L'Uomo dei Sussurri, un grande cast per un film nella media

Ha superato il record di visualizzazioni nelle prime 24 ore sulla piattaforma, cavalca ancora la classifica dei film più visti e dalla sua può contare una base letteraria e un gruppo di attori che conoscono il mestiere a menadito, ma L'uomo dei sussurri sembra manchi in qualche modo il bersaglio. Vi racconto come mai secondo me.

recensione l'uomo dei sussurri

Titolo originale: The Whisper Man
Genere: thriller, drammatico, poliziesco 
Durata: 111 minuti
Regia: James Ashcroft
Uscita in Italia: 28 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: USA


Tratto dall'omonimo romanzo di Alex North, il nuovo film Netflix si muove fra le sfumature di una storia thriller che non suona esattamente innovativa. Conosciamo infatti Tom Kennedy (Adam Scott, Loot), scrittore di gialli che da poco è rimasto vedovo e che vuole tentare un nuovo inizio trasferendosi con suo figlio Jake in quella che fu la città natale della sua defunta moglie. Qui però le cose non vanno per il meglio: ovviamente Jack non ha ancora la maturità per elaborare una perdita del genere e soprattutto inizia ad avere comportamenti strani.

Ma c'è di peggio perché la cittadina ha un passato che non sembra essersi chiuso, visto che la detective Amanda Beck (Michelle Monaghan, The White Lotus) sta indagando sulla morte di un bambino, che sembra essere legata al modus operandi dell'"uomo dei sussurri", un serial killer che però negli anni '90 era stato catturato ed arrestato. 
Proprio quando anche Jake scompare misteriosamente, Tom costringe suo padre, il detective Peter Willis (Robert De Niro, Zero Day) che adesso è in pensione, ad intervenire, visto che proprio lui aveva scovato il whisper man.

Cold case che riemergono, indagini, serial killer che commettono i più efferati dei crimini, drammi personali e rapporti disfunzionali fra generazioni di padri e figli. Ci sono un po' tutti gli ingredienti in questa storia, anche se nessuno sembra particolarmente innovativo e soprattutto L'uomo dei sussurri non sembra cucinarli al meglio.

L'aspetto che probabilmente ha fatto raggiungere quel picco di visualizzazioni e che ha spinto sicuramente anche me a vedere il film è un cast riconoscibile. Interpretazioni misurate, con attori che non solo sono capaci ma mi sono sembrati anche giusti nei ruoli. Meritano una menzione anche Michael Keaton e Owen Teague (L'amico fedele) che sanno vestire i panni di due personaggi a dir poco disgustosi e non facili.
Il problema però è che tutta questa pletora di attori, oltre a non sprecarsi nel dare intensità ai singoli ruoli, sembra più funzionale alla narrazione che volta dare profondità al film. Mi ha colpito soprattutto il rapporto fra Peter e Tom: capiamo che fra i due non scorre buon sangue, ci dicono che il padre ha trascurato la famiglia per seguire il suo lavoro, ma non si va oltre una dinamica già nota né riesce a creare un impatto emotivo. Così vengono meno quelle tematiche che dicevo su.

In generale il film non spiega molto bene tutte i legami fra i personaggi, o quello che è il pregresso del loro vissuto, ma preferisce puntare su una trama che si muove svelta, legando una serie di momenti di suspense, che intrattiene e che non fa distogliere lo sguardo dallo schermo allo spettatore. E in questo senso L'uomo dei sussurri riesce nell'intento perché ha una buona fluidità ed anche una buona impostazione tecnica, con una regia semplice ma efficace e una fotografia che setta subito il mood generale.
Poi però ti fermi un attimo e ti rendi conto che non tutto quello che fanno i personaggi ha completamente senso o può risultare vagamente realistico, soprattutto nella seconda parte del film. Non voglio fare spoiler, ma se sei un poliziotto e vai da un potenziale colpevole di attivi criminosi e violenti, senza portati dietro una squadra di uomini pronti ad intervenire, o non sai fare il tuo lavoro o semplicemente servi come pedina agli sceneggiatori. 

L'uomo dei sussurri può funzionare per passare una serata senza troppo impegno, ma arrivi alla fine e ti accorgi che è stato imbottito di momenti prevedibili, di scelte di convenienza che sotterrano la logica, e di aspettative non sempre ripagate. È forse mancato il coraggio di creare una storia davvero sconvolgente o magari l'idea che riuscisse a spostare la lancetta da un film che dimentichi velocemente ad uno che invece ti vien voglia di rivedere. 

La Roche-Posay Hyalu B5: tre prodotti per tre esigenze della pelle

Mi sono reso conto che negli ultimi mesi, nella mia routine, c'era sempre uno dei prodotti della linea Hyalu B5 di La Roche Posay, ed ho pensato sia arrivato il momento non solo di ricapitolare la mia esperienza, ma anche darvi qualche dritta.

La gamma Hyalu B5 in realtà è più ampia, ma ha uno scopo univoco: nasce infatti per le pelli sensibili e vuole unire il potere riparatore del pantenolo (o vitamina B5) a quello idratante e rimpolpante dell'acido ialuronico.

Io ho provato tre diversi idratanti e sono tre prodotti che, a primo impatto, potrebbero sembrare simili fra loro, a netto di consistenze differenti, ma che secondo me si adattano a esigenze di pelle diverse. 
Vi ho già parlato di due di queste referenze La Roche Posay Hyalu B5 quindi andrò spedito su di loro, mentre mi concentrerò soprattutto su una recensione più dettagliata.


La Roche Posay Hyalu B5 Suractivated Serum
Concentrato antirughe Riparatore Rimpolpante 

Il siero Hyalu B5 è un po' il jolly in questo terzetto La Roche Posay: è infatti un tipico siero a base di acido ialuronico che potenzialmente può accontentare diversi tipi di pelle. In realtà si tratta di un prodotto ben formulato, che non basa la sua efficacia solo su i due attivi della gamma, ma è più articolato. Ad esempio contiene lo Hyalufix™ GL, brevetto attivatore della sintesi di acido ialuronico ad alto peso molecolare, che quindi aiuta ad attenuare i segni del viso grazie al suo effetto rimpolpante.

O ancora, il pantenolo trova supporto anche nella presenza di madecassoside, derivato della centella asiatica.

Ho provato il Suractivated serum La Roche Posay insieme ad altri tre sieri dell'azienda che ho usato con molta soddisfazione, ma questo come dicevo si adatta un po' a tutte le esigenze. La sua consistenza acquosa e il suo potere umettante lo rendono particolarmente rivolto a pelli secche, normali e anche miste. Le cuti grasse forse potrebbero trovarlo troppo "presente" durante l'estate o preferire attivi più specifici, ma può far parte della loro routine con la stagione fredda.

Oltre a ripristinare la giusta idratazione della cute, ho notato che questo siero Hyalu B5 lascia comunque il viso sodo e compatto, e credo che, seppur non abbia il più forte potere antiage, possa contrastare almeno i segni dati dalla secchezza. Inoltre va bene sia di giorno che di sera e si stratifica senza problemi con qualunque altro prodotto si voglia, o anche solo con l'SPF.


La Roche Posay Hyalu B5 Acqua-Gel
Gel Viso Idratante, Lisciante, Opacizzante

Ha invece una funzione più specifica il Water Gel Hyalu B5 La Roche Posay, che ha pure una consistenza diversa. È un gel più sodo del siero, ma che resta comunque facile da stendere e soprattutto molto leggero e fresco sul viso.
Qui la formulazione si semplifica leggermente, infatti gli agenti idratanti sono giusto quelli più noti, come glicerina e acido ialuronico, e si aggiunge la niacinamide che fa sempre bene a tutto tondo. 
La presenza di silica inoltre conferisce al prodotto un aspetto opaco, che una volta applicato sul viso si traduce in un finish più matt e liscio, che va leggermente a levigare la texture cutanea.


L'Acqua Gel HyaluB5 è sicuramente un prodotto pensato per pelli miste e grasse, che io stesso ho potuto applicare sul viso durante tutta l'estate, specie di giorno, senza mai sentirlo pesante o untuoso. Anzi a dirla tutta, è uno di quei gel viso che possono usare soprattutto coloro che non amano la skincare, magari gli uomini che cercano prodotti semplici e poco impegnativi.
Pur essendo comunque un gel, questo prodotto HyaluB5 non mi ha creato i problemi che possono nascere con queste consistenze, come le antipatiche bricioline che sollevano altri prodotti skincare o il make up.
In generale non crea un film sul viso, ma non è nemmeno uno di quei prodotti opacizzanti che secca la pelle. Il Water Gel La Roche Posay secondo me ha un buon equilibrio fra il non appesantire le aree già sebacee e dare comfort a quelle più secche.
Inoltre può fungere da siero: se ad esempio lo avete acquistato in estate ma con l'arrivo dell'autunno non vi sembra abbastanza performante, non è obbligatorio metterlo da parte, ma si può stratificare facilmente con altri prodotti.



La Roche Posay Hyalu B5 Suractivated Cream
Crema viso Idratante


INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, eFarma, Farmacia, Parafarmacia
💸 €33
🏋 50 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Fino ad ora non avevo avuto modo di parlare approfonditamente della Suractivated Cream che è con me da diverso tempo. Qui abbiamo a tutti gli effetti gli stessi attivi (o quasi) del siero Hyalu B5, ma con una consistenza ovviamente diversa.
Questa Crema Idratante La Roche Posay infatti è arricchita sempre con questa miscela di acido ialuronico incapsulato, a basso e ad alto peso molecolare, ed il pantenolo, ma c'è di più. Infatti anche qui ho scovato lo Hyalufix™ GL e l'adenosina, ma ho notato che manca il madecassoside che però viene sostituito dalla ectoina, che comunque rinforza la barriera cutanea, idrata e contrasta le irritazioni.
Inoltre, essendo appunto una crema, sono stati aggiunti emollienti leggeri.


La Suractivated Cream Hyalu B5 ha una bellissima consistenza, che potrei definire leggermente gelificata, fondente, soda ma non troppo ricca. Non contiene infatti grandi quantità di oli o burri che la rendono grassa, si stende facilmente e su di me si assorbe anche bene. Una profumazione delicata e piacevole è l'ultima caratteristica che posso sottolineare di questa crema.

A me è piaciuta moltissimo, ma ho capito che secondo me va bene per una pelle da normale a tendenza secca. È infatti una crema viso che idrata bene, a fondo ma senza appesantire, che si sente agire sulla pelle, e che dà comfort istantaneamente, elasticità e aiuta a lenire la pelle. La immagino (e in fondo l'ho usata così) come ultimo step della routine, per chi cerca un prodotto occlusivo, che va a concludere la skincare magari insieme ad altri sieri, e prepara la pelle al make-up. È una crema viso che si stratifica bene, nulla da segnalarvi da questo punto di vista.


Durante il periodo estivo ho usato la Suractivated Cream Hyalu B5 la sera, perché per me per il giorno era troppo idratante e col grande caldo era impossibile anche solo pensare di applicarla. Questo mi ha confermato che si adatta più a pelli esigenti, ma comunque non estremamente secche, e che continuerò ad utilizzarla di più durante il periodo più freddo, magari anche di giorno. 
Anche in questo caso non mi sento di sottolineare un grande potere anti age, preferisco onestamente altri attivi in questo senso, ma sicuramente aiuta a migliorare i segni dati dalla secchezza e dare un po' più tono al viso. 
Questa crema idratante La Roche Posay è stata una piccola, piacevole scoperta, credo sia un prodotto delicato che rispetta la sua promessa. E poi hanno avuto un tocco di attenzione anche all'impatto ambientale: infatti il flacone è refillabile, che fa anche risparmiare nel lungo periodo. 



Voi conoscevate la linea Hyalu B5 La Roche Posay?



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I ritorni seriali che stavo aspettando, tiriamo le somme

Chiudere parentesi, spuntare elenchi, depennare liste, chiamatelo come volete ma nelle ultime settimane ho terminato un paio di serie tv tornate con nuove stagioni durante questa torrida estate. Tiro un po' le somme così ne parliamo un attimo.


Cent'anni di Solitudine 
Parte 2

Quando sembrava non ci fosse più speranza, a distanza di quasi due anni, il 5 Agosto sono arrivati su Netflix gli ultimi 8 episodi dell'adattamento del romanzo di Gabriel García Márquez. Anzi in realtà ci hanno fatto un po' penare perché il vero finale conclusivo è arrivato il 26 dello stesso mese.
Su queste mie pagine Cent'anni di solitudine è stata molto apprezzata perché per una volta Netflix ha fatto tutto giusto: avevano il consenso della famiglia dello scrittore a procedere con questo adattamento, ed hanno scelto un cast del tutto colombiano. Ma soprattutto erano stati in grado di traslare in immagini il realismo magico di Márquez, seppur la natura stessa del genere e della storia possa essere ostica per alcuni, o poco leggibile da altri, essendo così ricca, fluente ma anche articolata.

Eppure questa seconda parte di Cent'anni di Solitudine riesce meglio su certi aspetti, ma peggio su altri rispetto alla prima. Subito la stagione si apre con una piccola anticipazione di quello che sarà, ma poi si torna nel vivo di Macondo che non è più la città che José Arcadio Buendìa aveva fondato. Lentamente infatti sta cambiando faccia, sempre più stranieri si affacciano mentre la tecnologia avanza, e con l'arrivo di una stazione tutto precipita.

Il focus di questa nuova stagione è sui gemelli Aureliano Segundo e José Arcadio Segundo. Il primo finirà per sposare l'austera e fervente religiosa Fernanda del Carpio, che pretenderà un ruolo di spicco nella famiglia. L'animo sognatore di José Arcadio invece lo spingeranno a studiare i manoscritti che dovrebbero contenere tutti i segreti della sua dinastia ma anche portare quella che sarà una delle rovine di Macondo: la modernità.

La parte 2 di Cent'anni di Solitudine va a chiudere perfettamente la serie con le caratteristiche, i pregi e i difetti che già conoscevamo dalla prima stagione, ma anche con qualche variazione più o meno importante. La narrazione ad esempio mi è sembrata un po' più fluida, più veloce, più lineare rispetto a quelle linee caotiche che i primissimi episodi seguivano. Diciamo che l'avvento della modernità, porta tutto su un piano più terreno, mentre quella magia torna a far capolino solo con alcuni personaggi.
Questo non è necessariamente un male, ma ammetto che mi è parso di notare ci sia stata una gestione delle tempistiche meno efficace rispetto alla parte 1.


Penso ad esempio agli episodi dedicati a Renata: è vero che, mentre vediamo crescerla, sullo sfondo si sviluppa la faccenda della compagnia bananiera ma la storia della figlia di Fernanda sembra una parentesi quasi da soap opera, che poi non ha grossi agganci col resto. Anche la scelta di posticipare l'ultimo episodio a distanza di settimane dal resto di questa seconda stagione di Cent'anni di solitudine non ha secondo me aiutato. Le puntate da un'ora non sono esattamente adatte al binge watching, però questo finale, che è potente e chiude il cerchio, poteva essere più godibile da vedere subito.

Questa piccola flessione però secondo me non intacca quel che è e che è stato il valore di questo adattamento di Cent'anni di solitudine, che è riuscito a mostrarci un'opera così metaforica, complessa, fantasiosa e ricca di simbolismo. Quindi è comunque una serie tv che merita nonostante lo zampino di Netfllix finisca sempre per farsi riconoscere. 



Trying 
Quinta stagione

Credo che al momento Trying sia la serie tv più longeva che sto seguendo, che fra chiusure e cancellazioni arrivare addirittura ad una quinta stagione è diventato sempre più raro. E forse è ancora più raro che una serie tv rispetti il patto che ha fatto col suo pubblico per così tanto tempo. 

Trying è sempre stata quella serie tv leggera, fiocchettosa, inglese quanto basta, di compagnia e accogliente che secondo me forse non ha avuto mai quel successo virale che in fondo si meritava. Questa sua longevità ha però ripagato grazie ad una storia che non ha trovato intoppi sul suo cammino ma che come dicevo ha rispettato il patto col pubblico. Trying non ha mai voluto essere rivoluzionaria ma ha raccontato una storia coerente fino a questa quinta stagione: Jason e Nikki hanno provato a diventare genitori, e adesso stanno provando a prendersi cura dei due ragazzi che sono riusciti ad adottare non senza alti e bassi.

Il diversivo di questa stagione è Kat (Charlotte Riley, Malice), la madre naturale di Princess e Tyler che vorrebbe riallacciare i rapporti con i figli. Se Tyler sarà meno interessato alla cosa, Princess, essendo più grande, cercherà le risposte che ha sempre voluto conoscere da quella donna che in fondo è una estranea.

Questa sarà una doppia sfida per Nikki che già deve stare al passo con due adolescenti, ma adesso ci sono altre nuove dinamiche che fa fatica a capire. E poi sia lei che Jason (Rafe Spall, Bait) stanno iniziando dei nuovi percorsi lavorativi che li metteranno ulteriormente in difficoltà.

Ovviamente lo saprete se seguite Trying: quando si parla di problemi all'interno di questa serie tv, nonostante tocchi argomenti complessi e attuali, non si tratta mai di drammi interminabili. C'è sempre una battuta, una scena, un personaggio che riesce a spezzare la tensione e portare tutto ad un piano più ironico. Eppure questa quinta stagione mi è sembrata davvero ricca e profonda, ed anche un po' più matura.

Non ricordo ad esempio altri episodi in cui fra Nikki e Jason si creassero gelosie e dubbi sulla loro relazione, e questi aspetti potrebbero essere anche approfonditi di più in una eventuale prossima stagione (manca ancora la conferma ufficiale).
E poi ci sono le varie parentesi su Karen e Scott che, oltre ad alleggerire ulteriormente la narrazione con le idee strampalate di lui e i tentati di controllo di lei, danno sempre il fianco a riflessioni sulla famiglia, sugli affetti, su ciò che conta davvero. Credo che, a meno che non la vediate con estremo cinismo, sia impossibile non volere bene a questa banda di scalmanati che ne combina sempre una.
Trying è una serie tv che secondo me non sembra sentire il tempo che passa, ma che riesce ancora a soddisfarmi episodio dopo episodio e che resta uno dei titoli migliori di Apple TV. La chiusura di questa quinta stagione non mi è sembrata risolutiva, ma ancora manca un rinnovo ufficiale. 

Pelle più luminosa e liscia con tre novità Medicube ✨

Settembre significa tornare alla routine per molti di noi, e anche tornare a prendersi un po' cura della pelle che può aver risentito dell'esposizione solare e dall'estate in generale. Io stesso, per quanto ci provi, mi rendo conto che col gran caldo a volte non ho proprio voglia di stratificare prodotti su prodotti, e punto su una skincare mimale. 
Per buona parte dell'estate sono state con me tre novità di Medicube che fanno parte della linea Kojic Acid Tumeric.

Si tratta di una gamma ben diversificata di skincare coreana pensata soprattutto per contrastare macchie, discromie, incarnato spento e texture irregolare. Il nome stesso Kojic Acid Tumeric racchiude due degli attivi principali scelti da Medicube, ovvero:

acido kojico, un ingrediente inibitore della tirosinasi, cioè agisce sulla produzione di melanina, quindi ha una azione depigmentante, schiarente e contrasta macchie scure, melasma, segni post-acne e danni solari. Non si tratta però di un acido esfoliante come può far pensare il nome, anche se ovviamente vogliamo proteggere la pelle con un SPF,

estratto di curcuma, ricco di composti antiossidanti, ma ha anche proprietà antiinfiammatorie e sembra che alcuni studi indichino che possa avere un effetto illuminante e antimicrobico. 

Ovviamente le formulazioni sono molto più ricche e complesse, ma ho notato che Medicube ha voluto unire attivi specifici e mirati a consistenze e caratteristiche particolari che stanno andando molto di moda al momento.
Vediamoli insieme.


Medicube Kojic Acid Turmeric Vita Jelly Mist Serum
Siero in mist illuminante viso


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €20.53
🏋 100ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

È forse il prodotto che più ho apprezzato della linea Kojic Acid Tumeric, ma è anche fra i più originali di questa gamma Medicube. Il Jelly Mist Serum unisce infatti queste sue tre diverse funzioni e consistenze in un unico prodotto, tanto da poterlo definire multi texture e multi consistenze. Nel flacone infatti si notano come delle perle di gel che però sono legate da un liquido e c'è anche una componente leggermente oleosa, infatti prima dell'uso va shakerata per unire tutte queste texture. Però appunto questa mist viene erogata come uno spray, e può essere spruzzata a distanza dal viso, come una nebbiolina, con erogazioni più vicine come se fosse un siero.

Medicube specifica che la sua consistenza ha una ratio 1:9 nella combinazione olio e gel, proprio per mantenere la formula leggera e non appiccicosa. 

A comporre questa Kojic Acid Turmeric Vita Jelly Mist Serum, oltre agli attivi principali, troviamo il 74.5% di acqua di olivello spinoso, ricca di antiossidanti, a cui seguono una sfilza di attivi idratanti, lenitivi, antiage, illuminanti e appunto antiossidanti. 
Troviamo glicerina, diverse forme di acido ialuronico, collagene idrolizzato, ma anche niacinamide, pantenolo, adenosina, e allantoina come agenti lenitivi. La formula poi è ricca di sostanze antiossidanti, diverse forme di vitamina C, acido ferulico, e l'estratto di prugna Kakadu, ricchissimo di anti radicali. 
Per quanto riguarda la parte emolliente del Jelly Mist Serum Medicube, vi segnalo squalane e olio di olivello spinoso, quindi sostanze leggere.
L'olivello contribuisce a dare a questo prodotto anche un aroma fresco e agrumato. 

Questa mist Medicube non ha particolari indicazioni di uso, io la applico fra i primi step della routine sia di giorno che di sera, ma mi è anche piaciuto utilizzarla quando magari nel corso della giornata ho sentito la pelle un po' più disidratata. È infatti molto gradevole da utilizzare perché quello che applichiamo sul viso somiglia più ad una emulsione, e questo Vita Jelly Mist Serum aiuta ad eliminare subito quella leggera tensione che può causare la detersione, ridando idratazione ed elasticità al viso.
Inoltre ha davvero un effetto addolcente, anche dopo la rasatura non mi ha dato fastidio. 

Io la trovo una mist leggera, fresca, che si assorbe facilmente e non appiccica, e che come dice Medicube può essere una nebbiolina impalpabile da applicare magari anche sopra il trucco (poca ché contiene oli) o un vero e proprio siero, un po' più presente ma comunque mai pesante. Secondo me questo prodotto della linea si può adattare a diverse esigenze: dalla pelle mista che cerca un siero leggero, a quella secca che vuole iniziare la routine con una mist un po' più ricca. 
Per quanto riguarda il potere illuminante del Vita Jelly Mist Serum Kojic Acid Turmeric secondo me è molto basso: il suo effetto può coadiuvare altri trattamenti, o comunque aiutare a mantenere il viso omogeneo e in buono stato, ma la percentuale di acido cogico è piccola per poter agire da solo su macchie molto scure e datate. 



Medicube Kojic Acid Turmeric Vita Capsule Cream
Crema viso in capsule


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €20.56
🏋 53g
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

Se bazzicate Instagram e i social avrete sicuramente visto queste creme viso molto particolari: in una base di gel sodo "galleggiano" tante piccole sfere di crema che arricchiscono il prodotto e la sua texture.
Medicube qui ha proprio cavalcato questo trend per la Vita Capsule Cream, cha ha tanti aspetti positivi ma mi ha lasciato anche qualche piccolo dubbio.
La formulazione è la parte che ho preferito: è infatti ricchissima di attivi ancora più multifunzionale, sempre illuminante ma anche antiage.

Per esempio, la Vita Capsule Cream non ha quel complesso di olivello spinoso, ma comunque contiene alcuni ingredienti simili al Mist Serum, come la niacinamide (qui al 5%) e tutte le sostanze idratanti. Nella crema però ci sono variazioni interessanti sia per quanto riguarda gli attivi lenitivi, visto che troviamo la vitamina B12 ad esempio, e l'estratto di radice di Coptis Japonica, che è anche antiossidante. E per quanto riguarda il fronte delle sostanze anti radicali liberi troviamo anche l'estratto di castagna e fragola, oltre quelli che conoscevamo già.

Per quanto riguarda il suo effetto illuminante, la  Kojic Acid Turmeric Vita Capsule Cream sembra puntare anche sulla presenza di alfa arbutina che è un altro noto inibitore della melanina. Ma è stata arricchita come vi dicevo anche da attivi antiage, come quattro peptidi, ceramidi e persino una goccina di retinolo. Ovviamente essendoci una parte cremosa, ci sono degli emollienti nell'INCI, ma anche qui sono comunque leggeri, ben calibrati e dermoaffini.

Proprio l'assenza di olivello rende questa crema Medicube praticamente inodore, io ci sento giusto il sentore degli attivi, ma molto neutro e delicato. Per quanto riguarda l'uso anche qui abbiamo poche indicazioni: ci dicono di prelevare con la spatolina che si trova nella confezione sia il gel che una perla di crema, e miscelarle sul dorso della mano e possiamo calibrare il prodotto in base alle nostre esigenze. Se vogliamo una crema più leggera, allora preleviamo più gel, mentre per un trattamento più nutriente allora peschiamo più perle. Diciamo che una idea simpatica, molto adatta a creare contenuti sui social ma che nella pratica non aggiunge chissà che vantaggio.


Mi è capitato ad esempio che prelevare esattamente la sferetta di crema fosse più difficile perché questa si sfaldava o semplicemente finivo per prelevare anche parti delle altre capsule. Avrebbe forse più senso creare un barattolo con due parti divise e farci prelevare le quantità a piacere. Inoltre ho notato che, avendo usato questa Capsule Cream Medicube per diverso tempo, ho quasi terminato le perle di crema e mi resta un fondo di gel che dovrò usare da solo. 

A parte questi miei appunti forse troppo puntigliosi, questo è un prodotto che mi è piaciuto moltissimo. L'ho usato come ultimo step della mia routine serale e ho notato che si applica benissimo, ché le due parti si fondo sulla pelle, e in generale conclude la skincare senza problemi. Su di me la Vita Capsule Cream Kojic Acid Turmeric si assorbe facilmente, non ha creato problemi con prodotti di altri brand e idrata la pelle bene, senza appesantire. Credo che abbiamo una crema adatta a pelli miste, normali, e leggermente secche, ma non troppo bisognose, e l'ho usata tutta l'estate senza sentirla soffocante o pesante. 
Anche la Vita Capsule Cream Medicube non ha una percentuale elevata di acido cogico ma ha una formula ampia, sinergica e delicata che mi ha aiutato, sicuramente anche grazie al Mist Serum, ad avere una pelle più omogenea, luminosa migliorando piccole macchie post brufolo e aree più ingrigite. 


Medicube Kojic Acid Turmeric Peel Shot
Peeling Viso in siero


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €18.53
🏋 80ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

Oltre alla skincare quotidiana, la linea Kojic Tumeric Medicube ha anche alcuni trattamenti da fare periodicamente, come appunto questo Peel Shot, un esfoliante viso che elimina le cellule morte e ribilancia la cute.
La sua efficacia sta in una formula che vuole stimolare, esfoliare e purificare il viso ma contemporaneamente mantenerlo idratato e di supportarne la barriera. Infatti da un lato abbiamo una miscela di acidi come acido salicilico (BHA), Gluconolattone (PHA) e Acido capriloil salicilico (LHA) che lavorano a più livelli cutanei, e che trovano supporto in un paio di enzimi, dall'altro invece il Peel Shot Medicube contiene tutti gli altri attivi lenitivi, idratanti e ricostituenti che abbiamo già visto negli altri prodotti. L'unica aggiunta che ho notato nella formulazione è la presenza di centella asiatica, sempre antiinfiammatoria.

Il Kojic Acid Turmeric Peel Shot ha la consistenza di un fluido lattiginoso, e io ci sento un odore quasi alcolico, nonostante non solo non contiene alcol ma sono stati aggiunti diversi oli essenziali come quello di menta e bergamotto che però non percepisco al naso. Il suo uso è molto semplice perché basta applicarne alcune gocce sul viso e iniziare a massaggiare il prodotto e qui avviene una piccola magia: contenendo infatti cellulosa, il Peel Shot si aggruma in tante bricioline creando l'effetto gommage.

Sono quasi certo che su Instagram abbiate visto diversi di questi prodotti che col massaggio sembra quasi che sollevano e rimuovo cellule morte, sporco e pelle, ma non è così. Quelle "palline" che si formano sono in larga parte prodotto che si è aggregato, che però non sono inutili perché comunque riescono a raccogliere ed eliminare residui superficiali, oltre ad essere esteticamente molto soddisfacenti.
Comunque dopo aver massaggiato il Peel Shot Medicube, io aspetto un minuto per fare agli attivi la possibilità di agire e poi risciacquo tutto. La posa non è indicata dall'azienda e dipende dalla sensibilità della pelle. 

Finito il momento Quark direi di passare alla sua efficacia perché questo peeling Kojic Acid Tumeric è un altro dei miei favoritissimi della linea. Io lo utilizzo soprattutto sulla zona T quando mi sembra che al tatto non sia liscia come vorrei, e magari noto che il make up va ad evidenziare pellicine e aree meno omogenee, o comunque non si applica bene come dovrebbe.
Questo esfoliante non solo è divertente da usare ma è davvero efficace perché va a rendermi la pelle molto più liscia, morbida, rimuove e leviga le aree più ruvide ma senza seccare o irritare il viso.

Basta anche solo una applicazione, su di me il risultato è praticamente immediato sia al tatto che alla vista, ma sicuramente la costanza aiuta per evitare l'accumulo di cellule morte.

In più ho notato che il Kojic Acid Turmeric Peel Shot mi aiuta anche a tenere a bada i filamenti sebacei sul naso: dopo l'utilizzo mi sembra che i pori appaiono più puliti e meno dilatati.
Tutto questo ovviamente non fa altro che migliorare l'aspetto generale della pelle e contribuisce in quello che è l'intento della gamma Medicube di migliorare il colorito e le macchie cutanee, anche se qui abbiamo un prodotto che ovviamente non agisce giorno dopo giorno, ma può potenziare una skincare mirata contro le discromie.
Il Peel Shot come dicevo mi sembra un prodotto delicato, che riesco a fare una volta a settimana senza indebolire la pelle e che credo sia adatto un po' a tutti grazie al suo potere riequilibrante ed idratante.


Conoscevate queste novità Medicube?




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Tutto sul Rosemary Root Enhancer di Aromatica, il siero capelli rinforzante

Quando ho iniziato a testare Rosemary Salt Scrub Shampoo di Aromatica (qui la recensione), ho avuto modo di mettere subito alla prova un altro prodotto del brand ovvero il loro Rosemary Root Enhancer, un trattamento mirato per la salute delle radici.


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €12.53
🏋 100ml
🗺 Corea
⏳ 12 Mesi/scadenza sulla confezione
🔬 //

Aromatica ha potenziato quella moda delle acque al rosmarino arrivata con la viralità dell'olio (di cui vi ho parlato anche io qui) contro la caduta dei capelli, ma ne ha fatto un prodotto specifico e più completo.
Si tratta infatti di un tonico nutriente per il cuoio capelluto, che ha lo scopo di creare l'ambiente ideale affinché i capelli possano crescere più forti e più sani. Questo aspetto è da tenere in mente e fra un po' vi racconto perché.
Aromatica ci spiega che la sua formula, oltre ad essere vegana, è "a doppio strato": una fase è composta da oli essenziali di rosmarino, lavanda, arancia e menta piperita che, non solo danno questo aroma rinfrescante, balsamico ed erbaceo al prodotto, ma hanno anche un effetto stimolante ed antiossidante.

Il secondo strato del Root Enhancer è una essenza a base d'acqua che contiene un complesso di 7 vitamine ad azione diversa, fra cui pantenolo, vitamina C, K3, e B2, biotina, e il Black Food Complex composto da riso nero, fagioli neri, sesamo nero, melanzana, gelso, pepe che ci aiutano a mantenere il cuoio capelluto in buone condizioni. Sempre questa fase contiene probiotici, come supporto alla barriera e all'equilibrio del microbioma del cuoio capelluto, e caffeina stimolante.


A completare il mix botanico troviamo anche l'estratto di Pinus densiflora, o pino rosso giapponese,  ricco di polifenoli e antiossidanti, ma anche zenzero e neem dall'azione stimolante, anti radicali liberi,  lenitiva e purificante. L'acido salicilico in piccole dosi contribuisce invece ad rimuovere eccessi di sebo e cellule morte, dando una sensazione di pulizia e aiutando gli attivi ad agire meglio. 

Il Rosemary Root Enhancer può sembrare complesso ma è invece estremamente semplice da inserire nella routine. Non lo definirei esattamente un tonico bifase, anche se Aromatica specifica di shakerarlo prima di usarlo in modo che tutti gli attivi siano sempre omogenei e ben miscelati. Per quanto però riguarda le indicazioni d'uso non ci sono novità da raccontarvi: questo siero rinforzante si spruzza sul cuoio capelluto e si massaggia per farlo assorbire e massimizzare l'attivazione del microcircolo. Non è necessario proseguire con lo shampoo dopo l'uso, ma va lasciato agire tutta la notte.

Io lo uso appunto la sera, prima di andare a dormire, ma non vedo problemi nell'usarlo ad esempio di giorno se vi viene più comodo. Inoltre, come con tutti i tonici stimolanti, lo applico quotidianamente concentrandomi sulla parte frontale dell'attaccatura, mentre due volte a settimana, quando so che farò lo shampoo, ne faccio un uso più generoso, e lo erogo su tutto il cuoio capelluto.

Così questo prodotto Aromatica può essere utilizzato quotidianamente e a me è piaciuto moltissimo.

Parto dall'aspetto pratico: l'erogatore è perfetto perché nebulizza il Root Enhancer in modo sottile ma preciso, non troppo ampio né troppo diretto. Inoltre dà subito una sensazione di freschezza che è davvero piacevole e che secondo me contribuisce a rendere l'utilizzo del siero quasi un momento "spa". Ti godi l'aroma balsamico, lo senti agire sulla cute e ti rilassi con un massaggio. 
Un altro punto importante è la leggerezza di questo siero rinforzante, che pur avendo diversi oli essenziali non mi unge o sporca i capelli prima del tempo e appunto ho potuto usare tutti i giorni senza dover fare lo shampoo più frequentemente. Questa leggerezza è data anche dall'alcol che contiene, che comunque non ha dato reazioni negative sul mio cuoio capelluto sensibile e secco, e che viene bilanciato dalla glicerina, oltre che da tutte le altre sostanze. 

Per quanto riguarda i benefici, come vi anticipavo, il Rosemary Root Enhancer Aromatica secondo me va inteso come una sorta di skincare per il cuoio capelluto, che aiuta a mantenerlo in buone condizioni e a supportare l'attività del follicolo.

Personalmente cerco sempre di anticipare la caduta stagionale usando con costanza trattamenti mirati a rinforzare le radici e, durante il periodo di ricambio più evidente, che nel mio caso arriva intorno all'ultima parte dell'estate, noto che la caduta non è mai particolarmente fastidiosa.

Questo siero al rosmarino Aromatica non credo contribuisca direttamente a rallentare o fermare la caduta, anche perché non ha attivi in tal senso, ma mi ha dato una mano a stimolare e rinforzare la "ripartenza" e la crescita dei nuovi capelli che noto in alcune zone, come appunto l'attaccatura. In generale poi lo trovo leggere ma idratante, adatto un po' a tutti i tipi di capelli.
Per questo mi sentirei di definirlo soprattutto un trattamento energizzante, stimolante e rinfrescante, pensato per completare l'hair care routine e migliorare le condizioni della cute affinché i capelli possano crescere più sani.

Lo avete provato?
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Film e serie tv di Agosto, fra delusioni e consigli

Come dicevo per Beauty Cues, Agosto è un mese che cerco di prendere lentamente e che inevitabilmente mi porta altrove. Però c'è sempre tempo per recuperare qualche serie tv e dedicare un paio di serate ad un film. Questi sono i titoli che sono riuscito a recuperare in questo mese e inizio proprio dai FLOP.

Una nota dolente è stato per me La Lezione, film di Stefano Mordini che avrebbe anche del potenziale ma non lo sfrutta.

Potrebbe essere un thriller contemporaneo, intrigante, che gioca sul dubbio fino al suo culmine, ma invece La Lezione non sembra saper usare questa caratteristica. Più volte ti spinge a fermarti e chiederti se quello che sta facendo Elisabetta, la protagonista interpretata da Matilda de Angelis, possa avere in qualche modo senso, e più volte la risposta è negativa. In generale nemmeno il cast riesce a salvare La Lezione, che magari non sarà da evitare ad ogni costo, ma penso ci sia di meglio. 

C'è però di peggio, come Io, il mio migliore amico e la sua ragazza, commedia tedesca arrivata su Netflix il 14 Agosto.

Anche qui c'era del potenziale, completamente inespresso. O meglio, se il vostro intento è giusto avere una compagnia disimpegnata e leggera mentre fate altro, allora Io, il mio migliore amico e la sua ragazza può anche funzionare, ma se cercate di entrare nelle dinamiche dei personaggi potreste innervosirvi. Olli, uno dei protagonisti, è così immaturo da farvi venire prurito alle mani e purtroppo trascina anche gli altri nel suo gioco folle. Il risultato è che non fa affatto ridere e risulta anche prevedibile.

Devo purtroppo confessare di nuovo la mia delusione per il finale di Heartstopper, conclusosi con un film intitolato "Forever".

L'idea di un lungometraggio che completi una serie tv è sempre più comune e lo apprezzo, ma qui è mancata la coralità e soprattutto un naturale sviluppo della trama. Le intemperanze fra Nick e Charlie mi sono sembrate infatti pretestuose, giusto per creare dinamiche all'ultimo capitolo. Ma soprattutto risolvere le loro liti con una generosa dose di rapporti fisici non mi è sembrata una scelta molto interessante. È vero che sin dagli inizi io non ero il pubblico adatto per Heartstopper, ma questo film mi ha comunque lasciato un po' di amaro in bocca, ed è un addio che forse non dà giustizia alla serie. 

Sul fronte serie tv boccio invece La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità - Una storia dell'America, o quasi su HBO Max.

Il comico americano Larry David si cimenta in una nuova narrazione satirica dei fatti storici che hanno costruito gli Stati Uniti, raccontandoli col suo piglio spesso sopra le righe. Anche in questo caso magari non sarò stato io l'audience di riferimento della serie, ma non so a chi possa piacere. Il versante comico è fatto di esagerazioni, urla, sketch più pedanti che simpatici. Se poi cerca un po' di spessore, La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità sprofonda nel didascalismo. Il concept sarebbe anche carino, ma il risultato non mi ha convinto, ed essere stato prodotto da Michelle e Barack Obama non basta.

Fortunatamente ci sono titoli che si salvano, a cominciare da Gioia Mia di Margherita Spampinato, che ho recuperato su Netflix proprio ad agosto.

Delicatezza e dolcezza si fondono in questo film che parte da una storia semplice, forse anche un po' banale, del bambino che si ritrova con la zia anziana e all'antica, ma che poi rivela molto di più. Da un lato c'è la crescita di Nico, che impara ad essere più dipendente e sensibile verso gli altri, dall'altro Gela capisce che le ferite del passato possono sempre essere affrontate e in qualche modo guarite. Secondo me Gioia Mia è da vedere se non lo avete ancora fatto.

Merita una chance anche Don't Say Good Luck di Julia Hart sempre su Netflix dal 14 Agosto.

Non forse il film più estivo e leggero che ci possa essere, ma è una dramedy tenera, dolce, vagamente malinconica, sul rapporto fra una madre malata e la figlia che sogna di diventare una attrice di Brodway. Don't Say Good Luck trova ritmo nel suo miscelare generi diversi e soprattutto, come dicevo nella recensione, non l'ho trovato ricattatorio o melenso, come a voler far piangere a tutti i costi. Il cast poi è secondo me molto azzeccato. Nulla di originale, ma funziona.

Termino con l'ultimo promosso di Agosto, una docuserie che trovate su Disney+ che si intitola Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston.


L'attore inglese ci porta alla scoperta dei misteri di Pompei, rimasta sepolta sotto le ceneri dell'eruzione del Vesuvio del 79 d. C., e cerca di rispondere ad una domanda: chi è riuscito a sopravvivere? In un misto di ricostruzione storica, interventi di esperti e un tocco cinematografico, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston credo faccia un buon lavoro nel raccontare i fatti storici da una prospettiva diversa e senza annoiare. Non ho letto nulla a riguardo ma spero che diventi una sorta di antologia su altri avvenimenti del passato da scoprire. 

I miei prodotti TOP di Agosto: novità fresche e la skincare dell'estate!

In questa estate così calda ho preferito anche io rallentare un po', immaginando che le mie recensioni non fossero esattamente il primo pensiero di chi mi segue, e in generale essendo anche io con la testa e il corpo altrove. Ma questo spazio non sarebbe mai potuto restare fermo perché avevo comunque tanti prodotti di cui parlarvi e che mi hanno appunto aiutato ad affrontare meglio l'estate. 
Ho solo promossi anche questa volta, quindi sono stato fortunato.

Caldo significa ovviamente skincare più leggera ma non per questo non implica rinunciare ad attivi validi e a formulazioni complete. Io ad esempio ho messo alla prova la Sensitive Soothing Gel Blemish Cream di Mary&May e mi è piaciuta moltissimo.

Io l'ho definita un sogno per le pelli miste e grasse, perché ha una texture praticamente invisibile, leggerissima, che sparisce appena entra a contatto con la pelle e perfetta anche nelle giornate più calde, ma senza per questo venire meno l'effetto idratante. La crema gel Mary&May è poi arricchita con sostanze lenitive e purificanti, perfetta insomma per prevenire le impurità da sudore. Qui trovate la recensione completa. 

A proposito di prodotti completi, ho apprezzato molto anche il Vitamin C Concentrate Serum di Freshly Cosmetics.


Qui abbiamo davvero un prodotto completo, che non solo agisce per illuminare l'incarnato, ma lo protegge con sostanze antiossidanti, e si occupa anche di mantenere l'ideale stato di idratazione e nutrimento. Quando sopportavo davvero poco sul viso, questo siero alla vitamina C Freshly era immancabile così da avere il miglior comfort con un solo gesto, senza ungere e appesantire. Se volete scoprirne di più, vi aspetto qui. 

Un altro prodotto che mi ha aiutato molto grazie alla sua leggerezza è stato il Weightless Sun Fluid SPF50+ di House of Hur.


Che i solari viso coreani siano i migliori, specie quando si cerca una formulazione più elegante e leggera possibile, non è ormai un segreto, ma spesso i loro finish sono luminosi o glowy, e possono risultare poco adatti alla pelle mista durante l'estate. Il Weightless Sun Fluid invece non solo non si avverte sul viso ma su di me risulta decisamente opaco, diventando perfetto per una skincare essenziale, anche insieme al siero che vi dicevo sopra, e nelle giornate più calde. Gli altri dettagli li trovate alla review. 

Passando ai prodotti corpo, ad Agosto ho raccolto quella che è stata (e che in parte ancora è) la mia body routine, profumata ed economica. Dovendo fare una scelta vi segnalo fra i top sicuramente la Crema Corpo Idratante Mango e Jasmine di Leocrema.


Leocrema
ha creato questa piccola gamma di lozioni corpo che sono state chiacchierate soprattutto per le profumazioni. Io ho scelto Mango e Jasmine perché pensavo sarebbe stata la più estiva e non mi sbagliavo: è un mix tropicale, fresco e non stucchevole, perfetto appunto per la stagione. E poi ha un giusto livello di idratazione, e non risulta appiccicosa o grassa. 

Il secondo prodotto che sicuramente riacquisterò è il Latte Idratante Rigenerante 15% Urea di Balea Med.


Ammetto che la sto usando da diverso tempo, non è una scoperta di agosto, però mi è piaciuto perché è un prodotto multiuso. Infatti questo Latte Balea Med va a levigare, idratare e nutrire le aree più secche e ruvide del corpo grazie appunto all'urea. Io ad esempio l'ho usata spesso e volentieri sui piedi, ma ci sono tantissimi altri usi che se ne possono fare, come vi raccontavo nella review. È comunque un trattamento mirato, che non consiglierei su tutto il corpo, ma solo su alcune aree. Come dicevo, sicuramente questo latte corpo sarà uno di quei prodotti che continuerò ad acquistare in futuro da DM.

A proposito di prodotti multitasking, sempre ad agosto vi ho raccontato quanto mi è piaciuto il Cicaplast Baume B5+ di La Roche Posay.


Un balsamo molto lenitivo, riparatore, idratante, nutriente che però risulta facile da stendere e applicabile su viso e corpo senza problemi. Io l'ho messo soprattutto alla prova soprattutto contro le irritazioni da sudore, quelle post rasatura e in generale per aree più secche del viso. Ma anche nel caso di questo Balm riparatore, gli usi sono illimitati, ho provato a riassumerli nella recensione, e la stessa La Roche Posay pare che l'abbia testato a diverse esigenze cutanee. Il Cicaplast Baume B5+ è un altro prodotto che non ha stagionalità, va bene per tutto l'anno, e che mi porterei in vacanza o comunque dietro per brevi spostamenti come all over salva pelle. 

Termino la carrellata dei prodotti TOP di Agosto con una novità: il Rosemary Salt Scrub Shampoo di Aromatica.


Anche qui, seppur sia rivolto alla cura dei capelli, abbiamo un prodotto multifunzionale, che vuole detergere la cute, esfoliarla, e prendersene cura con attivi protettivi e rinforzanti. Nella recensione approfondisco molto la sua formulazione, ma a me questo Scrub Shampoo a me è piaciuto soprattutto per la sensazione che lascia di un cuoio capelluto fresco, leggero, pulito ovviamente e più sano. Sicuramente una novità da prendere in considerazione. 

In attesa di un Settembre più fresco e ricco, ci leggiamo presto! 



Tom Hiddleston ci porta alla scoperta di Pompei con Fuori dal Tempo su Disney +

Nel cuore di questa estate, esattamente il 23 luglio, è arrivata su Disney+ una docuserie che mi è piaciuta molto. Tom Hiddleston, l'attore inglese, ha deciso di vestire i panni dell'Alberto Angela di turno e in Pompei: Fuori dal tempo, ci porta a scoprire cosa accadde in quelle 24 ore in cui l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse quell'area. Ma l'intento non è solo raccontarci cosa accadde in quelle ore fatidiche, ma rispondere ad una domanda complessa: chi è riuscito a sopravvivere ad evento così catastrofico?

In soli tre episodi, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston riesce a condensare molto di più che una semplice pagina di storia, ma tenta di ricostruire una civiltà. La docuserie, firmata da National Geographic, infatti parte da prima dell'esplosione del vulcano, in quelle ore in cui i pompeiani iniziavano ad avvertire le prime scosse, credendo però si trattasse dei soliti terremoti. Entriamo così, attraverso le ricostruzioni recitate, all'interno di una popolazione florida e complessa, con le sue attività commerciali ed imprese fiorenti, ed un grado di civilizzazione molto superiore a quello che si possa pensare. Ci sono ovviamente differenze sociali e di classe, ma scopriamo anche un ambito più privato con i rapporti familiari.

La docuserie segue in particolare Julia Felix (qui interpretata da Lubna Azabal), facoltosa proprietaria terriera e imprenditrice pompeiana, che gestiva da sola un complesso immobiliare e termale, i Praedia, che è ancora possibile visitare. O ancora, conosciamo Avianius un adolescente che lavora come apprendista fabbro, che un tempo era parte di una famiglia benestante ma, dopo un tracollo economico, si ritrovò a vivere solo con la madre. E poi si aggiunge un'altra figura, un soldato i cui resti sono stati ritrovati ad Ercolano, e di cui sono rimasti intatti il pugnale e la cintura entrambi decorati e di pregio. 

Come dicevo però Pompeii: Out of Time with Tom Hiddleston non si limita a dirci cosa accadde quel giorno, ma cerca costantemente di rispondere alla domanda su come i pompeiani riuscirono a salvarsi, quali furono i tentativi di fuga, e cosa accadde dopo a queste persone. L'ulteriore salto che la serie cerca di fare è di entrare nella psicologia dei personaggi, e di come un po' tutti ci comporteremmo in caso di una catastrofe. Sarà che abito anche io vicino ad un vulcano attivo, ma sono dei pensieri che mi è capitato di fare.

Ovviamente ci vengono spesso esposte anche supposizioni, come l'eventuale stress post traumatico del pretoriano, e drammatizzazioni, ma in questo senso risulta coerente perché a volte si ha l'impressione di essere un po' nell'immaginazione dello stesso Hiddleston che ricostruisce i fatti. 
Questo è forse l'aspetto che può far storcere il naso, ma che credo sia compreso palesemente nel pacchetto: non un documentario denso, informativo e minuzioso, con uno stile accademico "tradizionale".

Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston mi è piaciuto moltissimo perché riesce ad essere un documentario chiaro, con un ottimo ritmo e che appunto guarda ad un lato della vicenda da un punto di vista meno noto secondo me. E poi è stato ben congeniato.

Infatti la serie trova la sua solidità negli studi del professor Steven L. Tuck della Miami University e nel suo Pompeii Survivors Project, che ha tracciato il percorso di oltre 200 persone i cui nomi riaffiorano nei documenti ritrovati in altre città dopo la tragedia. Inoltre viene citato Plinio il Giovane che fu testimone oculare, ma si accenna più vagamente a Plinio il Vecchio.

Oltre all'intervento di esperti, scienziati, storici, lo stesso Tom Hiddleston non è messo lì a caso, ma avendo fatto studi classici a Cambridge, sa leggere e tradurre il latino. E poi lui si immerge come noi in questa storia, non sale in cattedra come un professore ma cerca di unire, pezzo dopo pezzo, la vicenda. Ovviamente è chiaro che sia stato inserito un attore dal volte noto per attirare, ma sin dal primo episodio si capisce che lui deve fornire un tocco cinematografico quasi da thriller.

Anche se sappiamo come finirà, la docuserie riesce a mantenere l'attenzione tutto il tempo, non diventa didascalica o ripetitiva, nonostante, come in Loki, Hiddleston blocchi o riavvolga il tempo e ricominci quando mancano dei tasselli al suo racconto. Questo secondo me è il suo pregio ma capisco che se vi aspettate un documentario "standard" o se non sopportate le parti romanzate, drammatizzate e recitate, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston non sarà quello che cercate. 

Io invece spero che questa docuserie possa essere il primo capitolo di molte altre stagioni, perché unire intrattenimento a concetti storici penso crei un modo diverso di fare contenuti, e riesca ad avvicinare un pubblico più ampio che può sempre approfondire altrove.

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