Pelle più luminosa e liscia con tre novità Medicube ✨

Settembre significa tornare alla routine per molti di noi, e anche tornare a prendersi un po' cura della pelle che può aver risentito dell'esposizione solare e dall'estate in generale. Io stesso, per quanto ci provi, mi rendo conto che col gran caldo a volte non ho proprio voglia di stratificare prodotti su prodotti, e punto su una skincare mimale. 
Per buona parte dell'estate sono state con me tre novità di Medicube che fanno parte della linea Kojic Acid Tumeric.

Si tratta di una gamma ben diversificata di skincare coreana pensata soprattutto per contrastare macchie, discromie, incarnato spento e texture irregolare. Il nome stesso Kojic Acid Tumeric racchiude due degli attivi principali scelti da Medicube, ovvero:

acido kojico, un ingrediente inibitore della tirosinasi, cioè agisce sulla produzione di melanina, quindi ha una azione depigmentante, schiarente e contrasta macchie scure, melasma, segni post-acne e danni solari. Non si tratta però di un acido esfoliante come può far pensare il nome, anche se ovviamente vogliamo proteggere la pelle con un SPF,

estratto di curcuma, ricco di composti antiossidanti, ma ha anche proprietà antiinfiammatorie e sembra che alcuni studi indichino che possa avere un effetto illuminante e antimicrobico. 

Ovviamente le formulazioni sono molto più ricche e complesse, ma ho notato che Medicube ha voluto unire attivi specifici e mirati a consistenze e caratteristiche particolari che stanno andando molto di moda al momento.
Vediamoli insieme.


Medicube Kojic Acid Turmeric Vita Jelly Mist Serum
Siero in mist illuminante viso


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💸 €20.53
🏋 100ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
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È forse il prodotto che più ho apprezzato della linea Kojic Acid Tumeric, ma è anche fra i più originali di questa gamma Medicube. Il Jelly Mist Serum unisce infatti queste sue tre diverse funzioni e consistenze in un unico prodotto, tanto da poterlo definire multi texture e multi consistenze. Nel flacone infatti si notano come delle perle di gel che però sono legate da un liquido e c'è anche una componente leggermente oleosa, infatti prima dell'uso va shakerata per unire tutte queste texture. Però appunto questa mist viene erogata come uno spray, e può essere spruzzata a distanza dal viso, come una nebbiolina, con erogazioni più vicine come se fosse un siero.

Medicube specifica che la sua consistenza ha una ratio 1:9 nella combinazione olio e gel, proprio per mantenere la formula leggera e non appiccicosa. 

A comporre questa Kojic Acid Turmeric Vita Jelly Mist Serum, oltre agli attivi principali, troviamo il 74.5% di acqua di olivello spinoso, ricca di antiossidanti, a cui seguono una sfilza di attivi idratanti, lenitivi, antiage, illuminanti e appunto antiossidanti. 
Troviamo glicerina, diverse forme di acido ialuronico, collagene idrolizzato, ma anche niacinamide, pantenolo, adenosina, e allantoina come agenti lenitivi. La formula poi è ricca di sostanze antiossidanti, diverse forme di vitamina C, acido ferulico, e l'estratto di prugna Kakadu, ricchissimo di anti radicali. 
Per quanto riguarda la parte emolliente del Jelly Mist Serum Medicube, vi segnalo squalane e olio di olivello spinoso, quindi sostanze leggere.
L'olivello contribuisce a dare a questo prodotto anche un aroma fresco e agrumato. 

Questa mist Medicube non ha particolari indicazioni di uso, io la applico fra i primi step della routine sia di giorno che di sera, ma mi è anche piaciuto utilizzarla quando magari nel corso della giornata ho sentito la pelle un po' più disidratata. È infatti molto gradevole da utilizzare perché quello che applichiamo sul viso somiglia più ad una emulsione, e questo Vita Jelly Mist Serum aiuta ad eliminare subito quella leggera tensione che può causare la detersione, ridando idratazione ed elasticità al viso.
Inoltre ha davvero un effetto addolcente, anche dopo la rasatura non mi ha dato fastidio. 

Io la trovo una mist leggera, fresca, che si assorbe facilmente e non appiccica, e che come dice Medicube può essere una nebbiolina impalpabile da applicare magari anche sopra il trucco (poca ché contiene oli) o un vero e proprio siero, un po' più presente ma comunque mai pesante. Secondo me questo prodotto della linea si può adattare a diverse esigenze: dalla pelle mista che cerca un siero leggero, a quella secca che vuole iniziare la routine con una mist un po' più ricca. 
Per quanto riguarda il potere illuminante del Vita Jelly Mist Serum Kojic Acid Turmeric secondo me è molto basso: il suo effetto può coadiuvare altri trattamenti, o comunque aiutare a mantenere il viso omogeneo e in buono stato, ma la percentuale di acido cogico è piccola per poter agire da solo su macchie molto scure e datate. 



Medicube Kojic Acid Turmeric Vita Capsule Cream
Crema viso in capsule


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💸 €20.56
🏋 53g
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
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Se bazzicate Instagram e i social avrete sicuramente visto queste creme viso molto particolari: in una base di gel sodo "galleggiano" tante piccole sfere di crema che arricchiscono il prodotto e la sua texture.
Medicube qui ha proprio cavalcato questo trend per la Vita Capsule Cream, cha ha tanti aspetti positivi ma mi ha lasciato anche qualche piccolo dubbio.
La formulazione è la parte che ho preferito: è infatti ricchissima di attivi ancora più multifunzionale, sempre illuminante ma anche antiage.

Per esempio, la Vita Capsule Cream non ha quel complesso di olivello spinoso, ma comunque contiene alcuni ingredienti simili al Mist Serum, come la niacinamide (qui al 5%) e tutte le sostanze idratanti. Nella crema però ci sono variazioni interessanti sia per quanto riguarda gli attivi lenitivi, visto che troviamo la vitamina B12 ad esempio, e l'estratto di radice di Coptis Japonica, che è anche antiossidante. E per quanto riguarda il fronte delle sostanze anti radicali liberi troviamo anche l'estratto di castagna e fragola, oltre quelli che conoscevamo già.

Per quanto riguarda il suo effetto illuminante, la  Kojic Acid Turmeric Vita Capsule Cream sembra puntare anche sulla presenza di alfa arbutina che è un altro noto inibitore della melanina. Ma è stata arricchita come vi dicevo anche da attivi antiage, come quattro peptidi, ceramidi e persino una goccina di retinolo. Ovviamente essendoci una parte cremosa, ci sono degli emollienti nell'INCI, ma anche qui sono comunque leggeri, ben calibrati e dermoaffini.

Proprio l'assenza di olivello rende questa crema Medicube praticamente inodore, io ci sento giusto il sentore degli attivi, ma molto neutro e delicato. Per quanto riguarda l'uso anche qui abbiamo poche indicazioni: ci dicono di prelevare con la spatolina che si trova nella confezione sia il gel che una perla di crema, e miscelarle sul dorso della mano e possiamo calibrare il prodotto in base alle nostre esigenze. Se vogliamo una crema più leggera, allora preleviamo più gel, mentre per un trattamento più nutriente allora peschiamo più perle. Diciamo che una idea simpatica, molto adatta a creare contenuti sui social ma che nella pratica non aggiunge chissà che vantaggio.


Mi è capitato ad esempio che prelevare esattamente la sferetta di crema fosse più difficile perché questa si sfaldava o semplicemente finivo per prelevare anche parti delle altre capsule. Avrebbe forse più senso creare un barattolo con due parti divise e farci prelevare le quantità a piacere. Inoltre ho notato che, avendo usato questa Capsule Cream Medicube per diverso tempo, ho quasi terminato le perle di crema e mi resta un fondo di gel che dovrò usare da solo. 

A parte questi miei appunti forse troppo puntigliosi, questo è un prodotto che mi è piaciuto moltissimo. L'ho usato come ultimo step della mia routine serale e ho notato che si applica benissimo, ché le due parti si fondo sulla pelle, e in generale conclude la skincare senza problemi. Su di me la Vita Capsule Cream Kojic Acid Turmeric si assorbe facilmente, non ha creato problemi con prodotti di altri brand e idrata la pelle bene, senza appesantire. Credo che abbiamo una crema adatta a pelli miste, normali, e leggermente secche, ma non troppo bisognose, e l'ho usata tutta l'estate senza sentirla soffocante o pesante. 
Anche la Vita Capsule Cream Medicube non ha una percentuale elevata di acido cogico ma ha una formula ampia, sinergica e delicata che mi ha aiutato, sicuramente anche grazie al Mist Serum, ad avere una pelle più omogenea, luminosa migliorando piccole macchie post brufolo e aree più ingrigite. 


Medicube Kojic Acid Turmeric Peel Shot
Peeling Viso in siero


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💸 €18.53
🏋 80ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
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Oltre alla skincare quotidiana, la linea Kojic Tumeric Medicube ha anche alcuni trattamenti da fare periodicamente, come appunto questo Peel Shot, un esfoliante viso che elimina le cellule morte e ribilancia la cute.
La sua efficacia sta in una formula che vuole stimolare, esfoliare e purificare il viso ma contemporaneamente mantenerlo idratato e di supportarne la barriera. Infatti da un lato abbiamo una miscela di acidi come acido salicilico (BHA), Gluconolattone (PHA) e Acido capriloil salicilico (LHA) che lavorano a più livelli cutanei, e che trovano supporto in un paio di enzimi, dall'altro invece il Peel Shot Medicube contiene tutti gli altri attivi lenitivi, idratanti e ricostituenti che abbiamo già visto negli altri prodotti. L'unica aggiunta che ho notato nella formulazione è la presenza di centella asiatica, sempre antiinfiammatoria.

Il Kojic Acid Turmeric Peel Shot ha la consistenza di un fluido lattiginoso, e io ci sento un odore quasi alcolico, nonostante non solo non contiene alcol ma sono stati aggiunti diversi oli essenziali come quello di menta e bergamotto che però non percepisco al naso. Il suo uso è molto semplice perché basta applicarne alcune gocce sul viso e iniziare a massaggiare il prodotto e qui avviene una piccola magia: contenendo infatti cellulosa, il Peel Shot si aggruma in tante bricioline creando l'effetto gommage.

Sono quasi certo che su Instagram abbiate visto diversi di questi prodotti che col massaggio sembra quasi che sollevano e rimuovo cellule morte, sporco e pelle, ma non è così. Quelle "palline" che si formano sono in larga parte prodotto che si è aggregato, che però non sono inutili perché comunque riescono a raccogliere ed eliminare residui superficiali, oltre ad essere esteticamente molto soddisfacenti.
Comunque dopo aver massaggiato il Peel Shot Medicube, io aspetto un minuto per fare agli attivi la possibilità di agire e poi risciacquo tutto. La posa non è indicata dall'azienda e dipende dalla sensibilità della pelle. 

Finito il momento Quark direi di passare alla sua efficacia perché questo peeling Kojic Acid Tumeric è un altro dei miei favoritissimi della linea. Io lo utilizzo soprattutto sulla zona T quando mi sembra che al tatto non sia liscia come vorrei, e magari noto che il make up va ad evidenziare pellicine e aree meno omogenee, o comunque non si applica bene come dovrebbe.
Questo esfoliante non solo è divertente da usare ma è davvero efficace perché va a rendermi la pelle molto più liscia, morbida, rimuove e leviga le aree più ruvide ma senza seccare o irritare il viso.

Basta anche solo una applicazione, su di me il risultato è praticamente immediato sia al tatto che alla vista, ma sicuramente la costanza aiuta per evitare l'accumulo di cellule morte.

In più ho notato che il Kojic Acid Turmeric Peel Shot mi aiuta anche a tenere a bada i filamenti sebacei sul naso: dopo l'utilizzo mi sembra che i pori appaiono più puliti e meno dilatati.
Tutto questo ovviamente non fa altro che migliorare l'aspetto generale della pelle e contribuisce in quello che è l'intento della gamma Medicube di migliorare il colorito e le macchie cutanee, anche se qui abbiamo un prodotto che ovviamente non agisce giorno dopo giorno, ma può potenziare una skincare mirata contro le discromie.
Il Peel Shot come dicevo mi sembra un prodotto delicato, che riesco a fare una volta a settimana senza indebolire la pelle e che credo sia adatto un po' a tutti grazie al suo potere riequilibrante ed idratante.


Conoscevate queste novità Medicube?




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Tutto sul Rosemary Root Enhancer di Aromatica, il siero capelli rinforzante

Quando ho iniziato a testare Rosemary Salt Scrub Shampoo di Aromatica (qui la recensione), ho avuto modo di mettere subito alla prova un altro prodotto del brand ovvero il loro Rosemary Root Enhancer, un trattamento mirato per la salute delle radici.


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🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €12.53
🏋 100ml
🗺 Corea
⏳ 12 Mesi/scadenza sulla confezione
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Aromatica ha potenziato quella moda delle acque al rosmarino arrivata con la viralità dell'olio (di cui vi ho parlato anche io qui) contro la caduta dei capelli, ma ne ha fatto un prodotto specifico e più completo.
Si tratta infatti di un tonico nutriente per il cuoio capelluto, che ha lo scopo di creare l'ambiente ideale affinché i capelli possano crescere più forti e più sani. Questo aspetto è da tenere in mente e fra un po' vi racconto perché.
Aromatica ci spiega che la sua formula, oltre ad essere vegana, è "a doppio strato": una fase è composta da oli essenziali di rosmarino, lavanda, arancia e menta piperita che, non solo danno questo aroma rinfrescante, balsamico ed erbaceo al prodotto, ma hanno anche un effetto stimolante ed antiossidante.

Il secondo strato del Root Enhancer è una essenza a base d'acqua che contiene un complesso di 7 vitamine ad azione diversa, fra cui pantenolo, vitamina C, K3, e B2, biotina, e il Black Food Complex composto da riso nero, fagioli neri, sesamo nero, melanzana, gelso, pepe che ci aiutano a mantenere il cuoio capelluto in buone condizioni. Sempre questa fase contiene probiotici, come supporto alla barriera e all'equilibrio del microbioma del cuoio capelluto, e caffeina stimolante.


A completare il mix botanico troviamo anche l'estratto di Pinus densiflora, o pino rosso giapponese,  ricco di polifenoli e antiossidanti, ma anche zenzero e neem dall'azione stimolante, anti radicali liberi,  lenitiva e purificante. L'acido salicilico in piccole dosi contribuisce invece ad rimuovere eccessi di sebo e cellule morte, dando una sensazione di pulizia e aiutando gli attivi ad agire meglio. 

Il Rosemary Root Enhancer può sembrare complesso ma è invece estremamente semplice da inserire nella routine. Non lo definirei esattamente un tonico bifase, anche se Aromatica specifica di shakerarlo prima di usarlo in modo che tutti gli attivi siano sempre omogenei e ben miscelati. Per quanto però riguarda le indicazioni d'uso non ci sono novità da raccontarvi: questo siero rinforzante si spruzza sul cuoio capelluto e si massaggia per farlo assorbire e massimizzare l'attivazione del microcircolo. Non è necessario proseguire con lo shampoo dopo l'uso, ma va lasciato agire tutta la notte.

Io lo uso appunto la sera, prima di andare a dormire, ma non vedo problemi nell'usarlo ad esempio di giorno se vi viene più comodo. Inoltre, come con tutti i tonici stimolanti, lo applico quotidianamente concentrandomi sulla parte frontale dell'attaccatura, mentre due volte a settimana, quando so che farò lo shampoo, ne faccio un uso più generoso, e lo erogo su tutto il cuoio capelluto.

Così questo prodotto Aromatica può essere utilizzato quotidianamente e a me è piaciuto moltissimo.

Parto dall'aspetto pratico: l'erogatore è perfetto perché nebulizza il Root Enhancer in modo sottile ma preciso, non troppo ampio né troppo diretto. Inoltre dà subito una sensazione di freschezza che è davvero piacevole e che secondo me contribuisce a rendere l'utilizzo del siero quasi un momento "spa". Ti godi l'aroma balsamico, lo senti agire sulla cute e ti rilassi con un massaggio. 
Un altro punto importante è la leggerezza di questo siero rinforzante, che pur avendo diversi oli essenziali non mi unge o sporca i capelli prima del tempo e appunto ho potuto usare tutti i giorni senza dover fare lo shampoo più frequentemente. Questa leggerezza è data anche dall'alcol che contiene, che comunque non ha dato reazioni negative sul mio cuoio capelluto sensibile e secco, e che viene bilanciato dalla glicerina, oltre che da tutte le altre sostanze. 

Per quanto riguarda i benefici, come vi anticipavo, il Rosemary Root Enhancer Aromatica secondo me va inteso come una sorta di skincare per il cuoio capelluto, che aiuta a mantenerlo in buone condizioni e a supportare l'attività del follicolo.

Personalmente cerco sempre di anticipare la caduta stagionale usando con costanza trattamenti mirati a rinforzare le radici e, durante il periodo di ricambio più evidente, che nel mio caso arriva intorno all'ultima parte dell'estate, noto che la caduta non è mai particolarmente fastidiosa.

Questo siero al rosmarino Aromatica non credo contribuisca direttamente a rallentare o fermare la caduta, anche perché non ha attivi in tal senso, ma mi ha dato una mano a stimolare e rinforzare la "ripartenza" e la crescita dei nuovi capelli che noto in alcune zone, come appunto l'attaccatura. In generale poi lo trovo leggere ma idratante, adatto un po' a tutti i tipi di capelli.
Per questo mi sentirei di definirlo soprattutto un trattamento energizzante, stimolante e rinfrescante, pensato per completare l'hair care routine e migliorare le condizioni della cute affinché i capelli possano crescere più sani.

Lo avete provato?
Aromatica ha pensato anche ai più scettici creando una minitaglia da 30ml, la trovate qui su Yesstyle.



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Film e serie tv di Agosto, fra delusioni e consigli

Come dicevo per Beauty Cues, Agosto è un mese che cerco di prendere lentamente e che inevitabilmente mi porta altrove. Però c'è sempre tempo per recuperare qualche serie tv e dedicare un paio di serate ad un film. Questi sono i titoli che sono riuscito a recuperare in questo mese e inizio proprio dai FLOP.

Una nota dolente è stato per me La Lezione, film di Stefano Mordini che avrebbe anche del potenziale ma non lo sfrutta.

Potrebbe essere un thriller contemporaneo, intrigante, che gioca sul dubbio fino al suo culmine, ma invece La Lezione non sembra saper usare questa caratteristica. Più volte ti spinge a fermarti e chiederti se quello che sta facendo Elisabetta, la protagonista interpretata da Matilda de Angelis, possa avere in qualche modo senso, e più volte la risposta è negativa. In generale nemmeno il cast riesce a salvare La Lezione, che magari non sarà da evitare ad ogni costo, ma penso ci sia di meglio. 

C'è però di peggio, come Io, il mio migliore amico e la sua ragazza, commedia tedesca arrivata su Netflix il 14 Agosto.

Anche qui c'era del potenziale, completamente inespresso. O meglio, se il vostro intento è giusto avere una compagnia disimpegnata e leggera mentre fate altro, allora Io, il mio migliore amico e la sua ragazza può anche funzionare, ma se cercate di entrare nelle dinamiche dei personaggi potreste innervosirvi. Olli, uno dei protagonisti, è così immaturo da farvi venire prurito alle mani e purtroppo trascina anche gli altri nel suo gioco folle. Il risultato è che non fa affatto ridere e risulta anche prevedibile.

Devo purtroppo confessare di nuovo la mia delusione per il finale di Heartstopper, conclusosi con un film intitolato "Forever".

L'idea di un lungometraggio che completi una serie tv è sempre più comune e lo apprezzo, ma qui è mancata la coralità e soprattutto un naturale sviluppo della trama. Le intemperanze fra Nick e Charlie mi sono sembrate infatti pretestuose, giusto per creare dinamiche all'ultimo capitolo. Ma soprattutto risolvere le loro liti con una generosa dose di rapporti fisici non mi è sembrata una scelta molto interessante. È vero che sin dagli inizi io non ero il pubblico adatto per Heartstopper, ma questo film mi ha comunque lasciato un po' di amaro in bocca, ed è un addio che forse non dà giustizia alla serie. 

Sul fronte serie tv boccio invece La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità - Una storia dell'America, o quasi su HBO Max.

Il comico americano Larry David si cimenta in una nuova narrazione satirica dei fatti storici che hanno costruito gli Stati Uniti, raccontandoli col suo piglio spesso sopra le righe. Anche in questo caso magari non sarò stato io l'audience di riferimento della serie, ma non so a chi possa piacere. Il versante comico è fatto di esagerazioni, urla, sketch più pedanti che simpatici. Se poi cerca un po' di spessore, La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità sprofonda nel didascalismo. Il concept sarebbe anche carino, ma il risultato non mi ha convinto, ed essere stato prodotto da Michelle e Barack Obama non basta.

Fortunatamente ci sono titoli che si salvano, a cominciare da Gioia Mia di Margherita Spampinato, che ho recuperato su Netflix proprio ad agosto.

Delicatezza e dolcezza si fondono in questo film che parte da una storia semplice, forse anche un po' banale, del bambino che si ritrova con la zia anziana e all'antica, ma che poi rivela molto di più. Da un lato c'è la crescita di Nico, che impara ad essere più dipendente e sensibile verso gli altri, dall'altro Gela capisce che le ferite del passato possono sempre essere affrontate e in qualche modo guarite. Secondo me Gioia Mia è da vedere se non lo avete ancora fatto.

Merita una chance anche Don't Say Good Luck di Julia Hart sempre su Netflix dal 14 Agosto.

Non forse il film più estivo e leggero che ci possa essere, ma è una dramedy tenera, dolce, vagamente malinconica, sul rapporto fra una madre malata e la figlia che sogna di diventare una attrice di Brodway. Don't Say Good Luck trova ritmo nel suo miscelare generi diversi e soprattutto, come dicevo nella recensione, non l'ho trovato ricattatorio o melenso, come a voler far piangere a tutti i costi. Il cast poi è secondo me molto azzeccato. Nulla di originale, ma funziona.

Termino con l'ultimo promosso di Agosto, una docuserie che trovate su Disney+ che si intitola Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston.


L'attore inglese ci porta alla scoperta dei misteri di Pompei, rimasta sepolta sotto le ceneri dell'eruzione del Vesuvio del 79 d. C., e cerca di rispondere ad una domanda: chi è riuscito a sopravvivere? In un misto di ricostruzione storica, interventi di esperti e un tocco cinematografico, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston credo faccia un buon lavoro nel raccontare i fatti storici da una prospettiva diversa e senza annoiare. Non ho letto nulla a riguardo ma spero che diventi una sorta di antologia su altri avvenimenti del passato da scoprire. 

I miei prodotti TOP di Agosto: novità fresche e la skincare dell'estate!

In questa estate così calda ho preferito anche io rallentare un po', immaginando che le mie recensioni non fossero esattamente il primo pensiero di chi mi segue, e in generale essendo anche io con la testa e il corpo altrove. Ma questo spazio non sarebbe mai potuto restare fermo perché avevo comunque tanti prodotti di cui parlarvi e che mi hanno appunto aiutato ad affrontare meglio l'estate. 
Ho solo promossi anche questa volta, quindi sono stato fortunato.

Caldo significa ovviamente skincare più leggera ma non per questo non implica rinunciare ad attivi validi e a formulazioni complete. Io ad esempio ho messo alla prova la Sensitive Soothing Gel Blemish Cream di Mary&May e mi è piaciuta moltissimo.

Io l'ho definita un sogno per le pelli miste e grasse, perché ha una texture praticamente invisibile, leggerissima, che sparisce appena entra a contatto con la pelle e perfetta anche nelle giornate più calde, ma senza per questo venire meno l'effetto idratante. La crema gel Mary&May è poi arricchita con sostanze lenitive e purificanti, perfetta insomma per prevenire le impurità da sudore. Qui trovate la recensione completa. 

A proposito di prodotti completi, ho apprezzato molto anche il Vitamin C Concentrate Serum di Freshly Cosmetics.


Qui abbiamo davvero un prodotto completo, che non solo agisce per illuminare l'incarnato, ma lo protegge con sostanze antiossidanti, e si occupa anche di mantenere l'ideale stato di idratazione e nutrimento. Quando sopportavo davvero poco sul viso, questo siero alla vitamina C Freshly era immancabile così da avere il miglior comfort con un solo gesto, senza ungere e appesantire. Se volete scoprirne di più, vi aspetto qui. 

Un altro prodotto che mi ha aiutato molto grazie alla sua leggerezza è stato il Weightless Sun Fluid SPF50+ di House of Hur.


Che i solari viso coreani siano i migliori, specie quando si cerca una formulazione più elegante e leggera possibile, non è ormai un segreto, ma spesso i loro finish sono luminosi o glowy, e possono risultare poco adatti alla pelle mista durante l'estate. Il Weightless Sun Fluid invece non solo non si avverte sul viso ma su di me risulta decisamente opaco, diventando perfetto per una skincare essenziale, anche insieme al siero che vi dicevo sopra, e nelle giornate più calde. Gli altri dettagli li trovate alla review. 

Passando ai prodotti corpo, ad Agosto ho raccolto quella che è stata (e che in parte ancora è) la mia body routine, profumata ed economica. Dovendo fare una scelta vi segnalo fra i top sicuramente la Crema Corpo Idratante Mango e Jasmine di Leocrema.


Leocrema
ha creato questa piccola gamma di lozioni corpo che sono state chiacchierate soprattutto per le profumazioni. Io ho scelto Mango e Jasmine perché pensavo sarebbe stata la più estiva e non mi sbagliavo: è un mix tropicale, fresco e non stucchevole, perfetto appunto per la stagione. E poi ha un giusto livello di idratazione, e non risulta appiccicosa o grassa. 

Il secondo prodotto che sicuramente riacquisterò è il Latte Idratante Rigenerante 15% Urea di Balea Med.


Ammetto che la sto usando da diverso tempo, non è una scoperta di agosto, però mi è piaciuto perché è un prodotto multiuso. Infatti questo Latte Balea Med va a levigare, idratare e nutrire le aree più secche e ruvide del corpo grazie appunto all'urea. Io ad esempio l'ho usata spesso e volentieri sui piedi, ma ci sono tantissimi altri usi che se ne possono fare, come vi raccontavo nella review. È comunque un trattamento mirato, che non consiglierei su tutto il corpo, ma solo su alcune aree. Come dicevo, sicuramente questo latte corpo sarà uno di quei prodotti che continuerò ad acquistare in futuro da DM.

A proposito di prodotti multitasking, sempre ad agosto vi ho raccontato quanto mi è piaciuto il Cicaplast Baume B5+ di La Roche Posay.


Un balsamo molto lenitivo, riparatore, idratante, nutriente che però risulta facile da stendere e applicabile su viso e corpo senza problemi. Io l'ho messo soprattutto alla prova soprattutto contro le irritazioni da sudore, quelle post rasatura e in generale per aree più secche del viso. Ma anche nel caso di questo Balm riparatore, gli usi sono illimitati, ho provato a riassumerli nella recensione, e la stessa La Roche Posay pare che l'abbia testato a diverse esigenze cutanee. Il Cicaplast Baume B5+ è un altro prodotto che non ha stagionalità, va bene per tutto l'anno, e che mi porterei in vacanza o comunque dietro per brevi spostamenti come all over salva pelle. 

Termino la carrellata dei prodotti TOP di Agosto con una novità: il Rosemary Salt Scrub Shampoo di Aromatica.


Anche qui, seppur sia rivolto alla cura dei capelli, abbiamo un prodotto multifunzionale, che vuole detergere la cute, esfoliarla, e prendersene cura con attivi protettivi e rinforzanti. Nella recensione approfondisco molto la sua formulazione, ma a me questo Scrub Shampoo a me è piaciuto soprattutto per la sensazione che lascia di un cuoio capelluto fresco, leggero, pulito ovviamente e più sano. Sicuramente una novità da prendere in considerazione. 

In attesa di un Settembre più fresco e ricco, ci leggiamo presto! 



Tom Hiddleston ci porta alla scoperta di Pompei con Fuori dal Tempo su Disney +

Nel cuore di questa estate, esattamente il 23 luglio, è arrivata su Disney+ una docuserie che mi è piaciuta molto. Tom Hiddleston, l'attore inglese, ha deciso di vestire i panni dell'Alberto Angela di turno e in Pompei: Fuori dal tempo, ci porta a scoprire cosa accadde in quelle 24 ore in cui l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse quell'area. Ma l'intento non è solo raccontarci cosa accadde in quelle ore fatidiche, ma rispondere ad una domanda complessa: chi è riuscito a sopravvivere ad evento così catastrofico?

In soli tre episodi, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston riesce a condensare molto di più che una semplice pagina di storia, ma tenta di ricostruire una civiltà. La docuserie, firmata da National Geographic, infatti parte da prima dell'esplosione del vulcano, in quelle ore in cui i pompeiani iniziavano ad avvertire le prime scosse, credendo però si trattasse dei soliti terremoti. Entriamo così, attraverso le ricostruzioni recitate, all'interno di una popolazione florida e complessa, con le sue attività commerciali ed imprese fiorenti, ed un grado di civilizzazione molto superiore a quello che si possa pensare. Ci sono ovviamente differenze sociali e di classe, ma scopriamo anche un ambito più privato con i rapporti familiari.

La docuserie segue in particolare Julia Felix (qui interpretata da Lubna Azabal), facoltosa proprietaria terriera e imprenditrice pompeiana, che gestiva da sola un complesso immobiliare e termale, i Praedia, che è ancora possibile visitare. O ancora, conosciamo Avianius un adolescente che lavora come apprendista fabbro, che un tempo era parte di una famiglia benestante ma, dopo un tracollo economico, si ritrovò a vivere solo con la madre. E poi si aggiunge un'altra figura, un soldato i cui resti sono stati ritrovati ad Ercolano, e di cui sono rimasti intatti il pugnale e la cintura entrambi decorati e di pregio. 

Come dicevo però Pompeii: Out of Time with Tom Hiddleston non si limita a dirci cosa accadde quel giorno, ma cerca costantemente di rispondere alla domanda su come i pompeiani riuscirono a salvarsi, quali furono i tentativi di fuga, e cosa accadde dopo a queste persone. L'ulteriore salto che la serie cerca di fare è di entrare nella psicologia dei personaggi, e di come un po' tutti ci comporteremmo in caso di una catastrofe. Sarà che abito anche io vicino ad un vulcano attivo, ma sono dei pensieri che mi è capitato di fare.

Ovviamente ci vengono spesso esposte anche supposizioni, come l'eventuale stress post traumatico del pretoriano, e drammatizzazioni, ma in questo senso risulta coerente perché a volte si ha l'impressione di essere un po' nell'immaginazione dello stesso Hiddleston che ricostruisce i fatti. 
Questo è forse l'aspetto che può far storcere il naso, ma che credo sia compreso palesemente nel pacchetto: non un documentario denso, informativo e minuzioso, con uno stile accademico "tradizionale".

Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston mi è piaciuto moltissimo perché riesce ad essere un documentario chiaro, con un ottimo ritmo e che appunto guarda ad un lato della vicenda da un punto di vista meno noto secondo me. E poi è stato ben congeniato.

Infatti la serie trova la sua solidità negli studi del professor Steven L. Tuck della Miami University e nel suo Pompeii Survivors Project, che ha tracciato il percorso di oltre 200 persone i cui nomi riaffiorano nei documenti ritrovati in altre città dopo la tragedia. Inoltre viene citato Plinio il Giovane che fu testimone oculare, ma si accenna più vagamente a Plinio il Vecchio.

Oltre all'intervento di esperti, scienziati, storici, lo stesso Tom Hiddleston non è messo lì a caso, ma avendo fatto studi classici a Cambridge, sa leggere e tradurre il latino. E poi lui si immerge come noi in questa storia, non sale in cattedra come un professore ma cerca di unire, pezzo dopo pezzo, la vicenda. Ovviamente è chiaro che sia stato inserito un attore dal volte noto per attirare, ma sin dal primo episodio si capisce che lui deve fornire un tocco cinematografico quasi da thriller.

Anche se sappiamo come finirà, la docuserie riesce a mantenere l'attenzione tutto il tempo, non diventa didascalica o ripetitiva, nonostante, come in Loki, Hiddleston blocchi o riavvolga il tempo e ricominci quando mancano dei tasselli al suo racconto. Questo secondo me è il suo pregio ma capisco che se vi aspettate un documentario "standard" o se non sopportate le parti romanzate, drammatizzate e recitate, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston non sarà quello che cercate. 

Io invece spero che questa docuserie possa essere il primo capitolo di molte altre stagioni, perché unire intrattenimento a concetti storici penso crei un modo diverso di fare contenuti, e riesca ad avvicinare un pubblico più ampio che può sempre approfondire altrove.

Il solare House of Hur è il migliore del 2026 (e costa meno di 10 euro!)

Arrivo forse un po' tardi in questa ultima parte dell'estate, ma quando un prodotto merita non c'è tempo ideale per parlarne. Ha avuto anche il suo momento di viralità, quindi magari la conoscerete già ma voglio raccontarvi la mia esperienza con il Weightless Sun Fluid SPF50+ di House of Hur.

INFO BOX
🔎 Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €9.50
🏋 50ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

House of Hur è un brand coreano creato da Sunny Dahye che forse non vi dirà molto, ma in realtà è già un marchio consolidato che unisce skincare mirata ad una linea di make-up che ha comunque un'attenzione alla cute. Il nome ho scoperto che unisce "house" per indicare il senso di comunità e inclusività, al vero cognome della fondatrice che in inglese si trascrive ufficialmente come Hur, ma si pronuncia esattamente come la parola inglese "Her" (lei), che quindi si collega al femminile. 

Tornando al Weightless Sun Fluid mi ha incuriosito perché tutti ne decantavano le lodi soprattutto su pelle mista e grassa, ma è stato l'approccio minimalista ad avermi spinto ad acquistarlo. 
Si tratta di una protezione solare con filtri chimici ad ampio spettro SPF 50+ appunto e PA++++ quindi sia contro i raggi UVA che UVB, ma per il resto della formulazione è molto semplice.
Gli attivi scelti che agiscono sulla cute sono due: l'estratto di Citrus Junos (Yuja), un agrume simile ad un mandarino proveniente dall'isola di Jeju, che per il suo naturale contenuto di Vitamina C svolge una azione antiossidante e illuminante, ed il miele di manuka, che proviene dalla Nuova Zelanda, ed ha un effetto idratante ed antiinfiammatorio. 

House of Hur ha pensato anche alle pelli più sensibili e non ha aggiunto alcol o fragranze, ed in effetti io l'ho trovato un solare delicato, che non mi dà fastidio dopo la rasatura e soprattutto nella zona perioculare. 

Il Weightless Sun Fluid SPF50+ risponde poi completamente al suo nome: è un fluido leggero, che scorre molto bene ma non è troppo liquido da essere antipatico da stendere. In effetti si applica molto facilmente, come se fosse una lozione, non fa alcuna scia bianca né attrito con la pelle. Su di me poi si assorbe molto in fretta e diventa realmente invisibile. È proprio una di quelle protezioni che mi dimentico di avere sul viso, non ha peso, non la sento occlusiva, non mi dà la sensazione di sporcarmi o appesantire la pelle.
Una volta che si asciuga, è appunto quasi come non averla, e soprattutto questo SPF House of Hur ha sempre collaborato perfettamente con tutti i prodotti con cui l'ho usato. Non mi ha fatto sollevare la skincare riducendola in briciole né ha interferito con la performance del (poco) make up che utilizzo. Inoltre ho notato che si riapplica senza alcun problema.

Ovviamente la caratteristica che più mi ha colpito di questo solare è il suo finish matt: quando si setta dà alla pelle un aspetto opaco molto bello, naturale, non eccessivamente polveroso, che mi ha aiutato a controllare la mia pelle mista durante questa estate torrida. Qui in Sicilia non abbiamo avuto tregua dal caldo e quindi avevo proprio bisogno di un prodotto del genere. Mi sento di indicarlo per cuti appunto da normali a grasse, ma se avete la tendenza ad una pelle disidratata potrebbe non darvi il livello di idratazione necessario. Io ad esempio quando utilizzo il Weightless Sun Fluid SPF50+ faccio una skincare mediamente leggera, perché alcune zone del mio viso come le guance non sono mai particolarmente sebacee. Aggiungo però che a fine giornata la mia pelle è comunque in buono stato, non la sento tirante o secca una volta che rimuovo il prodotto.

Il Weightless Sun Fuid House of Hur è sicuramente una crema solare pensata per la città, perché appunto si nota l'attenzione che hanno messo nella formula affinché fosse quanto più elegante, impalpabile e invisibile possibile. Non ho notato ad esempio una particolare resistenza all'acqua e viene via con qualunque detergente viso.

L'azienda comunque ha pensato anche agli indecisi, e c'è la versione in minitaglia per provare il solare. La trovate qui. 

Viste tutte queste caratteristiche e la mia esperienzami sento di definirlo come uno dei migliori SPF scoperti quest'anno. 
Voi l'avete provato o conoscevate già House of Hur?



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Il finale di Heartstopper e gli altri film di Agosto su Netflix

Ho voluto dedicare un paio di serate di questo caldo agosto ad alcuni film che mi hanno incuriosito alla ricerca di un po' di leggerezza. Ve ne parlo nel modo più snello che mi riesce.


Heartstopper Forever (2026)


Genere: sentimentale, commedia, drammatico
Durata: 111 minuti
Regia: Wash Westmoreland
Uscita in Italia: 17 luglio 2026 (Netflix)
Paese di produzione: UK

L'omonima serie tv Netflix ha concluso definitivamente il suo percorso e quello dei suoi protagonisti non con una quarta stagione ma con un film arrivato in realtà in streaming a fine luglio.
Il progetto era quello di salutare Nick (Kit Connor) e Charlie (Joe Locke) nell'unico modo possibile visto che, dopo il successo della serie, sembrava sempre più difficile far trovare tutti gli attori sullo stesso set per una produzione molto più lunga. Condensare così le loro storie in un film conclusivo è sembrata la scelta più sensata sulla carta, ma non nella pratica secondo me.

In realtà narrativamente parlando sembra che Heartstopper Forever non si distanzi troppo dalla serie: ritroviamo infatti Nick e Charlie ancora innamorati, ormai più "out of the closet" che mai, ma crescere è sempre complesso. Il primo infatti sta per seguire un percorso universitario che lo porterà lontano, mentre il secondo è ancora a scuola, più sicuro di sé ma non ancora del tutto indipendente.
Potrà sopravvivere il loro amore, nato fra i banchi di scuola, quando si affaccerà al mondo "dei grandi"?


Avere un finale, dare un saluto alle persone che hanno un seguito una serie tv o una saga, per me è sempre una vittoria, specie in un mondo di produzioni falciate via senza troppe remore.
Con Heartstopper Forever però secondo me hanno seguito un po' la china che la serie tv stava prendendo. 
Il fulcro narrativo di tutto il film è sicuramente la nuova dinamica fra Charlie e Nick che si ritrovano a non capirsi più bene una volta che si ritrovano in vite in parte separate. Così scattano piccole gelosie, momenti di ansia e tensione, che portano alla classica giostra in cui i due si lasciano e poi tornano insieme e, in modo un po' strano, sembrano trovare pacificazione attraverso rapporti fisici. Diciamo che per tre stagioni ci hanno fatto intendere che due adolescenti non avessero pulsioni sessuali e adesso improvvisamente devono recuperare.
Ma a parte eventuali sottotesti,  Heartstopper Forever sembra una versione ingrigita della storia principale. Manca quella sensazione di calore, di tenerezza che ha sempre comunque saputo trasmettere, e manca una vera necessità alla storia stessa.


Proprio le varie occasioni di allontanamento fra Nick e Charlie sembrano spesso pretestuose, proprio come potrebbero fare due ragazzini e non due giovani adulti che devono essere maturati. Ammetto che ad un certo punto avrei preferito che i due, pur restando in ottimi rapporti, si separassero definitivamente proprio perché l'idea che due giovani proseguano per tutta la vita o quasi un rapporto nato da ragazzini, mi sembra assurdo e non esattamente il migliore dei messaggi da lasciare.
Ma mettendo di nuovo da parte le mie considerazioni, Heartstopper Forever finisce per essere frettoloso sotto ogni punto di vista, non dando un vero e proprio sviluppo ai personaggi secondari come Tao ed Elle, Tara, Darcy ed Isaac.
Si chiude quindi un progetto che aveva delle ottime intenzioni, che è riuscito a fidelizzare migliaia di fan, ma che forse non ha retto il peso del tempo e del successo. Peccato.



Don't Say Good Luck (2026)


Genere: drammatico, commedia, musicale
Durata: 95 minuti
Regia: Julia Hart
Uscita in Italia:  14 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: USA

Forse non il film più estivo, ma anticipo subito che Don't Say Good Luck mi è sembrato ben riuscito.
Scritto da Laura Hankin, che pare abbia racchiuso nel film una sua esperienza personale, conosciamo Sophie Birenbaum (Sunny Sandler) una adolescente che sogna in futuro come attrice di musical, e in parte ci riesce. Infatti ha ottenuto la parte come protagonista di Waitress che la sua scuola ha intenzione di rappresentare. Un momento di gioia che però verrà adombrato dalla notizia più brutta: sua madre Elizabeth (Melanie Lynskey, Matlock) è di nuovo malata di cancro e deve sottoporsi a cure molto pesanti. Così Sophie dovrà prepararsi ad uno dei giorni più belli della sua vita, ma con il peso sul cuore che sua madre possa non farcela.


Tolgo subito il cerotto: Don't say good Luck non è il film più originale in assoluto, ed il fatto che Sunny Sandler sia la figlia di Adam Sandler e Jackie Sandler, che hanno coprodotto il film, non aiuta di certo a rendere il progetto esente da critiche. Eppure mi è sembrato che abbiano saputo raccontare il rapporto fra una madre e una figlia in modo sincero, onesto, diretto, senza dover a tutti costi creare una storia piangina e melodrammatica. Nel suo non essere estremamente brillante e innovativo, non è un film che definirei emotivamente manipolatorio o melenso.  

Don't Say Good Luck in realtà racchiude stili e generi differenti: è un po' coming of age, un po' dramma familiare, un po' commedia con una leggera deriva musicale che non diventa mai musical in piena regola. Tutte queste anime si racchiudono in una trama che, come anticipavo, non è esattamente la più innovativa, ma scorre bene, ha una durata corretta, si guarda volentieri, ed è emotivamente coinvolgente.


Le bellissime canzoni di Waitress contornano il film alla perfezione, adattandosi al personaggio di Sophie e alla sua vicenda, ma sono soprattutto le interpretazioni a convincere.
Nonostante l'ombra del nepotismo, Sunny Sandler trova un ottimo equilibrio per la sua Sophie, ma accanto a lei non può che andare tutto per il meglio visto che troviamo nomi come Max Greenfield (A Man on the Inside) e Steve Buscemi.
Probabilmente, proprio potendo sfruttare un cast del genere, avrei osato un po' di più, mentre questo film va proprio sul terreno più battuto e meno complesso.
Nonostante ciò, seppur non mi abbia fatto piangere tutte le lacrime che avevo in corpo, e probabilmente ce ne dimenticheremo presto, penso che Don't Say Good Luck sia un film ben realizzato, specie per gli standard di Netflix. 



Io, il mio migliore amico e la sua ragazza (2026)


Titolo originale: Mein bester Freund, seine Freundin und ich
Genere: commedia
Durata: 98 minuti
Regia: Marco Petry
Uscita in Italia: 14 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: Germania

Trovandolo fra i film più visti su Netflix del periodo, ho deciso di fare una opportunità a 
Io, il mio migliore amico e la sua ragazza, ma me ne sono pentito dal primo minuto. Come da titolo, conosciamo Olli (Kostja Ullmann) e Matze (David Kross) che sono amici fin dall'infanzia, così fedeli l'uno all'altro che, adesso che sono adulti, abitano insieme e lavorano persino nello stesso studio. Stanno programmando un giro intorno al mondo ricco di tappe, ma qualcosa va storto: Matze infatti conosce per caso Rebecca (Janina Uhse) e se ne innamora perdutamente. Così nasce una sorta di triangolo dove Olli, sentendosi scalzare dalla nuova arrivata, farà di tutto per allontanarla, ma la stessa Rebecca non tarderà a rispondere al fuoco col fuoco. 


Io, il mio migliore amico e la sua ragazza aveva il potenziale per essere una di quelle commediole che ti tengono compagni d'estate, che non lasciano il segno, ma almeno ti fanno passare la serata con un sorriso. Persino la locandina è stata un piccolo colpo di genio, peccato però che questa produzione tedesca non abbia saputo giocare bene le sue carte. Infatti si parte da una situazione credibile, reale, condivisibile sulle difficoltà che un po' tutti viviamo nel far convivere amore e amicizie, specie se non nasce subito una simpatia fra le parti. Qui diventa però una sorta di scontro alla Tom e Jerry, dove Olli e Rebecca iniziano a farsi sempre più dispetti, scaramucce, trappole e sabotaggi reciproci che li metteranno in difficoltà.
Tutto sommato Io, il mio migliore amico e la sua ragazza poteva funzionare in queste sequenze rapide, seppur assurde, ma c'è stato un grosso problema di definizione dei personaggi.


La trama e le caratterizzazioni dei protagonisti sono infatti grezze, non si gioca molto sul sottile, e quindi da un lato abbiamo Olli e Rebecca che finiscono per risultare antipatici, mentre Matze è quasi trasparente, non riuscendo ad emergere né tentando di mediare. Un po' tutti, anche i secondari, risultano caricaturali e poco empatizzabili.

Il film cerca poi un suo spessore, nell'inevitabile ravvedimento delle due parti ma lo fa nel peggiore dei modi. Olli in particolare, colui che farà scoppiare appunto questa guerra intestina, risulterà infantile ed egoista fino alla fine, non accettando che, come è ovvio che succeda, il suo amico sia semplicemente cresciuto e non voglia continuare a fare le marachelle come i bambini alla soglia dei 40 anni.
La cosa peggiore è però che Olli sembra davvero cambiare non quando capisce di aver sbagliato, ma quando a sua volta troverà una compagna che in qualche modo sostituisce l'amico. Vi sembra normale?
Quindi, seppur nell'ottica di una commedia che come tale deve essere leggera e magari un po' di comfort, Io, il mio migliore amico e la sua ragazza dà più fastidio che ilarità e per me dovreste skipparla. 



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