|Sotto la copertina|
Ecco perché Tre di Valérie Perrin mi ha deluso

Questo appuntamento con Sotto La Copertina arriva tardi ed è un po' più smilzo del solito e la colpa è forse anche del solo libro che sono riuscito a terminare in questo periodo, ovvero Tre di Valérie Perrin.

Scrittrice e fotografa francese, Perrin l'ho conosciuta perché, seppur con una carriera non troppo prolifica, è diventata una caso editoriale ad ogni romanzo. Forse da noi il suo titolo più noto è Cambiare l'acqua ai fiori, secondo romanzo per la scrittrice che pare dovrebbe diventare anche un film, ma io ho pensato di leggermi il terzo, che si intitola proprio Tre, e non ci sono finito per caso.

Titolo originale: Trois
Genere: narrativa
Editore: edizioni E/O
Pagine: 624
Data di pubblicazione: Aprile 2022
Prezzo: €20.90/ ebook €12.99

Oltre a voler scoprire le qualità di Valérie Perrin, avevo sentito parlare del romanzo anche in relazione ad un altro libro che stavo leggendo, ovvero La felicità nei giorni di pioggia di Imogen Clark, che è stato proprio paragonato a Tre perché condivide alcune similarità alla base.

Tre ci porta in un paesino chiamato La Comelle, dove vivono Nina, Adrien ed Étienne, tre ragazzi che, seppur molto diversi fra loro, dall'età di 10 anni saranno inseparabili, o quasi. Nina diventerà il perno di questa amicizia, una ragazzina sensibile e profonda, ma anche affamata di vita e di amore, e con delle insicurezze che si porterà dietro; Étienne invece è il ragazzino sfacciato dalla faccia tosta e di bell'aspetto che riesce a sedurre anche senza volerlo. E poi c'è Adrien, ragazzino più introverso ma dall'intelligenza sottile. Dagli anni '80 li vedremo crescere, diventare degli adolescenti che sognano di fare musica a Parigi, ma poi qualcosa succede. Arriviamo al 2017, 30 anni più tardi, e di quella amicizia sembra non esserci più traccia, e qui il libro inizia a sciogliere tutti i nodi che nel tempo si sono creati ed hanno allontanato i tre amici.

Valérie Perrin ha la capacità di scrivere un tomo, perché non è certamente un romanzetto breve, con uno stile leggero, ma elegante, fluido, non superficiale, curato che non mi ha rallentato nella lettura, ma che ho trovato allo stesso tempo quasi compiaciuta di se stessa e vi spiego perché.

Tre si dipana in un lasso di tempo abbastanza lungo e coinvolge tre diversi protagonisti, con tutti i personaggi che poi li affiancano, fra genitori, mariti, fratelli, e compagnia varia. Di conseguenza è inevitabile che il libro non potesse essere breve, ma ho avuto l'impressione che Perrin facesse di tutto pur di allungare le pagine, della serie "so scrivere, so che lo leggerete, quindi ecco un'altra parentesi". Il tentativo di allungare il brodo il più possibile diventa palese nel numero di pagine: i capitoli più descrittivi, magari legati al passato, sono quasi sempre i più lunghi, mentre quelli più risolutivi ambientati negli anni più recenti, i più brevi.

Questo è un gioco che dura parecchio e che finisce per scontrarsi con altri due problemi. Il primo di questi è che le risoluzioni narrative, specie delle parti più "misteriose" del libro, finiscono quasi sempre per essere chiarite in un capitolo specifico, e non in modo organico. Sai insomma subito che quel capitolo ti rivelerà qualcosa che stai aspettando. Il secondo di questi problemi è che inevitabilmente Tre ha una sua conclusione, che arriva trascinata e soprattutto in cui inevitabilmente si addensano tutti gli snodi che stavamo aspettando. 

Se questa narrazione sbilanciata può piacere o comunque può essere una scelta (più di marketing che creativa) che funziona, mi hanno deluso forse anche di più i personaggi creati da Valérie Perrin, perché non se ne salva uno. Ho avuto scarsa empatia per ognuno di loro perché mi sono sembrati un po' tutti vittime di loro stessi, o semplicemente persone poco carine, specie Étienne.

Forse avrei potuto comprendere meglio Adrien, ma per buon parte del romanzo viene lasciato ai margini o usato come narratore, ovviamente sempre per una palese scelta, col senno di poi, di creare un twist narrativo che non vi svelo.

Di base non si capisce cosa leghi queste tre persone: da adolescenti è comprensibile che ci sia affiatamento ma da adulti non sembra più così strano che si separino. Non sono meglio poi alcuni personaggi secondari trattati malamente, come Clotilde, ragazza innamorata (sempre non si sa per quale motivo) pazzamente di Etienne, disposta a tutto per lui, che poi sparisce improvvisamente. Lei tra l'altro sarà la seconda ragazza che vuole ingannare un uomo all'interno del romanzo e questo l'ho trovato un po' strano. 

Tre di Valérie Perrin è un libro anche denso di temi e contenuti, dalla sessualità all'amore, dai rapporti genitoriali alle relazioni tossiche, ma sono così affogati in una narrazione logorroica che alla fine ce ne si dimentica. Vista la delusione non ho intenzione di fare un passo indietro fra le opere della scrittrice perché temo che finirei per pentirmene.  

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