È tempo di chiacchiere su un paio di film recentemente usciti al cinema e in streaming. Oltre però al loro arrivo in Italia c'è anche un po' una similarità nei generi che li accomuna.
Rental Family - Nelle vite degli altri (2025)
Genere: commedia, drammatico Durata: 103 minuti Regia: Hikari Uscita in Italia: 19 Febbraio 2026 (cinema) Paese di produzione: Giappone, USA |
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Phillip Vandarploeug (Brendan Fraser, The Whale) è un attore americano che vive a Tokyo da sette anni, ma dove non ha trovato la sua "America". Credeva infatti di consolidare la sua carriera ma in realtà Phillip è finito a fare piccoli spot pubblicitari, spesso anche ridicoli per un attore che vorrebbe lavorare seriamente. Un giorno per caso si ritrova a confrontarsi con il gestore di un'agenzia giapponese che offre un servizio peculiare: affittare una persona per fingersi un membro della famiglia. Phillip accetterà con curiosità, ma presto si renderà conto che quel ruolo è molto più difficile di quanto sembri. Infatti non sarà come recitare fra un ciak e l'altro, ma Phillip finirà per entrare in uno ambito molto intimo e privato delle persone che aiuterà, finendo inevitabilmente per affezionarsi a loro.
Sembra che in Giappone, da parecchio tempo ormai, venga offerto un servizio che per noi occidentali potrebbe sembrare strampalato o assurdo, ma che lì ha preso piede. Quello delle famiglie, o membri di esse, in affitto, sembra infatti un mercato fiorente in una società che punta molto sulle performance lavorative, dove le persone vivono in enormi metropoli troppo fredde e in cui e dove l'attenzione alla salute mentale è ancora un tabù. In un habitat in cui è difficile trovare connessioni profonde, a volte anche con se stessi, allora si cerca una forma di consolazione che in un certo senso è quasi più accettata e compresa.
Rental Family - Nelle vite degli altri ci fa entrare un po' in questo spaccato, molto spesso complesso e legato a situazioni delicate e sensibili che derivano da una società in cui la solitudine è così profonda ed è intrisa di una cultura particolare, spesso fatta di leggi non scritte. Noi come Phillip, interpretato da un perfetto Brendan Fraser, entriamo in questo mondo in punta di piedi, un po' dubbiosi, un po' divertiti, ma anche incuriositi e ne usciamo in un certo senso arricchiti.
Rental Family mostra giusto un angolo della cultura contemporanea giapponese, ma sono sicuro ci sia molto di più, e lo fa in modo delicato, dolce, malinconico, con qualche momento di leggerezza. Non è però uno di quei film piangini, perché stimola alla riflessione senza essere pesante e senza obbligare lo spettatore ad un ricatto emotivo per farlo commuovere.
Sembra proprio di vedere una storia autentica, creata con le intenzioni più positive possibili.
È quindi un film promosso, ma che consiglio di vedere con la consapevolezza che il minutaggio sbrodola rispetto alle storie che tocca. È vero che vediamo Phillip interpretare diversi ruoli, dal giornalista al padre assente, ma ognuna di queste linee narrative non è così approfondita e sfaccettata, ma più funzionale. Anche il genere del film non è così definito: se vi aspettate una commedia ridanciana non fa per voi, così come se cercate un drammone strappalacrime non la troverete qui.
Fortunatamente una buona messa in scena, una regia attenta ma sempre gentile, la piacevole scelta musicale e un cast che funziona, fanno guadagnare punti a Rental Family.
Ella McCay - Perfettamente imperfetta (2025)
Genere: commedia, drammatico Durata: 115 minuti Regia: James L. Brooks Uscita in Italia: 5 Febbraio 2026 (Disney+) Paese di produzione: USA |
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Ella McCay (Emma Mackey, Barbie, Sex Education) è una giovane ma intraprendente vicegovernatrice il cui destino sta per cambiare. Un giorno infatti il suo capo e mentore, il governatore Bill Moore (Albert Brooks), le comunicherà che ha accettato un incarico nella prossima amministrazione presidenziale. Così Ella diventa d'ufficio la nuova governatrice e si ritrova inaspettatamente catapultata alla ribalta nazionale. Ma pur essendo preparata e tenace, Ella si porta dietro un bagaglio di insicurezze, imperfezioni appunto, traumi, e difficoltà personali che la faranno presto deragliare.
Infatti è cresciuta per qualche anno con la zia Helen (Jamie Lee Curtis, The Last Showgirl) a seguito della morte della madre, e non ha un buon rapporto col padre Eddie (Woody Harrelson, Fly Me To The Moon). Ma sarà suo marito Ryan (Jack Lowden, Maria Regina di Scozia) a metterla nei guai.
Ho letto che Ella McCay ha avuto così scarso successo da non essere riuscito ad arrivare nelle sale cinematografiche italiane, ma è arrivato direttamente in streaming e non credo se ne sia parlato molto. Io l'ho trovato tutto sommato un film guardabile, con un senso, seppur si perda su alcuni aspetti. Ad avermi avvicinato è stato sicuramente il cast che svolge comunque un ottimo lavoro, al netto di una sceneggiatura imperfetta come la sua protagonista.
Ella McCay infatti inizia come una commedia politica ma praticamente subito diventa un dramma personale, e ci mostra cosa accade dietro le porte delle stanze di potere dove problemi privati e pubblici si mescolano costantemente. Il personaggio di Emma Mackey è portante ma anche quello più interessante, sfaccettato e forse anche tutto sommato originale. È una donna giovane, umana, convinta della sua carriera ma che non è in grado di accettare il compromesso che richiede la politica specie quando deve salire sul "palcoscenico" dei media.
È interessante vedere questa dicotomia fra l'essere formalmente capace di un ruolo, ma poi non dimostrarsi altrettanto in grado di giocare con quelle regole che il sistema impone. Il film fa poi vagamente riferimento al fatto che per Ella, in quanto donna, ci sia uno scrutinio differente di ogni sua azione e atteggiamento.
A venir meno è però un focus chiaro: Ella McCay - Perfettamente imperfetta è infatti una commedia ma non si capisce bene e quando voglia far ridere. Si toccano temi complessi e ci sono anche momenti tesi, ma sono più che altro i momenti di imbarazzo o disagio quelli che dovrebbero stemperare la tensione, ma non ci riescono. Non fraintendetemi: questo film non è nemmeno un melodramma pesante, riflessivo o quelli in cui le scene di scontro diventano urla incessanti.
Però manca un vero slancio, un twist che svolti tutto il film, perché le dinamiche che riguardano la protagonista vanno più ad accumulo.
La mancanza di centratura di Ella McCay si nota anche in alcune scelte narrative che si allungano troppo senza però dare davvero valore al film. Mi riferisco soprattutto alle scene del fratello di Ella, interpretato da Spike Fearn, che non aggiungono nulla alla storia centrale, ma sembrano una diluizione inutile che va ad appesantire il minutaggio.
Probabilmente se lo avessi visto al cinema sarei uscito dalla sala insoddisfatto, ma Ella McCay trova una giusta collocazione in streaming, intrattenendo senza essere rivoluzionario. Ho sicuramente visto di peggio.