Il 29 Gennaio e il 26 Febbraio sono arrivate su Netflix in due tranche le nuove puntate della quarta, molto attesa stagione di Bridgerton. Era ormai noto che questa volta sarebbe stato il turno di Benedict Bridgerton (Luke Thompson) a farsi avanti e trovare (forse) qualcuno da amare veramente. Ed è proprio un incontro fortuito ad un ballo in maschera con una misteriosa dama vestita d'argento a far battere il cuore del secondogenito della casata, quello che fino ad adesso aveva preferito il divertimento all'accasarsi.
Scoprire chi sia la misteriosa ragazza non sarà semplice per Benedict, ma nel frattempo conoscerà un'altra ragazza con cui sembra avere altrettanto feeling. Lei è Sophie Baek (Yerin Ha), una domestica al servizio della rigidissima Lady Araminta Gun Penwood (Katie Leung), che però nonostante il suo lavoro umile nasconde un acume e una educazione particolare. Ma come possono due persone di estrazione sociale così diversa stare insieme?
Riguardando alla mia recensione della terza stagione di Bridgerton mi sono quasi pentito di essere stato un po' troppo duro perché, in confronto, questi nuovi episodi sono forse anche peggio. La terza era infatti tutto sommato una stagione dinamica, corale, con dei colpi di scena che avrebbero a cascata coinvolto tutta la serie, e abbastanza movimentata mentre invece la quarta mi è sembrata ad oggi la più monotona, ripetitiva e banale di tutta la serie.
Avevo in effetti predetto che Benedict non aveva secondo me il carisma per reggere una stagione tutta basata su di lui e non credo di essermi sbagliato perché non riesce a fare dei passi avanti. Tra l'altro gli hanno affibbiato proprio il ciclo di episodi in cui gli altri personaggi sembrano quasi stare un passo indietro, o quantomeno avere delle storyline non così forti da creare dinamismo.
Sì, c'è Violet (Ruth Gemmell) sempre più vicina a Lord Marcus Anderson (Daniel Francis), e c'è Francesca (Hannah Dodd), la quale sembra destinata a dover rosicchiare spazio dalle stagioni altrui e deve anche sopportare Michaela (Masali Baduza), la prezzemolina cugina del marito. E poi c'è la povera Penelope (Nicola Coughlan) che, ormai smaschera nel suo ruolo di Lady Whistledown, si sente una pedina nelle mani della regina Carlotta (Golda Rosheuvel).
Tutto però viene mostrato attraverso scene buttate qui e lì, e vanno a condire in modo piuttosto blando il filone narrativo centrale che resta quello più importante e soprattutto quello che dovrebbe suscitare più interesse.
In più la fiaba fra Benedict e Sophie non è altro che un rifacimento di Cenerentola senza alcuno sforzo di originalità e tridimensionalità, quindi col risultato di essere tutto enormemente prevedibile, già visto e noioso. O per lo meno, questi plot twist mi sembrano soluzioni narrative così usate e rodate, che mi sorprende possano stupire uno spettatore abituato al linguaggio seriale contemporaneo.
Non basta la conferma della scrittrice a rendere questa ispirazione più interessante una volta trasposta sullo schermo, ma non è solo il quadro generale il problema di questa quarta stagione. In fondo i cliché della commedia romantica sono sempre stati radicati in Bridgerton e mi si potrebbe dire che un classico non si disdegna mai, specie se inserito in uno show confortante e in fondo leggero.
Il problema secondo me di questa quarta stagione è la mancata costruzione di personaggi davvero interessanti, che riescano ad avere un arco narrativo sensato. Non conoscevamo Sophie ma il suo personaggio non riesce a spiccare per qualche aspetto particolare: di cameriere sveglie che nascondono altri segreti ne abbiamo viste a bizzeffe, così come di principi dalle 50 sfumature di azzurro che si innamorano della fanciulla misteriosa che non ha nemmeno proferito parola. Lei alla fine non sembra questa eroina emancipata, ma solo una vittima degli eventi che deve sopravvivere e che sente in cuor suo di non essere al posto giusto.
Benedict dall'altro lato sembrava fino ad ora, insieme ad Eloise, il Bridgerton meno predisposto ad una vita coniugale stabile: ci viene ripetuto mille volte che è il libertino dalle ampie vedute sessuali, per cui questo suo improvviso innamoramento risulta brusco. E poi credo che un po' tutti dovremmo essere stanchi dell'ennesimo trope di un uomo dedito ad una vita dissoluta che viene redento dall'amore.
Entrambi poi sembrano sciocchi: Sophie non si capisce bene perché non si confidi del tutto a Benedict visto che la schiettezza sembra essere il suo tratto principale. E la fragilità della trama starà tutta nella sua incapacità di spiegare come mai abbia creduto ad Araminta che chiaramente non era proprio dalla sua parte.
Benedict invece, che non riesce a riconoscere Sophie dopo una intera stagione sembra semplicemente un bambacione. Per non parlare del rimprovero alla madre Violet che finalmente si gode un po' la vita frequentando un uomo: ma non era il libertino di larghe vedute?
Questa quarta stagione viene poi affossata da scelte tecniche e di marketing che non l'hanno appunto aiutata: la divisione in due parti ha aumentato ulteriormente aspettative mal riposte, e la durata eccessiva degli episodi non viene giustificata da una trama così fitta e densa di avvenimenti.
Così si arriva all'episodio finale che diventa uno spiegone di tutto quello che è successo, risolvendo le storyline come tante altre serie tv, ma con il peso di non riuscire a dare un vero senso di giustizia per i protagonisti della stagione. E quanto avremmo avuto bisogno di molti più momenti sull'amicizia, anzi la sorellanza fra la regina Charlotte e Lady Danbury (Adjoa Andoh)?
Delle dinamiche narrative che abbiamo conosciuto di Bridgerton ci è rimasto ben poco, non ci resta che goderci la bella messa in scena sontuosa che tutt'ora continua a riempirci gli occhi ed aspettare la quinta stagione che spero possa davvero migliorare le sorti alla serie.