Il finale di Heartstopper e gli altri film di Agosto su Netflix

Ho voluto dedicare un paio di serate di questo caldo agosto ad alcuni film che mi hanno incuriosito alla ricerca di un po' di leggerezza. Ve ne parlo nel modo più snello che mi riesce.


Heartstopper Forever (2026)


Genere: sentimentale, commedia, drammatico
Durata: 111 minuti
Regia: Wash Westmoreland
Uscita in Italia: 17 luglio 2026 (Netflix)
Paese di produzione: UK

L'omonima serie tv Netflix ha concluso definitivamente il suo percorso e quello dei suoi protagonisti non con una quarta stagione ma con un film arrivato in realtà in streaming a fine luglio.
Il progetto era quello di salutare Nick (Kit Connor) e Charlie (Joe Locke) nell'unico modo possibile visto che, dopo il successo della serie, sembrava sempre più difficile far trovare tutti gli attori sullo stesso set per una produzione molto più lunga. Condensare così le loro storie in un film conclusivo è sembrata la scelta più sensata sulla carta, ma non nella pratica secondo me.

In realtà narrativamente parlando sembra che Heartstopper Forever non si distanzi troppo dalla serie: ritroviamo infatti Nick e Charlie ancora innamorati, ormai più "out of the closet" che mai, ma crescere è sempre complesso. Il primo infatti sta per seguire un percorso universitario che lo porterà lontano, mentre il secondo è ancora a scuola, più sicuro di sé ma non ancora del tutto indipendente.
Potrà sopravvivere il loro amore, nato fra i banchi di scuola, quando si affaccerà al mondo "dei grandi"?


Avere un finale, dare un saluto alle persone che hanno un seguito una serie tv o una saga, per me è sempre una vittoria, specie in un mondo di produzioni falciate via senza troppe remore.
Con Heartstopper Forever però secondo me hanno seguito un po' la china che la serie tv stava prendendo. 
Il fulcro narrativo di tutto il film è sicuramente la nuova dinamica fra Charlie e Nick che si ritrovano a non capirsi più bene una volta che si ritrovano in vite in parte separate. Così scattano piccole gelosie, momenti di ansia e tensione, che portano alla classica giostra in cui i due si lasciano e poi tornano insieme e, in modo un po' strano, sembrano trovare pacificazione attraverso rapporti fisici. Diciamo che per tre stagioni ci hanno fatto intendere che due adolescenti non avessero pulsioni sessuali e adesso improvvisamente devono recuperare.
Ma a parte eventuali sottotesti,  Heartstopper Forever sembra una versione ingrigita della storia principale. Manca quella sensazione di calore, di tenerezza che ha sempre comunque saputo trasmettere, e manca una vera necessità alla storia stessa.


Proprio le varie occasioni di allontanamento fra Nick e Charlie sembrano spesso pretestuose, proprio come potrebbero fare due ragazzini e non due giovani adulti che devono essere maturati. Ammetto che ad un certo punto avrei preferito che i due, pur restando in ottimi rapporti, si separassero definitivamente proprio perché l'idea che due giovani proseguano per tutta la vita o quasi un rapporto nato da ragazzini, mi sembra assurdo e non esattamente il migliore dei messaggi da lasciare.
Ma mettendo di nuovo da parte le mie considerazioni, Heartstopper Forever finisce per essere frettoloso sotto ogni punto di vista, non dando un vero e proprio sviluppo ai personaggi secondari come Tao ed Elle, Tara, Darcy ed Isaac.
Si chiude quindi un progetto che aveva delle ottime intenzioni, che è riuscito a fidelizzare migliaia di fan, ma che forse non ha retto il peso del tempo e del successo. Peccato.



Don't Say Good Luck (2026)


Genere: drammatico, commedia, musicale
Durata: 95 minuti
Regia: Julia Hart
Uscita in Italia:  14 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: USA

Forse non il film più estivo, ma anticipo subito che Don't Say Good Luck mi è sembrato ben riuscito.
Scritto da Laura Hankin, che pare abbia racchiuso nel film una sua esperienza personale, conosciamo Sophie Birenbaum (Sunny Sandler) una adolescente che sogna in futuro come attrice di musical, e in parte ci riesce. Infatti ha ottenuto la parte come protagonista di Waitress che la sua scuola ha intenzione di rappresentare. Un momento di gioia che però verrà adombrato dalla notizia più brutta: sua madre Elizabeth (Melanie Lynskey, Matlock) è di nuovo malata di cancro e deve sottoporsi a cure molto pesanti. Così Sophie dovrà prepararsi ad uno dei giorni più belli della sua vita, ma con il peso sul cuore che sua madre possa non farcela.


Tolgo subito il cerotto: Don't say good Luck non è il film più originale in assoluto, ed il fatto che Sunny Sandler sia la figlia di Adam Sandler e Jackie Sandler, che hanno coprodotto il film, non aiuta di certo a rendere il progetto esente da critiche. Eppure mi è sembrato che abbiano saputo raccontare il rapporto fra una madre e una figlia in modo sincero, onesto, diretto, senza dover a tutti costi creare una storia piangina e melodrammatica. Nel suo non essere estremamente brillante e innovativo, non è un film che definirei emotivamente manipolatorio o melenso.  

Don't Say Good Luck in realtà racchiude stili e generi differenti: è un po' coming of age, un po' dramma familiare, un po' commedia con una leggera deriva musicale che non diventa mai musical in piena regola. Tutte queste anime si racchiudono in una trama che, come anticipavo, non è esattamente la più innovativa, ma scorre bene, ha una durata corretta, si guarda volentieri, ed è emotivamente coinvolgente.


Le bellissime canzoni di Waitress contornano il film alla perfezione, adattandosi al personaggio di Sophie e alla sua vicenda, ma sono soprattutto le interpretazioni a convincere.
Nonostante l'ombra del nepotismo, Sunny Sandler trova un ottimo equilibrio per la sua Sophie, ma accanto a lei non può che andare tutto per il meglio visto che troviamo nomi come Max Greenfield (A Man on the Inside) e Steve Buscemi.
Probabilmente, proprio potendo sfruttare un cast del genere, avrei osato un po' di più, mentre questo film va proprio sul terreno più battuto e meno complesso.
Nonostante ciò, seppur non mi abbia fatto piangere tutte le lacrime che avevo in corpo, e probabilmente ce ne dimenticheremo presto, penso che Don't Say Good Luck sia un film ben realizzato, specie per gli standard di Netflix. 



Io, il mio migliore amico e la sua ragazza (2026)


Titolo originale: Mein bester Freund, seine Freundin und ich
Genere: commedia
Durata: 98 minuti
Regia: Marco Petry
Uscita in Italia: 14 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: Germania

Trovandolo fra i film più visti su Netflix del periodo, ho deciso di fare una opportunità a 
Io, il mio migliore amico e la sua ragazza, ma me ne sono pentito dal primo minuto. Come da titolo, conosciamo Olli (Kostja Ullmann) e Matze (David Kross) che sono amici fin dall'infanzia, così fedeli l'uno all'altro che, adesso che sono adulti, abitano insieme e lavorano persino nello stesso studio. Stanno programmando un giro intorno al mondo ricco di tappe, ma qualcosa va storto: Matze infatti conosce per caso Rebecca (Janina Uhse) e se ne innamora perdutamente. Così nasce una sorta di triangolo dove Olli, sentendosi scalzare dalla nuova arrivata, farà di tutto per allontanarla, ma la stessa Rebecca non tarderà a rispondere al fuoco col fuoco. 


Io, il mio migliore amico e la sua ragazza aveva il potenziale per essere una di quelle commediole che ti tengono compagni d'estate, che non lasciano il segno, ma almeno ti fanno passare la serata con un sorriso. Persino la locandina è stata un piccolo colpo di genio, peccato però che questa produzione tedesca non abbia saputo giocare bene le sue carte. Infatti si parte da una situazione credibile, reale, condivisibile sulle difficoltà che un po' tutti viviamo nel far convivere amore e amicizie, specie se non nasce subito una simpatia fra le parti. Qui diventa però una sorta di scontro alla Tom e Jerry, dove Olli e Rebecca iniziano a farsi sempre più dispetti, scaramucce, trappole e sabotaggi reciproci che li metteranno in difficoltà.
Tutto sommato Io, il mio migliore amico e la sua ragazza poteva funzionare in queste sequenze rapide, seppur assurde, ma c'è stato un grosso problema di definizione dei personaggi.


La trama e le caratterizzazioni dei protagonisti sono infatti grezze, non si gioca molto sul sottile, e quindi da un lato abbiamo Olli e Rebecca che finiscono per risultare antipatici, mentre Matze è quasi trasparente, non riuscendo ad emergere né tentando di mediare. Un po' tutti, anche i secondari, risultano caricaturali e poco empatizzabili.

Il film cerca poi un suo spessore, nell'inevitabile ravvedimento delle due parti ma lo fa nel peggiore dei modi. Olli in particolare, colui che farà scoppiare appunto questa guerra intestina, risulterà infantile ed egoista fino alla fine, non accettando che, come è ovvio che succeda, il suo amico sia semplicemente cresciuto e non voglia continuare a fare le marachelle come i bambini alla soglia dei 40 anni.
La cosa peggiore è però che Olli sembra davvero cambiare non quando capisce di aver sbagliato, ma quando a sua volta troverà una compagna che in qualche modo sostituisce l'amico. Vi sembra normale?
Quindi, seppur nell'ottica di una commedia che come tale deve essere leggera e magari un po' di comfort, Io, il mio migliore amico e la sua ragazza dà più fastidio che ilarità e per me dovreste skipparla. 



Freshly Cosmetics Vitamin C Concentrate Serum, la mia review del siero ricco di antiossidanti (e non solo)

Fra alcuni prodotti che Freshly mi aveva inviato e di cui vi ho parlato nel corso dell'anno, c'era anche un siero viso che ho voluto mettere alla prova quando mi sembrava più azzeccato, ovvero l'estate.
È il Vitamin C Concentrate Serum, che promette di essere un prodotto leggermente diverso da tanti altri sieri simili.


INFO BOX
💸 €35.95
🏋 30ml
🗺  Spagna
⏳ 12 Mesi
🔬 Peta, Vegan

Mettete da parte l'idea dei sieri monoattivi, perché Freshly ha creato una formula sinergica, ricca di antiossidanti avanzati con lo scopo di proteggere e illuminare la pelle, ma che si completa con molti altri ingredienti funzionali.
Il Vitamin C Concentrate Serum Freshly basa la sua efficacia soprattutto sulla vitamina C appunto, che l'azienda ha scelto in una forma avanzata particolare chiamata Smart Vitamin C Capsules (AA2G Liposomat). In pratica hanno preso l'ascorbyl glucoside, derivato già stabilizzato dell'acido ascorbico, potenziandone l'efficacia tramite l'incapsulamento in liposomi, che permette un rilascio più profondo e graduale, oltre ad evitare che l'attivo si danneggi. 

Questa tecnologia viene supportata da estratti vegetali come l'estratto di mirtillo e quello di prugna kakadu, naturalmente ricco di vitamina c, e succo di pesca. In più troviamo due attivi antiossidanti molto potenti come l'astaxantina e il tocoferolo, che come dicevo fanno parte di un mix contro i radicali liberi ad ampio raggio. 

Non mancano ovviamente agenti idratanti, come glicerina, acido ialuronico a diverso peso molecolare, mannitolo, aloe e arginina, ma il Vitamin C Concentrate di Freshly Cosmetics ha sorprendentemente una quota lipidica medio-leggera, composta soprattutto da oli vegetali (jojoba,  olio di semi di cotone, mandole dolci e semi di lino).

Ci sono poi due attivi in particolare che hanno catturato la mia attenzione, il primo è l'estratto di Bidens Pilosa utilizzata per le sue azioni lenitive, antiossidanti ma che è spesso accostato ad un effetto rigenerante paragonato (seppur ovviamente più delicato) ai retinoidi. Il secondo attivo invece lo conoscevo meno, ed è, in sintesi, estratto dalla fermentazione delle foglie di tè nero, ed è molto ricco di acidi grassi, vitamine del gruppo B, e polifenoli, quindi illuminante e anti radicali liberi. 
Tutti questi ingredienti, che compongono una formulazione naturale al 99.9%, sono stati racchiusi da Freshly in una consistenza piacevolissima, un fluido lattiginoso, con un profumo agrumato che specie al mattino ti risveglia un po' i sensi. Prima di prelevare questo siero alla vitamina C, va shakerato e poi si applicano poche gocce sul viso.

È un prodotto che può far parte sia della routine giornaliera che serale, e che ho usato molto volentieri per la sua gradevolezza ma anche per la sua completezza. Pur contenendo diversi oli, la texture del Vitamin C Concentrate Serum resta comunque leggera, fresca e su di me si assorbe molto rapidamente, senza lasciarmi il viso appiccicoso. È però un prodotto che rilascia un buon potere idratante e nutriente, che non va ad appesantire il viso, ma lo rende elastico per tutto il giorno. È per questo che l'ho voluto testare durante l'estate: ero certo che, anche usandolo da solo a causa del gran caldo, avrei comunque mantenuto la mia pelle in buono stato, dandole tutto ciò di cui necessita, senza esagerare. 

Questo però non toglie il fatto che il siero alla vitamina C Freshly non possa essere stratificato: nella mia esperienza infatti non fa pilling, non solleva gli altri prodotti con cui lo faccio lavorare e diventa anche una buona base trucco, anche solo semplicemente sotto l'SPF.

In generale ho poi notato, con un uso ormai di mesi, un incarnato comunque luminoso, omogeneo, prevenendo la formazione di macchie magari post brufolo e, in generale, dandomi una pelle più sana.

Non posso dirvi come si comporta con macchie più resistenti perché non ne ho, ma in quel caso vi dirotterei direttamente verso l'Advanced Treatment, che è la formula più concentrata di Freshly. 
Il Vitamin C Concentrate Serum mi è sembrato un prodotto completo, multifunzione, ben tollerabile da tutti, e facile da inserire nella skincare, quindi è assolutamente promosso.

Non so se lo sapete già, ma Freshly ha pensato questo siero come refillabile, qui trovate la ricarica così da ridurre i rifiuti.

Lo conoscevate?




Il Rosemary Salt Scrub Shampoo di Aromatica è la nuova scoperta della hair care coreana

Ho notato che sempre più brand coreani stanno lanciando la loro hair care, non solo fatta di sieri e ampolle, ma anche shampoo, balsamo e maschere ed è uno sviluppo sensato. I coreani conoscono bene gli attivi migliori e quindi utilizzarli per altri scopi mi sembra solo che una buona idea.
Di recente Aromatica, che forse conoscerete per il loro Roots Enhancer, ha lanciato una novità, ovvero il Rosemary Salt Scrub Shampoo.


INFO BOX
🔎 Amazon, Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto SV25PIEREFFE)
💸 €23.09
🏋 300g
🗺 Corea
⏳ 12 Mesi/scadenza sulla confezione
🔬 //

Come la stessa azienda dice, si tratta di un prodotto ibrido che vuole rivitalizzare i capelli e il cuoio capelluto mentre deterge, eliminando le cellule morte e stimolandone la salute generale. 

Buona parte della formulazione del Rosemary Salt Scrub Shampoo la intuiamo anche solo guardando la consistenza. Si presenta infatti come una crema fluida, leggermente gelificata direi, con granuli e un odore balsamico spiccato.

Nell'INCI infatti capeggia subito il sale, che a quanto ci racconta Aromatica è in particolare quello di un lago andino che pare essere più ricco di minerali. Questo ci fornisce la base scrubbante, che si unisce all'acido salicilico che aiuta a liberare il cuoio capelluto da accumuli di sebo, residui di styling e desquamazione, ma è circondato da tanti altri attivi di supporto. 

Abbiamo 

  • una miscela di tensioattivi delicata ma efficace, che riesce a trasformare il prodotto da una crema ad una morbida schiuma, ma che gli dà comunque un buon equilibrio nella pulizia,
  • un complesso botanico capeggiato da olio essenziale ed estratto di rosmarino, ma che include vari ingredienti vegetali come gli estratti di aghi di pino rosso coreano, di basilico, curcuma, origano, zenzero, neem, tulsi e alga rossa, che contribuiscono ad un effetto antiossidante, stimolante, antiinfiammatorio e seboregolatore,
  • attivi benefici per la cute, come pantenolo, glicerina e niacinamide che si occupano di mantenere la pelle in buono stato e il corretto livello di idratazione, insieme ad una miscela di prebiotici e fermenti per sostenere l'equilibrio del microbioma del cuoio capelluto,
  • agenti stimolanti del microcircolo cutaneo, come mentolo e caffeina, quindi stimolanti che ci aiutano, in una routine specifica, a mantenere il bulbo pilifero più forte e sano.

La formula è inoltre priva di siliconi.

Qui lo sapete che non si fanno sconti a nessuno, quindi ci tengo a raccontarvi i prodotti per quello che sono, e questo Rosemary Salt Scrub Shampoo va inquadrato bene per aiutarvi anche a capire cosa aspettarvi. 
Guardando ad esempio all'uso, Aromatica lo definisce come un detergente quotidiano per capelli, ma credo che nessuno abbia bisogno di una esfoliazione giornaliera. Io ad esempio, in fase di testing, l'ho voluto provare con la mia cadenza abituale, quindi per due lavaggi a settimana in genere, e mi son trovato bene. Credo però che nel lungo periodo o per chi fa shampoo più frequenti, sia meglio alternarlo ad altro.


Nell'uso dà sicuramente molta soddisfazione: lo Scrub Shampoo Aromatica infatti crea subito una bella schiuma soffice, che aiuta a far scorrere i granuli e consente una esfoliazione abbastanza delicata. Il beccuccio ci aiuta ad applicare, se necessario, il prodotto su aree specifiche, specie su capelli lunghi, ma io ne prelevo una noce e la massaggio in modo più ampio, insistendo magari su punti in cui so di avere maggiori pellicine. 

La sensazione che il Rosemary Salt Scrub Shampoo mi dà è quella di una piacevolissima freschezza e leggerezza del cuoio capelluto, come se già dai primi usi aiuti ad ossigenare, pulire, levigare la cute lasciandola comunque elastica e idratata. Nonostante infatti io abbia una pelle abbastanza secca e sensibile, questo shampoo Aromatica non mi ha creato prurito, irritazione o ulteriore secchezza. Penso quindi vada bene per tutte le esigenze, come anticipavo, giostrandone la frequenza di uso, o come prelavaggio trattante, seguendo, se necessario, con un altro detergente. Volendo è possibile anche farne un uso più localizzato, o semplicemente usarlo come trattamento per una pulizia profonda un paio di volte al mese. 


Sul capello invece ho notato che si comporta altrettanto bene, perché non secca né appesantisce o toglie corpo e volume, però un po' mi annoda le lunghezze, anche se non è quel groviglio che ti fa pensare di rovinare i capelli. Su di me è necessario farlo seguire da un balsamo districante e così trovo la mia quadra. 
Come avrete già capito questo Rosemary Salt Scrub Shampoo Aromatica è una scoperta che secondo me non va a sostituire una hair care completa o un siero anticaduta perché resta un prodotto a risciacquo, ma è una aggiunta utile se anche voi come me prestate particolare attenzione alla salute del cuoio capelluto e alla forza dei capelli.

Lo conoscevate?




Ritorni e novità su HBO Max, cosa promuovo e cosa boccio

Tocca ammettere che questa estate, nonostante siamo un po' tutti diretti verso altri lidi e dedichiamo tempo ad altre attività, non è mancato l'intrattenimento in streaming con novità e ritorni. Vi propongo due serie tv che trovate su HBO Max.


House of The Dragon
Terza stagione

A distanza di due anni dalla seconda, fra il 22 Giugno ed il 10 Agosto, è arrivata la terza stagione della saga di House of The Dragon su SKY/NOW e HBO Max, che aveva un compito un po' ingrato.

Essendosi già dimostrata distante per potenza dalla serie madre, il prequel di Game of Thrones non ha avuto mai grosse lodi da queste parti, in particolare la seconda stagione si era rivelata molto di transizione e con poca sostanza, specie dal punto di vista dell'intrattenimento. 

I nuovi episodi cercano però subito di riprendere quota e si aprono con le conseguenze dell'accordo segreto tra Alicent Hightower (Olivia Cooke, La Fidanzata) e Rhaenyra (Emma D'Arcy), che dovrebbe vedere quest'ultima vittoriosa e nuova tenutaria del trono di spade, ma fra le due le cose non andranno proprio d'amore e d'accordo. Il campo sembra apparentemente libero, perché Aegon II Targaryen (Tom Glynn-Carney), trasfigurato dalle ferite, è infatti fuggito dalla città con l'aiuto di Larys Strong (Matthew Needham), mentre Aemond Targaryen (Ewan Mitchell) ha abbandonato la fortezza con il suo drago Vhagar. Succede però un fattaccio che accelererà i passi avanti di Rhaenyra durante la sanguinosa Battaglia del Gullet: mentre si prepara la conquista della città, scoppia una sanguinosa (finalmente) battaglia navale tra la flotta di Corlys Velaryon (Steve Toussaint) e la Triarchia, che lascerà morti e prigionieri. 

Mi fermo qui nella trama di questa terza stagione di House of The Dragon perché diventa una gincana evitare di fare troppi spoiler, ma soprattutto perché sappiamo che George R. Martin e Ryan Condal sanno imbastire una storia con davvero tantissimi fili.

Dal canto mio, l'ho sempre ammesso con candore, non sono fra quelli che ricordano trame, collegamenti, dettagli e tutti i personaggi coinvolti, e diventa più complesso se considerate che passano anni fra una stagione e l'altra. Eppure House of The Dragon 3 mi ha comunque convinto e la promuovo. È infatti stata una stagione che, al netto dell'impantanarsi nei dubbi "su chi sia chi e perché faccia cosa", ho seguito volentieri e con piacere. Ci hanno saputo regalare qualche momento più potente della passata stagione, sempre con una messa in scena ottima e credo anche con un miglioramento generale delle interpretazioni.

L'ascesa al trono di Rhaenyra ad esempio diventa ancora una volta una questione geopolitica complessa: si ritrova infatti in un ruolo a cui forse non era davvero pronta, è mossa dalla rabbia e dal risentimento, le risorse scarseggiano e intorno sembra che tutti cospirino contro di lei. Non è raro che quindi mostri un lato particolarmente umano e fragile.

Questa terza stagione è stata secondo me al tempo stesso ordinata nel farci inquadrare tutti i movimenti dei vari personaggi in questo scacchiere complesso, dall'altro però fa esplodere un caos, una imprevedibilità che è coerente con una storia del genere. 

Sono però sempre convinto che alcune sottotrame potessero essere evitate perché nell'economia della serie tv in generale non ci danno poi molto. A volte poi si scade un po' nella ripetitività, come se la trama si espanda in verticale ma mai in orizzontale, con dialoghi che riempiono, ma non sviluppano veramente. Di conseguenza ne risente il ritmo che è fondamentale in episodi che sfiorano l'ora.
Vi accennavo ad esempio ai problemi di Rhaenyra nel governare uno stato in tumulto, che più volte ci viene mostrato con lei sul trono mentre, distratta da altro, ascolta le rimostranze di sudditi e consiglieri. O ancora, "l'esilio" di Aemond a Harrenhal, che nel tempo sembra non fornirci nulla ma riempire molto spazio. 

Non tutto poi viene rappresentato, raccontato e trasmesso al meglio: ad un certo punto ad esempio scopriamo che Haelena (di cui avevo immaginato la fine appena l'ho vista) ha dei sogni premonitori, e acquista maggiore importanza, ma il suo sviluppo arriva quasi in modo estemporaneo. Credo che, a parte i draghi, House of the Dragon non abbia mai avuto una allure mistica o magica spiccata, e questo è un peccato.

HBO ha confermato, proprio con l'episodio finale, che House of the Dragon tornerà per una quarta stagione ma che sarà l'ultima e secondo me è stato un duplice bene perché da un lato hanno trovato un po' più di coraggio in questi ultimi episodi, dall'altro sappiamo che non vogliono tirare le cose troppo per le lunghe. Ci vorranno almeno due anni prima dell'addio definitivo ma spero nel valga la pena. 


La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità - Una storia dell'America, o quasi
Miniserie

In occasione del 250simo anniversario della fondazione degli Stati Uniti, dal 23 giugno al 7 Agosto sono arrivati i 7 episodi di La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità - Una storia dell'America, o quasi, titolo esondante che però riassume il senso della serie.

Prodotta dalla Higher Ground Productions di Barack (che introduce il primo episodio) e Michelle Obama, e scritta appunto da Larry David, comico che negli USA è una leggenda e che è protagonista di tutta la serie insieme ad altri volti noti. L'intento di La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità è quello di raccontare alcuni degli avvenimenti cardine della storia degli Stati Uniti, passando da presidenti più o meno eletti a personaggi storici di carature differenti, ovviamente con il piglio che contraddistingue lo stile di David. Ad esempio sembra che la serie non abbia dialoghi scritti ma si imbastisce tutto a braccio.


Il risultato è una sorta di mockumentary, che ha la durata e lo stile "a sketch" delle sitcom, e che al tempo stesso vuole essere una satira sull'attualità. Spesso i dialoghi toccano temi caldi, dal razzismo all'attuale amministrazione Trump, con tutto ciò che può starci in mezzo, ma Life, Larry and the Pursuit of Unhappiness non è stata simpatica ed intrattenente anche per chi, come me, ama tutta la storia.

Ora, è forse inevitabile un disclaimer: se apprezzate lo stile della comicità spesso caustica e urticante di Larry, e questo suo ossessivo, esasperato ed esasperante parlare come un flusso di coscienza, attaccandosi a dettagli che possono essere caricaturizzati, allora la serie farà tutto sommato per voi. Il comico è infatti centrale, prende la scena, la divora, non lascia briciole per gli altri (anche se qualcuno si fa notare), e proprio come dal titolo, tutti i suoi personaggi sembrano miserevoli e non proprio destinati alla felicità. È una visione cinica del mondo, a tratti forse volgare ma cruda che ha senso, specie in questi anni così bui, ed è sempre giusto avere voci diverse da ascoltare.


Dall'altra parte però ho a volte fatto fatica a seguire La vita, Larry e la ricerca dell'infelicità proprio per quelli che per alcuni sono i pregi della serie. Gli sketch di Larry infatti non sono sempre tutti efficaci, e anzi ho trovato molto più spassosi i momenti in cui non erano dedicati a lui, come quello su Mavis Lewis, moglie dell'esploratore ed interpretata da Rita Wilson. In generale ho notato tanti attori che ho visto in altre produzioni, da Kaley Cuoco a Paul Rudd, che già solo per la loro presenza rendono la serie più inattesa, ma come dicevo, nel bene e nel male il centro è sempre Larry.

Nonostante poi gli episodi sfiorino la mezz'ora, non è stato raro che mi sembrasse tutto troppo lungo e inutilmente ripetitivo. Vi accennavo su alla satira sulle politiche attuali, che però diventa meno tagliente proprio perché prolissa e didascalica. Ovviamente Life, Larry and the Pursuit of Unhappiness riesce a non darsi troppo la zappa sui piedi grazie al fatto che ogni episodio storico si conclude e si passa ad altro, quindi non si rischia di finire in una strana lezione scolastica. Ma devo dire che non posso non bocciarla. Ho poi un tarlo in testa: visto l'analfabetismo dilagante, una serie che in minima parte revisiona fatti storici, può fare qualche danno?




Cicaplast Baume B5+ La Roche Posay: un prodotto, mille usi!

Nel mio beauty non manca mai una crema o un trattamento ad azione lenitiva e riparatrice, anche perché nel tempo ho imparato che è fondamentale essere pronti un po' a tutto, specie se come me sapete già che potreste ritrovarvi con irritazioni per varie ragioni. 
Da un po' di tempo nella mia routine è entrato a far parte il Cicaplast Baume B5+ di La Roche Posay, un balsamo ultra riparatore studiato per la pelle di adulti e bambini, e persino per pazienti oncologici.


INFO BOX
🔎 Amazon, Redcare, Farmacia, Parafarmacia
💸 €10
🏋 40ml
🗺 Francia
⏳ 6 Mesi
🔬 //

Ho scoperto che questo balm ha davvero un prodotto multiuso e io stesso l'ho applicato per diverse necessità del viso e del corpo. Ma come funziona?
Uno dei protagonisti della formula del Cicaplast Baume è il pantenolo al 5%, sostanza umettante e soprattutto lenitiva, che trova supporto nella Madecassoside, estratta dalla centella asiatica, e nel Tribioma come lo chiama La Roche Posay, ovvero un sistema di componenti che comprende prebiotici, oligosaccaridi, sostanze fermentate e derivati microbici, che rafforzano la barriera cutanea.

Ma la composizione è decisamente più articolata: il reparto di umettanti vede anche la presenza di glicerina, così come ho notato un sistema di sostanze emollienti capitanate dal burro di karitè.
Credo sia anche interessante un trittico di minerali, fra cui zinco e manganese, che sembra concorrano a dare al Balsamo un ulteriore effetto rigenerante, cicatriziale, antibatterico e antiossidante.

Ovviamente il Cicaplast Baume B5+ non contiene sostanze che generalmente sono considerate irritanti, come alcol, fragranze o oli essenziali. Inoltre non contiene cortisone, non è un farmaco, per cui può essere utilizzato più o meno da tutti, anche due volte al giorno. 

Come dice il nome stesso, questo trattamento La Roche Posay ha una consistenza ricca, ma non grassa o untuosa, che si stende bene, senza una eccessiva scia bianca, infatti può essere applicato in uno strato sottile, magari per il giorno, e in un layer più generoso, come eventuale impacco leave in.
L'azienda afferma che l'efficacia clinica del prodotto è stata provata su 15 condizioni cutanee e già sulla confezione ci suggerisce almeno sette modalità di utilizzo di questo balsamo lenitivo, che variano dalle irritazioni dei bambini, alle sensibilità da procedure cosmetiche superficiali, ma anche zone intime e per trattare la cute post-tatuaggi. 

L'importante è che non si applichi la crema su pelle lesa, quindi su ferite e graffi ancora aperti.

In realtà gli usi del Cicaplast Baume B5+ sono pressappoco infiniti che potrei racchiudere in tre grandi gruppi

🩹 Irritazioni e pelle stressata, che è l'impiego diretto del prodotto, quindi in quelle situazioni in cui la cute è arrossata, screpolata, secca o fragilizzata da fattori esterni come ad esempio lo sfregamento con i tessuti, le mascherine, il freddo o l'eccessiva esposizione al sole. Ma penso anche a situazioni di fastidio create dal sudore o da punture di insetto, o su mani, gomiti e cuticole screpolate.

🪒 Dopo trattamenti e depilazione del viso e del corpo, sia con rasoio, filo che con ceretta, ma in generale tutte quelle procedure cosmetico-estetiche che possono lasciare la nostra pelle più sensibile, inclusi come dicevo tatuaggi e cure con laser.

🧴 Supporto alla skincare, quindi come trattamento spot su aree più secche e sensibili, come labbra o naso nella stagione di raffreddori e allergie, ma anche come crema barriera su aree molto disidratate, o per riparare la pelle dopo peeling e attivi troppo aggressivi. Può essere usato sia da solo quando vogliamo semplificare la skincare, o insieme al resto della routine. Ma lo immagino come una vera e propria maschera viso in caso di pelle davvero bisognosa.

Io ho usato il balsamo riparatore La Roche Posay per buona parte di questa estate e mi è piaciuto molto perché mi ritrovo con aree arrossate per colpa del caldo e del sudore. A me ad esempio è capitato di avere rossori e fastidio sul collo, per lo sfregamento con la barba, e all'interno dei gomiti, ma anche a volte sul petto, e mi ha dato subito sollievo e lenito le zone. In realtà nel mio caso cerco di prevenire che la situazione peggiori appena sento un leggero discomfort evitando che si formi una vera e propria irritazione. 

Ma l'ho utilizzato anche semplicemente dopo la rasatura della barba, quando sento la pelle più sensibile, sul contorno labbra la sera quando mi sembra più secco, e persino sul contorno occhi, quando penso di averlo trascurato e sento il bisogno di un nutrimento extra.

A me aiuta anche a tenere a bada la dermatite al cuoio capelluto, che si accentua durante l'estate, specie quando appare in punti visibili all'attaccatura o attorno alle orecchie: poco prodotto va a ridurre le squame, la secchezza e il rossore.
Utilizzo il Cicaplast Baume B5+ molto spesso come una sorta di maschera SOS, quindi applicandone uno strato più spesso e lasciandolo agire tutta la notte; di giorno invece ne stendo uno strato sottile oppure lo lascio in posa per poi picchiettarlo e farlo assorbire.
Su di me agisce anche in fretta: dà comfort istantaneamente e già dopo circa 20 minuti il rossore svanisce se il problema è più marcato. Nei giorni seguenti la cute appare subito più forte e riparata.
Avrete capito insomma che questa crema La Roche Posay è una di quegli essenziali che non possono mancare in casa tutto l'anno, e credo abbia un rapporto qualità prezzo più che ottimo.


Voi lo avete mai provato?


Cicaplast Baume B5 è disponibile anche in formato da 100ml, lo trovi qui.


Cinque prodotti corpo che mi hanno migliorato l'estate 🥰

Ho ancora prodotti corpo promossi ed economici da farvi scoprire, che per me sono stati gli alleati di questa estate, ma in generale, vedrete, sono un supporto sempre valido per la cute.


Io ne ho fatto una routine completa o quasi ma ovviamente li ho usati anche con altro. Li ho scelti per le loro fragranze, ma anche per gli ingredienti che contengono perché l'intento era quello di funzionare bene con le esigenze estive e il grande caldo.



Felce Azzurra Bagnodoccia Rigenerante Sali Marini


INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Amazon 
💸 €1.69 
🏋 650ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Nel vasto range di bagnodoccia Felce Azzurra per questa estate ho scelto la fragranza Sali Marini, che ha una formulazione essenziale, con umettanti come la glicerina, e in generale molto simile alla versione Bergamotto e Fiori di Cedro di cui avevo già parlato.
La particolarità sta nella profumazione appunto, che l'azienda descrive come
La freschezza trasparente del The bianco fa da cornice ad un cuore cristallino di tocchi Marini e Giglio d'acqua. Nelle note di fondo una scia di Muschio si accompagna al Legno di Cedro e Patchouli.
Testa: The Bianco e Calone
Cuore: Accordo Marino e Giglio d'Acqua
Fondo: Muschio, Legno di Cedro e Patchouli
Tutte note che conosco e apprezzo, ad eccezione del calone che mi suonava nuovo, ma ho scoperto che si tratta di una molecola che ricrea il profumo dell'aria marina unito alle note acquose del cocomero salato. 
Il Bagnodoccia Sali Marini Felce Azzurra è un gel fluido che non fa fatica a trasformarsi in una bella schiuma avvolgente che aiuta la detersione. 


Su di me è prodotto funzionale per la pulizia quotidiana, perché non lo trovo aggressivo, non accentua la secchezza né mi ha lasciato prurito o irritazioni. Come vi dico spesso, salvo esigenze particolari, è un docciaschiuma che può accontentare un po' tutta la famiglia.

Ovviamente l'aspetto più intrigante del prodotto è la profumazione Sali Marini, che mi è piaciuta sin da subito. Annusandola così è una fragranza molto gradevole in cui sento muschio, tè verde e fiori bianchi, ma quando utilizzo il bagnodoccia, ci sento quelle note saline, quasi di una brezza marina, che ci si aspetta. Al mio naso non risulta troppo pungente o salmastra proprio perché è contornata da altri odori, e non solo si spande in doccia creando un bell'ambiente, ma sulla pelle resta poi una profumazione pulita e fresca, adatta alla stagione.
Quindi un bagnodoccia che mi ha dato molta soddisfazione, e sono sempre curioso su questa linea Felce Azzurra.



INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Amazon
💸 €2.48
🏋 250ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
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Leocrema ha lanciato quest'anno una piccola linea di creme corpo che ha subito fatto gola a tutti, anche perché l'azienda ha prezzi piccolissimi e le profumazioni sembravano molto interessanti. Io ho scelto Mango e Jasmine, perché unisce delle note che mi piacciono molto e mi sembrava la più particolare.
Ma andiamo per gradi: l'azienda ha caratterizzato questa linea con il 95% di ingredienti di origine naturale, in cui si susseguono umettanti come la glicerina e il sorbitolo, emollienti e oli medio-leggeri come mandorle dolci, oliva, semi di sesamo, macadamia. Si aggiungono poi gli estratti di mango e gelsomino che immagino contribuiscano un po' al profumo un po' a dare un effetto antiossidante.

La crema Leocrema Mango e Jasmine ha una consistenza davvero piacevolissima, soffice, fluida come una lozione, facile da stendere, grazie anche ad una goccia di silicone, e non ha alcuna scia bianca. Su di me poi si assorbe davvero molto rapidamente, risulta fresca e non grassa o appiccicosa.


Sul web ho letto un entusiasmo a mio avviso un po' esagerato su questa crema corpo, che resta valida ma non di certo il sacro Graal della cosmesi. È infatti un prodotto che vedo benissimo per l'estate, che sono riuscito ad applicare anche in giornate più calde senza che risultasse pesante ma con la logica di un prodotto comunque leggero. Leocrema infatti suggerisce questa crema corpo per tutti i tipi di pelle, e promette 72 ore di idratazione, ma secondo me va bene giusto per cuti normali o leggermente secche, per mantenere la pelle in buono stato e non trascurarla nel corso della stagione calda. A me rende la cute molto liscia, morbida ed elastica, ma chi ha esigenze di un nutrimento più profondo non 

Per quanto riguarda la profumazione Mango e Jasmine a me è piaciuta moltissimo: appena la si applica, questa crema sprigiona un aroma tropicale, fruttato, fresco, succoso ma per nulla stucchevole. L'intensità della fragranza è alta in prima battuta, è avvolgente, ma si affievolisce abbastanza rapidamente su di me, restando una skin scent gradevole e leggera. Sarei curioso di provare le altre versioni proposte da Leocrema, ma ammetto che mi piacerebbe una linea più invernale, magari con prodotti più nutrienti e profumi dolci e caldi.



INFO BOX
🔎 wearewild.com (sconto WDPIERWILD)
💸 €17.59 (case + ricarica)
🏋 50 ml (ricarica singola)
🗺 UK
⏳ 9 Mesi
🔬 Vegan

Parlandovi di altri prodotti corpo del brand (qui) vi avevo anticipato che avrei voluto provare la versione antitraspirante dei deodoranti Roll On di Wild e l'ho fatto con questa limited edition in collaborazione con Love Shack Fancy, brand di abbigliamento dallo stile romantico e un po' bohemien, che è stata declinata in quattro diversi case e quattro nuove fragranze. Io ho il flacone ricaricabile Sunrise Patchwork e ho scelto la fragranza Pear Blossom che mi sembrava perfetta per l'estate e da abbinare alla crema.
La formulazione di Wild per i deodoranti con antitraspiranti, naturali al 90%, contengono essenzialmente sali di alluminio che, bloccando parte della traspirazione cutanea, ci aiutano a controllare sudore e cattivi odori. In più troviamo agenti emollienti come l'olio di semi di girasole per prendersi cura della pelle.


La fragranza Pear Blossom ci viene presentata come "succosa e gioiosa, ricca di note di fresche fruttate" ed io concordo pienamente, perché ricorda davvero un succo di frutta alla pera con una nota più ariosa data da accenti floreali.

Rispetto alla Fresh Cotton & Sea Salt sempre di Wild, questo profumo mi è sembrato più intenso e deciso, ma non per questo diventa invadente. Se ad esempio non volete abbinarlo ad una crema corpo della stessa famiglia olfattiva, non ci sono problemi.


Per quanto riguarda la performance di questo deo Roll On Antitraspirante, posso dire che mi sono trovato benissimo: l'ho usato principalmente nelle giornate molto calde e afose e ha retto anche in momenti più movimentati in cui ho sudato anche molto. Non è il deodorante che mi lascia più asciutto in senso assoluto, ma oltre ad essere davvero difficile con le temperature estreme di questa estate, per me va benissimo così. Inoltre aggiungo che la formulazione di Wild, pur essendo leggermente più cremosa rispetto alla versione senza antitraspiranti, si asciuga abbastanza velocemente e non mi ha creato macchie o aloni anche sui capi scuri, quindi la trovo affidabile a tutto tondo. 
Lo aggiungo giusto per fugare ogni dubbio: non è necessario riacquistate il case per provare questa collaborazione con Love Shack Fancy, ma si possono scegliere solo i refill che più ci piacciono e usare i contenitori Wild che già abbiamo. La filosofia del marchio e le sue caratteristiche restano quelle. 



Compagnia delle Indie Acqua Corpo Profumata 27
Note Marine & Bergamotto


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Grande distribuzione
💸 €6.80 / 4.76 (in sconto)
🏋 200 ml
🗺  Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Quando non sopporto nulla sulla pelle utilizzo un'acqua corpo per rinfrescarmi e quest'anno ho voluto e potuto provare la fragranza 27 di Compagnia delle Indie. Avevo già eletto l'anno scorso la eau de toilette Parfum de Voyage di questa linea come uno dei miei profumi per l'estate e anche l'acqua corpo mi ha confermato questa idea.
La piramide olfattiva fra i due prodotti è identica, e infatti ho usato body mist e profumo quasi sempre insieme, così da stratificarne intensità e durata.
Come dice il nome stesso, la fragranza 27 Compagnia delle Indie vuole richiamare le coste del Mediterraneo, e racchiude sia note agrumate di limone e bergamotto, che fanno una bella apertura non troppo pungente o sintetica, ad accenti più legnosi che si sviluppano man mano che la indossiamo. Solo nelle note di fondo, quando l'aroma è evoluto, ci sento delle leggere note saline, ma che collego sempre legni marini.


Nel suo insieme la fragranza di questa acqua corpo Compagnia delle Indie è fresca, unisex, versatile, molto piacevole da indossare. Questi prodotti, come vi dicevo nella recensione in cui ve li presentavo più da vicini, sono infatti freschi, perfetti per la stagione estiva e, oltre a profumare, rilasciano secondo me anche una leggera idratazione. Ovviamente una body mist di questo tipo non è da considerare come una alternativa costante alla crema corpo, ma come dicevo mi ha aiutato in quelle giornate in cui non riuscivo a sopportare nulla.

La fragranza 27, che si sposa benissimo col bagnodoccia di sopra ad esempio, non è fra le più persistenti in assoluto di Compagnia delle Indie, anche se appunto body mist e eau de toilette ci consente di fare layering e migliorarne al performance. In ogni caso, questa acqua corpo resta sulla pelle come una piacevole skin scent frizzante ma ariosa, mai invadente e che mi piace moltissimo indossare anche di giorno, quando le temperature sono altissime. 




Balea Med Latte Idratante Rigenerante 15% Urea


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.45
🏋 250ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan

Nella mia routine corpo non può mancare mai una crema che faccia il lavoro pesante, perché va bene la freschezza e la profumazione, ma d'estate (e non solo) ci servono anche prodotti che aiutino la pelle. Io sto usando da tempo e con molta soddisfazione questo latte idratante rigenerante di Balea Med, pensato per pelli molto secche. La sua caratteristica è il 15% di urea, che oltre ad idratare la pelle, a queste percentuali diventa cheratolitica, quindi esfolia. Ma Balea qui ci è andata giù pesante, aggiungendo emollienti come l'olio di semi di girasole e burro di karitè, ma anche allantoina per addolcire e glicerina per idratare.

Questi ingredienti non possono che creare una consistenza abbastanza densa, che non fa fatica ad essere stesa, ma che deve essere dosata e che richiede tempo affinché si assorba. Può risultare un po' appiccicosa e ricca appunto.


Ne consegue che l'uso di questo latte idratante Balea Med non è quello di una crema da stendere sul corpo generosamente, ma si tratta secondo me di un vero e proprio trattamento per aree localizzate. Penso a quelle zone del corpo che restano più secche come i piedi, o più ispessite e ruvide come i gomiti, ma anche con aree specifiche come la pelle "a fragola" che si crea dopo la depilazione o punti con cheratosi pilare. Insomma, in tutte quelle zone in cui ho sentito il bisogno di una azione urto, che nutrisse, levigasse e ammorbidisse, questa crema di Balea Med 15% Urea è stata salvifica e risolve praticamente subito la problematica.

Personalmente la uso principalmente la sera appunto, a volte anche come maschera piedi applicando uno strato più generoso e poi usando un calzino leggero di cotone per evitare di sporcare in giro. 
Ci sono due aspetti che trovo altrettanto positivi: il primo è la profumazione leggera di questo Latte Idratante rigenerante, vagamente saponoso ma comunque gradevole; il secondo è il fatto che Balea l'ha declinato in un formato minitaglia che vi consiglio non solo per testare il prodotto ma anche perché credo sia sufficiente per un uso mirato. 


Spero di avervi fatto scoprire qualche prodotto davvero valido per questa estate, ma fatemi conoscere i vostri che è sempre utile. 



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