Heartstopper Forever (2026)
Genere: sentimentale, commedia, drammatico Durata: 111 minuti Regia: Wash Westmoreland Uscita in Italia: 17 luglio 2026 (Netflix) Paese di produzione: UK |
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Il progetto era quello di salutare Nick (Kit Connor) e Charlie (Joe Locke) nell'unico modo possibile visto che, dopo il successo della serie, sembrava sempre più difficile far trovare tutti gli attori sullo stesso set per una produzione molto più lunga. Condensare così le loro storie in un film conclusivo è sembrata la scelta più sensata sulla carta, ma non nella pratica secondo me.
In realtà narrativamente parlando sembra che Heartstopper Forever non si distanzi troppo dalla serie: ritroviamo infatti Nick e Charlie ancora innamorati, ormai più "out of the closet" che mai, ma crescere è sempre complesso. Il primo infatti sta per seguire un percorso universitario che lo porterà lontano, mentre il secondo è ancora a scuola, più sicuro di sé ma non ancora del tutto indipendente.
Potrà sopravvivere il loro amore, nato fra i banchi di scuola, quando si affaccerà al mondo "dei grandi"?
Con Heartstopper Forever però secondo me hanno seguito un po' la china che la serie tv stava prendendo.
Il fulcro narrativo di tutto il film è sicuramente la nuova dinamica fra Charlie e Nick che si ritrovano a non capirsi più bene una volta che si ritrovano in vite in parte separate. Così scattano piccole gelosie, momenti di ansia e tensione, che portano alla classica giostra in cui i due si lasciano e poi tornano insieme e, in modo un po' strano, sembrano trovare pacificazione attraverso rapporti fisici. Diciamo che per tre stagioni ci hanno fatto intendere che due adolescenti non avessero pulsioni sessuali e adesso improvvisamente devono recuperare.
Ma a parte eventuali sottotesti, Heartstopper Forever sembra una versione ingrigita della storia principale. Manca quella sensazione di calore, di tenerezza che ha sempre comunque saputo trasmettere, e manca una vera necessità alla storia stessa.
Proprio le varie occasioni di allontanamento fra Nick e Charlie sembrano spesso pretestuose, proprio come potrebbero fare due ragazzini e non due giovani adulti che devono essere maturati. Ammetto che ad un certo punto avrei preferito che i due, pur restando in ottimi rapporti, si separassero definitivamente proprio perché l'idea che due giovani proseguano per tutta la vita o quasi un rapporto nato da ragazzini, mi sembra assurdo e non esattamente il migliore dei messaggi da lasciare.
Ma mettendo di nuovo da parte le mie considerazioni, Heartstopper Forever finisce per essere frettoloso sotto ogni punto di vista, non dando un vero e proprio sviluppo ai personaggi secondari come Tao ed Elle, Tara, Darcy ed Isaac.
Si chiude quindi un progetto che aveva delle ottime intenzioni, che è riuscito a fidelizzare migliaia di fan, ma che forse non ha retto il peso del tempo e del successo. Peccato.
Don't Say Good Luck (2026)
Genere: drammatico, commedia, musicale Durata: 95 minuti Regia: Julia Hart Uscita in Italia: 14 Agosto 2026 (Netflix) Paese di produzione: USA |
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Scritto da Laura Hankin, che pare abbia racchiuso nel film una sua esperienza personale, conosciamo Sophie Birenbaum (Sunny Sandler) una adolescente che sogna in futuro come attrice di musical, e in parte ci riesce. Infatti ha ottenuto la parte come protagonista di Waitress che la sua scuola ha intenzione di rappresentare. Un momento di gioia che però verrà adombrato dalla notizia più brutta: sua madre Elizabeth (Melanie Lynskey, Matlock) è di nuovo malata di cancro e deve sottoporsi a cure molto pesanti. Così Sophie dovrà prepararsi ad uno dei giorni più belli della sua vita, ma con il peso sul cuore che sua madre possa non farcela.
Tolgo subito il cerotto: Don't say good Luck non è il film più originale in assoluto, ed il fatto che Sunny Sandler sia la figlia di Adam Sandler e Jackie Sandler, che hanno coprodotto il film, non aiuta di certo a rendere il progetto esente da critiche. Eppure mi è sembrato che abbiano saputo raccontare il rapporto fra una madre e una figlia in modo sincero, onesto, diretto, senza dover a tutti costi creare una storia piangina e melodrammatica. Nel suo non essere estremamente brillante e innovativo, non è un film che definirei emotivamente manipolatorio o melenso.
Don't Say Good Luck in realtà racchiude stili e generi differenti: è un po' coming of age, un po' dramma familiare, un po' commedia con una leggera deriva musicale che non diventa mai musical in piena regola. Tutte queste anime si racchiudono in una trama che, come anticipavo, non è esattamente la più innovativa, ma scorre bene, ha una durata corretta, si guarda volentieri, ed è emotivamente coinvolgente.
Le bellissime canzoni di Waitress contornano il film alla perfezione, adattandosi al personaggio di Sophie e alla sua vicenda, ma sono soprattutto le interpretazioni a convincere.
Nonostante l'ombra del nepotismo, Sunny Sandler trova un ottimo equilibrio per la sua Sophie, ma accanto a lei non può che andare tutto per il meglio visto che troviamo nomi come Max Greenfield (A Man on the Inside) e Steve Buscemi.
Probabilmente, proprio potendo sfruttare un cast del genere, avrei osato un po' di più, mentre questo film va proprio sul terreno più battuto e meno complesso.
Nonostante ciò, seppur non mi abbia fatto piangere tutte le lacrime che avevo in corpo, e probabilmente ce ne dimenticheremo presto, penso che Don't Say Good Luck sia un film ben realizzato, specie per gli standard di Netflix.
Io, il mio migliore amico e la sua ragazza (2026)
Titolo originale: Mein bester Freund, seine Freundin und ich Genere: commedia Durata: 98 minuti Regia: Marco Petry Uscita in Italia: 14 Agosto 2026 (Netflix) Paese di produzione: Germania |
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Tutto sommato Io, il mio migliore amico e la sua ragazza poteva funzionare in queste sequenze rapide, seppur assurde, ma c'è stato un grosso problema di definizione dei personaggi.
Il film cerca poi un suo spessore, nell'inevitabile ravvedimento delle due parti ma lo fa nel peggiore dei modi. Olli in particolare, colui che farà scoppiare appunto questa guerra intestina, risulterà infantile ed egoista fino alla fine, non accettando che, come è ovvio che succeda, il suo amico sia semplicemente cresciuto e non voglia continuare a fare le marachelle come i bambini alla soglia dei 40 anni.
La cosa peggiore è però che Olli sembra davvero cambiare non quando capisce di aver sbagliato, ma quando a sua volta troverà una compagna che in qualche modo sostituisce l'amico. Vi sembra normale?