mercoledì 21 agosto 2019

YUNIQU - La mia esperienza | Alla scoperta di nuove fragranze

I profumi ci fanno sognare, ci accompagnano per tutta la giornata, nei momenti belli e brutti, ci confortano, ci fanno sentire a casa quando siamo lontani, ci rendono riconoscibili agli altri e ci fanno innamorare. Li indossiamo e ce ne circondiamo quasi fosse una magia che aggiungiamo alla nostra vita.
C'è chi è un fedelissimo del profumo che ama, c'è chi invece come me è un po' un esploratore, ama cambiare, trovare qualche novità, variare da stagione a stagione, o magari semplicemente in base all'umore.
Ogni aroma diventa un nuovo viaggio, una nuova avventura e proprio per questo non amo restare troppo attaccato ad un solo profumo, ma apprezzo anche fare un salto più in là verso l'ignoto.
Proprio per questo son stato felice quando Yuniqu mi ha dato l'opportunità di scegliere alcune fragranze dalla loro vastissima selezione.



Yuniqu è un servizio molto particolare basato su due funzionalità. Da un lato è possibile sottoscrivere un abbonamento mensile che consente di provare fragranze di nicchia e di lusso in formato da 8ml, che dovrebbero corrispondere a 120 erogazioni, così da poter testare e scoprire ogni mese un profumo diverso, ma sempre sul sito è anche possibile acquistare a prezzo pieno la full size dei profumi stessi, qualora ve ne innamoriate.
Il funzionamento dell'abbonamento mensile è semplice: ci si iscrive al sito, si scelgono le profumazioni che si desidera provare fra le oltre 350 fragranze che Yuniqu propone, e si compila un calendario mese dopo mese. La scelta del profumo può essere cambiata in qualunque momento.


Il costo di questo abbonamento è fisso di 17,95€ al mese senza spese di spedizione in tutto il mondo ed alla prima sottoscrizione si riceve una custodia rigida da viaggio twist&spray per poter portare con sé il flaconcino di vetro, senza il rischio che si rompa e sempre pronto all'uso. Queste custodie sono universali per tutti i formati da 8ml per cui potrete inserire qualunque profumo vogliate. 
Nei mesi successivi la fragranza scelta arriva in un sacchetto morbido di velluto, molto elegante, e dopo 7 mesi di abbonamento sarà aggiunta un altra custodia twist&spray gratuitamente.



Io ho ricevuto due custodie twist&spray, una nera ed una bronzata, semplici, belle e funzionali: per inserire la profumazione scelta basta semplicemente incastrala nel cilindro, idem per sfilarla.
L'abbonamento Yuniqu può essere cancellato in qualunque momento, anche solo dopo il primo mese, aspetto da non sottovalutare, e il pagamento può avvenire tramite Paypal, carta di credito ed altri servizi standard. 
A questo punto vi starete forse chiedendo come ci si fa ad orientare fra oltre 350 diverse profumazioni, ma Yuniqu ha pensato anche a questo.
Intanto il catalogo è ben suddiviso in base al brand, al genere, al tipo di prodotto (eau de parfum, eau de toilette, ecc), le famiglia olfattiva, e la stagione in cui è più indicato il profumo.


Inoltre Yuniqu ha inserito un Perfume Finder: praticamente un piccolo quiz che riguarda la nostra età, il nostro genere, se si tratta di un regalo o è stiamo scegliendo un profumo per noi, dove vogliamo indossare la profumazione che sceglieremo e così via; inoltre è possibile inserire un brand che già conosciamo, magari il vostro preferito, cosicché il Perfume Finder troverà alcune corrispondenze da suggerirci.
Per scegliere le quattro profumazioni che Yuniqu mi ha permesso di provare ho usato questo metodo, ma ho voluto metterlo alla prova ed avere un range di fragranze più vario possibile, sia in termini di note aromatiche che stagione e ambiente in cui utilizzarle, ovviamente seguendo il mio gusto ed ispirazione. 

Initio Rehab
Extrait de perfume


Quale potrebbe essere la fonte di questo sogno febbrile di un profumo? La risposta: ingredienti naturali sublimi, perfetta armonia, il più puro equilibrio tra l'arte della creazione del profumo e la più alta delle formule. Parte della nuova collezione edonista, Rehab profetizza i profumi restituendo i piaceri eclettici di un tempo. Estasi delicata: l'improvvisa realizzazione della bellezza, che a sua volta risveglia il più prezioso di chi lo indossa. Sperimentare Rehab è sapere come ci si sente a indossare un profumo creato per esaltarti: niente trucchi, niente false bandiere. È autentico, inflessibile, piacevole, narcisistico e prezioso.
(8ml €17,95/90ml 220€)

Note di testa: bergamotto italiano, pepe nero
Note di cuore: spezie, sandalo
Note di fondo: muschio, felce, vetiver, patchouli, Lignum Vitae

Confesso che ad attirarmi verso Rehab è stato sicuramente il nome, ma anche il fatto che si tratti di un Extrait De Parfum, un estratto di profumo che quindi dovrebbe avere la massima concentrazione e la massima diffusione. Per me si tratta di una fragranza che sa di Oriente, di un mondo lontano, ma al tempo stesso attuale e moderno. È un aroma deciso, sensuale, che bilancia bene i sentori più freschi a quelli più caldi e avvolgenti. Su Yuniqu è indicato come un profumo unisex, ma secondo me Rehab di Initio Parfums Prives è più adatto ad un uomo, o comunque ad una persona che ama i profumi decisi. Su di me persistono le note speziate e quelle di fondo dei legni, accompagnate da un aurea di talco che rende l'insieme pulito. Effettivamente mi sembra più adatto alla stagione fredda, ma Rehab si fa notare secondo me tutto l'anno.

Frapin Isle Of Man
Eau de Parfum



Il membro della famiglia di Frapin, Albert, adorava le corse automobilistiche. Ha quindi senso che questo profumo sia ispirato alla gara motociclistica più pericolosa del mondo, il Tourist Trophy. Questa gara si svolge ancora oggi sull'isola di Man. Un profumo per il gentiluomo sportivo, per il quale nessuna avventura è troppo audace. Questo profumo è come pura adrenalina - è frizzante e solletica. Questo profumo si apre con succoso pompelmo. Viole, fresia e note salate ti attirano nella nota di cuore. La mascolinità stretta trasuda dalla base con legni aromatici, muschio e vero vetiver. Una fragranza difficile da descrivere: un'esplosione per tutti i sensi. Non è né floreale, né fruttato, né aspro. Questo tesoro è adatto agli uomini che cercano una sfida, sia a livello professionale che privato. Nessun rischio, nessun divertimento si applica a questa fragranza come nessun altro. Questo profumo è quasi una filosofia; sussurra "Assapora la vita, respira ogni respiro pieno di vitalità e intensità".

(8ml €17,95/100ml 125€)

Note di testa: pompelmo, arancio amaro, basilico
Note di cuore: sale, fresia, viola
Note di fondo: ironwood, Vetiver haitiano, muschio

Fresca, divertente, dinamica, ho scelto Isle Of Man di Frapin perché speravo, come indicato su Yuniqu, che potesse essere perfetta per l'estate, e non mi sbagliavo. È vero, non è un profumo facile da descrivere: tutte le note si uniscono in una armonia costante dove non c'è una nota che emerge più dell'altra. È vero che è identificata come una profumazione maschile ma non so cosa possa impedire a chiunque lo gradisca di usare una fragranza che resta frizzante ma elegante, non scontato nel solito aroma agrumato.


Caron Le 3e Homme
Eau de Toilette


L'omonimo film Le 3ème Homme - The Third Man di Carol Reed ha ispirato questo profumo. Abbiamo creato una fragranza maschile, fresca ed esotica Le 3eme Homme. Una nota agrumata di limone italiano e bergamotto si fonde con un accordo caldo e speziato di coriandolo e vetiver: una straordinaria miscela evoca la sensazione di raffinata eleganza e raffinatezza maschile.
(8ml €17,95/125ml 94€)

Note di testa: limone, bergamotto
Note di cuore: chiodi di garofano, lavanda, coriandolo
Note di fondo: vetiver, muschio di quercia

Il nome non mente e tende molto di più verso il versante maschile giustamente Le 3e Homme di Caron, non perché non sia una fragranza fresca, o perché sia aspra e troppo dura, ma perché le note di fondo più legnose risalgono molto in fretta la scala olfattiva delineando i contorni della profumazione. Questo insieme si adatta sì alla stagione calda, ma soprattutto quando ci si sposta verso un clima più fresco si possano apprezzare appunto quegli accenti più caldi.


Laboratorio Olfattivo Vanhera
Eau de Parfum


Vanhera: vaniglia scura, una fragranza sorprendente che crea sensazioni affascinanti e diffuse. Un viaggio intorno a uno dei più leggendari profumi. Un profumo alla vaniglia che non cerca di essere come uno dei soliti sentori di vaniglia che ne sottolineano le note dolci. È una lotta, un conflitto tra gli ingredienti.

(8ml €17,95/100ml 115€)
Note di testa: bergamotto, cardamomo, pepe
Note di cuore: sandalo, legno di cashmere, cannella
Note di fondo: Vanille absolu, Karmawood, Timbersilk, ambra grigia, muschio

Il Laboratorio Olfattivo ha voluto riscrive una fragranza che può risultare banale come la semplice vaniglia, dandole un twist molto più deciso, più duro, con molto più carattere e maturità, che si discosta dalla profumazione dolce e quasi infantile che conosciamo, e non risulta in alcun modo gourmand. Vanhera fra la mia selezione che ho scelto da Yuniqu è il profumo più vigoroso, più penetrante, più affascinante e più invernale, ma anche più originale.


Sono sinceramente contento di aver avuto questa occasione con Yuniqu, perché ho scoperto un servizio interessante ma soprattutto sono stato decisamente fortunato nella scelta dei profumi (evidentemente il Perfume Finder funziona), li ho apprezzati tutti, li trovo ben bilanciati, eleganti, raffinati, intensi e avvolgenti ma senza disturbare l'aria di chi ci circonda e senza martellare le narici di chi li indossa, ma come accenti che ritornano durante la giornata.
Yuniqu mi ha dato l'opportunità anche di lasciarvi un codice sconto non affiliato del 25% sul primo mese di abbonamento per dare anche a voi l'opportunità di vivere la mia esperienza. Vi basta inserire il codice Pier25.
Voi quale profumo sceglierete?






*Post sponsorizzato

lunedì 19 agosto 2019

|Beauty Cues|
Ho trovato la miglior protezione solare NATURALE per il viso?! 😏

Forse non sembrerà ma nella scelta dei prodotti che utilizzo ci sono sempre dei metodi di selezione, difficilmente prendo la prima cosa che mi attira, specie se si tratta di prodotti che utilizzo ogni giorno.
Ho imparato a leggere in autonomia una formulazione, e nonostante non abbia la competenza per capire una composizione chimica ho capito cosa voglio evitare, cosa posso accettare, e cosa invece su di me è davvero funzionale.
L'unico cosmetico che utilizzo quasi tutti i giorni e su cui ho deciso di chiudere più di un occhio per quanto riguarda l'INCI è la protezione solare. Nel corso del tempo ho provato diverse creme solari con filtri minerali, di fasce di prezzo differenti, ma nessuna mi ha soddisfatto particolarmente al punto da riacquistarla (qui un esempio). Così ho iniziato a scendere a compromessi: gli acidi esfolianti e il retinolo che uso ormai da anni, ed il luogo in cui vivo, molto soleggiato ed aperto (ho un cortile e un terrazzo, per cui anche volendo restare in casa lontano dal sole per certe cose devo necessariamente espormi), mi "costringono" ad utilizzare la protezione solare quasi tutto l'anno - fermo restando che in generale non ha senso applicare sieri e creme ma poi non proteggersi decentemente dal sole o peggio scottarsi - , con la conseguenza che non posso utilizzare un pastone untuoso scomodo da applicare e soffocante sulla pelle, specialmente se cercate di applicarne una quantità che rispetti l'SPF.
Così ho spostato la mia attenzione su solari anche con filtri chimici, di brand non propriamente green, in alcuni casi è andata bene, in altri no, com'è normale che sia. Tuttavia, in uno strano strabismo, tengo ancora d'occhio prodotti che possono avere un buon INCI ed essere validi e così ho scoperto la Sun Defense Mineral Oil-Free Face Sunscreen di Derma E con SPF 30.




Derma E è un'azienda america nata nel 1984 (ben prima di me), ma non preoccupatevi che non dovete volare negli States per reperirla, ma si trova sia su Amazon che su altri siti come VictoriaHealth, Yesstyle, e iHerbs.
L'azienda produce parecchie linee secondo me molto interessanti per viso, corpo e capelli, ma per quanto riguarda i solari ne produce diversi, fra BB cream con fattore di protezione 30, creme viso e corpo anche per Baby, sempre SPF 30, e nuovi spray che però in parte contengono filtri chimici.
Si tratta di un brand con parecchi aspetti positivi, almeno sulla carta, sia per quanto riguarda i prodotti che per la loro filosofia, che esclude parabeni, siliconi, formaldeide oli minerali, coloranti artificiali ed altri elementi non desiderati dall'INCI, ma hanno anche alcune certificazioni come la Renewable Energy Certificates che dovrebbe garantire che l'azienda utilizza energie rinnovabili per la produzione dei cosmetici. In particolare, per la Sun Defence Mineral Sunscreen, Derma E dice

"La Protezione Solare viso oil free naturale antiossidante SPF 30 aiuta a proteggere la pelle dai dannosi raggi UVA / UVB, dai danni ossidativi e dai segni prematuri dell'invecchiamento. Con ossido di zinco puro e privo di nanoparticelle, questa formula fornisce una protezione UVA / UVB ad ampio spettro sicura e priva di sostanze chimiche senza irritare la pelle o ostruire i pori. Arricchito con antiossidanti Vitamina C e tè verde - elementi che hanno dimostrato di offrire un ulteriore livello di protezione UV, aiutano la pelle a riprendersi dopo l'esposizione al sole e combattono e riducono i segni dell'invecchiamento per una pelle più giovane e sana. Ideale per l'uso quotidiano da solo o sotto il trucco, questa formula scivola uniformemente, si assorbe rapidamente e lascia una finitura trasparente, leggera e non grassa. Ipoallergenico, non irritante, testato per la sensibilità, senza profumo, senza parabeni, senza glutine, senza OGM e 100% vegano."
Inoltre è reef safe, quindi sicuri sulla barriera corallina. Delle belle premesse, ma ravanando nella lista degli ingredienti scopriamo che questo solare è davvero oil free, che contiene il 20% di ossido di zinco che offre una protezione ad ampio spettro sia dagli UVA che dagli UVB, che dovrebbe essere idratante grazie alla glicerina, che la vitamina C è nella forma stabile di Sodio Ascorbil Fosfato, che oltre all'estratto di tè verde c'è anche del pantenolo per una azione lenitiva.



Per quanto riguarda la mia esperienza con la Sun Defence Mineral Sunscreen Derma E, piuttosto che raccontarvela, anche questa volta vorrei rispondere alle domande più comuni che noi ci facciamo, e anche ai claim che l'azienda fa sul prodotto.

  • È pastosa?
No, affatto, anzi è molto gradevole come texture, si tratta di una crema solare effettivamente fluida, si distribuisce bene ed è molto scorrevole nell'applicazione, tuttavia devo fare delle precisazioni a riguardo in una domanda seguente.

  • È realmente Fragrance Free?
Assolutamente sì, la Sun Defence Derma E non ha alcun profumo. Non so bene però come mai quando sono all'esterno, sento un po' l'odore dei componenti chimici, è come se questo odore si avverta solo quando la pelle si scalda. Non è un problema per me, è un sentore molto delicato, ma mi ha stupito questa cosa ed è la prima volta che credo mi capiti.

  • È soffocante? Fa sudare?
Su di me no, come vi dicevo, complice la consistenza fluida e tutto sommato leggera non la trovo occlusiva, non accentua la sudorazione, ed essendo oil free non ostruisce i pori.


  • È pesante sulla pelle? Si "avverte"?
Straordinariamente no: una volta che la Sun Defence Mineral Sunscreen Derma E è stesa si asciuga sulla pelle ed è quasi come non averla. Io l'ho sempre utilizzata dopo aver applicato un siero e generalmente ho trovato un buon equilibrio a livello di idratazione. Anche al tatto non risulta appiccicosa o grassa, ma abbastanza asciutta.

  • Unge? Lucida?
 No, non particolarmente su di me. Appena applicata il finish è sicuramente luminoso ma in modo naturale, e che diminuisce una volta che si assorbe. È facilmente gestibile con una cipria se volete un aspetto completamente matt. Durante la giornata sicuramente la zona T mi risulta più lucida, ma mi pare una cosa del tutto normale con il caldo di questo periodo, e mi succederebbe anche se non avessi la Crema solare. In generale la trovo confortevole per tutto il giorno.

  • Ha davvero un finish trasparente o fa scia bianca?
In questo senso Derma E non fa grandi promesse, giustamente visto che si tratta pur sempre di una crema con ossido di zinco. Dirvi che non c'è al 100% alcun residuo bianco sarebbe falso anche perché il funzionamento di queste protezioni solari è quello di creare uno schermo fisico sulla pelle. Tuttavia la Sun Defense Mineral Oil-Free Face Sunscreen lascia davvero pochissima scia bianca. Su di me che sono molto chiaro non si nota nemmeno, immagino che solo su una pelle abbronzata o scura si possa lievemente notare che sia stata applicata. Davvero un ottimo risultato, ma devo segnalare un problema che rende questa protezione solare non del tutto perfetta ovvero l'applicazione


In genere preleviamo la nostra quantità di crema solare, la suddividiamo sulle varie aree del viso e iniziamo a massaggiarla, e se si tratta di un SPF con filtri minerali magari usiamo più olio di gomito per far alleggerire la scia bianca. Nel caso della Derma E questo tipo di applicazione purtroppo crea dei pallini, come fosse gomma da cancellare, specie in aree come l'attaccatura dei capelli e i contorni del viso, dove in genere la crema tende a depositarsi e a non essere distribuita al meglio. Sapevo di questo problema che in diversi hanno riscontrato ma ho voluto comunque darle una chance ed ho trovato la soluzione cercando di applicare la Sun Defense Mineral Oil-Free Face Sunscreen a piccole dosi e a zone, stratificandola a poco a poco e massaggiandola rapidamente e non troppo a lungo. Così si scongiurano i pallini e i residui che vi dicevo. In generale mi pare vada d'accordo col make up, ma se leggero come un correttore, un po' di cipria o un blush: se avete ad esempio un fondotinta da sfumare a lungo col pennello, c'è il rischio di trascinarsi anche la protezione solare e quindi di ritrovarsi di nuovo quei residui.

  • Protegge bene dal sole?
Sì, la pelle non si scalda, non si arrossa e resta protetta. Io come sapete evito esposizioni prolungate e dirette (perché lo fate?!), per cui non so dirvi di quel tipo di protezione particolarmente messa a dura prova.

  • Resiste all'acqua?
No, Derma E non dichiara che sia una protezione solare waterproof, anzi, la stessa azienda suggerisce di usare un'altra protezione resistente all'acqua. In generale però non si scioglie con estrema facilità sia all'acqua che al sudore, e rimuoverla richiede un minimo di attenzione.

  • Secca la pelle?
Nonostante sia oil-free, la Sun Defense Mineral Face Sunscreen non mi secca la pelle. Come vi dicevo io applico sotto un siero, ma una volta rimossa la pelle è morbida e mantiene lo stesso stato di idratazione, anche nell'uso continuato giorno dopo giorno. Anzi in generale mi sembra che la pelle abbia un aspetto un po' più luminoso, forse complice il fatto che contiene anche vitamina C.


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle, Online
💸 €17,21 (offerta Amazon)/ 26,88
🏋 56gr
🗺 Made in USA
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 Cruelty Free, Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Io credo che la Sun Defense Mineral Oil-Free Face Sunscreen SPF30 di Derma E abbia un target di pubblico abbastanza preciso: chi non ama o non può utilizzare a causa di allergie i filtri chimici, chi vuole una crema solare quanto più possibile performante e leggera, ma al tempo stesso che abbia degli ingredienti naturali, chi quindi sceglie di chiudere un occhio su una applicazione non proprio perfetta e che richiede qualche secondo in più. Proprio per il metodo di applicazione non la vedo come una protezione solare adatta al mare (anche perché non è waterproof e non ha un SPF50) quando non si voglia e tempo e uno specchio per una stesura accurata, ma più per la città.
A me è piaciuta davvero tanto e son curioso di provare altri prodotti Derma E più in avanti.
Quali domande avete su questa protezione solare? Conoscevate il brand?




venerdì 16 agosto 2019

{Recensioni Film 🎥🎬}
Ma perché non li ho visti prima?! 🤩🤩🤩

In questo ultimo periodo sono stato così concentrato sulle serie tv che non ho letteralmente prestato la giusta attenzione alle uscite cinematografiche. Certo, avevo notato dei titoli che avrei voluto recuperare prima o poi, ma me la sono presa molto comoda.
Arrivato però il momento propizio mi son sorpreso e mi son reso conto che questi film, che tra l'altro hanno qualche elemento in comune, avrei voluto vederli prima.

Dumbo (2019)


Era il 1941 quando Disney lanciò per la prima volta uno di quelli che diventerà un classico del mondo animato: Dumbo. Quando sono arrivate le prime notizie di un nuovo live action come sempre non è che abbia fatto i salti di gioia, ché i rifacimenti non mi fanno mai troppo impazzire, ma dopo tanti anni, dare nuova vita a Dumbo non mi dispiaceva.
Il risultato è che hanno saputo dare secondo me davvero aria nuova ad una storia che poteva risultare datata e fine a se stessa, ma senza poi stravolgerla troppo.
Siamo agli inizi del 1900, e nel circo Medici ci sono alcune novità non propriamente entusiasmanti apparentemente: Holt Farrier, star del circo appunto, è tornato dalla prima guerra e può finalmente riabbracciare i suoi figli, Milly e Joe, ma purtroppo non potrà tornare alle acrobazie su cavalli perché in guerra ha perso un braccio. La situazione al circo non è poi del tutto rosea: Holt infatti ha perso sua moglie a causa di una malattia, ma per via delle condizioni economiche in cui versa il circo, ha perso anche parte dei suoi averi e si ritroverà così "declassato", a dover accudire l'elefante Jumbo.

Risultati immagini per dumbo 2019 holt

Qualche giorno dall'arrivo di Holt, Jumbo partorirà un piccolo elefante, ma che scatenerà ulteriori problemi: il nuovo arrivato ha infatti delle grandi orecchie che a stento lo fanno stare in piedi. Max Medici, il capo di tutta la baracca, andrà su tutte le furie, e restituirà Jumbo al precedente proprietario,  ma il circo non può fermarsi e farà esibire comunque il piccolo elefante. Inutile dire che sarà un disastro, ma quella esibizione diventerà il battesimo per Dumbo, che rivelerà una capacità straordinaria: saper volare proprio grazie alle sue orecchie.
La sua particolarità porterà benefici al circo Medici, ma presto la voce si spargerà fino ad arrivare all'impresario V. A. Vandevere, che vorrebbe far esibire Dumbo nel suo mastodontico parco chiamato Dreamland insieme alla sua stella, Colette Marchant.



La tenerezza e quel velo di malinconia restano alla base della storia di questo elefantino volante, ma nella nuova edizione di Dumbo hanno saputo arricchire di più tematiche e maggiore profondità questa avventura. La ricerca e l'amore per la libertà, l'accettazione del diverso in più sfaccettature, il valore della famiglia, dell'amicizia, il rapporto fra genitori e figli, e l'importanza del dialogo fra questi, per nominarne alcune.
Si parte da una critica al circo in particolare, e quindi allo sfruttamento degli animali, ma Dreamland secondo me apre ad una denuncia più ampia al mondo dello spettacolo. Vediamo che questo parco che dovrebbe essere un mondo di meraviglie, è sicuramente maestoso, ma in realtà è molto artificioso, freddo, fa quasi paura per la sua imponenza. È emblematica la visione di Dumbo da dietro le sbarre in questo senso.


La stessa Colette - sebbene non abbia il tempo di approfondirsi benissimo come personaggio - che sembra aver tutto, dal talento alla bellezza, alla fine cercherà di fuggire da quel luogo che la tiene a tutti gli effetti in gabbia, e da quell'uomo che vuol solo sfruttare chiunque a suo vantaggio.
Più in generale la storia acquisisce di attualità: le difficoltà di un padre single, la solitudine della celebrità, la cieca brama di denaro che molti al giorno d'oggi vivono. C'è chi addirittura ha parlato di un parallelismo con l'America attuale, e con la presidenza di Trump in particolare, ma credo possa tranquillamente varcare i confini degli Stati Uniti e raggiungere anche noi.


Questa nuova versione di Dumbo ha saputo secondo me portare ai giorni nostri una storia adorabile, che penso sia grandi e piccoli possono apprezzare e affezionarcisi. Resistere al viso triste dell'elefante è praticamente impossibile, così come non commuoversi per certe scene. Ho apprezzato il finale che non porta ad una soluzione troppo irreale, ma anzi punti proprio su quel messaggio di libertà che è alla base e che deve seguire la naturale tendenza di tutti i personaggi, sebbene possa lasciare quel filo amaro in bocca.
Una nota per Eva Green che riesce a splendere seppur non abbia chissà quanto spazio sullo schermo, ed ha dei costumi magnifici. Molto bravi anche i due bimbi, mentre Colin Farrell mi è sembrato un po' impacciato, forse non in un ruolo che gli riesce congeniale. 

Genere: fantastico, avventura, drammatico
Durata: 112 minuti
Regia: Tim Burton
Uscita in Italia: 28 marzo 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 7.5


Aladdin (2019)

Nonostante non mi abbia suscitato lo stesso entusiasmo, anche questo live action di Aladdin mi ha sorpreso.


La storia segue passo passo praticamente il grande classico che conosciamo un po' tutti, con qualche piccola variazione. Cambia il narratore della storia, ma a riguardo se non avete visto il film non posso dirvi molto. Cambia anche un po' la condizione della nostra bella Jasmine, che non si ritrova più sola nella sua torre d'avorio, ma ha una dama di compagnia, Dalia, che non una rigida tutrice, ma più una compagnona simpatica e buffa.
Inoltre Jasmine ha carattere: non pensa solo ad essere libera e a sposare un bel tipo, ma vuole diventare sultana, è conscia delle politiche del suo impero, di cosa hanno bisogno i suoi cittadini, ed è anche determinata nel cercare di essere attiva in questo senso. 
Questo da un lato rende la principessa molto più moderna, più emancipata e ritorna il tema della libertà, che riguarda anche altri personaggi, ma dall'altro lato secondo me  un po' un controsenso: nonostante la parlantina e i modi diretti, non è riuscita a convincere suo padre il sultano che non vuole un marito facoltoso, ma vuole un ruolo politico attivo? È un po' un controsenso. O è un personaggio forte e volitivo o non lo è, no?

Risultati immagini per aladdin

Più in generale, Jasmine mi consente di parlare di come i personaggi non abbiano una personalità approfondita, ma restino un po' piatti e molto semplificati. I buoni sono buoni, i cattivi sono cattivi, ma senza troppi sforzi. Funziona bene Aladdin, che ha questi modi molto semplici, carini, teneri, buffi. Funziona benissimo Will Smith nel ruolo del genio, è spassoso, ha il ritmo giusto, è convincente, simpatico, ma non scemo, e i suoi dialoghi sono sempre divertenti. Funziona meno bene Jafar che non si capisce bene dove voglia andare a parare con questo fare da guerrafondaio. Io lo ricordavo più infido, più maligno, anche più maturo, sempre pronto con un raggiro, qui invece sembra un po' uno scolaretto discolo che tira la cartaccia al compagno e poi fa finta di nulla. Fortunatamente quando la storia accelera anche il suo personaggio ha una spinta, ma la sua vera motivazione resta un po' ombrosa.

A me sembra un cattivo posticcio dei Power Rangers
Quel che però mi è proprio piaciuto di Aladdin è stata la messa in scena, il ritmo, la bellezza delle coreografie quasi bollywoodiane, i dialoghi che come vi dicevo sono spesso simpatici, e gli effetti speciali. Molte volte mi son ritrovato a guardare certe parti del film con un sorrisetto ebete e letteralmente affascinato da come hanno saputo creare certe parti davvero maestose. Ho apprezzato anche molto le canzoni e le voci italiane che hanno scelto.
La bellezza estetica è quindi secondo me il valore principale e il traino di Aladdin, incanta e probabilmente è stato enfatizzato proprio nella prospettiva che questo elemento avrebbe attratto un pubblico più giovane o comunque con l'intento di creare un film in grado di raccogliere tutta la famiglia, senza il minimo rischio di appesantire con tematiche troppo serie. Un rifacimento che non aggiunge nulla alla storia, ma che non toglie troppo ad un classico.

Genere: fantastico, avventura, drammatico
Durata: 128 minuti
Regia: Guy Ritchie
Uscita in Italia: 22 Maggio 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 6.5





mercoledì 14 agosto 2019

|Beauty Cues|
"In viaggio" con La Bioteca Italiana 🧳

Per questa estate ho deciso di tirar fuori tutte le minitaglie delle mie riserve cosmetiche e dargli un senso. Avevo infatti raccolto dei kit da viaggio o appunto delle travel size che possono essere acquistati ed ho pensato che sarebbe stato utile dirvi la mia opinione in un periodo come questo dove i viaggi e gli spostamenti sono frequenti (per voi, io son sempre qui).
Avevo recensito qualche tempo fa il Travel Kit Hej Organic, e poco dopo vi ho raccontato dei set proposti da Officina Naturae. Ma se la reperibilità è un vostro problema, magari dovete fare un acquisto all'ultimo minuto, allora forse l'alternativa potrebbe essere La Bioteca Italiana.


Disponibile esclusivamente da Tigotà (e in alcune Acqua e Sapone, pare) e prodotta dalla San.Eco. Vit., quindi con ingredienti naturali, La Bioteca Italiana propone una lunga gamma di prodotti per viso, corpo e capelli, suddivise in altrettante linee in base agli ingredienti che contengono.
Attualmente tutti i prodotti sono certificati appunto da Bios NaturCosmetics, e si suddividono in
  • Oliva
  • Cocco
  • Mandorla
  • Melograno
  • Zafferano
  • Latte d'asina (per i bambini)
  • Canapa
Credo la linea La Bioteca Italiana esista da diverso tempo, ma che ha subito cambi di packaging e formulazioni, tuttavia nell'ultimo rifacimento hanno fatto la scelta saggia di dare a buona parte dei prodotti un formato da 100ml e alcuni anche da 30ml. Io ho voluto pescare da alcune delle linee non solo per provare per la prima volta i prodotti di questa azienda ma anche vedere quali potessero essere dei buoni compagni di viaggio.

Mi è piaciuto molto il Doccia shampoo con estratto di mandorla che io però ho usato solo per la detersione del corpo. Si tratta di un gel fluido ma non estremamente scivoloso con un delicato profumo di mandorla, non troppo dolce o troppo invasivo, e purtroppo non permanente una volta finita la doccia.



Non contiene tantissimi estratti ma mi ha sorpreso che La Bioteca Italiana abbia inserito l'estratto di semi di mandorle dolci e non il più comune olio. Comunque a supportarne il potere idratante hanno anche aggiunto quella che mi sembra una buona quota di glicerina.
Mi ha anche sorpreso che l'azienda suggerisca di usarlo direttamente sulla spugna ed è una buona indicazione perché non è un doccia shampoo particolarmente schiumoso, o meglio la schiuma che crea è morbida, aiuta la detersione, ma non è voluminosa o avvolgente, anzi si smoscia abbastanza in fretta.



Dall'altro lato questo però si traduce in un detergente che sì, pulisce bene, ma che su di me è abbastanza delicato da non incentivare alcuna irritazione o sensazione di secchezza, ma anzi da lasciarmi la pelle morbida ed elastica. Inoltre si sciacqua via con estrema facilità, senza residui. Come vi dicevo non ho provato ad utilizzarlo come shampoo, ma immagino che, per evenienza possa essere sufficientemente delicato.
Credo quindi che il Doccia shampoo con estratto di mandorla di La Bioteca Italiana non sia solo un buon alleato per la detersione estiva di diverse tipologie di pelle, anche un po' più secche, e un buon compagno di viaggio, ma anche un prodotto che potrei acquistare in full size.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €1,65
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸 


Non posso che spendere buone parole anche per il Detergente Intimo con Olio di Oliva. Questa volta La Bioteca Italiana ha inserito per addolcire la formula non solo estratto di foglie di oliva ma anche ero e proprio olio di oliva e glicerina, quindi due elementi idratanti e nutrienti.



Devo togliermi due sassolini per quanto riguarda questo detergente intimo: il primo è che non c'è indicato il pH né sul sito né sulla confezione, aspetto che mi ha fatto tentennare sull'acquisto; il secondo sassolino è la consistenza un pelo troppo liquida per i miei gusti. Per il resto non ho nulla di negativo da dire su questo detergente intimo La Bioteca. È un prodotto che su di me risulta molto delicato e che posso utilizzare tutti i giorni senza problemi, ma dà anche una buona sensazione di pulizia e di freschezza.



Non crea molta schiuma, quindi un ulteriore punto a favore della sua delicatezza, e si sciacqua con estrema facilità. Inoltre hanno aggiunto un profumo davvero buonissimo, fresco e delicato che sa proprio di pulito, e non magari un aroma troppo naturale (anche perché nessuno vuol che le proprie parti intime odorino di oliva).
Salvo particolari esigenze penso che il detergente intimo Oliva La Bioteca Italiana sia adatto a tutta la famiglia e che potrei riprendere anche nella versione più grande.

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Sembrava perfetta sulla carta la Crema Corpo Idratante al Cocco, che tra l'altro sul sito di Tigotà ho scoperto essere disponibile in tre formati da 100, 200 e 250 ml.



Sul retro della confezione La Bioteca Italiana scrive
"Crema Corpo leggera e delicata, formulata con ingredienti di origine vegetale. Contiene olio di cocco biologico. Lascia la pelle morbida e delicatamente profumata".
e messa così mi sembrava potesse avere tutte le caratteristiche per una crema corpo estiva. La formulazione mi sembra abbastanza semplice, a base appunto di olio di cocco e glicerina, altro aspetto che mi faceva pensare che fosse un prodotto adatto alla stagione calda. Il problema però è che questa crema La Bioteca Italiana non vuole proprio andare d'accordo con la mia pelle.



La consistenza è davvero piacevole, fluida e scorrevole con un'ottima stendibilità e non mi fa alcuna scia bianca. La profumazione che il mio naso riconosce è quella di un cocco abbastanza fresco, ma tendente al dolce, non stucchevole, che trovo molto gradevole e mi sembra si senta sulla pelle anche per qualche tempo dopo l'applicazione.
Il problema è che su di me questa Crema Cocco risulta troppo untuosa: al tatto proprio mi sembra quasi oleosa, con la conseguenza che richiede troppo tempo per assorbirsi. Capite bene che con le alte temperature di questa estate è una situazione per nulla piacevole, per cui ho fatto davvero fatica ad utilizzarla. Mi sembra proprio comunque che ci sia una discordanza fra la leggerezza promessa, la consistenza fluida e questa untuosità che riscontro.
Un po' mi spiace perché tutto sommato lascia effettivamente la pelle morbida, elastica, molto liscia, ma la Crema Corpo Idratante al Cocco La Bioteca Italiana non è il prodotto più adatto per me per l'estate. Credo che finirò la confezione magari quando le temperature si abbasseranno, sperando vada meglio.

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È stata una scommessa per me questo Deodorante La Bioteca Italiana al Melograno, perché avevo dato un'occhiata all'INCI e non mi sembrava sufficiente per le mie esigenze, ma ho voluto provare lo stesso.



In questo caso non si tratta di una minitaglia, ma dell'effettiva full size ovviamente, e credo che al momento l'azienda abbia solo due deodoranti, al Cocco e al Melograno appunto. È un deodorante spray il cui erogatore funziona molto bene, vaporizza in maniera sottile e per nulla gocciolosa il prodotto, che ovviamente si asciuga molto velocemente e non mi pare abbia mai lasciato macchie sulle maglie. Molto carina la profumazione, fresca, abbastanza intensa e frizzante, sicuramente estiva ma abbastanza persistente.
Come vi dicevo nella formulazione l'unico attivo antiododorante che contiene questo prodotto è lo Zinco Ricinoleato, mentre l'estratto di melograno non ha altro che una funzione antiossidante (poco azzeccata per un deodorante?), quindi avevo già l'impressione che non sarebbe stato abbastanza funzionale su di me e non mi sbagliavo.



Su di me questo deodorante La Bioteca Italiana è un pelo troppo delicato arrivando ad una durata di mezza giornata circa. Dopo questo tempo è una necessità per me rinfrescarmi e riapplicarlo (cosa che avverrebbe comunque visto il caldo, ma non importa), specie se la giornata è stata particolarmente afosa o movimentata. Capisco che sia un periodo molto difficile per tutti i deodoranti, ma c'è a mio avviso una differenza fra questo e altri che ho provato sempre in questo periodo, o comunque quei prodotti su cui so di poter fare affidamento. Per cui il Deodorante al Melograno La Bioteca Italiana non solo non è un prodotto su cui farei affidamento e che mi sento di consigliarvi, specie se avete sudorazioni abbondanti, ma io stesso lo terminerò in una stagione più clemente.

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La mia esperienza con La Bioteca Italiana credo sia stata soddisfacente perché nonostante qualche intoppo non posso dire di essere incappato nei peggiori prodotti mai provati. Inoltre alcune delle confezioni, essendo piccole e compatte, oltre che resistenti, si prestano bene per essere riutilizzati con altri prodotti. È sicuramente un brand su cui ritornerò (la linea alla Canapa mi attira tantissimo) per cui fatemi sapere se voi invece avete un preferito da questa azienda.







lunedì 12 agosto 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Nuove maschere in tessuto Matt AgeActiv

A volte mi stupisco anche io su come faccia a scovare certe novità, letteralmente non ricordo il processo che mi fa ritrovare su un e-commerce in cui c'è una svendita, o quell'azienda ha lanciato una novità. Penso che dipenda anche dal fatto che la mia generazione è cresciuta senza telecomando: una volta se non avevi voglia di guardare la pubblicità dovevi alzarti e cambiar canale, e poi alzarti di nuovo se volevi tornare al programma. Ecco, io la pubblicità la guardo ed ho imparato notare quella che mi interessa e skippare quella che non mi serve a nulla.
Non ricordo proprio come son finito sul sito di Matt, l'azienda che produce integratori, alimenti ed anche una linea cosmetica per un benessere più generale del corpo.


Si tratta di un brand di cui avevo visto qualcosa in giro al supermercato, ma non mi ci ero mai soffermato, proprio perché ne trovo sempre spizzichi e bocconi e non era mai riuscito ad attirare sul serio la mia attenzione. Quando però a Maggio ho visto che Matt ha ridato vita alla linea AgeActiv che raccoglie i loro trattamenti viso, ho pensato sarebbe stato interessante dargli una chance.
Esistevano già degli "elisir" ma l'azienda ha espanso al gamma con cinque linee declinate in tre tipologie di prodotti: sieri viso, maschere in tessuto e trattamento urto 7 giorni. Si aggiungono due creme viso e una contorno occhi per la linea Acido Ialuronico Puro 3P.



Ho notato subito che proprio sul sito Matt era possibile acquistare i prodotti e quindi mi son lanciato. Il loro e-commerce è molto semplice e non ho nulla da dirvi in particolare se non che funziona bene: è possibile pagare anche con Paypal, ed il pacco mi è stato consegnato tramite corriere GLS, quindi una spedizione tracciabile, in circa 6 giorni lavorativi. L'ordine minimo è di 15 euro e le spese di spedizione sono un po' alte, 6 euro, ma se raggruppate 35 euro di merce saranno gratis. Ci sono spesso offerte, oltre a poter far parte del Matt Club che offre un 20% di sconto sempre su tutto. Letteralmente ci si può far la spesa. L'unica nota che posso considerare realmente negativa è che il pacco poteva essere imballato meglio: all'interno era tutto integro ma i prodotti, per quanto incastrati fra loro all'interno della scatola, non avevano una qualche protezione.
Fine delle comunicazioni di servizio, tornando alla linea AgeActiv l'ho trovata molto carina e la scelta degli attivi molto interessante, per cui ho scelto alcuni prodotti.
Per iniziare ho provato le maschere in tessuto di Matt che sono declinate in cinque diverse tipologie in base agli attivi che contengono appunto: Rimpolpante, Attivatore di Giovinezza, Rinnovamento Cellulare, Rigenerante e Ricompattante.



L'utilizzo di queste maschere in tessuto è uguale per tutte, ovvero vanno applicate su viso deterso e tenute secondo l'azienda, per 10 minuti. Tutte purtroppo sono accomunate da un grosso difetto per me ovvero il tessuto.
Matt sul sito scrive
"La nuova forma della maschera, grazie ai tagli che ne facilitano l’aderenza, si adatta con facilità ad ogni tipo di viso."
ma per mia esperienza non è assolutamente vero. La forma delle maschere tutto sommato è accettabile ma un po' ampia, tanto che immagino che su un volto piccolo e magro possa essere un incubo, sulla mia fronte ad esempio è troppo lunga, letteralmente la copre due volte (ed ok, la mia fronte è bassa, ma non esageriamo). I fori sono nella media e abbastanza comodi, ma il problema più grande è lo spessore del tessuto, praticamente un lenzuolo che, in rapporto con la quantità di siero non propriamente abbondante, crea una adesione assolutamente non perfetta.


Questo scampolo della maschera secondo me rende bene l'idea del tessuto spesso e garzato, che non lascia minimamente intravedere la pelle sottostante.
Con questa doverosissima premessa, posso raccontarvi la mia opinione su ogni singola maschera, le differenze che ho trovato e i risultati che ho ottenuto.





La linea Rimpolpante di Matt è tutta a base di acido ialuronico a tre pesi molecolari così da poter agire in più strati della pelle:
"1° Livello di idratazione: regala una sensazione di idratazione immediata, attraverso l’azione di un efficace film che agisce in superficie.
2° Livello di idratazione: nei primi strati dell’epidermide, svolge la sua azione idratante nel medio termine.
3° Livello di idratazione: in profondità, grazie alla dimensione micro delle sue molecole, svolge un’azione a lungo termine."
Nella descrizione tra l'altro parlano anche di "riattivare la rigenerazione cutanea" che secondo me è un po' azzardata come possibile efficacia, visto che oltre appunto all'acido ialuronico troviamo giusto la glicerina, quindi solo elementi idratanti.
La Maschera Rimpolpante Matt mi ha dato quei problemi di adesione e di scomodità che vi dicevo, ma fra la gamma AgeActiv non è stata la peggio da questo punto di vista.



Nel giro di mezz'ora la maschera era quasi completamente asciutta in alcuni punti e si sollevava, quindi ho preferito rimuoverla di lì a poco perché è davvero fastidioso gestirla.
Sul risultato non posso essere negativo: su di me sicuramente ha lavorato sulla luminosità della pelle, dandole un aspetto più omogeneo. Non posso dire che la pelle fosse più polposa (che brutto termine, lo so), ma mi è sembrata più tonica e compatta. Il risultato è che da un lato l'unico segno di espressione che ho, ovvero la mia rughetta sulla fronte, appariva meno evidente, dall'altro però sentivo la pelle un po' tirante. Non era una sensazione che assocerei ad un effetto liftante, ma più proprio a bisogno di idratazione, tant'è che dopo ho proseguito la mia skin care routine più per bisogno che per abitudine e senza che risultasse troppo. Il lato positivo è che questa maschera Rimpolpante non mi ha lasciato alcuna sensazione di appiccicoso né la necessità di massaggiare il siero residuo. Sulla pelle non mi è parsa rinfrescante, anche perché non è molto imbevuta appunto.
Non credo che le darò una seconda chance.

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Matt AGEACTIV® Maschera Attivatore di Giovinezza
Siero di Vipera 3-alpha plus



Mi attirava moltissimo la maschera in tessuto con Siero di Vipera proprio per la particolarità di questo ingrediente. Ovviamente non vengono prese le povere bestiole e strizzate dal loro veleno, ma viene riprodotto chimicamente un peptide, anzi un tripeptide che simula l'azione del veleno dei serpenti rallentando la contrazione muscolare. Perciò è uno di quei peptidi che viene inserito insieme ai botox-like come Argireline ad esempio.
Anche Matt in questo senso dice della maschera Attivatore di Giovinezza 
"aiuta a rallentare la formazione delle rughe di espressione donando un effetto tensore, per una pelle liscia e distesa.
Il principio attivo del Siero di Vipera aiuta a distendere piccole rughe e segni di espressione, donando un effetto lifting immediato."
È andata un po' peggio con questa maschera AgeActiv sotto alcuni punti di vista. Intanto proprio non ne voleva sapere di aderire alla pelle e mi ha costretto ad utilizzarla da sdraiato, ed anche così ovviamente non restava perfettamente adesa alla pelle. Purtroppo diverse aziende non capiscono che se non vogliono abbondare col siero, devono dall'altro lato scegliere un tessuto più sottile, perché basta che una zona della maschera assorba più siero rispetto ad un'altra e si perde di aderenza.
Una volta aperta la busta inoltre sono stato avvolto da un odore non propriamente invogliante, molto chimico, che per un po' ho avvertito anche mentre la lasciavo agire, nonostante siano tutte senza profumo.



Un peccato perché sui risultati non potrei lamentarmi troppo: ho notato infatti la pelle più distesa e liscia, ed anche più luminosa. Risultati in questo senso che non si discostano molto da quelli ottenuti con la maschera Rimpolpante.
Rispetto però alla sorella all'acido ialuronico, con la Maschera Attivatore di Giovinezza ho avuto una sensazione di pelle che tira stranamente inferiore e più in generale la cute mi è sembrata più idratata per quanto, anche in questo caso, fosse stato inverno ad esempio, non sarebbe stata affatto sufficiente come trattamento. Inoltre mi è sembrata leggermente più fresca sulla cute.
Anche in questo caso non si sono palesati residui o la necessità di massaggiare il siero.
La Maschera Attivatore di Giovinezza quindi mi mette un po' in difficoltà nel dover mettere pro e contro sui piatti di una bilancia, dove però purtroppo gli aspetti negativi mi sembra vincano sui positivi.

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Matt AGEACTIV® Maschera Rinnovamento Cellulare
alla Perla Nera



Molto interessante anche la perla nera come attivo cosmetico, di cui Matt ci dà una breve descrizione
"La Perla Nera di Tahiti è conosciuta come la «Regina delle perle» e da sempre rappresenta il simbolo della bellezza perfetta. La Perla Nera è naturalmente ricca di aminoacidi e sali minerali dalle proprietà lenitive e rigeneranti in grado di aiutare il rinnovamento cutaneo."
Tuttavia anche con la Maschera Rinnovamento Cellulare ho avuto un po' di problemi di adesione, e a questo punto ero davvero propenso a non voler più utilizzare queste maschere Matt. Il tessuto è pessimo, e non credo sia il caso di ripeterlo ad ogni recensione.
Il fatto è che i problemi col tessuto mi fanno un po' rabbia perché gli effetti sulla pelle ci sono.



Come efficacia in particolare, la Maschera Rinnovamento Cellulare mi ha ricordato un po' la maschera Attivatore di Giovinezza che a tenerla in posa non risultava particolarmente fresca, ma la pelle era rinfrescata una volta rimossa.
Tolta la maschera, o forse dovrei dire il lenzuolo, mi è sembrato che la pelle fosse leggermente appiccicosa, ma è stata una percezione svanita in poco tempo.
In generale ho apprezzato davvero tanto l'aspetto che ha dato alla mia pelle, mi sembrava che fosse davvero più levigata, più omogenea, più bella. Tuttavia anche in questo caso dopo poco è tornata quella percezione che vi dicevo su per quanto riguarda la maschera Rimpolpante di pelle un po' tesa, un po' bisognosa di idratazione. Quindi anche in questo caso l'aspetto estetico ha la meglio sulla confortevolezza e sentivo il bisogno di aggiungere altri prodotti idratanti.
Quindi anche la Maschera Rinnovamento Cellulare alla Perla Nera è un sì, ma no.

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Matt AGEACTIV® Maschera Rigenerante
alla Bava di Lumaca PURA


Questa maschera Matt alla Bava di lumaca è stata una bella gatta da pelare. Intanto non voleva stare assolutamente attaccata alla pelle, sembrava un panno steso al vento. Mi son dovuto sdraiare per poterla utilizzare al meglio o avrei dovuto toglierla. L'attesa è stata comunque piacevole perché non è una maschera particolarmente fresca o che mi ha dato problemi, aderenza a parte sulla pelle.
Mi piace che Matt non metta troppa poesia nella descrizione della secrezione delle lumache, ma dice solo
"La Bava di Lumaca è ottenuta naturalmente da lumache della specie Helix Aspersa accuratamente selezionate attraverso un processo non invasivo nel rispetto dell'animale. La sua secrezione è un concentrato di proteine, minerali ed antiossidanti ed è naturalmente ricca di sostanze nutritive e rigeneranti che aiutano la pelle ad essere idratata e compatta."


Dopo la posa della maschera Rigenerante Matt posso dirvi che l'aspetto della mia pelle era assolutamente migliorato: infatti appariva più liscia, distesa, luminosa e levigata. Tuttavia avevo una sensazione di effetto liflting davvero forte, troppo per i miei gusti. In generale inoltre ancora una volta avevo la percezione che mancasse un po' di idratazione, aspetto che secondo me contribuisce ad accentuare la sensazione di tiraggio. Ho attutito la cosa applicando altri prodotti dopo, ma anche la maschera Rigenerante alla Bava di Lumaca, pur rispondendo alla sua funzione, secondo me presenta alcune scomodità.

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Matt AGEACTIV® Maschera Ricompattante
al Collagene Vegetale



A questo punto immagino possiate capire come sia andata a finire con la maschera Ricompattante AgeActiv, tuttavia ero molto interessato a provarla perché la forma di collagene vegetale non l'avevo mai sentita. Nella descrizione Matt scrive:
"aiuta a combattere la perdita di tono e di elasticità dei tessuti ed a prevenire la formazione di rughe, per una pelle compatta e rassodata.
Il Collagene è la principale proteina del tessuto connettivo in grado di garantire l’elasticità della pelle.
Il Collagene Vegetale, estratto dalla pianta dell’acacia del Senegal, è il sostituto ottimale al collagene di origine animale, sostegno naturale della pelle e della compattezza cutanea."


Oltre però questo tecnicismo, purtroppo ha seguito gli stessi passi delle altre anche questa maschera Ricompattante Matt: problemi di adesione, siero limitato, poco idratante sulla pelle ma sicuramente schiarente e molto molto compattante.
Io ho preferito continuare con la mia skin care routine in parte per mitigare quella forte sensazione di compattezza, in parte perché sentivo bisogno di maggiore idratazione e nutrimento. Come vi dicevo poco più su d'inverno sarebbe puramente acqua fresca specie sulle pelli più secche.

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Mi spiace stroncare così una nuova linea, ma purtroppo questa è stata la mia esperienza. Ho visto del potenziale in queste maschere in tessuto Matt, ma se da un lato il siero funziona e mi sembra di qualità, la scelta degli ingredienti è un po' troppo essenziale e scarna e volta solo a dare un risultato istantaneo estetico, ma in cui ne risente la confortevolezza. In generale inoltre non si distingue in maniera così netta la differenza fra un trattamento e l'altro.
Anche le confezioni sono un po' troppo simili fra loro.
Insomma queste maschere AgeActiv a mio avviso non possono essere considerate veri e propri trattamenti urto da affiancare alla skin care, ma come sheet mask da evento da sopportare i 10 minuti di attesa e rimuovere per un aspetto più fresco e riposato, ma non credo che tutti al mattino abbiano tempo per star sdraiati con la maschera in posa. In generale credo che un tessuto decisamente più sottile avrebbe reso queste maschere davvero top, ma così purtroppo può essere snervante.

Comunque sì, avete letto bene: #MaskWednesday è diventato #WeeklyMask perché comunque volevo mantenere l'appuntamento settimanale, ma slegarlo da quell'unico giorno così che possa essere anche una sorpresa, e più comodo per me che magari mi ritrovo una recensione pronta ma non posso pubblicarla perché non è mercoledì.



mercoledì 7 agosto 2019

|#backtoseries|
Stranger Things 3 e Dark 2: promosse (senza lode) 🥈

Vorrei provare a raccogliere le mie idee su due serie tv molto attese finalmente ci hanno deliziati con un ritorno che non penso abbia lasciato qualcuno particolarmente scontento (ma non è mai detto) ma anzi siano state promosse, specie dai più nerd e da chi ama la fantascienza, ma anche chi apprezza questa operazione nostalgia che ormai non vuole più lasciarci. Come sempre la mia è una chiacchierata ignorante fra alti e bassi, per cui se non siete d'accordo, portate pazienza.

Stranger Things
Terza stagione
⭐⭐⭐🌠


Ha dovuto un po' faticare dopo una seconda stagione per me non del tutto soddisfacente, ma la terza stagione di Stranger Things, apparsa su Netflix il 4 luglio, ha superato sufficientemente la prova recuperando il terreno perso.


Se infatti nella precedente stagione sembrava che la narrazione andasse a perdersi per strade che non solo trovavo di poco appeal, ma anche che non portavano poi a nulla di realmente stravolgente, con la terza hanno costruito una storia secondo me convincente da inizio a fine, in grado soprattutto di intrattenere ed essere avvincente, anche perché si muove in maniera orizzontale, per cui puntata dopo puntata ci porta alla risoluzione a suon di azione, colpi di scena, momenti anche più simpatici e teneri o di tensione. Hanno fatto anche un buon lavoro nel prendere in considerazione il fatto (inevitabile e palese) che questi ragazzi sono cresciuti ed iniziano ad avere ovviamente atteggiamenti e desideri diversi, più maturi. Non posso dire altrettanto della loro capacità recitativa che in alcuni casi mi sembra peggiorata.

Risultati immagini per Stranger Things 3Inutile ma necessario sottolineare la bellezza delle ricostruzione degli ambienti, dell'abbigliamento, degli oggetti, la scelta delle musiche, sintomo che ovviamente è una produzione molto grande ma anche come abbiano certosinamente prestato cura ad ogni dettaglio come sempre.
Ogni personaggio comunque ha avuto, nel corso della stagione un suo percorso autonomo e logico, ma poi ognuno si ritroverà coinvolto e riunito e con un ruolo attivo in questa battaglia contro il "male".
Ho apprezzato in generale tutte le linee narrative e tutte le vicende in cui ognuno è occupato, sebbene non tutti hanno raggiunti lo stesso livello di attrattiva per me.
Penso ad esempio a Nancy e Jonathan, che se da un lato ci offrono qualche spunto interessante, come la breve e fine a se stessa parentesi sulla carriera della giovane Wheeler e sul double standard di cui è vittima in quanto donna, dall'altro il loro percorso mi sembra vada un po' più lento degli altri e che sia un po' ripetitivo.

Risultati immagini per Stranger Things 3

Stesso discorso anche per quanto riguarda Joyce e Hopper, che sembra ci mettano un po' ad ingranare, e solo alla fine avranno quella marcia in più. 
Per me la parte più spassosa e piacevole è sicuramente quella del quartetto Dustin, Erica, Steve, e Robin. Nonostante quest'ultima sia arrivata così di punto in bianco senza un reale collegamento al resto, è stata una scoperta, ma tutti e quattro secondo me ci hanno dato avventura e divertimento allo stesso tempo, nonché momenti più personali che ci hanno fatto riflettere ed il capovolgimento finale (che un po' sembra una scelta dell'ultimo momento) è stato un ulteriore punto a favore appunto di Robin. Anche i dialoghi fra questi personaggi secondo me sono quelli con maggiore ritmo e i più coinvolgenti. 
Erica poi è una totale fuori classe della shade, e spero che da qui in avanti abbia ancora un ruolo più in rilievo.


Andando più in dettaglio, se nel quadro generale ho portato a termine molto velocemente questa Stranger Things 3, e soprattutto ho notato come non si crea caos fra le linee narrative, ma sono tutte ben centrate, dall'altro lato non posso dire che tutte le puntate siano state per me sufficientemente snelle. È stata una buona mossa eliminare quell'episodio in più che avevano aggiunto inutilmente nella seconda stagione e che avrebbe allungato ancora di più i tempi, ma avrei sforbiciato qui e lì, ad esempio nell'ultima puntata che so che tanti hanno amato, che ha fatto commuovere molti, ma che a me è sembrato un po' un volerci marciare, al punto che la logica dei tempi viene piegata al volere di un pathos che a questo punto può scemare facilmente.

Immagine correlata

Definirei giusta e promossa questa terza stagione di Stranger Things: non fa secondo me grosse promesse, non punta a risultare estremamente originale, la sua struttura della tensione portata fino alla magica soluzione last minute è qualcosa che conosciamo tutti, ma secondo me questi piccoli difetti nell'insieme non pesano nel corso delle puntate, dove la gestione delle parti è omogenea, e penso che il risultato finale sia piacevole, per la maggior parte coerente e scorrevole, perfetto per il pubblico a cui fa riferimento e gradevole per chi è vorace di serie tv. Inoltre a questa stagione devo dare due meriti: il primo di aver battuto la strada per eventuali temi che possono essere trattati nelle future stagioni, come l'amicizia al femminile, la complessità della maturità e l'omosessualità, ma senza pesantezza; il secondo è che non gozzoviglia troppo nelle citazioni per il puro piacere di farlo, come magari è capitato in passato, ma queste diventano funzionali alla storia.
Una quarta stagione spero sappia abbracciare ancora di più quella evoluzione data dalla crescita degli attori.


Dark
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠

Sembrava dovesse seguire le orme di Stranger Things, ed invece Dark ha saputo mantenere una sua identità anche in questa seconda stagione, dimostrandosi anche più matura e più cupa (ma va?!) rispetto alla collega.


Non è solo dedicata al passato, quindi, ma questa stagione si apre molto di più al futuro e finalmente viene tolto quel velo che nasconde la verità dagli occhi di molti dei personaggi che nella prima stagione erano rimasti fermi a fare da contorno. Adesso tutti più o meno si attivano, ma senza creare troppo caos in una storia che già di per sé, con i passaggi temporali, non manca di incastri complicati.
È difficile dare una spiegazione di tutti gli eventi della seconda stagione, esattamente come per la prima, ma posso dirvi che ancora una volta teologia, fantascienza, filosofia ma anche distopia, visto che è ambientata ai giorni nostri, si uniscono in una storia che prima di tutto riguarda i drammi familiari e umani. Il filo conduttore alla fine è sempre l'umanità nei suoi difetti, nell'egoismo che riunisce buona parte dei personaggi di Dark.


In questo senso è difficile distinguere fra bene e male, trovare i personaggi per cui parteggiare perché chiunque prima o poi rivela un lato oscuro. Che sia nel presente, nel passato o nel futuro ogni personaggio commetterà qualcosa di indicibile che si aggiungerà a questo grosso e intricato gomitolo di lana in cui ogni cosa sembra ripetersi, ma allo stesso tempo andare avanti. 
La seconda stagione di Dark si muove quasi per la maggiore orizzontalmente e così mi son ritrovato a voler proseguire la serie praticamente come una maratona con la voglia di scoprire sempre di più. 
C'è sicuramente tensione in alcune scene, ma non mi pare di aver assistito a chissà quali climax se non in alcuni momenti in particolare. 


Non mancano i buchi narrativi purtroppo, alcuni talmente ovvi da suscitare un eye rolling così su due piedi, non manca nemmeno la ripetitività che se da una parte può essere giustificata da quella che è la storia vera e propria, dall'altro lato può stancare e può sembrare un po' una mancanza di espedienti che funzionino
Penso ad esempio al tipico rimandare i dialoghi chiarificatori per motivi che non ci vengono mai rivelati, cosa che avevo già notato troppo spesso nella passata stagione. Più in generale qui e lì la serie avrebbe bisogno di ritmo specie in certi dialoghi appunto, ma capisco anche che, dopo aver eliminato due episodi rispetto alla prima stagione, tagliare ulteriormente poteva compromettere la comprensibilità della storia.
Inoltre capisco anche che certe scelte sono volute per rendere quel senso di claustrofobia, di ineluttabile che provoca questa Winden, una gabbia da cui non è possibile scappare.


Devo però dire che se nel passato ciclo di episodi più e più volte mi son trovato a non capire cosa stesse succedendo, questa seconda stagione è stata decisamente più chiarificatrice, nonostante dalla mia recensione non stiate capendo comunque molto.
Anche in Dark comunque non mancano gli effetti speciali, e seppur non siano tantissimi come magari in Stranger Things, vista anche la produzione immagino decisamente inferiore, sono fatti comunque davvero molto bene.
In generale è una serie tv ben strutturata, con quei piccoli dettagli che sottolineano la ciclicità degli eventi, dai titoli delle puntate, alla composizione temporale stessa degli episodi, tutti elementi che richiedono da parte dello spettatore una attenzione costante da inizio a fine



Non immagino che fra 5 o 10 anni parleremo ancora di Dark come una serie cult, nonostante ha tanti punti a suo favore e tante qualità artistiche non da poco, per un telefilm che non ha le spinte che possono avere le produzioni inglesi o americane. Son contento inoltre che la terza stagione sarà l'ultima e chiuderà in maniera spero degna una serie tv come Dark che secondo me merita una fine sensata. a proposito di finale, devo dire che l'ultima puntata mi ha lasciato qualche perplessità perché non credo abbiamo bisogno di aprire ulteriori condotti narrativi, ma immagino che con l'ottica di creare una stagione conclusiva sapranno (spero) non divagare troppo in sentieri che risulterebbero inesplorati. 





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