Due nuovi film imperfetti ma promossi

Fra la fine del 2025 e gli inizi di questo 2026 non ho visto moltissimi film, un po' per detossinarmi dopo la scorpacciata di commediole natalizie che ho fatto fra lo scorso novembre e dicembre. Ma anche la mancanza di nuovi film interessanti al mio palato ha contribuito. Due titoli però mi hanno fatto fermare, uno in streaming e uno al cinema, e sono entrambi film promossi, ma con alcuni limiti.


Goodbye June (2025)

Genere: drammatico
Durata: 114 minuti
Regia: Kate Winslet
Uscita in Italia: 24 Dicembre 2025 (Netflix)
Paese di produzione: Regno Unito, USA

Il cancro che affligge June Cheshire (Helen Mirren, MoblandIl Club dei Delitti del Giovedì) è purtroppo tornato in una forma così aggressiva che non le resta altro che affrontare un percorso di cure palliative nell'ultima fase della sua vita. Viste le sue condizioni, la sua famiglia le si stringerà intorno, ma questo momento delicato metterà in luce tutte le crepe dei loro rapporti. Infatti i suoi figli sono tutti separati, sia fisicamente che emotivamente: Connor (Johnny Flynn, Ripley, The Lovers) vive ancora a casa con i suoi e non ha un vero e proprio progetto di vita, Helen (Toni Collette, Giurato Numero 2) vive ormai lontano ed ha seguito un percorso spirituale alternativo, mentre Julia (Kate Winslet) e Molly (Andrea Riseborough, The Regime, Lee Miller) non si parlano da molti anni, creando tensioni in tutta la famiglia. Purtroppo anche il marito di June, Bernie (Timothy Spall), non riesce a tenere le redini della situazione, avendo ad esempio ignorato lo stato di salute della moglie.

A pochi giorni dal Natale, i Cheshire non possono far altro che accompagnare June al meglio che possono in questo passaggio.

Ha fatto le cose in casa Kate Winslet, che ha scelto di lanciarsi alla regia con un film scritto da suo figlio Joe Anders, che a sua volta si è ispirato ad una vicenda personale ovvero la morte della nonna materna.
Goodbye June ha dalla sua tanti aspetti interessanti e positivi: pur essendo arrivato in streaming su Netflix alla vigilia di Natale, non è il classico film a tema stucchevole e banale o inverosimile.
Ma pur essendo un film che parla di malattia, non è solo un film su un malato con tutto quello che ne consegue, né diventa mai piangino o sguazza nel dolore giusto per commuovere. Anzi Goodbye June ha i suoi momenti teneri, quelli più ironici come si confà ad un dramma familiare che vuol avere un respiro più ampio. Le dinamiche fra i Cheshire infatti sono quelle al centro, sia per come hanno vissuto fino a quel momento, sia per quella che è stata la reazione alla malattia e all'imminente scomparsa di June.

Ovviamente a far funzionare il film c'è un cast ottimo, non solo per la fama dei nomi scelti ma proprio per come questi siano calati perfettamente nelle parti.
E anche la regia di Kate Winslet, accompagnata da una bella fotografia, non mi è dispiaciuta, seppur non abbia guizzi particolari.

Guardando con un occhio un po' più cinico tocca forse ammettere che Goodbye June non lascerà un segno particolare nel mondo cinematografico perché non ha nulla di particolare. I temi dell'elaborazione del lutto, della famiglia divisa e poi ritrovata, e della malattia sono stati trattati in lungo e in largo da moltissimi altri film e qui non c'è un modo nuovo o diverso di parlarne. 

Infatti questo film Netflix non riesce ad avere l'approccio ad esempio più originale di His Three Daughters, che invece mi era sembrato molto più impattante ed emotivamente coinvolgente.
Tra l'altro la durata di quasi due ore di Goodbye June fa un doppio scacco al film stesso: da un lato azzoppa il ritmo inutilmente, dall'altro non trova il tempo di sviluppare al meglio i suoi personaggi. Chi più, chi meno, resta infatti in un ruolo limitato alla narrazione e poco sappiamo del loro vissuto in generale. Diciamo che se gli attori scelti fossero stati meno rodati, il film di Kate Winslet avrebbe perso ulteriormente terreno.
Preso come appunto un titolo abbastanza classico, semplice, Goodbye June rispetta le aspettative di un film in streaming su Netflix, se cercate altro potrebbe lasciarvi forse poco soddisfatti.



Primavera (2025)


Genere: drammatico, storico, musicale
Durata: 110 minuti
Regia: Damiano Michieletto
Uscita in Italia: 25 Dicembre 2025 (Cinema)
Paese di produzione: Italia, Francia

Adattamento del romanzo "Stabat Mater" di Tiziano Scarpa, Primavera ci porta nella Venezia del 1716, ed in particolare all'Ospedale della Pietà, a tutti gli effetti un orfanotrofio femminile dove le bambine abbandonate venivano formate come musiciste. Una di queste è Cecilia (Tecla Insolia, L'arte della Gioia, Familia), una giovane e talentuosa violinista che non ha mai conosciuto altro che le mura dell'istituto. Le ragazze che compongono l'orchestra infatti si esibiscono al pubblico nascoste da una grata o coperte da una maschera, ed in generale non vi è molta empatia nell'orfanotrofio: molte di queste orfane sono promesse in matrimonio a ricchi uomini che nemmeno conoscono ma che finanziano l'istituto.
Proprio la ricerca di fondi spingerà ad assumere Antonio Vivaldi (Michele Riondino, I leoni di Sicilia) come insegnante e direttore d'orchestra e il suo arrivo darà nuova linfa e speranza a Cecilia. Il talento da solo però non riuscirà a salvare la ragazza dal suo destino.

In un periodo in cui le sale cinematografiche sono saturate dal film di Checco Zalone, con una programmazione assurda, ho ripiegato su qualcosa più nelle mie corde e non me ne sono pentito.

Primavera è infatti un film ben fatto, diretto con eleganza e precisione da Damiano Michieletto, con una bella fotografia, bei costumi e ottime interpretazioni e ovviamente altrettanta bella musica classica. Io ormai apprezzo qualunque cosa faccia Tecla Insolia, anche se vorrei vederla più spesso in ruoli diversi, perché Cecilia e Modesta de L'arte della Gioia per certi versi si somigliano. 

Infatti anche in Primavera la protagonista è sempre alla ricerca di se stessa, della sua libertà e della sua strada, in questo caso però è spinta dal suo amore viscerale per la musica. Per questo trova in Vivaldi il mentore giusto che le farà sognare un destino diverso: un outsider che non vuole sostare alle regole delle istituzioni, ma segue solo la sua passione e appunto il suo talento per l'arte. Entrambi però sono obbligati da quello che la natura e il destino ha voluto per loro, essendo Cecilia una donna senza alcun potere in un mondo estremamente maschile, e Vivaldi un prete malato fin dall'infanzia.


Entrambe queste figure arrivano al pubblico come vive e vibranti, anche se il Vivaldi di Riondino ha meno spazio evolutivo e la sua interpretazione forse ha appunto incontrato questo limite. Primavera infatti non è un film biografico in senso stretto, ma potrebbe quasi considerarsi un coming of age non canonico al femminile, un viaggio di una eroina coraggiosa, sicuramente legata alla sua epoca storica, ma che prende coscienza di sé e del suo valore.

Dall'altra parte però Primavera è un film con i suoi limiti, che non spicca per originalità e che forse ha una durata eccessiva per la storia e soprattutto per come è stata pensata. Ha infatti i suoi momenti di tensione, ma manca secondo me una apertura, un momento di picco che possano davvero rendere il film d'impatto. Tutto si muove in modo piano quasi da inizio a fine e seppur non annoi, si avverte la sensazione di non necessità di questo minutaggio. 
L'approccio più riflessivo, più intimo, più personale, rende Primavera forse meno adatto ad un pubblico ampio, o a chi magari cerca più azione ed una risoluzione più positiva e consolatoria, ma resta un bel film da vedere con queste premesse. 


La Crema Contorno Occhi Coreana al Retinale che devi provare!

Poco dopo aver messo in uso, lo scorso novembre, il siero viso di KSecret ho subito voluto testare anche la Eye Cream Retinal Liposome 4% + Fermented Bean sempre della linea Seoul 1988 e non me ne sono pentito un solo secondo.

Eye Cream Retinal Liposome 4% + Fermented Bean recensione


INFO BOX
🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL), AmazonStylevana
💸 €13
🏋 30ml
🗺 Corea 
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan

Se all'apparenza possono sembrare due prodotti molto simili da un punto di vista delle formulazioni e degli attivi, in realtà siero e crema contorno occhi al retinale presentano alcune differenze sottili.

L'Eye Cream KSecret contiene ben il 4% di Retinal incapsulato in liposomi, che consentono un rilascio più controllato della vitamina A, che quindi risulta più delicata. Anche in questo caso non dovete farvi spaventare dalla percentuale di retinale perché in realtà abbiamo lo 0.04% di attivo puro proprio per l'incapsulamento della sostanza.
Molti altri ingredienti presenti nel Serum viso ritornano nella crema contorno occhi: entrambi ad esempio sono arricchiti con niacinamide, adenosine, l'attivo anti-età con funzione distensiva e riparatrice, e da un terzetto di peptidi biomimetici, che contribuiscono a migliorare elasticità e qualità della pelle nel tempo.

KSecret Eye Cream recensione

Sul fronte antiossidante e protettivo troviamo sempre la vitamina E e una forma stabile di vitamina C, che aiutano a contrastare lo stress ossidativo ed illuminare la pelle.

Il bakuchiol, presente anche nella Eye Cream Seoul1988, lavora in sinergia con il retinal e ne supporta l'efficacia anti-age. Ed anche in questo prodotto come nel siero viso è presente una miscela di estratti di radici di cinque piante tradizionali nella medicina orientale, che formano un sistema antiossidante, anti infiammatorio e in generale rivitalizzante.
Ma questa crema contorno occhi per certi versi è anche potenziata: ad esempio l'azione idratante della glicerina è sostenuta dall'acido ialuronico, e la parte emolliente composta da oli di macadamia e semi di girasole ha il supporto di altri lipidi.

Inoltre KSecret ha fatto una scelta molto interessante per la Retinal Liposome Eye Cream perché ha inserito ben cinque diversi attivi fermentati, fra cui appunto ginseng e soia, che non solo agiscono in modo diverso sulla cute, ma contribuiscono anche a migliorare il microbiota cutaneo e quindi rinforzare la pelle.

crema contorno occhi retinale

Tutto questo è comunque contenuto in una consistenza molto piacevole, indubbiamente più soda del Serum, ma è comunque una crema contorno occhi facile da stendere non pastosa o untuosa. Su di me si dimostra molto piacevole, subito idratante e non appiccicosa, ma anche delicata perché non mi ha mai dato fastidio agli occhi. Tra l'altro non ha una profumazione particolare quindi evita anche il rischio di sensibilità da questo punto di vista.

La Retinal Liposome 4% + Fermented Bean Eye Cream come dicevo è un ottimo trattamento sia nel breve periodo, perché idrata e nutre la pelle, sia nel lungo, come appunto siero che vuole agire su diverse problematiche della pelle legate soprattutto alla perdita di elasticità e in generale ai segni del tempo, come macchie e rughe. 
Ovviamente sta alla vostra sensibilità cutanea decidere quante volte utilizzarla alla settimana, io ad esempio l'ho inserita senza problemi nella mia routine serale ogni giorno, sia da sola che con altri prodotti, sempre senza che bisticciasse con qualche altro cosmetico.

KSecret Seoul 1988 Eye Cream Serum Recensione

Parliamo comunque di un prodotto che, al netto dell'altisonante "4%", è delicato ed è ben lontano dai prodotti al retinale decisamente più concentrati. Di conseguenza può essere una crema contorno occhi dall'effetto preventivo per pelli più giovani, e un primo passo nel mondo dei retinoidi per una cute più matura e segnata.

Come dicevo inoltre, visto anche il suo flacone generoso, ho usato questa Fermented Bean Eye Cream  KSecret Seoul 1988 su diverse aree del viso che ritengo un po' più problematiche, come le rughe nasolabiali, il collo, la mia tanto odiata ruga sulla fronte. Così ho potenziato anche gli altri sieri e trattamenti a base di retinoidi che stavo già utilizzando su tutto il viso.
Quindi è anche un prodotto versatile e pratico.


Avete provato la linea Seoul 1988 di KSecret? Ho visto che ha tanti altri prodotti interessanti che vorrei testare.



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Stranger Things 5: quello che proprio non ho sopportato dal Finale della Serie Tv

È stata una attesa lunga, e ancora più lunga è stata la quinta stagione di Stranger Things che fra Novembre e Dicembre 2025 è arrivata con il suo finale largamente anticipato.

Onestamente non ho alcuna voglia di fare una disanima minuto per minuto di tutti i pro e i contro di quest'ultima stagione, anche perché credo che le avrete sentite tutte e che ormai sia stata davvero vivisezionata. Ci sono però due o tre sassolini che vorrei togliermi dalla scarpa, quindi attenzione ci saranno spoiler seppur vaghi.

Quello che posso dire su Stranger Things 5 è che non mi ha deluso proprio perché fin dalla prima stagione non è stata secondo me questa serie tv capolavoro a cui affezionarsi, e persino sulla quarta ho avuto molte cose da sottolineare. 

È ovvio che ne riconosca l'impatto enorme che ha avuto a livello globale, e come sia diventata un cult moderno nell'ambito dell'intrattenimento, con uno stuolo di fan adoranti in tutto il mondo ormai emotivamente legati ai personaggi della serie. Poi sono anche consapevole che non sono mai stato il suo pubblico di riferimento più azzeccato, non amando i fantasy né gli horror.

Capisco però la delusione provata per questa quinta stagione e non posso che concordare con i tanti problemi riscontrati da praticamente chiunque.

Personalmente in realtà ho trovato la prima parte, con i primi quattro episodi, tutto sommato piacevole, veloce, ricca di suspense e azione. L'ho vista molto volentieri, ma mi sono impantanato con gli episodi di dicembre perché mi sono sembrati inutilmente lunghi, verbosi, proprio l'esempio per cui nessuna serie tv in fondo meriterebbe un minutaggio così lungo ed elaborato. O per lo meno, la seconda parte di Stranger Things 5 dimostra come i fratelli Duffer abbiano voluto strafare con le linee narrative, e probabilmente avendo carta bianca da Netflix si siano fatti prendere la mano.

Poi siamo arrivati al gran finale di ben due ore, la battaglia conclusiva che ha lasciato così tante perplessità, teorie e dubbi che si sono riversati in meme azzeccati, perché in fondo tante cose non sono quadrate.

Ora, in questi tempi fatti di serie tv falciate di netto dopo una prima stagione, avere un finale pensato è davvero un miracolo. Inoltre penso che tutti fossimo consapevoli di quanto un universo complesso e stratificato come quello di Stranger Things, spalmato in praticamente 10 anni dalla sua prima messa in onda, non era semplice da riassumere e concludere.

Tra l'altro parliamo di una serie tv che ha sempre cercato di unire all'avventura e al fantasy anche delle dinamiche umane e relazionali più profonde, complicando ulteriormente le cose.
Era secondo me preventivabile insomma che, arrivati alla fine, qualcosa dovesse restare indietro. 

Ciononostante, con tutte le premesse e le razionalizzazioni del caso, ci sono aspetti che non ho potuto digerire.
Ci sono state infatti scelte narrative che non hanno completamente logica, come ad esempio tutta la scena in cui Karen, ridotta ad un colabrodo, riesce a salvare Max, Lucas, Robin e Vickie facendo esplodere una lavatrice contro i democani con un tempismo impeccabile. Un esempio che però racchiude come questa stagione abbia avuto incongruenze, scene che sembrano completamente scollegate, tanti espedienti inseriti per cercare di far quadrare le cose ma che appunto non hanno logica interna e che non fanno altro che togliere intensità intrattenitiva alla serie perché risultano risibili.

Una grossa delusione è stato anche il coming out di Will: certo, una scena sentita, necessaria per l'evoluzione del personaggio e della storia stessa, ma fatta in un modo non solo incoerente con la fine del mondo imminente, ma anche urlata, quasi un delirio. 

È stato sicuramente più appagante lo scontro finale con Vecna/Henry da un punto di vista visivo, e Stranger Things 5 ci spiega pure la sua genesi, ma non tutto quello che vediamo ha senso e si lascia dietro qualche dubbio. 

Un altro momento che aveva senso nell'ottica di chiudere quanti più cerchi possibili, è il confronto fra Nancy, Robin, Jonathan e Steve, che si affacciano ormai ad una età più adulta. Ecco per me è stata comunque una scena inutilmente lunga, che va ad appesantire una conclusione che invece doveva essere più snella. 

Non posso dire di aver amato come è stato gestito il sacrificio di Undici: è ovvio nelle logiche della serie, ma anche lì ci sono troppe forzature e facilitazioni che la mano degli sceneggiatori non solo si "vede", ma ci prende proprio a schiaffi.

Credo che tra l'altro, il dubbio sul suo destino dia un messaggio sottilmente sbagliato: i protagonisti della serie si affacciano all'età adulta, che significa purtroppo a volte chiudere dei cicli, lasciare andare vecchi rapporti e, perché no, anche affrontare un lutto.

E la scena con Mike sulle note di Purple Rain? A me non ha dato quella sensazione di dolore, tenerezza e amore che forse avrebbe dovuto.


Ci sono poi un paio di punti di forza storici di Stranger Things che in questa stagione sono venuti meno. Il primo è la CGI, che in alcune scene mi è sembrata un po' meno curata e ricca del solito; il secondo, e forse più grave, riguarda le interpretazioni del cast perché mi sono sembrati un po' tutti svogliati. 

O meglio, i più piccoli, capeggiati da Nell Fisher, sono stati tutti bravissimi, ma i più grandi mi sembravano più fiacchi, distaccati. È forse Millie Bobby Brown quella che risulta più rigida, non so se per il botox o per il semplice fatto che ormai i panni di Enola Holmes le calzino meglio di quelli di Eleven.

Quindi, con tutti i se e i però del caso, con tutta la buona volontà, secondo me il finale di Stranger Things ha ripresentato tutte quelle problematiche che già avevo notato nelle passate stagioni.
Per questo trovo alquanto ingenua questa indignazione e sebbene, non siamo ai livelli del finale di Game of Thrones, io non credo che i fratelli Duffer non abbiano saputo stendere la strada di questa quinta stagione, ma non hanno mai saputo riparare le buche lasciate lungo tutto il percorso. 




Trattamento Anticaduta Capelli Freshly Cosmetics, la mia esperienza 😍

È parte della mia hair care routine da tempo ormai e mi sono fatto una idea ben precisa dell'Hair Growth & Density Treatment di Freshly Cosmetics.

Freshly Cosmetics Hair Growth Treatment

INFO BOX
💸 €29.99
🏋 50ml
🗺 Spagna
⏳  6 Mesi
🔬 Peta, Vegan

Proprio verso la fine dell'anno scorso vi avevo parlato di Freshly, azienda spagnola che sto usando da diverso tempo. Dopo il loro siero contorno occhi, ho voluto testare il trattamento anticaduta, che promette di ridurre del 57% la caduta e aumentare del 69% la densità dei capelli, il tutto attraverso una formula con il 99.9% di ingredienti di origine naturale. 

Freshly Cosmetics in realtà anche in questo caso spiega benissimo tutti i dettagli della formulazione dell'Hair Growth Treatment, ma cercherò di andare un po' più a fondo per capire meglio come funziona questo siero.
Gli attivi al suo interno sono infatti uniti in complessi che agiscono sinergicamente o brevetti su cui possiamo chiarire alcuni aspetti.

Nell'elenco degli ingredienti chiave di Freshly troviamo 

  • lo Smart Growth Activator, un complesso appunto composto dall'estratto da colture cellulari vegetali della curcuma, ricco di peptidi, e l'estratto di scutellaria, antiossidante e anti infiammatorio, uniti insieme ad una tecnologia cosmetica che ne rende migliore il rilascio. Il suo scopo è ridurre la caduta e aumentare la densità capillare;
  • l'Azouki Sprout, che nasce dall'unione di trifoglio rosso e fagiolo mungo, e che agisce sul ciclo del capello stimolando la fase anagen, riducendo la caduta e migliorando nel tempo la densità della capigliatura;
  • l'amla, che penso la conosca chiunque abbia avuto a che fare anche solo sporadicamente con le erbe tintorie e ayrvediche, ed è un'ottima pianta antiossidante e rinforzante;
  • la radice di maca, una pianta adattogena che stimola il metabolismo cellulare del follicolo, la sintesi del collagene e dei fibroblasti, con un miglioramento del capello dalla radice;
  • i peptidi del pisello, che sono spesso presenti nei prodotti anticaduta per le loro proprietà di agire sia sulla fase di crescita che appunto di caduta del capello.
  • il modulatore del microbiota, su cui Freshly non dice molto, ma ho scoperto che corrisponde all'estratto di radice di Lindera, un attivo noto in cosmetica capelli (brevettato come HAIRILINE®) studiato per riequilibrare il microbiota del cuoio capelluto e migliorare la fase di crescita del capello;
  • il Saw Palmetto, ingrediente botanico dalle proprietà sebo-regolatrici e antinfiammatorie, e naturale inibitore dell'ormone DHT, che può causare la caduta dei capelli;
  • l'estratto di Ginkgo Biloba, che stimola la microcircolazione con un maggiore apporto di ossigeno e nutrienti al bulbo pilifero, oltre ad avere un effetto antiossidante;
  • l'arginina, un aminoacido precursore della cheratina e del collagene che migliora il flusso sanguigno locale e condiziona il capello idratandolo.

Se questo lungo elenco non fosse sufficiente a convincervi su quanto sia approfondita la formula dell'Hair Growth & Density Treatment Freshly Cosmetics, sappiate che ci sono anche umettanti, come glicerina e l'isomalto, ma soprattutto c'è un brevetto chiamato BAICAPIL™ ZNNN, un complesso vegetale contenente estratti di scutellaria e germogli di soia e grano. Il suo scopo è quello di ridurre la caduta e migliorare la densità dei capelli.

Se tutta questa descrizione vi risulta macchinosa e complessa, sappiate che questo siero crescita e densità è in realtà un prodotto semplicissimo. Si presenta come un gel fluido vagamente lattiginoso, con una profumazione abbastanza leggera, data per lo più da appunto gli attivi che contiene.
Il Trattamento Anticaduta Freshly è anche semplicissimo da utilizzare: si shakera, si preleva una pipetta di siero e si applica sulle aree che vogliamo trattare, facendolo assorbire con un massaggio. L'azienda suggerisce un uso serale e quotidiano su capelli asciutti, esattamente come buona parte di questa tipologia di prodotto.


Io, come forse sapete, preferisco dosare questi sieri usandoli a zone: cinque volte la settimana li applico solo su aree più esposte e problematiche, nel mio caso l'attaccatura frontale e le tempie, dove il diradamento è più visibile. Due volte a settimana invece, quando so che farò lo shampoo, faccio applicazioni più ampie e abbondanti. 

No, lo shampoo non è necessario dopo l'uso dell'Hair Growth & Density Treatment, perché non sporca i capelli, non li appesantisce né li unge: una volta asciugatosi praticamente non si nota nemmeno. Tuttavia conosco i miei capelli e so che se tutti i giorni applicassi un siero rinforzante su tutta la capigliatura, si potrebbero sporcare più rapidamente visto che si aggiungerebbe già ai diversi prodotti che uso per la hair care e soprattutto lo styling. Inoltre col mio metodo di applicazione riesco a sfuttare al meglio un singolo flacone.

La mia esperienza quindi con questo trattamento rinforzante Freshly Cosmetics è stato subito positivo perché non mi ha dato problemi, anzi l'ho trovato gradevolmente idratante e fresco.


Sto usando questo siero stimolante ormai da oltre un mese, e ancora mi resta un po' di prodotto almeno per un paio di settimane. Uno degli aspetti che ho maggiormente notato è che la caduta dei capelli è praticamente azzerata. È vero che non siamo in un periodo critico per questa problematica ma comunque stress e cambi di stagione sono sempre in agguato (il mio dicembre ad esempio è stato abbastanza critico), e il trattamento di Freshly credo mi abbia dato una mano a rallentare appunto al caduta dei capelli.

La cosa che però mi ha stupito è stato notare parecchi nuovi baby hair spuntare lungo tutta l'attaccatura e non me lo aspettavo. Ammetto infatti che venendo da una routine rinforzante avanzata ho temuto che non avrei notato risultati con un prodotto completamente naturale, ed invece mi sbagliavo.
Anzi, l'Hair Growth & Density Treatment mi è sembrato un perfetto proseguimento dei prodotti che stavo già utilizzando, mantenendo i risultati ottenuti e stimolando ulteriormente la crescita di nuovi capelli, contribuendo così a rendere tutta la mia capigliatura più densa e folta, ed in generale più forte.

Ovviamente ci vuole costanza per notare dei risultati ed io proseguirò fino a terminare completamente il prodotto. Ho visto poi che Freshly ha anche uno shampoo anticaduta e mi piacerebbe metterlo alla prova perché potrebbe essere una combinazione ancora più performante insieme a questo trattamento.

Voi conoscevate questo Hair Treatment Rinforzante?



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Cien Beauty's Choice, finalmente belle novità da Lidl 😍

Poco prima che il 2025 terminasse, Cien ha deciso di farci una sorpresa con una nuova linea di prodotti estremamente interessante e avanzata. Si chiama Beauty's Choice Pro Beauty Skin e sfrutta quegli attivi cosmetici che Cien fino ad adesso non aveva utilizzato, specie in formulazioni così moderne.

Beauty's Choice è composta in totale da cinque prodotti per la cura del viso e l'ispirazione da altri brand secondo me è evidente, sia nel nome che nel packaging e appunto nella scelta degli attivi che arricchiscono i prodotti.

Recensioni Cien Beauty's Choice

Io ho scelto solo tre cosmetici di questa linea, perché l'Azelaic Boost non mi sembrava in linea con le mie esigenze, mentre il 5% Niacinamide Serum mi sembrava ridondante da aggiungere alla mia skincare al momento, avendo tanti altri prodotti con Vitamina B3 in uso. Credo però di aver scelto tre referenze molto interessanti, specie se consideriamo che Cien è un brand da discount.


Cien Beauty's Choice Balsamo Detergente 2% Squalane


INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 €5.99
🏋 100ml
🗺 Germania
⏳  6 Mesi
🔬 Vegan

Ho apprezzato molto che Cien abbia pensato ad un detergente viso cremoso per questa linea, perché è una tipologia di prodotto che non sempre si trova nella grande distribuzione. Il Cleansing Balm 2% Squalane viene presentato come un detergente struccante ricco di emollienti che dovrebbe rimuovere make-up e protezione solare e lasciare la pelle liscia e morbida.

Al suo interno in effetti troviamo sostanze interessanti, a cominciare appunto dal 2% di squalane e proseguendo con olio di semi d'uva, di nocciolo d'avena e di girasole, e con il burro di murumuru, che è anche pregiato. Ci sono anche umettanti come la glicerina, ma Cien non aggiunto profumazioni, quindi un prodotto neutro. 
Il tutto è racchiuso in una consistenza che in prima battuta mi aveva lasciato un po' perplesso: è una crema soffice abbastanza fluida, che presenta una leggera granulosità, fortunatamente però non ho avuto problemi con l'uso.


Il balsamo detergente Cien infatti va applicato su pelle asciutta e massaggiato per appunto trasformarlo in olio, e così diventa subito scorrevole, si fonde e consente proprio di essere attivato affinché pulisca il viso. Quei piccoli granuli non si percepiscono sulla pelle, perché è come se si dissolvono.
Solo quando si inizia ad emulsionare aggiungendo acqua, il Cleansing Balm Beauty's Choice si trasforma in un latte che scioglie tutto lo sporco sul viso e si riesce a sciacquare senza fatica. L'unico aspetto che amo meno dell'uso di questo detergente Cien è il flacone perché ha un foro un po' troppo largo e un paio di volte è fuoriuscito più prodotto di quanto necessitassi. Basta prestare un po' di attenzione e non ci sono grossi problemi, ma diciamo che potevano studiarla meglio. 

Per il resto, il Balsamo Detergente con 2% Squalane è secondo me un'ottima referenza di questa linea.


Io l'ho utilizzato principalmente nella doppia detersione serale come primo step, e mi è piaciuto moltissimo perché deterge bene la pelle, scioglie trucco e protezione solare senza fare fatica e soprattutto non lascia patine sul viso. È sicuramente un balm più rivolto a pelli normali e soprattutto secche, perché idrata e nutre mentre pulisce e lascia il viso davvero morbido ed elastico. Per le cuti secche, o per appunto i periodi più freddi, quando siamo più esposti a freddo e vento, ed è più facile disidratarsi, può diventare un ottimo detergente mattutino, che risulta quasi restitutivo.

Come dicevo il Balsamo Detergente Beauty's Choice Cien si rimuove facilmente sciogliendosi, e non appesantisce la pelle, né mi lascia ad esempio la vista appannata, e posso usarlo sugli occhi senza problemi. Preferisco però usarlo insieme ad un altro detergente viso, soprattutto quando so di avere dei prodotti più resistenti sul viso, per completare al meglio la detersione. 
Credo che Cien abbia creato proprio un prodotto interessante e diverso dai soliti detergenti, che spero entri in pianta stabile nel loro range.


Cien Beauty's Choice Peeling Liquido 2% BHA

INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 €3.99
🏋 100ml
🗺 Germania
⏳  6 Mesi
🔬 Vegan

Credo che più di tutti questo Peeling Liquido riveli come Cien si sia ispirata ad altri brand per questa linea, soprattutto a Paula's Choice, perché questa confezione è davvero simile allo stesso prodotto del marchio.
Ma anche la formulazione non è da meno: il Liquid Peeling Cien è infatti arricchito con il 2% di acido salicilico, rivolto soprattutto a contrastare impurità e sebo in eccesso, ma anche qui troviamo l'estratto di foglie di tè verde, che agisce come antiossidante. La glicerina dà un tocco idratante al prodotto, ma non lo appesantisce. Si tratta infatti di un peeling molto acquoso, praticamente un tonico, e che quindi va applicato su pelle pulita, prima di altri trattamenti idratanti dalle texture più spesse.

Il Peeling Liquido 2% BHA è molto semplice da usare e viene dosato attraverso un forellino che consente di non sprecare troppo prodotto. Inoltre non ha alcuna profumazione, quindi ideale se avete un naso sensibile. 
Diciamo che attorno questo prodotto c'è poca poesia da fare perché è essenziale esattamente come viene presentato. Si usa facilmente perché si assorbe bene e non mi lascia il viso appiccicoso, anche se io lo utilizzo solo sulla zona T, o comunque come trattamento mirato su qualche brufoletto passeggero. In generale non ho avuto problemi a stratificare questo Liquid Peeling con altri prodotti, e usarlo di giorno o di sera mi è indifferente.  

In generale mi è sembrato che questo tonico Cien Beauty's Choice si comporti come tanti altri prodotti con acido salicilico. Mi aiuta infatti a contrastare la formazione di punti neri e a ridurre appunto l'infiammazione e la durata dei brufoli, ed in generale rende la pelle più liscia evitando l'accumulo di pellicine e cellule morte.

Ovviamente si tratta di un prodotto che può risultare aggressivo se non avete mai usato BHA o altri acidi esfolianti, e quindi da inserire con cautela nella propria skincare. Su di me però, che invece sono decisamente abituato a questi attivi, non ha creato alcuna irritazione o rossore e posso utilizzarlo anche più volte a settimana. 

Ero più o meno conscio quando ho acquistato questo peeling Cien che avrei avuto a che fare con un prodotto abbastanza efficace ma che non rivoluziona il mondo della cosmesi, anche perché la grande distribuzione ormai sfrutta l'acido salicilico in lungo e in largo. Questo prodotto Beauty's Choice può essere una scelta diversa per la sua consistenza liquida, oltre che per il costo, che lo rende comodo anche se vogliamo utilizzarlo su altre aree come il corpo: può essere utile a contrastare appunto le impurità che possono formarsi su schiena o petto, o comunque in altre zone. 
Per questa sua versatilità secondo me il Peeling Liquido 2% BHA Cien può essere interessante, altrimenti sono certo che ci siano altri prodotti comunque validi in commercio.



Cien Beauty's Choice Siero al Retinale 0.01%

INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 €4.99
🏋 30ml
🗺 Germania
⏳  3 Mesi
🔬 Vegan

È forse il prodotto più interessante che Cien ha proposto perché il mondo dei retinoidi è stato ancora secondo me poco esplorato dai brand della GDO. Qui poi credo che l'azienda si sia superata: questo siero viso è infatti un vero e proprio trattamento antiage completo.

In primis troviamo lo 0.01% di retinale, quindi una forma di Vitamina A avanzata e moderna, in una percentuale un po' bassa forse, ma che diventa un ottimo entry level per passare appunto da retinolo a retinaldeide. Nell'INCI ho notato anche fosfolipidi, che non so se siano stati aggiunti in quanto parte di un sistema di incapsulamento del retinale o per la loro funzione idratante e protettiva. Proseguendo troviamo glicerina e acido ialuronico che rendono la formula idratante, mentre il pantenolo lenisce eventuali rossori. In basso nella lista degli ingredienti troviamo sia una forma stabile di vitamina C, antiossidante e illuminante, sia una coppia di peptidi che stimolano la produzione di collagene e che conoscerete come Matrixyl 3000.

Il Retinal Treatment Cien mi è sembrato proprio una versione "light" di un prodotto sempre con vitamina A di Paula's Choice, ed è una scelta che onestamente mi piace in un'ottica di democratizzare la skincare. Ovviamente qui abbiamo un siero più friendly verso un pubblico più ampio. La sua consistenza ad esempio è quella di un fluido facile da utilizzare anche in una skincare più complessa: su di me infatti si assorbe bene e non appiccica. In generale è anche abbastanza delicato, visto che non ha profumi quindi non dà fastidio. 

Il Siero al retinale Cien va ovviamente inserito nella skincare serale, e credo possa piacere a davvero tanti tipi di pelle, dalle normali alle miste, fino alle secche se ovviamente lo fanno agire insieme ad altri prodotti nutrienti.
Da solo infatti è piacevolmente idratante e, dopo un tonico, può essere ideale per soddisfare una pelle mista o grassa; se invece si sente l'esigenza, dopo si può applicare magari una crema senza che il siero crei briciole o sollevi la skincare.

Questo Siero Retinale 0.01% secondo me può accontentare pelli più giovani, per migliorare l'incarnato in generale e stimolare la rigenerazione cutanea, ma non credo possa dare risultati visibili su un viso molto segnato e su una pelle matura. Può essere per tutti, come dicevo, un buon punto di partenza per poi muoversi verso concentrazioni sempre più elevate. Anzi è un peccato che Cien non abbia pensato proprio di aggiungere sin da subito un prodotto più avanzato per pelli più "esperte".

Io stesso l'ho testato più con curiosità che per le necessità della mia cute ormai abituata a concentrazioni più alte di retinale (ve ne ho raccolti alcuni provati lo scorso anno nei TOP del 2025), ma è stata comunque una esperienza positiva.

Questo siero Cien infatti su di me si è comportato bene, non ha ovviamente dato alcuna irritazione e sin da subito l'ho potuto utilizzare con costanza tutte le sere. Persino su aree come collo e contorno occhi l'ho trovato delicato ed anzi gradevole. 
Se dovessi fare una scelta, direi che il Siero al Retinale è il prodotto di questa linea Beauty's Choice da non farsi scappare perché ben studiato. Il packaging airless è una attenzione extra che non tutte le aziende hanno e la formulazione offre diverse potenzialità, attivi moderni ed efficaci, e una consistenza gradevole ad un prezzo davvero accessibile, da far invidia anche ai cosmetici coreani più economici.


Avete scovato questa linea da Lidl? Ho visto di recente che qualche rimanenza era ancora disponibile nel supermercato che frequento di solito, quindi speriamo che venga riassortita.




Le serie TV più interessanti del 2025: cosa vale davvero la pena recuperare

Le classifiche di fine anno o i buoni propositi di gennaio non fanno molto per me, ma se c'è qualcosa che val la pena ricordare e portarsi dietro sono contento di poterne parlare. Con l'inizio del 2026, prima di addentrarci con le novità dell'anno, ho quindi deciso di raccogliere le migliori serie TV uscite nel corso del 2025 e che credo siano da recuperare se ancora non le avete viste.

Come gli anni precedenti devo sottolineare che non si tratta di una classifica perché ogni serie tv ha magari i suoi difettucci e non voglio complicarmi la vita. E soprattutto non ci saranno in questa lista i rinnovi che sono arrivati nel corso dei mesi, ma solo le novità del 2025, siano essere serie tv o miniserie. 


M - Il figlio del secolo

Qualunque guida, elenco, classifica che mi è capitata sotto gli occhi con le migliori produzioni contempla la ormai miniserie M - Il figlio del secolo e a ragion veduta si merita questo posto anche qui da me. Una sola stagione, con l'affronto di un mancato rinnovo per una seconda, è forse una delle serie tv italiane più chiacchierate e meglio riuscite da un po' di tempo a questa parte. Ottimamente diretta da Joe Wright e perfettamente interpretata da Luca Marinelli, M - Il figlio del secolo ha tutte le caratteristiche per meritare una visione qualora non l'abbiate ancora fatto. 


Cent'anni di solitudine è la riprova che anche Netflix a volte sa fare dei buoni adattamenti. Certamente potendo contare su uno dei romanzi più noti, era difficile sbagliare ma qui si vede secondo me la potenza dei mezzi produttivi della grande N. Cent'anni di Solitudine secondo me sa riproporre e mostrare il mondo creato da Gabriel García Márquez senza stravolgerlo, con ottime interpretazioni e una precisa ricostruzione storica. Una serie tv intensa, non da binge watching ma fatta bene, e nel 2026, ad agosto, deve arrivare la seconda parte, quindi avete tutto il tempo per recuperarla specie se amate i classici. 



L'arte della gioia

Mi fa piacere che quest'anno la lista delle migliori serie tv abbia ben due produzioni italiane, e L'arte della gioia è la seconda a meritare assolutamente il suo posto qui. Una serie tv raffinata e conturbante, con una Tecla Insolia impeccabile e una bella ricostruzione storica. Anche qui tocca ammettere che è un peccato che non ci siano forti intenzioni di proseguire, ma resta un gioiellino da vedere.


A Thousand Blows

Quarta serie tv promossa e quarto period drama, genere che più prediligo e quindi è inevitabile che ve ne siano in abbondanza in questa lista. A Gennaio 2026 arriverà la seconda stagione di A Thousand Blows e spero che esplori tutto quel potenziale che ho visto nella prima perché non si tratta solo di cazzotti. Un po' di fatti reali, molta romanzatura, l'efficace ambientazione inglese di fine '800 per una serie tv che sa intrattenere, che mischia magari generi e titoli che conosciamo per creare però una storia interessante. Non sarà esplosiva o ricca come altre serie del suo genere, ma è perfetta se siete in attesa di titoli più solidi.
E poi Steve Knight è sempre una garanzia. 

Adolescence

A proposito degli ottimi Erin Doherty e Stephen Graham - protagonisti di A Thousand Blows - in una lista di serie tv del 2025 da non perdere non può mancare Adolescence. Una storia quasi dolorosa da guardare, che lascia il segno, che può aprire un dibattito, e da far vedere ai più giovani, ma racchiusa in una miniserie che raggiunge la quasi perfezione. I silenzi, gli sguardi, i movimenti della camera, gli attimi di tensione, gli attori, tutto contribuisce a rendere Adolescence come una delle produzioni migliori, anche da rivedere.


La strada stretta verso il profondo nord

Probabilmente essere disponibile su Tim Vision ha un po' azzoppato La strada stretta verso il profondo nord, che invece mi è sembrato un dramma storico ben realizzato. Basandosi su fatti realmente accaduti, e muovendosi su tre linee temporali, la miniserie trova un Jacob Elordie bello ma decisamente dannato dal suo passato e dalle sue scelte. I toni sono cupi, densi ma La strada stretta verso il profondo nord merita di essere recuperata anche solo per la possibilità di conoscere una pagina di storia che forse molti ignorano.



Mobland 


Pensare alle migliori serie tv dell'anno può spingere a scegliere solo i titoli che puntano ad una certa perfezione stilistica, di scrittura o magari tecnica. Ma io voglio nominarvi anche Mobland, uno dei titoli più visti su Paramount+, che magari non spiccherà per originalità, ma è un intrattenimento solido, condotto da un cast di nomoni e che fa appassionare anche chi come me non apprezza il machismo da bar di Guy Ritchie. Ci sarà poi la seconda stagione, in uscita nella seconda parte del 2026 e con nuove aggiunte al cast, quindi il recupero è d'obbligo.


Overcompensating 


Se Mobland intrattiene giocando con gli stilemi dei malavitosi, Overcompensating sfrutta i cliché delle commedie da campus studentesco per raccontare una storia di accettazione di sé a tutto tondo. Non solo l'omosessualità di Benny, il protagonista, ma anche degli altri personaggi che ancora stanno cercando il loro posto nel mondo. Il risultato è una serie tv contemporanea, divertente, super pop e secondo me Overcompensating riesce Boots si perde nel tentativo di strafare. 



Dying for Sex

Non è una serie tv semplice, che guardi a cuor più o meno leggero come le due precedenti, ma Dying for sex è sicuramente uno dei titoli migliori dell'anno e da recuperare se non lo avete ancora fatto. Si può parlare di sessualità, amicizia, malattia, morte e tutto quello che gira intorno a questi argomenti con una prospettiva diversa, insolita e irriverente, divertendo e commovendo e questa serie tv ci riesce. Come dicevo, Dying for sex non è intrattenimento per una serata disimpegnata, ma è una miniserie quasi catartica. Poi l'ottimo cast fa il resto. 


The Four Seasons 


Tutt'altro è invece l'approccio di The Four Season, che invece è una dramedy pura, volta più che altro a far sorridere girando attorno ad argomenti come l'amicizia e l'amore. Per una volta però abbiamo dei protagonisti adulti e non i soliti adolescenti che Netflix propone in questo genere di serie tv. The Four Season si appoggia su un cast di interpreti noti e rodati nel genere quindi non delude con la sua brillantezza. Per la seconda stagione ci sarà ancora da aspettare ma sembra che sia anche stata girata in Italia. 

Le migliori scoperte beauty del 2025!🥇

È stato un anno ricco di scoperte per me, con tantissimi prodotti interessanti e originali, e quindi anche quest'anno, ho voluto raccogliere i migliori che secondo me ha senso portarsi dietro anche con il nuovo anno e cui ha senso dare una chance. 

Negli scorsi recap annuali ho scelto un paio di prodotti fra le varie recensioni muovendomi mese per mese, ma questa volta ho preferito fare diversamente, dividendoli per viso, corpo e capelli. Così credo di poter valorizzare tutti i prodotti per le loro qualità, anche se magari ve ne ho parlato nello stesso mese.

Si tratta ovviamente di scoperte e novità fatte nel corso del 2025, quindi non ci saranno prodotti che conoscevo già e che magari ho riacquistato.


Scoperte TOP Viso 

Ho iniziato l'anno con un prodotto che è forse uno dei cosmetici più avanzati che abbia provato da un po' di tempo a questa parte e mi riferisco al Clinical Vitamin A di Theramid, la gamma Top di Niche Beauty Lab.

Theramid è la linea più costosa del marchio, proprio perché composta da trattamenti avanzati e quindi in linea con le tecnologie che propone. Il Clinical Vitamin A come dice il nome stesso è una miscela di retinoidi moderni e avanzati. Ma ci sono anche sostanze che si prendono cura della barriera cutanea, e la texture è gradevole e semplice da usare.

È a tutti gli effetti uno dei trattamenti anti age più completi interessanti che abbia provato e che può accontentare pelli esigenti e mature, e ovviamente chi ha già una certa esperienza con il retinolo e vuole passare a concentrazioni più elevate ma senza irritare la pelle.
Qui la recensione completa. 

Restando un po' nella sezione retinoidi, nel corso dell'anno ho provato diversi altri sieri che mi sono piaciuti moltissimo, con formulazioni più varie e adatte a diversi tipi di pelle. Faccio un po' fatica ad escluderne qualcuno perché ognuno ha le sue caratteristiche.

Se ad esempio siete degli utilizzatori esperti di retinolo, non posso non segnalare il Next Level Be Like Phoenix Retinol 0.5% di Nacomi.


In questo caso l'attivo principale è il retinolo puro in una concentrazione abbastanza elevata, ma che su di me non ha dato irritazioni o problemi. In più in questo siero viso Nacomi ci sono anche attivi idratanti, lenitivi, nutrienti e antiossidanti, che lo rendono letteralmente una bomba. Se avete perso la review, la trovate qui.

Credo però che dal 2025 in avanti si guarderà molto di più al retinale, complici le nuove disposizioni dell'Unione Europea che hanno limitato (e non bannato, come si legge in giro), con effetti reali dal 2027, le quantità di retinolo nei cosmetici allo 0.3%. Io così mi sono portato avanti e ho provato alcuni prodotti TOP con retinaldeide. 

Penso ad esempio all'ottimo Youth Boosting Advanced Night Retinoid Serum di E.l.f Skin.

Qui abbiamo circa lo 0.16% di una miscela di retinoidi moderni, accompagnati da peptidi e sostanze idratanti e anti infiammatorie, davvero adatto a chiunque abbia un minimo di esperienza con queste sostanze. Ne ho parlato qui.
Lo stesso discorso vale per il SEOUL 1988 Serum Retinal Liposome 2% + Black Ginseng di K-Secret che invece ho testato più di recente. 

In questo caso abbiamo una formulazione ancora più delicata, con una concentrazione effettiva allo 0.02% di retinale, ben tollerabile ma efficace, e altre sostanze che si prendono cura della pelle su più livelli. La texture, leggermente cremosa, lo rende anche molto gradevole da utilizzare. Di questo siero K-Secret trovate la recensione qui. 

Un prodotto particolarissimo, che mi è piaciuto molto tanto da averlo ricomprato è il The Vita-A Retinal Shot Tightening Booster di Celimax.

Questo è un trattamento coreano da utilizzare su aree concentrate in cui magari notiamo texture irregolare o segni di espressione, anche sul contorno occhi. Certo, ancora una volta retinale incapsulato allo 0.1% ma spinto ancora di più in profondità nella pelle attraverso le spicule contenute in questo siero, che fungono come micro iniezioni. Più dettagli cliccando qui.

Piccolo spoiler: vorrei creare una guida su tutti i prodotti con Vitamina A che ho testato così da avere un quadro d'insieme più completo e spero utile, quindi aspettatevela nel corso del 2026.

A proposito di trattamenti localizzati, do la fascia di migliore del 2025 al nuovo Sulfur 10% Powder-to-Cream Concentrate di The Ordinary.


The Ordinary ha lanciato davvero parecchie novità nel corso del 2025, ma il Sulfur10% è forse il più particolare: si tratta di uno spot treatment, da applicare come fosse un patch su singoli brufoli e impurità. Grazie ai suoi attivi riesce a ridurre l'infiammazione e il rossore del brufolo, che appare quindi più sgonfio, ma anche ad accelerarne l'asciugatura e quindi la guarigione. Qui le mie impressioni più complete.

Invece do la fascia come migliore maschera viso dell'anno alla Advanced Snail Mucin Glass Glow Hydrogel Mask di COSRX.

Il 2025 è stato l'anno delle maschere viso al collagene in hydrogel da lasciare in posa anche tutta la notte e io ne ho messe alla prova diverse, tutte più o meno valide nell'apportare una idratazione profonda alla pelle. Questa di COSRX ha però in più la capacità di rendermi il viso davvero luminoso, dandomi quel famoso effetto glass skin come se avessi applicato un filtro di Instagram. Se avete perso la review, la trovate qui.

Una menzione d'onore la merita comunque anche la Madagascar Centella Poremizing Quick Clay Stick Mask di Skin1004, una maschera purificante in stick che è facilissima da usare e appunto aiuta a contrastare eccessi di sebo e punti neri.

Restando nell'ambito dei trattamenti più specifici per il viso, con attivi ad azione mirata, devo dare una bella promozione a ben tre prodotti alla vitamina C di Garnier.


Il Trattamento Liquido Illuminante mi è piaciuto perché agisce davvero sulla luminosità cutanea e sulle discromie, anche le macchie post brufolo. La sua consistenza lattiginosa è davvero particolare per un prodotto da grande distribuzione.
Il siero alla Vitamina C Garnier, adesso ancora più potenziato, è un ottimo trattamento che aiuta anche a ridurre le imperfezioni. La sua delicatezza comunque lo rendono adatto a tanti tipi di pelle. 
Il Daily UV Fluid SPF 50+ è invece una delle TOP protezioni solari scoperte durante il 2025: protegge bene la pelle, ha un finish super naturale, non unto e non grasso, idratante e davvero leggero e impalpabile. Fa quasi le piste ai tanti solari coreani che ho testato.

In questo quadro di prodotti promossi, mancano in particolare due categorie. La prima è quella dei detergenti viso, di cui ho parlato in lungo e in largo facendo ben due guide, una su quelli per pelle secca e uno per quelli rivolti a pelle mista. Ma c'è un prodotto che ho amato particolarmente per la sua versatilità ovvero il Rice Whip Facial Cleanser di I'm From.


Non è un semplice detergente in crema, che pulisce il viso, ma un prodotto molto performante, che può fungere da cleanser delicato al mattino, o da detergente più strong per la sera ed anche come struccante nella doppia detersione. Tutto sta in base a come lo si usa, come vi raccontavo nella recensione dettagliata. E poi dura moltissimo, quindi è un piccolo investimento che si ammortizza nel tempo con molta facilità.

Oltre a trattare la pelle, rigenerarla, illuminarla e idratarla, ovviamente ho cercato anche di rinforzare la barriera cutanea ed ho scoperto due alleati straordinari nel corso dell'anno. 

Fra le mie primissime recensioni del 2025 c'è infatti quella del Multipurpose Soothing Balm Provitamin B5 and Centella di Revox B77, che ho anche già riacquistato.

Io l'ho chiamato il balsamo salva pelle, perché non solo idrata e nutre, ma ha anche una bella azione riparatrice, lenitiva, e disarrossante. L'uso più comune che ne ho fatto è ad esempio dopo la rasatura della barba, ma banalmente mi piace anche come crema contorno occhi serale, o sul contorno labbra se ho qualche screpolatura. L'unico neo di questo Multipurpose Balm Revox è la dimensione del pack, perché potrebbe anche essere utilizzato sul corpo se necessario. Spero anzi che l'azienda ne crei una versione appunto più specifica.

In verità faccio fatica a trovare un prodotto RevoxB77 che non mi sia piaciuto: c'è ad esempio il Retinal Serum, un buon entry level nel mondo dei retinoidi, e il loro Peptide Serum, per viso e contorno occhi, perfetti se volete implementare i peptidi alla vostra skincare senza spendere troppo. 

Il secondo prodotto è la Ceramedix Barrier Cream Ceramide 2% di Maxclinic

In questo caso abbiamo una texture sempre cremosa, quasi una pomata, ma non fa scia bianca (al contrario del Balm Revox) e quindi posso usarla più facilmente di giorno. Ma questa crema Maxclinic è soprattutto molto lenitiva, idratante, ristrutturante, senza però risultare untuosa, tanto da poterla applicare su tutto il viso se necessario e non solo su punti mirati. Se non l'avete fatto ancora, saltate qui per tutti i dettagli. 

Durante il 2025 ho provato anche diversi prodotti per il contorno occhi ed uno dei primi ho apprezzato nel corso dell'anno non è solo il migliore ma anche il più interessante ovvero il Bakuchiol Eye Serum di Skin & Lab.

Lui si aggiunge al lungo recap con 15 creme e sieri contorno occhi da provare che ho stilato proprio ad inizio 2025. Ad avermi convinto tanto da considerarlo un TOP è la sua formulazione che passa da sostanze antiage a quelle che aiutano a ridurre gonfiore e occhiaie. In realtà l'applicatore stesso, essendo dotato di una sfera metallica, fa già un bel massaggio drenante ed è piacevolissimo da utilizzare appunto su una zona che comunque accumula molte tensioni. Il Bakuchiol Eye Serum è insomma un prodotto che agisce a 360° ed ho pure notato che, rispetto al lancio, il prezzo è sicuramente diminuito quindi merita ancora di più una chance. Qui ne parlo più in dettaglio.

Nel 2025 mi sono dedicato forse più spesso del solito a parlare del make up che utilizzo ed ho amato alcuni prodotti in particolare.
Non ho riacquistato la Cipria Fit Me Matte&Poreless di Maybelline solo perché la mia curiosità è sempre troppo vispa, ma rientra sicuramente nei prodotti top dell'anno.

Il costo, la reperibilità, la facilità d'uso, il pack attrezzato di tutto per i ritocchi al volo, la buona performance rendono questa cipria compatta un ottimo prodotto da drugstore. La tonalità Translucent è adatta a qualunque incarnato, e soprattutto se da un lato fissa il trucco e opacizza, dall'altro non va a seccare la pelle, quindi posso usarla tutto l'anno.

Come dicevo, non l'ho acquistata di nuovo, ma prima o poi lo farò. Ne parlo meglio qui.

Uno dei miei prodotti preferiti dell'anno è diventato anche il blush liquido di Catrice Blush Affair, che ho provato nella tonalità 030 Ready Red Go.

Si tratta di una tinta liquida che può essere usata sia sul viso che sulle labbra, è facilmente modulabile e si può applicare a piacere, sia in modalità più intensa che per un finish leggero. La nuance si adatta perfettamente ai miei colori naturali, enfatizzando le aree in cui lo applico ma sempre risultando discreto. Il liquid blush Catrice ha insomma tutto quello che cerco, ed il prezzo è piccolissimo. Trovate le altre specifiche al post che gli ho dedicato. 



Scoperte TOP Corpo

Sarò un po' più breve sui prodotti corpo migliori che ho scovato, anche perché ci sono inevitabilmente meno categorie. In questo caso la mia routine è infatti essenziale e soprattutto, nonostante i tanti prodotti validi che ho usato, sono pochi quelli che spiccano davvero. Personalmente apprezzo la tendenza più attuale di inserire nei cosmetici per la cura del corpo gli attivi che usiamo sul viso. Ad avermi convinto ad esempio da questo punto di vista c'è il Doccia Gel Deep Nutrition Vitamina B Mandorle & Noci di Dicora Urban Fit.

In realtà qualunque cosa provi di questo marchio mi convince, ma qui abbiamo un'ottima formulazione naturale con vitamine del gruppo B e sostanze che si prendono cura della pelle, una fragranza gradevole e non stucchevole, una bella texture che rende il doccia gel piacevole da usare e un prodotto che performa bene senza seccare. E poi Dicora ha prezzi piccolissimi quindi non c'è motivo per non provare questo doccia schiuma. Qui la sua recensione.

Sempre nell'ottica di cercare dei prodotti per la cura del corpo che abbiano qualcosa in più, ho amato la Vitamin Enriched Body Lotion di Transparent Lab/Niche Beauty Lab.

Non è una semplice crema corpo, o per lo meno sì, idrata e nutre la pelle, ma contiene attivi rigeneranti, incluso retinal, che migliorano la grana, il colorito e la texture della cute. Ovviamente può essere applicata su tutto il corpo, ma io penso che sia una lozione ideale da utilizzare su alcune aree in cui vogliamo appunto migliorare l'aspetto della pelle, magari dove abbiamo perso elasticità o ci troviamo spot da brufoli. Qui ne ho parlato largamente.

Il 2025 è stato un anno anche ricco di fragranze e non posso non mettere fra le migliori quelle di Compagnia delle Indie Parfum de Voyage.

Li promuovo un po' tutti in blocco perché è davvero difficile scegliere fra queste eau de toilette: io infatti le ho suddivise per stagione, ma ogni profumo ha le sue caratteristiche e può accontentare gusti, abitudini e situazioni diversi. Da quelli più freschi e frizzanti, a quelli più avvolgenti e intensi, Compagnia delle Indie ha creato una gamma di fragranze che può essere praticamente collezionata, grazie anche ad un prezzo contenuto. 
Devo in questo caso ringraziarvi perché da più parti mi avete detto che le mie opinioni su questi profumi vi sono state utili a farvi una idea. 


Scoperte TOP Capelli

Anche per quanto riguarda la cura dei capelli sarò altrettanto smilzo, anche perché nel corso di un anno non provo mai tantissimi prodotti di questa categoria, visto che preferisco testarli molto a lungo, e cercare di capire i benefici che possono darmi, o eventuali reazioni avverse. 
Sicuramente la scoperta migliore di questo 2025 per la haircare è l'Aminexil Clinical R.E.G.E.N. Booster di Vichy Dercos.

Qui trovate la lunga analisi sia sull'Aminexil, questo nuovo brevetto contro la caduta dei capelli, sia sulla mia esperienza con questo prodotto di Vichy con tanto di foto del prima e del dopo. La sintesi estrema di questa promozione è che si tratta di un siero rinforzante che su di me ha funzionato benissimo e che mi ha fatto scoprire un attivo molto interessante di cui mi sentirete parlare ancora anche nel 2026.

A proposito di caduta dei capelli, uno dei prodotti stimolanti che sicuramente riacquisterò è l'Olio di Rosmarino di Equilibra.

Un olio nutriente, che aiuta ad ammorbidire il capello, ma ha una miscela di estratti vegetali, fra cui appunto il famoso olio di rosmarino, che aiutano a incentivare la crescita dei capelli. È un coadiuvante ovviamente a sieri più specifici e trattamenti avanzati, ma secondo me fa il suo. Visti poi il costo e la reperibilità di Equilibra, non può che meritare una opportunità. Se volete, qui i dettagli del prodotto. 

Se mi seguite da un po' saprete che per quanto riguarda shampoo e balsamo sono sempre un po' restio a dare promozioni senza sollevare qualche dubbio, perché ho un cuoio capelluto capriccioso e dei capelli difficili. Tuttavia c'è un prodotto che mi ha salvato da una fastidiosa e duratura situazione di desquamazione e mi riferisco allo Shampoo e Balsamo Antiforfora Pure & Fresh sempre di Dicora Urban Fit. 


Un po' come il bagnodoccia della stessa azienda, anche questo Shampoo Dicora Urban Fit è ricco di sostanze utili proprio a purificare il cuoio capelluto, esfoliarlo e rinfrescarlo. Un vero e proprio trattamento che non utilizzo a ogni shampoo, ma, per le mie esigenze, proprio quando sento che la cute che si appesantisce, e che la mia dermatite diventa un po' fuori controllo per lunghi periodi. Nella recensione vi racconto come funziona e perché mi è piaciuto così tanto. 

Per lo styling do la promozione, più che altro per il numero di volte in cui l'ho riacquistato, alla lacca capelli di Avilea.

Non sarà un prodotto professionale o particolarmente glamour e performante, ma fa il suo per quanto riguarda la tenuta, non mi sporca i capelli né me li secca. È perfetta per tenere la piega tutti i giorni proprio perché non lascia residui, ed anche qui abbiamo un prezzo piccolo e questi flaconi sono anche pratici se viaggiate spesso o avete un beauty per la palestra, una seconda casa, o per le vacanze. Non ho visto da Tigotà il formato full size, ma appena lo becco lo acquisto volentieri. La recensione di questa lacca capelli è qui.


Nei miei TOP&FLOP mensili trovate tantissimi altri prodotti che mi sono piaciuti nel corso del 2025, ma questi sono davvero i migliori che ho trovato. 
Alla fine quello che per me conta davvero è il sostegno che mi avete dato e il supporto che ho spesso ricevuto, quindi non mi resta che ringraziarvi e augurarvi un buon anno nuovo.



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