mercoledì 27 novembre 2019

|P_laylist|
Strani duetti, singoli trash, album che non capisco e ormoni

Mi ero ripromesso che la P_laylist sarebbe ritornata molto prima visto che l'ultima volta ho persino dimenticato di inserire alcune canzoni, tanto ero oberato. Però non è stato possibile recuperare prima e Novembre è stato un tripudio di nuovi album e nuovi singoli, per cui direi di non cincischiare oltre.

18 - Cesare Cremonini - Al Telefono



Io non voglio essere cattivo, fazioso o esterofilo, ma come si fa ad ascoltare un pezzo che ripete costantemente "al telefono, al telefono"? Davvero, qual è il senso? Io non riesco a coglierlo, se volete sono contento di ascoltare le vostre spiegazioni, ma intanto questo ultimo singolo di Cesare Cremonini si merita per me l'ultimo posto, che sia al telefono, in banca, allo stadio, o in fila alla posta.
Salvo il video però, quello è carino, ma non ci azzecca nulla.


17 - Max Pezzali - In questa città



Qualche giorno fa ero tranquillo in auto ed ascoltavo la radio pensando ai fatti miei, quando ad un certo punto sento questo brano che parla di cinghiali, di quali strade è meglio prendere per evitare il traffico, di Culandia. Per me è stato super cringe.
Apprezzo la dedica ad una città bellissima come Roma, capisco l'innamoramento di Max Pezzali, ma se l'intento è serio o romantico o comunque simpatico, per me la missione è fallita.
Ed immagino siate tutti d'accordo per questa diciassettesima posizione di In questa città, se no anche 'sti cazzi (cit.).

16 - Charlie's Angels: Original Motion Pictures Soundtrack


Quando mi è capitata fra le orecchie la colonna sonora del nuovo Charlie's Angels, che dovrebbe uscire in Italia al cinema il prossimo anno, ho pensato che fosse tratto da una sorta di Ariana Grande & Friends, visto che cinque canzoni su undici sono anche cantate da lei, ma ovviamente mi sbagliavo.



Tuttavia su undici canzoni non ne ho trovata una che mi convincesse e che mi mettesse voglia di ascoltarla una seconda volta, e non mi sono stupito visto che Don’t Call Me Angel era stata particolarmente insipida per me. E con una colonna sonora così non mi stupisce nemmeno che il film stia floppando.

15 - Pablo Alborán & Ava Max - Tabú



Mi è capitato per caso questo singolo in collaborazione con Ava Max e mi ha incuriosito anche perché la sua carriera da solista sembra non voler decollare e che si stia dando ai featuring. Il risultato però mi è sembrato una versione più latina, più moderna, e meno iconica di Nobody Wants to Be Lonely. Evitabile.

14 - Sam Smith - I Feel Love



Non so che discoteche gay frequenti Sam Smith, ma in quelle in cui sono stato io I Feel Love, brano degli anni '70 di Donna Summer, ci sarà passato sì e no tre volte. Non basta che una canzone sia cantata in falsetto e sia disco dance per diventare l'inno della comunità LGBTQ caro Sam, o almeno non è l'unico che abbiamo.
Insomma una cover inutile. Ritenta, sarai più fortunato.

13 - Elisa - Diari Aperti (Segreti Svelati) 

Non capisco e non mi fa proprio impazzire il nuovo disco di Elisa, uscito il 15 novembre. Già da solo Diari aperti non mi aveva convinto, l'aggiunta di featuring non aiuta moltissimo anche se i nomi di Calcutta e Carmen Consoli possono sembrare interessanti.

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Funziona meglio la parte dei "segreti svelati" che immagino sia l'EP con sette brani inediti in inglese aggiunti a questo rifacimento del disco. 



In questa seconda parte di Diari Aperti (Segreti Svelati) ritrovo l'Elisa che mi piace, quella non pretenziosa, quella che strizza l'occhio più al mercato che al suo stile, quella che ci ha fatti innamorare. E con questo non intendo dire che Elisa possa cantare solo in inglese, ma si capisce che è il suo habitat dove difficilmente delude.


12 - Andrea Bocelli - Dormi Dormi Lullaby ft. Jennifer Garner



Mi ha colpito questa strana coppia di Andrea Bocelli e Jennifer Garner, ma il risultato è promosso, perché come sempre capita se un attore straniero si dedica alla musica non esce una roba trash come capiterebbe quasi sicuramente con quelli nostrani. E poi ha questo sapore di Natale che ci sta tutto. Dormi Dormi Lullaby fa parte del nuovo disco di Bocelli, che un po' come Elisa ha tentato di svecchiare l'ultimo album con nuove collaborazioni, e si intitola "Sì Forever – The diamond edition", e di cui fa parte anche il duetto con Ellie Goulding, ma che ancora non ho ascoltato e non credo recupererò almeno per intero.


11 - Dua Lipa - Don't Start Now



Si attacca sicuramente alle orecchie il nuovo singolo di Dua Lipa, con questo groove disco dance anni '70 che lo rende perfetto per le radio. I problemi di Don't start now però sono due per quanto mi riguarda: intanto l'originalità dell'insieme e secondariamente i capelli di Dua Lipa.
Qualcuno avrebbe dovuto dire al parrucchiere di non cominciare nemmeno con quello scempio.


10 - Céline Dion - Courage


Anticipato da diversi singoli, il nuovo album di Celine Dion, intitolato appunto Courage e pubblicato il 15 novembre, per me è stato una grande noia, e mi dispiace un po' dirlo. Capisco l'intento di alcuni brani, molto vicini al vissuto di Celine che ha perso il marito a causa di una grave malattia, ma il resto è poco incisivo, poca ciccia e tanto fumo.



Non sono riuscito ad affezionarmi a nessun brano, anzi ho trovato che ben 21 canzoni siano davvero troppe e qui e lì avrei sfoltito eliminando proprio alcuni pezzi come Nobody's watching e Say Yes per nominarne due. Non finisce in fondo alla classifica perché parliamo pur sempre di Celine Dion, le sue produzioni sono comunque di qualità, ma diciamo che è più la fama in questo caso per me che vince.

9 - Camila Cabello - Living Proof



Strano ma vero, dopo alcuni brani insipidi ho trovato una canzone di Camilla Cabello che mi sembra carina. Non un gran pezzo Living Proof, ma se me lo ritrovassi mentre sto guidando, in fila nel traffico, mi rallegrerebbe. Capisco però che la voce da Chipmunk possa essere un po' disturbante per alcuni. Il sei dicembre esce il suo nuovo album, e state sicuri che mi farò del male ascoltandolo.

8 - George Michael - This Is How



Sebbene non mi abbia convinto fino in fondo, This is how penso che sia un bel regalo per i fan di George Michael, che tre anni dopo la sua morte possono sentirlo in un brano inedito che credo faccia parte della colonna sonora del film Last Christmas, che in Italia è previsto per Dicembre. Le sonorità credo siano quelle tipiche nella musica di George Michael e non manca un velo di malinconia. Da ascoltare.

7 - Tiziano Ferro - Accetto Miracoli


Per parlare del nuovo album di Tiziano Ferro non si può prescindere dal fatto che abbia pisciato fuori dal vaso, come dicono quelli pratici.
Tralasciando le beghe fra lui e Fedez dove sinceramente non ci ho capito granché, mi ha però colpito quanto ha detto in tema di coming out a Rolling Stone. Cito testualmente
"Se poi mi chiedi (e non me l’hai chiesto, quindi mi metto nella merda da solo): altri dovrebbero farlo? Allora ti dico che oggi un po’ di irritazione mi viene. Perché comprendo benissimo gli attuali cinquanta-sessantenni, vissuti in un mondo in cui poter esprimere se stessi era fuori da ogni logica umana, sociale, professionale. E giustifico in parte la mia generazione, quella dell’ultimo treno un po’ arrugginito. Io sono cresciuto in un ambiente di grande bullismo, di odio, di spinta verso la negazione. Ogni volta che provavo ad aprirmi, mi dicevano: non dire nulla, fatti i cazzi tuoi. Poi, quando ho capito che dalla gente avevo solo amore, ho detto: fuck it. Per chi oggi ha dai trentacinque anni in giù, però, non ci sono scuse. È il momento. Sono diventato molto meno tollerante."
Ora io non so perché Tiziano si irriti tanto, ma quando lui faceva tranquillamente le sue cose, non credo che qualcuno si irritasse per il suo starsene pubblicamente nell'armadio. È vero, ci sono persone che sostengono che i personaggi famosi debbano fare coming out per fungere da esempio, ma non io, a meno che non ci prendano per i fornelli con la storia che "amano l'amore".
Quindi Tiziano, facciamo che ognuno fa come crede, come si sente, come in fondo hai fatto tu?
Se no anche 'sti cazzi, per citare Max Pezzali.



Per tornare ad Accetto Miracoli posso dire che mi è sembrato un album poco innovativo per Tiziano, anzi mi sembra sia andato sull'assodato, fra RnB e ballad. Bei pezzi alcuni, In Mezzo a questo Inverno ad esempio sicuramente avrà fatto piangere più di qualcuno, ed in generale un buon album calibrato in generale visto che sono solo 12 pezzi.
Promosso, ma per me non va oltre la settima posizione.

6 - Chiara Galiazzo - L'ultima canzone del Mondo



Ho sempre dato poche chance a Chiara Galiazzo, forse perché mi sembrava ci fosse in lei tanto potenziale inespresso da brani che non mi lasciavano nulla. Poi per caso Spotify mi ha suggerito "L'ultima canzone del Mondo" e, per quanto non mi sembri il pezzo del secolo, credo sia un buon brano per un comeback. Non so se ci siano progetti attorno o già in atto, ma un sesto posto a Chiara questa volta lo do volentieri, anche per incoraggiamento.


5 - Luke Evans - At Last


Luke Evans ha fatto un album e non poteva mancare nella mia P_laylist. Mettendo da parte le mie tensioni ormonose nei suoi riguardi, credo che Luke abbia fatto un bel progetto per lanciarsi in maniera più ufficiale nel mondo della musica. Lo avevamo sentito cantare nella colonna sonora de Beauty and the Beast, ma in At Last si dedica a delle cover di brani più o meno famosi, passando anche per pezzi più recenti come Always remember us this way da A star is born o Say you love me di Jesse Ware, due canzoni che mi piacciono molto.



La voce c'è, l'agilità, il calore, l'estensione ci sono pure, il carisma non manca, ma forse cercherei di studiare un po' di più l'intenzione che dà ai brani, così da rendere più solida la sua versatilità.
Tutte cose che insomma spiegherò a Luke Evans in privato.


4 - Coldplay - Everyday Life


Il 22 novembre si son messi tutti d'accordo per pubblicare un album a testa, ma nel caso dei Coldplay la cosa era già stata anticipata. Il risultato generale di Everyday Life non mi è spiaciuto affatto, è sicuramente un album che ho ascoltato molto volentieri, che può essere approcciato con superficialità lasciandolo fluire brano dopo brano, o scavando più a fondo concentrandosi su pezzi come Guns, riferimento all'eccesso di armi negli Stati Uniti, o sprofondare nella malinconia di Daddy.



Per fortuna ci sono momenti anche un po' più allegri come Champion of the world che un po' ci riporta ai "vecchi" Coldplay. Insomma Everyday Life è da ascoltare e riascoltare, ci sono molte più parti strumentali a far da padrone, così come le sonorità sono ricercate, e son sicuro diventerà un ottimo regalo di Natale.

3 - Faouzia - Tears of Gold



In tema di giovani talenti, un terzo posto va a Tears of gold di Faouzia. Non è un pezzo incredibilmente bello o emotivo o originale, ma ogni cosa che Faouzia pubblica mi resta in mente per giorni e giorni e mi va in loop in testa non appena ci penso. Lei ha una voce fenomenale che può dare ancora moltissimo e soprattutto scrive da sola i suoi pezzi. Solo 19 anni e spero tanta strada davanti.

2 - Billie Eilish - everything i wanted



Se non lo avete fatto, ascoltate il nuovo singolo di Billie Eilish, e subito dopo andate a cercare il significato del testo, e subito dopo tornate qui e ditemi se non vi ha messo i brividi. 
Billie Eilish ha 17 anni, il fratello Finneas che ha prodotto il brano solo 22. ma entrambi hanno una maturità artistica che tanti, più rodati, non hanno. everything i wanted a quanto so non appartiene ancora ad un progetto più completo ed ufficiale, ma questo mese merita il secondo posto.


1 - A Great Big World & Christina Aguilera - Fall On Me 



In cima alla mia classifica non poteva che esserci uno dei brani che mi ha più emozionato nell'ultimo mese. A distanza di sei anni da Say Something, Christina Aguilera e A Great Big World riprovano a ricongiungere le forze per emulare lo stesso successo ottenuto. Il video di Say Something ad oggi ha una cosa come 480 milioni di visualizzazioni, ha assicurato un Grammy agli artisti ed ha scalato un po' tutte le classifiche. Prospetto però una sorte diversa per Fall On Me che non è un vero e proprio inedito, visto che il brano è già presente nell'album Sì Forever di Andrea Bocelli, ma i due di A Great Big World, Ian Axel e Chad King, che hanno scritto la canzone appunto per Bocelli, hanno pensato di sfruttarlo anche con Christina, dando secondo me al pezzo una intensità perfetta.
Non è un caso se la loro performance agli American Music Awards di quest'anno, sia stata fra le più apprezzate, visto che Christina Aguilera, dopo 20 anni di carriera, riesce ancora a sovrastare alcune sue colleghe più giovani.


Non so se il mese prossimo ci sarà una nuova P_laylist, ma preparatevi perché non può mancare il nostro appuntamento con tutte le nuove canzoni dedicate al Natale.




lunedì 25 novembre 2019

|Beauty Cues|
Ho provato il primo detergente viso di The Ordinary

Già quando al comando di Deciem c'era il compianto Brandon Truaxe avevamo scoperto che il range di The Ordinary si sarebbe espanso con tanti nuovi prodotti. Ed in effetti il brand low cost dell'azienda canadese necessitava di colmare alcuni buchi scoperti del suo catalogo.
The Ordinary non presenta molti prodotti specifici, ad esempio, per il contorno occhi, e fino ad inizi di quest'anno non c'era nemmeno un detergente viso, ma hanno superato il gap introducendo lo Squalane Cleanser.



Son rimasto un po' sorpreso quando ho scoperto che The Ordinary aveva lanciato per iniziare solo un detergente viso di questo tipo perché lo Squalane Cleanser è un prodotto un po' particolare, in quanto contiene una grande quantità di emollienti, fra cui appunto lo squalano, che producono una detersione che banalmente potremmo definire per affinità.
Sul sito, The Ordinary racconta così questo detergente:
"Un prodotto detergente delicato formulato per eliminare il trucco lasciando la pelle liscia e idratata. La formula incorpora Squalane, insieme ad altri esteri lipofili che sono delicati, idratanti, efficaci nel dissolvere il trucco e le impurità facciali e aumentare la spalmabilità del prodotto. Se strofinato tra i palmi delle mani per circa 10-30 secondi, il prodotto subisce un importante cambiamento strutturale da una consistenza balsamica a una consistenza trasparente simile all'olio. Ciò consente agli esteri di saccarosio emulsionanti nella formula di intrappolare e fondere il trucco disciolto e le impurità del viso con acqua per il risciacquo. Essendo non comedogeno e senza sapone, questa formula è progettata per essere abbastanza delicata per l'uso quotidiano, senza seccare eccessivamente la pelle, rendendola adatta a tutti i tipi di pelle."
La formulazione, che appunto contiene ingredienti emollienti e idratanti, dà allo Squalane Cleanser una consistenza molto particolare: è un incrocio fra una crema, un gel ed un balm. Una volta che viene scaldato col calore della mani, il detergente diventa oleoso, scivolando molto di più sulla pelle.



Io ovviamente ho iniziato ad usare il prodotto proprio come spiega The Ordinary: prelevo una piccola noce di Cleanser, la scaldo fra le mani fino a farla diventare appunto oleosa e poi massaggio il tutto su viso asciutto. Questo metodo d'uso però non mi è sembrato perfetto, intanto perché dà l'impressione di lavarmici più le mani che il viso, e secondariamente credo non bisogni proprio lesinare con le quantità, perché non ci si fa molto. Quando si scalda, questo detergente viso The Ordinary diventa una sorta di olio sottile, non immaginate una patacca pesante e gocciolosa, motivo per cui io ho variato un po' il metodo di utilizzo: intanto prelevo la quantità di prodotto che uso abitabilmente con qualunque detergente, che corrisponde più o meno ad una moneta da due euro; poi non scaldo lo Squalane Cleanser fra le mani, ma lo stendo direttamente sul viso, e lo massaggio fin quando non si trasforma appunto in olio.
Dopo averlo massaggiato un po', insistendo sui punti critici, inumidisco le mani e continuo a detergere il viso. Con questo passaggio lo Squalane Cleanser assume una sorta di consistenza lattiginosa molto leggera e sottile.
Insomma più che un detergente viso, è un Pokemon in evoluzione.



Una volta sciacquato con acqua tiepida mi lascia il viso ben pulito, ma soprattutto ha la capacità di rendermi la pelle molto morbida e senza che la senta tirante o secca. Essendo una detersione per affinità lo trovo un prodotto molto delicato, emolliente e idratante, la cute resta elastica e liscia, ma senza perdere di efficacia. E soprattutto senza impiastricciare il viso con patine oleose, residui sgradevoli o fastidiosi lasciti che si trasformano per me in imprecazioni.
Un po' meno delicato è sugli occhi, dove, seppur raramente, un po' me li fa pizzicare, ma non mi ha mai dato grossi problemi, anche di vista appannata, come succede con i detergenti cremosi o oleosi.
Per dovere di scienza ho provato ad usare lo Squalane Cleanser anche su pelle umida e ammetto che l'ho apprezzato tutto sommato ugualmente, ma lo preferisco da asciutto.
La cosa che mi ha stupito, come vi dicevo all'inizio, è che Deciem abbia lanciato solo questo tipo di detergente viso e soprattutto che abbia pensato ad un formato così piccolo, perché appunto non basta pochissimo prodotto come si può pensare, motivo per cui ho visto il tubetto svuotarsi abbastanza in fretta. Avrei preferito almeno un 100ml per iniziare, sebbene poi The Ordinary ha proposto la versione da 150ml.



Superato questo piccolo problema, lo Squalane Cleanser mi piace molto per la sensazione che dà, perché è gradevole massaggiarlo sul viso, è avvolgente, coccoloso ma non risulta troppo untuoso, pesante, da dare sui nervi anche solo pochi secondi sul viso. Ed inutile dire che al mattino sono facilmente suscettibile.
Per le mie necessità è perfetto per il periodo freddo, al mattino appunto quando non sento bisogno di una detersione sgrassante e così profonda, e penso che possa rispondere alle esigenze delle pelli stressate magari dagli agenti atmosferici e più in generale normali e secche. Eviterei su pelli grasse a meno che non lo facciate diventare parte di una doppia detersione. A proposito di questo metodo di pulizia, secondo me è la scelta migliore se contate di usare lo Squalane Cleanser di The Ordinary per rimuovere il make-up, perché usato da solo non credo sia sufficiente a togliere tutti i residui di trucco, ma è necessario ripetere l'applicazione, affiancarlo ad un altro prodotto o ad un panno in microfibra che lo aiuti.
Per il resto son quasi certo che il primo detergente viso di The Ordinary finirà in altri miei ordini futuri.

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🔎 theordinary.com, feelunique.com, lookfantastic.it
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venerdì 22 novembre 2019

Trenta



Ottobre ha avuto e mi ha dato una bella energia, ed un po' me l'aspettavo, visto che l'autunno ci avrebbe liberati dall'interminabile estate, un po' invece mi ha sorpreso perché venivo da mesi che in parte mi avevano prosciugato (sicuramente anche il portafogli, meno posso dire del girovita).
C'è voluto un po' prima che l'autunno esplodesse ed invece è arrivato. Ed un po' mi sento scemo a dirlo quasi con tono di gioia, visto quello che succede, ma l'autunno è la mia stagione e lo sento.

Mi rendo conto che parlo sempre più spesso di energia, di forza, che sembro quasi uno di quei santoni che girano sulle tv locali, ma mi rendo anche conto che due termini così astratti dipingono bene il mio stato d'animo, le mie percezioni.
Noto sempre più di frequente quando persone o situazioni mi rubano questa energia, quando ad averci a che fare mi sento sempre più abbattuto, affannato, confuso, e mi prosciugano, quando non ho piacere nemmeno a restarci nella stessa stanza.
Sentire invece questa energia non significa che vada tutto bene o che non mi imbatta in queste persone o situazioni, ma semplicemente che le affronto meglio. E così è stato un po' tutto Ottobre con me, quasi pacifico. Siamo andati d'accordo.

Nel corso dei giorni però non so perché ho sviluppato la voglia di buttare cose.
Ciao sono Pier ed accumulo cosmetici, scontrini, fatture, sciarpe, scarpe, e candele, in maniera più o meno incontrollata. Se però per sciarpe e scarpe sono limitato dai miei gusti che finirei per comprare sempre gli stessi modelli, e anche dallo spazio che ho a disposizione, per altri oggetti la situazione si fa complicata.
Vi faccio un esempio: di tanto in tanto rivoluziono la mia scrivania, ovviamente oltre una pulizia quotidiana. L'altro giorno fra le mie scartoffie ho trovato, tra le altre cose, una di quelle ricevute che in genere tieni lì perché magari per qualche mese ti possono servire, ma poi butti. Bene, era del 2014. Questo significa che per cinque anni ho preso questo foglio, l'ho spostato, l'ho spolverato, e poi l'ho rimesso sempre lì dicendomi che lo avrei buttato un'altra volta.

O ancora, vi ricordate la spazzolina per il viso in silicone di Silvercrest? Dopo tre anni di onorato servizio ha smesso di vibrare (e detta così suona strana). Non il più longevo degli investimenti, ma ha fatto il suo lavoro, ed io da buon affezionato maniaco l'ho tenuta lì per almeno un mese e mezzo con l'idea di usarla manualmente. Pensate si accaduto anche solo una volta? Certo che no. Pattumiera.
Ora sono a caccia della scatola originale, e giuro la troverò e la differenzierò.
Ottobre quindi ha sviluppato la Marie Kondo che è in me: meno acquisti, più sfruttamento delle cose che già ho e che magari non utilizzo, meno accumulo, più voglia di spazio e novità.
Certo, io non conservo solo le cose che mi danno gioia, anche perché a chi dà gioia un modello F23?

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C'è stato poi qualcuno di voi che mi ha fatto ridere, mettendosi a cercare i post in cui parlavo di qualche ex ragazzo. Sì, io vedo tutto, e sì, quei post esistono, ma sappiate che non stavo mica a raccontare dettagli della mia vita relazionale in maniera esplicita.
Alle prime armi sì, non così rincoglionito.

Poi è arrivato Novembre e parte di quella energia è stata assottigliata da un'ansia latente. La mia età ha ufficialmente cambiato decina e mi mette ansia perché sto invecchiando e me ne rendo conto.
Mi chiedo, come facevo un tempo a tornare a casa alle 2 o alle 3 di notte dal venerdì alla domenica, per poi andare in facoltà il lunedì, quando ora alle 23 massimo sono a letto e se è possibile dormo?
Com'è che prima ero io quello che parlava "troppo moderno" e ora devo cercare il significato delle parole che girano in rete tipo "Ok Boomer"?
Voi sapete che significa? È in pratica la risposta che i più o meno giovani danno a noi più o meno vecchi quando diciamo semplicemente una cosa sensata che per loro è una paternale.
Una volta si diceva "me cojoni" ad esempio.

E TikTok che roba sarebbe? E perché dovrebbe far ridere? Ogni volta che ne sento parlare mi immagino canuto ed imbronciato ad esclamare "queste diavolerie moderne".



Novembre per me significa 30 anni ed a guardare, leggere, scrivere questo numero (mi) vengono le vertigini.
Mia madre quando mi ha fatto gli auguri ha aggiunto "ce l'abbiamo fatta", come a dire che nemmeno lei pensava ci sarei arrivato.
"Figurati io, Ma'" avrei dovuto rispondere, ma avevo ancora troppo sonno per proferire frasi di senso compiuto.
30 anni (mi) mettono ansia, perché sono arrivati senza che me ne accorgessi, senza che ci pensassi, o forse pensandoci troppo. Perché seguire la propria strada è più difficile che trovarla e perché qualcuno ad semplice numero ha attribuito chissà che significati. E ti tocca prendere tutto il pacchetto.
Trenta sono troppi e allo stesso tempo troppo pochi, devi aver già fatto e allo stesso tempo hai ancora tempo per fare, annegando quelle paranoie date dal senso di inadeguatezza imposto dal confronto con gli altri, che magari hanno imitato altri ancora. Sei ancora indietro, e allo stesso tempo hai spazio per la rincorsa.
Avere trentanni forse per me significa non sapere ancora chi sono, averne la certezza, purtroppo o per fortuna, anche se ho scelto di scansare le orme che mi hanno preceduto, anche sapendo che stavo sbagliando e sbaglierò. Significa che ci sono milioni di cose che ancora non ho capito e non vedo, significa un futuro che non vedo, ma so che c'è.
Per questo forse devo portare a me stesso ancora più rispetto.






lunedì 18 novembre 2019

|Beauty Cues|
La Saponaria Lozione Lenitiva e Idratante: la mia esperienza

Mi ritengo cosmeticamente fortunato. Dopo aver superato il periodo dell'acne adolescenziale, parentesi molto pesante, non ho più avuto grosse problematiche che riguardassero la pelle. Non soffro di eccessiva secchezza, ho imparato a tenere bada gli sbalzi termici, non ho spesso impurità molto visibili, le mie occhiaie si nascondono con un correttore dalla media coprenza, riesco insomma ad accontentarmi. Tuttavia ho sempre dovuto lottare con il cuoio capelluto. Cambio di stagione, stress, sudorazione eccessiva, prodotti sbagliati, bere poca acqua, lavaggi troppo frequenti o poco frequenti, mercurio retrogrado, case libri auto viaggi e fogli di giornale: ogni scusa è buona affinché il mio cuoio capelluto impazzisca e diventi sensibile, secco, tirante, pruriginoso, e persino arrossato e desquamato.
È un'immagine poco edificante, ma è la realtà e so anche essere un problema comune a molti, e tanti come me cercano soluzioni per questo cuoio capelluto irascibile, che personalmente mi lascia in pace per ben pochi periodi dell'anno.
I prodotti che mi danno generalmente aiuto sono principalmente gli oli, che usati come impacco riescono a sopperire la quasi totale assenza di sebo, e che possono proteggere, nutrire e lubrificare il cuoio capelluto, ma non sempre bastano, e in certi periodi sento la necessità di un supporto maggiore. Per questo la Lozione cute lenitiva e idratante di La Saponaria ha attirato subito la mia attenzione.



Lo scorso Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, La Saponaria ha lanciato una linea rivolta esclusivamente alla cura dei capelli, ma con attenzione alla cute sottostante, chiamata appunto Inner. Dallo scrub per il cuoio capelluto, ad un paio di shampoo solidi che rispettano l'ambiente, tutti i prodotti di questa gamma contengono prebiotici che

"aiutano i microrganismi “buoni” naturalmente presenti nella nostra cute a proteggere, rinforzare e riequilibrare il microbioma cutaneo."

un po' come accade nel nostro intestino, quindi al fine di proteggere questo microsistema. Fra la gamma Inner La Saponaria per me spiccava un prodotto in particolare che speravo potesse aiutarmi con le mie problematiche al cuoio capelluto ovvero la Lozione Lenitiva e Idratante.
Si tratta di piccole fialette in bioplastica da canna da zucchero, che possono essere anche richiuse e che contendono appunto la lozione, un siero liquido praticamente inodore.



Questa Lozione La Saponaria contiene ovviamente ingredienti idratanti e rinfrescanti, come idrolato di camomilla, di amamelide, succo di aloe ed estratto di camomilla. In realtà ho scoperto che sul sito La Saponaria c'è questa bella scheda che esamina tutti gli elementi dell'INCI di queste fialette, indica la finalità degli ingredienti ed è molto utile per potersi orientare se non si hanno molte conoscenze in questo senso.



L'uso che indica l'azienda è semplicissimo: è possibile iniziare con un trattamento urto applicando la Lozione Idratante Lenitiva sul cuoio capelluto con un breve massaggio per quattro giorni consecutivi, per poi continuare con una applicazione di due volte a settimana. Io ho proprio seguito questo processo, avendo appunto bisogno di qualcosa di forte, e l'ho sempre applicata praticamente su tutta la cute, anche perché essendo liquida scorre via facilmente quindi una applicazione particolarmente dettagliata non credo sia possibile.
La Saponaria dice di lasciarla in posa 20 minuti ed in caso procedere con uno shampoo, ma su di me non è stato necessario: non è una lozione oleosa quindi non mi sporca i capelli, ma devo dargli una spazzolata per ravvivarli un po' una volta che i capelli sono asciutti. Su di me però avvicina di circa un giorno il lavaggio, ma per abitudine ho usato la Lozione Prebiotica Lenitiva proprio la sera prima dello shampoo, così che possa agire almeno tutta la notte e non avere alcun problema con la piega. Queste tempistiche valgono per le applicazioni di mantenimento due a volte a settimana (anche per ricordarmi di usare il prodotto), ma ripeto, dopo averla massaggiata i miei capelli non appaiono comunque untuosi o appiattiti.



È vero che una fialetta basta per tre applicazioni come La Saponaria afferma nelle specifiche, pur avendo i capelli folti, ma posso capire che se avete capelli molto lunghi possa dare la sensazione di aver bisogno di più prodotto per una distribuzione ottimale e finire per fare due applicazioni con una sola fiala.
La mia esperienza con questa Lozione Lenitiva e Idratante è iniziata proprio al culmine del cambio di stagione e fin da subito ho trovato le fiale molto semplici da usare, pratiche e senza sprechi. Ho iniziato con i quattro giorni consecutivi ed ho notato sin da subito che sentivo il cuoio capelluto più idratato, più fresco, un po' più bilanciato e meno propenso a prudere. Non posso dire che il problema fosse svanito del tutto, perché, su di me almeno, devo superare quelle condizioni che mi causano il problema affinché questo passi, ma sicuramente l'azione lenitiva c'è e l'ho sentita.



Nel corso degli utilizzi ho notato che la Lozione La Saponaria lenitiva e idratante mi ha dato una mano nel mantenere l'idratazione del cuoio capelluto, e lo sento meno tirante. Tuttavia mi rendo con che non è un prodotto che riesce a sostituire, almeno nel mio caso, l'uso di oli ed impacchi che mi aiutano a tenere sotto controllo la desquamazione, visto che il mio cuoio capelluto non produce molto sebo. È come se fosse un siero capelli da utilizzare a bisogno: in questo momento sento il cuoio capelluto secco? bene, applico un po' di questa lozione. Ma secondo me non è sufficiente, ad esempio, a ribilanciare l'azione di uno shampoo aggressivo, perché una volta che vado a lavare i capelli, l'effetto su di me svanisce quasi del tutto.
Ovviamente è importante usare i prodotti giusti ed io ne ho associato l'uso con una hair care routine che su di me è delicata e non mi dà reazioni, ma non credo sia necessario un disclaimer simile.



Direi quindi che questa Lozione La Saponaria sia più adatta come post shampoo, che come trattamento pre detersione. Inoltre l'assenza di profumazione fa sì che non si crei una miscela di odori fra i prodotti dell'hair care routine e queste fiale.
Più in generale non ho notato un miglioramento o un rafforzamento della capigliatura, ma ho visto che i capelli nel periodo di utilizzo non hanno mai seguito troppo la loro naturale inclinazione alla secchezza.
Credo che per un cuoio capelluto meno intransigente e complicato del mio, la Lozione Cute Prebiotica Lenitiva de La Saponaria, possa fornire un aiuto nel controllare situazioni di irritazione o sensibilità temporanea, oppure penso anche a chi fa periodicamente trattamenti come decolorazioni e tinture che possono essere un po' aggressive sul cuoio capelluto, e cerca appunto una lozione che lenisca in modo rapido. Se invece come me avete una cute assimilabile al Sahara, allora credo vogliate dirigervi su qualcosa di più strong, o comunque unire questa lozione ad altri trattamenti più idratanti ed incisivi. Se fossi in La Saponaria, penserei ad un prodotto che, nello stesso formato, associ questo tipo di fiale da usare appunto dopo il lavaggio, a delle fiale magari oleose e nutrienti da usare pre shampoo.


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venerdì 15 novembre 2019

|#backtoseries|
Recuperi tardivi ed inaspettate delusioni

Lo avevo anticipato e mi spiace essere monotematico ma questo per me è un periodo carichissimo di serie tv da vedere, e più che in altri periodi ne sto seguendo ogni sera più di un episodio, per far fluire questo ingorgo. Ovviamente non mi sto lamentando di guardare troppe serie tv, ma è solo per dirvi che #backtoseries sarà molto frequente.
In questa recensione ho raccolto tre serie tv che hanno degli aspetti positivi, ed alcune mi sono piaciute, ma la mia vena critica e polemica non si fa sfuggire tutti quegli aspetti che invece non gradisco, che fanno scemare la tensione, che potevano essere condotti diversamente. Insomma fatemi sentire un po' sceneggiatore.


Insatiable
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠


Attendevo con molta curiosità la seconda stagione di Insatiable, che è riuscita a scampare le critiche che la prima stagione ha dovuto affrontare e a cui qui ho provato a rispondere a modo mio. Credo che abbiano saputo tenere botta anche con questo secondo ciclo di episodi, che trattano una storia ancora più cupa e deviata.
Avevamo lasciato Patty intenta a nascondere le tracce di un omicidio, ma la nuova stagione di Insatiable sarà segnata da ulteriore morte, tensione e problemi per la giovane reginetta di bellezza che vuole a tutti i costi uscirne pulita. Ovviamente dovrà anche affrontare il disturbo che la assilla da più tempo, l'ossessione per il cibo, che si ripresenterà più forte che mai visto lo stress che dovrà superare.
Al suo fianco c'è sempre Bob, che cercherà di sostenerla e darle tutto il suo supporto, sebbene anche lui deve affrontare una profonda crisi personale.



Ironia, trash, ma anche tanto da raccontare in questa seconda stagione di Insatiable che mi ha convinto, fatto sorridere ed anche riflettere, esattamente come la prima stagione. Ho capito che ci sono due fazioni, oltre a chi detesta questa serie tv in toto: chi riesce a coglierne solo il lato più ludico, trash appunto, divertendosi per le battute frizzanti e serrate, per le situazioni assurde, e per i personaggi; oppure c'è chi come me vuole andare a fondo e sguazza nei sotterranei dei messaggi che Insatiable vuol trasmettere.
Ho avuto l'impressione che in questa seconda stagione abbiano voluto in un certo senso chiarire da che lato stanno i personaggi, rendere più palese che la serie non è l'esaltazione della magrezza, ma proprio l'opposto.



Le contraddizioni umane, la follia umana, in un crescendo che ci porta a scoprire il lato peggiore dei personaggi, è questa la base della serie tv. C'è sempre molta amarezza, c'è sempre questo rimbalzo fra il capire quanto conta ciò che si è, e quanto invece siamo diventati quel che abbiamo subito. In generale questo modo sopra le righe consente di parlare di tante tematiche ma credo capitino in modo fluido e organico, sempre in linea con la storia di Insatiable, che non perde un solo momento per risultare attuale: si parla di appropriazione culturale, di coppie poliamorose, si sconvolgono alcuni cliché che invece vediamo in altre serie o nella nostra società.


In questa seconda stagione di Insatiable hanno continuato a battere il chiodo sulla doppia facciata dei personaggi, da un lato perfetti, simpatici, estroversi, dall'altro segnati psicologicamente: Bob Armstrong rivela la sua depressione, che ha anche una linea ereditaria nella sua famiglia, suo figlio Brick nonostante sembri un tipo solare e in gamba e a cui non manca nulla, ha diverse insicurezze per il futuro, così come Nonnie che vorrebbe seguire le orme del padre ma non vuole cadere in uno stereotipo, o Magnolia che pur essendo praticamente una venere, che si sente smarrita in quanto soffre il razzismo della sua stessa comunità che non la considera abbastanza nera. Sono sottigliezze queste che forse noi italiani bianchi non possiamo comprendere (un parallelismo che potrebbe rendere l'idea è il razzismo di alcuni italiani del nord nei confronti di quelli del sud), ma esistono nella società di oggi.



Certo, Insatiable non è una serie perfetta, non lo è mai stata: la trama della seconda stagione secondo me è più debole, ha perso un po' di freschezza visto che veniamo da una prima stagione già esaustiva, hanno fatto bene secondo me ad eliminare due episodi che potevano risultare ripetitivi, fra sfilate e concorsi. La struttura narrativa comica ogni tanto secondo me abbassa un po' troppo l'intensità di certi momenti, ma è giustamente la carota, dove il bastone è il raccontarci una storia cruda e forte.
Tornando ai personaggi, mi è sembrato un po' lasciato a se stesso Bob Barnard, perché sembra che arrivi in scena ma non fa nulla che possa incidere nella crescita del suo personaggio, né all'interno della storia.



A volte bisogna abbassare la soglia della credulità, insomma ma la qualità di Insatiable è la capacità di trovare il male nel bene ed il bene nel male, e questo lo rende in un certo senso realistico perché non è mai tutto bianco o nero specie quando si tratta delle intenzioni umane.
Mi hanno fatto notare che Insatiable potrebbe non essere appetibile per chi magari non si ritrova nei disturbi alimentari, o comunque non ne ha mai subito il problema. Io credo che in parte non sia del tutto vero, perché i problemi alimentari di Patty, questo vuoto e tracotanza insieme, possano essere una parafrasi per chiunque. Oltre al fatto che non è obbligatorio seguire temi solo vicini al nostro orticello, ma a volte è bello ampliare i proprio orizzonti.
Purtroppo non avremo la terza stagione di Insatiable, perché Netflix ha cancellato lo show.


The Sinner
Prima stagione 
⭐⭐⭐

Ho recuperato la prima stagione di una serie che volevo vedere da praticamente un anno ma non avevo avuto occasione, ma per l'arrivo della seconda agli inizi di quest'anno, mi sembrava il momento di recuperare i primi otto episodi di The Sinner.


Cora Tanetti sembra vivere una esistenza non proprio entusiasmante, ma tutto sommato con un quotidiano comune e tranquillo: è sposata, vive vicino casa della suocera, ed ha un bambino insieme al marito Mason. Tuttavia una normale giornata al mare segnerà una svolta estrema nella vita di Cora e della sua famiglia: con uno scatto la donna uccide a coltellate a sangue freddo un ragazzo sulla spiaggia. Sembra un colpo dato dalla follia, ma Cora si dimostra fin troppo lucida per poter avere qualche disturbo psichico, tuttavia il suo passato rivelerà molto presto abusi, tragedi e drammi che sono stati fossilizzati nella sua memoria.



Una storia cupa, torbida, a tratti inquietante, anche con un impatto visivo forte, quella di The Sinner è uno spaccato narrativo che mi ha tenuto incollato dal primo episodio fino alla risoluzione di questo giallo intricato. È una serie tv tratta da un romanzo omonimo quindi si gioca sul collaudato, eppure a tratti ho trovato la storia originale, intrigante, e molto ben recitata. Non ricordavo sinceramente che Jessica Biel sapesse calarsi così bene nei panni di una donna ferita e smemorata, ma anche tutto il cast ha saputo seguire e supportare la sua interpretazione.
C'è però più di un aspetto che non ho apprezzato in The Sinner 1, che riguarda proprio la costruzione dell'intreccio. Per diverse puntate assistiamo appunto allo spaesamento di Cora, che ricerca nei pochi flash della sua memoria una soluzione al suo comportamento. Solo l'aiuto del detective Harry Ambrose riuscirà a scardinare quella porta, ma lo sviluppo della storia poteva essere condotto meglio. 



Sono veramente pochi gli elementi che portano avanti il filone narrativo principale nel corso dei primi sei episodi, e questo comporta da un lato una noiosa ripetitività, anche poco credibile. Cora si ritrova giustamente in carcere e per tutto il tempo da sola non ha nemmeno un ricordo che la possa aiutare, se non soliti flash sparsi. Per tutta la permanenza in prigione si preferisce giocare sui suoi "non ricordo", allungando il brodo con l'entrata di un antagonista, e per questo, arrivati al settimo episodio ci dobbiamo sorbire un'intera puntata spiegone in cui chiariscono tutti i punti rimasti in sospeso. Questo secondo me interferisce con il crescendo narrativo, smorza la tensione, sebbene tutto l'ingranaggio di puntata in puntata mi aveva davvero convinto. Ci sono poi alcune semplificazioni, che rendono il finale appunto un po' troppo sbrigativo rispetto allo sviluppo.
The Sinner per me merita tre stelle, ma queste mie perplessità non mi impediranno di recuperare quanto prima la seconda stagione, che ha comunque in parte altri personaggi ed altre storie, quindi amanti dei gialli, datevi da fare a recuperarla. 


Euphoria
Prima Stagione
⭐⭐🌠



"Pier devi vedere Euphoria!" mi son sentito dire da più parti e da più persone da quando è andata in onda su Sky a fine settembre (anzi a dir la verità anche quando era ancora uscita solo in America), ed io l'ho vista ragazzi, ma non ho capito cosa ci fosse di così esaltante.
Rue fa parte della generazione Z, coloro che hanno scavalcato noi Millennial in questa gara a chi è peggio, è giovanissima, è simpatica e spigliata ma purtroppo ha già avuto un'infanzia travagliata nel tentativo di essere curata dai suoi disturbi psichici e dalla morte del padre che l'ha resa tossicodipendente. Rue diventa la voce narrante non solo delle sue vicende ma anche degli altri protagonisti che, chi più chi meno, si ritrova in parte nei suoi panni, circondati da famiglie disfunzionali, piccoli e grandi traumi che hanno segnato le loro brevi vite.



Se Euphoria è il manifesto della generazione Z come ho letto da qualche parte, allora fatemi dire che questa generazione è estremamente noiosa, ed arriva tardi. Gli argomenti che infatti hanno causato grandi polemiche (in parte ingiustificate secondo me) nei confronti della serie non mi sembrano essenzialmente una novità nel mondo dei telefilm né nel mondo reale.
A me sinceramente è sembrata una serie che non ha niente da raccontare, che fa leva su dei personaggi che non hanno niente di interessante da dire, visto che sono per la maggiore banali stereotipati e male approfonditi. Da una ecosistema già visto, fra atleti e cheerleader, sfigati e outsider, non si dirama nulla che possa essere diverso, nuovo, originale. Di adolescenti ribelli, che hanno una doppia vita rispetto a quella conosciuta dai genitori, fissati con le chat, col sesso, col porno, o peggio che hanno delle vere e proprie dipendenze, da alcol, fumo, farmaci ne abbiamo visti una infinità, non serve certo Euphoria a raccontarcelo.


Forse lo fa a tratti in un modo più crudo, più diretto e sicuramente riflettente dei nostri giorni rispetto ad altre serie tv, ma per il resto ho visto ben pochi appigli sia di originalità che di approfondimento. Anche argomenti come la depressione, il disturbo bipolare, o il rapporto con i genitori, sono solo abbozzi.
Jules mi sembrava potesse essere l'ancora di salvezza da questo punto di vista: un passato difficile, una madre tutt'altro che comprensiva e affettuosa, la transizione, ma per il resto della serie il suo personaggio si appiattisce. E poi dove lo trova il tempo (ed i soldi) di farsi tutti quei make-up con l'eyeliner glitterato?
Interessante poteva essere l'approccio che hanno avuto con Kat, che piuttosto che essere rappresentata come una sempiterna sfigata, trova una forza particolare, ma bisogna dire che già da principio era perfettamente integrata nel suo gruppetto, quindi non solo la sua evoluzione non è poi così rivoluzionaria, ma risulta comunque poco approfondita.



Non ho trovato poi così malevolo l'uso di sostanze stupefacenti o la sessualizzazione di Euphoria, (sebbene sia conscio che sia un vero problema l'influenza delle serie tv sui giovani) ma non ho apprezzato certi dialoghi o certe frasi della protagonista che vengono buttate lì a caso e sono molto più fuorvianti. Ad esempio "Devo provare a cambiare, devo farlo per coloro che amo" - no, devi farlo per te stessa secondo me - oppure affermare che l'accettazione sessuale spinga ad essere violenti. O ancora, ho trovato brutto che quasi con tono risibile e sempre in modo randomico si facesse costante riferimento alle sparatorie di massa: non suona caustico, suona semplicemente fuoriluogo.



Insomma, per me Euphoria è un costante tiro alla fune per cui se mi piace una cosa, ce ne sono altre dieci che mi lasciano perplesso. Ad esempio ho apprezzato il modo in cui abbiano reso bene questi ragazzi, che poi sono un po' come tutti gli adolescenti: scaltri e boriosi sulle prime, ma poi se la fanno sotto appena le cose si fanno serie. Dall'altro lato i rapporti fra i personaggi sono strani: da che sembra non si conoscano nemmeno, non si parlino, non escano insieme, a che te li ritrovo a far comunella.
O ancora non so quanto sia realistica la storia in generale, l'intreccio Nate e Jules secondo me ha dei tasselli mancanti. Ed i colpi di scena sono prevedibili, anche da una persona poco sveglia come me.
Bravissimi però gli attori, da Zendaya ad Hunter Schafer.



Mi piace moltissimo la regia, il montaggio, le musiche, le scelte di luci che attirano costantemente l'attenzione dello spettatore. Ad esempio nella quarta puntata, "Sali sulla giostra", sembra davvero di stare tutto il tempo in un luna park, con questa musica costante che si muove seguendo la tensione della narrazione. O l'inserimento, ad un certo punto, di una parte con i personaggi disegnati stile Anime che rende l'esperienza visiva multimediale. Tuttavia questa costruzione tecnica secondo me perde di intensità una volta che aggiungono quella costante patinatura, quasi perfezione della composizione scenica, alla serie.
Potrei continuare ancora, ma credo sia più che sufficiente a farvi capire che Euphoria per me non merita il successo che sta riscuotendo, non la trovo così trasgressiva e shockante, essendo stata ampiamente preceduta per tematiche da serie come Sex EducationThe End of the F***ing World, e persino da quello sconquasso di 13 Reasons Why, giusto per nominarne alcune recenti.







lunedì 11 novembre 2019

|Beauty Cues|
Piccole scoperte, tiepide novità e stroncature 🤷🏻‍♂️

Rovistiamo ancora una volta insieme nel mio cassonetto dei prodotti finiti (perché immondizia suona rustico) alla scoperta di cosa promuovo e cosa invece boccio senza possibilità di ricorso. Ho un paio di prodotti che mi hanno davvero deluso, alcuni ritorni, e molto altro ancora.

Cien Nature Mousse Detergente 3 in 1 - Cleansing Foam



Ritorna praticamente dopo due anni, ma per me la Cleansing Foam della Cien Nature resta uno dei miei prodotti promossi di sempre, se non fosse che Lidl non si è ancora decisa a metterla in linea permanente.
Settembre ed ottobre sono stati climaticamente un po' ballerini, con qualche giornata più fresca e di pioggia, ma restando in media più caldi, per cui non ho ancora messo in uso prodotti cremosi perché ho avuto bisogno, anche al mattino, di un detergente viso che fosse funzionale ma delicato, e la mousse detergente Cien si pone perfettamente in questo equilibrio di caratteristiche. Non mi ci soffermo troppo perché qui potete trovare la review di un paio di anni fa, che confermo in ogni singola parola. È rimasto praticamente invariato sia l'INCI che la profumazione, così come la mia esperienza positiva.
Sia questa mousse che il Lip Balm Protection & Care sono i due prodotti di Cien Nature in edizione limitata che riacquisto sempre a rullo. Appena li trovate, non fateveli scappare perché ne vale la pena.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 1.99€
🏋 150ml
🗺 Made in Germania
⏳ 12 Mesi                                 
🔬Natrue
💓⇒ 🏆

La Bioteca Italiana Crema Corpo Idratante al Cocco




L'avevo messa da parte questa estate, e nella review in cui ho provato per la prima volta i prodotti di La Bioteca Italiana, disponibili da Tigotà, spiegavo cosa non mi convincesse di questa Crema Corpo al Cocco. Con il cambio delle temperature ho trovato un po' più gradevole la texture, meno untuosa, e resto dell'idea che lasci la pelle morbida e liscia, tuttavia richiede comunque del tempo prima che si assorba, e soprattutto ancora più che durante l'estate non è sufficientemente idratante visto che la mia pelle si dirige sempre più verso la secchezza.
Credo di poter dire definitivamente che questa crema Corpo Idratante La Bioteca Italiana sia un prodotto quasi bocciato: non gli ho trovato una collocazione stagionale che potesse renderla gradevole ed efficiente e son sicuro che nel vostro armadietto del bagno ci sia già di meglio.

INFO BOX
🔎 Tigotà
💸 €1,99
🏋100 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸 


Bjobj Collutorio Rinfrescante Eucalipto



Tremendamente bocciato questo Collutorio di Bjobj, azienda prodotta dalla San.Eco.Vit. proprio come La Bioteca Italiana, che non ha proprio nulla di rinfrescante.
Ha un INCI essenziale, contiene infatti succo di aloe, olio di eucalipto appunto che dovrebbe avere un'azione antibatterica, ma purtroppo hanno inserito anche alcol e si sente.
Non concordo infatti in alcun modo con la descrizione dell'azienda:
"Il Collutorio rinfrescante all'Eucalipto Bjobj, formulato con materie prime di origine
vegetale, è ideale per la corretta igiene orale quotidiana. Il succo di Aloe Vera contenuto è ideale per mantenere sani gengive e cavo orale. L’olio essenziale di Eucalipto lascia una piacevole sensazione di freschezza."


Intanto credo abbia un sapore assolutamente sgradevole, purtroppo sia da puro che da diluito, e non sono riuscito ad abituarmi al suo gusto nemmeno dopo diverso tempo, nonostante abbia terminato la confezione. In generale non mi è sembrato particolarmente rinfrescante, e la sensazione di pulito, che in generale avverto, è accompagnata da un'altra sensazione di bocca un po' secca. Per mio gusto ed esperienza il Collutorio Rinfrescante Eucalipto Bjobj non è quel passaggio piacevole con cui concludere l'igiene orale prima di andare a letto (né al mattino come faccio di solito prima di colazione), ma è semplicemente un prodotto bocciato, con un rapporto qualità/prezzo non conveniente, che non consiglio e che non ricomprerei. Però salvo il misurino che hanno messo, un "bravi" per quello.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 €7.10
🏋500 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🍂

PhBio Scrub Corpo alla Nocciola



Molte, molte perplessità per questo scrub corpo PHBio, uno dei pochi prodotti del brand che ancora dovevo provare, ed ammetto che un po' me ne sono pentito.
Se volete conoscere quali altre referenze ho provato potete cliccare qui, ma invece per quanto riguarda lo scrub corpo secondo me ci sono tante cose che non funzionano. Intanto credo che il nome sia poco azzeccato, perché fa pensare che la nocciola inserita siano i granuli del guscio, ma non è così, infatti leggendo la descrizione, PhBio dice
"Rimuove dolcemente le cellule morte donando luce e freschezza alla pelle. Elimina tutte le impurità, consentendo anche una migliore ossigenazione. Formulazione delicata in crema, arricchita con olio di nocciola e granuli di riso per una delicata esfoliazione. Va applicato sul corpo con movimenti circolari dal basso verso l’ alto, per favorire la circolazione venosa e linfatica"

ed in effetti il riso capeggia già alla seconda posizione dell'INCI, seguito da una serie di emollienti che compongono questa consistenza cremosa molto soda.



E qui si pone un altro problema, forse più importante: intanto i granelli di riso sono troppo sottili per un esfoliante corpo, dall'altro la cremosità densa non consente una stesura facile e veloce, ma richiede più tempo e olio di gomito.
Su di me, per avvertire che questo scrub PHBIO sta agendo, devo davvero massaggiare tanto, e se su braccia e busto tutto sommato funziona, e avverto i granuli sulla pelle, sulle gambe mi sembra quasi che nemmeno si sentano.
Sinceramente mi son ritrovato quasi stanco ogni volta che l'ho usato, tanto è lo sforzo che devo fare nel massaggiarlo affinché queste perle minuscole di riso siano esfolianti.
Ho provato ad utilizzarlo anche su pelle asciutta, e, oltre a non notare una particolare differenza, bisogna applicare più prodotto perché la consistenza cremosa non ha una buona distribuzione.



Certo, complice la texture emolliente e ricca lo Scrub Alla Nocciola va a nutrire e idratare la pelle, per cui resta morbida ed elastica, e quasi non sento il bisogno di una crema corpo dopo, ma la rimozione delle cellule morte è davvero blanda, forse adatta ad una cute molto molto sottile e sensibile, e per me è quasi un prodotto che potrei usare ogni giorno. Buona la profumazione, che secondo il mio naso non ricorda affatto la nocciola appunto, ma è più fresca e delicata.
Per concludere in bellezza, trovo che lo Scrub Corpo alla Nocciola PHBIO richieda un po' di attenzione e decisamente una buona quantità di acqua nel risciacquo.
Bocciato o promosso? Non so, come tutti i prodotti PhBio si trova periodicamente da Lidl, ma ho visto che alcuni siti online rivendono il brand. Io in ogni caso non lo ricompro.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 € 3.79
🏋 250 ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 Bio Cosmesi AIAB, Vegan OK
💓⇒ 🌸🌱


Erbaviva Bio Dentifricio Rimineralizzante Protezione Totale
Aloe e Menta


Ho deciso ormai di voler provare tutti i dentifrici di Erbaviva Bio, e dopo la piacevole esperienza con la versione Whitening son passato a questa Aloe e Menta, che, seppur ho apprezzato, si trova un gradino sotto. 
Si tratta anche in questo caso di un dentifricio in pasta, abbastanza compatta, e che quando si va a spazzolare sui denti crea una schiuma leggera ma più che sufficiente a pulire bene il cavo orale.
Mi ha un po' stupito la descrizione ed è una cosa che non avevo notato nel dentifricio Whitening:
"Il dentifricio Erbaviva Bio Protezione Totale offre una protezione completa di denti e gengive. La sua formula è arricchita con succo d’uva e aloe vera dalle naturali proprietà antiossidanti e protettive. Gli oli essenziali di menta ed eucalipto donano un piacevole aroma balsamico e rinfrescante, garantendo un alito fresco a lungo."
Se è vero che nell'INCI appare il succo di uva e di aloe, ed è sempre un dentifricio con fluoro, non avevo invece visto che nella lista degli ingredienti non appaiono gli oli essenziali di menta e eucalipto. Voi li vedete? Sono cieco io?



A parte questo, in effetti mi aspettavo che il dentifricio Protezione Totale avesse un sapore decisamente più mentolato, invece somiglia abbastanza a quello della versione Whitening, resta delicato, dolce, vagamente liquirizioso, fresco, ma non in modo eccessivo. Mi piace il modo in cui pulisce i denti perché è delicato, ma efficace, non è abrasivo e quindi non ha aggravato la sensibilità dei miei denti e trovo che sia abbastanza gentile anche sulle gengive. Quindi un buon prodotto per l'igiene orale, ma l'unico neo che posso attribuirgli, oltre al sapore non così deciso come speravo, è che questo dentifricio Erbaviva Protezione Totale è un po' troppo compatto a livello di consistenza e mi dà l'impressione (ma è più che altro una fisima mia) che la distribuzione non sia ottima. Ovviamente andandolo a massaggiare si ammorbidisce, non è di cemento, ma preferisco per un pelo la consistenza del Whitening

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Splendidi e Splendenti
💸 €1.80 (in offerta)/ €2.49
🏋 75ml
🗺 Made in Italia
⏳  6 Mesi
🔬 NATRUE, Bioagricert
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

SYLVECO Lip Balm Cinnamon & Sea Buckthorn
Balsamo Labbra Olivello Spinoso & Cannella


Credevo di aver già parlato di Sylveco, ed invece è stata solo la mia immaginazione, sebbene credo sia uno di quei brand che desidero approfondire nei prossimi due anni. Pensate voi che organizzazione. 
Sylveco nasce agli inizi degli anni '90, epoca che io non ricordo, in Polonia, ed è un'azienda a conduzione familiare i cui fondatori sono anche i padri di altri brand che magari conoscete, ovvero Vianek e Biolaven, ed ovviamente nelle loro linee di cosmetici naturali sfruttano le piante disponibili nel territorio polacco. 
Per iniziare a conoscere Sylveco ho fatto il passo più semplice cominciando da un lip balm, ed ho scelto la fragranza più autunnale ovvero quello alla cannella. L'aroma si avverte abbastanza quindi deve essere apprezzato, ma non credo che possa essere considerato da qualcuno un profumo così invadente e persistente. È uno stick con una consistenza che a me piace molto, perché è morbida e non cerosa ma non eccessivamente scivolosa quindi resiste sulle labbra in modo confortevole, non pesante.


La colorazione dello stick è proprio arancione chiaro, in quanto l'olivello spinoso ha un colore brillante ed intenso ed ho notato che bisogna non esagerare con questo lip balm Sylveco perché se come me siete abituati a mettere mezzo chilo di burrocacao alla volta, qui c'è un po' il rischio dell'effetto pasta al sugo se sbordate troppo dal contorno labbra. Ciò nonostante mi piace che abbia un finish lucido ma discreto, non eccessivamente effetto gloss.
Ovviamente non contiene solo olivello spinoso, ma anche olio di jojoba, olio di enotera che è un elemento pregiato, nutriente e antiinfiammatorio, burro di karitè e di cacao e tanti altri emollienti che si sentono. 
"Protegge le labbra, aiuta a mantenere il livello ottimale di idratazione. Previene le screpolature e la secchezza delle labbra. Garantisce ottima protezione contro il sole, il vento e il gelo.
Contenuto ricco di vitamine e antiossidanti come l’olio di olivello spinoso che rende le labbra morbide. L’ingrediente attivo (betulin) lenitivo, rigenerante, aiuta a combattere le irritazioni, allevia i sintomi di herpes.
Non sono solito avere herpes quindi non mi posso esprimere, ma trovo che il Lip Balm Cinnamon & Sea Buckthorn crei un film protettivo e nutriente che rende le labbra morbide, elastiche e dà confortevolezza alla mucosa. Non credo sia fra i balsami labbra più riparatori mai provati (ho una mia piccola classifica a riguardo), ma svolge bene il suo compito, idratando bene la zona, e metterne troppo non solo può causare quell'effetto che dicevo sopra, ma soprattutto non è necessario. Sylveco quindi parte già bene con me, e speriamo che prosegua altrettanto.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸 €3 (in offerta)
🏋4.6gr
🗺 Made in UE
⏳ 3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Questa è solo una fetta dei prodotti che ho avuto sottomano nell'ultimo periodo, ma torno presto con un'altra manche di promossi e bocciati. 



mercoledì 6 novembre 2019

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Patch Occhi Dizao a confronto 😏

Negli ultimi #WeeklyMask ho prestato troppa attenzione alle necessità del viso in generale, e poca ad una zona che invece, almeno nel mio caso, merita decisamente più di qualche attenzione sporadica: il contorno occhi. La pelle della mia zona perioculare tende a perdere idratazione abbastanza facilmente, specie con il freddo, e già questo è causa di segni sottili. Inoltre da buon miope strizzo spesso gli occhi, tendo la pelle per mettere le lenti a contatto, e, seppur ho imparato a non farlo tanto spesso, mi stropiccio gli occhi quando sono stanchi.
Capite bene che non mi basta una cremina da spatasciare mattino e sera, ma mi serve un'azione mirata e costante con trattamenti più specifici.
Volevo provare da davvero tantissimo tempo alcune delle maschere di Dizao Natural, e così ho iniziato proprio dai patch hydrogel per il contorno occhi.



Dizao è un'azienda statunitense ma a quanto ho visto almeno i patch occhi sono prodotti in Cina, e presenta appunto una linea di trattamenti viso, un mascara ed anche alcuni balsami labbra. Quest'ultimi a quanto ho visto non sono più facilmente reperibili, mentre le maschere sono disponibili persino su Amazon. La linea Dizao Organic non contiene OGM, parabeni, siliconi, profumi di sintesi, tossine, coloranti artificiali ed è certificata USDA. Molti di questi prodotti contengono il 99.6% di ingredienti naturali, tuttavia i patch hydrogel non hanno un INCI perfetto. Dizao ne propone solo due varietà: uno con Collagene e uno con Acido Ialuronico.
Entrambi i patch sono identici come forma, la tipica a lunetta, ma l'hydrogel mi è sembrato un po' più spesso rispetto ad altri prodotti simili, e sono immersi in questo siero fluido e trasparente.


Dizao Natural Hydrogel Gold Eye Patch 100% Collagen



Ho scelto di iniziare con gli Eye Patch Dizao al Collagene perché avevo devo dire più speranze (senza poi una ragione specifica in verità) ma la mia aspettativa non è stata del tutto ripagata.
In realtà guardando l'INCI non avevo molti motivi per esaltarmi visto che è molto essenziale: contiene appunto collagene marino, che Dizao Natural descrive così
"viene facilmente assorbito dalla pelle, di conseguenza il viso appare levigato e le occhiaie scure notevolmente ridotte. Tonifica la pelle, previene il rilassamento e la formazione di rughe."
ma all'interno c'è anche glicerina e acido ialuronico per idratare, e allantoina ed estratto di rose che hanno un'azione lenitiva. E finiscono così gli attivi dentro questa formulazione.



I Gold Eye Patches 100% Collagen mi son sembrati molto freschi sulla cute, ma un po' troppo scivolosi, al punto che mi hanno dato un po' sui nervi e dopo una mezz'oretta li avevo rimossi. Il tempo di posa che gli ho concesso è più o meno quello suggerito da Dizao ma le due lunette erano ancora sufficientemente umide per poter essere lasciate agire anche altri 10 minuti. Non capisco come mai si muovano così tanto visto che il design è identico a tutte le maschere contorno occhi che ho provato.
L'impressione che ho avuto dopo il trattamento è che questi Eye Patch Dizao sono sicuramente carini per il giorno, idratano, lasciano la zona appena più distesa e levigata anche un po' più decongestionata, però non bastano come trattamento urto e profondo nel dare una idratazione intensa per pelli che vanno da secche a molto secche  e segnate.



Non hanno profumo e in generale non mi hanno dato alcun fastidio agli occhi, il siero si è assorbito senza lasciare residui, per cui non ho avuto bisogno di sciacquare il viso come indicano nel modo d'uso, e i patch, pur essendo appunto dorati, non mi pare abbiano perso glitter, ma queste maschere non mi hanno dato un "effetto pari ad una seduta in un salone di bellezza" come afferma Dizao.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Amazon, Online
💸 €1.50
🏋 7gr
🗺 Made in PRC
⏳ Due patch occhi monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸 


Dizao Natural Hydrogel Gold Eye Patch 100% Hyaluronic Acid




Anche i patch occhi con Acido Ialuronico mi son sembrati decisamente rinfrescanti appena li ho applicati, ma hanno il vantaggio che non si sono mossi durante tutta la posa, e comunque non mi hanno dato alcun fastidio agli occhi. L'INCI che Dizao propone in questo caso è decisamente più invitante, infatti non solo hanno arricchito la formulazione con acido ialuronico che, come descrive l'azienda,
 "idrata la pelle in profondità e aiuta a mantenere l’umidità a lungo. Di conseguenza le rughe sono levigate, la pelle diventa soda ed elastica, le borse e le occhiaie si riducono notevolmente."
ma hanno anche aggiunto collagene, elastina idrolizzata, glicerina, allantoina e un estratto particolare, quello del fungo tremella, che è un umettante e un condizionante cutaneo.



Dopo averli lasciati agire, non ho trovato un risultato diametralmente contrapposto ai patch al collagene, però nel caso di questi con Acido Ialuronico sentivo la pelle sicuramente più compatta, comunque un po' più distesa ma soprattutto più idratata. Anche in questo caso non credo possano compiere il miracolo su un contorno occhi maltrattato da anni, ma li ho trovati un po' più efficaci, più funzionali.



Inoltre, non so se sia stata solo una percezione ma mi è parso che questa variante delle maschere Dizao mi abbiano lasciato il contorno occhi più sgonfio e lievemente più luminoso, e perdura la sensazione di freschezza che si avverte durante la posa. Anche in questo caso l'assorbimento del siero residuo è andato a buon fine senza fastidiosi avanzi.
Sono quindi gli Eye Patch 100% Hyaluronic Acid a vincere per me la sfida fra queste maschere Dizao, e mi immagino di riacquistarli in futuro.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Amazon, Online
💸 €1.50
🏋 7gr
🗺 Made in PRC
⏳ Due patch occhi monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸 


Non penserete mica che la mia esperienza con le maschere Dizao Natuarl si concluda qui, vero? Intanto raccontatemi la vostra impressione di questi patch.





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