lunedì 30 ottobre 2017

|Beauty Cues|
Un siero naturale contro la CADUTA DEI CAPELLI ! | Le Erbe di Janas


siero contro la caduta dei capelli

La caduta dei capelli è l'hot topic di questo periodo, tutti ne siamo più o meno spaventati e cerchiamo dei metodi e dei trattamenti per contrastare questa problematica. Ho provato un siero completamente naturale che dovrebbe prevenire la caduta dei capelli.


Le nostre nonne lo chiamano "periodo delle castagne", quel periodo dell'anno in cui non solo il frutto autunnale per eccezione e che adoro e che mangerei a rullo è maturo per diventare una caldarrosta, ma anche il periodo in cui la caduta dei capelli diventa più copiosa.
In realtà le castagne non c'entrano nulla, ma la causa di questo aumento diradamento delle chiome è lo stress che queste subiscono durante l'estate, quando la sudorazione abbondante ci fa perdere sali minerali, e i lavaggi che si fanno più frequenti, il sole, la salsedine, magari i cappelli per proteggerci dal sole, indeboliscono i nostri capelli.

Quelli bravi dicono che fino a circa 100 capelli al giorno è una caduta normale, di più si va verso la problematica. Nessuno sano di mente sta lì a contare quanti capelli cadono, ma credo che tutti, durante il lavaggio, sulla spazzola, sul cuscino, durante lo styling, ci rendiamo conto quando perdiamo più capelli del solito.
Quando la caduta aumenta, le cause possono essere molteplici. Quella del periodo delle castagne è una caduta stagionale, direi fisiologica perché alla fine è un normale ricambio, ma ci possono essere altre problematiche che causano il diradamento dei capelli.



Fra le cause più diffuse ci sono ovviamente il fattore genetico, cosa che colpisce molto spesso gli uomini (alopecia androgenetica), un'alimentazione non bilanciata, lo stress, l'uso di prodotti sbagliati, troppo aggressivi per la cute o troppo delicati con il conseguente aumento di sebo e quindi otturazione dei bulbi. I fattori scatenanti possono essere svariati, e a volte anche più seri per cui non è argomento che potete risolvere tramite un blog, ma è bene rivolgersi ad un dermatologo (a volte anche più di uno). A volte infatti è necessario anche l'uso di farmaci.

È indubbio che prevenire la caduta è sempre meglio che cercare di curare una situazione ormai degenerata, quindi si può intervenire su quelle cause che vi dicevo, come alimentazione, stress, fumo attivo e passivo e sull'uso di prodotti giusti, magari ad uso topico o integratori alimentari.
È importante anche usare cosmetici, detergenti, balsami e maschere giusti per le nostre esigenze (per questo sono sempre alla ricerca del prodotto perfetto), non solo per una questione puramente estetica, ma anche per preservare i nostri capelli.
O anche le tinte chimiche: è molto di moda decolorare i capelli e tingerli dei colori più disparati. Divertente, carino, di moda, creativo, ma quando vedo che lo fa gente con quattro peli in testa, mi sento un po' male. Bòn, l'ho detto.
Tingere i capelli con prodotti chimici aggressivi, purtroppo noi aiuta a rinforzare i capelli e i bulbi. Decolorarli è anche peggio.


Inoltre una cosa che vedo spesso è quella del cappellino per nascondere la calvizie (a meno che non volete ripararvi da sole o freddo, ci mancherebbe!). Capisco il disagio ma cercare di camuffare il problema con un cappello non aiuta, ma anzi va a peggiorare la situazione. Sempre nell'ottica di cercare di rinforzare i capelli rimasti, e non dargli il colpo finale alla Rambo.
Un altro prodotto che va a rinforzare i capelli è l'henné, le erbe indiane, le erbe tintorie e curative della tradizione auyrvedica più in generale, che in un certo senso è ciò che ho usato, e di cui vi parlerò presto, ma andiamo per gradi.

Il mio problema era quello di un aumento stagionale di caduta dei capelli. Ho sempre avuto capelli folti (🤘🏻) ma come tutti anche io subisco i cambiamenti di stagione, in cui noto un generale indebolimento, con più capelli spezzati e che cadono. In particolare c'è stato un periodo fra luglio ed agosto in cui ho notato una perdita maggiore, così come una maggiore generale secchezza dei capelli. 
Un po' di aiuto me l'aveva dato l'olio capelli all'Amla di Khadì, ma per quanto avesse migliorato l'aspetto generale dei capelli, non era bastato a fermare la caduta e la rottura. 


recensione le erbe di janas elisir rinforzante

Cosa sono gli Elisir?

Di Janas avevo già avuto modo di parlare quando ho provato le minitaglie dello shampoo e della maschera idratante (qui la recensione!). 
Gli Elisir non sono altro che booster concentrati con diversi ingredienti naturali attivi, e rivolti a diverse esigenze di capelli e pelle, e possono essere usati puri o diluiti. Sono contenuti in piccole bottigliette di vetro blu scuro con tappo metallico a vite. Non hanno alcun tipo di contagocce, per cui è meglio travasarli in altri contenitori.
Gli Elisir sono di due tipi: liposolubili e idrosolubili, quindi si possono aggiungere sia a preparazioni oleose, sia da sciogliere in acqua. 
Cito testualmente 
Gli Elisir servono per tirar fuori qualcosa di creativo da se stessi e creare un prodotto costruito su misura per Noi.
Sono un pezzo del puzzle di tutti i nostri prodotti e con tutti possono essere utilizzati.
Si possono usare puri a gocce, singoli o miscelati agli altri;

  • per potenziare le Acque Floreali (Idrolati);
  • per potenziare gli Oli Vegetali e i Burri;
  • per potenziare i propri Spignatti domestici;
  • per potenziare Maschere Viso o Impacchi per capelli

Un Flaconcino può potenziare fino a 200 ml di prodotto. La concentrazione è a vostra discrezione ed è in funzione del trattamento che si vuole eseguire.
Per un trattamento d'urto si consiglia di potenziare max 50 ml di prodotto.

Come ho utilizzato l'Elisir Rinforzante Anticaduta?

Come vi dicevo io ho scelto l'elisir rivolto a contrastare la caduta dei capelli, chiamato appunto Rinforzante. È un liquido bruno, con un odore sì erboso ma anche molto alcolico, e al suo interno contiene diversi estratti. Cito di nuovo testualmente:
Il Brahmi e il Bhringraj sono potenti rivitalizzanti appartenenti alla tradizione ayurvedica, stimolano la crescita dei capelli e ne contrastano la caduta. Il Methi e l'Amla, anch'essi rimedi ayurvedici, danno nutrimento, rinforzano e illuminano la chioma. L'Amla, ricca in Vitamina C, è astringente e previene la caduta dei capelli. Il Mirto e la Bardana, purificatori, sono astringenti e antibatterici, prevengono la caduta dovuta ad eccessi di sebo. La Cute sarà pulita, protetta e rinforzata.
Quindi un pool di elementi che dovrebbero stimolare la crescita e rinforzare i capelli, un perfetto prodotto naturale contro la caduta, almeno sulla carta. Seguendo le istruzioni dettate da quelli de Le Erbe di Janas, ho creato il mio tonico rinforzante capelli unendo

5 ml di Elisir Rinforzante Anticaduta + 25 ml di Idrolato di Rosmarino de La Saponaria 

Ho messo il mix in un contenitore con contagocce col vetro scuro.
Vi avverto che, come vi dicevo, l'elisir non ha un dosatore ma un foro abbastanza grande, quindi per non fare casino vi consiglio di usare una pipetta contagocce così da aspirare il prodotto a poco a poco e riversarlo dove vi pare.
Questa è la ricetta che ho seguito perché volevo un trattamento urto, come dice l'azienda, un prodotto che fosse abbastanza potente e ad essere sincero non avevo grandissime aspettative, quindi l'idea di annacquare il prodotto per farlo durare chissà quanto era del tutto da escludere.
Volevo qualcosa di strong, che funzionasse.
Ho scelto l'idrolato di rosmarino proprio perché indicato per stimolare la crescita dei capelli.
Insomma si vede che ci tengo al mio ciuffo?

elisir rinforzante le erbe di Janas review

All'inizio (e poi vi spiego perché) ho utilizzato questo mix semplicemente come le classiche fialette monodose che si trovano in vendita per contrastare questo inestetismo: sui capelli umidi, dopo aver fatto lo shampoo e prima di procedere allo styling. Applicavo in alcuni punti dello scalpo, in particolare le zone che notavo più diradate, come l'attaccatura dei capelli, e poi massaggiavo con i polpastrelli. Il massaggio con i polpastrelli è importante sempre, stimolare la circolazione del bulbo pilifero è sempre importante, perché la bellezza dei capelli parte sempre alla radice.

Anche nell'applicazione non ho lesinato, utilizzando la quantità di una pipetta contagocce abbondante piena. Se proprio devo darvi una quantità più specifica, in questo modo usavo per applicazione circa 10 ml di questo mix.
Prima di asciugare i capelli però preferivo attendere un po' che il prodotto venisse assorbito.
La sensazione sul cuoio capelluto è di freschezza sicuramente, e questo mix di Elisir e idrolato non interferisce in alcun modo con la riuscita della piega. Cioè non va in alcun modo ad ammosciare i capelli o ad ungerli, essendo praticamente un siero acquoso, anzi risultano ben volumizzati.
L'odore non è edificante, anche perché anche l'idrolato non ha un profumo gradevolissimo, ma non si avverte una volta asciugati i capelli.

Che risultati ho avuto?

Ho utilizzato l'Elisir nel modo in cui vi ho detto per circa un mese, ed ho notato subito dei miglioramenti.  Intanto una diminuzione della caduta e della rottura dei capelli di circa il 40%, ma soprattutto un aumento della crescita e dei baby hair all'attaccatura. Proprio in questa zona ho notato una cosa che mi ha sorpreso, ovvero un intero ciuffo di capelli che cresceva quasi compatto. Come se mi avessero tagliato un ciuffo di capelli ed era più corto, ma nessuno lo aveva tagliato. Ora, penso che la metà di questo 40% secondo me è dovuto al fisiologico arrestarsi della caduta, ma sono certo che il prodotto abbia influito.

opinioni le erbe di janas elisir rinforzante anticaduta
Involontario effetto anni '70

Tutto bellissimo, ma c'è un problema. Sin dalle prime applicazioni dell'Elisir Rinforzante ho avvertito il cuoio capelluto tirante. Ho pensato fosse colpa mia, che avevo utilizzato troppo prodotto e quindi ho cercato di fare applicazioni più mirate e con meno siero. Ma la situazione è degenerata e la mia dermatite e secchezza che per tutta l'estate era rimasta nascosta, si è fatta avanti.
Ci tengo in questo senso a sottolineare due cose:
  1. sono sicuro non sia colpa dello shampoo perché ho usato sempre lo stesso con cui mi sono trovato sempre benissimo;
  2. questa reazione è altamente soggettiva; sapete che non millanto sensibilità che non ho (mi capita di leggere recensioni di persone che dicono di avere la pelle sensibile e poi magari si trovano bene con prodotti che a me scartavetrerebbero, ma lasciamo stare), ma per quanto riguarda il cuoio capelluto direi che per me è l'area più problematica della mia pelle. 
Quindi sì, nell'uso prolungato, applicato come un qualsiasi siero anticaduta, l'Elisir Rinforzante Le Erbe di Janas non fa per me.
Mi son chiesto quale possa essere la causa di questa secchezza, se magari l'idrolato di rosmarino, o qualche estratto all'interno dell'Elisir, o che fosse troppo concentrato, cosa che non credo perché comunque il prodotto potrebbe essere usato anche puro; mi sento quindi di dare la colpo all'alcool che il prodotto contiene e che si avverte anche solo annusandolo. Alcool che immagino, in quanto rubefacente, sia anche efficace contro la caduta dei capelli (infatti nelle fialette in commercio ci trovate in genere molto alcool).

Ho cercato ovviamente di trovare un uso alternativo al prodotto, visto che la stessa Janas suggerisce che questi Elisir nascono per spingerci a creare dei trattamenti adatti a noi, e quindi ho iniziato ad applicare il mix Elisir più idrolato, dopo aver applicato sui capelli e sulla cute un impacco oleoso. Quindi ho pensato di fare un trattamento di un paio di ore pre shampoo, sperando che l'olio riuscisse a bilanciare la secchezza che causa il prodotto, e devo ammettere che va meglio ma avverto comunque una leggerissima secchezza. Questo mi ha spinto a pensare che, anche diluendo l'Elisir con maggiore idrolato, non credo risolverei il problema. 
Aggiungo però che non ho notato che i capelli diventassero più secchi, anzi, loro crescono bene come sempre, ma su di me è solo la cute a risentirne.
Il ciuffo è salvo.

Un post condiviso da ~ Pier ~ (@pier_ef_fect) in data:


Insomma l'Elisir Rinforzante Anticaduta è sì un buon prodotto per arginare questo inestetismo stagionale, mi ha rinforzato realmente i capelli, ma ha questo lato della medaglia che non me lo fa promuovere al cento percento. Mi sento di consigliarlo a chi ha un cuoio capelluto normale o grasso. Ma a chi soffre di secchezza al cuoio capelluto, o comunque ha la pelle sensibile, a chi ad esempio come me fa fatica a trovare uno shampoo che non sia troppo aggressivo, direi di starne alla larga.

INFO | Elisir Rinforzante Anticaduta Le Erbe di Janas
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🏋10ml
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬Italian Organic Cosmetics, Vegan OK, Testato al Nickel e ai metalli pesanti < 0,1 ppm
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Voi avete provato questo o altri Elisir de Le Erbe di Janas? Che trattamenti state utilizzando per frenare la caduta dei capelli?








venerdì 27 ottobre 2017

{Recensioni Film}
L'inganno e Lady Macbeth



L'inganno, di Sofia Coppola, e il meno recente Lady Macbeth, sono due film in cui ho notato molti punti in comune. Attraverso la mia recensione vi racconto perché.


Quando decido di parlare di film, la scelta è molto spesso casuale, e dipende da ciò che vedo in quel periodo. A volte sono film del tutto diversi tra loro, altre volte invece le pellicole che mi ritrovo a vedere hanno molte somiglianze, non solo nella trama ma un po' anche nella struttura.
L'Inganno e Lady Macbeth secondo me sono due di questi. In entrambi emerge una figura femminile forte, in entrambi il lato più oscuro dell'essere umano si fa avanti, per ragioni diverse ma forse giustificabili. Due film che sulla carta hanno protagonisti forti e segnati, un po' dalla sorte un po' dalle sventure in cui sono incappati.
Il problema però è che queste similitudini non portano, secondo me, ad un risultato particolarmente coinvolgente.


L'inganno (2017)


Titolo originale: The Beguiled
Genere: drammatico
Durata: 93 minuti
Regia: Sofia Coppola
Uscita in Italia: 21 Settembre 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Ne L'inganno siamo nel pieno della guerra di Secessione, in Virginia, dove Miss Martha (Nicole Kidman) e l'insegnante Miss Edwina difendono dalle violenze dei soldati le loro studentesse, ormai isolate. Tuttavia le donne riescono a vivere in una generale pace fin quando però una delle ragazze ritrova nel bosco il caporale nordista John McBurney. L'uomo non sembra un pericolo, è ferito ed esanime, così Miss Martha decide di accoglierlo, curarlo e ospitarlo giusto il tempo della sua convalescenza. 
Tuttavia la presenza di McBurney saprà rompere quell'equilibrio e risvegliare nelle donne tutti gli aspetti dell'animo umano che per forza di cose erano stati messi da parte. Ma Miss Martha, forte del suo ruolo, saprà difendere la sua isola felice. 


Ad attirarmi alla visione de L'inganno sono stati sicuramente la grande pubblicità che ne è stata fatta e il cast forte. Ma anche il trailer che sembra suggerire una trama di un thriller cupo e quasi sovrannaturale. Ma, una volta finito il film quello che si è sentito in inganno sono stato io.
Praticamente mi sono trovato di fronte al quadro meglio dipinto, con la migliore tecnica, ed anche la miglior scelta dei colori, ma il risultato è una immagine che non mi emoziona
Ogni scena ha una scelta dei dettagli quasi maniacale, tanto che alcune di esse sembrano più la rappresentazione dei soggetti per un pittore, piuttosto che parte di un film. Ma a tutta questa bellezza, a volte anche un po' dura e fredda, non ho trovato un corrispondente emotivo


Gli aspetti a cui dare la colpa secondo me sono diversi. Intanto i personaggi: dovrebbe essere un film quasi corale, ma nessuno dei personaggi esce dal ruolo. Perché sì, ti è chiaro che parte ognuno abbia, ma sono tutti troppo inquadrati, senza una storia alle spalle, come dico sempre. La conseguenza è che quando il personaggio fa un passo avanti, o un "passo falso", non sconvolge perché non li conosciamo. In questo senso, anche un cast così famoso finisce per perdersi. 
La parte emotiva che era rimasta nascosta dalla noiosa e precisa routine, e che il caporale ha saputo risvegliare è alla fine come un lampo in un cielo notturno. Hai il tempo di vedere il cielo, capisci da dove viene quel lampo, ma dura troppo poco per capire se arriverà un temporale. 



Anche ragionando sulla trama, non trovo comunque che gli avvenimenti siano così sconvolgenti perché le nostre signorine, seppur ammantate di grazie ed eleganza, hanno sicuramente imparato le leggi della lotta alla sopravvivenza, e sicuramente Martha ne è una buona insegnante. Guardandole in prospettiva, ha una sua logica. 
Dall'altro lato ci sono state situazioni che mi hanno fatto venir dal ridere, tipo Colin Farrell (John McBurney) che zompetta qui e lì.
Non posso dire che sia un film brutto, o mal fatto, o che mi abbia tediato. Per i costumi, per le luci, per le interpretazioni, e per la regia che riesce a rendere gli scenari, delle gabbie fisiche e mentali, è un film di prima classe. Ma non posso nemmeno dire che sono stato intrigato e attratto in questo inganno, non posso dire che abbia impattato con me.
Ho scoperto dopo che la storia non è poi originale, ma è tratta da un romanzo da cui è stato tratto un altro film (con Clint Eastwood se volete saperlo), quindi anche tecnicamente se siete un po' più istruiti di me potrebbe risultare poco sorprendente.
Insomma non voglio dirvi di non guardarlo, ma magari aspettate il DVD da noleggiare.

Voto 6 e mezzo

Lady Macbeth (2016)


Genere: drammatico
Durata: 89 minuti
Regia: William Oldroyd
Uscita in Italia: 15 Giugno 2017
Paese di produzione: Regno Unito

Probabilmente il titolo di questo film vi rimanderà subito a Shakespeare ma no, non è la sua Lady Macbeth ma quella dello scrittore russo Nikolaj Leskov dalla cui opera, Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, negli anni sessanta ha ispirato un altro film. 
Le carte in tavola sembrano già quelle de L'inganno, ma la storia è sicuramente diversa. 
Lady Macbeth è anch'essa costretta in una gabbia non propriamente dorata, ma da ragioni puramente d'interessi, infatti è stata data in sposa dalla famiglia ad un ricco mercante. Da questo matrimonio l'unico frutto che nasce è la noia e la voglia di fuggire da regole rigide, da un matrimonio privo di amore e di passione, da una quotidianità stantia e ripetitiva. La sua fuga però, per realizzarsi, dovrà prendere la strada più cruenta.


L'impatto che ho avuto con Lady Macbeth è stato lo stesso che con L'inganno. Certo, non abbiamo la stessa bellezza visiva, la stessa cura, la stessa attenzione dei dettagli. Ma c'è sicuramente una regia che si sofferma e crea spazi claustrofobici e quasi labirintici. Ha anche un taglio teatrale, in queste scenografie che non sembrano animate, ma solo una cornice immobile. 
L'ambiente è un aspetto che ho apprezzato molto perché è cupo, tetro, come uno specchio delle situazioni accadute o che stanno per accadere. 
Ma la oltre questo non è un film che ha saputo trasmettermi qualcosa. 
Anche in questo caso ho avuto un po' un vuoto di credibilità e di effetto sorpresa in un paio di punti della trama.



La  nostra Lady, o meglio Kathrine, è chiaramente un animale in gabbia, e ogni animale che si vede rinchiuso e aggredito ha due strade: ammansirsi o reagire diventando a sua volta aggressivo. E la natura umana molte volte è vicina a quella animale. 
Quando sai che l'unica occasione di fuga è quella, allora la cogli. 
Attenzione: non voglio giustificare il Mors tua vita mea, ma immedesimandosi, tutto questo ha una sorta di giustificazione e senso. Per questo c'è stato per me un vuoto di effetto sorpresa: non siamo dovuti andare a sondare nella psicologia di Lady Macbeth perché risulta tutto coerente in prospettiva. La sua efferatezza potrebbe sorprendere, considerando il suo aspetto, ma a me non ha sorpreso.
Dall'altro lato ho trovato un paio di punti in cui la credibilità vacilla, e in cui lo sceneggiatore (in questo caso lo scrittore) ha calcato la mano pur far funzionare la sua storia e di rendere il suo personaggio spietatamente impunito



A questo aggiungeteci anche una mancanza di emozioni generale, o almeno a me qualche palpitazione è arrivata giusto in un paio di scene più movimentate, ma il resto è statico anche a livello di pathos. E va bene voler trasmettere freddezza, ma di questa passione bruciante che aspetta la più piccola delle scintille per esplodere, secondo me arriva poco.
Lady Macbeth quindi è per me una visione che non arriva allo sbadiglio ma non arriva ai sentimenti. Naviga nel mare dei film visti, che potrei elencare in una chiacchierata al bar ma che se mi chiedeste un film da non perdere, non sarebbe il primo che vi consiglierei.

Voto 6


Con questo per il momento penso sia tutto. Lo so, un po' deludenti come recensioni. E, in verità, se Lady Macbeth l'ho guardato senza grosse aspettative, la vera delusione è stata per me L'inganno su cui avrei puntato qual
Voi avete visto questi film?



mercoledì 25 ottobre 2017

|Beauty Cues #MaskWednesday|
Mask Parade di KIKO Milano | Maschere in hydrogel...e Bubble Mask?!


KIKO Cosmetics ha ampliato la sua linea di skin care con una serie di maschere in tessuto di microfibra e in hydrogel, ed ho scelto alcune referenze da provare.
Ecco tutte le mie opinioni su questi prodotti.


Quando un marchio che reperisco facilmente lancia delle nuove maschere viso, è più forte di me: non riesco a resistere. Sono curioso di scoprire cosa hanno combinato, se i prodotti sono validi specie se parliamo di un brand diffuso come KIKO

Questo è ciò che è accaduto con la Mask Parade che il marchio ha creato. Cos'è la "Mask Parade"?
Seguendo il trend che viene dall'oriente e che ormai da diversi mesi ci accompagna, Kiko ha deciso di creare delle maschere viso, ben 14, ognuna per diverse esigenze e tipologia di pelle. 

Tutta la linea mi è sembrata ben curata, dalle confezioni create dall'illustratrice bulgara Yordanka Poleganova, fino alla scelta appunto delle maschere, che sono prodotte in Corea del Sud (dove per queste cose ce la sanno). Vi dicevo che le referenze sono 14 e passano dalle maschere viso in tessuto chiamate "primer" a quelle con le faccine di animali della linea Zoomania, fino alle maschere per mani e piedi e quelle in hydrogel.


Risultati immagini per KIKO Cosmetics mask parade


Le maschere in hydrogel sono quelle che mi hanno attirato di più, perché non ho mai provato questo tipo di prodotti, e anche perché di maschere in tessuto sono già pieno.
In teoria l'hydrogel dovrebbe essere migliore rispetto alle sheet mask sotto vari punti di vista, come adesione della maschera alla pelle e quantità di attivi, visto che l'intero prodotto viene assorbito dalla pelle. 

Come vi dicevo io ne ho scelte quattro, ovvero la Frequent Flyer, la Girls' Night Out, la You are golden, e la Chill out session
Queste maschere in hydrogel di KIKO hanno alcune similarità. In primis ovviamente il materiale di cui sono fatte, che è una sorta di gelatina a forma di volto incollata ad una pellicola di plastica per aiutare ad applicare il trattamento.
Tutte le maschere sono divise in due parti, cosa molto comoda per quanto mi riguarda perché se vi si secca una parte per prima, potete toglierla e liberare almeno quella zona del viso. Sul viso la sensazione è molto simile a quella delle maschere in tessuto, solo un po' più pesanti se così posso dire, ma non risultano particolarmente fastidiose. L'hydrogel aderisce benissimo al viso e non scivola via.

Un discorso che credo valga per tutte le maschere in hydrogel, è che, al contrario di quelle in tessuto, all'interno della confezione non trovate molto liquido. Cioè la maschera è umidiccia, c'è del siero, ma è un liquido un po' più denso, non è sgocciolante. Mi avete capito, vero?
Io le ho tenute tutte in posa almeno un'oretta, mentre Kiko consiglia una posa di 20/30 minuti. Man mano che si asciuga e viene assorbita, sembra quasi diventi un reticolo di plastica, sicuramente un po' più rigida rispetto a quando la si applica.

La trama della maschera praticamente asciutta. CREEPY.

Ovviamente sono maschere monouso.

Una piccola nota riguardo all'INCI: conoscete il brand e saprete che non è volto a creare cosmetici ecobiologici. All'interno però di queste maschere sono presenti diversi estratti naturali e anche acido ialuronico. Inoltre in quelle che ho acquistato non ci sono siliconi.  
Ma vediamole una per una. 

Frequent Flyer

Kiko mask parade maschera viso hydrogel

Maschera viso in hydrogel con estratto di fiori blu
Come potete immaginare non ho avuto modo di fotografare tutte le maschere prima i utilizzarle, ma sono esattamente come nelle foto sul sito. Nel caso di questa Frequent Flyer è trasparente infatti fa un po' impressione perché si vede la pelle attraverso.
In questa maschera non ho notato un odore particolare, la definirei quasi inodore. Kiko la descrive così:
Frequent Flyer è la compagna di viaggio ideale per una pelle impeccabile e idratata, a prova di jet lag. 
L'esperienza di per sé è stata piacevole. La maschera è fresca, non super gelida e loro dicono che è possibile metterla in frigo per un effetto più rinfrescante. Una volta rimossa mi ha lasciato la pelle idrata e compatta, come se fosse zuppa di acqua. Un bel risultato perché fa quello che promette. Non ho avvertito la pelle appiccicosa una volta rimossa, e avendola lasciata molto a lungo sul viso i residui di siero erano ben pochi.



Per il mio gusto però non la ricomprerei, per il semplice fatto che da una maschera mi aspetto un po' di più che semplice idratazione, anche se poi è un risultato temporaneo.
Non posso dare la colpa alla maschera, ma con l'arsenale di prodotti che ho e quelli in commercio, semplicemente non fa per me.

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Chill Out Session 


Maschera viso in hydrogel con estratto di tè verde
Anche nel caso della maschera Chill out session non ho avvertito particolare profumazione e si presenta esattamente come la sorella appena citata, se non fosse che l'hydrogel all'interno presenta piccoli pezzetti verdi che sembrano proprio foglie di té verde. 
Kiko Milano dice che la
Chill Out Session è l'alleata ideale per un momento di relax defaticante.
Rispetto alla Frequent Flyer, la maschera Chill Out Session su di me si è rivelata migliore. L'ho trovata intanto un po' più fresca, ma anche in questo caso nulla che possa risultare fastidioso con le temperature basse. 
Mi ha lasciato la pelle effettivamente rivitalizzata, idratata e appunto fresca. In più ho notato una discreta luminosità al viso.
Un'altra maschera piacevole, ma non è quella che ricomprerei sempre per fatto che vi dicevo su: per esperienza, so che posso avere di più.

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Maschera viso in hydrogel con estratto di caffè
Come per la Chill Out Session (questa recensione è tutto un concatenamento in pratica), anche l'hydrogel della maschera Girls' Night Out contiene piccoli pezzetti scuri, che credo sia proprio semi di caffè tritato e io ci sento pure un delicatissimo odore che ricorda il caffè. 
La descrizione dice che 
Girls' Night Out è l'alleata ideale per dare la giusta carica alla pelle e, grazie al suo effetto energizzante, prepararsi a una nuova giornata dopo una notte da leoni.
Rispetto alle altre due maschere Kiko, questa secondo me fa un ulteriore passo avanti. Ho avvertito la freschezza che accomuna tutte, ma in più mi ha lasciato una bella pelle, compatta, luminosa e fresca, oltre ovviamente a lasciarmi la pelle idratata. Mi ha proprio dato l'idea di risvegliare il viso, quindi sì, potrei ricomprarla. Anche in questo caso non ho avuto residui di siero sul viso né ho avvertito la pelle appiccicosa.

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Maschera viso dorata in hydrogel con estratto di miele
Fra le maschere che ho scelto, la You are Golden è sicuramente la mia preferita. Anche lei non ha odore e anche lei risulta fresca ma c'è altro.
KIKO la descrive come una maschera illuminante, facendo gioco col fatto che rispetto alle altre non è trasparente ma completamente dorata. 
Il marchio infatti dice che 
You Are Golden è l'alleata ideale per illuminare il viso e ottenere una pelle radiosa in pochi minuti.
Ma su di me ho notato altri benefici. Questa maschera infatti mi lascia la pelle liscia e compatta oltre ad essere ben idratata. Direi più idratata rispetto alle altre. Su questo punto ho notato una leggera differenza: infatti se l'hydrogel delle altre maschere tende a seccarsi in circa un'ora, almeno nelle aree più secche del mio viso, e ovviamente diventa via via più asciutta una volta tolta, questa You are golden invece rimane più umida, e anche il giorno dopo (sì, l'ho lasciata per dovere di scienza) non mi è parsa comunque secca come le altre. 
Insomma è una maschera che mi è piaciuta, mi lascia proprio una bella pelle, con i rossori attenuati e un turgore molto piacevole. E la ricomprerei.

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Tirando le somme, queste maschere hydrogel di Kiko mi son comunque piaciute, sono abbastanza piacevoli da tenere in posa. Ho avuto l'impressione che le maschere Frequent Flyer e 
Chill Out Session siano più rivolte ad un trattamento momentaneo, magari effettivamente da tenere in posa mezzora; mentre la Girls' Night Out e la You are Golden mi hanno dato l'idea di avere un risultato un po' più duraturo e che possono essere utilizzate come un vero e proprio trattamento

Vi dicevo poco più su che della Mask Parade ho evitato le maschere in tessuto perché ne ho già svariate. Tuttavia fra le sheet mask che KIKO propone ce n'è una molto particolare di una tipologia che non avevo mai provato ma di cui avevo solo sentito parlare. Mi riferisco alla Bubble Maker, che non è idratante, bensì purificante. 

Bubble Maker 



Maschera viso in tessuto con carbone vegetale giapponese
La maschera si presenta esattamente come altre maschere in tessuto che tutti conosciamo, quindi tagliata seguendo le forme del viso. Il profumo non è proprio invitante ma nemmeno particolarmente intenso. Il tessuto aderisce bene al viso, son riuscito ad incollarla nonostante qualche millimetro di barba. 
Dove sta la particolarità? Ve lo faccio dire da Kiko direttamente
Bubble maker è l'alleata ideale per purificare e detergere la pelle con un effetto WOW garantito. Questa maschera in microfibra nera effetto seconda pelle a contatto con l'aria crea soffici bollicine dalle proprietà mattificanti. 
Prima di applicarla sul viso consigliano di massaggiare la busta e credo che in questo modo si vada ad attivare. Una volta applicata, man mano che la si tiene sul viso, la maschera inizia a produrre schiuma. Una schiuma abbastanza compatta e risulta fresca ma è una sensazione che cresce man mano che la si tiene sul viso. Solletica leggermente perché ovviamente la schiuma scoppietta. 


Credevo che la maschera non riuscisse a produrre schiuma nella parte interna a contatto con la pelle, invece ho notato che tende leggermente a sollevarsi. Descrivervi la sensazione al tatto del siero di cui è imbevuta è difficile, sembra un po' quando prendiamo il sapone liquido con le mani asciutte (provate e capirete che intendo), ma a contatto con l'acqua non va a produrre ulteriore schiuma. 
Io l'ho tenuta in posa per circa mezzora, fino a quando ho visto che la schiuma non aumentava più ma tendeva a sgonfiarsi. Prima di rimuoverla ho massaggiato la schiuma sulla maschera per vedere se si rigenerasse e producesse ancora schiuma ma non è successo nulla, così l'ho rimossa. Una volta tolta sul viso avevo uno strato sottile di schiumetta che ho massaggiato e poi sciacquato via. 
A questo punto vi aspettate una foto in cui mi rendo ridicolo mostrandovi la maschera, e il caso vuole che ho la foto che fa per voi. 


Il risultato mi ha stupito: mi ha lasciato la pelle detersa, rinfrescata e come schiarita. I pori mi sembrano più chiusi e in generale la pelle più bella e distesa. Una volta rimossa mi aspettavo che la cute potesse tirare o risultare secca ma così non è stato, almeno in modo da farmi preoccupare. La Bubble Maker mi è sembrata proprio una bella maschera. Si sciacqua tutto sommato facilmente, l'ho trovata molto divertente, originale e funzionale. La ricomprerei. 

INFO BOX
🔎 Negozi monomarca KIKO, kikocosmetics.com
💸 € 3.95
🏋 29ml
⏳ //
🔬//
💓⇒ 🏆

In conclusione la Mask Parade mi è piaciuta, perché ho trovato dei prodotti generalmente validi che però sul mercato hanno un costo un po' più alto o non sono facilmente reperibili.
Se volete scoprire le nuove maschere viso in hydrogel che KIKO ha lanciato potete cliccare qui, mentre la mia review dei patch occhi, sia della nuova che della passata collezione, la trovate qui.
Avete provato le maschere in hydrogel?




lunedì 23 ottobre 2017

Esperienza d'acquisto da EcobioBella!




Ecobiobella è un e-commerce di cosmetici ecobiologici che ormai da anni si prende cura della sua clientela. Ho avuto modo di fare un ordine proprio questo mese e sono pronto a raccontarvi la mia (ecobio)bella esperienza di acquisto.




Il panorama degli e-commerce ormai è diventato enorme e, specie per quanto riguarda i negozi online che vendono cosmetici ecobiologici e naturali, la scelta è ampissima.
Nel limite delle mie limitate possibilità cerco di sostenere un po' tutte queste realtà perché riuscire ad andare avanti in Italia non è semplice, anche per chi, magari non ha la tassazione di un negozio fisico ma deve destreggiarsi con una burocrazia lenta e tediosa. Ma tralasciando il politologo che è in me, nei miei giri su Internet passo spesso da vari e-shop e mi è capitato di imbattermi in Ecobiobella ma fino ad qualche tempo fa non mi era capitato di acquistare da questo sito.

Poi, per caso, io e la proprietaria di Ecobiobella, Alessandra, ci siamo ritrovati su Instagram e semplicemente ci siamo messi a chiacchierare, del più e del meno, della Sicilia, dei fatti nostri e anche dei prodotti. Ed è stato bello e divertente perché non mi sono trovato ad avere a che fare con qualcuno che vuol venderti qualcosa, ma semplicemente con un'amica.

Così, vista la mia poca faccia tosta, le ho chiesto se poteva darmi un codice sconto per voi.
Lo avete usato? No? Male. 
Per tutto il mese di Settembre, qui sulla sbarra laterale, c'era un banner con un codice sconto del 10%.
Io sfrutto sempre i codici sconto perché sono un modo per risparmiare e fortunatamente, adesso grazie ad internet, non dobbiamo aspettare il periodo di saldi.
Ma oltre al risparmio, con Ecobiobella ho avuto un'ottima esperienza di acquisto, e vi racconto perché.

Ecobiobella è appunto un e-shop che vende prodotti ecobiologici e certificati, gestito appunto da Alessandra, con sede in provincia di Lecco. Inutile dirvi che il sito scorre bene, è leggero da navigare, ben suddiviso in sottocategorie, fra cui quella che raccoglie tutte le marche, cosa che io trovo sempre molto comoda. C'è ovviamente anche la categoria dei prodotti per la casa.
A proposito di marche, queste sono trenta al momento ma la lista è in espansione. 
Ma snoccioliamo un po' di dati. Il costo delle spese di spedizione è di € 5,90 ma diventa gratuito per ordini superiori ai €49,90. I metodi di pagamento sono diversi, da Paypal, al contrassegno, fino al bonifico. 
I pacchi ovviamente sono tracciabili, e vengono spediti tramite corriere GLS. Per chi invece si trova dalle parti di Casatenovo, può optare per il ritiro in sede (basta inserire l'opzione al momento dell'acquisto) e risparmiare le spese di spedizione.
Tutti i passaggi, dalla creazione dell'account alla prenotazione dell'ordine, fino alla spedizione dello stesso, vengono notificati tramite mail

Il punto forte di Ecobiobella secondo me sono le BioBox: dei pacchi regalo il cui contenuto è a sorpresa, e viene scelto tramite un questionario. Un modo per coccolarsi o se vogliamo fare un regalo, perché ovviamente sono pacchetti curati non solo nel contenuto ma anche nella confezione.
Ma prima di questo volevo parlarvi del mio ordine. L'ho inoltrato giorno 29 Settembre e poi ho detto ad Alessandra che poteva impacchettarlo e spedirlo quando le veniva più comodo perché non avevo alcuna fretta, anche perché i prodotti che ho acquistato li avrei messi in uso appena terminavo quello che stavo già utilizzando, e potevo tranquillamente aspettare qualche giorno.

Così giorno 9 Ottobre il mio pacchetto viene spedito e giorno 11 arriva dritto a casa mia, in Sicilia. Quando sono andato ad aprirlo ho trovato una sorpresa, o forse dovrei dire tante sorprese. Come vi dicevo, le BioBox sono confezioni regalo particolarmente curate; ma Ecobiobella cura ogni singolo pacchetto, per ogni singolo ordine.


Dentro infatti non solo i prodotti erano ben imballati con le palline di mais, ma ho trovato altre piccole sorprese che hanno reso il mio pacchetto, un regalo a me stesso. 
E, ci tengo a precisare, che queste sorprese non erano rivolte a me, che sono bello, alto, giovane e prestante, ma sono coccole che Alessandra dedica a tutti i suoi clienti.
Dicevo, oltre i prodotti che erano ben incartati, all'interno ho trovato una cartolina scritta a mano dalla stessa Alessandra. In più c'era anche un sacchettino con delle caramelle (già spazzolate, che ve lo dico a fare).

Sul retro il messaggio scritto a mano.

Nel sacchettino col mio nome sopra c'erano tanti campioncini. Vi invito, per questo a scrivere un messaggio al momento dell'ordine nell'apposito spazio sul sito, indicando le vostre preferenze perché a tutti piace ricevere i campioncini ma ricevere dei prodotti potenzialmente ideali per le nostre esigenze è anche meglio. 

In una altro pacchettino c'erano dei gessetti profumati, da mettere negli armadi e nei cassetti. I miei erano a forma di cupcake ed hanno un profumo talcato piacevolissimo.



Oltre a questo c'era un'altra sorpresa che non vi svelo, e che potete scoprire se fate un ordine da loro.
Tutto questo potrà sembrare una scontato o superfluo, ma vi garantisco che, avendo fatto tanti ordini ed amando acquistare online, c'è molta differenza fra trovarsi un pacchetto con prodotti buttati alla rinfusa con giusto la fattura, e trovare così tanta cura ed attenzione.
Per noi clienti potranno sembrare sciocchezze, ma queste piccole sorprese che vanno a migliorare l'esperienza, sono un costo per il negozio, anche solo di tempo, per cui per me sinceramente valgono il doppio.

I prodotti che ho acquistato, e di cui presto vi farò la recensione, li avete già visti sia su Instagram e Facebook.


In più, oltre ai prodotti La Saponaria, c'era il Colluttorio di Officina Naturae.

Insomma Ecobiobella non mi è parso solo un e-shop valido ed affidabile, con una buona scelta di marchi ed un servizio puntuale, ma ho trovato nella sua proprietaria una persona competente, simpatica e gentile. Attenta ad ascoltare il cliente, i suoi desideri e le sue necessità.
Vi dico solo che Alessandra ha sopportato i miei messaggi su Instagram ad ogni ora del giorno, fate voi. 
Ho scoperto un sito da cui so che posso ordinare non solo quando voglio concedermi una coccola, ma anche quando voglio regalare qualcosa di speciale, con la consapevolezza che chi riceverà il mio mio pacchetto si sentirà a sua volta coccolato.
Conoscevate Ecobiobella?






venerdì 20 ottobre 2017

{Recensione album}
P!nk - Beautiful Trauma (2017)


Ottobre segna il ritorno di P!nk che dopo una lunga pausa pubblica il suo nuovo album Beautiful Trauma. È stato il sottofondo di queste mie giornate autunnali, quindi eccovi la recensione con tutte le mie impressioni.


Erano anni ormai che non pubblicavo la recensione di un disco, perché nonostante ascolti sempre molta musica, è difficile che un album in qualche modo mi colpisca nella sua interezza, e che sia spinto ad ascoltarlo più volte dal primo all'ultimo pezzo. Anche se non tutti i brani mi piacciono allo stesso modo, o mi piacciano punto e basta come è normale che sia, poche volte capita che non skippi una canzone o due per andare dritto a quella che mi piace e poi passare ad altro.
Erano anni anche per P!nk, cinque per la precisione, in cui non pubblicava un album, ed il 13 Ottobre è tornata con un nuovo lavoro. 

Tredici sono anche le canzoni che compongono Beautiful Trauma, un album, il settimo per la cantante, che mi ha stupito pur non avendo mai seguito P!nk troppo da vicino.
"La vita è un bellissimo trauma" ha dichiarato la stessa Alecia Beth Moore (come la chiamiamo noi amici di shottini ndr.) per spiegare il titolo di questo album, ed effettivamente le canzoni sono un viaggio attraverso tutti i colpi che la vita ci riserva.

Il singolo di lancio, What about us, non è che mi avesse convinto ad un primo approccio, e, diciamocelo, ci avevano rotto le palle a furia di passarlo in radio.
Eppure dopo aver ascoltato il disco, l'ho apprezzato. Più in generale mi è piaciuta la presenza di tante ballate, mi è piaciuta la coerenza nel non seguire il sound omologato che da molto imperversa in radio, ma di restare in un mondo pop-rock che ben si addice a Pink, così come ho apprezzato le variazioni vocali e più in generale la maturità dell'album. 
Vediamolo pezzo dopo pezzo.

Beautiful Trauma 


Il pezzo che dà il titolo all'album devo ammettere che non mi ha stregato. Non so bene a cosa dare la colpa, ma conoscendo i miei gusti credo sia per i sintetizzatori un po' anni '80 che io in genere non apprezzo molto. Beautiful Trauma però ha ben due aspetti positivi. Il primo è che ti resta in mente, e infatti è stato lanciato come secondo singolo. Il secondo punto a suo favore è che è un brano ottimo per aprire l'album. A me non fa impazzire, ma sono sicuro che in radio possa piacere.

⭐⭐⭐⭐


Revenge 

Revenge è l'unica collaborazione all'interno di Beautiful Trauma, in questo caso con Eminem.



Diciamo che, visti i trascorsi, sembra che i due  stiano organizzando qualcosa di losco ai danni di Christina Aguilera, ma comunque il pezzo risulta gradevole. Ha quella leggerezza anche nel ritmo, che in passato ha contraddistinto i pezzi più cazzoni festaioli di Pink e direi che all'interno dell'album ci sta. Come a dire "sì sono cresciuta, ma quella parte di me resta". La parte di Eminem da un po' una spinta a questa Revenge che altrimenti resterebbe un po' piattina. 
Il mio pezzo preferito? No, ma fino ad ora non mi ha stancato.

⭐⭐⭐

Whatever You Want


Whatever you want secondo me, insieme a Beautiful Trauma e What about us, conclude la tripletta dei tre pezzi più di appeal per i passaggi in radio. Il merito in questo caso credo sia per quel 
"I feel like our ship's going down tonight 
But it's always darkest before the light"
che mi è rimasto in testa; in generale direi che tutto il brano, più lo ascolti e più lo canticchi. Ma darei un po' di credito anche alla voce di Pink che in questo caso ingrana la marcia e dopo il bridge esplode e ci spara un paio di acuti mica male. Una melodia semplice, un testo romantico e struggente ma con quel guizzo di forza che non può mancare in un album della cantante. 

⭐⭐⭐🌠


What About Us

Il singolo apripista non mi era piaciuto. Passava e ripassava in radio ma io restavo dubbioso, per il semplice fatto che credevo che il successo di What about us fosse concentrato nel ritornello, e il resto un contorno di poco peso.
Ascoltandolo però all'interno del disco, mi è piaciuto. Intanto non tutti sanno che, per quanto possa sembrare una classica ballata d'amore, incattivita da un sound elettronico, in realtà si riferisce all'attuale clima socio-politico soprattutto quello statunitense. E tutta la canzone prende più significato attraverso il video.


Non manca tutta una parte di intensità vocale che dà secondo me una bella spinta al pezzo.
Che ne sarà di noi? Bella domanda.

⭐⭐⭐⭐⭐

But We Lost It

Con But We Lost It si entra nella parte più intimista di Beautiful Trauma. La melodia è semplice, scorrevole, non ci sono picchi vocali particolari, o bridge che spezzano l'armonia, ma prosegue una certa malinconia lungo tutta la canzone.


Mi è sembrata una dedica a tutti quegli amori che semplicemente sopravvivono in una forma che non è più quella reale, a quelle persone che come estranei vivono insieme, condividono gli stessi spazi ma non più le stesse emozioni.
Una canzone nostalgica e delicata.

⭐⭐⭐⭐

Barbies

La stessa malinconia prosegue in Barbies, canzone che mi ha colpito fin dal primo ascolto. L'infanzia perduta troppo in fretta è un tema molto caro a Pink, probabilmente perché la sua stessa di infanzia è stata parecchio movimentata.
Barbies è una ballata il cui ritmo prende corpo man mano che le emozioni crescono, ma non arriva mai al punto massimo, anche vocalmente e questo secondo me è un bene perché quel tipo di nostalgia non ha bisogno di essere urlata.


E forse proprio perché resta un po' più intima e semplice, riesce a colpirmi ancora più forte.

⭐⭐⭐⭐⭐

Where We Go


Vi dico subito che Where We Go non è fra le mie preferite, ma come ho già detto nonostante ci siano pezzi che mi piacciano meno, non sono spinto a cambiare subito canzone, perché alla fine resta un brano piacevole. Il tema è sempre quello di una rottura sentimentale, di quel senso di smarrimento che si avverte alla fine di una relazione, specie di lunga data. Non so cosa manchi tecnicamente, ma a me credo manchi un po' di emozione. La melodia è semplice e costante, la voce di Pink non va a nessuno dei picchi della sua estensione.
Insomma due stelle. 

⭐⭐

For Now

Anche in For Now ritroviamo quel mood dei brani precedenti: una storia finita, la voglia di tornare indietro, di premere rewind per poi proseguire, e ricominciare magari con nuovi intenti.
Come per Where We Go per me manca qualcosa che riesca a dare un twist al pezzo affinché possa emozionarmi e restarmi in mente. Non lo trovo brutto come brano ma nemmeno d'impatto, e probabilmente viene penalizzato all'interno di Beautiful Trauma dal fatto che ci sono ballad che preferisco. 


⭐⭐🌠

Secrets

Lo volete sapere un segreto? 


Vi ho mentito quando ho detto che non salto nessuna canzone, perché se ce n'è una che skippo volentieri è Secrets. So che sta piacendo a molti ma a me non ha preso fin da subito. Non apprezzo molto quel "Da, da, da, da, do, do, do" e più in generale, da un titolo del genere, mi aspettavo un pezzo un po' più duro, incisivo. Capisco gli intenti all'interno dell'album: d'altronde i segreti sono un trauma della vita, ma ognuno ha i suoi, quindi non ci sono vinti o vincitori. 
In realtà mi ha ricordato un po' Mr. & Mrs. Smith, il film di parecchi anni fa. Ma, ecco, il brano non mi ha suggerito immagini ed atmosfere più originali, non mi racconta una storia nuova. 

⭐🌠

Better Life

Anche in Better Life ritorna il tema della fine di una relazione ma questa volta con una apertura verso a come ci possa essere una vita migliore dopo la fine di una storia. Perché stare insieme per star male non ha molto senso. 
No, non la skippo, ma probabilmente avesse invertito Better Life e Secrets all'interno dell'album, mi avrebbero entrambe dato un'impressione diversa.

⭐⭐


I Am Here


A questo punto di Beautiful Trauma sono stato contento di incappare in I Am Here perché è davvero una boccata d'aria. Dopo tutta questa sofferenza, Pink dà spazio ad una parte di noi che non può mancare: la voglia di esserci, di combattere le proprie battaglie, di essere anche solo pronti ad affrontarle. 
Mi piace il ritmo crescente, mi piace questo coro gospel che carica ancora più la canzone. 

⭐⭐⭐⭐

Wild Hearts Can’t Be Broken

Wild Hearts Can’t Be Broken è la ballad classica, con quella struttura tipica che per me in album non può mancare. Piano e violino accompagnano la voce di Pink lungo un pezzo che cresce ed arriva ad esplodere subito dopo il bridge.


Il pezzo riprende un po' I Am Here negli intenti, nella forza ma a quella grinta si aggiunge una malinconia di fondo. In tutto l'album ritorna il concetto della rottura: dalla rottura sentimentale alla più metaforica rottura delle ossa, fino al cuore spezzato. Ogni cosa si può aggiustare, ogni cosa guarisce, eppure il guasto c'è stato e ripararlo non vuol dire che tutto ritorni a funzionare alla perfezione. In questo ho trovato quella chiave malinconica che caratterizza secondo me uno dei pezzi più belli di Beautiful Trauma

⭐⭐⭐⭐⭐

You Get My Love

Con You Get My Love secondo me Pink ha trovato un ottimo modo per chiudere il suo album. Un pezzo nudo nella struttura e nella melodia, in cui, a farla da padrone, è la voce della cantante che finalmente spazia e si libera e che si muove in tutte le sue altezze, per poi scendere e diventare più delicata e soffusa.


D'altronde cosa c'è di più sincero, di più diretto dell'amore? Sbagliamo, non siamo perfetti, litighiamo, tradiamo la fiducia di qualcuno, mentiamo appunto, ci spezziamo, rimpiangiamo un passato che non può tornare, ci crogioliamo nei nostri dubbi e ci facciamo bloccare dalle nostre paure. Eppure c'è un sentimento anch'esso nudo, diretto, inequivocabile che dovrebbe contare più di tutto e sopra tutto. Sopra tutti i miei sbagli, tu hai il mio amore. Ma l'amore può bastare?
You get my love
Don’t let my mistakes take that away from us
⭐⭐⭐⭐


Beautiful Trauma mi ha colpito più di quanto mi aspettassi. Funziona nella sua interezza, è scorrevole, è abbastanza consistente, cresce in parte con gli ascolti e nei suoi bassi non arriva mai alla sgradevolezza. All'interno ho trovato delle canzoni che mi hanno emozionato e che sicuramente più avanti ritroverò ancora nella mia playlist.

Voi avete ascoltato l'ultimo album di Pink? Seguite la cantante? O avete un album da suggerirmi che vi ha preso di recente particolarmente?





mercoledì 18 ottobre 2017

|Beauty Cues #MaskWednesday|
La Sfida agli Alfa-idrossiacidi: Mádara AHA Peel Mask VS REN SkinCare Glycol Lactic Mask


Una sfida fra due prodotti che hanno molto in comune: la Brightening AHA Peel Mask di Mádara Cosmetics e la Glycol Lactic Radiance Renewal Mask di REN SkinCare. Due nomi lunghi per indicare due trattamenti viso agli alfa-idrossiacidi. Chi vincerà?


Autunno dal punto di vista cosmetico da un po' di tempo a questa parte vuol dire esfoliazione della pelle con i peeling chimici. Della serie che se c'è chi fa le pulizie di primavera, noi facciamo la muta in autunno. 
Tutto è nato quando ormai due anni fa provai la Crema Antirughe all'Acido Glicolico 8% di Fitocose che è stata la porta su un mondo che fino ad allora conoscevo poco ovvero il magico universo degli alfa-idrossiacidi (AHA)

L'argomento peeling chimici è davvero ampio e variopinto, non solo per quanto riguarda l'origine e la tipologia degli ingredienti che consentono questa esfoliazione, il loro potere e la capacità di essere assorbiti dalla pelle, ma perché sono tante le formulazioni, e le precauzioni che questi comportano. 
In poche parole usate Google.

Quello che posso dirvi senza ammorbarvi è che l'esfoliazione chimica è un procedimento che consente la rigenerazione della pelle, eliminando lo strato di cellule morte non solo per fare procedere lo strato di pelle più "bella", ma anche per eliminare segni del tempo, macchie, rughe, disomogeneità della grana della pelle, segni di acne pregresso e persino impurità. Perché sì gli alfa-idrossiacidi possono essere d'aiuto sia a pelli grasse ed impure (salvo quelle particolarmente acneiche) sia a pelli normali o secche
I benefici dell'accelerazione del turn-over cellulare che gli esfolianti chimici comportano sono molteplici: stimolazione del collagene, luminosità, grana levigata, effetto "spurgo" delle impurità specie sottocutanee, riduzione dei pori, una migliore applicazione del make up in quanto si eliminano eventuali pellicine, e anche un miglior assorbimento dei trattamenti che andiamo ad applicare.

Come vi dicevo però sono tante le precauzioni perché oltre al classico "evitate la zona del contorno occhi" che pure i più tonti sanno, gli alfa-idrossiacidi possono scatenare reazioni irritative, accentuare una particolare sensibilità, in alcuni casi anche comportare spellatura momentanea. Inoltre sono sconsigliati d'estate in quanto la pelle risulta più soggetta alle macchie e alle scottature solari
Bisogna secondo me approcciarsi in modo graduale, capire come reagisce la propria pelle e vedere se possono fare al caso nostro.
Vi avevo anticipato che ho scoperto due prodotti che a mio avviso si adattano bene ai novelli che vogliono avvicinarsi al mondo degli esfolianti chimici senza però il rischio di avere strane reazioni. La prima è la famosissima Brightening AHA Peel Mask di Mádara Cosmetics, mentre la seconda è la Glycol Lactic Radiance Renewal Mask. Entrambe sono delle maschere, quindi dei trattamenti da far periodicamente e contengono una bassa percentuale di alfa-idrossiacidi. Inoltre, cosa che a noi spiantati fa molto piacere, sono entrambe disponibili in minitaglia, 


Mádara Cosmetics Brightening AHA Peel Mask

Madara Cosmetics Brightening AHA Peel Mask

Mádara Cosmetics per chi non lo sapesse è un brand lettone di cosmetici in parte ecobiologici e certificati, che si rivolgono alla cura del viso del corpo e dei capelli. È un marchio che potrei definire di lusso, pur non sfociando in cifre a tre zeri.
In Italia è importata da Giada Distributions
In questi giorni, fino al 24 di Ottobre, Mádara è in offerta al 20% di sconto sia sul sito ufficiale che negli altri e-commerce che prendono parte all'iniziativa. 

La Brightening AHA Peel Mask è un trattamento principalmente a base di acido lattico (anch'esso parte della famiglia degli AHA) a cui sono aggiunti acidi della frutta della mela cotogna e l'arabinogalattano, un polisaccaride estratto dal larice anch'esso con una funzione esfoliante. 
Sebbene io abbia usato la minitaglia, anche la full size è contenuta in un tubetto con tappo a vite. Si presenta come una sorta di crema gel/siero, bianchiccia ma, una volta stesa, diventa trasparente ma non si asciuga. Il profumo è delicato, non si avverte a lungo, ma sa di chimico non è proprio il massimo, ma è fresco.

Madara dice che questo trattamento è 
Particolarmente indicato per una pelle opaca, spenta e segnata dalla stanchezza, con segni di invecchiamento, linee, rughe, macchie d’età, pori ostruiti, acne. Non adatta per chi ha una pelle fragile ed ipersensibile
Inoltre l'azienda suggerisce un tempo di posa fra i 3 e i 10 minuti in base alla sensibilità della propria pelle. Nella confezione c'è un bugiardino con tutte le indicazioni in base al tipo di pelle, ma in ogni caso è un trattamento da fare una o due volte la settimana. 
Al primo utilizzo la Brightening AHA Peel Mask non mi ha dato pizzicori o bruciore, né ho notato arrossamenti di alcun tipo. Per cui ho tenuto in posa sin da subito per 10 minuti, dopo aver deterso il viso, immagino anche perché comunque la mia pelle è abituata a scrub, peeling e alfa-idrossiacidi. Nei trattamenti successivi mi è capitato di averla tenuta anche più del tempo di posa indicato.


Una volta rimossa con dell'acqua la pelle risulta molto morbida, liscia, luminosa e con un colorito molto omogeneo. Son rimasto piacevolmente sorpreso. Non mi è capitato, con questa maschera, di sentire la pelle secca o particolarmente tirante, anzi mi sembra che vada anche ad idratare, o comunque non devo correre ad applicare una crema idratante.
Sicuramente mi ha dato luminosità ma una pelle anche liscia al tatto e alla vista. Non ho notato una chiusura dei pori estrema, e in generale per avere un effetto di eliminazione dei punti neri credo serva un uso dei peeling più prolungato. Mi piace inoltre perché lascia la pelle fresca.
Vi ho detto al primo utilizzo, non ho avvertito pizzicori o problemi si sorta, e così è stato per tutte le applicazioni seguenti.
Son riuscito a fare circa 5 trattamenti con questa minitaglia, non mi è parso serva applicarne molto, o almeno io sono stato abbastanza parsimonioso e attento. 

La Brightening AHA Peel Mask di Mádara mi è piaciuta perché tutte le volte ho avuto solo benefici, senza mai trovarmi irritazioni o problemi di sorta. Mi ha lasciato una pelle molto carina, anche al tatto. Rimuoverla poi è molto semplice, con acqua la si sciacqua facilmente, anche con le mani e se vi aiutate con un panno fate anche prima.
La trovo adatta a pelli più sensibili, normali e secche, soprattutto quelle spente che vogliono rendere più luminoso il tono della pelle.

INFO BOX
🔎 giadadistributions.com / madaracosmetics.com / naturisimo.com /bioprofumeria
💸 6.50 € minitaglia / 26€ full size
🏋 12.5ml minitaglia / 60ml full size
⏳ scadenza sulla confezione
🔬ECOCert
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

REN SkinCare Glycol Lactic Radiance Renewal Mask

REN SkinCare Glycol Lactic Radiance Renewal Mask


REN Skincare invece vi dovrebbe suonare familiare se mi seguite, perché proprio poco tempo fa ho recensito un altro prodotto nel marchio
Nomen omen, visto che REN come Mádara produce cosmetici "puliti" (in svedese "ren" significa proprio pulito) da tutte quelle sostanze chimiche e sintetiche che non vogliamo nella nostra skin care, ma garantendo una piacevolezza di utilizzo. E vi avviso, anche questo è un brand che potrei definire confina con i marchi di lusso.

La Glycol Lactic Radiance Renewal Mask nel formato full size da ciò che ho visto è dotata di un flacone air less, mentre io ho usato la minitaglia che è in un tubetto. Già dal nome potete capire che si tratta di un trattamento a base di 
acido glicolico dall'ananas, l'acido lattico dal frutto della passione, l'acido citrico dal limone e l'acido tartarico dalla uva.
L'azienda in questo caso specifica che il prodotto contiene lo 0.5% di acido glicolico insieme ad altri acidi della frutta. Tutti ingredienti cooperano per esfoliare la pelle e 
rimuove le cellule della pelle morta per migliorare notevolmente il tono della pelle, la struttura, la fermezza e la luminosità, minimizzando l'aspetto dei pori e riducendo i danni al sole, l'iperpigmentazione e le vecchie cicatrici dell'acne. 
Messa così il miracolo del pane e dei pesci sembra un gioco di Giucas Casella, ma andiamo per gradi.
Questa maschera è un gel più denso e spesso rispetto alla maschera Mádara, con un colore leggermente aranciato e un profumo che a me ricorda le bustine di te. Si applica molto facilmente, senza colare via o senza seccarsi e va anch'essa tenuta in posa 10 minuti e usata settimanalmente. Loro dicono che la Glycol Lactic Radiance Renewal Mask appena applicata può causare dei pizzicori, cosa che a me è successa ma definirei più un solletico in alcuni punti, ma molto delicatamente.
Rimuoverla semplicemente con le mani è fattibile, ma effettivamente è più rapido sciacquarla via con un panno umido come dicono loro nelle indicazioni. Ma veniamo ai risultati.


Nonostante questa sensazione di formicolio in alcuni punti del viso, la Glycol Lactic non mi causato rossori o irritazioni fin dalla prima applicazione. 
Appena rimossa la mia pelle risulta sinceramente e senza alcuna modestia, meravigliosa. Luminosa, liscia sia alla vista perché i pori appaiono più piccoli e chiusi, che al tatto. Nelle zone dove tendo ad avere più pellicine e con una grana più ruvida, sono assolutamente liscio.  Mi ha dato la sensazione di lasciarmi la pelle un po' più secca rispetto alla Madara, leggermente tirante. Non in modo grave, ma ho la necessità di applicare subito dopo un siero o una crema.

Non so se sia solo una sensazione, ma la Glycol Lactic Mask mi ha dato l'impressione di essere più efficace nel livello di esfoliazione rispetto alla AHA Peel Mask di Mádara.
Mi sento di suggerirla a pelli normali, miste e grasse, va bene anche per quelle leggermente secche, ma magari non quelle proprio aride come il deserto di Atacama perché alla lunga temo possa peggiorare la situazione. E mi sembra un prodotto più adatto a chi è già abituato all'esfoliazione chimica.

INFO BOX
🔎 naturisimo.com /bioprofumeria
💸 6€ minitaglia / 37€ full size circa
🏋 15ml minitaglia / 50ml full size
⏳ 9 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸

Ma quindi chi ha vinto la sfida fra maschere agli alfa idrossiacidi? Per me questi due prodotti sono stati validi, piacevoli da utilizzare e soprattutto efficaci, ma io riacquisterei la Glycol Lactic Radiance Renewal Mask di REN perché mi sembra un po' più avanzata e noto maggiormente i risultati sulla mia pelle. 

Finisce qui la sfida ma fatemi sapere se le avete provate o se avete qualche trattamento speciale per questo autunno. 



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