martedì 29 gennaio 2019

Rialzarsi



Il mio ingresso in questo 2019 è stato un po' zoppicante nel senso più stretto del termine.
Dopo essere sfuggito agli strascichi di questa influenza che non fa sconti a nessuno ed in cui ero incappato prima di Natale, uno dei primi giorni di Gennaio, un po' per caso, tra l'altro l'unico in cui un accenno di neve si è fatto vedere nel mio paese così vicino al mare ché quasi ci entra in casa, son planato su di un tappeto in casa, franando rovinosamente su me stesso.
Più che col botto, è stato un inizio col tonfo.
Ho temuto, ma non per un eccesso di melodramma, di lasciarci le penne, specie perché in casa non c'era nessuno nemmeno per indicarmi e sentenziare con un "ah-ah". In realtà il danno è stato solo una ammaccatura ad una delle mie generose cosce, e una crepa sul vetro protettivo del telefono.
Sì, in casa mi muovo sempre con lo smartphone dietro come un ottantenne con il Salvalavita e visti i risultati ne ho ben donde.


Ma questa caduta è nulla rispetto al dolore incontenibile che mi son procurato ad un piede, sbattendo sempre in casa solo qualche ora più tardi.
Un dolore così intenso che mi ha fatto pensare ad una serie infinita di turpiloqui così fantasiosi che mi son sorpreso di me stesso per la creatività.
Ho stretto amicizia col Voltaren, che ha trovato luogo fisso sul mio comodino come nemmeno la foto di un amante e più di 20 giorni più tardi continuo ad avere un ematoma, più vari fastidi nei movimenti, quindi direi che zoppicante è stato il termine di questo mese.
Probabilmente più di qualche psicologo sarebbe interessato a capire come il mio inconscio e la mia sbadataggine mi portino ad autosabotarmi, ma direi che non c'è molto di utile per voi da approfondire sulla questione, anche perché a parte questa inaugurazione di nuovo anno, il proseguo di gennaio è stato abbastanza routinario.
Siamo talmente tanto abituati a lamentarci che quando non c'è motivo ci lamentiamo perché non accade nulla. E io sono il primo che non ama i ristagni di tempo ed emozioni, che ha bisogno ogni tanto di sorprendersi e meravigliarsi per sentirsi più in equilibrio, e questo mese, in questo senso, è stato carente, ma certo non posso farne una colpa a gennaio.
Tra l'altro uno dei miei intenti per questo 2019 sarebbe quello di imparare a gestire lo stress un pochino meglio, ma credo che il primo tentativo, conclusosi con un mal di pancia, non sia stato proprio entusiasmante. Ci saranno sicuramente altre occasioni.
Altri intenti che forse vi interesseranno di più è che voglio provare a vedere più film e leggere decisamente di più. L'anno scorso ho lanciato Sotto La Copertina proprio per poter chiacchierare di libri, ma potevo fare decisamente di più, considerando che ho ben tre recensioni che non hanno visto la luce, quindi sarebbe il caso di spiegare le vele e le pagine.
Al momento sul comodino virtuale, visto che ormai gli ebook stanno quasi per superare le copertine nella mia libreria, c'è Becoming - La Mia Storia di Michelle Obama che credo mi prenderà ancora molto tempo, ma sto già raccogliendo da più parti nuove idee e nuove letture.


Più libri ma meno acquisti di vario genere visto che ho dato uno stop allo shopping non solo per placare la compulsività e non finire in un documentario sui disturbi psichici che farebbero pendant con il disturbo auto-frustrante di cui sopra probabilmente, ma anche perché ciò che acquisto trova spesso utilità solo dopo diversi mesi
Ho saltato (si fa per dire, vista la mia mobilità) quindi i saldi di Gennaio: se con l'abbigliamento, avendo gusti primitivi, rischiavo di comprare praticamente sempre le stesse cose, con gli altri acquisti sarebbe stato uno sciupìo di risorse che non mi avrebbe portato a nulla, specie nel settore cosmetico.
Le mie scorte in quel senso sono più che abbondanti, tanto da poterci sopravvivere per tutto il corso del 2019, e poi pare che la nuova moda direttamente dalla Corea sia la Skip Care. In pratica, dai 12 (a volte sette, a volte 11 ma comunque tanti) estenuanti step della skin care routine coreana, sono passati a due o tre passaggi, magari, se possibile, mischiando i prodotti insieme e schiaffandoseli in faccia.
Il risultato è una rinuncia anche ad alcuni prodotti, e le ragioni di ciò sono anche socio politiche.



Stop ai canoni di bellezza sovraimposti e sì ad una più naturale accettazione dei difetti, cosa che non guasta.
Tranquilli, io non arriverò a questi atroci estremismi. Il mio buon proposito si limita ad acquistare un prodotto solo quando avrò finito quello che ho iniziato, quindi solo sostituti reali e niente scorte. Ci posso riuscire, credo.
A proposito di novità ho fatto un upgrade: abbiamo finalmente messo la fibra in casa. O meglio, per l'esattezza fibra e rame, perché di primitivo non c'è solo il mio guardaroba. È stato un effettivo passo avanti anche per il blog visto che adesso, caricare ad esempio una foto, anche solo un po' più pesante è un'operazione istantanea. Ed anche veloce è stata questa evoluzione informatica: giorno 12 Novembre mi hanno chiamato da Tim dandomi una sorta precedenza nel passaggio in quanto, nei mesi precedenti, ho passato l'inferno fra disconnessioni e problemi di rete che non mi pare di aver raccontato.
Lì per lì ho pensato si trattasse delle solite compagnie che cercano di appiopparti un nuovo contratto e invece no. Qualche giorno più tardi infatti, esattamente nel giorno del mio ventiqualchesimo compleanno, non senza titubanze, perplessità e chiamate ai call center per avere chiarimenti, il tecnico è venuto a casa col modem e da quel momento non ho avuto più problemi, la linea è più veloce, la connessione non sembra cedere e la bolletta è un po' più leggera.

Ed a proposito di migliorie tecnologiche e comunicazione, ho un aggiornamento su Iliad, che potrebbe interessare alcuni di voi. 


Vi avevo detto di alcuni problemi di rete che avevo riscontrato col il mio Xiaomi, ma se avete perso i capitoli precedenti potrete cliccare qui e recuperare tutta la baraonda in dettaglio. Fatto sta che dopo il mo viaggio in Irlanda, o comunque più o meno da quel periodo, ho visto un miglioramento: non sono più infatti costretto, in alcune zone del mio circondario, a riavviare la connessione dati per farla funzionare. Noto infatti che la rete 4G - anzi per chi ha Xiaomi senza banda20 dovrei dire LTE, finalmente viene captata dallo smartphone, con la conseguenza che il passaggio fra una e l'altra tipologia di rete non crea problemi di connessione. Questa è la risposta che mi sono dato ma magari è una baggianata, comunque la rete Iliad, nonostante in certe aree continua a non essere la connessione più stabile, è sicuramente migliorata e mi consente di navigare meglio, senza quegli intoppi di cui lamentavo.

Tutto è bene quindi quel che finisce bene insomma, perché alla fine non importa se la pioggia ha preso il posto della neve che non è più tornata, non importa se la meraviglia non è (ancora, si spera) arrivata, poco importa (più o meno) se il PIL e il fatturato calano, ma aumentano i gay ed io sono ancora single, non importa nemmeno se Harry e Megan divorziano (pare che la regina abbia già le carte) visto che la vita è fatta di percorsi e non di mete, e non importa nemmeno che A Star is Born sia immeritevolmente candidato agli Oscar, che Gennaio dura 65 giorni e che non sappiamo se possiamo scendere il cane o farci mandare dalla mamma a prendere il latte, perché quel che importa è riuscire a rialzarsi sempre, anche dai propri errori.






mercoledì 23 gennaio 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere viso di gomma?! 🤔😱 | Dr. Jart

Le maschere viso di questa settimana sono molto ma molto particolari, e credo anche fra le più strane che abbia messo sulla mia faccia, e di cose strane in faccia ne ho messe diverse.
Mi riferisco alle Rubber Mask di Dr Jart+, azienda coreana che dal 2005 è diventata famosissima in tutto il mondo e produce una vastità di cosmetici per la cura della pelle così ampia che nemmeno li ho contati. I loro prodotti sono sempre particolari, anche un po' giocosi, seppur non rinunciano a quell'aspetto serio che li fa apparire quasi professionali. Inoltre come particolarità c'è anche la scelta degli ingredienti, come ad esempio le ceramidi contenute in un'intera gamma di prodotti, nonostante Dr. Jart non sia un brand ecobiologico, e nemmeno ci prova a strizzare l'occhio alla cosmesi green.


Le Rubber Mask sono in totale quattro, volte a diversi scopi, ma io ne ho provate tre che erano contenute in una box natalizia che adesso non è più disponibile, che mi è stata fatta in dono dalla mia amica Simona (MissPenny09)
La particolarità delle Rubber Mask Dr Jart+ è che sono costituite da due parti: la prima è un'ampolla che contiene una sorta di gel-siero-crema dalla consistenza budinosa per intenderci, che va stesa sul viso pulito; la stessa azienda suggerisce che se avanza del prodotto può essere steso su collo e braccia, come insomma faccio io di solito, ma questa volta sono autorizzato.
La seconda parte è quella che va a bloccare appunto l'evaporazione dei principi attivi contenuti nella ampolla oltre a farli penetrare meglio, ed è la maschera in elastomero divisa in due sezioni, che va applicata sul viso e tenuta in posa circa 40 minuti.


La maschera in elastomero è davvero la particolarità di queste Rubber Mask perché è praticamente una gomma umidiccia, decisamente diversa dalle maschere viso in hydrogel (vi ricordate ad esempio quelle di Kiko che provai tempo fa?) perché non va a seccarsi. Le ho tenute per qualche giorno dopo averle utilizzate e, nonostante ovviamente non fossero più fresche come appena prelevate dalla busta, non si erano asciugate come appunto le maschere in hydrogel. Queste maschere in elastomero vengono definite anche modellanti perché questo materiale le rende adattabili alla forma del viso, ed in effetti può essere aggiustata, ma prestate attenzione perché è un materiale abbastanza delicato e nonostante a me non sia capitato, ho visto review in cui praticamente le maschere si rompevano. Sul retro delle Rubber Mask l'azienda specifica che è necessario prestare attenzione a non tirare troppo il materiale.
Da un lato hanno il pro però di aderire alla pelle alla perfezione, al punto che potevo stare tranquillamente seduto senza problemi. Non credo che se mi fossi messo a ballare come in Dirty Dancing avrebbe resistito, ma comunque non casca, anche con pochi millimetri di barba, e sono comode da avere sul viso: i fori sono infatti abbastanza ampi sia dove la bocca che dove gli occhi. Tuttavia ho un dubbio che non sono riuscito a confutare: le maschera modellante è infusa di alcuni estratti naturali immagino contenuti nella sorta di siero di cui è inumidita, ma ho come la sensazione che difficilmente questi attivi riescano ad agire sulla pelle. Ma magari è solo un mio cattivo pensiero.
Vediamo queste Rubber Mask Dr Jart ad una ad una.




La prima Rubber Mask che ho provato era appunto la Firm Lover perché sono un amante delle cose sode.
L'ampolla ha una buona profumazione fresca abbastanza intensa ma non al punto da dar fastidio durante la posa. Sin da subito ho applicato questo primo step sia sul viso che sul collo, ma non sapevo bene come regolarmi sulle quantità. In ogni caso ho notato che si può abbondare, in primis perché l'ampolle è effettivamente tanto, secondariamente perché se avete una pelle come la mia, leggermente secca al momento, questa sorta di lozione viene assorbita abbastanza velocemente, per cui potete proprio stenderla come la Nutella sul pane.
Il siero-crema all'interno dell'ampolla contiene olio di macadamia e burro di mango, acido ialuronico, olio essenziale di rosmarino, ma anche pantenolo e allantoina.


Applicare la maschera in elastomero è stato semplice: è praticamente imbustata come un affettato con veline di plastica per cui ognuna delle due parti è ben separata e facile da applicare.
Sulla pelle la sensazione è di assoluta freschezza, anche troppa forse, considerando che il clima non è più caldo.
Per sfruttare il primo step dell'ampolla, mentre la maschera era in posa, l'ho sollevata in alcuni punti ed ho massaggiato un po' della lozione. Mea culpa, ho migliorato il tiro nelle seconde applicazioni.



Comunque una volta rimossa la Rubber Mask ho notato che dove il primo step dell'ampolla non era stato ben assorbito, aveva lasciato dei residui, in generale comunque ho dovuto massaggiare il viso perché avevo una leggera patina oleosa. Non mi ha infastidito, non avevo voglia di lavarmi il viso, ma ha richiesto del tempo affinché si assorbisse. Tuttavia questa patina, ha dato alla mia pelle l'idratazione necessaria rendendola morbida e in perfetto comfort.
In generale l'aspetto della pelle risultava molto omogeneo, rivitalizzato, luminoso e fresco. Il tono della pelle mi è parso anche migliorato: mi sembrava più tonica, compatta, con un leggero effetto distensivo e tensore che accentuava questa miglioria della pelle. 
La Rubber Mask Firm Lover mi è piaciuta parecchio, mi è parsa un trattamento a 360° anche per pelli più esigenti magari mature e segnate. 

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Dr. Jart+ Hydratation Lover Rubber Mask



Con la Hydratation Lover avevo preso un po' la mano per quanto riguarda l'applicazione per cui sono stato più generoso nello stendere il siero dell'ampolla, infatti l'ho applicato tutto sin da subito. In questo caso, questo siero gelatinoso non era fresco come la Firmin lover, idem la maschera in elastomero.
La cosa mi ha sorpreso perché nella Hydratation Lover Rubber Mask ci sono anche oli essenziali come eucalipto, rosmarino, lavanda, che oltre ad avere una funzione seboregoltrice sulla pelle, in genere sono anche rinfrescanti. Dentro la formulazione dell'ampolla, seppur in basso nell'INCI, hanno inserito anche proteine della soya, del grano e del mais, un mix definito Phyto Keratin Complex che aiutano nell'idratazione.
Ho notato che appunto la maschera modellabile che si va a posare sul viso, in questo caso aveva una forma leggermente diversa, o meglio non mi calzava così alla perfezione come l'altra maschera. Ad esempio sul naso stava leggermente sollevata. Credo sia una cosa normale, perché se il tessuto viene tagliato da un macchinario immagino, la creazione dello strato di gomma è un po' diversa, e può comportare piccole variazioni. O magari è una fesseria, e alla fine poco importa perché non inficia l'uso o il risultato.



Su di me il risultato è stato del tutto coerente con quello che la Hydratation Lover Rubber Mask promette: la pelle risultava ben nutrita e idratata. Tutto sommato compatta, ma non ho notato uno straordinario effetto liftante o comunque distensivo e giustamente loro non dicono nulla a riguardo. Una volta rimossa la parte in gel avevo dei residui del primo step, ma è bastato massaggiarli per farli assorbire e non avere più rimasugli sul viso. In termini di luminosità non ho notato alcun beneficio.
Il fatto che io cerchi altri effetti sulla mia pelle da una maschera viso non vuol dire che questa di Dr. Jart non mi sia piaciuta, anzi, ma probabilmente non la riacquisterei. Tuttavia se cercate una maschera idratante per pelli da normali a decisamente più secche, può fare al caso vostro.

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Dr. Jart+ Bright Lover Rubber Mask



Anche nel caso della Bright Lover Rubber Mask ho notato alcune piccole differenze rispetto alle altre sorelle. Potrebbero essere mie impressioni, ma ve le dico lo stesso. Intanto il siero dell'ampolla, mi è sembrato come se si stratificasse di più sulla pelle, nonostante non mi abbia dato l'impressione di avere una densità diversa rispetto alle altre maschere. Inoltre ha un profumo che richiama chiaramente gli agrumi. Secondo me questa maschera è quella con gli ingredienti più interessanti.
Abbiamo infatti quello che Dr.Jart+ definisce un Vitamin Complex con estratto di pompelmo, tocoferolo, acido ascorbico, acido folico che hanno funzione antiossidante, ma anche carnitina che dovrebbe rassodare, ed una forma di retinolo
Per quanto riguarda la maschera gommosa poi mi è parsa davvero delicata da maneggiare, più delle altre. Non mi si è rotta, non ho fatto casini, ma mi è parsa fragile. Appena applicata temevo che fosse glaciale, invece la posa non mi ha dato affatto fastidio. Dopo circa 40 minuti di posa mi era parso che il siero sotto lo strato di gomma si fosse assorbito, quindi ho rimosso la maschera ma la situazione non era come me l'aspettavo.



La pelle era sicuramente molto luminosa, rischiarata, la sensazione di freschezza era più accentuata di quanto avvertissi durante la posa, ma presentava anche altre caratteristiche inaspettate come distensione e un buon turgore della pelle. Aspetti che ho ovviamente apprezzato e che sapete cerco. Tuttavia era rimasto sul viso uno strato del gel contenuto nell'ampolla che aveva assunto le sembianze di un residuo leggermente oleoso. Non l'ho trovato fastidioso, ma oltre a massaggiarlo e attendere ancora un po' affinché si assorbisse del tutto il siero, l'ho trovato più persistente rispetto alle altre Rubber Mask.
Non lo reputo un aspetto negativo, anzi la Bright Lover è proprio una maschera che riacquisterei, anche perché la ricchezza di questo primo step ha reso la mia pelle molto ben idratata e nutrita, anche se mi fa pensare che su una pelle grassa possa essere troppo pesante, mentre su pelli secche e spente può essere il trattamento che stavate cercando.

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L'esperienza con le Rubber Mask Dr.Jart è stata non solo positiva e divertente, ma anche valida e soprattutto di qualità. Mi spiego: di maschere in tessuto ad esempio ne ho provate diverse, anche di un po' più costose, però con questi trattamenti Dr Jart hai proprio l'impressione di qualcosa di quasi lussuoso: i pack solidi, la cura dei dettagli e dei materiali, i due passaggi che danno l'idea di un trattamento più articolato. Questi aspetti secondo me fanno delle Rubber Mask una coccola da regalarsi e da regalare. 



lunedì 21 gennaio 2019

|Beauty Cues|
Tre prodotti The Ordinary di cui NON mi sono innamorato 💔🤷🏻‍♂️

Gli amori fanno giri immensi e poi ritornano ma il mio amore per The Ordinary non si è mai affievolito nonostante non ve ne parli da diversi mesi ed alcune turbolenze che il brand ha dovuto affrontare. Continuo a frugare fra le referenze di questa azienda rivoluzionaria, e continuo a testare tutto quello che mi può sembrare vicino ed adatto alle mie esigenze, un po' anche per darvi le mie opinioni. Tuttavia non sempre va come sperato e può capitare, come con qualsiasi altri brand, che alcuni cosmetici The Ordinary non abbiano soddisfatto del tutto le mie aspettative e necessità.



Fatemi dire che non si tratta di prodotti che mi è venuta voglia di lanciare dalla finestra già dal primo utilizzo, anzi, li ho utilizzati fino alla fine. Semplicemente sono dei prodotti che ho scoperto non essere indispensabili per la mia sopravvivenza cosmetica.
Questo anche per dirvi che se amate una o tutte queste referenze va benissimo, mi fa piacere per voi, e lo capisco, perché non c'è nulla che non vada in loro, anzi vi invito a continuare ad acquistarli.




Non è la prima volta che nomino la Niacinamide, meglio nota come un derivato della Vitamina B3, e, proprio per i buoni risultati che avevo avuto con i prodotti nella quale è inserita e che ho usato, ho voluto provare questo siero di The Ordinary, tuttavia il risultato non è stato dei migliori.
La Niacinamide 10% + Zinc 1% è uno dei pochi prodotti che l'azienda canadese suggerisce per pelli acneiche, con imperfezioni, pori dilatati e grasse. Sul sito infatti si legge

"è indicata per ridurre la comparsa di imperfezioni cutanee e la congestione della pelle. Un'elevata concentrazione (10%) di questa vitamina è supportata nella formula da sale di zinco di pirrolidone acido carbossilico per bilanciare visibilmente l'attività sebacea."

In realtà i benefici che la niacinamide vanta pare siano molteplici, fra cui un'azione antiossidante, schiarente, antiinfiammatoria ed anche di miglioramento del tono della pelle e delle linee sottili, stimolando il collagene, ma anche addirittura come schiarente delle macchie e più in generale del colorito della pelle. Quindi starete pensando che si tratta di un elemento da avere nella propria skin care, e in un certo senso sono d'accordo ma con la soluzione Niacinamide 10% + Zinc 1% The Ordinary non è stato proprio un colpo di fulmine. 
Si tratta di un siero fluido che su di me si assorbe anche rapidamente e che facilmente si inserisce nella skin care routine anche perché non ci sono conflitti con altri attivi. The Ordinary dice che la Niacinamide non andrebbe mixata con la vitamina C nella sua forma pura e ve ne avevo accennato in questo approfondimento. Tuttavia pare sia una credenza dovuta a vecchi studi, mentre i più recenti vedono l'accoppiata come funzionale. Qui sta a voi decidere, io non ho avuto problemi nell'usare insieme questi attivi.
Un elemento che non mi è piaciuto a primo impatto è l'odore: l'azienda non aggiunge fragranze ma ogni tanto in questi prodotti si sente il sentore delle sostanze contenute che in questo caso è un aroma terroso e un po' chimico. Non mi ha dato fastidio ma non è certamente afrodisiaco. 
Ho iniziato ad utilizzare questo prodotto durante l'estate, quando la mia pelle è più mista con la zona T tendente a lucidarsi, ed ho visto sì benefici, ma anche degli svantaggi



In principio ho iniziato ad applicare la Niacinamide 10% + Zinc 1% su tutto il viso ed in effetti ho notato un miglioramento per quanto riguarda i pori, che mi sembravano più chiusi ed in generale la grana un po' più assottigliata. Non ho particolari brufoli su cui testarlo ma sui punti neri vi dico che non ha sortito alcun effetto: lì erano e lì stanno. Inoltre su di me non ha alcun potere matificante nonostante non abbia questa produzione incontrollabile di sebo. Dall'altro lato mi piace però il modo in cui va a controllare e diminuire le zone arrossate, come rende la pelle meno congestionata, e sicuramente più luminosa
In generale non ho avuto i problemi che alcuni comunemente riscontrano. C'è ad esempio chi ha avuto irritazioni dal prodotto, vista la percentuale di attivi, ma c'è anche chi ha avuto un aumento delle impurità per i primi tempi di uso, cosa che su di me non ho notato. L'unico problema noto che ho avuto è stato che il prodotto tende a "sbriciolarsi" e fare i pallini se poi vado ad applicare magari un olio o una crema. Questo problema si risolve facilmente usando meno siero.
Tuttavia ho notato subito il contro: la Niacinamide 10% + Zinc 1% mi secca la pelle. Nonostante come vi dicevo l'abbia usato in estate, quando la mia cute è più mista, ho visto che questo prodotto The Ordinary in un paio di giorni mi seccava e screpolava nelle zone del viso in cui ho meno sebo. Così ho iniziato ad applicarlo solo sulla zona T, ma non ho risolto moltissimo: quando il prodotto sconfina le zone più oleose, mi ritrovo la secchezza. Ho provato anche ad utilizzarlo solo una volta al giorno ed a giorni alterni, ma mi sembrava di perdere gli effetti che ottengo.



La colpa in parte è stata anche mia, perché, come vi dicevo, avendo iniziato ad utilizzare questo prodotto in estate, non riuscivo ad applicare molti altri prodotti idratanti che ribilanciassero questa aridità. Perciò ne ho rimandato l'uso all'autunno e all'inverno, ed in effetti è andata meglio, applicandola dopo un siero idratante e prima della crema. Quindi la Niacinamide 10% + Zinc 1% di The Ordinary non è un bocciato ma nemmeno un promosso per la mia esperienza: non è diventato un prodotto fondamentale nella mia routine in quanto l'efficacia su di me è limitata, probabilmente perché non ho grandi untuosità, ma è solo un passaggio in più che sono riuscito ad apprezzare davvero solo quando mischio qualche goccia di questo siero alla crema idratante. Probabilmente proverò altri prodotti che contengono niacinamide perché gli effetti decongestionanti mi piacciono ed è un ingrediente che voglio mantenere nella mia routine per molto tempo, ma sento che non riacquisterò molto facilmente questo siero di Deciem.

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Forse è uno dei prodotti più noti e più apprezzati di The Ordinary ma personalmente non mi ha fatto fare la ola ad ogni utilizzo, ma andiamo per ordine. 
Lo Hyaluronic Acid 2% + B5 viene presentato dall'azienda come un siero che
"combina HA con peso molecolare basso, medio e alto, nonché un crosspolimero di HA di nuova generazione in una concentrazione combinata del 2% per un'idratazione a diverse profondità in una formula priva di oli. Questo sistema è supportato dall'aggiunta di vitamina B5, che migliora l'idratazione superficiale."
Anche in questo caso nulla da dire su consistenza e applicazione: si tratta di un siero molto fluido, quasi acquoso, e trasparente che sulla pelle si applica molto piacevolmente. La mia cute poi lo assorbe abbastanza in fretta e non lo trovo per nulla appiccicoso né crea pellicole e pallini se poi si va sopra ad applicare una crema, un olio o comunque un altro prodotto.
L'acido ialuronico è uno dei componenti più apprezzati nella cosmesi da almeno 10 anni, non solo perché suona come una roba da chirurgo estetico, ma anche perché moltissimi ne apprezzano il potere rimpolpante, idratante e tonificante che ha sulla cute, tanto da considerarlo miracoloso e adatto a tutti. Personalmente non trovo sia un componente fondamentale nella mia skin care routine e i motivi sono diversi. 
Anche The Ordinary cerca di spiegare come funziona questo componente e perché nel loro Hyaluronic Acid 2% + B5 hanno inserito più di un peso molecolare e di una forma di acido ialuronico, ma secondo me non lo fa nel migliore dei modi. Ci provo io anche per farvi capire la mia opinione su questo prodotto.


L'acido ialuronico tende ad apportare acqua ai tessuti assorbendola da ciò che ha intorno. Può capitare che il clima esterno non sia abbastanza umido, quindi la molecola di ialuronico tenterà di prendere acqua dove riesce a trovarla, e potrebbe rubarla alla nostra cute, col risultato che avremo solo una temporanea sensazione di idratazione e poi di nuovo la pelle secca o magari più secca di come fosse in origine. Al contrario, con un clima molto umido può capitare di avvertire la pelle appesantita dall'uso di un prodotto con questo ingrediente.
Questo vale in generale per tutti i prodotti a base di acido ialuronico, ed è una sensazione che ho avvertito su me stesso: mi è capitato di applicare lo Hyaluronic Acid 2% + B5 (ma anche altri prodotti con questo componente, anzi persino più frequentemente) ed avvertire poco dopo la necessità di stendere un altro prodotto idratante quasi come se non avessi messo nulla. 
Inoltre c'è un discorso puramente pratico per quanto riguarda l'acido ialuronico ovvero che ormai si trova in tantissimi prodotti, dai detergenti alle creme viso. La stessa The Ordinary lo inserisce ovunque. Per questo non sento la necessità di avere costantemente un booster di solo ialuronico nel mio regime di cura della pelle finché campo.


Ricapitolando: lo Hyaluronic Acid 2% + B5 trovo sia un prodotto carino, che riesce ad apportare una buona quota umettante sulla pelle (salvo casi di clima secco), complice anche la presenza di pantenolo, e mi lascia la pelle tutto sommato tonica, senza fare a cazzotti con altri cosmetici della routine; tuttavia su di me non vedo questa efficacia anti age, distensiva e rimpolpante così evidente né è un prodotto che posso utilizzare sempre da solo, specie in periodi in cui ho la pelle più secca. Quindi, anche in questo caso, riesco a figurarmi ad acquistare altri sieri a base di acido ialuronico in futuro anche solo per parlarvene, darvi delle alternative e magari trovare un siero che sfida le leggi della fisica e della chimica, ma non mi immagino continuare a scegliere questo Hyaluronic Acid 2% + B5 di The Ordinary

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Non potevo non provare l'unico prodotto in crema che The Ordinary offre e devo dire che in generale le mie aspettative non erano molto alte, nonostante tantissimi amino questo prodotto e riesco anche a capire perché dopo averlo utilizzato, ma io, come da titolo, non me ne sono innamorato.
Sul sito, come accade praticamente per tutti i prodotti Deciem, c'è un'ampia spiegazione in cui dicono che
"I fattori naturali di idratazione (NMF) sono elementi che mantengono lo strato esterno della pelle protetto e ben idratato.
Questa formula offre un'idratazione non grassa che agisce come supplemento topico diretto di componenti NMF debilitati. Contiene 11 amminoacidi, fosfolipidi, acidi grassi alfa/beta/gamma, trigliceridi, steroli ed esteri di steroli, glicerina, precursori dei ceramidi, urea, saccaridi, PCA di sodio e acido ialuronico."
Un mix di ingredienti molto interessanti, e come vi dicevo torna l'acido ialuronico, che l'azienda racchiude in una crema abbastanza ferma in termini di consistenza, che non crea problemi di stesura, però ha una texture molto particolare, che alla prima applicazione mi ha lasciato perplesso: è come se avessero cercato di rendere asciutta una crema che sarebbe untuosa. Non so se rendo l'idea perché non risulta pesante sulla mia pelle, né la va ad appesantire o lucidare, ma ha una setosità ed una scivolosità particolare. Ovviamente una volta assorbita, questa texture non si avverte più.
Su di me il Natural Moisturizing Factors + HA ha la resa di una buona crema idratante, mi rende la pelle morbida ed è confortevole da avere durante la giornata. Mi sento di consigliarla a pelli da normali a secche, ma io stesso per la sera in questo periodo di temperature basse in cui la mia cute è più incline a perdere idratazione, ad esempio preferisco qualcosa di più nutriente o comunque stratificare questa crema The Ordinary con altri sieri idratanti, quindi un "passo" per le pelli molto aride.



Tuttavia si tratta pur sempre di un prodotto di cui non mi sono innamorato per il fatto che il Natural Moisturizing Factors + HA non ha nulla di speciale, o per lo meno non su di me non è tanto diverso da altre creme idratanti che già utilizzo. Capisco il senso di inserire un prodotto simile all'interno del range di prodotti The Ordinary: effettivamente è una crema che va a bloccare la perdita di idratazione che può capitare con sieri acquosi, che va a fornire quello strato protettivo di cui molte tipologie di cute necessitano, ed inoltre è un prodotto che si mixa molto bene con altri sieri, io ad esempio l'ho usato con un paio di gocce della Niacinamide 10% + Zinc 1% o con il Resveratrol 3% + Ferulic Acid 3% e si mischiano bene, senza far casini. Capisco anche che chi acquista abitualmente da The Ordinary ci butta lì in mezzo all'ordine una crema che è effettivamente utile in tanti modi.
Ma piacevolezza e versatilità non bastano a render il Natural Moisturizing Factors + HA migliore di altre creme idratanti che già conosco né a farlo diventare un acquisto costante nel tempo.

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Per il momento con i prodotti The Ordinary mi fermo qui, ma sappiate che già sono andato oltre questa piccola parentesi, e quindi tornerò con altre recensioni. 
Mi rendo conto che molto spesso le review che non sono bianco o nero, ma presentano zone di ombra, vengono spesso mal interpretate per una lettura distratta e frettolosa, ma sono sicuro che se l'argomento vi interessa presterete la giusta attenzione, e poi queste sono pur sempre le mie personalissime opinioni e la mia esperienza.
Anzi fatemi sapere se invece a voi questi prodotti incuriosiscono, se li avete provati e se magari avete avuto dei risultati esponenzialmente migliori dei miei.




venerdì 18 gennaio 2019

{Recensione Film 🎥🎬}
Questi non mi hanno emozionato 👎🏻

Gli ultimi mesi sono stati costellati da uscite cinematografiche che per svariati motivi hanno attirato la mia attenzione, ma non tutto è andato a buon fine come speravo. Infatti le delusioni e i momenti meh sono stati frequenti, e ve ne parlerò ancora nel corso delle prossime recensioni.
Come sempre vi ricordo che queste sono solo le opinioni di un umile nonché ignorante esploratore delle sale cinematografiche (che detto così suona anche equivoco) che non ha conoscenze tecniche ma basa il suo giudizio sul gusto personale, e su una media esperienza.


Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald (2018)


Dopo il primo, carino secondo il mio gusto, capitolo di Animali Fantastici, non potevo non dare un'occhiata a questo proseguo, anche solo per dovere di cronaca oltre che di completezza dell'opera. 
Bisogna dire che io del primo film non ricordavo molto, giustamente sono passati due anni, però questo sequel mi ha lasciato diverse perplessità.


Grindelwald, dopo essere stato imprigionato, è riuscito a liberarsi e sta assoldando le sue truppe e questo ha messo in subbuglio il mondo della magia, in particolare perché minaccia di rivelare al mondo dei babbani l'esistenza della magia e soprattutto vuole governarli. Ma c'è un altro aspetto che crea tensione nel regno magico ovvero la ricerca di uno dei possibili ultimi maghi purosangue: Credence Barebone. A cercare questo Credence viene incaricato il nostro amatissimo Newt Scamander, che però non ci sta e non ci tiene, ma per lui ci sarà comunque un'altra missione, affidatagli nientepopodimeno che da Albus Silente
Newt accetterà e da lì avrà modo di incontrare vecchi e nuovi amici in quella che sarà una dura e complicata lotta alle forze oscure.



Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald non è riuscito nell'intento di coinvolgermi e appunto emozionarmi perché secondo me hanno messo insieme un mappazzone di cose un po' incasinate, che non vanno a rendere la storia magari articolata, complicata o con un intreccio narrativo più intricato, ma semplicemente una vicenda confusa
Tutta la parte dell'azione e degli effetti speciali attorno a questa secondo me funziona molto bene, ed immagino che i ragazzini al cinema siano rimasti a bocca aperta perché sono veramente belli e fatti anche bene, ma la storia secondo me è moscia, poco accattivante e nemmeno fatta tanto bene. 
In questo secondo capitolo di Animali Fantastici c'è un grosso problema di base, ovvero la quantità di personaggi principali e non che tentano in tutti i modi di introdurre. Credo che l'idea sia quella da un lato di farci appunto un film, per cui di riempire queste due ore di pellicola e, a modo loro, di creare delle vicende elaborate. Per questo ogni personaggio ha costanti rimandi al passato, anche coloro di cui non ce ne importa nulla. Dall'altro c'è sicuramente il tentativo di prepararsi la strada per tutti i futuri capitoli che potrebbero arrivare. 



Il fatto è che un film non è un'offerta al mercato ortofrutta, dove più cose esponi e meglio è, ma deve avere anche una certa pulizia nell'esibire i fatti, perché altrimenti crei un turbinio di storie che non rilasciano nulla a chi le vede. E questa è la sensazione che ho avuto con Animali Fantastici: costanti riempitivi o comunque, ripeto, spizzichi e bocconi di vissuti che non hanno il tempo di essere colti perché pochi minuti dopo ti ritrovi con già un'altra storia con cui avere a che fare.
Ma oltre all'eccesso di nuovi personaggi, anche i vecchi non è che stiano proprio tutti bene. Tina ad esempio, perché è così imbronciata tutto il tempo?
Che le hanno fatto? O meglio, che film mentali si è fatta? Ha letto mezza notizia, pure sbagliata, e senza ragione si è arrabbiata? 


Non è molto chiaro, per ora, ma ho come l'impressione che questo suo broncio verrà rivelato più avanti come un estremo atto di amore, che noi, comuni babbani non avevamo colto.
Ma soprattutto voi da un film che si intitola Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald, cosa vi aspettate se non appunto questi animali immaginifici e che Grindelwald faccia il cattivone ogni scena, ed invece entrambi non è che siano proprio pervenuti. Certo, Johnny Depp non calca troppo la mano per il suo Gellert Grindelwald ma non riesce comunque ad avere spazio, a dimostrare cosa è in grado di fare. Fa le sue apparizioni, tutti hanno paura, ma non crea molto altro ed anzi non sarebbe nemmeno così fondamentale nell'economia della storia. In generale tutti gli attori sono come sempre molto bravi, però non c'è centralità in questa pellicola.
Non aiuta nemmeno una regia che non è fluida, ma un po' scattosa fra una scena e l'altra. Non sono arrivato alla noia, ma il lento meccanismo con cui si muove questo secondo film di Fantastic Beast mi ha lasciato parecchio insoddisfatto, non potendomi e non volendomi accontentare della magica spettacolarizzazione, ma cercando sempre un messaggio e una emotività molto più accentuata.

Titolo originale: Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald
Genere: fantastico
Durata: 134 minuti
Regia: David Yates
Uscita in Italia: 15 Novembre 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 6


Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni (2018)


Più dal sapore natalizio forse, ma pur sempre un fantasy questo Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni non supera a mio avviso la prova.
Il racconto è quello di Clara, una ragazzina che ha perso la madre, ma che da questa ha ereditato la passione per ingranaggi e meccanismi. Clara vive con i fratelli ed il padre e tutti sono segnati dalla tragedia di una morte così importante, però decidono lo stesso di festeggiare il Natale, così il giorno della vigilia la ragazza riceve in regalo un cofanetto a forma di uovo, di cui però manca la chiave.
Sarà solo in una sera speciale, ad una festa, che Clara riuscirà a recuperare la chiave ed a vivere un'avventura fantastica alla scoperta dei quattro regni. 


Ero conscio del fatto che approcciandomi ad un film come Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni avrei avuto a che fare con una storia adatta ai ragazzi o comunque alle famiglie, qualcosa di leggero con cui passare il tempo, tuttavia mi aspettavo di più rispetto a ciò a cui ho assistito, ed ho trovato il tutto molto infantile.
Anche questo film soffre un po' dei problemi di Animali Fantastici. Da un lato abbiamo la messa in scena e la parte grafica bellissima, che riesce davvero a catturare e credo sia l'elemento più bello di tutto il film. Così come le musiche, in parte tratte dalle opere di Čajkovskij, che accompagna in particolare un balletto da mozzare il fiato (se amate il balletto classico ovviamente). Dall'altro lato però la storia risulta particolarmente piatta e inconsistente.

Risultati immagini per Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni

Tutto si svolge in maniera particolarmente lineare, al punto da risultare noioso. Se l'intento era quello di creare una Alice nel Paese delle Meraviglie in chiave moderna e magari tutto al femminile, secondo me non ci sono riusciti. Clara è un personaggio poco approfondito, poco maturo, con cui secondo me difficilmente si può empatizzare. Certo, dispiace per la perdita della madre, ed è interessante che la sua femminilità ad esempio contrasti con la sorella che ha interessi più futili, mentre lei con il suo ingegno si appassiona a cose, come la meccanica, che in generale appartengono un po' al mondo maschile, pur non risultando un maschiaccio, ma la profondità di Clara finisce lì.
Suo malgrado si ritrova in una situazione che deve risolvere, ma più che appassionata alle vicende dei quattro regni, sembra più la muova il senso del dovere. Come quando lavi i piatti la  sera perché sai che il giorno dopo te ne ritrovi il doppio.



O per lo meno questa è la percezione che ho della ragazza, probabilmente complice il fatto che Clara è molto giovane, e viene presentata come tale.
Ma anche gli altri personaggi sono forse anche peggio. Parliamo del padre di Clara che appena apre bocca a me fa cadere le braccia. La storia viene messa in moto da lui, che si impunta sul fatto che, nonostante la madre sia morta da poco, loro devono festeggiare il Natale e partecipare alle feste perché così vuole la tradizione. Ma ti pare normale? Ma chiamate i servizi sociali, dopo che passano dai signori Crain.
Poi c'è anche il fratello più piccolo, Fritz, che sembra solo in grado di dire cattiverie a tutti, e poi si stupisce perché nessuno vuole ballare con lui.
Ma c'è di peggio. Ad esempio lo Schiaccianoci, che dovrebbe avere un ruolo centrale, ma che non si nota, non ha azioni risolutive, anzi anche durante il momento di massima azione solo pochi momenti è vicino a Clara.


Ho provato un po' di tenerezza per Madre Cicogna, una vera incompresa, che ha un suo carattere e una piccola evoluzione, ma per il resto l'emotività che Lo Schiaccianoci e i Quattro Regni mi ha mosso è un lento zompettare verso la noia. 
Si poteva far di meglio sotto tanti punti di vista. La storia di Clara in questi invisibili regni (che sinceramente non ho manco ben capito quali siano) sembra coinvolga solo la sua persona, è come se restassero fra lei e lei, perché a noi non arriva poi molto di una sua possibile crescita, di ciò che questa avventura le ha davvero insegnato.
A questo punto, se proprio voglio vedere un film con lo Schiaccianoci tanto vale che guardo quello di Barbie.

Titolo originale: The Nutcracker and the Four Realms
Genere: fantastico
Durata: 99 minuti
Regia: Lasse Hallström, Joe Johnston
Uscita in Italia: 31 Ottobre 2018
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 5


Un inizio di anno un po' deludente per quanto mi riguarda dal punto di vista cinematografico, ma sono sicuro che più avanti riuscirò a trovare qualcosa che mi soddisfi.
Se avete visto queste due pellicole, fatemi sapere cosa ve n'è parso e se magari ho letto male io quello che era il messaggio e le intenzioni di questi due film. 





mercoledì 16 gennaio 2019

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Vi dico la mia sulle maschere in tessuto Gyada Cosmetics!

Il 2018 è stato l'anno in cui le maschere viso hanno raggiunto un boom, specie quelle in tessuto, tanto che anche le aziende che producono cosmetici ecobiologici si sono lanciate nel proporre le loro. Certo, c'è chi dice che tecnologia delle maschere in tessuto, quindi un prodotto usa e getta, non si abbini con la filosofia di brand eco sostenibili, ma personalmente ritengo che se si volesse davvero seguire una linea di coerenza anche con la cosmetica, si dovrebbe rinunciare a molte più cose, quindi io resto lineare al mio percorso e continuo ad usare maschere in tessuto e non.
Proprio nel cuore della mia Sicilia nasce un'azienda ormai famossissima nel panorama della cosmesi bio, e non solo, ovvero Gyada Cosmetics. Ed è strabiliante come in poco tempo si sia fatta conoscere, visto che, nonostante sembra sia un'azienda ormai consolidata, è venuta alla luce solo nel 2017.
Lo scorso anno il brand ha lanciato la sua linea di trattamenti viso suddivisa in otto diverse maschere in tessuto, a cui, in seconda battuta, si sono aggiunti dei patch occhi e labbra di cui ho parlato qui.



Fra la gamma che Gyada propone, ho scelto tre maschere che si adattano alle mie esigenze ed una per pura curiosità di sperimentare e scoprirete più avanti perché.
Ad accomunare questi trattamenti secondo me c'è la cellulosa di cui sono composti: non è per tutti identica, ma è in generale un buon tessuto, di uno spessore che mi piace e che non crea problemi di adesione alla pelle. La forma delle maschere è anche ben tagliata, per il mio viso anche un pelo troppo lunga verso le orecchie ma è abbastanza comoda ed ampia dove la bocca, mentre avrei preferito fosse un pelo più ampia sul contorno occhi. Non tanto da risultare fastidiosa ma potrebbe essere più comoda.
Inoltre in tutte queste maschere Gyada ho trovato un siero abbastanza fluido e abbondante, tanto da intingere bene il tessuto.

Maschera in Tessuto Esfoliante / Illuminante N.3



Fra le maschere Gyada Cosmetics la esfoliante/illuminante era quella che mi attraeva di più ma che mi creava anche più dubbi. La mia pelle è abituata ad una esfoliazione con alfaidrossiacidi a percentuali medie, e non sapendo le quantità contenute in questa maschera non sapevo se sarebbe stata acqua fresca. Inoltre l'idea di affidare l'esfoliazione della pelle ad una maschera in tessuto, che non è precisa nella applicazione, o che può finire troppo vicino al contorno occhi o al contorno labbra, non mi fa impazzire. Infatti su di me è stato esattamente così per quanto riguarda la zona perioculare. Non mi ha dato fastidio, sia chiaro, ma alla lunga secondo me non è raccomandabile.
Tutti i componenti di questa Maschera in Tessuto Esfoliante / Illuminante meritano un attimo di attenzione. Troviamo infatti
  • l'Acido Lattobionico che è appunto il deputato all'esfoliazione, di cui ho letto qui è lì che pare essere un buon sostituto all'acido glicolico in quanto più adatto a pelli sensibili;
  • gli estratti di pomodoro, bacche di goji e di melograno dalla funzione antiossidante;
  • un insieme di aminoacidi che aiutano il Natural Moisturizing Factor, ovvero la barriera della nostra pelle.


In generale il momento della posa e del trattamento non è stato affatto male: la maschera ha un ottimo profumo, fresco, così come è piacevolmente fresca sulla pelle. Non ho avvertito nessun pizzicore e una volta rimossa la pelle non era arrossata. Gyada indica che, dopo il trattamento di 15 minuti, la maschera vada rimossa e poi sciacquato il viso.
Io di minuti ne ho attesi circa 30 e una volta rimossa, il risultato è stato pazzesco: la pelle era estremamente luminosa e schiarita, come nessuna maschera in tessuto ha fatto prima d'ora su di me. Il colorito era sano, uniforme e in generale la grana più sottile e levigata.
L'unico aspetto negativo è che dopo aver sciacquato il viso sentivo la pelle un po' tirante, ma nulla che la mia skin care non potesse risolvere egregiamente, e potrebbe essere stata colpa che ho atteso troppo prima di rimuoverla.
Resto dell'idea che una maschera simile, che va a toccare zone che non vogliamo esfoliare non sia l'ideale da fare una volta la settimana o più, ma con un uso sporadico la maschera Esfoliante / Illuminante di Guada Cosmetics mi sembra un ottimo trattamento per pelli spente, ispessite, grigie e per tutte le categorie, dalle miste alle secche.

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Maschera in Tessuto Effetto Rimpolpante N.4



Rispetto alle altre maschere questa ad Effetto Rimpolpante era quella col tessuto più sottile, tanto che il siero mi sembrava di più (ma sono sempre 15ml), nonostante avesse la stessa fluidità; inoltre i fori intorno agli occhi sono a mio avviso più comodi rispetto ad esempio a quella esfoliante. 
Gyada Cosmetics ha inserito all'interno di questa maschera diversi ingredienti, come l'acido ialuronico, la caffeina e alcuni estratti che dovrebbero avere una funzione anti-age, ma quello che ha attratto la mia attenzione è stato il Palmitoyl hexapeptide-19, che è un peptide con la funzione botox-like, ovvero imita l'azione della tossina botulinica (quella che iniettano i medici estetici) ma a livello topico, andando a frenare la contrazione muscolare con la conseguenza che si formano meno rughe sul viso.
Su di me i peptidi funzionano abbastanza bene, per questo le mie aspettative sono cresciute ma sono state anche ripagate. 



L'esperienza organolettica è stata la stessa dell'altra maschera Gyada Comsetics: il profumo era esattamente identico, idem quella sensazione di freschezza sulla pelle.
Una volta rimossa la Maschera in Tessuto Effetto Rimpolpante ho notato che il siero si era assorbito molto bene e la pelle non risultava né appiccicosa né unta. Dall'altro lato sentivo la cute abbastanza idratata anche se ho preferito proseguire con i miei prodotti idratanti dopo; ma l'aspetto che ho notato di più è stato soprattutto la sodezza della pelle, che mi sembrava più "ferma" e compatta. Mi ha stupito in effetti come apparisse ben tesa senza però un eccessivo (e fastidioso per me che non lo sopporto) effetto tensore o lifting. Immagino che su una pelle con maggiori lassismi possa dare davvero un bel risultato specie sul lungo periodo, ed io che ancora non ho una pelle di questo tipo, riacquisterei questa maschera N. 4. In generale mi sento di consigliarla ad un po' tutte le tipologie di pelle. 

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Maschera in Tessuto Anti-age / Effetto Tensore N.5



La maschera in tessuto anti age di Gyada è stata un po' una piccola delusione, non tanto per la piacevolezza dell'uso, che ha seguito la strada delle sue sorelle in termini di freschezza (in generale fatemi dire, non è esagerata, ma molto sopportabile anche in inverno), con l'unica differenza che il profumo mi è parso diverso, un po' vanigliato, ma per i risultati.
Il tessuto è ben intriso di siero, al punto giusto, senza gocciolare ma ben distribuito sulla cellulosa. All'interno del siero Gyada ha inserito diversi estratti e componenti, specie quelli di argan, ma anche
"Acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare, al Succo d’aloe, all’Estratto di Ibisco, Ginkgo Biloba ed Equiseto per una completa azione idratante, elasticizzante e rivitalizzante"
quindi ingredienti più o meno conosciuti ed anche interessanti, vedi ad esempio le proprietà sul microcircolo e volte a contrastare i radicali liberi.
Quel che ho percepito una volta rimossa la Maschera in Tessuto Anti-age  che la pelle appariva e la sentivo sicuramente idratata, un pelo appiccicosa in alcune zone, ma nulla di preoccupante o fastidioso, per quanto è una sensazione che ha bisogno di un po' di tempo prima di svanire dopo aver rimosso la cellulosa. Inoltre mi è parsa liscia e morbida al tatto.



Per quanto riguarda l'effetto tensore però che questa maschera Gyada Cosmetics promette, confesso che non l'ho sentito né notato esteticamente. I segni di espressione (per esempio la mia ruga sulla fronte per intenderci che è la cartina di tornasole) non mi sono sembrati distesi o affinati. Direi che ha più una efficacia compattante ed effettivamente elasticizzante: la pelle mi è parsa più tonica, seppur non in modo eclatante.
L'aspetto della pelle era inoltre gradevole, luminoso e omogeneo.
Direi che la maschera in tessuto Anti-Age supera la prova come un trattamento carino e gradevole, ma non si conferma per me come un prodotto indispensabile nel suo genere.

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Maschera  in Tessuto Astringente / Pori Dilatati N.7



Il vero esperimento fra queste sheet mask per me è stata la maschera astringente perché sì, ho dei pori dilatati ma ho già detto altre volte che credo che le maschere in tessuto abbiano poca o nulla efficacia su queste problematiche, anche perché i pori dilatati sono un inestetismo che va trattato giorno dopo giorno. Tuttavia le metto sempre alla prova.
Rispetto alle altre maschere Gyada, il tessuto in questo caso mi è parso un po' più spesso e garzato e anche il siero un po' diverso, più lattiginoso e con un profumo intenso e quasi maschile.
La formulazione di questo siero contiene diversi oli, come macadamia e semi di uva, e già questo mi ha lasciato perplesso; ma ci sono anche estratti volti appunto a purificare la pelle come
"Estratto glicerico di Limone, Rosmarino, Serenoa e Ginepro"
a cui si affianca anche l'estratto di liquirizia, dalle proprietà anti infiammatorie.
Sulla pelle non l'ho avvertita particolarmente fresca e come le altre è riuscita a restare sulla pelle senza cascare e farmi dar di matto.



Purtroppo, come mi aspettavo, una volta rimossa dal viso la Maschera in Tessuto Astringente / Pori Dilatati,  non ho notato alcun effetto sui miei pori, in nessuna zona del mio viso, né sulla fronte, dove effettivamente non sono così palesi, né intorno al naso dove invece si notano di più. Volevo inserire una foto del prima e del dopo, ma non mi sembrava il caso scatenare crisi di pianto dei bambini, isteria generale e la chiusura del mio blog. So che vi fidate.
Però la pelle risultava idratata, morbida e tutto sommato tonica, quindi non la boccio del tutto, ma su di me non fa ciò che dice dovrebbe fare e come tante maschere in tessuto, anche questa di Gyada Cosmetics posso dire che non è effettivamente astringente.

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La mia esperienza con le maschere in tessuto di Gyada Cosmetics ha un bilancio in generale positivo. Mi aspettavo di più dalla anti-age, ma ci può stare che non tutti i prodotti si adattino alla nostra pelle. Voi le avete provate?
Tornerò a parlarvi di Gyada anche per altri prodotti, quindi state sintonizzati. 






lunedì 14 gennaio 2019

|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati dell'ultimo periodo | Ancora compagni di viaggio e non solo!

Negli ultimi mesi del 2018 ho saltato un appuntamento mensile ovvero quello con i promossi e bocciati. Ho rimandato perché in verità non sono moltissimi i prodotti di cui volevo parlarvi e anche perché ci sono altri cosmetici a cui vorrei dedicare uno spazio più ampio e preciso, quindi ho aspettato prendermi del tempo e di accumulare più cose (che non sono comunque tantissime).
Quindi iniziamo, se no si fa ancora più tardi di quanto non abbia già fatto.


I Provenzali Stick Labbra Biologico Effetto Gloss



Questo Stick Labbra de I Provenzali è nel mio beauty (e poi nella mia borsa) da diverso tempo ormai e ammetto che non è fra i miei balsami labbra preferiti.
È un burrocacao composto da oli e burri naturali, principalmente olio di ricino, di jojoba, di rosa mosqueta che poi è l'elemento principale di questa linea, ma anche burro di karitè.
La profumazione è un floreale molto delicato e, nonostante non ami gli aromi di questo tipo sulle labbra, è piacevole. Diciamo che in questo senso mi trovo d'accordo con la descrizione che enuncia
"La sua texture ricca e vellutata si stende delicatamente sulle labbra per una sensazione di benessere in ogni stagione e condizione climatica: sole, vento, freddo. Profumato con una nota delicata e raffinata di petali di bouquet fiorito, arricchito da un pregiato emolliente di derivazione vegetale che dona alle labbra un aspetto lucido, caldo e di tonalità neutra per un Effetto Gloss 100% naturale."
Ma a parte per ciò che riguarda l'aroma non condivido molto altro con quanto dice I Provenzali
Intanto non è lucido, o comunque ci sono balsami labbra naturali più lucidi per cui se lo prendete ad uso lip gloss sappiate che l'effetto è quello di un comune stick labbra.



La consistenza non è esattamente vellutata in quanto mi sembra abbastanza cerosa, ed il prodotto tende ad essere un po' duro e tirare un po' le labbra quando lo si applica. Starete pensando che ora, con le temperature basse, lo stick si sia indurito, ma come ho premesso, lo utilizzo già da quando il clima era più caldo e la consistenza era esattamente questa, con lo stesso effetto sulle labbra.
Una volta applicato lo sento confortevole, nonostante persista quella sensazione di poca scorrevolezza, non è eccessivamente appiccicoso, né troppo spesso da "sentirsi" sulle labbra, e trovo resista anche un po' di tempo. Ma c'è un altro aspetto di cui non sono del tutto soddisfatto, ovvero l'efficacia: non è eccellente. Lo Stick Labbra Effetto Gloss sulle mie labbra riesce ad idratare e a lasciare la zona morbida, ma non trovo abbia un potere nutriente, riparatore e protettivo così incisivo da funzionare su labbra molto molto secche, e soprattutto da farmi pensare di riacquistarlo, specie considerando la poca piacevolezza della applicazione.
È un peccato perché i prodotti I Provenzali in genere mi hanno sempre dato buoni risultati o comunque la piacevolezza nell'utilizzo. 

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🏋 5.7 ml
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Phytorelax Natural Deo Vapo Oligoelementi



Questa linea di deodoranti Phytorelax, composta da tre diverse referenze sia in spray che in roll-on, mi ha colpito praticamente subito, specie perché è un'azienda di cui mi fido e che trovo in tanti dei negozi delle mie zone. 
Così appena l'ho beccato in offerta ho preso il Deo Vapo Natural, che mi sembrava perfetto per le mie esigenze. Si tratta di un deodorante spray appunto, e devo dire che il getto dell'erogatore funziona bene, nebulizzando davvero in modo sottile il prodotto, che di conseguenza si asciuga in fretta. Forse è un getto un po' ampio ma sono dettagli di poca importanza. La piacevole profumazione talcata, abbastanza intensa, mi ha colpito sin da subito perché sa di pulito senza risultare troppo invadente.
A colpirmi sono stati ovviamente anche gli ingredienti: l'attivo principale è il Triethyl
citrate, un ingrediente spesso usato nei deodoranti e che su di me funziona in genere molto bene; questo attivo è poi supportato da ingredienti astringenti come lo Zinc PCA, e vengono sfruttate le proprietà calmanti e lenitive dell'estratto di camomilla.
Fin qui tutto bene, ma anche sull'utilizzo in teoria non posso che parlarne bene: il Natural Deo Vapo lascia una sensazione di fresco e asciutto. Mi è parso anche abbastanza delicato: solo un paio di volte dopo la depilazione ho sentito un lievissimo pizzicore. Inoltre non ho mai notato macchie sui vestito. Però avrei qualche appunto da fare sulla durata.
L'azienda non fa grandi proclami in questo senso, dice solo

"Svolge la sua attività antiodorante in maniera naturale intervenendo sulla formazione degli odori corporei."

Come tutti i deodoranti naturali anche questo di Phytorelax va agitato prima dell'uso e poi loro consigliano 3/4 spruzzate.



Io non ho una sudorazione particolarmente difficile da arginare e devo dire che questo deo Vapo ci riesce anche bene finché la giornata è abbastanza tranquilla e svolgo mansioni abbastanza semplici e poco stressanti. Tuttavia quando lo metto sotto sforzo, sinceramente noto che non ce la fa a reggere bene tutto il giorno. Vi faccio un esempio: l'ho portato con me in Irlanda. Lì abbiamo fatto lunghe camminate, abbiamo vissuto con rapidi cambi di temperatura, avevamo più strati di indumenti anche sintetici, e una alimentazione non propriamente salutare. Insomma gli si richiedeva un lavoro un po' difficile, ma il prodotto non ha retto bene durante la mia trasferta. Quindi sì, il Natural Deo Vapo di Phytorelax si colloca fra quei prodotti che riesco ad utilizzare bene nel quotidiano, almeno il mio che figuratevi se mi sforzo, ma che non consiglierei a chi ha una sudorazione particolarmente accentuata o svolge attività particolarmente frenetica e vuole una protezione che duri da mattina a sera senza una rinfrescata. 

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🔎 Grande Distribuzione
💸 € 4.90
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⏳ 12 Mesi
🔬 ICEA Cosmos Natural, Vegan OK
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Arm & Hammer ho scoperto essere un brand americano storico, che in Italia è giunto soltanto nel 2016. Quando ho visto l'espositore da Acqua e Sapone questo dentifricio mi ha colpito proprio perché fra i vari della gamma, promette di unire l'azione sbiancante a quella protettiva dello smalto, due aspetti che non sempre è facile far coesistere.
Si tratta di un dentifricio in pasta, con un sapore che reputo fresco, ma salino, come moltissimi dentifrici che contengono bicarbonato. Gli elementi che infatti dovrebbero far funzionare questo prodotto sono appunto
"la tecnologia Liquid Calcium™, rigenera lo strato superficiale dello smalto penetrando nelle fessure provocate dall'erosione acida. Insieme al Fluoro, inoltre, remineralizza i denti e li rende più sani e forti."
e in questo senso posso dire che funziona, ma non è il miglior dentifricio contro la sensibilità dentale che abbia mai provato: se da un lato non la accentua, dall'altro non posso dire che la plachi alla meglio ed è un aspetto che mi spinge a non ricomprarlo


Altro elemento è appunto il bicarbonato o meglio il 
"Baking Soda, infine, rimuove la placca e sbianca delicatamente, formando uno scudo protettivo antimacchia che protegge dalla carie."
personalmente non sono un grande fan dei dentifrici contenenti bicarbonato perché tendono ad essere un po' aggressivi proprio per l'abrasività della polvere, seppur garantiscono un po' di miglioramento nella colorazione dei denti. Questo Arm & Hammer non è aggressivo almeno su me, sia per quanto riguarda denti che gengive, e comunque la funzione sbiancante in minima parte c'è, ma anche da questo punto di vista non spicca rispetto ad altri prodotti che ho provato in passato. 
Se da un lato il dentifricio è piacevole da utilizzare, in quanto non impasta la bocca, garantisce una buona igiene orale, dall'altro non mi ha stupito per efficacia. 

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🔎 Grande Distribuzione, Acqua e Sapone
💸 € 2.50
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⏳ 12 Mesi
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PH Bio Crema Mani Argan 



Dopo i prodotti corpo e la recensione dei prodotti capelli, ed altre cose di cui vi parlerò, non mi erano rimaste tantissime referenze di PH Bio che mi sarebbe piaciuto provare; poi però, in una delle apparizioni del marchio da Lidl ho pensato di dare una chance alla crema mani all'argan, che poi era l'unica disponibile nel disastrato espositore, fra la linea di tre diverse referenze. 
Si tratta appunto di un prodotto dalla consistenza abbastanza densa, ma che non crea scia bianca quando la si va a stendere, e in generale non crea problemi nella stesura. La profumazione è piacevole, sa di pulito e non è troppo invasiva. 
Quanto agli attivi, oltre all'olio di argan, c'è anche olio d'oliva, di semi di girasole, ma anche altri emollienti, glicerina, urea ed altri estratti naturali, un mix che, come scrive PH Bio sul retro della confezione, dovrebbe avere
"proprietà idratanti, nutrienti ed elasticizzanti"
Non ho particolare esperienza con le creme mani, perché non è un cosmetico che sono solito utilizzare, perché principalmente non ne ho una estrema esigenza. Tuttavia dopo il viaggio in Irlanda avevo le mani più secche, e soprattutto le cuticole sollevate, cosa fastidiosa oltre che brutta. 



In generale durante l'inverno, quello delle pellicine è il problema maggiore che ho; a volte mi basta applicare un po' di crema corpo magari per un paio di sere, ma questa volta ho preferito scegliere un trattamento specifico. Quindi ho iniziato ad utilizzare questa crema mani PH Bio con più costanza e devo dire che mi è piaciuta. Trovo si assorba molto bene, non mi lasci le mani unte o appiccicose. Come vi dicevo non fa scia bianca quindi in pochi istanti la applico e posso far tutto senza sporcare in giro.
PH Bio secondo me ha creato una crema mani valida, idratante, che lascia la pelle morbida, e mi ha dato davvero una mano per quanto riguarda le cuticole. Probabilmente non è il prodotto più adatto a mani molto danneggiate, a chi necessita di molto nutrimento, specie durante , ma io per le mie esigenze di una media-leggera idratazione, la ricomprerei.

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🔎 LIDL
💸 € 2.49
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💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱



Questi tre campioni li metto come promemoria per me, più che per voi, ché posso capire una recensione se un paio di sample sia un po' troppo superficiale, però li avevo portati con me sempre in Irlanda (giuro che smetterò di parlarne presto) e mi son piaciuti molto.
Nonostante Antos lo definisca "Olio" si tratta di una cremina bianca fluida e leggera, con un profumo tenue, molto naturale. Gli attivi che contiene questo prodotto sono l'olio di macadamia, di germe di grano ed estratti di timo, iperico e aloe. Ho notato che il vecchio campione aveva un INCI diverso, non so se si tratti di una riformulazione o di un errore di stampa, anche se propendo per questa ultima opzione.
Essendo un prodotto in crema, l'olio Lavante Antos non produce schiuma, semplicemente si emulsiona. Come molti prodotti cremosi per il viso, io preferisco applicarli su pelle asciutta, massaggiare il prodotto e poi inumidire le mani per continuare il massaggi. Questo olio lavante all'aloe mi sembra adatto a pelli da secche a miste perché è in grado di detergere molto bene ma in modo delicato.



Io l'ho utilizzato principalmente come detergente viso, anche se l'azienda suggerisce l'uso sul corpo, perché volevo un prodotto estremamente gentile e così è stato. In Irlanda il clima era freddo sì, ma soprattutto molto ventoso per cui volevo una detersione del viso quasi restitutiva ed è quello che ho ottenuto: l'olio lavante riesce a pulire la pelle molto bene ma non mi ha mai dato la sensazione di essere aggressivo, di lasciare la cute tirante o secca, anzi me la rende morbida e liscia, non dandomi la percezione di avere una estrema necessità di applicare poi la crema idratante. Inoltre non mi ha dato fastidio sugli occhi. Ha anche un potere struccante, quantomeno di una base viso usato così con le mani, ma immagino che aiutandosi con un panno o dei dischetti riesca anche su un makeup un po' più elaborato, quindi l'ho trovato perfetto per il viaggio. Antos è un brand che rivedrete più volte nel corso dell'anno, ho altri prodotti e campioni e conto di metterli sotto mano appena smaltisco altro. Quanto all'olio lavante all'Aloe mi è piaciuto davvero molto, e posso considerare la possibilità di acquistare la full size.

INFO BOX (Full Size)
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸  €6
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
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Questi sono tutti i miei promossi e bocciati del periodo, anche se effettivamente non ho avuto scoperte super nuove o entusiasmanti, anzi son sicuro che già li conoscevate, ma per fortuna nemmeno prodotti che ho dovuto gettare. Questo 2019 si prospetta pieno di beauty review, di smaltimenti, di acquisti ridotti, almeno per un po' e anche un po' di campioni giusto per scoprire qualche nuovo prodotto.




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