Film Italiani in streaming, recuperi e novità

Sono arrivati in streaming proprio a Maggio ed ho voluto dargli una chance. Si tratta di due film italiani recenti che mi avevano incuriosito principalmente per il cast. Ho quindi messo da parte le mie reticenze per il cinema nostrano e mi sono lanciato, anche se il risultato è stato a volte incerto.


Breve storia d'amore (2025)


Genere: commedia, thriller
Durata: 98 minuti
Regia: Ludovica Rampoldi
Uscita in Italia: 27 Novembre 2025 (cinema)/ 4 Maggio 2026 (NOW)
Paese di produzione: Italia 


Lea (Pilar Fogliati, Odio il natale, Follemente) è una aspirante scrittrice che nel frattempo si occupa di interviste ma che vive in una bolla di malinconia. È convinta infatti che il suo compagno Andrea (Andrea Carpenzano) la tradisca. Un venerdì, completamente per caso, incontra Rocco (Adriano Giannini) in un bar di provincia, il quale ha appena vinto uno dei suoi incontri di scacchi-boxe. Anche lui, che fa il sismologo, in realtà vive un matrimonio ormai stantio con Cecilia (Valeria Golino, Fuori), una brillante terapeuta che però ha un rapporto ormai abitudinario col marito. Così fra Lea e Rocco nasce una relazione segreta, che li porta a mettersi a nudo a vicenda. Però c'è un tarlo profondo che sta ossessionando Lea, che la spingerà verso un punto di non ritorno per lei e per gli altri inconsapevoli che le sono vicini.

Ludovica Rampoldi forse non vi dira moltissimo, eppure è una stimata sceneggiatrice che ha lavorato molto per cinema, come ad esempio per Primavera, e in serie tv come I leoni di Sicilia, e che con Breve storia d'amore ha esordito anche alla regia. 
Il suo è un film interessante che mescola anche diversi ingredienti: si parte quasi come una commedia romantica, in cui serpeggia una vena più drammatica, ma che non sfocia mai all'eccesso; si prosegue, specie nella seconda parte, con toni più cupi, più vicini al thriller psicologico, specie quando calano le maschere.

Breve storia d'amore è in fondo un racconto di vite, di tradimenti, e soprattutto una disanima di relazioni diverse fra di loro, ma in parte accomunate dalla noia, dalla ripetitività, dalla mancanza di aspettative l'uno sull'altro, come dice la stessa Cecilia. Il tutto è incastonato negli ambienti borghesi, quelli che sembrano più ordinati, puliti, ma che poi brulicano come i formicai che simbolicamente Rampoldi ci mostra.

Seppur però con spunti interessanti e sempre attuali, Breve storia d'amore non mi è sembrato un film che riuscisse a farsi ricordare. È come se quelle sue anime che vi dicevo su non siano mai ben definite o meglio, non riescano mai ad essere nette, pungenti, incisive.

Nella parte più romantico-sentimentale dell'incipit mi è mancato un maggiore affiatamento fra Lea e Rocco. Pilar Fogliati e Adriano Giannini sono due ottimi attori, ma qui forse non sono sfruttati a pieno, e soprattutto manca quella passionalità che possa giustificare la loro relazione. 

Quando poi si scava nelle dinamiche più complesse e intime delle coppie, forse il film riesce meglio perché ci mostra una storia di vendetta da una prospettiva diversa. Tuttavia, anche in questo secondo percorso che Breve storia d'amore prende, non aspettatevi che riesca ad essere particolarmente più forte .
Sembra quasi che il film, pur avendo le sue carte da giocare, abbia preferito un approccio più soft, tradizionale, senza mai sconvolgere quelle dinamiche borghesi che vorrebbe denunciare. Come vi dico spesso, penso che se lo avessi visto al cinema mi avrebbe forse lasciato più perplesso, ma dal divano di casa risulta sicuramente meno deludente.



Non è un paese per single (2026)



Genere: commedia, sentimentale
Durata: 103 minuti
Regia: Laura Chiossone
Uscita in Italia: 8 Maggio 2026 (Prime Video)
Paese di produzione: Italia 

Nel bucolico paesino di Belvedere in Chianti, Elisa (Matilde Gioli) gestisce con passione e pragmatismo la tenuta "Le Giuggiole" seppur con qualche problema economico. Il suo impegno però è massimo, e cerca una quadra fra le responsabilità lavorative, che condivide con sua madre (interpretata da Cecilia Dazzi) e sua sorella Giada (Amanda Campana), e le faccende familiari, avendo anche una figlia adolescente. 

Gli equilibri vengono però sconvolti improvvisamente dalla morte dell'anziano conte proprietario della tenuta. Da Milano arrivano così Michele (Cristiano Caccamo, Lol Chi ride è fuori 3) e Carlo (Sebastiano Pigazzi, And Just Like That...) due fratelli e unici eredi del conte rimasti in vita, e quindi nuovi proprietari de Le Giuggiole.

Elisa e Michele in realtà si conoscono fin dall'infanzia, quando giocavano da bambini, e fra loro c'è una bella affinità, almeno fino a quando non scoprirà le reali intenzioni dell'uomo. Michele è infatti un consulente finanziario ed ha intenzione di vendere agli americani la proprietà ereditata. Inutile dire che Elisa e la sua famiglia non la prenderanno affatto bene...

Dopo aver letto Due cuori in affitto, Non è un paese per single è la seconda chance che do a Felicia Kingsley che ha scritto il romanzo da cui è appunto tratto il film. Questa volta ero quindi più pronto a quello che sarebbe stato il mood della storia e devo dire che non mi posso ritenere deluso ma nemmeno soddisfatto.

Bisogna dire che il film Prime Video si ispira solo al romanzo e ne cambia alcuni personaggi e dinamiche, ma lo stile di fondo secondo me resta il medesimo. Non è un paese per single è a tutti gli effetti una commedia romantica tradizionale che sfrutta il tropo friends-to-enemies-to-lovers che è molto caro alla Kingsley ma che non ci dà nulla di nuovo.

Non mancano insomma sia i cliché del genere cinematografico, sia gli stereotipi su un certo tipo di italianità che sicuramente renderanno il film un po' più appetibile per il pubblico internazionale. Ed in effetti le ambientazioni, la luce calda, la bellezza dei paesaggi toscani sono degli elementi che ho apprezzato e la regia di Laura Chiossone (che tra l'altro, per restare in tema, ha diretto anche Odio il Natale) è semplice ma gradevole.

Per il resto Non è un paese per single è un film fatto di alti e bassi, o meglio di parti riuscite che si legano ad aspetti meno efficaci. 

Parto col dire che, anche nel patto di una commedia che vuol essere comoda, di comfort, la prevedibilità qui è tanta, troppo calcolata e misurata per non finire per risultare stucchevole. Ma soprattutto si fallisce nella parte più "com" di questa "rom": quando il film dovrebbe essere più leggero e divertente, semplicemente non riesce ad essere davvero brillante.

Non è un paese per single ha poi una pletora di personaggi che poteva sfruttare ma che sono poco più che collaterali, e non se la passano meglio anche i due protagonisti. Matilde Gioli tutto sommato convince come Elisa, anche se non ha un grande range emotivo da mostrare, mentre credo che Giovanni Caccamo non abbia la maturità, magari anche il carisma o la faccia tosta per il suo Michele. 
Aggiungo, seppur forse sia meno importante, che anche le musiche mi hanno lasciato perplesso: a volte sono azzeccate, altre sembra prendano il sopravvento.

Non è un paese per single insomma fa quel per cui è nato, non di più ma forse di meno, sta bene dove si trova e va preso per quello che è. Immagino che possa essere il primo film di un progetto più ampio di adattamenti, che però spero possano essere più interessanti. 

Sieri Viso La Roche Posay, tutto quello che dovresti sapere!

Erano nella mia bucket list da diverso tempo, direi anni, quindi quando La Roche Posay ha dato la possibilità di testare quattro dei loro sieri viso, non potevo tirarmi indietro ed ho avuto la fortuna di riceverli. 


In realtà i sieri viso di La Roche Posay sono attualmente cinque, e sono stati pensati per sfruttare attivi specifici e quindi come trattamenti mirati per determinate esigenze. Ma questi prodotti possono essere combinati fra loro e ovviamente utilizzati per interagire o potenziare altri attivi e cosmetici.
Avendoli provati in lungo e in largo, sono finalmente pronto a raccontarvi tutto quello che secondo me dovreste sapere se ancora non li conoscete.


La Roche Posay Hyalu B5 Suractivated Serum
Concentrato antirughe Riparatore Rimpolpante 


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💸 €33
🏋 30 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
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È il secondo prodotto della linea Hyalu B5 che provo e che apprezzo perché questo Suractivated Serum La Roche Posay è più di un semplice siero allo ialuronico. Contiene in primis l'acqua termale usata dal brand e sfrutta il 4 HYALURONIC ACID SYSTEM, ovvero quattro forme di acido ialuronico a diverso peso molecolaro per agire su diversi strati della pelle. In questo senso mi ha colpito che l'azienda parli di "Micro peso molecolare" e che l'acido ialuronico a medio peso molecolare sia incapsulato con la Vitamina B5 immagino per aiutare a riparare e lenire la pelle.

L'azione idratante di questo sistema trova supporto nella glicerina e in alcuni emollienti leggeri, ma La Roche Posay parla anche di un complesso "stimolante" proprio per attivare (da qui il nome) la produzione naturale di acido ialuronico. Approfondendo ho scoperto che si tratta dello Hyalufix™ GL, un brevetto a base di una pianta erbacea di nome galanga, che pare aiuti proprio alla sintesi dell'acido ialuronico.

In più nell'INCI di questo siero HyaluB5 ho trovato l'acetil glucosamina, precursore dell'acido ialuronico e l'adenosina, che aiuta ulteriormente a ridare elasticità alla pelle.

A completare la formula c’è anche il madecassoside, derivato della centella asiatica, utile per offrire un ulteriore supporto lenitivo e alla barriera cutanea.

Ovviamente La Roche Posay ha voluto creare un siero che fosse funzionale ma anche piacevole, ed infatti ha scelto una consistenza fluida, facile da stendere, che ha anche la tipica profumazione del brand. Questa texture la trovo molto confortevole, non è pesante o appiccicosa ma la si sente proprio agire, e secondo me questo la differenzia da tanti altri prodotti simili.

Sapete se mi seguite da un po' che non sono un fan dei sieri all'acido ialuronico puro, non li trovo su di me così performanti. Le formulazioni però come questa di La Roche Posay mi convincono molto di più: come vi dicevo è in prima battuta piacevolmente e funzionalmente idratante.
Su di me non è esattamente appiccicoso, ma ha un potere umettante che percepisco e che immagino possa non fare impazzire quelle cuti più grasse che cercano texture liquide, ed un tocco completamente asciutto.
Ho notato poi un effetto lenitivo istantaneo che ridà comfort alla pelle: banalmente anche dopo la rasatura su di me si dimostra in grado di riportare la cute ad una situazione ottimale, calmando eventuali fastidi o rossori. Devo poi anche segnalare che dà una maggiore tonicità e compattezza alla cute.

Per me questo Hyalu B5 Suractivated serum è stato il primo step della mia routine La Roche Posay, sia di giorno che di sera e si è sposato bene un po' con tutti i prodotti con cui l'ho stratificato.



La Roche Posay Pure Vitamin C12 Serum 
Siero concentrato anti-rughe, anti-ossidante, illuminante


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💸 €34
🏋 30 ml
🗺 Francia
⏳ 3 Mesi
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È senza dubbio il mio preferito fra tutti questo siero viso alla vitamina C pura perché può considerarsi una evoluzione, ma con una efficacia specifica, del siero all'acido ialuronico.

A caratterizzare il Vitamin C12 serum è appunto il 12% di acido ascorbico puro, la forma più efficace ma anche più delicata di questa vitamina, che dà un effetto antiossidante e anti macchia. La Roche Posay ha pensato però anche ad una formulazione idratante, grazie alla presenza di glicerina e acido ialuronico in diverse forme.
Ritroviamo anche in questo siero l'adenosina, ma poi ho scovato anche un peptide particolare, il Neurosensine, noto anche come Calmosensine. È un ingrediente utilizzato per le sue proprietà lenitive e anti-age perché agisce rilassando le contrazioni dei muscoli facciali per ridurre rughe d'espressione ma anche le infiammazioni cutanee. Immagino che La Roche Posay lo abbia scelto proprio per attenuare possibili irritazioni date dalla vitamina C.
In basso nell'INCI troviamo una punta di acido salicilico per un ulteriore effetto rinnovatore.

Il Vitamin C12 Serum mi ha colpito anche per la texture: è lattiginosa e arricchita da una profumazione piacevole, frizzante, primaverile che al mattino mi sveglia anche un po'. So che formulare prodotti con acido ascorbico non è semplice non solo per una questione di stabilità, ma anche perché tende ad essere appiccicoso a concentrazioni più alte. Qui però La Roche Posay ha trovato la sua quadra inserendo sostanze che danno setosità alla texture come ad esempio la silica, e che rendono il siero leggero, non appiccicoso, e anche qui facile da assorbire.

Su di me inoltre non ha dato problemi ad essere stratificato, ed anche sotto al trucco non ha fatto pasticci. Personalmente, non avendo macchie persistenti, ho preferito usarlo quasi esclusivamente nella routine mattutina, per sfruttarne l'effetto antiossidante e illuminante. Nulla toglie che se avete bisogno di un trattamento più costante e mirato, potrebbe essere più utile usarlo due volte al giorno.

Il Vitamin C12 Serum La Roche Posay secondo me ha un buon equilibrio fra efficacia e delicatezza con questa sua formula. Ovviamente il 12% di acido ascorbico può dare fastidio a pelli non abituate a questa sostanza, quindi è meglio introdurre questo siero a poco a poco nella routine, magari miscelando qualche goccia di prodotto ad una crema viso, anche per iniziare a vedere come reagisce la cute.

Su di me non è stata necessaria alcuna accortezza perché sono abbastanza abituato a diverse forse di vitamina C. L'unico momento in cui ho sentito un leggerissimo pizzicore è dopo la rasatura, ma non mi ha creato irritazioni o rossori o comunque problematiche più ampie. 
Credo che questo siero La Roche Posay funzioni molto bene: da un lato infatti contribuisce a darmi un incarnato più luminoso in senso generale, ma ho notato che aiuta anche a far sparire più velocemente le macchiette post brufolo. 

Un buon aiuto per pelli di tutte le tipologie, soprattutto ovviamente quelle spente.



La Roche Posay Effaclar Siero Ultraconcentrato
Peeling quotidiano, anti-imperfezioni, anti-macchie post-acneiche


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💸 €29
🏋 30 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
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È rivolto a pelli più problematiche questo siero della linea Effaclar che combina più attivi per un peeling contro le imperfezioni.

Al suo interno troviamo un trittico di AHA e BHA: acido glicolico che aiuta a levigare, illuminare e rendere meno visibili segni e texture irregolare, acido salicilico per lavorare su pori e imperfezioni, capryloyl salicylic acid (LHA), derivato lipofilo del salicilico che fornisce una esfoliazione più delicata e superficiale. Ho notato anche l'acido fitico, che aggiunge una lieve azione antiossidante e schiarente e la presenza di HEPES (Hydroxyethylpiperazine Ethane Sulfonic Acid), ingrediente che aiuta il turnover cellulare ma agisce in modo diverso dai soliti esfolianti chimici.

La niacinamide, in alto nell'INCI, qui fornisce una azione riequilibrante, uniformante e di supporto alla barriera cutanea vista la miscela di attivi.

Il siero Effaclar La Roche Posay ha una texture sempre fluida, acquosa, ma un po' più densa rispetto ad esempio allo HyaluB5, si stende comunque bene ma ha una profumazione in cui ci sento la componente chimico-alcolica che immagino non piaccia tutti. Per fortuna non è troppo intensa.

Come tutti gli esfolianti chimici va utilizzato la sera ma io ho fatto un po' di testa mia sfruttando proprio quella texture leggermente più soda.
Infatti, invece che applicarlo su tutto il viso, ho usato questo siero Effaclar su alcune aree del viso, come la zona T o in modo mirato su alcune imperfezioni. La texture comunque si asciuga in fretta e ne consente l'uso con altri prodotti senza fare pilling o sollevare altri layer.
Io sono riuscito ad usare questo prodotto La Roche Posay con costanza tutti i giorni o quasi, ma non son certo sia adatto a tutti per un uso quotidiano. L'azienda infatti non specifica le percentuali degli acidi esfolianti, anche se da quanto ho letto dovrebbero essere circa al 5.45% in totale, quindi anche in questo caso vi consiglio un po' di cautela con i primi utilizzi.

Su di me, che comunque sono rodato, non ho notato né irritazioni né bruciore con l'uso costante, e quindi non credo ci siano problemi in linea generale.

Il siero viso Effaclar su di me è stato molto utile sia nel levigare quelle zone con texture più ruvida e irregolare lasciandola più liscia e morbida, sia sulle impurità. Mi è capitato infatti di applicarlo sia sul naso per tenere a bada qualche filamento sebaceo che su sporadici brufoletti e questo prodotto ne ha ridotto la portata facendoli asciugare e guarire nel minor tempo.

Se quindi gli altri sieri di cui vi ho parlato hanno una efficacia più ampia e possono accontentare più tipologie di cute, questo peeling La Roche Posay mi è sembrato quasi un trattamento per pelli miste e grasse, con un uso più mirato per aree problematiche, e che può, magari occasionalmente, dare un boost rinnovatore alla cute del viso in generale. 



La Roche Posay Retinol B3 Siero
Concentrato anti-rughe, rigenerante, Levigante


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🔎 Amazon, Redcare, eFarma, Farmacia, Parafarmacia
💸 €31
🏋 30 ml
🗺 Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Il siero al retinolo di La Roche Posay era quello che mi incuriosiva di più perché ormai sono un fan accanito della Vitamina A nella skincare. 
Qui abbiamo una formulazione interessante: il Retinol B3 infatti contiene una doppia forma di retinolo, puro e in estere, che garantisce un rilascio sia rapido che graduale sulla pelle. Pare che la percentuale sia intorno allo 0.3%, non so se però includa entrambe le forme di retinolo, quindi una quantità più che tollerabile e in linea con le regole europee.

In più questo siero è arricchito con glicerina e acido ialuronico per idratare, adenosina come supporto anti age, olio di soia e niacinamide che aiutano la barriera cutanea addolcendo eventuali irritazioni date dalla Vitamina A.

È un prodotto dalla texture lattiginosa facile e gradevole da stende, ed ha una profumazione molto leggera, perfetta per un siero da usare la sera.


La quantità di retinolo in questo siero La Roche Posay mi ha consentito di usarlo con costanza, ma io in questo senso non faccio testo perché ho usato dosi ben più concentrate, ma credo che le pelli più reattive debbano comunque prestarci un minimo di attenzione.

Io appunto non ho notato problemi come secchezza o rossori anche in quelle aree più delicate come nel mio caso il collo. È quindi subito entrato a far parte della mia routine serale e non ho avuto problemi a stratificarlo con tutti gli altri sieri o con altri prodotti.
La sua consistenza lo rende adatto appunto a tutte le tipologie di cuti, non è appiccicoso, pesante e untuoso e su di me si assorbe velocemente.


Come vi dico sempre, il retinolo non può agire in via istantanea infatti questo Retinol B3 La Roche Posay dà una discreta idratazione, come vi anticipavo è gradevole e lo uso con piacere tutti i giorni. 
Per quanto riguarda invece i suoi effetti più profondi, direi che trova un suo posto nel mio percorso con la vitamina A che ormai sto affrontando da anni. Il mio intento è infatti prevenire la formazione di segni di espressione e perdita di collagene e credo che anche questo siero abbia un suo effetto stimolante, rigenerante e rinnovatore. 

Se come me state lavorando per mantenere o migliorare l'elasticità della pelle, questo siero La Roche Posay credo possa essere un buon alleato in questo senso. Credo sia tutto sommato un buon entry level per chi non ha ancora grande dimestichezza con il retinolo e vuole fare i primi passi in questo mondo. In generale lo immagino per pelli dai 30 anni in su.


Avete provato questi sieri viso?





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Nuove serie tv "classiche" che mi hanno convinto

Avere uno stile "classico", in un mondo che cerca sempre innovazione, non deve essere per forza un minus, specie se ci sono altre caratteristiche che funzionano. Ho terminato proprio due serie tv che vivono di questa dicotomia: sono uscite di recente, non presentano qualcosa di nuovo, non rivoluzionano il genere ma sono comunque promosse.


Se è martedì, è omicidio 
Prima stagione


Se siete fan di Only murders in the building e se vi piacciono produzioni recenti che ricordano i gialli di Agatha Christie come Il Club dei Delitti del Giovedì e il franchise Knives Out, Se è martedì, è omicidio può proprio piacervi.

È una produzione Hulu uscita su Disney + con cadenza settimanale dal 31 marzo di quest'anno, ed è ambientata a Lisbona. Un gruppo di persone molto diverse fra di loro si troverà in un viaggio organizzato che non inizierà nel migliore dei modi: Fernando (Pedro Casablanc, Quella notte), uno dei vacanzieri, verrà trovato morto nella sua stanza e la polizia lo archivierà come un decesso accidentale. Ma quattro dei partecipanti al viaggio non saranno convinti e si metteranno ad investigare. Fra loro ci sono Fabio (Álex García), affascinante ma dal passato misterioso, Daniel (Biel Montoro), un ragazzo con sindrome di Asperger, Alicia (Inma Cuesta) taciturna e un po' scontrosa, e Pura (Ana Wagener), casalinga agé appassionata di misteri. 
Così il gruppetto si metterà ad indagare, ma anche le loro vite non sono esenti da ombre.

Non posso dire troppo su Se è martedì, è omicidio perché vi toglierei parte del piacere della scoperta della storia. Vi posso dire che appunto le indagini di Daniel, Fabio, Alicia e Pura si innestano inevitabilmente con le loro vite e con le motivazioni che li hanno spinti a fare questo viaggio.

Da questo punto di vista secondo me la serie tv fa un buon lavoro: da un lato abbiamo dei personaggi riconoscibili sin da subito, a tratti anche stereotipati, ma che poi sanno rivelare pezzetti delle loro storie che spostano un po' l'ago della bilancia.
Per quanto invece riguarda l'intreccio narrativo, Se è martedì, è omicidio è un whodunit che sa essere classico e contemporaneo allo stesso tempo. Infatti come accennavo, intorno ad elementi distinguibili del genere (incluso anche questo alberghetto dall'aspetto retrò), ci sono elementi più moderni. Inoltre è un costante inseguirsi di momenti di tensione, battute più divertenti, e parentesi più drammatiche.

Ho apprezzato poi molto come Lisbona faccia da scenario alle vicende, facendoci conoscere un po' della sua storia e credo che dal punto di vista tecnico generale abbiano fatto un buon lavoro. I sette episodi di cui è composta hanno la giusta misura ed il giusto ritmo per non annoiare.

Non so bene quale critica possa muovere su Si es martes, es asesinato perché secondo me è una serie tv che si prende poco sul serio, che dichiara apertamente il suo derivatismo, e che nasce per intrattenere, far sorridere e non appesantire. Potrei dire che certe scene non sono del tutto credibili o realistiche ma secondo me sta proprio nel patto che la serie stessa fa col suo pubblico. Per il resto la sceneggiatura mi sembra solida e, vista la porta aperta lasciata dal finale, spero ci possa essere una seconda stagione che ancora deve essere confermata. 



Ripple - Increspature
Prima stagione

Sempre il 31 marzo, ma questa volta su Netflix è arrivata una serie tv che potrei definire toccante, commovente, e che basa tutto sui buoni sentimenti. 
La storia in questo caso è meno lineare di quanto si possa pensare: conosciamo infatti quattro newyorkesi, ognuno con una vita differente, ma in qualche modo destinati ad incontrarsi. C'è Nate (Ian Harding, Pretty Little Liars, Our Little Secret), gestore di un pub che sta attraversando la separazione dalla moglie e che improvvisamente scopre di essere malato; c'è Walter (Frankie Faison) il quale dovrà ricostruire la sua vita dopo la morte della moglie e che troverà conforto nella fede; poi conosciamo Kris (Julia Chan) che invece ha perso il lavoro come discografica, ma sa che è quella sua passione, e infatti quando incontrerà Aria (Sydney Agudong), ne riconoscerà il talento anche se lei si è completamente chiusa in se stessa.

Ripple mi ha ricordato diverse serie tv come ad esempio This is Us, Firefly Lane, Modern Love, e tutto quel filone di titoli in cui non c'è un solo protagonista ed una storyline che ha un inizio ed una fine, ma è un flusso di eventi, incontri, occasioni che spingono i personaggi e le loro vicende. 

È insomma una serie tv che vuol celebrare e raccontare le piccole e grandi sfide della quotidianità, quelle svolte ma anche quegli intoppi, quei pezzetti di vita che un po' tutti passiamo prima o poi, ma Ripple cerca di mostrarci quell'effetto farfalla che non sempre notiamo. Le vite dei protagonisti in qualche modo si toccano, si sfiorano, si incontrano anche prima che lo facciano più direttamente. 

Questa serie tv Netflix mi ha ricordato un po' le produzioni degli anni '90 e dei primi 2000, quando la narrazione non doveva per forza puntare ad una risoluzione definitiva per non farsi sfuggire l'attenzione dello spettatore come capita adesso. In Ripple c'è un fluire di eventi più naturale, ed essendo cambiato molto il nostro approccio a film e serie tv, mi è sembrata una serie tv più classica.

Anche qui comunque ho qualche avvertimento da lasciarvi qualora non abbiate ancora visto la serie. Ad esempio sono certo che a qualcuno possa proprio non piacere questo approccio, preferendo un percorso narrativo più netto. C'è chi magari potrebbe trovarla troppo melodrammatica o stucchevole proprio perché gioca molto su questa giostra di sentimenti che si susseguono. A me personalmente ha forse lasciato perplesso più che altro come alcune dinamiche risultino un po' forzate: nell'ottica di far quadrare tutto, di coinvolgere tutti i personaggi, mi sembra che quel gioco di causa-effetto, o comunque di destino e libero arbitrio, venga a volte un po' piegato.

Ripple poi non è adatta sia per chi cerca qualcosa dal ritmo più concitato, ma soprattutto se in qualche modo state vivendo direttamente le tematiche della serie. È vero che ci sono dei momenti di conforto, dolcezza e tenerezza, ma spesso temi come la malattia e la morte vengono raccontati e mostrati e possono essere triggeranti. 

A parte questo però, che comunque credo faccia parte dello stile della serie tv stessa, Ripple è stata piacevole da seguire, scorre bene e anche in questo caso il rapporto durata ed episodi è perfettamente in linea con i contenuti.



Maschere Notte in Tessuto di Garnier, la mia recensione 💙🌃

Non so bene come mai, fra le mie scorte avessi diverse Maschere Notte in Tessuto Hydra Bomb di Garnier. Immagino che le volessi raccogliere per testarle dimenticando di averle sistematicamente, ma adesso è arrivato il loro turno. 


INFO BOX
🔎  Grande Distribuzione, Amazon
💸  €1.89
🏋  28g
🗺  Cina
⏳  Monouso
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Sono definite dalla stessa Garnier come maschere viso ultra idratanti e protettive e rivolte a pelle stanca e sensibile, magari sciupata dopo un giorno sotto al trucco. Faccio prima una piccola premessa: queste maschere che avevo fra le mie scorte presentano INCI in parte differenti, ed anche se io mi voglio concentrare su quello che credo sia il più recente, non ho trovato differenze nell'uso 

La Maschera Notte in tessuto Hydra Bomb è arricchita con acido ialuronico, glicerina, sorbitolo, mannosio e acqua di mare che si uniscono per renderla un trattamento particolarmente umettante. Ho notato poi l'estratto di radice di liquirizia che ha un potere lenitivo e ho apprezzato la presenza di olio di semi di passiflora che sostituisce l'acqua di fiordaliso in questa riformulazione. Non trasforma la maschera in un prodotto particolarmente nutriente, perché compare piuttosto in basso nell’INCI, ma da comfort alla pelle.

Ad avermi colpito in queste Hydra Bomba Garnier è anche la presenza di acido citrico molto in alto nella composizione. Un po' usandole, un po' guardando appunto alla lista nel suo insieme, io non credo che sia stato inserito per dare una esfoliazione vera e propria tipo peeling, ma più che altro per un effetto leggermente levigante e risvegliante della cute.

La Maschera Notte in Tessuto potrebbe far pensare a quelle in hydrogel da tenere in posa molte ore, ma in realtà è pensata da usare appunto la sera ed ha una posa di soli 15 minuti come tutte le Hydra Bomb Garnier. Io sforo sempre i tempi perché mi piace lasciarla agire a lungo essendo molto ricca di siero. Il materiale di queste maschere mi è sembrato un po' spesso ma non crea alcun problema di adesione al viso e su di me si applica facilmente senza cascare.

Non l'ho trovata inoltre particolarmente fresca, ma la cosa che mi ha lasciato un po' perplesso è che mi aspettavo un profumo di lavanda più netto e aromaterapico, anche perché contiene l'olio essenziale, ed invece ha un odore secondo me delicato e neutro.

Al netto di tutti questi dettagli tecnici l'effetto di queste maschere notte Garnier mi è piaciuto moltissimo: le ho trovate in primis particolarmente idratanti, tanto che aggiungerci altri prodotti dopo mi è sembrato superfluo. Io tendo sempre ad applicare qualche altro siero dopo averle usate ma solo perché mi piace aggiungere i miei attivi abituali.

Inoltre mi è piaciuto come questa Hydra Bomb ha reso il viso sia da un punto di vista estetico, grazie alla sua azione lenitiva che ha contribuito a dare un aspetto più omogeneo e luminoso, sia da un punto di vista della consistenza perché appariva più distesa e più compatta.

Una volta rimossa la maschera, la mia pelle ha bisogno di un paio di minuti per assorbire tutto il siero, ma il viso non resta pesante o appiccicoso.
Garnier comunque parla anche di benefici al mattino e quello che posso dirvi è che sicuramente mi risveglio con una pelle in buono stato, sana idratata, non unta ed elastica quindi non so cosa si possa volere di più. Se le trovo nei miei vari giri di shopping online o offline, le riacquisto con piacere.


Voi avete provato questa tipologia di Hydra Bomb Garnier?


Il finale di Lidia Poët e il dubbio futuro di Running Point. Conferme, ritorni e addii su Netflix!

Faccio un salto al mese passato da poco perché ad Aprile sono tornate su Netflix due serie tv che stavo già seguendo e che mi erano piaciute. Una si è conclusa definitivamente con quest'ultima stagione, l'altra invece potrebbe proseguire in modo antologico. Non tutto come sempre mi ha convinto, ed anzi diverse cose potevano andare meglio.


La legge di Lidia Poët
Terza stagione

Il 15 aprile è arrivata in streaming la terza e purtroppo ultima stagione de La legge di Lidia Poët, che si chiude con un capitolo maturo ma che forse poteva avere maggiore sviluppo.

Abbiamo conosciuto l'avvocata, interpretata da Matilda De Angelis, in tutte le sue sfaccettature: dalle difficoltà professionali nell'essere accettata nell'Ordine degli avvocati, passando per la sua burrascosa vita sentimentale. La combattiva Lidia è infatti sempre più vicina a Pierluigi Fourneau (Gianmarco SaurinoMaschile PluraleCall My Agent - Italia 3), che nel frattempo è diventato procuratore di Corte d'Assise, ma la situazione resta tutt'altro che stabile.

Jacopo (Eduardo Scarpetta, Storia della mia famiglia), torna infatti a Torino con una novità che in fondo non lascerà indifferente Lidia, mentre una vecchia conoscenza riemerge dal passato. Infatti la sua amica Grazia Fontana (Liliana Bottone), che in passato aveva aiutato Lidia a studiare, le chiede ospitalità per un paio di giorni, però il suo comportamento diventa presto sempre più ambiguo, fino a una svolta tragica che porterà il caso in tribunale.

Nel frattempo Lidia continua a seguire le indagini di altri crimini, cercando come sempre il supporto del fratello Enrico (Pier Luigi Pasino), il quale è diventato deputato e quindi ha un ruolo da rispettare.

Non ci sono insomma grandi novità in questa terza stagione de La Legge di Lidia Poët, che continua con la stessa struttura rodata, in cui linee narrative verticali ed orizzontali si innestano e si intrecciano costantemente. Come vi dicevo anche per la seconda stagione, ovviamente i casi che Lidia segue e cerca di risolvere non sono tutti interessanti allo stesso livello, ma non viene mai meno il patto che la serie ha fatto col pubblico, ovvero quello di intrattenere con un buon ritmo costante.

C'è sicuramente un cambio di tono rispetto al passato: forse proprio per mostrare una certa maturità e una crescita della protagonista, viene meno quell'accento più divertente, a volte sfacciato, che avevamo visto nei precedenti episodi. Si punta invece ad una maggiore serietà ed il focus è tutto sul peso dei ruoli.

Proprio quegli avanzamenti di carriera che vi accennavo sopra, hanno spinto i personaggi ad assumere posizioni che vanno a complicare la loro posizione. In questo senso Enrico ne è un esempio calzante: vorrebbe aiutare la sorella, crede nelle sue capacità, ma non può fare a meno anche di pensare alla sua carriera politica e al suo posto nella società.

Così La legge di Lidia Poët 3 diventa la stagione più smaccatamente femminista, quella in cui non ci si nasconde più dietro qualche battuta ma i protagonisti puntano direttamente il dito al patriarcato, specie quello delle istituzioni, guardando soprattutto ad oggi.

È quindi una terza stagione che funziona bene come le precedenti (se vi erano piaciute), che non si chiude con i fuochi d'artificio ma sa anche trovare qualche momento più emozionante e ben creato. Penso ad esempio a questa occhiata sul futuro di Lidia che nasconde molta tenerezza.

Hanno anche saputo migliorare quegli aspetti tecnici che proprio non sopportavo, come i dialoghi sempre bisbigliati, ma qualcosa poteva andare meglio.

Sono infatti troppe le parentesi legate al passato di Lidia che secondo me potevano essere sfruttate, ad esempio, per aggiungere un paio di episodi extra a questa ultima stagione. Mi riferisco in particolare al suo rapporto col padre e al periodo degli studi.
In generale pensavo che una quarta stagione poteva essere fattibile, ma è sempre meglio sapere quando fermarsi e La legge di Lidia Poët ha trovato il momento più giusto: quello di maggior successo.



Running Point 
Seconda stagione

Sarò più breve per quanto riguarda la seconda stagione di Running Point, arrivata su Netflix il 23 Aprile e che in fondo non si discosta troppo dalla prima dell'anno scorso

Isla Gordon (Kate Hudson) sta via via consolidando il suo ruolo da presidente dei Los Angeles Waves, ma il ritorno anticipato dalla riabilitazione di suo fratello Cam (Justin Theroux, Il diavolo veste Prada 2) mina la sua posizione. Inizia infatti una guerra sotterranea che lentamente scombussolerà un po' di cose. 
Non mancano poi i problemi più direttamente legati alla squadra, fra la situazione finanziaria sempre barcollante, e l'arrivo di un nuovo allenatore, Norm Stinson (Ray Romano, No Good Deed), che entrerà subito in scontro con i giocatori.

Sul piano personale però le cose non vanno meglio per Isla che si troverà ad affrontare sia alcuni scontri con sua migliore amica e collaboratrice Ali (Brenda Song, The Last Showgirl), che con il suo fidanzato Lev (Max Greenfield, A Man on the Inside).

Al netto di questi nuovi sviluppi narrativi, comunque le dinamiche di Running Point 2 non sono appunto così diverse. Ovviamente ci sono anche piccole evoluzioni nei personaggi: Isla ad esempio non ha più le perplessità di prima ma si muove in modo più strategico e convinto per il bene del suo business. Poi ci sono personaggi nuovi, come quello di Ray Romano che contribuiscono a creare ulteriori snodi più o meno divertenti. Così i 10 episodi, come per la prima stagione, si guardano in fretta, fanno sorridere dove serve e tengono compagnia.

Running Point infatti è una commedia che ha quasi l'aspetto di una sitcom, perché è svelta, ha dei dialoghi brillanti che guardano a vicende e personaggi contemporanei, e le storyline sono spesso verticali, concludendosi nell'arco di un episodio. Il prezzo di questo intrattenimento leggero è che è tutto molto veloce, così anche quelle parti più importanti, come ad esempio il rapporto fra Isla e Lev, vengono risolte quasi come se non avessero lo spessore che ci si aspetta.


Anche l'approccio narrativo, che prevede la tensione, lo scontro e la riappacificazione, è rimasto invariato, e questo può essere un pro da una parte, ma un contro nel lungo periodo. Un altro aspetto che può magari fare storcere il naso a qualcuno è che in questa seconda stagione si vede ancora meno basket e più dinamiche da ufficio, anche se per me non è stato un grosso problema.

Quindi da un lato se cercate una serie tv che non impegni e che sia quasi rassicurante nella sua semplicità, allora Running Point merita anche in questa seconda stagione; se invece cercavate qualcosa di un po' più originale, un po' più approfondito allora non farà per voi nemmeno questa volta.
Leggevo che anche Running Point 2, un po' come Beef, ha subito un calo importante delle view senza però particolari motivi, come ad esempio una lunga attesa per la nuova stagione. Questa notizia fa riflettere sul futuro della serie ma comunque è arrivata la conferma per una terza stagione, quindi si va avanti.

I primi terminati di Maggio e novità da provare!

È tornato quel momento del mese in cui vi faccio rovistare fra i prodotti viso, corpo e capelli che utilizzo quotidianamente o quasi e che posso tranquillamente inserire fra i promossi del periodo.
Come sempre spero di farvi scoprire qualcosa di interessante anche perché c'è una bella novità.



INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, Grande Distribuzione      
💸 €3.59
🏋 200 ml
🗺 Italia
⏳ //
🔬 //

Inizio proprio da una novità che mi ha incuriosito e che sta facendo un po' il giro del web, ovvero i bagnodoccia di Borotalco. L'azienda ha lanciato diversi prodotti per la detersione del corpo, fra cui sei diverse fragranze per i bagnodoccia in gel e tre profumazioni per quelle in Gel Mousse. Io ho voluto dare una chance a quest'ultime perché mi intrigavano e mi sembravano diverse dalle solite mousse doccia gel in mousse cremosa, che io ho scelto nella profumazione Borotalco classica.

Si tratta di un bagnodoccia particolare nella sua semplicità: intanto nell'INCI non si notano attivi ricercati, abbiamo giusto umettanti come il sorbitolo e il gliceril oleato che funge da emolliente. Però questo Gel in Mousse Borotalco ha una consistenza trasformista che è un gel appena prelevato, ma a contatto con l'aria diventa subito una schiuma densa e cremosa. Per capirci somiglia ad una schiuma da barba, voluminosa e soffice che va stesa su pelle umida ed perfetta da usare sia con la spugna che con le mie amate spazzoline in silicone per il corpo. 


Questo Gel in Mousse Borotalco mi è piaciuto moltissimo e sono tentato di acquistarne altri fintanto che sono in offerta. Parto col dire che la schiuma che crea è davvero morbida, avvolgente, coccolosa, ma non viene meno il suo scopo perché deterge bene il corpo e si riesce ad avere una pulizia più che sufficiente. Mi è sembrato che questa mousse Abbraccio di Borotalco non vada ad irritare o seccare la pelle, ma la renda molto liscia, idratata, morbida ed elastica, e non unge né lascia residui. Si sciacqua infatti molto bene e poi si può applicare la crema corpo senza problemi se se ne sente la necessità.

Ma parliamo un po' dell'aspetto che più vi interessa immagino, ovvero la profumazione. Io ho scelto Profumo di Borotalco che come immaginavo ha proprio l'aroma tipico del brand, che è una fragranza talcata ma con note più floreali che danno un tocco più arioso. In questo Gel in Mousse Cremosa si sente bene la fragranza e resta sulla pelle una profumazione leggera e pulita.
Come vi anticipavo sono curioso di provare le altre versioni. 



WeightWorld Collagene Marino Advanced


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🔎 Amazon, Sito dell'azienda
💸 €15
🏋 120 capsule
🗺  Gran Bretagna
⏳  scadenza sulla confezione
🔬 //

Un paio di mesi fa vi avevo parlato di un integratore di Collagene di WeightWorld che mi era piaciuto nonostante mi avesse dato alcuni problemi in prima battuta. Non ho invece avuto alcun intoppo con questa versione "Advanced" che è molto simile.

È in realtà il terzo prodotto al collagene dell'azienda che provo, e specifico subito che questi prodotti non mi sono stati inviati se lo state pensando, ma avevo approfittato di una promozione che ritorna spesso sul sito Weightworld ed avevo preso diversi dei loro integratori. Il loro Marine Collagen Advanced contiene sempre 1200mg di peptidi di collagene marino idrolizzato di tipo I e III, in una forma più biodisponibile per l'organismo, a cui è stato aggiunto anche acido ialuronico, vitamina C e coenzima Q10 antiossidante. 

Anche questo integratore WeightWorld va assunto un'ora dopo cena ed è necessario prendere tre capsule per raggiungere le dosi consigliate.


Potrei insomma farvi una recensione in carta carbone perché la mia esperienza è simile a quella avuta con l'altro prodotto al collagene, ma senza in questo caso, alcuna reazione negativa.
Le capsule sono infatti sempre facili da deglutire e soprattutto non hanno alcun retrogusto, ma cosa più importante, non mi hanno dato alcun problema all'intestino fin da subito. Così sono riuscito ad assumerlo con costanza tutte le sere e l'ho trovato un prodotto valido.

Questo integratore Collagene Marino Advanced entra a pieno titolo fra quei supplementi che ho apprezzato proprio perché contribuisce a dare a tutto l'organismo diversi benefici. La pelle è un po' più morbida e idratata, le unghie più dure, e le articolazioni più fluide e sciolte, e quindi è un supporto generale anche a quelle che sono le mie routine di cura di viso e corpo. Credo che anche i capelli ne beneficino. 
Ovviamente non è un miracolo ma è un extra che associo ad una alimentazione varia e al movimento fisico, oltre che ad altri prodotti ed integratori.
Ho terminato questo integratore Weightworld da una settimana circa e al momento sono in pausa, sto valutando altri prodotti simili solo per evitare l'assunzione serale che è forse l'unico neo di questi integratori per le mie abitudini.




Alverde Schiuma Fissante Per Capelli 
Tenuta Forte



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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.29
🏋 150ml
🗺 Germania
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 Natrue

Un paio di anni fa (il tempo vola me ne rendo conto) vi avevo parlato di due prodotti per lo styling dei capelli di Alverde che avevo apprezzato e se non erro uno l'avevo anche ricomprato. Sempre della stessa linea c'è una terza referenza che fa parte della mia routine da diverso tempo e che ho apprezzato, ovvero questa Mousse Fissante per capelli.

Si tratta a tutti gli effetti di una versione ecobiologica delle schiume che troviamo in commercio, che è sempre arricchita anche con sostanze idratanti come glicerina, estratto di mela e di fiori di loto, oltre a quello di riso viola che immagino sia aggiunto più che altro per ammorbidire e illuminare il capello.

Alverde non dà molte indicazioni d'uso su questa schiuma, ma solo di shakerarla ed erogarne in base alla lunghezza dei capelli e procedere con lo styling. Io l'ho utilizzata esclusivamente su capello umido per avere definizione prima di procedere all'asciugatura, e mi è piaciuta.


La Schiuma Fissante non è corposa come le mousse che troviamo in commercio, anche perché non è sottopressione ma ha una consistenza comunque piacevole, che non si smonta subito ed è facile da distribuire in maniera omogenea. Inoltre ha una profumazione delicata, che non guasta.

Questa mousse Alverde ha una buona performance sui miei capelli perché mi aiuta a definire lo styling, ad avere dei capelli più in ordine una volta che li asciugo, ma senza appiccicarli, indurirli o in generale appesantirli. Io più che una tenuta forte la descriverei come una tenuta elastica, perché va a definire la piega che facciamo ma in modo comunque naturale. Inoltre non è di quelle schiume capelli che lasciano magari residui o quella anti estetica polverina bianca.

Nel lungo periodo inoltre questa schiuma Alverde non va a seccarmi i capelli né in generale ho notato effetti negativi. L'unica cosa che posso sottolineare è che secondo me è appunto adatta se cercate un prodotto per uno styling più morbido, magari capelli ricci e mossi.





INFO BOX
🔎 Amazon, Grande Distribuzione      
💸 €5.69
🏋 400 ml
🗺 Francia 
⏳ 6 Mesi
🔬 //


Credo di essere fra i pochi che ancora non aveva provato i prodotti Mixa, ma questa crema Ceramide Protect è con me da prima dell'inverno perché pensavo potesse essere un prodotto ideale proprio quando la mia pelle era più secca.

La Ceramide Protect di Mixa è una crema multifunzione per corpo, viso e mani arricchita con una miscela al 10% di glicerina, squalane e ceramidi. Volendo essere un po' più tecnici, nell'INCI non trovate le ceramidi tradizionali, ma altre sostanze come la idrossi palmitoil sfinganina, che fa parte della stessa famiglia ed ha comunque l'effetto di mantenere una barriera cutanea sana. A questi ingredienti si aggiungono ad esempio il burro di karité per nutrire e il tocoferolo come antiossidante.

Mixa non ha aggiunto profumi o fragranze per rendere la crema più adatta a pelli sensibili, reattive e in generale non disturbare se la applichiamo sul viso. 
La Ceramide Protect è una crema abbastanza corposa, infatti è in barattolo, ma che non risulta pastosa né ho notato una particolare scia bianca quando la applico. Su di me ad esempio si assorbe nel giro di un minuto senza lasciare patine untuose o appiccicose. 


Come dicevo ho usato la Crema Idratante Rinforzante di Mixa durante l'inverno soprattutto sulla pelle del corpo, ma occasionalmente anche su alcuni punti del viso più secchi come il contorno labbra. Ho scoperto che si tratta di un prodotto neutro che davvero idrata, nutre e ripara la cute, lasciandola più morbida liscia e sana. Mi sono ritrovato ad esempio con un'area più ruvida, come una sorta di dermatite secca, che questa crema Mixa ha tenuto sotto controllo anche solo in poche applicazioni. 

Ammetto però che nella performance generale mi aspettavo qualcosa di più: io ad esempio, a parte quella piccola zona a cui facevo riferimento, non ho una pelle così secca e screpolata, perché appunto me ne prendo sempre cura. Eppure la Ceramide Protect Mixa non mi è sembrata troppo nutriente tanto da doverla centellinare per non rischiare di esagerare. Capisco che essendo un prodotto multiuso, è stata pensata per non ungere o appesantire, ma mi è venuto il dubbio che potesse andare bene per una cute davvero molto secca, screpolata e disidratata. Visto il rapporto qualità-quantità-prezzo, questa crema rinforzante Mixa è più che promossa e sono curioso di provare altri prodotti dell'azienda.





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Qualcosa di nuovo sta arrivando

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