martedì 29 giugno 2021

Il ritorno della maschere 7th Heaven/Montagne Jeunesse

Sono quasi affezionato a Montagne Jeunesse/ 7th Heaven visto che è uno dei primi brand che ho recensito qui sul blog nel lontano 2015, e anche uno dei primi marchi che acquistai quando iniziai a prendermi cura della pelle più costantemente, usando appunto anche maschere viso specifiche.
Nel tempo 7th Heaven ha cambiato un po' la sua gamma di prodotti, oltre il suo nome ed ho pensato fosse arrivato il momento di ripescare qualcosa dal loro range.



Ho messo alla prova sei diverse maschere e trattamenti viso 7th Heaven, ma devo specificare che alcuni me li ha inviati l'azienda. Con altrettanta onestà ammetto pure che non ricordo quali abbia ricevuto e quali invece abbia acquistato, ma alla fine la mia opinione non cambia e sarà sempre sincera.


7th Heaven Black Seaweed Detox Peel-Off Face Mask
Maschera Peel-off all'alga nera




Si presenta come una peel off tradizione questa maschera 7th Heaven: un gel abbastanza denso e un po' filamentoso, con una colorazione data da questa alga nera (e dal colorante). Vi suggerisco di massaggiare la bustina prima di aprirla perché almeno la mia aveva delle disomogeneità nella colorazione. All'estratto di alga Laver appunto, 7th Heaven ha miscelato anche estratto di olivello spinoso a cui si attribuiscono proprietà antiinfiammatorie e rimineralizzanti.
La Black Seaweed Detox Mask va applicata sul viso pulito e lasciata asciugare, fin quando non si forma la pellicola da rimuovere, e questa maschera impiega circa 30 minuti affinché sia completamente asciutta e pronta alla rimozione; io cerco sempre di aspettare qualche minuto in più perché inevitabilmente può risultare umida in alcuni punti.



Ammetto che non usavo una peel off di questo tipo da diverso tempo: infatti trovo più soddisfacenti le famose "black mask" che fanno una maggiore presa sulla pelle e che, anche qualora non riescono ad estirpare i punti neri dai pori, provvedono ad a esfoliare delicatamente la pelle.
La rimozione della Peel-Off Mask 7th Heaven è impeccabile, viene via in un unico strato e non lascia residui, infatti non ho dovuto nemmeno sciacquare il viso. Non avendo un grande grip, non fa male rimuoverla e non mi è sembrato si portasse via peli o sopracciglia. Effettivamente questa maschera ha levigato la mia pelle, lasciandola molto liscia. La zona dei pori dilatati mi è sembrata, seppur temporaneamente, migliorata e in generale ha dato al viso un aspetto più omogeneo. Non posso dire che abbia seccato la cute ,ma non rilascia nemmeno idratazione. Ma ho avuto l'impressione che questa Peel-Off Detox funzioni ed assolve il suo scopo: può essere carina come maschera preparatoria, per pelli magari a tendenza mista. Con una confezione sono riuscito a fare due applicazioni abbondanti. 

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Online
💸 1.95/2€ 
🏋10ml
🗺 Made in UK
⏳ //
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



7th Heaven White Chocolate Ultra Deep Cleansing Face Mask
Maschera viso pulente al cioccolato bianco



Ho fatto un pelo di fatica (sì, faccio fatica pure con le maschere viso, i problemi!) nel focalizzare bene quale fosse la funzione di questa maschera 7th Heaven perché se da un lato promette appunto di pulire e purificare la pelle, grazie ad argille come caolino e bentonite, ma poi è carica di ingredienti emollienti e nutrienti come burro di karité e di cacao, olio di mandorle, jojoba, carota e glicerina. È ovviamente una maschera in crema bianca che si stende molto facilmente, ma mi aspettavo avesse una profumazione più golosa come l'altra maschera cioccolato di 7th Heaven, ma invece è solo dolciastra e non ha nulla a che vedere, secondo me, con il cioccolato bianco.



La Ultra Deep Cleansing Face Mask rivela la presenza di argille proprio durante la posa, quando si secca un po' superficialmente, tirando leggermente come capita con questo tipo di maschere.
Tutte le volte che l'ho utilizzata, circa tre con una bustina, ho riscontrato in questa maschera 7th Heaven un potere riequilibrante più che pulente. Ha reso infatti la mia pelle più morbida, distesa e liscia, dandole idratazione e nutrimento, ma purificando delicatamente la zona T. Queste due caratteristiche non sono spiccate come mi aspettavo, ma non è male tutto sommato. Inoltre si rimuove facilmente, senza lasciarsi dietro residui, quindi è anche pratica da utilizzare. Secondo me è adatta a cuti miste e non troppo esigenti.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Online
💸 2€ 
🏋17g
🗺 Made in UK
⏳ //
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
💓⇒ 🌸🌸🌸🌱



7th Heaven Panda Face Mask Coconut & Banana
Maschera viso in tessuto idratante e lenitiva con cocco e banana



Sono certo che la Animal Sheet Masks è una delle collezioni più recenti di 7th Heaven, così come sono sicuro che questa sia fra le maschere che mi ha inviato l'azienda. È una maschera in tessuto appunto, simpatica grazie alla stampa che ricorda appunto un panda, sebbene un po' si perda questo disegno per via dei fori un po' ampi e per il fatto che per far star su le orecchie ci vorrebbe una fronte decisamente spaziosa (o incollarle ai capelli ma non mi sembrava il caso). Comunque il tessuto è molto morbido e aderisce bene grazie alla malleabilità e alla buona quantità di siero. Inoltre, sebbene sia decisamente sintetica, la profumazione ricorda sia il cocco e la banana. A me è piaciuta, ma un olfatto più raffinato potrebbe non apprezzarla. A completare la sensazione di bevanda tropicale, si aggiunge anche la freschezza sulla pelle, molto gradevole che questa Panda Face Mask rilascia.



Questa maschera in tessuto 7th Heaven ha anche una bella miscela di attivi oltre agli estratti di cocco e banana, ci sono anche glicerina, pantenolo, niacinamide ed estratto di tè verde, quindi tutte componenti umettanti e calmanti.
È stata una esperienza comunque molto piacevole: nonostante si sia lasciata dietro una leggera sensazione di appiccicoso, la Panda Face Mask 7th Heaven mi è piaciuta perché mi ha idratato molto bene la pelle, lasciandola più soda e compatta. Mi è sembrato che aiutasse anche a rendere il colorito un po' più uniforme e luminoso, seppur non spicchi molto per questa caratteristica. Io l'ho tenuta in posa per circa 35 minuti senza problemi e irritazione e secondo me per pelli un po' più secche può andar bene. 

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🔎 Grande distribuzione, Online
💸 3€ 
🏋1 maschera in tessuto
🗺 Made in UK
⏳ monouso
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



7th Heaven Exfoliating Masque
Maschera esfoliante mallo di pesca e noce



Temo purtroppo che questa maschera esfoliante 7th Heaven non sia più in produzione, ma se la beccate da qualche parte, accaparratevela perché secondo me è molto carina. Io stesso credo si averla acquistata più volte nel tempo perché è un prodotto completo, perfetto per quando si ha poco tempo. È infatti una crema in cui sono dispersi tanti granelli dati appunto dai gusci di noce, e arricchita con olio di pesca ed enotera, con un profumo fruttato che ricorda proprio la pesca. 
La Exfoliating Masque va massaggiata sul viso, così da fare una azione scrub e va lasciata in posa per circa 10 minuti così che gli attivi possano agire. Durante la posa si secca un po', ma non mi ha dato fastidio. 



Quello che ho apprezzato di questa maschera 7th Heaven è la sua versatilità: la parte esfoliante infatti va a levigarmi la pelle, senza essere troppo aggressiva o ruvida sulla pelle, dall'altro lato la parte cremosa, la nutre, la rende morbida e liscia senza appesantire. Mi ha ricordato un'altra maschera-scrub di 7th Heaven che avevo usato tanto tempo fa, e su di me svolge un'ottima azione su più fronti. L'unico neo della Exfoliating Masque è che contiene mica quindi, quando la si va a rimuovere, rilascia dei micro glitter, un po' difficili da sciacquare via. Non è nulla di troppo visibile, ma sicuramente è una maschera che consiglio per preparare e migliorare la pelle velocemente per una serata.

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🔎 Grande distribuzione, Online
💸 3€ 
🏋20ml
🗺 Made in UK
⏳ //
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



7th Heaven Aloe Vera Sheet Mask
Maschera in tessuto con aloe vera



Sono proprio certo di aver usato questa maschera in tessuto all'aloe quando ancora il brand si chiamava Montagne Jeunesse (ne parlo qui) e mi sembra che non sia cambiata affatto: è infatti ancora arricchita con appunto aloe, estratto di tè verde e cetriolo, per idratare e rinfrescare la pelle.
Da un punto di vista pratica è perfetta: buon tessuto, morbido ed elastico, fori ampi il giusto, perfetta adesione alla pelle e non è troppo fresca. Anche l'aroma è delicato e fresco, seppur sintetico.



Idratazione, tonicità ed elasticità sono state le caratteristiche che questa maschera 7Th Heaven ha dato alla mia pelle. Certo, appena rimossa avevo la pelle un po' appiccicosa, ma ammetto che non ho sciacquato il viso come invece indica l'azienda, perché mi sembra un nonsense farlo. Se però vi dà fastidio, non credo si perdano tutti gli effetti della sheet mask. Io ho prolungato i tempi di posa come sempre, visto che la maschera è molto ben inumidita. Un colorito migliore è poi un ulteriore beneficio che ho tratto. Un prodotto alla fine semplice, ma che va dritto al punto, che si può adattare un po' a tutti i tipi di pelle.

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🔎 Grande distribuzione, Online
💸 2€ 
🏋 1 maschera in tessuto
🗺 Made in UK
⏳ monouso
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



7th Heaven Red Hot Sauna Face Mask
Maschera viso autoriscaldante 



Sono certo di aver usato questa maschera Sauna 7th Heaven anni ed anni fa, probabilmente prima di avere il blog, quindi poterla riprovare mi ha fatto molto piacere, anche perché, nella sua semplicità è molto particolare. Praticamente è una sorta di gel denso, che a contatto con la pelle crea questa sensazione di calore, quasi come mettere un panno caldo sul viso. Può lasciare un po' perplessi a primo impatto, ma è comunque una sensazione temporanea, che si percepisce più quando la si va a massaggiare sulla pelle. A creare questo calore nella Sauna Face Mask pare sia la presenza di zeolite o argilla rossa, che nelle formulazione anidre crea appunto l'effetto termico; per il resto invece è arricchita con olio di cocco, estratto di cactus che sembra essere antiossidante, e quello di gelsomino. 



Dopo averla massaggiata la lascio agire qualche minuto, anche se come vi dicevo non sviluppa calore costantemente, e poi va via semplicemente con acqua.
Il risultato di questa Hot Sauna Face Mask non è di quelli che mi lasciano di stucco: la pelle diventa più omogenea, e migliora in generale nel colorito, dando anche un aspetto più matt alla pelle. Anche la zona dei pori dilatati risulta un po' più liscia grazie ad una azione astringente. Rilascia anche una leggera idratazione e rende la cute più morbida. Quindi sì, fa un po' tutto, sebbene nulla alla perfezione. Credo che però la Red Hot Sauna Face Mask meriti una chance anche solo per la particolarità del suo potere autoriscaldante, sia appunto se cercate una maschera che in un unico step risolve più problemi. Sicuramente d'estate, quando il termometro segna 40 gradi, non è la maschera viso più indicata, ma volete mettere d'inverno com'è goduriosa questa sensazione di calore?
In questo caso, sono riuscito a ricavare 3 applicazioni abbondanti, quindi anche una buona resa. 

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Online
💸 2€ 
🏋 15g
🗺 Made in UK
⏳ //
🔬Cruelty Free International, Vegetarian Standard
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Cosa ve ne pare delle maschere viso di 7th Heaven?



venerdì 25 giugno 2021

Cien Tropical Summer: i prodotti corpo dell'estate 💦

 Ogni anno, quando si avvicina l'estate, so già che fra i miei prodotti corpo ci sarà qualcosa della linea Tropical Summer di Cien. È dal 2017 che ricorro a questa limited edition, prima con la Smoothing Shower Exfoliant, che non sono sicuro abbiano riproposto, ma poi la mia curiosità si è spinta verso anche il Lip balm e persino l'Aqua Spray (che, spoiler, è semplice acqua). In ogni caso la Tropical Summer di Cien non mi ha mai deluso (ad eccezione dell'autoabbronzante) ed appena è stata di nuovo disponibile ho preso due prodotti che sono perfetti per questa stagione calda.



Sono entrambi due cosmetici corpo, con delle texture piacevoli e particolari, ed entrambi nella profumazione Tropical Paradise



Cien Tropical Summer Mousse - to - Oil Shower Foam
Tropical Paradise
Mousse olio doccia



Le mousse doccia di Cien sono fantastiche, le trovo piacevoli, facili da usare, con una buona resa e questa della collezione Tropical Summer non è da meno. 
Come quella della linea Aromatic Oils, anche questa mousse to oil ha una consistenza spumosa e ricca, che rivela la componente oleosa quando la si massaggia sulla pelle. In questo caso è arricchita con olio di ricino e olio di soia, ma tutte queste mousse doccia non lasciano alcun residuo, ma svolgono la loro funzione di detergere e soprattutto mi piacciono perché lasciano la pelle molto morbida.
Come vi avevo raccontato tempo fa, io uso queste Shower Foam sulla spugna perché senza non mi sento pulito qualunque detergente usi, ma è godurioso usarle direttamente sulla pelle.



Se da un lato ha un potere pulente più che buono, la Mousse-to-Oil su di me ha anche un discreto potere idratante e nutriente, aspetto che la rende appunto ideale in estate, quando fa troppo caldo per mettere la crema corpo, o quando sono in ritardo e non ho tempo per tutti gli step. Se avete una pelle molto secca, è meglio non saltare costantemente il passaggio della crema.
La Tropical Paradise sa di frutti tropicali appunto, è frizzante, molto carina per l'estate, seppur resta delicata, o comunque io non la sento permanere molto sulla pelle. Un altro punto a favore è che nonostante sia una mousse cremosa, la Shower Foam Cien si sciacqua abbastanza facilmente. Inutile ripetere che se continueranno a produrle, continuerò ad acquistarle, ma spero ne facciano una versione più autunnale, o magari una collezione natalizia. 

INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 € 2.49
🏋 200 ml
🗺 Made in Germania
⏳  //
🔬 Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸



Cien Tropical Summer Spray-On Body Lotion 
Tropical Paradise
Lozione corpo spray



Non si tratta di una novità per me questa lozione corpo di Cien, perché la avevo acquistata già 3 anni fa, sia appunto nella versione Tropical Paradise (qui), sia nella profumazione Coconut Breeze (qui).
Nel corso degli anni non è cambiato nulla, se non il fatto che prima si chiamava Spray-On Moisturiser, adesso hanno giustamente corretto in "body lotion" visto che, seppur in formato spray, si tratta di una lozione dalla texture fluida e leggera.
Questa crema continua ad avere il 10% di aloe, ma anche glicerina e burro di karitè, in ogni caso però ha un tocco asciutto, fresco e delicato sulla pelle, per nulla untuoso.



Anche la Body Lotion è un prodotto perfetto per l'estate perché si assorbe in fretta, è gradevole e facile da applicare, ma su di me comunque provvede a idratare e ammorbidire la pelle. Inutile dire che non si tratta di una azione estrema, mai mi sognerei di consigliarla ad una cute molto secca d'inverno, però in questa stagione calda, dove lo sbattimento di mettere la crema corpo annoia tutti, credo che sia perfetta. Questa Spray on Body Lotion, pur essendo sempre della linea Tropical Paradise, ha una profumazione diversa rispetto alla mousse, più neutra, sempre fresca e comunque delicata e non particolarmente persistente. Per me un ottimo prodotto per la stagione calda, che, anche in questo caso, continuerò ad acquistare.

INFO BOX 
🔎 Lidl
💸 € 1.69
🏋150 ml
🗺 Made in Germania
⏳  //
🔬 Vegan
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Quali prodotti avete scelto per questa estate?


martedì 22 giugno 2021

I film di animazione Disney da VEDERE!

Nonostante non siano il genere per cui impazzisco e che guarderei notte e giorno, i film di animazione sono quella alternativa su cui ricado quando cerco qualcosa che sia leggero ma non stupido. Anzi, molto spesso ormai i film di animazione (la mia generazione li chiamava cartoni e facevamo prima) al giorno d'oggi sono fatti molto meglio di cere commedie, hanno messaggi e significati più profondi senza però mappazzonarti. Questa è un po' la definizione degli ultimi film d'animazione che ho visto, e che, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di vedere.



Raya e l'ultimo drago (2021)

Poster Raya e l'ultimo drago

Raya viene cresciuta dal padre Benja non solo per diventare una sovrana giusta e rispettabile del regno di Cuore, ma ha un compito particolare: deve infatti difendere la Gemma Drago, un raro amuleto magico che da 500 anni protegge il regno dai Druun, spiriti malvagi che pietrificano chiunque si trovi sulla loro strada. Molti anni prima infatti, in una regione chiamata Kumandra, vivevano i draghi, i quali portavano armonia e pace sulla terra, ma un giorno, con l'arrivo dei Druun appunto, questi saranno costretti ad un sacrificio immenso. I draghi infatti dovettero raccogliere i loro poteri nella gemma e affidarla a Sisu, l'ultimo drago, per salvare l'umanità. La stessa umanità che però, volendo accaparrarsi il potere della Gemma Drago, finirà per separarsi in cinque regioni e vivere in constanti dissidi e gelosie.
Nel tentativo di riunire proprio queste cinque zone e riportare la pace, Benja decide di organizzare una festa con tutti i capi delle regioni, la quale però finirà per prendere la peggiore delle pieghe e porrà fine a tutti gli equilibri già instabili, ma soprattutto farà scatenare i temibili Druun.
Sarà Raya l'unica in grado di far riemergere quella pace che sembra ormai perduta, ma non potrà farlo da sola.


Reso disponibile gratuitamente dal 4 giugno sulla piattaforma Disney +, Raya e l'ultimo drago non è la novità del momento, anzi è un titolo che gira addirittura dallo scorso anno, eppure riesce a mantenere quel sentore di attualità che ci tocca da vicino: una minaccia che incombe e travolge l'intera popolazione, creando la desolazione ovunque passi, penso suoni ancora abbastanza familiare rispetto a quello che abbiamo vissuto con la pandemia.
Ma è nei suoi temi che Raya and The Last Dragon riesce ad avvicinarsi al pubblico e ad avermi convinto maggiormente. È infatti la mancanza (e la ricerca) di fiducia in se stessi e negli altri il tema principale che questo film Disney porta avanti, e lo concentra nella sua protagonista, che è un po' diversa dai soliti stereotipi.


Raya è l'emblema di questa mancanza di fiducia: non è infatti la tipica principessa buona e trasognante, ma in un certo senso si avvicina alla concretezza di Elsa di Frozen, ha i piedi per terra e ovviamente ha sviluppato questo timore per il prossimo, proprio per quello che ha vissuto. Sono certo che avrebbero potuto scavare molto nella sua paurosa ricerca di solidarietà, ma Raya è forse il personaggio più strutturato del film, è forte e mi ha colpito pure nei dialoghi perché sembrano quelli che in genere si attribuiscono ai personaggi maschili. Non perde però di femminilità e bellezza, anche nelle scene di combattimento. Lo stesso vale per la sua villain-nontantovillain Namaari, un altro dei personaggi più interessanti.


Ed è proprio l'azione, le scene di scontri, inseguimenti e fughe che secondo me ravvivano la visione di Raya e l'ultimo drago, anzi tengono proprio attaccati allo schermo. Per altri aspetti invece il film tende un po' a non essere secondo me l'eccellenza di casa Disney. La storia, che già può risultare un po' banale e non troppo forte, con questo muoversi a livelli quasi fosse un videogioco, infatti funziona attraverso alcune forzature che magari sfuggono agli occhi dei bambini, ma penso che noi tardoni abbiamo notato un po' tutti. Si potrebbe dire che si tratta di casualità, ma sono un po' troppe per lasciarle passare così.


Questi piccoli vuoti infatti si traducono in due problemi secondo me importanti in Raya e l'ultimo drago: il primo è la presenza della magia che viene introdotta ma non spiegata, e sembra quasi esiste solo perché deve essere così. Vi faccio un esempio senza spoiler: mi pare che nessuno spieghi da cosa nascano i Druun, perché arrivano nella terra di Kumadra. Ci sono perché semplicemente servivano. 
Il secondo problema è come vengono trattati i personaggi secondari: non c'è una chiara spiegazione su come Raya abbassi le sue difese e si fidi così tanto di persone che non conosce, e più in generale i comprimari non hanno un grande background, ma sono solo funzionali da piazzare in questa o quella scena.


Messe da parte queste incongruenze, anche per il pubblico principale a cui si rivolge, Raya e l'ultimo drago è estremamente piacevole, frizzante, scorrevole, avventuroso, e anche emozionante. Il mondo che hanno creato, che prende a piene mani dalla cultura e tradizione asiatica in generale, è ricco di particolari e dà uno scenario bellissimo al film. È per questo che dico che merita di essere visto, perché sono (quasi) certo vi farà passare due belle ore di divertimento.

Titolo Originale: Raya and The Last Dragon
Genere: animazione, azione, avventura, fantastico
Durata: 107 minuti
Regia: Don Hall, Carlos López Estrada
Uscita in Italia: 4 Giugno 2021 (Disney+)
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 7


Luca (2021)

Luca (2021) - IMDb

L'estate è sempre un'avventura, specie quando sei un bambino, ma l'avventura di Luca sarà ancora più speciale. Lui è infatti un mostro marino, che fa il "pastore" nei fondali, ma sogna di andare sulla terra ferma, nonostante i suoi genitori lo abbiano avvisato in ogni modo dei pericoli che correrebbe a buttarsi fra gli umani. Un giorno per caso Luca incontra un altro mostro-bambino, Alberto, che però vive principalmente sulla terra ferma, e seguendolo scoprirà che anche lui può trasformarsi in umano una volta che il suo corpo si asciuga. Fra i due si creerà un'amicizia molto forte, che li spingerà ancora più in là. I due ragazzi infatti decideranno di raggiungere la vicina Portorosso, dove vedranno come vivono davvero gli uomini e conosceranno Giulia, una ragazzina che li coinvolgerà in una gara di Triathlon. Sarà però molto difficile per Luca e Alberto nascondere la loro vera identità e questo metterà in difficoltà anche la loro amicizia


Decisamente più recente e altrettanto chiacchierato, anche Luca per me è un altro film da vedere, non tanto per la trama, che risulta molto basica nel suo insieme, ma più per la bellezza di questo borgo marittimo italiano, le scelte creative che rendono i personaggi simpatici ma non per questo poco particolareggiati, ed ovviamente anche per il messaggio che ne esce, che è il centro del film.
Si ondeggia dall'accettazione di sé, all'accettazione dell'altro sotto tante sfumature, quindi non solo nel rapporto mostri marini-umani. In questo senso ad esempio mi ha colpito il padre di Giulia, perché, forse per la prima volta, troviamo un personaggio umano con una malformazione congenita comune ben chiara. E poi c'è il tema dell'amicizia, quella spontanea, estiva appunto, ma che poi si trasforma in altro, in qualcosa di più forte e duraturo.

Luca, il primo trailer del nuovo film Disney Pixar - Mellow Animazione

La miscela di questi due elementi ha portato a pensare che in Luca ci sia un sottofondo queer, magari una embrionale relazione fra i due ragazzini protagonisti. Ma, oltre ad essere stato smentito dal regista Enrico Casarosa, non è stata la percezione che ho avuto. L'accettazione di sé è un argomento trasversale e declinabile in vari ambiti, e credo che se andassimo ogni volta alla ricerca costante di personaggi LGBT, non solo si invaliderebbero le storie di amicizia fra persone dello stesso sesso, ma il concetto stesso di amicizia. E ancora, portare avanti il parallelismo fra carattere dolce e remissivo di un personaggio e omosessualità, mi sembra sbagliato.
Quella fra Alberto e Luca mi è parsa una bromance, una forte affinità fra due giovani che hanno una passione comune tra l'altro. 


Metto però da parte la laurea in psicologia che non ho e ritorno a sottolineare i tanti aspetti positivi che ho trovato in questo film Pixar
Se da un lato Luca si basa su passaggi e idee poco originali, visto che i parallelismi con La Sirenetta e Pinocchio sono palesi, ci sono scelte che ho apprezzato come il fatto di non calcare troppo la mano con accenti e gestualità stereotipata. Avevo un po' timore che l'italianità di un prodotto americano risultasse troppo smaccata come spesso accade, ma mi è sembrato abbiano saputo riprendere alcuni aspetti, soprattutto degli anni '50/60, senza ricamarci troppo sopra. Si gioca molto di più sulla musica e sui simboli di quegli anni.
Certo, se ogni tanto evitassero di parlare della pasta, non sarebbe tanto male.


Infine, senza farvi spoiler vi posso dire che ho trovato il finale molto d'impatto, maturo, e una scelta originale rispetto alle aspettative.
Luca mi è sembrato tenero, intrattenente, simpatico, con una punta di malinconia che non guasta e che può accontentare tutta la famiglia. Onestamente ho già voglia di rivederlo.

Genere: animazione, commedia, avventura, fantastico
Durata: 95 minuti
Regia: Enrico Casarosa
Uscita in Italia: 18 Giugno 2021 (Disney+)
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 8


lunedì 21 giugno 2021

Maschere viso SHAKA BEAUTY: promosse o bocciate?

Stazionavano da un po' nelle mie scorte ed era ora di metterle alla prova, così ho deciso di parlarvi finalmente di tutte le maschere viso in tessuto di Shaka Beauty, il brand esclusivo di OVS.



Ho pensato a questo mega post perché in verità non so se siano ancora disponibili, bazzicando poco nei negozi del marchio, ma sul sito OVS non ci sono al momento, quindi non so se siano poi reperibili almeno negli store.
In ogni caso, cercherò di essere rapido e indolore concentrandomi su quali maschere Shaka promuovo e quali invece boccio. 



Shaka Beauty Face Mask Moisturizing
Maschera Viso Idratante



Arricchita con un mix di estratti floreali e vegetali come camomilla, centella asiatica, rosa, salicornia, peonia, ma anche acido ialuronico, allantoina e glicerina, infatti lo scopo della Moisturizing Mask Shaka è quello di idratare e rifrescare il viso.
È una maschera viso coreana con tutti i crismi: super imbevuta, tessuto effetto seconda pelle per la sottigliezza, elastico e facile da adattare, oltre che con una adesione impeccabile alla pelle. Queste caratteristiche riguardano tutte le maschere, visto che hanno tutte lo stesso materiale.
La profumazione è floreale, mi ricorda un po' un prodotto da parrucchiera di qualche anno fa.
Sul viso ha una leggera sensazione di freschezza, ma nulla che possa disturbare secondo me. 



Shaka dà 20 minuti come tempi di posa, ma visto il comfort e la quantità di siero ovviamente l'ho lasciata agire molto a lungo. Ho scelto di fare questa maschera in tessuto Shaka quando sentivo la pelle leggermente tirante e secca, ed è stata in grado di ristabilire completamente la situazione. Non percepivo nemmeno il bisogno di aggiungere un altro siero o una crema. Inoltre ho notato che la pelle era anche più distesa, ed aveva anche un aspetto più omogeneo. Nota inoltre a favore della Moisturizing Face Mask Shaka è che nonostante la grande quantità di siero, non ha lasciato nessuna patina appiccicosa, anzi la pelle era liscia e morbida. Indubbiamente promossa.

INFO BOX
🔎 Online, OVS
💸 €3.99
🏋 23 ml
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸




Shaka Beauty Face Mask Soothing
Maschera viso lenitiva



Nella Soothing mask Shaka ritroviamo alcuni degli ingredienti della maschera idratante, come acido ialuronico, camomilla, estratto di centella asiatica e peonia, ma ad accentuare la sua azione addolcente hanno aggiunto anche estratto di fiordaliso, iris e avena che contribuiscono allo scopo. In questo caso la profumazione è leggera e floreale, con una nota dolce, e sulla pelle mi è risultata piacevolmente rinfrescante.



Ho tenuto questa maschera Shaka in posa per praticamente l'intera puntata di The Handmaid's Tale di quasi un'ora e l'ho rimossa che era ancora umida. Non ho notato una marcata azione lenitiva, però, avendola usata dopo la rasatura ho sentito una azione addolcente, che ha ridato morbidezza ed elasticità alla pelle. La cute era sicuramente più idratata, oltre che più distesa. Dopo qualche minuto gli eccessi di siero si erano assorbiti e la pelle era a posto, non mi è sembrato fosse rimasta appiccicosa. Davvero una maschera viso carina. 

INFO BOX
🔎 Online, OVS
💸 €3.99
🏋 23 ml
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸



Shaka Beauty Face Mask Lifting
Maschera Viso Levigante



Ammetto che la maschera Lifting Shaka è stata un po' una sorpresa: nell'INCI infatti appaiono anche in questo caso estratti vegetali come quello di fiori di malva, di una pianta che non conosco chiamata ambretta che pare abbia una azione cicatrizzante, e poi gli estratti di bacche di acai e melagrana, che apportano un effetto antiossidante. Quindi nessun ingrediente che, almeno su di me, in genere ha un effetto lifting anche solo grazie ad un effetto tensore temporaneo. 



La sorpresa è arrivata proprio al momento dell'utilizzo: la mia pelle ha assorbito molto bene e a fondo il siero di questa maschera Lifting Shaka, e dopo averla tolta ho notato una pelle sicuramente più liscia e distesa, con i segni di espressione meno visibili (per quanto non ne abbia parecchi già di mio). In generale il viso mi sembrava più tonico e compatto e abbastanza ben idratato anche se in questo caso, più che con le altre maschere Shaka, ho sentito il bisogno di applicare qualcosa dopo. Anche con questo trattamento non ho notato alcun residuo o sensazione di appiccicoso.
Direi quindi che è una maschera in tessuto promossa, in linea con le sue promesse e che si può adattare a diverse tipologie di pelle, visto che non ha un profumo particolare e non è troppo fresca. 

INFO BOX
🔎 Online, OVS
💸 €3.99
🏋 23 ml
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱



Shaka Beauty Face Mask Brightening 
Maschera illuminante



Con la stessa logica della maschera Lifting, anche questa Brightening non mi è sembrato avesse nella lista degli ingredienti qualche attivo in grado di illuminare l'incarnato: troviamo infatti estratto di fiore di loto, umettante e antiossidante, estratto di Sakura o ciliegio Giapponese, anch'esso idratante, e quello di giglio tigrato cinese che pare essere antiossidante. 



Tuttavia, quasi a sorpresa, la maschera Illuminante Shaka ha sicuramente schiarito il mio incarnato rendendolo più omogeneo, ma mi ha stupito maggiormente il potere idratante in generale e quello distensivo, a mio avviso, su di me almeno, abbastanza visibile. È come se la Brightening Mask raccogliesse tutte le caratteristiche di queste maschere Shaka, infatti, se si trova ancora, vi consiglio di darle una chance. 
Non mi ha lasciato patine appiccicose e il siero si è assorbito molto bene, ma ho notato che per assorbire il più possibile, mi è sembrato impiegasse più tempo delle altre maschere. Anche in questo caso abbiamo a che fare con una profumazione molto delicata che non credo possa dare fastidio a qualcuno. 

INFO BOX
🔎 Online, OVS
💸 €3.99
🏋 23 ml
🗺 Made in Corea
⏳ Maschera monouso
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Avete avuto modo di provare queste maschere viso Shaka? Le avete viste in qualche negozio OVS?
Qui vi ho parlato delle maschere occhi di questa azienda.




venerdì 18 giugno 2021

|Beauty Cues|
Henné: diario di un disilluso e (non) contento

Ho iniziato a scrivere questo post esattamente il 25 Novembre 2015, ma per varie ragioni non ha mai visto la luce fino ad ora. Credo che il timore che potesse essere inutile mi abbia sempre spinto a rimandare questo diario sulla mia esperienza con il fantastico mondo delle erbe tintorie per capelli, iniziata ormai dieci anni fa (5 se contate da quando ho abbozzato questo post). Ma mi sembrava brutto perdere l'occasione di citare più o meno Tiziano Ferro a caso e quindi eccomi qui.



Non penso ci sia bisogno di spiegare cosa siano l'henné o le erbe tintorie in genere, visto che ormai, rispetto ad anni fa, ci sono non solo molte più informazioni in rete, ma ho visto che nel tempo sono stati sfatati alcuni falsi miti. Ad oggi vedo anche dei veri e propri saloni di parrucchieri che usano l'henné al posto delle tinte tradizionali, segno che ormai è diventato di largo uso.
All'epoca si potevano reperire informazioni giusto su alcuni forum, spesso basati più su esperienze personali che su un lavoro professionale, ma ciò non mi ha impedito di voler sperimentare su di me.
Anzi sono fortemente dell'idea che l'esperienza personale con l'henné sia fondamentale perché da quel che ho visto e provato, le erbe tintorie danno risultati molto diversi da persona a persona, e che proprio provando in prima persona si può trovare la propria miscela. 


Premetto che trattandosi di un processo avvenuto in anni, non ho foto di ogni singolo procedimento e risultato, non contando di parlarne sul blog (non avevo nemmeno un blog!), per cui vi dovrete fidare della mia onesta parola. D'altronde non voglio spiegare o insegnare niente a nessuno, ma solo raccontarvi come è evoluta la mia idea sull'henné come trattamento per i capelli.
Ho ben chiaro nella memoria il primissimo esperimento con le erbe tintorie: ero a casa di una amica e, invece di tagliarci la frangetta in malo modo, dopo aver visto un video su YouTube di una ragazza che provava l'henné solido di Lush, ci siamo subito incuriositi e fiondati ad acquistarlo anche noi.
Il mio obiettivo era quello di intensificare il mio bruno naturale, renderlo ancora più scuro e freddo, infatti scelsi Caffè Caffè (oggi chiamato Brun). Sembrava facile, ma la prima volta fu un mezzo fiasco.


Utilizzare quell'henné, che è praticamente un panetto duro, infatti richiede un tempo e una pazienza che non avevo nemmeno a 20 anni, figuriamoci ora: suggerivano di metterlo in forno per far sì che diventasse più malleabile e facile da sbriciolare e miscelare con acqua. Dopo questo laborioso procedimento però sono rimasto abbastanza deluso, ma contento. Il colore dei miei capelli infatti non era cambiato di una virgola, ma la consistenza era migliorata. Sembravano ristrutturati, idratati, e sentivo che il cuoio capelluto si era ristabilito perfettamente dalla secchezza che lo contraddistingue, specie in certi periodi. Volume, lucentezza, la mia clinica de la beleza.
Inoltre non mi era pesato né star delle ore (ché più stai, meglio è) con un fango in testa, né l'odore (che in generale sembra quello di un cane bagnato, ma poi ti abitui) né la sensazione. Ricordo inoltre che avevamo sporcato relativamente poco per essere la nostra prima volta, cosa che molti lamentano specie con i capelli lunghi.


Ottimo, io contentissimo, facevo la ruota come se indossassi il miglior assorbente (???). Ma volevo anche scurire i capelli, rendere il colore più vibrante e intenso.
Inizio così le mie ricerche e finisco sui forum a cui facevo riferimento sopra. Li spulcio in lungo e in largo e la prima cosa che imparo è che esistono tante tipologie di erbe tintorie e tante marche, ma soprattutto tante qualità di henné, e che questo ovviamente reagisce in modo diverso in base ai propri capelli. 
Ho poi imparato che per avere una buona colorazione dei capelli bisogna considerare le dosi, i tempi di posa e avere alcune accortezze, tipo avere i capelli puliti o l'henné non ti prende. Ho imparato che ci sono tempi di ossidazione del composto, che si possono mixare varie erbe per dare tonalità diverse e aiutare la colorazione, che ci sono procedimenti ad uno o a due step e via discorrendo. Le informazioni sono tante, ma è più facile farlo che parlarne.


Inizio così a sperimentare con le diverse marche di erbe tintorie che riesco a trovare in zona.
Ed il primo che mi è capitato sotto mano è stato l'indigo di Forsan, semplicemente miscelato con acqua e spiattellato in testa per un paio di ore. La mia ingenuità non mi aveva aiutato e il risultato non mi ha soddisfatto, soprattutto per la scarsa qualità della polvere, che aveva dato alla pastella una consistenza disomogenea e grumosa, che sembrava fosse piovuta pece nel mio bagno.


In contemporanea ai miei tentativi, che procedevano lenti come la magistratura italiana, arrivano i capelli bianchi. Fitte al cuore, braccio sinistro addormentato, nemmeno 23enne ho i capelli bianchi. Paura e tribolamenti vari, ma non facciamoci prendere dal panico: quale miglior modo di risolvere la situazione se non con l'henné e con delle tinture naturali che fanno anche bene ai capelli e alla cute?
Inizio così i miei maldestri tentativi di scurire i miei capelli e allo stesso tempo nascondere i bianchi, che però era diventato la priorità.
Riprovo con l'henné nero Forsan di cui sopra, ma questo tramuta i miei pochi fili bianchi in un biondiccio chiaro e strambo (lo so che l'indigo colora i capelli bianchi di un blu, ma questo era davvero scarso e non puro), che sembra funzionare: quei pochi capelli bianchi non si illuminano di immenso fra gli altri capelli scuri. Tuttavia durava davvero poco, e nel giro di pochi lavaggi l'effetto svaniva. E poi c'era sempre il problema della qualità della polvere.

 
Cerco quindi altro e ho anche la fortuna di trovarlo.
Una buona polvere, che comporta una buona consistenza della pappetta, fatta da una pianta sminuzzata in era moderna e non come fossimo nel 1700, influisce sul 50 percento della procedura secondo me. Ti stai mettendo letteralmente un fango in testa, che puzza di erba tagliata fresca, quantomeno la spalmabilità deve essere ottima. 
Leggendo e provando, scopro che per una presa migliore dell'indigo soprattutto sui bianchi, oltre che una polvere migliore, bisogna aggiungere del lawsonia, noto comunemente come henné rosso, più o meno in base ai riflessi che vuoi. Puoi mischiarli insieme o fare due step divisi.
Il mio incanutimento intanto galoppava, e soprattutto i bianchi si concentra(va)no in maniera ravvicinata. Colmo quindi di speranze mi spinsi da subito a provare con un solo mix indigo e lawsonia. Se non erro provai prima proprio con gli henné Forsan, poi mi spostai con quelli di Tea Natura, di cui ricordo una buona resa delle polveri ma meno della durata del colore.


Il risultato con un mix 50/50 è stato che i capelli bianchi diventavano di biondo ramato mentre il resto della chioma si scuriva di un tono.
Diciamo che poteva funzionare ma volevo camuffare il più possibile i capelli bianchi, e soprattutto far in modo che durasse senza dover hennare ogni settimana.
Nel mentre scopro un altro brand chiamato Le Erbe di Janas che sembrava avere il miglior rapporto qualità-prezzo, e stava nascendo proprio in quegli anni.
Continuo con questo mix per un po', ammetto però che avevo poca costanza in quanto notavo fin da subito che questo biondo che ottenevo sui bianchi non riusciva a stratificarsi, ma al massimo era più o meno caldo in base alle percentuali delle due erbe tintorie.
Provo anche con l'ossidazione lunga della lawsonia: dicono che la lawsonia abbia tempi di rilascio colore molto lunghi, per cui se la lasci riposare tutta la notte, magari mischiata con liquidi acidi (limone, aceto), questa tinga ancora di più.



L'indigo invece sta bene in un ambiente basico e non vuole ossidare molto.
Titubante ho fatto qualche prova a preparare i due composti separatamente, per poi unirli ma non ero convito: unendo i due ph diversi, cosa prevale, la parte acida o la parte basica?
Alla fine l'ossidazione prolungata della lawsonia e l'aggiunta di sostanze acide non cambiava sensibilmente il risultato finale su di me.
Non accontentandomi di vedere questi capelli bianchi diventare semplicemente ramati, mentre il resto dei capelli si scuriva, mi son lanciato nel doppio passaggio.
Iniziavo così un rituale che nemmeno i monaci tibetani avrebbero saputo far meglio.
Il mio doppio passaggio consisteva in questi step:
  • shampoo ma senza balsamo che pare possa non far prendere bene il colore,
  • impacco con Lawsonia, ossidata o non, acidificata o non, di minimo due ore,
  • risciacquo tutto senza shampoo, sia mai che perdi l'effetto.
Nel pomeriggio o il giorno dopo
  • impacco con indigo di minimo due ore,
  • nessuno shampoo sia mai che perdi l'effetto.
Cercavo anche di ritardare lo shampoo di qualche giorno, così che le polveri potessero sviluppare il loro colore, ma nel corso degli esperimenti ho capito che l'unico risultato era quello di far diventare il cuscino blu.


Nel mio periodo "doppio passaggio", ho sperimentato varie formule: dal solo lawsonia e indigo in step diversi appunto, a lawsonia più un mix di queste due erbe. Cambiavano le percentuali ma il risultato era sempre uguale.
Ovviamente le quantità delle polveri non erano buttate a caso, ma venivano scelte tramite accurati calcoli algebrici derivati dall'esame dei vari risultati.
In sintesi cercavo di migliorare il tiro. E le tentavo tutte: acqua fredda o calda, pellicola per mantenere l'umidità o nulla, capelli puliti o sporchi, tecniche che potessero tirare fuori toni castani, e tempi di posa più o meno lunghi.

I capelli bianchi continuavano a diventare di un colore variabile fra il carota acceso e il mogano scuro. Il resto della chioma assumeva un colore castano scurissimo con un riflesso che virava sul rosso-mogano.
Oltre però a non soddisfarmi come tonalità, il problema era sempre la durata: sembrava che l'indigo andasse via troppo presto, dando chance alle sfumature rosse di emergere più prepotentemente.
A molti forse sembrerà una figata, una sorta di naturale effetto mèches, ma in realtà non lo era. Questi riflessi su di me risulta(va)no innaturali e i bianchi erano ancora più evidenti. Tanto valeva metterci un neon fluorescente.


So che la foto è mossa e di scarsa qualità, ma credo renda abbastanza bene l'effetto che ero solito ottenere in media. 
Altri tentativi hanno visto l'introduzione di altre erbe auyrvediche, in particolare Katam e Amla.
La prima è praticamente una sorta sorella dell'indigo e dovrebbe tingere di castano o dare sfumature violacee, in base a come lo mixi con l'henné e l'indigo; la seconda non ha un potere colorante vero e proprio, ma dovrebbe smorzare i toni del rosso.
Anche qui, vari tentativi con mix, e doppi passaggi, il risultato era pressoché uguale: i miei capelli bianchi non volevano saperne di diventare di un colore accettabile che fosse camuffabile col resto.
Chiariamoci: non ho mai voluto o pensato potessero diventare nero corvino, ma speravo in un castano più o meno scuro, senza troppi riflessi ramati.


Questa è almeno una parte delle varie miscele, erbe e brand che ho provato nel tempo, molte semplicemente non le ho nemmeno fotografate. 
In un totale momento di follia ho iniziato a fare lunghe hennate di sola lawsonia, nel vano tentativo di stratificare il colore e sperare che ad un certo punto avrebbe assunto una tonalità sufficientemente scura.
A questo punto però è arrivato il momento di rottura: chiunque mi chiedeva cosa avessi fatto ai capelli, e quando il mio parrucchiere mi chiese se da bambino ero rosso, fu una doccia gelata. 


Era palese che l'henné, in qualunque modo lo impastassi, miscelassi, lo lasciassi agire, su di me non funzionava come speravo. Era solo diventata una pratica frustrante e che richiedeva parecchio tempo.
Veniamo ai giorni nostri. I tentativi si solo diluiti nel tempo, e sono diventati più una cura per i capelli che una la speranza di ottenere il colore sperato. I capelli bianchi son aumentati, forse anche a causa dello sclero a furia di cercare la formula perfetta per coprirli con l'henné.
Una volta scrissi su un forum:
"Penso che sia un po' nella filosofia dell'henné non curarsi troppo del risultato finale, e non puntare troppo ad un risultato stabilito. Penso si debbano amare i riflessi e il fatto che questi variano hennata dopo hennata. Certo, se si vogliono coprire o mascherare i bianchi e non ci si riesce in alcun modo uno lascia perdere, ma chi fa l'henné credo voglia che la natura "faccia il suo corso"
E ci credo ancora, avendolo sperimentato. Tuttavia i riflessi che ho ottenuto e che sarebbero dovuti essere naturali, non erano affatto in armonia con i miei colori naturali.
Un po' a malincuore ho lasciato stare le erbe tintorie.
Ogni tanto vedo qualche marchio che magari tira fuori qualche mix interessante, come aveva fatto ad esempio La Saponaria, e se posso lo provo, ma più per curiosità che nella speranza di ottenere il risultato sperato. Infatti non lo ottengo mai.



Una bella linea questa Hennetica, ho visto anche che è stata riformulata, ma non l'ho ancora provata e non so se lo farò in futuro.
Mi incuriosisce anche quando vedo professionisti che creano tinte perfette con queste erbe, ma resta sempre il dubbio che l'effetto su di me durerebbe quanto un cappone ne I promessi sposi.
Ho capito, e mi confermò anche il creatore di un brand di erbe tintorie, che i miei capelli sono refrattari all'indigo, non riescono ad assorbirne e mantenere il colore, mentre amano la lawsonia che si attacca e non va più via. Inoltre i miei capelli bianchi fanno davvero fatica a essere tinti, anche con tinte chimiche.
Ad oggi però ne uso una che mi soddisfa sia in termini di copertura dei bianchi che di durata, tanto che la faccio ogni due mesi circa. Nemmeno ve lo dico il tempo e i soldi che risparmio.
Quel che mi è rimasto di questa esperienza con l'henné è che comunque i miei capelli apprezzano le qualità curative che ha, e di tanto in tanto continuo con impacchi di henné neutro (cassia) e amla, e un po' tutti i prodotti che li contengono. 

Qual è la vostra esperienza con l'henné e le erbe tintorie? Li usate abitualmente o non siete riusciti a farli diventare parte della vostra routine?



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