Sto andando un po' a rilento con le serie tv, ma man mano che ne termino qualcosa metto un punto e ve ne parlo. Ad esempio ho terminato due titoli che trovate su Netflix e che hanno anche avuto il loro momento di gloria.
Big Mistakes
Prima stagione
È arrivata il 9 Aprile di quest'anno, e già a maggio è stata rinnovata per una seconda stagione, ma mi sono preso del tempo per recuperare Big Mistakes. Di base volevo una serie tv breve e divertente, ma qui riescono solo in parte.
Nicky (Dan Levy, Dopo Oliver) e Morgan (Taylor Ortega, Un altro piccolo favore) sono due fratelli troppo diversi fra loro, e a volte troppo simili, per non battibeccare, e che fanno parte di una famiglia disfunzionale capitanata da loro madre, Linda (Laurie Metcalf, Monster - La storia di Ed Gein). Nicky è un pastore remissivo che vive la sua omosessualità di nascosto, mentre Morgan è una caotica maestra delle elementari che ha fallito il tentativo di diventare una attrice a New York. Il giorno del funerale della loro nonna però qualcosa si incastra (nel senso vero del termine) in malo modo e i due si ritroveranno molto coinvolti in un affare losco sempre più complicato con un gruppo di criminali.
Pur non avendo mai visto Schitt’s Creek, so qual è lo stile di comicità che Dan Levy ha fatto diventare un marchio di fabbrica e che può piacere come no. Qui gli elementi di questa comicità molto parlata ci sono tutti: infatti il fulcro di Big Mistakes non è tanto la crime story che si consuma negli 8 episodi, ma questo costante accapigliarsi fra i protagonisti, anche mentre il loro mondo cola a picco.
I dialoghi infatti sono costanti, spesso caotici, sovrapposti fra loro e seguono giustamente i caratteri di Nick e Morgan che sono spesso impacciati, nevrotici e sanno costantemente cacciarsi nei guai.
Messa così Big Mistakes non sarebbe tanto male, specie se ci aggiungo che il ritmo delle puntate è ottimo e che la loro durata non supera la mezz'ora, garantendo un intrattenimento leggero, poco impegnativo e vicino al bing watching. Il fatto è che la sceneggiatura è spesso troppo banale per me per poter esser coinvolgente, curiosa e soprattutto divertente.
Le scelte, le decisioni, le mosse che prendono i due protagonisti sono così sciocche e poco credibili che fanno quasi prudere le mani. Molti dei casini che combinano sarebbero palesemente evitabili, e la serie tv non fa nulla per nascondere queste ingenuità, ma anzi sembra farne un punto di forza per andare avanti. Banalmente il tutto inizia perché Nicky non riesce a recuperare una collana che avrebbe potuto prendere in tantissime occasioni differenti, e da lì, a cascata, si susseguono molte situazioni evitabili.
Big Mistakes sembra proprio costruita non per raccontare una storia, ma per farci assistere ai capricci e ai litigi di due fratelli a cui è un po' difficile affezionarsi. Capisco che in questo senso la colpa è un po' mia perché odio quelle serie in cui si strilla inutilmente e in cui i personaggi si parlano addosso senza ascoltarsi, quindi non potevo andare d'accordo con questa.
Mi spiace perché il cast, dove ho notato anche Jack Innanen (Adults) e Boran Kuzum (Thank you, Next) mi aveva convinto, ma la trama è troppo debole per me. Probabilmente se vedrò la seconda stagione cercherò di non ricordare le mie stesse opinioni, ma dubito di voler proseguire.
Estate '36
Miniserie
È arrivata invece il primo luglio di quest'anno su Netflix una serie tv franco-belga che sulla carta sarebbe pane per i miei denti.
Estate '36 ci porta a Nizza proprio alla fine degli anni '30 del secolo scorso, dove sulle spiagge della costa Azzurra stava accadendo qualcosa di mai visto prima. Il 1936 è stato infatti il primo anno in cui i lavoratori francesi ottennero le ferie pagate, con la conseguenza che si spostavano a villeggiare in quelle zone che prima di allora erano destinate soltanto alla borghesia e alla classe più abbiente.
È un periodo storico particolare, la Seconda Guerra Mondiale si avvicina inesorabilmente, così come gli scontri sociali, ma c'è anche un altro intoppo: nel lussuoso Hotel Riviera verrà trovato morto il procuratore Adrien Jacquart (Arnaud Binard), e questo drammatico avvenimento porterà la cadetta di polizia Léonie Morel (Constance Gay) ad indagare. Peccato però che la stessa Leonie avesse chiesto un aiuto al procuratore per un affare molto privato.
Così Estate '36 si allunga come un giallo tradizionale, alla scoperta dell'assassino, mentre appunto si intrecciano altre criticità. In particolare sono quattro donne che si incontreranno e scontreranno e sono in qualche modo legate da difficoltà personali e familiari.
Dirvi di più su questa serie tv Netflix sarebbe complicato perché ha una trama abbastanza corale, in cui fatti storici si legano a vicende private, un po' come accadeva ad esempio in Hotel Portofino.
Uno dei punti di forza di Estate '36 è sicuramente una piacevolissima e abbastanza curata ricostruzione dell'epoca, specie negli spazi interni, mentre quelli esterni mi sono sembrati spesso "limitati". In generale poi gli attori sono per lo più credibili, ma ho trovato un po' di difficoltà a seguire la serie. Di base infatti le protagoniste femminili, che poi sono quelle centrali, hanno tutte alcune similarità nei look che non aiuta a distinguerle, e ci si ritrova con una pletora di personaggi che non sempre è stato semplice collegare fra loro e seguirne tutte le sottotrame.
Anche superando questo intoppo, Estate '36 non mi ha convinto del tutto proprio nel modo in cui vengono narrati i fatti. Secondo me infatti hanno tentato di far troppo con la conseguenza che alcune tematiche o linee narrative restano di fondo. L'indagine poliziesca vera e propria in tutto questo procede un po' a sbalzi come se nona avesse un ritmo incostante, e ci sono dentro troppi stili: a volte si scende ad esempio quasi sul versante della soap opera, specie quando si rivolge alla sfera più privata dei personaggi, fra melodrammi, segreti di famiglia e inciuci amorosi, e questo non giova.
Tutti questi elementi mi hanno reso la serie non esattamente appassionante come mi aspettavo, ma per fortuna i sei episodi si riescono a terminare senza sbadigliare. Quindi se amate il whodunit in costume alla Agatha Christie, e cercate una serie autoconclusiva, anche Estate '36 potrebbe essere una delle tante produzioni minori che vi terrà compagnia. Se però vi aspettate un certo livello, secondo me potrebbe deludere.