L'Uomo dei Sussurri, un grande cast per un film nella media

Ha superato il record di visualizzazioni nelle prime 24 ore sulla piattaforma, cavalca ancora la classifica dei film più visti e dalla sua può contare una base letteraria e un gruppo di attori che conoscono il mestiere a menadito, ma L'uomo dei sussurri sembra manchi in qualche modo il bersaglio. Vi racconto come mai secondo me.

recensione l'uomo dei sussurri

Titolo originale: The Whisper Man
Genere: thriller, drammatico, poliziesco 
Durata: 111 minuti
Regia: James Ashcroft
Uscita in Italia: 28 Agosto 2026 (Netflix)
Paese di produzione: USA


Tratto dall'omonimo romanzo di Alex North, il nuovo film Netflix si muove fra le sfumature di una storia thriller che non suona esattamente innovativa. Conosciamo infatti Tom Kennedy (Adam Scott, Loot), scrittore di gialli che da poco è rimasto vedovo e che vuole tentare un nuovo inizio trasferendosi con suo figlio Jake in quella che fu la città natale della sua defunta moglie. Qui però le cose non vanno per il meglio: ovviamente Jack non ha ancora la maturità per elaborare una perdita del genere e soprattutto inizia ad avere comportamenti strani.

Ma c'è di peggio perché la cittadina ha un passato che non sembra essersi chiuso, visto che la detective Amanda Beck (Michelle Monaghan, The White Lotus) sta indagando sulla morte di un bambino, che sembra essere legata al modus operandi dell'"uomo dei sussurri", un serial killer che però negli anni '90 era stato catturato ed arrestato. 
Proprio quando anche Jake scompare misteriosamente, Tom costringe suo padre, il detective Peter Willis (Robert De Niro, Zero Day) che adesso è in pensione, ad intervenire, visto che proprio lui aveva scovato il whisper man.

Cold case che riemergono, indagini, serial killer che commettono i più efferati dei crimini, drammi personali e rapporti disfunzionali fra generazioni di padri e figli. Ci sono un po' tutti gli ingredienti in questa storia, anche se nessuno sembra particolarmente innovativo e soprattutto L'uomo dei sussurri non sembra cucinarli al meglio.

L'aspetto che probabilmente ha fatto raggiungere quel picco di visualizzazioni e che ha spinto sicuramente anche me a vedere il film è un cast riconoscibile. Interpretazioni misurate, con attori che non solo sono capaci ma mi sono sembrati anche giusti nei ruoli. Meritano una menzione anche Michael Keaton e Owen Teague (L'amico fedele) che sanno vestire i panni di due personaggi a dir poco disgustosi e non facili.
Il problema però è che tutta questa pletora di attori, oltre a non sprecarsi nel dare intensità ai singoli ruoli, sembra più funzionale alla narrazione che volta dare profondità al film. Mi ha colpito soprattutto il rapporto fra Peter e Tom: capiamo che fra i due non scorre buon sangue, ci dicono che il padre ha trascurato la famiglia per seguire il suo lavoro, ma non si va oltre una dinamica già nota né riesce a creare un impatto emotivo. Così vengono meno quelle tematiche che dicevo su.

In generale il film non spiega molto bene tutte i legami fra i personaggi, o quello che è il pregresso del loro vissuto, ma preferisce puntare su una trama che si muove svelta, legando una serie di momenti di suspense, che intrattiene e che non fa distogliere lo sguardo dallo schermo allo spettatore. E in questo senso L'uomo dei sussurri riesce nell'intento perché ha una buona fluidità ed anche una buona impostazione tecnica, con una regia semplice ma efficace e una fotografia che setta subito il mood generale.
Poi però ti fermi un attimo e ti rendi conto che non tutto quello che fanno i personaggi ha completamente senso o può risultare vagamente realistico, soprattutto nella seconda parte del film. Non voglio fare spoiler, ma se sei un poliziotto e vai da un potenziale colpevole di attivi criminosi e violenti, senza portati dietro una squadra di uomini pronti ad intervenire, o non sai fare il tuo lavoro o semplicemente servi come pedina agli sceneggiatori. 

L'uomo dei sussurri può funzionare per passare una serata senza troppo impegno, ma arrivi alla fine e ti accorgi che è stato imbottito di momenti prevedibili, di scelte di convenienza che sotterrano la logica, e di aspettative non sempre ripagate. È forse mancato il coraggio di creare una storia davvero sconvolgente o magari l'idea che riuscisse a spostare la lancetta da un film che dimentichi velocemente ad uno che invece ti vien voglia di rivedere. 

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