martedì 26 aprile 2022

Ripartire

Non potrò mai definirmi una farfalla, perché non avrò mai quella leggiadra bellezza e delicatezza. Però in un bozzolo ci sono stato, o meglio ci sono tornato, me lo sono costruito e arredato alla meglio. È così che faccio perché è così che sono, e alla fine non me ne pento.
Ma so pure che mi piace uscire da quel guscio, ed ho imparato che la vita svolta a modo suo, in maniera incredibile, e che le occasioni che ti pone davanti vanno prese.



Le carte a volte si mischiano in fretta, e così prenoti un volo per una città che non hai mai preso molto in considerazione come meta di un viaggio, almeno nell'immediato. Ma ti ci lanci perché la compagnia merita e perché le avventure possono avere risvolti inaspettati e piacevoli. 

Così una domenica di aprile mi ritrovo in una soleggiatissima ma fresca Madrid, non senza una organizzazione certosina di tutti i miei giorni di permanenza, ma con l'idea comunque di rilassarmi e lasciarmi trasportare. Ci diranno in seguito che è un clima inusuale per il periodo, ma per fortuna non sarà sempre così. 
Un alberghetto carino, pulito e moderno in Puerta del Sol è diventata la nostra base: un posto perfetto per potersi muovere nel centro di Madrid, anche a piedi, e raggiungere tutte le mete che speravo di poter visitare.



Tuttavia l'arrivo in serata ci ha permesso di scoprire solo uno dei diversi, validi (quasi tutti) ristoranti che abbiamo potuto frequentare. Il giorno dopo però è iniziato il vero itinerario che da Plaza Mayor, bella ma non così suggestiva, ci ha portati al pittoresco Mercado di San Miguel e, fra uno scorcio e l'altro di Madrid, siamo finiti al museo del Prado. Che non sia un esperto d'arte lo sanno tutti, ma me lo aspettavo più organizzato e sistematico, seppur la quantità di arte racchiusa al suo interno è sicuramente impressionante e la sala Velázquez è da restare a bocca aperta. Peccato che la sala di Goya invece era resa soffocantemente impraticabile da uno stormo di (immagino) studenti, e che abbiamo dovuto percorrere tutto il museo per trovare le Maja del pittore spagnolo.


Il giorno seguente, la mattinata si è aperta con un solitario giro nella trafficata e turistica Gran Via e, dopo un pranzo a base di churros e cioccolata calda alla Cioccolateria San Ginés, che si prestava alla perfezione per quel clima un po' grigio, la nostra meta è stato il Palazzo Reale, che spicca sicuramente per gli interni più che per gli esterni e in cui fortunatamente il percorso era più lineare. Sontuoso, maestoso, con soffitti pazzeschi e curato in ogni dettaglio, il Palacio Real mi ha lasciato una bella impressione, ma ho meno da dire sulle bellezze circostanti, come il Campo del Moro e i Giardini Sabatini, chiusi probabilmente per rifacimenti e manutenzione.
A due passi c'è anche Plaza de España, quindi un salto lì era quasi inevitabile.




Con la sola mattina a disposizione, il giorno successivo decido di fare quello per cui è più adatta Madrid: passeggiare perdendomi (letteralmente) fra vie e viuzze. La bellezza di questa città non è tanto questa o quella attrattiva, ma poterla visitare con calma, muoversi per le strade e lasciarsi (eventualmente) sorprendere. Ed in effetti siamo stati sorpresi da una serie di bellissime giornate soleggiate che sono state la cornice perfetta per quello che avremmo fatto nella restante parte del viaggio. La prima tappa è stata infatti il Real Jardín Botánico de Madrid, che, ad essere onesti, non ci ha lasciati proprio di stucco, seppur con le sue bellezze bucoliche e la calda luce della giornata, è stato piacevole da percorrere.


Non ho invece dubbi sul fatto che il Parco del Retiro sia stato il posto più bello e divertente che abbiamo potuto visitare a Madrid. Certamente non avrà la cura del giardino botanico reale, e sarà anche più caotico, ma remare (o farsi portare su) una barchetta sull’Estanque Grande, il lago artificiale che caratterizza il parco, è quel diversivo che non ti aspetti e i giochi di luce che si creano attraverso il Palacio de Cristal ci hanno stregati. Visitarlo in ogni suo angolo non è semplice vista la grandezza, e l'inaspettato caldo ci aveva indubbiamente stancati più del previsto, ma ce ne siamo andati soddisfatti. 

Non senza malinconia abbiamo lasciato Madrid il giorno seguente, dopo un ultimo giro di acquisti e due passi a Plaza Mayor. 
La capitale spagnola non mi (ci) è rimasta nel cuore, non mi ha stregato riuscendo a diventare la mia città europea preferita, ma sono stato molto bene, è accogliente e sa intrattenere un pubblico ampio e variegato. Non una standing ovation, ma un applauso sentito lo merita.

Lasciata Madrid sapevo che avrei avuto quattro giorni di scarso riposo, perché subito dopo mi aspettava un altro volo, in direzione Belgio
Il viaggio verso Charleroi aveva scopi meno ludici e più familiari, e sapevo già sarebbe stato meno avventuroso e più frettoloso, ma non sono mancate le piccole scoperte. Perché sì, patatine fritte e birra mi vanno bene, ma oltre la pancia mi piace riempire anche i ricordi.
E fortunatamente anche qui siamo stati graziati: sembra infatti che il sole della Sicilia ci abbia seguiti fino al nord Europa e ho praticamente evitato di usare i maglioni più pesanti che avevo in valigia.



Il Belgio è pittoresco e ricco di storia: abbiamo ad esempio scoperto l'antichissimo Abbey D'Aulne, un monastero risalente al 657 di cui non resta moltissimo ma che ha un forte impatto. A circondarlo è una zona ricca di verde (come molte parti della Vallonia) e le rilassanti rive del fiume Sambre, che sembra diventi un luogo molto apprezzato durante l'estate.
Non sono mancate un paio di capatine al centro di Bruxelles, con la sua mastodontica Grand Place da cui si diramano una raggiera di viuzze da percorrere rilassatamente (nonostante il caos pre-festivo), e qualche di foto ricordo da bravi turisti davanti al Manneken Pis e alla Jeanneke-Pis (perché siamo per le pari opportunità). 

Nei giorni seguenti ho potuto vedere purtroppo solo dal finestrino il Palazzo Reale di Bruxelles, mentre a rendere impossibile l'accesso all'Atomium è stata una fila interminabile che seguiva praticamente tutto il parco circostante. Ci sfugge perché non fosse possibile acquistare i biglietti online, ma questa enorme struttura in acciaio che rappresenta appunto un atomo merita anche dall'esterno per questa sua strana mescolanza di equilibrio e solidità.



Sono stati pochi altri gli spostamenti che ho fatto in Belgio e che potrebbero avere il minimo interesse per chi sta leggendo. Sono ritornato a casa stanco solo fisicamente per gli spostamenti e i cambi di ritmi, perché, alla fine, quello che resta dell'inizio di questo imprevedibile aprile, è la voglia di ripartire in tutti i sensi. Per una persona metodica (per non dire puntigliosa) come me, in fondo affezionata alle sue abitudini, tutto questo era quasi impensabile da organizzare nel giro di così poco tempo, ma una lampadina si è accesa. Forse non ricapiterà più ma mi sembra di aver recuperato un pezzetto di quel terreno che mi sembrava di aver perso, specie negli ultimi quattro anni
Non sono una farfalla, ma mi sono sentito leggero, grato e pronto a lasciarmi stupire. Lo sguardo e la mente sono nel presente, ma i desideri brillano guardando all'inaspettato futuro.



giovedì 21 aprile 2022

Tutto sulle nuove maschere Acqua alle Rose con Vitamina C!

Dopo la prima versione Idratante per pelli sensibili di un paio di anni fa e la più recente Senza Età Filler Antirughe, Acqua alle Rose ha lanciato la nuova Maschera viso in tessuto Illuminante e Idratante Anti-fatica ma puntando ad un ingrediente molto amato: la vitamina C.



In realtà quelli di Manetti & Roberts hanno lanciato un'intera gamma di prodotti per il viso composta da sei referenze tutte arricchite da vitamina C che sappiamo essere antiossidante, illuminante e adatta a tante tipologie di pelle, soprattutto quelle stanche e spente. A me non servivano così tanti prodotti, ma mi sembrava carino continuare ad esplorare i trattamenti viso di questa azienda, quantomeno per un senso di continuità.

La nuova maschera in tessuto Illuminante Anti-Fatica purtroppo non si presenta benissimo a primo impatto: infatti, a distanza di due anni Acqua alle rose non si è decisa dall'eliminare l'inutile supporto in tessuto non tessuto che priva la maschera stessa di siero. Non che ve ne sia poco, non è una maschera asciutta per fortuna, ma è uno spreco, ed è un peccato.
Inoltre continuano a sussistere alcuni problemi con la forma della maschera, che non si adatta al mio viso benissimo, non è sufficientemente elastica e necessita di diversi tagli per aderire al meglio.

C'è però un contro importante in questa maschera con vitamina c Acqua alle Rose e mi riferisco al profumo che per me è davvero tanto intenso, al punto da sentirmi gli occhi un po' acquosi durante la posa, ed immagino possa essere un incubo per chi non sopporta le fragranze dei cosmetici.
La formulazione di questo trattamento segue i passi delle altre maschere viso: troviamo infatti il mix di estratti diversi di rose, dalla damascena alla gallica, e in questo caso Acqua Alle Rose sottolinea la presenza di vitamina C della rosa canina. Ho scovato però anche altre due forme di vitamina c, ovvero l'ascorbil glucoside e l'acido 3-O-etil-l-ascorbico.



La maschera Illuminante Acqua Alle rose presenta poi l'olio di avocado, di oliva e la glicerina, quindi una miscela idratante e nutriente.
La cosa che mi ha stupito durante la posa, è che nel giro di 15 minuti la mia pelle ha risucchiato il siero e rinsecchito la maschera, che mi è sembrato un buon segno in termini di eventuali sprechi.
Se la parte pratica di questa maschera con vitamina C Acqua Alle Rose presenta insomma qualche intoppo, il risultato sulla mia pelle è stato invece apprezzabile. Ha dato infatti al mio viso una discreta idratazione senza però lasciarlo appesantito o appiccicoso, ed ha reso la pelle un po' più distesa e tonica. Ho notato effettivamente un leggero miglioramento in termini di luminosità, e la pelle era in generale carina ed omogenea. Ho preferito completare la mia routine dopo questa maschera in tessuto, e si è comportata bene, caratteristica che mi fa pensare sia perfetta anche per il giorno. 

La Maschera viso in tessuto Illuminante e Idratante Anti-fatica è insomma un trattamento factotum che potrebbe essere comodo da portarsi dietro in vacanza o da tenere nel beauty. 

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Quali novità Acqua Alle Rose vi hanno incuriositi?




lunedì 11 aprile 2022

Le nuove stagioni di cui non sentivo la necessità!

Dopo una fugace panoramica su alcune serie tv promosse, devo tornare con la solita lagnanza su alcuni rinnovi che purtroppo secondo la mia prospettiva lasciano a desiderare, sia in relazione alle passate stagioni, sia in base a quelle che erano le mie aspettative, ma anche nella purtroppo mancata speranza che riuscissero a dare la sterzata che la serie tv aveva bisogno. 


Love Life 
Seconda stagione


Un paio di anni fa avevo considerato Love Life come una piccola chicca di TimVision, forse una delle poche serie tv che valesse la pena recuperare su questa piattaforma. D'altronde si parla di una produzione HBO e ci si aspetta parecchio, anche se si tratta di una dramedy. La seconda stagione però, episodio dopo episodio, mi è sembrata meno intensa e coinvolgente.
Di base poteva funzionare, visto che il personaggio di Darby (una impeccabile Anna Kendrick) viene soppiantato da quello di Marcus, un editor quasi quarantenne che si ritrova improvvisamente single, che avrebbe potuto fornire una nuova storia, nuove prospettive, anche un'ottica maschile rispetto alla prima stagione. 

È però la sceneggiatura di Love Life 2 a non funzionare e ad essere al di sotto sia della prima stagione, che secondo me si era distinta proprio per il saper oscillare fra serio e faceto, sia delle mie aspettative. Questi nuovi episodi infatti non li ho trovati brutti o esageratamente noiosi, ma nell'insieme mi sono sembrati particolarmente banali e generici. Ho notato delle dinamiche già viste che non sono state rilette o rimaneggiate per darne una nuova prospettiva.
Anche le tematiche più profonde, oltre ad essere minori, mi sono sembrate raccontate in modo molto banale: penso ad esempio a Marcus e al rapporto con gli amici.



Affezionarsi alle storie dei protagonisti risulta meno facile perché alla fine secondo me sono poco interessanti, o per lo meno io non mi ci sono ritrovato, specie quando si scade in situazioni al limite del paradossale. Il Marcus di William Jackson Harper poi secondo me non ha delle caratteristiche specifiche per renderlo davvero il centro di una storia. Ad essere onesto, più volte mi è sembrato un bambacione che si fa problemi inesistenti e con poco carattere, che pensa di poter vivere come un ragazzino. Si è ben lontani insomma dall'ampia crescita a più livelli di Darby nella prima stagione.
Non voglio infierire, anche perché si tratta di una serie facile da digerire, con 10 episodi da mezzora, ma posso dire che la seconda stagione di Love Life ha bruciato il potenziale della serie che spero di ritrovare se ci saranno nuovi episodi.


A Discovery of Witches - Il manoscritto delle streghe
Terza stagione


A proposito di sparare sulla croce rossa, mi spiace dover bocciare anche la terza e ultima stagione di A Discovery of Witches, che conclude la trilogia della scrittrice Deborah Harkness, e che non riesce a salvare una serie tv nata secondo me sotto una cattiva stella e che non ha mai trovato il suo apice. 
La seconda stagione, a dire il vero, mi aveva mostrato uno spiraglio di speranza rispetto a come potessero andare le cose in questa serie, dopo il primo ciclo di episodi che definire parecchio insoddisfacenti sarebbe è un eufemismo, ma arrivati all'ultima stagione purtroppo non sono riusciti a decollare.

Pur dando sicuramente una conclusione agli eventi, e cercando di toccare tutte le linee narrative che erano state aperte, ancora una volta A Discovery of Witches mi ha deluso per la sua frettolosità, per il modo in cui non sono riusciti a rimanere centrati su un filone, ma a miscelare tutte le carte alla rinfusa. Il problema della serie secondo me è di non essere mai riusciti a concentrarsi su pochi personaggi lasciando navigare intorno quelli meno importanti. La conseguenza è il caos di storie e storielle di cui poco importa e che tolgono spazio a chi invece merita più attenzione.
Ne conseguono due grosse problematiche: da un lato la "scoperta" dei poteri della strega Diana, come dice il titolo, la sua crescita, non è così crescente e coinvolgente, ma repentina, e arriviamo alla fine che sembra fin troppo gagliarda senza un percorso solido prima.


Ma la cosa peggiore credo sia la sbrigatività di alcuni momenti salienti, inclusa la sconfitta del cattivone Peter Knox che si è sciolta come neve al sole, nonostante fosse stato anticipato come una creatura temibile e difficile da sconfiggere. 
Da un'ottica più ampia inoltre Il manoscritto delle streghe non mi pare abbia fornito dinamiche, spunti, snodi diversi dalle serie fantasy che già conosco o ho visto in passato: il gioco di potere è sempre fra vecchie e nuove fazioni che si scontrano, dove le ultime riescono a piegare il volere del ramo più conservatore verso una visione più aperta. Sai che novità.
C'è chi ha dato colpa al fatto che questa terza stagione avesse sette episodi e non dieci, ma non mi pare che nelle passate stagioni andasse meglio.
In ogni caso, A Discovery Of Witches è arrivata alla sua conclusione e non credo rischieremo di vederla più.


Euphoria
Seconda stagione


A distanza di due anni dagli episodi speciali, il 7 marzo si è conclusa la seconda stagione ufficiale di Euphoria, che ho deciso di recuperare con calma e con aspettative basse, sebbene, come dicevo, lo special dedicato a Jules mi aveva sicuramente incuriosito molto più della prima stagione.
L'inizio di questa seconda stagione di Euphoria mi aveva fatto ben sperare, al punto che pensavo mi potesse piacere molto di più della prima, ma purtroppo man mano che la storia si è stratificata le cose sono andate peggiorando.


In questa nuova stagione la palla passa ad altri personaggi, e l'attenzione si sposta per fortuna da Rue, e conseguentemente da Jules, pur restando entrambe centrali nei vari filoni narrativi, specie la prima con il suo cammino verso la disintossicazione. Questo è un punto a favore, perché le loro storie secondo me erano ad un punto quasi morto che portava ad ripetere le stesse tematiche e dinamiche, e perché ogni volta che la protagonista torna sullo schermo provo generale fastidio. Onestamente non ho mai capito cosa sentire verso Rue, se empatia, repulsione, compassione o tutto insieme, ma in ogni caso tutto ciò che fa non mi interessa e questo modo di calcarne le faccette, i gesti, le reazioni me la rende ancora più distante. Sono stati pochi i momenti in Euphoria 2 in cui ho empatizzato con lei, con il suo vissuto, e forse lo potrei definire un passo avanti, sebbene si tratti appunto di alcune scene.


Una svolta che ho apprezzato è che il riflettore sia puntato su altre linee narrative, soprattutto sul rapporto di Nate col padre, del suo rapporto, seppur breve, con Cassie, e della centralità di Lexi e del suo spettacolo.
Quello che fa Euphoria alla fine della fiera è drammatizzare problematiche, pulsioni, relazioni tipiche dei giovani e degli adolescenti, incorniciandole in una bella atmosfera ricercata, cinematica, con una regia che anche in questa seconda stagione si conferma eccellente, ma sono argomenti vecchi come la scoperta del fuoco. 
Anche il tema che ha scatenato uno tsunami di meme, lo scontro fra Maddy e Cassie è qualcosa di così datato che qualunque scelta di contorno non ne migliora l'appeal.

Alla lunga ho avuto l'impressione che si rimestasse sempre nella stessa zuppa, cercando di allungarla il più possibile con sotto trame e dando l'illusione di novità solo perché si rimuovono certi filtri che i teen drama avevano (più o meno), e una impostazione estetica di maggior rilievo.
Pensavo che alcuni episodi, come il quinto ad esempio, indubbiamente carico di intensità, potessero essere la parte più interessante, poi fra banalità e assurdità mi sono dovuto ricredere. Idem per quanto riguarda l'epilogo finale: fatto benissimo, ma prevedibile da diverse puntate. 
Se la qualità di Euphoria corrispondesse ad una storia davvero originale e interessante, sarei il primo a tesserne le lodi, ma così mi sembra che la fama, il cast, alcune scene particolari e il brusio che si crea intorno, superi quello che la serie ha da offrire. Non ho letto nulla su una terza stagione, ma il successo è tale che credo ci sarà.




venerdì 1 aprile 2022

Perché Moringa di Dr Organic è la nuova linea più interessante del brand 💚

Dr Organic ha davvero tante linee dettagliate fra cui scegliere, ed io, fra i miei acquisti e le possibilità che mi ha dato l'azienda, credo di aver esplorato almeno una fetta di tutti questi prodotti, ma la nuova linea Organic Moringa credo sia una delle più interessanti che il brand inglese abbia lanciato di recente.



Tutta la gamma sfrutta le proprietà della moringa oleifera, una pianta indiana che prende anche il nome di pianta dei miracoli, proprio perché pare essere in grado di apportare svariati benefici, al punto che viene assunta come integratore ed è nota nella medicina tradizionale. In ambito cosmetico si utilizza sia l'olio di moringa, nutriente, antiossidante e ricco di acidi grassi, che l'estratto dalle foglie, dalle proprietà idratanti e rivitalizzanti.
Se ve lo steste chiedendo, Dr Organic utilizza entrambe le forme di questa pianta, e la sua linea si vuole prendere cura sia del viso che del corpo.
Secondo me Organic Moringa è una delle linee più originali dell'azienda inglese, con prodotti diversi dal solito ma sempre funzionali, che affiancano altri più comuni. Ve li racconto attraverso la mia esperienza.


 

Dr Organic Moringa Revitalising Body Wash
Bagnodoccia Rivitalizzante


Non ricordo più quanti body wash Dr Organic io abbia provato fino ad ora (qui ne trovate alcuni), ma si confermano tutti molto validi, incluso l'ultimo della linea Moringa. In questo caso abbiamo appunto l'estratto della pianta che apporta una azione condizionante, e la consistenza è quella di un gel abbastanza fluido ma facile da dosare. Non manca inoltre la solita grande quantità di succo di aloe che l'azienda inserisce sempre nei cosmetici.
Il Body Wash Organic Moringa ha una profumazione delicata e gradevole, floreale, in cui al mio naso spicca qualche nota di gelsomino e che dà già una bella sensazione rilassante e rinfrescante. A contatto con l'acqua, o per lo meno con una spugna, come sono solito usarlo io, crea subito una schiuma molto soffice e avvolgente, senza doverne usare mezza confezione alla volta. 



Anche questo nuovo gel doccia Dr Organic mi ha conquistato per la bilanciata capacità di detergere la pelle del corpo, ma al tempo stesso non alternandone l'integrità. La pelle infatti dopo la doccia risulta elastica, molto morbida, e non la sento affatto tirante o con una urgente necessità di applicare una crema corpo. Credo che se non abbiate necessità particolari, questo bagnodoccia Moringa possa andare benissimo già da solo, per chi ha la cute più secca offre già un supporto in questo senso.
Non so se l'ho detto altre volte, ma i body wash Dr Organic possono essere usati anche sui capelli. Personalmente ho l'abitudine ad una hair care routine a parte, ma per necessità li userei.
Questa ottima performance è affiancata anche dalla facilità di utilizzo visto che questa schiuma si sciacqua via in velocità senza lasciare tracce. Per cui, nella mia esperienza, il Revitalising Body Wash Organic Moringa non ha praticamente difetti: su di me è un perfetto detergente per la doccia quotidiana, non irrita e non secca.

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💸 €12.90
🏋 250ml
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⏳  12 Mesi
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Vi avevo anticipato di prodotti più originali e questa crema corpo Organic Moringa secondo me lo è. Anche in questo caso gli ingredienti sono tutti validi e funzionali ad idratare, nutrire e rinforzare la barriera cutanea: si susseguono succo di aloe, olio di semi di girasole, olio di moringa, niacinamide e pantenolo. La Wet Skin Moisturiser ha una consistenza fluida cremosa, e una profumazione delicata che ricorda quella del body wash, che permane seppur in modo delicato dopo l'uso.
La particolarità di questa crema corpo Dr Organic lo dice il nome stesso: infatti va utilizzata direttamente su pelle bagnata dopo la doccia e questo apporta due benefici diversi. Il primo è puramente pratico, visto che così si risparmia tempo, mentre il secondo aspetto riguarda la funzionalità perché così facendo si crea uno strato occlusivo che blocca l'acqua (e quindi l'idratazione) della pelle. 



Devo ammettere che al primo utilizzo mi ha fatto un po' strano usare questa Wet Skin Cream, abituato ad usare le creme tradizionali, ma poi ci ho preso gusto. Infatti si stende molto facilmente e rapidamente, e applicare subito la crema con un massaggio. Dopo la stesura semplicemente mi asciugo tamponando e lì è arrivata la sorpresa.
La Wet Skin Moisturiser Dr Organic infatti mi lascia la pelle molto setosa, elastica e liscia, e con una idratazione che permane nel corso delle ore su di me almeno fino alla doccia successiva. Non serve fare altro, la crema si assorbe senza lasciare appiccicati o untuosi. Quindi alla effettiva praticità si unisce anche l'efficacia, e credo che possa piacere anche a pelli un po' più secche proprio per questa azione occlusiva. 
Aggiungo che non serve anche in questo caso utilizzare troppo prodotto, ma anzi mi è sembrato di utilizzarne leggermente meno rispetto ad una comune crema corpo.

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🏋 150ml
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Dr Organic Moringa Cleansing Facial Powder
Polvere detergente viso


Mi sposto alle referenze per il viso di questa nuova linea Organic Moringa, e verso un altro prodotto che ho trovato davvero particolare, ovvero la polvere detergente per il viso. Ne avevo sentito parlare ma non ho mai provato nulla del genere, anche per paura che la mia maldestrezza mi portasse a sprecare prodotto senza poi vederne benefici, ma non è stato così. La Cleansing Facial Powder infatti è in polvere, ma non di quelle che tendono a svolazzare con un solo sguardo, sporcando magari in giro e finendo sprecate. 



L'uso può sembrare macchinoso a primo impatto, ma invece è estremamente semplice e intuitivo: si preleva un po' di polvere, e vi consiglio di munirvi di un cucchiaino o una spatolina, e si miscela nel palmo della mano con qualche goccia di acqua per creare una pappetta detergente.
Non serve usare chissà quanto prodotto, basta circa mezzo cucchiaino scarso e il mio consiglio è di miscelare poca acqua, massaggiare il prodotto sul viso e se ci sembra che il composto sia un po' troppo asciutto, semplicemente inumidire le mani per continuare il massaggio detergente.
La Cleansing Powder Dr Organic si scioglie benissimo, non resta granulosa o ruvida, non fa l'effetto scrub per intenderci, ma diventa una sorta di fluido detergente. 
Al suo interno troviamo gli ingredienti principali della linea Moringa, fra cui l'olio di questa pianta, ma anche niacinamide e vitamina B5.



L'effetto sulla mia pelle di questo detergente in polvere è stato una sorpresa perché oltre a detergere bene, l'ho trovato davvero levigante, mi lascia il viso molto morbido, fresco e liscio, ma non secco o tirante.
Credo che infatti la Cleansing Powder Organic Moringa sia perfetta per pelli da normali, a miste e soprattutto secche, che vogliono un potere detergente dolce e non irritante.
In generale la pelle assume un aspetto più omogeneo, più luminoso. Inoltre non si lascia dietro residui, e una volta sciacquato il viso, questo è pronto alla nostra routine abituale. 
Confesso che, nonostante Dr. Organic dica di evitare la zona degli occhi, mi è capitato di passarlo anche lì senza alcun problema, voi però magari attenetevi alle istruzioni. 

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💸 €24.90
🏋 15g
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⏳  6 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free


Dr Organic Moringa Refining Face Mask
Maschera Viso Idratante Rigenerante


L'ultimo pezzo della linea Organic Moringa è questa ottima (sì, spoiler) maschera viso anch'essa con una consistenza particolare. Infatti ricorda molto la Gel Face Mask della linea Guava sempre Dr Organic (qui se volete scoprire un'altra linea ben fatta) e si presenta anche questa nuova versione come un gel sodo, ma che mentre di stende sul viso assume una texture leggermente oleosa.
La Refining Face Mask Organic Moringa contiene l'olio dell'albero dei miracoli, ma anche olio di semi di girasole, di cocco, di mandorle dolci, e di noci Kukui che sembra abbia proprietà antiinfiammatorie.


In questo caso Dr Organic ha inserito una profumazione sempre in linea con questa gamma ma al mio naso è molto delicata, perfetta per un prodotto che deve restare in posa sul viso.
Mentre è sul viso, la Refining Mask non si secca ovviamente e Dr Organic consiglia di lasciarla agire per 10 minuti o fin quando si assorbe, e poi sciacquarla con acqua tiepida, e di ripetere l'applicazione una o due volte a settimana.
A me è piaciuto molto come trattamento viso perché riesce a dare davvero moltissima idratazione e nutrimento, senza appesantire e senza lasciare tracce untuose.



La mia pelle acquista subito comfort appena la utilizzo, e resta tonica e decisamente liscia. Secondo me questa Face Mask Organic Moringa è perfetta per pelli secche, screpolate, un po' provate dal freddo e dal vento, o che in generale hanno bisogno di una certa idratazione. A me ad esempio ha dato una mano dopo che gli ultimi strascichi del maltempo invernale e un siero a base di retinolo parecchio forte mi avevano un po' seccato la pelle. Dopo l'uso ho notato comunque anche un miglioramento generale estetico, con una cute un po' più tonica e omogena. 

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💸 €18.99
🏋 50ml
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⏳  6 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free


Che ne dite di questa nuova linea Moringa di Dr Organic? Quale prodotto vi incuriosisce di più?



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