lunedì 17 giugno 2019

|#backtoseries|
Di ritorni molto graditi! 😁✌🏻

Il mio calendario delle serie tv ultimamente è stato parecchio intasato, e l'ottava stagione di Game of Thrones in questo senso ha risucchiato tempo, energie e pazienza. Ma sono tornato a recuperare il terreno perso e a parlarvi di alcune serie tv che, arrivate alla seconda o terza stagione, si sono confermate ottime ed anzi, in alcuni casi, sono persino migliorate.


The Marvelous Mrs Maisel
Seconda stagione
⭐⭐⭐⭐🌠

Era difficile credo migliorare una serie come La fantastica signora Maisel, eppure ci sono riusciti con la seconda stagione disponibile su Amazon Prime Video dal 15 febbraio di quest'anno.



Credo sia praticamente impossibile non restare travolti dal ritmo di questa serie, che coinvolge, diverte, e ogni tanto riesce anche a commuovere. Midge è una forza unica ed hanno saputo far proseguire la sua storia con logica, senza strafare, ma restando spassosa e con una qualità veramente alta. La cosa che ho sicuramente apprezzato è come il dinamismo delle vicende, che si intrecciano fra l'America e in parte la Francia, senza però confondere lo spettatore e stancare. Forse il percorso parigino sarebbe potuto durare di più, ma credo anche che le dinamiche di quella parentesi si erano consumate, e tornarci sarebbe stato frustrante.
Questo effetto di non spaesamento è dato anche dal fatto che venivamo da una prima stagione solida, che ci aveva permesso di capire la psicologia dei personaggi e di darci un seguito in cui ognuno potesse avere uno sviluppo interessante.

Risultati immagini per the marvelous mrs maisel season 2

Miriam prosegue con la sua carriera di comica con risultati altalenanti, scontrandosi con il maschilismo imperante che all'epoca la voleva esclusivamente come una moglie ed una madre, ma si aprirà finalmente ad una prima liaison amorosa, scopriamo che gli affiatatissimi coniugi Weissman in realtà non sono così perfetti come sembrano, e anche Joel tenterà un po' di affrontare la sua vita da nuovo single, sebbene il suo pensiero sembra resti fisso al passato.
I dialoghi sono rimasti il punto di forza di The Marvelous Mrs Maisel che restano pungenti, vivaci, coinvolgenti per chi assiste agli scambi di battute, con un ritmo che mi ricorda quasi un musical per quella frizzantezza che ritorna ad ogni episodio.



A proposito della novità amorosa che coinvolge Midge, l'ho trovata perfettamente in linea col personaggio, con il periodo storico, quando sarebbe stato assurdo se non avesse almeno provato a trovare un altro marito, e anche con lo stile della serie: non ci hanno buttati in un romanzetto rosa, ma La Fantastica Signora Maisel ha mantenuto anche in quella parentesi romantica uno stile ironico, mai appiccicoso né troppo chiuso su queste vicende amorose. Tutto scorre fluido per quanto mi riguarda, tant'è che man mano che i 10 episodi stavano per terminare, ho iniziato a centellinarmi le puntate perché non volevo che finisse.
E vogliamo parlare degli abiti, delle borse, dei soprabiti, dei cappelli? Sono impazzito ad ogni episodio per la perfezione del reparto costumi. Così come le scenografie restano perfette.

Risultati immagini per the marvelous mrs maisel season 2

Posso dire però che non ho amato il finale? L'ho trovato un po' senza senso rispetto a quella che è stato il percorso di Midge Maisel: lei è sempre stata battagliera nella sua lotta femminista, ma è sempre stata sola nel suo percorso, nonostante abbia comunque dovuto chiedere aiuto almeno un paio di volte. Dai genitori che non accettano la sua carriera come comica, al marito che le dice persino di lasciare il lavoro così può dedicarsi unicamente ai figli: emotivamente non ha il supporto per perseguire i suoi sogni, per cui il fatto che riaffermi ancora una volta che si lancerà verso il suo futuro completamente da sola, non rende il suo percorso più difficile, è quello che ha sempre fatto o che ha tentato di fare. Mi è sembrata una virata un po' troppo malinconica, oltre che un modo un po' brusco per, ipoteticamente, tagliare una storyline senza darci troppe spiegazioni. Ovviamente questa è una mia ipotesi perché non ho idea di cosa ci aspetti nella terza stagione di La Fantastica Signora Maisel, sappiamo però che Lauren Graham, la nostra Mamma per amica e attrice feticcio della Sherman-Palladino, avrà un ruolo nella serie.


Le Terrificanti Avventure di Sabrina
Seconda parte
⭐⭐⭐🌠

Non è una vera e propria seconda stagione quella di Le Terrificanti avventure di Sabrina, ma la seconda parte della prima stagione, composta da 9 episodi, andati in onda su Netflix dal 5 aprile.


Non credo di dover aggiungere molto su questa seconda parte rispetto a quanto ho detto lo scorso dicembre su questa serie tv. Chilling Adventures of Sabrina ha continuato a piacermi e ad interessarmi nonostante io non sia esattamente nel target del pubblico della serie, che chiaramente si rivolge agli adolescenti, o, al massimo, ai nostalgici del telefilm dei primi anni 2000. Ed io, l'unica cosa di cui ho nostalgia è il freddo dell'inverno.
Un mix di narrazione verticale ed orizzontale ci porterà a scoprire come mai le attenzioni del Signore Oscuro si rivolgeranno in maniera sempre più insistente alla giovane Sabrina Spellman, e che cosa rappresenta nel suo quadro di conquista.
Ovviamente proseguono per la protagonista le difficoltà nell'unire la vita da strega e quella da comune mortale, specie nell'intreccio inciucioso con Harvey e Nick.
Punto di forza di questa seconda parte de Le Terrificanti Avventure di Sabrina è proprio l'aver reso tutti i personaggi più o meno principali attivi nelle vicende, dando loro una storyline che in parte prosegue avanti da sola, in parte si ricongiunge col filone narrativo principale, in una giostra in cui ognuno ha un suo ruolo.



Un serie tv che mi piace, che mi tiene compagnia, che mi fa sorridere e che mi intrattiene al punto che vedere tutte le puntate consecutivamente non mi riesce difficile, ma è soprattutto una serie non banale.
Il bello di Le Terrificanti avventure di Sabrina secondo me è che appunto ogni personaggio si porta dietro delle tematiche sociali che riescono ad attirare e ad interessare anche un vecchiardo come me. Non solo la grande cupola di femminismo, in cui le donne, motore delle vicende, cercano di sconfiggere il patriarcato che sta assumendo sempre più i contorni dell'assolutismo, e non solo il messaggio di unione e coalizione che si scatena quando questi due mondi, umano e magico, si uniscono per un unico scopo.
Ma c'è di più, perché Le Terrificanti Avventure di Sabrina riesce a trasmettere argomenti molto sottili ed in un certo senso anche nuovi nel mondo delle serie tv.



Non è una novità né uno spoiler se vi dico ad esempio che Susie, l'amica di Sabrina, ha deciso di abbracciare completamente la sua sessualità, non sentendosi più di appartenere appunto ad un nome femminile, ma chiedendo a tutti di chiamarla Theo. C'è una scena in particolare in cui Sabrina, che in realtà non è Sabrina, le dice che grazie alla magia potrebbe dargli un corpo maschile. Ma la risposta di Theo sarà molto chiara: non ha bisogno di cambiare il suo aspetto per sentirsi un ragazzo, non ha bisogno di essere "sistemato", non ha bisogno di farlo per gli altri. In una scena di un paio di minuti con qualche battuta, riescono a raccontarci come una persona esterna non può decidere della nostra sessualità e della percezione di noi stessi, sfiorando quasi anche l'argomento del genere non-binario, e più in generale dell'accettazione di sé in qualunque forma e colore.



Questo è solo un esempio su come, dietro questa facciata di un teen drama, con streghe, veggenti, regnanti dell'Inferno e roba stramba in genere, abbiano saputo inserire, senza poi risultare troppo pesanti, insistenti o gigioni, degli argomenti molto delicati. Ci sono quindi momenti di riflessione, di tensione, ma ben amalgamati a qualche sorriso per alleggerire la narrazione.
Tuttavia bisogna dire che Le Terrificanti Avventure di Sabrina non è la serie tv perfetta, e non solo perché sono un criticone.
Intanto, in alcune puntate, mi è sembrato che il ritmo tende un po' a frenarsi, in particolar modo ad esempio il quarto episodio, dove cercano probabilmente di aggiungere un po' di sale a quelle che saranno le puntate successive, ma risulta un diversivo che va ad allungare inutilmente le tempistiche.
Anche ad esempio le vicende di Ambrose sono state per me un po' trascinate e non collegate benissimo al resto, e più in generale non posso dire di averle trovate particolarmente avvincenti.



Ci sono state anche scene un cui la scenografia e tutta la messa in scena mi è sembrata un po' cheap, come se non fossero stati in grado di rendere l'importanza e la pomposità di alcuni avvenimenti anche esteticamente. Forse è un po' più grave invece aver introdotto dei personaggi, come ad esempio Gli Innocenti, così, di punto in bianco, quando avrebbero potuto avere un percorso più intricato ed interessante, che ci avrebbe portato magari a delle storyline per la prossima stagione (cosa che immagino ci sarà comunque).
A proposito Le Terrificanti Avventure di Sabrina è stata rinnovata per un secondo ciclo composto da 16 episodi sempre divisi in due parti, ed io son sicuro che non me la perderò.


This is us
Terza Stagione 
⭐⭐⭐

Dopo una seconda stagione che è letteralmente naufragata sotto il peso di filoni narrativi che non mi hanno dato altro che fastidio, This is us è riuscita a risalire la china con questa terza stagione, conclusasi in Italia il 23 Aprile.


Hanno saputo eguagliare la potenza della prima stagione? No, però ho notato che gli autori finalmente hanno premuto il piede sull'acceleratore, riavvolgere il nastro, e salvare a mio avviso il salvabile dandoci quello che stavamo aspettando, asciugando situazioni di cui a noi non importava già nulla prima e a cui era stato dato troppo spazio, come l'adozione di Deja e il rapporto con i genitori.
Si aprono quindi sia nuove strade in questa terza stagione di This is us che riguardano intanto il passato, scavando ancora di più nella vita di Jack  Pearson, del periodo in guerra, della nascita del rapporto con Rebecca, e di come siamo arrivati qui, tutti aspetti che danno la possibilità di introdurre un nuovo personaggio, che secondo me verrà sfruttato nelle future stagioni. Tutta una linea narrativa che forse risulta leggermente ripetitiva, ma che finalmente ci dà altra carne da mettere a fuoco.



Un altro ritorno al passato ce lo offrono per quanto riguarda Randall e Beth, dandoci un parallelismo fra la nascita della loro coppia, che ha ovviamente dinamiche più moderne e attuali, e quella dei genitori, e fin qui va tutto bene, se non fosse che tutte le vicende che riguardano il terzogenito Pearson per me sono estremamente rovinate dal modo in cui viene dipinto. Probabilmente ce lo voglio far passare come un personaggio umano quindi fallibile, ma molto preciso, schematico ed anche combattivo, io invece lo trovo pedante, noioso e antipatico, oltre che decisamente egoista. Ma direi che non è il caso di concentrarsi sul negativo ma di guardare al positivo, come una ritrovata emotività e coralità.



Anche personaggi come Toby e Miguel finiscono per raccontarci maggiori elementi sulla loro vita, e nonostante possa sembrare inutile, visto che non aggiunge granché al quadro completo, alla fine non è questo ciò di cui dovrebbe parlare This is us? Io credo di sì.
Più in generale sono stato coinvolto dall'intreccio generale, dai piccoli colpi di scena, più o meno riusciti, e ho rivissuto parte di quei sentimenti che sentivo mentre guardavo la prima stagione. È vero che non tutto è andato alla perfezione, e non mi riferisco solo alla pesantezza di Randall.
Penso ad esempio all'attesa del parto di Kate, a mio avviso resa un po' troppo melodrammatica, così come Kevin risulta un pelo ripetitivo e prevedibile. I fratelli Pearson sono decisamente un po' pesanti.
Insomma c'è tanto da aggiustare in This is us, ma nel quadro generale questa terza stagione è promossa, e quel piccolo scorcio di futuro che ci hanno fatto vedere mi fa ben sperare, nonostante già immagino i pianti.
Ho paura che le prossime tre stagioni che hanno in programma possano essere dispersive e fare dei passi indietro rispetto a quella che abbiamo visto?
Sicuramente, ma intanto il ritorno di This is us è stato per me decisamente gradito.




mercoledì 12 giugno 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere in tessuto e trattamento Bifase Fria Myself!




Vorrei riaprire e poi chiudere (almeno per un bel po') la parentesi delle maschere in tessuto di Fria Myself. Sono passati tre anni da quando ho provato i primi loro trattamenti viso, e, nonostante non li abbia trovati tremendi, credo che ormai siano rudimentali e superati, e io stesso ho provato prodotti decisamente più performanti.
Lo scorso anno Fria ha ampliato la gamma, e io li ho seguiti passo passo, prima con la Detox Peel Off, poi con la sfida fra la maschera in tessuto e la peel off con Goji e Melograno, e per finire i trattamenti occhi e labbra.
Per chiudere la parentesi non mi restava che testare qualche altra maschera in tessuto, ma soprattutto i trattamenti Bifase, che sulla carta mi sembrano un po' più originali.

Fria Myself Maschera In Tessuto Nutriente



La maschera in tessuto nutriente Fria Myself è arricchita con ingredienti molto interessanti. L'INCI si apre quasi con allantoina e niacinamide, la vitamina B3 dalle molteplici proprietà, prosegue con della vitamina E acetata, che funge da antiossidante, ed ovviamente anche gli

"estratti di propoli e miele contenuti nella formulazione, dona un effetto idratante ed emolliente conferendo una gradevole sensazione di benessere."
Mi ha colpito scovare nella lista degli ingredienti anche l'antarticina, ovvero una proteina scovata nel mar Antartico che pare contenga aminoacidi e quindi riesca a trattenere l'idratazione cutanea. Ma tornando al prodotto Fria, ho già avuto modo di dire che non amo la forma di queste maschere in tessuto, un po' strana, con una cellulosa un po' troppo spessa e poco elastica nel potersi adattare a diverse forme di viso, ma soprattutto il taglio generale a mio avviso è fatto male. Il siero c'è, non è esageratamente intrisa, ma inumidisce bene ed uniformemente la maschera, anche se questo non basta a renderla perfettamente aderente e confortevole.
È un peccato che Fria insista a mettere questo strato protettivo sempre di tessuto che non serve a nulla se non assorbire parte di siero che va sprecato. Toglietela, siamo tutti capaci di spiegare la maschera.



Durante la posa l'ho avvertita gradevolmente fresca sul viso. Mentre ho trovato un po' troppo intenso il profumo, sicuramente floreale, per quanto comunque poco persistente.
La mia posa è durata come sempre circa mezzora, e il siero della maschera Nutriente si è assorbito veramente molto bene, tant'è che una volta rimossa quasi non ho dovuto massaggiare alcun residuo.  L'efficacia che ho notato sul mio viso è certamente di idratazione più che di nutrimento: la pelle era elastica, morbida e tonica senza essere tirante. Sicuramente, come sempre, ho proseguito con la mia skin care, ma da sola questa maschera in tessuto Fria era tutto sommato sufficiente. Ha aggiunto un po' di luminosità al viso, cosa che non mi aspettavo.
Probabilmente vi sembrerà una review poco entusiasmante, perché così è stata la mia esperienza con questa maschera Fria, però, tutto sommato, questo trattamento se la cava con una sufficienza, credo che ci siano maschere migliori, ma anche alcune decisamente peggiori.

INFO BOX
🔎 Acqua & Sapone, Grande Distribuzione
💸 €1.65 (in offerta)
🏋 1 maschera monouso
🗺 Made in Italia
⏳ //
🔬 LAV Non testato sugli animali
💓⇒ 🌸🌸🌱

Fria Myself Maschera In Tessuto Energizzante



Non è stato un idillio invece con questa Maschera Energizzante Fria, perché mi ha dato qualche problema in più rispetto alla Nutriente.
Gli ingredienti di spicco sono appunto gli
"estratti naturali di cacao e ginseng contenuti nella formula, conferisce un effetto rigenerante.
Risveglia e tonifica la pelle. Attenua i segni di stanchezza e rende la cute fresca e radiosa."
A questi si aggiungono alcuni emollienti ma anche il coenzima Q10, noto anti age, e di nuovo la vitamina B3, quindi fin qui nulla da dire.
Per certi versi la maschera Energizzante è molto simile alla sorella di cui vi parlavo sopra: la profumazione fresca, un po' più delicata ma pur sempre piacevole, la sensazione sulla pelle che ho avuto è sempre stata di delicata freschezza sia durante che dopo la posa. Il tessuto e la forma sono praticamente identici, purtroppo, quindi spessi e poco comodi.
Tuttavia ho notato maggiori problemi di adesione al viso, e questo mi fa capire che il range di queste maschere Fria Myself non è consistente, ma basta poco, anche solo il fatto che una maschera sia leggermente più asciutta per colpa dello strato protettivo, o che magari il siero non sia distribuito alla perfezione, che la maschera perde di aderenza.



Ma c'è di peggio. Sebbene questa maschera Energizzante Fria non mi abbia dato grattacapi nell'assorbimento del siero, una volta rimossa la situazione non era proprio il top. Ho notato un lievissimo arrossamento sul naso e parte delle guance. Non è stato duraturo e non è sfociato in secchezza o irritazione, ma in generale la pelle non aveva un aspetto migliore, più luminoso ad esempio. Avvertivo la pelle un po' più idratata comunque e mi sembrava appena più distesa, ma nulla di così palese e che potesse dare reale giovamento e confortevolezza alla pelle.
Inutile specificare che la maschera Energizzante non sarà un futuro riacquisto, ma anzi è più bocciata che promossa.

INFO BOX
🔎 Acqua & Sapone, Tigotà, Grande Distribuzione
💸 €1.65 (in offerta)
🏋 1 maschera monouso
🗺 Italia
⏳ //
🔬 LAV Non testato sugli animali
💓⇒ 🌸


Non credo che le maschere in tessuto Fria siano le peggiori che abbia mai provato, ma credo che l'azienda possa migliorare davvero molto questi trattamenti: intanto togliere quel terribile doppio strato di tessuto-non tessuto che non fa altro che sottrarre siero alla maschera vera e propria, modificare la forma che è poco adatta a tanti visi di forma diversa, ed aggiungere un po' di siero che non guasta.

Nella gamma Fria Myself mi avevano anche colpito i Trattamenti Bifasici che sono esattamente tre, tuttavia, non avendo letto mai nulla sul prodotto, il prezzo mi ha frenato parecchio, quindi ho scelto di provarne soltanto uno. Queste due fasi per tutti e tre i trattamenti consistono in una maschera in tessuto e una parte in siero o crema.

Fria Myself Trattamento Bifase Elasticizzante


Fra la selezione di trattamenti Bifasici ho scelto quello Elasticizzante perché arricchito con bava di lumaca, e se vi va di scoprire esattamente cosa penso potete cliccare qui, dove in occasione di un altro prodotto ho approfondito la mia idea su questo ingrediente cosmetico. 
FASE 01: maschera in tessuto elastico ad alta aderenza con bava di lumaca.
La maschera in tessuto elastico ad alta aderenza, grazie alla bava di lumaca e all'acido ialuronico, contribuisce ad attenuare i segni dell’invecchiamento conferendo idratazione ed emolliente all'epidermide.
Questa prima fase fa un piccolo passo avanti rispetto alle maschere in tessuto Fria di cui parlavo prima, sebbene quell'"alta aderenza" mi sembra una descrizione un po' troppo benevola; da un lato è vero che il tessuto è più sottile, più malleabile, i fori sono più ampi, sicuramente è più comoda la posa e la maschera risulta più adattabile a diversi visi, ma l'adesione non è comunque perfetta almeno su di me.
Io non l'ho avvertita particolarmente rinfrescante sul viso.
Dando un'occhiata più attenta all'INCI, spiccano anche il succo di aloe e l'estratto di fiordaliso, che pare abbia efficacia antiinfiammatoria ed astringente.
Posso ritenermi comunque soddisfatto dal risultato di questo primo step del Trattamento Bifase Elasticizzante: la pelle più che elasticizzata, mi è sembrata molto tonica e compatta, un'azione rassodante istantanea o quasi, giusto i 30/40 minuti di posa. Inoltre la avvertivo ben idratata, sufficientemente per il mio tipo di pelle al momento, e la sensazione di appiccicoso che mi è sembrato di avvertire subito dopo averla tolta, è svanita molto in fretta.
Aggiungo che la profumazione è molto delicata quindi penso che questa prima fase del trattamento Fria sia promossa.




FASE 02: siero con estratto di peonia volumizzante
Il siero, arricchito con estratto naturale di Peonia, favorisce un effetto volumizzante attenuando i segni dell'invecchiamento, aumentando l'elasticità della pelle.
Scordatevi il termine siero (e la stessa azienda comunque cambia spesso parola sul sito) perché questa seconda fase del trattamento Fria è composta da una crema corposa ma non troppo spessa o densa da dar fastidio nella stesura, e non è comunque untuosa o appiccicosa. All'interno della formulazione hanno inserito anche olio di mandorle dolci, tocoferolo, estratti di camomilla e calendula per lenire e l'estratto di capelvenere che invece pare abbia una efficacia rivitalizzante (più spesso è usato nei prodotti per capelli). La profumazione è un po' più penetrante della prima fase, ma svanisce in fretta.
Questa seconda parte del trattamento Fria Myself mi è piaciuta ed ha anche un senso: va a bloccare e ad aggiungersi all'idratazione data dalla maschera, e completa la routine. Inoltre si assorbe abbastanza in fretta ma la crema dà il tempo di fare un breve massaggio al viso (o almeno io ho colto l'occasione) aspetto che apprezzo. Mi sembra che mi abbia lasciato la pelle liscia e morbida, e effettivamente più elastica, nonostante non possa dire di aver visto di aver visto attenuarsi i segni di invecchiamento, perché non ne ho. La quantità di questa seconda fase è abbondante per almeno due applicazioni sia sul viso che sul collo, infatti io l'ho utilizzata come crema viso anche per la sera seguente. Comunque ho notato che gli effetti del Trattamento Bifase Elasticizzante sono durati fino al giorno successivo, quando la pelle manteneva la stessa idratazione e morbidezza.
Credo quindi che questo sia un trattamento più completo della solita maschera in tessuto a cui in genere io seguo con la mia routine. La considero più adatta ad una pelle più secca o normale al massimo, e più in periodi di esigenze più importanti.
Io sfrugulierò sicuramente fra gli altri trattamenti Bifase Fria, ma fatemi essere venale: secondo me il prezzo in offerta è più che sufficiente, nel senso che non vedo l'esigenza di spendere più di tre euro, considerando che un po' tutti abbiamo una crema viso che utilizziamo abitualmente.

INFO BOX
🔎 Acqua & Sapone, Grande Distribuzione
💸 €2.95 (in offerta)
🏋 1 maschera monouso
🗺 Made in Italia
⏳ //
🔬 LAV Non testato sugli animali
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Vi dicevo che per adesso la parentesi con i prodotti Fria Myself è chiusa, e mi pare che sia palese come i Trattementi bifase, almeno per le mie esigenze e secondo la mia esperienza, surclassino le altre maschere in tessuto.
Mi scuso se le foto sembrano un po' strane, ma queste confezioni per me sono sempre difficili da fotografare.
Voi che ne pensate? Le avete viste in giro?



lunedì 10 giugno 2019

|Beauty Cues|
Cien Nature al Latte d'Asina🥛: cosa comprare e cosa no! 🥰

Da un paio di anni a questa parte il marchio Cien secondo me ha alzato un po' l'asticella della qualità e della selezione dei suoi prodotti, restando al passo con le novità cosmetiche. Non mi riferisco solo alla linea ecobiologica Nature che nel corso del tempo si è espansa, ma penso anche ad esempio alla linea Tropical Summer, o alle maschere in tessuto che hanno lanciato di recente, ma anche alla gamma Cien Gold, che, per quanto non mi sia piaciuto l'unico prodotto che ho provato, ho trovato originale ed interessante.
Insomma ci vedo dell'impegno dietro, e non solo il bisogno di creare prodotti da immettere sul mercato, ma anche la voglia di offrire una alternativa economica e moderna. Il problema è che si tratta per lo più di edizioni limitate, e moltissimi non riescono a provare nulla, dall'altro lato però sono uscite cicliche quindi prima o poi potreste essere fortunati.
Fra queste linee firmate Cien ce ne è stata una che mi ha colpito un po' di più, ovvero la nuova al Latte d'Asina.



Era proprio aprile di quest'anno, quando nel volantino Lidl, e poi sugli scaffali è apparsa, sempre in limited edition questa linea Cien Nature, in una gamma di sette prodotti per la cura del viso e del corpo, arricchiti appunto con questo ingrediente.
Da Paolina Bonaparte, a Cleopatra, a Poppea, pare che il latte d'asina fosse il segreto di bellezza di alcune delle donne che hanno segnato la storia e che sono rimaste come simbolo di femminilità e bellezza. Se giustamente questo trucco è stato tramandato nei secoli, un motivo ci sarà, oggi però sappiamo che il latte di asina può essere un sostituto del latte vaccino, e che si tratta di una sostanza ricca di vitamine, proteine e sali minerali.
Ma questa è una review e non una ricetta per cui quel che ci interessa sono i risvolti cosmetici, come la capacità di ammorbidire la pelle, di lenirla, di idratarla.
Per causa di forza maggiore non ho preso tutta questa collezione Cien Nature ma ho scelto quattro dei prodotti che mi sembravano più interessanti.

Cien Nature al Latte d'Asina

Oltre alla scelta dell'ingrediente, visto che non ci sono tantissimi prodotti da grande distribuzione che io conosca con latte di asina, ho trovato carinissimo sia il packaging che richiama un po' delle bottiglie di latte, che le etichette, semplici ma simpatiche. Questa linea al latte d'asina inoltre non è prodotta dalla Cosmolux in Germania come la Cien in genere, ma dalla San.Eco.Vit in Italia.
È specificato praticamente su tutte le confezioni che il latte proviene da allevamenti certificati biologici in cui le asine son libere di muoversi, e rispettate, ma non ci sono altre informazioni.


Cien Nature Latte Detergente Viso al Latte d'Asina


Per la detersione del viso Cien ha ovviamente scelto di creare un latte detergente. Si tratta di un prodotto dalla consistenza cremosa, fluida, non troppo corposa ma non eccessivamente liquida, anzi direi tutto sommato più soda rispetto ad altri latti. La profumazione è delicata e vagamente dolce, ma poco insistente, almeno al mio naso. All'interno della formulazione ovviamente c'è il latte di asina, tra l'altro non sprofondato in basso nell'INCI, ma anche olio di germe di grano, di jojoba, e burro di karitè.
Ovviamente ne ho stravolto il metodo d'uso: Cien Nature dice di applicare il latte detergente su un batuffolo di cotone e poi massaggiarlo sul viso, perché viene indicato come un prodotto per eliminare il make up, non solo le impurità del viso.  
Io invece semplicemente lo prelevo e lo massaggio sul viso asciutto, dopo un po' inumidisco le mani, continuo il massaggio e sciacquo via tutto, questo perché l'utilizzo che faccio del Latte Detergente al latte d'asina è quello di semplice detergente viso, sia al mattino, quando non sento l'esigenza di un lavaggio troppo profondo, specie nella stagione fredda, sia quando la sera faccio una doppia detersione in combinato con un altro prodotto, per eliminare i vari strati di skincare, come ad esempio la protezione solare.
Il Latte Detergente Viso al Latte d'Asina Cien Nature secondo me è un prodotto da acquistare, ma devo fare alcune specifiche. 


Intanto grazie alla consistenza mi sembra davvero piacevole da massaggiare sul viso, ma non è difficile da rimuovere, anche solo semplicemente sciacquando con le mani, senza spugnette o panni. In generale non mi ha mai dato troppo fastidio agli occhi, non me li appanna né me li fa bruciare. 
Se il vostro intento è quello di utilizzarlo come un detergente viso cremoso, magari con un panno in microfibra, allora questo latte di Cien fa al caso vostro perché mi lascia il viso pulito, si porta via gli eccessi di sebo e impurità in genere, ma non mi rende la pelle secca, anzi la lascia morbida, fresca ed elastica. 
Inoltre, nonostante contenga appunto diversi oli, non mi lascia minimamente la pelle unta, ma una volta sciacquato la pelle resta liscia e luminosa. 
Se però pensate di prendere un latte detergente struccante, lasciatelo sullo scaffale Lidl, perché finché si tratta di una base viso leggera, un po' di correttore, un fondotinta naturale, riesce a rimuoverla, specie con l'aiuto di spugne o dischetti, ma se si tratta di make up occhi, di prodotti a lunga durata, il Latte Detergente al Latte d'asina non ce la fa. Ho provato con alcuni swatch per il bene della scienza, e nulla, restavano per la maggiore lì. L'unico modo di farlo funzionare in questo senso è prima usare uno struccante specifico, e poi passare a questo latte come step per rimuovere eventuali i residui.
Fossi in Cien rinominerei il Latte Detergente Viso al Latte d'Asina proprio detergente in crema, perché credo che gli si addica di più e l'ho apprezzato per questa sua funzione.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €1.99
🏋 250ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Nickel Tested <1 PPM     
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Cien Nature Crema Viso Giorno Anti-age al Latte d'Asina



In questa linea al latte di asina Cien ha inserito due creme viso, una giorno ed una notte, e secondo me sono un po' troppe per una limited edition, ed anzi io stavo per lasciarle entrambe sullo scaffale perché ne ho fin troppe nelle mie riserve. Però ho pensato comunque di darle una chance, ed ho preso appunto la Crema Anti-Age Giorno, ma col senno di poi credo che avrei fatto meglio a lasciarla da Lidl. 
La lista degli ingredienti è un punto di forza visto che Cien Nature ha inserito non solo il latte di asina appunto, ma anche 
"olio di melagrana e acido ialuronico che aiuta ad alleviare i segni del tempo"
e poi sbucano pure l'olio di semi di girasole ed il più interessante orizanolo, un antiossidante che supporta la protezione dei raggi ultravioletti.
Si tratta di una crema dalla densità media, abbastanza morbida e alla stesura sembra abbastanza ricca, però su di me si assorbe praticamente nel giro di pochi secondi. Anche la Crema Viso Giorno ha quella profumazione dolce del latte detergente, ma alle mie narici risulta un po' più intensa, direi decisamente troppo per quello che dovrebbe essere un prodotto che resta sul viso. Non mi ha dato fastidio, non persiste tutto il giorno, ma ripeto avrei preferito fosse più attenuato.
Se vi steste chiedendo perché avrei voluto lasciarla sullo scaffale la risposta è che questa crema Cien Nature non idrata abbastanza la mia pelle. Appena messa è piacevole, mi lascia la pelle morbida e liscia, ma nel corso delle ore sento che la pelle perde di idratazione e confortevolezza, specie in alcune zone del viso. Peggio ancora se sopra ci vado ad applicare un prodotto che può essere essiccante come una cipria o una crema solare.



La soluzione al problema, almeno sul mio tipo di pelle, che ancora tende ad essere secca, ma non è estremamente disidratata specie ora che andiamo incontro al caldo, è applicarla dopo aver utilizzato un siero, anche leggero. Inevitabilmente però immagino che d'inverno non sarebbe stata sufficiente nemmeno con questo escamotage, perché non mi dà la sensazione di proteggere la pelle. Allo stesso tempo, appena il caldo diventa più insistente utilizzerò solo un siero o comunque altre texture più fluide.
Questo mi fa capire che la Crema Viso Giorno al Latte d'Asina non sia adatta a tutti i tipi di pelle come indica Cien sulla confezione, ma più ad una pelle da normale a leggermente mista. Non mi sento invece di suggerirla ad una pelle grassa, per una mia congettura: su di me non è capitato, ma ho come l'impressione che sia una di quelle creme che la pelle ributta fuori, di quelle che fa sudare per intenderci. Se avete questo problema in genere, potrebbe a mio avviso presentarsi anche con questo prodotto.
In definitiva la Crema Viso Giorno Anti-age al latte d'asina per me non è un prodotto imperdibile, dentro una routine strutturata può trovare il suo posto come ultimo step che va a sigillare l'idratazione data da altri sieri senza appesantire, ma ci sono alternative migliori e penso che la linea biologica di Cien Nature in edizione permanente abbia già delle creme più performanti.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €2.99
🏋 50ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Nickel Tested <1 PPM     
💓⇒ 🌸🌸🌱


Cien Nature Bagno Crema al Latte d'Asina



La rivelazione di questa limited edition Cien Nature è proprio questo Bagno Crema al latte d'asina. Si presenta come una crema bianca molto fluida ma sorprendentemente a contatto con l'acqua si trasforma in una schiuma davvero molto morbida, avvolgente e che scorre benissimo sulla pelle. Io la applico sempre su una spugna, ma son sicuro che anche senza la gradevolezza di utilizzo non venga inficiata. Sciacquare via la schiuma e il bagno crema non è affatto difficile, né richiede troppo tempo (e acqua!).
La fragranza anche in questo caso è la stessa degli altri prodotti di questa linea, ma è perfettamente calibrata da essere presente, percepibile, e delicatamente persistente sulla pelle, senza essere troppo insistente.
Gli attivi vegetali che sono alla base di questa formulazione del bagno crema sono appunto il latte di asina e l'olio di germe di grano che capeggia già al secondo posto nell'INCI, ma non abbiate paura perché non è pesante o untuoso.
Temevo infatti che il risultato con questo bagnodoccia al latte d'asina sarebbe stata una piacevolezza di utilizzo che non si traduceva però in una reale efficacia, cioè lavare il corpo, ed invece mi sbagliavo (ma va!?): la pelle risulta assolutamente ben detersa, ma morbida, liscia, setosa.



Su di me questo bagno crema Cien Nature ha una funzione quasi restitutiva, agendo sia da detergente ma anche da condizionante per la pelle, lasciandomela idratata al punto che quasi non sento bisogno di seguire con la crema corpo. Immagino che una pelle normale possa stare a posto per tutto il giorno solo con questo bagnoschiuma.
L'impressione che ho avuto è un po' di fare il bagno come quelle donne del passato che vi dicevo ad inizio della recensione, che si immergevano nel latte d'asina, proprio per la capacità addolcente e lenitiva di questo bagno crema.
Sul retro della confezione dicono 

"Prezioso alleato di bellezza nella cura quotidiana del viso e del corpo"

e questa dicitura mi ha lasciato un po' perplesso perché non capivo, e scusatemi se sembro stupido, ma ormai ci conosciamo, se si riferisse al latte d'asina in genere o al prodotto nello specifico; tra l'altro ad esempio sul latte detergente è indicato solo il viso. Ho voluto quindi provare il bagnodoccia al latte d'asina anche per la detersione del viso, conscio della sua delicatezza e non mi è dispiaciuto affatto anche in questo ruolo, anzi non mi ha seccato per nulla il viso. Non ne farei un uso costante (infatti l'ho provato in questo modo solo un paio di volte), ma per situazioni di emergenza o di poco spazio nel beauty non è male.
Il Bagno Crema al Latte d'Asina di Cien Nature è il prodotto che senza dubbio vi consiglio di accaparrarvi e provare da questa collezione; a mio avviso è perfetto per tutti i tipi di pelli, anche delicate e sottili, che tendono ad irritarsi, e può diventare la coccola per la stagione fredda o la soluzione pratica che evita di mettere la crema durante l'estate.
La prossima volta che ritorna da Lidl, lo prenderò sicuramente.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €2.49
🏋 400ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Nickel Tested <1 PPM     
💓⇒ 🏆


Cien Nature Crema Corpo Fluida al Latte d'Asina


Non ho provato lo stesso entusiasmo per quanto riguarda la Crema Corpo con latte d'asina. La consistenza mi ha ricordato proprio una via di mezzo fra una crema corpo e una lozione in quanto è fluida, cola ma non in maniera esagerata ed incontrollabile. Inutile specificare ancora una volta per quanto riguarda la profumazione, visto che anche in questo caso riprende la fragranza di tutta la linea, in maniera delicata, poco persistente, ma molto carina.
Sugli elementi che hanno inserito nell'INCI non ho nulla da dire perché sono un gruppo di ingredienti idratanti, nutrienti ed emollienti molto semplici: succo di aloe, glicerina, burro di karitè e olio di germe di grano, e ovviamente il latte d'asina.



Tuttavia questa formulazione su di me non è stata soddisfacente. Intanto la stesura: questa crema corpo fa un po' di scia bianca mentre la si massaggia, ed è strano considerando la consistenza fluida. Ma c'è di peggio, perché su di me impiega qualche secondo in più ad essere assorbita cosa che, secondo la mia esperienza, non dovrebbe capitare con una texture così sottile
Dall'altro lato questo processo un po' più laborioso di applicazione, non garantisce un risultato che mi soddisfa del tutto: un po' come la crema viso, anche la Crema Corpo Fluida al Latte d'Asina Cien Nature all'inizio mi sembra che lasci la pelle morbida al tatto e confortevolmente nutrita, ma nel corso delle ore la cute perde entrambe queste qualità, specie nelle zone più secche che nel mio caso sono le braccia e le gambe, al punto che farei bene ad applicarla prima della doccia successiva. 



È vero che comunque sulla confezione Cien non fa riferimento a questo potere idratante dalla potenza inaudita, però la sua non soddisfacente efficacia ha un'aggravante: ho sempre usato questa crema corpo insieme al bagno crema al latte d'asina, che è molto delicato e, come vi dicevo, fa già la sua parte nell'idratare la pelle, per cui non ha un gran lavoro da fare. Quindi qualora usassi questa lozione corpo con un docciaschiuma magari più essiccante potrebbe avere ancora meno effetto sulla mia pelle, pur costringendomi a star lì a massaggiarla e ad aspettare che si assorba.
Anche per quanto riguarda questo prodotto c'è quella dicitura ambigua del possibile utilizzo sia sul viso che sul corpo, ma io in questo caso non ho provato.
Insomma, la Crema Corpo Fluida al Latte d'Asina di Cien Nature non è la peggiore della sua categoria che abbia mai provato, se avete una pelle normale potrebbe anche piacervi, ma se come me iniziate ad avere esigenze un po' più alte, se avete altre alternative comunque economiche e ecobiologiche, secondo me potete anche skippare l'acquisto e dirigere questi pochi euro in altri prodotti.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €2.49
🏋 250ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Nickel Tested <1 PPM     
💓⇒ 🌸🌸🌱



Per il momento per quanto riguarda la linea al latte d'asina di Cien Nature è tutto, sebbene sia curioso di provare il sapone mani e la crema mani, ma non credo che gli darò una chance a giro breve.
Penso che tutto sommato sia una gamma di prodotti promossa nonostante abbia avuto le mie preferenze, la scelta dell'ingrediente principale è carina, il packaging è simpatico e funzionale. Tuttavia credo che questa gamma abbia tanto potenziale che può essere sviluppato.
Signori Cien, se passate di qui, ho un'ottima strategia di marketing per voi. Intanto mettete questa linea in gamma permanente ma la modificate: lasciate in vendita solo una delle due creme viso (e magari state attenti alle formulazioni), e aggiungete uno stick labbra e contorno occhi sempre ovviamente con latte di asina. Il latte detergente lo chiamate semplicemente detergente e in generale impostate la linea come rivolta alle pelli secche e alla stagione fredda (ma non lo scrivete sulle confezioni), quindi al posto della Crema Corpo Fluida ci fate un burro corpo funzionale, che va a sostituire quello alle fave di Tonka che tanto piace a quattro gatti. 
Che dite, non male come idea, no?





venerdì 7 giugno 2019

La mia esperienza con il sito Vente-Privee 💸💸💸

Negli ultimi mesi i miei acquisti sono diventati più sporadici per cui non ho avuto esperienze di acquisto da raccontarvi. Alla fine è stato un calo fisiologico e dovuto al fatto ovvio che le mie necessità e le mie risorse non sono infinite (sorpresi eh!?).
Tuttavia sapete che non so resistere ad una offerta interessante, e quindi mi son lanciato. Grazie ad una ragazza su Instagram ho scoperto che il sito Vente-Privee.com stava proponendo alcune vendite che a me incuriosivano parecchio.



Vente-Privee, o meglio Veepee, è un e-commerce evenemenziale francese, ovvero basato su vendite periodiche di durata settimanale. Bisogna iscriversi al sito o accedere tramite social, e si possono visionare le varie offerte. Alle 7 del mattino vengono messe online le nuove vendite, infatti il sito invia una newsletter in cui raccoglie le novità, e nel caso di Veepee si spazia davvero in una vasta scelta di oggetti: dall'abbigliamento, agli articoli per la casa, alla cosmesi, alla tecnologia, ed ho visto persino viaggi, gioielli e servizi di vario tipo come ad esempio la stampa di foto.
I marchi che ho visto proposti sono secondo me molto interessanti perché, in alcuni casi, si parla di grandi firme come Gas, Nike, Benetton, Clinique, Mango, Lierac, e ovviamente sono sempre diverse e soprattutto vengono scontati anche oltre il 50%.
Ma di caratteristiche interessanti che rendono Vente Privee un sito interessante ce ne sono diverse. Appena ci si iscrive ad esempio l'e-commerce regala 10 euro di sconto per il primo ordine, inoltre c'è una sorta di affiliazione per cui chi si iscrive tramite il tuo link guadagna 10 euro di sconto e ne fa guadagnare anche a te. Cliccando qui, verrete reindirizzati proprio al mio link che vi consente di iscrivervi. Il sito notifica tramite email ogni passaggio, dalla creazione del profilo, all'inoltro dell'ordine.
I metodi di pagamento poi sono diversi, si passa dalla carta di credito fino a quel che tutti desideriamo, ovvero l'amato Paypal. Non c'è il contrassegno.
Inoltre c'è anche un altro aspetto molto comodo, ovvero la consegna in un punto di ritiro, nel mio caso ad esempio indica alcune sedi della Posta della mia zona, quindi se non siete disponibili a casa potete poi ritirare il vostro pacco al luogo che selezionate quando convalidate l'ordine. In generale poi il sito è intuitivo e scorrevole, quindi non serve che vi spieghi altro.
Fin qui tutto bene benissimo, ma Vente- Privee non è esente da difetti.



Intanto le spese di spedizione: non importa quanto spendiate, o se vi fate recapitare il pacco al centro di raccolta, perché sono fisse a 3.95€. È vero che la spedizione è tracciata, ed è vero che, per alcune vendite, è specificato che la spedizione avviene entro le 72 ore; ed è vero che prima di convalidare l'ordine, fin quando non risulta in preparazione, potete aggiungere altra merce, sempre dalla stessa vendita, così se cambiate idea non siete costretti a pagare per un'altra spedizione, ma in generale preferirei una soglia massima entro cui pagare la cifra. Da specificare che due vendite diverse non possono essere raggruppate in un unico ordine: esempio, la t-shirt di Mango, non può essere unita all'ordine con la crema Clinique.
Il carrello inoltre è a tempo, e scade dopo 15 minuti, quindi non perdete tempo.
E poi ci sono le tempistiche.


Io ho piazzato ben due ordini su Veepee, rispettivamente il 26 ed il 31 marzo, e prima di riceverli ci è voluto parecchio tempo. Da premettere che tutti gli ordini partono dai loro magazzini francesi, tuttavia la Francia non è mica oltreoceano.
Il mio ordine su Vente-Privee del 26 marzo ad esempio, è stato spedito l'8 aprile, e mi è stato consegnato il 12 Aprile con corriere SDA (nonostante il tracking sia controllabile sul sito Poste.it), quindi in circa 14 giorni lavorativi. È andata un po' meglio con l'ordine del 31 che è stato spedito l'uno Aprile, ha raggiunto l'Italia l'11 e mi è stato consegnato in Sicilia il 15, in totale 11 giorni lavorativi.
Immagino che al Nord o comunque nel resto d'Italia le spedizioni siano più agevoli, ma credo che comunque vadano calcolate delle tempistiche lunghe e variabili.
Vi avevo mostrato cosa ho acquistato su Instagram, ed era tutto parte di una vendita di cosmetici coreani, ma se ve lo siete persi, mi spiace per voi. Avevo fatto poi un altro ordine di un brand inglese, ma vi man mano che farò le review ne parleremo.
Entrambi i miei ordini erano tutto sommato abbastanza ben imballati, specie il primo che all'interno aveva carta da imballo che teneva ferma la merce; il secondo invece aveva solo della carta velina, nonostante un paio di pezzi potessero rompersi.


Il secondo pacco con la merce meno protetta.

Se ci sono problemi è possibile comunque richiedere rimborsi ed effettuare il reso entro 14 giorni tramite il modulo sul sito, dove comunque trovate tutti i dettagli del vostro ordine, e potete gestirlo.
Credo che Vente-Privee meriti una chance e di esser tenuto d'occhio, soprattutto se fra le vendite scovate quell'oggetto che vi piace e non riuscite a reperire altrove facilmente o magari trovate ad un prezzo davvero conveniente; personalmente credo di aver fatto buoni acquisti perché alcuni dei prodotti erano in set, quindi un buon rapporto quantità-prezzo.
Però secondo me Veepee soffre le problematiche di tutti i siti che offrono vendite periodiche, e un po' vi fa capire come mai non ho mai utilizzato questi siti: secondo me è impossibile acquistare prodotti "indispensabili", perché ad esempio qualora vogliate cambiare una taglia di un capo di abbigliamento o il colore di un oggetto di arredo, non fareste praticamente in tempo a ricevere la merce, visionarla, e fare un altro ordine, in quanto la vendita sarebbe già finita. Io ad esempio non acquisterei mai abbigliamento specie se per un evento, perché rischierei di non poter sostituire quel capo che mi piace come si può fare su un qualunque altro ecommerce.
Conoscete questo Vente-Privee? Vi attira o anche voi preferite gli i siti a vendita classica?





lunedì 3 giugno 2019

|Beauty Cues|
🤩Prodotti corpo promossi... ed un quasi dupe economico! 🤩

Son passati due mesi dall'ultima review di prodotti corpo e non me ne sono nemmeno reso conto. Non mi è chiaro cosa stessi aspettando, ma ho una tripletta di prodotti tutti economici, di tre brand diversi, tutti con INCI più che accettabile e tutti ormai abbastanza facilmente reperibili.




Tempo addietro avevo cantato qui le lodi di uno scrub corpo di Organic Shop, che secondo me ha un ottimo rapporto/qualità prezzo. Così avevo deciso di provare qualche altro scrub di questa marca, ma questa seconda esperienza è stata meno entusiasmante. Avevo scelto infatti lo Scrub Schiumoso alla mandorla dolce, sperando che potesse eguagliare la prestazione dell'altro prodotto, ma col quid in più di essere anche lavante.
Ma andiamo in ordine: si tratta di un esfoliante corpo a base sia di sale che di zucchero in cui hanno inserito anche olio di mandorle dolci appunto.
"conferisce alla pelle un immediato ringiovanimento e una bella levigatezza. L'olio di mandorle biologico satura la tua pelle di nutrienti, proteggendola dalla perdita di umidità. Il sale naturale unito allo zucchero di canna esfolia delicatamente la pelle."
Partiamo dall'aspetto che mi è piaciuto meno: la consistenza. Questo Foamy Body Polish Organic Shop ha una texture che mi ricorda un po' una marmellata compatta, questo fa sì che i grani di sale e zucchero siano ben distribuiti e non si depositano sul fondo della confezione, quindi non ho avuto bisogno di mescolare ogni volta lo scrub. Questa consistenza però è sguisciosa e tende a scivolare un po' ovunque. Prima di stenderlo sul corpo devo sempre massaggiarlo fra le mani in modo che si rompa questa compattezza e risulti meno "gommosa", tuttavia però non si risolve del tutto il problema. Poi magari sono io che non sono capace di usarlo, però secondo me si spreca un po' di prodotto che inevitabilmente finisce sul piatto doccia e sporca ovunque. Ed è un peccato perché di per sé si stende bene sulla pelle, ma se devo perderne ogni volta  una parte, mi sembra brutto.



Il secondo aspetto mi ha lasciato perplesso è che da uno scrub che si autodefinisce schiumoso, mi aspetto appunto che faccia schiuma ed abbia una azione detergente, cosa che con questo Organic Shop non accade. Non mi aspetto le mille bolle blu, ma massaggiato sulla pelle umida va come ad emulsionarsi, diventa quasi una cremina lattiginosa, senza produrre nulla che sia vicino ad una schiuma anche sottile. L'azione detergente avviene quindi in modo delicato quasi per affinità, perché mi dà l'impressione di essere quasi una lozione lavante.
Anche il profumo non è quel che mi aspettavo: io non ci sento alcun aroma di mandorla ma più un profumo genericamente fresco, con una punta di dolce.
La funzione che ha sulla pelle è l'unico aspetto che me lo fa promuovere perché è ottima: come l'altro scrub corpo Organic Shop, anche questo alle Mandole riesce a lasciarmi la pelle liscia e morbida, portandosi via pellicine e ruvidità ma dando anche alla pelle un po' di idratazione complice l'olio di mandorle che contiene. Secondo me l'aspetto positivo che accomuna gli scrub Organic Shop è proprio questo, visto che non si limitano ad una azione meccanica di esfoliazione, ma se avete una pelle normale vi possono anche bastare come prodotto idratante.



Dall'altro lato non mi sembra affatto untuoso, non mi devo rilavare dopo averlo utilizzato, e si sciacqua via con abbastanza facilità.
Io lo trovo un esfoliante efficace, ma delicato, non mi son mai ritrovato con la pelle rossa, irritata o graffiata. Io l'ho utilizzato per abitudine una volta a settimana circa, ma credo si possa arrivare a due.
Ripeto, il Foamy Body Polish Sweet Almond di Organic Shop funziona bene sulla pelle e lo apprezzo per il risultato che ottengo, ma me lo aspettavo diverso, e per via della texture ho deciso che non lo riacquisterò, ma non mi lascerò scappare altri prodotti del marchio.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 €4.29
🏋 250ml
🗺 Made in Estonia
⏳ 12 Mesi
🔬 Cosmos Natural
💓⇒ 🌸🌸🌸


Natura Amica Deodorante Vapo Lux Vaniglia&Muschio

Hanno aggiornato un po' l'etichettatura

Dal 2015 sono un aficionados dei deodoranti Natura Amica, ma dal 2017 non ne ho più acquistati perché volevo dare spazio ad altri marchi e lanciarmi ad esplorare qualcosa di diverso, nonostante su di me siano sempre stati più che efficaci. Quando però ho visto che avevano ampliato la gamma con la linea Lux, mi ci sono lanciato appena ho potuto, perché in realtà da me non si trova questa linea ma solo la classica, però se ad esempio avete un Lillapois vicino o acquistate dal loro sito, dovreste trovarla. La gamma Lux di Natura Amica riprende un po' il concetto e le profumazioni dei loro primi deodoranti, che sono a base di allume di rocca come attivo antitraspirante, ma è arricchita anche con glicerina e succo di aloe.
La mia esperienza con questo deodorante Vaniglia&Muschio è stata certamente positiva da più punti di vista. Intanto la confezione che ha un getto ampio e molto vaporizzato, sottile, che non crea accumuli di prodotto in un solo punto e quindi niente sgocciolamenti. Inoltre non mi si è mai inceppato mai, sebbene sia una cosa del tutto normale per i deodoranti con allume di rocca.
Come tutti questi deodoranti, prima di utilizzarlo, va shakerato energicamente.
La profumazione è un buon connubio fra la freschezza del muschio e la dolcezza della vaniglia, nessuno dei due elementi sorpassa l'altro ed in generale non è una fragranza troppo persistente o così intensa da impattare con eventuali altri profumi che mettiamo sul corpo.



Per quanto riguarda l'efficacia, Natura Amica, al contrario di altre aziende, non fa promesse impossibili, anche perché lo sappiamo che la sudorazione è un argomento molto variabile da persona a persona, ed anche in periodi della vita e situazioni diverse può accentuarsi o diminuire. Io in media non ho una sudorazione così accentuata e difficile da contenere, però ho sicuramente bisogno di un prodotto resistente tutto il giorno, e che anche nelle giornate stressanti e movimentate mi tenga lontano da cattivi odori. Il Deodorante Vapo Lux Vaniglia&Muschio in questo senso riesce bene nel compito che gli propongo, e mi dà abbastanza sicurezza nel controllare la sudorazione e i cattivi odori nel corso della giornata. Rispetto alla versione classica, la Lux mi sembra leggermente più delicata sia come efficacia, che sulla pelle. In effetti la sento un po' più emolliente e più idratante, quindi penso che per ascelle sensibili e secche vada più che bene. In generale penso che se avete una sudorazione da media a più intensa potreste dargli una chance. Io sicuramente, se avrò l'opportunità prenderò qualche altro deodorante Natura Amica Lux, considerando anche che non mi ha mai creato problemi di irritazione né ho notato macchie sui vestiti.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Lillapois
💸 €4.90
🏋 100ml
🗺 Made in Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Bio Eco Cosmesi AIAB, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Botanika Naturalmente Olio Corpo Emolliente Nutriente



Da quando ha aperto un negozio della catena MD Discount dalle mie parti, ho potuto iniziare a provare un marchio di cui in rete si parlava già da tempo, ovvero Botanika. Ad attirare verso questa azienda credo ci sia la classica idea di andare alla scoperta prodotti economici e con buon INCI da supermercato, tuttavia non mi aspettavo che il mio primo prodotto Botanika mi piacesse così tanto.
Per iniziare infatti ho preso un po' per caso il loro Olio Corpo Emolliente Nutriente. La verità è che cercavo un olio corpo, perché mi piace come tipo di cosmetico ma non sapevo se durante l'inverno l'avrei utilizzato per via del freddo; per cui non volevo spendere molto, non volevo fare ordini online, ma volevo un olio che potessi reperire facilmente.
Ovviamente la prima cosa che ho fatto è dare un'occhiata all'INCI e devo dire che mi ha sorpreso. Fra i vari emollienti infatti hanno inserito alcuni ingredienti che Botanika sottolinea siano da agricoltura biologica

"Olio di mandorle dolci ad azione emolliente ed idratante
Olio di Argan noto per le proprietà anti age
Olio di Riso calmante e rivitalizzante
Estratto di Calendula dalle proprietà lenitive e distensive
Vitamina E antiossidante"

La texture è quella di un olio molto liquido, scorrevole, ed è molto piacevole da massaggiare e da utilizzare perché si sparge molto facilmente, ma soprattutto ha un tocco secco che non va ad appesantire la pelle. Risulta untoso solo se esagerate con le quantità, cosa che ovviamente non è necessaria. Inoltre l'assorbimento è davvero rapido, cosa che mi ha aiutato durante la stagione fredda ad utilizzarlo senza dover morir di freddo. Ho sempre cercato di utilizzare questo olio corpo Botanika su pelle umida o comunque appena tamponata dall'eccesso di acqua.
L'aspetto che non mi ha fatto impazzire è la confezione: ha un semplice foro che funge da dosatore e, per quanto non si sprechi prodotto, non è l'erogatore che più preferisco, oltre al fatto che tende un po' a sporcare il flacone. È comunque un inconveniente minimo che ci può stare per un prodotto low cost che quindi ha un packaging semplice.



Dirvi che l'Olio Corpo Botanika non mi ha mai annoiato (cosa non scontata ndr.), ma anzi l'ho sempre usato più che volentieri, vi può far già intendere quanto mi sia piaciuto: oltre alla piacevolezza della texture, al modo in cui si applica, c'è ovviamente un'azione idratante, nutriente ed ammorbidente che mi ha stupito. L'olio Corpo Botanika mi lascia infatti la pelle morbida e liscia a lungo, così come la sensazione di pelle nutrita ed elastica riesce a durare fino alla doccia successiva. La mia pelle del corpo può tendere ad essere secca specie su braccia e gambe, ma non è mai estremamente arida, e questo olio riesce ad evitare che queste aree inaridiscano ancora di più.
Fra gli aspetti che mi fanno promuovere poi l'olio Corpo Botanika c'è ovviamente anche il profumo, che però faccio fatica a descrivere. Per il mio naso si tratta di una fragranza intensa, avvolgente, in cui sento delle note di frutti rossi, di talco e qualcosa di legnoso. Un po' difficile ripeto da descrivere ma sentirla sulla pelle mi piace ed il fatto che abbia una discreta persistenza gli fa guadagnare ancora più punti. Nella stagione fredda in particolare lo trovavo rilassante.

Questo di Botanika mi ha riportato alla mente un altro prodotto che avevo provato diverso tempo fa, che secondo me è molto simile, almeno nel risultato finale, ovvero l'Huile Prodigieuse di NUXE. Guardando gli INCI hanno pochi elementi in comune, visto che NUXE ha inserito oli più pregiati e una confezione più elegante, ma il risultato di pelle setosa, nutrita e profumata secondo me accomuna i due oli, così come il feeling al tatto di una consistenza asciutta.
Quindi non solo è un prodotto valido, ma l'olio corpo di Botanika secondo me è anche un po' un dupe economico che vi consiglio, specie se avete poca esperienza con questo tipo di prodotto e volete scoprire se può fare al caso vostro.

INFO BOX
🔎 Discount MD
💸 € 2.69
🏋 200ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Non posso che ritenermi abbastanza soddisfatto di questi prodotti corpo che mi hanno accompagnato in doccia e non solo negli ultimi mesi. Tenetevi pronti perché ho un paio di review monomarca che spunteranno presto.




mercoledì 29 maggio 2019

|#backtoseries chapter 37|
Game of Thrones 8: tutti i punti deboli e le domande irrisolte ⚔ 🐉 ⚔

Facciamo tutti un respiro profondo e proviamo a parlare dell'ultima stagione di Game of Thrones. Vorrei tentare di raccontarvi le mie impressioni ora che la bolla di critiche e commenti si è un po' sgonfiata.
Siamo arrivati alla fine e questo è già un bene, perché di serie tv che non si concludono o che vengono perpetrate all'infinito ne ho viste a bizzeffe quindi è tanto di guadagnato, ma queste sei puntate de Il Trono di spade hanno avuto diversi elementi su cui moltissimi hanno avuto da ridire, compreso il sottoscritto. Stavo riflettendo tra l'altro che Game of Thrones è stato trasmesso per la prima volta quando ho deciso di aprire questo blog, quindi un po' ci sono affezionato.
Ma intanto fatemi dare alcune premesse.

Immagine correlata

Da qui in avanti ci saranno tanti spoiler, per cui se siete rimasti indietro con gli episodi ma volete comunque proseguire a leggere, sono fatti vostri.
Un altro preambolo che sostengo da sempre è di prendere quanto dirò con leggerezza, e più in generale credo che tutti dovremmo approcciarci alla serie con meno ossessività perché è pur sempre qualcosa di inventato che non migliora o peggiora la vostra vita sociale, ci sono dei draghi che volano, ed una donna con i capelli platinati che non ha problemi di ricrescita, quindi diamoci una calmata.
Credo sia più che normale che questa ottava stagione di Game of Thrones vi possa essere piaciuta, e io stesso ho notato scene davvero belle non solo visivamente ma anche emotivamente, che mi hanno coinvolto, e più in generale per me resta una serie tv che sa intrattenere, e che si è creata nel mondo un gigantesco stuolo di fan affezionatissimi, per cui non parliamo di robetta. Ho apprezzato ad esempio la ciclicità degli eventi, quindi la ripresa di certe situazioni, di certi dialoghi o scene dei precedenti episodi e creare un collegamento o un riferimento, soprattutto alla prima stagione.



Tuttavia credo che con nessun'altra stagione ho notato così tanti meme online, e se si è arrivati ad una petizione per rifare da capo l'ottavo capitolo, e se la suddetta petizione ha superato il milione e cinquecentomila firme, un motivo ci sarà. E la cosa più problematica è che chiunque abbia sollevato dubbi su questa chiusura della serie, ha puntato il dito praticamente alle stesse questioni. Questo credo significhi che non è che ci siamo svegliati di punto in bianco ed abbiamo deciso di mettere al microscopio Game of Thrones, ma che evidentemente ci sono proprio problemi strutturali.
George R. R. Martin ha abbandonato la scialuppa da un pezzo e quindi tutto era sul groppone dei due David Benioff e Daniel B. Weiss che secondo me hanno fatto anche delle figure barbine non da poco.


L'inizio di questa ottava stagione non è stata nemmeno malaccio a mio avviso, anzi la prima puntata mi ha fatto sperare, perché sembravano ben predisposti non solo a ricongiungere le fila del discorso, ma anche a darci i momenti più succulenti che stavamo aspettando. Finalmente Jon infatti scopre di essere in realtà Aegon Targaryen quindi anche erede al trono.
Ma anche il ricongiungimento dei fratelli Stark è stato tutto sommato un momento tenero, nonostante fra Arya e Bran gli stramboidi non si contano più. Tuttavia già dal primo episodio ho avuto anche attimi di perplessità che non potrò chiarirmi mai.


Ad esempio il rapporto fra Cersei e quel burino di Euron Greyjoy, e più in generale la presenza di quest'ultimo, che sembra sempre un pesce fuor d'acqua, una situazione ambigua ma in modo inutile; o anche come mai Yara Greyjoy (salvata dal fratello che spunta non si sa da dove) preferisca riconquistare le Isole di Ferro - che se non erro sono situate abbastanza vicine al nord per cui potrebbero essere attaccate dai non morti - per nome di Daenerys, piuttosto che restare a fianco del fratello Theon che magari ci lascia le penne e non lo vede mai più. Tra l'altro, una puntata più tardi lo stesso Jon Snow ammetterà che gli servono quanti più uomini possibili, ma questi pensano alle Isole di Ferro.
Ma sono tutte quisquilie rispetto a quello che accade nelle puntate successive.
Già il secondo episodio per me è stato un po' meno piacevole, o meglio qualcosa iniziava a scricchiolare, un aspetto su tutti la gestione dei tempi. Uno dei problemi di Game of Thrones 8 è stata la fretta con cui si sono consumati non solo i momenti salienti, che letteralmente aspettavamo da otto stagioni, ma anche circostanze di minore importanza. 



Sono ben conscio che le tempistiche di un prodotto televisivo a volte non sono decise dagli sceneggiatori, ma dalla rete, dai costi, dai contratti, e da tanti elementi esterni, però ci sono stati secondo me comunque degli errori.
Il secondo episodio, Un cavaliere dei Sette Regni, continua in maniera troppo rallentata secondo me, puntando su scene che risultano carine, toccanti, come Brienne che finalmente diventa appunto cavaliere per mano del caro Jaime, o anche imbarazzanti e senza senso come la piccola infrattata di Arya con Gendry Baratheon, ma la latitanza di dialoghi coinvolgenti, che dovevano invece essere il motore, è forse il tassello più debole di questa puntata.
L'episodio doveva essere ripulito e dare più spazio ad altre circostanze, ed altri approfondimenti, soprattutto all'evoluzione dei personaggi. Ad esempio dare maggior risalto alla questione di Bran come memoria del mondo, e quindi preda del Re della Notte, e creare per una volta un piano strategico di attacco e difesa sensato.
Il fatto è che nessuno sa come sconfiggere il Night King, e quando arriva il momento di discuterne, semplicemente non ne parlano. Solo Arya chiederà a Bran se il fuoco del drago può uccidere il temuto nemico, ma nemmeno lui sa rispondere.
Mentre quel bambacione di Jon Snow non ha detto una parola. D'altronde ci siamo per caso dimenticati infatti che la passata stagione pensò bene di andare a catturare un non morto per mostrarlo a Cersei?



Di  tutta questa seconda puntata è secondo me importante sottolineare un aspetto: Daenerys inizia a rompere le scatole con questo benedetto Iron Throne. Sulla sua testa, come su quella di tutti, incombe una minaccia inimmaginabile, ma qui pensano già a cosa succederà dopo la battaglia con i non morti. Un po' uno spoiler, col senno di poi.
Il decadimento più totale inizia però con la terza puntata. Abbiamo aspettato con trepidazione la battaglia con i non morti e il Re della Notte, ma è stato un susseguirsi di situazioni senza senso logico. Speravo che la componente magica potesse prendere il sopravvento e tornare potente ed in effetti ce lo fanno credere con Melisandre, la strega rossa giunta da chissà dove, che infiamma, in questa scena molto suggestiva, le lance dei Dothraki prima e la recinzione poi, ma tutto questo ha efficacia ed utilità pari a zero.



I Dothraki appunto vengono mandati avanti come carne da macello, ma dopo un breve scontro battono la ritirata, e da quel momento non si vede più nulla, letteralmente. I creatori di GOT hanno ammesso di voler rendere le scene realistiche quindi una battaglia in una oscura notte durante una tempesta, ma non hanno pensato che gente miope come me in tutto quel buio non avrebbe capito cosa stesse accadendo. La cosa più comica è che il direttore alla fotografia ha dato la colpa ai nostri schermi e alla nostra capacità di regolarli, ma non siamo tutti svegli come Jon Snow per nostra fortuna, quindi pur mettendo le impostazioni di luminosità alla potenza di un raggio fotonico, non si vedeva una fava.



Di questa terza puntata, a parte appunto qualche scena d'azione, riesco a salvare ben poco, ma è stato un susseguirsi di situazioni tragicomiche che ormai sono diventate la caratteristica di Game of Thrones 8, come ad esempio Bran Strark che in tutta tranquillità nel corso della battaglia, si fa un viaggio astrale. Col senno di poi mi par di capire che abbia avvertito il Re della Notte su quello che stava accadendo sul campo di battaglia, vediamo infatti che i suoi corvi passano accanto al nemico, ma anche qui nessuna certezza. 
Mi è piaciuta invece la parte di Arya all'interno della libreria, quando sguiscia qui e lì fra i White Walkers, ma ovviamente la serietà è durata poco. Più tardi, dopo una serie di inseguimenti, ce la ritroviamo con Melisandre, rinchiusa in quattro mura, ma dopo una illuminazione, la vediamo scappare verso l'infinito e oltre. Cioè tu sei circondata da non morti, ti sei rifugiata a fatica e sembra che la porta della stanza stia per cedere, ma corri via all'urlo di "Not Today".
Esattamente dove andava? Dove voleva uscire? 



Ma questo è solo l'inizio di una catena di assurdità. Mentre tutti i protagonisti principali stavano infatti combattendo senza tregua e sopravvivendo "stranamente" a quell'ammasso imbestialito di voraci non morti, Jon Snow si mette ad urlare contro Viserion ormai ferito e impazzito, come se così potesse fermarlo, ma il peggio avviene dopo, quando il Re della notte e la sua gang di Estranei raggiunge finalmente Bran che se ne stava bel bello, in cortile sotto l'alberello. 
A proposito, che potere ha questo Albero-diga? Perché stanno sempre tutti lì sotto a confabulare?
Il nuovo Corvo a Tre Occhi sta per lasciarci le penne, ma arriva la salvifica Arya che dall'infinito in cui si era rifugiata, sbuca e riesce a uccidere il Night King, che si sgretola come un freezer a cui manca la corrente, e con lui chiunque abbia creato, in una gigantesca reazione a catena.


Poniamo il caso che Arya, nell'attaccare il Re della Notte, abbia tentato il tutto per tutto semplicemente cercando di difendere il fratello, fermo restando che questa è una mia presunzione che non ha nulla a che fare con la serie. Poniamo anche il caso che Arya sia riuscita a nascondersi da uno stuolo di non morti (cosa che non le riusciva poco prima), Estranei e appunto dal Night King grazie alle sue abilità mimetiche che il Dio dai Mille Volti le aveva insegnato, e a prendere una rincorsa con slancio di almeno un metro e ottanta. Ma c'è un grosso problema: il Night King per non so quante stagioni ci è stato presentato come una creatura indistruttibile ed anzi molto pericolosa da avere vicino ed affrontare faccia a faccia, che con una lancia era riuscito ad uccidere al volo un drago in un solo colpo. Che senso ha farlo morire in uno scontro frontale con una ragazza che non ha la conoscenza del suo antagonista e la preparazione per affrontarlo? Questo spietato mostro che dovrebbe avere anche poteri sovrannaturali di previsione e chissà che altro, ed ha pure una schiera di colleghi attorno che però non muove un dito, perisce in pochi secondi senza letteralmente lottare.
Io pensavo che quando afferra Arya per il collo, l'avrebbe trasformata in un ghiacciolo, o lanciata via in meno di zero secondi, ma nulla.



Questo non è ciò per cui ci hanno preparato, era più credibile se una creatura magica fosse sconfitta appunto con la magia da un essere altrettanto potente, perché se togliete i white walkers, la loro storyline non toglie nulla al resto. Il problema, per quanto mi riguarda, non è che sia stata Arya ad uccidere il Night King, sebbene lei non l'abbia mai visto quindi in teoria sarebbe la meno adatta, ma non può essere così facile.
Il reale pericolo allora non era il re della Notte ma il suo esercito quantomeno per maggioranza?
Questo terzo episodio sarà solo l'inizio di una serie di vuoti narrativi e di parti lasciate in aria senza una spiegazione.
Già ad esempio la conclusione della terza puntata ripresenta alcune vecchie incognite: com'è che Melisandre finisce addirittura per morire una volta che si toglie la collana, quando in passato abbiamo visto che non accadeva? È stato perché il Dio della Luce non la considerava più utile alla sua causa? E qual era lo scopo di questa divinità? E dov'è finita?
Qua non ci sta nemmeno un lumino secondo me.



Ma il peggio viene dopo.
Quarta puntata, dopo un breve funerale ai caduti troviamo i nostri prodi eroi a festeggiare banchettando nonostante, per stessa ammissione dei personaggi, c'era carenza di cibo e risorse.
Proseguiamo poi con i piagnistei di Daenerys convinta che tutti debbano riverirla e considerarla la loro regina anche al Nord senza però muoversi minimamente politicamente, ma semplicemente imponendo la sua forza con i draghi e l'esercito. Nessuno ha notato la scena angosciante in cui implora Jon di non rivelare la sua identità e soprattutto il modo in cui spegne la sua umanità?
Si passa poi per parentesi amoroso-inciuciose, come quella fra Jaime e Brienne, che risultano semplicemente imbarazzanti e sconclusionate, inutili e forzate. Tutte parti che potevano (dovevano?) essere epurate. 
Il resto dell'episodio è stato per me un susseguirsi di domande.



Perché non ci viene mostrata la reazione di Arya e Sansa quando scoprono che Jon è un Targaryen
Come fa Bronn a sgattaiolare senza essere notato e trovare giustappunto entrambi i fratelli Lannister che stanno lì a bisbocciare per tentare di ucciderli? 
Com'è possibile che navi, uomini in marcia e draghi abbiano impiegato il tempo di un paio di scene ad arrivare ad Approdo del Re dal Nord senza il minimo realismo? 
Perché andarci con ben due draghi, considerando che uno è semi ferito e non può avere un condottiero in sella che lo manovri? I draghi, da quanto sappiamo, non sono molto autonomi. Eppure avevamo visto cosa era accaduto la passata stagione con il Re della notte e appunto l'uccisione di Viserion.
Con quale faccia i creatori di Game of Thrones hanno giustificato tutta questa parte come una semplice dimenticanza da parte di Daenerys?



E non sarebbe stato più logico se Daenerys avesse deciso comunque di provare almeno ad infliggere un minimo danno contro la flotta di Euron Trucido Greyjoy magari affrontandola da dietro? 
Com'è accaduto che Cersei sia riuscita a rapire Missandei nella baraonda di una battaglia acquatica?
E perché l'unica reazione di Verme Grigio anche alla morte della persona amata è la stessa, unica, costante espressione? Mi sarei aspettato qualcosa di più in verità.



Anche quella scena è un'altra occasione per attaccare di spalle il nemico e risolvere una gran questione, ma era meglio tirarci su un'altra puntata fatta di nonsense.
È vero che c'era un piano di Varys per avvelenare Daenerys? E a chi stava scrivendo prima di essere giustiziato? Perché si toglie gli anelli? E perché tutte queste sotto trame vengono buttate lì a caso senza un proseguo o una spiegazione?
È possibile che Jon Snow per cinque puntate da più di un'ora l'una non riesca a formulare una frase più articolata di "She is my queen/You'll always be my queen"? L'abbiamo capito che è un bambacione, lo diciamo da intere stagioni, ma non è che raccontandocelo in un determinato modo per poi regalarci un twist finale ce lo fate apparire come colto da un improvviso attacco di saggezza.
A proposito di cambi di idee, quando è successo che Jaime Lannister ha deciso che volesse ritornare dalla sorella per morire insieme a lei? Tutte le disavventure che ha vissuto, che hanno portato ad una sua redenzione e conversione verso un lato più saggio, capendo gli errori e le brutture di Cersei, non sono servite a niente? Facciamo finta che la settima stagione non sia mai esistita?
Ricordiamo tra l'altro che lo stesso Jaime fermò il Mad King dall'uccidere chiunque.
Ma soprattutto com'è stata concepita quella che doveva essere la resa dei conti fra Daenerys e Cersei?


Penso che un po' tutti ci aspettavamo qualcosa che riuscisse ad essere epico e tensivo, vista la delusione dello scontro col Re della Notte ma subito sono iniziate le incongruenze.
Con quale logica Daenerys riesce improvvisamente a cogliere alla sprovvista non solo la flotta di Euron ma anche la Compagnia Dorata, e ad avere il sopravvento? E quando mai si è visto un muro di roccia che brucia?
Quand'è successo che Approdo del Re diventasse una ridente e florida cittadina?
Fatemi fare però un passo indietro prima di questo scontro infuocato. Daenerys fa un discorso che secondo me molti hanno sottovalutato, perché in questo marasma di scene senza senso è la stessa Dany a prepararci a quello che verrà. Lei ci avverte che non intende mostrare compassione, perché i suoi avversari vedono nella sua benevolenza una debolezza. Ma al cambio di atteggiamento della ex ultima Targaryen eravamo pronti anche per altre questioni. Non solo perché per tutta l'ottava stagione non fa altro che ripeterci che vuole questo benedetto trono, ma perché per tutte le passate stagioni l'unica risposta di Daenerys era dar fuoco a tutto.
Non ti inginocchi? Ti do fuoco.
Sei uno schiavista? Ti do fuoco.
Sei il Re della Notte? Ti do fuoco.
Mi freghi l'ultima fetta di torta? Ti do fuoco.


Daenerys è sempre stata un po' bipolare: da un lato ha l'intento di agire per il bene, ma dall'altro ha sempre scelto dei metodi tutt'altro che magnanimi e compassionevoli. Ed in ogni situazione violenta non è stata proprio di stomaco debole, ma anzi si è goduta la scena con tanto di pop corn.
Le perdite di Jorah, Viseris e Rhaegal, di Missandei, dell'amore di Jon, della fedeltà di Varys e Tyrion, e più in generale l'assenza di alleati, diventano per lei la goccia che fa traboccare il vaso, e questo è il risultato.
C'è la possibilità che tu, cittadino random di Approdo del Re, non voglia inginocchiarti al mio cospetto? Ti do fuoco.
Purtroppo però capisco che per alcuni il suo cambiamento, per quanto sia stato fisiologico, è troppo brusco.
Un altro problema è come si svolge questo suo attacco. Lei infatti inizia ad incendiare tutto, quando in realtà avrebbe avuto più senso attaccare subito la Fortezza Rossa, scontrarsi con Cersei direttamente per accertarsi che non sia scappata da qualche parte ma che schiatti per mano sua. Anche perché con la tecnica del "'ndo cojo cojo" il rischio di uccidere i suoi uomini è alto.
Inoltre bastava un piccolo espediente per giustificare il suo attacco: non suonare alcuna campana in una strenua resistenza di Cersei.
Restava sempre pazza col botto, ma con un senso.



Non scopriremo mai a cosa serviva l'Alto Fuoco che vediamo esplodere qui e lì durante l'attacco.
Ritorniamo a dove eravamo rimasti.
La tristezza dell'epilogo di Cersei. Mi aspettavo un piano segreto o qualcosa per contrattaccare, visto che su di lei incombevano due pericoli teorici: i non morti, considerando che si era rifiutata di aiutare Jon Snow e Daenerys, e la stessa Targaryen. Ma pare che in tutto questo tempo non abbia saputo far altro che persistere con quel taglio di capelli orrendo.
La vediamo sgattaiolare via dallo scontro fra i fratelli Clegane, la Montagna, che per un bug di sistema decide di non proteggere più la sua regina, ed il Mastino, e la rivedremo ricongiungersi con Jaime, che nel mentre si è scazzottato e pugnalato a random con Euron Greyjoy, che incontra così per caso sulla spiaggia. Situazioni improbabili buttate alla rinfusa.

Era troppo imbarazzante per non farci una gif.
Non si capisce come ma i due fratelli Lannister, invece di cercare una via di fuga meno rischiosa, come un'uscita dalle cucine, una finestra, un qualunque luogo ancora intatto, visto che sta letteralmente crollando tutto sulle loro teste, scelgono di arrivare al sotterraneo. Inutile spiegare come andrà a finire.
Ma c'è di meglio.
Vi ricordate che Arya Stark per stagioni su stagioni ci ha fatto una capoccia grossa così sul voler uccidere Cersei? Ha cambiato idea in meno di tre secondi e la ritroviamo che scappa fra le strade di King's Landing, intrappolata dalle fiamme instancabili di Daenerys.
La scena è concitata, struggente, cruda e ci permette di vivere in prima persona la vicenda, e presumiamo che non ne esca viva visto che chiunque muore carbonizzato o per il crollo degli edifici, ma Arya Stark non muore.
Si alza sulle sue gambe fra le ceneri e le macerie, e non ha nemmeno una slogatura ad una gamba, non ha perso un guanto, o la spada, non ha nemmeno i vestiti strappati. E lì, nel mezzo della fornace fatta di morte, trova un bellissimo cavallo bianco che sembra aspettarla.


Io lì sono scoppiato a ridere, ma ho fatto un respiro profondo pensando fosse un accenno a qualcosa a cui avremmo assistito nella puntata finale di Game of Thrones. Magari il signore della Luce, R'hllor, ci sta mandando dei messaggi per dire che lei avrà un ruolo fondamentale nello svolgere delle vicende. 
Ma arriviamo alla sesta ed ultima puntata. 
Vi ricordate come sono morti Jamie e Cersei? Hanno fatto la fine del sorcio avendo avuto la brillante idea di passare ad ogni costo dal sotterraneo.



Era crollata su di loro la Fortezza Rossa, sotto il peso delle fiamme del drago di Daenerys, che sembrava si fosse sbriciolata come una Kinder Brioss alla ciliegia, perché giustamente se crollano le fondamenta, crolla tutto, no?
Peccato però che poi quando Tyrion andrà a cercare i corpi dei due fratelli, che dovrebbero essere praticamente polpette schiacciate, ci arriverà in modo estremamente facile, e li troverà sotterrati sotto due mattoni in croce, abbracciati e più sani di Arya che esce dall'inferno.
Non vi pare che dalla scena manchi qualcosa?


E vi ricordate il cavallo di Arya? 
Bene, dimenticatelo perché la ritroviamo di nuovo a piedi. E state pensando che anche a piedi avrà un ruolo centrale da questa parte in avanti? Bene, no, perché non farà più nulla.
Vi ricordate anche che i Dothraki e gli Immacolati erano stati decimati da ben due battaglie mortali, una con i non-morti, ed una con l'esercito di Cersei
Bene, dimenticate anche quello perché si sono riprodotti nella notte e Daenerys ha ancora un'armata praticamente infinita.



Vi ricordate il modo in cui Daenerys risolve ogni torto subito? Bene, dimenticate pure quello perché una volta che Tyrion rinuncerà al suo ruolo dopo lo scempio commesso dalla sua Regina, e quindi la tradirà per la seconda volta, non schiatterà sotto il fuoco di Drogon, ma verrà messo in prigione.
E di nuovo ritroviamo Jon Snow che prova a convincere tutti che lei è nel giusto, che è la sua Queen, e tenterà pure di far ragionare Daenerys dicendole di darsi un attimo una calmata. Ma lei insiste col suo piano tirannico e quindi Jon ha capito che è il momento di agire infilzando a morte Daenerys.
Un momento che doveva risultare estremamente drammatico si consuma in maniera asettica emotivamente nel giro di 5 minuti.
La reazione più assurda è quella di Drogon: la bestia infatti capisce che la madre è morta e cosa fa? Uccide Jon? No.
Capisce che Jon non aveva tutti i torti? No.
Distrugge tutto? No.
Sputa fuoco sull'oggetto del contendere, perché il drago è diventato un fine statista, e scioglie per sempre il trono di spade, per poi volare via con il corpo esanime di Daenerys.
Dove volerà Drogon? Non si sa.



Dopo un salto temporale non chiaramente esplicitato scopriamo che Jon è stato imprigionato, sebbene non ci fanno vedere una sua confessione, non c'è un testimone dell'atto, non c'è il corpo di Daenerys né l'arma del delitto, e che Verme Grigio comanda su Approdo del Re perché lui è a capo dell'esercito degli Immacolati. Questo sarebbe un colpo di stato in teoria perché Verme Grigio non ha alcun potere politico, né ha qualche titolo, ma facciamo finta di niente.
Comunque bisogna decidere chi sarà il prossimo Re e che fare con Jon Snow, quindi si sono radunati tutti i Lord delle diverse regioni.
Se vi state chiedendo perché il capo Verme Grigio non ha ucciso Jon Snow subito, anche solo per un impeto di ira, sappiate che non c'è una risposta.



I legittimi eredi al trono sono due: Jon Snow AKA Aegon Targaryen, e Lord Gendry Baratheon, figlio di Robert Baratheon e fan di Arya, ma nessuno fa riferimento alle caratteristiche di questi due personaggi. Pare che nessuno sappia che Jon è un Targaryen nonostante fino a poco prima fosse una notizia dalla portata deflagrante, e pare che essere riportato in vita dal Signore della luce non sia un curriculum sufficiente; è così che una delle storyline più importanti viene abbandonata come nulla fosse. Dall'altro lato nessuno propone manco per sbaglio Gendry. Capitolo chiuso perché sarà Tyrion a proporre che il prossimo re deve essere qualcuno che rappresenta la memoria del mondo: Brandon Strak o meglio il Corvo a Tre Occhi, che, non dimentichiamo, fino ad allora era stato presentato come un personaggio super partes, e lui stesso più volte ha affermato di non volere il potere.
Un personaggio che in questa ottava stagione ha fatto soltanto l'esca, non apportando nulla né in bene né in male, almeno apparentemente.
E sapete quale sarà la risposta di Bran?


"Son venuto qui apposta".
In pratica come a lasciare intendere che lui in realtà, grazie ai suoi poteri, non solo sapeva già tutto, ma ha fatto in modo di arrivare al trono, a discapito di tantissimi innocenti. È anche vero che nessuno gli ha chiesto più di tanto consiglio, ma pure tu, intervieni, dì qualcosa.



Col senno di poi abbiamo capito che l'unica ruota che bisognava spezzare era quella della seggiolina di Bran.
In ogni caso, se Bran Lo Spezzato, come verrà chiamato, sapesse già tutto non verrà mai esplicitato.
L'operato del nuovo re avrà già poco senso: infatti piuttosto che scarcerare il fratello, lo farà andare in esilio con i Guardiani della notte, peccato che non ci sia più nulla da guardare.
Alla fine della fiera troviamo Arya che decide di salpare alla scoperta dell'inesplorato est, non si sa bene con quale flotta pagata da non si sa chi, e Sansa regina del Nord, visto che ha chiesto l'indipendenza al fratello. Su di lei non ho nulla di che da dire, ha fatto un percorso sensato, e non mi pare abbia fatto o detto qualcosa di particolarmente strambo. Certo, il fatto che le abbiano messo in bocca frasi del tipo "sono contenta per quel che mi è successo perché mi ha resa più forte" sono completamente fuori da ogni mondo, ma non pretendiamo troppo a questo punto.
Non ho capito invece perché gli Immacolati vogliano andare alle isole di Naath dove, in teoria a causa della febbre delle farfalle che colpisce i non indigeni, non dovrebbero avere vita lunga.
Questi però sono solo alcuni dei dubbi che mi son venuti in mente perché potrei continuare.



Ad esempio dove sono andati i Dothraki? Nell'ultima parte della sesta puntata di Game of Thrones li vediamo bighellonare in giro, ma non è chiaro che fine faranno.
Chi ha ricostruito e riabitato Approdo del Re in così poco tempo?
Chi è stato così stupido da eleggere un mercenario come Bronn nel ruolo di Maestro del Conio?
Che fine ha fatto Daario Naharis? Nessuno ne ha fatto più parola.
E cosa è successo a Dorne? Vediamo questo nuovo principe che spunta lì a caso fra il concilio di Lord ma non ne sappiamo nulla. Su Twitter però ho trovato questo:


Ma Twitter non fa parte di Game of Thrones.
Chi ha ricostruito la Barriera? Quando è successo e quale scopo ha ora? Come è stato possibile farlo in così poco tempo visto che è alta circa 210 metri?
Perché Yara Greyjoy o qualche altro Lord non ha chiesto la dipendenza del proprio stato come ha fatto Sansa con il Nord?
Bran riuscirà a rintracciare Drogon e lo farà tornare o si limiterà a tenerlo a bada?



Ho fatto un po' lo scemo come sempre ma la verità è che non mi sento di dare più della sufficienza a questa ottava stagione de Il Trono di Spade. Ero stato credo molto indulgente con tutte le varie stagioni precedenti godendo dell'epicità dello svolgimento, della tensione, e della accuratezza, e non soffermandomi su dettagli che magari potevano essere deboli, perché alla fine ci sta: nessuna serie tv può essere perfetta o accontentare le speranze di tutti. Game of Thrones era basato su delle regole tutte sue, dove poteva accadere qualunque cosa anche ai nostri personaggi preferiti, e non c'era indulgenza, anzi ci si soffermava sugli aspetti più negativi. Questo a cui abbiamo assistito non è nemmeno lo stesso show che sovvertiva le nostre aspettative costantemente.
Questo Winter is Coming è stato semplicemente un motto trito e ritrito che non ha portato a nulla.

Una delle poche belle scene.

La mia idea non era quella di fare un resoconto così dettagliato, ma credo che anche chi non segue la serie può rendersi conto come sia stata una stagione debole, rispetto all'intricato intreccio che avevamo conosciuto prima. Il problema per me non è tanto ciò che accade, perché se ad esempio ad uccidere il Re della Notte sia Arya piuttosto che Jon o il primo sfigato che passa, non mi tange, non è questione di tifoserie, ma lo sviluppo, senza dialoghi approfonditi, con assenza di passaggi, letteralmente scene che non ci vengono mostrate, e a mancanza di coerenza fra una puntata e l'altra, sono cose che non possono essere accettate. L'aggiunta di intere parti che non hanno completamente senso né all'interno del mondo di Game of Thrones né nella realtà che conosciamo poi è un'aggravante.
Per non parlare ancora della storia della tazza di Starbucks e della bottiglietta d'acqua.

Immagine correlata

Giuro che sono vere, le ho viste con i miei occhi.
Stiamo parlando di uno show con un budget impressionante e nessuno, in fase di montaggio o post produzione o semplicemente rivedendo gli episodi prima di renderli pubblici ha notato una cosa del genere?
Ma tornano alla storia, molti fan a cui è piaciuta questa stagione purtroppo non capiscono che lo spettatore non può semplicemente immaginare o dedurre una cosa, le teorie online non possono supplire al lavoro dello sceneggiatore, così come l'emotività o l'affezionarsi ad un personaggio non può stabilire l'andazzo della serie. Questo ultimo capitolo doveva chiudere quante più parentesi possibili, e per quanto posso capire sia difficile ributtare in mezzo personaggi del passato e vecchie storyline, in molti casi bastava semplicemente strutturare meglio i dialoghi. Altre volte bastava non includere scenette pietose come il siparietto finale con Tyrion, Bronn e la combriccola di allegri compari, ma dare spazio a questioni importanti.
Gli sceneggiatori invece hanno lasciato troppi dubbi, tagliando a destra e a manca, e dando l'impressione di un finale raffazzonato e frettoloso, con una caratterizzazione dei personaggi così povera che tutti sembravano rincitrulliti.
Game of Thrones comunque ci ha dato tanto e sono certo che questa fine in realtà non è una vera e propria fine.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Vi sono piaciuti