Il viaggio atteso un anno

Cosa fare e vedere a Cefalù e Castelbuono, fra arte, cibo, mare e cultura

Ci sono delle mete facili da raggiungere che desideri visitare da tempo, e magari inizi pure concretamente ad immaginare una possibile organizzazione. Poi passano le settimane, arrivano altri viaggi, altre esperienze e finisci per rimandare, e nonostante la vicinanza quella destinazione diventa improvvisamente più lontana.
Ben prima di Napoli e Salerno, prima di Noto e Torino, e persino prima di Madrid e del Belgio, volevamo fare un salto a Cefalù e dintorni, borgo marinaro perfettamente al centro della costa tirrenica della Sicilia che da me dista un paio di ore d'auto. 

Solo questo lungo week end di aprile questo desiderio ha trovato concretezza, e così, dopo aver caricato in auto valigie troppo piene per solo un paio di giorni di permanenza, ci siamo ritrovati in una soleggiata Cefalù.
Dopo esserci sistemati nel nostro piccolo B&B dalla posizione perfettamente centrale, ma con un comodo parcheggio sotto, ci siamo subito lanciati per le stradine cefaludesi fino a raggiungere il lungomare.

Un mare splendido e per noi il clima ideale, mentre per i turisti (credo belgi, inglesi e francesi) l'occasione ideale per riversarsi in spiaggia e abbrustolirsi come gamberi. 
Dopo esserci sfamati come avrebbe fatto appunto un villeggiante qualunque, è iniziata la vera esplorazione. Cefalù ha un centro storico abbastanza semplice da percorrere e i luoghi da visitare sono più o meno vicini l'uno con l'altro, infatti siamo passati subito dal Lavatoio Medievale, aperto in quella giornata a chiunque (pare non vi sia una regola specifica sulla sua apertura), per poi passare all'iconico Duomo di Cefalù con le sue due torri.
Purtroppo siamo stato un po' sfortunati perché la piazza antistante era sottoposta a lavori, e anche l'altare della cattedrale era coperto probabilmente per ristrutturazione. 

Le visite al Duomo di Cefalù sono suddivise in tre opzioni in base a quanto siete disposti a scarpinare, noi non ci siamo fatti mancare nulla salendo su entrambe le torri, passando per l'area museale fino al chiostro. La cattedrale della Trasfigurazione ci ha colpiti per la sua struttura, e per la vista che offre più che per il suo contenuto, e la visita è stata ben meno faticosa rispetto a quello che ci avrebbe attesi più avanti.

Ma prima abbiamo fatto un passaggio e al Museo Mandralisca, dove abbiamo scoperto l'esistenza del Sibac, un biglietto unico da 10€ e dalla durata di 5 giorni che consente di accedere ad alcuni punti di interesse a Cefalù, come appunto il museo, l'area archeologica della Rocca e il Teatro Cicero.
Tornando al Mandralisca, questo raccoglie le svariate collezioni del barone Enrico Pirajno, che si interessò di arte, numismatica e archeologia, ma ci siamo evitati volentieri l'area con animali impagliati di varie specie, tropicali e non. Molto più enigmatico il ritratto d'ignoto marinaio di Antonello da Messina.

Subito dopo una breve sosta al Bastione di Capo Marchiafava, un bell'affaccio sul mare, la nostra camminata si è diretta alla Rocca di Cefalù, e qui abbiamo davvero sudato. Premetto che, nonostante fossi certo di aver controllato di orari online, una volta arrivato alla biglietteria ho scoperto che avrebbero chiuso alle 16:30 e non alle 19 come scritto da varie parti. 

Parliamo di una rupe alta 268 metri, che richiede almeno mezz'ora per essere percorsa in salita e che non ha sentieri sempre perfettamente battuti, non proprio come una passeggiata in centro. Non serve una preparazione tecnica, quindi se è vostro interesse affrontare la rocca, prendetevi tempo, mettete scarpe comode, portatevi dietro l'acqua e la protezione solare, e non scegliete una giornata troppo calda o piovosa.
I resti archeologici della Rocca sono ammantati di mistero, se avete questa fascinazione, ma a noi ha colpito soprattutto è la vista su tutta Cefalù, dal duomo fino all'orizzonte infinito, da restare a bocca aperta non solo per l'affanno della salita. 



Dopo una più semplice discesa, l'unica opzione valida era rientrare al B&B e riposarci per la serata. Se pensate che un viaggio breve non avesse comunque alle spalle un itinerario che include anche i ristoranti più interessanti, vi sbagliate.
Fra la lista di posti che infatti avevo selezionato, ci ha colpito Triscele, dove ci aspettava un tavolo, ma soprattutto la miglior cena fatta a Cefalù, in un equilibrio fra piatti tradizionali con un twist più moderno ed originale, ed un personale attentissimo ma non invadente. 
Dopo il dolce (il parfait al limone e basilico ci ha arricriati) però nessuna night out o movida fra locali, perché il giorno dopo ci saremmo spostati da Cefalù per raggiungere un altro borgo, medievale questa volta, fra le Madonie: Castelbuono.


Facile da raggiungere (sempre in auto), Castelbuono è sempre parte della provincia di Palermo, non dista troppo dalla costa, gli si dedica facilmente una piacevole passeggiata di mezza giornata ed ha anche i suoi punti di interesse. Spicca il Castello dei Ventimiglia, che al suo interno contiene anche il museo civico e la decoratissima Cappella Palatina con le reliquie di Sant'Anna. Anche in questo caso, più che le diverse sale del castello, a restare impressa nella memoria è la vista che si ha da esso, su tutta Castelbuono. Ed è la gradevolezza che si percepisce nel passeggiare per le vie di questo borgo, dove per caso ad esempio ti imbatti nella Fontana della Venere Ciprea, a meritare la visita. 

E vogliamo parlare di Do'House, in un angoletto carino, dove con 9.50€ ti fanno due buoni spritz e un taglierino di accompagnamento?
Dopo un pranzo piacevole, ma non memorabile, e qualche acquisto da Fiasconaro, l'idea è stata di rientrare per goderci l'ultimo tramonto a Cefalù

Qui, dopo un meritato riposo, abbiamo ripercorso il lungomare, visto la famosa Porta Marina (o porta Pescara), l'ultima rimasta dalle mura fortificate, fino al molo turistico con tutti i suoi punti di affaccio. 
Dopo troppe foto e un breve aperitivo, abbiamo scelto di andare a cena da Brama, ristorante un po' più ritirato rispetto alla via centrale, ma comunque accogliente e soprattutto più intimo, se siete in coppia. Ottimi gli gnocchi limone e caffè, e perfetto se anche voi rimanente imbambolati a vedere come vengono preparati i piatti visto l'affaccio sulla cucina. 
L'ultima serata a Cefalù (non sapendo ci sarei tornato qualche mese più tardinon è finita particolarmente tardi perché ero stanco, e soprattutto perché sulla strada del ritorno ci sarebbe stata un'altra tappa, o meglio tante tappe: la Fiumara D'arte.


Considerata uno dei parchi di sculture più grande d'Europa, la Fiumara d'arte è suddivisa in diversi comuni in provincia di Messina, esattamente fra Castel di Lucio, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo, Reitano, Tusa. Il concetto è quello di riunire, seppur sparse in più punti, una serie di installazioni e opere a cielo aperto di diversi scultori e artisti. Un'opera iniziata negli anni '80, che però raggiungerà la fama solo negli anni 2000, pure a seguito di processi giudiziari.

Visitare la Fiumara è un'esperienza unica e suggestiva, considerate che in molte di queste opere è possibile accedervi, quindi entri letteralmente in sculture o strutture davvero enormi, e che magari si affacciano o sono situate in zone altrettanto belle. 
Inutile dire che le mie preferite sono state La materia poteva non esserci, il Labirinto di Arianna e 38º parallelo - Piramide, ma sono anche l'occasione per molti di scoprire dei paeselli che probabilmente non sarebbero altrettanto frequentati.

Visitare la Fiumara d'Arte non è di per sé faticoso, ma richiede un po' di tempo e un mezzo di spostamento autonomo, che sia un'auto o una moto perché tutte le varie opere sono in punti parecchio distanti e sparsi fra i vari comuni.
Se vi capita, fate un salto anche sulla spiaggia Lampare di Tusa, che è anch'essa particolare, e che è stata la chiusura del viaggio atteso un anno.
Al ritorno i nostri bagagli si erano riempiti di altrettanti ricordi, un migliaio di foto e soprattutto la conferma (se ci dovesse servire) che la mia (nostra) Sicilia ha davvero tutto, dai monti al mare, passando per il cibo e l'arte, basta solo scoprirlo, riscoprirlo e valorizzarlo. Un anno di attesa, in fondo, ne è valsa la pena. 



Tre scoperte Amazon di cui non posso più fare a meno 😍

Questi tre prodotti sono diventati sin da subito parte integrante della mia routine quotidiana per quanto riguarda il beauty, e li ho scovati tutti e tre su Amazon, sono tutti disponibili con spedizione Prime. Forse (anzi quasi certamente) per voi saranno banali, ma a me hanno dato davvero una mano, sotto vari profili, nell'organizzazione dei prodotti ma anche nell'effetto che ottengo con essi.


Organizer Girevole Porta Cosmetici e Trucchi 

Cercavo da tipo sempre una soluzione per organizzare meglio i miei prodotti per il viso e corpo, perché come potete immaginare ne utilizzi diversi, e volevo qualcosa che fosse carino, resistente ma soprattutto pratico da usare. Sul web ci sono tantissimi organizer per cosmetici, alcuni onestamente mi sembrano dei plasticoni inutili ed ingombranti, ma mi sono soffermato su questo girevole ed è stata la soluzione ideale, non solo per avere i miei prodotti disposti in modo più ordinato, ma anche per creare ulteriormente spazio.

È alto circa 34 centimetri per 23 di diametro, è completamente costituito da plexiglass, è facilissimo da montare, mi è arrivato con le istruzioni, e i ripiani interni, in totale 4 da aggiungere, possono essere posizionati a tutte le altezze. Sono già forniti dei piccoli elastici che vanno a bloccare i ripiani, così che non si muovano. 

prodotti consigliati amazon

La parte superiore è suddivisa in tanti spazi, ed avendo collocato questo porta cosmetici su di un mobile più basso, ho disposto tutta la mia skincare quotidiana, suddividendola da un lato per il giorno e dall'altro per la routine serale. Nel cerchio centrale ci metto in genere i pochi prodotti di make-up che utilizzo, come correttori, ma essendo la parte più profonda, ci potreste mettere anche i pennelli.

La cosa che mi ha fatto apprezzare questo prodotto rispetto ad altri simili, è che appunto il ripiano superiore ha un bordo leggermente più alto e vi garantisco che è una caratteristica utile se volete metterci dei flaconi (i tonici ad esempio) più lunghi, che diventano instabili man mano che sono sul finire.

amazon porta trucchi girevole

Nei ripiani inferiori in genere tengo prodotti che non utilizzo quotidianamente, come alcune maschere viso, i trattamenti magari per le imperfezioni o da usare dopo la rasatura; inoltre ci ho messo dei backup di prodotti, soprattutto i profumi che magari non indosso in una determinata stagione. Un ripiano l'ho adibito per quei pochi gioielli che ogni tanto uso (poca roba, non li sopporto).

La cosa che mi ha stupito di questo organizer è sicuramente lo spazio: considerate che non ho incastrato nemmeno tutti i ripiani perché non ho cosa metterci, ma chi magari vuole metterlo in bagno, quindi organizzare anche i prodotti per la detersione, secondo me troverà tutto lo spazio necessario.
Questa è ovviamente la mia preferenza, poi ognuno sistema i prodotti come meglio crede e in base alle necessità, indubbiamente però il fatto che sia trasparente e girevole a 360° (anche col peso non si blocca) rende la ricerca del prodotto che ci serve molto più rapida.

È inoltre un porta cosmetici abbastanza facile da pulire, basta un panno umido, e lasciarlo asciugare per bene, ed è molto resistente: considerate che più volte l'ho sollevato e spostato pieno di cosmetici, ed ha resistito benissimo. 

Questo organizer che vedete in foto lo trovate appunto su Amazon a questo link. 



Vela.Yue Set Pennelli Make-up per il viso

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Da tempo cercavo un paio di pennelli viso che avessero una forma specifica e che mi aiutassero con quel poco di make-up che indosso, e in questo duo Vela Yue ho trovato esattamente quello che cercavo.
Uno è a setole lunghe ed ha una forma leggermente arrotondata, con la perfetta densità per essere utilizzato sia come setting brush (ovvero l'utilizzo che ne faccio io) con la cipria, sia come blush e contouring brush. Si potrebbe osare ad usarlo per applicare un illuminante viso, sebbene forse sia leggermente troppo largo, ma per emergenza secondo me va bene.

Questo pennello mi piace tantissimo perché la morbidezza delle setole è così setosa da non darmi fastidio sul contorno occhi (letteralmente non c'è una sola singola setola che pizzichi), quindi si può utilizzare sia picchiettando il prodotto che sfumandolo, e soprattutto ha la densità e la mobilità perfetta per andare ad applicare la giusta quantità di prodotto senza creare un effetto polveroso (ovviamente dipende anche dalla qualità del trucco viso con cui lo andate ad utilizzare). Io non amo la cipria ma a volte serve e con questo pennello Vela Yue ho trovato l'applicatore ideale.


Il secondo pennello è una sorta di kabuki miniaturizzato leggermente arrotondato (quindi non piatto di netto), dalle setole più folte e concentrate ma sempre morbidissime, e che amo utilizzare per l'applicazione e la sfumatura del correttore. Anche questo brush Vela Yue è comunque versatile perché può essere usato per countouring in crema e blush liquidi ad esempio, o per emergenza anche per il fondotinta, sebbene richieda sicuramente un po' più di tempo, o per stendere sulla palpebra superiore un ombretto neutro. 
A me piace soprattutto perché applica e sfuma il concealer benissimo, si può usare appunto picchiettando o trascinando il prodotto, senza lasciare strisce e senza togliere coprenza. Inoltre ha la dimensione ideale per il mio contorno occhi, o per lavori più di precisione come i lati del naso, ma è grande abbastanza se ad esempio voglio sfumare il prodotto su altre aree del viso più ampie.

Secondo me sono facilissimi da usare, e penso che possano accontentare sia chi non ha dimestichezza (come me) con questi strumenti, sia chi ha già un proprio kit di pennelli.
Entrambi questi pennelli Vela Yue sono in setole sintetiche, ed hanno una lunghezza di circa 18 centimetri, aspetto per me fondamentale e che ricercavo perché posso anche portarmeli in viaggio senza occupare troppo spazio. Considerate inoltre che ho acquistato questo set lo scorso Ottobre e in questi mesi li ho lavati più e più volte senza mai perdere una setola o rovinarsi, quindi penso sia stato un acquisto più che azzeccato. 
Li potete trovare qui. 



Beurer BS 55 Specchio Illuminato 
con doppia superfice riflettente, normale e ingrandimento 7x


Ammetto che questo non è un mio acquisto, ma è stato un regalo (non dell'azienda, ma di un sant'uomo), che però è stato salvifico e ben pensato alle mie esigenze. Se come me infatti non avete una illuminazione ideale in casa o magari avete una camera da letto ed un bagno ciechi, quindi fate affidamento solo sulla luce artificiale, questo specchio Beurer diventerà il vostro alleato quotidiano.
È uno specchio con doppia superficie, dal diametro di 13 centimetri, che appunto ruota e si illumina con un tasto di accensione touch. La luce è un led luminoso circolare che può essere calibrato (è dimmerabile come dicono quelli bravi) semplicemente tenendo premuto il tasto di accensione ma secondo me ha la giusta intensità alla potenza massima, perché comunque non dà fastidio agli occhi.
Dopo 15 minuti la luce led si spegne automaticamente, cosa perfetta per i più distratti.


La cosa che ho apprezzato di questo specchio BS 55 Beurer è che si vede la qualità: noto proprio come il riflesso sia nitido e pulito, non stanca gli occhi con l'uso, complice sicuramente anche la luce led. Inoltre la superficie ingrandente 7X allarga il riflesso ma non distorce troppo, quindi non rende faticoso l'uso un po' più prolungato. 

È quindi perfetto sia per i rimuovere i peletti del viso, sia per applicare bene il trucco. L'unico neo che posso riscontrare è che non è ricaricabile, ma a pile mini stilo, ma nonostante lo utilizzi da Novembre, non si sono scaricate. Io comunque ho comprato delle batterie ricaricabili, così da averle sempre disponibili se servono. Inserire e sostituire le pile è semplicissimo, e comunque anche in questo caso ci sono tutte le istruzioni all'interno della confezione. 
Questo specchio Beurer è inoltre molto facile da pulire, anche in questo caso basta un panno morbido, e sta piacendo a tutti in famiglia. Le sue dimensioni e lo stile pulito penso lo rendano adatto a qualunque bagno.

Spesso aggiungo nella mia vetrina Amazon alcuni prodotti che mi piacciono ma che magari qui non trovano una collocazione, se vi va di dare una occhiata ve la lascio qui.




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Che fatica terminare queste serie tv 🙄

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 Il titolo non è clickbait: terminare la visione di queste serie tv è stato davvero faticoso, per ragioni diverse. Sono recenti o più datate, ma tutte mi sembravano eterne.


Avvocato di difesa - The Lincoln Lawyer
Prima Stagione

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Quando, un anno fa, Avvocato di difesa venne resa disponibile su Netflix, ebbe davvero successo arrivando subito alle prime posizioni, ma non amando il genere legal drama ho preferito attendere prima di recuperarla. Peccato che forse avrei fatto bene a risparmiarmi questo tempo.
The Lincoln Lawyer si basa su una serie di romanzi di Michael Connelly, che videro anche una trasposizione cinematografica, e che raccontano le vicende dell'avvocato Mickey Haller (Manuel Garcia-Rulfo). A seguito di un incidente, Mickey finisce per avere problemi di tossicodipendenza, pendendo così il lavoro, ma per lui c'è una seconda doppia possibilità: dovrà risolvere il caso dell'omicidio di un altro avvocato suo amico, e gestire lo studio dello stesso, che sorprendentemente gli è rimasto in eredità, insieme alle cause che aveva in corso. 
Ma anche la vita personale di Haller non è messa meglio, fra una figlia adolescente da gestire e due matrimoni finiti male.

Poteva essere una interessante e gradevole compagnia, ma questa The Lincoln Lawyer (scusate ma il titolo italiano è cacofonico), mi è sembrato tremendamente banale e noioso. Sarà che forse il romanzo da cui è tratta è del 2011, ma mi sembra che sia la storia che i suoi personaggi risultino estremamente prevedibili, stereotipati, un condensato di roba già vista in decine di serie tv simili dagli anni '90 ad oggi.
Mickey Haller è il solito tipo che sì, fa l'avvocato, ma ha tutti i suoi metodi, è tormentato (non si sa bene da cosa), può sembrare duro e aspro, ma in fondo è un tipo generoso, che preferisce avere a che fare con i suoi clienti criminali piuttosto che con le cosiddette "persone per bene".
Ovviamente lui non può che essere sempre un passo avanti, il più furbo, quello che riesce a vedere oltre e trovare la soluzione ai casini della gente. Tutto bello, ma scarsamente credibile. 
Non mi soffermo poi sui personaggi secondari ché tanto risultano ancora più banali.

Avvocato di difesa si muove narrativamente (e prevedibilmente, di nuovo) su due binari: da un lato i vari casi da risolvere di episodio in episodio, dall'altro il caso centrale che prosegue orizzontalmente lungo tutta questa prima stagione. Entrambi questi filoni sono allo stesso tempo trattati con superficialità, in modo standard, e soprattutto con lungaggini che rendono la visione tediosa. Se avessero ridotto tutto ad una miniserie da sei episodi, Avvocato di difesa sarebbe stata anche abbastanza gradevole, ma così è talmente tanto condita di momenti inutili che proprio ho fatto fatica a vederla. Inoltre ci sono alcune scene in auto, usate come spiegone, che non solo sono girate male, ma azzoppano ancora di più qualunque slancio della storia. 
Purtroppo ho capito che le sceneggiature di David E. Kelley non sempre riescono a fare colpo su di me, come nel caso di Nine Perfect Strangers e Anatomia di uno scandalo.
Avvocato di difesa ha una seconda stagione, ed io stoicamente l'ho guardata. Ne parlo qui


La banda dei guanti verdi (Gang Zielonej Rekawiczki)
Prima stagione

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Zuzanna, Alicja e Kinga sono tre ladre, non proprio di primo pelo, che rubano con successo a persone ricche ma losche. Tuttavia, per una distrazione, la polizia riesce a riconoscere il tatuaggio di una delle tre e si metterà alla ricerca del gruppo di ladre dai guanti verdi, che sono il loro simbolo distintivo. Le donne, per sfuggire alle indagini, decidono di nascondersi in una casa di riposo, spacciandosi per delle anziane signore comuni. Qui tuttavia non solo troveranno che i degenti sono trattati con scarsa attenzione, ma chi dirige la struttura è coinvolta in situazioni oscure.

Lo dico con dispiacere, ma La banda dei guanti verdi non è stata esattamente quel che mi aspettavo pur avendone il potenziale. Si tratta di una produzione polacca, in otto episodi da mezz'ora circa ciascuno, uscita su Netflix lo scorso Ottobre e credevo che potesse essere una serie tv ironica ed appassionante, in grado di affrontare il tema della terza età con un modo più fresco, interessante, raccontandoci il bello e il brutto che questo periodo della vita può darci. 

Il problema che ho riscontrato è che se gli snodi salienti dei vari momenti della serie hanno senso, e possono risultare carini nell'insieme, fornendo anche dei momenti o dei dialoghi simpatici, i vari anelli di collegamento fra un passaggio e l'altro, sono spesso caotici e raccontati in modo superficiale.
Di conseguenza la crescita del ritmo e della narrazione risulta poco avvincente e soprattutto poco fluida. Ti ritrovi ad esempio con dei nuovi personaggi che non sai da dove siano spuntati e con una mancanza di credibilità per come vengono risolte alcune delle varie linee narrative.

La banda dei guanti verdi vuole poi sdoganare, se così si può dire, un approccio alla terza età differente, attraverso tre protagoniste con uno spirito ed una vitalità non comune, anche da un punto di vista amoroso e relazionale (un po' come avevamo visto ne Il Metodo Kominsky), contrapposto a come la società si relazione agli anziani, spesso considerati invisibili o, peggio, inutili. Questo buon intento è inserito all'interno di una struttura che non funziona fino in fondo. Se la cavano molto bene le tre attrici protagoniste, e non si nota che abbiamo a che fare con una produzione differente dallo stile a cui penso un po' tutti siamo abituati (penso quello prevalente inglese o americano) ma l'impegno e una buona alchimia nel cast non sono sufficienti per farvi soffermare su una eventuale seconda stagione (ancora da confermare) de La banda dei guanti verdi



Conversations with friends - Parlarne tra amici
Miniserie


Rispetto a questa serie tv invece ero più pronto nell'aspettarmi che potesse anche non piacermi, perché Parlarne tra amici è la trasposizione dell'omonimo romanzo di Sally Rooney, esattamente come è accaduto tre anni fa con Normal People. 
Questa nuova miniserie, disponibile su RaiPlay dal 10 Marzo di quest'anno, però esaspera tutti i difetti di Persone normali, portando le storie di alcuni personaggi estremamente insipidi. In Conversations with friends conosciamo Frances, del suo rapporto con l'amica ed ex compagna Bobbi, ma soprattutto della sua storia con un uomo più grande e sposato, Nick, che a sua volta dovrà scegliere fra la giovane ragazza, e la moglie più matura e con una carriera in ascesa.


Parlarne tra amici non porta, esattamente come il primo capitolo, una storia particolarmente movimentata e con colpi di scena inaspettati, ma in questo caso si esagera con la scarsezza di contenuti per buona parte dei primi episodi e con la conseguenza che  vederne 12, anche se da mezz'ora, ti fa percepire la sensazione di un rapimento senza richiesta di riscatto. Anche sei sarebbero stati eccessivi, per capirci. 

In Conversations with friends tutto ruota molto intorno alla psicologia dei personaggi, alle relazioni e ai problemi che si tessono fra di loro. Per compiere questa missione in maniera soddisfacente servono però dei caratteri ben strutturati e ben narrati, che possono, magari lentamente, coinvolgerci e farci appassionare. Tutto questo però manca, e in questa miniserie non solo non riusciamo a sapere molto dei protagonisti, ma quel poco che conosciamo è noioso, mal gestito e con un appeal pari a zero. 

recensione parlarne tra amici serie tv

Ne consegue che le dinamiche fra di loro sono spesso mosce, poco interessanti, costellate di silenzi incomprensibili. Perché questi amici che dovrebbero parlare fra di loro, hanno in realtà un pessimo modo di dialogare.
La Frances di Alison Oliver dovrebbe essere una ragazza introversa e riservata, invece risulta spesso infantile, respingente, e poco carismatica per essere il centro di tutte le vicende. La sua amica Bobbi suscita facilmente irritabilità, mentre il Nick di Joe Alwyn non è così maturo ed affascinante da lasciarci di ammaliati, anzi anche lui spesso è immaturo. Ma in particolare manca proprio la carica erotica e il feeling fra Frances e Nick, non c'è nulla che ci renda palese questa passione travolgente o affinità.

Non sto qui a soffermarmi su eventuali confronti con Normal People, con le differenze che ho letto qui e lì rispetto al romanzo, e nemmeno sul finale da sbattere la testa al muro. 
Salvo però Dublino, che fa da sfondo alla serie, perché mi piace sempre rivederla.
Mi spiace solo che Parlarne tra amici possa azzoppare una piattaforma di streaming gratuita come Raiplay. 



Ho provato il nuovo Siero anti-imperfezioni AHA+BHA con carbone di Garnier, ecco la mia recensione

Oltre alla possibilità di ri-provare alcuni prodotti che già conoscevo, Garnier mi ha dato l'opportunità di provare una novità della sua gamma, ovvero il siero viso anti-imperfezioni con AHA+BHA e carbone.



INFO BOX
🔎Grande Distribuzione, Amazon
💸  €11.50
🏋 30ml
🗺 Made in Francia
⏳  12 Mesi
🔬 //

Nomen omen, si tratta di un siero nero rivolto a pelli grasse, impure, con imperfezioni, brufoli e pori dilatati, e che contiene una miscela al 4% di niacinamide, che immagino sia contenuta al 2% circa vista la posizione nell'INCI, alfa idrossiacidi quali acido citrico, acido lattico e acido fitico, che oltre ad esfoliare ha anche un effetto antiossidante, e beta idrossiacidi cioè acido salicilico. Non mi è chiaro se in questo quattro percento vi sia incluso anche il carbone, ma non farei troppo le pulci agli ingredienti perché comunque mi sembra una buona concentrazione per rendere il siero Garnier Pure Active efficace ma non troppo aggressivo.
Al suo interno troviamo anche glicerina, che non guasta mai per idratare e proprio per questo bilanciamento di attivi, infatti la stessa azienda suggerisce di utilizzarlo mattino e sera.

La fragranza invece è fresca e neutra, un po' intensa ma nulla di troppo persistente, e soprattutto mi ci sono abituato. 
La consistenza è forse l'aspetto più particolare: è davvero un siero in gel fluido di colore nero, ma non lascia chiazze sulla pelle, infatti si stende e si assorbe bene, e non finisce per fare pasticci se sopra ci si va ad applicare altri prodotti. L'ho quindi introdotto nella mia routine con molta semplicità e seguendo appunto le indicazioni di Garnier, ovviamente sempre accompagnato dalla protezione solare durante il giorno, ed ho notato vari benefici che mi fanno pensare ad un siero non solo adatto a particolari tipi di pelle, ma che può interessare anche chi non rientra strettamente nelle indicazioni dell'azienda.


Premetto subito che non ho notato l'effetto opacizzante istantaneo che viene reclamizzato, ma secondo me ha un finish naturale, gradevole che si può adattare a qualunque tipologia di pelle. Inoltre il siero al carbone Garnier non è appiccicoso, ma ha questa gradevole sensazione di freschezza mentre lo si stende, ed un tocco asciutto una volta assorbitosi. 
Vista la mia tipologia di pelle, l'ho usato principalmente sulla zona T, mentre più saltuariamente su tutto il resto del viso, ma non è un modo d'uso obbligatorio perché il siero Anti-Imperfezioni non va a seccare o irritare la pelle, né a sensibilizzare quelle zone che possono essere meno oleose. 
Ma volevo capire cosa potesse fare proprio sui miei pori dilatati e punti neri, ed ho notato con l'uso un miglioramento di queste aree.

Il mio naso infatti, costellato di punti neri e filamenti sebacei, è migliorato in due modi: da un lato i pori appaiono meno dilatati, dall'altro i proprio queste imperfezioni mi sembrano meno visibili, e in generale di meno. La presenza di alfaidrossiacidi differenti, aiuta anche a levigare la pelle, a renderla più liscia ed omogenea, anche più luminosa, ed ho infatti capito, col tempo, che la mia cute apprezza proprio una miscela di acidi esfolianti più che un unico componente magari anche ad alta percentuale. Anche le pellicine ad esempio, che tendo ad avere ai lati del naso, sono meno presenti.
In generale trovo che lasci una leggera sensazione di idratazione, ma sicuramente preferisco associarlo ad altro da questo punto di vista e non fare leva solo su di lui.
Nel tempo mi è sembrato che queste aree più problematiche diventassero meno lucide nel corso della giornata. 


Proprio per queste ragioni, come vi anticipavo, questo siero AHA + BHA Garnier non è solo adatto a chi ha una pelle totalmente mista o grassa, ma anche chi vuole trattare solo alcune zone. A me ad esempio è capitato di usarlo on spot solo su alcuni brufoletti, ed ho notato che il prodotto andava ad accelerare il processo di guarigione dell'imperfezione ma senza seccarmi eccessivamente l'area intorno ad essa. 
Mi fa piacere che un brand come Garnier stia lanciando dei prodotti che possano avvicinare un pubblico ampio a degli attivi funzionali che possono davvero risolvere alcune problematiche cutanee. Ed inoltre ci sono altre caratteristiche "collaterali" come la formulazione vegana, la confezione proveniente dal 25% di vetro riciclato, e si stia impegnando a ridurre l'impatto ambientale della loro produzione.


Avete provato questo siero con Niacinamide e Carbone di Garnier?
Qui vi parlo di un'altra novità: l'Acqua Micellare Gel al Carbone e degli Eco Pads. 




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Commedie sentimentali Netflix, promosse e bocciatissime

Ho voluto dare una chance a due delle commedie sentimentali proposte da Netflix di recente, una delle quali è persino italiana, quindi uno sforzo doppio (si scherza ovviamente), per avere un po' di leggerezza, e magari qualche risata. Non posso dire che la mia missione sia stata compiuta al 100%, ma posso dire che promuovo uno di questi film, mentre devo bocciarne un altro. 


Da me o da te (2023)


Titolo originale: Your Place or Mine
Genere: commedia
Durata: 109 minuti
Regia: Aline Brosh McKenna
Uscita in Italia: 10 febbraio 2023 (Netflix)
Paese di produzione: USA

Debbie (Reese Witherspoon) e Peter (Ashton Kutcher) sono due amici di vecchia data, che hanno però mantenuto il loro rapporto nonostante vivano a chilometri di distanza l'uno dall'altro e soprattutto abbiano stili di vita completamente differenti. La prima abita a Los Angeles con una sua routine ben inquadrata, è appassionata di scrittura e soprattutto ha un figlio adolescente; Peter invece è il tipico uomo d'affari di New York sempre indaffarato e con una vita frenetica. Per aiutare l'amica a seguire un corso proprio nella Grande Mela, Peter deciderà di prestare la sua casa a Debbie e di trasferirsi a casa sua per una settimana e badare al figlio.
Questo permetterà ad entrambi di entrare l'uno nella vita dell'altro, di conoscersi meglio, specie in quegli aspetti più privati che il rapporto a distanza aveva celato.

Quando ho scelto di vedere Da me o da te sono partito con l'idea di vedere una tipica rom-com che con un cast di nomi noti potesse essere carina per passarci una serata. La verità è stata però ben più amara, perché, oltre ad essere ovviamente estremamente prevedibile e banale, anche all'interno del suo genere, Your Place or Mine è semplicemente una perdita di tempo che non lascia nulla allo spettatore. 
Ad una storyline che poco brilla di spunti interessanti, si aggiunge un ritmo che arranca, specie quando si arriva nella parte centrale del film, ma soprattutto una durata, che sfiora le quasi due ore, eccessiva per questa tipologia di storia e narrazione. 
Purtroppo infatti sono pochissimi i momenti in cui il film mi ha coinvolto davvero, anche solo con un sorriso o un dialogo vagamente più riflessivo. Per il resto è l'assistere ad una serie di immagini poco accattivanti.

La coppia Witherspoon - Kutcher a mio avviso non funziona proprio benissimo: è vero che è rincuorante vedere degli attori ultra quarantenni fare i protagonisti in questo genere di pellicole, ma vuoi per lo stile proprio di Da me o da te, vuoi per come vengono sviluppati (cioè poco), vuoi perché proprio non c'è granché sintonia fra i due, alla fine non si sente la magia che ci si aspetta almeno dalle coppie di film romantici. Sembrano messi lì più per attirare il pubblico che per una reale efficacia di coppia.

Funzionano meglio i comprimari, soprattutto Jesse Williams e Zoë Chao, che dimostra sempre una certa capacità di passare dal drammatico al comico risultando credibile. 
Per quanto possa risultare confortante come genere, credo possiate dedicare meglio il vostro tempo che guardare questo film Netflix.



Era ora (2022)


Genere: commedia, drammatico
Durata: 109 minuti
Regia:  Alessandro Aronadio
Uscita in Italia: 16 marzo 2023 (Netflix)
Paese di produzione: Italia

Dante (Edoardo Leo) è sposato con Alice (Barbara Ronchi), ma i due, nonostante l'amore, non si trovano più. Dante infatti è sempre preso dal lavoro, un ritardatario cronico per questa sua mania di voler fare quante più cose possibile, perdendosi anche momenti importanti della sua vita. Alice invece è una pittrice, vive in maniera più pacata, più legata alle cose che davvero contano.
Succede però una cosa particolare: il giorno del quarantesimo compleanno di Dante, l'uomo si addormenta dopo essere arrivato in ritardo alla sua festa di compleanno, ma si risveglierà esattamente un anno più tardi, quando la sua vita sarà già diversa. Inizierà così un loop che lo porterà sempre più avanti di un anno, con cambi radicali della sua quotidianità che a primo impatto confonderanno Dante, ma che gli insegneranno un grande messaggio.

Pare essere l'adattamento del film australiano Long Story Short (che non ho visto), e sembra che Era Ora si sia fatto notare su Netflix come uno dei prodotti in lingua non inglese più visti all'estero, e posso anche capirne le motivazioni. Infatti si tratta di un film che, seppur non abbia nessuna caratteristica originale o così nuova da poter attirare l'attenzione, funziona perché contiene entrambi gli elementi funzionali di una commedia. Ci sono infatti le battute più comiche, che fanno sorridere, ma ci sono anche i momenti più drammatici, più di riflessione, perché Era ora ha appunto un messaggio importante di fondo: dobbiamo imparare a vivere il momento, il presente, perché il tempo ci scorre fra le dita, e presto potremmo rimpiangere tutte le cose che abbiamo lasciato indietro.


Un bel messaggio indubbiamente, condivisibile, ma è vero che al giorno d'oggi, la verità sta nel mezzo: è vero che il nostro lavoro, ad esempio, non può essere il centro della nostra esistenza, ma è anche vero che è necessario, e soprattutto a volte siamo obbligati a fare delle scelte, perché non sempre si può avere tutto, e siamo in una realtà che, non sempre per fortuna, ce lo impone. 
Era ora offre comunque un buon spunto di riflessione, ma soprattutto diventa credibile nel far passare l'idea che il tempo sprecato non può magicamente essere recuperato.
Anche in questo caso devo però ammettere che la parte centrale del film risulta un po' fiacca. Ho trovato invece maggiore chimica fra Edoardo Leo e Barbara Ronchi, sebbene non ho visto queste scintille che mi è capitato di leggere in giro. La stessa Alice ad esempio non mi sembra sia approfondita come forse necessita una comprimaria. 
Il risultato è quello di un film gradevole, promosso, ma non così perfetto o fenomenale. 


Vi presento onSUN di Officina Naturae, la nuova linea solare ecobio 🌞

Per l'arrivo della bella stagione e soprattutto dell'estate, Officina Naturae ha pensato di ridare nuova vita alla sua linea di solari lanciando onSUN, una gamma completa di prodotti per l'esposizione solare e per trattare la pelle dopo di essa.
OnSUN è infatti composta (per il momento), da 10 prodotti fra cui:

  • 4 protezioni solari, per viso, corpo e bambini
  • il Doccia Shampoo Liquido Doposole
  • il Doccia Shampoo Solido Doposole
  • la Crema Fluida Doposole Lenitiva
  • il Burro Corpo Doposole Solido
  • l'Olio Solare Protettivo Capelli 
  • l'Acqua Solare Rinfrescante Spray
Ancora una volta Officina Naturae ha pensato sia a creare delle formulazioni a basso impatto ambientale, scegliendo filtri minerali (esclusivamente ossido di zinco) non nano per le protezioni solari, e packaging con materiali più consapevoli, come alluminio, bioplastica, plastica riciclata post consumo e cartone da foreste controllate. 


Grazie all'azienda ho potuto proprio conoscere più da vicino alcune referenze, fra cui un solare e due doposole, per cui vediamoli più in dettaglio e vi dico la mia.




INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €16.90
🏋 75ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001


Forse è il prodotto onSUN che più mi incuriosiva e che penso susciti maggiormente il vostro interesse, ed in effetti questo solare viso e corpo con SPF 50 sarà per me un ottimo alleato questa estate. 
È composto, come vi anticipavo, di soli filtri minerali, ovvero ossido di zinco non nano, offrendo una protezione UVA e UVB, ma questo filtro è affiancato anche da una sorta di booster del fattore SPF ovvero l'estratto di semi di Pongamia Pinnata, che con la sua va a supportare proprio il fattore protettivo UVA. 

In più troviamo l'estratto di cassia alata, che con la sua alta concentrazione di flavonoidi, aiuta a proteggere dallo stress ossidativo e quello di carota, che oltre ad essere anti ossidante, con la presenza di betacarotene, dovrebbe stimolare naturalmente l'abbronzatura.
Officina Naturae ha aggiunto anche prebiotico di linfa di vite proveniente dalle colline emiliane, che si prende cura del microbiota cutaneo, aiutando la pelle a funzionare al meglio.
Non è stata invece aggiunta alcuna profumazione, così da rendere il prodotto più affine alle pelli sensibili.


La particolarità di questa crema solare SPF 50 sta nel fatto che l'azienda ha aggiunto un leggero pigmento affinché non si palesi troppo la tipica scia bianca che danno i filtri fisici. Mi è stato chiesto su Instagram, e immagino possa essere una curiosità comune, se avesse un qualche effetto coprente, ma appunto i pigmenti aggiunti sono molto leggeri, non è un effetto fondotinta, servono solo a rendere il bianco dello zinco meno ovvio e palese. Questa crema solare onSUN infatti ha una scia bianca quando la si va a stendere, ma una volta che si va a lavorare sulla pelle e la crema si assorbe, questa patina sparisce. È possibile che una pelle molto scura o molto abbronzata noti comunque un leggero alone, è purtroppo il problema dei filtri fisici, ma su di me è assolutamente portabile.

La temporanea scia bianca secondo me è un plus perché ci aiuta a capire se abbiamo steso il prodotto in modo omogeneo.
Il miglior modo per applicare questa crema, come suggerisce la stessa Officina Naturae è quello di stendere la crema poca per volta, fino a raggiungere la quantità necessaria per ottenere la protezione corretta. E stenderla è comunque facile, non è di quelle creme che fa attrito sulla pelle.
La cosa che mi è più piaciuta è che non si avverte sulla pelle, soprattutto sul viso, e risulta sin da subito piacevolmente idratante, ma appunto non pesante.


Per me, come vi anticipavo sarà perfetta per le giornate al mare, ma meno per la vita di tutti i giorni per due ragioni in particolare. Infatti questa crema solare ha un finish un po' lucido, che potrei opacizzare, ma ho già altri prodotti che non hanno bisogno di accortezze, ma soprattutto ho notato che ha una leggera resistenza all'acqua, aspetto che non mi serve per la vita di tutti i giorni.

Officina Naturae non la presenta come water resistant, ma ho notato che una volta sulla pelle non si scioglie semplicemente con l'acqua, ma va lavata via con un detergente, e magari con una doppia detersione. Per queste ragioni, oltre al fatto che si tratta di una formulazione che cerca di essere più gentile con l'ambiente, la userò molto di più nelle giornate al mare. Inoltre il formato è perfetto per i viaggi in aereo e non occupa troppo spazio in borsa.

Sul viso come vi dicevo, l'ho usata comunque volentieri, perché non è pesante, non mi ha dato fastidio agli occhi e non mi fa sudare né mi ha creato impurità. In generale mi piace che non secchi la pelle, ma la lasci morbida una volta rimosso.
La Crema Solare onSUN credo sia perfetta proprio per chi vuole una protezione efficace e naturale, e che sia delicata sulla pelle. 



INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €5.90
🏋 150 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001

Avevo provato il bagnoschiuma doposole di Officina Naturae qualche anno fa, apprezzandolo anche molto, questa nuova formulazione è però migliorata ed è diventata anche più versatile. 
Il nuovo doccia shampoo è infatti formulato con inulina ed estratto di fico d'India, entrambi dalle proprietà idratanti e protettive per la pelle. In più troviamo anche l'allantoina che aiuta a lenire la pelle, insieme alla glicerina per idratare la cute.

Rispetto al precedente INCI in questo caso Officina Naturae ha aggiunto anche proteine idrolizzate del grano che fungono da condizionanti ed ammorbidenti per i capelli, ed in generale per la cute. Inoltre non ho notato una particolare profumazione, sa semplicemente di pulito.
Questo Doccia Shampoo ha una consistenza gel soda, e se usate una spugna o le spazzole in silicone, basta davvero poco prodotto per ottenere una schiuma soffice che consente una buona detersione.


Già solo per il suo potere schiumogeno posso dirvi che mi è piaciuto molto usarlo, ma è stata soprattutto la sua delicatezza a convincermi. Non posso ovviamente parlarvi della sua efficacia sull'aiutare a mantenere l'abbronzatura (anche perché mi avete mai visto abbronzato?), ma posso dirvi che deterge bene il corpo, ma lascia comunque la pelle molto morbida ed elastica. Nell'uso costante non mi ha creato pruriti, secchezza e irritazione, per cui penso sia adatto all'uso anche dopo l'esposizione solare, quando la cute può essere più secca e sensibile. 

Per quanto riguarda invece il suo uso sui capelli lo promuovo, perché anche in questo caso l'ho trovato efficace nella pulizia ma delicato sia sul cuoio capelluto (il mio è secco e sensibile) sia sulle lunghezze, che non risultano inaridite o particolarmente aggrovigliate. In più non toglie corpo ai capelli, ma me li ha lasciati abbastanza morbidi e leggeri. L'ho accompagnato comunque ad un balsamo, ma ciò non toglie che il Doccia Shampoo Doposole di Officina Naturae sia valido. 
Oltre alla sua doppia funzione penso che anche la confezione sia molto pratica da portare in vacanza.


INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €10.95
🏋 150 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001


La crema corpo doposole è un altro prodotto che ho usato con piacere, ma devo fare alcune specifiche.
Intanto devo dirvi che è arricchito sia con estratto di fico d'india che con oli di cocco, mandorle dolci e argan, che hanno un potere nutriente ed elasticizzante. A questi si unisce il burro di karitè. 
Non aspettatevi però una consistenza fluida o una lozione, perché questa crema Officina Naturae è decisamente più soda di quanto mi aspettassi, infatti fa anche un po' fatica ad uscire dal tubo, che fortunatamente, essendo morbido, può essere spremuto. Anche quando la si va a stendere rivela la presenza di ingredienti più corposi facendo una leggera scia bianca, che svanisce col massaggio.


Anche in questo caso la profumazione non è preponderante, ma si sentono delle note mentolate leggere e fresche, perché questo doposole contiene una sostanza che dà proprio freschezza sulla pelle, e che quindi aiuta (oltre ad essere molto apprezzata col caldo) dopo l'esposizione solare.
Vi anticipavo che si tratta di una texture ferma e ricca, ma devo comunque ammettere che questa crema corpo ha un assorbimento decisamente rapido, che mi consente di vestirmi subito, oltre a non lasciare patine o residui untuosi. Sin da subito rende la pelle liscia e morbida, e tutte quelle sostanze rendono il prodotto nutriente ed elasticizzante ma non pesante.


Devo però ammettere che, nonostante la gradevolissima sensazione di freschezza e un tocco abbastanza asciutto, questa crema corpo doposole Officina Naturae non è il prodotto che sceglierei di utilizzare a luglio o agosto, o comunque in un periodo particolarmente caldo e torrido. Infatti non necessito in quei mesi dell'anno un prodotto così nutriente, e soprattutto prediligo consistenze molto più leggere. A volte non uso nemmeno creme o lozioni, ma più semplicemente delle body mist, perché proprio non tollero nulla sulla pelle.

Credo invece che un prodotto del genere possa piacere, anche nei mesi più caldi dell'anno, a quelle pelli già secche che con il sole e la salsedine diventano ulteriormente opache e screpolate. Se queste sono le vostre necessità, allora nel Doposole Officina Naturae potrete trovare un buon alleato per ripristinare l'idratazione della pelle. 



Spero di avervi dato una panoramica completa della nuova linea onSUN di Officina Naturae, ma non è finita qui. L'azienda infatti mi ha dato un codice sconto, PIEREFFECTONSUN, che da diritto alle spese di spedizioni gratis con l'acquisto di due prodotti di questa nuova gamma solare. È un codice non affiliato e valido fino al 30 aprile.




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