Monster: La storia di Lizzie Borden, siamo arrivati alla stagione peggiore?

Ryan Murphy ha saputo creare un impero mostrandoci la sua prospettiva su storie, leggende, racconti che sono già state usate da altri eppure lui a volte sembra fare meglio. O per lo meno, negli anni, ha saputo creare uno stile che è diventato un marchio di fabbrica, e che ha espanso su più piattaforme streaming risultando sempre riconoscibile, ma purtroppo già tante volte non è riuscito a superare se stesso. 
Il franchise di Monster, arrivato alla quarta stagione dedicata a Lizzie Borden, ne è l'esatto specchio: una giostra di alti e bassi fra una serie e l'altra.

Dopo le buone stagioni su Jeffrey Dahmer ed Ed Gein, abbiamo dovuto prima confrontarci con quella troppo patinata, allungata e caotica sui fratelli Menendez e adesso è stata pasticciata anche la storia di Lizzie Borden.

Arrivata il 17 settembre su Netflix, questa quarta stagione di Monster partiva già un paio di piccoli vantaggi: raccontare per una volta in questa antologia le vicende di una possibile assassina donna, ma soprattutto l'assenza di una condanna giuridica per la sua protagonista.
Una vicenda al femminile che, dalla fine dell'800, quando si svolse il massacro, è diventata nel tempo fonte di tante altre produzioni e quasi un trope narrativo molto usato. La storia vera è quella di Lizzie (qui Ella Beatty) che in un caldo agosto del 1892 venne accusata di aver ucciso i suoi genitori Andrew e Abby Borden (Charlie Hunnam e Rebecca Hall).

Vittima di soprusi e vessazioni da parte soprattutto della matrigna, nella finzione Lizzie si lascia ispirare dalla domestica Bridget (Vicky Krieps) che l'aiuterà nella sanguinosa vicenda. Nella realtà invece non si è mai saputo cosa accadde ai Borden: Lizzie venne processata e scagionata da ogni accusa.

Ryan Murphy e Ian Brennan tornano con un progetto in cui, purtroppo, non hanno nemmeno tentato di uscire da quella strada che ormai hanno letteralmente asfaltato con le precedenti tre stagioni. Se da un lato infatti ha senso non voler proporre un documentario didascalico ed eccessivamente fedele alla storia, dall'altro ci dovrebbe essere un limite da porre alla fantasia degli sceneggiatori per evitare di raccontare una vicenda che diventa quasi completamente inventata o con momenti strani e poco credibili.

Quell'incertezza che l'assoluzione di una giuria ha lasciato, in Monster: La storia di Lizzie Borden diventa l'occasione per praticamente costruire dei castelli in aria, che superano persino le eventuali maldicenze e pettegolezzi dell'epoca dei fatti. 
La serie infatti annienta completamente quel gioco del dubbio che avrebbe potuto sfruttare, raccontandoci per filo e per segno come e perché l'assassina abbia agito.

Qui poi si entra nel campo minato che Ryan Murphy ha sempre fatto fatica a gestire: quel confine labile fra raccontare la psicologia di un personaggio e le sue possibili motivazioni, chiedendosi se "mostri si nasce o lo si diventa", e finire per giustificarne più o meno sottilmente le azioni.

Non solo un approccio e una struttura dubbi e già usati, che tolgono freschezza alla serie, ma nel caso di Lizzie Borden si calca la mano su ogni aspetto affinché la vicenda funzioni e si crei una storyline più complessa, dando per assodato ad esempio un rapporto sentimentale fra lei e la domestica e tanti altri aspetti mai documentati. 

Eppure questo non sembra bastare sia da un punto di vista narrativo che stilistico tanto che questa quarta stagione di Monster chiama in causa altre due serial killer: Elisabetta Báthory (interpretata dalla stessa Krieps), realmente vissuta a cavallo fra '500 e '600 e conosciuta come "Contessa Dracula", e Aileen Wuornos, interpretata da Sarah Paulson, una delle attrici onnipresenti nei mondi di Murphy.
Monster: La storia di Lizzie Borden non si limita però ad usare queste altre due figure come possibile confronto o per introdurre possibili anacronismi e tutto un corollario di abusi che le donne hanno sempre dovuto subire, ma dà loro molto, troppo spazio.

La presenza di Bathory e Wuornos avrebbe senso dal punto di vista creativo, ma sembra più che altro suggerire che la storia di Lizzie Borden da sola avrebbe potuto giusto coprire tre episodi. Semanticamente poi qualcosa non quadra: sono infatti tre donne che in fondo hanno avuto percorsi di vita e finali differenti. È come se Brennan le volesse far finire tutte in un mega calderone di donne represse da un sistema patriarcale, che hanno cercato a modo loro di ribellarsi, che può funzionare solo se si guardano le loro storie superficialmente, slegandole dal contesto storico. La storia di Lizzie ad esempio ci racconta quasi l'opposto: lei potrebbe aver sfruttato proprio quel sistema a suo favore, facendo leva su quelle che nell'800 erano le debolezze che gli uomini attribuivano alle donne. 

Questa quarta stagione forse tenta di coprire le sue magagne grazie ad un cast di rispetto, con al centro Ella Beatty e con una altrettanto ottima ed enigmatica Vicky Krieps. Eppure anche le caratterizzazioni dei personaggi fanno cadere le braccia (se figurativamente o a colpi di ascia fate voi). Il signor Borden di Charlie Hunnam sembra quasi un Mr. Scrooge dell'orrore, ricchissimo, affamato di sesso e pronto ad affettare qualunque suo "cliente".

L'Abby Borden di Rebecca Hall è una donna greve, a tratti molto più scostumata della figliastra che trova disadattata, anche perché le sue offese non trovano riscontro nella realtà, visto che la nostra Lizzie ha gli occhi e la grazia di una cerbiatta.
Completamente schizofrenica, specie sul finale, la storyline della domestica Bridget, prima donna autonoma, matura, quasi fuori dal tempo, poi sposata con un uomo completamente random.

E poi ci sarebbe Emma, la sorella di Lizzie, ma voi l'avete trovata? È interpretata da Billie Lourd, altro volto noto nell'universo Murphy ma il cui personaggio qui è estremamente evanescente, entra ed esce di casa senza alcuna ragione, come se quasi non esistesse.
Ovviamente sono tutti attori più belli e più giovani delle reali controparti, sia mai che un volto maturo e dalla bellezza meno ellenica possa togliere l'estetica moderni alla storia. 
Fortunatamente regia, fotografia, messa in scena sono quegli aspetti che non posso che inserire nella lista del buoni quando si parla di Monster e in generale delle produzioni di Ryan Murphy.

Resta il fatto che questa quarta stagione su Lizzie Borden sia per me la meno convincente di tutta l'antologia.
Qui si poteva speculare su molti aspetti realmente confermati, dall'ossessione per le porte sempre chiuse in casa Borden, ad una eredità enorme che avrebbe fatto gola a chiunque.
Ancora una volta Monster tenta invece di shockare uno spettatore ormai abituato, inventandosi relazioni saffiche, erotismo, scene splatter e collegamenti improbabili, dimenticandosi i fatti. La ricerca quasi spasmodica di una possibile tematica fulcro, di un messaggio da lasciare, crea due ulteriori problemi: fa sfuggire di mano il centro della storia, con un eccesso di digressioni che potrebbero far parte di qualunque altro personaggio inventato, ma soprattutto ci lascia una "morale" grossolana e già sentita. 

Gli ultimi prodotti dell'estate, cosa riacquisto e cosa no

L'estate è ufficialmente e finalmente terminata, ma vorrei ancora parlarvi qualche prodotto che ho testato in questa ultima parte della stagione. Ho usato tutto con soddisfazione, praticamente terminando quasi tutto, ma non riacquisterei alcuni di questi prodotti perché non mi hanno convinto.


Balea Gel doccia rinfrescante Doposole


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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €0.85
🏋 300ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan

Questa estate ho messo alla prova diversi gel doccia che più o meno avevano tutti il compito di rinfrescare e dare sollievo, anche perché qui abbiamo avuto un caldo interminabile e le docce erano più fondamentali del solito.
Fra le mie scorte c'era anche questo gel doccia di Balea, pensato per lenire la pelle dopo appunto l'esposizione solare e le giornate al mare. In realtà si tratta di un prodotto che non mi ha convinto del tutto. La formulazione per esempio è molto semplice e, a parte la glicerina e qualche condizionante cutaneo, non ci vedo veri e propri attivi lenitivi o calmanti. Ci sono mentolo ed un suo derivato che dovrebbero dare un effetto fresco, ma a questo ci arriva fra un attimo. 
Per il resto questo docciagel Balea normalissimo, con una consistenza fluida trasparente e che crea una buona schiuma quando entra a contatto con l'acqua.


A non avermi convinto è in primis la profumazione: dovrebbe essere un profumo estivo ed invece io ci sento un aroma vagamente vanigliato e lattiginoso che non mi ricorda l'estate come dice Balea sul retro. Fortunatamente abbiamo a che fare con una fragranza fresca e leggera quindi non disturba e non persiste molto addosso, ma di certo non accompagna il momento della doccia in modo per me carino.
Sulla pelle questo doccia gel rinfrescante si comporta bene: è un detergente onesto, che non mi ha creato irritazioni pur lavando accuratamente, ed è utilizzabilissimo per le docce di tutti giorni.

Per il resto, pur essendo un prodotto valido non credo abbia un qualche effetto "doposole", quindi che possa mantenere l'abbronzatura o lenire eventuali rossori. In generale non ho sentito la freschezza di quei doccia schiuma di cui vi ho parlato questa estate, quindi sebbene capisca che il rapporto qualità- prezzo sia generalmente dalla sua parte, ammetto che non ho trovato qualcosa di particolare in questo Gel Doccia Doposole Balea da farmi pensare di riacquistarlo.



Bottega Verde Shampoo Antiforfora 2 in 1 Goji e Calendula 
Capelli con forfora da normali a secchi


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🔎 Sito dell'azienda, negozi monomarca
💸 €2.99 (in offerta)
🏋 250 ml
🗺  Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Era con me da diverso tempo ed ho pensato di mettere in uso questo shampoo di Bottega Verde proprio durante l'estate, quando la mia dermatite al cuoio capelluto diventa un po' più ingestibile. A ben guardare l'INCI di questo shampoo capirete perché l'ho scelto: contiene infatti sostanze lenitive come la calendula, idratanti come la glicerina, antiossidanti come l'estratto di bacche di goji. L'attivo che dovrebbe agire contro la desquamazione è l'estratto dalla corteccia dell'albero Ziziphus joazeiro utilizzato perché possiede lievi proprietà antibatteriche che agiscono sui microbi e sui fattori scatenanti di desquamazione e forfora, ed è anche un ingrediente lenitivo e antinfiammatorio. Mi dava insomma l'idea di una sostanza comunque non aggressiva, adatta ad un cuoio capelluto secco e sensibile. Così questo shampoo 2 in 1 Bottega Verde, che promette anche di fungere da balsamo, è entrato nella mia routine e non è stato affatto male.


Si presenta come quasi una crema fluida dal profumo fruttato molto gradevole, che a contatto con l'acqua crea una schiuma soffice e voluminosa che aiuta la detersione. L'ho usato con soddisfazione sia puro che diluito e credo sia uno shampoo che pulisce bene, senza risultare particolarmente sgrassante e aggressivo sulla cute. Con questo shampoo riesco a mantenere il mio ritmo di lavaggio a due volte a settimana senza problemi.
Per le mie necessità l'azione condizionante non è proprio sufficiente: è vero che non crea un groviglio paglioso in testa, ma sicuramente devo utilizzare un balsamo per rendere i capelli più morbidi e pettinabili. Va meglio se avete capelli corti e semplici da gestire.

Questo Shampoo Antiforfora 2 in 1 Goji e Calendula non finirà però di nuovo nei miei acquisti, sia perché Bottega Verde al momento non lo propone sul sito e immagino anche in negozio, sia perché non mi è sembrato agisse particolarmente sul mio problema di desquamazione. Se da un lato infatti non la peggiora, dall'altro non mi è parso avesse questo effetto lenitivo così forte. Uno shampoo valido (come altri) ma non eccezionale da qualche punto di vista.



Haruharu Wonder - Rose PDRN Peptide Glowy Balm
Balsamo labbra glossato


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🔎 Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Amazon, Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €9
🏋 10ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 Vegan/Peta Cruelty Free

Sono diventato fan di questi nuovi balsami labbra, soprattutto coreani, che vogliono idratare ma anche dare un aspetto glossato e voluminoso, e questo che HaruHaru mi ha inviato questa estate mi è sembrato molto carino.
Anche qui abbiamo una formulazione ibrida con emollienti sintetici e naturali, come burro di karitè e olio di jojoba, ma anche attivi funzionali specifici: dal famoso PDRN (qui vegan, estratto dalle cellule staminali di rosa damascena), alle ceramidi, da un complesso di cinque peptidi al pantenolo. Capite quindi che il Glowy Balm di Haruharu vuole quasi avere un effetto antiage e rigenerante, infatti della stessa linea avevo già provato il loro siero al retinale. 
Si presenta come un gloss fluido, inodore, facile da applicare grazie ad appunto l'applicatore a ciambella che non crea sprechi e scorre bene sulla pelle.


Come dice la stessa azienda, il Rose PDRN Peptide Glowy Balm può essere usato da solo come appunto un balsamo labbra trattante, o insieme ad altri prodotti, come tinte labbra o rossetti, per dar loro un boost idratante. A me è piaciuto in primis per la sua consistenza, perché si stende bene, non risulta troppo spessa o appiccicosa, ma evita di andare in giro sul contorno, agendo sulla zona anche a lungo. Si può dosare molto bene: possiamo applicarne giusto un velo o uno strato più spesso per un effetto più gloss.
Ovviamente la durata si accorcia se iniziamo a mangiare e bere. Anche appunto su tinte come questa, che non apportano idratazione ma solo colore, riesce a dare subito un bel finish, luminoso e quasi vinilico, tanto da andare a migliorare subito l'aspetto di eventuali pieghette.

Il Peptide Glowy Balm è promosso anche per il suo potere idratante perché rende le labbra più morbide, lisce, elastiche, e va quasi a tonificarle. Devo essere sincero: non credo che possa essere in grado di riparare labbra davvero secchissime, disastrate, magari spaccate, al massimo può essere il prodotto che alternate ad un burrocacao o una maschera più curativa.

Nonostante però la sua funzione sia anche estetica, non è uno di quei balsami labbra che sento il bisogno di darmi in continuazione. Voglio provare altri prodotti di questa tipologia ma questo HaruHaru potrei riacquistarlo, e spero che l'azienda ampli la linea con una versione leggermente colorata.



VitaminPure Integratore Collagene Marino con Acido Ialuronico


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🔎 Amazon, Sito dell'azienda
💸 €18
🏋 120 capsule
🗺  Italia
⏳ scadenza sulla confezione
🔬 //

E torno anche con un integratore alimentare al collagene che ho usato praticamente per buona parte dell'estate. Questo è del brand VitaminPure, che ho scovato su Amazon e che mi aveva colpito per formulazione, quantità e prezzo, oltre che per il fatto di essere made in Italy, quindi una garanzia in più. Si tratta di un integratore di collagene idrolizzato marino di Tipo I, quindi da pesce e quindi non vegano, arricchito da acido ialuronico, vitamina C da acerola e coenzima Q10 come antiossidanti. Per rispettare le indicazioni di VitaminPure, vanno assunte tre capsule al giorno a stomaco pieno, io ad esempio l'ho preso subito dopo colazione. Per essere specifici questo integratore andrebbe assunto per due settimane a dosaggio pieno, e poi si può proseguire con sole due capsule come mantenimento.

Personalmente però ho sempre assunto la dose completa senza problemi, anzi devo dire che è entrato nella mia routine con facilità perché sin da subito non mi ha dato alcun fastidio allo stomaco.

Le capsule di questo integratore Vitamin Pure infatti sono abbastanza piccole da essere ingerite senza problemi, non ho notato poi un odore sgradevole, o un retrogusto durante la digestione, anche per questo non ho fatto fatica ad assumere sempre le tre capsule.

Con appunto questa dose si ottengono 1350 mg di collagene marino, che, col senno di poi ho capito essere diventati per me quasi un involontario mantenimento. Stavo infatti già assumendo da mesi un paio di integratori che hanno più o meno le stesse quantità di attivi di questo VitaminPure. Infatti ammetto che non ho notato un beneficio maggiore, nel senso che non mi è sembrato che quegli effetti che di solito sottolineo fossero aumentati.
In altre recensioni ad esempio vi parlo di come assumere collagene e acido ialuronico mi aiuti a mantenere la pelle più idratata, contribuisca ad aiutarmi a rendere più fluide le articolazioni e le unghie più resistenti. Sono benefici più "sotterranei" che ovviamente si accompagnano ad altre routine e uno stile di vita più o meno sano. Con questo integratore Collagene Marino VitaminPure posso confermare questi effetti ma appunto non ho altri passi avanti da segnalare.
Se magari avessi bisogno di un integratore di mantenimento o per ricominciare l'assunzione di collagene, potrei riacquistarlo.




Due chiacchiere su La Mia Brillante Carriera, il "mini" period drama di Netflix

Arrivata su Netflix il 13 Agosto di quest'anno, e balzata subito fra i titoli più visti in classifica, La mia brillante carriera è una di quelle serie tv che non potevo perdere perché sembrava avesse tutto per convincermi.

Adattata dall'omonimo e coraggioso romanzo di Miles Franklin degli inizi del secolo scorso, e già trasposta al cinema con un film degli anni '70, La mia brillante carriera ci porta a cavallo fra ottocento e novecento e ci fa conoscere le avventure di Sybylla Melvyn (qui Philippa Northeast probabilmente al suo ruolo di lancio).

Giovane intelligente ma anche indomita e poco ligia alle regole "tradizionali", che fa parte di una numerosa famiglia nell'Australia rural, Sybylla sembra non possa sfuggire al suo destino: trasferirsi dalla nonna Winifred (Anna Chancellor, La Fidanzata, My Lady Jane) per assicurarsi un futuro migliore, ovvero, trovare un marito benestante. Per le donne dell'epoca sembrava fosse l'unica strada per potersi assicurare una vita stabile, e nel caso dei Sybylla anche poter sanare i tanti debiti del padre.
Eppure la giovane ragazza in realtà sogna altro, ovvero di diventare una stimata e nota scrittrice, ma come può la vita da moglie coesistere con quella di un lavoro che all'epoca non era considerato accettabile per una donna?

A sorpresa nella vita di Sybylla arriveranno pure degli uomini che le faranno venire dei dubbi sul suo futuro. Da un lato c'è Frank Hawden (Jake Dunn) con cui si creerà una relazione spontanea ma anche frustrante e a tratti non proprio positiva, e dall'altro c'è Harry Beecham (Christopher Chung, Blitz), giovane rampollo che invece darà a Sybylla molte più speranze, seppur vengano da mondi diversi. Ma una ragazza così coraggiosa, a volte testarda e impulsiva, riuscirà a lasciar andare il suo sogno di una vita per inseguire l'amore?

È chiaro come Miles Franklin abbia fatto confluire ne La mia brillante carriera anche il suo vissuto e quello di altre scrittrici donne che, nate in un'epoca in cui le aspettative e le convenzioni sociali le schiacciavano in ruoli stereotipati, hanno fatto fatica ad emergere e a far conoscere il loro talento. Così My Brilliant Career diventa un racconto di femminismo, lotta, autodeterminazione ma anche ribellione e rottura verso certi schemi. Sybylla è l'emblema della giusta e importante realizzazione di sé, in una storia dai confini che purtroppo escono dal periodo storico e si attualizzano ancora oggi. 

La serie stessa gioca su due stili differenti: la messa in scena curata di questa campagna australiana a volte ruvida che si alterna ai salotti buoni, ma indubbiamente meno ricchi di quelli delle città inglesi, si unisce a dialoghi, interpretazioni e musiche sicuramente più moderne. E poi ci sono anche quelle sfumature di genere che adesso ci si aspetta da un dramma storico, perché si passa dalla commedia al velato erotismo, passando ovviamente per il dramma. 

D'altronde una protagonista che non appartiene al suo tempo, sopra le righe, umana, non poteva che meritare una storia aperta ad una riflessione più ampia. Inoltre la stessa sceneggiatrice Liz Doran ha voluto aggiungere degli elementi che dessero anche maggiore dinamismo alla storia, come una relazione omosessuale o la caratterizzazione di Harry Beecham come un australiano di origine cinese. No, non è il politicamente corretto che lo ha imposto, ma intelligentemente si tratta di un riferimento alla storia coloniale dell'Australia.

Tutto questo doveva fare molta presa su di me ed invece, alla fine La mia brillante carriera mi ha lasciato qualche perplessità. È come se avessero voluto unire molte cose contemporaneamente, condensandole in soli sei episodi, che sono anche pochi per gli standard attuali. Questo si traduce in una gestione dei tempi che a volte mi è sembrata strana: rapida al limite del frettoloso in alcune parti (specie sul finale) e troppo densa e compassata in altre. Anche la caratterizzazione dei personaggi e le loro storyline soffrono a volte, specie i secondari che diventano giusto figuranti di passaggio.

La stessa Sybylla ad esempio ci racconta che vuole scrivere ma non mi sembra trasmetta così tanto il suo tentativo di emergere come scrittrice. Lei mi è sembrata in ogni caso una protagonista a tratti difficile da empatizzare, le cui scelte a volte lasciano più di qualche dubbio. 
Nella scelta poi di voler essere moderna e seguire quella che è la forma dei period drama contemporanei, La mia brillante carriera si addolcisce troppo. I problemi di alcol e i debiti del signor Melvyn ad esempio sono quasi romanticizzati da questo contesto bucolico, lasciando da parte una sofferenza che avrebbe ispessito la vena drammatica della serie.

In generale, sebbene come vi dicevo i temi di fondo siano sempre attuali, bisogna dire che non c'è stato il tentativo di inserirli in una veste particolarmente originale. Di protagoniste ribelli ne abbiamo viste a iosa, e anche di triangoli amorosi ce ne sono già stati di più avvincenti. 

Qui almeno le interpretazioni riescono a colmare alcuni di questi vuoti, anche se ho preferito come hanno calibrato i loro ruoli i personaggi secondari, più che gli eccessi a volte vorticosi della Sybylla di Philippa Northeast.

La mia brillante carriera riesce forse ad emergere un po' più nel finale, che da un lato lascia la strada aperta per un possibile seguito, dall'altro riesce a spezzare quella prevedibilità. Resta però il fatto che questa serie tv non mi ha saputo legare e restarmi impressa come pensavo all'inizio, forse pagando il prezzo di una serialità che oggi punta più ai numeri e alla rapidità di fruizione che alla possibilità di dare allo spettatore una storia che lasci il segno.
Ho letto qui e lì di una possibile seconda stagione, ma visto il costo della prima sono certo che Netflix si farà bene i conti in tasca prima di procedere.

Questi sono i migliori prodotti che ho recensito a Settembre!

Settembre, il mese delle ripartenze, è stato un diesel per me che forse devo ancora calibrare le mie energie ed il mio ritmo. Ma cerco e voglio non abbandonare questo spazio anche se a volte tante cose mi tirano via. È sempre una lotta fra il comfort e il piacere di essere qui, e l'affacciarsi verso una realtà che corre, sfugge e che fa sembrare un blog come questo completamente fuori dal tempo.
Ma riflessioni a parte, anche a Settembre Beauty Cues è stato ricco secondo me di belle scoperte e non sono incappato in flop che mi abbiano deluso.

Ho iniziato il mese con un prodotto che secondo me vi può piacere molto soprattutto in questo periodo, ovvero il Rosemary Root Enhancer del brand coreano Aromatica.

Si tratta di un siero rinforzante per capelli che va secondo me a stimolare la crescita e appunto a rendere più forti e più sane le radici. Sicuramente non lo definirei un trattamento direttamente contro la caduta del capello, anche perché non ha attivi che possano agire su questa problematica, ma può aiutarci a supportare il follicolo e quindi la "ripartenza" e la crescita dei nuovi capelli. Inoltre il Root Enhancer Aromatica ha un ottimo rapporto quantità - qualità - prezzo e lo potete acquistare da Amazon.

Nella recensione trovate tutti gli altri dettagli sull'uso e sulla mia esperienza.

Resto in Corea ma mi sposto verso la cura del viso con tre novità di Medicube che ho avuto modo di testare. La linea è la Tumeric Kojic Acid che nasce per illuminare l'incarnato e in teoria per me sono tutti e tre promossi, ma per dovere di cronaca do lo scettro al Peel Shot.

È un peeling esfoliante viso che Medicube ha arricchito con acidi differenti così da dare una rigenerazione multilivello ma comunque delicata, che non secca la pelle. Il Peel Shot ha pure una consistenza simpatica, facile da usare e "magica" che vi ho svelato in review, e sarà sicuramente ancora parte della mia routine autunnale perché funziona molto bene ad esempio a preparare la pelle al make up. Anche questo peeling è disponibile su Amazon, quindi non dovete fare ordini su siti inusuali. 

Sempre in tema K-beauty, prodotti viso e anche skincare autunnale, promuovo le Madagascar Centella Watergel Sheet Ampoule Mask di SKIN1004.

Queste maschere viso in tessuto sono ricchissime di siero e ideali per coloro che amano questo tipo di trattamento, che si godono la lunga posa e sentono il bisogno di idratare la pelle a fondo. Insomma, le Ampoule Mask sono perfette per me che appunto apprezzo tutte queste caratteristiche e vi segnalo che le trovate anche da Tigotà, sebbene ad un prezzo un po' più elevato. Su Yesstyle invece, col mio codice sconto PIER10YESTYL diventano imperdibili. Qui trovate la mia recensione completa.

Torno in Europa con la piccola guida che ho dedicato, sempre nel corso di Settembre, alla linea Hyalu B5 di La Roche Posay. Ho provato infatti tre prodotti che in fondo condividono gli stessi attivi, ma che si rivolgono ad esigenze diverse, e per questo ho voluto farne un approfondimento.
Il mio TOP, seppur appunto ognuno di questi può darmi benefici in periodi diversi dell'anno, è forse il Suractivated Serum.


Questo siero La Roche Posay è un po' il jolly della gamma Hyalu B5 proprio perché può funzionare da solo, magari prima della protezione solare, se avete una pelle mista, o stratificato con altri sieri e creme per potenziarne l'azione idratante e lenitiva. Vi rimando comunque alla guida perché secondo me ognuno può trovare il prodotto più adatto alle proprie necessità.

Settembre poi mi ha portato un paio di novità che ho usato e sto usando ancora con molta soddisfazione. La prima è il nuovo Siero Rimpolpante Revitalift Filler Acido Ialuronico & PDRN di L'Oréal che mi è piaciuto sotto più aspetti.


Ho apprezzato la formula, completa e varia, il flacone originale, il fatto che il PDRN fosse supportato da altri attivi e fosse di origine vegetale, e per finire credo che anche il prezzo sia onesto. Nella mia recensione ho voluto divagare un po' perché il PDRN ha un gruppo di "haters" che sinceramente non capisco. Il mio invito è invece di dargli una chance perché può essere un attivo interessante da aggiungere alla propria routine, specie appunto se si trova in INCI più complessi.


La seconda novità almeno per me è il Force Supreme Blue Serum [LP-XR] di Biotherm HOMME.


Biotherm
ha voluto dedicare un prodotto a quei maschietti che vogliono prendersi cura della pelle, cercano attivi antiage mirati ma non vogliono una routine complessa e con troppi prodotti. Il Blue Serum Biotherm è leggero ma performante e si assesta verso una cosmesi un po' più luxury, grazie ad una consistenza ben studiata e una fragranza molto elegante. Vi consiglio un salto alla review se cercate un prodotto con queste caratteristiche.

Quindi sì, un settembre fatto di riflessioni ma anche qualche bella scoperta.




Film e Serie tv di Settembre: pochi ma buoni (più o meno)

Pensavo che la ripresa settembrina mi avrebbe dato una spinta a gestire meglio il mio tempo e tutti gli impegni, ed invece mi sono sicuramente perso qualcosa nel corso del mese che sta per passare. Inevitabilmente ho anche perso qualche colpo con i film e le serie tv e quindi qui sul blog, ma è stato un mese comunque positivo perché non ho vere e proprie bocciature da lamentare.

Le opinioni più tiepide le ho avute forse col nuovo film L'Uomo dei Sussurri, arrivato su Netflix a fine Agosto.


Come vi dice in review, il cast è la punta di diamante del film e fa tutto il lavoro per una sceneggiatura che non spicca per innovazione e in parte anche per logica man mano che la storia evolve. La suspense e il ritmo ci sono pure, infatti L'uomo dei sussurri è uno di quei film semplici che ti riempiono la serata, e va benissimo per questo scopo. Ma se vi aspettate qualcosa di più secondo me non riesce ad emergere in questo mare magnum attuale. Non è quindi bocciato, penso solo che ce ne dimenticheremo presto.

Meglio, ma comunque non mi ha soddisfatto al 100% anche la seconda parte o la seconda stagione di Cent'anni di solitudine, in streaming sempre da agosto ma che io ho visto poi a settembre.


Aspettavo con tanta curiosità il proseguo di questa serie, che reputo ed ho reputato una delle migliori proposte di Netflix degli ultimi anni. Resta ancora un'opera enorme proprio per sceneggiatura, messa in scena e interpretazioni anche in questa seconda parte che chiude definitivamente la serie, però mi è mancato qualcosa. La gestione dei tempi in particolare non mi è sembrata ottimale e l'idea di pubblicare il finale dopo settimane dal resto degli episodi mi è sembrata una scelta poco centrata. Se volete approfondisco qui.

A proposito di ritorni, non è una sorpresa che fra i promossi di Settembre ci troviate la quinta stagione di Trying.


Io sono un fan di questa piccola serie tv Apple Tv + tanto che vorrei durasse per sempre: sa di casa, sa di buono, sa di favola e anche di coccola ma pur sempre con un occhio più o meno cinico sulla nostra quotidianità. Mi rendo conto però che nessuna serie tv può durare per sempre e anzi auguro a Trying una degna conclusione, ma intanto questa quinta stagione mi è piaciuta. È sempre coerente, divertente e dolce quanto basta. Il ritmo continua ad essere impeccabile così come la caratterizzazione dei personaggi a cui ormai voglio bene. Aspetto insomma il rinnovo per una sesta stagione che Apple ancora non ha rilasciato.

E poi a settembre è tornata una nuova stagione di The Gentlemen, la serie tv di Guy Ritchie che invece è già stata confermata e sembra sia già in produzione con una terza stagione.


A me, che non sono proprio fan del machismo a volte un po' tamarro, The Gentlemen ha subito fatto presa grazie al cast azzeccatissimo, che in questa seconda stagione si espande con qualche cameo interessante, e ad una storia che prosegue con coerenza e nervo. La parentesi italiana è forse un po' farcita di cliché, ma sono funzionali alla storia e soprattutto dà aria alla narrazione. E poi ci sono alcuni dei nostri attori bravi e credibili. Questa seconda stagione è forse un po' più oscura, più cruda, ma io aspetto e spero che la serie prosegua proprio su questa strada, magari dandoci una sorta di Mobland ma con un pizzico di ironia e humor inglese. Staremo a vedere, ma intanto la recensione completa è qui. 

Ultima promozione di settembre va invece al film The Invite - Il piacere è tutto nostro, che merita le attenzioni che sta ricevendo.


L'ho detto e lo ripeto: non è secondo me il film più innovativo e unico che abbia visto negli ultimi tempi, ma è efficace a darci ancora una volta una finestra sempre attuale sul complicato mondo delle relazioni sentimentali. Olivia Wilde sta diventando un'ottima regista, in grado di rendere spazi e inquadrature come parte integrante della storia, e gli attori coinvolti sono più che azzeccati per i loro ruoli. Se volete sapere di più, la mia lunga riflessione su The Invite vi aspetta qui.

Force Supreme Blue Serum, il siero anti-età di Biotherm pensato per la pelle maschile

Biotherm Homme ha lanciato una novità che fortunatamente è finita nelle mie mani ovvero il nuovo Force Supreme Blue Serum [LP-XR].
Se bazzicate il brand forse il nome vi suonerà familiare perché questo siero della linea uomo esisteva già, ma Biotherm ha reso ancora più moderna e funzionale la formulazione del prodotto.


INFO BOX
🔎 Profumeria, Amazon
💸 €52
🏋 30ml/60ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Il Force Supreme Blue Serum promette di ridurre i10 segni dell'invecchiamento maschile e in generale promuovere il rinnovamento cellulare soprattutto grazie alla congiunzione di quattro attivi che in parte sono racchiusi in quel [LP-XR].
Biotherm inserisce il Life Plankton™ praticamente in tutti i suoi prodotti: si tratta di un fermento che pare contenga 35 nutrienti che vanno a favorire la funzione della pelle e della barriera cutanea. In più questo nuovo siero è arricchito con il Pro-Xylane un attivo sviluppato a partire dallo xilosio, uno zucchero proveniente dal legno di faggio, utilizzato nei cosmetici anti-age per sostenere idratazione, elasticità e struttura della pelle, ed anche il Pro Retinol, che altro non è che Retinyl Palmitate, cioè un estere molto delicato del retinolo. 

La nuova formula del Blue Serum Biotherm contiene anche peptidi, nello specifico quelli che compongono il Matrixyl® ad effetto anti-age.
Tutte queste sostanze hanno a supporto anche altri ingredienti: l'adenosina per un effetto sui segni del tempo, la glicerina e l'olio di soia come idratanti ed emollienti. Un ingrediente che invece può sfuggire ad un occhio poco attento è l'idrossipalmitoil sfinganina, un precursore delle ceramidi che contribuisce a migliorare la funzione barriera e l'idratazione della pelle.

Tutto questo è racchiuso in una texture che si capisce subito essere stata pensata per una pelle maschile. Il Force Supreme Blue Serum ha infatti una consistenza sottile, fresca, facile da stendere e che su di me si assorbe molto rapidamente. Lo potrei definire un gel leggermente emulsionato, visto che contiene in effetti un olio, ed è vagamente lattiginoso, ma non risulta affatto oleoso. 

Una consistenza che, volendo, si stratifica perfettamente con altri prodotti e che riesce nel mio caso anche ad essere una buona base per il make up. Biotherm ci dice che questo nuovo siero può essere usato sia di giorno che di sera, e concordo con una specifica ovvero l'importanza dell'SPF. Qui abbiamo una piccola quantità di vitamina A, che è davvero delicata proprio perché è un derivato, quindi non c'è bisogno di introdurre il prodotto per fasi. Però se vogliamo proteggere questa forma di retinolo dall'ossidazione, e la nostra pelle da eventuali danni, dobbiamo usare la protezione solare con ancora più cura. Io ho fatto varie prove, anche solo per dovere di cronaca e alla fine ho lasciato che diventasse un siero per la routine serale. 

Sapete che a me non piace distinguere cosmetici da uomo o da donna, eppure qui è una definizione che ha una sua logica: è un prodotto pensato come un anti age maschile, con una formula semplice ma completa, che possa contrastare nel tempo linee sottili e perdita di tono. Anche la profumazione di questo Blue Serum Biotherm è legnosa, fresca, ma non banale e molto gradevole, forse è l'elemento che caratterizza di più il siero come maschile. Nulla però vieta a chiunque di usare questo prodotto se ne apprezzate texture, attivi e fragranza.

Per quanto riguarda la mia esperienza con il nuovo trattamento, non posso che sottolinearne il potere idratante perché non è di quelli che svanisce dopo pochi minuti, ma mantiene la pelle elastica, liscia e morbida per diverse ore. Il Force Supreme Blue Serum secondo me è adatto a cuti da normali a miste e anche grasse, mentre quelle più secche e bisognose sentiranno quasi certamente il bisogno di un altro prodotto più emolliente. In generale lo apprezzo perché rende subito la pelle un po' più tonica, migliorando ovviamente con un uso più costante. L'effetto è quindi una pelle più idratata che nel tempo ha uno stimolo in più a rigenerarsi e apparire più sana. 
Anche dopo la rasatura poi lo trovo fresco, piacevole, non pizzica, e mi pare aiuti a far ritornare il viso più elastico e meno irritato.

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The Invite, un remake ben riuscito che non ci dice nulla di nuovo

Nel cinema i remake sono sempre un terreno franabile, ne abbiamo visti tanti e non sempre sono riusciti. Quelli italiani mostrano spesso il fianco alle critiche, mentre gli americani se la cavano (a volte) meglio, come nel caso di The Invite – Il piacere è tutto nostro (2026).


Genere: commedia, drammatico, sentimentale
Durata: 107 minuti
Regia: Olivia Wilde
Uscita in Italia: 16 Settembre 2026 (Cinema)
Paese di produzione: USA

Olivia Wilde aveva già una strada battuta per il suo film: The Invite è infatti un riadattamento del film spagnolo del 2020 intitolato Sentimental di Cesc Gay con Griselda Siciliani, a sua volta tratto dall'opera teatrale Los vecinos de arriba. Di mezzo, nel 2022, ci abbiamo provato anche noi a dare una interpretazione della storia con Vicini di casa di Paolo Costella, ma non ricordarlo mi fa capire che non sia stato un film di particolare successo.

The Invite - Il piacere è tutto nostro inizia a bomba e ci butta nel caotico matrimonio di Joe (Seth Rogen, The Studio) e Angela (Olivia Wilde), sposati da diverso tempo seppur adesso si trovano in una fase di stallo. Lui insegna musica in un conservatorio, lei era una artista, adesso però vivono nella frustrazione di un quotidiano che non gli appartiene e non li stimola più. Non avendo molti amici, come loro stessi ammetteranno, Angela decide di invitare i nuovi vicini del piano di sopra, una coppia molto particolare. Quando Pina e Hawk (Penélope Cruz ed Edward Norton) suoneranno alla loro porta, le differenze fra le coppie saranno troppo evidenti per non far scoppiare qualcosa fra Angela e Joe.

In The Invite sembra quasi che ci ritroviamo a spiare da una finestra senza tende (riferimento non casuale), entrando in questo contesto così privato ma al tempo stesso così comune. Olivia Wilde in questo senso ha messo insieme una regia e delle inquadrature che diventano la nostra prospettiva di visione, ma anche lo specchio della vicinanza o della lontananza dei protagonisti. Già solo per queste scelte The Invite è molto piacevole da seguire, ma sono soprattutto gli attori a reggere il gioco.

L'impostazione teatrale del film fa sì che non usciamo quasi dalle mura di casa di Angela e Joe, quindi tutto funziona grazie ai dialoghi, che in questo caso sono spesso serrati, e ad un cast più che azzeccato. Io non amo Seth Roger, penso che abbia sempre lo stesso stile "isterico" in qualunque produzione si trovi, come se abbia settato in questo modus interpretativo la sua zona di comfort. Qui però l'ho trovato giusto e forse anche un pelo meno esagerato del solito.

La stessa Olivia Wilde è una spalla ideale in questo, alternando dolcezza, curiosità, malizia, ma anche vulnerabilità.

La coppia Cruz-Norton, disinibita, sensuale ma giudicante, è efficace sin da subito, non ha bisogno di presentazioni e approfondimenti, capisci immediatamente i loro caratteri e più o meno quella che sarà la loro evoluzione. The Invite sfrutta proprio le differenze fra i due diversi approcci relazionali, ma l'impressione che ho avuto è che Pina e Hawk fossero un po' speculari ad Angela e Joe, come gli uni l'evoluzione degli altri. Il film in fondo sembra voler suggerire che nessuno di loro è perfetto, ognuno nasconde qualche pezzetto di sé e alla fine diventa quasi una grande terapia di coppia.

È tutto un crescendo: si parte con gli scontri che sono quasi comici fra Angela e Joe, e che diventano una pentola a pressione pronta ad esplodere quando arrivano i vicini del piano di sopra. Questi infatti li metteranno a nudo, partendo sicuramente dalla parte più pruriginosa, ma portandoli a riflettere su cosa manca nel loro matrimonio e da dove derivano le loro frustrazioni.

Qui il film entra quasi improvvisamente in una fase più riflessiva, più intima, più introspettiva, se vogliamo anche malinconica, specie nella parte finale, quando è il momento di fare la lista dei danni dopo la tempesta. The Invite però sembra quasi suggerire che il risultato di questo tornado non è appunto la distruzione totale, ma solo di quei paletti, di quei limiti e di quelle convenzioni che hanno bloccato Angela e Joe fino a quel momento. I due infatti si sono innamorati di una versione del loro coniuge che ormai non esiste più, hanno smesso di parlarsi, adagiandosi in un torpore, in un'abitudine che li ha resi distanti.  

Tutto questo esce dai confini della storia dei protagonisti, per diventare un racconto sulle relazioni e sull'intimità in senso più ampio, e di come le persone credano di star bene pur di mantenere uno status quo di infelicità. Qui forse ho trovato il nervo scoperto di The Invite - Il piacere è tutto nostro, perché non mi sembra che racconti nulla di nuovo, né che lo faccia in modo così diverso. Da Perfetti Sconosciuti a Follemente, passando per il più recente The Drama, abbiamo visto vivisezionare i rapporti di coppia in lungo e in largo, anche senza conoscere per forza le altre opere da cui The Invite è tratto.

Personalmente poi ho trovato un po' troppo borghese l'impostazione generale, lo stile, l'eleganza con cui ci viene mostrata la vita di Angela e Joe, ma forse ho sofferto di più l'inizio del film. Infatti Olivia Wilde ha deciso di incastrare dialoghi spesso nervosi e urlati con una musica incalzante, che concettualmente funziona ma che mi ha sovrastimolato insieme al tipo che nella poltrona accanto non la smetteva di mangiare patatine. Troppo caos, troppi rumori mischiati, che sembrano quasi gratuiti, come se si cercasse un pretesto per quello che sarà il seguito.
Fortunatamente, e improvvisamente, questi contrasti sonori si placano, ma come dicevo su, il film sembra quasi cambiare registro di fretta, una volta che si deve arrivare al finale e quindi tirare i remi in barca con un significato più profondo. 

Quindi se mi chiedeste se vale la pena vedere The Invite, la mia risposta è assolutamente sì, anche perché ha un ritmo costante, non rallenta, e sa far ridere e commuovere. Serve però la consapevolezza che non ci dice nulla di nuovo e che ci potrebbero essere delle scelte troppo "preconfezionate" che secondo me gli tolgono qualche punto. 



Queste maschere viso coreane le trovi anche da Tigotà e sono TOP

Non so come mai nel negozio Tigotà dalle mie parti molti prodotti coreani siano quasi nascosti in uno scaffale basso, ma sono certo che fra questi ci siano anche le Madagascar Centella Watergel Sheet Ampoule Mask di SKIN1004 che ho provato e apprezzato.



INFO BOX
🔎 Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €1.73
🏋 25ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

È vero, il mio punto di riferimento resta sempre Yesstyle quando si parla di k-beauty, ma so che a moltissimi non piace ordinare online, anche a costo di non trovare le stesse offerte vantaggiose. Ma questo non c'entra poi molto perché dovunque le vogliate acquistare, queste maschere viso in tessuto SKIN1004 secondo me meritano parecchio.

Lo scopo di questo trattamento viso è quello di idratare la pelle a fondo e di lenirla da eventuali rossori e tutto questo grazie ad attivi che conoscerete ormai a memoria. Skin1004 ha aggiunto acido ialuronico multipeso che penetra nei diversi strati dell'epidermide e centella asiatica dall'effetto antiinfiammatorio appunto. L'estratto di radice di Coptis Japonica, di camomilla e di peonia potenziano l'effetto calmante della centella e hanno anche un effetto antiossidante. L'estratto di cacao ha anche una azione anti radicali.
E ancora abbiamo betaina e glicerina come agenti idratanti, e l'olio di menta che ci dà un boost rinfrescante.

È una formula quindi semplice, vegana, non contiene alcol, siliconi, parabeni o profumi sintetici.

Ho letto che queste maschere Centella Ampoule di SKIN1004 hanno un pH lievemente acido, compreso tra 5.5 e 6.0, per seguire appunto il pH naturale della pelle. 
L'azienda le ha chiamate Watergel Sheet Mask perché in effetti hanno una consistenza particolare che, appena prelevate, le fa sembrare quasi gelatinose, un po' sguisciose quasi come un hydrogel. 
Il supporto è infatti composto da un mix di tencel naturale e fibre di bambù che pare permetta di trattenere fino a 3 volte più liquido rispetto alle normali maschere in tessuto e che migliora anche l'adesione del prodotto al viso. Una volta che la maschera si asciuga in effetti ti ritrovi con questo tessuto sottile, molto morbido.
È una maschera che contiene veramente tantissimo siero, praticamente un flacone quindi aspettatevi che quando la prelevate dalla confezione un po' goccioli, ma durante l'uso non sporca in gira.

L'adesione al viso è in effetti ottimale su di me, il tessuto è perfetto ed anche il taglio generale, io allungo solo il foro del naso. Immagino che però su un viso molto piccolo possa risultare un po' grande come maschera, e che possa necessitare qualche aggiustamento in più.

La Centella Watergel Sheet Mask Skin1004 secondo me è una maschera per appassionati coraggiosi: essendo così ricca di siero, non seguo mai le indicazioni dell'azienda, ma supero i tempi di posa fino ad anche 40 o 50 minuti, a seconda del tempo che ho. Durante la posa non casca né dà fastidio ma non ci ballerei perché, specie appena applicata. Inoltre è piacevolmente rinfrescante ma non ci sento un effetto mentolato quasi pungente, quindi si può usare benissimo anche durante l'inverno. 


La mia pelle dopo l'uso trova uno stato di grazia: è idratata a fondo, più morbida, elastica e in generale la sento proprio sana, né tirante né troppo appesantita o appiccicosa. Su di me il siero si assorbe molto bene, e se mi va ci posso applicare gli altri prodotti della mia routine così da aggiungere altri attivi. Inoltre vedo e sento l'azione decongestionante di questa maschera SKIN1004 che va a lenire i rossori e lascia la pelle omogenea e schiarita. 

Le Sheet Ampoule Mask mi sembrano ideali per pelli che tendono ad essere secche, disidratate, perfette per le necessità durante la stagione fredda, ma anche quando ad esempio state utilizzando attivi più aggressivi e volete far riprendere un po' la pelle. 


Per tutte queste caratteristiche per me sono delle maschere viso ottime, e che continuerò ad acquistare. Qualche piccola nota a margine: su Yesstyle le trovate in un set da 5 più conveniente, e SKIN1004 ha espanso questa linea di sheet mask, quindi ne riparliamo presto.


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The Gentlemen 2: quando il gioco si fa duro...

Due anni fa vi raccontavo come secondo me Guy Ritchie avesse superato se stesso perché la serie tv Netflix The Gentlemen mi era sembrata più efficace del film dello stesso regista. Una nuova produzione solida fin dai primi episodi che, seppur con qualche eccesso che non ho potuto non lamentare nella recensione d'allora, mi ha convinto e spinto fino alla fine. Il 3 settembre The Gentlemen è tornata con una nuova stagione e anche questa volta hanno giocato bene le loro carte.

Le tempistiche della serialità hanno permesso a Ritchie e Matthew Read di espandere e approfondire un mondo e i suoi personaggi la cui storia era in effetti un po' stretta nel film. Qui abbiamo conosciuto Edward "Eddie" Horniman (Theo James), Duca di Halstead che, suo malgrado, si ritroverà a gestire gli affari non proprio leciti lasciati in eredità dal padre: un impero criminale della marijuana. Trovarsi a capo di un narcotraffico avviato non è semplice, eppure Eddie avrà come alleati Susie (Kaya Scodelario) e suo padre Bobby Glass (Ray Winstone) che invece hanno molta più esperienza nel mercato della cannabis. 

Proprio per cercare di espandere il loro giro di affari, Eddie e Susie si spingeranno fino a qui in Italia, entrando in contatto con il mafioso Francesco "Cico" Maldini (Michele Morrone) e la sua fidanzata, la Contessa Isabella "Bella" Soranza de Parma (Benedetta Porcaroli). Il problema di creare nuove alleanze è però che non conosci mai realmente chi hai di fronte, così per Eddie inizia in questa seconda stagione un percorso che lo porterà verso un lato sempre più oscuro.

The Gentlemen è iniziata con una sorta di black comedy su gangster che a volte la buttano un po' in caciara, giocando con alcuni elementi del mondo criminale, ma appunto scendendo spesso nella commedia grottesca, con quelle esagerazioni che vi dicevo su, non sempre mi hanno convinto. Eppure hanno saputo unire un misto di violenza, tensione e ironia che fa presa anche a chi come me non ama un certo machismo. Questa seconda stagione, come accennavo nel titolo, sposta un po' l'ago della bilancia, perché Eddie è ormai sprofondato nella criminalità organizzata e si ritroverà a dover mettere da parte il suo stile da bravo rampollo di buona famiglia per non annegare fra questi squali.

Una evoluzione del tutto coerente per il personaggio principale che ha tre effetti: il primo è proprio dare una crescita al protagonista, che giustamente non può restare un piccolo lord inglese con i guanti bianchi; il secondo aspetto, quello più interessante, è che la serie assume un tono ancora più cupo, forse anche più cruento sebbene la quantità di sangue che esplode qui e lì sia quasi lo stesso della prima stagione. 

Il terzo aspetto, che in fondo si ricollega ad i precedenti, è quello di nuove dinamiche. Eddie infatti non può più fidarsi di nessuno, persino della cara Susie (con cui resta sempre quella vaga tensione erotico-sentimentale) specie su vuol portare avanti i suo affari secondo le sue regole e le sue idee, tuttavia questo ha un prezzo da pagare. Anche la sua famiglia, che fino ad adesso era rimasta marginale, si troverà in pericolo.

Ovviamente non è tutto oro quel che luccica perché The Gentlemen 2 ha anche i suoi momenti di caduta. Tutta la parentesi italiana infatti, per quanto ci mostri alcuni dei nostri attori più bravi, fra cui Sergio Castellitto (che interpreta il super boss Marco Moretti), non riesce ad essere esente da stereotipi. Il personaggio di Morrone in questo senso è forse peggiore, per quanto capisca che il cliché dell'italiano poco affidabile, un po' cafone, gesticolante e nevrotico, a volte è proprio funzionale alla storia. Inoltre mi è venuto spontaneo chiedermi se Netflix non riuscisse proprio a trovare altri attori italiani, perché ripropone sempre gli stessi.


Inoltre secondo me Ritchie, a volte, fa un po' fatica con la scrittura dei personaggi femminili, che diventano utili giusto per creare una storyline romantica esclusivamente funzionale, poco elaborata e che non ha i giusti tempi per fare presa. 
Dall'altro lato però il cast che si espande con volti che sicuramente riconoscerete, è un altro aspetto che rende la stagione ancora più interessante. Ho come l'impressione che troveremo sempre più volti noti nel corso del tempo.

The Gentlemen 2 ha quindi saputo riaccendere i motori con una stagione che fa quel che deve e che intrattiene esattamente come dovrebbero fare altre produzioni Netflix che però falliscono spesso. Seppur forse in modo più ridotto, ha comunque i suoi momenti sopra le righe, le scene più divertenti e i personaggi strambi della prima stagione, quindi non ha tradito le sue origini.

Il 26 agosto è stato annunciato che la serie tornerà ufficialmente con una terza stagione e pare stiano già girando i nuovi episodi in Marocco, quindi una nuova location per dare ulteriore dinamico. Io spero che sappiano cavalcare ancora di più quel torbido, quel marcio che ci hanno già fatto annusare con un finale inaspettato. 

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