò per me non è un problema che nell'INCI di queste salviette Cotonet facciano capolino dei parabeni, ma vi avviso qualora per voi lo sia. 
Nella lista degli ingredienti comunque ci sono anche elementi interessanti come estratto di camomilla e aloe, quindi non tutto è perduto.


Quanto alle salviette Cotonet posso dirvi che mi son piaciute perché ben imbevute, all'inizio pensavo anche troppo, ma poi mi son reso conto che hanno fatto bene ad abbondare: la confezione purtroppo non ha una chiusura in plastica, ma solo un adesivo, e si sa quanto siano resistenti in genere queste chiusure; quindi l'essere particolarmente imbevute le rende più longeve se vogliamo. Certamente dopo averle usate tocca attendere qualche secondo prima che le mani si asciughino, ma non lasciano la sensazione di appiccicoso. Le mani mi risultano tutto sommato deterse, e non secche, quindi fanno ciò che dovrebbero.
Il tessuto delle salviette ha una trama liscia, è morbido, sottile ma non si sfalda con estrema facilità. La profumazione è fresca, forse un po' intensa per i nasi sensibili ma mi pare svanisca in fretta.
Che altro posso dirvi se non che se cercate delle salviette umidificate da battaglia, senza troppe pretese e che facciano bene il loro lavoro, queste di Cotonet hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo.

INFO BOX
🔎 Acqua&Sapone, Grande distribuzione
💸 €0.79/1.00
🏋 72 salviette
🗺 Made in Italy
⏳  3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸



Spero che questa modalità di recensione mono settore vi piaccia (anche perché non è proprio la prima volta che lo faccio), non è detto che sarà sempre così, ma alla fine quel che conta è scoprire i prodotti e farci compagnia, no?




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