Nuove serie tv "classiche" che mi hanno convinto

Avere uno stile "classico", in un mondo che cerca sempre innovazione, non deve essere per forza un minus, specie se ci sono altre caratteristiche che funzionano. Ho terminato proprio due serie tv che vivono di questa dicotomia: sono uscite di recente, non presentano qualcosa di nuovo, non rivoluzionano il genere ma sono comunque promosse.


Se è martedì, è omicidio 
Prima stagione


Se siete fan di Only murders in the building e se vi piacciono produzioni recenti che ricordano i gialli di Agatha Christie come Il Club dei Delitti del Giovedì e il franchise Knives Out, Se è martedì, è omicidio può proprio piacervi.

È una produzione Hulu uscita su Disney + con cadenza settimanale dal 31 marzo di quest'anno, ed è ambientata a Lisbona. Un gruppo di persone molto diverse fra di loro si troverà in un viaggio organizzato che non inizierà nel migliore dei modi: Fernando (Pedro Casablanc, Quella notte), uno dei vacanzieri, verrà trovato morto nella sua stanza e la polizia lo archivierà come un decesso accidentale. Ma quattro dei partecipanti al viaggio non saranno convinti e si metteranno ad investigare. Fra loro ci sono Fabio (Álex García), affascinante ma dal passato misterioso, Daniel (Biel Montoro), un ragazzo con sindrome di Asperger, Alicia (Inma Cuesta) taciturna e un po' scontrosa, e Pura (Ana Wagener), casalinga agé appassionata di misteri. 
Così il gruppetto si metterà ad indagare, ma anche le loro vite non sono esenti da ombre.

Non posso dire troppo su Se è martedì, è omicidio perché vi toglierei parte del piacere della scoperta della storia. Vi posso dire che appunto le indagini di Daniel, Fabio, Alicia e Pura si innestano inevitabilmente con le loro vite e con le motivazioni che li hanno spinti a fare questo viaggio.

Da questo punto di vista secondo me la serie tv fa un buon lavoro: da un lato abbiamo dei personaggi riconoscibili sin da subito, a tratti anche stereotipati, ma che poi sanno rivelare pezzetti delle loro storie che spostano un po' l'ago della bilancia.
Per quanto invece riguarda l'intreccio narrativo, Se è martedì, è omicidio è un whodunit che sa essere classico e contemporaneo allo stesso tempo. Infatti come accennavo, intorno ad elementi distinguibili del genere (incluso anche questo alberghetto dall'aspetto retrò), ci sono elementi più moderni. Inoltre è un costante inseguirsi di momenti di tensione, battute più divertenti, e parentesi più drammatiche.

Ho apprezzato poi molto come Lisbona faccia da scenario alle vicende, facendoci conoscere un po' della sua storia e credo che dal punto di vista tecnico generale abbiano fatto un buon lavoro. I sette episodi di cui è composta hanno la giusta misura ed il giusto ritmo per non annoiare.

Non so bene quale critica possa muovere su Si es martes, es asesinato perché secondo me è una serie tv che si prende poco sul serio, che dichiara apertamente il suo derivatismo, e che nasce per intrattenere, far sorridere e non appesantire. Potrei dire che certe scene non sono del tutto credibili o realistiche ma secondo me sta proprio nel patto che la serie stessa fa col suo pubblico. Per il resto la sceneggiatura mi sembra solida e, vista la porta aperta lasciata dal finale, spero ci possa essere una seconda stagione che ancora deve essere confermata. 



Ripple - Increspature
Prima stagione

Sempre il 31 marzo, ma questa volta su Netflix è arrivata una serie tv che potrei definire toccante, commovente, e che basa tutto sui buoni sentimenti. 
La storia in questo caso è meno lineare di quanto si possa pensare: conosciamo infatti quattro newyorkesi, ognuno con una vita differente, ma in qualche modo destinati ad incontrarsi. C'è Nate (Ian Harding, Pretty Little Liars, Our Little Secret), gestore di un pub che sta attraversando la separazione dalla moglie e che improvvisamente scopre di essere malato; c'è Walter (Frankie Faison) il quale dovrà ricostruire la sua vita dopo la morte della moglie e che troverà conforto nella fede; poi conosciamo Kris (Julia Chan) che invece ha perso il lavoro come discografica, ma sa che è quella sua passione, e infatti quando incontrerà Aria (Sydney Agudong), ne riconoscerà il talento anche se lei si è completamente chiusa in se stessa.

Ripple mi ha ricordato diverse serie tv come ad esempio This is Us, Firefly Lane, Modern Love, e tutto quel filone di titoli in cui non c'è un solo protagonista ed una storyline che ha un inizio ed una fine, ma è un flusso di eventi, incontri, occasioni che spingono i personaggi e le loro vicende. 

È insomma una serie tv che vuol celebrare e raccontare le piccole e grandi sfide della quotidianità, quelle svolte ma anche quegli intoppi, quei pezzetti di vita che un po' tutti passiamo prima o poi, ma Ripple cerca di mostrarci quell'effetto farfalla che non sempre notiamo. Le vite dei protagonisti in qualche modo si toccano, si sfiorano, si incontrano anche prima che lo facciano più direttamente. 

Questa serie tv Netflix mi ha ricordato un po' le produzioni degli anni '90 e dei primi 2000, quando la narrazione non doveva per forza puntare ad una risoluzione definitiva per non farsi sfuggire l'attenzione dello spettatore come capita adesso. In Ripple c'è un fluire di eventi più naturale, ed essendo cambiato molto il nostro approccio a film e serie tv, mi è sembrata una serie tv più classica.

Anche qui comunque ho qualche avvertimento da lasciarvi qualora non abbiate ancora visto la serie. Ad esempio sono certo che a qualcuno possa proprio non piacere questo approccio, preferendo un percorso narrativo più netto. C'è chi magari potrebbe trovarla troppo melodrammatica o stucchevole proprio perché gioca molto su questa giostra di sentimenti che si susseguono. A me personalmente ha forse lasciato perplesso più che altro come alcune dinamiche risultino un po' forzate: nell'ottica di far quadrare tutto, di coinvolgere tutti i personaggi, mi sembra che quel gioco di causa-effetto, o comunque di destino e libero arbitrio, venga a volte un po' piegato.

Ripple poi non è adatta sia per chi cerca qualcosa dal ritmo più concitato, ma soprattutto se in qualche modo state vivendo direttamente le tematiche della serie. È vero che ci sono dei momenti di conforto, dolcezza e tenerezza, ma spesso temi come la malattia e la morte vengono raccontati e mostrati e possono essere triggeranti. 

A parte questo però, che comunque credo faccia parte dello stile della serie tv stessa, Ripple è stata piacevole da seguire, scorre bene e anche in questo caso il rapporto durata ed episodi è perfettamente in linea con i contenuti.



Maschere Notte in Tessuto di Garnier, la mia recensione 💙🌃

Non so bene come mai, fra le mie scorte avessi diverse Maschere Notte in Tessuto Hydra Bomb di Garnier. Immagino che le volessi raccogliere per testarle dimenticando di averle sistematicamente, ma adesso è arrivato il loro turno. 


INFO BOX
🔎  Grande Distribuzione, Amazon
💸  €1.89
🏋  28g
🗺  Cina
⏳  Monouso
🔬 //

Sono definite dalla stessa Garnier come maschere viso ultra idratanti e protettive e rivolte a pelle stanca e sensibile, magari sciupata dopo un giorno sotto al trucco. Faccio prima una piccola premessa: queste maschere che avevo fra le mie scorte presentano INCI in parte differenti, ed anche se io mi voglio concentrare su quello che credo sia il più recente, non ho trovato differenze nell'uso 

La Maschera Notte in tessuto Hydra Bomb è arricchita con acido ialuronico, glicerina, sorbitolo, mannosio e acqua di mare che si uniscono per renderla un trattamento particolarmente umettante. Ho notato poi l'estratto di radice di liquirizia che ha un potere lenitivo e ho apprezzato la presenza di olio di semi di passiflora che sostituisce l'acqua di fiordaliso in questa riformulazione. Non trasforma la maschera in un prodotto particolarmente nutriente, perché compare piuttosto in basso nell’INCI, ma da comfort alla pelle.

Ad avermi colpito in queste Hydra Bomba Garnier è anche la presenza di acido citrico molto in alto nella composizione. Un po' usandole, un po' guardando appunto alla lista nel suo insieme, io non credo che sia stato inserito per dare una esfoliazione vera e propria tipo peeling, ma più che altro per un effetto leggermente levigante e risvegliante della cute.

La Maschera Notte in Tessuto potrebbe far pensare a quelle in hydrogel da tenere in posa molte ore, ma in realtà è pensata da usare appunto la sera ed ha una posa di soli 15 minuti come tutte le Hydra Bomb Garnier. Io sforo sempre i tempi perché mi piace lasciarla agire a lungo essendo molto ricca di siero. Il materiale di queste maschere mi è sembrato un po' spesso ma non crea alcun problema di adesione al viso e su di me si applica facilmente senza cascare.

Non l'ho trovata inoltre particolarmente fresca, ma la cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è che mi aspettavo un profumo di lavanda più netto e aromaterapico, anche perché contiene l'olio essenziale, ed invece ha un odore secondo me delicato e neutro.

Al netto di tutti questi dettagli tecnici l'effetto di queste maschere notte Garnier mi è piaciuto moltissimo: le ho trovate in primis particolarmente idratanti, tanto che aggiungerci altri prodotti dopo mi è sembrato superfluo. Io tendo sempre ad applicare qualche altro siero dopo averle usate ma solo perché mi piace aggiungere i miei attivi abituali.

Inoltre mi è piaciuto come questa Hydra Bomb ha reso il viso sia da un punto di vista estetico, grazie alla sua azione lenitiva che ha contribuito a dare un aspetto più omogeneo e luminoso, sia da un punto di vista della consistenza perché appariva più distesa e più compatta.

Una volta rimossa la maschera, la mia pelle ha bisogno di un paio di minuti per assorbire tutto il siero, ma il viso non resta pesante o appiccicoso.
Garnier comunque parla anche di benefici al mattino e quello che posso dirvi è che sicuramente mi risveglio con una pelle in buono stato, sana idratata, non unta ed elastica quindi non so cosa si possa volere di più. Se le trovo nei miei vari giri di shopping online o offline, le riacquisto con piacere.


Voi avete provato questa tipologia di Hydra Bomb Garnier?


Il finale di Lidia Poët e il dubbio futuro di Running Point. Conferme, ritorni e addii su Netflix!

Faccio un salto al mese passato da poco perché ad Aprile sono tornate su Netflix due serie tv che stavo già seguendo e che mi erano piaciute. Una si è conclusa definitivamente con quest'ultima stagione, l'altra invece potrebbe proseguire in modo antologico. Non tutto come sempre mi ha convinto, ed anzi diverse cose potevano andare meglio.


La legge di Lidia Poët
Terza stagione

Il 15 aprile è arrivata in streaming la terza e purtroppo ultima stagione de La legge di Lidia Poët, che si chiude con un capitolo maturo ma che forse poteva avere maggiore sviluppo.

Abbiamo conosciuto l'avvocata, interpretata da Matilda De Angelis, in tutte le sue sfaccettature: dalle difficoltà professionali nell'essere accettata nell'Ordine degli avvocati, passando per la sua burrascosa vita sentimentale. La combattiva Lidia è infatti sempre più vicina a Pierluigi Fourneau (Gianmarco SaurinoMaschile PluraleCall My Agent - Italia 3), che nel frattempo è diventato procuratore di Corte d'Assise, ma la situazione resta tutt'altro che stabile.

Jacopo (Eduardo Scarpetta, Storia della mia famiglia), torna infatti a Torino con una novità che in fondo non lascerà indifferente Lidia, mentre una vecchia conoscenza riemerge dal passato. Infatti la sua amica Grazia Fontana (Liliana Bottone), che in passato aveva aiutato Lidia a studiare, le chiede ospitalità per un paio di giorni, però il suo comportamento diventa presto sempre più ambiguo, fino a una svolta tragica che porterà il caso in tribunale.

Nel frattempo Lidia continua a seguire le indagini di altri crimini, cercando come sempre il supporto del fratello Enrico (Pier Luigi Pasino), il quale è diventato deputato e quindi ha un ruolo da rispettare.

Non ci sono insomma grandi novità in questa terza stagione de La Legge di Lidia Poët, che continua con la stessa struttura rodata, in cui linee narrative verticali ed orizzontali si innestano e si intrecciano costantemente. Come vi dicevo anche per la seconda stagione, ovviamente i casi che Lidia segue e cerca di risolvere non sono tutti interessanti allo stesso livello, ma non viene mai meno il patto che la serie ha fatto col pubblico, ovvero quello di intrattenere con un buon ritmo costante.

C'è sicuramente un cambio di tono rispetto al passato: forse proprio per mostrare una certa maturità e una crescita della protagonista, viene meno quell'accento più divertente, a volte sfacciato, che avevamo visto nei precedenti episodi. Si punta invece ad una maggiore serietà ed il focus è tutto sul peso dei ruoli.

Proprio quegli avanzamenti di carriera che vi accennavo sopra, hanno spinto i personaggi ad assumere posizioni che vanno a complicare la loro posizione. In questo senso Enrico ne è un esempio calzante: vorrebbe aiutare la sorella, crede nelle sue capacità, ma non può fare a meno anche di pensare alla sua carriera politica e al suo posto nella società.

Così La legge di Lidia Poët 3 diventa la stagione più smaccatamente femminista, quella in cui non ci si nasconde più dietro qualche battuta ma i protagonisti puntano direttamente il dito al patriarcato, specie quello delle istituzioni, guardando soprattutto ad oggi.

È quindi una terza stagione che funziona bene come le precedenti (se vi erano piaciute), che non si chiude con i fuochi d'artificio ma sa anche trovare qualche momento più emozionante e ben creato. Penso ad esempio a questa occhiata sul futuro di Lidia che nasconde molta tenerezza.

Hanno anche saputo migliorare quegli aspetti tecnici che proprio non sopportavo, come i dialoghi sempre bisbigliati, ma qualcosa poteva andare meglio.

Sono infatti troppe le parentesi legate al passato di Lidia che secondo me potevano essere sfruttate, ad esempio, per aggiungere un paio di episodi extra a questa ultima stagione. Mi riferisco in particolare al suo rapporto col padre e al periodo degli studi.
In generale pensavo che una quarta stagione poteva essere fattibile, ma è sempre meglio sapere quando fermarsi e La legge di Lidia Poët ha trovato il momento più giusto: quello di maggior successo.



Running Point 
Seconda stagione

Sarò più breve per quanto riguarda la seconda stagione di Running Point, arrivata su Netflix il 23 Aprile e che in fondo non si discosta troppo dalla prima dell'anno scorso

Isla Gordon (Kate Hudson) sta via via consolidando il suo ruolo da presidente dei Los Angeles Waves, ma il ritorno anticipato dalla riabilitazione di suo fratello Cam (Justin Theroux, Il diavolo veste Prada 2) mina la sua posizione. Inizia infatti una guerra sotterranea che lentamente scombussolerà un po' di cose. 
Non mancano poi i problemi più direttamente legati alla squadra, fra la situazione finanziaria sempre barcollante, e l'arrivo di un nuovo allenatore, Norm Stinson (Ray Romano, No Good Deed), che entrerà subito in scontro con i giocatori.

Sul piano personale però le cose non vanno meglio per Isla che si troverà ad affrontare sia alcuni scontri con sua migliore amica e collaboratrice Ali (Brenda Song, The Last Showgirl), che con il suo fidanzato Lev (Max Greenfield, A Man on the Inside).

Al netto di questi nuovi sviluppi narrativi, comunque le dinamiche di Running Point 2 non sono appunto così diverse. Ovviamente ci sono anche piccole evoluzioni nei personaggi: Isla ad esempio non ha più le perplessità di prima ma si muove in modo più strategico e convinto per il bene del suo business. Poi ci sono personaggi nuovi, come quello di Ray Romano che contribuiscono a creare ulteriori snodi più o meno divertenti. Così i 10 episodi, come per la prima stagione, si guardano in fretta, fanno sorridere dove serve e tengono compagnia.

Running Point infatti è una commedia che ha quasi l'aspetto di una sitcom, perché è svelta, ha dei dialoghi brillanti che guardano a vicende e personaggi contemporanei, e le storyline sono spesso verticali, concludendosi nell'arco di un episodio. Il prezzo di questo intrattenimento leggero è che è tutto molto veloce, così anche quelle parti più importanti, come ad esempio il rapporto fra Isla e Lev, vengono risolte quasi come se non avessero lo spessore che ci si aspetta.


Anche l'approccio narrativo, che prevede la tensione, lo scontro e la riappacificazione, è rimasto invariato, e questo può essere un pro da una parte, ma un contro nel lungo periodo. Un altro aspetto che può magari fare storcere il naso a qualcuno è che in questa seconda stagione si vede ancora meno basket e più dinamiche da ufficio, anche se per me non è stato un grosso problema.

Quindi da un lato se cercate una serie tv che non impegni e che sia quasi rassicurante nella sua semplicità, allora Running Point merita anche in questa seconda stagione; se invece cercavate qualcosa di un po' più originale, un po' più approfondito allora non farà per voi nemmeno questa volta.
Leggevo che anche Running Point 2, un po' come Beef, ha subito un calo importante delle view senza però particolari motivi, come ad esempio una lunga attesa per la nuova stagione. Questa notizia fa riflettere sul futuro della serie ma non ci sono ancora conferme su rinnovi o cancellazioni, quindi in caso vi aggiornerò.

I primi terminati di Maggio e novità da provare!

È tornato quel momento del mese in cui vi faccio rovistare fra i prodotti viso, corpo e capelli che utilizzo quotidianamente o quasi e che posso tranquillamente inserire fra i promossi del periodo.
Come sempre spero di farvi scoprire qualcosa di interessante anche perché c'è una bella novità.



INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, Grande Distribuzione      
💸 €3.59
🏋 200 ml
🗺 Italia
⏳ //
🔬 //

Inizio proprio da una novità che mi ha incuriosito e che sta facendo un po' il giro del web, ovvero i bagnodoccia di Borotalco. L'azienda ha lanciato diversi prodotti per la detersione del corpo, fra cui sei diverse fragranze per i bagnodoccia in gel e tre profumazioni per quelle in Gel Mousse. Io ho voluto dare una chance a quest'ultime perché mi intrigavano e mi sembravano diverse dalle solite mousse doccia gel in mousse cremosa, che io ho scelto nella profumazione Borotalco classica.

Si tratta di un bagnodoccia particolare nella sua semplicità: intanto nell'INCI non si notano attivi ricercati, abbiamo giusto umettanti come il sorbitolo e il gliceril oleato che funge da emolliente. Però questo Gel in Mousse Borotalco ha una consistenza trasformista che è un gel appena prelevato, ma a contatto con l'aria diventa subito una schiuma densa e cremosa. Per capirci somiglia ad una schiuma da barba, voluminosa e soffice che va stesa su pelle umida ed perfetta da usare sia con la spugna che con le mie amate spazzoline in silicone per il corpo. 


Questo Gel in Mousse Borotalco mi è piaciuto moltissimo e sono tentato di acquistarne altri fintanto che sono in offerta. Parto col dire che la schiuma che crea è davvero morbida, avvolgente, coccolosa, ma non viene meno il suo scopo perché deterge bene il corpo e si riesce ad avere una pulizia più che sufficiente. Mi è sembrato che questa mousse Abbraccio di Borotalco non vada ad irritare o seccare la pelle, ma la renda molto liscia, idratata, morbida ed elastica, e non unge né lascia residui. Si sciacqua infatti molto bene e poi si può applicare la crema corpo senza problemi se se ne sente la necessità.

Ma parliamo un po' dell'aspetto che più vi interessa immagino, ovvero la profumazione. Io ho scelto Profumo di Borotalco che come immaginavo ha proprio l'aroma tipico del brand, che è una fragranza talcata ma con note più floreali che danno un tocco più arioso. In questo Gel in Mousse Cremosa si sente bene la fragranza e resta sulla pelle una profumazione leggera e pulita.
Come vi anticipavo sono curioso di provare le altre versioni. 



WeightWorld Collagene Marino Advanced


INFO BOX
🔎 Amazon, Sito dell'azienda
💸 €15
🏋 120 capsule
🗺  Gran Bretagna
⏳  scadenza sulla confezione
🔬 //

Un paio di mesi fa vi avevo parlato di un integratore di Collagene di WeightWorld che mi era piaciuto nonostante mi avesse dato alcuni problemi in prima battuta. Non ho invece avuto alcun intoppo con questa versione "Advanced" che è molto simile.

È in realtà il terzo prodotto al collagene dell'azienda che provo, e specifico subito che questi prodotti non mi sono stati inviati se lo state pensando, ma avevo approfittato di una promozione che ritorna spesso sul sito Weightworld ed avevo preso diversi dei loro integratori. Il loro Marine Collagen Advanced contiene sempre 1200mg di peptidi di collagene marino idrolizzato di tipo I e III, in una forma più biodisponibile per l'organismo, a cui è stato aggiunto anche acido ialuronico, vitamina C e coenzima Q10 antiossidante. 

Anche questo integratore WeightWorld va assunto un'ora dopo cena ed è necessario prendere tre capsule per raggiungere le dosi consigliate.


Potrei insomma farvi una recensione in carta carbone perché la mia esperienza è simile a quella avuta con l'altro prodotto al collagene, ma senza in questo caso, alcuna reazione negativa.
Le capsule sono infatti sempre facili da deglutire e soprattutto non hanno alcun retrogusto, ma cosa più importante, non mi hanno dato alcun problema all'intestino fin da subito. Così sono riuscito ad assumerlo con costanza tutte le sere e l'ho trovato un prodotto valido.

Questo integratore Collagene Marino Advanced entra a pieno titolo fra quei supplementi che ho apprezzato proprio perché contribuisce a dare a tutto l'organismo diversi benefici. La pelle è un po' più morbida e idratata, le unghie più dure, e le articolazioni più fluide e sciolte, e quindi è un supporto generale anche a quelle che sono le mie routine di cura di viso e corpo. Credo che anche i capelli ne beneficino. 
Ovviamente non è un miracolo ma è un extra che associo ad una alimentazione varia e al movimento fisico, oltre che ad altri prodotti ed integratori.
Ho terminato questo integratore Weightworld da una settimana circa e al momento sono in pausa, sto valutando altri prodotti simili solo per evitare l'assunzione serale che è forse l'unico neo di questi integratori per le mie abitudini.




Alverde Schiuma Fissante Per Capelli 
Tenuta Forte



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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.29
🏋 150ml
🗺 Germania
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 Natrue

Un paio di anni fa (il tempo vola me ne rendo conto) vi avevo parlato di due prodotti per lo styling dei capelli di Alverde che avevo apprezzato e se non erro uno l'avevo anche ricomprato. Sempre della stessa linea c'è una terza referenza che fa parte della mia routine da diverso tempo e che ho apprezzato, ovvero questa Mousse Fissante per capelli.

Si tratta a tutti gli effetti di una versione ecobiologica delle schiume che troviamo in commercio, che è sempre arricchita anche con sostanze idratanti come glicerina, estratto di mela e di fiori di loto, oltre a quello di riso viola che immagino sia aggiunto più che altro per ammorbidire e illuminare il capello.

Alverde non dà molte indicazioni d'uso su questa schiuma, ma solo di shakerarla ed erogarne in base alla lunghezza dei capelli e procedere con lo styling. Io l'ho utilizzata esclusivamente su capello umido per avere definizione prima di procedere all'asciugatura, e mi è piaciuta.


La Schiuma Fissante non è corposa come le mousse che troviamo in commercio, anche perché non è sottopressione ma ha una consistenza comunque piacevole, che non si smonta subito ed è facile da distribuire in maniera omogenea. Inoltre ha una profumazione delicata, che non guasta.

Questa mousse Alverde ha una buona performance sui miei capelli perché mi aiuta a definire lo styling, ad avere dei capelli più in ordine una volta che li asciugo, ma senza appiccicarli, indurirli o in generale appesantirli. Io più che una tenuta forte la descriverei come una tenuta elastica, perché va a definire la piega che facciamo ma in modo comunque naturale. Inoltre non è di quelle schiume capelli che lasciano magari residui o quella anti estetica polverina bianca.

Nel lungo periodo inoltre questa schiuma Alverde non va a seccarmi i capelli né in generale ho notato effetti negativi. L'unica cosa che posso sottolineare è che secondo me è appunto adatta se cercate un prodotto per uno styling più morbido, magari capelli ricci e mossi.





INFO BOX
🔎 Amazon, Grande Distribuzione      
💸 €5.69
🏋 400 ml
🗺 Francia 
⏳ 6 Mesi
🔬 //


Credo di essere fra i pochi che ancora non aveva provato i prodotti Mixa, ma questa crema Ceramide Protect è con me da prima dell'inverno perché pensavo potesse essere un prodotto ideale proprio quando la mia pelle era più secca.

La Ceramide Protect di Mixa è una crema multifunzione per corpo, viso e mani arricchita con una miscela al 10% di glicerina, squalane e ceramidi. Volendo essere un po' più tecnici, nell'INCI non trovate le ceramidi tradizionali, ma altre sostanze come la idrossi palmitoil sfinganina, che fa parte della stessa famiglia ed ha comunque l'effetto di mantenere una barriera cutanea sana. A questi ingredienti si aggiungono ad esempio il burro di karité per nutrire e il tocoferolo come antiossidante.

Mixa non ha aggiunto profumi o fragranze per rendere la crema più adatta a pelli sensibili, reattive e in generale non disturbare se la applichiamo sul viso. 
La Ceramide Protect è una crema abbastanza corposa, infatti è in barattolo, ma che non risulta pastosa né ho notato una particolare scia bianca quando la applico. Su di me ad esempio si assorbe nel giro di un minuto senza lasciare patine untuose o appiccicose. 


Come dicevo ho usato la Crema Idratante Rinforzante di Mixa durante l'inverno soprattutto sulla pelle del corpo, ma occasionalmente anche su alcuni punti del viso più secchi come il contorno labbra. Ho scoperto che si tratta di un prodotto neutro che davvero idrata, nutre e ripara la cute, lasciandola più morbida liscia e sana. Mi sono ritrovato ad esempio con un'area più ruvida, come una sorta di dermatite secca, che questa crema Mixa ha tenuto sotto controllo anche solo in poche applicazioni. 

Ammetto però che nella performance generale mi aspettavo qualcosa di più: io ad esempio, a parte quella piccola zona a cui facevo riferimento, non ho una pelle così secca e screpolata, perché appunto me ne prendo sempre cura. Eppure la Ceramide Protect Mixa non mi è sembrata troppo nutriente tanto da doverla centellinare per non rischiare di esagerare. Capisco che essendo un prodotto multiuso, è stata pensata per non ungere o appesantire, ma mi è venuto il dubbio che potesse andare bene per una cute davvero molto secca, screpolata e disidratata. Visto il rapporto qualità-quantità-prezzo, questa crema rinforzante Mixa è più che promossa e sono curioso di provare altri prodotti dell'azienda.





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Il Diavolo Veste Prada 2: quando i sequel hanno un senso

Se le seconde stagioni possono essere una mannaia per le serie tv, i sequel sono una ghigliottina per i film. E più sono attesi, più è complesso soddisfare un pubblico ampio. Anzi siamo ormai un po' tutti stanchi di remake e  rifacimenti deludenti.

Così Il diavolo veste Prada 2, arrivato a distanza di 20 anni dal primo capitolo, non aveva un compito facile. 



Titolo originale: The Devil Wears Prada 2
Genere: commedia, drammatico
Durata: 111 minuti
Regia: David Frankel
Uscita in Italia: 29 Aprile 2026 (Cinema)
Paese di produzione: USA


È cambiata infatti completamente la società, ed è cambiato anche il nostro approccio a come vediamo il cinema, a quello che pretendiamo dallo schermo, e siamo semplicemente cresciuti. 

Il primo capitolo de Il diavolo veste Prada è cresciuto insieme a noi, e nel corso di questi anni è diventato un cult: lo abbiamo visto e rivisto nelle migliaia di repliche che danno in televisione, ne abbiamo imparato le battute ed è diventato un comfort movie che guardiamo anche solo a spezzoni quando passa in TV.  Nel tempo lo abbiamo anche rimaneggiato concettualmente, guardando con occhi diversi i suoi protagonisti e capendo chi era davvero il villain della storia.

Venti anni dopo sono cambiate molte cose e rappresentarle nell'immaginario che il film di David Frankel aveva creato, senza fare danni ai fragili cuori di fan più accaniti, non era un lavoro semplice. Eppure Il Diavolo Veste Prada 2 è esattamente ciò che mi aspettavo.

Nel 2006 abbiamo conosciuto la fiaba di una giovanissima Andrea Sachs (Anne HathawayThe Idea of YouMothers' Instinct) che, attraverso diverse peripezie, riuscirà a sbocciare e a capire cosa vuole davvero dalla sua vita grazie anche al tossico ed esclusivista (diciamolo) mondo della moda e del fashion, ma adesso è cresciuta. Andy è diventata infatti una stimata giornalista che si occupa anche di temi complessi ma che, come molti, si ritroverà improvvisamente senza lavoro. Un'occasione però le si palesa subito all'orizzonte: tornare a lavorare a Runway. Un throwback che non si lascerà sfuggire, anche se molte cose sono cambiate in quell'universo che una volta la spaventava.

Infatti la redazione del magazine di moda non è più la stessa, a partire dalla direttrice Miranda Priestly (Meryl StreepDon't Look UpOnly Murders In The Building), la lady di ferro che un tempo terrorizzava tutti più della strega dell'Est, e che adesso sembra più arrugginita, censurata persino dalle risorse umane. È vero che al suo fianco c'è sempre il fidato Nigel (Stanley TucciFountain of Youth - L'eterna giovinezza), ma l'editoria, specie quella cartacea, è in crisi, sotto il peso dei social media, fra algoritmi e metriche, che hanno imposto altri metodi di comunicazione e possono creare una crisi reputazionale nel giro di poco. 

È proprio in questo ambito che Andy troverà la sua strada, ancora una volta a Runway cercando di migliorarne l'andazzo e le sorti, adesso che sono soprattutto gli sponsor e i manager quelli che tengono le redini. 

La stessa Emily Charlton (Emily Blunt, Oppenheimer, The English) da ex assistente bistrattata di Miranda, ha fatto strada ed è diventata brand manager per Dior, uno degli sponsor della rivista.

Non sarà facile salvare Runway e, di conseguenza anche la sua direttrice, perché il 2026 non è più il 2006 e le dinamiche di potere adesso non vedono più in cima chi detiene talento, capacità imprenditoriali, visioni valoriali e tenacia nell'inseguire una posizione, ma solo chi ha una maggiore disponibilità economica da poter decidere il destino degli altri.

Il diavolo veste Prada 2 fa quello che forse tutti i sequel dovrebbero fare: non tenta infatti di riproporre ad ogni costo gli sfarzi del primo capitolo, ma ce ne dà uno sviluppo naturale, contemporaneo, leggero ma anche amaro che si rivolge soprattutto ai fan del primo film.

Già in realtà si sono scatenate critiche su vari aspetti di questo sequel che secondo me spostano un po' il focus che la storia aveva sin dal principio.
Il primo film, seppur con qualche sottotesto più complesso che magari abbiamo notato dopo anni di visione con un'ottica più disincantata, era pur sempre una commedia leggera sullo sfavillio del mondo della moda. The Devil Wears Prada, anche stilisticamente, non cercava infatti di ribaltare un genere cinematografico con particolari innovazioni, ma era più la storia di un brutto anatroccolo che finalmente prendeva consapevolezza di sé. Funzionava molto bene però sia nella caratterizzazione dei personaggi e soprattutto nelle battute che sono diventate delle catchphrase memabili, ed anche per alcune scelte creative.


Il vero tentativo de Il Diavolo Veste Prada 2 è, secondo me, quello di omaggiare il primo capitolo attraverso piccoli e grandi easter egg dei momenti più iconici, capaci di far gongolare chi ha amato questa pellicola, e credo ci siano riusciti molto bene. Non c'è nemmeno qui il tentativo di stravolgere, innovare, cambiare le sorti o creare grandi archi evolutivi dei personaggi, ma molti aspetti, anche le tracce musicali o sequenze di montaggio ad esempio, cercano di riportarci al mood che il primo film settava.

L'unica differenza più palese è che forse adesso gli aspetti più "drammatici" non vengono nascosti troppo proprio perché viviamo in una realtà più complessa che non ci permette più di mettere la testa sotto la sabbia. Siamo nell’epoca delle grandi corporazioni e dei “tech bro”, e anche Il Diavolo Veste Prada non può che mostrarcelo, inserendo un sottile messaggio femminista. Nonostante infatti Andy, Miranda e anche Emily siano donne al comando e talentuose, devono comunque confrontarsi con gli uomini che sono al potere e possono decidere le loro sorti. In questo senso il film ci mostra proprio dei personaggi forse macchiettistici, interpretati da B. J. Novak e Justin Theroux (Running Point, Beetlejuice Beetlejuice), ma che rendono bene l'idea di chi (purtroppo) è in cima. 

Allo stesso modo però è bello come il film ci mostri come queste protagoniste, che in un modo o nell'altro finiscono per scontrarsi, sappiano riconoscere il valore e le fragilità l'una dell'altra e supportarsi anche dopo la burrasca.

Queste nuove sfumature però non sottraggono godibilità al film, che resta una sfavillante mostra di glamour, ironia, divertimento, e che scorre bene durante la visione. Quelle microfrizioni che si creano servono a generare delle dinamiche ma non tolgono quella sensazione di rassicurante familiarità che ci dava il primo film.
È stata poi un'occasione per far tornare in sala anche persone che, a giudicare dai commenti che sentivo, probabilmente non mettevano piede al cinema dal dì che fu, quindi è una operazione riuscita.

Il diavolo veste Prada 2 funge bene come una reunion un po' nostalgica che molti fan chiedevano da tempo, e che secondo me ci mostra un coerente proseguimento alle vicende dei protagonisti. Non mancano poi i cameo più o meno illustri ad infoltire un cast già affiatato ed efficace.

Le critiche che mi sento di muovere quindi non riguardano tanto la solidità della sceneggiatura, perché è vero che alcuni snodi non sono estremamente realistici, ma non lo era nemmeno il fatto che la scialba Andy venisse assunta in una rivista di moda. 

A me ad esempio è sembrato che la parte centrale del film fosse un po' troppo lunga, più per seguire lo standard del minutaggio cinematografico attuale che per reale necessità di narrazione. Una asciugatura avrebbe dato più mordente e reso il tutto più frizzante. Tra l'altro, in queste due ore piene mancano secondo me alcune prospettive che potevano avere maggiore sviluppo. La vita sentimentale di Andy ad esempio sembra giusto buttata lì a caso per darci un riscatto rispetto a Nate e darci la possibilità di vedere una relazione più matura per la protagonista. Se il nuovo marito di Miranda, Stuart (interpretato da Kenneth BranaghAssassinio a Venezia) sembra una spalla perfetta per la direttrice, Peter (Patrick Brammall) non dà molto ad Andrea anche perché trova poco spazio. Ma c'è anche da dire che lo stesso Nate, a parte lamentarsi, non faceva troppo. 

Un altro aspetto, sicuramente secondario ma non troppo visto il contesto, è che alcuni abiti mi sono sembrati più che altro costumi di scena e non veri e propri indumenti che una persona indosserebbe anche in un contesto glamour. Non ho invece lamentele da fare sulla color grading e in generale sulle luci, perché in sala, almeno nel mio cinema, non mi è sembrato un film esteticamente slavato come leggevo sui social.

Chi si aspetta quindi un capolavoro secondo me non solo non sarà soddisfatto ma dovrebbe rivedere il primo film con un occhio più critico e meno sentimentale.
Per il resto Il Diavolo Veste Prada 2 è un film onesto e forse con una consapevolezza maggiore e se diventerà un altro cult, sarà il tempo a dirlo. 



Scopriamo la nuova Collagen Booster Lotion, la Lozione Anti-Age Mary&May 💜

Oltre alle Spicule PDRN Cream, Mary&May ha lanciato di recente anche un altro prodotto che ho avuto modo di conoscere per diverse settimane. È la Collagen Booster Lotion, una lozione viso che ha più di qualche aspetto interessante.


INFO BOX
🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL)
💸 €14
🏋 120ml
🗺 Corea
⏳ 12 Mesi/scadenza sulla confezione
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Mary&May la presenta come un prodotto "multifunzione" che appunto può essere usato con le stesse creme con spicule che l'azienda ha creato per potenziarne l'effetto.
Questa lozione vorrebbe appunto idratare la pelle, rendendola più elastica, agire sui segni del tempo, ma avere anche un effetti lenitivo e rimpolpante.
Tutte queste promesse non possono che essere supportate da una formulazione strutturata che a guardarla forse fa un po' girare la testa ma che in realtà è semplice da leggere.

Alla base della Collagen Booster Lotion Mary&May abbiamo infatti una ricca serie di umettanti come la glicerina che trova supporto in ben 8 forme di acido ialuronico con diversi pesi molecolari, e da quattro forme di collagene. Già così questa lozione viso garantisce una idratazione persistente e multilivello, che va anche a distendere quei segni dati proprio dalla secchezza che fa apparire la pelle meno tonica e a volte un po' grinzosa. 

Dall'altra parte, Mary&May ha voluto aggiungere una quota emolliente senza però rendere la composizione pesante o troppo ricca: così troviamo ad esempio acidi grassi e lipidi come squalane, fitosteroli ed esteri di jojoba per aiutare la barriera cutanea. Non può mancare ovviamente la niacinamide che si fa notare subito nei primi posti dell'INCI. 

Questi ingredienti trovano comunque un sostegno trasversale dalla miscela di attivi lenitivi come allantoina, centella e alcuni suoi derivati e arginina. Infine, quell'azione antiage che la Collagen Booster Lotion promette è data da PDRN, o sodio DNA, che però è estratto dal riso, l'argirelina e dall'adenosina. 
Ho notato poi un paio di estratti naturali, ovvero menta e lavanda, ma io proprio non riesco a percepirne l'odore nel prodotto. 
La Collagen Booster Lotion Mary&May è infatti una crema-gel soda che secondo me non ha alcun odore, però quando la sia va ad applicare sul viso ha in effetti un tocco piacevolmente fresco che contribuisce a quella sensazione di pelle lenita.

Sono comunque molto poche le indicazioni d'uso che l'azienda ci dà, ad eccezione del fatto di applicarla sul viso e di poter usare questa lozione in sinergia con la Spicule Collagen PDRN Cream con cui condivide alcuni attivi e funzionalità. Io ho usato questa lozione come se fosse una crema viso, quindi dopo i sieri acquosi e prima della protezione solare e del make-up, al momento principalmente di giorno, perché di sera preferisco qualcosa di più corposo. Ovviamente non ha limiti particolari e la si può applicare quando e come si preferisce.

A me comunque questa Lotion PDRN Mary&May è piaciuto subito molto perché si applica molto facilmente, come dicevo dà una sensazione rinfrescante e al tatto rende la pelle più setosa e morbida. Su di me si assorbe bene nel giro di un paio di minuti e tutto sommato si stratifica bene con un po' tutti i prodotti con cui l'ho stratificata, ma mi è capitato a volte di notare un po' di pilling una volta che applico SPF e poi il make-up. Credo che il problema sia nel cercare di sovrapporre o comunque di far trattenere da questa lozione troppi strati di prodotto. Quindi secondo me è più adatta se avete una routine più semplice: un siero, questa lozione, la protezione solare ed eventualmente il trucco.

A parte questo ho solo cose positive da raccontare di questa Collagen Booster Lotion perché funziona davvero nell'idratare la pelle bene e mantenere questo comfort per tutto il giorno ma senza ungere o appesantire. Secondo me è adatta a cuti da normali a miste e in generale proprio a chiunque non ami i prodotti troppo spessi. Inoltre sento che rende il viso più elastico e tonico quindi è uno step che ho avuto sempre molto piacere ad utilizzare. Immagino usare un prodotto del genere anche da una pelle che ha superato i 25 anni, non è ancora pronta ad un antiage più intensivo, ma vuole prevenire segni del tempo e mantenere quella naturale freschezza.

Questa volta Mary&May non ha pensato (almeno al momento) ad una minisize però secondo me questo formato generoso può essere secondo me comodo da portarsi dietro come all over, quindi incluso il corpo, quando non abbiamo molto spazio nel beauty.


Conoscevate questa novità?



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Film e Serie tv di Aprile, il meglio ed il peggio secondo me

È stato un aprile ricco sia di film che di serie tv che ho finalmente terminato, e come sempre ho avuto preferenze o sfavoriti, inclusa qualche delusione.

Inizio con i TOP visto che ad inizio mese vi ho parlato di una serie tv che mi è piaciuta molto ovvero Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette.

Arrivata su Disney+ fra febbraio e marzo, Love Story non è rivoluzionaria nel suo genere, ma funziona perfettamente grazie a buone interpretazioni e una messa in scena convincente. Non mancano poi le emozioni che passano attraverso una impostazione non eccessivamente melodrammatica. La storia vera di John Fitzgerald Kenney Jr. e Carolyn Bessette è una fiaba drammatica ricca di luci ed ombre che meritava di essere raccontata e conosciuta. Qui le mie opinioni.

Ottima secondo me anche la prima stagione di Young Sherlock.

Anche qui nulla che non mi sembri già visto, ma l'impronta di Guy Ritchie rende la storia del giovane Sherlock Holmes più speziata. È alla fine un grande intrattenimento in cui hanno utilizzato un budget imponente per cast e location, ed il risultato è assolutamente godibile. Aspettiamo insomma la seconda stagione, ne avevo parlato qui.

Mi sposto invece sul fronte dei flop seriali dove ho avuto diverse sfumature di delusione.
Ci sono infatti serie tv che non mi sono piaciute affatto, come ad esempio Quella Notte su Netflix dal 13 marzo.

Mi aspettavo una miniserie intrigante su tre sorelle ed un omicidio, che magari poteva avere anche qualche risvolto più leggero, invece di punto in bianco si trasforma in un dramma familiare di serie b che non riesce a coinvolgere come vorrebbe e dovrebbe.

Decisamente deluso anche da Detective Hole, la cui prima stagione ha riscosso un discreto successo.

A me onestamente è sembrato il classico poliziesco con un protagonista problematico ma pronto a tutto che non solo non spicca in simpatia, ma si ritrova in situazioni poco credibili. Forse qualche episodio in meno avrebbe aiutato a dare un impatto migliore.
Tra l'altro, nonostante sia una serie tv norvegese, l'allure da crime nordeuropeo si perde per cercare di dare a Detective Hole uno stile un po' più internazionale meno interessante. Si poteva fare secondo me meglio, ma per altre lamentele vi rimando alla recensione dedicata.

Ho poi una opinione più negativa che positiva per quanto riguarda la serie tv Bait - Fuori Parte di Riz Ahmed.


Anche qui ci troviamo ad avere un ottimo cast, e un incipit che tutto sommato sarebbe stato anche originale, ma poi l'approccio frenetico fa sembrare tutto un po' troppo farsesco. Forse l'intento era quello di alleggerire la vicenda che alla fine si basa su una storia di integrazione, identità socio-culturale, ma anche pressione nel campo lavorativo, in questo caso quello dello spettacolo. Bait però non mi ha preso come speravo, quindi più che bocciarla mi sento di farci un disclaimer.

Passando invece ai film posso già dire che ho idee più nette. Ad esempio mi è piaciuta molto la dramedy 53 domeniche su Netflix.


Non voglio dirvi troppo perché alla fine è una vicenda molto semplice sui legami di famiglia. 53 Dominiche in realtà nasce come una pièce teatrale che viene adattata in un piccolo film ma in grado di far divertire e riflettere, in cui immagino che molti di noi ci sia possano rivedere per certe dinamiche.

Boccio invece Outcome - Hollywood non dimentica, il nuovo film con Keanu Reeves su Apple Tv Plus.


La sensazione generale, adesso che li ho messi in fila, mi ha ricordato un po' Bait, anche per le storie protagonisti. Outcome raccoglie una bella selezione di attori noti, ma che non vengono sfruttati mai del tutto, mentre i temi più complessi, come la cancel culture, finiscono per essere solo abbozzati.
Si preferisce invece riempire la sua durata con una lunga scena sulla tazza del bagno che non ha completamente senso e non aggiunge quel divertimento sperato. Purtroppo temo che Johan Hill, qui regista e co-sceneggiatore, secondo me ha peggiorato il risultato finale. 



I miei prodotti preferiti di Aprile! 🥰

 Aprile è agli sgoccioli e, guardandomi indietro, mi rendo conto che è stato un mese positivo, almeno visto dalle mie recensioni beauty. Non ho infatti dei bocciati da segnalare, ma solo prodotti promossi da cui scegliere quelli che ho preferito di più.

Ho iniziato ad esempio aprile con un prodotto particolare che si occupa del contorno occhi a 360 gradi. È il PDRN Reedle Shot Eye Lifter di VT che sembra una semplice crema occhi, ma è molto di più.

A parte la formulazione che è ricchissima di attivi validi, fra peptidi, umettanti di varia natura, emollienti e questo famoso PDRN che aiuta la barriera cutanea, c'è tutta una costruzione del prodotto. L'Eye Lifter VT infatti ha un applicatore metallico, quindi freddo e decongestionante, ma anche vibrante, che consente un bel massaggio drenante, rilassante e distensivo. La crema in sé poi è piacevole, delicata ed efficace anche come base trucco, ma tutto questo e molto altro lo trovate nella mia recensione. 

Come ogni mese poi non è mancato il mio appuntamento con quattro prodotti random delle mie routine di viso, corpo e capelli e questo Aprile faccio fatica a non nominarli un po' tutti. Per dovere di cronaca ne scelgo solo due.
Il primo è il Bagnodoccia Sensitive Talco Liquido di Vidal.

Mi sono innamorato della profumazione, appunto talcata, che rende davvero rilassante il momento della doccia, ma anche la formula, seppur tipica dei prodotti da grande distribuzione, è delicata e performante. Il costo e la reperibilità fanno il resto, infatti lo riacquisterò.

Un altro prodotto apprezzatissimo è l'Elisir Ravviva Onde di Garnier Ultra Dolce.

Nonostante il nome possa trarre in inganno, si tratta di un olio capelli abbastanza ricco e nutriente, che può essere usato in modi diversi. Ad avermi stupito è la sua efficacia sulla mia capigliatura non proprio facile da gestire, anche microdosato su capelli umidi prima dell'asciugatura e dello styling per dare morbidezza e lucentezza. 


Dai capelli ritorno un attimo alla cura del corpo e sempre in tema di prodotti profumati non posso non citare fra i preferiti del mese la Eau de Toilette Nero d'Ambra di Bottega Verde.


Ad aprile vi ho parlato di Nero d'Ambra in lungo in largo, mettendo alla prova tre prodotti della linea, ma se proprio devo sceglierne uno la eau de toilette ha la meglio. A me questa fragranza è piaciuta moltissimo, la indosso volentieri e mi fa sentire sempre a mio agio in praticamente qualunque contesto. Nero d'Ambra non è forse la fragranza più intensa, penetrante duratura e con una scia notevole a cui potete pensare, ma secondo me ha un buon rapporto qualità-prezzo specie per i tanti sconti Bottega Verde.

Concludo con due prodotti viso che ho apprezzato e sto continuando ad utilizzare molto volentieri, anzi ve li segnalo proprio per questa bella stagione.

Il primo è il Bonding Serum Eye della linea Liftactiv Collagen Specialist di Vichy.

Nella review vi ho raccontato tutto quello che c'è da sapere sulle tecnologie che caratterizzano questa linea, approfondendo gli ingredienti e le formule. Nonostante anche il siero viso della gamma sia ottimo, credo che il trattamento occhi meriti di essere nominato perché è un po' più particolare. Anche qui abbiamo attivi perfetti per la zona perioculare, ma in più è dotato di un applicatore metallico che agisce in sinergia con gli ingredienti perché fa un massaggio drenante e rinfrescante.

L'ultimo prodotto che nomino, e che fa parte delle ultime recensioni del mese è lo Hyalu B5 Acqua-Gel di La Roche Posay.

Se non lo conoscete ed avete la pelle mista o grassa segnatevelo perché potrebbe essere la svolta per questa primavera/estate. È un gel viso molto leggero ma in grado di idratare bene la pelle, ha un effetto leggero opacizzante, anzi direi più riequilibrante ed è anche un po' blurring, dando un aspetto migliore alla grana della pelle. Tutto il resto lo potete scoprire nella mia recensione.

Spero che anche il vostro Aprile sia stato positivo e di avervi fatto scoprire qualche prodotto interessante!



Qualcosa di nuovo sta arrivando

Vi sono piaciuti