martedì 17 maggio 2022

I sieri viso più potenti di Cos de Baha 🤔

Due anni orsono vi parlai per la prima volta del brand coreano Cos De Baha, che avevo presentato in prima battuta come una sorta di alternativa a The Ordinary, ma che ha anche le sue peculiarità.
In questi anni avevo perso il marchio dal mio radar, ma da diversi tempo è tornato su YesStyle e quindi ho potuto tornare a provare i loro prodotti. Inoltre Cos De Baha ha ampliato la gamma con altri sieri viso, rendendo la selezione ancora più ghiotta. 
Ho infatti messo alla prova tre prodotti decisamente potenti, che si discostano da altri brand per la concentrazione di attivi.



Sono dell'idea che la costanza sia la vera chiave per far funzionare i cosmetici e non la quantità di questo o quell'ingrediente. Anzi, molto spesso, attivi troppo concentrati possono portare ad irritazioni e intolleranze che alla fine ci fanno abbandonare il prodotto ed eventuali benefici ottenibili da essi.
Chi è però più avvezzo nell'uso di sieri e booster, ha una pellaccia come me, ed ha bisogno di uno step successivo, potrebbe avere bisogno di prodotti con concentrazioni elevate. E questi che ho utilizzato di recente sono davvero i più potenti che ho provato fino ad ora.
Insomma i sieri Cos de Baha di cui voglio parlarvi sono per vere cinture nere della skincare, e non per principianti con la pelle sensibile.


Cos De BAHA RS Retinol 2.5 Serum
Siero viso con retinolo puro, acido ialuronico, niacinamide, vitamina e



Era da quando provai i sieri di FaceTheory (altro brand interessante, lo trovate qui) che non utilizzavo un prodotto con retinolo puro, e questo di Cos De Baha mi è sembrato davvero potente.
La cosa che apprezzo di questo brand è che non si tratta di formulazioni spoglie ma un po' più elaborate, infatti nel RS Retinol Serum troviamo il 2.5% di retinolo, ma anche acido ialuronico, tocoferolo, niacinamide, aloe, ed estratti antiossidanti e anti age di tè verde e rosa.
Se non conoscete le proprietà e le forme di vitamina A, qui trovate il mio approfondimento.
La texture di questo siero viso Cos De Baha è liquida ma non impercettibile: il feedback infatti è semi oleoso, immagino per via del propanediolo che ha quella consistenza.


È però un siero gradevole, che si stende benissimo, non è appiccicoso e si assorbe rapidamente su di me, molto facile da usare insieme ad altri prodotti. Anzi si può far seguire ad esempio da una crema viso senza fare pasticci. Non ha inoltre una profumazione particolare, quindi è perfetto per l'uso notturno che se ne deve fare.
Una piccola nota tecnica collaterale: nonostante il flacone sia contagocce, Cos de Baha mette sempre un sifter dove il tappo così da evitare che entri eccessivamente aria e luce che può deteriorare in anticipo il prodotto.
Il mio percorso col retinolo è iniziato ormai tanto tempo fa e posso permettermi di applicare sieri con alte concentrazioni di questa forma di vitamina A, tuttavia era quasi un anno che non usavo un prodotto del genere ed in effetti il Retinol Serum in prima battuta si è fatto sentire sulla mia faccia.


Infatti nei primi giorni, applicandolo tutte le sere, ho notato una certa secchezza (ma senza irritazioni, devo dirlo) che mi ha portato ad utilizzarlo a giorni alterni e seguito da una crema viso. Questo anche per farvi capire che quanto dicevo nell'introduzione è alla fine realtà e non pura eccessiva precauzione. 
Dopo questo periodo di rodaggio però è andata molto bene e ho notato i benefici. Sapete che gli effetti del retinolo non si vedono dal giorno alla notte, specie su macchie e rughe di vecchia data, ma questo siero Cos De Baha mi ha sicuramente reso la pelle più morbida, levigata e liscia oltre che generalmente omogenea. 
Poiché sono pazzo ho usato questo siero al retinolo anche sul contorno occhi e sul collo, senza inconvenienti di sorta, ma siate accorti. Spero che Cos De Baha pensi anche ad un siero al retinolo per principianti, ma intanto questo lo riacquisterei.

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💸 €14.90
🏋 30ml
🗺 Made in Corea del sud
⏳ 12 Mesi / scadenza sulla confezione
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Cos De BAHA NZ Niacinamide 20 Zinc PCA 4 Serum
Siero viso con Niacinamide, Zinco, Arbutina e acido ialuronico



Dopo la versione con il 10% di Niacinamide, ero molto curioso di questo siero potenziato di Cos De Baha e mi è piaciuto molto. Questa nuova formulazione ha anche delle aggiunte interessanti: oltre alla niacinamide e allo zinco, troviamo anche l'arbutina, che generalmente agisce sulle macchie cutanee, ed anche la caffeina, per stimolare la pelle. Infatti, al contrario della versione di The Ordinary, Cos De Baha ha concepito il suo Niacinamide Serum non solo con il principale scopo di bilanciare la produzione di sebo e contrastare impurità, ma ha uno ambito più ampio, nel rinforzare la pelle, renderla esteticamente più omogenea e luminosa, oltre che idratata.



Questo siero Cos de Baha ha una texture più acquosa e liquida del Retinol 2.5, non ha quel tocco leggermente oleoso, ed anch'esso si stende bene e si assorbe rapidamente. Ho notato che è importante dosarlo bene, perché se si esagera può essere un po' appiccicoso, ma è una sensazione che svanisce se ad esempio si applica sopra un altro siero o una crema viso. Anzi in questo senso il Niacinamide 20 Zinc PCA 4 Serum si è ben integrato nella mia routine senza fare pasticci, spellicolare, o irritare in generale la pelle.



È un prodotto delicato, che sono riuscito ad utilizzare mattino e sera, e che mi è piaciuto molto. Come vi dicevo credo sia una formulazione più adatta a pelli normali e secche piuttosto che grasse e impure, perché la sensazione principale che ho avuto è quella di una buona idratazione della pelle. Col tempo ho notato che effettivamente il viso appare più omogeneo e liscio, quindi sì funziona nel suo scopo.
Può risultare un po' ridondante nel range di Cos de Baha, che abbonda sempre con la niacinamide, ma questo siero mi è piaciuto molto per la sua delicatezza e penso che sia perfetto per chi vuole fare uno step ulteriore con questo ingrediente ma senza grossi problemi. Inoltre mi sembra perfetto come booster da diluire con altri sieri o creme perché mantiene sempre una buona percentuale di attivi. 

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💸 €15.90
🏋 30ml
🗺 Made in Corea del sud
⏳ 12 Mesi / scadenza sulla confezione
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Cos De BAHA S4 Salicylic Acid BHA 4% Serum
Siero viso con acido salicilico e niacinamide



Nonostante non abbia usato acido salicilico con eccessiva costanza nel tempo, ho deciso di provare questo S4 Serum Cos de Baha perché sapevo che la mia pelle è abbastanza avvezza agli alfa e beta idrossiacidi, ed in effetti mi ha soddisfatto ma con alcune specifiche che devo fare.
Anche in questo caso troviamo l'amata niacinamide, ed ho notato che sul web specificano sia al 2% ma sulla mia confezione non è chiarita questa percentuale quindi non mi azzardo in stime.
La consistenza del Salicylic Acid BHA 4% mi ha ricordato molto quella del Retinol Serum perché ha questo feeling leggermente più oleoso, ma che si stende facilmente, non risulta pesante o occlusivo e si assorbe abbastanza bene. 



Il suo scopo è ovviamente quello di contrastare impurità, punti neri e imperfezioni ed io infatti non l'ho applicato su tutto il viso, ma solo a zone, generalmente come ultimo step della mia skincare o prima della crema (se la utilizzavo).
Ho infatti iniziato ad usare questo siero Cos De Baha quando avevo un paio di brufoletti sul viso, e mi ha dato una grande mano a farli seccare in tempi abbastanza più brevi rispetto a quanto avrebbero impiegato normalmente, e senza lasciarmi macchie. Ho notato che non secca esageratamente la zona intorno all'imperfezione e in generale ne riduce il rossore e l'infiammazione. Non mi ha mai irritato la pelle, nonostante il 4% sia una quantità non comune nei sieri all'acido salicilico



Mi è capitato di usare saltuariamente questo siero Cos De Baha su tutta la zona T, quasi fosse una maschera purificante, senza però trovarmi la pelle secca o arrossata. Ammetto che non ho trovato grande beneficio per quanto riguarda i punti neri e i filamenti sebacei sul naso, nonostante sia riuscito ad usarlo praticamente tutte le sere con costanza. Certamente la zona appare più omogenea, ma non posso proprio urlare la miracolo.
Il Salicylic Acid BHA 4% Serum è insomma per me un trattamento spot che applico ogni volta che ne ho la necessità e che mi sento di consigliare a chi ha familiarità con gli acidi nonostante la sua delicatezza. 

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🔎 Yesstyle, Online, iHerb
💸 €11.29
🏋 30ml
🗺 Made in Corea del sud
⏳ 12 Mesi / scadenza sulla confezione
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Conoscevate Cos De Baha? Che ve ne sembra?


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venerdì 13 maggio 2022

Avène Solare Fluido Minerale SPF 50+, la mia esperienza

Maggio e l'avvicinarsi della stagione più calda significa una maggiore attenzione alla protezione solare, e si fanno avanti molti prodotti da recensire. Se mi seguire sapete che cerco di usare il solare viso per tutto l'anno, ed infatti vi avevo parlato del prodotto che ho utilizzato durante l'inverno, ma con l'aumentare delle temperature la confortevolezza dell'SPF diventa centrale, oltre alla sua efficacia. 
Quest'anno, complice una ghiotta promozione, ho voluto mettere alla prova i solari di Avene, e in particolare il Solare Fluido Minerale SPF 50+

Si tratta di una protezione solare con soli filtri fisici rivolta a pelli sensibili, intolleranti a profumi e filtri chimici e in generale rese fragili da trattamenti e altri fattori. Personalmente non ho queste necessità, ma nella mia testa c'è sempre la voglia di dare una chance a questa tipologia di prodotti, sperando che possano funzionare bene. La mia filosofia sui solari è infatti sempre la stessa: sono un po' una coperta corta, e per trovare il prodotto con SPF adatto a noi, da poter utilizzare sempre, a volte bisogna scendere a qualche compromesso. Per questo nelle recensioni dei solari cerco sempre di raccontare tutti gli aspetti possibili perché magari quello che per me è un pregio, per altri può essere un difetto e viceversa.



Il Fluide Minéral SPF50+ ad esempio ha tantissime caratteristiche che mi sono piaciute molto, altre meno.
Ovviamente contiene la famosa acqua termale di Avène, ed è a base di zinco e biossido di titanio, per fornire una protezione dai raggi UVA e UVB.
L'azienda poi sottolinea la presenza di tocoferolo, usato per il suo potere antiossidante. L'INCI comunque non è ecobio compatibile, ma è chiaramente formulato per rendere una buona performance e il prodotto piacevole da utilizzare.
La consistenza di questo solare viso Avene, come dice il nome stesso, è quella di una crema fluida, che non fa resistenza quando la si stende sul viso e si lascia massaggiare fino all'assorbimento, che avviene sorprendentemente in pochi minuti. 



È necessario shakerarlo prima di prelevarlo e ovviamente serve un po' di accortezza nella stesura, ma nulla da perderci la pazienza. Anche fra la barba si riesce a sfumarlo al meglio.
E tolgo subito il cerotto perché, essendo a base di filtri fisici, il Fluido Minerale SPF50 lascia dietro un alone bianco che è sicuramente percepibile su carnagioni scure, ma che invece non è eccessivamente invadente o imbarazzante su quelle chiare. L'aspetto che dà al viso è tutto sommato gradevole e io stesso non mi sento troppo in imbarazzo ad andarci in  giro. Per essere perfetto dovrebbero migliorare questo aspetto, ma se avete particolari necessità di sensibilità e cercate un solare solo con filtri minerali penso che questo possa essere adatto all'uso quotidiano.



La cosa che però mi ha stupito di questa crema solare Avene è la leggerezza: la texture è infatti davvero sottile, sul viso non la percepisco, non appesantisce, non mi fa sudare, anche nelle quantità abbondanti consigliate. Un applauso anzi ad Avene che specifica che deve essere utilizzato un dito di prodotto per ottenere il fattore di protezione. 

Non ha profumi aggiunti, ma sicuramente si sente il tipico odore dei solari minerali. 
Anche il finish matt abbastanza naturale mi è piaciuto, e secondo me la rende perfetta per pelli normali, miste e a tendenza grassa, specie se sotto ci si gioca un po' con la skincare. Meno adatta è invece per le pelli secche perché nel corso delle ore può dare una lieve sensazione di mancanza di idratazione. 



Il Solare Fluido Minerale Avene non è la migliore base per il trucco perché mi sembra lo faccia leggermente scivolare ed accumulare un po' nelle rughette anche meno visibili, ed è strano perché il feeling sulla pelle non è grasso. Nel corso delle ore infatti non lucida il viso né crea pasticci.
Per le mie esigenze questa protezione solare è più adatta per il mare: non solo per l'alta protezione, ma perché conosco già formulazioni più eleganti che mi vanno bene per la vita di tutti i giorni.
Tra l'altro ha anche una buona resistenza all'acqua, senza però essere impossibile da rimuovere; basta infatti un detergente viso per sciacquarne i residui.
Non ho inoltre mai avuto fastidio agli occhi, non me li fa lacrimare o arrossare.
Nonostante ormai abbia una preferenza per i filtri solari chimici, credo che il Fluide Minéral SPF50+ di Avene sia un prodotto valido nel suo settore e con le sue caratteristiche, non adatto a tutti ma da tenere in considerazione. 

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💸 €9.89
🏋 40ml
🗺 Made in Francia
⏳ 12 Mesi
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mercoledì 11 maggio 2022

Miniserie "scandalose" 😮 promosse e bocciate!

Sono degli scandali più o meno noti il perno attorno a cui girano due serie tv che ho terminato di recente, e che sono accomunate proprio da queste tematiche scottanti e dai risvolti drammatici, ma anche dalla mia opinioni su di loro.


A Very British Scandal
Miniserie


Se A Very British Scandal vi suona familiare è perché questa miniserie è stata creata dalla stessa casa produttrice che nel 2018 pubblicò A Very English Scandal (ne parlai qui), quindi si potrebbe definire quasi la seconda stagione di una serie antologica. Un cambio di nome di cui disconosco le ragioni, ma nella sostanza si tratta della stessa cosa, visto che la nuova serie, disponibile su Tim Vision dal 21 Aprile, racconta sempre di un fatto di cronaca realmente accaduto che ha sconvolto e fatto parlare l'opinione pubblica inglese.
Se in A Very English Scandal ci si concentra sul caso dell'omosessualità del politico Jeremy Thorpe, in A Very British Scandal ci troviamo sempre negli anni '60 ma assistiamo al contorto divorzio tra i duchi di Argyll, Margaret Campbell e Ian Campbell.



Questa miniserie ci porta a conoscere la storia di un amore malato, che diventerà terminale quando i demoni di ognuna delle parti prenderanno il sopravvento e cercheranno di fagocitare l'altro, e che riempirà le pagine dei giornali scandalistici dell'epoca perché i colpi bassi fra Margaret e Ian furono parecchi. Tradimenti, violenze, bugie e ricatti furono parte integrante del divorzio "Argyll vs Argyll", ma non si tratta solo di un racconto di cronaca rosa pruriginosa, perché A Very British Scandal ci rivela altro.


Premettendo che nessuna delle due parti ne esce pulita da questa vicenda, credo che questa miniserie riesca a dipingere una profonda disparità di genere fra uomo e donna, dove l'immagine e la reputazione di quest'ultima poteva essere macchiata facilmente, e la stessa Margaret verrà schiacciata completamente da questo divorzio, e finì per essere considerata una donna da evitare persino dai suoi non proprio santi amici. Il suo peccato fu quello di voler vivere liberamente la propria sessualità, che all'epoca era visto come mortale, ma che ancora oggi ha un peso diverso a seconda che si tratti di un uomo o una donna. Lo abbiamo visto anche in Pam & Tommy se vogliamo far riferimento ad un accadimento più recente. 


A Very British Scandal riesce a dare un quadro completo di questa vicenda su tutti i suoi livelli, risultando impeccabile da un punto di vista tecnico e scenografico, e con una recitazione altissima. Paul Bettany e Claire Foy ci raccontano due personaggi sfaccettati, interessanti da un certo punto di vista, ma pieni di vizi, traumi e ombre. 
Una buona serie tv che però rispetto al capitolo precedente ha toni davvero molto più drammatici, e soprattutto secondo me non riesce a palesare davvero quella che era l'opinione pubblica sulla vicenda: sembra infatti che tutto quello che riguarda gli ex coniugi Argyll si svolga dietro quattro mura o al massimo all'interno di un tribunale. 
Sperando non ci siano altri cambi di nome, vedrei volentieri una seconda (o meglio terza) stagione di A Very British Scandal qualora venga rinnovata.


Anatomia di uno scandalo 
Miniserie



Da un fatto di cronaca vera, passo ad un fatto di cronaca verosimile: l'accusa di stupro da parte di una giovane ragazza rivolta ad un politico in evidenza, denuncia che porta inevitabilmente ad un controverso processo giudiziario, non senza colpi di scena, e metterà in subbuglio la stampa scandalistica e l'opinione pubblica.
Anatomia di uno scandalo si muove in effetti su binari vicini a A Very British Scandal, ma ci riporta ai giorni nostri e si concentra soprattutto sulla tematica del consenso in un rapporto sessuale. E potrebbe sembrare un argomento difficile ed interessante, ma lo sviluppo in questa miniserie Netflix lascia alquanto a desiderare. 

Sono pochi o meglio nulli gli spunti originali di Anatomia di uno scandalo, e spesso l'ho trovata prevedibile in quei colpi di scena, con tanto di primi piani dei personaggi sotto shock, che dovrebbero fornire nuovi sviluppi, ed invece restano appesi e poco approfonditi.
Nonostante le buone interpretazioni di Rupert Friend, Sienna Miller, Naomi Scott e Michelle Dockery, tutti i personaggi mi sono sembrati tratteggiati con superficialità. L'esempio lampante è come viene rappresentata l'accusatrice del deputato James Whitehouse: non sappiamo nulla di lei, oltre a ciò che racconta in tribunale, e non sparirà dalla circolazione non appena il processo è concluso. Lo stesso vale per la signora Whitehouse, le cui reazioni sembrano andare a vuoto. 


Seppur si tratti di sei episodi, ci sono pochi aspetti approfonditi, e gli stessi rapporti fra i personaggi risultano strani, freddi, poco chiari ed anche gli intrecci sul versante politico mi sono sembrati semplicistici. 
I flashback di cui Anatomy of a Scandal fa abuso sono spesso irritanti, a volte scattosi, altre con effetti che sembrano datati.
Tutto questo credo sia dovuto al fatto che i creatori della serie hanno tentato di mantenere quanta più suspense possibile per convogliare il tutto in un finale di impatto, ma non ci sono riusciti bene. 
Anatomia di uno scandalo è infatti una serie tv guardabile ma che se ne va come arriva, che non spicca in qualcosa, e che mi è sembrata al di sotto rispetto i recenti lavori di David E. Kelley (anche se vista Big Sky non mi stupisce che quest'uomo abbia alti e bassi).
Non c'è ancora una conferma per una seconda stagione, ma secondo me potrebbe dare poco un rinnovo. 




lunedì 9 maggio 2022

Ho finalmente messo alla prova Naobay!

Voi li conoscerete già sicuramente ma io, per una serie di variabili, solo negli ultimi mesi sono riuscito a provare i prodotti di Naobay, bel brand spagnolo che dal 2011 produce cosmetici con ingredienti naturali e persino ecocertificati. 



Sin dal principio credo sia stato il buon range di prodotti e il costo accessibile ad aver creato curiosità intorno a Naobay, e proprio per colmare questa mia lacuna, ho voluto creare una intera skin care routine completa con i prodotti di questa azienda per testarla in maniera più approfondita possibile. 
Naobay, che sta per Natural And Organic Beauty And You, propone la linea Origin e la Detox, ed io ho messo alla prova quest'ultima in tutti gli step della mia routine.


NAOBAY Detox Detoxing Foam Cleanser
Mousse detergente viso


È stato forse uno dei prodotti più discussi e acclamati di Naobay ed in effetti la mousse detergente viso merita la sua fama secondo me. È una schiuma detergente arricchita con estratto di zenzero, per stimolare la micro circolazione del viso, estratto di limone e di arancio per purificare e rinfrescare, ed estratto di te verde dall'azione anti ossidante. Glicerina e succo di aloe conferiscono poi un tocco idratante. La schiuma che si presenta ad ogni erogazione è molto cremosa e soffice, non si smonta affatto nel giro di pochi secondi, e consente di essere massaggiata dando una buona detersione.


Mi è piaciuto infatti molto il modo in cui questo detergente viso pulisce la pelle, lasciandola morbida e liscia ma sufficientemente elastica. Non va a seccarmi il viso, ma riesce a portarsi via sebo ed eventuali tracce di skincare. La cosa che mi ha stupito è che la mousse Detox ha anche un discreto potere struccante che, fatta eccezione per look circensi, riesce a portarsi via anche un make up quotidiano senza grossi problemi. 
Non mi ha dato fastidio passarla sugli occhi e in generale sciacquarla è molto rapido, quindi anche la praticità d'uso è garantita.
La Foam Cleanser Naobay ha anche una profumazione abbastanza delicata e l'ho potuta usare sia al mattino che alla sera senza problemi, ma credo sia più indicata a pelli normali o con tendenza mista. 

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🏋 150ml
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⏳ 12 Mesi
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NAOBAY Detox Energizing Facial Mist Toner
Tonico viso energizzante



Sono stato molto contento nel notare che Naobay ha pensato ad un tonico viso con direttamente un applicatore spray, ma nell'uso ho trovato alcuni pro e contro.
Si tratta di una face mist a base di estratti antiossidanti di tè verde e mirtillo, con attivi idratanti come glicerina, succo di aloe ed estratto di mela. Di mezzo ci hanno messo anche acido ialuronico che male non fa. La sua profumazione è fresca e gradevole, non saprei identificarla molto bene onestamente, ma l'ho trovata sufficientemente delicata, ed è così che mi sento di definire in generale questa Energizing Facial Mist Naobay.


Ha infatti un discreto potere idratante, rinfrescante, prepara bene la pelle per qualunque altro prodotto io decida di applicare (anche non Naobay). Direi che energizzante è una buona definizione per questa mist Detox. Inoltre non appiccica la pelle, ma su di me si assorbe molto rapidamente.
Non ho amato in verità il dispencer spray: nonostante sia un metodo di applicazione che mi piace molto in genere, in questo caso il getto è sottile e non bagna eccessivamente. Sembra un aspetto positivo, ma dall'altro lato mi è sempre sembrato di dover fare più applicazioni per prelevare quello che ritengo sufficiente tonico viso. 


Un piccolo inconveniente che comunque non inficia sulla mia opinione generale, che resta positiva. La Facial Mist Naobay credo possa adattarsi a diversi tipi di pelle, ad eccezione forse di quelle molto grasse che magari prediligono attivi più mirati contro il sebo.
Naobay dice che può essere utilizzata anche per fissare il trucco, personalmente però non so dirvi molto in questa prospettiva. Posso però dire che mi è capitato di utilizzarla comunque nel corso della giornata, e dà una bella sensazione di freschezza e idratazione extra senza appesantire il viso.

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💸 €4.99
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NAOBAY Detox Renewal Serum
Siero viso rinnovatore idratante



Ha un bel mix di attivi il siero in questo siero viso Naobay Detox che però non si traduce in chissà che performance, almeno su di me. Infatti troviamo nell'INCI il famoso sangue di drago, che altro non è che una resina che dovrebbe avere potere cicatrizzante, estratto di alga rossa che idrata ed ossigena la pelle, acido ialuronico, estratto di viola e mirtillo. La consistenza è a tutti gli effetti quella di un gel, molto facile da stendere sul viso, fresca e dal facilissimo assorbimento.
Nonostante la consistenza in gel appunto, il Renewal Serum Naobay non mi ha mai dato problemi nell'utilizzo: non crea infatti patine, né quell'effetto di briciole quando lo si utilizza in combinazione con altri prodotti.



Infatti anche con le creme viso del brand, sia di altre marche, ha sempre preso il suo posto nella mia skincare senza fare pasticci. In generale non è appiccicoso, e credo possa adattarsi a tutti i tipi di pelle, sempre considerando che si tratta di un siero e soprattutto con quanto sto per aggiungere
D.all'altro lato, devo però ammettere che con questo siero Detox Naobay non ho notato un effetto così positivo e impattante per la mia pelle da farmi innamorare di lui o addirittura darmi l'idea di essere imperdibile. Infatti credo dia al mio viso una discreta idratazione, lasciando la pelle liscia e abbastanza tonica, ma nulla di così diverso rispetto a tantissimi altri sieri viso che ho già usato in passato. Anzi ho avuto l'impressione che i risultati ottenuti, nonostante l'uso costante, siano stati al di sotto rispetto alla media di altri prodotti simili. L'ho terminato, e l'impressione che mi è rimasta è decisamente tiepida: non fa male ma non fa nemmeno bene. 

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💸 €11.90
🏋30ml
🗺 Made in Spagna
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NAOBAY Detox Rich Nourishing Cream
Crema Viso Extra Nutritiva



Quando ho scelto questa crema viso nutriente Naobay ho pensato che alla peggio l'avrei usata come idratante per notte, nel caso fosse stata troppo pesante per me, ma non ho avuto problemi.
Già guardando gli ingredienti in effetti non ho visto una pletora di attivi nutrienti: ci sono sicuramente olio di oliva e avocado e burro di karitè, ma così si conclude la parentesi "grassa". Il resto sono umettanti comuni, fra cui appunto l'aloe.
Questa crema viso Naobay ha una bella consistenza, morbida, fondente, facile da stendere e che in pochi istanti è completamente assorbita. La profumazione è molto delicata, difficilmente credo possa dare fastidio a qualche naso. 



Dopo averla provata sono giunto alla conclusione che sia uno di quei prodotti che piacciono alle mamme: la Rich Nourishing Cream infatti è si nutriente, ha una bella scivolosità e si presta come base trucco, ma non è untuosa, grassa o pesante. Questo mi ha convinto sul fatto che per una pelle molto secca, durante la stagione fredda e usata da sola potrebbe non essere abbastanza occlusiva e così appunto "extra" nutritiva. Già in combinazione con un siero e un tonico idratante potrebbe funzionare meglio.


Su di me è stata una buona crema viso, sia per il giorno, senza magari esagerare con le quantità, sia per la notte, mi lascia la pelle morbida, liscia ed elastica per l'intero arco della giornata (o della notte). Dall'altro lato non ho mai notato sfoghi o un aumento delle impurità, anche nell'uso costante nel tempo. Ho utilizzato la crema extra nutritiva Naobay in congiunzione con il siero di questa linea Detox e mi ha dato una bella sensazione alla pelle. Quindi non un prodotto che mi ha stravolto l'esistenza, ma una buona crema viso che ha un discreto rapporto qualità/prezzo.

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💸 €9.95
🏋50ml
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NAOBAY Detox Soft Eye Contour Cream
Crema contorno occhi



La crema contorno occhi Naobay offre una composizione che ho trovato interessante fin da subito, e dove si assecondano emollienti, antiossidanti, estratti volti a riattivare la microcircolazione e in generale che dovrebbero avere una azione protettiva, anti età e ovviamente idratante. Il tutto è racchiuso in una consistenza che somiglia molto a quella della crema viso Naobay, facile da stendere e anche qui rapida ad assorbirsi. Non è chiaro come mai la crema abbia questa colorazione pescata, ma non ha un potere colorante e coprente.



So che alcuni non apprezzano l'odore di questa crema ma per me non ha una vera e propria profumazione, ma ci sento giusto la fragranza delle componenti naturali. La Soft Eye Contour Cream è comunque molto delicata, non mi ha mai dato fastidio agli occhi, anche dopo una giornata al computer con le lenti a contato. L'ho utilizzata sia al mattino che alla sera e credo vada bene in entrambe le circostanze, ma con alcune accortezze.



Questa crema contorno occhi Naobay infatti è idratante e nutriente su di me, ha una azione distensiva e generalmente lisciante ma senza effetto lifting tirante, anzi la pelle resta molto elastica e morbida. Mi sembra che crei anche una buona base per il make up, e, seppur non in maniera stravolgente, mi è sembrato che aiuti a migliorare le occhiaie. Tuttavia, un po' come la crema viso, anche la Eye Contour Cream non è un prodotto estremamente idratante che può soddisfare i contorni occhi più esigenti, non è un balm nutriente che può essere usato come riparatore la sera. In questo caso però Naobay non fa queste promesse, ma anzi sembra parlare di un prodotto per il giorno. In ogni caso a me è piaciuto.
Sebbene l'azienda suggerisca che può essere usato su tutto il viso, non l'ho provato in questo senso.

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Qual è la vostra opinione su Naobay? C'è qualche prodotto che dovrei assolutamente provare?



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venerdì 6 maggio 2022

Cosa ho apprezzato (e non) di questi film Netflix e Apple Tv +

La lunga lista di film che vorrei prima o poi vedere giace intatta perché, non so nemmeno io come, sono finito a vedere tutt'altro. In particolare tre film da Netflix e Apple Tv+ ed è arrivato il momento di parlarne. 


Macbeth (2021)


Titolo Originale: The Tragedy of Macbeth
Genere: drammatico, storico

Durata: 105 minuti
Regia: Joel Coen
Uscita in Italia: 14 Gennaio 2022 (Apple Tv +)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Joel Coen (senza il fratello) ripesca l'opera di Shakespeare e ne fa un film interessante disponibile su Apple Tv + dal 14 Gennaio di quest'anno. 
The Tragedy of Macbeth segue in maniera abbastanza puntuale l'opera del drammaturgo inglese, anche nei dialoghi fra i protagonisti, ma è l'aspetto tecnico che e l'impostazione ad emergere in questo nuovo adattamento, che credo si discosti anche dai film precedenti. Non è infatti solo la scelta del bianco e nero a saltare all'occhio, ma anche (soprattutto) le scenografie che rendono il film estremamente teatrale. Si tratta per lo più di luoghi dall'estetica spoglia, fredda, arida, che secondo me si addice perfettamente ai toni di questa storia.


Ma anche le musiche e la regia, con una camera sempre fissa sulla scena, credo abbiano dietro una buona ricerca per essere una componente attiva all'interno della narrazione, e non solo un mezzo per trasmettere un messaggio. 
Ho trovato anche interessante la scelta del cast, tutto molto valido ma si fanno notare sicuramente Denzel Washington, che non ha propriamente i tratti del lord scozzese, e Frances McDormand, di cui emerge non solo il talento ma anche la maturità rispetto ai personaggi della tragedia originale. 
Credo si possa leggere non solo come il tentativo di una nuova chiave di lettura, ma anche di scollegare in parte la storia ed il messaggio di follia, tradimento e morte dall'opera originale per elevarla. 


Le stesse tre streghe non vengono definite mai "norne", cioè le divinità del destino quasi a rendere l'uomo esclusivo artefice di se stesso. 
Magari sto azzardando con l'interpretazione, ma posso dire con certezza che pur non essendo un appassionato di Macbeth o in generale delle opere shakespeariane, ho seguito il film senza annoiarmi. Mi è mancato forse un po' di coinvolgimento emotivo: mi è sembrato di seguire un dramma così preciso e puntuale che non mi è sembrato vero, se può aver senso, ma appunto recitato.
Per il resto mi sembra un buon film e se amate il teatro e questa opera di Shakespeare secondo me merita di essere recuperato. 



Il truffatore di Tinder (2022)


Titolo Originale: The Tinder Swindler
Genere: documentario

Durata: 114 minuti
Regia: Felicity Morris
Uscita in Italia: 2 Febbraio 2022 (Netflix)
Paese di produzione: Regno Unito

Non un film ma un documentario disponibile su Netflix dal 2 febbraio 2022, Il truffatore di Tinder mi aveva incuriosito, sebbene non sentissi tutta questa urgenza di vederlo. Alla fine ho ceduto e l'ho apprezzato. 
Il titolo vi dice già tutto, ma il taglio che hanno scelto di dare a questo documentario mi è sembrato azzeccato per raccontare la storia del truffatore israeliano Simon Leviev, al secolo Shimon Hayut, che, dopo essersi spacciato per discendente di una famiglia di magnati nel settore dei diamanti, adescava giovani donne sulla nota app di incontro per farsi prestare ingenti somme di denaro. Ovviamente le malcapitate non vedevano mai più tornati i soldi che davano al ragazzo, che aveva sempre una scusa per chiedere prestiti, e per non restituirli.


Sicuramente il tema delle truffe, specie online, non è purtroppo più così fresco ed originale, l'abbiamo visto di recente con Inventing Anna ad esempio, ma questo nuovo documentario su Netflix a mio avviso riesce a mantenere costante il ritmo e l'attenzione dello spettatore, senza però risultare ingarbugliato e complicato. È un crescendo di situazioni, che porta al culmine della vicenda, quando le cose si fanno più drammatiche. The Tinder Swindler ha un twist thriller con un vago sentore di spionaggio, dato dalla stessa conduzione delle indagini su Leviev/Hayut, che secondo me aiuta in questo senso.


Dall'altra parte vengono lasciati fuori approfondimenti che vanno oltre la storia fine a se stessa: ad esempio quella kalokagathia che porta a pensare che la ricchezza materiale possa corrispondere ad una generale bontà d'animo quasi automatica. E ancora forse non pone l'attenzione a quanto internet sia diventato reale nelle nostre esistenze.
Dall'altro lato, Il Truffatore di Tinder non va a colpevolizzare le vittime, anzi cerca di farci capire come siano state coinvolte in questo meccanismo malato. 
Non è insomma imperdibile, ma si lascia guardare. 




The in Between - Non ti perderò (2022)


Genere: drammatico, romantico
Durata: 115 minuti
Regia: Arie Posin
Uscita in Italia: 8 aprile 2022 (Netflix)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America 

Scrivere una recensione su The In between sarebbe come perpetrare quelle che sono state le sensazioni che ho avuto, ovvero di aver perso due ore della mia vita. Siccome non voglio farvi perdere tempo, vi dico che se cercate una commediuola drammatica, sdolcinata, banalotta e poco coinvolgente, che mette in mezzo anche un tocco di fantasy, allora può fare al caso vostro.
Per me questa storia d'amore fra Tessa e Skylar, che, come vuole il più romantico dei risvolti, riesce a superare anche la morte, non merita particolare attenzione e non mi ha lasciato nulla.


Non era infatti in programma di vedere questo The in Between, ma mentre facevo un giro su Netflix mi ci sono imbattuto visto che era fra i film più visti, ma ancora oggi mi chiedo come abbia fatto a finire in cima a questa classifica. Capisco che possa fare leva sull'animo romantico dei più giovani, ma noi più grandicelli che Ghost ad esempio l'abbiamo visto replicato decine di volte, non possiamo proprio apprezzare un film del genere che alla fine suscita poco e niente.
Già il rapporto fra i due protagonisti mi è sembrato dozzinale e superficiale, basato sul fatto che entrambi hanno un animo buono, sensibile e per la passione per oggetti "vintage", ma non si va oltre.


Non c'è poi una chiave di lettura particolare o intesa del superamento del lutto, non ci sono particolari emozioni, non c'è nulla. Anche gli effetti speciali quando si svolta nella parte più soprannaturale di The in Between si fanno molto cheap, e decisamente poco credibili. 
Carina l'idea del countdown per arrivare al momento più segnante, ma persino una attrice che ormai è rodata come Joey King non riesce a salvare un film piatto e privo di sostanza. 
Onestamente se Netflix continua a proporre robe come questo The in Between - Non ti perderò debba aspettarsi un ulteriore calo degli abbonati. 




giovedì 5 maggio 2022

HIF - Hair is Fabric di Deciem: ha senso correre a fare scorta?

Lo scorso primo aprile un po' a sorpresa è arrivata una notizia inaspettata: per celebrare i 9 anni dell'azienda, Deciem ha pubblicato un lungo post su Instagram dove, fra le altre cose, si annunciava la chiusura dei alcuni marchi che fanno capo al brand canadese ovvero HIF, Hylamide, Abnomaly, e The Chemistry Brand. Non un taglio netto, ma un lento percorso fino alla fine dello stock di ogni referenza. 
Deciem ha specificato che si tratta di una scelta che gli permetterà di concentrarsi sullo sviluppo dei loro brand di punta ovvero Niod e The Ordinary, ma non è la prima volta che questo accade nella loro azienda. Fino al 2016 ad esempio Deciem raccoglieva 10 marchi, ma nello stesso anno ha venduto il brand Grow Gorgeous alla compagnia inglese The Hut Group. Nel tempo inoltre sono spariti altri nomi nel loro range, riducendosi fino ai nostri giorni.
Qualche tempo fa, prima di questa notizia, Deciem mi aveva inviato due prodotti capelli di HIF, ed ho pensato se avesse senso parlarne in prospettiva a quanto scoperto più di recente, ma poi ho pensato che sarebbe stata anche l'occasione per chiacchierare un po' di scelte di marketing e visto che i prodotti sono ancora disponibili, mi sono chiesto se avesse senso farne scorta. 



HIF sta per Hair is Fabric
, visto che l'idea originale di questa linea era quella di considerare i capelli come se fossero dei capi di abbigliamento: se abbiamo un detersivo per diverse tipologie di tessuti, allo stesso modo servono diversi prodotti per tipologie di capelli. In principio HIF proponeva 15 diverse referenze con svariati scopi, proprio secondo questo principio, ma come abbiamo visto, Deciem nel tempo ha fatto dei cambiamenti ai suoi prodotti riducendo la gamma a soli due.
Il fattore comune a tutta la linea HIF è che non si tratta di veri e propri shampoo "classici", ma sono definiti come balsami lavanti o, come si definiscono adesso, dei cowash. Quindi uniscono una azione lavante e condizionate e quelli disponibili sono l'Hydration Support ed il Volume Support.


Entrambi vanno utilizzati come se fossero dei comuni shampoo, applicando una piccola quantità sui capelli umidi, e massaggiandola, per poi lasciarla agire per 3 minuti. Si segue poi con uno sciacquo abbondante e con lo styling abituale.
Vi racconto tutte le loro caratteristiche qualora possano fare al caso vostro e ne vogliate fare incetta prima che non siano più disponibili.


HIF Hydration Support Cleansing Conditioner
Balsamo capelli detergente idratante 



L'Hydration Support è un balsamo detergente pensato per capelli secchi arricchito con olio di semi di Crambe Abyssinica, perfetto per le chiome, acido ialuronico, pantenolo, ma anche acqua di fiordaliso e di rose. A caratterizzarlo è una texture cremosa morbida e molto facile da distribuire e che, al contrario delle mie aspettative, quando lo massaggio sui capelli umidi, crea una schiuma particolare, cremosa appunto.
Questo Cleansing Conditioner HIF è un prodotto molto semplice da usare, anche se questi tubi in alluminio, che ricordano un po' i colori a tempera, sono carini da vedere, ma necessitano un po' di attenzione per dosare il balsamo senza eccedere. Non serve invece esagerare con le quantità: basta davvero una piccola noce di prodotto.



La profumazione dell'Hydration Support è delicata e secondo me neutra, poco persistente almeno sui miei capelli, ma ha davvero tantissime altre caratteristiche positive che me lo hanno fatto apprezzare.
In primis mi è piaciuto il suo potere lavante che penso sia perfetto per i miei capelli spessi, che hanno bisogno di una detersione delicata visto che il mio cuoio capelluto sensibile che tende un po' ad irritarsi e seccarsi. Nonostante sia un cowash a tutti gli effetti, questo di HIF mi lascia i capelli puliti e leggeri esattamente come quando li detergo con uno shampoo in gel. Sono state rare le occasioni in cui ho sentito la necessità di fare un doppio lavaggio, perché una sola passata per me è sufficiente.
Dall'altro lato ha un buon potere condizionante che mi rende i capelli decisamente districati e morbidi, facili da mettere in piega ma rispettandone il naturale volume e appunto senza appesantirli.


Per questa sua doppia funzione l'Hydration Support HIF è stato perfetto per far parte del mio beauty da viaggio visto che mi ha evitato di dovermi portare dietro anche il balsamo.
Anche nell'uso prolungato nel tempo questo Cleansing Conditioner non mi ha dato problemi di alcun tipo sia sul cuoio capelluto che sui capelli. Inoltre è un prodotti molto facile da sciacquare.
In definitiva credo sia perfetto per capelli secchi ma anche sottili, per chi viaggia spesso o fa palestra e non vuole avere con sé troppi flaconi, per chi ha capelli corti e cerca un prodotto due in uno.
Probabilmente non mi rende i capelli estremamente lucidi, ma forse non troverò mai un prodotto che mi aiuti davvero da questo punto di vista. 

INFO BOX
🔎 Deciem.com
💸 €30
🏋 180ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free



HIF Volume Support Cleansing Conditioner
Balsamo capelli detergente volumizzante

Il Volume Support ha davvero molte caratteristiche in comune con la versione idratante, fra cui alcuni ingredienti dell'INCI che racchiude sia olio di Crambe Abyssinica, pantenolo e acido ialuronico, ma anche elementi districanti e appunto i peptidi di piselli che sono degli aminoacidi che a quanto pare sui capelli hanno una azione volumizzante.
Questo Cleansing Conditioner HIF ha una texture un po' più densa, direi asciutta rispetto all'altro tipo, ma non è comunque difficile da distribuire in maniera omogenea, e secondo me ha una profumazione più agrumata ed intensa. Non direi che il Volume Support Cleansing Conditioner crea una vera e propria schiuma ma si emulsiona con l'acqua andando a detergere i capelli.



Il suo effetto su di me è molto simile a quello dell'Hydration Support, quindi capelli sicuramente puliti e per diversi giorni, e nessuna sensazione di aver aggredito il cuoio capelluto né di aver rimosso il suo strato di oli protettivi. Dall'altro lato i capelli risultano abbastanza districati e morbidi, seppur, anche in questo caso, non esageratamente lucidi, ma non importa. Anche l'idratazione è leggermente inferiore, ma è comprensibile non essendo il suo scopo principale.
Il Volume Support tuttavia non fa al caso mio perché svolge la sua funzione: credo infatti che contribuisca davvero ad apportare volume e leggerezza alle lunghezze, ma avendo già di mio dei capelli abbastanza voluminosi, per me si traduce in una minore facilità nel domarli.



In pratica mi riesce meno facile metterli in piega proprio perché sono al pieno della loro forza e del loro corpo, mentre a me servono prodotti che mi aiutino a tenere i capelli a bada e che quindi non mi facciano perdere troppo tempo con phon e styling. Immagino che il Volume Support di HIF sia perfetto per chi ha capelli un po' più grassi, lunghi e sottili e per chi ricerca appunto qualcosa che dia sostegno e leggerezza alle lunghezze. Anche se avete capelli molto corti secondo me può andare.
Per il resto non ho aspetti negativi da raccontarvi sia nel risciacquo di questo balsamo detergente, sia nell'uso continuato che ho potuto farne, ma il Volume Support di HIF si trova uno scalino sotto rispetto all'Hydration Support per le mie necessità.

INFO BOX
🔎 Deciem.com
💸 €30
🏋 180ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free


Spero di aver chiarito un po' tutti i punti su questi due prodotti HIF che, con le loro caratteristiche peculiari meritano un occhiata.
Che ne pensate della scelta di
Deciem di chiudere alcuni brand? Personalmente capisco sicuramente il punto di vista dell'azienda, anche nell'ottica di crisi mondiale a cui stiamo assistendo, e penso che anche per i clienti possa essere dispersivo avere a che fare con un marchio che diversifica così tanto la sua gamma. Spero però che ci riservino tante sorprese con The Ordinary e NIOD (di cui parlerò presto!).


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