Fra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 hanno visto la luce delle serie tv che stavamo aspettando da tempo, vuoi perché dovevano tornare con delle promettenti seconde stagioni, o perché magari sono state presentate come curiose novità. Oltre a The Witcher, ho avuto modo di terminarne altre due, che sono leggere, e al femminile.
Emily in Paris Seconda stagione
Chiamatela guilty pleasure, serie tv stacca pensieri, passatempo o puro intrattenimento, ma a me Emily in Paris piace, e apprezzo proprio il modo in cui si prende poco sul serio, senza voler passare come il sopraffino prodotto seriale con un importante sfondo sociologico. Ve lo dicevo anche per la prima stagione: credo sia inutile fare analisi dettagliate ad una serie come Emily in Paris, che non ha affatto quelle pretese, e anche con inuovi episodi proseguono su questo stile leggero, fresco, trasognato se vogliamo.
Emily in Paris 2 riprende da quel ménage à trois che si era creato con la prima stagione, non senza alti e bassi per la nostra protagonista, in un costante vorrei ma non posso. Per fortuna si esce un po' da quello impasse con l'aggiunta di un nuovo personaggio, che sembra poter diventare qualcosa di più per la nostra Emily. La narrazione in questa seconda stagione si semplifica sicuramente, girando molto spesso sul tema amoroso, ma c'è anche il fronte lavorativo che ci dà la possibilità di vedere di nuovo Kate Walsh nei panni della eccentrica capa Madeline.
Inoltre in questi nuovi episodi c'è più spazio per altre linee narrative: il personaggio di Mindy ad esempio ha maggiore autonomia, e prende piede una sua storia più articolata. Lo stesso vale per Sylvie con la sua movimentata vita privata, ma è anche colei che ci fornisce un ulteriore appiglio alla terza stagione (già confermata insieme alla quarta). Ero in dubbio su come avrebbero potuto prolungare questo viaggio di Emily a Parigi, che doveva durare solo un anno, e credo abbiano trovato un buon escamotage.
Inoltre hanno aggiunto un tocco di verosimiglianza in più in questa seconda stagione, visto che ci sono molte più scene in francese (con i sottotitoli) e la stessa Emily si è finalmente decisa a fare un corso per imparare la lingua. C'è insomma coerenza, il ritmo si mantiene costante, la bellezza di Parigi ci fa sempre compagnia e si continua un po' a sognare. È palese che Emily in Paris non può essere una storia reale, basta vedere la perfetta piega ad onde della protagonista, nonostante si lavi con uno shampoo per cani, ma è una fiaba, e ogni tanto fa bene sognare e sorridere, c'è sempre tempo per riflettere. Qui esamino la terza stagione.
Sissi Prima Stagione
Sono onesto: non avrei dato un centesimo per la nuova serie tedesca basata sulle vicende della principessa Sissi e le ragioni sono svariate. È andata in onda su Canale 5 dal 28 dicembre all'11 Gennaio, e già solo l'emittente televisiva mi faceva pensare male non essendo più abituato a guardare i film e le serie in chiaro, ma è andata meglio del previsto. A parte che adesso la potete recuperare gratuitamente su Mediaset Infinity, quindi non avrete problemi, ma la messa in onda ha rispettato gli orari, la pubblicità è stata accettabile (anzi non ci sono stati stacchi per la prima ora di tutte le puntate) e sono riuscito a terminarla. Ma quello che forse vi interessa di più è sapere com'è questa nuova Sissi.
Lo scheletro di questa più recente rielaborazione della vita di Elisabetta Amalia Eugenia d'Austria è la storia che più o meno tutti conosciamo: da duchessa libera e spensierata, Sissi si ritrova stretta nei panni di imperatrice, fra una vita di corte piena di dettami da seguire, una suocera non sempre benevola, e la fatica di stare in un ruolo che il più delle volte la vuole più come figurante che come protagonista. Fra avvenimenti storici realmente accaduti e rimaneggiamenti, la nuova serie tv Sissi però si tinge ancora più di rosa, visto che l'impressione che ho avuto è quella di una sorta di Cenerentola rivisitata, fra sorelle gelose e abiti da sostituire come per magia, con delle scene che strizzano l'occhio ad un femminismo più attuale.
Infatti questa Sissi è più smaliziata, non mancano le scene di sesso alla Bridgerton, e i personaggi risultano freschi e moderni anche nelle interpretazioni. Fatemi però dire una cosa: ho letto critiche abbastanza feroci verso questa serie tv che mi sembrano in parte esagerate. Partiamo dal presupposto che fare un confronto con i bellissimi film con Romy Schneider non ha molto senso: ogni opera è qualcosa a se stante, e non è una nuova versione di una stessa storia a togliere lustro alla precedente. Personalmente, pur non amando i rifacimenti, credo sia passato abbastanza tempo rispetto ai film degli anni '50 per poterne dare una chiave di lettura più contemporanea.
Credo che in questo senso la Sissi del 2021 ci riesca, ma non fraintendetemi, ho notato anche io parecchi difetti: la storia di per sé è molto rivolta all'esterno, alla bellezza esteriore dei personaggi, degli abiti e delle scenografie, piuttosto che ad una approfondita analisi interiore dei protagonisti. È noto che ad esempio Sissi avesse disturbi alimentari e crisi nervose, mentre l'imperatrice interpretata da Dominique Devenport è molto più rivolta al suo lato coraggioso e ribelle. Dall'altro lato, il Franz di Jannik Schümann può risultare un belloccio con una interpretazione un po' piatta, ma ci dà la possibilità di scoprire anche le ombre del loro amore, decristallizzandola da una visione perfetta.
Sono stati parte della mia skin care routine per diverso tempo, e adesso sono pronto a raccontarvi le mie opinioni sulla linea Anti Età Globale di Athena's.
Nonostante siano presenti 8 diverse referenze, io ne ho scelte tre che pensavo potessero essere interessanti, e che comunque potessero funzionare da sole già come una mini routine. Questa gamma L'Erboristica si rivolge a contrastare i segni del tempo, ma credo che possa adattarsi per diverse esigenze e tipologie di pelle. Tutti questi prodotti hanno almeno il 98% di ingredienti di origine naturale, e sono assenti derivati petrolchimici.
Athena's L'Erboristica Antietà Globale Detergente Struccante Estratto di Fiori
Mi sono sempre trovato bene con i detergenti viso di Athena's e questo non ha fatto eccezione. Si presenta come una crema abbastanza corposa, ma che non dà problemi ad essere stesa e massaggiata sul viso, e che ha una profumazione delicata. Personalmente preferisco usare i detergenti cremosi sul viso asciutto, sia che abbia del make-up, sia semplicemente per pulirmi il viso, per poi inumidire le mani e procedere con la pulizia. Secondo me è il modo migliore per farli funzionare. Anche questo Detergente Struccante L'Erboristica funziona bene così, ovviamente non produce schiuma, e richiede qualche istante ad essere rimosso, ma non lascia patine né mi ha dato fastidio agli occhi rendendomeli magari irritati o appannati.
Ho apprezzato questo prodotto perché pulisce bene il viso, si porta via sebo, protezione solare, e anche la base per il viso. Se però avete un make-up strutturato credo sia meglio usarlo con dei dischetti o un panno in microfibra, così che l'azione meccanica aiuti a rimuovere meglio i prodotti. Per il trucco waterproof credo che la soluzione ideale sia usare un prodotto a parte, ed eventualmente questo di Athena's come secondo passaggio per perfezionare la pulizia. Dall'altro lato questo Detergente Antietà Globale mi lascia la pelle idratata, morbida, distesa ed elastica, pronta per la skin care routine. Questo grazie alla presenza di ingredienti emollienti come il burro di karitè. È abbastanza delicato da poterlo usare sia al mattino che alla sera, ma proprio per questa caratteristica lo consiglio a pelli secche e tendenti a disidratarsi e irritarsi. Non ho insomma trovato dei difetti a questo detergente viso Athena's: pulisce delicatamente e lascia la pelle fresca e setosa.
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Athena's L'Erboristica Antietà Globale Siero Viso Concentrato Superidratante e Ristrutturante Acido Ialuronico Vegetale
Fra i due sieri Antietà Globale che propone L'Erboristica, ho scelto questo con acido ialuronico vegetale per via dell'INCI: volevo infatti provare un altro prodotto che contenesse l'estratto di Tremella Fuciformis, che è una tipologia di fungo che, in soldoni, ha lo stesso effetto idratante e umettante dell'acido ialuronico (ne avevo parlato già qui), per vedere come si sarebbe comportato questa volta. In più in questo trattamento troviamo anche glicerina, che non guasta mai. Il Siero Viso Concentrato si presenta come un gel sodo, sembra quasi miele, con una leggerissima fragranza, che però si stende molto bene, è leggero e fresco sul viso.
Se ha una profumazione, onestamente non la percepisco. Su di me non appiccica e non fa patine, ma si assorbe rapidamente lasciando un bel tocco asciutto ma non tirante. Ha un buon potere idratante e compattante, e secondo me si potrebbe adattare a diverse tipologie di pelle. È però pur sempre un siero per il viso, e come tale, in questo periodo più freddo devo accompagnarlo ad una crema idratante, ma questo non significa che sia inutile. Il siero viso Antietà Globale anzi mi sembra ideale anche per il periodo più caldo, da mettere giusto prima della protezione solare.
Devo ammettere però che, nonostante sia un prodotto valido, non lo definirei un trattamento anti età così mirato e funzionale per una pelle più segnata e poco tonica: come dicevo, questo siero Athena's rende la pelle del viso un po' più soda, ma non ha (e infatti non me lo aspettavo) attivi anti age così potenti da fare la differenza. Questo, ripeto, non significa che sia un prodotto cattivo, ma solo che va preso per il suo potere SuperIdratante, come lo definisce L'Erboristica, e non per chissà quale altro beneficio. È comunque un buon prodotto, che non mi ha mai dato problemi con il resto della skin care e penso potrà piacere a molti di voi.
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Avrebbe tutte le carte in regola per essere un buon prodotto questo contorno occhi, ma in questa tripletta Athena's è quello che mi ha convinto meno. Le sue caratteristiche generali sono tutte valide: ha un INCI interessante, con ingredienti nutrienti come burro di karitè e olio di macadamia, troviamo il collagene vegetale che sarebbe la "natto gum", data dalla fermentazione dei fagioli di soia", acido ialuronico e l'estratto di ippocastano che dovrebbe da un lato contribuire a ridurre gonfiori e stimolare il microcircolo. Non manca insomma nulla, e anche la consistenza di questo contorno occhi L'Erboristica è piacevole, si dosa bene grazie al beccuccio, si stende e si assorbe rapidamente.
A primo impatto non mi è sembrato male proprio per queste ragioni e per il suo effetto: il contorno occhi Anti Età Globale infatti idrata, lascia il contorno occhi liscio, compatto e disteso, ma senza un eccessivo e fastidioso effetto lifting. Inoltre non mi ha mai dato problemi agli occhi. Tuttavia è stato l'uso costante a lasciarmi un po' dubbioso. Ho notato infatti che, se sono particolarmente stanco, magari non ho dormito bene, questo prodotto fa quasi l'effetto contrario, ovvero mi incartapecorisce il contorno occhi.
Questo effetto credo sia dovuto al fatto che questa crema Athena's ha un finish abbastanza opaco, e questo significa che se da un lato è un'ottima base per il trucco, dall'altro però non ha quella azione rimpolpante che secondo me aiuta noi che abbiamo superato i 30 anni. Dall'altro lato in questo senso credo influisca anche il potere idratante, che non è eccelso, e che nel corso delle ore sento venir meno. Probabilmente in una stagione meno rigida, con una pelle leggermente meno secca, avrebbe reso meglio, ma per apprezzare a pieno questo Contorno Occhi Anti Età Globale, adesso ho dovuto utilizzarlo in combinazione con un siero per la zona perioculare, per poterlo apprezzare meglio.
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Avete provato questa linea Anti Età Globale di Athena's L'Erboristica?
Sono certo di non essere stato il solo ad aver affossato la prima stagione di The Witcher, la serie fantasy di Netflix con Henry Cavill, che ormai un paio di anni fa era stata presentata come una saga epica ed avvincente, che doveva buttare nell'ombra persino prodotti di larga fama come Game Of Thrones. Sappiamo però, se concordate con la mia opinione di allora, che The Witcher si era rivelata una serie tv inutilmente ingarbugliata e con degli effetti più simili a carri di carnevale fatti di giornali e colla vinilica. C'era tutto sommato del potenziale (per quanto ben nascosto) ed ho deciso di dare comunque una seconda opportunità a The Witcher, con la seconda stagione, pubblicata il 17 Dicembre 2021.
Premetto che nel mentre non ho recuperato le opere di Andrzej Sapkowski da cui è tratta la storia, né il videogioco che pare essere abbastanza famoso per gli amanti del genere. Io semplicemente prendo la serie per come ci viene proposta, e le avventure di Geralt di Rivia, Yennefer e Cirilla nei nuovi episodi per fortuna abbandonano l'inutilmente arzigogolata struttura della prima stagione, per concentrarsi su due filoni narrativi principali dall'andazzo generalmente più lineare. Questo è sicuramente un punto di partenza migliore per The Witcher 2, che si riesce a seguire con molto più piacere, ma per quanto mi riguarda, nel suo insieme, la serie mi è sembrata sottotono su più profili.
Partiamo da quei filoni a cui facevo riferimento e cercherò di essere più no spoiler possibile: da un lato troviamo Geralt che, finalmente riunito con Ciri, cerca di proteggerla da chiunque voglia farle del male, ma nel mentre si rende conto che la principessa è visceralmente più legata alla magia di quanto sembri. In questa parentesi a mio avviso accade qualcosa che sembra giusto un escamotage per allungare i tempi. Però possiamo conoscere meglio questi personaggi, che riescono a mostrare altri lati del loro carattere, e in particolare il nostro witcher preferito. Dall'altra parte, Yennefer è coinvolta in vari scontri fra regni, in un gioco sociopolitico e di strategia militare, e credo che tutto questo susciti un interesse pari a zero in chiunque.
La verità è che la prima mangrovigliosa stagione di The Witcher è riuscita a porre le basi della storia, e a fornirci la struttura di questo mondo introducendone gli attori, ma, proprio per il caos (non quello della serie) creatosi, è difficile appassionarsi alle varie fazioni che si incontrano e si scontrano. Se a stento ci si sente vicini ai protagonisti principali, figuratevi tutto un contorno di battaglie, sotterfugi, complotti, spionaggio e appunto personaggi più o meno collaterali. Finiamo per non appassionarci alle storie degli elfi, e degli scontri fra i vari regni, e la conseguenza è che ci trascineremo storyline di cui ricorderemo poco e niente (cosa per me estremamente facile). Inoltre il personaggio di Yennefer mi è risultato questa volta spento, poco ammaliante, e non in grado di portare avanti da sola l'intero capitolo che la coinvolge.
Per non parlare poi di Fringilla e Chair, due personaggi carismatici come il porta spazzolini da denti che ho in bagno. L'impatto generale che ho avuto, e non ricordo se mi era sembrato lo stesso con la prima stagione, è che lo stile di questi nuovi episodi sia più quello di una fiaba gotica, che strizza l'occhio ad un genere più attuale di violenza e splatter. Nonostante The Witcher sia totalmente calato in ambientazioni medievaleggianti, i dialoghi e le interpretazioni ad esempio sono estremamente moderni, e se da un lato può funzionare, dall'altro secondo me non convince del tutto, e credo possa essere un ulteriore tassello di scollamento dal mondo in cui dovremmo essere immersi con tutte le scarpe. Date un'occhiata al trailer, dove si intravedono dei combattimenti che sembrano quelli di un action movie più contemporaneo, e la stessa musica scelta secondo me la dice lunga.
The Witcher 2 presenta poi soluzioni narrative un po' fiacche e poco originali: penso ad esempio, alla parte finale della possessione, gestita nel modo più tipico possibile. Senza contare che sempre nell'ultimo episodio viene introdotta una nuova minaccia che ricorda i non morti di Game of Thrones.
Più in generale, nel corso della stagione, ho trovato troppo scafato come siano state utilizzate certe circostanze poco approfondite per l'evoluzione di qualcosa che magari accade nell'episodio seguente. Cerco di fare un esempio senza fare spoiler: è come se il personaggio di un film di cucina fosse in grado di fare una torta matrimoniale, solo perché improvvisamente ricorda di aver cucinato una crostata con la nonna da piccolo.
Voler far confluire i romanzi di Sapkowski, le storie dei videogiochi, delle idee innovative per sorprendere i fan più accaniti, e al tempo stesso strizzare l'occhio ad altre saghe fantasy, senza saper gestire bene tutto, credo sia il problema più grande di The Witcher. Questa seconda stagione ha però anche dei punti di forza. Oltre alla generale crescita dei personaggi, soprattutto di Geralt come dicevo, un aspetto di The Witcher che sicuramente è migliorato è il reparto tecnico e scenografico, che ha reso gli effetti speciali molto più interessanti e credibili, rispetto ai cartonati o alle lenti a contatto colorate da pochi euro che avevamo nella prima stagione.
Inoltre tutto sommato si lascia seguire grazie a quella linearità, i momenti di azione ravvivano la visione, seppur non risultino particolarmente epici. C'è insomma del potenziale anche in questa seconda stagione, che però non riesce mai a raggiungere l'apice della perfezione.
A dicembre 2022 è arrivato su Netflix il prequel The Witcher: Blood Origin, sulla nascita dei witcher, che personalmente non ho recuperato, anche se appunto poteva unire un po' i tasselli che mancano alla storia. Ho invece visto la terza stagione, di cui parlo qui, uscita a Giugno 2023.
Quando si parla di Biolis arrivo sempre in ritardo rispetto a molti di voi, perché quelli di Tigotà non si sono decisi ad aprire un negozio dalle mie parti. Di conseguenza riesco ad acquistare qualcosa solo attraverso ordini online, che però, viste le condizioni del sito, sono più convenienti se sostanziosi. Qualche mese fa ne ho fatto uno con tantissimi prodotti interessanti (secondo me) ed economici (che non guasta) e i primi che ho messo alla prova fanno parte della linea Green Selection di Biolis.
In particolare ho optato per la linea Zenzero e Cannella che mi sembrava perfetta per l'inverno e per il periodo delle feste. Entrambi questi prodotti sono composti dal 98% di ingredienti di origine naturale, quindi senza siliconi e petrolati. Inoltre contengono quello che viene definito il "Bio Oil Complex" una miscela di olio di nocciolo, oliva e mandorle dolci da agricoltura italiana biologica.
Biolis Doccia Gel Green Selection Zenzero e Cannella
Questo doccia gel Biolis ha tutte le caratteristiche che lo rendono un ottimo prodotto corpo economico: la sua consistenza è quella di un gel sodo, perfetta anche se lo usate direttamente con le mani, visto che non scivola via. Io non so fare a meno appunto della spugna, e così si trasforma in una schiuma molo cremosa e piacevole. All'interno del Doccia Gel Green Selection, oltre al Bio Oil Complex, troviamo olio di argan e ovviamente gli estratti di zenzero e cannella. La profumazione è il suo punto di forza e anche la ragione per cui l'ho scelto: io percepisco maggiormente le note speziate di cannella più che lo zenzero, ma è comunque una fragranza ottima, specie per la stagione fredda, avvolgente e secondo me sufficientemente percepibile senza essere troppo invadente e pesante.
Inutile dire che questo prodotto Biolis lava bene il corpo, la sua funzione primaria è assolutamente assicurata, ma su di me è delicato, lascia la pelle morbida e liscia. Nonostante la mia pelle al momento sia più secca, quando lo uso non devo premurarmi istantaneamente di passare la crema corpo, anzi risulta quasi idratante. È perfetto per l'uso quotidiano e costante, penso sia adatto un po' a tutti i tipi di pelle, ed è anche veloce da utilizzare visto che si sciacqua bene e con rapidità. Nonostante lo utilizzi con una spugna, il Doccia Gel Zenzero e Cannella rilascia comunque una fragranza che permane un po' sulla pelle, quindi personalmente non posso desiderare altro. Non so come possa considerarlo energizzante, ma sicuramente questa fragranza migliora lo spirito.
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Biolis Crema Corpo Green Selection Energizzante Zenzero e Cannella
Biolis ha declinato gli stessi ingredienti nutrienti e idratanti del Doccia Gel anche nella crema corpo Energizzante, aggiungendo anche burro di karité e vari attivi umettanti. Il tutto è racchiuso in una bella texture cremosa, molto piacevole da spalmarsi e che si assorbe abbastanza rapidamente. È vero che c'è una leggera scia bianca quando la si stende, ma va via in pochissimo e il tocco che lascia è sicuramente asciutto e non untuoso. La crema corpo Zenzero e Cannella ha su di me un buon potere idratante, che dura diverse ore, ma non è il prodotto che consiglierei a pelli particolarmente secche e screpolate, che finirebbero per doverla riapplicare più volte.
Quello che secondo me sorprende di questo prodotto Biolis è proprio la profumazione: anche qui spicca la cannella più dello zenzero, ma è un'ottima fragranza, anche questa avvolgente e coccolosa, per nulla pungente, che risulta abbastanza naturale, e che soprattutto, sorprendentemente, permane sulla pelle anche per qualche ora. Una crema corpo che insomma trovo perfetta per l'inverno, che ha una performance soddisfacente e che rende la cute elastica e profumata a lungo. La combo con il gel detergente delicato è ideale, e sicuramente proverò questa crema corpo Biolis in altre fragranze perché in potrebbe raggiungere la lode quando la mia pelle è leggermente meno esigente.
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Se già Biolis è un brand con cui mi sono trovato sempre abbastanza bene, questa linea Green Selection è stata una scoperta nella scoperta che tra l'altro ha molte altre referenze interessanti.
È arrivato il momento di parlare del nuovo film di Ridley Scott. Lo so che lo hanno già fatto tutti, dicendone di cotte e di crude, ma volevo toccare con mano per capire se fosse così brutto come in tanti hanno detto. Da più parti infatti House of Gucci è stato etichettato come una telenovela nemmeno fatta tanto bene, molto al di sotto delle aspettative e della massiccia pubblicità sparsa ovunque ben prima dell'uscita al cinema, ma è davvero così?
Genere: biografico, drammatico Durata: 157 minuti Regia: Ridley Scott Uscita in Italia: 16 Dicembre 2021 (Cinema) Paese di produzione: Stati Uniti, Italia
Siamo alla fine degli anni '70, quando la giovane, spigliata, e procace Patrizia Reggiani, figlia di un proprietario di autotrasporti, incontra per caso un altrettanto giovane Maurizio Gucci. Entrambi si innamorano subito l'uno dell'altra, finendo per sposarsi, ma Patrizia, in prima battuta, non viene ben accettata dal padre di Maurizio in particolare, Rodolfo Gucci, ritenendola non all'altezza (per essere gentili). Lentamente però la Reggiani riuscirà a trovare un varco nella recinzione che la tiene lontana da qualcosa che ha sempre voluto, e che la famiglia Gucci può garantirle: la fama e il successo. Inizierà così a spingere l'impacciato Maurizio per farsi strada nella sua stessa famiglia, per raggiungere la posizione che gli spetta scavalcando le reticenze di Rodolfo Gucci e di chiunque provi a fermali.
Tutto il resto è la triste storia nota, finita fino ad oggi su tutte le pagine di giornali, che House of Gucci riesce a raccontare in maniera abbastanza chiara, lineare, comprensibile in tutti i passaggi. Ho cercato di approcciarmi a questo film silenziando tutte le opinioni che ho letto in giro, e vi dirò, nella prima mezz'ora circa mi sembrava che le cose andassero bene, ed ho pensato che Lady Gaga stesse anche facendo un buon lavoro, seppur in una parentesi romanzata rispetto alla storia reale. Dopo però una scena di sesso, che sembra più l'accoppiamento fra un frullatore e una lavatrice, qualcosa si rompe.
Da quel punto infatti vengono introdotti personaggi come Paolo Gucci, interpretato da Jared Leto, che risultano caricaturali, eccessivi, infantili, fuori luogo. Iniziano scene che sembrano davvero tratte da Il Segreto, e tutto cambia registro: la gestualità si fa ampollosa, le inquadrature scontate, i dialoghi, che non spiccano mai per originalità, si fanno artificiosi. Purtroppo sin da subito House of Gucci inizia a presentare diversi problemi proprio di impostazione, e nella sua visione di insieme, per quanto si riesca a seguirlo senza annoiare troppo, c'è un certo sbilanciamento. Alcune parti infatti finiscono per avere un minutaggio eccessivo, rispetto ad un finale molto più sbrigativo e meno d'impatto. E va bene che sappiamo come va a finire, ma non è compito di un film quello di creare pathos?
Ci sono poi interpretazioni che a mio avviso sono ben al di sotto delle aspettative, tralasciando il problema che sembrava imitassero l'accento russo nella versione in lingua originale. Mi ha tutto sommato convinto Lady Gaga che comunque riesce a dare delle sfumature alla sua Patrizia Reggiani (molto meglio che in A Star is Born), seppur viene voglia di legarle le mani per farla smettere di gesticolare, e le viene dato un ruolo di imprenditrice che molto probabilmente non ha mai avuto nella realtà. Il Maurizio Gucci di Adam Driver è invece davvero irritante, con due espressioni in croce tra il sorriso di uno stoccafisso e un broncio incomprensibile. Messo quasi a mo' di bambola per la maggior parte del film, per poi svegliarsi improvvisamente, quando nella realtà è noto che sia stato lui a non sapere gestire il patrimonio e il marchio Gucci.
House of Gucci non lo definirei un brutto film, ma mi è sembrato davvero un puntatone coatto di Cento Vetrine con un cast più importante e molto più budget. La storia credo meritasse di essere raccontata, sono sicuro che per il pubblico americano fosse ancora più affascinante, e penso ci fossero tutte le fonti per dare una storia coerente, ma le scelte che hanno portato a degli errori palesi sono incomprensibili. Anche scollegando questo film di Scott dalla vicenda e dai protagonisti reali (visto che è giustamente una rivisitazione basata su un libro), ci sono eccessi che ho fatto fatica a giustificare. Dall'altro lato è vero che House of Gucci riesce ad intrattenere, nonostante duri quanto la messa la notte di Natale inclusi i canti, però tutto sommato il ritmo è costante, e i fatti vengono narrati, seppur con delle incoerenze rispetto alla storia vera, con tutto sommato un senso continuo.
Peccato però che non ci sia molto altro, non c'è profondità psicologica, ma solo lo sciorinamento di un lusso sgargiante e a volte sguaiato, e come vi dicevo prima, l'emotività di alcuni passaggi, viene dispersa dall'eccessiva velocità con cui vengono narrati. Se il senso di House of Gucci è quello di denuncia, di grattare sotto la patina dorata, di mostrare la caduta di una dinastia e dei suoi protagonisti bizzarri e poco virtuosi, in fondo ci riesce, ma non credo servisse calcare così tanto la mano, spingersi al limite del grottesco per raccontare qualcosa che già di suo è un intreccio marcio.
HQ è un brand noto sicuramente per le loro maschere e trattamenti viso in bustina, un formato molto pratico, ma la loro linea Flash Beautè è composta da alcuni prodotti in tessuto. Vi avevo parlato ormai tre anni fa dei loro patch occhi e labbra (ne trovate la recensione qui) ma questa volta mi voglio concentrare sulle maschere in tessuto.
Da tempo HQ Qualité Suisse ha lanciato alcune novità, ma io andrei per ordine e intanto voglio parlarvi della mia esperienza con le prime sheet mask che hanno fatto e poi eventualmente più avanti provare altro. La linea dovrebbe essere composta da quattro diverse maschere viso, ma io ne ho scelte tre. Ho notato delle differenze fra queste maschere HQ ovviamente, ma tutte sono ben intrise di siero, più di quanto mi aspettassi. Tutte dovrebbero avere 15 minuti come tempo di posa, ma io ho sempre preferito prolungare il trattamento senza riscontrare problemi.
HQ Maschera Viso In Tessuto Detossificante Estratto di liquirizia e polvere di carbone di bambù
Ho solo cose generalmente buone da dirvi su questa maschera Detox HQ. La sua forma e i tagli non mi sono dispiaciuti, ma ammetto che avrei preferito con tessuto leggermente più sottile, per reputarla, da questo punto di vista, impeccabile. In ogni caso aderisce bene alla pelle senza il bisogno di stare distesi. Su di me non è risultata particolarmente fresca, ma non posso negare che avrei preferito un po' meno profumo perché è davvero forte, sembra quasi ce lo abbiano spruzzato sopra. Ma veniamo ai suoi effetti: la maschera HQ Detossificante dovrebbe purificare ed illuminare l'incarnato, grazie ad una miscela di attivi interessanti. Nell'INCI troviamo appunto la polvere di carbone e l'estratto di liquirizia, ma anche una sostanza brevettata, chiamata DermaPur, basata sull'estratto di olmaria, una pianta che sembra abbia una azione antiinfiammatoria.
Dopo aver usato questa maschera in tessuto HQ la mia pelle era più carina, più luminosa e compatta, oltre che più idratata. Una idratazione adatta a cuti secondo me normali e miste, giustamente in linea con quelle che sono le caratteristiche tecniche del prodotto. Non è perfetta secondo me per quelli secche o molto secche, ma può fare da base ad una skincare più idratante. Ho anche notato che la zona dove ho dei pori più dilatati era più omogenea, come se avesse avuto un effetto astringente. Non so se si possa chiamare Detossificante, ma questa maschera HQ mi è piaciuta, e tra l'altro non è appiccicosa, ma il siero si è assorbito completamente.
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HQ Maschera Viso in Tessuto Idratante Estratto di Fiordaliso e Fucocert Bio
Una miscela di zuccheri e l'estratto di fiordaliso apportano l'azione idratante promessa da questa maschera HQ, che però, appena l'ho applicata sul viso, ho pensato fosse difettata: i tagli infatti sono pessimi, i fori per gli occhi piccoli e ravvicinati, dove la bocca invece ha solo un taglio e non un vero e proprio foro. Se non si tratta di un difetto, ma sono tutte così, a mio avviso qualcosa non va. Per il resto l'adesione è buona ma non ottima, e mi è piaciuto tutto sommato l'aroma, ma mi ha ricordato un po' la lacca per capelli, quindi se non vi piace come fragranza lasciate perdere perché è abbastanza intensa.
Nonostante questi aspetti un po' meh, la mia esperienza è stata comunque positiva, la maschera in tessuto HQ è infatti piacevolmente rinfrescante sulla pelle. Io l'ho tenuta in posa per circa 20 minuti visto che è abbastanza impregnata di siero, e dopo la mia pelle era sicuramente più idratata e tonica. Anche lei non credo possa essere un trattamento adatto a pelli molto secche, screpolate, magari segnate perché io stesso ho preferito aggiungere altri prodotti quantomeno per sigillare questa idratazione. Questa maschera in tessuto HQ inoltre non è appiccicosa, ma su di me si è assorbita bene. Direi che alla fine si merita comunque una promozione.
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HQ Maschera Viso In Tessuto Anti-Stress Iris Bio e Astressyl
Purtroppo anche questa maschera viso HQ Antistress aveva una forma particolare e poco comoda per il mio viso. Ho avuto anche un po' di problemi con la profumazione che, senza offesa per nessuno, mi ha ricordato l'odore cipriato, floreale, e un po' antico di un detersivo per i pavimenti di una volta. A mio avviso eccessivo per qualcosa che deve stare sul viso anche solo 10 minuti. All'interno di questo trattamento illuminante e anti stress troviamo appunto questo Astressyl, derivato dalle foglie di salice bianco che dovrebbe avere una azione anti radicali liberi, insieme al ribosio che è è uno zucchero, idratante sulla pelle.
Sulla pelle credo sia stata la maschera più fresca di queste tre di HQ, aspetto che non mi è spiaciuto affatto perché risulta assolutamente sopportabile. Non posso definire in termini effettivi l'effetto anti-stress o generalmente antiossidante, ma mi ha stupito come questa maschera abbia davvero rischiarato e illuminato la mia pelle, lasciandola anche decisamente più distesa. Ha anche un buon potere idratante, senza appiccicare la pelle o lasciarla appesantita. Credo che le pelli miste o normali possano apprezzarla un po' in tutti i momenti dell'anno. Quindi anche questa maschera in tessuto, nonostante il materiale non sia il mio preferito.
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Sono fra quelli che apprezzano un buon film biografico, anche su personaggi che conosco poco e nulla, perché molto spesso sono l'occasione per approfondire delle storie vicine a noi, magari correggendo poi alcune romanzature. Con questo intento mi sono approcciato a due film di questo genere che comunque, seppur funzionando nel ricostruire una parentesi sulle vicende personali dei vari protagonisti, secondo me potevano fare di meglio.
A proposito dei Ricardo (2021)
Lucille Ball e Desi Arnaz sono la regina e il re della sit-com negli anni '50. Il loro I Love Lucy (Lucy ed io) è fra gli show di Hollywood più seguiti, e la loro relazione suscita quasi invidia. Eppure, in una sola settimana, sembra che tutto si stia per sbriciolare: da un lato i problemi lavorativi nel creare appunto la serie sui Ricardo, dall'altro l'accusa nei confronti di Lucille Ball di essere comunista, e soprattutto la crisi nel matrimonio fra l'attrice ed il marito Desi.
Titolo originale: Being The Ricardos Genere: biografico, drammatico Durata: 131 minuti Regia: Aaron Sorkin Uscita in Italia: 21 dicembre 2021 (Prime Video) Paese di produzione: Stati Uniti
Aaron Sorkin firma la sceneggiatura e la regia di un film biografico dal taglio particolare, visto che Being The Ricardos intreccia l'interpretazione delle vicende di Ball e Arnaz, alle, seppur brevi, interviste di persone reali le quali circondavano la coppia sul lavoro o nella vita privata. È un progetto interessante nel suo insieme, perché Sorkin apre più finestre nello stesso momento che tutto sommato funzionano nel loro insieme e sono bene bilanciate: una finestra si affaccia alla contemporaneità con le interviste appunto a collaboratori e amici, una, che è la principale, su questa settimana particolarmente difficile per Lucille e Desi, e un'altra finestra ancora sul passato della coppia, sulla nascita del loro rapporto.
A proposito dei Ricardo inoltre funziona anche dal punto di vista del ritmo, dei dialoghi, della messa in scena curata e dettagliata, che ci porta dal privato della coppia, fino al mondo del cinema e appunto nel retroscena della creazione della sit-com. Credo però che questo film avesse bisogno di essere ristretto: oltre due ore di pellicola sono secondo me eccessive, perché in fondo il filone principale è una frattura che accade in una settimana. Ho trovato che troppi minuti fossero ripetutamente concentrati sulla visione lavorativa di Lucille Ball: è chiaro sin da subito che dietro un personaggio svampito e dolce, c'era una donna decisa e forte, che aveva una visione lucida di come funzionasse il suo lavoro e puntasse sempre al meglio.
È buona in questo senso l'interpretazione di Nicole Kidman, che mi piace sempre quando viene calata nel passato, e Javier Bardem, ma tutto il cast per me è sicuramente promosso. Dall'altro lato il film mi è sembrato un po' opaco sul rapporto fra la Ball e Desi Arnaz: è vero che di tanto in tanto facciamo un salto nel loro passato, seppur in maniera poco chiara alle volte, ma non basta. La visione dell'insieme secondo me è interessante, specie se non conoscete come me la storia dei due, ma patinata ed emotivamente altalenante. Being the Ricardos pecca nel voler unire troppi aspetti, finendo per dimenticare l'ottica più privata ed intima che potesse toccare l'animo dello spettatore (scusate non so perché sto parlando come se fossi un esperto).
Voto 7
Respect (2021)
Largamente anticipata, l'ultima biopic sulla regina del Soul, Aretha Franklin, ci fa conoscere uno spaccato del suo vissuto che dall'infanzia ci porta alla sua ascesa e alla fama. Non un percorso semplice, visti i traumi che Aretha subì sin da piccola, e una carriera che ha fatto fatica a decollare, anche per queste zavorre emotive che non le permettevano di volare.
Genere: biografico, drammatico, musicale Durata: 145 minuti Regia: Liesl Tommy Uscita in Italia: 30 settembre 2021 Paese di produzione: Stati Uniti
Una buona Jennifer Hudson interpreta una giovane Aretha Franklin, schiacciata in un mondo di uomini che volevano tutto da lei, in un film decisamente più in linea con la struttura classica del genere biografico che tutto sommato coinvolge, ma non brilla mai. Condensare in due ore una vita straordinaria e al tempo stesso sofferta, non è un lavoro semplice, lo capisco, ma con Respect ci sono secondo me molti problemi di ritmo nella sceneggiatura, che in più punti sembra parcheggiarsi, e in altri sembra andare così di fretta da non darci nemmeno il tempo di riflettere su cosa stiamo guardando.
Ma se tutto intorno si muove più o meno organicamente, è l'interno che sembra non evolvere mai. Non ho colto infatti un particolare approfondimento sull'animo di Aretha Franklin: il tutto viene ridotto ad un inflazionato "demoni", che viene ripetuto in dialoghi un po' troppo impostati, ma ci limitiamo ad assistere a quelli che erano i risultati di questi "demoni", come l'abuso di alcol e l'esaurimento psicofisico. È un film che resta sulla superficie insomma, concentrandosi più sull'Aretha cantante e meno su quello di donna fragile e attivista a favore dei diritti dei neri. Vi anticipavo che ho trovato Jennifer Hudson abbastanza brava, anche nell'interpretare i brani che pare abbia cantato mentre filmavano. La sua Aretha è però abbastanza piatta un po' nel corso di tutte le epoche, e la colpa credo sia proprio della sceneggiatura che non dà il giusto risalto ad un approfondimento più introspettivo.
La conseguenza è che la drammaticità del vissuto di Aretha Franklin fa fatica ad emergere, e personalmente mi ha emozionato molto poco, infatti in questo somiglia a Being the Ricardos: film belli da vedere nel loro insieme, magari con una buona costruzione dell'epoca e che danno la possibilità di conoscere storie e personaggi che magari ci sono solo superficialmente familiari, ma lì si fermano nel loro impatto. Respect però porta il peso di essere una sorta di film ibrido: è troppo lungo e noioso per vederlo a casa, troppo didascalico e poco potente per apprezzarlo al cinema.
Usate la crema solare viso durante l'inverno? Diversi cosmetologi e dermatologi suggeriscono (per non dire impongono) l'uso di una crema con SPF durante tutto l'anno, anche quando è nuvolo. Questo perché comunque la luce solare penetra anche dalle finestre e, nonostante la coltre di nubi, il sole esiste e ci illumina (per fortuna). Personalmente ho una mia teoria: applico la protezione solare con cura d'estate, ma durante l'autunno e l'inverno la utilizzo solo se è una bella giornata e mi trovo all'aperto. So che non si dovrebbe, ma mi trovo bene così. Inoltre avendo un cortile e un terrazzo, finisco per utilizzare il solare abbastanza spesso. Se durante l'estate voglio texture super asciutte, che non si sentano sul viso e che magari diano un aspetto matt durante la giornata (e la scorsa estate ne avevo trovata una praticamente perfetta), d'inverno la mia pelle cambia, e anche la crema solare deve adattarsi, magari con una consistenza più emolliente ed idratante. Ho trovato la risposta alle mie esigenze nella lozione Sensitive Skin Face SPF 50di Hawaiian Tropic.
Ne ricordavo la buona esperienza che aveva avuto la mia amicaSimona (MissPenny09) e avevo deciso di acquistarla per mia madre, ma a quel punto potevo non provarla? Questa di Hawaiian Tropic è una protezione solare con filtri chimici UVA e UVB, che però non contiene oli, ma solo alcuni attivi, seppur in basso nell'INCI, rivolti ad idratare e appunto adattarsi a pelli sensibili (anche se su questo ora ci arrivo) come tocoferolo, pantenolo ed estratto di papaya. Ho notato anche il Sodio Ascorbil Fosfato, un derivato della vitamina C che contribuisce ad un effetto antiossidante. Non è stato aggiunto profumo in questo solare viso, sempre nell'ottica di un prodotto "Sensitive".
Il tutto è racchiuso in una consistenza cremosa, ma molto facile da stende che su di me si assorbe in maniera rapida e completa, senza appiccicare. Durante l'applicazione fa un po' di scia bianca, ma non lascia poi alone, appunto viene assorbita ed ha un finish abbastanza naturale, tendente al luminoso. Non posso garantirvi però che non sbianchi su una carnagione molto scura. Avevo preso la Sensitive Skin Face SPF50 verso settembre, ma ammetto che in quel periodo, quando le temperature erano un po' alte ancora, non mi aveva del tutto convinto, perché era giusto un pelo troppo idratante, anche cercando di aggiustare il tiro con i prodotti che applico per la cura della pelle.
Ho quindi aspettato che cambiasse stagione e le temperature, e così questo solare Hawaiian Tropic è diventato migliore per le mie esigenze. Infatti lo sento emolliente, ma senza cozzare con la mia skincare, non mi va a lucidare il viso, ma resta confortevole tutto i giorno, la pelle rimane elastica e non diventa untuosa o pesante. Questa lozione Sensitive SPF 50 secondo me è perfetta per l'uso quotidiano sul viso, non ha litigato con gli altri cosmetico che stavo utilizzando e per le mie esigenze va benissimo durante appunto l'inverno.
Devo lasciarvi due accortezze: la prima è che non è una protezione solare resistente all'acqua, e Hawaiian Tropic non la indica come tale, altro aspetto secondo me che la rende ancora più indicata al periodo freddo, quando ovviamente si suda meno. Vi anticipavo inoltre che la Sensitive Skin Face Lotion dovrebbe essere adatta a pelli sensibili appunto, ma, nonostante ad esempio non mi ha dato fastidio agli occhi, alla prima applicazione ho sentito un leggero pizzicore al viso. Nulla che sia sfociato in irritazioni o rossori, e, conoscendo la mia pelle, sapevo che non sarebbe stato un problema costante. Però su una cute molto sensibile e reattiva credo ci siano solari più indicati, magari quelli con filtri minerali.
Il 2022 è appena iniziato, ma mi sembrava carino, prima di lanciarci nel traffico delle nuove uscite, dare un'occhiata agli specchietti retrovisori per scovare quelle serie tv che ci siamo lasciati alle spalle nel corso del 2021, ma che meritano un eventuale recupero. Ne ho raccolte 10 che mi sono piaciute e non sono necessariamente le migliori in assoluto, né si tratta di una vera e propria classifica, ma ognuna ha un motivo (o più di uno) per essere vista se non l'avete ancora fatto.
Omicidio a Easttown (Mare of Easttown)
Kate Winslet veste i panni di Marianne "Mare" Sheehan, una poliziotta alle prese con delle indagini particolarmente complicate per quanto riguarda un omicidio accaduto nella cittadina di Easttown. Ma Mare è anche una donna con un vissuto faticoso, per cui la protagonista dovrà barcamenarsi su più piani. Omicidio ad Easttown è una serie tv ben recitata, ben strutturata e diciamo quasi un classico nel suo genere, pur essendo calata nei giorni nostri. Si segue con piacere e, se non l'avete ancora fatto, farà al caso vostro se amate il genere crime. Nonostante il successo, non c'è la conferma di una seconda stagione, ma tranquilli perché gli episodi portano ad una conclusione. Qui ne raccontavo i pregi (e qualche piccolo difetto).
Belgravia
Vi piacciono le serie tv in costume e cercate qualcosa che colmi il vuoto magari in attesa di The Gilded Age e del secondo film di Downton Abbey? Allora dovreste vedere Belgravia, sempre del prolifico Julian Fellowes, che ha creato un piccolo gioiellino. Una miniserie quasi completamente al femminile (o per lo meno sono le donne la spinta), anche questa con una sua conclusione e una storia che si muove su più livelli e diversi periodi storici. Bellissimi costumi e paesaggi fanno da cornice, ma qui vi racconto ben cinque motivi per vedere Belgravia.
Firefly Lane - L’estate in cui imparammo a volare
Firefly Lane è una bella serie che Netflix ha proposto lo scorso Febbraio, e anche in questo caso il Girl Power la fa da padrone. È la storia di una amicizia fra due donne che dura praticamente in tre diversi decenni, e nel corso degli episodi ovviamente scopriamo gli alti e i bassi del loro rapporto, oltre ad alcuni momenti del vissuto delle protagoniste. Ovviamente L’estate in cui imparammo a volare non è esente da imperfezioni, ma si lascia guardare volentieri, è scorrevole e coinvolgente. La sua seconda stagione è stata confermata, ma se vi va di sapere di più del primo capitolo di FireFly Lane, andate qui.
It's a Sin
Dolorosa ma importante, It's a sin è una miniserie sicuramente da vedere. Ci porta a scoprire infatti la prima ondata di AIDS che colpì principalmente la comunità LGBTQ nei primi anni '80 a Londra, attraverso gli occhi di 5 ragazzi giovanissimi. Sicuramente i toni si fanno più seri, l'intensità e l'emotività non mancano, si cade in qualche stereotipo, ma è una serie tv appassionante ed è impossibile non affezionarsi ai protagonisti. Ho approfondito la mia recensione qui.
Foodie Love
Ancora mi sconvolge che non si parli abbastanza di Foodie Love, che è stata a tutti gli effetti una delle serie tv che ho preferito nel 2021, e ve ne avevo parlato qui insieme ad altri prodotti che mi erano piaciuti. Oltre al fatto che è disponibile gratuitamente su RaiPlay, ha tutte le carte in regola per essere messa alla pari di titoli più chiacchierati. La storia, seppur romantica, del rapporto di Lui e Lei mi è sembrata realistica, dolce ma non stucchevole, vivida e coinvolgente fra luci ed ombre di una relazione che, come spesso accade, ha i suoi momenti più forti ed altri più complessi. Assolutamente da vedere.
Bridgerton
Sono fra coloro a cui Bridgerton è piaciuto, pur riconoscendone la leggerezza, la frivolezza, e l'assenza di una coerenza storica. Infatti lo sfondo ottocentesco è solo un ambiente diverso per parlare di storie d'amore, di amicizia, di famiglia. Un misto fra Jane Austen e Gossip Girl l'avevo definita nella mia recensione, e confermo a distanza di tempo questa idea. Una serie tv per staccare, ma godendosi una messa in scena curata, attori molto belli e una storia da seguire senza stancarsi troppo. La seconda stagione di Bridgerton dovrebbe uscire il 25 marzo 2022, quindi siete in tempo per un rewatch. Io sono molto curioso perché il protagonista del nuovo ciclo di episodi dovrebbe essere Anthony Bridgerton, e sappiamo già che una terza e quarta stagione sono in programma.
Tenebre e Ossa (Shadow and Bone)
C'è invece ancora tempo prima che esca la seconda stagione di Tenebre e Ossa, che sembra arriverà nell'autunno 2022 (o forse anche dopo), ma intanto ci sono otto bei episodi che vi aspettano su Netflix. Se mi seguite saprete che non sono un grande appassionato di fantasy, anzi, eppure questa serie tv, che era stata persino paragonata a Game of Thrones, mi ha convinto: è ben realizzata da un punto di vista tecnico, la ricerca e la scoperta di questo "evocaluce" in grado di distruggere l'oscura faglia, è avvincente ma non troppo intricata da seguire, anzi risulta equilibrata nei vari filoni narrativi. I personaggi sono abbastanza ben strutturati e non mancano l'azione e i colpi di scena. Potete fare un salto alla recensione completa se vi servono altri motivi per recuperarla.
Ginny & Georgia
Ironica, leggera, ma con qualche twist più drammatico e cupo, Ginny & Georgia è un recupero necessario soprattutto per i nostalgici de Una Mamma per Amica, ma non solo. Come vi raccontavo nella recensione completa, credo infatti sia perfetta per un pubblico trasversale di giovani e meno giovani, con tante tematiche attuali di sottofondo, ma senza mai sfociare nel drammone senza fine. Niente quindi riflessioni sociologiche così profonde da non far dormire la notte, ma Ginny e Georgia si segue molto volentieri, fa sorridere e, pur non essendo la miglior serie tv del 2021, riesce a distinguersi dalla serie a cui tutti (io stesso) l'abbiamo paragonata. Per la seconda stagione non manca moltissimo, dovrebbe arrivare su Netflix a febbraio.
Sex/Life
Lo so che molti l'hanno detestata, ma continuo a pensare che Sex/Life, fra battute ironiche, momenti friccicarelli, e qualche buono spunto, sia una di quelle serie di compagnia da tenere in considerazione. Molti si sono soffermati sullo sfondo sessuale, ma, come vi raccontavo qui, secondo me è pur sempre la storia di una donna libera che, coerentemente, vuole vivere una vita personale ed affettiva piena, ma è attratta emotivamente da due uomini completamente diversi. Ne ho riconosciuto i limiti, se questa fosse una classifica probabilmente l'avrei messa all'ultimo posto, ma penso che Sex/Life sappia intrattenere. Se è stata confermata per una seconda stagione, significa che non lo penso solo io (spero).
L'assistente di volo - The Flight Attendant
Era estate quando ho visto L'assistente di volo, che mi ha convinto sin da subito grazie ad un ritmo concitato, ad alcuni colpi di scena, e grazie ad una commistione di emozioni diverse. Si passa dalla sagacia dei dialoghi, al dramma dell'infanzia di Cassie, la protagonista, fino alla svolta thriller, data dal mistero da risolvere. Secondo me una serie tv interessante, ben interpretata e che riesce a coinvolgere senza annoiare da inizio a fine. Anche The Flight Assistent ha una seconda stagione che dovrebbe arrivare su Sky nel corso del 2022. Qui la recensione approfondita.
Il 2021 è stato un anno pieno di serie tv piacevoli, ma sicuramente me ne sono perso tantissime. Se vi va fatemi sapere le vostre 10 da recuperare assolutamente.