martedì 21 gennaio 2020

{Recensioni Film 🎥🎬}
Cosa non funziona in Storia di un matrimonio

Quando, lo scorso Natale, avevo dedicato un piccolo spazio ai film da recuperare su Netflix ne avevo volutamente omesso uno che, oltre a non aver nulla a che fare con quella parentesi, meritava una riflessione più ampia, e mi riferisco a Storia di un matrimonio (2019).


Lui, Charlie, è un artista, anzi un famoso regista teatrale. Lei, Nicole, è la sua musa, un'attrice che poteva essere una star del cinema, ma che invece ha deciso di restare con lui, sposarlo ed avere un figlio.
Fra Charlie e Nicole però qualcosa si è rotto. Provano la terapia matrimoniale, ma sembra non funzionare, la comunicazione fra i due è diventata impastata e svogliata, e l'unica strada sembra ormai quella di trovare un nuovo equilibrio, questa volta da separati.
Così più che mai la Storia di un matrimonio si fraziona in due parti della stessa medaglia, dove litigi, rimpianti e sgomitate si mischiano a tenerezza e ricordi.



È vero che abbiamo bisogno di normalità, è la chiave di indagine che più si avvicina a noi che subiamo le immagini sullo schermo e non le creiamo, e credo che Storia di un matrimonio se la ponga come obbiettivo questa normalità, ma si perde nello sviluppo. Non ritengo che abbiamo bisogno di rendere pesante questa normalità, di voler a tutti i costi scavare e cercare qualcosa che non c'è. Non abbiamo bisogno di sorbirci per l'ennesima volta i comuni litigi di coppie al capolinea, specie se chiaramente queste devono ancora metabolizzare la cosa, la pantomima di avvocati avvoltoi pronti a razziare il portafogli dell'avversario, o di discutere del calendario dell'affidamento condiviso.
Credo che Marriage Story ricami fin troppo su questi temi, ce li rimescoli davanti agli occhi e non ci dia poi qualche spunto diverso, che non sia noioso, che non sia inutilmente isterico.


Nicole ha bisogno di ritrovare la propria voce, la propria unicità e, quando ci riesce, splende. Charlie forse avrebbe avuto bisogno di un dialogo più aperto, critico, che l'avrebbe spinto a trovarla quella unicità (un uomo che non sa scegliersi nemmeno un panino da solo non so come possa arrivare a 40 anni illeso) ma probabilmente, troppo chiuso nel suo narcisismo, non avrebbe comunque capito se non a colpi di strattoni.
Fine di Storia di un matrimonio.
Il resto vi dicevo, è la parentesi inutile di due persone complicate, come tante, che sanno benissimo uscire gli artigli quando serve, che sanno ancora provare attimi di dolcezza più spesso dati dall'abitudine, e che però cadono dalle nuvole, stralunati, quando conviene.
Aggiungeteci dialoghi a tratti inverosimili e che cercano di farci passare questa come una storia comune, ma parliamo pur sempre di due persone fortunate che possono permettersi, con qualche sacrificio, avvocati da parcelle salate.


Di Marriage Story salvo la tenerezza di un padre che a modo suo vuole nel restare, quanto più possibile, nel suo ruolo. Salvo la frustrazione, la stanchezza di vedere sbriciolarsi fra le dita qualcosa che si è costruito con tanta cura e allo stesso tempo con tanta naturalezza.
Salvo Scarlett Johansson e Adam Driver, nonostante la mia antipatia per quest'ultimo, che secondo me si saranno stancati a fare questi personaggi così nevrotici, ma lo fanno bene. Così come Laura Dern che ci ripresenta una versione più controllata di Renata Klein da Big Little Lies.
Il resto è un film lungo due ore, che non mi ha trasmesso nulla, e che a tratti diventa esasperante. Nelle poche recensioni che ho letto nessuno diceva che cosa ci fosse di così tanto eccezionale in Storia di un matrimonio, quali emozioni in particolare riuscisse a suscitare, ed io arrogantemente credo che in verità nessuno sia riuscito a sfilacciare l'intreccio della "straordinarietà" che tanti decantano.


Perché in verità non c'è molta emozione, ci sono scene simpatiche che evitano il patimento di un dramma quasi fastidioso e claustrofobico. Ci sono parti più intense fatte di dialoghi nudi, diretti, che creano una sorta di realismo nella storia, ma a me è sembrato un modo costruito di voler fare del realismo. Infatti ci si perde poi in scene un po' pietose, imbarazzanti e poco realistiche, come quella in cui in protagonista si mette a cantare sconsolato con gli amici, o ancora sul finale, dove "per caso" (ditemi voi come il bambino poteva trovare quel biglietto, senza neppur saperlo leggere, e sapendo che deve andare a fare dolcetto e scherzetto) si crea un escamotage per ridare a questa arida costruzione un po' di commozione.

Immagine correlata

Perché Storia di un matrimonio vuole accontentare tutti e non ha il coraggio di prendere una strada: non vuole banalizzarsi con l'idea che un amore possa risanarsi (anche perché il film non avrebbe forse senso di esistere) per non scontentare gli intellettuali dal gusto indie; non vuole nemmeno affrontare seriamente ed irreversibilmente la fine di una storia, cosa che sarebbe anche umanamente comprensibile per due che sono stati così tanto male, per non fare uno sgarbo ai romantici.
Storia di un matrimonio è un po' vittima di se stessa come i protagonisti, che ormai svegli dall'atrofia dell'amore, si rendono conto che le loro scelte non hanno funzionato fino alla fine, e che 10 anni di queste scelte, non si possono dissolvere con un sorriso e una carezza.


Se siete anche voi consci del fatto che la perfezione in coppia non esiste, ma si scende dolcemente e consapevolmente ad un compromesso, perché in quel determinato periodo storico lo si ritiene giusto, facile ed importante, e comunque ogni fibra del proprio corpo non permette altra scelta, e se anche voi concordate con me che, se certe scelte vengono fatte con volontà di animo ed un minimo di raziocino, non c'è molto di cui rimpiangere e litigare e lamentarsi, allora questo film anche voi sembrerà un inutile piagnisteo. Ed anche immaturo, perché si sa, che anche la fine di una storia d'amore c'è sempre qualcosa da imparare, basta solo darsi tempo.
Ma non ci sono colpe, non ci sono vittime né carnefici, ci sono scelte, come nella vita di chiunque, solo che alcuni hanno la decenza di affrontarle senza far finta di non ricordare, di negare.


Storia di un matrimonio non è quindi la storia di un matrimonio, né la storia di un divorzio, ma soprattutto non è la storia di una coppia così corroborante e meritevole di essere portata su uno schermo. Direi che è piuttosto la storia di una errata convinzione: quella di poter trasmettere a parole, con un film inutilmente verboso al limite del chiassoso, una cosa che non sempre può avere una traduzione in lettere e spiegazioni ovvero la chimica dell'amore.


Titolo originale: Marriage Story
Genere: 
drammatico
Durata: 136 minuti
Regia: Noah Baumbach
Uscita in Italia: 6 Dicembre 2019 (Netflix)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 6



Dite che sono stato troppo cattivo? O devo aggiungere che un Oscar come miglior film mi sembrerebbe totale follia?



lunedì 20 gennaio 2020

|Beauty Cues|
Vi presento Edotea e la mia Hair Care Routine 🍃

Quando vado in giro per negozi segno sempre nella mia mente uno o due brand che noto e che prima o poi voglio provare, o che magari considero interessanti per parlarne qui sul blog, o ancora, di cui voglio conoscere maggiori informazioni così da tenerli sott'occhio.
Fra questi marchi da diverso tempo ce ne era uno che poi, per una strana congiunzione astrale, ha deciso di collaborare con me.
Il poetico nome di Edotea è la fusione di due termini greci: "Edios" che significa essenza delle cose, e "Thea" che non solo è uno dei nomi del personaggio mitologico Teia, ma viene tradotto come dea.
Il motto di questa azienda made in Italy è proprio quello di divinizzare ed esaltare la bellezza grazie a cosmetici che sfruttano le proprietà di ingredienti naturali da agricoltura biologica.



Edotea si affida alla certificazione Cosmos Organic e Vegan Ok, i prodotti sono testati al nichel e al cobalto, e si occupa della cura dei capelli, del viso e del corpo, ma io ho scelto di mettere alla prova del mio severo giudizio la Hair Care che racchiude sette diversi prodotti per la cura dei capelli, in modo da toccare tutte le esigenze.
Avendo capelli secchi, spessi, un po' crespi, ho scelto di provare la linea Nutriente che consta sia di shampoo che di maschera, ma ho aggiunto anche un trattamento extra, visto che i miei capelli non sono sempre semplici da gestire.
La mia hair care routine dell'ultimo periodo è sempre iniziata con lo Shampoo Nutriente con Olio di Cocco e Burro di Karite Edotea.



Due elementi molto noti nella cura dei capelli, scelti per le loro proprietà nutrienti, emollienti, addolcenti e racchiusi in una consistenza gel ma abbastanza soda. Proprio per gli attivi scelti Edotea consiglia questo shampoo
"per la cura e la bellezza dei capelli secchi, danneggiati e sfibrati. Formulato con il 98% d’ingredienti di origine naturale, grazie ai tensioattivi delicati, deterge e non irrita il cuoio capelluto."
Mi ha stupito, a proposito della delicatezza, leggere che sulla confezione è indicato il pH di questo prodotto che si assesta a 5, quindi lievemente tendente all'acido, ideale per la detersione dei capelli.
Ho sempre usato lo Shampoo Nutriente diluendolo come sono solito fare, e sin da subito crea una schiuma molto soffice e voluminosa, che aiuta moltissimo il lavaggio. La profumazione è per me davvero gradevole, non ci trovo nulla di affine al cocco ad esempio, ma più un aroma fresco e pulito.
Quello che ho apprezzato di questo Shampoo Edotea è la capacità di detergere bene ma in maniera tutto sommato delicata, senza aggredire cuoio capelluto e capelli, e soprattutto non andando ad annodare le lunghezze.



Sapete che il mio cuoio capelluto ha una antipatia nei miei confronti, e mi è capitato di usare questo shampoo anche in un periodo in cui era molto irritato e posso dirvi che, sebbene non sia fra i prodotti più emollienti e lenitivi che abbia provato, non va ad aggravare la situazione.
I capelli restano morbidi, puliti per i miei soliti quattro giorni, e dà un minimo di condizionamento: se come me li avete difficili, sicuramente dovete affiancarci un balsamo o una maschera, ma credo che chi ha capelli corti o semplicemente non ha grosse problematiche, possa trovare lo Shampoo Nutriente già soddisfacente da solo.
Penso che sia un prodotto Edotea trasversale, non solo adatto a capelli secchi, ma immagino che anche chi li ha normali possa utilizzarlo con piacere come è stato per me.

INFO BOX
🔎 Edotea.it, Proshop, Idea Bellezza, Splendidi e Splendenti
💸 €3.99
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Icea Cosmos Organic, Vegan Ok, Nickel, Cromo, Cobalto Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Allo shampoo non potevo che affiancare la Maschera Capelli Nutriente di Edotea, che contiene anch'essa burro di Karitè ed olio di Cocco, dall'azione elasticizzante e illuminante.


"È un vero e proprio trattamento per la cura e la bellezza dei capelli secchi, danneggiati e sfibrati. Nutre e protegge i capelli in profondità grazie alle proprietà rinforzanti del Burro di Karitè e alle proprietà addolcenti e idratanti dell’Olio di Cocco. Formulata con il 98% di ingredienti di origine naturale, ridona lucentezza e idratazione ai capelli che risultano più corposi e forti."
Non so da dove iniziare a descrivere tutti gli aspetti che mi son piaciuti di questa Maschera Nutriente, ma cercherò di andare in ordine. La consistenza ha una bella cremosità, mediamente densa, ma che si distribuisce sui capelli con facilità e rapidità.
Appena la applico, la maschera nutriente Edotea ha un potere districante praticamente istantaneo e deciso, eliminando qualunque parvenza di nodo. Il profumo che sprigiona è molto simile allo shampoo, anche se secondo il mio naso quello della maschera è una punta più dolce. Sono tutti aromi ben percepibili, ma assolutamente tollerabili a mio avviso e che possono accontentare un po' tutti i gusti.



Ho apprezzato che Edotea abbia pensato questa Maschera Capelli Nutriente per agire velocemente quasi come un balsamo, quindi da tenere un posa dai tre ai cinque minuti. Io se riesco la lascio agire qualche minuto in più, che male non fa, ma in pochi minuti riesce a rendermi i capelli morbidi, condizionati e appunto districati.
Quando li vado ad asciugare e procedo con lo styling, i capelli mantengono quella sofficità, e li trovo più disciplinati e luminosi, sicuramente più facili da gestire.
L'aspetto che più però ho apprezzato di questo prodotto è che rende i capelli corposi, non va a togliere il volume che naturalmente ho, non li va ad appesantire e di conseguenza tengono meglio la piega.



Se proprio devo trovare un neo a questo prodotto, punto il dito alla confezione, che rispetto alle altre maschere da 250ml che ho, risulta un po' più ingombrante, con la conseguenza che se dovete portarvela dietro magari per un week end o alla casa al mare, può prendere più spazio nel beauty. Inoltre il risciacquo richiede un po' di cura, ma non si perde poi troppo tempo.
Ciò non toglie che la Maschera Nutriente Edotea non solo è la mia preferita fra questa hair care, ma credo sia un ottimo prodotto a prescindere, che può far contenti capelli secchi o normali.

INFO BOX
🔎 Edotea.it, Proshop, Idea Bellezza, Splendidi e Splendenti
💸 €6.90
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳ 12 Mesi
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Come vi accennavo, ho potuto affiancare a questi due prodotti per la cura e la detersione, anche un trattamento che Edotea propone nella Hair Care, ovvero l'Olio Capelli ai Semi di Lino.



L'olio di semi di lino è un po' un classico quando si parla di capelli per le sua capacità di ammorbidire e nutrire la capigliatura. Quello che Edotea ha proposto è unito anche ad olio di semi di girasole, ed ha una texture davvero sottile e leggera, tanto che hanno scelto un erogatore spray (che funziona bene, dosa con attenzione il prodotto e non crea sprechi). A caratterizzarlo è un intenso profumo che mi ricorda la mandorla, anche se forse non centra nulla, ma non è questo l'importante.
Come si legge sul sito, l'Olio Capelli ai Semi di Lino Edotea, ha due utilizzi
"è ricco di minerali e Omega3, aiuta a riparare e rinforzare i capelli secchi, danneggiati e spenti. Può essere utilizzato come impacco pre-shampoo per riparare i capelli sfibrati o dopo lo shampoo per rinforzare le punte e aiutare lo styling. La sua texture leggera non appesantisce e dona volume e lucentezza. Usato regolarmente rende i capelli più forti, nutriti e splendenti."
Io ovviamente l'ho testato in entrambi i casi: prima dello shampoo lo applico su capelli umidi, ed in genere lo lascio in posa un paio di ore, se ho tempo. Può sembrare molto tempo, ma saprete che i miei capelli tendono ad essere spenti e necessitano di maniere forti.



Con questo utilizzo sinceramente non ho riscontrato dei benefici che mi facessero urlare al miracolo, seppur l'Olio Capelli ai Semi di Lino contribuisca a rendermi i capelli ancora un po' più morbidi e luminosi. Credo quindi che come impacco pre-shampoo possa dare risultati più incisivi su dei capelli meno problematici, magari più sottili dei miei, proprio perché grazie alla consistenza leggera, non va ad appesantire.
Questo prodotto Edotea mi ha sorpreso invece applicandolo sui capelli umidi prima dello styling e dell'asciugatura, perché con questo utilizzo non solo noto risultati più evidenti in termini di luminosità, morbidezza e disciplina, ma soprattutto non va ad appesantirmi e sporcarmi i capelli prima del tempo, al contrario di quanto accade con altri suoi colleghi.
Credo che Edotea abbia voluto rendere l'Olio Capelli ai Semi di Lino versatile e in grado di soddisfare un po' tutti i tipi di capelli, immagino che anche chi magari ha un cuoio capelluto grasso, può applicarne con accortezza una piccola dose solo sulle punte così da nutrirle e renderle più resistenti.

INFO BOX
🔎 Edotea.it, Proshop, Idea Bellezza, Splendidi e Splendenti
💸 €8.90
🏋 100ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 Icea Cosmos Organic, Vegan Ok, Nickel, Cromo, Cobalto Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



Sono contento che la mia esperienza con Edotea sia stata più che soddisfacente, visto che è un brand che tenevo nel mirino da un po'. Sicuramente più avanti esplorerò le linee viso e corpo, e son sicuro che nel corso del tempo ci proporranno altre novità.
Se siete curiosi di provare qualcosa e magari non sapete dove reperire il brand, vi consiglio di seguire Edotea sui social dove indicano le frequenti promozioni e codici sconto che possono essere applicati sul loro e-commerce che spedisce in tutta Italia.
Qual è la vostra esperienza con il marchio?




venerdì 17 gennaio 2020

|Beauty Cues #WeeklyMask|
My Mask Detox: qual è la migliore black mask? 🤩

Lo scorso anno vi era piaciuta molto la mia recensione delle maschere viso bio di My Mask, ed anche io ero rimasto piacevolmente stupito nel trovare dei prodotti così economici ma così validi, e sapete che in genere parteggio più per le maschere in tessuto che per quelle in crema.
A notare la mia recensione è stata la stessa MyMask, che dopo qualche tempo fa mi ha chiesto se volessi provare altri trattamenti della loro linea ed in particolare le maschere Detox.



Per la gamma Detox, My Mask ha preso il carbone vegetale di bamboo, che dovrebbe purificare e appunto detossinare la cute, e l'ha declinato in quattro maschere diverse, che secondo me nel panorama della grande distribuzione sono fra le più originali che abbia trovato. La mia curiosità era molto alta, al punto che io stavo già provando alcune di queste maschere viso prima che MyMask me le inviasse.
Tutte le Detox Black Mask sono divise in due fasi: la prima è appunto il trattamento arricchito con carbone vegetale ed altri attivi, il secondo step è invece un siero post trattamento che va a lenire e idratare.
Queste maschere, al contrario della versione bio, non hanno solo ingredienti naturali né sono certificate, ma man mano che ne sviscero le caratteristiche vi rivelo anche qual è la mia preferita.


My Mask Detox Anti-Age



Quando leggo "anti-age" mi vengono sempre gli occhi a cuoricino, visto che sono passato ai 30 da poco, e quindi questa My Mask Detox è stata la prima che ho provato.
La black mask è una classica maschera in crema di colore grigio e aromatizzata con un profumo fresco, floreale, ben percepibile, ma piacevole. Applicarla è molto semplice ma se proprio devo farle le pulci (e ti pareva...) non si stratifica benissimo ma in certi punti resta più visibile la pelle sottostante. Alla fine questo non inficia il risultato, sono solo io che rompo le scatole.
Non è una peel off ma nemmeno una maschera che si secca in generale. Direi che sì durante la posa in parte si asciuga e in parte si assorbe, diventando un po' più trasparente in alcune zone, ma non prende quell'aspetto secco ed anche fastidioso di certe maschere.
Oltre al carbone di bamboo, la maschera Detox Anti-Age contiene

Olio di Mandorle, frutti rossi e Burro di Karitè

che hanno un'azione nutriente e antiossidante appunto, ma anche olio di semi di girasole e glicerina che supportano questa funzione idratante; dall'altro lato però c'è anche caolino e amido di mais che purificano ed assorbono il sebo e le impurità della pelle.
Va applicata per 10 minuti sul viso pulito e ripetuta una volta a settimana.



Su questa MyMask devo dire due cose che forse mi faranno passare per folle, ma tanto siamo fra noi: la prima è che ogni tanto mi è sembrato pizzicasse leggermente sulla pelle, cosa poi non tanto strana e alla fine non fastidiosa; la seconda, che è più strana, è che ho notato che questa maschera My Mask fa come sudare la pelle su cui è applicata: avendola spesso usata solo sulla zona T ho notato che la parte grigia in cui era applicata la maschera si cosparge come di goccioline. Immagino che funzioni in questo modo, ma stranezze a parte, a me comunque è piaciuta un sacco. Una volta rimossa infatti la pelle appare davvero più purificata. I pori si riducono, e appaiono più puliti, in generale mi dà alla pelle un aspetto più luminoso e levigato e liscia anche al tatto. Quel leggerissimo pizzicore che vi dicevo su di me non diventa né rossore né secchezza né alcun tipo di irritazione.
E vi dicevo pure che ho applicato la Detox Anti-Age più spesso sulla zona T, ma con la bustina, da cui ho potuto fare circa 5 applicazioni, sono riuscito anche ad utilizzarla su tutto il viso, ed ho notato che anche nelle zone meno miste, non ho avuto problemi di secchezza, ma la pelle è rimasta morbida e pulita. Quindi sì, può andar bene per praticamente tutti i tipi di pelle, eccetto forse quelle completamente secche.

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💸 € 1/0.85 (in offerta)
🏋 12ml
🗺 Made in Italy
⏳ 12 Mesi
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My Mask Detox Soft



Credo di non aver mai provato una maschera viso come la Detox Soft di MyMask, e sicuramente in questo range è fra le più originali, pur nella sua semplicità.
Si tratta di una cremina bianca con all'interno tanti granelli neri fatte da carbone vegetale appunto. Ma no, non è uno scrub, queste particelle non grattano affatto sulla pelle, ma praticamente si rompono e distribuiscono quando si va ad applicare la maschera sul viso, che ovviamente diventa grigia.



Ad arricchire questa black mask (in progress direi) hanno inserito anche burro di karitè e olio di baobab, per una azione emolliente e nutriente, ma anche estratto di moringa, tocoferolo e un derivato della vitamina C per aggiungere una efficacia antiossidante.
Anche la Detox Soft My Mask va tenuta in posa per 10 minuti, e vi consiglio di cercare delicatamente di mischiare il prodotto nella bustina, perché le perle di carbone tendono ovviamente a depositarsi più sul fondo.
Un'altra caratteristica per me piacevole è la profumazione che però è abbastanza intensa quindi se proprio non tollerate gli odori sul viso, nemmeno per poco, potreste storcere il naso.



Appena applicata sul viso la sensazione è di freschezza, sensazione che però va a scemare durante la posa. Mentre è sul viso, la Detox Soft Mask non si indurisce proprio perché è una crema fluida e sottile, ma viene in parte assorbita e in parte si asciuga. Rimuoverla è semplicissimo, proprio grazie alla sua consistenza.
Una volta sciacquata via, mi lascia la pelle morbida e liscia, con un aspetto più omogeneo e opacizzato. Ciò nonostante, anche se l'ho utilizzata su tutto il viso, non mi ha mai seccato o irritato la pelle, ma allo stesso tempo la cute risulta purificata, ed i pori più affinati.
Direi che questa black mask Detox Soft non solo è simpatica e particolare, ma anche efficace nella sua delicatezza. Mi sembra un po' più adatta anche a pelli che tendono ad essere secche, ma non credo sia sufficientemente strong per pelli molto grasse.

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Fra tutte le maschere nere My Mask questa è l'unica che si presenta appunto come la classica peel off dalla consistenza gelatinosa e gommosa, però ha un profumo gradevole rispetto a tanti altri prodotti della stessa categoria che puzzano di alcool.
Nell'INCI troviamo componenti molto interessanti che vanno a illuminare l'incarnato. Sul retro l'azienda scrive:

"L'azione dermopurificante è rafforzata dalla presenza del Fitoestratto di Bardana e del Succo di Cetriolo, dalle note proprietà nutrienti e rinfrescanti. La Mela e la Vitamina C, grazie alla loro azione idratante, aiutano a mantenere la pelle più luminosa ed omogenea."
Nonostante non sia indicata a questa finalità, ho cercato di usare la maschera Detox Soft come una classica black mask che ha l'intento di estrarre i filamenti sebacei e punti neri che si creano nei pori.
Ci sono secondo me 3 passaggi importanti per far funzionare una maschera nera peel off:

  1. aprire i pori con acqua tiepida (cosa che consiglia anche l'azienda);
  2. creare uno strato di prodotto omogeneo che lasci vedere il meno possibile la pelle sottostante; questo perché molte maschere nere viniliche quando si asciugano tendono come a restringersi e a lasciare piccolissimi spazi vuoti che ovviamente non subiranno l'effetto cerotto del trattamento;
  3. far asciugare al meglio la maschera.



Ho applicato quindi questi passaggi anche alla Detox Shine di My Mask ma non ha funzionato. Certo la maschera si applica bene, impiega un bel po' ad asciugarsi, ma una volta secca, crea una pellicola che si rimuove perfettamente. Tuttavia  non ha il potere di estrarre i punti neri perché la pellicola che crea non ha il grip necessario per farlo, ma è più uno strato gommoso e morbido.
Dopo un uso limitato alla zona T con scarsi risultati sui filamento sebacei, ho pensato quindi di applicarla su tutto il viso.
La mia pelle effettivamente con l'uso della Detox Shine appare un po' più luminosa e omogenea e le zone magari con pori dilatati appaiono più ridotte. Inoltre noto che comunque ha un minimo effetto esfoliante, portandosi via un po' di pellicine che mi trovo spesso ad esempio ai lati del naso e nelle aree secche del viso. Rimuoverla è semplice, viene via quasi tutta intera e non crea alcun dolore o rossore perché mantiene una consistenza elastica e delicata. Non è una efficacia che, anche in termini di aspetto generale della pelle, mi abbia fatto gridare al miracolo. La differenza fra il prima e dopo è minima quindi no, non credo la ricomprerei.

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Una texture fluida, sottile e sempre nera è la prima caratteristica che ho notato nella My Mask Detox Hydra. Il secondo aspetto invece è il profumo fruttato, molto gradevole.
Gli attivi che troviamo nell'INCI sono:

"Il Burro di Karitè, dalle note proprietà restitutive e normalizzanti, migliora l'elasticità e la tonicità della pelle. Inoltre gli Enzimi da Papaya e Mango, grazie alla loro azione di rinnovamento cellulare, permettono di ottenere una pelle liscia e levigata."

Come i dicevo, si tratta di una maschera fluida e sottile, molto più della Detox Anti-Age che è proprio cremosa, per cui sul viso non asciuga come una pasta all'argilla, ma sembra quasi che una parte del prodotto venga assorbito. Una volta stesa sul viso la sensazione è di freschezza sicuramente, in modo delicato e piacevole.
Quando sono andato a rimuovere la maschera Detox Hydra, cosa facilissima da fare, ho notato un lieve rossore, che è svanito praticamente il tempo di finire di sciacquarla. Questo piccolo fenomeno credo sia dovuto proprio alla presenza degli enzimi che creano una esfoliazione enzimatica o chimica.



Dopo i dieci minuti di posa e dopo aver rimosso questa maschera My Mask, la mia pelle era davvero molto, molto liscia, e soprattutto aveva assunto un colorito più roseo ed omogeneo. Come vi dicevo il rossore è svanito subito e non ha lasciato alcuna irritazione. Ho potuto usare la bustina per quattro applicazioni e già dalla seconda il rossore era praticamente inesistente.
Ho apprezzato inoltre la Detox Hydra per il fatto che non mi lascia la pelle secca e tirante, come si può pensare da un peeling con carbone vegetale, ma anzi tutto sommato la lascia idratata. Certamente proseguo con il siero che fa parte della maschera ed eventualmente con la mia skin care, ma questa MyMask non accentua la secchezza della pelle. Questo la rende secondo me ideale un po' per tutte le cuti, eccetto forse quelle molto impure che devono affiancarle una maschera più sebo assorbente.
Quindi non ho dubbi che anche lei sia fra le mie preferite.

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Passando al Siero Post Trattamento che accompagna le Detox My Mask, confesso che in principio mi ero convinto che fosse diverso per ogni maschera, ma mi sbagliavo. È infatti lo stesso per tutte, e credo che l'azienda descriva questo post trattamento alla perfezione

"lozione lenitiva ed emolliente grazie alla presenza della Margherita e del Giglio Bianco. La formulazione è arricchita dall'Acido Ialuronico e dalla Peonia Bianca, che agisce sull'uniformità del colore della pelle ed attenua gli arrossamenti."

ha infatti una consistenza fluida, una sorta di crema-gel, molto piacevole da stendere. Io trovo che sia molto gradevole come passaggio successivo alle maschere per idratare e lenire la pelle: appena steso  infatti è un siero rinfrescante e, accompagnato alle diverse maschere, può essere l'ultimo passaggio di una skin care essenziale. Se avete una pelle grassa o mista, o magari durante l'estate può essere un po' troppo pesante, ma per il resto non ha per me grosse controindicazioni.



Per i miei gusti però il Siero Post trattamento ha due aspetti che non mi convincono: la profumazione floreale, un po' troppo intensa per un prodotto che deve restare sul viso, e il fatto che ci sia della mica all'interno. La mica, se non lo sapete, è un minerale che viene usato per colorare la cosmesi, in questo caso dà al siero post trattamento MyMask una leggera perlescenza fatta di minuscoli glitter, cosa del tutto inutile a mio avviso.
A parte questo, le Black Mask Detox mi sono piaciute moltissimo, le ho trovate varie, semplici da usare, gradevoli e funzionali e spero che un giorno sia possibile trovarle in formato più grande.
Se mi seguite su Instagram saprete che non è finita ancora qui.

Qual è la vostra My Mask preferita?



mercoledì 15 gennaio 2020

|#backtoseries|
Belle promozioni e serie tv assurde 🤦🏻‍♂️

Suono come un disco rotto ultimamente, ma devo ammettere che mai mi è successo, come nell'ultimo periodo, di non riuscire a stare dietro a tutte le serie tv che vorrei vedere. La colpa non è solo da riferire alla mia lentezza, ma anche al fatto che ne fioccano di nuove ogni giorno. E soprattutto negli ultimi mesi del 2019 è arrivata la Apple Tv+, che si è accodata ai già tanti servizi di streaming, anche e soprattutto con programmi originali.
Insomma, è una costante rincorsa, ma sono fiducioso che mi sopporterete.


The Morning Show
Prima stagione
⭐⭐⭐⭐


Inizio subito proprio con la prima serie tv di Apple Tv+ che ho visto e che penso qualunque appassionato non si sia lasciata sfuggire, ovvero The Morning Show.
Credo sia stato proprio il cavallo di Troia con cui Apple ha voluto farsi strada nel settore dello streaming, puntando su un cast dai nomi importanti come Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, e con cui secondo me hanno fatto un ottimo lavoro, anzi è proprio la serie da recuperare se non lo avete ancora fatto (ma non ci credo).
Hanno preso una storia attuale come quella delle molestie sul lavoro da parte di superiori, argomento tratto da un libro in realtà, e che sono anche alla base del movimento Me Too, e ne hanno costruito una serie tv intrigante, che ho seguito molto volentieri da inizio a fine.



The Morning Show non tiene il piede sempre premuto sull'acceleratore, ma diciamo che è più una sorta di serie a strati, dove puntata dopo puntata si costruisce l'intreccio narrativo, vengono a galla i caratteri dei personaggi. I colpi di scena arrivano di tanto in tanto a dare la spinta, ma non sono poi il motore della serie che, in generale, ha una narrazione solida e più o meno costante. 
Tutto l'impianto più tecnico, dalla regia alle scenografie, è sicuramente di qualità e se lo capisco io, lo noteranno tutti.
Son finito quindi per bramare e sbranare ogni nuova puntata, di settimana in settimana, nonostante avessi altro comunque da vedere.


Il fatto che The Morning Show sia nata per avere due stagioni di 10 puntate prima che venisse trasmessa, secondo me è il problema più grande di questo primo ciclo di episodi. Qui e lì ho avuto l'impressione che si cercasse volontariamente di frenare lo sviluppo della storia, proprio perché consci che davanti avevano ancora altri episodi da affrontare. Credo ad esempio che abbiano puntato anche troppo al rapporto fra Alex Levy, interpretata appunto da Jennifer Aniston, e Bradley Cooper, interpretata dalla Witherspoon, che passa troppo spesso da un estremo all'altro, da un affetto quasi fraterno, a scontri diretti e aggressivi. Alla lunga questo andirivieni secondo me risulta un po' ripetitivo e riempitivo, sebbene sia ben inserito nel contesto.


Ho apprezzato come abbiano saputo ripercorrere le dinamiche di come Mitch Kessler riuscisse a farla franca sotto il naso di tutti, di come il suo comportamento da predatore sessuale fosse quasi metabolizzato da tutti i collaboratori del presentatore nelle dinamiche fra superiore e subordinato, ma secondo me questa parte, che poi è il nocciolo della serie, ha ancora tanto da dire.
A parte questo, non vedo l'ora che arrivi la seconda stagione di The Morning Show e spero che vadano a mescolare ancora più nel torbido. Le riprese iniziano questo Febbraio, quindi forse già a fine anno potremmo vederla.



Alto mare
Alta Mar
Seconda stagione


Mi spiace un po', ma devo bocciare la seconda stagione della serie tv spagnola Alto Mare, che è stata trasmessa da Netflix il 22 Novembre scorso.
Vi avevo raccontato che anche la prima stagione non mi aveva rapito il cuore, visto che non si tratta di una serie tv dalla qualità particolarmente meritevole. Ma Alto Mare aveva quell'intrigo semplice che rendeva gli episodi sfiziosi, senza appesantire troppo. Una buona compagnia serale che non sollazzava eccessivamente la noia.



Questa seconda stagione però mi è sembrata forzata e campata in aria. È iniziata male, si è ripresa verso metà, ma poi il finale è stato una porcata totale.
Il problema più grande è stato l'aggiunta di questo elemento fantasy che cozza proprio con quelli che erano gli intenti iniziali, o quantomeno con quello che avevamo visto fino ad ora. 
Se per tutta la prima stagione di Alto Mare non ci sono state avvisaglie di una possibile componente sovrannaturale, com'è possibile che adesso sia spuntata tutta in una volta?



A me son sembrati fenomeni piazzati lì appositamente per aggiungere qualcosa ad una storia che avrebbe dovuto terminare già con la prima stagione per non risultare ripetitiva.
Ma secondo me c'è di peggio, perché un po' tutti i nuovi personaggi vengono buttati a caso nella storia, senza reali fondamenta che li tengano in piedi, e soprattutto che la fanno facilmente franca nel corso delle vicende; mentre quelli che conoscevamo già subiscono un mutamento un po' strano. Eva Villanueva, ad esempio, improvvisamente mi è sembrata ottusa e aggressiva senza motivo, quando la conoscevamo come una ragazza aperta e in teoria fantasiosa, al contrario della sorella Carolina.
Alto Mare, non si sa per quale ragione, si è aggiudicato il rinnovo fino alla quarta stagione, ma dopo aver chiuso il cerchio, seppur in malo modo, non so bene cosa aspettarmi.



The Witcher
Prima stagione
⭐⭐🌠


Un po' deludente, almeno per me, è stata la prima stagione di The Witcher, serie tv che Netflix ha spammato ovunque già mesi prima che venisse distribuita il 20 dicembre scorso, facendo crescere in me una aspettativa molto alta.
Immagino già che i fan più accaniti siano pronti a saltarmi alla giugulare, visto che The Witcher viene da un lungo percorso, prima in formato saga romanzata, poi in versione videogioco, ma ho le mie ragioni nel dire che è una serie riuscita male.



Io ho avuto l'impressione, da questa prima stagione almeno, che The Witcher sia una sorta di Game of Thrones di seconda categoria. Ancora una volta non lo dico in senso offensivo, perché sappiamo come è finita con Trono di Spade, e soprattutto perché cronologicamente la saga è stata pubblicata prima dei romanzi di Martin, ma la trasposizione in formato serie tv del nuovo prodotto Netflix secondo me non è stato azzeccato.



Intanto tutta la creazione del mondo di The Witcher è un po' raffazzonata: capiamo che ad esempio il witcher è una creatura soprannaturale, ma non ci spiegano proprio bene cosa sia in grado di fare; così come tutte le creature che navigano intorno, dagli elfi a tutti i vari mostri, hanno un loro equilibrio che ci viene quasi imposto, ma non è molto esplicitato. Non sappiamo nemmeno come mai questo Geralt di Rivia sia migliore di altri witcher, a parte essere interpretato da quella tanta roba di Henry Cavill. Il suo personaggio inoltre dovrebbe essere un reietto, schifato da tutti, eppure è sempre nelle locande a bere, viene costantemente richiesto per i suoi servigi e lo conoscono tutti benissimo.
Ti ritrovi quindi con un mucchio di personaggi, anche umani, non solo soprannaturali, che fanno cose, e tu non sai bene per chi patteggiare, perché non vengono ben strutturati e ben raccontati, in modo da capire le loro intenzioni.


Il risultato è che le prime puntate, piuttosto che far crescere l'interesse, lo fanno calare, e più volte mi son ritrovato con cellulare in mano durante la visione tanto il poco coinvolgimento che mi suscitava. Sono serviti diversi episodi affinché The Witcher ingranasse e riuscisse a tenermi più incollato allo schermo, ma pur guardando la serie da inizio a fine, i miei dubbi sono rimasti.
Pur essendo un effetto voluto, quello di un intreccio temporale di questo tipo, secondo il mio parere è riuscito davvero male, perché una volta che le circostanze risultano più nitide, più che una esclamazione di sorpresa, mi è venuta fuori una esclamazione di rassegnazione.


Tutta la narrazione è raffazzonata e affrettata, i salti temporali non sono passaggi ma tagli con delle cesoie che ci trasportano a destra e a manca. Abbiamo capito che le vicende seguono dei tempi specifici, e si fa avanti e indietro di molti anni, ma questo sviluppo è stato fatto molto male a mio avviso. E, potrei essere io quello tonto che non è riuscito a seguire tutto per bene, ma se Netflix è stata costretta a pubblicare una mappa della cronologia della serie, il problema non era solo mio.


Inoltre avendo seguito una serie come Dark, sono anche abituato ad avere a che fare con vicende che hanno linee temporali incasinate e complicate, ma il montaggio della serie tv tedesca è di un altro livello.
Alla fine della fiera in The Witcher mi son mancati l'empatia, il pathos, mi è mancata la magia, così come l'originalità, per via di una trama confusa, fiacca, e poco avvincente. Si salvano i costumi, le scene di azione e combattimento, e il cast che, seppur non spiccando per interpretazioni da Oscar o particolare espressività, risulta credibile.
E se mi dite "eh però devi leggere il romanzo per capirlo", io vi rispondo "grazie al cazzo", siete avvisati.
Per la seconda stagione di The Witcher dovremo aspettare per fortuna il 2021, ma non vedo una lunga strada per questa serie.


You
Seconda stagione


A proposito di raffazzonature, la seconda stagione di You, che Netflix ha reso disponibile il 26 dicembre 201, non è stata da meno.
Avevo avuto modo di approfondire tutti gli aspetti della prima stagione che avevo apprezzato o meno, e speravo sarebbero stati in grado di rimettere in riga una serie che facilmente esce dai binari della credibilità. Il risultato è stato che però hanno fatto peggio.



L'inizio della seconda stagione non fa altro che riprendere le dinamiche che avevamo visto nella prima stagione, ma questa volta Joe Golberg cerca in tutti i modi di dimostrarci che è cambiato e che può controllare la sua follia. Peccato però che né lui né gli sceneggiatori siano riusciti a migliorare.
Fatemi fare un passo indietro: nella prima stagione avevo inteso che si volesse un po' giocare sul doppio volto di Joe, un po' angelo e un po' demone, ma con la consapevolezza che lo spettatore sarebbe rimasto inquietato dal suo atteggiamento, vedendo palesemente la sua condotta. A me ad esempio dava sensazioni poco gradevoli, quasi fastidio, visto che alla fine è pur sempre un omicida.


In questa seconda stagione invece è un costante tentare di giustificarlo, come se raccontarci del suo passato o mettergli attorno gente ancora più fuori di brocca, lo possa rendere migliore, ma non è così perché noi con le rotelle ancora a posto ci rendiamo conto che è tutto estremante assurdo.
Tutti i personaggi fanno cose senza senso: si passa dall'aiutare Joe, dandogli persino consigli d'amore, seppur con la consapevolezza che sia uno squilibrato, fino a reazioni che non sono normali specie per chi vuole smascherare una persona così falsa e pericolosa.
Vi faccio un esempio semplice: un personaggio scopre la gabbia dove Joe rinchiude le persone (ricostruita non si sa come e quando), ma piuttosto che chiamare la polizia, o mandare in giro foto della scena come prova inconfutabile, preferisce chiamare Love Quinn, la nuova fiamma/vittima di Joe, per farle aprire gli occhi.


Questo forse è l'apice che mi ha fatto urlare sulla sedia, ma anche ad esempio gli affittuari di Joe, Delilah e la sorella Ellie, fanno e dicono cose senza senso. Quest'ultima in particolare arriva persino a correggere le bozze per una sceneggiatura che dovrebbe far parte di un progetto importante e costoso, a soli 15 anni. Capisco dare spazio ai giovani, capisco il talento innato, ma così si esagera.
Non vi nomino nemmeno Forty, il fratello di Love, perché uno con un nome così non merita spazio, ma vi basti sapere che un paio di volte avrei voluto dargli tutte le sberle che i genitori non hanno dato.
L'intreccio è così incasinato e impossibile che ogni episodio di You 2 risulta assurdo, nessun dialogo ha un briciolo di credibilità, nessun ruolo prosegue da inizio a fine stagione seguendo linearmente quelli che sono i tratti del personaggio.


Sono arrivato alla fine perché volevo capire dove volevano andare a parare e, per metterci una pezza, hanno fatto un capovolgimento che mi ha messo mal di testa tanto era campato in aria, contorto e completamente privo di fondamenta sia per quelle che sono le cose viste nella serie, sia per la semplice logica comune. Tutti i livelli di You sono davvero insensati e a tratti aberranti, come le attenzioni a mio avviso morbose che Joe ha per Ellie, o anche il modo in cui le vittime finiscono per diventare antipatiche e quasi come se abbiano torto perché non in grado di farsi giustizia da sole.
Pare che ci sia una terza stagione confermata, sempre di 10 episodi, ma sinceramente più penso a You e più mi prende una strana nevrosi, per cui lascio stare se no mi faccio contagiare da Joe.



Queste erano le ultime serie tv che ho terminato di recente ma spero mi facciate sapere se a voi sono piaciute e sono io che magari leggo ed interpreto male certe situazioni.




lunedì 13 gennaio 2020

|Beauty Cues|
Due prodotti versatili per tutte le stagioni 🥥

La mia routine, sia del viso che del corpo, cambia abbastanza drasticamente in base al periodo dell'anno. In estate non sopporto praticamente nulla, tutto mi sembra oleoso, fastidioso e pesante, a causa della mia inesistente tollerabilità al caldo; d'inverno invece potrei spalmarmi di burro e pensare che sia una lozione leggera e gradevole.
C'è uno stacco abbastanza netto per quanto mi riguarda, per cui generalmente, ciò che apprezzo in una stagione, difficilmente mi soddisfa in un'altra. Eppure dalla scorsa estate mi son portato dietro due prodotti che ho trovato piacevoli da usare anche durante la stagione fredda, grazie alla loro versatilità.
Il primo di questi due prodotti è l'Olio di Cocco e Monoi per corpo e capelli di L'Erboristica di Athena's.



Ora, fatemi spiegare. Lo so che è forse il prodotto più banale che possa esserci sul mercato, e so pure che in altre occasioni ho detto che l'olio di cocco non è fra i miei preferiti, ma con questo de L'Erbotistica c'è stata una certa affinità.
Intanto perché è arricchito di gardenia tahitiana, detta anche monoi o tiarè, che gli dà un profumo molto buono, seppur non estremamente intenso e duraturo.
La seconda ragione di questa affinità è che ho iniziato ad ampliarne gli scopi di uso.
Conosciamo tutti la versatilità dell'olio di cocco, gli infiniti usi che possiamo farne, la stessa L'Erboristica dice a proposito

"Durante l’esposizione solare, favorisce l’abbronzatura. Dopo la doccia: poche gocce ammorbidiscono e mantengono l’elasticità  della pelle, ricostituendo il naturale film idro-lipidico cutaneo; prolunga l’abbronzatura evitando l’esfoliazione della pelle. Sui capelli, dopo lo shampoo o come impacco prima dello shampoo, svolge un’azione ristrutturante e protettiva."
Ma voi non lo usate durante l'esposizione al sole, vero? Perché siete consci di non essere patatine da friggere, vero?
Fino ad ora mi ero concentrato ad utilizzare l'olio di cocco solo per fare impacchi ai capelli. In questo senso mi piace, soprattutto perché lo posso usare anche come nutriente per il mio cuoio capelluto arido, senza poi essere costretto a lavarmi i capelli con il Nelsen Piatti per poterlo rimuovere. In generale aiuta a rendere i capelli un po' più disciplinati.
In questo senso l'Olio di Cocco e Monoi di L'Erboristica è perfetto, la sua fluidità e leggerezza lo rendono ideale secondo me anche per capelli più sottili dei miei, perché non appesantisce e lo posso usare praticamente tutto l'anno.



L'olio di cocco però, di qualunque brand sia, non mi piace per lo styling magari sul capello umido prima dell'asciugatura, perché lo trovo poco efficace su di me e tende a ungere ed a sporcarmi i capelli prima del tempo.
L'intento principale per cui ho preso l'olio cocco di Athena's era però proprio per usarlo come idratante corpo. Avevo iniziato ad usarlo in questo senso verso la fine dell'estate ma mi risultava un po' troppo pesante, tuttavia arrivata la stagione fredda e la conseguente pelle secca, è stato perfetto anche come prodotto post doccia da usare appunto sul corpo. La mia pelle lo assorbe abbastanza rapidamente, e la rende morbida, liscia ed elastica fino alla doccia successiva. Cerco sempre di applicarlo sulla pelle umida, o comunque non faccio mai passare troppo tempo da quando esco dalla doccia.

Sapete meglio di me che l'olio di cocco per natura tende a solidificarsi con temperature al di sotto dei 25 gradi, ma d'inverno io risolvo portandomi la confezione in doccia, dove col calore e l'acqua si scioglie in parte, in genere quanto basta per applicarlo sul corpo. Con questo piccolo trucco l'Olio di Cocco e Monoi di L'Erboristica di Athena's è diventato un prodotto che riesco ad usare in modi diversi con molto piacere in qualunque stagione.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Ipercoop, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 €5.90(in offerta)
🏋 200ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 Mesi
🔬 Vegan, Nickel, Cromo, Cobalto Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Il secondo prodotto che dall'estate è arrivato con me fino all'inverno è lo Spray Idratante con Acqua di Cocco e Aloe Vera sempre di L'Erboristica.



Anche in questo caso si tratta di un prodotto molto semplice sulla carta, visto che come indica l'azienda

"Abbina la straordinaria azione rinfrescante dell’acqua di Cocco, alle proprietà  idratanti e lenitive del succo puro di Aloe Vera Biologica. Ideale quando la pelle necessita di idratazione. Adatto in ogni stagione. Perfetto durante e dopo l’esposizione a sole, vento, salsedine e cloro, per remineralizzare la pelle, lenire le scottature e prevenire le desquamazioni."
Athena's ne suggerisce tre diversi utilizzi: su viso, corpo e capelli.
Vi dico subito che questo Spray Idratante mi sembra inutile sui capelli. Posso capire che al mare può aiutare a togliere quel senso di secchezza data dalla salsedine, ma penso che a quel punto sia meglio sciacquare i capelli con acqua dolce (o ancora meglio, fare tutta la hair care routine). Sul corpo invece è molto gradevole. Per me, nell'ultimo periodo della stagione calda era la mia body mist da spruzzare sul corpo per idratare e rinfrescare, soprattutto in quelle giornate in cui non tolleravo nemmeno una carezza per le alte temperature. Sul corpo lo Spray Idratante al Cocco mi è piaciuto molto perché non appiccica ma dà quella idratazione sufficiente per le giornate torride, lasciandomi anche la pelle morbida.



L'applicazione in questo senso è facile e veloce visto che l'erogatore ha un bel getto spray, ampio ma sottile.
La profumazione di questo spray Athena's L'Erboristica ricorda il cocco, ma non è l'aroma più tropicale che possiate immaginare, è gradevole, dolce ma non stucchevole, e posso andare subito avanti perché tanto non persiste.
Arrivato l'inverno però lo Spray Idratante è diventato esclusivamente un tonico per il viso, che spruzzo prima di sieri e creme e che dà una lieve idratazione e una piacevole freschezza, ancora una volta senza appiccicare. L'ho provato anche in estate sul viso e pur apprezzandone la freschezza e l'azione lenitiva, ma non so perché non mi convinceva del tutto. Ha guadagnato punti con l'arrivo della stagione fredda.
Anche lo Spray Idratante Cocco e Aloe ha quindi trovato una sua collocazione durante tutto l'anno grazie alla sua versatilità.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Ipercoop, Acqua e Sapone, Tigotà
💸 €4.90(in offerta)
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Fatemi un po' sapere voi che prodotti versatili state utilizzando, e se avete necessità così diverse da una stagione all'altra. E se non siete sazi da questa recensione, qui ho parlato di un altro prodotto L'Erboristica di Athena's sempre al cocco.






venerdì 10 gennaio 2020

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Maschere in tessuto Biofficina Toscana: tutte le mie opinioni 🤨

Come saprete, sul mio blog non si parla sempre dell'ultima novità uscita in commercio, perché, seppur mi attrae, non sempre riesco ad acquistarla nell'immediato, o comunque a testarla in tempi brevi. Ma se una cosa entra nel mio mirino, prima o poi finisce nelle mie mani, come nel caso delle maschere viso di Biofficina Toscana.



Facciamo un salto nel tempo ed arriviamo al Sana del 2018, quando l'azienda di Lucca proponeva proprio alla fiera una serie di trattamenti per il viso, che a me hanno attirato fin da subito, non solo per come hanno declinato queste maschere, ma anche perché mi fido di Biofficina Toscana e delle scelte etico e aziendali che nel tempo hanno fatto.
Le prime maschere che ho provato sono quelle in tessuto, che Biofficina ha proposto in tre varianti, fruttando tre ingredienti che prelevano dal suolo toscano: la malva, l'elicriso e i frutti di bosco.
Ci sono anche alcuni elementi che si ripetono un po' in tutte e tre le maschere, ma c'è anche una caratteristica che le accomuna: la forma senza senso.



Non vedo alcuna logica nella forma di queste maschere, e dopo averne provate più di un centinaio negli ultimi due anni, credo di averne viste di ogni tipo, ma queste Biofficina mi hanno davvero lasciato dubbioso: il tessuto è morbido e diciamo sufficientemente sottile, ma hanno una ampia forma ovale che si allunga verso le orecchie, tanto da doverla ripiegare su se stessa. I fori degli occhi sono giganti, la fessura dove il naso è praticamente slabbrata, la parte invece direttamente sotto, fra il naso ed il labbro superiore, è troppo lunga e copre la bocca. La fessura dove le labbra invece mi finisce sul mento. Forse un alieno può trovarsi bene, ma per un viso umano bisogna accartocciarla tutta, con la conseguenza che applicare queste maschere richiede fin troppa pazienza per un prodotto così semplice.
Ma andiamo oltre e vediamo un po' tutte le caratteristiche di ognuna.


Biofficina Toscana Maschera in tessuto Idratante-Lenitiva



La maschera lenitiva è stata la prima del trio Biofficina che ho scelto di provare, anche perché nel giorno in cui l'ho fatta avevo rasato la barba per cui volevo sfruttare le proprietà lenitive della maschera.
Gli elementi chiave che sfrutta questo trattamento sono

Mucillagini di malva bio; oli bio di mandorle dolci e jojoba; olio di crusca di riso; acido ialuronico; bisabololo; pantenolo, amido di riso; allantoina; vitamina E
tutte componenti che dovrebbero idratare, nutrire e ovviamente rendere la pelle meno stressata ed arrossata.
Dopo aver cercato di darle una forma accettabile, è rimasta adesa tutto il tempo della posa al viso. In questo caso il siero di cui è intrisa non è gelloso come accade di solito, ma una sorta di crema fluida e leggera, con un buon profumo fresco e floreale. Qui si presenta secondo me un altro problema: il siero di queste maschere Biofficina infatti tende a depositarsi all'interno della bustina, quindi tocca raschiarla per raccogliere i resti. E poi per esperienza questo tipo di prodotto non riesce mai ad intingere la cellulosa in maniera perfettamente omogenea al 100%. Come vi dicevo fortunatamente non si è scollata, sebbene non sia particolarmente comoda da tenere in posa per via degli eccessi di tessuto.



Già dopo una ventina di minuti (Biofficina consiglia 15 minuti di posa) ho sentito che buona parte del liquido si era assorbito, e una volta rimossa sul viso avevo ancora del siero ma in pochi massaggi si era completamente assorbito, senza rendere la pelle unta. La maschera idratante-lenitiva di Biofficina fa quel promette su di me: mi ha lasciato la pelle più idratata, morbida, ed effettivamente la sensibilità data dalla rasatura era molto attenuata. Mi è parso che anche il tono della pelle sia migliorato temporaneamente risultando un po' più tonica e compatta. L'idratazione che mi ha dato è stata sufficiente come trattamento serale sebbene non ho del tutto skippato la mia skin care routine. Questo mi fa pensare che possa essere adatta a cuti da normali a leggermente secche. Non l'ho trovata particolarmente fresca, anche in questo periodo invernale.
Non ci sono stati effetti di luminosità né me li aspettavo ma da cronista del beauty non posso non sottolinearlo.
Insomma promuovo questa maschera in tessuto Biofficina Toscana perché fa ciò che promette, ma vi avviso che il leit motiv di questa recensione è il fatto che la forma inficia parte del processo.

INFO BOX 
🔎 Online, Bioprofumeria, sito dell'azienda
💸 €5.80
🏋 15ml
🗺 Made in Italia
⏳  1 maschera monouso
🔬 Bio Eco Cosmesi AIAB, Vegan, Nickel Tested <0,0001
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Biofficina Toscana Maschera in tessuto Idratante-Purificante



Anche la maschera purificante Biofficina è caduta a fagiolo perché ho scelto di farla proprio quando avevo un paio di piccoli brufoletti, quindi avevo bisogno di una azione combinata di idratazione, ma anche contro le impurità.
La sua efficacia dovrebbe essere garantita da elementi come
"L’elicriso bio dell’Isola d’Elba con proprietà antiossidanti e purificanti agisce in combinazione ad un estratto di alghe sebo-regolatore e calmante, oli bio idratanti, acido ialuronico ed altri principi lenitivi con un effetto rigenerante- normalizzante."
Ho trovato il profumo più delicato rispetto alla maschera lenitiva, meno percepibile al mio naso mentre la lasciavo agire, mentre sul viso mi è risultata un po' più fresca, ma resta più che accettabile con delle temperature basse. Il siero è sempre cremoso e purtroppo l'adesione non è stata delle migliori e direi che è colpa mia, ma non è del tutto vero.



Quando l'ho utilizzata avevo un po' di barba, direi massimo un paio di millimetri. In genere non ho problemi con questa lunghezza di barba e tutte le maschere in tessuto mi aderiscono alla pelle senza fare capricci, ma con questa di Biofficina, essendoci così tanto tessuto in eccesso, che fa così tante pieghe, che non riesce ad aggrapparsi alla perfezione alla pelle, e bastano pochi peli (mi avete visto in foto, non sono un barbone) a disturbarne l'adesione.
Sapete che però una volta rimossa sono rimasto davvero stupito? La pelle era idratata, in maniera sufficiente ma non del tutto soddisfacente per una pelle come la mia che tende alla secchezza, ma era molto liscia al tatto, e soprattutto la cosa che mi ha sorpreso è stato vedere che i due brufoletti fossero molto più sfiammati e meno arrossati. È vero, parliamo nel mio caso di piccole imperfezioni, eppure un risultato c'è stato, e sarei curioso di vedere come si comporta con una pelle con maggiori problematiche.
Direi che la maschera purificante in tessuto Biofficina Toscana è molto promettente ed efficace, mi spiace solo per la forma della cellulosa che va disturbare tutto il processo.


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🔎 Online, Bioprofumeria, sito dell'azienda
💸 €5.80
🏋 15ml
🗺 Made in Italia
⏳  1 maschera monouso
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Biofficina Toscana Maschera in tessuto Idratante-Illuminante



Non c'era invece una motivazione specifica, se non la voglia di idratare la pelle, quando ho provato la maschera illuminante di Biofficina.
Mi è piaciuto tantissimo il profumo, che non mi ricorda i frutti rossi ma più un aroma dolce e vagamente speziato.
Abbiamo il solito siero cremoso che intinge la maschera, ma in questo caso a comporre la formulazione ci sono

"il Rubiox® (bioliquefatto di frutti rossi), oli bio di mandorle dolci, jojoba, avocado; bioliquefatto da verbasco; acido ferulico; acido ialuronico; amido di riso, pantenolo, allantoina, vitamina C ed E"
Appena applicata sul viso l'ho sentita abbastanza rinfrescante ma è una sensazione che è andata a scemare, ma non è ovviamente questo il problema per quanto mi riguarda, ma il fatto che sia stata la meno soddisfacente di tutte queste maschere in tessuto Biofficina, nonostante non avessi troppe pretese.



Nel giro di mezz'ora la maschera era completamente asciutta ed il siero si era assorbito senza strascichi. Rimossa la cellulosa non ho notato particolare luminosità dell'incarnato né un colorito anche solo vagamente più omogeneo. Certo idrata la pelle, lo fa bene e senza residui, ma nulla più, almeno in una sola applicazione. Quindi la maschera illuminante Biofficina non riesce per me a spiccare nel mucchio, né rispetto ad altre sue colleghe.


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🔎 Online, Bioprofumeria, sito dell'azienda
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⏳  1 maschera monouso
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Non avevo dubbi sul fatto che Biofficina scegliesse ingredienti validi e funzionali, ma credo che fare una maschera in tessuto non significhi solo sfruttare un pezzo di cellulosa per veicolare un siero, ma deve essere per me anche un trattamento rilassante, ed anzi più pratico e veloce rispetto ad una maschera in crema. Secondo me la pecca di queste maschere è proprio questa, la forma, e spero che venga rivista, per renderle perfette.

Qual è la vostra impressione di queste maschere Biofficina? Avete avuto problemi con il tessuto o siete riusciti ad applicarle senza grinze?



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