lunedì 15 ottobre 2018

Etica d'impresa e scelte di marketing: quanto contano DAVVERO?

Tutto ciò che ci circonda e che acquistiamo è frutto del lavoro e dell'ingegno di moltissime persone. Ai nostri giorni non si tratta più di creare e vendere, ma si agisce a più livelli per scegliere a chi e soprattutto come vendere qualcosa. Il marketing ha acquisito un ruolo fondamentale in un mondo in cui la concorrenza e la competitività sono alle stelle.
Ci sono infinite possibilità nelle scelte di marketing, la più comune è forse quella di trasmettere i propri valori e la propria etica o comunque condividere l'immagine che l'azienda vuol dare di sé, tramite ad esempio lo storytelling, con cui raccontare la propria storia, la propria esperienza e, ovviamente, i propri pregi.

A volte le imprese si legano a tematiche sociali, magari mettendo in vendita collezioni il cui ricavato viene devoluto in beneficenza, e per quanto possa essere una mossa positiva e molte volte anche sentita, è comunque marketing.
Tuttavia ogni (più o meno dai, siamo positivi) azienda ha il suo lato oscuro, e anche chi si mostra al meglio, poi rivela il volto peggiore, non solo non seguendo quella linea etica millantata ma anche mettendo in atto comportamenti scorretti per le altre imprese, per i propri lavoratori e per i clienti.
Inchieste, polemiche, tentati boicottaggi sono le risposte più comuni quando brand e aziende mettono  in atto comportamenti che vengono reputati come non etici, ma non sempre sono reazioni azzeccate.

Non è facile distinguere una diatriba corretta da polemiche sterili, perché a volte la simpatia o l'antipatia per quel brand ha la meglio, e toccare temi che vengono reputati come sensibili, porta a repliche spropositate per quello che è in realtà il "problema". 
È stato così ad esempio per Chiara Ferragni e la sua collaborazione con Evian, con cui ha creato una collezione di bottiglie di acqua personalizzate. 


Il logo dell'occhio dalle lunghe ciglia capeggia sul vetro della bottiglia, e 8 euro invece è il numero scritto sul cartellino del prezzo (per 700ml di acqua). Tutto ciò ha spinto ad una polemica, e dalla polemica si è arrivati addirittura all'interrogazione parlamentare (e poi dicono che non hanno tempo per il matrimonio egualitario).
Peccato che quella di Evian sia da sempre un'"acqua di lusso", che ha un costo più elevato rispetto alle casse di acqua di un qualunque altro marchio che trovate al supermercato e che, nonostante l'antipatia che può creare Chiara Ferragni, il suo logo sopra la bottiglia la rende un pezzo da collezione in edizione limitata
Insomma non sarà un Modigliani, ma considerando che si parla di un personaggio con 15 milioni di follower su Instagram e soprattutto un patrimonio netto di circa 12 milioni di dollari, direi che la scelta di marketing di Evian e Chiara Ferragni non è diversa dalla collaborazione di tanti altri personaggi famosi con altri marchi, ha una sua coerenza che non ha nulla a che vedere con chi purtroppo non ha la possibilità di comprare una bottiglia di acqua nemmeno a pochi centesimi, e se vogliamo discutere dell'etica del mercato dei beni di lusso, dovremmo aprire un'altra parentesi.

Ci sono però altre scelte di marketing e di etica che invece nascondono a volte una certa incoerenza di fondo, che secondo me è ben più grave della bottiglia di acqua personalizzata.

Mi scappa la pipì papà!

Vi sarà capitato di sentire parlare, nelle tantissime inchieste svolte, delle condizioni di lavoro degli addetti ai magazzini di Amazon, dove si corre a più non posso per rispettare i tempi di imballaggio e consegna, dove pare che ogni addetto gestisca più di 200 pacchi al giorno e che addirittura alcuni siano costretti a far pipì in una bottiglia (spero non quella della Ferragni ché costa tanto) per paura che fare una pausa gli faccia perdere il posto di lavoro, visti i tempi strettissimi che l'azienda impone, tempi gestiti da un algoritmo "poco umano". 
Eppure nella pubblicità, ovviamente, il fattorino Amazon è un ragazzone prestante che tiene in mano il pacco sorridente.


Non c'è ombra di stress o stanchezza, nemmeno una occhiaia o un brufolino da ansia, ed evidentemente deve aver nascosto bene il braccialetto geolocalizzatore che consente all'azienda di rintracciare i propri dipendenti. 
Insomma l'e-commerce americano non è stato esente da critiche di ogni tipo per il trattamento che sembra riservi ai propri dipendenti.
Ma conoscete Amazon Incentives? In pratica è un servizio sempre offerto da Amazon che in modo flessibile ti consente di premiare le persone che lavorano con te e 
"superare gli obiettivi di incentivazione della tua attività e infondere fiducia nei dipendenti, clienti e partner"


Un po' contraddittorio, non trovate? Pare che infatti lo stipendio dei dipendenti Amazon sia lievemente superiore rispetto alla media del settore logistica, ma il loro contratto non ha particolari benefit.
In questo caso però mi sento in colpa perché ho io stesso un account Prime ed acquisto almeno una volta al mese da Amazon, e in tre o quattro giorni lavorativi ho il mio ordine consegnato in Sicilia. A giudicare poi il fatto che il loro utile netto trimestrale è aumentato di 12 volte, mi sa che non sono il solo ad avere i sensi di colpa. 

3 minuti, solo 3 minuti

O, ancora, parliamo delle condizioni dei lavoratori di McDonald? Tempi serrati, turni lunghi e scarsa paga, dicono soprattutto alcuni ex dipendenti. In questo caso magari potrei approfondire anche per quanto riguarda il cibo che propone, che secondo quanto mostrato in pubblicità proviene da freschi pascoli di montagna, ma di cui moltissimi lamentano il livello di qualità.
Ma basiamoci su ciò che vediamo con i nostri stessi occhi. Anche qui nei cartelloni e negli spot, i dipendenti sono sempre sorridenti affacciati alle loro finestre, pronti a servire il classico sacchetto di carta, in pieno stile americano pieno di panini unti e grassi (come piacciono a me!).


Per molti giovani lavorare da McDonald è un trampolino, il primo lavoro dove farsi le ossa, mettere qualcosa da parte e lanciarsi poi verso un'altra esperienza. 
Ma non so se avete letto le ultime novità, visto che la catena di fast food ha introdotto in Italia, dall'11 Ottobre per un periodo limitato, un servizio a tempo: in pratica ai McDrive aderenti vi sarà fornito un timer al momento dell'ordinazione, e se i ragazzi non riescono a servirvi in 3 minuti, dovranno "pagare pegno" dandovi questa cartolina.


In pratica al prossimo acquisto avrete diritto ad una porzione di Nuggets gratuitamente, il che è una bella mossa di marketing per l'azienda che stimola il cliente a tornare e a spendere ulteriormente denaro, ed immagino che i dipendenti non si strappino i capelli se non riescono a rispettare il gioco anche perché credo sia impossibile nei momenti di grande affluenza; ma voi lo vorreste un timer che, a lavoro, vi obbliga a fare del vostro meglio o comunque svolgere il vostro compito in tre minuti, specie considerando che già di per sé è un impiego stressante? Io sinceramente no, e se dovesse capitarmi di andare da McDonald, non approfitterò dell'offerta, che mi sembra sinceramente una challenge inutile per chi deve sottostare a questa condizione. Credo che un po' tutti possiamo sopportare di attendere 10 minuti per essere serviti.

Cattive compagnie

Anche noi blogger siamo spesso "vittime" di aziende con poca etica e che scelgono di sfruttare il nostro impegno e lavoro, a loro vantaggio.
Si passa dalle aziende che "rubano" su Instagram le foto di altre persone, per ripubblicarle sul proprio profilo, senza alcun credito al proprietario della foto, fino a compagnie che addirittura copiano i contenuti di alcune video-recensioni per manipolarli e farne pubblicità positive nei loro confronti.


È il caso ad esempio della youtuber americana Tati Westbrook che ha denunciato come alcuni brand, in particolare Silisponge, un'azienda che produce spugnette di silicone per applicare il make up, estrapolino dai suoi video dei fotogrammi o pochi minuti di girato, per trasformare una recensione negativa in una positiva da usare nelle pubblicità sul web. 
Quando Tati ha chiesto alla compagnia di rimuovere i contenuti usati impropriamente, che mandavano anche un messaggio falso, hanno tentato di pagarla per sistemare la cosa, ma al suo rifiuto pare sia stata definita dall'azienda stessa come "that bitch Tati", ovvero "quella stronza di Tati".
Quindi non solo la mancanza di rispetto del lavoro altrui, perché creare video e foto richiede un tempo non indifferente (ma ne parliamo un'altra volta), ma nemmeno rispetto per l'etica, il pensiero e il lavoro intellettuale di chi crea i contenuti. 

Quello che ci viene mostrato è diverso da quello che è accade dietro le quinte, e questo era noto, ma quanto contano per noi acquirenti le scelte etiche fatte da una azienda, specie quando queste scelte sono palesi?


Mi spiego meglio: le condizioni dei lavoratori di Amazon, per esempio sono venute a galla quando gli stessi dipendenti (o meglio, ex dipendenti) hanno iniziato a denunciare la cosa. Gli esempi in questo senso sono infiniti, ma è vero che le voci degli "insider" possono essere condizionate da una sorta di risentimento per essere  stati licenziati ad esempio. E non voglio sottovalutare quanto accade in certe aziende, e chi denuncia certe condizioni (anche perché ad approfondire tutto facciamo il 2019) ma potremmo superficialmente dire che non abbiamo la certezza, che non l'abbiamo visto le situazioni in prima persona, o che comunque, volendo essere cinici, potremmo dire che ogni lavoro richiede impegno e giustamente le aziende non possono agire da enti benefici.
Ma come ci comportiamo quando ad esporsi in un modo controverso, quando a non seguire più la filosofia prefissata o semplicemente a mancare di rispetto, è palesemente la stessa azienda o chi ne è a capo? Vi faccio un esempio.

Famose du' spaghi... di un'altra marca

Forse molti hanno già dimenticato il quasi boicotaggio mosso nei confronti di Barilla, quando Guido Barilla, il presidente dell'azienda, nel 2013 dichiarò di non volere mai famiglie omosessuali nelle sue campagne pubblicitarie, ma che preferisce avere una donna come angelo del focolare che coccola il marito e i figlioli, e sono tutti contenti.
#boicottabarilla è stato l'hashtag lanciato sui social, e fu un mezzo putiferio, che portò le persone e le associazioni a distaccarsi dall'azienda di Parma, e le altre imprese a reagire con una contro campagna pubblicitaria sottolineando invece la loro inclusività.



Si pensò di non comprare i prodotti Barilla, per far sì che l'azienda sentisse la voce "dal basso", e che potesse arrivar loro il messaggio che vantarsi di essere omofobi, coprendo la cosa come una scelta imprenditoriale, non è per niente giusto. 
Il risultato però non è stato del tutto entusiasmante per chi ha sostenuto questo boicotaggio, un po' come nel caso di Amazon.
Si legge sul sito dell'azienda per quanto riguarda il bilancio del 2014, quindi l'anno seguente al misfatto:
"Il fatturato si è attestato a 3.254 milioni di euro, con una crescita, a parità di perimetro ed escludendo l’effetto cambio, del 2% rispetto al 2013"
La crescita di fatturato e volumi è aumentata più o meno delle stesse percentuali negli anni a seguire, come riporta un articolo del Sole 24 Ore. Come si sia sgonfiata tutta l'indignazione dimostrata in rete, è un po' difficile dirlo. Manca la coesione e la reale convinzione che i nostri soldi possono dare e togliere il successo che una compagnia guadagna, o semplicemente non conta l'etica nei nostri acquisti? O ancora, le dichiarazioni di Guido Barilla sono state considerate solo come l'opinione non condivisa di un qualcuno qualsiasi?
Ah, io Barilla non la compravo già perché si scuoce di brutto.

Questo è un esempio noto in Italia, ma voglio scavare più a fondo e sfrugilare ancora più nel torbido
Faccio un passo indietro e mi sposto in un campo in cui l'etica, la morale o comunque una filosofia che ricongiunge azienda e clienti dovrebbe essere alla base di tutto, ovvero il mondo del beauty.
Il caso di Tati Westbrook che citavo sopra è l'esempio di come chi si occupa della cura della persona, in realtà non ha cura delle persone.
Il mondo della cosmesi, il settore che dovrebbe rappresentare la bellezza, la creatività, l'inclusività, magari con una scelta di marketing particolare, in realtà ha un lato molto brutto.

Già solo il fatto che molte aziende, specie di make up, si riferiscano ad un pubblico solo femminile è una scelta di marketing che non approvo e credo sia anche controproducente, ma questa è solo la punta di un iceberg ben più profondo. 
Non mi riferisco nemmeno a sviste o a "errori innocenti" come dichiarò ad esempio H&M per il caso della foto del ragazzino nero con su la felpa "Coolest monkey in the jungle".


Ci può stare che non si realizzi subito di aver fatto una scelta di immagine quantomeno discutibile, superficiale, poco rispettosa, ci può stare fare un errore che non segue le scelte etiche aziendali, e che ci si ravveda quando ci si rende conto che qualcosa non torna, ma di recidivi in questo campo è pieno il mondo.

Trucco e "inganno"

È una storia che risale ad un paio di anni fa, quando l'ormai famoso brand di make-up Wycon aveva lanciato il progetto #NoMoreTears, il cui ricavato dalla vendita di un mascara all'apparenza sembrava dovesse essere devoluto per sostenere le donne vittima di violenza. Ma a guardare bene i dettagli di questa campagna, non era esattamente così.


L'iniziativa si rivolgeva infatti a supportare un  Centro Aiuto alla Vita, che "supporta" le donne vittima di violenze a rivalutare e cambiare la loro intenzione di abortire. Potrei dire che l'hanno presa un po' alla larga e, sebbene non mi trovi d'accordo con questa linea di pensiero, oltre al fatto che la legge garantisce la possibilità di interrompere la gravidanza, direi che non si sono spiegati molto bene e che se volevano sostenere un centro antiabortista, potevano anche dirlo chiaramente, sebbene la campagna non avrebbe avuto lo stesso appeal al pubblico (chissà come mai).
Ma quelli di Wycon sono un po' recidivi e ad inizio di quest'anno hanno pensato fosse giusto chiamare uno smalto nero "Thick as a Nig*a"


Solo dopo che la notizia ha raggiunto i siti e i magazine oltre oceano, l'azienda ha capito che forse non è stata una scelta brillante, ha chiesto scusa e ritirato il prodotto. La mia idea su Wycon non è certamente del tutto positiva, anche solo considerando il fatto che sempre la compagnia è stata citata in giudizio ed ha perso una causa contro un'altra azienda di make up, ovvero KIKO, per aver preso un po' troppa ispirazione dal design dei loro negozi. 
Spero sinceramente che in Wycon ritrovino una strada più originale e meno contorta. 

Nulla di Ordinario

Tutto è iniziato a Gennaio di quest'anno, quando Brandon Truaxe, CEO e creatore di Deciem, marchio di cosmesi che forse avrete conosciuto tramite me (i miei primi due articoli su questa azienda hanno superato le 40mila visualizzazioni, per cui grazie ma scusatemi), ha assunto un atteggiamento direi sopra le righe, che è diventato, col tempo, incontrollabile. 



Dal 2013 ad oggi Deciem, ed in particolare The Ordinary, è diventato un brand cult per gli amanti della skin care e moltissimi si sono affezionati a questa compagnia anche per le scelte di marketing seguite (prezzi bassi, chiarezza nelle formulazioni, assenza di pubblicità e così via), al punto che ad oggi l'azienda conta 300 milioni di dollari di prodotti venduti in un anno, e sembra sia un dato in aumento. Tuttavia qualcosa è cambiato.
All'inizio di quest'anno Truaxe ha assunto, in particolare sulla pagina Instagram dell'azienda (attualmente non disponibile)  che ha deciso di gestire in prima persona, un atteggiamento sempre più strano, bizzarro, a volte anche rude nei confronti di chi commentava con semplice preoccupazione i suoi post, a volte contraddittorio, sostenendo di voler diffondere un messaggio di amore, fino a diventare problematico. 
È stata una escalation che è passata da commenti che sembravano razzisti, al licenziamento su due piedi di alcuni dipendenti (in generale il suo comportamento nei confronti dei collaboratori è stato più volte criticato), dalla condivisione sempre su Instagram di alcune mail private, fino a video al limite dell'inquietante. Un giorno infatti lo stesso Brandon Truaxe ha pubblicato un video in cui chiedeva di chiamare la polizia in quanto era in pericolo.


Senza contare poi i post in sostegno a Donald Trump e quelli in cui chiedeva di confrontarsi con Mark Zuckerberg. 
C'è chi l'ha considerata una forma di outrage marketing, in italiano potremmo dire "marketing oltraggioso" ovvero un modo di attirare l'attenzione verso la propria azienda con comportamenti offensivi di vario tipo. Tuttavia anche i più affezionati hanno iniziato a stancarsi di questi atteggiamenti del CEO, al punto che più persone hanno sostenuto che Truaxe abbia problemi mentali e che sia vittima di crisi nervose.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso (o meglio, la boccetta di siero) è arrivata proprio qualche giorno fa quando lo stesso creatore di The Ordinary, sempre in un video su Instagram, diceva che alcuni suoi dipendenti erano coinvolti in "importanti attività criminali" soprattutto finanziarie.


Tutto ciò ha scatenato ondate di acquisti dovuti alla paura che la compagnia chiudesse (soprattutto quando il sito principale Deciem risultava irraggiungibile e i negozi fisici sparsi per il mondo temporaneamente chiusi); altri invece hanno iniziato a cercare dei prodotti che potessero sostituire i tanto amati The Ordinary. Altri invece esplicitamente hanno scelto di boicottare l'azienda.
Ma la reazione più forte è stata quella della multinazionale Estée Lauder, azionista di minoranza in Deciem, che ha citato in giudizio Brandon Truaxe, ottenendo dal giudice che venisse sollevato temporaneamente dal suo incarico per essere sostituito dal vice CEO Nicola Kilner
Si conclude così, almeno per il momento, l'ascesa e la caduta (anche se non si sa fino a quando) di un genio che ha rivoluzionato il mondo della cosmetica, e questo mi ha messo un po' tristezza, ma più che acquisti dovuti al panico, sto valutando alcuni dupes.

Questi sono solo alcuni dei milioni di casi che mi hanno colpito di come etica di impresa e marketing si fondono in modo a volte contraddittorio, a volte semplicemente malevolo, e di come ogni azienda in settori diversi, presenta delle criticità nel mostrarsi ai propri clienti. 

Per voi quanto contano al momento dell'acquisto l'etica, la reputazione, la coerenza e le scelte di marketing che una azienda fa? Sono aspetti fondamentali o pensate che sia inutile tentare ad esempio un boicottaggio nei confronti di coloro che non rispecchiano il vostro concetto di integrità?
E con che occhi guardate gli spot? Cosa vi spinge a non sostenere più un brand?
Io ho più o meno espresso la mia opinione, ma devo dire che non ho una risposta precisa a tutto, perché è complicato. Vale più la validità del prodotto, la funzionalità, la piacevolezza, che la scelta di una filosofia di rispetto verso i propri clienti, partner, e verso la concorrenza?



mercoledì 10 ottobre 2018

|Beauty Cues|
Pro Collagen Plus + con PERLA NERA 💎 di Dr Organic

L'autunno e il cambio climatico riporta nelle nostre skin care routine prodotti più idratanti e nutrienti che magari si affiancano o sostituiscono i sieri acquosi e freschi che usavamo in estate.
Dalle mie parti il primo fresco ha iniziato a farsi sentire anche sulla pelle, e quindi ho ripreso in mano un prodotto che avevo utilizzato in parte prima e durante l'estate, e mi riferisco al Pro Collagen Plus + con Black Pearl Complex di Dr. Organic.

Pro Collagen Plus + Black Pearl Complex Dr. Organic.

Dr. Organic, brand che ormai non è sconosciuto da queste parti, ha creato recentemente una linea composta da tre trattamenti viso chiamata appunto Pro Collagen Plus, e li ha arricchiti con ingredienti particolari come sangue di drago (che non è stato sottratto da una delle bestiole di Daenerys Targaryen ma è una resina naturale), estratti probiotici delle proteine del latte e perla nera.
Come sempre i cosmetici Dr. Organic non contengono parabeni, SLS, coloranti sintetici, petrolati, siliconi e BHT.



Gli ingredienti chiave che uniscono questi tre prodotti sono ben noti, ovvero l'acido ialuronico, dalla capacità dissetante per la pelle, e la biotina, che forse conoscerete come vitamina H, che viene impiegata come riequilibrante della produzione sebacea e più in generale migliora la salute della pelle.
Ovviamente ogni Pro Collagen Plus + è rivolto ad una tipologia di pelle diversa, quindi vengono aggiunti quei componenti specifici per esigenze diverse. Nel caso della Pro Collagen Plus + con Black Pearl Complex l'azienda ha creato un cocktail che hanno reso il prodotto adatto un po' a tutti i tipi di pelle.
Ma che cos'è questo "Black Pearl Complex"? Si tratta di una forma idrolizzata di perla che non solo è ricca di minerali, ma in cosmetica viene utilizzata anche per illuminare l'incarnato, per le proprietà lenitive e in generale anti-age
Dr. Organic però non ha scelto una perla a caso, ma optato per la perla nera appunto
"La più bella in assoluto, la PERLA NERA, è conosciuta con il nome di “perla delle regine”. Unica al mondo, questa meravigliosa perla si trova esclusivamente a Tahiti e vanta straordinarie proprietà rimineralizzanti."
Ma oltre questi, l'azienda ha aggiunto altri attivi funzionali in parte anche ricercati:

  • succo di aloe, che non è ricercato, ma sicuramente è lenitivo,
  • burro di karitè, anche questo non ricercato, ma nutriente,
  • estratto di argan, un altro componente già noto per le proprietà elasticizzanti e anti age,
  • estratto di moringa, conosciuto per la capacità di inibire la formazione di radicali liberi,
  • balsamo del Perù, che è un olio dalle proprietà cicatrizzanti e antiinfiammatorie,
  • estratto di pepe nero dall'efficacia tonificante,
  • estratto di foglie di mora come antiossidante ed elasticizzante.
Tutti questi componenti sono stati inseriti nel Pro Collagen Plus + in una consistenza cremosa, molto soffice che sembra quasi ariosa. Anche se appena prelevata risulta ferma, stenderla risulta facile e piacevole e in qualche secondo si assorbe. 

Pro Collagen Plus Dr. Organic

Sicuramente si avverte il profumo, fresco e floreale, ma dopo poco tempo ne resta solo un vago sentore più delicato. 
Quello che ho apprezzato del Pro Collagen Plus + Black Pearl di Dr. Organic è come abbiano saputo coniugare l'efficacia idratante e nutriente dei componenti ad una texture che si assorbe facilmente e che non risulta grassa o pesante ma confortevole e piacevole da avere sul viso. La confezione airless funziona bene nel dosare il prodotto e riesce a prelevarlo fino alla fine senza incepparsi.

Pro Collagen Plus Dr. Organic opinioni

L'azienda lo suggerisce come un prodotto adatto a tutti i tipi di pelle ma vi consiglio di leggere questa indicazione come adattabile a diversi periodi dell'anno e quindi diverse esigenze di cute: ho usato questa crema viso come vi dicevo in parte prima e in parte durante l'estate saltando i mesi più caldi, e l'ho ripresa adesso. La mia pelle in questo periodo di tempo è quindi stata normale tendente al secco, più mista, e di nuovo un po' più secca, ed ho alternato l'uso del Pro Collagen Plus Black Pearl sia di giorno che di notte, in base all'esigenza del momento. 
Credo appunto quindi che se ad esempio avete una pelle molto grassa sarà più adatta come trattamento notte per l'inverno, mentre su una pelle molto secca secondo me dà il suo meglio di giorno in un periodo di primi freddi come questo. 

Recensioni Pro Collagen Plus + Black Pearl Dr. Organic

Su di me il Pro Collagen Plus Dr Organic è stata una perfetta crema per il viso, in grado di lasciare la pelle morbida, molto setosa, e tonica. Vi dicevo che riesce ad idratare bene, ma anche mantenere questa idratazione per tutto il giorno, senza crearmi lucidità. 
Il tocco che lascia sulla pelle è certamente asciutto, e una volta assorbito ce ne si dimentica. Dall'altro lato però l'aspetto che dà alla pelle è sicuramente luminoso e sano. Posso capire come mai venga definito come un siero visto che ci si può applicare sopra eventualmente un'altra crema o la protezione solare o appunto il make up, e più in generale, riesce a trovare un suo posto all'interno di un regime di skin care.
Quindi il Pro Collagen Plus + Black Pearl Complex di Dr. Organic si accoda all'insieme di prodotti che ho utilizzato e ho apprezzato da questa azienda, in questo caso non solo per la piacevolezza ma anche per l'efficacia. 

INFO BOX | Dr Organic Pro Collagen Plus + Black Pearl Complex
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lunedì 8 ottobre 2018

{Aggiornamento #83}
Ecco cosa è successo.



Era ancora Agosto quando mi sembrava di aver chiuso i conti con una estate che non era stata affatto leggera e spensierata, ma si era trascinata alla fine concludendosi con dei giorni di pioggia che mi facevano ben sperare. Vi avevo accennato ad esempio a tutto il calvario con l'assistenza Asus, per raccontarvi una esperienza e darvi qualche info che potrebbe essere vagamente più utile di me che mi lamento. 
Da lì in avanti ho iniziato a perdere sempre più colpi e pezzi
Giorno dopo giorno si sono aggiunti una varietà di pensieri che stanno avvolgendo le mie giornate come una pianta rampicante infestante.
Proprio l'altro giorno, per farvi un esempio, guardavo un video e, nel discorso, si parlava di ritorno dalle vacanze, e io non capivo a quali vacanze si riferissero. Mi ero persino convinto fosse un video registrato intorno a Natale, ma pubblicato solo recentemente. Questo già vi fa capire l'andazzo delle righe che seguono.

La mia teoria è sempre stata che un giorno di pioggia in più è un giorno d'estate in meno.
In pratica l'ineluttabilità del tempo spiegata semplice, ma anche una cosa che si distacca dal concetto di ascella pezzata estiva. La pioggia per me è il cambiamento, è rivolta, è l'inizio di una nuova parentesi.
Speravo che allo stesso modo, si aprisse una nuova parentesi, che settembre portasse qualche novità, anche perché lo dicono tutti che dovrebbe essere il capodanno in anticipo, sebbene non sia scontato, eppure appena è arrivato non ho sentito l'energia che mi aspettavo. Ho pensato sarebbe stata una impressione, che man mano avrei ingranato e che qualche novità si sarebbe palesata, e invece no, mi sbagliavo.
Cercare di mettere un punto anche alle sciocchezze più semplici si è dimostrato subito una operazione complicata, o forse sarebbe più giusto dire interminabile. In più se è possibile si sono aggiunti altri nodi.
Non fraintendetemi, sapevo già che ci sarebbero state alcune circostanze che avrebbero potuto rendere il mio quotidiano un po' più teso, e che nel corso dei giorni avrei dovuto affrontare, anche solo mentalmente, e d'altronde in questo non c'è nulla di speciale perché tutti ogni giorno sbrogliamo matasse, a volte anche quando non ci competono. Eppure tutto ha iniziato a diventare pesante, l'ansia si è ispessita e il cerchio alla testa non se ne vuole andare.

Non ci sono sorprese se non quelle brutte. E tutto quello che ho messo in moto, anche in piccolo, non ha portato semplicemente a nulla.
Avete presente la frustrazione di parlare con qualcuno che fa di tutto per non ascoltarti e per non risponderti, e se ti risponde ti dice tutt'altro?
Ecco, è un costante muro di gomma che non riesco a superare. Quello che sarebbe dovuto arrivare, semplicemente si è perso per strada, tutto quello che magari non sarebbe stato semplice ma sarebbe potuto essere interessante, ha semplicemente mostrato il suo volto peggiore. È quasi comico il contrappasso della vita.
Quello che ho creato affinché potessi rendere il periodo più sopportabile, ha iniziato ad essere la fonte di tensione.
Sto organizzando un viaggio ad esempio, e nonostante non sia solo, per me sta diventando solo il baluardo dell'ansia, le manie di controllo stanno prendendo il sopravvento e non riesco a trovare quella eccitazione per un nuovo confine che andrò a valicare, perché non sono riuscito a chiudere ermeticamente quello che mi stavo portando e quello che lascerò dietro.

C'è una parte di me che mi dice (no, non sento le voci, capitemi) che forse sto esagerando a prendere tutto troppo seriamente, e che magari ero partito con aspettative troppo alte per questa nuova stagione, perché d'altronde non era scritto da nessuna parte che avrei avuto ciò che speravo.
Sono io che pretendo troppo?
Sono io che noto certe discrepanze?
Sono io quello egoista?
Sono dei cavilli a cui mi attacco?
O peggio, anche io ho lo stesso atteggiamento?
Ma c'è una parte di me che invece considera tutto pesante e per quanto so che ogni cosa si risolve, o semplicemente si sorpassa, mi sono sentito e mi sento compresso e sopraffatto.
Le beghe quotidiane sono diventate tarli che hanno rosicchiato l'albero maestro e adesso mi sento come una nave senza la spinta di una vela.
E questo per dirvi che se manca un po' la grinta, se magari non tutti i post hanno quella battuta in più, se questi aggiornamenti non sono frequenti e leggeri come una volta, è perché sto aspettando la marea giusta, per andare avanti anche senza vento. 








mercoledì 3 ottobre 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere in Tessuto Geomar 🌸🍃 (ed esperienza di acquisto dal sito Tigotà)

Dopo l'esperienza con i trattamenti in crema (qui recensiti), non potevo certo lasciarmi scappare la versione un po' più recente in tessuto delle maschere Geomar

geomar maschere viso in tessuto

In realtà me le stavo per perdere l'occasione perché da me sono praticamente impossibili da reperire, ma le infilai in un ordine che feci dal sito di Tigotà.
In effetti non so perché non ne ho mai parlato (in verità lo so, facendo troppi ordini, qualcosa scappa), ma devo dire che in generale il sito offre un buon servizio: all'epoca non avevo pagato le spese di spedizione perché raggiunsi i 25€ di merce (nulla se considerate la scelta di prodotti che hanno), in più avevo un codice sconto che non so dove scovai.
Ho ricevuto la merce tramite corriere GLS in tre giorni lavorativi ed ho pagato tramite Paypal. Tutto perfetto se non fosse che proprio una di queste maschere aveva un foro sulla bustina. Non so come sia successo, ma sembrava fosse rimasta impigliata in qualcosa. Tuttavia il servizio clienti ha provveduto subito a restituirmi i soldi. Quindi sì il servizio di Tigotà.it è davvero ottimo. L'unico aspetto che non amo è che non c'è una sezione dei marchi, cosa importante se si pensa alla vasta scelta di aziende. 
Ma chiudendo la parentesi, torniamo alle maschere in tessuto Geomar, al momento disponibili in sole due varianti.


Ad accomunare queste due maschere c'è sicuramente il materiale di cui sono fatte e in generale la forma che ho apprezzato: sono ben tagliate, avvolgono il viso, e non danno alcun fastidio né dove gli occhi né nella zona della bocca in quanto i fori sono abbastanza ampi. Inoltre la cellulosa ha la giusta consistenza e spessore, tanto da aderire bene al viso.
Le maschere sono ben imbevute, forse anche un pelo troppo, ma meglio così perché comunque non gocciolano, e quindi mi consentono una lunga posa senza problemi. Entrambe le maschere hanno ingredienti naturali ma non sono ecobiologiche nel senso stretto del termine.
Entrambe mi sono sembrate mediamente fresche sulla pelle, direi abbastanza piacevole.

Geomar Maschera Viso in Tessuto Anti-Age 

Geomar Maschera Viso in Tessuto Anti-Age

La maschera in tessuto Anti-Age Geomar è arricchita con diversi estratti. Sulla confezione e anche sul sito si legge
"Collagene ad azione anti-age, una Miscela di Fiori Rossi ad azione antiossidante, Glicerina ad attività idratante, Sale del Mar Morto altamente ricco di minerali, Estratto di Camomilla dalle proprietà calmanti, Estratto di Peonia, Centella Asiatica ed Allantoina ad azione protettiva."
I fiori rossi in questione sono (o almeno credo!) estratto di rosa rugosa e cartamo, che hanno entrambi azione emolliente. 
Questi ingredienti sono inseriti in un siero fluido dal profumo fresco e floreale, che al mio naso è piaciuto, e che inumidisce in modo omogeneo la cellulosa della maschera. 
Le promesse che Geomar associa a questa maschera sono interessanti, e dice che 
"svolge un'efficace azione antiossidante, minimizzando l'insorgere dei radicali liberi e ristabilisce il naturale equilibrio idro-lipidico in soli 15 minuti. [...] ha un'attività elasticizzante ed idratante immediata. Dopo ogni utilizzo la pelle risulta perfettamente idratata, più levigata e rassodata."
Per me, come vi dicevo, 15 minuti son pochi, mi sembrerebbe di sprecare il siero, per cui attendo più o meno fin quando non sento che la maschera è asciutta. 


Nonostante la grande abbondanza di siero, la mia pelle l'ha assorbito completamente, senza lasciare residui. L'unica sensazione leggermente meno piacevole è un leggero appiccicume che lascia sulla pelle una volta rimossa. Nulla per cui urlare allo scandalo, perché dopo un po' la mia pelle assorbe completamente il siero e la sensazione scompare praticamente del tutto.
Do una promozione alla Maschera Viso in Tessuto Anti-Age di Geomar perché dopo il trattamento la pelle era luminosa, distesa e compatta. L'idratazione c'è sicuramente e per la mia pelle al momento è sufficiente, immagino che d'inverno dovrei applicare un prodotto supplementare.
Se avessi una maggiore facilità ad acquistarla la riprenderei. 

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Geomar Maschera Viso in Tessuto Idratante 




Dall'aspetto la maschera in tessuto Idratante è praticamente uguale alla sorella Anti-age, ma si differisce intanto per la profumazione, meno floreale e più fresca e ovviamente per gli ingredienti. All'interno Geomar ci ha messo
"Complesso di Alghe Marine ad azione emolliente, Estratto di Giglio Bianco e Glicerina ad attività idratante, Sale del Mar Morto altamente ricco di minerali, Estratto di Camomilla dalle proprietà calmanti, Centella Asiatica ed Allantoina ad azione protettiva."
Ma ho notato che hanno inserito anche la Peonia, ma soprattutto la Salicornia che mi ha fatto sorridere. Si tratta di una pianta commestibile, simile ad un asparago, ma che oltre a contenere molti sali minerali, pare abbia una efficacia fotoprotettiva.
Comunque la maschera idratante in tessuto Geomar non ha una efficacia poi così tanto diversa dalla maschera anti-age. Dall'azienda ci dicono 
" agisce efficacemente "dissetando" la pelle e ristabilendo il suo equilibrio idrolipidico in soli 15 minuti. [...] la pelle risulta perfettamente idratata, più morbida, fresca e luminosa."
Ho notato che su di me la Maschera Idratante si assorbe leggermente prima rispetto alla versione Anti-Age, ma che rispetto a questa risulta sicuramente meno appiccicosa, almeno sulla mia pelle.


La maschera idratante in tessuto Geomar mi dà sicuramente idratazione alla cute, ed anche in questo caso ho come l'impressione che se fosse stato un periodo freddo in cui la mia pelle è più esigente, avrei dovuto applicare dopo una crema almeno per bloccare l'idratazione. E mi dà anche luminosità alla pelle, per cui non prendete le mie parole come sintomo di un prodotto non valido, ma su di me mancano quei piccoli extra che cerco da una maschera. Ad esempio mi sarei aspettato una funzione tonificante più accentuata. Inoltre non ho notato un particolare potere distensivo dei piccoli tratti.
Insieme, queste due maschere viso Geomar, mi hanno dato l'idea di essere una, la Anti-Age, un trattamento adatto alla sera, un po' più completo, e la versione idratante, una maschera più da giorno, di facile assorbimento e anche rivolta a tipologie di pelle diversa, più normale/mista.

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Nonostante le similarità apparenti queste maschere in tessuto Geomar mi hanno dato risultato diversi. Mi sono piaciute e in generale le riacquisterei.Voi le avete provate? Riuscite a reperirle?





martedì 2 ottobre 2018

|Beauty Cues Special|
Un SIERO per le CIGLIA 5in1... da Amazon?! La mia esperienza 🤔

Dopo l'esperienza non proprio rosea con il KIKO 30 Days Extension Night Treatment Booster, ampiamente documentata qui, dovevo cercare di recuperare la situazione pietosa delle mie ciglia e quindi ho pensato di cercare nel posto dove si puote ciò che si vuole: Amazon.
Sull'e-commerce infatti ci sono diversi prodotti volti a curare le ciglia, alcuni dei quali anche a prezzi vantaggiosi, e che sono protetti dalla spedizione Prime, quindi ci si può lanciare senza sensi di colpa. 
Per iniziare ho scelto un brand polacco chiamato Eveline Cosmetics, che ha un ampia scelta di cosmetici incluso il make up, ed ho provato il loro SOS Lash Booster Multi-Purpose Eyelash Serum 5in1.

siero ciglia eveline cosmetics

Si tratta di un siero per le ciglia che a tutti gli effetti sembra un mascara bianco: si presenta come una pasta/crema bianca che quando si va ad applicare sulle ciglia effettivamente va a colorarle, ma è una situazione che dura pochi minuti perché man mano diventa come trasparente. L'applicatore del SOS Lash Booster è uno scovolino in elastomero che però almeno sui miei occhi non dà fastidio, non mi pizzica e al tempo stesso aiuta a pettinare le ciglia e a distribuire bene il prodotto. Forse può essere un po' grande per certi occhi, ma alla fine non è un prodotto che macchia o sporca come un mascara appunto quindi può essere gestito facilmente.
Io non ci sento una fragranza particolare, mi sembra solo che abbia il delicato profumo degli ingredienti che contiene.



L'azienda indica due modi per utilizzare questo siero: come rinforzante per le ciglia appunto, e come base per il mascara. La consistenza è davvero perfetta per fare da primer per il mascara perché effettivamente, se ben lavorato sulle ciglia, non crea grumi o accumuli ma rende le ciglia più lunghe, voluminose e curve, tutto sommato anche separate, per cui immagino che aiuta e migliora la resa del mascara. Ma non è su questo aspetto che voglio soffermarmi perché non è il modo in cui l'ho usato, ma solo come siero nutritivo per le ciglia, ogni sera prima di andare a letto.
Eveline Cosmetics promette ben 5 benefici dall'uso del Lash Booster, ovvero:
"1. Raddoppia il volume delle ciglia.
2. Allunga e rinforza le ciglia.
3. Nutre e rigenera.
4.Accelera la crescita delle ciglia.
5. Previene la caduta."
Vi evito tutta la poesia scritta nel bugiardino perché penso che come me siate persone pratiche e che non crediate ai paroloni ma ai fatti e a spiegazioni umane.
Questi benefici dovrebbero avvenire tramite alcuni ingredienti che purtroppo sono stati mischiati ad altre sostanze che faranno rizzare i capelli agli amanti del bio. Diciamo che a livello di componenti sintetici non si fanno mancare nulla alla Eveline Cosmetics ma spiccano attivi come l'acido ialuronico, le proteine della soia idrolizzate, cera d'api e carnauba e pantenolo, ed altri condizionanti, quindi ingredienti comunque idratanti, nutrienti, rinforzanti e protettivi.
Inoltre è specificato che è consigliato anche per i portatori di lenti a contatto e chi ha chi occhi sensibili.



La mia esperienza con il SOS Lash Booster Multi-Purpose Eyelash Serum 5in1 è stata più che positiva, si è confermato nel tempo un prodotto valido e sinceramente avevo aspettative molto molto basse.
Premetto subito col dirvi che, nonostante la non naturalezza e pregevolezza degli ingredienti, non mi ha dato alcun fastidio agli occhi, sin dalla prima applicazione. Gli occhi non mi si sono arrossati, o irritati, e sono portatore di lenti a contatto oltre che sempre attaccato ad uno schermo.
La sensazione non è di ciglia pesanti o appiccicose, ma vi avviso di due aspetti: il mattino dopo l'applicazione le ciglia sono leggermente irrigidite, situazione transitoria, che si risolve lavando il viso, e con piccole tracce di prodotto. Nulla di impossibile da rimuovere ma richiede una minima attenzione durante la detersione. Inoltre ho notato che per via della consistenza pastosa del siero, già dopo il primo mese di utilizzo circa, bisogna un po' cercare e pescare il prodotto dal tubetto con lo scovolino. 
Vi dicevo che il Booster di Kiko mi aveva lasciato con delle ciglia davvero sfigate, quasi peggio delle mie ciglia naturali, che per lunghezza e colore non sarebbero affatto male.
La situazione di partenza intono a Marzo, quando ho iniziato ad applicare il siero Eveline era più o meno questa:



Non credo che siano le ciglia peggiori mai viste, sono comunque scure e lunghe nella media, inoltre non cadevano, ma erano decisamente tristi, sicuramente meno folte e curve e più corte di quanto avessi ottenuto con altri sieri (qui per vedere i vari prodotti che ho provato).
Dopo un mese di applicazione del SOS Lash Booster la situazione è leggermente migliorata. 
Verso Aprile, ovvero appunto 30 giorni dopo, la situazione era questa:



Penso che il piccolo passo avanti si inizi a vedere anche dalla foto. Le ciglia iniziavano ad apparire un po' più scure, voluminose e appena più lunghe. Ho ovviamente proseguito speranzoso nelle applicazioni quanto più costantemente possibile. Avere un prodotto confortevole e facile da applicare vi posso garantire che batte qualunque olio di ricino in termini di avere voglia la sera di spennellarsi le ciglia. Nel corso del tempo ho visto che le mie ciglia tornavano in salute mano a mano. 
Ho utilizzato il Lash Booster Eyelash Serum per praticamente tutto il tempo del PAO e vi posso dire che il prodotto, in sei mesi, è praticamente terminato, e lo scovolino adesso riesce a tirar su solo poche tracce. 
Questo è il risultato che ho ottenuto dopo appunto sei mesi di utilizzo del siero:



Credo che si possa apprezzare un miglioramento, soprattutto in termini di volume e lunghezza oltre che di intensità di colorito delle ciglia. Sulla caduta non ho nulla da dire perché comunque su di me, l'uso di un qualunque siero per ciglia, almeno fra quelli provati fino ad ora, riesce a rallentarla. Quanto alla curvatura invece non ho notato particolari benefici, certamente la lunghezza le fa apparire più curve ma si può fare di più.
L'SOS Lash Booster Multi-Purpose Eyelash Serum 5in1 ha dovuto fare qualche sforzo in più di altri sieri rinforzanti per le ciglia e secondo me ha funzionato bene. Probabilmente lo consiglierei a chi necessita più volume che lunghezza e anche a chi utilizza il mascara così da avere un prodotto multiuso.
So che Eveline Cosmetics produce altri sieri per le ciglia e non tarderò a provarli, ma intanto passerò a qualcosa di più naturale. 

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sabato 29 settembre 2018

{Recensioni Film 🎥🎬}
Mamma Mia! e Mamma Mia! Ci Risiamo

Ci sono quei film che mi riprometto di vedere, anche solo per semplice curiosità, per tanto tempo, ma alla fine c'è una novità o una serie tv che riesce a scalzarli fra le priorità in questo senso.
Credo ad esempio fossi l'ultimo rimasto della comunità LGBT, e più in generale fra i pochi, a non aver visto Mamma Mia (2008), pur apprezzando in genere i musical.


Ne avevo visto degli stralci quando era passato in tv, avevo colto il senso generale di come si svolgevano i fatti e di quale impatto potesse avere, ma non mi ci sono mai soffermato, probabilmente perché la storia mi è sempre sembrata troppo lineare persino per una commedia musicale.
Sophie, una giovane ragazza di appena 20 anni, gestisce insieme alla madre Donna un piccolo albergo in Grecia, ed ha tutto sommato una vita serena su questo soleggiato isolotto, ma un dubbio la tormenta. Sophie infatti sta per sposarsi, e proprio per questo importante giorno vorrebbe accanto suo padre, ma c'è un piccolo inconveniente: non sa chi sia. Per caso, da un diario della madre, scopre che suo padre potrebbe essere uno dei ragazzi che Donna frequentava da ragazza, il problema è che sembra aver avuto relazioni con tre uomini diversi più o meno nello stesso periodo.
Perché sì, Donna non si è fatta mancare nulla quando era più giovane, e quindi per Sophie l'unica soluzione è invitare i presunti padri sull'isola e capire con chi dei tre uomini può avere una affinità.
Ritrovandoseli davanti però non sarà comunque una impresa facile.


Dopo aver visto per intero Mamma Mia! ho capito come mai molti adorino questo film. Aver affidato il ruolo principale a Meryl Streep che con la sua energia è trascinante, è stata una scelta perfetta perché comunque risulta credibile. Non sta ferma un minuto, canta, balla e recita come una forsennata e già da sola rende Mamma Mia! un film iconico. Come tutti i musical ovviamente le canzoni sono la forza e sicuramente gli Abba li conosciamo un po' tutti, almeno per una canzone, motivo per cui per restare sulla poltrona senza canticchiare o sculettare un po', devi essere imbalsamato. 


Credo però che tutte le scelte fatte intorno alla storia - che vi ripeto, è difficile che possa lasciarvi a bocca aperta con colpi di scena inattesi - siano quegli elementi che hanno reso questo film così famoso e così apprezzato. Le musiche e le coreografie fanno vivere la scenografia, è come se tutto sia funzionale alla storia, come se tutto si animasse e venisse trascinato da una forza invisibile. Inoltre hanno saputo mantenere una certa teatralità senza però rendere tutto troppo impostato. 
Quindi Mamma Mia! funziona secondo me proprio per le vibrazioni positive che trasmette, per i colori, per l'allegria, per tutto il carrozzone che si porta dietro, per il cast di attori che funzionano alla perfezione nelle loro parti, e anche per i panorami e il sole della Grecia.


Io però non mi sono innamorato di questo film. Per quanto mi abbia fatto piacere vederlo, per quanto non mi sia annoiato visto il ritmo che è sempre incalzante, e abbia sculettato anche io sulla poltrona, per quanto abbia seguito quelle vibes e quello scintillio che Mamma Mia! riesce a trasmette. Però per quanto ci abbia provato, non posso dire che mi abbia segnato emotivamente, che sia riuscito a farmi coinvolgere del tutto dalle ansie, dalla tristezza, dalla gioia dei protagonisti. Ho paura del linciaggio ma Mamma Mia!, nonostante il sorriso che mi ha lasciato alla fine, e nonostante la piacevolezza, non è un film che vedrei e rivedrei fino a consumare il DVD.
Se lo avete già visto, sono sicuro che ne conservate un ricordo positivo o magari siete fra i fans innamorati persi di questa pellicola, se non lo avete visto sono sicuro che vi terrà compagnia senza disturbare troppo chi invece i musical li sopporta meno visto che le canzoni sono ben miscelate al contesto. 

Genere: commedia musicale, sentimentale
Durata: 108 minuti
Regia: Phyllida Lloyd
Uscita in Italia: 3 Ottobre 2008
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito, Germania

Voto 6.5

Se dopo 10 anni ho deciso di vedere Mamma Mia! buona parte del merito si deve al sequel anche un po' prequel intitolato Mamma Mia! Ci risiamo (2018).


Ho una mia teoria sui sequel ovvero che possono essere la consacrazione di un successo, a meno che non avvengano in un tempo ragionevole, ovvero entro circa cinque anni dal primo film, o poco più in base ai tempi di lavorazione. Ma 10 anni sono tanti e mi sanno un po' di disperazione.
In Mamma Mia! Ci Risiamo facciamo un salto temporale, e ci ritroviamo a cinque anni più tardi rispetto il primo capitolo (ve l'ho detto che cinque anni sono sufficienti).
Adesso l'albergo sull'isoletta greca è in mano a Sophie, visto che Donna purtroppo è deceduta. La ragazza però non solo vive una relazione complicata con l'uomo che ha sposato e che per lavoro si trova lontano, ma è tesa per via della grande inaugurazione dell'albergo che terrà anche per onorare la madre scomparsa. Ma le cose, come sempre accade nella vita di Sophie a quanto pare, non sembrano andare per il verso giusto, fra ritardi, problemi meteorologici e assenze importanti.
Dall'altro lato c'è un'altra ragazza che sta vivendo la sua vita non senza difficoltà, colpi di testa ed altrettanta agitazione, solo che questa ragazza la conosciamo già, perché siamo negli anni '70 e scopriamo finalmente (???) le vicende di Donna da giovane


Sì, Mamma Mia! Ci risiamo è uno di quei sequel disperati, dove si cerca di ripescare dal passato per tentare il colpaccio ma alla fine il risultato è posticcio. 
Sì, loro provano a ricreare quella energia che vi dicevo, quelle vibrazioni, ma non mi pare ci riescano del tutto, anzi ad essere onesto non ci riescono affatto.
Andiamo per gradi: se in Mammia Mia! la storia era un po' fiacca e se vogliamo prevedibile, in questo secondo capitolo la storia è semplicemente inutile
Tutta la parte che riguarda Sophie e l'inaugurazione dell'albergo non riesce a sostenersi da sola, non ha aspetti che riescano ad attirare l'attenzione, a coinvolgere, e l'unica caratteristica che spicca è la scontatezza. Deve essere quindi affiancata da questo lungo flashback che dovrebbe dare corpo alla narrazione, ma secondo me non ci riesce. 


Le follie della giovane Donna mi sono sembrate esagerate, inverosimili, e anche un po' poco interessanti visto che più o meno possiamo immaginare come sia andata, ma soprattutto sono scollegate da tutto il resto.
Non si capisce chi abbia tirato in scena tutta questa parentesi, chi ci spinga a seguire il viale dei ricordi, ma parte perché così è stato stabilito dall'alto, e non c'è il minimo sforzo nel far collidere passato e presente. 
Più in generale, non c'è alcuno sforzo affinché si cerchi di fare un passo avanti rispetto a Mamma Mia!, ma semplicemente si cerca di ricostruire la stessa energia e il risultato è una minestra riscaldata, ma messa in un altro piatto. 
Mi è mancata anche l'ironia, e non è che nel primo film abbia allenato gli addominali dalle risate ma l'ho trovato spiritoso. In Mamma Mia! Ci Risiamo quel gioco delle parti, del fraintendimento è debole e quindi si perde l'ilarità di tutta la vicenda. 



Ma anche l'emotività non è proprio al centro, perché le situazioni con cui creare empatia sono poche. Nel primo film almeno potevi avvicinarti alle difficoltà di Donna di portare avanti l'albergo e gestire il matrimonio della figlia, alla frustrazione di Sophie di non sapere chi sia suo padre, o persino con l'ansia dei tre padri in incognito. In questo sequel non c'è alcun approfondimento sulle emozioni, sui personaggi, su quello che è il loro presente cinque anni dopo. 
Tutto viene raffazzonato, e messo lì tanto per. La stessa Lily James, per quanto brava, spigliata, fresca e carina, mi è sembrata una scalmanata con tanta faccia tosta a cui accadono una serie di cose. 


Quindi se non amate i musical con situazioni poco realistiche, oltre al fatto che tutti sanno ballare e cantare, potete evitare la visione. Ma soprattutto se odiate i musical con costanti canzoni peggio di una messa cantata, scappate a gambe levate perché Mamma Mia! Ci risiamo sarà il vostro incubo, visto che hanno ficcato quanti più brani possibili, anche in questo caso staccati dalla storia. 
L'unica cosa che posso salvare di questo sequel è la parte finale, quando tutto diventa una grande festa, ed immagino che Ol Parker l'abbia decisa più o meno così:


L'idea iniziale poteva essere carina, ma come molti sequel anche questo purtroppo, per me, non funziona. Perché non basta imbottire un film con scene che si susseguono, ma è importante dare profondità a quello che racconti.
Nonostante non sia stato un fan del primo film come vi dicevo, Mamma Mia! Ci Risiamo non riesce a dar nuova luce alla storia, non riesce a riportare o ricreare la stessa magia, lo stesso spirito ed energia del predecessore, anzi può essere un po' pesante per chi con i musical non ha particolare affinità. 


Titolo originale: Mamma Mia: Here We Go Again!
Genere: commedia musicale, sentimentale
Durata: 114 minuti
Regia: Ol Parker
Uscita in Italia: 6 Settembre 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Voto 5




mercoledì 26 settembre 2018

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Lavera Detox Effect Mask: la maschera anti inquinamento!

Quando ci dedichiamo alla cura della pelle pensiamo più spesso a combattere ciò che viene da dentro piuttosto che dall'esterno.
Pensateci: usiamo la crema idratante perché la nostra pelle è secca, la maschera purificante perché la cute produce troppo sebo e impurità. Non pensiamo mai abbastanza a ciò che invece dal di fuori può influenzare la salute della nostra pelle. Un esempio è il danno dato dal sole o dall'inquinamento.
Sembra un discorso astratto e complottista, ma in verità ho notato che l'ambiente in cui sto influisce molto sulla mia cute, non solo ad esempio il cambio di temperatura o stagione, ma anche se mi muovo ad esempio in città. Quando mi capita di passare per delle strade particolarmente trafficate, di stare molto tempo circondato da smog (cosa che per fortuna adesso non capita tanto spesso), sento che la pelle diventa più unta, nonostante per mia natura non ho particolari oleosità, e che anche i punti neri sembrano aumentare.
Non è un caso quindi che stanno via via spuntando sempre più linee cosmetiche rivolte a contrastare i danni creati dall'inquinamento, che, a lungo andare, comportano un acceleramento dell'invecchiamento e in generale un abbassamento delle difese naturali della pelle.
Proprio per contrastare questo deterioramento, Lavera ha creato la linea Hydro Effect, composta da quattro prodotti volti a proteggere e contrastare i danni ambientali, come le sostanze dannose che circolano nello smog.


Tre di questi prodotti sono finiti nelle mie grinfie, in particolare il Balsamo detergente Hydro Effect, la Crema giorno Hydro Effect e la Maschera Detox Effect, e sono diventati parte della mia skin routine, e li ho amati per diverse ragioni, ma oggi voglio concentrarmi sulla Maschera Detox Effect di Lavera.


La Detox Effect Mask ha una consistenza cremosa e compatta, direi quasi una pasta, che però si stende sul viso in modo agevole, uniforme e senza pasticciosità, dal colore verde brillante ed ha il profumo delicato e fresco che caratterizza tutta questa linea.
L'azienda consiglia una applicazione di 10/15 minuti su viso e collo evitando il contorno occhi e labbra, ma io sul collo non ce la metto, e penso che anche 20 minuti possono essere tollerati da una pelle grassa o comunque spessa perché non è una maschera che si secca con molta facilità.
Gli ingredienti chiave della gamma Hydro Effect sono l'estratto di Marrubio, una pianta con proprietà antisettiche e cicatrizzanti, e della Fucus serratus, un'alga bruna che dovrebbe avere proprietà rivitalizzanti, rimineralizzanti e in generale aiutare a contrastare i radicali liberi.


Ma nella Maschera Detox Effect, Lavera ha ficcato tanti altri ingredienti. Si parte dagli oli di soia, di oliva, di jojoba, di mandorle e di semi di girasole che insieme al burro di karité costituiscono la parte nutriente. Poi ci sono due argille, l'ettorite e il Loess, che è un sedimento composto da particelle trasportate dal vento, che hanno un'azione purificante e assorbente; e i componenti idratanti cioè l'acido ialuronico, l'aloe vera e i biosaccaridi. Per finire, anche se si trova all'inizio, abbiamo anche l'efficacia lenitiva dello zinco.
La descrizione che Lavera dà di questa maschera viso secondo me è limitante. Sul sito scrivono 
"La Maschera Detox Effect rimuove le sostanze inquinanti ambientali e le particelle di sporco dalla pelle e neutralizza i radicali liberi senza indebolirne la barriera. "
Personalmente difficilmente apprezzo maschere che contengono argilla tanto da terminarle, perché in genere sulla mia pelle finiscono per essere troppo essiccanti e aggressive, a volte persino sulla più mista zona T. Con la Detox Effect Mask Lavera non ho avuto questo inconveniente, tanto da poterla applicare su tutto il viso. Credo che per questo suo primo  pregio devo ringraziare proprio quel mix di ingredienti sì, purificanti, ma anche nutrienti e idratanti, che rendono questo trattamento più una maschera riequilibrante che seboassorbente. 
Certo, non posso dire che dopo l'utilizzo non senta per nulla l'esigenza di proseguire con la mia routine, né che una pelle particolarmente secca faccia i salti di gioia ad utilizzarla, sarebbe una grazia che nemmeno un santo, però non mi ritrovo a combattere con la pelle che tira.

Detox Effect Mask Lavera

Ma i pregi continuano, perché una volta che vado a rimuovere questa maschera, la pelle risulta liscia e fresca. Da un lato le zone secche sono lenite e ammorbidite, dall'altro lato, le zone con più impurità e pori dilatati appaiono più compatte.
Non ho riscontrato alcun arrossamento, irritazione o situazione spiacevole, o come sempre, ve l'avrei detto. 
Non risulta difficile da rimuovere, ma con una spugnetta si velocizza tutto il procedimento.
In generale la Maschera Detox Effect mi dà un aspetto sano e luminoso alla pelle. Quindi sia che stiate cercando di sfuggire dai danni dello smog e dell'inquinamento, sia che combattiate con una pelle che necessita di essere purificata ma non apprezza prodotti troppo essiccanti, questa maschera viso Lavera secondo me può fare al caso vostro, specie se avete una pelle mista, grassa o normale. 

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💸 €11.99
🏋 50ml
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martedì 25 settembre 2018

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Agosto '18 | Prodotti con un QUID in più (o in meno)!

Sempre un po' tardi, nemmeno arrivassero con Trenitalia, vi parlo dei miei promossi e bocciati del mese di Agosto.
In verità stavo per saltare per questo mese, perché ci sono un paio di prodotti che mi son piaciuti particolarmente di cui forse vi avrei parlato meglio singolarmente senza arrivare ad ammorbarvi, ma alla fine ho pensato di riunirli lo stesso. Diciamo che la perplessità fra le recensioni singole e quelle "di gruppo" è costante, ma questo non c'entra nulla per cui passiamo ai promossi e ai bocciati che anche questa volta non ci sono per fortuna. Ci sono però prodotti con quella caratteristica in meno, con quel passo avanti (secondo ciò che desidero io ovviamente) non compiuto, che mi spingono a non riacquistarli.  



Organic Shop credo sia uno dei brand low cost le cui linee per il corpo mi incuriosiscono particolarmente, e a cui do volentieri una chance, anche a quei prodotti che generalmente non reputo necessari.
Non so voi ma ritengo che gli scrub corpo ad esempio non siano così fondamentali, o meglio li posso sostituire con una spugna, che sia di crine naturale, o un guanto scrubbante poco importa, fatto sta che in linea teorica non mi serve un prodotto in più se voglio solo esfoliare la pelle. Per questo dagli scrub corpo cerco qualcosa in più, come nel caso di questo Body Polish Organic Shop.
È uno scrub salino dalla consistenza particolare, sembra quasi uno di quegli slime che si vedono su Instagram e, per fortuna, non ha una profumazione di rose, ma più un odore fresco con una punta di dolce; non lo avverto come intenso o particolarmente presente.



Vi avviso che la consistenza richiede un minimo di attenzione perché tende a scivolare dalle mani, e giuro è colpa sua e non mia che sono imbranato. E proprio per la consistenza vi consiglio di utilizzare poco prodotto alla volta e soprattutto mescolatelo prima di utilizzarlo, perché il sale tende a scendere un po'.
Un altra cosa che mi ha sorpreso di questo Scrub Illuminante è che, essendo definito come un body polish, mi aspettavo che creasse della schiuma, invece si emulsiona con l'acqua quando lo si va a massaggiare sul corpo, ma non diventa schiumoso.
A questo punto starete pensando che non mi sia piaciuto, e invece ho apprezzato tanto questo Body Polish Pearl Rose, intanto perché la componente salina crea una esfoliazione non aggressiva, ma resta efficace nel rendermi la pelle liscia, senza grattare, irritare o lasciarmi abrasioni. Ma il quid in più di questo prodotto è il fatto che contenga burro di karité, che va a nutrire la pelle, e acqua di rosa damascena, che è addolcente e lenitiva. 



Quindi dopo aver usato questo scrub Organic Shop la pelle risulta morbida e anche idratata, che non tira, che non pizzica. Effettivamente la pelle assume un aspetto migliore anche esteticamente, più  compatta e luminosa. La sua delicatezza mi consente di usarlo su tutto il corpo e non solo dove la pelle è più resistente o spessa.
Inoltre posso utilizzarlo anche due o tre volte la settimana.
Certo, seguo con l'applicazione della crema corpo, ma, per la mia pelle leggermente secca in alcune zone, non è una emergenza, dopo questo body polish. Non mi lascia però patine oleose, una volta che lo vado a rimuovere si sciacqua via facilmente.
Mi è piaciuto anche da utilizzare sui piedi, perché li lascia lisci e anche qui dà un primo strato di nutrimento. Quindi anche per i pigri che curano poco gli arti inferiori, e vogliono prodotti pratici.
Lo Scrub Illuminante alla Rosa di Organic Shop è candidatissimo ad un prossimo riacquisto.

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🗺 Estonia
⏳ 12 Mesi
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In verità ne ho già acquistato un altro in un'altra variante e se volete scoprire qual è, seguitemi sul mio nuovo profilo Instagram Pier Beauty Cues!

EC-Lab - Facial Tonic Anti-Age (Tonico Viso)




Per restare in tema di brand dell'est, in questo caso russi, un'azienda di cui sinceramente non ho sentito molto (direi per nulla!) parlare in giro è EC- Lab
Si tratta di una azienda che produce cosmetici con ingredienti naturali, e una vastità di referenze davvero incredibile. C'è solo un piccolo problema, ovvero che non ho capito bene il nome, perché in alcuni siti e social la stessa azienda è chiamata EO Laboratorie
Alla fine poco importa, quel che importa è che questo Tonico Anti-Age mi è piaciuto moltissimo
È un tonico composto dal 95% di ingredienti di origine naturale, arricchito con olio di jojoba, acqua di mare, acido ialuronico, estratto di gelsomino e caffeina, io l'ho trovato piacevolmente idratante, ma non pesante.
L'azienda lo indica come un prodotto che
"previene l'invecchiamento precoce della pelle, nutre e idrata, stimola i processi di rigenerazione della pelle, prolungandone la giovinezza."
È sicuramente ricco per essere un tonico, visti gli ingredienti, non è semplice come un idrolato ad esempio, ma è un vero primo step di idratazione per la pelle e su di me non unge e non appiccica. Allo stesso tempo non interferisce con gli altri step della routine. 



Credo sia perfetto per pelli da normali a secche, al massimo miste ma senza eccessive zone oleose. Io stesso un alcuni giorni d'estate lo utilizzavo magari al mattino come unico step idratante, quando era troppo umido e caldo per poter sopportare anche solo un siero. 
Il Facial Tonic Anti-Age EC-Lab ha un dispenser a scatto, ma l'ho sostituito con uno spray e secondo me rende questo tonico perfetto. La vaporizzazione secondo me aumenta la sensazione rinfrescante che dà alla cute ma che comunque non è eccessiva, non sarebbe fastidiosa nemmeno se fosse inverno. Ma soprattutto nebulizzandolo si crea una nuvoletta leggera caratterizzata da un profumo buonissimo, floreale, che si percepisce bene ma non infastidisce.
Fa bene alla mia pelle, fa bene al mio umore, e lo rivoglio presto. 
Sicuramente EC-Lab  o EO Laboratorie è un brand di cui voglio provare tanto altro.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, sito dell'azienda
💸 €4.90
🏋 200ml
🗺 Russia
⏳ 12 Mesi
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Maternatura Bagno Doccia rilassante alla lavanda



Un prodotto a cui non ho trovato un quid particolare è questo Bagno doccia alla lavanda di Maternatura. Quello che vedete in foto è una minitaglia, che avevo ricevuto come campione da un ordine, e credo che sia disponibile nel kit da viaggio in pochette. È un buon bagnoschiuma, ha una consistenza in gel fluido, e a spiccare è il profumo di lavanda, che in genere non apprezzerei, ma in questo caso è piacevole, distinguibile ma delicato, non mi è parso particolarmente persistente e forse me lo sarei aspettato un po' più intenso perché l'azienda punta su questo aspetto.
Proprio a riguardo MaterNatura dice
"Calendula, finocchio e echinacea idratano e proteggono. Lavanda, camomilla e valeriana vi immergono in un puro momento di piacere rilassante, avvolgente e morbido dalla dolce fragranza fiorita."



Una volta versato sulla spugna bagnata crea una bella schiuma soffice e non si smonta subito, quindi aiuta effettivamente la detersione del corpo. Basta davvero poco prodotto per avere una buona quantità di schiuma, anche per questo con una minitaglia mi son fatto una idea precisa.
Quello che mi manca è un effetto idratante leggermente più spiccato. Non che sia aggressivo al punto da seccare la pelle o da creare prurito, ma nemmeno una azione restitutiva, anzi questo bagno doccia Maternatura mi obbliga ad applicare la crema idratante come tantissimi altri prodotti in commercio. 


Quindi nonostante sia un prodotto che ho utilizzato senza alcuna reazione avversa, e che riutilizzerò perché ho un'altra minitaglia, non credo che acquisterò la full size, specie se pensate che si tratta di una confezione da 500ml, per cui è sicuramente durerà molto. Personalmente per acquistare un prodotto che può avere una lunga durata, voglio innamorarmene e trovarmici particolarmente bene, ma ciò non toglie che se avete una pelle normale, questo bagno doccia è adatto a voi.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, sito dell'azienda
💸 €10.90 (full size)
🏋 500ml
🗺 Italia
⏳ 9 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan Ok, Nickel Tested <0,0001%
💓⇒ 🌸🌸🌸

Officina naturae Dentifricio Naturale Limone

Avete letto la mia review dei prodotti corpo Officina Naturae?
No?
Male, perché sono stati una piccola scoperta. Ma anche i prodotti per l'igiene orale di questo brand non mi sono affatto dispiaciuti. Avevo testato il collutorio alla Menta (qui la review), ed ho voluto provare la linea la gusto limone iniziando dal dentifricio.
Si tratta di un prodotto in gel, abbastanza sodo, che non vi si spatascia sul lavandino prima di arrivare in bocca, e quando vado a spazzolare i denti produce una leggera schiuma.
Al suo interno Officina Naturae ha inserito diversi ingredienti rivolti proprio alla cura del cavo orale
"Arricchito con gli estratti biologici di:
• Rizoma di Tarassaco con azione antinfiammatorio.
• Fiori e foglie di Timo con azione balsamica.
• Foglie di Salvia con azione antisettica e balsamica.
• Foglie di Rosmarino con azione astringente e balsamica."
Quindi per quando riguarda l'efficacia e l'usabilità di questo dentifricio, non ho nulla da dire. Aiuta la pulizia dei denti però, nonostante la mia naturale sensibilità, non ho avvertito l'aggravarsi del problema, ma in generale non è un prodotto aggressivo. La stessa azienda dice 
"Grazie all'uso costante, l’estratto di Lichene Islandico e lo Zinco Citrato contribuiscono a prevenire la formazione, e all'eliminazione, della placca e del tartaro."
Essendo in gel non impasta la bocca, non crea alcun inconveniente che ci si può aspettare da un dentifricio.
Ma il quid che manca è il sapore.



Fatemi spiegare: il gusto di limone è piacevole ed ha, secondo me, la giusta dolcezza, non è stucchevole, o fastidioso da dovercisi abituare. Mi manca però la freschezza del sapore. E posso immaginare la scelta di Officina Naturae dietro questa "mancanza", ovvero distinguere il dentifricio al limone, accontentando anche chi magari non ama i sapori mentolati, dalla versione alla menta o all'anice che immagino siano più rinfrescanti. Però personalmente preferisco un sentore fresco, anche se il sapore principale non è alla menta.
Proprio per questo ho fatto un piccolo DIY per prova: sullo spazzolino ho messo una piccola parte di dentifricio al limone Officina Naturae e una punta di un classico dentifricio alla menta ed è stato perfetto. L'aroma del limone si percepiva ancora, ma la pasta dentifricia alla menta dava quella sferzata di freschezza che cerco.
Diciamo che potrei provarlo in altre varianti, magari appunto alla menta, ma se voi invece non amate i dentifrici freschi, questo può fare al caso vostro.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, sito dell'azienda
💸 €4.90
🏋 75ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan Ok, Nickel Tested <1PPM
💓⇒ 🌸🌸🌸🌱


Come sempre, quando dico che non voglio fare un post lungo, il risultato è questo. Al prossimo mese con i promossi e bocciati!





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