Vorrei chiacchierare anche io di due nuovi film che sicuramente avrete visto in giro. Hanno entrambi cast di eccezione, e poi li trovate in streaming e al cinema, quindi accontentano un po' tutti. Li ho visti con curiosità, ma alla fine di entrambi sono giunto alla stessa conclusione: non ho proprio voglia di rivederli.
Outcome - Hollywood non dimentica (2026)
Genere: commedia, drammatico Durata: 83 minuti Regia: Jonah Hill Uscita in Italia: 10 Aprile 2026 (Apple tv+) Paese di produzione: USA |
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Reef Hawk (Keanu Reeves) è la classica star di Hollywood che tutti amano: era un piccolo prodigio da bambino, ed ha mantenuto quell'aurea di bravo ragazzo stimato e di talento. In realtà è stato in rehab per alcolismo e abuso di sostanze, è sobrio da 5 anni, ed ha preso una pausa dal mondo della recitazione per dedicarsi ad altro. Un bel giorno però il suo avvocato per la gestione delle crisi, Ira Slitz (Jonah Hill, Don't Look Up) lo avverte che c'è un grosso problema all'orizzonte. Sembra infatti che ci sia qualcuno che minaccia di divulgare un video compromettente di Reef che potrebbe appunto minarne non solo la carriera ma soprattutto la reputazione. L'attore così cercherà di risolvere la situazione come meglio crede, ma sarà anche l'occasione per riflettere sul suo passato e sulle sue scelte.
Keanu Reeves, come il suo Reef, è riuscito a mantenere il suo status di bravo ragazzo per praticamente tutta la sua carriera, e pure io, che non vedevo un suo film da anni, non posso che considerarlo uno degli attori più patatoni che ci siano in circolazione. Diciamo che si dovrebbe quindi trovare molto vicino al personaggio che interpreta, perché come tutti, anche Reeves è umano e avrà i suoi scheletri nell'armadio, ma qualcosa manca in questo Outcome.
Se preso come una commedia secondo me riesce poco nel suo intento: certo intrattiene, e come dicevo ha un cast di tutto rispetto, fra cui Cameron Diaz, Susan Lucci, Laverne Cox e Matt Bomer, ma non fa ridere particolarmente, e buona parte di questi attori ricopre ruoli poco sviluppati.
Non siamo proprio nel campo dell'ironia demenziale, ma c'è più di qualche scena un po' sopra le righe, soprattutto riguardo il personaggio urlante di Johan Hill, che non solo appunto non suscita ilarità ma rende il tono del film fiacco e fuori focus.
Proprio Hill, che non solo ha firmato la regia ma anche la sceneggiatura di Outcome, secondo me non ha aiutato. Da un lato appunto la storia risulta poco interessante ed originale, anche se sembra voler mostrare i retroscena della cancel culture e del mondo di Hollywood, oltre che una satira del mondo dello spettacolo e dei social in senso più ampio. Questi temi, così complessi, qui sembrano trattati con superficialità e poco impatto, facendo perdere al film la sua necessità.
Anche la fotografia e la messa in scena mi sono sembrate un po' posticce, con queste luci e tonalità accese quasi acide che non hanno e non danno un contesto ulteriore al film.
Ho sottolineato tante criticità di Outcome, ma come dicevo è un film che in qualche modo comunque intrattiene, l'ho visto senza sbadigliare troppo, e sono andato avanti con la curiosità di capire dove andasse a parare. Inoltre ha una durata che tutto sommato non fa rimpiangere troppo il tempo perso, però appunto non lo rivedrei.
The Drama - Un segreto è per sempre (2026)
Genere: commedia, sentimentale, drammatico Durata: 121 minuti Regia: Kristoffer Borgli Uscita in Italia: 1 Aprile 2026 (Cinema) Paese di produzione: USA |
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Sono tutti un po' ubriachi, certo, ma quando arriverà il suo turno, la futura sposa racconterà qualcosa che destabilizzerà molto il suo rapporto con gli altri, soprattutto con il suo fidanzato.
Ovviamente non racconterò quale sia il segreto raccontato da Emma, perché se non avete visto The Drama vi toglierei parte del piacere. Vi basti sapere che è legato ad una tematica molto seria, contemporanea, che fa discutere sia sui media che fra le persone di tutti i giorni e che negli Stati Uniti è molto sentita e controversa. Emma infatti rivela una di quelle verità, che indubbiamente ti portano a rivedere il tuo rapporto con l'altro e che rendono il turbamento di Charlie comprensibile.
In realtà The Drama gioca quasi ironicamente su questo punto: nonostante tutti e quattro gli amici raccontino segreti più o meno riprovevoli, Emma finisce nell'occhio del ciclone perché il suo tocca temi più "di moda" al momento. È come se appunto sia vittima di una ipocrisia e di un benaltrismo di fondo in cui può capitare a tutti di cadere.
Sicuramente, in un ipotetico parallelismo, The Drama ne esce meglio di Outcome nel quadro di insieme, ma ammetto che comunque non mi ha lasciato moltissimo.
Mi è sembrato infatti che la sceneggiatura cercasse in tutti i modi di far quadrare il suo percorso: il tentativo ad esempio di comprendere Emma, seppur di non giustificarla, sembra blando, superficiale, perché forse darebbe un'altra prospettiva alle circostanze.
Inoltre mi è sembrato mancasse anche un approfondimento più intimo e psicologico sui sentimenti di Charlie dopo aver scoperto il segreto della futura moglie. Probabilmente, sottolineare platealmente che quello che provava non era più lo stesso, avrebbe evitato la seconda parte del film.
Proprio l'ultimo atto di The Drama a dirla tutta è quello che mi ha lasciato più perplesso. Mi è sembrato infatti trascinato, a volte inverosimile, e, a fronte di un epilogo che non stravolge, che non trova una chiave di lettura, che non fa una scelta davvero originale o di rottura, secondo me poteva essere raccontato in un tempo inferiore.
Tutto questo depotenzia un po' il film ed ha anche un po' deluso le mie aspettative, infatti non credo di aver voglia di reimmergimi nel rapporto fra Charlie ed Emma.