Tanta voglia di leggerezza per questa estate che già sta galoppando e quindi anche le serie tv possono farsi ogni tanto più liete. Ho terminato da pochissimo due nuove commedie che trovate su Disney+, facciamoci una chiacchierata ché magari ancora non le conoscete.
Alice and Steve
Prima stagione
Scritta da Sophie Goodhart, già sceneggiatrice di Sex Education, e arrivata in sei episodi binge l'8 giugno di quest'anno, Alice and Steve dimostra che ogni tanto ci possono essere idee originali.
Alice (Nicola Walker) e Steve (Jemaine Clement) sono amici da almeno venticinque anni, si conoscono benissimo ed hanno anche avuto un flirt da giovani, ma che è diventato col tempo una amicizia solida e sanno che l'uno può contare sull'altra.
Quando però, un po' per caso, la figlia di Alice, Izzy (Yali Topol Margalith, Come uccidono le brave ragazze), conoscerà Steve, finendoci a letto, l'amicizia fra i due diventerà una lotta. Infatti Alice, pur essendo una donna dalla mentalità aperta, non sopporterà che la figlia stia con un uomo così maturo e letteralmente impazzirà pur di distruggere la relazione.
Steve però non tarderà a rispondere al fuoco.
Non avevo letto nulla di Alice and Steve, eppure la trovo una piccola chicca inglese che come dicevo ha più di qualche idea originale.
Nel corso di sei episodi, la serie prova a condensare le complicazioni delle relazioni umane contemporanee, dove non sempre è bianco o nero, e dove quel tic mentale che non abbandona la protagonista, farà scatenare un inferno. Alice infatti non è solo colpita per la differenza di età fra Izzy e Steve, ma si legge subito che c'è dell'altro e non è una gelosia retroattiva.
Tutto peggiora perché in questo caso è una madre che vuole proteggere la figlia, ma Alice and Steve la butta in caciara con una ironia che a me è piaciuta, anche con le sue punte più esagerate e grottesche.
A funzionare è sicuramente la caratterizzazione dei personaggi che arriva subito e senza farci sforzare troppo li delinea alla perfezione. Alice è una donna forte ma impulsiva, tanto che suo marito Daniel (Joel Fry) fa fatica a starle dietro, mentre Steve, per quanto in buona fede, è un po' quel patatone che cerca di fare la cosa giusta ma si incasina da solo.
Alla fine, Alice and Steve è un ritratto di diverse, umane insicurezze e di come queste, aggiunte ad una pessima comunicazione, possono incasinare tutto.
Non sarei me stesso però se non vi avvertissi di qualche piccolo neo che ho notato qui e lì. Penso ad esempio al fatto che mi è mancata un po' di chimica fra Izzy e Steve: la serie non dà un giudizio morale né fa sembrare il loro rapporto strano, ma non si capisce benissimo cosa li leghi.
Nel corso degli episodi mi è sembrato poi che la serie non gestisca benissimo i piccoli salti temporali che la storia inevitabilmente subisce. Non risulta ingarbugliata, ma vedendola capirete che in particolare una svolta sembra quasi troppo frettolosa.
Un altro aspetto su cui posso avvisarvi è che la prima stagione di Alice and Steve ha un finale aperto, e che, sebbene Sophie Goodhart sappia già come proseguire la storia, manca ancora una ufficializzazione da parte di Hulu che la produce.
Not Suitable for Work
Prima stagione
Ho letteralmente divorato Not Suitable for Work, che è terminata esattamente il 23 giugno per via della cadenza settimanale, ma che mi ha convinto fin dal primo momento.
Scritta da Mindy Kaling, la serie ci fa conoscere cinque ventenni che si stanno affacciando al mondo del lavoro, mentre ovviamente tutti gli altri aspetti della vita continuano a correre. C'è AJ (Ella Hunt, Dickinson, L'amante di lady Chatterley) che sta iniziando il suo lavoro come analista per un grosso studio, e condivide un appartamento con Abby (Avantika Vandanapu) che invece fa l'assistente ad una esigentissima stylist di personaggi famosi. AJ è collega di Will (Davis Beau Bradley Barrett III) ragazzotto che vive nello stesso pianerottolo delle due ragazze, insieme a Jack (Josh Teitelbaum) e Kel (Nicholas Duvernay, The White Lotus).
Ognuno avrà le sue difficoltà, ma anche le sue vittorie lungo la strada che ha scelto, non senza combinare qualche casino.
Not Suitable for Work, al contrario di Alice and Steve, non ha la stessa originalità, ma l'ho trovata comunque fresca, adatta come intrattenimento estivo, piacevole da alternare a serie tv più complesse. Qui siamo nei toni e nelle tempistiche della sit-com corale, che strizza l'occhio a titoli come Friends, ma a cui si aggiungono molte delle dinamiche da ufficio. In realtà vita e lavoro si intrecciano spesso e volentieri per i protagonisti, quindi non c'è mai uno stacco netto.
Si tratta comunque di un racconto feel-good, dove le criticità durano poco, perché sono la leggerezza e il divertimento la chiave di tutto. A me ad esempio è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, perché sono tutti un po' imperfetti, non sempre simpatici ma anche teneri, chiaramente come molti giovani, a volte molto sicuri, altre pieni di dubbi.
Ma quello che di base ho apprezzato in Not Suitable for Work è che non si prende troppo sul serio, non mi è sembrata una serie tv che si crede meglio di altre, ma solo appunto offrire un intrattenimento comodo.

Ho notato in generale una buona alchimia nel cast, e c'è sicuramente qualche spunto realistico, ma sono sicuro che questa serie tv farà storcere qualche naso.
Penso ad esempio al fatto che molti non amano anche solo l'ombra di un personaggio un po' più sopra le righe, così come si possa soffrire il derivatismo di Not Suitable for Work. L'anno scorso ad esempio avevo conosciuto Adults sempre su Disney+, concettualmente simile, ma meno politicamente corretta.
La coralità in una comedy ha poi quasi sempre il prezzo di non riuscire a dare spazio a tutti i personaggi allo stesso modo, lasciando alcune dinamiche più di contorno.
Per me comunque non sono grossi problemi perché le intenzioni, il tono e gli intenti di Not Suitable For Work, sono chiari fin da subito, i nove episodi di cui è composta scorrono bene, e i personaggi fanno quasi tuti tenerezza.
Si parla di una seconda stagione, ed in effetti c'è molto da esplorare, ma manca la conferma ufficiale, in caso aggiorno.
