Bottega Verde Uomo Nero d'Ambra, la mia opinione sulla fragranza e i prodotti corpo

Nella mia routine profumata da un po' di tempo a questa parte ci sono i prodotti corpo della linea Nero d'Ambra di Bottega Verde. Una piccola gamma che non è una novità, rivolta principalmente all'uomo, visto che abbiamo anche prodotti per la rasatura, ma poi lo sappiamo: le fragranze non hanno in fondo una sessualità, ma sta tutto al nostro gusto.


Io ho provato tre prodotti Bottega Verde Nero d'Ambra, iniziando per curiosità soprattutto dalla eau de toilette, ma poi ho voluto aggiungere altre due referenze.
L'azienda parla di questa profumaizone come generosa, moderna, seducente ma anche dinamica e briosa, quindi mi sembrava spuntasse più caselline in un unico prodotto.

Nello specifico la piramide olfattiva che Bottega Verde ci presenta è

Note di testa: Limone, Mandarino, Mela Croccante, Pepe.
Note di corpo: Accordo Marino, Lavandino, Pepe Rosa, Melone Acquatico, Foglie di Betulla.
Note di fondo: Accordo Caramello, Legni Preziosi, Patchouli, Muschio.

Tutti elementi che a me piacciono molto quindi insieme non potevano non piacermi.
Vediamo insieme qual è stata la mia esperienza con questi tre prodotti.



 Bottega Verde Nero d'Ambra Shampodoccia


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, negozi monomarca, Amazon
💸 €5.99
🏋 200 ml
🗺  Italia
⏳ 12 Mesi
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Come spesso accade per le linee uomo, anche Bottega Verde ha pensato ad un prodotto due in uno, per la detersione di corpo e capelli. Io onestamente ho usato questo shampodoccia solo come shower gel per il corpo e l'ho trovato un prodotto valido.

Si tratta di un detergente dalla formulazione semplice, come altri prodotti Bottega Verde ed è arricchito con glicerina e con due estratti dalla corteccia di quercia, che hanno proprietà addolcenti e astringenti sulla pelle.
La sua consistenza è quella di un gel fluido che a contatto con l'acqua crea una bella schiumetta che consente una detersione completa, curata ma anche veloce. Si sciacqua anche facilmente, il ché mi fa pensare possa essere ideale anche da portarsi dietro, magari in vacanza o in palestra. In fondo il formato è quello che a casa può risultare meno pratico nel lungo periodo.

Lo Shampodoccia Nero d'Ambra mi ha sempre dato una buona resa sulla pelle, perché deterge ma non irrita né secca. Come vi anticipavo, la sua formulazione "generica" (senza offesa per nessuno) lo rende ideale se appunto non avete necessità particolari, visto che non ha attivi specifici in caso di magari pelle particolarmente secca o una barriera cutanea sensibile. Su di me comunque, anche con un uso continuato, non ha dato fastidi, e mi lascia tutto sommato la pelle morbida e liscia, anche se poi seguo sempre con una crema idratante. 

Questo shampoodoccia Bottega Verde ovviamente viene scelto sicuramente per la sua profumazione, che ricorda quella piramide olfattiva di cui vi dicevo sopra, ma in cui secondo me spiccano le note più fresche. Io ci sento in particolare la parte agrumata ma soprattutto l'accordo marino, che dà un tocco salino e comunque energizzante. Queste note sono leggermente arrotondate dalla parte legnosa della fragranza, ma come dicevo non è così sfaccettata.

Al mio naso, in questa versione, Nero d'Ambra non è particolarmente intensa ma sicuramente lascia un minimo sentore sulla pelle una volta terminata la doccia.
Il rapporto quantità-prezzo tendenzialmente lo rende un docciaschiuma adatto ad essere alternato ad altro, non esattamente come detergente quotidiano, ma è comunque un prodotto che riacquisterei.



Bottega Verde Nero d'Ambra Parfum Deodorant


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, negozi monomarca, Amazon
💸 €7.99
🏋 100 ml
🗺  Italia
⏳ 12 Mesi
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Quello che vedete è una minitaglia del Parfum Deodorant che avevo acquistato sul sito, ma ha la stessa identica formulazione della full size. È essenzialmente un deodorante spray profumato arricchito con Trietil Citrato, un enzima antibatterico che evita la formazione di odori, ma troviamo anche alcol, glicerina e i due estratti di corteccia che troviamo anche nello shampodoccia.

L'impressione che ho avuto è che Bottega Verde lo consideri quasi un prodotto ibrido: sia deodorante ascellare che body mist da vaporizzare un po' più generosamente su tutto il corpo. Anzi in realtà è quello che mi verrebbe spontaneo da consigliare perché la profumazione di questo Deodorant Nero d'Ambra spicca ed è molto più netta rispetto al docciaschiuma.

La fragranza è davvero gradevolissima al mio naso perché si apre con le note marine, agrumate e acquatiche e poi sviluppa i legni e e il patchouli che la vanno a scaldare un po'.


Per quanto riguarda il suo ruolo deodorante, questo di Bottega Verde si comporta su di me come qualunque prodotto che contiene questi attivi. Non avendo antitraspiranti su di me regge per quello che io chiamo "orario ufficio", ovvero circa 7/8 ore, ma mi riferisco sempre a situazioni normali. Se so che ho una giornata impegnativa, se devo stare molte ore fuori casa, sono in viaggio o fa molto caldo preferisco la sicurezza che mi dà un prodotto con appunto altri attivi.
In generale comunque lo trovo un prodotto delicato, che non irrita né lascia macchie sui tessuti, quindi lo utilizzo comunque molto volentieri.

In questa routine Nero d'Ambra Bottega Verde penso che il parfum deodorant possa essere il secondo passaggio per stratificare la profumazione. La sua fragranza infatti su di me permane in modo deciso per qualche ora mantenendo le note più calde e diventando una piacevolissima skin scent. Per intenderci, se la applico la sera, al mattino seguente sento ancora un vago sentore del deodorante. Infatti credo che se dovessi riacquistare questo deodorante Nero d'Ambra lo userei quasi esclusivamente come una mist per il corpo. 

Il passaggio che però fissa e mantiene la profumazione è la eau de toilette. 



Bottega Verde Nero d'Ambra Eau de Toilette


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, negozi monomarca, Amazon, Redcare
💸 €16.99
🏋 50 ml
🗺  Italia
⏳ 12 Mesi
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Come dicevo su, l'eau de toilette Nero d'Ambra è stata il primo prodotto della linea che ho provato e che mi ha incuriosito. 
Dopo l'ottima esperienza con Cedro Selvaggio ed in generale con i profumi Bottega Verde, volevo dare una chance a questa eau de toilette e mi ha convinto.
Sino ad adesso sono stato un po' vago rispetto ai dettagli della profumazione della linea perché è secondo me con questo prodotto che se ne può (giustamente) apprezzare tutta la piramide olfattiva.

Appena erogata infatti Nero d'Ambra ha questa apertura fresca, in cui la componente agrumata risulta subito meno pungente di quanto si possa pensare, un po' più succosa e fresca. Secondo me le note acquatiche, come di una brezza marina, e pepate sono quelle che emergono per prime dall'accordo mentre la si indossa. Quindi buona parte della fragranza resta su accenti ariosi, freschi ma man mano che la si indossa si riesce a percepire anche il fondo della piramide olfattiva.
Il mio naso trova solo le note legnose e un po' di muschio che dà all'insieme un effetto più pulito, ma non ci sento affatto la dolcezza del caramello.

Tocca tenere presente che Nero d'Ambra, al contrario del nome, non si scurisce mai del tutto, non diventa mai troppo pesante o legnosa, mantenendo sempre quelle note più leggere che si percepiscono all'inizio. 

Così si compone una fragranza che a me è piaciuta moltissimo, che trovo facile da indossare in davvero qualunque occasione, sia più informale che più elegante. Se devo davvero dargli una definizione, Nero d'Ambra Bottega Verde è un profumo che posso prediligere più che altro per la sera e in un periodo dal clima freddo o mite, ma onestamene non mi sentirei affatto a disagio a indossarlo in altri momenti. Avendo possibilità di scelta diciamo che in piena estate preferirò profumi più frizzanti, allegre, magari anche evanescenti, ma non credo che metterò da parte questa eau de toilette adesso che ci avviciniamo appunto al periodo più caldo dell'anno.

Ho letto qui e lì che c'è chi lamenta una scarsa durata di questo profumo, ma io non lo trovo così poco performante. Sulla mia pelle dura fino a 5 ore, poi lo percepisco ma diventa più personale. Però, non solo come dicevo possiamo stratificare la fragranza con gli altri prodotti Nero d'Ambra, ma l'eau de toilette si aggrappa ad alcuni indumenti e dura ancora di più.
Parlando insomma di prodotti ecoinomici, io direi che questa di Bottega Verde mi ha convinto, mi sento a mio agio ad indossarla e credo possa accontentare anche quelle donne che apprezzano accordi olfattivi più decisi.



Conoscevate Nero d'Ambra Bottega Verde?





Questa ampolla viso coreana contiene il 3% di PDRN, l'ho messa alla prova e questi sono i risultati

Da un po' di tempo mi sentite parlare di PDRN, un ingrediente che sui social è diventato virale (diciamolo, anche perché sembra suggerire altro) e che sembra promettente. Vi avevo fatto un approfondimento in cui vi raccontavo esattamente cosa fosse questo PDRN, o Sodio DNA e quali effetti dovrebbe avere sulla pelle. 
Tuttavia fino ad adesso avevo usato prodotti che contenevano piccole percentuali di questo attivo: ad esempio la prima volta che ne parlai, avevo usato la Vita Toning Ampoule di Genabelle che contiene lo 0.5% di PDRN. 

Adesso ho voluto fare un po' il salto, provando un prodotto più concentrato mettendo alla prova la PDRN 3% Hyper Boost Ampoule sempre del brand coreano Genabelle.


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🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL), Stylevana
💸 €16
🏋 40ml
🗺 Corea
⏳ 12 mesi
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Si tratta di un siero viso dall'effetto rivitalizzante e idratante, che promette di migliorare la barriera cutanea grazie appunto all'effetto rigenerante del PDRN e quindi fare in modo che la cute funzioni meglio. Ne dovrebbe quindi derivare una aspetto più sano e tonico del viso.

La Hyper Boost Ampoule Genabelle ha un INCI tutto sommato semplice rispetto anche all'altra ampolla dell'azienda. Abbiamo infatti il 3% di sodio dna di derivazione animale (se siete vegani) che stimola la riparazione cutanea ma anche i fibroblasti a produrre maggiore collagene ed elastina, e attorno a questo PDRN ci sono altri attivi di supporto.

Abbiamo gli attivi idratanti, come glicerina, betaine, arginina e acido ialuronico, le sostanze addolcenti come pantenolo al 2%, estratto di centella e allantoina, e quelle antiage, come peptidi (anche argirelina) e adenosina. Non manca, essendo un prodotto coreano, anche la niacinamide ma credo in percentuali ben tollerabili.
L'unione di PDRN, peptidi e acido ialuronico compongono quello che Genabelle chiama HTD-Genacomplex™.

La PDRN 3% Hyper Boost Ampoule si presenta in modo molto particolare: il siero è sigillato, probabilmente per preservarne la freschezza, e solo al momento dell'utilizzo si può applicare la vera e propria pipetta contagocce che ci fa dosare il prodotto.

È una procedura semplicissima, anche a prova di maldestri come me, e va fatta solo la prima volta. Per il resto questa Ampoule Genabelle si può utilizzare come un qualunque siero, sia di giorno che di sera, e ovviamente dopo il tonico viso, o comunque dopo altri sieri e prodotti dalla texture più sottile.
Qui abbiamo una consistenza fluida leggermente viscosa ma molto piacevole, che non ha odori o fragranze aggiunte, e che ho potuto integrare facilmente nella mia routine perché su di me si assorbe velocemente e con facilità. Inoltre nella stratificazione non ho notato grossi problemi di pilling o comunque di contrasto fra i prodotti.

Come dicevo su di me si assorbe bene, non mi risulta appiccicosa, ma è una fiala un po' più ricca di altri sieri, che sento agire sulla pelle. Questo mi fa pensare che la PDRN 3% Hyper Boost Ampoule possa andare bene per tutti i tipi di pelle un po' tutto l'anno, ma le cuti più grasse potrebbero non trovare quella freschezza e quella leggerezza ricercata, specie magari nei periodi più caldi.

Credo che questo di Genabelle sia uno dei sieri con la più alta concentrazione di PDRN al momento in commercio e quindi la mia curiosità è stata altrettanto alta, specie nell'ottica di condividere la mia esperienza. 

Vi ho anticipato che da un punto di vista pratico questa PDRN 3% Ampoule è stata davvero piacevole, e l'ho trovata delicata anche ad esempio dopo la rasatura. Questa tipologia di flacone, poco comune in prodotti di fascia media, è semplice da utilizzare e garantisce un dosaggio ideale del siero, senza sprechi.

La Hyper Boost Ampoule è da almeno un mese nella mia routine ed è stato interessante provarla perché mi ha dato anche l'opportunità di tirare le somme su quanto il PDRN possa essere parte della mia skincare anche in futuro e non solo parte di un trend. A me è piaciuta perché dà subito un buon grado di idratazione che si percepisce essere più profonda: è uno di quei sieri che senti agire sulla pelle, non svanisce immediatamente quasi non lo avessi applicato.

In generale mi sembra che la Ampoule Genabelle contribuisca a rendere la cute elastica e tonica, sicuramente grazie all'aiuto appunto di peptidi e acido ialuronico. 

Inoltre regala un bel glow sin da subito, dando al viso un aspetto sicuramente più sano. Un altro appunto che posso fare è che secondo me contribuisce a rendere la cute più morbida ed ha in effetti un potere lenitivo.

Vi racconto un piccolo aneddoto: mi trovavo un'area del viso che era diventata più ruvida e secca perché avevo sfregato troppo per togliere tracce di tinta capelli. Così ho applicato in maniera più mirata questa PDRN 3% Hyper Boost Ampoule e nel giro di un paio di giorni la situazione era migliorata.

In generale questo siero Genabelle mi sembra azzeccato in una routine stratificata: da un lato può andare a potenziare altri trattamenti anti age, ma anche in caso usiamo attivi potenzialmente irritanti come il retinolo. 
Devo ammettere però che non so se da ora in avanti proverò altri prodotti con una concentrazione elevata di PDRN o magari sieri monoattivo perché, sebbene mi piaccia in una formulazione complessa, non credo sia una sostanza che la mia pelle necessità nello specifico. Credo che ognuno debba scegliere e provare, e sicuramente il sodio DNA può essere una aggiunta interessante e ben tollerata nella skincare di qualcuno che magari cerca attivi riparatori. Io personalmente lo considero un valido supporto quando però ad esempio lo trovo insieme ai miei attivi preferiti.


Voi avete provato questo PDRN?



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Perché vedere queste due nuove commedie in streaming e al cinema

Finalmente torno a parlare di film, visto che nelle ultime settimane non solo non ho avuto molto tempo per vederne, ma sono anche stati pochi i titoli che davvero mi incuriosivano. Ritorno con due commedie che sono arrivate in streaming e al cinema.


È l'ultima battuta? (2025)


Titolo originale: Is This thing On?
Genere: commedia, sentimentale, drammatico
Durata: 121 minuti
Regia: Bradley Cooper
Uscita in Italia: 2 Aprile 2026 (Cinema)
Paese di produzione: USA


Alex (Will Arnett)
ha chiaramente una vita sentimentale in frantumi: è separato da sua moglie Tess (Laura Dern, Lonely Planet, Palm Royale), con cui condivide l'affidamento congiunto dei due figli. Entrambi affrontano questa separazione in modo diverso e soprattutto stanno attraversando una piccola sfida personale. Alex è in piena crisi di mezza età eppure una notte, un po' per caso, entra in un club dove solo chi fa stand up comedy non paga l'ingresso. Così si iscrive per esibirsi ed una volta sul palco, non avendo nulla di preparato, inizia a condividere quello che sta vivendo. Questa sarà una esperienza che si rivelerà catartica non solo per alleggerire quel peso che lo opprimeva, ma sembra quasi che, alla soglia dei 50 anni, abbia trovato una nuova passione. E se questa nuova strada potesse davvero aiutarlo anche per risollevare la sua relazione con Tess?

Ispirandosi vagamente alla storia personale del cabarettista inglese John Bishop, È l'ultima battuta? è il terzo film che vede Bradley Cooper alla regia, ma anche davanti la macchina da presa, in questo caso in una piccola parte. Io con Bradley vado poco d'accordo ad essere onesto, tanto che mi ero inserito nella schiera di quelli che aveva fatto a pezzi A star is born, e che si è evitato Maestro per non rifare lo stesso. 
Is this thing on? (titolo più azzeccato della versione italiana) però è un film più innocuo, una commedia non proprio godereccia e brillante come The Marvelous Mrs Maisel, ma comunque leggera che in effetti ha anche qualche punto interessante. La vicenda di Alex è infatti l'emblema di come sia importante risolvere prima i propri casini per poter far funzionare la nostra relazione con gli altri, ma anche che non è mai tardi provare a fare qualcosa di diverso, mettersi in gioco e riscoprire se stessi. 

Ma è diverso anche l'approccio scelto: Alex e Tess non hanno liti furibonde come ne La guerra dei Roses, la loro sembra una separazione più silente, che nasconde qualcosa di più profondo. 

Così È l'ultima battuta? mi è sembrato un film abbastanza onesto, diretto, anche realistico se vogliamo ma che non mi ha emozionato come sperato. Mi è sembrato un piacevole film televisivo, che guardi magari con attenzione sulla poltrona di casa, ma che al cinema sembra inevitabilmente più lungo del necessario e con meno ritmo di quanto sperato. 

Il nodo più difficile da sciogliere per me è stato entrare in empatia con Alex, ma soprattutto con Tess che risulta ancora più abbozzata e collaterale, anche se ci fanno sapere un po' anche della sua vita e dei suoi blocchi.

Le buone interpretazioni e una regia che, al netto di qualche primo piano troppo stretto, è comunque fluida, insieme ad una colonna sonora che si fa notare, aiutano sicuramente a rendere il film piacevole, ma non bastano comunque a far diventare memorabile È l'ultima battuta?.



53 Domeniche (2026)

Titolo originale: 53 domingos
Genere: commedia, drammatico
Durata: 79 minuti
Regia: Cesc Gay
Uscita in Italia: 27 Marzo 2026 (Netflix)
Paese di produzione: Spagna

Julian (Javier Cámara), Natalia (Carmen Machi) e Victor (Javier Gutiérrez, Asunta) sono tre fratelli molto diversi fra di loro. Il primo ha un lavoro traballante come attore, la seconda è la più preparata fra i tre, ed il terzo è quello che sembra aver sfondato davvero nella vita. Pur essendo in tre però non riescono a trovare una quadra per badare a loro padre, ormai anziano, che sembra stia dando i primi segni di demenza. Sarà il pretesto di cambiare una lampadina che fa strani sfarfallii a spingere i tre fratelli ad incontrarsi, e, seppur a fatica, quando ci riusciranno, si riapriranno vecchi e nuovi rancori che li porteranno a scontrarsi senza guardare in faccia i veri problemi della loro famiglia.

Quando 53 Domeniche è arrivato su Netflix ha raggiunto i primi posti della classifica dei film più visti e quindi mi sono incuriosito. In effetti lo stile mi ha fatto subito pensare ad uno spettacolo teatrale, e poi ho scoperto che si tratta proprio dell'adattamento della pièce teatrale di Cesc Gay, che qui è anche regista.

53 Domeniche è infatti uno di quei film che basa molto sui dialoghi, di quelli che a qualcuno può risultare forse un po' troppo logorroico, eppure funziona bene. Sebbene gli spazi siano limitati (come ci sia aspetta da un adattamento dal teatro) non ci si annoia, anzi le delimitazioni fisiche diventano funzionali alla storia stessa. E poi queste poche stanze in cui ci muoviamo mi hanno dato l'impressione di intimità, esattamente come la storia che raccontano. Proprio le interazioni e le dinamiche fra i tre fratelli sono simpatiche, a volte divertenti, ma sono soprattutto particolarmente realistiche. Se siete figli unici probabilmente non vi sarà mai successo, ma chi ha una famiglia ingombrante e numerosa finirà per riconoscersi in questo gorgo di battibecchi che non portano a nulla e che spesso sono legati a vecchi rancori. Allo stesso modo, Julian, Natalia e Victor finiranno per parlare di tutt'altro, allontanandosi inevitabilmente dai veri problemi.


Oltre al ritmo frizzantino, 53 Domeniche può contare su attori capaci che, seppur in un tempo ristretto rispetto al minutaggio dei film attuali, riescono a darci sfumature del loro carattere e delle loro vite. Così Julian diventa passivo aggressivo, Victor dimostra di non essere esattamente l'uomo perfetto che vorrebbe far sembrare, mentre Natalia cerca di soffocare il suo malcontento per fare da paciere e far funzionare la sua vita. Eppure non c'è un buono o un cattivo, ma semplicemente, come in ogni famiglia, ci sono tensioni, traumi, non detti che hanno scavato un piccolo solco. 

Alla fine, nel perimetro di una commedia, quello che viene messo in scena è l'egoismo che ognuno di noi, più o meno cela, ed il bisogno si riscoprire una maggiore autenticità. 
53 Domeniche non è esattamente il film dell'anno intendiamoci, però funziona e sa trovare un finale più tenero, malinconico e profondo senza stravolgere il genere e senza diventare improvvisamente pesante e moralista. Direi che fra le proposte recenti di Netflix è uno di quei film che merita una chance. 

Catrice Under Eye Brightener: la mia esperienza col correttore illuminante e la cipria fissante

Sono diventati virali e la mia curiosità per Catrice mi ha spinto a provare due prodotti per il contorno occhi. Sono l'Under Eye Brightener e la Under Eye Brightener Setting Powder e il loro scopo è già intrinseco nei loro nomi.

Il loro compito è infatti regalarci uno sguardo fresco, riposato, più luminoso, ma anche coccolare in qualche modo la zona perioculare. La gamma Instant Awake Catrice nasce per agire in sinergia attraverso la color correction, quindi mentre il correttore va a camuffare le occhiaie, contrastando cromaticamente le tonalità violacee, bluastre o grigie, la cipria fissante aiuta a far durare di più il prodotto, ma anche a contribuire a correggere queste discromie.

La linea è declinata in quattro tonalità, su cui secondo me si può giocare in base non solo al nostro incarnato ma alle discromie che vogliamo correggere. Io ad esempio ho scelto la più chiara cioè 010 Light Rose, perché non ho occhiaie particolarmente marcate e ho una carnagione abbastanza chiara.
Vi racconto meglio cosa questi Under Eye Brightener promettono e cosa fanno realmente su di me.



Catrice Under Eye Brightener
Correttore Illuminante Contorno Occhi


INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, AmazonDouglas
💸 €4.40                
🏋 4,2g
🗺  Polonia
⏳ 6 Mesi
🔬Vegan

Il "gioco" della color correction mi ha sempre affascinato, tanto che in passato ero solito usare correttori aranciati o pescati anche dalle tonalità più decise. Col tempo, usando anche il make up più di frequente, mi son ritrovato per forza di cose (ovvero l'essere un ritardatario cronico) a dover snellire la mia routine. In questo senso per fortuna la cosmesi ha fatto passi in avanti pensando a prodotti "ibridi" che non vogliono solo coprire le imperfezioni ma che non necessitano per forza di altri accorgimenti. L'Under Eye Brightener Catrice secondo me è uno di questi.
Si presenta come una crema nutriente, come si legge sul sito dell'azienda, e che al tatto risulta fondente ed un po' più ricca rispetto ad altri concealer. Questa consistenza è data da attivi che come dicevo aiutano ad apportare anche idratazione al contorno occhi come acido ialuronico, burro di karité, olio di ricino e di semi di girasole, e cere naturali. Purtroppo sulla confezione non è presente l'INCI, e questo è un piccolo minus.

L'uso di questo correttore Catrice è semplicissimo: si preleva dal pot con un pennello, una spugnetta o semplicemente le dita, e si applica sulle aree che vogliamo correggere. Se si vuole si può far seguire da un altro correttore della nostra tonalità per avere una coprenza maggiore ed un finish ancora più curato.
Io tendenzialmente lo prelevo con un pennello, lo posiziono dove serve, e lo sfumo, ma poi do sempre una picchiettata con i polpastrelli per assicurarmi che il prodotto si sia fuso completamente con la pelle. 

Viene giustamente definito come un Correttore Illuminante da Catrice perché l'Under Eye Brightener vuole correggere più problematiche ma senza creare stacchi di colore importanti che devono essere coperti con altri prodotti. 
Per capirci meglio, la tonalità 010 Light Rose è appunto un rosa leggermente pescato che riesce a contrastare abbastanza bene i toni di una occhiaia blu/violacea senza ingrigirla, ma ha anche una perlescenza che va subito a creare un effetto riflettente più fresco. 

È un prodotto insomma che si presenta bene e sembra valido ma che penso meriti di essere usato con alcune accortezze. L'Under Eye Brightener Catrice infatti si stende molto bene, velocemente e facilmente e si fonde sul mio incarnato senza creare problemi particolari, ed è andato d'accordo con praticamente tutta la mia skincare. 
Non aspettatevi una coprenza particolarmente alta perché non funziona bene in tal senso: è meglio scegliere la tonalità più corretta per le discromie che vogliamo correggere o si fanno pasticci. Questo correttore infatti, come dicevo, ha una formula ricca, che non può essere stratificata troppo perché altrimenti diventa scivolosa.

Il mio consiglio è quindi di usare poco Under Eye Brightener, sfumarlo per bene, ed in caso aggiungere un altro correttore che vada a perfezionare del tutto la coprenza. 
È un prodotto che può andare bene per contorno occhi tendenzialmente secchi, che non deve essere usato su creme o sieri troppo ricchi, e che necessita di essere fissato con una cipria perché può muoversi e infilarsi nelle pieghette. Se invece non necessitate idratazione extra forse è meglio tentare la versione liquida che sembra avere una formulazione più leggera. 

Con queste premesse poco entusiasmanti devo dire che l'Under Eye Brightener Concealer mi è piaciuto. L'ho apprezzato infatti sia da solo, per un tocco leggero, fresco e illuminante, sia con altri correttori (anche questi sempre dell'azienda) per un effetto più coprente e rifinito. Dona subito uno sguardo più sveglio, riposato ma con un effetto naturale e idratante. Secondo me è un prodotto pensato proprio per chi non ha necessità importanti ma vuole un aspetto più disteso e curato. È un correttore facile da utilizzare per la vita di tutti i giorni, e che comunque ha una durata discreta: ben fissato, per le prime quattro/ cinque ore regge bene, poi magari tende ad assumere una texture leggermente più visibile ma nulla che possa diventare particolarmente sgradevole. Inutile dire che non secca la pelle, ma la lascia morbida ed elastica tutto il tempo che lo indosso. 
L'Under Eye Brightener Catrice così si merita una promozione, specie se lo acquistate con queste premesse.


Catrice Under Eye Brightener Setting Powder
Cipria fissante Illuminante Contorno Occhi


INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, AmazonDouglas
💸 €4.40                
🏋 2.3g
🗺 Polonia
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan

Forse non ha avuto la viralità del correttore, ma la cipria fissante per contorno occhi Catrice mi ha forse incuriosito di più. È a tutti gli effetti la trasposizione dell'Under Eye Brightener in versione polvere, quindi con attivi comunque idratanti e protettivi. Abbiamo olio di semi di girasole, squalane, aloe e tocoferolo come agente antiossidante.

Anche la colorazione, sempre Light Rose 010, è praticamente identica e nasce proprio per unirsi al concealer: un rosa pesca con una finitura perlata luminosa ma delicata, senza particolari glitter che sul contorno occhi potrebbero non fare un bell'effetto. 
La Under Eye Setting Powder è una cipria in polvere libera e per fortuna è contenuta in un flacone con una griglia dosatrice che evita di sprecare prodotto. Catrice non ci dice molto sull'uso se non che genericamente possiamo usarla con un pennello o un piumino, ma sembra quasi suggerire una sorta di baking perché ci dice di lasciarla agire per poi rimuovere gli eccessi con un pennello pulito.


A me è piaciuto usare la Setting Powder Catrice con un puff di velluto perché ho notato che rende meglio il suo effetto fissante e dà un bel risultato in generale.
Ho provato anche con un pennello ma ho avuto l'impressione che non riuscisse a performare altrettanto bene.
Io la trovo una cipria abbastanza sottile, setosa al tatto, che non va a creare un eccessivo effetto polveroso o pesante ma resta appunto leggera e naturale sul viso. Anzi il suo finish la rende anche leggermente levigante.
Ovviamente non è da intendere come un sostituto del correttore perché la Under Eye Brightener Setting Powder non ha questa forza coprente particolare, ma va a rifinire la correzione che abbiamo fatto. Io ad esempio ho voluto usare questa cipria Catrice anche quando non ho usato correttori per la color correction, ma prodotti "tradizionali" e devo dire che fa comunque un buon effetto fissante. 

Come setting powder contribuisce a far durare di più il trucco sul contorno occhi evitando che i prodotti finiscano nelle pieghette. Come dicevo, il correttore illuminante Catrice tende un po' a scivolare fra le naturali pieghe della pelle, quindi ha necessità di essere fissato, così la cipria Instant Awake svolge perfettamente questo ruolo.
Nella mia esperienza non si è rivelata una cipria particolarmente idratante, nonostante gli ingredienti, ma non va nemmeno a seccare la pelle nel corso delle ore, mantenendo una buona elasticità e morbidezza della zona.
Quindi un altro prodotto economico, semplice da usare valido.



Li avete provati?




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Prime Video: le serie tv che ho terminato, fra dubbi e intrattenimento

Oltre a Scarpetta, ho terminato altre nuove serie tv su Prime Video che, devo dire, mi incuriosivano parecchio. Tiriamo un po' le somme e vediamo com'è andata con questi due titoli.



Young Sherlock
Prima Stagione

In attesa del ritorno di The Gentlemen e Mobland, Guy Ritchie ha pensato di impegnarsi su altri fronti e, ispirandosi ai romanzi Andrew Lane, ha dato nuova vita a Sherlock Holmes, ripercorrendo la sua giovinezza. 
Young Sherlock, arrivata in streaming il 4 marzo, parte proprio dalle origini del mito, quando l'investigatore di fama mondiale era poco più che un giovane uomo (qui interpretato da Hero Fiennes Tiffin, Il ministero della guerra sporca, Scatta l'amore) che ancora non sapeva bene cosa fare del suo futuro, e per una serie di peripezie lo ritroviamo come maggiordomo ad Oxford. La sua arguzia ed intelligenza però lo rendono particolarmente attento a tutto, così pian piano non solo a cercherà di risolvere un complesso intrigo che riguarda una misteriosa principessa cinese, ma anche di affrontare alcuni fantasmi dal passato che riguardano la sua famiglia.

La madre di Sherlock, Cordelia Holmes, (Natascha McElhone, Hotel Portofino) infatti si trova in un ospedale psichiatrico a seguito della morte di sua figlia, mentre sembra assente il signor Silas Holmes (Joseph Fiennes, The Handmaid's Tale) in viaggio all'estero come sempre. Ma non tutto è come appare.

Guy Ritchie firma una origin story che è tutta intrattenimento, come ci si aspetta dalle sue produzioni, e che riesce nell'intento di usare un personaggio noto per raccontare altro. 
Tocca ammettere che non era necessario tirare fuori ancora una volta il personaggio di Conan Doyle (pure l'anno scorso avevamo visto Sherlock & Daughter che aveva più o meno lo stesso scopo), però Young Sherlock ha qualche asso nella manica che è ben giocato.

Come le altre serie tv di Ritchie che ho visto, anche qui non manca un budget sostanzioso che gli ha consentito di raccogliere un ottimo cast, fra cui anche Colin First e Max Irons, ma anche di mettere in scena una ricostruzione di location e costumi d'epoca ricca ed elaborata. Ovviamente quello che non può mancare è tanta azione, con scazzottate ed inseguimenti, e momenti di suspense spesso usati come cliffhanger fra un episodio e l'altro. 

In Young Sherlock però hanno anche saputo trovare delle soluzioni creative interessanti ed originali, ad esempio quando ci mostrano come Holmes elabora mentalmente le sue indagini, ricostruendo alcune scene attraverso i suoi ricordi.

La mia promozione è quindi certa, visto che parliamo di una serie tv dinamica, in cui non è tanto il "perché" a tenerti attaccato allo schermo, ma il "come". Però, nell'ottica di parlarne qui pubblicamente, e quindi eventualmente di consigliarla, devo fare alcuni disclaimer che suoneranno come rimproveri alla serie ma non lo sono.

Il primo aspetto riguarda il fatto che, nel tentativo di proporre altro, Young Sherlock non è un semplice giallo, in cui l'investigatore si limita a risolvere il caso o quasi, ma abbiamo un personaggio che vive a tutto tondo. Così ci vengono mostrati i suoi drammi personali, con una famiglia tosta e complessa, le beghe amorose e il rapporto con l'amico (al momento almeno) James Moriarty, interpretato da Dónal Finn. 

Tutto questo a molti potrà sembrare quasi un modo di sviare dal personaggio che conosciamo, o comunque dare alla serie dei risvolti non proprio attesi dal genere che si prefigge. Lo stile poi di Guy Ritchie può non piacere, specie quando scivola in una deriva più pop e contemporanea.

Quindi, Young Sherlock secondo me non farà impazzire i puristi, ma io l'ho trovata accattivante e una seconda stagione non mi dispiacerebbe. Proprio in questi giorni Prime Video ha confermato che la serie è stata rinnovata per un nuovo ciclo di episodi, quindi non resta che attendere.


Bait - Fuori Parte
Miniserie


Shah Latif (Riz Ahmed, The Night OfSound of Metal) è un giovane attore che sta ancora cercando la sua strada e spera che quel provino per diventare il nuovo James Bond sia l'occasione della vita. E sarebbe anche una svolta epocale, perché le origini pakistane di Shah lo renderebbero il primo agente 007 non bianco della storia. Peccato però che il casting non vada esattamente al meglio, ma Shah non molla e decide di far scoppiare un pettegolezzo che possa tenerlo a galla in lizza per il ruolo. 
Il giovane attore però verrà schiacciato dal suo stesso piano, finendo in un guazzabuglio mediatico e personale, dovendo anche gestire una relazione finita male e il rapporto con la sua caotica e ingombrante famiglia.

Creata dallo stesso Ahmed, Bait nasce come una commedia che però nasconde un senso vagamente più profondo. Da un lato c'è un attore che si ritroverà a gestire una situazione più complessa e grande di lui, spinto fra le pressioni dell'industria del cinema, inclusi colleghi pronti a fargli uno sgambetto in qualunque momento, la fama improvvisa e l'ambizione a raggiungere un ruolo che può cambiargli la carriera. Una tensione che porterà Shah a intraprendere una serie di scelte sempre più sbagliate che a volte si fa fatica a comprendere.

In realtà il provino per diventare il nuovo James Bond nasconde un doppio fondo: Shah è un giovane di origini pakistane ma che si sente a tutti gli effetti britannico, e che quindi, ipoteticamente potrebbe ricoprire quel ruolo. Tuttavia, l'agente più famoso di sempre, è legato ad una tradizione che è difficile scardinare e continua ad essere raffigurato sempre allo stesso modo: bianco ed eterosessuale. Bond diventa quindi l'emblema di una specifica cultura britannica particolarmente conservatrice.
Così nasce tutto un discorso di appartenenza culturale, e di quanto in fondo gli immigrati di seconda generazione restino comunque esterni rispetto alla possibilità di accedere ad alcuni ruoli, non solo cinematografici. 


Ne consegue così anche l'approccio che Shah ha con la sua famiglia, la "causa di tutti i suoi problemi", che sogna di ammazzare a sangue freddo, ma che non smette mai di difendere.

Questo discorso, ben più serio e complesso di un attore e dei suoi provini, viene inserito in una serie tv che in realtà ha intenti ben più leggeri, con un minutaggio corto e da soli sei episodi, e questo mi dà il fianco per parlare un po' dei problemi di Bait - Fuori Parte.

Di per sé non avrebbe in verità dei difetti, ma è il mio gusto (e questo d'altronde è il mio sito) che non sempre è stato convinto da alcune scelte. Come dicevo, ad esempio, il percorso di Latif diventa sempre più incasinato, schizofrenico, a tratti assurdo e, quando questo capita, mi provoca più distacco che interesse. Si crea un tipo di comicità che a me non fa nemmeno sorridere, quindi viene meno la premessa di una commedia. 

Anche il focus sui personaggi non mi ha sempre convinto: se Shah Latif può a volte sembrare come uno che se le va a cercare, i personaggi di contorno non aiutano proprio a farlo apparire migliore né hanno una qualche forma di approfondimento. Eppure Bait ha un cast di tutto rispetto, perché qui e lì appaiono Ritu Arya (The Umbrella Academy), Rafe Spall (Trying), Sian Clifford (Unstable, Chevalier) e Guz Khan che ha scritto pure la sceneggiatura insieme a Riz Ahmed.

Tirando quindi le somme il bilancio su Bait - Fuori Parte è positivo perché riesce ad essere intelligente ma non pesante, ma è racchiusa in un involucro, o più semplicemente in scelte creative che a me piacciono poco e che dubito possano accontentare un ampio pubblico. Se abbiamo più meno gli stessi gusti, ritenetevi avvisati. 


Prodotti economici, terminati e consigliati 🥰

Ho quattro prodotti da consigliarvi se vi piace spendere poco, profumare e prendervi cura di viso, corpo e capelli senza troppi sbattimenti. Sono prodotti che potete reperire ovunque, sia online che off line, così accontentiamo un po' tutti, quindi non mi resta che raccontarvi cosa riacquisterò e perché!


Vidal Bagnodoccia Sensitive
Talco Liquido


INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Amazon 
💸 €1.39                     
🏋 500ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬Vegan, Peta Approved

Nonostante siano dei prodotti disponibili davvero ovunque fino ad ora ho provato solo tre docciaschiuma di Vidal, eppure mi piacciono sempre tantissimo tanto che mi riprometto sempre di prenderli più spesso. 
Dopo la versione Coconut Water che avevo scelto per l'estate del 2025, ho voluto provare la Sensitive con Talco Liquido che mi è piaciuta forse anche di più.

Parto dall'INCI: nonostante Vidal faccia riferimento ad un prodotto Delicato per pelli sensibili, io non ci vedo una formulazione così diversa dagli altri loro bagnodoccia. È sempre composta dal 95% di ingredienti naturali, ma in questo caso gli attivi sono l'amido di riso, che sicuramente conferisce al prodotto una nota più lenitiva e addolcente, e ritorna l'Hydradermal Complex, che sono quasi convinto sia composto da tre umettanti come glicerina, sorbitolo e sodio PCA. Inoltre abbiamo anche talco che, al contrario di quanto si pensi, non aggiunge profumo (chimicamente è inodore) ma che contribuisce a rendere il gel vagamente più opaco e dà un tocco setoso alla pelle.

Anche questo Bagnodoccia Vidal Talco ha la consistenza di un gel cremoso, che a contatto con l'acqua diventa una bella schiuma, piacevole da massaggiare sul corpo e che aiuta davvero la detersione. 

Si tratta di un prodotto che ho usato quotidianamente, che ho quasi terminato e che credo riacquisterò a giro breve perché mi è piaciuto moltissimo. Sulla pelle si comporta bene, perché deterge ma non mi crea prurito, irritazioni o fastidio. Come vi dicevo, immagino che una pelle davvero sensibile o già irritata possa preferire una formulazione un po' più mirata, ma lo reputo un bagnodoccia abbastanza delicato, che comunque mi rende la pelle liscia e morbida. Nonostante l'abbia utilizzato in un periodo dal clima freddo, non ha accentuato la naturale secchezza della mia pelle, ma anzi la lascia abbastanza elastica.

La cosa che più mi ha colpito però è la profumazione perché sa proprio di borotalco come volevo io. L'ho scelta infatti perché comunque inizio a cambiare un po' i profumi che utilizzo sul corpo, allontanandomi da quelle fragranze più dolci, speziate e calde, e cercando qualcosa di un po' più fresco. Così Talco Liquido di Vidal è la perfetta via di mezzo, ma è in generale una fragranza che mi piace perché sa di pulito (c'è forse anche una leggera nota di muschio bianco) e che permane sulla pelle per qualche ora. Inoltre è un bagnodoccia che si sciacqua facilmente quindi comodo anche per le esigenze quotidiane. 




MediFlower ARONYX Hyaluronic Acid Collagen Eye Patch


INFO BOX
🔎 Yesstyle (codice sconto PIER10YESTYL), Stylevana
💸 €8
🏋 90g/60 patch
🗺 Made in Corea 
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //

Quando ho voglia di una coccola in più, quando mi devo preparare per una giornata o un occasione particolare, quando sento il bisogno di uno step idratante extra o semplicemente non ho riposato benissimo utilizzo con molto piacere questi Collagen Eye Patch di MediFlower, che in verità sono un trattamento semplicissimo. 
Si presentano come le classiche lunette in hydrogel intrise di siero, da applicare sul contorno occhi e al loro interno troviamo sostanze idratanti come appunto collagene, acido ialuronico, glucosio e glicerina. A questi attivi si aggiungono alcuni estratti vegetali che hanno funzioni diverse: aloe, camomilla, rosa come sostanze lenitive mentre alghe, melograno e tè verde offrono un effetto antiossidante. C'è anche una piccola quantità di eucalipto per dare un tocco di freschezza, e, seppur in basso nell'INCI ho notato l'estratto di fitoplacenta di soia, il quale pare abbia un effetto contro i segni del tempo.

I Collagen Eye Patch Mediflower sono semplici e piacevoli da utilizzare, c'è pure una spatolina per prelevarli. Essendo molto intrisi di siero possono scivolare, ma non cadono mai del tutto, quindi l'unica accortezza è quella di attendere qualche minuto così che il siero abbia il tempo di essere assorbito, per poi eventualmente muoversi o prepararsi. 

L'azienda ci dà come tempi di posa fra i 20 e i 30 minuti, ma vi posso dire che li ho tenuti a volte anche meno, altre molto di più e non ho mai riscontrato problemi. Inoltre Mediflower suggerisce che questi patch possono essere utilizzati su altre aree del viso, come ad esempio le rughe nasolabiali.

Come dicevo gli ARONYX Eye Patch mi sono piaciuti perché danno quell'attenzione extra alla zona perioculare. Io li ho utilizzati anche dopo aver applicato altri sieri e creme, proprio per sfruttarne non solo gli attivi ma anche l'effetto occlusivo che l'hydrogel crea.

Il risultato su di me è quello di una cute più idratata istantaneamente, più compatta, vagamente decongestionata, liscia e tonica. Specie al mattino, proprio per quella delicata sensazione di fresco che rilasciano, i Collagen Eye Patch mi danno proprio sollievo.
Non hanno un effetto diretto su occhiaie o borse, perché semplicemente non contengono attivi drenanti in questo senso, però sicuramente lo sguardo in generale migliora proprio perché la pelle appare più compatta.
Il siero di queste maschere occhi si assorbe bene, senza lasciare patine o residui strani e se voglio sopra ci posso mettere una crema per sigillare il tutto o il make up. Questi patch occhi Mediflower non mi hanno mai dato fastidio, anche la sera con maggiore sensibilità e stanchezza. Per cui, nonostante il mondo delle maschere occhi sia davvero vario, li riacquisterei.



Garnier Ultra Dolce Elisir Ravviva Onde
Olio per capelli con Avocado e Burro di Karitè


INFO BOX
🔎Amazon, Grande distribuzione
💸 €7.90
🏋120ml
🗺 Made in UK
⏳18 mesi
🔬 //


Quando dico che i miei capelli sono molto bisognosi, intendo che vanno d'accordo con prodotti anche ricchi e rivolti a determinate esigenze, come questo Elisir Ravviva Onde di Garnier. È un olio capelli che nasce come trattamento multiuso per appunto capelli ricci: si può usare come impacco pre-shampoo da applicare dalle radici alle punte e da tenere in posa anche tutta la notte, si può miscelare con la maschera capelli abituale per potenziarla, oppure usarlo come pre-styling, ed infine per ravvivare le onde tra uno shampoo e l'altro.

Essenzialmente si tratta di una miscela di oli vegetali, come semi di girasole, oliva, cocco, jojoba, avocado e soia, e burro di karitè, che vengono aiutati da altri emollienti ad avere una bella consistenza fluida e abbastanza leggera (almeno all'apparenza). In più contiene estratto di rosmarino, che sapete mi fa piacere aggiungere alla mia hair care routine perché coadiuva contro la caduta dei capelli
Per questo ho usato l'Elisir Ravviva Onde di Garnier in due modi in particolare: come impacco pre-lavaggio, su capelli umidi, e prima dell'asciugatura e mi è piaciuto moltissimo.

Come dicevo è un olio che sembra leggero e fluido, facile da usare e distribuire sui capelli, ma che nell'utilizzo si rivela ricco e più consistente di quanto si pensi. Personalmente ad esempio già con un paio di "push" abbondanti riesco a impregnare bene la capigliatura.
Se lo uso come impacco, lascio agire questo Elisir Ultra Dolce almeno un paio di ore e poi procedo col normale shampoo. In questo modo l'ho apprezzato perché dà nutrimento sia al capello che alla cute, ammorbidisce le lunghezze e le lascia districate. Sento infatti il bisogno di usare meno maschera o balsamo. Su di me non è complicato rimuoverlo, ma come dicevo questo Olio Capelli Garnier va dosato senza esagerare. 

Mi ha invece proprio stupito come siero leave-in prima dell'asciugatura perché mi rende i capelli molto morbidi, meno crespi e più lucidi ma senza appesantirli o sporcarli in anticipo. Inutile dire che per questa applicazione utilizzo giusto una goccia di questo Elisir Garnier perché altrimenti ungerebbe. Infatti ammetto che il dosatore non è fra i miei preferiti ed avrei gradito un contagocce, ma non è impossibile evitare gli sprechi, basta prestare attenzione.
Con l'uso costante ho notato comunque un miglioramento generale, i miei capelli risultano meno pagliosi e secchi quindi mi è proprio piaciuto e lo riacquisterei. 
L'Elisir Ultra Dolce ha pure un buon profumo, come un po' tutta la linea Garnier, quindi non gli manca nulla per essere un riacquisto e se avete capelli molto secchi, trattati e maltrattati potrebbe piacere anche a voi. 



Ekos Baby Crema per il Cambio Pannolino


INFO BOX
🔎 Tigotà, Sito dell'azienda
💸 €3.99
🏋 100ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬AIAB Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel, Chromo, Cobalto Tested <0,00004 %

Lo so che può sembrare strano che qui in mezzo troviate una pasta per il cambio pannolino, anche perché non sono diventato papà nel frattempo. Però le creme a base di ossido di zinco, che sono spesso appunto destinate per i più piccoli, sono quasi sempre presenti in casa mia per altri scopi. Nel mio caso hanno due fini particolari: il primo, più ovvio, è sulle irritazioni cutanee, mentre il secondo è più particolare. Quando faccio la tinta capelli infatti ne applico sempre uno strato generoso all'attaccatura per evitare di macchiarmi. È una tip che non mi sono inventato io, ma notavo che le comuni creme viso non creavano una barriera abbastanza spessa per proteggere la pelle, e quindi ho ripiegato sulle paste a base di ossido.

Questa di Ekos Baby l'ho presa un po' a caso da Tigotà e giustamente viene definita più una crema per il cambio pannolino perché, oltre all'ossido di zinco, ha altre sostanze idratanti, nutrienti e addolcenti. 
Notiamo ad esempio oli vegetali di semi di girasole, di mandole dolci, e burro di karité, umettanti come glicerina, inulina, fruttosio e lenitivi come bisabololo e amido di riso.

Parliamo comunque di una crema densa, abbastanza pastosa, che fa ovviamente scia bianca e che deve essere dosata in base alle necessità e alla zona in cui la applichiamo.

Non c'è molta poesia che possa farvi su questa crema per il cambio Ekos perché funziona bene per le mie necessità. Per le irritazioni più importanti del corpo, che mi si creano ad esempio a causa del sudore, riesce a dare subito un effetto lenitivo, disarrossante e in un paio di giorni mi aiuta a riparare quelle aree sensibilizzate. Ha ovviamente anche un potere idratante quindi può adattarsi anche a quelle zone non solo arrossate ma anche screpolate (nel mio caso ad esempio alcuni punti del viso o gli angoli della bocca).

Come barriera durante la colorazione capelli funziona altrettanto bene perché crea uno strato spesso che consente alla tinta di non fare troppi pasticci. E comunque, anche se si secca un po' durante la posa della tinta, non diventa antipatica di rimuovere lavando i capelli. 
L'unico appunto che posso fare a questa crema per il cambio Ekos Baby è che contiene una fragranza abbastanza presente, che può far storcere il naso in un prodotto pensato per essere delicato e da applicare su zone potenzialmente sensibili. Diciamo che questo è l'unico aspetto che potrebbe fermarmi da un riacquisto, anche se non diventa un problema sia nell'uso che ne faccio sia all'atto pratico.


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