Ritorni seriali promossi su Netflix e Paramount+!

Mi fermo un istante con le novità, per chiacchierare su due serie tv che stavo già seguendo, che sono state rinnovate e sono tornate con nuove stagioni, e anche una che è terminata. Vediamo come sono andate le cose. 


Matlock 
Seconda stagione

A distanza di qualche mese per noi in Italia, dal 30 Novembre 2025 fino al 17 Maggio 2026, è tornata su Paramount+ la serie tv Matlock con protagonista Katy Bates nei panni della falsa (per una buona ragione) avvocata Madeline "Matty" Matlock, che cerca risposte nel prestigioso studio legale Jacobson Moore. 

Le cose in realtà procedono giustamente per come le avevamo lasciate nella passata stagione (qui la recensione): Matty è sotto lo scacco di Olympia (Skye P. Marshall) che ha scoperto il suo segreto e sta cercando di comprenderne le motivazioni, seppur ovviamente con una fiducia incrinata. Infatti il rapporto fra le due è cresciuto e adesso Olympia considera Matty quasi una amica, oltre che un punto di riferimento all'interno dell'ufficio, e la rivelazione cambia tutto. 
Questo però non fermerà Matlock dal cercare la verità per sua figlia, tendando di raccogliere quanti più documenti e dettagli che possano confermare la sua tesi.

Matlock 2 come dicevo non stravolge troppo la sua struttura che era stata vincente fin dalla prima stagione e che ha portato la serie anche al rinnovo per il terzo ciclo di episodi. Procede quindi in questa ambivalenza fra narrazione verticale, con i casi legali da risolvere, e orizzontale con le vicende private e professionali del resto dei personaggi.

L'evoluzione narrativa che vi accennavo nella trama ha portato ovviamente ad alcuni piccoli spostamenti. È come se infatti la serie abbia in parte perso quella leggerezza degli inizi, con Matty che cercava di mantenere nascosta la sua identità, e si sposta dall'essere un procedurale classico, verso uno stile più vicino quasi allo spionaggio d'impresa. 

In questa seconda stagione ad esempio è più frequente che i casi legali da risolvere si diluiscano in due episodi e non siano autoconclusivi ad ogni puntata.

Sono tutte ovviamente piccole variazioni perché nel bene o nel male Matlock è rimasta la stessa, e quindi secondo me vi può continuare a piacere (o meno) a seconda di come avete preso la prima stagione.
Come dico sempre, le secondo stagioni possono azzoppare una intera serie tv, ma non credo sia questo il caso, o per lo meno io ho sempre considerato Matlock come un intrattenimento abbastanza facile da fruire, con un buon ritmo, bei colpi di scena che funzionano, e un buon cast. Non ho mai pensato potesse essere un capolavoro né mi sembra ne abbia le velleità quindi va bene così. 

È normale che ci siano ad esempio delle ripetizioni delle dinamiche, ma non mi sembra che queste possano portare alla noia. Inoltre il patto è chiaro fin da subito: bisogna un po' sospendere l'incredulità affinché tutto torni, ma credo che non sia un grosso prezzo da pagare.

A me non è nemmeno dispiaciuta la sostituzione di David del Rio, accusato di molestie, con un forse troppo zelante Henry Haber.

L'unica cosa che mi auguro per la terza stagione, che sicuramente voglio continuare a vedere, è che gestiscano meglio il rapporto narrazione-pubblicazione settimanale degli episodi. Questa seconda stagione infatti ha impiegato parecchio per essere disponibile al completo, con una pausa di quattro mesi fra la prima e la seconda parte, che è troppo anche per un pubblico fidelizzato. 



Envidiosa
Quarta stagione

Ho scherzosamente definito Envidiosa come una delle mie serie tv preferite, ma in fondo un po' lo penso e mi spiace sia che questa quarta stagione sia stata l'ultima, sia che venga sottovalutata. Nel corso infatti di praticamente tutta la serie la Victoria di Griselda Siciliani è stata un personaggio particolarmente interessante, con i suoi vizi, tic, manie, turbe ed errori che, seppur esasperati a favor di narrazione, sono comunque estremamente umani. Ma soprattutto nelle sue fantozziane avventure abbiamo assistito ad un personaggio che ha avuto un arco evolutivo completo.

Dietro la facciata colorata di questa donna colorata, a volte pacchiana, eccessiva, gelosa persino della amiche più vicine, indecisa e permalosa, Vicky nasconde le sue ferite, i suoi traumi, il suo desiderio di essere capita e accettata, ed è una persona complessa e contemporanea.
Intelligentemente poi hanno inserito i confronti con la psicologa, che riporta Vicky con i piedi per terra e va a smussare quei suoi angoli più esagerati, riconducendo il discorso ad un maggiore equilibrio. 
E la serie stessa, dietro appunto la struttura di una comedy leggera, poi riesce a lanciare alcune stilettate sottili su temi più ampi. 


Envidiosa 4 come dicevo porta la protagonista ad una evoluzione ulteriore: dopo aver messo alla prova nella scorsa stagione il rapporto con Matías (Esteban Lamothe) ed essere arrivata alla conclusione che non è pronta per avere un bambino, adesso Vicky si ritrova a dover gestire nuove dinamiche familiari che non sono esattamente attese.

In verità tutta questa quarta stagione è incentrata proprio sulla maternità vista da prospettive differenti, da quella mancata o disfunzionale, a quella più contemporanea delle coppie queer, passando per quella "acquisita" appunto. Fortunatamente però la serie non ne fa un discorso pietistico, noioso o già sentito, ma lo sfrutta per creare dei colpi di scena narrativi e appunto creare dinamiche fra i protagonisti. 
Alla fine di tutto Victoria non diventa giustamente perfetta, non smette di avere le sue paturnie, ma è più consapevole e matura rispetto all'inizio.

Tutto questo funziona grazie ovviamente a Griselda Siciliani, che ha incarnato perfettamente i tanti vizi ma anche qualche virtù di Vicky, risultando sempre credibile, ironica e sapendo navigare anche fra argomenti più delicati.

Ovviamente Envidiosa resta una comedy che non è esente da difetti, un po' come abbiamo visto nelle passate stagioni. I personaggi comprimari sono ad esempio sempre collaterali, tendono a vivere giusto per creare spessore intorno ai principiali o aggiungere altri elementi alla narrazione, ma non hanno la benché minima autonomia. E poi ci sta che magari l'ironia della serie non sia per tutti, non colpisca o non coinvolga, però non posso sopportare che Envidiosa venga letta male: quello a cui assistiamo è l'evoluzione di un personaggio a volte spigoloso, una anti eroina con i suoi umanissimi difetti, che però cerca anche di imparare dai suoi sbagli esattamente come cerchiamo (o dovremmo) di fare anche noi.

Non è quindi la miglior serie tv di Netflix, né in fondo la mia preferita in assoluto ma Vicky un po' mi mancherà. 


Questo tonico rinforzante capelli di Alverde costa meno di 4€, ma funziona?

Adoro scovare delle chicche economiche da proporvi, perché dietro ad un costo irrisorio a volte si nasconde una formulazione interessante ed efficace, come nel caso del Tonico Rinforzante per capelli di Alverde che ho messo alla prova per diversi mesi. Adesso vi svelo tutti i suoi pro e gli eventuali contro.


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.69
🏋 150ml
🗺 Germania
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬Natrue, Vegan


Si tratta di una formula vegana pensata per rallentare la caduta dei capelli e stimolare le radici, quindi è soprattutto pensata per capelli fini e fragili. 

Nello specifico Alverde ha arricchito questo siero rinforzante con un complesso di caffeina e olio di rosmarino (su cui qui ho fatto un approfondimento) che vanno a stimolare il microcircolo sanguigno e quindi il nutrimento al bulbo. Fra le sostanze stimolanti ci sono anche l'estratto di guaranà, che funge da antiossidante ma è ricco naturalmente di caffeina, il mentolo, che oltre ad una sensazione di fresco aiuta a tonificare, e l'alcol, che per quanto a molte cuti sensibili non piaccia molto, aiuta a rendere il siero più leggero e volatile, oltre ad avere un effetto rubefacente. 

La sostanza forse più interessante di questo Tonico Rinforzante Alverde sono i peptidi di pisello, che trovo sempre più di frequente nei prodotti contro la caduta dei capelli perché sembra che possano agire su più livelli, sia come antiossidanti e antinfiammatori, sia come segnali al bulbo per regolare quelle sostanze che causano la caduta.

Nonostante abbiamo a che fare con un prodotto economico, c'è però anche una attenzione al cuoio capelluto in senso più ampio: infatti troviamo lattobacilli fermentati per favorire il microbiota, glicerina per idratare e zinco PCA che è anche seboregolarizzante. La miscela di proteine idrolizzate di grano, mais e soia, rendono questo Tonico Alverde ancora più indicato per capelli sottili, visto che vanno a rinforzare la struttura.

Come tutti i sieri rinforzanti e anti caduta, anche questo va applicato su cuoio capelluto pulito, una volta al giorno (io preferisco la sera prima di dormire) e massaggiato senza risciacquare. È un tonico liquido, e questo è forse il contro più grande del prodotto: io infatti faccio delle applicazioni localizzate nei punti più critici per buona parte dei giorni della settimana, così da evitare di appesantire tutti i capelli e solo quando so che andrò a fare lo shampoo lo applico in modo in più abbondante e omogeneo.

Specifico che questo è il mio "metodo" abituale con qualunque brand, che non è legato al fatto che questo Tonico Rinforzante unga i capelli, perché è anzi molto leggero e non mi ha accelerato i tempi di lavaggio.
Tuttavia è così liquido che, nonostante il beccuccio, bisogna prestare attenzione a dosarlo, specie se appunto si vuol fare un uso mirato. Se invece dovete applicarlo su tutto il cuoio capelluto è anzi più facile perché scorre da solo, ma forse uno spray o un contagocce era il pack ideale. 

A parte questo inghippo pratico, il siero rinforzante Alverde è un promosso che merita una chance. Oltre all'ovvio ottimo rapporto quantità-prezzo, questo tonico è stato semplice da incorporare nella mia routine perché appunto non sporca particolarmente né mi ha dato problemi al cuoio capelluto. Personalmente non lo trovo idratante o lenitivo come afferma l'azienda, ma credo che la formula sia abbastanza ben bilanciata e anche una cute sensibile come la mia non ha reagito alla presenza di alcol.

C'è una profumazione in questo tonico rinforzante che però risulta fresca, gradevole, e non troppo persistente da magari entrare in contrasto con la nostra haircare.
Delicatamente rinfrescante è anche la sensazione che dà, visti gli ingredienti, sulla pelle, quindi sono riuscito ad usarlo con molta costanza ed ho notato che agisce davvero sia nel ridurre la caduta che nello stimolare nuovi capelli. È vero che l'ho utilizzato in un periodo in cui non noto in genere particolarmente un ricambio, ma comunque diciamo che mi ha aiutato a tenere la caduta sotto controllo.

La cosa che però mi ha convinto su questo Tonico Rinforzante Alverde è che ho visto proprio nuovi capellini spuntare all'attaccatura, che sono via via cresciuti, ed in generale sento la capigliatura densa e folta.

Io credo che possa essere un ottimo prodotto soprattutto per testare la vostra costanza nell'uso di un trattamento anticaduta, che è fondamentale se vogliamo vedere dei risultati, e in generale, credo che questo siero Alverde sia ideale da alternare a prodotti magari più concentrati ed eventualmente costosi.



Voi lo avere provato?




Top e Flop di Maggio, scoperte, novità e... non trovo bocciati!

È stato un maggio ricco e fortunato per quanto riguarda Beauty Cues visto che non ho avuto modo di incappare in flop deludenti.
È vero che non ho scovato quei prodotti che possono diventare per me insostituibili per la vita, ma magari starò diventando bravo a scegliere cosmetici che sono effettivamente validi, piacevoli e funzionali.

Ho iniziato il mese con il mio solito mix di prodotti che uso abitualmente e che raccolgo insieme perché magari non ho approfondimenti particolari da farvi, e fra questi c'era una novità che mi ha colpito sin da subito: il Bagnodoccia Gel in Mousse Cremosa di Borotalco.

L'azienda ha lanciato alcune nuove referenze per la cura del corpo e le più originali sono secondo me queste mousse doccia. Appena prelevate sembrano dei gel sodi, ma andando a massaggiare il prodotto, diventa una schiuma ricca e cremosa, che deterge ma lascia la pelle morbida e profumata. Ho scelto la fragranza classica di Borotalco, ma voglio provare altri Gel in Mousse. Qui tutta la review.

Da diverso tempo fanno parte della mia routine ben quattro sieri viso di La Roche Posay di cui vi ho parlato appunto a Maggio, e che, come immaginavo, si sono dimostrati validi e piacevoli su di me, ma qui vi segnalo solo il top e forse il più interessante fra i quattro è il Pure Vitamin C12 Serum.

Un siero viso illuminante, antiossidante, con vitamina c pura, ma con un twist di ingredienti idratanti ed anti age, così da coprire più effetti sulla pelle. Secondo me questo siero La Roche Posay è proprio adatto a questo periodo, per uscire dal grigiore invernale senza stressare troppo la pelle. Se volete investire un po' di più in un siero con vitamina C e cercate una percentuale un po' più alta, questo è l'ideale. Vi invito comunque a scoprire tutti i prodotti La Roche Posay che ho testato qui.

Gli amanti delle maschere in tessuto non se le saranno fatte scappare, ma fra i TOP di Maggio ci metto anche le maschere viso Multipack di Cien.

Le ho viste ancora disponibili all'ultimo giro che ho fatto da LIDL, perché in effetti da me l'espositore era pieno fin dal primo momento. È vero che vi avevo segnalato nella recensione una piccola reazione, e non solo non era grave in prima battuta ma non si è più ripetuta con l'utilizzo. Secondo me queste Maschere in tessuto Multipack di Cien secondo me hanno un rapporto quantità-prezzo che non si batte, e l'effetto idratante e lenitivo è molto gradevole, quindi non potevo non promuoverle. 

Mi rendo conto, in retrospettiva, che molti dei prodotti che ho recensito in maggio sono rivolti ad illuminare l'incarnato, ma è secondo me il periodo ideale perché un po' tutti vogliamo un po' di glow nella bella stagione. E fra i promossi del mese non può che finirci anche il nuovo Siero in Crema Anti-Età & Anti-Macchie Melasyl Revitalift Laser di L'Oréal.

Io l'ho trovato molto interessante perché dona subito un bell'aspetto luminoso, levigato, sano, mentre gli attivi agiscono su problematiche più specifiche, come appunto macchie e discromie. Questo di L'Oréal è secondo me un prodotto pensato comunque per chi vuole questa doppia performance, per chi non ama le texture acquose, per chi cerca un solo siero che contenga più attivi insieme e non è costretto ad usarne tre differenti. Insomma ha secondo me tanti pregi che lo rendono distinguibile e credo che meriti una chance. Qui per conoscerlo meglio.

Ho concluso il mese con un altro prodotto particolare che mi è piaciuto molto e che secondo me si adatta bene alla stagione calda ovvero l'Oat In Gentle Exfoliating Face Cleanser di Purito.

Se stai cercando un detergente viso che crei una esfoliazione leggerissima, non irritante, anzi risulti lenitivo, che rispetti tutte le aree del viso, da quelle più secche a quelle più miste, e che lasci la pelle pulita ed ossigenata, allora questo può fare a caso vostro. È vero, bisogna chiudere un occhio (o il naso) sulla profumazione, ma se non disdegnate gli aromi naturali allora anche questo non è un difetto. 
Io sto continuando ad usare questo Oat in Cleanser con molta soddisfazione e spero vi piaccia. Qui tutti i dettagli. 


Non mi resta quindi che augurarvi un buon giugno, sperando sia altrettanto soddisfacente, e come sempre se vi va i commenti sono aperti per i vostri top e flop!



Film e serie di Maggio: è andata meglio del previsto!

Maggio è praticamente evaporato eppure è stato ricco di cose carine, di cui ho lasciato traccia qui sul blog. È quindi arrivato il momento di un riassuntone con il meglio ed il peggio per quanto riguarda tutto l'intrattenimento con cui ho avuto a che fare, ma ammetto che questo mese è andata meglio del previsto.

Cioè ho dei flop su cui posso malignare davvero poco. Fra i film, ad esempio, quello che mi ha convinto meno è Non è un paese per single, su Prime Video con Matilde Gioli e Giovanni Caccamo.

In verità non si può dire molto su questo film perché in fondo rispetta un canone ben preciso e quindi se amate le commedie sentimentali tradizionali secondo me vi può pure piacere. Il fatto è che oggi secondo me anche un genere leggero deve imparare a distinguersi o diventa tutto fortemente dimenticabile. Non è un paese per single ad esempio non riesce ad essere particolarmente brillante quando cerca di essere più divertente, e racconta un romanticismo standard. Ripeto, se le storie da nemici ad amanti ancora vi colpiscono, vedetelo pure, ma se invece volete conoscere altri difetti vi lascio la mia recensione.


Sono invece di più i titoli che mi sono piaciuti, a cominciare da Il diavolo veste Prada 2.

Su questo film si è detto di tutto, e io stesso non sono riuscito a fare a meno di parlarne in lungo e in largo. Il fatto è che l'attesa di un sequel è stata così lunga che inevitabilmente ha fatto crescere aspettative, desideri, curiosità, e quindi posso serenamente accettare che a qualcuno non sia piaciuto. Io invece questo Il diavolo Veste Prada 2 me lo rivedrei volentieri proprio perché risponde a ciò che mi aspettavo. Il primo film in fondo non era un capolavoro, ma un qualcosa che nel tempo è diventata una certezza, un comfort movie. Il secondo invece cerca di trasportare quelle dinamiche note ad una contemporaneità meno facile e secondo me ci riesce. 
Se proprio volete un difettuccio di questo nuovo film vi direi la durata, ma comunque nella recensione l'ho letteralmente sviscerato.

Ottimo film che ho visto a Maggio è Pillion - Amore senza freni.

Metto subito le mani avanti perché è proprio l'opposto di commedie come Non è un paese per giovani. Pillion infatti non è secondo me adatto a tutti, è sottile, a volte tocca dinamiche che sono controverse, delicate, non semplici da raccontare. E poi è un film che non si limita ad un solo genere, ma spazia ed ha umori e momenti differenti. Ho cercato di raccontarvelo nella recensione, ma se il tema del BDSM non è qualcosa che vi scandalizza, vi consiglio di dare una chance a Pillion, perché supera alcuni dei film visti di recente e tra l'altro è interpretato benissimo. 


Passando alle serie tv la situazione è molto simile. Il mio flop del mese è Man on fire: Sete di vendetta, serie tv di Netflix con Yahya Abdul-Mateen II.

Ammetto che la curiosità di vederla non era altissima, ma visto l'hype ho pensato di darle una chance e sinceramente non mi ha preso affatto. Man on fire anzi mi è sembrata una serie tv vecchia, con un machismo che non funziona più nelle serie tv e dei dialoghi presi dagli anni '90 o anche prima. Sicuramente c'è stato un investimento importante perché è una serie tv movimentata, che ci porta a destra e manca in modo molto rapido, ma purtroppo ho fatto quasi fatica a seguirla. Se volete leggerne di più ne ho parlato qui.

Fra le serie tv che invece mi sento di consigliare, ci sono diversi titoli che potrei nominare. È vero non ci sono produzioni straordinarie che possa suggerire, anzi alcune secondo me vanno bene se divorate un genere ben specifico e siete di bocca buona. Penso ad esempio a Imperfect Women e Rooster, che seppur con generi e tematiche differenti mi hanno lasciato una opinione similare e posso dire che si lasciano guardare senza impegno. 

Mi sento invece di segnalare più che altro Se è martedì è omicidio, su Disney +.


Anche qui non aspettatevi una serie tv estremamente originale, ma secondo me è ben fatta, recitata in modo più che decente e se n'è parlato poco. Lisbona poi fa da sfondo ad una storia stuzzicante e che riesce a dare spazio un po' a tutti i suoi protagonisti. Se vi piacciono i gialli tradizionali, con quella punta di umorismo un po' alla Only Murders in The Building, secondo me Se è martedì è omicidio può tenervi compagnia.


Con questo detergente esfoliante Purito inizio la mia skincare primaverile

Mi aveva incuriosito per la formulazione e l'ho trovato perfetto per la mia pelle in questo periodo. È l'Oat In Gentle Exfoliating Face Cleanser del brand coreano Purito, e vorrei raccontarvi perché mi è piaciuto così tanto.



INFO BOX
🔎 Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Amazon, Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €10
🏋 150ml
🗺 Corea
⏳ 12 Mesi/scadenza sulla confezione
🔬 Vegan


Il mondo dei detergenti viso è molto vario anche fra i prodotti nostrani, ma la cosmesi coreana sa distinguersi anche in questo settore proponendo formulazioni piene di attivi. L'Oat In Face Cleanser ad esempio nasce per essere un detergente viso ad azione esfoliante, ma anche idratante e lenitivo e può essere utilizzato anche come una maschera a quanto specificano su Yesstyle. Quindi lo possiamo considerare un cleanser trattante, ma come agisce?

Come tutti i detergenti è a base di tensioattivi, ma Purito ne ha scelti di delicati proprio per avere il minimo impatto sulla pelle e fare in modo di creare quasi un prodotto ibrido.
La particolarità dell'Oat In Cleanser è che già il primo posto dell'INCI è occupato dalla glicerina, che si unisce ad esempio all'acido ialuronico per idratare. Ma è anche interessante come Purito abbia sfruttato l'avena: qui infatti troviamo il 9.2% di acqua di semi di avena, insieme all'estratto e ai peptidi di avena per un effetto lenitivo ed antiinfiammatorio. 


Ma trattandosi di un Exfoliating Cleanser è stata aggiunta anche l'avena colloidale in polvere al 2.1% per un azione esfoliante delicata, che trova supporto nella farina di mandorle dolci, nell'amido di mais e di riso, e in argille come hectorite e caolino, che hanno anche un effetto sebo assorbente.

L'Oat In Gentle Face Cleanser ha poi sostanze che danno una mano alla barriera cutanea: attivi lenitivi quali pantenolo, betaglucani e sodio DNA, emollienti come olio di semi di girasole e  squalane, ma anche fermenti, un derivato della liquirizia e l'estratto di corteccia di Phellodendron amurense ad azione anti infiammatoria.

Nonostante sia un cleanser a risciacquo, la consistenza è quella di una crema densa e morbida quasi simile ad un balm, che però resta facile da stendere sul viso e massaggiare. Quelle polveri e farine esfolianti danno una texture al prodotto che però non risulta ruvida o tagliente, quindi non immaginate uno scrub fisico tradizionale aggressivo.
Ovviamente non essendovi profumi aggiunti questo detergente viso Purito odora di avena, non è il massimo ma comunque non dà fastidio, è un aroma molto naturale. 


Per quanto invece riguarda l'uso l'azienda è secondo me poco chiara: dice infatti di prelevare il prodotto, massaggiarlo con le mani fino a che non si crea una schiuma, per poi applicarlo sul viso e infine rimuoverlo con acqua.

Io credo che il miglior modo sia quello di stendere una noce di Cleanser sul viso, e solo dopo inumidire le mani per emulsionarlo: così diventa una schiumetta soffice che è davvero piacevole da massaggiare sul viso. Ma è anche molto piacevole usare questo prodotto Purito come appunto una maschera, stendendolo in modo omogeneo e lasciandolo in posa qualche minuto per poi sciacquarlo via.

Personalmente, con molta delicatezza, lo passo anche velocemente sugli occhi, ma ovviamente il mio consiglio è di evitare la zona perioculare specie se avete una pelle più sensibile. 

L'Oat In Gentle Exfoliating Face Cleanser è diventato il mio detergente viso del periodo, sia al mattino che alla sera, per una serie di motivi. In primavera e soprattutto in estate la mia pelle diventa più mista, ma soprattutto metto da parte gli esfolianti chimici per precauzione. Così cerco detergenti che siano pulenti, ma anche delicati, che non vadano a disidratare la pelle, e questo di Purito riesce nel giusto equilibrio. Va infatti a deterge bene la zona T, che resta per me quella con maggiore sebo, ma senza andare a seccare le altre aree del viso. In generale una volta rimosso, la mia pelle è sicuramente ben pulita, ma anche morbida, liscia e senza quella sensazione di tiraggio.
L'effetto esfoliante come accennavo è molto delicato, si porta via pellicine senza però creare irritazioni o sensibilizzare. Specie poi quando lo lascio in posa, sento un effetto emolliente e lenitivo molto positivo. Poi riesco ad usarlo anche tutti i giorni o quasi, anche se lo utilizzo solo una volta. 

Questo Exfoliating Cleanser Purito è anche pratico da utilizzare: oltre a sciacquarsi facilmente, e alla non necessità di usare troppo prodotto, è ideale anche nella doppia detersione che non stressa troppo la pelle ma sia accurata. 
Per questo insomma l'ho eletto come uno dei detergenti più adatti a questo periodo di transizione.

Lo conoscevate?






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Non solo Netflix: le mie opinioni sulle serie tv di Apple Tv e HBO Max

Mi sposto per una volta su piattaforme meno prolifiche con due serie tv che, per via dell'uscita a cadenza settimanale, sono terminate da poco. Non ci azzeccano niente l'una con l'altra, ma le impressioni sono state comunque simili: nulla di imperdibile, ma poteva andare peggio.



Imperfect Women - Le Amiche Del Cuore
Miniserie

Su Apple Tv, dal 18 Marzo al 29 Aprile sono arrivati gli 8 episodi di Imperfect Women, miniserue tratta dal romanzo omonimo di Araminta Hall, e con un cast che è stato per me il punto di attrazione verso questa miniserie.

Eleanor (Kerry WashingtonUnprisoned), Mary (Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale) e Nancy (Kate Mara) sono tre amiche di vecchia data con delle vite molto diverse fra loro, eppure si sostengono a vicenda, cercando di comprendere i pregi e i difetti l'una dell'altra. Eleanor ad esempio è vista come quella a cui confidarsi perché meno bacchettona rispetto a Mary, mentre Nancy è quella un po' più invidiata vivendo nel lusso che suo marito Robert (Joel KinnamanDetective Hole) le consente. Tuttavia le cose finiscono in tragedia: Nancy verrà trovata morta e non sembra essere stato un incidente, così Eleanor e Mary cercheranno di trovare l'assassino ma sarà come aprire un vaso di Pandora. Tutte e tre le donne hanno infatti diversi scheletri nell'armadio che la morte dell'amica porterà alla luce. 

Se vi piacciono i thriller al femminile come Big Little Lies, Tanti piccoli fuochi, ma anche titoli più recenti come The perfect couple, allora sono quasi certo che Imperfect Woman possa essere la compagnia giusta per voi, ma devo fare alcuni appunti.

La mia opinione della serie tv è in generale positiva e non potrebbe essere altrimenti perché abbiamo appunto attori capaci, un buon impiego di denaro per rendere la serie esteticamente credibile, e una storia che si lascia seguire volentieri. Probabilmente le cose che andrò a sottolineare derivano dal fatto che io sono qui a parlare di serie tv e ne vedo a pacchi ogni mese, mentre una persona "normale" a certi aspetti nemmeno fa caso.
Il primo neo di Imperfect Woman è proprio la trama: sono infatti tanti i titoli che mi vengono in mente a cui potrei paragonarla. Diciamo che è un giallo abbastanza tradizionale, dove man mano vengono fuori elementi del passato e del presente dei protagonisti, e a cui si intreccia il solito whodunit in cui il dubbio di innocenza salta da personaggio in personaggio.

Per dirla in sintesi, in Imperfect Women - Le Amiche Del Cuore manca quel salto affinché la sceneggiatura renda la serie diversa dal resto dei tanti titoli che ogni giorno vediamo. Anche ad esempio il finale poteva essere costruito con più mordente, magari anche con un episodio in meno che riuscisse a concludere con più impatto.

Aggiungo poi una piccola nota di stizza: secondo me Apple ha un po' azzoppato la godibilità della serie perché è la classica produzione che vedresti tutta in un sorso, ed invece l'uscita settimanale ci costringeva ad una attesa inutile. Meglio insomma vederla adesso che tutti gli episodi sono disponibili.

Spero che queste mie note di demerito abbiano un po' eventualmente ridimensionato le vostre aspettative, qualora vogliate dare una chance ad Imperfect Woman, perché è in realtà una serie tv tutto sommato promossa nel suo insieme.
Colpisce infatti proprio per le dinamiche fra le tre protagoniste, che, al netto del fattaccio e della drammatizzazione televisiva, raccontano tre storie spesso empatizzabili e sono unite in un rapporto molto più realistico di quanto si possa sembrare. Il cast come dicevo è forse il punto più forte di questa serie tv Apple Tv: a parte qualche eccesso nella interpretazione di Kerry Washington (come vi dicevo per Little Fires Everywhere), sono tutti perfetti, calati e calzanti.



Rooster 
Prima stagione


È invece terminata l'11 maggio di quest'anno la nuova serie tv con Steve Carell, intitolata appunto Rooster, che però non è il nome del protagonista.

Carell
(The Four SeasonsAsteroid City) veste i panni di Greg Russo, uno scrittore di mezza età che ha avuto un discreto successo attraverso una serie di romanzi commerciali su un investigatore di nome Rooster. Greg, al contrario del suo fascinoso protagonista, è un uomo semplice, mite, con una vita normale, a tratti banale e forse un pelo incasinata. Grazie all'invito della professoressa di inglese Dylan Shepard (Danielle Deadwyler, Carry-On) per presentare i suoi romanzi in un college dove tra l'altro lavora la figlia Katie (Charly Clive), Greg si ritroverà a frequentare il campus ufficialmente come insegnante di scrittura. In realtà lo scrittore tenterà di sostenere Katie che è stata da poco tradita dal marito, anche lui professore. Inutile dire che il percorso di Greg all'interno del college sarà costellato di alti e bassi, fra personaggi improbabili e svolte inaspettate.

Se bazzicate il mondo seriale avrete sicuramente sentito parlare di Bill Lawrence, creatore di tante serie tv di successo nell'ambito comedy, come i cult Scrubs e Ted Lasso, e che ha firmato anche Rooster a cui mi sono approcciato con attenzione. Io infatti non amo quel tipo di comicità ma qui tutto sommato non è andata male, anche se forse mi aspettavo di più.

Le dinamiche all'interno della serie tv sono tante, seppur sia tutto trattato in modo leggero ma non troppo, e riguardano principalmente i rapporti personali e professionali. Ci sono i rapporti padre-figlia, o comunque le relazioni sentimentali ed affettive in senso più ampio; Greg infatti si interfaccerà con la sua ex moglie, una sempre perfetta Connie Britton, ma anche con nuove fiamme, amicizie e conoscenze. Ma ovviamente ci sono molte delle situazioni tipiche delle serie tv ambientate nei campus universitari.
Nell'ambito lavorativo, in un certo senso Rooster mi ha portato alla mente un po' la ormai cancellata English Teacher perché ovviamente Greg dovrà interfacciarsi con la ormai suscettabilissima Gen Z, rendendo la serie anche un po' uno spaccato dei nostri tempi e una sorta di critica del sistema universitario. 

Rooster è poi una serie tv corale, anche se al centro c'è sicuramente Greg che è comunque tratteggiato in una maniera interessante. Steve Carell secondo me è perfetto in questo ruolo: il suo protagonista è un uomo comunque come molti altri, goffo, ma nemmeno troppo (o troppo poco) rispetto a tutte le persone che gli girano intorno. Così diventa una comicità più vicina al mio gusto, meno sopra le righe, anche se non mancano i personaggi assurdi. È poi interessante la scelta cromatica della serie, che punta meno alle luci sgargianti delle comedy e più a nuance fredde da film.

Il mio personalissimo problema però con Rooster è che ci fosse stata o meno nel mio palinsesto di serie tv non avrebbe fatto una grossa differenza. È infatti una serie tv di comfort, che fa sorridere ma non esplode mai. Non c'è quell'episodio che ad esempio ricordo come particolarmente divertente o intensamente riflessivo, ma è tutto abbastanza tiepido, gradevole ma non estremamente brillante. 

Quella coralità che ad esempio vi accennavo su funziona metà perché alcuni personaggi restano fuori da evoluzioni e approfondimenti. Penso ad esempio al marito di Katie, che dovrebbe appunto essere più centrale visto che dà l'incipit alla storia. 

Per questo Rooster è una di quelle serie tv che metti lì un po' di sottofondo, che segui con interesse ma senza mai troppo impegno. La durata è perfetta per non stancarsi troppo, ma anche in questo caso avrei preferito la possibilità del binge watching. È stata comunque rinnovata per una seconda stagione da HBO Max quindi vedremo cosa proporranno. 

Tutti i segreti del nuovo Siero Anti Macchie Revitalift Laser di L'Oréal

È arrivata una novità in casa L'Oréal che ho avuto modo di testare per bene, quindi è il momento di svelarvi tutti i segreti del Siero Anti-Età & Anti-Macchie Melasyl della linea Revitalift Laser.


INFO BOX
🔎 Amazon, Grande Distribuzione, Douglas
💸 €18
🏋 50ml
🗺  Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Secondo i risultati dei test condotti da L'Oréal, questo nuovo Siero in Crema promette fino a 100 ore di idratazione immediata che di conseguenza rende la pelle più elastica e visibilmente rimpolpata. Anche l'aspetto della pelle dovrebbe avere un miglioramento istantaneo risultando più luminosa.

Dopo 7 giorni invece l'incarnato dovrebbe apparire più uniforme, con macchie meno visibili e le linee sottili dovrebbero attenuarsi con una azione rivitalizzante più ampia.

Inoltre in 14 giorni di uso di questo Siero Melasyl L'Oréal le macchie scure dovrebbero continuare a ridursi progressivamente, con un miglioramento sempre più evidente dell'uniformità della pelle.
Dopo 4 settimane invece anche le rughe dovrebbero apparire visibilmente diminuite. Ma tutto questo come dovrebbe avvenire?

Il Siero Anti-Età & Anti-Macchie Revitalift Laser è stato arricchito principalmente con 3 attivi illuminanti:

  • il Melasyl, molecola brevettata e sviluppata da L'Oréal che trovate nell'INCI come "2-Mercaptonicotinoyl Glycine", il cui scopo è quello di inibitore della melanogenesi o, detta in altri termini, prevenire l'eccesso di produzione di melanina. È usato per contrastare macchie post-infiammatorie e tono irregolare ed è ben tollerato;
  • la Vitamina Cg, ovvero Ascorbyl Glucoside: derivato stabile della vitamina C, quindi non la forma più potente in assoluto, ma è molto più stabile e ben tollerata. Lavora soprattutto su luminosità e supporto antiossidante;
  • la Niacinamide, conosciuta ormai anche dai sassi e che agisce su discromie e macchie, regola il sebo, rinforza la barriera cutanea andando così a migliorare la luminosità generale del viso.

Ma io vi ho anticipato che avrei svelato tutti i segreti di questo Siero Melasyl L'Oréal che secondo me non agisce solo per queste tre sostanze. Nell'INCI infatti troviamo acido solfonico (o HEPES) e Capryloyl Salicylic Acid (o LHA) entrambi attivi che, seppur in modo diverso, agiscono come rinnovatori cutanei sostenendo sia le sostanze che vi accennavo sopra sia attraverso una esfoliazione delicata e un effetto levigante. C'è anche un derivato della liquirizia, una sostanza poco acclamata ma che ha un potere lenitivo e anti-infiammatorio.

Non mancano poi umettanti come la glicerina, ma anche sostanze che rendono questo siero più sensoriale. Infatti la consistenza è particolare: l'Oréal lo chiama "siero in crema" ma secondo me ha una consistenza più vicina ad una lozione fluida, che sa essere allo stesso tempo avvolgente sulla pelle, ma comunque leggera, non untuosa o pesante. Vi posso già dire che è un prodotto non adatto a chi non ama la cosmesi con fragranze perché qui la profumazione c'è, si sente e permane anche un po'. È un aroma piacevole, floreale, particolare rispetto ad altri prodotti di L'Oréal

Il Siero Anti-Età Anti-Macchie Revitalift Laser mi è piaciuto proprio perché lo trovato diverso da altri prodotti che stavo utilizzando ultimamente e che performa sia nel breve che nel lungo periodo.

Appena steso infatti non solo dona una buona idratazione, che come dicevo non va ad appesantire il viso, e in generale può essere gestita magari stratificandolo ad altri prodotti. Come dicevo, grazie ad alcune sostanze, come ad esempio l'amido di mais, è un prodotto dal tocco setoso, asciutto, che lascia la pelle morbida e liscia, ma soprattutto regala subito un glow molto naturale e microcorrettivo. Se notate infatti il siero ha una leggera tonalità pesca e nasconde una finissima perlescenza che appunto contribuisce a dare subito un aspetto più sano ed omogeneo al viso senza però coprire o correggere eventuali discromie.

Devo sottolineare che secondo me deve essere considerato un prodotto antirughe in senso indiretto: non ha attivi come peptidi e retinolo (con cui secondo me si sposa bene), che agiscono più direttamente sui segni del tempo, ma migliora progressivamente la qualità superficiale della pelle. 

Questo siero L'Oréal può essere usato sia di giorno che di sera ma appunto lo vedrei come un prodotto due in uno: di giorno diventa una base make-up che va anche a proteggere la pelle grazie alla sua azione antiossidante, e la sera più come trattamento antimacchia.
A tal proposito posso dirvi che su di me, nel lungo periodo, il siero Revitalift Laser contribuisce a darmi un incarnato in generale più omogeneo, luminoso e a ridurre le macchiette post brufolo, quindi lo sto usando con molto piacere.


Conoscevate questa novità L'Oréal?




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Pillion - Amore senza freni, il film "sentimentale" che cambia gli schemi

Mi piacciono le storie divisive, complesse, che mi fanno riflettere, qualcosa che sia stimolante e diverso dai soliti canoni, come quello che accade in Pillion - Amore senza freni. Ma una base originale può essere l'idea per un buon film?


Genere: drammatico, commedia, erotico
Durata: 107 minuti
Regia: Harry Lighton
Uscita in Italia: 12 Febbraio 2026 (cinema)
Paese di produzione: UK

In Pillion conosciamo Colin (Harry Melling, The Pale Blue Eye, La regina degli scacchi), un giovane uomo omosessuale dalla vita ordinaria o forse anche un po' triste: vive infatti con i genitori in un sobborgo londinese, lavora come addetto multe in un parcheggio e canta saltuariamente in un gruppo a capella insieme al padre Pete (Douglas Hodge, We Live in Time). Nonostante sia apertamente dichiarato, Colin è introverso e riservato, e persino i suoi genitori lo esortano a darsi da fare nel trovare un fidanzato. Un giorno in un pub Colin incontra Ray (Alexander Skarsgård, Lee Miller), imponente ed enigmatico motociclista che sembra stranamente interessato a lui, tanto da invitarlo ad un incontro con un biglietto.

Colin accetta l'appuntamento, ma il primo approccio non va affatto come ci si potrebbe aspettare. Ray è infatti un master, un dominatore che pratica BDSM, ed ha una visione delle relazioni meno convenzionale. Dopo un primo incontro apparentemente conclusivo, i due si ritrovano, dando inizio a un rapporto molto particolare, regolato da dinamiche rigide tra dominatore e sottomesso.

Credo che Pillion - Amore Senza Freni sia uno dei film più stratificati che abbia visto da parecchio tempo a questa parte, tanto che incasellarlo in un genere è anche abbastanza complesso. Abbiamo i contorni di un film sentimentale, perché si parla di amore e romanticismo visti da una prospettiva diversa; ha venature da commedia, soprattutto nell'autoironia di Colin; ci sono erotismo e scene esplicite che non diventano mai fini a se stessi, mentre la componente drammatica si sviluppa quando il film entra in una fase di consapevolezza. Tutti elementi che secondo me lo rendono forse non adatto a tutti, e che anche a me ha suscitato riflessioni e perplessità.

Pillon, preso nel suo insieme, è un coming of age molto interessante, in cui Colin è molto più centrale di quello che si possa pensare. Col suo modo goffo, a tratti tenero tanto da far sorridere, il protagonista non è infatti il Simon di Love, Simon che deve accettare la propria omosessualità, ma deve fare un passo successivo: capire cosa realmente vuole dalla sua sfera affettiva e sessuale per non sprofondare nella solitudine.

In questo contesto di sottomissione, provocazione, abuso, umiliazione e svalutazione, Colin scoprirà la sua autostima e il suo valore tanto da capire che forse il mondo BDSM potrebbe essere comunque il suo stile di vita ideale, ma che c'è differenza.

Nella sua parte più drammatica Pillion - Amore senza freni, entra in un ambito che secondo me è difficile da decifrare e che si muove molto su alcune sottigliezze. Personalmente non sono esperto delle pratiche sessuali di questi tipo, ma sono certo che il consenso reciproco e chiaramente espresso sia alla base di qualunque tipo di rapporto. Il film stesso ci mostra delle sfumature nell'ambito BDSM: un amico di Ray menziona l'importanza di baciare il proprio dominatore, un gesto di affetto che tra i due protagonisti manca del tutto.

Solo saltuariamente il personaggio di Alexander Skarsgård si apre ad un approccio differente, e questo ci fa subodorare che ci siano delle difficoltà più profonde che Ray ha soffocato ed è finito per controllare attraverso pratiche estreme. 


Colin quindi trova nel modo controllante di Ray quella sicurezza relazionale che in fondo tutti cerchiamo, ma presto si rende conto che non tutto ciò che deve fare è comunque corretto. 
Qui il film entra in un campo spinoso, anche controverso, che come dicevo anche a me ha lasciato alcune perplessità. 

Infatti il modo in cui viene dipinto Ray, di cui sappiamo pochissimo, lascia dubbi su come mai si avvicini a un ragazzo come Colin, che non sembra esattamente, almeno all'apparenza, vicino a certi tipi di pratiche. In effetti questa è la parte che forse avrebbe secondo me avuto bisogno di qualche approfondimento in più perché non sembra del tutto realistica.
È chiaro secondo me che Ray ha bisogno di "un" Colin in modo più sottile che si coglie nel corso del film e quindi non voglio dirvi molto, ma avrei voluto che il film mostrasse un po' di più.

Però Pillion gioca dichiaratamente molto su questi dettagli, su dove siano i limiti dell'abuso fisico e psicologico, e dello sfruttamento delle vulnerabilità dell'altro, e quanto siamo disposti a mettere in gioco di noi stessi per far funzionare una relazione affettiva. 

In fondo siamo cresciuti con migliaia di commedie, anche romantiche, che ci hanno lasciato l'incognita "e tu cosa sei disposto di fare per amore?", e Pillion trova una maggiore veridicità attraverso il mondo del BDSM che può avere dinamiche differenti. Però devo sottolineare che secondo me non si rivolge solo ad un pubblico queer ma offre soggetti che possono essere universalizzabili.

Forse la domanda più grande che mi è rimasta riguarda lo stesso Colin e la sua presa di consapevolezza: se con Ray ha capito che alcune pratiche del BDSM possano essere parte della sua vita in generale, senza un confronto con altre modalità di affetto e relazioni, il film ci lascia col dubbio se abbia davvero trovato la sua strada o se semplicemente si sia adattato a una nuova forma di sottomissione, privandosi dell'opportunità di esplorare altro.

Nonostante comunque queste mie elucubrazioni, non posso non sottolineare la bravura di Harry Melling e Alexander Skarsgård in questi ruoli non di certo facili e che non diventano macchiette.

Allargando la mia prospettiva tocca però ammettere che Pillion riesce dove altri titoli più o meno recenti mi hanno deluso. Ci mostra infatti fisicità finalmente differenti e più inclusive di quanto abbia fatto il banale Heated Rivalry in otto episodi, ma anche con una relazione più originale e profonda di quanto possa sembrare e psicologie più intense. La regia e l'impostazione del film rendono secondo me Pillion anche molto più interessante e scorrevole di Queer. Inoltre la carica erotica del film di Harry Lighton batte sia Guadagnino che quel mosciume di Cime Tempestose con cui ha condiviso l'uscita al cinema. 

Se scollegato dall'essere a tema queer e strettamente legato al mondo del BDSM, Pillion è il tipico film sentimentale di opposti che si attraggano e che finiscono per mettersi in gioco, ritrovandosi in situazioni anche complesse. Ma qui finalmente vengono rotti quegli schermi che ormai sono diventati vecchi e credo servano più film come questo. 




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