VT PDRN Reedle Shot Eye Lifter: il contorno occhi coreano con applicatore vibrante funziona davvero?

Nel mondo della cosmesi è difficile innovare davvero, ma si può sempre migliorare o potenziare qualcosa che già esiste. Se pur non di frequente vi sarà già capitato ad esempio di trovare prodotti soprattutto per la cura del contorno occhi che hanno un applicatore particolare, magari vibrante o massaggiante. Quando però ho scoperto che il brand coreano VT aveva dato una sua versione di questo tipo di trattamenti, mi sono incuriosito e l'ho voluto provare. Si chiama PDRN Reedle Shot Eye Lifter e contiene al suo interno (e al suo esterno) tante tecnologie.


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💸 €24
🏋 15ml
🗺 Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
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Le promesse che VT fa con questo contorno occhi sono tante: più elasticità della cute, più turgore e quindi meno linee di espressione, un effetto lifting e di maggiore compattezza della zona perioculare, ma anche migliorare l'idratazione, ridurre gonfiori e segni di stanchezza ed illuminare la cute. Inoltre l'azienda promette anche un maggiore assorbimento degli attivi che avviene attraverso due particolari caratteristiche.
Il primo, il più evidente, è proprio l'applicatore metallico di questo PDRN Reedle Shot Eye Lifter che dovrebbe produrre fino a 12.000 vibrazioni al minuto. Essendo arrotondato e ovviamente freddo, consente anche di massaggiare la crema e svolge già da solo una azione decongestionante.

Il secondo è dato invece dal CICA REEDLE™, micro spicule di silice infuse di centella che VT ha fatto diventare il punto di forza della sua linea Reedle Shot, e che creano piccoli canali che permettono agli attivi di agire un po' più in profondità nella pelle.
L'Eye Lifter ha una formulazione ampia che vuole sfruttare la sinergia fra i suoi ingredienti.


VT ci fa sapere che questa crema contorno occhi include diverse tecnologie e brevetti per agire su alcune problematiche della zona. Abbiamo in particolare: 

  • PHYTO PDRN® Panax, composto da sodio DNA di origine vegetale ed estratto di radice di ginseng quindi, almeno sulla carta, unisce un effetto antiossidante a quello rivitalizzante, e di riparazione e rigenerazione cutanea;

  • GOLD COLLAGEN PDRN™ un altro brevetto che segue una logica molto simile ma che unisce il collagene al PDRN per una azione più idratante e rimpolpante, oltre che rigenerante. In più questo composto contiene anche oro e mica, per dare un effetto micro riflettente.

Oltre a questi due brevetti su cui VT punta l'attenzione, in realtà troviamo altri sistemi meno noti ma comunque interessanti. Abbiamo l'AGINON™, composto dall'estratto di un particolare lichene alpino, in grado di migliorare la vitalità delle cellule cutanee, contrastando i segni dell'invecchiamento nel lungo periodo. E poi è inserito il BL FILL UP, a base di estratto di alghe e brunella, che apporta sostanze antiossidanti, ma anche stimolanti per la sintesi di collagene.

Se non vi siete ancora stancati, sappiate che il PDRN Reedle Shot Eye Lifter ha anche attivi più tradizionali. Abbiamo umettanti come la glicerina che trova supporto nell'elastina, nel collagene e in svariate forme di acido ialuronico che offre una azione idratante multilivello; ci sono emollienti come burro di karitè che si appoggia ad componente lipidica molto interessante, con ceramidi, colesterolo e fitosfingosina, che contribuiscono anche a ripristinare la barriera cutanea. 

Ma questo contorno occhi VT contiene anche sostanze funzionali come niacinamide, che aiuta a migliorare la luminosità, discromie e supporta la funzione barriera. Questa è accompagnata da attivi illuminanti, cioè acido tranexamico e glutatione. Questa combinazione è pensata per rendere la zona perioculare più luminosa, ma funziona meglio su occhiaie leggermente pigmentate, meno su quelle vascolari o strutturali.

Non mancano poi i peptidi, presenti in diverse forme, tra cui argirelina e peptidi di rame, ed accanto a questi troviamo l'adenosina, un attivo molto utilizzato nella cosmetica coreana per il suo effetto anti-age. 

Se la parte tecnica vi ha annoiati, sappiate che la parte pratica è molto più breve perché usare questo Eye Lifter VT è semplice: premendo il tubetto fuoriesce la crema e afferrando l'applicatore dalla parte metallica questo si attiva. Basta quindi appoggiare l'applicatore sulla cute e così inizia ad emettere le vibrazioni, e possiamo proseguire al massaggio. 

La consistenza è quella di una crema soffice e fluida, facile da stendere, inodore e delicata, che non mi ha mai dato fastidio agli occhi. È una di quelle texture leggere ma non troppo, e che sulla pelle trovo molto confortevoli. Il mio contorno occhi è secco, e apprezza anche consistenze più corpose, ma questa di VT si è rivelata molto adatta alle mie esigenze, specie nella skincare giornaliera.

Il PDRN Reedle Shot Eye Lifter mi è in verità piaciuto sotto ogni punto di vista: l'applicatore metallico è gradevolmente fresco per tutto il tempo del massaggio, e scorre bene sulla pelle perché è arrotondato. Soprattutto al mattino decongestiona la zona e aiuta a sgonfiare eventuali ristagni di liquidi. La stessa VT suggerisce anche di usarlo su altre parti del viso, come gli ovali, sempre per questo effetto drenante. L'azione vibrante si percepisce bene, ma non risulta in alcun modo fastidiosa. 
Io non ho provato, ma tenerlo in frigo potrebbe massimizzare ancora di più questi effetti.


Tornando alla crema vera e propria ho molte cose da dirvi che si collegano alla formulazione stessa. La prima riguarda le spicule che io sinceramente non sento. È vero che ormai le uso da un po' e quindi mi ci posso essere abituato, ma qui mi sembrano davvero delicatissime, e probabilmente davvero poche, di conseguenza è un prodotto adatto se non avete mai provato questi aghetti.
Inoltre vi accennavo alla presenza di mica e oro ed in effetti questo PDRN Reedle Shot Eye Lifter ha delle microscopiche perlescenze, visibili appena se si guarda alla giusta condizione di luce. Io credo che l'intento sia quello di contribuire ad un immediato effetto micro correttivo ed illuminante mentre gli attivi veri e propri agiscono, ma senza interferire col trucco. Anzi secondo me questa crema contorno occhi è un'ottima base per il make-up perché lascia un tocco setoso ma asciutto, non appiccicoso o untuoso. 

L'Eye Lifter VT come vi dicevo mi ha convinto fin dal primo momento: si adatta ad una pelle un po' più esigente come la mia perché dà subito idratazione, nutrimento e lascia la zona più tonica, compatta ed elastica per tutto il giorno. Col tempo è diventato parte della mia skincare con facilità perché si stratifica bene, è perfetto se ad esempio lo si usa con un siero, perché non risulta mai eccessivamente grasso. Per la sua formulazione e per questo applicatore è un prodotto multitasking che si prende cura della zona perioculare a 360 gradi.

A proposito della confezione, VT ha pensato anche a questo: se finite la crema, basta svitare il tubetto dalla parte vibrante e sostituirlo con uno pieno.


Conoscevate già l'Eye Lifter di VT?




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Film e Serie Tv di Marzo, cosa floppa inaspettatamente e cosa salvo (nonostante tutto)

Ultimo giorno di marzo e quindi il momento di un ricapitolone, questa volta sulle serie tv e sui film che ho visto nel corso del mese, fra ciò che mi è piaciuto e quel che ho mal sopportato.

Ho iniziato proprio marzo lamentandomi della quarta stagione di Bridgerton, e a volte mi sento un po' solo in queste rimostranze, ma vado comunque avanti.

A voi non è sembrata la stagione più banale, prevedibile, a tratti noiosa e con personaggi poco costruiti di tutta la serie tv Netflix? Il focus su Sophie e Benedict, visto attraverso una pigra reinterpretazione della fiaba di Cenerentola, non offre nulla di nuovo o di così emozionante. E se i due protagonisti dimostrano spesso incongruenze caratteriali, il resto dei personaggi si ritrova a doversi ritagliare piccoli spazi in una storia che non permette loro molte manovre. Poi Bridgerton resta sempre una serie romantica piena di pizzi e merletti che piace proprio per questa sua leggerezza, ma siamo arrivati alla quinta stagione e secondo me è tempo di fare passi avanti e non indietro.


Visto che tanto mi sono inimicato i fandom di Bridgerton, passo a farmi odiare anche dagli affezionatissimi di Heated Rivalry, perché per me la prima stagione è stata un flop.

È giusto dire che ho visto serie tv molto peggiori, interpretate male e che non portavano da nessuna parte, ma la fama di Heated Rivalry è così alta da avermi fatto pensare ad una vicenda molto più complessa e d'impatto. Invece mi sono ritrovato nella classica esposizione di corpi fra cui emergono qui e lì piccoli sprazzi di emotività.
Tutte le grandi dinamiche, discussioni, teorie, turbamenti di cui ho visto qui e lì online, non li ho trovato.
Anche qui, se la si guarda nell'ottica di un mero intrattenimento senza aspettative, Heated Rivalry finisce nel calderone di tante cose simili già viste, ma se ci si aspetta invece molto altro, questa prima stagione non ripaga. 

Ci sarebbero anche altre serie tv che potrei impilare nel fascicolo dei titoli "evitabili", come Vanished con Kaley Cuoco su MGM+ e Mrs Playmen su Netflix con Carolina Crescentini, ma secondo me c'è di peggio. Entrambe non brillano per originalità, livello di intrattenimento, né sono esenti da imperfezioni, ma se prese senza alcuna particolare pretesa, sono delle compagnie passeggere per serate poco impegnate. 
Anche la nuova Scarpetta, su Prime Video con Nicole Kidman, si trova in questa sorta di limbo: le aspettative sono state ripagate da vicende interessanti da seguire, un ottimo cast ed una messa in scena valida, ma la voglia di strafare con i drammi personali dei protagonisti e i salti temporali, appesantisce ritmo e visione. 


Nei top delle serie tv del mese di marzo ci metto sicuramente la seconda stagione di A Thousand Blows.

La serie tv creata da Steven Knight, pur non essendo diventata un titolo di punta, secondo me prosegue bene e in modo coerente la sua strada. Il livello interpretativo, della messa in scena e del racconto restano alti ed ho seguito anche questa seconda stagione con piacere. Resta da scoprire ancora se ci sarà un rinnovo per A Thousand Blows, quindi tocca aspettare. 


Passando ai film, che non sono moltissimi, non ho un vero e proprio flop da segnalare. Forse il titolo peggiore che ho visto è Ella McCay - Perfettamente imperfetta.

Un po' come per Scarpetta, qui si parte da una vicenda, quella della giovane vicegovernatrice Ella McCay, che può essere interessante da seguire e approfondire. Poi però hanno pensato bene di inserire dei drammi personali che prendono il sopravvento e che non sempre riescono a mantenere alto quell'interesse che dicevo. A leggere le recensioni online sembra il peggior film di sempre, ma secondo me può andar bene come compagnia che non richiede troppa attenzione. 

Va meglio per Rental Family - Nelle vite degli altri, che segna il ritorno di Brendan Fraser al cinema.

Qui abbiamo una trama particolare che ci porta nella cultura giapponese contemporanea e non solo, quindi anche solo per questo merita una chance. In più Rental Family sa entrare in storie anche complesse in punta di piedi, in modo dolce e delicato, senza cercare il drammone ad ogni costo. Purtroppo manca un po' di coesione generale e il minutaggio non corrisponde ad un approfondimento di tutte le situazioni che mette in piazza. Così si affossa un po' l'impatto emotivo, ma comunque l'ho promosso. 


Ho sollevato anche diversi dubbi parlando di Hamnet - Nel nome del figlio, il nuovo film di Chloé Zhao candidato agli Oscar di quest'anno, ma non posso non metterlo fra i top di Marzo.

Già solo l'interpretazione di Jessie Buckley merita la visione, ma a supportarla c'è un intero cast valido, una ricostruzione storica curata ed una regia che fa parlare la natura quasi come se seguisse le emozioni dei protagonisti. Per me il suo punto debole è l'impatto emotivo: Hamnet, in una cinica sintesi, gira attorno all'elaborazione del lutto da parte di due persone che hanno approcci diversi, in una storia che parte dal passato ma diventa senza tempo. Oltre a non essere un tema, purtroppo, inesplorato, l'impostazione volutamente teatrale non aiuta a creare quel pathos più sottile e coinvolgente. Per il resto è però un film che merita anche solo una visione. 



Top e Flop di Marzo: tante novità e una piccola delusione

Ogni volta che devo organizzare i miei recap mensili, riguardo ovviamente i miei post perché a volte confondo i mesi e i prodotti. Riguardando le mie recensioni di marzo ho avuto quasi un capogiro perché ho raccolto davvero tanti prodotti che mi sono piaciuti, ma che soprattutto meritavano un approfondimento. E poi ci sono state diverse novità che ho avuto modo di testare e che secondo me ci accompagneranno da qui alla bella stagione.
Cerco di fare una cernita perché altrimenti diventerebbe una lista lunghissima. 

Inizio subito con i promossi del mese e proprio fra le primissime recensioni di Marzo c'è la nuova Crema Sorbetto Anti-Macchie con Vitamina C di Garnier.


Ve ne ho parlato forse in anticipo perché questi nuovi Sorbetti di Garnier secondo me andranno a ruba con la bella stagione (che qui da me ancora stenta ad arrivare) e con l'estate. La texture di queste creme è particolare, un gel sodo che svanisce nella pelle e lascia un finish quasi levigato. Adesso ho utilizzato la Crema Sorbetto con Vitamina C quasi come fosse un siero, ma appunto con il caldo sarà la delizia di pelli miste e grasse. Qui la review completa. 

A proposito di novità, di texture piacevoli e di prodotti da appuntarvi per l'estate, ho avuto modo di provare il nuovo Electrolyte Dewy Gel 100H di Biotherm Aquasource + e mi è piaciuto moltissimo.


Spogliandolo da qualunque approfondimento sulla formulazione, posso dirvi che questo Dewy Gel è un'ottima evoluzione ai classici, semplici, poco performanti sieri all'acido ialuronico. Biotherm ha creato un trattamento viso che idrata profondamente, lascia la pelle tonica ed elastica. Il formato poi è molto generoso, cosa da non sottovalutare. Altre info qui. 

Sempre per restare in tema novità, nel corso di marzo non vi ho parlato di molti prodotti coreani, ma vi ho presentato le nuove Spicule PDRN Cream di Mary & May, che uniscono diverse tecnologie cosmetiche. Sono essenzialmente dei booster che agiscono sia da soli, sia secondo me per potenziare la nostra skincare. In particolare fra i top in assoluto metto la Spicule Retinol PDRN Cream.


Credo infatti sia uno shot di retinolo facile da utilizzare, che ho integrato facilmente nella mia routine e che va a potenziare la nostra skincare anti age soprattutto in quelle aree maggiormente segnata, con macchie e texture. Secondo me la Retinol PDRN Cream ha un potenziale interessante per tanti tipi di pelli, sia sul contorno occhi che sul resto del viso. Su Yesstyle la trovate a meno di otto euro e col mio codice sconto PIER10YESTYL è ancora più conveniente. 

Resto in tema viso con una novità che forse è meno particolare rispetto ai prodotti che vi ho menzionato, ma sicuramente vedrete, da qui in avanti, più e più volte fra i miei terminati su Instagram. Mi riferisco alle nuove formule delle maschere viso in tessuto di Cien.


In breve, Cien ha cambiato l'INCI di queste maschere, e credo che siano in gamma permanente appunto a sostituire le vecchie formulazioni. È difficile nominarvi una di queste maschere che mi è piaciuta più delle altre, magari potrei utilizzare la Sakura quando devo prepararmi ad una serata e la Aloe Vera quando invece sento la pelle più irritata. In ogni caso sono ottime, ed entreranno nelle mie scorte in pianta stabile, qui la recensione completa. 

È difficile scegliere anche fra le Creme Corpo Fluide profumate di Compagnia delle Indie che vi ho fatto scoprire nel corso del mese.


Di base hanno tutte la stessa composizione, che su di me performa bene, è gradevole ed efficace. A cambiare sono ovviamente le fragranze visto che Compagnia delle Indie vuole proprio creare un percorso sensoriale attraverso i loro prodotti. Al momento le creme corpo fluide sono declinate in quattro profumazioni come le quattro Eau de Parfum lanciate in origine, ma pare che presto la gamma si espanderà. Scegliere fra queste fragranze è difficile perché appunto possono accontentare tutti, anche in momenti o stagioni diverse. La 11 ad esempio per me è più frizzante e primaverile, la 21 è invece quella che preferisco con un clima più freddo. Scoprite tutte qui. 

Proprio le creme corpo Compagnia delle Indie mi danno l'opportunità di parlare del vero e proprio flop di marzo, ovvero lo Shower Gel Avilea Gourmand al Pistacchio.


Fa parte di una recente linea disponibile da Tigotà, e di per sé non è un cattivo prodotto né mi ha dato problemi o irritazioni sulla pelle, ma non aspettatevi questa fragranza particolare, golosa o così intensa. A me è sembrato un docciaschiuma come tanti altri che si trovano in commercio, anzi forse ce ne sono alcuni che hanno un rapporto quantità-prezzo migliore e profumazioni più invitanti e persistenti. Quindi mi ha un po' deluso e non lo riacquisterei. Vi ho parlato di questo shower gel Avilea qui insieme ad altri prodotti. 

Quali sono stati i vostri top e flop di Gennaio?


|Sotto la copertina|
Cosa ho apprezzato (e cosa no) dei libri terminati dell'ultimo periodo

Fra la fine dell'anno scorso e l'inizio di questo 2026 ho perso un po' il ritmo con le mie letture, ma il fatto è che sono stati i libri stessi a farmi rallentare. Ci si sono messe infatti delle storie che non mi hanno convinto fino in fondo al punto da volerle leggere nel minor tempo possibile. Vi racconto cosa mi è piaciuto ma anche cosa speravo andasse meglio con gli ultimi libri che ho terminato



Gian Andrea Cerone - Le Notti Senza Sonno 


Genere: narrativa, gialli
Editore: TEA
Pagine: 576
Data di pubblicazione: Aprile 2022
Prezzo: €13/ ebook €9.99

Febbraio 2020, Milano. Mentre l'Italia sta per essere coinvolta in quella pandemia che ha stravolto le vite di tutti, nel capoluogo lombardo un'altra orma si sta allungando: quella di un serial killer che mutila e trucida povere donne. Così la questura di Milano e soprattutto il commissario Mario Mandelli dell'Unità di Analisi del Crimine Violento, e l'ispettore Antonio Casalegno, si metteranno alla ricerca complicata dell'assassino. Con loro anche una squadra di uomini e donne che con coraggio hanno scelto la divisa come missione di vita, ma anche chi si è ritrovato ad aiutare le forze dell'ordine mettendo le proprie competenze e conoscenze al servizio del bene. 
Mentre però i media continuano a diffondere la notizia di un virus che sta iniziando a porre le prime misure anti contagio, e mentre Casalegno e Mandelli sono alle prese con appunto la ricerca del serial killer, un altro caso richiede il loro intervento. Un noto gioielliere di Milano è stato ucciso nella sua abitazione in modo alquanto misterioso in quella che sembra una rapina finita male. O forse c'è altro sotto?


Esordio letterario del 2022, Le notti senza sonno di Gian Andrea Cerone è il primo di una saga che ad oggi consta di quattro altri romanzi, e che ha fatto entrare il suo autore a pieno titolo nella cerchia dei giallisti italiani più apprezzati. Io però credo che per il momento mi fermerò al primo perché questo romanzo non mi ha preso come mi aspettavo.

La storia di partenza non sarà fra le più originali, ma sicuramente l'ambientazione italiana e lo spaccato contemporaneo della minaccia del Covid, rendono la vicenda più vicina a noi. A proposito della pandemia qui mi è piaciuto com'è stata "usata" perché aggiunge un contesto e crea quella tensione in più, quell'altro tassello che mette in difficoltà i protagonisti. Ma non aspettatevi (per fortuna) che Cerone si soffermi su protocolli, quarantene, tamponi e disinfettanti di sorta perché comunque siamo ancora agli inizi. 
Inoltre lo scrittore secondo me ha saputo ben delineare i suoi personaggi, è facile immaginarseli e distinguerli fra di loro. La capacità descrittiva di Cerone è forse l'aspetto che più mi ha colpito di questo primo romanzo.

Le Notti Senza Sonno però non è stata una lettura che ho amato al punto da tracannarlo nel giro di poco. Intanto perché il libro esonda: soprattutto per le prime centinaia di pagine secondo me ci sono troppi personaggi e ci si sofferma troppo su dettagli che nel corso dello sviluppo non avranno poi troppo peso.
Anche la scelta di inserire due indagini secondo me non giova, perché ci si perde con altri personaggi, elementi e dettagli che allungano il libro. Tra l'altro l'impressione che ho avuto è che la vicenda del gioielliere Panizza sia stata usata qui perché forse non aveva il potenziale per reggere un intero romanzo in autonomia. 

Proprio per questa ricchezza, Le notti senza sonno sembra quasi la sceneggiatura di un film o una serie tv dove appunto si raccontano anche quegli elementi che poi arricchiscono la visione sullo schermo.
Il confronto con le serie tv in questo caso però non è positivo perché a volte i dialoghi di Casalegno e Mandelli sembrano tratti dallo stereotipo tipico del poliziesco e non suonano realistici. Ma anche la caratterizzazione dei personaggi secondari, dal capo iroso all'agente di polizia incapace e raccomandato, contribuisce a solidificare questi cliché. Anche alcuni colpi di scena, un po' troppo esagerati e "casuali", sono fra gli elementi che non mi hanno convinto. 
La scrittura di Gian Andrea Cerone è comunque fluida, non ci si blocca facilmente, ma vista la lunghezza faccio un po' fatica anche a considerare Le Notti Senza Sonno una di quelle letture da sotto l'ombrellone. 



Genere: narrativa
Editore: Libreria Pienogiorno
Pagine: 416
Data di pubblicazione: Marzo 2025
Prezzo: €17.95/ ebook €9.99

Tiger, Maggie e Leon sono amici da una vita e adesso si ritrovano tutti in una stanza in attesa di leggere un testamento, insieme alla quasi diciottenne Romany, alla sconosciuta e bellissima Hope e all'avvocato di Angie. Proprio Angie, scomparsa da poco, ha "organizzato" questo raduno e adesso che non c'è più vuole che i suoi amici si prendano cura di sua figlia Romany in questa fase delicata della sua vita, visto che ben presto andrà all'università e si affaccerà al mondo degli adulti. La ragazza infatti non ha conosciuto mai il padre, e l'unica famiglia che le resta sono proprio gli amici della madre che l'hanno vista crescere. Così scopriremo proprio come Angie, Tiger, Maggie e Leon si sono conosciuti all'università negli anni '80 e come la loro amicizia è continuata fino al 2018, passando per gli alti e bassi che la vita gli porrà davanti. Ma in tutto questo cosa c'entra Hope, così bella e impeccabile, con Angie che invece era più scapestrata e semplice?


La felicità nei giorni di pioggia è un bestseller dello scorso anno che ad oggi vanta più di un milione di copie vendute. E io non posso dirne male perché in fondo si legge bene, è scorrevole ed unisce appunto generi diversi, un po' romanzo di formazione, un po' corale.
La scrittura di Imogen Clark è semplice, chiara, diretta e appunto fluida, descrittiva quanto basta e sa raccontare un ampio lasso di tempo senza annoiare troppo. Però mi è mancata quell'emotività che il titolo mi suscitava. 
Le vicende che il romanzo racconta sono varie: ci sono momenti di gioia, di ansia, circostanze più tristi su cui però non ci si sofferma in modo pruriginoso. Mi riferisco ovviamente alla morte di Angie, che non è uno spoiler perché letteralmente è così che inizia il romanzo. 
Poi ci sono anche parentesi sul passato dei protagonisti che contribuiscono a dare maggiore dimensione ai personaggi, eppure è sempre una coralità sbilanciata.

Sembra infatti che Imogen Clark volesse raccontare più punti di vista, ma è come se buona parte del libro si concentri sulla prospettiva di Maggie e in parte su quella di Angie. La caratterizzazione dei personaggi poi non mi ha aiutato in quella emotività che dicevo: Maggie viene descritta quasi fosse una maniaca del controllo, ma mi è sembrata semplicemente logica e sensata. Angie invece ha spesso atteggiamenti che, per quanto giustificati dal suo passato, ti fanno allontanare da lei. 
Ma la cosa che mi ha lasciato perplesso è stato un passaggio in cui si scopre che Maggie non conosce il vero nome di Tiger. La Clark ci racconta una amicizia (e qualcosa di più) quarantennale composta da personaggi che alla fine non sanno le cose fondamentali l'uno dell'altro. È uno dei vari esempi di come ogni tanto La Felicità nei Giorni di Pioggia si perda, punti a reazioni random piuttosto che ad un costrutto più solido.

Sono arrivato alla fine del libro in relativamente troppo tempo secondo me, ma soprattutto La felicità nei giorni di pioggia mi ha lasciato troppo poco per poterlo consigliare a scatola chiusa. 



Maschere in tessuto Cien, scopriamo le nuove formule e cosa cambia davvero 🤔

Qualche tempo fa, mentre giravo per caso fra gli scaffali di Lidl facendo la spesa, avevo notato un piccolo espositore di maschere in tessuto Cien che ha attirato la mia attenzione perché i pack mi sembravano leggermente diversi dal passato. 
Ho ignorato la cosa, preso dalla fretta anche perché nella mia filiale il reparto cosmetici è tremendamente vicino alle casse, quindi un punto di passaggio e di code. Ricapitando di nuovo da Lidl e avendo un istante in più però ho pensato di soffermarmi davanti a quello stand Cien che in effetti mostrava delle effettive novità.

Credo che siamo arrivati alla terza riformulazione di queste maschere viso da parte di Cien, dopo quelle che erano entrate in gamma permanente circa cinque anni fa, di cui avevo parlato qui, a cui nel 2023 circa era stata aggiunta una terza referenza, la Moisture Balance.

Le nuove maschere viso in tessuto Cien sono la Aloe Vera, la Hydro Boost e la Sakura, e seppur appunto hanno nomi simili alle versioni precedenti, hanno nuovi INCI.
Guardando un po' più attentamente queste sheet mask, appaiono subito evidenti delle uguaglianze: tutte vengono definite infatti Idratanti e Rivitalizzanti, ed hanno in comune un core di attivi validi.


Glicerina e Acido Ialuronico sono i primi ingredienti che le contraddistinguono, seguiti da urea idrolizzata e Sodio PCA rivolti a mantenere il naturale fattore di idratazione cutaneo. Rispetto alle formulazioni precedenti, questa volta CIEN ha rimosso l'alcool dagli INCI, rendendo le maschere più delicate per chi non le tollera.

Per quanto riguarda il materiale di queste maschere in tessuto, posso raccontarvi già cose positive: si tratta di un tessuto morbido che aderisce bene al viso. Non è fra i più sottili, come quelle effetto seconda pelle coreane, ma comunque non ce le fa rimpiangere. Ed ha anche una buona elasticità infatti su di me ad esempio non ho bisogno di fare tagli o aggiustamenti particolari. Mi è sembrato che ci fosse in questo senso un piccolo miglioramento perché la maschera nel suo insieme mi è sembrata leggermente più grande e comoda rispetto a quelle proposte da Cien in passato. E poi sono tutte ben intrise di siero, ma agiscono senza diventare sgocciolose e sporcare in giro.
Tutte queste maschere viso Cien andrebbero lasciate in posa circa 10/15 minuti. 

Ho cercato quindi di soffermarmi soprattutto sulle differenze fra queste novità e la vecchia versione delle maschere.




Cien Maschera Viso in Tessuto Aloe Vera 
Idratante, Rilassante, Rivitalizzante


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La maschera viso Aloe Vera è la vera aggiunta alla gamma Cien perché non mi pare somigli a qualcuno dei trattamenti che avevano già proposto. Anche nella linea Aloe Fresh di qualche anno fa ad esempio c'era una sheet mask ma che aveva tutt'altra formulazione.
Questa nuova maschera Cien è arricchita appunto da succo di aloe vera, idratante e addolcente ed ha una gradevole profumazione fresca e fruttata ma che non disturba durante la posa anche se come me allungate i tempi di posa. 
E devo dire che fin dal primo utilizzo mi ha stupito: nonostante la grande quantità di siero su di me nel giro di 20/25 minuti risulta quasi completamente asciutta e pronta ad essere rimossa.


Tutte le volte che ho usato questa maschera viso Aloe Vera Cien mi ha reso la pelle ben idratata, elastica e tonica. 
Su di me più che rinfrescante, la sento decongestionante, infatti aiuta anche lenire un po' i rossori e dà un bell'aspetto alla pelle in senso più ampio. Mi ha stupito poi che questa maschera Cien facesse anche un effetto leggermente levigante e distensivo nelle zone con maggiore texture in rilievo. 

Il suo potere idratante è un altro punto su cui mi voglio soffermare: l'ho usata anche dopo un altro prodotto leggermente essiccante (di cui parlerò prima o poi) e questa maschera mi ha ridato tutta l'idratazione necessaria eliminando la sensazione di pelle che tira. Immagino quindi che un po' tutte le pelli a tendenza secca la possano apprezzare.
Inoltre questa maschera Aloe Vera Cien non mi lascia residui appiccicosi, ma dopo qualche minuto il siero si è completamente assorbito quindi si può usare anche di giorno o in combinazione ad altri prodotti. 



Cien Maschera Viso in Tessuto Hydro Boost
Idratante e Rivitalizzante


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La maschera viso al melograno è invece parte dei prodotti che Cien ha riformulato e in un certo senso semplificato. Oltre agli attivi che vi dicevo all'inizio, qui troviamo anche l'estratto di melograno appunto, che per il suo naturale contenuto di flavonoidi, è anche antiossidante

Anche in questa maschera ho sentito un aroma fruttato che però mi ha ricordato l'odore che i cosmetici affibbiano al melograno, quindi un po' più frizzante e mi sembra appena più presente ma sempre non fastidioso. 
La maschera Hydro Boost Cien non mi è sembrata particolarmente fresca sul viso, al netto di un tessuto molto bagnato applicato sulla faccia. Comunque in questo caso non è nemmeno il suo scopo.


Per il resto si è comportata come l'altra maschera viso in tessuto: si è asciugata in circa una trentina di minuti e il siero mi si è assorbito bene senza lasciare strascichi appiccicosi e dandomi la possibilità di continuare la mia skin care senza farla sollevare o ridurla in bricioline. 
In verità nell'esperienza complessiva ho trovato questa maschera Hydro Boost un buon prodotto come la versione precedente che acquistavo abitualmente. Su di me infatti la presenza di alcol non era un deterrente né mi ha mai dato problemi, ma forse contribuiva a quell'effetto freddo che percepivo. 

Devo però ammettere che questa nuova maschera viso Cien non si discosta chissà quanto dalla Aloe Vera. Idrata bene e lascia la pelle in buono stato, morbida, elastica e tonica. Forse qui non ho notato quell'azione leggermente levigante, ma comunque non è per questo bocciata. L'estratto di melograno comunque non ha un effetto immediato ma in quanto antiossidante aiuta la pelle più nel lungo periodo, quindi bene così.



Cien Maschera Viso in Tessuto Sakura
Rivitalizzante


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Anche la maschera viso Sakura ha subito qualche cambio all'INCI, uniformandosi alla linea proposta da Cien. Qui però troviamo ben due attivi interessanti: in primis ovviamente l'estratto di fiore di ciliegio, sostanza considerata antiossidante, antinfiammatoria e idratante oltre che generalmente anti-age; e poi abbiamo l'acqua di fichi d'India, sostanza idratante e contro i radicali liberi.

La maschera viso Sakura Cien ha una profumazione più floreale ma siamo sempre nel range del sopportabile e gradevole. L'impressione che ho avuto è che rispetto alle altre maschere questa si assorbisse appena più velocemente, ma sempre in circa 20 minuti, mentre per il resto la mia esperienza non è stata così diversa.


In particolare il livello di idratazione che rilascia non si discosta dalle altre maschere viso in tessuto, quindi può andare bene per pelli normali, miste ma direi in particolare quelle più disidratate. Però ho notato che la pelle non solo diventa più tonica, elastica, ma mi è sembrata anche più fresca e soprattutto vagamente più luminosa e glow. 
Immagino che con un uso più costante nel lungo periodo, gli agenti antiossidanti di questa maschera possano fare la differenza nel rivitalizzare la pelle, ma a me è piaciuta e la trovo valida.
Inoltre, rispetto alla vecchia versione della maschera viso Sakura, questa non mi ha lasciato quella leggera sensazione di appiccicoso che avevo sottolineato nella scorsa recensione e posso sempre farla seguire da altri prodotti.

Io ho volutamente sottolineato alcune piccole variazioni fra queste maschere viso Cien perché ci ho prestato attenzione e le ho "cercate", ma immagino che con un uso più randomico e quotidiano non le noterete. Come dicevo gli attivi centrali di queste novità sono gli stessi quindi non c'è aspettarsi queste differenze macroscopiche.
In ogni caso continuerò a riacquistarle come facevo con le formulazioni precedenti perché hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Voi come vi siete trovati con le maschere viso di Cien? Avevate notato questi cambiamenti?




Vladimir e Scarpetta: le serie TV tratte da romanzi più viste su Netflix e Prime Video

Parliamo un po' delle novità di Marzo di quest'anno su due piattaforme che utilizzo di più. Si tratta di due serie tv che hanno raggiunto i primi posti nelle classifiche di Netflix e Prime Video, e che sono state ispirate da due romanzi. Quindi vediamo cosa vale la pena recuperare e perché.



Vladimir 
Miniserie


Il 5 Marzo su Netflix è arrivata la miniserie Vladimir, tratta dall'omonimo romanzo di Julia May Jonas che ho trovato sicuramente particolare.

La protagonista, che è anche la narratrice, è una professoressa universitaria di scrittura creativa interpretata da Rachel Weisz, che sta vivendo un periodo personale e professionale particolare. Il marito John (John Slattery), anche lui insegnante nello stesso campus, è stato infatti sospeso per aver avuto dei rapporti sessuali con le studentesse. In questo scandalo verrà coinvolta la stessa M, così viene chiamata la nostra protagonista, che però improvvisamente troverà una nuova vampata di passione. Ad insegnare nella sua università è infatti arrivato il sensuale Vladimir Vladinski (Leo Woodall, One DayBridget Jones - Un amore di ragazzo), giovane professore che metterà M in crisi sotto vari punti di vista.

A mente fredda ci sono due cose che secondo me sono importanti sottolineare di Vladimir: la prima è che non credo sia una miniserie adatta a tutti; la seconda è che è difficile delinearne il genere.
Vladimir infatti passa dall'essere una comedy, fino ad arricchirsi di sfumature dark sia satiriche, soprattutto sul mondo accademico, sia più drammatiche perché non mancano i temi più complessi.

M è infatti una protagonista sfaccettata, che da un lato vive una relazione che comunque le sta stretta: nonostante viva un matrimonio aperto, in realtà rispetto al marito lei non sembra aver mai vissuto queste libertà. Dall'altro lato la sua vita sembra aver spento anche la sua vena creativa, infatti non scrive più libri da anni. La passione, anche sessuale, le darà quella scossa per ripartire, anche al punto di mettersi i situazioni imbarazzanti. Proprio a riguardo, se trovate recensioni che descrivono Vladimir come una "miniserie ad alto tasso erotico", statene alla larga perché non è così. 

La protagonista infatti fantastica, immagina, sofferma lo sguardo su parti del corpo del bellissimo Leo Woodall, e nella sua mente si crea una tensione sensuale che però è per lo più in flash, e noi la seguiamo perché è lei che ci dà la prospettiva ma appunto non immaginate nulla di così scandaloso.

Proprio il punto di vista di M, che rompe la quarta parete per venire in contatto direttamente con noi, si arricchisce di diverse sfumature, ed è una narratrice inaffidabile: a volte è convinta e decisa, altre ci fa cadere in dubbi, ma soprattutto lentamente ci mostra quella che diventa una ossessione verso Vladimir.
In questo senso ho trovato credibile l'interpretazione di Rachel Weisz che oscilla fra il trasognato e il realistico. Un po' più limitato è invece lo sviluppo di Vladimir che è spesso più che altro l'oggetto del desiderio passivo.

Come dicevo, questa nuova serie tv Netflix non è adatta a tutti, soprattutto a coloro che vogliono una trama ricca di evoluzioni narrative. Qui ci si muove più su un piano riflessivo, personale. Vladimir è inoltre una serie tv relativamente breve, otto episodi da circa 30 minuti ciascuno, tempistiche che non consentono lo sviluppo di tutte quelle tematiche che tocca. Si parla sì di sessualità in età matura e fra persone con un ampio divario d'età, ma anche e direi soprattutto, di una crisi personale, della complessità delle relazioni, e della ricerca di una propria centratura. Ci sono poi le dinamiche legate sia alla vita universitaria, e quindi le differenze di potere fra studenti e professori, ma anche a quelle fra generazioni diverse. 

Vladimir quindi tende a depotenziarsi nella sua densità e complessità, ma risulta comunque godibile, curiosa e con qualche idea ben riuscita.
Non ci saranno ovviamente seconde stagioni, visto che la serie tv nasce come limitata, ma il finale, che non vi rivelo, riesce allo stesso tempo sia a concludersi che a lasciarci giustamente sospesi. 



Scarpetta
Prima stagione


Dai libri di Patricia Cornwell, Prime Video ha dato vita a Kay Scarpetta con un nuovo adattamento arrivato in streaming l'11 Marzo. La lunghissima saga dei romanzi dedicati all'anatomopatologa Scarpetta è stata un po' l'ispirazione per le varie serie tv con al centro un medico legale che si occupa di risolvere i casi di crimini più efferati. 

In questa prima stagione di Scarpetta seguiamo proprio la dottoressa Kay (Nicole Kidman, The Perfect Couple) impegnata in una indagine sulle orme di un probabile serial killer che trucida donne in modo brutale. Un caso complesso legato anche al primissimo impiego come patologa forense di quasi 30 anni prima, che potrebbe mettere a repentaglio la sua carriera. Scarpetta quindi si farà aiutare da Pete Marino (Bobby Cannavale, The Watcher, Only Murders in the Building) che è stato un suo collega in passato e che ha poi sposato la sorella di Kay, Dorothy (Jamie Lee Curtis, The Sticky, Ella McCay). Non è però sempre semplice unire famiglia e lavoro.

Parto col dire che Scarpetta ha sulla carta un po' tutti gli elementi che in genere mi piacciono: un cast di volti noti, un thriller che si innesta con un dramma più personale, un buon dinamismo fra le puntate che rende la visione più scorrevole, e una buona messa in scena cupa come ci sia spetta dal genere.
Non posso insomma dirvi di essermi annoiato a seguire questa prima stagione, e sono contento che ci sia il rinnovo per una seconda, perché sembra un progetto che potrebbe proseguire a lungo, se gioca bene le sue carte.

Questo esordio però tocca ammettere che non è stato dei migliori. Scarpetta infatti esonda da tutti i lati: il versante thriller delle indagini si muove su più linee temporali, con ovviamente interpreti diversi, che creano confusione. Questi salti richiedono indubbiamente attenzione non solo per appunto seguire il caso, ma anche per capire in che momento ci troviamo. Ma c'è di peggio.
È soprattutto il versante personale dei protagonisti che appesantisce la serie tv e che secondo me sbilancia i sapori. 


Probabilmente nell'ottica di non creare una serie tv "monogenere", e soprattutto dare alla protagonista molti più fronti su cui "combattere", hanno inserito davvero troppe disfunzionalità familiari che spesso passano in scontri a base di urla e battibecchi. Si mescolano così vecchi e nuovi tradimenti, rancori dal passato, recenti lutti, il tutto con uno stile che personalmente non amo.
Si innesca tra l'altro un vortice in cui è difficile provare simpatia per qualcuno, e soprattutto Nicole Kidman è abbastanza algida da non aver bisogno di essere circondata da eccessi per risaltare.
Al contrario di pochi, resto coerente: come ho detestato questi dialoghi sempre dai toni accesi e concitati in The Bear, non posso che condannarli anche in Scarpetta. Mi spiace anche per Jamie Lee Curtis che sembra stia costruendo questa parte della sua carriera su ruoli eccessivi e sopra le righe.

Nella serie tv Prime Video, rispetto a quella Disney+, le cose vanno forse meglio proprio perché abbiamo anche altre storie da seguire in cui non sono richiesti altrettanti strilli. Ad esempio ho apprezzato il rapporto fra Kay e suo marito Benton (Simon Baker, La strada stretta verso il profondo Nord), in cui lo scontro fra i due trova una maggiore naturalezza e fondamento, e non sembra lì giusto per creare quel caos inutile. 

Ho nutrito invece più di qualche dubbio per quanto riguarda la nipote di Kay, Lucy (Ariana DeBose), che con le sue innate abilità informatiche aiuterà la zia. Lucy infatti è la quota rainbow che nei romanzi della Cornwell poteva anche essere all'avanguardia, ma adesso suona un po' inflazionata. È però soprattutto il rapporto con l'avatar della moglie morta Janet ad avermi in qualche modo inquietato: capisco che l'intelligenza artificiale abbia fatto passi in avanti, ma qui siamo al futurismo. La voglia di staccare la presa a quello schermo diventa insomma forte. 

Nonostante queste criticità, come dicevo, Scarpetta sa intrattenere ed ha i suoi assi nella manica. Non si può negare che se vogliono mantenere viva l'attenzione del pubblico per le prossime stagioni, devono limare questi angoli ridimensionandoli. Altrimenti si rischia che la stratificazione soffochi l'evoluzione. 



Promossi, rimandati e troppi dettagli personali sui prodotti dell'ultimo periodo!

Vi porto a rovistare un po' fra i miei prodotti dell'ultimo periodo, per viso, corpo, capelli e non solo e vi racconto un po' com'è andata con ognuno di essi. Questa volta, lo anticipo, forse ci sarà qualche informazione personale di troppo, ma qui tanto siamo in famiglia.



Avilea Shower Gel Pistacchio
Addolcente


INFO BOX
🔎 Tigotà      
💸 €1.99
🏋 300 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 //

Da ormai qualche mese, fra gli scaffali Tigotà, è arrivata una nuova linea di prodotti corpo di Avilea, chiamata Gourmand, che ha avuto anche i suoi 15 minuti di fama sui social. Quando sento parlare accanitamente di un prodotto, soprattutto per la sua profumazione, cerco di aspettare un attimo prima di andare a comprare tutto l'espositore e credo di aver fatto bene.
La linea Gourmand di Avilea è composta da quattro diverse profumazioni, ovvero Caramello Salato, Dolce Latte, Cocco e Pistacchio, a loro volta declinate in quattro diversi prodotti corpo: Shower Gel, Body Wash, Body Cream e Body Scrub. Piccola nota a margine, questa linea è prodotta dalla The Deck SRL, che conto terzi produce anche PH Bio. 

Per dare una chance a queste novità ho voluto provare il gel doccia Pistacchio, che però non mi ha stupito come pensassi.
A livello di INCI troviamo dei comuni tensioattivi miscelati con sostanze lenitive come il succo di aloe, idratanti come glicerina e sorbitolo, ed emollienti come l'olio di semi di pistacchio che ha anche proprietà antiossidanti.


Lo Shower Gel Avilea si presenta come un fluido ed è perfetto per appunto un uso quotidiano in doccia: crea a contatto con l'acqua una bella schiumetta, che consente di lavarsi per bene ma che poi si sciacqua facilmente. Il doccia schiuma Pistacchio viene definito addolcente dall'azienda, ma si tratta pur sempre di un prodotto da grande distribuzione rivolto a tutti. Per quanto lo trovi delicato e lo abbia utilizzato quotidianamente senza problemi, secondo me non è adatto se avete una cute molto secca o irritata, ma credo non faccia danni per tutte le altre esigenze.

Il "problema" di questo gel doccia Avilea è che non offre secondo me quella esperienza sensoriale promessa perché, pur essendo definita "gourmand", la profumazione non ha affatto quella coccolosità che ci si aspetta. È una fragranza fresca che credo ricordi poco il pistacchio in generale, e che non ha una particolare persistenza. Non è una brutta profumazione solo non l'ho trovata particolare e appunto avvolgente come mi aspettavo. 
Diciamo quindi un prodotto rimandato, e spero che gli altri prodotti i questa linea Avilea siano più interessanti.



Clinians Gel Detergente Rivitalizzante
Acido Ialuronico



INFO BOX
🔎 Grande distribuzione
💸 €2.65
🏋 150ml
🗺 Italia 
⏳ 12 Mesi
🔬 //


Era nelle mie scorte da un po' ma penso che questo detergente viso Clinians sia ancora disponibile e secondo me può piacere a molti di voi. È arricchito non solo con acido ialuronico ma anche glicerina, sorbitolo, tocoferolo, pantenolo e una serie di oli vegetali, come argan, mandorle dolci, semi di nocciola e oliva.

Questo vi fa capire che il detergente Rivitalizzante Clinians nasce soprattutto come un prodotto che vuole rispettare la cute mentre la pulisce. Si presenta come un gel sodo, dalla profumazione neutra e fresca, che crea una schiumetta carina e utile alla detersione, ma già nell'uso si capisce che non è uno di quei prodotti particolarmente sgrassanti.
Infatti, nonostante Clinians ce lo presenti quasi come un prodotto struccante, io l'ho utilizzato particolarmente al mattino specie in questo periodo che ho ancora la pelle più secca e disidratata.
Il Gel Detergente Rivitalizzante così mi aiuta a rimuovere eventuali tracce di sebo e di skincare della sera prima, ma senza appunto lasciare la pelle ulteriormente secca.


Non fraintendetemi, questo cleanser viso Clinians può essere usato anche la sera o in altri momenti della giornata: come secondo step per una doppia detersione serale che non sia troppo aggressiva o semplicemente come detergente viso anche a fine giornata in quei giorni in cui so che non ho grosse necessità. Non ho in verità mai provato ad usarlo come unico prodotto struccante, ma immagino che possa andar bene giusto se abbiamo residui di pochi prodotti per la base viso, magari naturali. Io ho sempre preferito, in tal senso, associarlo ad un altro detergente perché so che sul mio viso ci sono molti strati di prodotti.

Il detergente rivitalizzante Clinians fa comunque il suo, toglie lo sporco, e come dicevo non stressa la pelle. A me non dà fastidio agli occhi, e in generale non lo trovo irritante. Inoltre si sciacqua via anche abbastanza velocemente che non guasta.
Se la vostra pelle è leggermente mista o secca, penso possa piacervi come è piaciuto anche a me e credo abbia un buon rapporto qualità/prezzo.



Balea Shampoo Secco 6in1


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €2.49
🏋 200ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan


È finito in uno dei miei ultimi ordini online e questo shampoo secco di Balea mi è piaciuto, al contrario di quello in mousse. 
L'azienda ci fa parecchia poesia attorno, affibbiandogli ben sei funzioni:

  1. Pulizia immediata
  2. Effetto rinfrescante
  3. Migliora la texture del capello
  4. Dona Volume 
  5. Protegge dal calore
  6. Offre un filtro UV
Ma guardando l'INCI di questo Shampoo Secco Balea diciamo che noto un prodotto piuttosto standard, infatti al suo interno troviamo alcol e amido di riso che ci danno quell'effetto pulente e sebo assorbente, condizionanti come il pantenolo, il fitantriolo (che pare aiuti anche i capelli danneggiati), e un filtro solare che dovrebbe proteggere dai raggi UV.

Per quanto sulla carta siano un plus, mi chiedo però come possano agire queste sostanze considerando che lo shampoo a secco è un prodotto che per buona parte va rimosso. Io infatti come sempre spruzzo il prodotto dov'è necessario, lo lascio agire se posso qualche minuto e poi lo rimuovo prima pettinando i capelli e poi, se noto ancora la tipica polverina bianca, frego delicatamente con un asciugamano di spugna asciutto. Questo è un trucchetto che ho imparato e che funziona bene sui miei capelli scuri.


Sicuramente questo shampoo secco Balea non è un prodotto che secca, indurisce o opacizza particolarmente il capello, ovviamente con un utilizzo saltuario (personalmente è difficile che lo utilizzi più di una volta a settimana). 
Al netto quindi della poesia, è un prodotto che comunque fa il suo lavoro egregiamente: io non lo uso mai in modo troppo diretto sul cuoio capelluto perché non ho del sebo da contrastare ma il mio intento è ridare leggerezza e pulizia ad un capello che può essere appesantito dallo styling giusto il giorno prima dello shampoo tradizionale. Così ottengo volume e appunto leggerezza quasi come se avessi appena lavato i capelli, e soprattutto lo shampoo secco Balea 6in1 non è troppo difficile da rimuovere, aspetto fondamentale essendo un rimedio last minute.
Inoltre ha un buon profumo, neutro e fresco che contribuisce all'effetto pulente temporaneo. Quindi promosso e da riacquistare. 


WeightWorld Collagene Marino & Magnesio
Integratore di Peptidi di Collagene


INFO BOX
🔎 Amazon, Sito dell'azienda
💸 €18
🏋 120 capsule
🗺 Gran Bretagna
⏳  scadenza sulla confezione
🔬 //

Continuo ad usare gli integratori di Weightworld perché ho notato un ottimo rapporto qualità-prezzo e continuo ad assumere collagene come se non ci fosse un domani. Sì, l'ho letto anche io che molti esperti dicano che in verità la pelle potrebbe non beneficiarne direttamente, ma a me va benissimo così. Se tutto l'organismo ne beneficia, a partire dalle articolazioni, per me va più che benissimo.

Se ricordate avevo già provato un integratore di collagene della Weightworld e mi aveva convinto così ho voluto provare questa versione che contiene anche magnesio. Ma non è andata sempre benissimo.
Abbiamo sempre peptidi di collagene marino idrolizzato di tipo I e III, in una forma che appunto viene assorbita meglio dall'organismo, ma la particolarità di questo integratore è la sua formulazione più ampia. Weightworld ad esempio ha aggiunto magnesio e zinco bisglicinato, anche qui una forma che migliora assorbimento e riduce le eventuali irritazioni dell'intestino, ed entrambi volti a migliorare ossa, denti e in generale reintegrano i depositi minerali. Poi abbiamo vitamina C, estratto di bambù (ricco di silicio) e l'antiossidante Coenzima Q10


Il concetto è insomma quello di una formula sinergica e più completa senza eccedere.
L'integratore Collagene Marino e magnesio va assunto ogni sera, un'ora dopo cena e servono tre capsule per raggiungere i 1200 mg di collagene promessi. Le capsule secondo me non sono eccessivamente grandi da assumere e personalmente non ho fatto mai fatica ad ingerirle, e soprattutto in prima battuta non ha quel sentore di pesce che alcuni integratori hanno. Anche durante la digestione per capirci non mi ha dato problemi. 
Solo che, nelle prime assunzioni, questo integratore Weightworld mi ha dato crampi notturni che letteralmente mi svegliavano. Non voglio andare appunto in dettagli davvero personali, ma non ne capivo il motivo: in realtà il magnesio dovrebbe essere un plus perché aiuta a rilassare i muscoli, contribuendo anche a migliorare il sonno.

Su di me non è stato propriamente così, ma non trovando appunto in questo integratore sostanze che potessero darmi problemi, ho voluto insistere: ho fatto una pausa di circa una settimana ed ho reintrodotto questo Collagene & Magnesio a poco a poco.

Dopo uno stop completo ho iniziato ad assumere per circa una settimana solo due capsule, e poi ho aumentato a tre. 

Così facendo non ho avuto alcun problema, infatti ho anche terminato la confezione senza avere più crampi. Immagino fosse insomma più una situazione di mia momentanea sensibilità o che comunque mi dovessi "acclimatarmi" al prodotto.
Questo integratore Weightworld, come appunto il collagene che assumo abitualmente, mi aiuta a rendere le articolazioni più fluide ed elastiche e credo dia un piccolo contributo a rendere la pelle idratata e morbida. È ovvio che non vada a "cancellare" le rughe né tantomeno supplisce la skincare, ma se l'idea è quella di prendersi cura a 360 gradi, allora è una scelta che vi consiglio di prendere in considerazione.
Tirando le somme su questo integratore Collagene e Magnesio Weightworld, non credo che lo riacquisterei, non per i fastidi che ho avuto ma perché l'aggiunta di magnesio su di me non si è dimostrata così significativa. Ho già in uso un altro prodotto di questa linea e ne riparliamo presto.


Quale prodotto vi incuriosisce di più?



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