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|Beauty Cues #MaskWednesday|
Skin Gritting: elimina davvero i punti neri?

Era Maggio quando la beauty community è impazzita per quello che sembra il nuovo metodo per eliminare i punti neri del viso.



Si chiama skin gripping e grazie a prodotti economici che tutti più o meno abbiamo in casa, è un metodo che promette di far scivolare - "aggrappare" per dare una traduzione un po' più letterale - via i punti neri dai pori, senza, in teoria, spremere e schiacciare la pelle, senza macchinari o prodotti strani. Le immagini che girano sul web, che io non metterò perché fanno un po' schifo, fanno vedere come i punti neri ti restano letteralmente in mano.
Lo avevo visto in un video di una ragazza americana del canale heyitsfeiii ma in verità non avevo capito si trattasse di un vero e proprio trend del momento, perché sono sempre sveglio e sul pezzo.
Poi ho visto un post sul blog di Cliomakeup e lì ho capito che è un po' la moda degli ultimi mesi.
Ma che sia di moda poco ci frega, quello che mi interessa di più è sapere se funziona
La tecnica dello skin gripping è molto semplice e si divide in pochi passaggi, ovviamente da fare a viso pulito:
  1. con un olio detergente massaggiare il viso o le aree interessate per almeno cinque minuti
  2. rimuovere l'olio dal viso con un panno in microfibra inumidito,
  3. applicare una maschera all'argilla o al carbone,
  4. rimuovere la maschera,
  5. ripetere il procedimento con l'olio detergente massaggiando per almeno 10 minuti.
Fatti questi passaggi dovreste trovarvi con piccoli vermettini fra le dita che altro non sono che i punti neri che sono usciti dai pori.



Lo so, il linguaggio non è molto tecnico, ma qui siamo gente cacio e pepe.
Probabilmente questa procedura vi sembrerà familiare, perché nella mia pulizia del viso fatta in casa di cui vi avevo parlato tempo fa, c'è anche un passaggio ispirato all'oil cleansing method, che consiste nel massaggiare la pelle con olio vegetale al fine di eliminare le impurità per affinità, perché appunto l'olio va a "sciogliere" il sebo che si accumula nei pori. Ovviamente non è una ventosa che riesce a sturare i pori, né ha un effetto aspirapolvere, ma a me personalmente piace come metodo, perché se fatto con costanza riesce non solo ad eliminare le impurità, ma anche a bilanciare le zone più grasse e più secche della pelle del viso.
Pensavo quindi che lo skin gritting nel suo procedimento di olio-maschera-olio potesse essere ancora più efficace e istantaneo. Ho quindi provato per ben due volte, perché nelle cose mi ci applico seriamente. Vi avviso però che, non avendo un olio detergente ho optato per un semplice olio vegetale, cosa che tra l'altro ho letto da più parti come fattibile, e inoltre ho applicato questo metodo solo su naso e dintorni, perché per il resto del viso non ho problemi.

Esperimento N° 1

Per il primo esperimento ho usato semplicemente olio d'oliva, massaggiando appunto sul naso per un paio di minuti. Ho eliminato quindi l'olio e ho applicato la maschera. In verità non ho capito ancora se la scelta della maschera sia importante, ma, nel mio primo esperimento con lo skin gritting ho usato una maschera a base di argilla, ovvero la AFY Mung Bean Deep Clean Facial Mask che vi avevo recensito diverso tempo fa. 


Vi dicevo, ho rimosso l'olio con un panno in microfibra, ed ho applicato la maschera. Questa in particolare resta sempre un pelo morbida, non va a seccarsi in modo assoluto, quindi l'ho tenuta circa 15 minuti. Rimossa la maschera, ho proseguito col terzo step, ovvero di nuovo un lungo massaggio con olio. Massaggio che è durato per circa 10 minuti. Devo dire che come primo esperimento ci ho messo un bel po' di energia cercando di fare un po' pressione con i polpastrelli durante appunto il massaggio. Il risultato è stato un unico punto nero che ho chiaramente visto sulle dita. 
Una volta rimosso l'olio deterso il viso, il naso appariva sicuramente con una grana più omogenea, alcuni pori sembravano liberi dal sebo, e la pelle liscia, ma il rossore era palese. Non tanto da sentirmi la zona irritata ma dovevo lasciarla in pace per un po'. Inoltre mi son trovato un piccolo capillare rotto proprio sul dosso, ma questo potrebbe essere una vittima della mia irruenza
Un po' come prova del nove, un po' per perfezionare il tutto ho applicato uno strip contro i punti neri ed effettivamente ha portato via alcuni punti neri. 
Nei giorni a seguire ovviamente il rossore era passato, il capillare era meno visibile e la zona non risultava secca. 


Esperimento N° 2

Il secondo tentativo di skin gritting è avvenuto dopo diversi giorni dal primo ed è stato identico all'altro esperimento per certi versi sennonché, dopo il massaggio con l'olio, ho applicato la maschera all'argilla verde di Cattier Paris, la Masque Argile.


Nella mia mente la maschera doveva essere più essiccante e quindi più efficace in questo metodo. Tuttavia già dal primo step sentivo la pelle infastidita dal massaggio. Non che fosse irritata, ma non era una cosa piacevole. Una volta rimossa la maschera all'argilla, che ho tenuto in posa per 10 minuti, ho fatto il secondo massaggio con l'olio un po' più delicatamente rispetto alla prima volta, ma, come vi dicevo, non sono riuscito a proseguire a lungo perché sentivo che stavo irritando la pelle. Specie ai lati del naso sentivo che no, era meglio non continuare. I risultati sono stati ben più scarsi: non solo non ho trovato nemmeno un punto nero estratto, ma il naso non mi sembrava apparisse più purificato. E il rossore si era ripresentato nella sua sgargianza.

Per tirare le somme lo skin gritting non è PierTificato, perché non funziona, o meglio non ne vale la pena. Pur non avendo una pelle particolarmente sensibile trovo che sia un procedimento aggressivo e che richiede tempo e non mi dà un risultato accettabile.
Ammetto che usare un semplice olio può aver influito sulla non perfetta riuscita, ma mi aspettavo molto di più. Tra l'altro ho qualche dubbio su tutta questa quantità di olio sul viso, per il fatto che nella mia pulizia del viso la maschera all'argilla alla fine ha la doppia funzione di assorbire tutto l'olio e il sebo che potrebbe essere rimasto sulla nostra pelle, e chiudere i pori. Aggiungere olio dopo la maschera mi lascia perplesso.
Preferisco di gran lunga i patch antipunti neri che, nonostante non eliminano tutto, agiscono in modo istantaneo e hanno controindicazioni pari a zero anche da usare prima di una serata.
Se vi va, qui ho parlato di un altra tecnica che promette di rimuovere meglio i punti neri.

Conoscevate questo skin gritting? L'avete provato? Vi incuriosisce?





|Beauty Cues|
Hair Care Routine #5 (NOAH, Benecos, Cattier, Omia Laboratoires) e cos'è il cowash?!

Ciao a tutti!
Dall'ottobre dell'anno scorso ne è passato di shampoo sulla mia testa, e quindi ecco che habemus routine capelli aggiornata e completa pronta per voi!
Come sempre al mio fianco in queste occasioni, a supportarmi, a sopportarmi, e soprattutto a parlarci dei suoi prodotti, c'è sempre la mia amatissima Rory (La Rockeuse), per cui se vi va passate da lei.
Vi avviso sin da adesso che la questione andrà un po' le lunghe, per cui mettetevi comodi, un plaid sulle gambe, e intanto inizio.
Vi ricordo che ovviamente tutte le opinioni derivano dalla mia tipologia di capelli: secchi, spessi e aggrovigliati, con cute sensibile e anch'essa tendente al secco.

250ml//4/5€//Tigotà, Acqua  e Sapone
Durante il mio viaggio a Modena (e non solo) di mesi fa (se non lo ricordate, fate un salto qui) colsi l'occasione di accaparrarmi alcuni prodotti che qui dalle mie parti sono più introvabili di un errore grammaticale in una conferenza di Piero ed Alberto Angela.
Il marchio NOAH è fra questi. 
So che il brand ha tante referenze, ed ho visto che si sta ampliando, ma ovviamente non potevo portarmi in valigia otto chili di prodotti per capelli ed ho dovuto scegliere.
La confezione di questo shampoo idratante è ben fatta: un tappo a scatto e una bottiglia in plastica morbida che si schiaccia facilmente così da far fuoriuscire il prodotto, che è una sorta di gel fluido praticamente trasparente (adesso che fa freddo l'ho visto leggermente più denso).
Il profumo è un freschissimo odore di finocchietto, che a me piace molto (non fate battute scontate!), ma non persiste sui capelli.
Veniamo alla ciccia: questo shampoo NOAH mi lava bene la cute. L'ho utilizzato sia diluito che puro ed in ogni caso si è comportato bene. Schiuma bene e deterge
Sulla mia cute è abbastanza neutro: non la aggredisce né la irrita, ma non risulta nemmeno idratante o lenitivo. Lava e lascia i capelli puliti per 3/4 giorni buoni.

Piccola parentesi che non specifico mai abbastanza: l'idea di non lavare i capelli più di 3/4 giorni massimo mi fa schifo. Non capisco come ci si possa lavare la faccia ogni giorno e poi restare una settimana o più senza fare uno shampoo. La cute suda, si annidano batteri, polvere, acari e altre schifezze e poi ci dormi e respiri tutta questa roba. 
Basta, o vomito.
Comunque per quanto mi riguarda lavo i capelli a bisogno, quando ad esempio vedo che non hanno più forma o quando sento bisogno di rinfrescare la cute. In generale la lunghezza si sporca per via di agenti esterni come umidità, o perché li tocco troppo, o i vari prodotti per lo styling.

Quanto all'effetto sulla chioma il responso è positivo, perché pur risultando lavante non aggroviglia i capelli, e li lascia abbastanza morbidi, leggeri e condizionati. Ovviamente è il potere condizionante che può avere uno shampoo, ma è uno di quei prodotti con cui posso farmi uno shampoo alla svelta nelle emergenze e avere dei capelli passabili senza tanti prodotti. 
I signori di Noah ci fanno sapere che
Shampoo idratante per capelli secchi, fragili e opachi. La sua base lavante è costituita da detergenti di origine vegetale "dolci" e rispettosi dei capelli e del cuoio capelluto. Contiene olio essenziale di finocchio dolce e proteine del grano ad azione nutriente, per rendere i capelli morbidi e disciplinati.
e io gli do ragione. Non dà, almeno sui miei capelli che non lo sono per loro natura, particolare lucentezza, ma per il resto lo promuovo e lo ricomprerei. 
Adatto a chi ha capelli da normali, a secchi.


NOAH - Leaves - Balsamo Idratante alle foglie di edera e olio di mandorla

200ml//Non ricordo il prezzo//Tigotà, Acqua e Sapone

In abbinato allo shampoo - perché non dimentichiamoci che le combo sono importanti - avevo scelto un balsamo sempre di NOAH ma di un'altra linea, Leaves appunto, per avere un quadro più ampio dei prodotti del marchio.
Si presenta in questa confezione semi trasparente e la cosa mi piace, non mi piace invece la scatola esterna che non serve a nulla.
Il prodotto ha una consistenza cremosa, mediamente densa. Sembra un po' uno yogurt, si stende e si risciacqua anche molto bene sui capelli. 
Il profumo non so bene definirlo, direi erbosetto, non molto forte o selvatico, e non mi sembra permanga.
Quanto alla sua efficacia posso dire che intanto, con lo shampoo a cui l'ho abbinato, vince un po' facile, ma è un buon prodotto.
Ha un potere districante medio, e lascia i capelli condizionati. Quanto al potere idratante e ammorbidente noto che devo un po' abbondare (senza esagerare, o sporca prima i capelli) per avere un buon risultato in questo senso sui miei capelli.
Sul potere lucidante invece posso dire che è scarsino. Però una nota a favore è che non appesantisce o unge i capelli, anzi.
Da NOAH leggiamo che
Balsamo privo di siliconi ad azione districante e idratante per tutti i tipi di capelli. Le acque attive di Edera, certificate biologiche, nutritive e rivitalizzanti, rendono i capelli morbidi, protetti e idratati senza appesantirli.
Il termine "acque attive" mi perplime, ma sul resto concordo. 
Un balsamo valido, dosandolo bene, ma che non ricomprerei solo perché ci sono prodotti più adatti al mio tipo di capelli, ma se avete dei capelli da normali a secchi (ma non troppo) va benissimo. 

Utilizzati insieme, questi prodotti NOAH, sono stati ottimi, se non fosse che dopo 5 mesi consecutivi, i miei capelli si erano abituati e non venivano più benissimo. 
Ho pensato bene quindi di cambiare per un po' lavaggio e balsamaggio.
200ml//3.99€//Bioprofumeria, online
Parecchio tempo fa avevo già provato lo storico shampoo di Benecos (for silky hair) amato da tutti, e anche da me, sul web e non. Era un prodotto molto valido e quando la vecchia linea è stata soppiantata da questa nuova, c'è stato un po' di smarrimento per paura che i cosmetici potessero essere peggiorati. 
Questo nuovo shampoo di Benecos si presenta esteticamente come il precedente: una consistenza quasi liquida in gel (attenzione a come aprite il flacone, che rischiate fuoriuscite di prodotto), colore ambrato e un profumo molto piacevole che sa di caramelle all'arancia.
Tutto questo mi faceva ben sperare, così come mi faceva ben sperare il fatto che al momento del lavaggio mi sembrava che il prodotto si comportasse come il compianto fratello maggiore: sia da diluito che puro lavava facendo una bella schiuma soffice, senza essere aggressivo e soprattutto lasciava i capelli morbidi, disciplinati e carini da vedere e non aggrovigliati o stopposi.
Corretto il fatto che i capelli risultano molto belli, non secchi o pesanti, se non fosse che questa nuova versione dello shampoo Benecos mi secca il cuoio capelluto in modo disdicevole.
Letteralmente se lo porta via, anche se usato molto diluito. Ho provato ad usarlo più volte, a fare pausa per poi riprenderlo, ma sentivo sempre la cute tirare e quindi non volevo, come potete immaginare, non sono così masochista, continuare ad usalo ad oltranza.
Insomma un piccolo grande dispiacere, per uno shampoo di cui ero innamorato e che ha un ottimo risultato sui capelli ma tremendo sul cuoio, almeno sul mio.
Da Benecos ci fanno sapere che
L'effetto lavante è dato da sostanze detergenti delicate che puliscono accuratamente il capello, senza aggredirlo.
Lo shampoo delicato garantisce una detergenza delicata grazie al succo di aloe vera. Ha un profumo fresco che rigenera la mente e lo spirito!
È vero che il capello, la fibra, non è aggredita, ma la mia povera cute sì, per cui non voglio vederlo mai più.

In abbinato a questo shampoo avevo scelto di utilizzare come balsamo, una beauty adoption che era giunta nelle mie mani insieme ai prodotti corpo.

Cattier - Balsamo districante al melograno

150ml//10€//Online
Questo balsamo Cattier l'ho utilizzato sia con lo shampoo di Benecos, che con quello di NOAH.
Intanto ve lo dico subito: non odora di melograno, ma per me sa di un qualche medicinale alle fragole. Un cassetto della memoria di una infanzia infelice, ma non mi pare una profumazione particolarmente persistente.
La consistenza è quella di una crema abbastanza densa, ma un po' strana, sembra quasi gommosa. Comunque si distribuisce bene sul capello, e anche rimuoverlo è abbastanza semplice.
Loro lo definiscono sia un balsamo districante che nutriente e riparatore. 
Benché entrambi gli shampoo non annodino particolarmente i capelli, trovo comunque che il potere districante sia medio-basso, ma che, se lasciato in posa, questo balsamo di Cattier sia idratante e disciplinante. Mi lascia i capelli morbidi anche nei giorni a seguire e anche un po' più lucidi. 
Al tempo stesso non appesantisce né unge e i capelli restano abbastanza leggeri. 

Da Cattier leggiamo che 
Arricchito in aloe vera, dalle virtù protettrici e nutritive, questo balsamo fortifica la fibra 
capillare, rende liscio il fusto.
L'Amisol Trio ristruttura la barriera lipidica del cuoio capelluto e apporta brillantezza, morbidezza e volume. Protetti dalle aggressioni esterne, i capelli riacquistano dolcezza, setosità e sono più facili da mettere in piega.
La cosa che mi ha incuriosito è quando parlano di questo loro componente, l'"Amisol Trio" che dovrebbe aiutare il cuoio capelluto. 
Difficilmente su un balsamo ci sta scritto che può avere un effetto sulla cute, o almeno, a me non è mai capitato di trovarlo. Però, avendo io i capelli corti, inevitabilmente un po' di balsamo ci finisce su. Ora, sinceramente non credo che le quantità di balsamo che uso possano arrivare ad avere influenza significativa sul cuoio capelluto (anche perché, vista la quantità di capelli che ho, non ci arriva nemmeno la luce), ma ogni volta che lo uso ho come la sensazione che appunto lo scalpo sia un po' più lenito, rinfrescato diciamo. Tuttavia, come potete dedurre, non è abbastanza idratante dal contrastare la secchezza che mi dà lo shampoo Benecos.
Sul resto della descrizione concordo sulla morbidezza. È diventato il mio balsamo preferito o il migliore? No, ma lo utilizzo con piacere.

A proposito di balsamo sulla cute, io non credo di aver mai parlato di cowash, ma in quest'ultimo periodo, mi son ritrovato a farlo spesso.
Cos'è il cowash?
Cowash o cowashing deriva dall'inglese e significa "conditioner only wash". Ci si lava i capelli con una abbondante dose di balsamo, creando in pratica un detergente delicato e cremoso che va a rimuovere lo sporco per affinità (ricordate l'olio che elimina l'olio? Una cosa simile) ma che non stressa il cuoio capelluto e i capelli, ma anzi li condiziona di più.
Per questo metodo è preferibile un balsamo senza siliconi e in generale più leggero, in modo da non appesantire i capelli. In generale dovete considerare che serve molto più balsamo di quello che usiamo a fine shampoo (per questo è preferibile un prodotto economico); 
Nel cowash, oltre appunto al conditioner, possono essere aggiunti altri ingredienti: lo zucchero di canna ad esempio, che va a fare uno scrub delicato al cuoio capelluto, che stimola anche la circolazione. O anche miele, olio vegetale o gel di aloe, il piccole dosi
Le dosi e le ricette per il cowash sono diverse. 
Per capelli corti (una decina di centimetri) come i miei, uso 

  • un cucchiaio abbondante di balsamo,
  • un cucchiaio di zucchero normale o di canna, 
  • mezzo cucchiaino di miele (opzionale se ho i capelli molto secchi). 

All'atto pratico, come faccio la procedura?
In una ciotolina aggiungo il balsamo e lo zucchero, ma non mischio tutto subito perché non voglio che lo zucchero si sciolga prima che riesca a entrare in doccia. 
Una volta in doccia mescolo il tutto, bagno molto bene i capelli e spatascio la pappetta sulla testa. Inizio a massaggiare per qualche un minuto sul cuoio capelluto, emulsiono con un po' di acqua, fin quando non sento che lo zucchero si è sciolto. In genere lascio in posa, lavo il corpo, e poi sciacquo abbondantemente con acqua tiepida.
Il risultato mi soddisfa: i miei capelli restano puliti tanto quanto con lo shampoo, e sono morbidi, disciplinati e lucidi. Il cuoio capelluto risulta fresco e pulito, libero da squame.
Il cowash è adatto per quei periodi in cui, ad esempio d'estate o se facciamo sport (io no), ci troviamo a lavare i capelli molto frequentemente per cui non vogliamo né abbiamo bisogno di un potere sgrassante più incisivo. Secondo me non può sostituire nel lungo periodo lo shampoo per come lo conosciamo, perché penso che anche il cuoio capelluto più secco necessiti di una pulizia più profonda; inoltre con un uso costante può appesantire i capelli. Tendenzialmente il cowash è un metodo adatto a chi ha capelli normali o secchi, ma anche a chi ha capelli grassi, se si sceglie il giusto balsamo. Non credo inoltre che il cowash si possa fare senza zucchero o comunque una parte granulosa perché credo che l'azione abrasiva dello zucchero aiuti la detersione. Se però non volete o non avete bisogno di una azione esfoliante, vi basta mettere meno zuccherò che si scioglierà subito. 
Ovviamente non è adatto a lavare i capelli molto sporchi. 
Infine qui e lì ho letto che c'è gente che, dopo aver fatto il cowash, dà una leggera passata di shampoo allo scalpo per una maggiore pulizia. In pratica una sorta di Reverse shampooing, che può essere ideale a chi ha appunto i capelli grassi. 

Vi starete chiedendo perché tutta sta manfrina. Quello che volevo dire appunto è che mi son trovato molto bene a fare il cowash con la

Omia Laboratoires - Maschera capelli olio di Argan 


Vi avevo detto che non è il mio prodotto preferito, e che, per ottenere un po' più morbidezza e lucentezza dovevo come minimo applicarla due volte, come maschera pre e come balsamo post shampoo. Provata come cowash, questa maschera di Omia è ottima. 
Ovvio, non è un prodotto cheappissimo, ma trovo che su di me funzioni meglio così e ho comunque trovato un modo per terminarla con soddisfazione.

Ho provato il cowash facendo un mix appunto della maschera Omia Laboratoires, del balsamo di NOAH e quello di Cattier, e anche questo risultato mi ha soddisfatto.

Quanto allo styling sinceramente sto cercando di terminare un po' di prodotti che utilizzo, quindi il gel per capelli di Fitocose, la schiuma Franck Provost (che, ammetto, uso ormai raramente perché proprio non mi piace), e l'immancabile gel di aloe sempre di Omia Laboratoires.

E questo è tutto per il momento.
Vi abbraccio ad uno ad uno.
A presto.




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