Sono arrivati in streaming proprio a Maggio ed ho voluto dargli una chance. Si tratta di due film italiani recenti che mi avevano incuriosito principalmente per il cast. Ho quindi messo da parte le mie reticenze per il cinema nostrano e mi sono lanciato, anche se il risultato è stato a volte incerto.
Breve storia d'amore (2025)
Genere: commedia, thriller Durata: 98 minuti Regia: Ludovica Rampoldi Uscita in Italia: 27 Novembre 2025 (cinema)/ 4 Maggio 2026 (NOW) Paese di produzione: Italia |
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Lea (Pilar Fogliati, Odio il natale, Follemente) è una aspirante scrittrice che nel frattempo si occupa di interviste ma che vive in una bolla di malinconia. È convinta infatti che il suo compagno Andrea (Andrea Carpenzano) la tradisca. Un venerdì, completamente per caso, incontra Rocco (Adriano Giannini) in un bar di provincia, il quale ha appena vinto uno dei suoi incontri di scacchi-boxe. Anche lui, che fa il sismologo, in realtà vive un matrimonio ormai stantio con Cecilia (Valeria Golino, Fuori), una brillante terapeuta che però ha un rapporto ormai abitudinario col marito. Così fra Lea e Rocco nasce una relazione segreta, che li porta a mettersi a nudo a vicenda. Però c'è un tarlo profondo che sta ossessionando Lea, che la spingerà verso un punto di non ritorno per lei e per gli altri inconsapevoli che le sono vicini.
Ludovica Rampoldi forse non vi dira moltissimo, eppure è una stimata sceneggiatrice che ha lavorato molto per cinema, come ad esempio per Primavera, e in serie tv come I leoni di Sicilia, e che con Breve storia d'amore ha esordito anche alla regia.
Il suo è un film interessante che mescola anche diversi ingredienti: si parte quasi come una commedia romantica, in cui serpeggia una vena più drammatica, ma che non sfocia mai all'eccesso; si prosegue, specie nella seconda parte, con toni più cupi, più vicini al thriller psicologico, specie quando calano le maschere.
Breve storia d'amore è in fondo un racconto di vite, di tradimenti, e soprattutto una disanima di relazioni diverse fra di loro, ma in parte accomunate dalla noia, dalla ripetitività, dalla mancanza di aspettative l'uno sull'altro, come dice la stessa Cecilia. Il tutto è incastonato negli ambienti borghesi, quelli che sembrano più ordinati, puliti, ma che poi brulicano come i formicai che simbolicamente Rampoldi ci mostra.
Seppur però con spunti interessanti e sempre attuali, Breve storia d'amore non mi è sembrato un film che riuscisse a farsi ricordare. È come se quelle sue anime che vi dicevo su non siano mai ben definite o meglio, non riescano mai ad essere nette, pungenti, incisive.
Nella parte più romantico-sentimentale dell'incipit mi è mancato un maggiore affiatamento fra Lea e Rocco. Pilar Fogliati e Adriano Giannini sono due ottimi attori, ma qui forse non sono sfruttati a pieno, e soprattutto manca quella passionalità che possa giustificare la loro relazione.
Quando poi si scava nelle dinamiche più complesse e intime delle coppie, forse il film riesce meglio perché ci mostra una storia di vendetta da una prospettiva diversa. Tuttavia, anche in questo secondo percorso che Breve storia d'amore prende, non aspettatevi che riesca ad essere particolarmente più forte .
Sembra quasi che il film, pur avendo le sue carte da giocare, abbia preferito un approccio più soft, tradizionale, senza mai sconvolgere quelle dinamiche borghesi che vorrebbe denunciare. Come vi dico spesso, penso che se lo avessi visto al cinema mi avrebbe forse lasciato più perplesso, ma dal divano di casa risulta sicuramente meno deludente.
Non è un paese per single (2026)
Genere: commedia, sentimentale Durata: 103 minuti Regia: Laura Chiossone Uscita in Italia: 8 Maggio 2026 (Prime Video) Paese di produzione: Italia |
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Nel bucolico paesino di Belvedere in Chianti, Elisa (Matilde Gioli) gestisce con passione e pragmatismo la tenuta "Le Giuggiole" seppur con qualche problema economico. Il suo impegno però è massimo, e cerca una quadra fra le responsabilità lavorative, che condivide con sua madre (interpretata da Cecilia Dazzi) e sua sorella Giada (Amanda Campana), e le faccende familiari, avendo anche una figlia adolescente.
Gli equilibri vengono però sconvolti improvvisamente dalla morte dell'anziano conte proprietario della tenuta. Da Milano arrivano così Michele (Cristiano Caccamo, Lol Chi ride è fuori 3) e Carlo (Sebastiano Pigazzi, And Just Like That...) due fratelli e unici eredi del conte rimasti in vita, e quindi nuovi proprietari de Le Giuggiole.
Elisa e Michele in realtà si conoscono fin dall'infanzia, quando giocavano da bambini, e fra loro c'è una bella affinità, almeno fino a quando non scoprirà le reali intenzioni dell'uomo. Michele è infatti un consulente finanziario ed ha intenzione di vendere agli americani la proprietà ereditata. Inutile dire che Elisa e la sua famiglia non la prenderanno affatto bene...
Dopo aver letto Due cuori in affitto, Non è un paese per single è la seconda chance che do a Felicia Kingsley che ha scritto il romanzo da cui è appunto tratto il film. Questa volta ero quindi più pronto a quello che sarebbe stato il mood della storia e devo dire che non mi posso ritenere deluso ma nemmeno soddisfatto.
Bisogna dire che il film Prime Video si ispira solo al romanzo e ne cambia alcuni personaggi e dinamiche, ma lo stile di fondo secondo me resta il medesimo. Non è un paese per single è a tutti gli effetti una commedia romantica tradizionale che sfrutta il tropo friends-to-enemies-to-lovers che è molto caro alla Kingsley ma che non ci dà nulla di nuovo.
Non mancano insomma sia i cliché del genere cinematografico, sia gli stereotipi su un certo tipo di italianità che sicuramente renderanno il film un po' più appetibile per il pubblico internazionale. Ed in effetti le ambientazioni, la luce calda, la bellezza dei paesaggi toscani sono degli elementi che ho apprezzato e la regia di Laura Chiossone (che tra l'altro, per restare in tema, ha diretto anche Odio il Natale) è semplice ma gradevole.
Per il resto Non è un paese per single è un film fatto di alti e bassi, o meglio di parti riuscite che si legano ad aspetti meno efficaci.
Parto col dire che, anche nel patto di una commedia che vuol essere comoda, di comfort, la prevedibilità qui è tanta, troppo calcolata e misurata per non finire per risultare stucchevole. Ma soprattutto si fallisce nella parte più "com" di questa "rom": quando il film dovrebbe essere più leggero e divertente, semplicemente non riesce ad essere davvero brillante.
Non è un paese per single ha poi una pletora di personaggi che poteva sfruttare ma che sono poco più che collaterali, e non se la passano meglio anche i due protagonisti. Matilde Gioli tutto sommato convince come Elisa, anche se non ha un grande range emotivo da mostrare, mentre credo che Giovanni Caccamo non abbia la maturità, magari anche il carisma o la faccia tosta per il suo Michele.
Aggiungo, seppur forse sia meno importante, che anche le musiche mi hanno lasciato perplesso: a volte sono azzeccate, altre sembra prendano il sopravvento.
Non è un paese per single insomma fa quel per cui è nato, non di più ma forse di meno, sta bene dove si trova e va preso per quello che è. Immagino che possa essere il primo film di un progetto più ampio di adattamenti, che però spero possano essere più interessanti.