mercoledì 4 dicembre 2019

|Beauty Cues|
Natura Oil by Nanì: pensavo meglio, ma....

Mi ritengo abbastanza bravo nel trovare le offerte migliori, quelle più convenienti e succulente, ma non sempre purtroppo mi capita di fare un grande affare. A volte anche le migliori promozioni celano qualche lacuna e qualche dubbio, come mi è capitato con i prodotti corpo di Natura Oil by Nanì.



Avevo visto questa azienda in un negozio della mia zona, e forse non lo sapete, ma quando becco un brand che ha potenzialmente un INCI valido o interessante, le mie antenne si drizzano. Natura Oil già dal nome fa pensare ad ingredienti naturali e vegetali, e sui pack la cosa viene ulteriormente sottolineata visto che indicano che i prodotti non contengono parabeni, siliconi e peg. Si tratta di una azienda italiana prodotta dalla Suarez Perfumes&Cosmetics e dalla sua ha anche un range di prodotti sufficientemente ampio. Tuttavia la mia esperienza è stata costellata da più elementi che mi hanno lasciato perplesso, al punto che, nonostante sia riuscito a terminare questi prodotti, credo che non esplorerò ulteriormente i prodotti Natura Oil.


Natura Oil by Nanì Doccia Oil Idratante
Olio di Macadamia Bio


Avevo deciso di provare questo Doccia Oil di Natura Oil (suona anche male, lo so) durante l'estate perché credevo che la formulazione potesse essere abbastanza idratante da evitarmi di mettere la crema corpo, in un periodo in cui non c'è proprio sbatti di star lì ad impataccarsi. Tuttavia per questioni di tempo non ho avuto modo di provarlo durante la stagione calda, e così ho posticipato ai mesi in cui si stava affacciando il freddo. In ogni caso, utilizzandolo, ho capito che non c'è esattamente una stagione in cui sia più azzeccato.
Trovo un po' dubbio il modo in cui viene descritto infatti il Doccia Oil alla Macadamia non ha nulla che richiami un olio, ma si presenta come un qualunque gel fluido e leggermente giallino, con un profumo fresco e leggero.
Ma quel che non ho apprezzato di questo "olio doccia" Natura Oil è proprio che su di me non "deterge delicatamente lasciando la pelle morbida e setosa" come scrivono nella descrizione. 


Al contatto con l'acqua, e grazie alla spugna, crea una schiuma abbastanza avvolgente e morbida che aiuta a pulire il corpo e non richiede troppa pazienza e tempo a farsi sciacquare via. Una volta però finito di lavarmi sento la pelle abbastanza secca, e pure un po' tirante, bisognosa sicuramente di tanta idratazione e nutrimento. Fortunatamente questo potere lavante così accentuato non è mai sfociato in irritazione e prurito, ma sono stato io previdente ad applicare generose quantità di crema dopo ogni doccia. 
La spiegazione tecnica che mi sono dato è che questo olio di macadamia "dalle proprietà nutrienti ed idratanti" che dovrebbe arricchire il doccia gel Natura Oil by Nanì è davvero in basso nell'INCI, pure dopo la fragranza, quindi non credo che possa influire davvero sull'efficacia. Inoltre il Doccia Oil contiene Cocamide DEA che è un tensioattivo su di me abbastanza aggressivo. 
Sì, pur sapendolo, ho messo davanti la voglia di provare il prodotto alle mie misere competenze in tema, e questo è il risultato.
Non do la completa bocciatura al Doccia Oil Idratante con Macadamia perché fortunatamente con una buona crema o un olio corpo riesco a ridare confortevolezza alla pelle, ma in futuro ne starò alla larga.

INFO BOX
🔎 Catene Splendidi e Splendenti, Grande distribuzione
💸 €1.99 (in offerta)
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳ 24 mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸


Natura Oil by Nanì Latte Corpo Idratante
Olio di Macadamia Bio


La ghiotta offerta di cui vi parlavo comprendeva una minitaglia gratuita da 100ml del latte corpo abbinato al Doccia Oil, che comunque può essere acquistato nel formato di vendita da 250 ml. Averlo potuto provare in questo modo è stata una fortuna perché mi son evitato un acquisto che non mi avrebbe fatto girare la testa dalla meraviglia.
Il Latte corpo Natura Oil è appunto una lozione fluida, leggera e fresca arricchita non solo con olio di macadamia, ma anche di mandorle dolci e burro di karitè, oltre a diverse componenti emollienti e idratanti.
Per diversi aspetti mi ha ricordato la mia esperienza con la crema corpo di La Bioteca Italiana: la consistenza fluida di questo latte Natura Oil non si traduce in un prodotto dall'assorbenza super rapida, almeno su di me, ma anzi io ci sento un tocco lievemente oleoso. Questo è l'aspetto che meno me lo fa apprezzare poco perché immagino che d'estate mi avrebbe dato decisamente fastidio.
La scia bianca invece fa capolino solo leggermente durante il massaggio, ma una volta stesa sparisce del tutto.



Nonostante gli ingredienti nutrienti questo latte corpo si comporta come tale: lascia la pelle morbida e liscia, ed idrata sufficientemente ma non basta né in questo periodo freddo quando la mia pelle ha maggiori esigenze, né a riequilibrare l'azione lavante profonda del Doccia Oil. Nel corso delle ore dopo averlo applicato, sento che la pelle perde di idratazione e ho necessità di riapplicare la crema.
Non mi sono soffermato sulla profumazione ma non c'è molto da dire: è fresca, gradevole, praticamente identica al doccia schiuma ed ha una lieve persistenza, nulla insomma per cui strabiliarsi.
Anche per il Latte Corpo Natura Oil quindi mi sento di fare lo stesso discorso: non è stato un prodotto che ho avuto voglia di lanciare nel cassonetto senza preoccuparmi nemmeno di fare canestro, ma non è nemmeno quella lozione su cui so di poter contare se mi serve un prodotto da reperire facilmente senza spendere troppo.

INFO BOX
🔎 Catene Splendidi e Splendenti, Grande distribuzione
💸 €1.99 (in offerta)
🏋 250ml (formato di vendita)/ 100ml
🗺 Made in Italia
⏳ 24 mesi
🔬 Vegan Ok
💓⇒ 🌸🌸🌱



Insomma pensavo che la mia esperienza con i prodotti corpo Natura Oil by Nanì potesse essere molto più soddisfacente, ma ho sicuramente provato di peggio nel corso di Beauty Cues.



martedì 3 dicembre 2019

Yankee Candle: le profumazioni da provare questo inverno!



La stagione fredda per me è il momento ideale anche per accendere le mie amate candele profumate. Siamo nel periodo perfetto per ogni cosa in pratica, ma quando si tratta di qualcosa che crea calore ancora di più.
Yankee Candle ha una selezione di profumazioni davvero ampia, e fra collezioni stagionali e linea base tante di queste si adattano proprio all'autunno e all'inverno, ma in generale sono fragranze spesso spezziate, dolci, a volte gourmand, biscottose e fragranti.
Bene, dimenticate tutto questo perché purtroppo queste note aromatiche per me sono diventate presto abbastanza noiose, e solo una variante di quello che utilizzo abitualmente per profumare i miei spazi.
Nelle fragranze autunnali ed invernali che ho scelto c'è poco di speziato, poco dolciume, ma c'è molta aria fresca, molta pulizia, note più eleganti secondo me, ritornano spesso i legni ed il patchouli, e qualche accento più floreale a dare leggerezza. Credo sia una scelta più originale ma soprattutto la gradisco di più per cui c'è poco da fare.



Sweet Nothings


Avvolgente, morbida, dolce: una coccola speciale per un momento dedicato solo a te
Note di testa: Ciclamino
Note di cuore: Fiore di Loto
Note di fondo: Vaniglia, Muschio Talcato, Ambra
Mi sono innamorato fin dalla prima annusata di Sweet Nothing, che è davvero una coccola speciale. Forse non è la fragranza più autunnale che si possa immaginare, ed effettivamente era uscita con la collezione Enjoy The Simple Things che avrebbe caratterizzato la primavera del 2018, perché l'aroma finale che percepisco è fresco, tuttavia il buon bilanciamento fra le note talcate, l'ambra, e quelle floreali la rende comunque perfetta alla stagione fredda (e anche al resto dell'anno). Trovo che Sweet Nothings sia femminile, anzi mi ricorda proprio un profumo da donna, ma con eleganza, in modo avvolgente, ma non infantile o stucchevole, visto che la punta dolce è appena percepibile e va solo che dare morbidezza all'insieme. L'unico neo che riesco a trovare è che la tart tende un po' a sbriciolarsi, ma non è stato un reale problema. L'intensità della profumazione è alta, ma non è stancante e non mi è mai risultata sgradevole, e la percepisco seppur delicatamente anche diverse ore dopo averla spenta, quindi non posso chiedere di più.


Autumn Pearl


Un cremoso mix di note d'orchidea, vaniglia e delicata fresia, addolcito da un vortice di zucchero
Note di testa: Orchidea Rosa, Mela Pink Lady, Susina
Note di cuore: Gelsomino, The alla Rosa
Note di fondo: Patchouli, Vaniglia cremosa
Ariosa, fresca, ma decisa, è così che mi sento di descrivere Autumn Pearl, che ha fatto la sua indipendente apparizione lo scorso autunno, ma non è obbligatoriamente indicata per questa stagione (e questo è un bene perché non vorrei che mi leggiate in un altro periodo dell'anno e pensiate sia inutile dare una chance a queste fragranze). Faccio fatica a dirvi cosa percepisco esattamente in questa Yankee Candle, perché tutte le note si mischiano abbastanza equilibratamente far loro. Sicuramente la presenza di patchouli toglie di femminilità alla fragranza, o comunque smorza la parte floreale, ma resta comunque una profumazione sobria, e c'è anche un vago sentore talcato. Mi ricorda, più concettualmente che nella pratica, Warm Cashmeredi cui avevo parlato qui un paio di anni fa, e d'altronde hanno alcune note in comune. L'intensità di Autumn Pearl è decisa ma non alta da riempire troppo gli spazi, e nel corso delle ore, dopo la combustione, si avverte flebilmente un suo ricordo.
Se Autumn Pearl fosse il profumo di un ammorbidente, lo acquisterei ben volentieri per i miei capi.



A Calm & Quiet Place

Una fragranza che evoca calma ed equilibrio: le note delicate del gelsomino si fondono con un soffio di patchouli e un morbido tocco di muschio ambrato.
Note di testa: Foglia di Mandarino
Note di cuore: Gelsomino, Legno di Cedro
Note di fondo: Patchouli, Legno di Sandalo, Muschio Ambrato

Anche A Calm & Quiet Place fa parte della collezione Enjoy the Simple Things del 2018, e a questo punto mi chiedo come mai lo scorso anno ho saltato questa gamma Yankee Candle.
Appena messa a sciogliere la tart avverto un po' l'aroma quasi agrumato, un pelo aspro delle foglie di mandarino, ma è una profumazione addolcita e resa più calda, avvolgente ma resta assolutamente fuori dalla fascia speziata. Dopo un po' di combustione o comunque ad una seconda accensione sento di più tutte le note legnose e il muschio, che la rendono una Yankee Candle un po' più maschile. Sapete cosa mi ricorda? Uno di quei bei aromi che si sentono quando si entra in certi negozi. È come se la mia memoria mi suggerisse che ho sentito un profumo simile una volta entrato da Arnotts a Dublino, ma credo ci sia una sovrapposizione dei ricordi. L'intensità è comunque medio bassa: un quarto di tart riesce a coinvolgere a stento una stanza, ma fa fatica quando si tratta di spazi ampi o arieggiati.
A Calm & Quiet Place non mi dà l'idea di un posto calmo e pacifico, ma di un luogo elegante, pulito ed ordinato sì. Penso sia perfetta per chi magari apprezza certi aromi più "da uomo" ma non ne ama l'intensità e la persistenza.


Warm Desert Wind

Un profumo che evoca spazi aperti e vaste distese, impreziosito da un tocco di vaniglia e patchouli.
Note di testa: Note Ozoniche, Cotone
Note di cuore: Vaniglia Affumicata, Incenso
Note di fondo: Patchouli

Warm Desert Wind è forse la Yankee Candle di questa mandata che preferisco meno, ma la ritengo comunque piacevole, adatta all'autunno, avvolgente quanto basta grazie al pachouli e alla vaniglia che, a mio naso, sono predominanti. Le note ozoniche invece come le definisce l'azienda non so bene che siano, ma credo corrispondano all'aroma quasi salmastro, molto delicato, che sento durante la combustione, che si uniscono all'aroma di cotone. È questa parte della profumazione che non mi soddisfa del tutto, perché la trovo più pungente e sintetica. Tuttavia grazie ad una intensità che non risulta eccessiva, Warm Desert Wind mi ha tenuto compagnia in modo garbato e mai invadente.
Questa Yankee appartiene alla linea Just Go, uscita lo scorso Marzo.



Misty Mountains

Come un'infinita distesa di vette montuose punteggiate dai pini, che regala una fresca e silenziosa atmosfera.
Note di testa: Pino, Menta Verde
Note di cuore: Lavanda
Note di fondo: Patchouli, Vetiver, Legno di Cedro

Misty Mountains mi invoglia a respiri profondi, al relax, a spostare la mente alla brezza fresca di una foresta di montagna. Mi è piaciuta molto perché sebbene non ami le note di pino, in questa Yankee sono ben bilanciate al resto degli aromi, non diventando pungente. Non sento affatto la lavanda, ma credo che nell'insieme contribuisca a rinfrescare la fragranza. Trovo l'insieme quasi avvolgente, sicuramente un po' più maschile che femminile, ma grazie ad una intensità non eccessiva, almeno nel formato  secondo me può accontentare chiunque. Pur categorizzandola come fresca, e sebbene sia uscita anch'essa con la collezione estiva Just Go, secondo me si sposa bene con l'autunno e con la stagione fredda, come dicevo risulta confortante, richiama i paesaggi invernali all'aria aperta. È delicata ma percepibile anche la persistenza dopo alcune ore che l'ho spento la tea light.




Voi preferite fragranze più calde, magari speziate o più fresche ed equilibrate per questa stagione fredda? Sono io quello strano?


lunedì 2 dicembre 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Ettang Peel Off Cup Mask: ne vale la pena?

Hanno avuto il loro exploit sul web circa due o tre anni fa, ma fra le mie mani sono finite solo più di recente beccandole ad un prezzo davvero conveniente in una vendita sul sito Veepee.
Non serve continuare a fare i misteriosi visto che lo avete letto dal titolo e mi riferisco alle maschere viso Peel off in "coppetta" di Ettang.



Definite anche maschere modellanti, o maschere di gomma, visto che siamo spartani, le Peel Off Cup vengono come potete immaginare dalla Corea. Io ne ho provate quattro, ma il range che propone Ettang arriva a circa 10.
Il concetto di base di queste maschere è uguale a tutte, così come gli elementi chiave che le caratterizzano: la "farina fossile" chiamata terra diatomacea, sodio alginato e il solfato di calcio che reagendo chimicamente una volta che si mischiano con acqua, creano questo strato gommoso che si elimina con l'effetto peel off. È lo stesso ingrediente visto ad esempio nella maschera di La Saponaria, ma queste Ettang sono già arricchite con altri elementi.



Le Peel Off Cup Mask sarebbero monouso, ed il processo di preparazione non è nemmeno dei più comodi perché si dovrebbe togliere tutta la polvere dalla confezione, riempire la coppetta fino al segno, e poi rimetter la maschera nella coppetta e miscelare il tutto con la microspatola che si trova in dotazione. A parte che è un processo un po' macchinoso, la quantità di polvere è comunque davvero tanta, sufficiente per almeno due applicazioni se siete accorti o se non avete un viso molto grande. Io mi son limitato a versare circa metà della polvere in una ciotola a parte, ed ho aggiunto acqua ad occhio.
Ho avuto inoltre alcune difficoltà a creare la pastella con queste maschere, ma nel corso delle recensioni vi racconto in dettaglio i problemi che ho riscontrato e come ho cercato di risolverli.



Ettang Peel Off Cup Mask The Peppermint
Calmante e Rinfrescante



La The Peppermint è stata la prima di queste maschere Ettang che ho provato ed è stata un'esperienza molto interessante. È vero, alla prima applicazione non sono riuscito a creare una pastella omogenea ma mi si sono formati diversi grumi, che hanno inficiato la rimozione, ma nulla di grave perché i risultati sono stati invariati.
La maschera all'interno contiene come dei piccoli pezzetti di foglie che credo siano proprio di malaleuca. Ma tra gli attivi funzionali c'è anche l'estratto di portulaca oleracea che aiuta a lenire ed ha un'azione antiossidante, poi abbiamo allantoina e centella che leniscono e rinforzano la pelle, ed ovviamente olio essenziale di menta piperita che rinfresca e conferisce l'odore alla maschera.
Anche sul viso una volta stesa risulta gradevolmente fresca, ma non raggelante della serie "datemi un cappotto e nessuno si farà male". È una sensazione molto piacevole e non si rinuncia al confort.



Vi dicevo che l'applicazione, per quanto facile, è stata un po' inficiata dai grumi, con la conseguenza che più che sfogliarla, l'ho dovuta sciacquare dopo aver tolto il grosso ché veniva via a pezzetti. Ma comunque anche questa rimozione forzata non mi pare abbia ridotto gli effetti: la The Peppermint Ettang mi ha lasciato una pelle molto bella, liscia e omogenea. Da un lato ha ridotto i rossori migliorando il colorito, dall'altro mi ha levigato quelle zone con pori dilatati e grana non regolare. In generale sentivo la pelle tonica e non tirante. Non è particolarmente idratante, ma non è nemmeno questa la sua funzione, e comunque non va a seccare. Direi quindi soddisfazione generale.
La seconda volta che ho usato questa Maschera Ettang ho cercato di stemperare un po' l'acqua affinché non fosse troppo fredda, ma comunque non è servito alla formazione dei grumi. Anche cercando di lavorarla a lungo, per quanto possibile, non risolve il problema. Non c'è un reale inconveniente nella stesura però mi sembra un peccato, perché alla fine i grumi sono fatti di polvere non utilizzata.

INFO BOX
🔎 Veepee.it, Maquibeauty, Belletica.com, Online
💸 €3.99/4.50
🏋 17gr
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera Monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Ettang Peel Off Cup Mask Acerola
Restringe i pori dilatati e Illumina



La seconda maschera Ettang che ho provato è questa all'Acerola, che è praticamente una sorta di ciliegia che pare sia ricca di vitamina C. Nella formulazione però, oltre all'estratto di questo frutto vi è anche acido ascorbico e ritorna la portulaca oleracea.
Purtroppo anche in questo caso non sono riuscito alla prima applicazione a creare una bella consistenza, era molto grumosa ed ha impiegato un po' troppo tempo ad asciugarsi. Infatti una volta rimossa mi sembrava di togliermi dalla faccia una sorta di purè rappreso più che una maschera peel off. Credo che il problema fosse stato un po' troppa acqua nella pastella, così la seconda volta ho cercato di migliorare la tecnica.
Ho provato infatti ad aggiungere pochissima acqua e farla agglomerare a poco a poco, ed ha funzionato: la texture era più spalmabile ed omogenea, con molti meno grumi. La rimozione non è stata comunque perfetta ma l'efficacia non ne ha risentito.



La maschera Peel Off di Ettang all'Acerola infatti mi a dato risultati del tutto apprezzabili sulla mia pelle: l'incarnato era più levigato ed omogeneo, e lo sentivo anche fresco e tonico. Rispetto alla The Peppermint mi è sembrata un po' più idratante, per quanto non sia da questo punto di vista sufficiente per le mie necessità specie per una routine serale nel periodo autunnale. In generale il trattamento è stato molto gradevole, non l'ho avvertita particolarmente fresca, e, nonostante nell'INCI ci sia della fragranza, io non ho avvertito un profumo così distino ed intenso.


INFO BOX
🔎 Veepee.it, Maquibeauty, Belletica.com, Online
💸 €3.99/4.50
🏋 17gr
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera Monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Ettang Peel Off Cup Mask Charcoal
Esfoliazione, Equilibrio e Nutrimento



Con la maschera Charcoal Ettang ho provato subito ad applicare la tecnica della pochissima acqua alla volta, ma qualcosa è andato storto con la prima applicazione e giù a grumi su grumi.
La seconda applicazione non è stata decisamente più fortunata e purtroppo non ho capito bene perché, credo però che la miscela sia un po' complicata da gestire a prescindere: ho visto alcuni video sul web ed anche seguendo le istruzioni fornite da Ettang il risultato è molto vario in termini di consistenza. Insomma non sono il solo ad aver fatto un papocchio.
È stata comunque molto simpatica perché da una polverina quasi bianca si crea una pasta grigio scuro che ti fa diventare un po' un gargouille. All'interno la Peel Off Cup Mask Charcoal contiene ovviamente polvere di carbone, ma anche centella asiatica e molto in fondo all'INCI olio essenziale di palissandro che pare abbia un'azione di rinnovamento cutaneo.



Sulla pelle l'ho sentita un pelo fresca, in modo molto piacevole e non ha un vero e proprio profumo ma una volta mischiata con acqua è come se sviluppi un lievissimo aroma.
Gli effetti che ho notato con questa maschera Ettang sono di maggiore opacità della pelle, mi sembra abbia proprio un potere seboassorbente molto buono, e una volta rimossa la pelle era molto liscia e delicatamente fresca. Ne hanno giovato anche le zone con pori dilatati ed ostruiti che sembravano più affinate e pulite. In generale ne ho apprezzato l'effetto detergente e purificante, sebbene mi abbia lasciato la pelle lievemente tirante. Ci può stare come reazione considerando che non ho grandissime untuosità da contenere in questo periodo, per cui credo che una pelle più mista e grassa possano apprezzarla a pieno, ma Ettang parla anche di nutrimento nella descrizione del prodotto e a me sembra un elemento completamente mancante.
Tuttavia la Charcoal Peel Off Cup Mask mi ha lasciato la pelle perfettamente pronta ad assorbire tutti i trattamenti che ho applicato successivamente, per cui facciamo finta che ha funzionato.


INFO BOX
🔎 Veepee.it, Maquibeauty, Belletica.com, Online
💸 €3.99/4.50
🏋 17gr
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera Monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸


Ettang Peel Off Cup Mask Propolis
Nutre, Lenisce e protegge la pelle



Avevo buone aspettative su questa Cup Mask Propolis ma non sono state del tutto rispettate.
Per cominciare non ha funzionato benissimo la tecnica della poca acqua con questa maschera Ettang: alla prima applicazione la crema che ho composto era abbastanza liscia e omogenea, ma al secondo uso non sono riuscito a formare un mix senza grumi.
Ha, rispetto alle altre, un INCI un po' più scarno, con unici due attivi la portulaca oleracea e appunto la propoli. Nella lista degli ingredienti appare anche la fragranza ma il mio naso non percepisce un odore particolarmente accentuato, mentre accentuata è invece la freschezza sulla pelle una volta che ho messo il composto sul viso.



A piacermi di questa Peel Off Cup Mask Propolis è il modo in cui mia ha reso la pelle liscia, elastica e luminosa. L'idratazione che rilascia secondo me basta ad una pelle normale, io invece sento il bisogno, specie nel periodo freddo, di applicare almeno parte della mia skin routine per completare il trattamento. Questo è un po' la pecca di questa maschera Ettang visto che mi aspettavo fosse la più idratante in assoluto in questo gruppo, invece è più o meno equiparabile a quella all'acerola. Non spicca quindi per un elemento particolare, seppur mi abbia dato un risultato gradevole, e la freschezza che regala secondo me la rende ideale per un trattamento anche giornaliero.

INFO BOX
🔎 Veepee.it, Maquibeauty, Belletica.com, Online
💸 €3.99/4.50
🏋 17gr
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera Monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸




La domanda che alla fine di tutto questo impastare mi sono posto è stata proprio "vale la pena cercare ed acquistare queste Peel Off Mask di Ettang?". Sappiamo bene che tutto è utile ma niente è indispensabile e devo dire che l'offerta che propone periodicamente Veepee su queste maschere è davvero invitate, visto che sono acquistabili in un set con tre diverse coppette a circa cinque euro.  Inoltre con nessuna di questa maschera ho avuto risvolto veramente negativi, magari residui fastidiosi, o reazioni strane.
Tuttavia adesso rispetto ad un paio di anni fa quando si potevano trovare anche da Sephora, sono diventate meno reperibili. Sinceramente non sono una persona che ama star lì ad impastare, specie se poi il composto si rivela poco pratico, pasticcioso, facile ad essere sprecato. Nel caso delle maschere Ettang (e più in generale delle maschere agli alginati) il mix una volta agglomerato non può essere modificato o migliorato con l'aggiunta di acqua o altra polvere, quindi è anche più complesso.
Quando ho terminato queste maschere mi sono reso conto che sono stato più sollevato per averle finite che magari contento di aver ottenuto dei buoni risultati.
Quindi la risposta che mi sono dato è che se per noi amanti dei cosmetici queste maschere in coppetta di Ettang sono quasi un passaggio obbligato, una recensione da inserire nei nostri archivi, per chi utilizza in modo comune le maschere viso non credo che il gioco valga la candela.








mercoledì 27 novembre 2019

|P_laylist|
Strani duetti, singoli trash, album che non capisco e ormoni

Mi ero ripromesso che la P_laylist sarebbe ritornata molto prima visto che l'ultima volta ho persino dimenticato di inserire alcune canzoni, tanto ero oberato. Però non è stato possibile recuperare prima e Novembre è stato un tripudio di nuovi album e nuovi singoli, per cui direi di non cincischiare oltre.

18 - Cesare Cremonini - Al Telefono



Io non voglio essere cattivo, fazioso o esterofilo, ma come si fa ad ascoltare un pezzo che ripete costantemente "al telefono, al telefono"? Davvero, qual è il senso? Io non riesco a coglierlo, se volete sono contento di ascoltare le vostre spiegazioni, ma intanto questo ultimo singolo di Cesare Cremonini si merita per me l'ultimo posto, che sia al telefono, in banca, allo stadio, o in fila alla posta.
Salvo il video però, quello è carino, ma non ci azzecca nulla.


17 - Max Pezzali - In questa città



Qualche giorno fa ero tranquillo in auto ed ascoltavo la radio pensando ai fatti miei, quando ad un certo punto sento questo brano che parla di cinghiali, di quali strade è meglio prendere per evitare il traffico, di Culandia. Per me è stato super cringe.
Apprezzo la dedica ad una città bellissima come Roma, capisco l'innamoramento di Max Pezzali, ma se l'intento è serio o romantico o comunque simpatico, per me la missione è fallita.
Ed immagino siate tutti d'accordo per questa diciassettesima posizione di In questa città, se no anche 'sti cazzi (cit.).

16 - Charlie's Angels: Original Motion Pictures Soundtrack


Quando mi è capitata fra le orecchie la colonna sonora del nuovo Charlie's Angels, che dovrebbe uscire in Italia al cinema il prossimo anno, ho pensato che fosse tratto da una sorta di Ariana Grande & Friends, visto che cinque canzoni su undici sono anche cantate da lei, ma ovviamente mi sbagliavo.



Tuttavia su undici canzoni non ne ho trovata una che mi convincesse e che mi mettesse voglia di ascoltarla una seconda volta, e non mi sono stupito visto che Don’t Call Me Angel era stata particolarmente insipida per me. E con una colonna sonora così non mi stupisce nemmeno che il film stia floppando.

15 - Pablo Alborán & Ava Max - Tabú



Mi è capitato per caso questo singolo in collaborazione con Ava Max e mi ha incuriosito anche perché la sua carriera da solista sembra non voler decollare e che si stia dando ai featuring. Il risultato però mi è sembrato una versione più latina, più moderna, e meno iconica di Nobody Wants to Be Lonely. Evitabile.

14 - Sam Smith - I Feel Love



Non so che discoteche gay frequenti Sam Smith, ma in quelle in cui sono stato io I Feel Love, brano degli anni '70 di Donna Summer, ci sarà passato sì e no tre volte. Non basta che una canzone sia cantata in falsetto e sia disco dance per diventare l'inno della comunità LGBTQ caro Sam, o almeno non è l'unico che abbiamo.
Insomma una cover inutile. Ritenta, sarai più fortunato.

13 - Elisa - Diari Aperti (Segreti Svelati) 

Non capisco e non mi fa proprio impazzire il nuovo disco di Elisa, uscito il 15 novembre. Già da solo Diari aperti non mi aveva convinto, l'aggiunta di featuring non aiuta moltissimo anche se i nomi di Calcutta e Carmen Consoli possono sembrare interessanti.

Risultati immagini per elisa diari aperti segreti svelati
Funziona meglio la parte dei "segreti svelati" che immagino sia l'EP con sette brani inediti in inglese aggiunti a questo rifacimento del disco. 



In questa seconda parte di Diari Aperti (Segreti Svelati) ritrovo l'Elisa che mi piace, quella non pretenziosa, quella che strizza l'occhio più al mercato che al suo stile, quella che ci ha fatti innamorare. E con questo non intendo dire che Elisa possa cantare solo in inglese, ma si capisce che è il suo habitat dove difficilmente delude.


12 - Andrea Bocelli - Dormi Dormi Lullaby ft. Jennifer Garner



Mi ha colpito questa strana coppia di Andrea Bocelli e Jennifer Garner, ma il risultato è promosso, perché come sempre capita se un attore straniero si dedica alla musica non esce una roba trash come capiterebbe quasi sicuramente con quelli nostrani. E poi ha questo sapore di Natale che ci sta tutto. Dormi Dormi Lullaby fa parte del nuovo disco di Bocelli, che un po' come Elisa ha tentato di svecchiare l'ultimo album con nuove collaborazioni, e si intitola "Sì Forever – The diamond edition", e di cui fa parte anche il duetto con Ellie Goulding, ma che ancora non ho ascoltato e non credo recupererò almeno per intero.


11 - Dua Lipa - Don't Start Now



Si attacca sicuramente alle orecchie il nuovo singolo di Dua Lipa, con questo groove disco dance anni '70 che lo rende perfetto per le radio. I problemi di Don't start now però sono due per quanto mi riguarda: intanto l'originalità dell'insieme e secondariamente i capelli di Dua Lipa.
Qualcuno avrebbe dovuto dire al parrucchiere di non cominciare nemmeno con quello scempio.


10 - Céline Dion - Courage


Anticipato da diversi singoli, il nuovo album di Celine Dion, intitolato appunto Courage e pubblicato il 15 novembre, per me è stato una grande noia, e mi dispiace un po' dirlo. Capisco l'intento di alcuni brani, molto vicini al vissuto di Celine che ha perso il marito a causa di una grave malattia, ma il resto è poco incisivo, poca ciccia e tanto fumo.



Non sono riuscito ad affezionarmi a nessun brano, anzi ho trovato che ben 21 canzoni siano davvero troppe e qui e lì avrei sfoltito eliminando proprio alcuni pezzi come Nobody's watching e Say Yes per nominarne due. Non finisce in fondo alla classifica perché parliamo pur sempre di Celine Dion, le sue produzioni sono comunque di qualità, ma diciamo che è più la fama in questo caso per me che vince.

9 - Camila Cabello - Living Proof



Strano ma vero, dopo alcuni brani insipidi ho trovato una canzone di Camilla Cabello che mi sembra carina. Non un gran pezzo Living Proof, ma se me lo ritrovassi mentre sto guidando, in fila nel traffico, mi rallegrerebbe. Capisco però che la voce da Chipmunk possa essere un po' disturbante per alcuni. Il sei dicembre esce il suo nuovo album, e state sicuri che mi farò del male ascoltandolo.

8 - George Michael - This Is How



Sebbene non mi abbia convinto fino in fondo, This is how penso che sia un bel regalo per i fan di George Michael, che tre anni dopo la sua morte possono sentirlo in un brano inedito che credo faccia parte della colonna sonora del film Last Christmas, che in Italia è previsto per Dicembre. Le sonorità credo siano quelle tipiche nella musica di George Michael e non manca un velo di malinconia. Da ascoltare.

7 - Tiziano Ferro - Accetto Miracoli


Per parlare del nuovo album di Tiziano Ferro non si può prescindere dal fatto che abbia pisciato fuori dal vaso, come dicono quelli pratici.
Tralasciando le beghe fra lui e Fedez dove sinceramente non ci ho capito granché, mi ha però colpito quanto ha detto in tema di coming out a Rolling Stone. Cito testualmente
"Se poi mi chiedi (e non me l’hai chiesto, quindi mi metto nella merda da solo): altri dovrebbero farlo? Allora ti dico che oggi un po’ di irritazione mi viene. Perché comprendo benissimo gli attuali cinquanta-sessantenni, vissuti in un mondo in cui poter esprimere se stessi era fuori da ogni logica umana, sociale, professionale. E giustifico in parte la mia generazione, quella dell’ultimo treno un po’ arrugginito. Io sono cresciuto in un ambiente di grande bullismo, di odio, di spinta verso la negazione. Ogni volta che provavo ad aprirmi, mi dicevano: non dire nulla, fatti i cazzi tuoi. Poi, quando ho capito che dalla gente avevo solo amore, ho detto: fuck it. Per chi oggi ha dai trentacinque anni in giù, però, non ci sono scuse. È il momento. Sono diventato molto meno tollerante."
Ora io non so perché Tiziano si irriti tanto, ma quando lui faceva tranquillamente le sue cose, non credo che qualcuno si irritasse per il suo starsene pubblicamente nell'armadio. È vero, ci sono persone che sostengono che i personaggi famosi debbano fare coming out per fungere da esempio, ma non io, a meno che non ci prendano per i fornelli con la storia che "amano l'amore".
Quindi Tiziano, facciamo che ognuno fa come crede, come si sente, come in fondo hai fatto tu?
Se no anche 'sti cazzi, per citare Max Pezzali.



Per tornare ad Accetto Miracoli posso dire che mi è sembrato un album poco innovativo per Tiziano, anzi mi sembra sia andato sull'assodato, fra RnB e ballad. Bei pezzi alcuni, In Mezzo a questo Inverno ad esempio sicuramente avrà fatto piangere più di qualcuno, ed in generale un buon album calibrato in generale visto che sono solo 12 pezzi.
Promosso, ma per me non va oltre la settima posizione.

6 - Chiara Galiazzo - L'ultima canzone del Mondo



Ho sempre dato poche chance a Chiara Galiazzo, forse perché mi sembrava ci fosse in lei tanto potenziale inespresso da brani che non mi lasciavano nulla. Poi per caso Spotify mi ha suggerito "L'ultima canzone del Mondo" e, per quanto non mi sembri il pezzo del secolo, credo sia un buon brano per un comeback. Non so se ci siano progetti attorno o già in atto, ma un sesto posto a Chiara questa volta lo do volentieri, anche per incoraggiamento.


5 - Luke Evans - At Last


Luke Evans ha fatto un album e non poteva mancare nella mia P_laylist. Mettendo da parte le mie tensioni ormonose nei suoi riguardi, credo che Luke abbia fatto un bel progetto per lanciarsi in maniera più ufficiale nel mondo della musica. Lo avevamo sentito cantare nella colonna sonora de Beauty and the Beast, ma in At Last si dedica a delle cover di brani più o meno famosi, passando anche per pezzi più recenti come Always remember us this way da A star is born o Say you love me di Jesse Ware, due canzoni che mi piacciono molto.



La voce c'è, l'agilità, il calore, l'estensione ci sono pure, il carisma non manca, ma forse cercherei di studiare un po' di più l'intenzione che dà ai brani, così da rendere più solida la sua versatilità.
Tutte cose che insomma spiegherò a Luke Evans in privato.


4 - Coldplay - Everyday Life


Il 22 novembre si son messi tutti d'accordo per pubblicare un album a testa, ma nel caso dei Coldplay la cosa era già stata anticipata. Il risultato generale di Everyday Life non mi è spiaciuto affatto, è sicuramente un album che ho ascoltato molto volentieri, che può essere approcciato con superficialità lasciandolo fluire brano dopo brano, o scavando più a fondo concentrandosi su pezzi come Guns, riferimento all'eccesso di armi negli Stati Uniti, o sprofondare nella malinconia di Daddy.



Per fortuna ci sono momenti anche un po' più allegri come Champion of the world che un po' ci riporta ai "vecchi" Coldplay. Insomma Everyday Life è da ascoltare e riascoltare, ci sono molte più parti strumentali a far da padrone, così come le sonorità sono ricercate, e son sicuro diventerà un ottimo regalo di Natale.

3 - Faouzia - Tears of Gold



In tema di giovani talenti, un terzo posto va a Tears of gold di Faouzia. Non è un pezzo incredibilmente bello o emotivo o originale, ma ogni cosa che Faouzia pubblica mi resta in mente per giorni e giorni e mi va in loop in testa non appena ci penso. Lei ha una voce fenomenale che può dare ancora moltissimo e soprattutto scrive da sola i suoi pezzi. Solo 19 anni e spero tanta strada davanti.

2 - Billie Eilish - everything i wanted



Se non lo avete fatto, ascoltate il nuovo singolo di Billie Eilish, e subito dopo andate a cercare il significato del testo, e subito dopo tornate qui e ditemi se non vi ha messo i brividi. 
Billie Eilish ha 17 anni, il fratello Finneas che ha prodotto il brano solo 22. ma entrambi hanno una maturità artistica che tanti, più rodati, non hanno. everything i wanted a quanto so non appartiene ancora ad un progetto più completo ed ufficiale, ma questo mese merita il secondo posto.


1 - A Great Big World & Christina Aguilera - Fall On Me 



In cima alla mia classifica non poteva che esserci uno dei brani che mi ha più emozionato nell'ultimo mese. A distanza di sei anni da Say Something, Christina Aguilera e A Great Big World riprovano a ricongiungere le forze per emulare lo stesso successo ottenuto. Il video di Say Something ad oggi ha una cosa come 480 milioni di visualizzazioni, ha assicurato un Grammy agli artisti ed ha scalato un po' tutte le classifiche. Prospetto però una sorte diversa per Fall On Me che non è un vero e proprio inedito, visto che il brano è già presente nell'album Sì Forever di Andrea Bocelli, ma i due di A Great Big World, Ian Axel e Chad King, che hanno scritto la canzone appunto per Bocelli, hanno pensato di sfruttarlo anche con Christina, dando secondo me al pezzo una intensità perfetta.
Non è un caso se la loro performance agli American Music Awards di quest'anno, sia stata fra le più apprezzate, visto che Christina Aguilera, dopo 20 anni di carriera, riesce ancora a sovrastare alcune sue colleghe più giovani.


Non so se il mese prossimo ci sarà una nuova P_laylist, ma preparatevi perché non può mancare il nostro appuntamento con tutte le nuove canzoni dedicate al Natale.




lunedì 25 novembre 2019

|Beauty Cues|
Ho provato il primo detergente viso di The Ordinary

Già quando al comando di Deciem c'era il compianto Brandon Truaxe avevamo scoperto che il range di The Ordinary si sarebbe espanso con tanti nuovi prodotti. Ed in effetti il brand low cost dell'azienda canadese necessitava di colmare alcuni buchi scoperti del suo catalogo.
The Ordinary non presenta molti prodotti specifici, ad esempio, per il contorno occhi, e fino ad inizi di quest'anno non c'era nemmeno un detergente viso, ma hanno superato il gap introducendo lo Squalane Cleanser.



Son rimasto un po' sorpreso quando ho scoperto che The Ordinary aveva lanciato per iniziare solo un detergente viso di questo tipo perché lo Squalane Cleanser è un prodotto un po' particolare, in quanto contiene una grande quantità di emollienti, fra cui appunto lo squalano, che producono una detersione che banalmente potremmo definire per affinità.
Sul sito, The Ordinary racconta così questo detergente:
"Un prodotto detergente delicato formulato per eliminare il trucco lasciando la pelle liscia e idratata. La formula incorpora Squalane, insieme ad altri esteri lipofili che sono delicati, idratanti, efficaci nel dissolvere il trucco e le impurità facciali e aumentare la spalmabilità del prodotto. Se strofinato tra i palmi delle mani per circa 10-30 secondi, il prodotto subisce un importante cambiamento strutturale da una consistenza balsamica a una consistenza trasparente simile all'olio. Ciò consente agli esteri di saccarosio emulsionanti nella formula di intrappolare e fondere il trucco disciolto e le impurità del viso con acqua per il risciacquo. Essendo non comedogeno e senza sapone, questa formula è progettata per essere abbastanza delicata per l'uso quotidiano, senza seccare eccessivamente la pelle, rendendola adatta a tutti i tipi di pelle."
La formulazione, che appunto contiene ingredienti emollienti e idratanti, dà allo Squalane Cleanser una consistenza molto particolare: è un incrocio fra una crema, un gel ed un balm. Una volta che viene scaldato col calore della mani, il detergente diventa oleoso, scivolando molto di più sulla pelle.



Io ovviamente ho iniziato ad usare il prodotto proprio come spiega The Ordinary: prelevo una piccola noce di Cleanser, la scaldo fra le mani fino a farla diventare appunto oleosa e poi massaggio il tutto su viso asciutto. Questo metodo d'uso però non mi è sembrato perfetto, intanto perché dà l'impressione di lavarmici più le mani che il viso, e secondariamente credo non bisogni proprio lesinare con le quantità, perché non ci si fa molto. Quando si scalda, questo detergente viso The Ordinary diventa una sorta di olio sottile, non immaginate una patacca pesante e gocciolosa, motivo per cui io ho variato un po' il metodo di utilizzo: intanto prelevo la quantità di prodotto che uso abitabilmente con qualunque detergente, che corrisponde più o meno ad una moneta da due euro; poi non scaldo lo Squalane Cleanser fra le mani, ma lo stendo direttamente sul viso, e lo massaggio fin quando non si trasforma appunto in olio.
Dopo averlo massaggiato un po', insistendo sui punti critici, inumidisco le mani e continuo a detergere il viso. Con questo passaggio lo Squalane Cleanser assume una sorta di consistenza lattiginosa molto leggera e sottile.
Insomma più che un detergente viso, è un Pokemon in evoluzione.



Una volta sciacquato con acqua tiepida mi lascia il viso ben pulito, ma soprattutto ha la capacità di rendermi la pelle molto morbida e senza che la senta tirante o secca. Essendo una detersione per affinità lo trovo un prodotto molto delicato, emolliente e idratante, la cute resta elastica e liscia, ma senza perdere di efficacia. E soprattutto senza impiastricciare il viso con patine oleose, residui sgradevoli o fastidiosi lasciti che si trasformano per me in imprecazioni.
Un po' meno delicato è sugli occhi, dove, seppur raramente, un po' me li fa pizzicare, ma non mi ha mai dato grossi problemi, anche di vista appannata, come succede con i detergenti cremosi o oleosi.
Per dovere di scienza ho provato ad usare lo Squalane Cleanser anche su pelle umida e ammetto che l'ho apprezzato tutto sommato ugualmente, ma lo preferisco da asciutto.
La cosa che mi ha stupito, come vi dicevo all'inizio, è che Deciem abbia lanciato solo questo tipo di detergente viso e soprattutto che abbia pensato ad un formato così piccolo, perché appunto non basta pochissimo prodotto come si può pensare, motivo per cui ho visto il tubetto svuotarsi abbastanza in fretta. Avrei preferito almeno un 100ml per iniziare, sebbene poi The Ordinary ha proposto la versione da 150ml.



Superato questo piccolo problema, lo Squalane Cleanser mi piace molto per la sensazione che dà, perché è gradevole massaggiarlo sul viso, è avvolgente, coccoloso ma non risulta troppo untuoso, pesante, da dare sui nervi anche solo pochi secondi sul viso. Ed inutile dire che al mattino sono facilmente suscettibile.
Per le mie necessità è perfetto per il periodo freddo, al mattino appunto quando non sento bisogno di una detersione sgrassante e così profonda, e penso che possa rispondere alle esigenze delle pelli stressate magari dagli agenti atmosferici e più in generale normali e secche. Eviterei su pelli grasse a meno che non lo facciate diventare parte di una doppia detersione. A proposito di questo metodo di pulizia, secondo me è la scelta migliore se contate di usare lo Squalane Cleanser di The Ordinary per rimuovere il make-up, perché usato da solo non credo sia sufficiente a togliere tutti i residui di trucco, ma è necessario ripetere l'applicazione, affiancarlo ad un altro prodotto o ad un panno in microfibra che lo aiuti.
Per il resto son quasi certo che il primo detergente viso di The Ordinary finirà in altri miei ordini futuri.

INFO BOX
🔎 theordinary.com, feelunique.com, lookfantastic.it
💸 €7.20
🏋 50ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 Cruelty Free
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸 




venerdì 22 novembre 2019

Trenta



Ottobre ha avuto e mi ha dato una bella energia, ed un po' me l'aspettavo, visto che l'autunno ci avrebbe liberati dall'interminabile estate, un po' invece mi ha sorpreso perché venivo da mesi che in parte mi avevano prosciugato (sicuramente anche il portafogli, meno posso dire del girovita).
C'è voluto un po' prima che l'autunno esplodesse ed invece è arrivato. Ed un po' mi sento scemo a dirlo quasi con tono di gioia, visto quello che succede, ma l'autunno è la mia stagione e lo sento.

Mi rendo conto che parlo sempre più spesso di energia, di forza, che sembro quasi uno di quei santoni che girano sulle tv locali, ma mi rendo anche conto che due termini così astratti dipingono bene il mio stato d'animo, le mie percezioni.
Noto sempre più di frequente quando persone o situazioni mi rubano questa energia, quando ad averci a che fare mi sento sempre più abbattuto, affannato, confuso, e mi prosciugano, quando non ho piacere nemmeno a restarci nella stessa stanza.
Sentire invece questa energia non significa che vada tutto bene o che non mi imbatta in queste persone o situazioni, ma semplicemente che le affronto meglio. E così è stato un po' tutto Ottobre con me, quasi pacifico. Siamo andati d'accordo.

Nel corso dei giorni però non so perché ho sviluppato la voglia di buttare cose.
Ciao sono Pier ed accumulo cosmetici, scontrini, fatture, sciarpe, scarpe, e candele, in maniera più o meno incontrollata. Se però per sciarpe e scarpe sono limitato dai miei gusti che finirei per comprare sempre gli stessi modelli, e anche dallo spazio che ho a disposizione, per altri oggetti la situazione si fa complicata.
Vi faccio un esempio: di tanto in tanto rivoluziono la mia scrivania, ovviamente oltre una pulizia quotidiana. L'altro giorno fra le mie scartoffie ho trovato, tra le altre cose, una di quelle ricevute che in genere tieni lì perché magari per qualche mese ti possono servire, ma poi butti. Bene, era del 2014. Questo significa che per cinque anni ho preso questo foglio, l'ho spostato, l'ho spolverato, e poi l'ho rimesso sempre lì dicendomi che lo avrei buttato un'altra volta.

O ancora, vi ricordate la spazzolina per il viso in silicone di Silvercrest? Dopo tre anni di onorato servizio ha smesso di vibrare (e detta così suona strana). Non il più longevo degli investimenti, ma ha fatto il suo lavoro, ed io da buon affezionato maniaco l'ho tenuta lì per almeno un mese e mezzo con l'idea di usarla manualmente. Pensate si accaduto anche solo una volta? Certo che no. Pattumiera.
Ora sono a caccia della scatola originale, e giuro la troverò e la differenzierò.
Ottobre quindi ha sviluppato la Marie Kondo che è in me: meno acquisti, più sfruttamento delle cose che già ho e che magari non utilizzo, meno accumulo, più voglia di spazio e novità.
Certo, io non conservo solo le cose che mi danno gioia, anche perché a chi dà gioia un modello F23?

Risultati immagini per marie kondo gif

C'è stato poi qualcuno di voi che mi ha fatto ridere, mettendosi a cercare i post in cui parlavo di qualche ex ragazzo. Sì, io vedo tutto, e sì, quei post esistono, ma sappiate che non stavo mica a raccontare dettagli della mia vita relazionale in maniera esplicita.
Alle prime armi sì, non così rincoglionito.

Poi è arrivato Novembre e parte di quella energia è stata assottigliata da un'ansia latente. La mia età ha ufficialmente cambiato decina e mi mette ansia perché sto invecchiando e me ne rendo conto.
Mi chiedo, come facevo un tempo a tornare a casa alle 2 o alle 3 di notte dal venerdì alla domenica, per poi andare in facoltà il lunedì, quando ora alle 23 massimo sono a letto e se è possibile dormo?
Com'è che prima ero io quello che parlava "troppo moderno" e ora devo cercare il significato delle parole che girano in rete tipo "Ok Boomer"?
Voi sapete che significa? È in pratica la risposta che i più o meno giovani danno a noi più o meno vecchi quando diciamo semplicemente una cosa sensata che per loro è una paternale.
Una volta si diceva "me cojoni" ad esempio.

E TikTok che roba sarebbe? E perché dovrebbe far ridere? Ogni volta che ne sento parlare mi immagino canuto ed imbronciato ad esclamare "queste diavolerie moderne".



Novembre per me significa 30 anni ed a guardare, leggere, scrivere questo numero (mi) vengono le vertigini.
Mia madre quando mi ha fatto gli auguri ha aggiunto "ce l'abbiamo fatta", come a dire che nemmeno lei pensava ci sarei arrivato.
"Figurati io, Ma'" avrei dovuto rispondere, ma avevo ancora troppo sonno per proferire frasi di senso compiuto.
30 anni (mi) mettono ansia, perché sono arrivati senza che me ne accorgessi, senza che ci pensassi, o forse pensandoci troppo. Perché seguire la propria strada è più difficile che trovarla e perché qualcuno ad semplice numero ha attribuito chissà che significati. E ti tocca prendere tutto il pacchetto.
Trenta sono troppi e allo stesso tempo troppo pochi, devi aver già fatto e allo stesso tempo hai ancora tempo per fare, annegando quelle paranoie date dal senso di inadeguatezza imposto dal confronto con gli altri, che magari hanno imitato altri ancora. Sei ancora indietro, e allo stesso tempo hai spazio per la rincorsa.
Avere trentanni forse per me significa non sapere ancora chi sono, averne la certezza, purtroppo o per fortuna, anche se ho scelto di scansare le orme che mi hanno preceduto, anche sapendo che stavo sbagliando e sbaglierò. Significa che ci sono milioni di cose che ancora non ho capito e non vedo, significa un futuro che non vedo, ma so che c'è.
Per questo forse devo portare a me stesso ancora più rispetto.






lunedì 18 novembre 2019

|Beauty Cues|
La Saponaria Lozione Lenitiva e Idratante: la mia esperienza

Mi ritengo cosmeticamente fortunato. Dopo aver superato il periodo dell'acne adolescenziale, parentesi molto pesante, non ho più avuto grosse problematiche che riguardassero la pelle. Non soffro di eccessiva secchezza, ho imparato a tenere bada gli sbalzi termici, non ho spesso impurità molto visibili, le mie occhiaie si nascondono con un correttore dalla media coprenza, riesco insomma ad accontentarmi. Tuttavia ho sempre dovuto lottare con il cuoio capelluto. Cambio di stagione, stress, sudorazione eccessiva, prodotti sbagliati, bere poca acqua, lavaggi troppo frequenti o poco frequenti, mercurio retrogrado, case libri auto viaggi e fogli di giornale: ogni scusa è buona affinché il mio cuoio capelluto impazzisca e diventi sensibile, secco, tirante, pruriginoso, e persino arrossato e desquamato.
È un'immagine poco edificante, ma è la realtà e so anche essere un problema comune a molti, e tanti come me cercano soluzioni per questo cuoio capelluto irascibile, che personalmente mi lascia in pace per ben pochi periodi dell'anno.
I prodotti che mi danno generalmente aiuto sono principalmente gli oli, che usati come impacco riescono a sopperire la quasi totale assenza di sebo, e che possono proteggere, nutrire e lubrificare il cuoio capelluto, ma non sempre bastano, e in certi periodi sento la necessità di un supporto maggiore. Per questo la Lozione cute lenitiva e idratante di La Saponaria ha attirato subito la mia attenzione.



Lo scorso Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, La Saponaria ha lanciato una linea rivolta esclusivamente alla cura dei capelli, ma con attenzione alla cute sottostante, chiamata appunto Inner. Dallo scrub per il cuoio capelluto, ad un paio di shampoo solidi che rispettano l'ambiente, tutti i prodotti di questa gamma contengono prebiotici che

"aiutano i microrganismi “buoni” naturalmente presenti nella nostra cute a proteggere, rinforzare e riequilibrare il microbioma cutaneo."

un po' come accade nel nostro intestino, quindi al fine di proteggere questo microsistema. Fra la gamma Inner La Saponaria per me spiccava un prodotto in particolare che speravo potesse aiutarmi con le mie problematiche al cuoio capelluto ovvero la Lozione Lenitiva e Idratante.
Si tratta di piccole fialette in bioplastica da canna da zucchero, che possono essere anche richiuse e che contendono appunto la lozione, un siero liquido praticamente inodore.



Questa Lozione La Saponaria contiene ovviamente ingredienti idratanti e rinfrescanti, come idrolato di camomilla, di amamelide, succo di aloe ed estratto di camomilla. In realtà ho scoperto che sul sito La Saponaria c'è questa bella scheda che esamina tutti gli elementi dell'INCI di queste fialette, indica la finalità degli ingredienti ed è molto utile per potersi orientare se non si hanno molte conoscenze in questo senso.



L'uso che indica l'azienda è semplicissimo: è possibile iniziare con un trattamento urto applicando la Lozione Idratante Lenitiva sul cuoio capelluto con un breve massaggio per quattro giorni consecutivi, per poi continuare con una applicazione di due volte a settimana. Io ho proprio seguito questo processo, avendo appunto bisogno di qualcosa di forte, e l'ho sempre applicata praticamente su tutta la cute, anche perché essendo liquida scorre via facilmente quindi una applicazione particolarmente dettagliata non credo sia possibile.
La Saponaria dice di lasciarla in posa 20 minuti ed in caso procedere con uno shampoo, ma su di me non è stato necessario: non è una lozione oleosa quindi non mi sporca i capelli, ma devo dargli una spazzolata per ravvivarli un po' una volta che i capelli sono asciutti. Su di me però avvicina di circa un giorno il lavaggio, ma per abitudine ho usato la Lozione Prebiotica Lenitiva proprio la sera prima dello shampoo, così che possa agire almeno tutta la notte e non avere alcun problema con la piega. Queste tempistiche valgono per le applicazioni di mantenimento due a volte a settimana (anche per ricordarmi di usare il prodotto), ma ripeto, dopo averla massaggiata i miei capelli non appaiono comunque untuosi o appiattiti.



È vero che una fialetta basta per tre applicazioni come La Saponaria afferma nelle specifiche, pur avendo i capelli folti, ma posso capire che se avete capelli molto lunghi possa dare la sensazione di aver bisogno di più prodotto per una distribuzione ottimale e finire per fare due applicazioni con una sola fiala.
La mia esperienza con questa Lozione Lenitiva e Idratante è iniziata proprio al culmine del cambio di stagione e fin da subito ho trovato le fiale molto semplici da usare, pratiche e senza sprechi. Ho iniziato con i quattro giorni consecutivi ed ho notato sin da subito che sentivo il cuoio capelluto più idratato, più fresco, un po' più bilanciato e meno propenso a prudere. Non posso dire che il problema fosse svanito del tutto, perché, su di me almeno, devo superare quelle condizioni che mi causano il problema affinché questo passi, ma sicuramente l'azione lenitiva c'è e l'ho sentita.



Nel corso degli utilizzi ho notato che la Lozione La Saponaria lenitiva e idratante mi ha dato una mano nel mantenere l'idratazione del cuoio capelluto, e lo sento meno tirante. Tuttavia mi rendo con che non è un prodotto che riesce a sostituire, almeno nel mio caso, l'uso di oli ed impacchi che mi aiutano a tenere sotto controllo la desquamazione, visto che il mio cuoio capelluto non produce molto sebo. È come se fosse un siero capelli da utilizzare a bisogno: in questo momento sento il cuoio capelluto secco? bene, applico un po' di questa lozione. Ma secondo me non è sufficiente, ad esempio, a ribilanciare l'azione di uno shampoo aggressivo, perché una volta che vado a lavare i capelli, l'effetto su di me svanisce quasi del tutto.
Ovviamente è importante usare i prodotti giusti ed io ne ho associato l'uso con una hair care routine che su di me è delicata e non mi dà reazioni, ma non credo sia necessario un disclaimer simile.



Direi quindi che questa Lozione La Saponaria sia più adatta come post shampoo, che come trattamento pre detersione. Inoltre l'assenza di profumazione fa sì che non si crei una miscela di odori fra i prodotti dell'hair care routine e queste fiale.
Più in generale non ho notato un miglioramento o un rafforzamento della capigliatura, ma ho visto che i capelli nel periodo di utilizzo non hanno mai seguito troppo la loro naturale inclinazione alla secchezza.
Credo che per un cuoio capelluto meno intransigente e complicato del mio, la Lozione Cute Prebiotica Lenitiva de La Saponaria, possa fornire un aiuto nel controllare situazioni di irritazione o sensibilità temporanea, oppure penso anche a chi fa periodicamente trattamenti come decolorazioni e tinture che possono essere un po' aggressive sul cuoio capelluto, e cerca appunto una lozione che lenisca in modo rapido. Se invece come me avete una cute assimilabile al Sahara, allora credo vogliate dirigervi su qualcosa di più strong, o comunque unire questa lozione ad altri trattamenti più idratanti ed incisivi. Se fossi in La Saponaria, penserei ad un prodotto che, nello stesso formato, associ questo tipo di fiale da usare appunto dopo il lavaggio, a delle fiale magari oleose e nutrienti da usare pre shampoo.


INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda           
💸  €12.80
🏋 10x5ml
🗺 Made in Italy
⏳  1 mese per ogni flaconcino, scadenza sulla confezione
🔬 Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸


venerdì 15 novembre 2019

|#backtoseries|
Recuperi tardivi ed inaspettate delusioni

Lo avevo anticipato e mi spiace essere monotematico ma questo per me è un periodo carichissimo di serie tv da vedere, e più che in altri periodi ne sto seguendo ogni sera più di un episodio, per far fluire questo ingorgo. Ovviamente non mi sto lamentando di guardare troppe serie tv, ma è solo per dirvi che #backtoseries sarà molto frequente.
In questa recensione ho raccolto tre serie tv che hanno degli aspetti positivi, ed alcune mi sono piaciute, ma la mia vena critica e polemica non si fa sfuggire tutti quegli aspetti che invece non gradisco, che fanno scemare la tensione, che potevano essere condotti diversamente. Insomma fatemi sentire un po' sceneggiatore.


Insatiable
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠


Attendevo con molta curiosità la seconda stagione di Insatiable, che è riuscita a scampare le critiche che la prima stagione ha dovuto affrontare e a cui qui ho provato a rispondere a modo mio. Credo che abbiano saputo tenere botta anche con questo secondo ciclo di episodi, che trattano una storia ancora più cupa e deviata.
Avevamo lasciato Patty intenta a nascondere le tracce di un omicidio, ma la nuova stagione di Insatiable sarà segnata da ulteriore morte, tensione e problemi per la giovane reginetta di bellezza che vuole a tutti i costi uscirne pulita. Ovviamente dovrà anche affrontare il disturbo che la assilla da più tempo, l'ossessione per il cibo, che si ripresenterà più forte che mai visto lo stress che dovrà superare.
Al suo fianco c'è sempre Bob, che cercherà di sostenerla e darle tutto il suo supporto, sebbene anche lui deve affrontare una profonda crisi personale.



Ironia, trash, ma anche tanto da raccontare in questa seconda stagione di Insatiable che mi ha convinto, fatto sorridere ed anche riflettere, esattamente come la prima stagione. Ho capito che ci sono due fazioni, oltre a chi detesta questa serie tv in toto: chi riesce a coglierne solo il lato più ludico, trash appunto, divertendosi per le battute frizzanti e serrate, per le situazioni assurde, e per i personaggi; oppure c'è chi come me vuole andare a fondo e sguazza nei sotterranei dei messaggi che Insatiable vuol trasmettere.
Ho avuto l'impressione che in questa seconda stagione abbiano voluto in un certo senso chiarire da che lato stanno i personaggi, rendere più palese che la serie non è l'esaltazione della magrezza, ma proprio l'opposto.



Le contraddizioni umane, la follia umana, in un crescendo che ci porta a scoprire il lato peggiore dei personaggi, è questa la base della serie tv. C'è sempre molta amarezza, c'è sempre questo rimbalzo fra il capire quanto conta ciò che si è, e quanto invece siamo diventati quel che abbiamo subito. In generale questo modo sopra le righe consente di parlare di tante tematiche ma credo capitino in modo fluido e organico, sempre in linea con la storia di Insatiable, che non perde un solo momento per risultare attuale: si parla di appropriazione culturale, di coppie poliamorose, si sconvolgono alcuni cliché che invece vediamo in altre serie o nella nostra società.


In questa seconda stagione di Insatiable hanno continuato a battere il chiodo sulla doppia facciata dei personaggi, da un lato perfetti, simpatici, estroversi, dall'altro segnati psicologicamente: Bob Armstrong rivela la sua depressione, che ha anche una linea ereditaria nella sua famiglia, suo figlio Brick nonostante sembri un tipo solare e in gamba e a cui non manca nulla, ha diverse insicurezze per il futuro, così come Nonnie che vorrebbe seguire le orme del padre ma non vuole cadere in uno stereotipo, o Magnolia che pur essendo praticamente una venere, che si sente smarrita in quanto soffre il razzismo della sua stessa comunità che non la considera abbastanza nera. Sono sottigliezze queste che forse noi italiani bianchi non possiamo comprendere (un parallelismo che potrebbe rendere l'idea è il razzismo di alcuni italiani del nord nei confronti di quelli del sud), ma esistono nella società di oggi.



Certo, Insatiable non è una serie perfetta, non lo è mai stata: la trama della seconda stagione secondo me è più debole, ha perso un po' di freschezza visto che veniamo da una prima stagione già esaustiva, hanno fatto bene secondo me ad eliminare due episodi che potevano risultare ripetitivi, fra sfilate e concorsi. La struttura narrativa comica ogni tanto secondo me abbassa un po' troppo l'intensità di certi momenti, ma è giustamente la carota, dove il bastone è il raccontarci una storia cruda e forte.
Tornando ai personaggi, mi è sembrato un po' lasciato a se stesso Bob Barnard, perché sembra che arrivi in scena ma non fa nulla che possa incidere nella crescita del suo personaggio, né all'interno della storia.


A volte bisogna abbassare la soglia della credulità, insomma ma la qualità di Insatiable è la capacità di trovare il male nel bene ed il bene nel male, e questo lo rende in un certo senso realistico perché non è mai tutto bianco o nero specie quando si tratta delle intenzioni umane.
Mi hanno fatto notare che Insatiable potrebbe non essere appetibile per chi magari non si ritrova nei disturbi alimentari, o comunque non ne ha mai subito il problema. Io credo che in parte non sia del tutto vero, perché i problemi alimentari di Patty, questo vuoto e tracotanza insieme, possano essere una parafrasi per chiunque. Oltre al fatto che non è obbligatorio seguire temi solo vicini al nostro orticello, ma a volte è bello ampliare i proprio orizzonti.
Non ci sono ancora informazioni sulla terza stagione di Insatiable, ma a giudicare come si è conclusa la seconda sono molto curioso di vedere cosa hanno in serbo.


The Sinner
Prima stagione 
⭐⭐⭐

Ho recuperato la prima stagione di una serie che volevo vedere da praticamente un anno ma non avevo avuto occasione, ma per l'arrivo della seconda agli inizi di quest'anno, mi sembrava il momento di recuperare i primi otto episodi di The Sinner.


Cora Tanetti sembra vivere una esistenza non proprio entusiasmante, ma tutto sommato con un quotidiano comune e tranquillo: è sposata, vive vicino casa della suocera, ed ha un bambino insieme al marito Mason. Tuttavia una normale giornata al mare segnerà una svolta estrema nella vita di Cora e della sua famiglia: con uno scatto la donna uccide a coltellate a sangue freddo un ragazzo sulla spiaggia. Sembra un colpo dato dalla follia, ma Cora si dimostra fin troppo lucida per poter avere qualche disturbo psichico, tuttavia il suo passato rivelerà molto presto abusi, tragedi e drammi che sono stati fossilizzati nella sua memoria.



Una storia cupa, torbida, a tratti inquietante, anche con un impatto visivo forte, quella di The Sinner è uno spaccato narrativo che mi ha tenuto incollato dal primo episodio fino alla risoluzione di questo giallo intricato. È una serie tv tratta da un romanzo omonimo quindi si gioca sul collaudato, eppure a tratti ho trovato la storia originale, intrigante, e molto ben recitata. Non ricordavo sinceramente che Jessica Biel sapesse calarsi così bene nei panni di una donna ferita e smemorata, ma anche tutto il cast ha saputo seguire e supportare la sua interpretazione.
C'è però più di un aspetto che non ho apprezzato in The Sinner 1, che riguarda proprio la costruzione dell'intreccio. Per diverse puntate assistiamo appunto allo spaesamento di Cora, che ricerca nei pochi flash della sua memoria una soluzione al suo comportamento. Solo l'aiuto del detective Harry Ambrose riuscirà a scardinare quella porta, ma lo sviluppo della storia poteva essere condotto meglio. 



Sono veramente pochi gli elementi che portano avanti il filone narrativo principale nel corso dei primi sei episodi, e questo comporta da un lato una noiosa ripetitività, anche poco credibile. Cora si ritrova giustamente in carcere e per tutto il tempo da sola non ha nemmeno un ricordo che la possa aiutare, se non soliti flash sparsi. Per tutta la permanenza in prigione si preferisce giocare sui suoi "non ricordo", allungando il brodo con l'entrata di un antagonista, e per questo, arrivati al settimo episodio ci dobbiamo sorbire un'intera puntata spiegone in cui chiariscono tutti i punti rimasti in sospeso. Questo secondo me interferisce con il crescendo narrativo, smorza la tensione, sebbene tutto l'ingranaggio di puntata in puntata mi aveva davvero convinto. Ci sono poi alcune semplificazioni, che rendono il finale appunto un po' troppo sbrigativo rispetto allo sviluppo.
The Sinner per me merita tre stelle, ma queste mie perplessità non mi impediranno di recuperare quanto prima la seconda stagione, che ha comunque in parte altri personaggi ed altre storie, quindi amanti dei gialli, datevi da fare a recuperarla. 


Euphoria
Prima Stagione
⭐⭐🌠



"Pier devi vedere Euphoria!" mi son sentito dire da più parti e da più persone da quando è andata in onda su Sky a fine settembre (anzi a dir la verità anche quando era ancora uscita solo in America), ed io l'ho vista ragazzi, ma non ho capito cosa ci fosse di così esaltante.
Rue fa parte della generazione Z, coloro che hanno scavalcato noi Millennial in questa gara a chi è peggio, è giovanissima, è simpatica e spigliata ma purtroppo ha già avuto un'infanzia travagliata nel tentativo di essere curata dai suoi disturbi psichici e dalla morte del padre che l'ha resa tossicodipendente. Rue diventa la voce narrante non solo delle sue vicende ma anche degli altri protagonisti che, chi più chi meno, si ritrova in parte nei suoi panni, circondati da famiglie disfunzionali, piccoli e grandi traumi che hanno segnato le loro brevi vite.



Se Euphoria è il manifesto della generazione Z come ho letto da qualche parte, allora fatemi dire che questa generazione è estremamente noiosa, ed arriva tardi. Gli argomenti che infatti hanno causato grandi polemiche (in parte ingiustificate secondo me) nei confronti della serie non mi sembrano essenzialmente una novità nel mondo dei telefilm né nel mondo reale.
A me sinceramente è sembrata una serie che non ha niente da raccontare, che fa leva su dei personaggi che non hanno niente di interessante da dire, visto che sono per la maggiore banali stereotipati e male approfonditi. Da una ecosistema già visto, fra atleti e cheerleader, sfigati e outsider, non si dirama nulla che possa essere diverso, nuovo, originale. Di adolescenti ribelli, che hanno una doppia vita rispetto a quella conosciuta dai genitori, fissati con le chat, col sesso, col porno, o peggio che hanno delle vere e proprie dipendenze, da alcol, fumo, farmaci ne abbiamo visti una infinità, non serve certo Euphoria a raccontarcelo.


Forse lo fa a tratti in un modo più crudo, più diretto e sicuramente riflettente dei nostri giorni rispetto ad altre serie tv, ma per il resto ho visto ben pochi appigli sia di originalità che di approfondimento. Anche argomenti come la depressione, il disturbo bipolare, o il rapporto con i genitori, sono solo abbozzi.
Jules mi sembrava potesse essere l'ancora di salvezza da questo punto di vista: un passato difficile, una madre tutt'altro che comprensiva e affettuosa, la transizione, ma per il resto della serie il suo personaggio si appiattisce. E poi dove lo trova il tempo (ed i soldi) di farsi tutti quei make-up con l'eyeliner glitterato?
Interessante poteva essere l'approccio che hanno avuto con Kat, che piuttosto che essere rappresentata come una sempiterna sfigata, trova una forza particolare, ma bisogna dire che già da principio era perfettamente integrata nel suo gruppetto, quindi non solo la sua evoluzione non è poi così rivoluzionaria, ma risulta comunque poco approfondita.



Non ho trovato poi così malevolo l'uso di sostanze stupefacenti o la sessualizzazione di Euphoria, (sebbene sia conscio che sia un vero problema l'influenza delle serie tv sui giovani) ma non ho apprezzato certi dialoghi o certe frasi della protagonista che vengono buttate lì a caso e sono molto più fuorvianti. Ad esempio "Devo provare a cambiare, devo farlo per coloro che amo" - no, devi farlo per te stessa secondo me - oppure affermare che l'accettazione sessuale spinga ad essere violenti. O ancora, ho trovato brutto che quasi con tono risibile e sempre in modo randomico si facesse costante riferimento alle sparatorie di massa: non suona caustico, suona semplicemente fuoriluogo.



Insomma, per me Euphoria è un costante tiro alla fune per cui se mi piace una cosa, ce ne sono altre dieci che mi lasciano perplesso. Ad esempio ho apprezzato il modo in cui abbiano reso bene questi ragazzi, che poi sono un po' come tutti gli adolescenti: scaltri e boriosi sulle prime, ma poi se la fanno sotto appena le cose si fanno serie. Dall'altro lato i rapporti fra i personaggi sono strani: da che sembra non si conoscano nemmeno, non si parlino, non escano insieme, a che te li ritrovo a far comunella.
O ancora non so quanto sia realistica la storia in generale, l'intreccio Nate e Jules secondo me ha dei tasselli mancanti. Ed i colpi di scena sono prevedibili, anche da una persona poco sveglia come me.
Bravissimi però gli attori, da Zendaya ad Hunter Schafer.



Mi piace moltissimo la regia, il montaggio, le musiche, le scelte di luci che attirano costantemente l'attenzione dello spettatore. Ad esempio nella quarta puntata, "Sali sulla giostra", sembra davvero di stare tutto il tempo in un luna park, con questa musica costante che si muove seguendo la tensione della narrazione. O l'inserimento, ad un certo punto, di una parte con i personaggi disegnati stile Anime che rende l'esperienza visiva multimediale. Tuttavia questa costruzione tecnica secondo me perde di intensità una volta che aggiungono quella costante patinatura, quasi perfezione della composizione scenica, alla serie.
Potrei continuare ancora, ma credo sia più che sufficiente a farvi capire che Euphoria per me non merita il successo che sta riscuotendo, non la trovo così trasgressiva e shockante, essendo stata ampiamente preceduta per tematiche da serie come Sex EducationThe End of the F***ing World, e persino da quello sconquasso di 13 Reasons Why, giusto per nominarne alcune recenti.







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Vi sono piaciuti