Odissea di Christopher Nolan, cosa mi è piaciuto, cosa no e perché vederlo

Se c'è una cosa che i film di Christopher Nolan sanno fare bene è creare hype ben prima della loro uscita. Non so ovviamente se sia il reparto marketing a spingere o sorga un naturale interesse, ma anche Odissea ha saputo creare clamore e critiche.
Io però non voglio rispondere appunto a polemiche, indignazione e perplessità, ma raccontarvi la mia prospettiva sul film.


Titolo originale: The Odyssey
Genere: epico, avventura, azione
Durata: 172 minuti
Regia: Christopher Nolan
Uscita in Italia: 16 Luglio 2026 (Netflix)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito, Italia


Ad avermi mosso verso Odissea di Nolan è stata la mera curiosità, non tanto forti aspettative, perché da Pollon in poi sono uno di bocca buona quando si parla di mitologia greca e poi vivere in Magna Grecia mi fa letteralmente camminare sul mito.
Certo, ha turbato anche me sentir dire che il mito potesse essere considerato quasi alla pari di un fantasy, non comprendendone il potere fondante per la narrativa contemporanea e il suo radicamento storico e culturale all'interno di una civiltà.
Devo anche premettere che, seppur ne riconosca la capacità narrativa, il mio interesse per il cinema nolaniano non è così forte. Oppenheimer per ad esempio era stato un sequestro di persona in piena regola, finendo per sfinirmi senza lasciarmi poi molto. È possibile che non ci arrivassi io? Certamente.
L'Odissea di Ulisse invece era già nelle mie corde e Nolan ha secondo me saputo dire la sua rivolgendosi ad un pubblico molto ampio che probabilmente non aveva mai nemmeno sentito nominare Omero.

In questa reinterpretazione e visione del regista, i capisaldi del racconto omerico in fondo restano quelli: la guerra di Troia è finita e adesso bisogna raccogliere la gloria e gli onori dei vincitori, ma prima tocca tornare a casa. E così scopriamo le mille peripezie dell'uomo dal multiforme ingegno che ha saputo far vincere quella battaglia partendo dall'epico cavallo di Troia, ma che adesso è perso, è costretto a solcare i mari e tutte le insidie che nascondevano, per tornare dalla sua Penelope.

Nolan ha pensato ad un racconto nel racconto, giustamente, aprendo la sua Odissea con una serie di passaggi fra passato, molto passato e presente, fino a quando non sarà Ulisse (Matt Damon) stesso a raccontare a Calipso (Charlize Theron vestita con i saldi Shein) cosa gli è accaduto, in questa sorta di limbo senza luogo e tempo.
Così inizia un percorso non lineare in cui Odisseo incontrerà tutte quelle figure che conosciamo, da Polifemo, a Circe, passando per le Sirene, Scilla e Cariddi, i Lestrigoni (chi se li ricordava?) fino all'Ade, che è forse una delle scene più potenti di tutto il film. 

Da una prima introduzione, sicuramente comprensibile ma che onestamente non ho gradito molto perché il montaggio la faceva sembrare quasi un trailer esteso, si passa ad un racconto più lineare, che riesce a scorrere molto bene lungo le quasi tre ore di film e dove non si può restare non abbagliati dalla imponenza estetica che Nolan ha creato intorno alla sua Odissea. 
La scelta del regista di non usare CGI rende tutto più realistico e visivamente impattante e, anche quando si scende in quelle scene movimentate e caotiche da blockbuster americano, comunque se ne può apprezzare il lavoro che c'è dietro. 

Io ad esempio non ho disdegnato questa versione di Polifemo, che era in pratica un mega robottone animato, ma anche piccole sfumature estetiche della messa in scena. Un po' per caso ho visto il film, che sarebbe girato in IMAX, in formato Scope (2.39:1), e mi è sembrato comunque molto appagante nella messa in scena e già solo per questo merita di vederlo al cinema.
Alcuni elementi purtroppo stridono, come le navi che sembrano più vichinghe che greche, o i costumi che sembrano presi da un qualunque teatro di provincia. La coroncina di Telemaco sembra cheap e pretenziosa allo stesso tempo.

Nolan punta anche molto sul sonoro, e spesso ci azzecca, ma a volte l'ho trovato un po' caotico, come se si sovrapponessero troppi suoni alla volta. In questo senso però sono certo che conti molto la qualità del vostro cinema.
Un altro motivo per vedere questa Odissea è sicuramente la parata di attori famosi che si susseguono, a volte anche un po' troppo frettolosamente. Matt Damon secondo me riesce a portare avanti il suo ruolo, in modo calibrato e abbastanza intenso, con alcune scene anche ben riuscite, così come la Penelope di Anne Hathaway ci dà la possibilità di esplorare questo personaggio da una prospettiva leggermente diversa.

C'è stata ad esempio tutta la polemica sul fatto che Lupita Nyong'o non fosse adatta come Elena, ma alla fine il suo è un ruolo che non ha quasi peso nell'economia di questa trama, e che appare sullo schermo davvero per pochi minuti. Molto soddisfacente invece quando veste i panni di Clitennestra.
Ho fatto difficoltà invece a farmi andare bene i ruoli di Tom Holland, che sembra un Telemaco che fa finta di essere tonto, e Zendaya (Atena), non ovviamente per la bravura ma perché mi davano l'impressione di attori moderni in costumi storici che recitano una parte.

Purtroppo i dialoghi, molto moderni nel doppiaggio italiano, aiutano poco nel dare credibilità un po' a tutti i personaggi.

Il vero inghippi di questa Odissea di Nolan è però la sua incapacità di creare magia, emozione e di andare oltre i fatti e muoversi su animi più sottili.
Il regista ha saputo universalizzare e rendere contemporanee le tematiche della guerra, del colonialismo, dell'uomo accecato dalla sopraffazione su altri popoli, e dell'ingiustizia, attraverso un'opera di 2700 anni fa, ed è forte l'eco con la nostra quotidianità. 

Ulisse non è l'uomo scaltro che conosciamo, Nolan quasi cancella questo tratto e non avrà nemmeno le mani sporche di sangue, ma ha un'anima tormentata, è vittima di se stesso e degli eventi, e si dimostra più umano di quanto forse la mitologia greca ce lo raccontasse. Meno machista se vogliamo usare termini contemporanei, e più soldato con la sindrome del sopravvissuto. Approccio certo interessante, ma che toglie al personaggio una sua peculiarità e suona già vista se conoscete il meno famoso (e indubbiamente meno impattante) The Return di Uberto Pasolini con Ralph Fiennes. 

Il fatto è che tutto, dalla narrazione alla semantica, viene spiegato in modo molto smaccato nel film, a volte anche ripetendolo più e più volte come se il minutaggio non fosse già trasbordante.

Ogni tanto il mio algoritmo Instagram mi suggerisce video di persone che approfondiscono questo o quel passaggio del film di Nolan, ma è tutto così palese nella visione che difficilmente si possono creare altre interpretazioni. 
Un esempio lampante è Agamennone, che sarebbe interpretato da Benny Safdie, ma che noi non vediamo mai in volto. Lui è un'armatura, è l'emblema del potere più cieco e bieco, quasi senza una faccia, è il generale che manda avanti i suoi uomini, mentre lui procede lentamente come fosse un conquistatore. 

E quante volte ad esempio ci hanno spiegato cosa fosse la legge dell'accoglienza di Zeus? Capisco che gli americani non abbiano familiarità col mito greco, ma imboccarci col cucchiaino diventa quasi snervante. 
Magari avrebbe avuto più senso dare maggiore significato alle sequenze dei Lestrigoni, invece qui Nolan cancella tutto a favore di azione.

La vera assente però del film di Nolan è la magia, la componente soprannaturale, ma soprattutto l'incapacità di una visione esoterica delle cose. Se da un lato Polifemo funziona, dall'altro tutte le creature mitologiche, fantasy se vogliamo scendere al livello, sono praticamente assenti o rappresentate in modo asettico. Le sirene sono figure lontane che somigliano più ad Ariel che ai mostri che in realtà erano, Cariddi è un banale, gigantesco mulinello, ma è forse Circe ad avermi dato qualche perplessità in più. Seppur in modo romanzato, nel 2018 Madeline Miller ci ha raccontato una Circe affascinante e complessa, ma Nolan la spoglia, e ce la presenta come un misto fra una strega nordica e una gattara. 

Ancora una volta la scena ha un ritmo ed un impatto perfetto da un punto di vista cinematografico, Samantha Morton come Circe non sbaglia una virgola, ed ho apprezzato anche il modo in cui la maga letteralmente plasma gli uomini in porci. Idea geniale, ma a mente fredda sembrano tutti modi per scappare da quella magia che dicevo sopra.

L'unico accenno a qualcosa di vagamente soprannaturale è il modo in cui appare e scompare Atena, ma, in retrospettiva, sembra più una vocina della coscienza di Ulisse e non una divinità del mito greco.
Eppure gli dei vengono citati costantemente, ma senza che abbiano un ruolo effettivo, come se Nolan, inseguendo un realismo stretto, volesse rendere l'uomo centrale, un homo faber fortunae suae.
Allora perché tirare fuori, quando conviene, il culto e le sue divinità?
E invece dov'è quell'uomo traumatizzato dalle violenze della guerra, che ha fatto tutto questo per superare i suoi fantasmi, quando sul finale si arriva anzi a spettacolarizzare un massacro?
Con tutto questo voglio dire che l'Odissea di Nolan spesso mi ha dato l'impressione di avere molte idee ma coltivate a metà, un buon seme che poi cresce con frutti non sempre sani. E soprattutto è un film che cerca una sua coerenza, ma che poi la assottiglia fino a diventare quasi trasparente.

Nel suo insieme, il film è esso stesso un'odissea, con momenti di bonaccia ed altri in cui issare le vele a venti favorevoli, uno spettacolo che l'umanità di oggi può leggere chiaramente ma che ci chiede di consegnarci alla sua tempesta in un atto di fede che, tutto sommato, forse rifarei.

Scopriamo Unleashia con quattro prodotti TOP 🥰🇰🇷

Ve ne avevo accennato proprio a febbraio di quest'anno con una piccola scoperta che mi era piaciuta molto, ma più di recente ho avuto modo di fare una full immersion nel mondo di Unleashia con quattro prodotti TOP. 

Un nome decisamente particolare che non so mai bene come pronunciare ma che in realtà vuol essere molto evocativo, mischiando il termine "unleash" quindi liberare, lasciar andare, con "utopia", che sappiamo bene cosa significhi. Unleashia vorrebbe insomma che noi liberassimo la nostra creatività e unicità, anche attraverso i loro prodotti. Si tratta di una azienda cruelty free e vegana, che nasce principalmente come un brand di make up, ma che adesso produce anche skincare o comunque prodotti ibridi fra le due categorie.

A me ha incuriosito subito perché sembra unire le formule e gli attivi avanzati della cosmesi coreana, ad una immagine più creativa, colorata e giocosa. Io ho provato quattro prodotti che formano una piccola routine, ve li racconto in dettaglio.  



Unleashia ABC Sorbet Facial Cleanser
Detergente viso 2 in 1


INFO BOX
🔎 Stylevana (sconto SV25PIEREFFE, YesStyle (sconto PIER10YESTYL)OVS
💸 €10
🏋 120ml
🗺 Made in Corea
⏳ scadenza sulla confezione
🔬 Vegan, Peta Cruelty Free

Inizio questa routine con un detergente viso che è più di un semplice prodotto per la pulizia perché il Sorbet Cleanser Unleashia vuole anche rifinire la texture cutanea ed essere idratante sulla cute.

Per svolgere questo doppio ruolo, l'azienda ha arricchito il prodotto con due macro categorie di attivi:

  • gli agenti idratanti, glicerina, acido ialuronico, aminoacidi,
  • le sostanze esfolianti chimiche e fisiche, come BHA, AHA, PHA, gli enzimi dell'ananas, ma anche polvere di guscio di noce.

Ovviamente però c'è molto di più: infatti questo ABC Sorbet Cleanser prende il suo nome dagli estratti di mela, barbabietola e carota che sono ricchi di sostanze antiossidanti e idratanti, e a cui si aggiunge l'estratto di ribes nero. Troviamo poi diversi ingredienti lenitivi quali pantenolo, allanoina, vitamina B12. Inoltre la texture granulosa a mio avviso è composta da due componenti, di cui una parte si scioglie con l'uso, ed ho immaginato siano le microsfere di cellulosa, che aiutano ad esfoliare ma in modo più delicato non avendo angoli vivi.

A proposito della consistenza, ho visto che il Sorbet Facial Cleanser Unleashia in realtà è disponibile in due varianti, identiche nella formulazione ma non nella texture. Io ad esempio ho la versione del 2026 che è più un gel, dall'aroma fruttato, che contiene questi granuli. Invece ho notato che anche sul web spesso viene mostrata l'altra variante, che ha una consistenza più cremosa e quasi gommosa. Non chiedetemi come mai ci siano queste differenze perché non ne ho idea, immagino però che la funzione del prodotto sia molto simile.

Come qualunque detergente scrubbante, anche questo Unleashia va applicato su pelle umida, massaggiato e poi risciacquato, ma può anche essere usato su cute asciutta per un effetto esfoliante più incisivo. Appena entra a contatto con l'acqua diventa una schiumetta facile poi da rimuovere. L'accortezza è ovviamente quella di evitare la zona perioculare o comunque di essere molto delicati su questa area.
Inoltre può essere usato mattina e sera indistintamente, e secondo me è meglio utilizzarlo due o tre volte alla settimana, non lo vedo come un detergente quotidiano.

Il Sorbet Facial Cleanser è secondo me delicato perché non ha una quantità esagerata di granuli, ma è appunto pur sempre un esfoliante fisico e come tale non va usato troppo frequentemente. Come anticipavo è un prodotto giocoso, colorato, profumato, ma che svolge bene il suo lavoro, che pulisce a fondo la pelle, la lascia liscia, morbida senza seccarla troppo. La sua azione esfoliante si porta via pellicine e cellule morte e quindi la pelle appare più omogenea, ma su di me questo detergente Unleashia non crea irritazioni. È un prodotto che vedo bene per pelli normali, ma soprattutto miste, un po' impure, e nella stagione calda anche per quelle un po' più secche, sempre nell'ottica di un prodotto da usare settimanalmente. Quindi promosso e apprezzato.



Unleashia Niacinamide Banana Sun Serum SPF 50+
Siero solare viso


INFO BOX
🔎 Stylevana (sconto SV25PIEREFFE) , YesStyle (sconto PIER10YESTYL), OVS
💸 €10
🏋 40ml
🗺 Made in Corea
⏳ scadenza sulla confezione
🔬 Vegan, Peta Cruelty Free

Come secondo step invece Unleashia mi ha proposto questo Sun Serum con un SPF50+ e PA++++, che significa che protegge sia dai raggi UVA che da quelli UVB. È una protezione solare composta da filtri chimici ad ampio spettro, ma che ha un twist skincare interessante proprio perché nasce come un siero protettivo.
In particolare abbiamo il 2% di Niacinamide che illumina l'incarnato, regola la produzione di sebo, riduce i rossori e rinforza la barriera cutanea, ma anche l'adenosina, famoso ingrediente anti-age con proprietà lenitive e riparatrici, acido ialuronico, tocoferolo ed estratto di banana, che contribuiscono ad una azione antiossidante.

Unleashia poi ha scelto una confezione che è a tutti gli effetti airless: il tubetto ha un beccuccio sottile che dosa il prodotto, ma va schiacciato perché questo evita che possa entravi dell'aria che può rovinare gli ingredienti.

Questo solare Unleashia ha una texture davvero leggera: è una lozione dalla consistenza sottile, facile da stendere, che non crea scia bianca. Nonostante il nome, il Banana Sun Serum SPF 50+ purtroppo non profuma di banana, anzi non ha alcun odore almeno al mio naso.

Come sempre gli SPF coreani sono quelli che comunque risultano più gradevoli sulla pelle, non è infatti pesante o occlusivo, si stratifica insieme ad altri prodotti senza creare briciole o far sollevare la skincare. 
È entrato nella mia routine senza appunto problemi, e su di me non dà fastidio anche nella zona perioculare, quindi ho solo aspetti positivi da raccontarvi da questo punto di vista. Il finish di questo Sun Serum Unleashia è abbastanza naturale, non particolarmente lucido, né dall'altro lato opaco. Se notate in effetti nell'INCI non ci sono sostanze mattificanti o sebo assorbenti.


È un prodotto che comunque promuovo perché, anche con temperature altissime non crea pasticci sul mio viso, non diventa untuoso nel corso delle ore ma anzi è confortevole. Ho voluto provare questo solare sia con altri sieri idratanti sia da solo, e ammetto che in entrambi i casi la mia pelle è rimasta elastica per tutto il giorno. È secondo me un'ottima base trucco, non va ad interferire né nell'applicazione né sulla durata.
Il Niacinamide Banana Sun Serum Unleashia secondo me può adattarsi a diverse esigenze, salvo a pelli molto secche (se volete usarlo da solo) e quelle molto grasse, che preferiscono immagino prodotti con attivi specifici o comunque un finish più opaco.
Questo è inoltre un solare esclusivamente per la città perché non ha alcuna resistenza all'acqua, anzi si rimuove con un normale detergente e lascia la pelle in buono stato.



Unleashia Sunset Dazzle Gloss Balm
No.1 Malibu


INFO BOX
🔎 Stylevana (sconto SV25PIEREFFE) , YesStyle (sconto PIER10YESTYL), OVS
💸 €8.60
🏋 10 gr
🗺 Made in Corea
⏳ scadenza sulla confezione
🔬 Vegan, Peta Cruelty Free

Proprio con i gloss balm ho scoperto Unleashia, vi avevo infatti parlato della versione N.0 Wakiki, che è completamente trasparente, ma questi balsami labbra sono declinati in 11 tonalità ed ora ho provato la 1 Malibu.
Con i Gloss Balm l'azienda entra in quel campo di prodotti ibridi fra skincare e make-up: infatti è un balsamo idratante arricchito con peptidi e Tocoferolo, ma che hanno una finitura lucida e, nel caso delle diverse tonalità, da anche colore alle labbra.
Di base questi prodotti Unleashia sono tutti uguali in termini di formulazione, anche se nei gloss colorati manca la vitamina C, ma anche di texture. Anche nella versione Malibu la consistenza del Gloss Balm è ricca, ma facile da stendere, ed avvolge le labbra senza migrare. Questi balsami sono leggermente appiccicosi ma non danno alcun fastidio.


Non so se è una mia impressione, ma in questa versione Malibu la fragranza mi sembra molto più delicata rispetto alla Waikiki, e comunque gradevole.
L'applicatore è sempre quello a ciambella in silicone, morbido e confortevole nella stesura, perfetto anche con questa versione colorata che ovviamente richiede maggiore precisione. 
La tonalità No.1 Malibu viene descritta da Unleashia come una shade delicata di rosa vaniglia, ispirata ai tramonti rosa corallo delle spiagge di Malibu. 
Non fatevi confondere dai colori della confezione che hanno messo un po' paura anche a me, perché il Gloss Balm Malibu è un bel rosa corallo non troppo caldo, che su di me non vira all'arancio, molto portabile da un po' a tutti i tipi incarnati, soprattutto ai chiari come il mio.
Inoltre è perfettamente stratificabile se ad esempio volete applicarlo su rossetti più matt o matite labbra per una lip combo completa. 

Quello che apprezzo di questi balm Unleashia è che risultano estremamente modulabili, per cui possono dare un tocco di colore rivitalizzante, come in genere faccio io, oppure, con più prodotto, offrire una coprenza maggiore ed un finish più pieno e vinilico. Volendo si può anche solo picchiettare con le dita per un effetto molto delicato, fresco e adatto a make up estivi.

Inoltre hanno un'ottima durata sulle labbra, ma l'impressione che ho avuto è che una minima parte del pigmento resti anche una volta che la parte glossata è svanita. Non parlo di una tinta, anzi Unleashia specifica che non è nato per macchiare, ma noto che le labbra restano comunque leggermente colorate, anche banalmente passando un tovagliolino.

L'altro aspetto che mi piace di questo Sunset Dazzle Gloss Balm è il loro potere idratante: mentre li si indossa le labbra sono elastiche, ma quando vanno via lasciano la zona morbida e liscia.
Ho già un'altra tonalità di questi balsami Unleashia e ve ne voglio parlare presto.



Unleashia Shaper Defining Eyebrow Pencil N°3 Taupe Gray
Matita Definizione Sopracciglia

INFO BOX
🔎 Stylevana (sconto SV25PIEREFFE) , YesStyle (sconto PIER10YESTYL), OVS
💸 €3.41
🏋 0.025g
🗺 Made in Corea
⏳ scadenza sulla confezione
🔬 Vegan, Peta Cruelty Free


Non sono un esperto di sopracciglia, specie quando si tratta di make up, ma questa matita Unleashia è stata una aggiunta alla mia routine (che è comunque semplicissima) che ho apprezzato davvero tanto.
La Shaper Defining Eyebrow Pencil promette sopracciglia definite ma naturali grazie ad una punta ultra sottile di 1 millimetro, ma anche una lunga tenuta e un'ottima resa del colore sulla cute.
È una matita a mina retraibile e da un lato ha anche uno scovolino che ci permette di pettinare le sopracciglia e sfumare il prodotto, quindi comoda anche da portarsi dietro.

Non mi soffermo sulla formulazione, perché non ha un effetto particolare, ma è ricca di acido ialuronico, ma anche rosa damascena e olio essenziale di camomilla.
Vi posso già dire che la mia di questa matita è comunque abbastanza morbida quindi vi consiglio di estrarne poca per volta perché è facile spezzarla, probabilmente complice anche il grande caldo. 

Le Shaper Defining Eyebrow Pencil sono disponibili in tre colorazioni, che in effetti non sono moltissime ma per fortuna ho ricevuto la numero 3 Taupe Gray. Viene descritta come un "grigio-marrone dai toni freddi per capelli cenere o scuri" ed in effetti è una tonalità che segue secondo me le mode coreane e asiatiche in cui difficilmente le sopracciglia risultano particolarmente marcate, scure o definite. Questa nuance comunque è andata benissimo per le mie sopracciglia nere perché non le va ad appesantire o a renderle troppo scure e finte.

Se mi avete visto in foto avrete notato che di mio ho delle sopracciglia spesse, ma sebbene i peli siano scuri e appunto non sottili, la densità non è sempre il massimo, e si possono formare naturalmente anche dei buchetti importanti, facendo perdere definizione e forma. 

Come dicevo, è stata la prima volta che usavo una matita sopracciglia, eppure questa di Unleashia è davvero a prova di errori. Il mio trick è quello di pettinare prima le sopracciglia all'ingiù, e creare dei piccoli peletti proprio grazie alla punta sottile. Così si riesce a riempire le sopracciglia da "dentro" senza appunto appesantire lo sguardo. In un secondo momento, ripettino le sopracciglia verso l'alto e vado a creare dei peletti in quei punti dell'arcata in cui mancano e noto più vuoti. Infine sfumo con lo scovolino dove mi sembra di aver esagerato, e fisso con un gel. 

Diciamo che è più semplice a fare che a dire, perché è una tecnica molto intuitiva che appunto mi consente di definire le sopracciglia ma senza che risultino innaturali. La Defining Eyebrow Pencil Unleashia è davvero un prodotto adatto anche a non truccatori e mi è piaciuta anche la durata. L'azienda non afferma che sia waterproof, ma riesce a durare per parecchie ore senza sciogliersi o colare, anche col sudore, quindi promossa e la riacquisterei.


Avete provato i prodotti Unleashia? Quale vi incuriosisce di più?




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Due "piccole" serie tv da vedere!

Estate per me significa anche meno voglia o tempo di stare davanti ad uno schermo, ma le passioni non si mettono comunque completamente da parte, e tante volte una serata sul divano con un po' di aria condizionata non si disdegna. Ho terminato due serie tv perfette per queste serate, brevi ma non troppo, e mi sono piaciute.


Widow's Bay 
Prima stagione

Su Apple Tv+, dal 29 Aprile al 17 Giugno sono arrivati i 10 episodi della prima stagione di Widow's Bay, che è già stata per fortuna rinnovata per una seconda. 

Matthew Rhys, che sta accatastando nella sua carriera produzioni molto interessanti (The Beast in me, Hallow Road) interpreta Tom Loftis, il sindaco di Widow's Bay, una cittadina su un'isolotto al largo delle coste del New England. Tom, che è vedovo e vive con suo figlio Evan (Kingston Rumi Southwick, Presunto Innocente), vuole trasformare l'isola in una florida attrattiva turistica, un po' come la più nota Martha's Vineyard, e si sta impegnando affinché anche i giornali parlino positivamente del posto, ma le cose non vanno come spera.

Nella comunità infatti, alcuni fra i più anziani sostengono che l'isola si sia risvegliata e che stanno per accadere dei fenomeni mossi da forze sovrannaturali. È soprattutto il vecchio Wyck (Stephen Root, Perry Mason, Macbeth) a insistere affinché Tom si fermi, ma il sindaco è molto scettico sul fatto che antiche leggende, superstizioni, pettegolezzi e dicerie possano influenzare il suo progetto. Eppure quella strana nebbia che sta avvolgendo Widow's Bay effettivamente non porterà nulla di buono. Delle forze oscure si stanno davvero risvegliando?

Probabilmente quando ho parlato di film come Finché morte non ci separi 2, ho dimenticato di ricordarvi che l'horror non è il mio genere, però quando incontra la commedia si riesce spesso a creare una fusione perfetta, come per Widow's Bay. 

Questa serie tv Apple Tv pare abbia avuto la sua genesi grazie all'incontro fra Katie Dippold, che (senza offesa) non vi dirà moltissimo come sceneggiatrice, e il regista e produttore Hiro Murai, che magari vi suonerà più familiare perché legato a titoli come Mr. & Mrs. Smith e The Bear, oltre che tanti video musicali. L'intento era quello di creare una horror comedy efficace, e ci sono riusciti, ma sono andati anche oltre.

Widow's Bay ha capito il suo scopo: mischiare più generi, senza rovinarne nessuno, ma soprattutto con una coerenza di fondo. Si passa dalla commedia da ufficio, al thriller, ma si sfocia anche nel dramma familiare e ovviamente si sguazza nell'orrore e in tutti i suoi sottogeneri. 

C'è il folk horror, che affonda le sue radici nella nascita stessa degli Stati Uniti, ci sono case infestate, jump scare, serial killer mascherati e figure delle credenze popolari.
Widow's Bay non è però parodistica perché riesce a far ridere o sorridere, ma sa prendersi sul serio quando serve, e crea la giusta tensione e suspense. Il suo è un citazionismo palese, ma anche rispettoso del materiale a cui si ispira, che però può lasciare forse a bocca asciutta chi si aspettava qualcosa di più originale e unico.
Inoltre la serie trova leggerezza in una durata per episodio che si aggira intorno ai 30 minuti, ma anche in una narrazione semi-verticale. L'unico appunto è cercare di non cercare al suo interno una logicità estrema, perché è pur sempre più vicina all'immaginazione che alla realtà.

A reggerla c'è un cast che sa muoversi in quelle atmosfere spesso contrastanti senza diventare una macchietta. Il Tom di Matthew Rhys è goffo, ma sicuro, con buone intenzioni, ma spesso troppo pauroso, ha le sue debolezze, ma si pavoneggia come se fosse il sindaco di New York.
Le controparti femminili non sono da meno, come Kate O’Flynn, segretaria di Tom ed emarginata dalle sue concittadine, e Dale Dickey, impiegata del comune che invece è convinta che le leggende del luogo siano vere. 

Widow's Bay credo possa essere uno dei titoli più interessanti di almeno questa seconda metà del 2026 e possa dare ancora molto con la prossima stagione. 



The Lady 
Miniserie

Forse è passata ancora più inosservata questa miniserie che trovate su MGM+ (attivabile su Prime Video e Mediaset Infinity) e che mi aveva banalmente incuriosito per il cast, oltre a poter vantare il team di produttori di The Crown.
Tratta da una storia vera, The Lady ci racconta, in modo in parte romanzato, cosa accadde a Jane Andrews (qui Mia McKenna-Bruce, I sette quadranti di Agatha Christie), che da ragazza dalle grandi aspirazioni ma di umili origini, riuscì a diventare, fra la fine degli anni '80 fino a buona parte degli anni '90, la guardarobiera dell'allora duchessa Sarah Ferguson (Natalie Dormer).
Fino a qui nulla di straordinario, se non fosse che pochi anni dopo Jane diventò una fuggitiva dopo aver ucciso il suo fidanzato, Tommy Cressman (interpretato da Ed Speleers, Irish Wish). Cosa accadde in quegli anni? Cosa spinse Jane ad un gesto così brutale? Come il sogno di una ragazza semplice divenne l'incubo di molte persone?

In quattro episodi arrivati in streaming dal 5 giugno, The Lady diventa un dramma poliziesco interessante, facile appunto da seguire, e che mi ha fatto scoprire una storia vera che non conoscevo. L'ho chiamato dramma poliziesco perché qui i binari narrativi sono due: da un lato ci sono le indagini della polizia e tutte le dichiarazioni di coloro che sono entrati in contatto con Jane in quegli anni, dall'altro il suo percorso verso Buckingham Palace, e soprattutto la sua caduta dopo essere stata licenziata da Sarah Ferguson.

The Lady non diventa però una vera e propria serie crime, cioè non ci vengono raccontati tutti i passaggi delle indagini della polizia, ma ha quasi il taglio di una docu fiction, con le testimonianze di persone che hanno conosciuto la stylist. Il minutaggio dei quattro episodi si concentra più sulla parte drammatica, sul farci conoscere Jane nelle sue luci e nelle sue ombre: durante il suo periodo più felice forse, a fianco della duchessa di York, che, nonostante le difficoltà economiche le promise di restarle vicino, ma anche tutti gli amori tossici diventati relazioni turbolente.

Non mancano poi i traumi pregressi che hanno segnato la personalità di Jane. Alla fine The Lady ci mostra cosa può accadere quando una persona dalla psiche fragile, problematica, con episodi di depressione, dalle reazioni eccessive, con un forte bisogno di integrazione sociale e stabilità emotiva, viene schiacciata da costanti delusioni, classismo e rapporti disfunzionali. Così Jane non è una cattiva monodimensionale, ma un personaggio ricco di sfumature che secondo me viene interpretato bene da Mia McKenna-Bruce. Ho letto qualche critica invece in merito a Natalie Dormer e alla sua scarsa somiglianza con Fergie, ma parliamo a tutti gli effetti di un personaggio quasi secondario, potremmo dire una dette tante ossessioni di Jane. 
È proprio il punto di vista di Andrews quello più focale all'interno della serie, quindi non aspettatevi uno scandalo a corte. 

La vera critica che mi sento di muovere a The Lady è che resta un intrattenimento comunque fine a se stesso, con un impatto limitato al di fuori delle quattro puntate; è quel tipo di serie che magari ricordi per qualche tempo ma poi metti da parte. Un altro problemino è la scattosità nei passaggi temporali, fra il passato a corte e le indagini degli inizi anni '00. 

Per il resto però, nel suo essere una piccola serie, funziona abbastanza bene, ha un cast giusto, in cui fra l'altro ho notato anche Sean Teale (Doctor Odyssey) nei panni di Luis Castillo, uno dei flirt di Jane,  Charles Ewards (Gli anelli del potere) e Philip Glenister (Belgravia), e la ricostruzione storica è credibile. Se amate il genere, se apprezzate lo stile della serialità british, non vi deluderà.



Le mie opinioni sul nuovo Caffeine 3% + Escin 1% Face Serum The Ordinary ☕

È da un po' che non vi parlo delle novità di The Ordinary, ma dietro le quinte sono qui che testo e provo, prendendomi come sempre i miei tempi per capire bene i prodotti e darvi una esperienza completa e chiara.
Una delle ultime aggiunte, arrivata ad Aprile di quest'anno è il Caffeine 3% + Escin 1% Face Serum, un nuovo siero viso energizzante che può essere un plus interessante alla vostra skincare.

the ordinary caffeine 3% + escin 1% recensione


INFO BOX
🔎 TheOrdinary, Amazon, Sephora, Lookfantastic
💸 €9.10
🏋 30ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Dopo il siero per il contorno occhi, The Ordinary ha pensato di usare la caffeina in un modo diverso, per un siero da usare su tutto il viso (anzi con l'accortezza di evitare proprio la zona perioculare) e studiato per energizzare la cute ma non solo.

Come sempre accade per il brand Deciem, anche questa volta abbiamo una formulazione mirata ma non per questo "vuota". Il trittico degli attivi principali di questo siero vede:

  • il 3% di Caffeina, nota per il suo effetto sulla microcircolazione cutanea, perché aiuta a drenare i liquidi accumulati, riducendo il gonfiore, e ha un effetto antiossidante;
  • l'1% di Escina, sostanza meno nota, estratta dall'ippocastano, che lavora in sinergia con la caffeina. Rinforza i vasi capillari e riduce la permeabilità vascolare, ma ha anche un effetto anti infiammatorio e antiossidante;
  • il Bacillus Ferment, un postbiotico ottenuto per fermentazione con un'azione enzimatico-esfoliante molto delicata che leviga la pelle, migliora la luminosità e può avere un effetto tensore/rassodante.

Da non dimenticare anche la presenza di glicerina, per un supporto idratante, e ho notato anche la maltodestrina, uno zucchero derivato solitamente da amido, che oltre a stabilizzare gli attivi, è comunque idrofilo, quindi trattiene acqua nella cute.

Il Caffeine 3% + Escin 1% Serum The Ordinary si accoda a quella serie di prodotti dalla texture lattiginosa che l'azienda ha lanciato più di recente. È una consistenza che piace molto, e che anche io apprezzo perché leggera, non pesante, non untuosa, ma che può dare più soddisfazione rispetto alle solite consistenze acquose. 
Il layering comunque con altri prodotti non risulta complicato, perché si stratifica senza alcun problema, non mi ha fatto pilling né diventa problematico sotto al trucco o alla protezione solare. 
Certo, come molti prodotti The Ordinary, non avendo alcun profumo, anche questo ha l'odore dei componenti che per alcuni nasi non sarà sicuramente elegante o piacevole. A me non disturba e poi è evanescente quindi non è un problema. 

Questo siero viso alla caffeina può essere usato sia di giorno che di sera, ma secondo me il suo posto ideale è proprio la skincare giornaliera. Infatti offre una idratazione molto piacevole, come anticipavo non è pesante, mi rende la pelle elastica, e lo trovo anche lenitivo e delicato, tanto che dopo la rasatura non mi crea bruciore o fastidio, anzi mi dà comfort.

In questa novità The Ordinary non ci sono attivi che possano contrastare problematiche più complesse, come rughe, macchie, imperfezioni o peggio ancora mancanza di tono, ma è un siero volto a migliorare l'aspetto generale del viso. La caffeina e la escina ho notato che contribuiscono a sgonfiare un po' il viso, quindi sono perfetti per quando ci svegliamo un po' "puffy", per questo al mattino può risultare il momento ideale per usarlo. Nel mentre l'ingrediente fermentato ci aiuta a riattivare la rigenerazione cutanea, che significa una leggerissima esfoliazione che va a togliere il grigiore del viso nel tempo.

Come dicevo il Caffeine 3% + Escin 1% Serum The Ordinary non è un trattamento urto, eppure mi son ritrovato ad usarlo sempre molto volentieri, perché è un prodotto che non richiede particolari accortezze o attenzioni, ma che svolge la sua funzione energizzante.
Penso che tutti i tipi di pelle possano apprezzarlo, soprattutto quelle spesso stanche e spente. Non lo consiglio, ma mi pare ovvio, alle cuti grasse e con molte impurità, che invece preferiscono altri attivi più specifici per le loro necessità, soprattutto in estate ché 


Voi lo avete provato?



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Tre Prodotti Cerave, La Roche Posay e Vichy per chi ama il sole 🌞

Nell'ultimo periodo ho avuto modo di testare tre prodotti di brand TOP che possono darci una mano in questa estate, e sono rivolti agli amanti del sole, ma anche (anzi direi soprattutto) per tutti coloro che si vogliono prendere cura della pelle durante questa stagione.


Sono tre prodotti di Cerave, La Roche Posay e Vichy, sia per il viso che per il corpo, e voglio raccontarvi a chi secondo me sono più azzeccati e cosa aspettarsi da ognuno di loro. 


Vichy Capital Soleil Latte Idratante Fresco
Protezione Molto Alta SPF 50+


INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, eFarma, Douglas, Farmacia, Parafarmacia
💸 €14.90
🏋 300 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Inizio da un prodotto che non ha molti "fronzoli" intorno, ma fa ciò che promette, ovvero il Latte Protettivo SPF 50+ di Capital Soleil, la linea di solari Vichy

Promette appunto una protezione stabile e molto alta contro raggi UVA, anche lunghi, e UVB, di essere resistente all'acqua, ma anche di risultare invisibile e idratante sulla pelle, oltre che fresca. La sua forza sta in una formulazione moderna e ad ampio spettro, che racchiude filtri chimici avanzati come Uvinul T150, Tinosorb S, e Mexoryl XL, sviluppato appunto da L'Oréal.
Sul fronte skincare abbiamo pochi attivi, ma comunque validi, come la glicerina e il tocoferolo, quindi umettanti e antiossidanti.
Dall'altro lato alcuni polimeri si occupano di rendere questo latte solare Vichy resistente all'acqua.

Come fa presente l'azienda, è una protezione che si può utilizzare sia sul viso, con l'unica accortezza di evitare il contorno occhi, e ovviamente su tutto il corpo.

La texture del Latte Protettivo Invisibile Capital Soleil è più vicina secondo me ad una crema che ad un fluido, ma resta comunque molto facile da stendere. Si crea una leggera scia bianca che ci aiuta ad applicare il prodotto in modo uniforme e che svanisce molto rapidamente stendendo il solare, quindi risulta effettivamente invisibile, non preoccupatevi.

La profumazione è quella tipica degli SPF Vichy, quindi fresca, un po' tropicale, un po' floreale. È una di quelle fragranze medio-intense, quindi se cercate un prodotto neutro o inodore siete avvisati.
All'applicazione è davvero una protezione solare fresca e gradevole, ma ammetto che su di me la texture, pur non risultando grassa, lucida o appiccicosa, non è esattamente impalpabile. Non la sento soffocante sulla pelle, né la risudo, ma forse mi aspettavo un finish ancora più leggero, secco, e asciutto.
Mantiene invece quella idea di voler essere un prodotto idratante, che lascia la pelle elastica.

Il Latte Protettivo Capital Soleil Vichy mi è sembrato uno di quei solari perfetti per il mare, che sai ti proteggono bene, che puoi spalmarti generosamente senza problemi e che si adatta un po' a tutta la famiglia. Quel boccione (in senso positivo) che metti in borsa, non ti obbliga necessariamente ad un prodotto per il viso (anche se io l'ho usato solo sul corpo) ed ha quella giusta resistenza all'acqua che poi non richiede la carta abrasiva per toglierlo dalla pelle.

Per la citta, quando ad esempio mi ritrovo con le braccia scoperte o altre zone esposte, preferisco solari che abbiano un tocco molto più secco.

L'azione idratante di questo Latte SPF 50+, come dicevo, ci aiuta invece in caso di pelle più disidratata, o se siete fra quelli che trascorrono molto tempo in spiaggia, fra sole e salsedine, e a fine giornata rischiano di trovarsi la pelle più rovinata.
L'unico aspetto che mi ha lasciato più perplesso di questo solare Capital Soleil Vichy è la specifica di evitare il contatto con i tessuti, clausola un po' difficile da rispettare. Io non ho notato grosse macchie sugli indumenti, però credo sia inevitabile che il prodotto raggiunga costumi, stuoie del mare o comunque tessuti di vario tipo. 


La Roche-Posay Anthelios UVMune 400+ Fluido Anti-macchie SPF50+ 


INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, eFarma, Douglas, Farmacia, Parafarmacia
💸 €14.90
🏋 50 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Dopo i due solari UV Sport di cui vi ho parlato qui, continua la mia esperienza con la linea Anthelios questa volta con un prodotto specifico per il viso e dalla formulazione avanzata. Il Fluido Anti macchie SPF50+ è infatti un vero e proprio trattamento che unisce fotoprotezione ad un twist skincare e nello specifico per contrastare e migliorare l'incarnato. 
Qui La Roche Posay ha riunito un sistema filtrante contro i raggi UVA, anche ultra lunghi, e UVB che offre una copertura è estremamente ampia e fotostabile grazie ad alcuni filtri chimici avanzati. Vi nomino ad esempio Tinosorb S, Uvinul A Plus, Mexoryl XL e appunto il Mexoryl 400 che dà il nome al prodotto.
L'attenzione è anche la prevenzione della pigmentazione data da HEVL o meglio nota come luce blu.
Il Fluido UVMune 400 + infatti vuole agire contro appunto le macchie cutanee ed infatti è arricchito con Melasyl, molecola brevettata e sviluppata da L'Oréal che aiuta a controllare l'eccesso di produzione di melanina, aiutando a contrastare macchie post-infiammatorie e tono irregolare. In più c'è anche glicerina e tocoferolo, che ci danno una extra dose di idratazione e azione antiossidante. 

Sempre per quanto riguarda la formulazione La Roche Posay ci specifica che dovrebbe resistere ad acqua e a sudore, ma aspetto forse più interessante, è stata pensata per ridurre al minimo la possibilità che dia fastidio agli occhi. Aggiungo poi che non ha alcuna fragranza aggiunta, penso sempre nell'ottica di cercare di renderlo un prodotto delicato.

Questo solare Anthelios La Roche Posay è uno di quelli molto liquidi, che va shakerato prima di essere prelevato, ma che posso dirvi non è stato antipatico da gestire: non si creano sprechi nel dosarlao. È poi una protezione che si stende molto facilmente sul viso, che non impiega troppo a settarsi e ad assorbirsi. 

Sicuramente la texture è uno degli aspetti che ho preferito di questo Fluido Anti-macchie UVMune 400+ perché è leggero sul viso, non lo trovo particolarmente pesante o occlusivo. Inoltre non solo appunto non mi ha creato bruciore sul contorno occhi, ma è andato bene con praticamente tutti i prodotti skincare con cui l'ho usato.

Se quello di Vichy mi è sembrato un solare più adatto al mare, questo di La Roche Posay Anthelios mi è sembrato un prodotto adatto ad ogni occasione, sia in città che durante le attività all'aria aperta. La texture leggera lo rende piacevole, ma ho notato che regge bene anche come sotto al trucco, sempre perché ha una formula bilanciata.
Il Fluido Anti-macchie SPF50+, nonostante la presenza di alcool e silica, su di me non ha un finish particolarmente matt, direi più un luminoso naturale. Non è però un solare untuoso o grasso, e quindi non interferisce o disturba gli altri prodotti che ci applico sopra. Inoltre nel corso delle ore non diventa lucido e se voglio un look più rifinito mi basta tamponarci un po' di cipria.

Credo che questo solare Anthelios si possa adattare a pelli da miste a normali e leggermente secche, ma ovviamente l'attenzione qui è rivolta a cuti con macchie, quindi se state facendo una skincare mirata a queste esigenze o semplicemente volete prevenire pigmentazioni, può essere adatto a voi.
Anche in questo caso ho scoperto un solare efficace, pratico, e che ha una buona resistenza, ma non mi obbliga a maltrattare la pelle per rimuoverlo.



Cerave Lozione Idratante Intensiva


INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, eFarma, Douglas, Farmacia, Parafarmacia
💸 €16.40
🏋 473 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Questa routine per amanti del sole non può che concludersi con un prodotto che si prenda cura della pelle dopo l'esposizione o in generale quando è più secca e bisognosa, e ho avuto modo di provare la Lozione Intensiva di Cerave. È una crema per viso e corpo pensata per ripristinare la barriera cutanea, ridurre la sensazione di prurito, ristabilire i livelli ottimali di idratazione e mantenerli nel corso delle ore. Cerave in questo senso promette fino a 72 ore di efficacia della lozione, e l'ha pensata appunto per pelli molto secche.
Al suo interno ovviamente si uniscono in sinergia tanti attivi interessanti. Si parte con questo 5% di idrossietil urea, un umettante che non dà la sensazione di appiccicoso dell'urea tradizionale e non è esfoliante.
A questa si uniscono altri elementi che fanno parte del nostro naturale fattore di idratazione come gli aminoacidi, 3 ceramidi essenziali immancabili per il brand, colesterolo ed altri umettanti. Fra gli attivi ci sono anche acido ialuronico, glicerina, tocoferolo e il burro di karitè.


Anche questa Lozione Idratante Intensiva sfrutta la Tecnologia MVE (MultiVesicular Emulsion Technology) di Cerave che promette un rilascio costante e graduale degli attivi per benefici prolungati.
Mancano invece sostanze come alcol o fragranze, che possono disturbare una pelle già sensibilizzata.

Questa crema corpo si presenta proprio come una emulsione abbastanza fluida, che non crea alcuna scia bianca mentre la si stende, e che in effetti unisce una sensazione di ricchezza ad una consistenza comunque facile da utilizzare, che non richiede troppo tempo per essere stesa o per assorbirsi.
È però un prodotto che secondo me rispetta le sue promesse: io ad esempio in questo periodo di grande caldo, devo dosarla bene perché altrimenti rischio che diventi troppo per la mia pelle. È una crema che davvero credo possa soddisfare le esigenze di cuti molto secche, magari un po' trascurate o maltrattate al mare. 

In generale apprezzo e condivido anche il fatto che renda la pelle liscia, elastica, morbida e nutrita per davvero diverse ore, nel mio caso fino alla doccia successiva, e che tutto sommato non sia eccessivamente grassa o pesate. 

Apprezzo molto che Cerave abbia pensato ad un prodotto del genere perché mi sembra ideale un po' per tutto l'anno. In inverno, quando la mia pelle è più secca, ad esempio io la userei generosamente su tutto il corpo ma anche su quelle aree del viso che possono screpolarsi per il freddo. Adesso che le temperature sono proibitive, è una prodotto che tiro fuori più per le necessità, che applico più spesso a zone, magari su aree come gomiti, piedi, e che secondo me ha senso portarsi dietro in vacanza se appunto restate molto al mare, ma anche con la logica di avere un passepartout per prendersi cura del corpo e del viso, ed anche qui un po' per tutta la famiglia. 
Un piccolo trick: usate una lozione neutra come questa di Cerave insieme alla vostra body mist preferita, così avere idratazione e nutrimento ma senza rinunciare ad un tocco profumato. E non preoccupatevi se il flacone vi sembra troppo grande, qui trovate la versione da 236ml. 


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