Cosa non mi ha colpito ne Il ritorno di Casanova

Dopo il bel film di Beppe Fiorello, un'altra serata al cinema è stata dedicata alla nuova pellicola di Gabriele Salvatores, Il Ritorno di Casanova.


Genere: drammatico
Durata: 95minuti
Regia: Gabriele Salvatores
Uscita in Italia: 30 Marzo 2023 (Cinema)
Paese di produzione: Italia

Metto le mani avanti dicendovi che le parole che leggerete sono quelle di qualcuno che probabilmente non avrebbe scelto proprio questo film nell'immediato, magari avrei aspettato un passaggio in streaming da qualche parte. 
Questo però non è l'incipit di una recensione negativa senza sconti, perché Il Ritorno di Casanova ha tanti punti interessanti.
Toni Servillo è Leo Bernardi, regista cinematografico di buona fama, che però sta attraversando un momento di crisi personale e lavorativa, che sfocia soprattutto nella creazione del suo ultimo film. Bernardi sta lavorando proprio a Il Ritorno di Casanova, una pellicola sul famoso avventuriero arrivato però nel momento meno fulgido della sua vita: il Casanova infatti si sente vecchio, non più in grado di conquistare chiunque col suo fascino, e più vicino che mai al declino finale. 

In un gioco di riflessi e riflessioni, di cinema dentro il cinema, le vite di Bernardi e Casanova si muovono su binari paralleli, visto che entrambi, in modi diversi, si ritroveranno a dover affrontare il tempo che passa, e trovare una strada per far pace con la vita. Entrambi avranno soprattutto i rispettivi rivali, siano essi un giovane e aitante capitano o un nuovo regista che si sta facendo strada. Ed entrambi cercheranno di conquistare una donna che, per ragioni diverse, si allontana da loro. 
Due strade parallele che però cromaticamente vengono ben distinte, aspetto che tra l'altro ci aiuta a destreggiarci fra le sequenze, oltre che a rispondere alle esigenze emotive. 
Da un lato infatti, la vita di Leo Bernardi appare in bianco e nero, quasi senza sfumature, ormai piatta; Casanova invece ha scene colorate, luminose, a volte sgargianti, che però non fanno altro che sottolineare e mettere a nudo il suo corpo segnato dal tempo.

Il Ritorno di Casanova come dicevo è una ampia e sfaccettata riflessione sul tempo, sulla vita, sulle scelte che facciamo ogni giorno, sul non poterci crogiolare nell'ansia, nella stanchezza, ma quasi un "inno" a lanciarci, anche verso quelle scelte che ci potrebbero completamente cambiare la vita. 
Per questo forse le scene su Casanova nel film risultano più avvincenti di quelle parti su Leo Bernardi: il primo infatti, nonostante si dolga di non aver più il fascino e la prestanza di una volta, alla fine usa l'astuzia e va avanti, non si tira indietro nemmeno davanti ad un duello. Bernardi è invece più indolente, procrastinatore, trova scuse per sfuggire alla vita e alle emozioni, sebbene non ne abbia poi bisogno, perché in fondo è amato e stimato.

Tutta questa struttura che Salvatores ha creato fa un po' da guscio ad un insieme di tematiche e riflessioni che sono davvero interessanti, ma il film di per sé non mi ha portato questa ventata emotiva così profonda, e forse, se non stessi qui a scriverne, probabilmente non ci avrei più pensato. Perché è vero che appunto gli argomenti nevralgici sono tutti validi e condivisibili, a qualunque età e fase della vita secondo me, ma è anche vero che lo scorrere del tempo non è proprio una tematica nuova e fresca.
Anche la commistione di dolce, dato da qualche momento più o meno volontariamente simpatico, e amaro, per l'ovvia malinconia che si può trarre da certi argomenti, è qualcosa di già visto, e che su di me ormai fa poca presa.
O ancora, non si capisce se questo film voglia essere un po' una critica al mondo del cinema, e anche ad alcuni "maestri" della settima arte, che però hanno ormai pero il contatto con la realtà.


Se escludo un cast comunque abbastanza funzionale e calato nella storia, non posso sottolineare molte altre qualità di questo film di Gabriele Salvatores, e ancora meno quel che mi è rimasto. I personaggi infatti non suscitano particolare empatia, ed anzi a volte risultano mal formulati, come Silvia (Sara Serraiocco), che dovrebbe essere una contadina ma che, venendoci narrata forse dalla lente distorta dall'amore di Leo, sembra quasi una sirena che appare e scompare sotto diverse forme.
È indubbiamente scorrevole, ma Il Ritorno di Casanova mi è sembrato più un film destinato ad andarsene appunto, a smarrirsi nella memoria, forse perché vuol rendere troppo cervellotiche delle sensazioni che tutti viviamo prima o poi, ma che per fortuna riusciamo ad affrontare con un range di sfumature molto più ampio.






The Ordinary Multi-Peptide Lash and Brow Serum, la review e le foto del prima e del dopo

Quando l'anno scorso The Ordinary ha lanciato il suo primo siero rinforzante per le ciglia, mi si sono subito drizzate le antenne, se non fosse che stavo già usando altri prodotti per cui ha dovuto attendere, ma negli ultimi mesi il Multi-Peptide Lash and Brow Serum ha finalmente trovato il suo posto nella mia routine e ora ve ne posso parlare in lungo e in largo.



INFO BOX
🔎 theordinary.com, Beauty Bay, lookfantastic.it, Sephora
💸 €15.10
🏋 5ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 Cruelty Free

In effetti, sembra che ci fosse qualcuno che usava il siero di The Ordinary pensato per rinforzare i capelli sulle sopracciglia e temo anche sulle ciglia, ma inutile dirvi, che quel prodotto non è stato pensato e formulato per una zona che alla fine è delicata. 
Così l'azienda di Deciem ha lanciato un siero che potesse essere utilizzato specificatamente per questo scopo, e credo abbia fatto bene. Già la formulazione del Multi Peptide Lash Serum mi aveva intrigato: al suo interno troviamo infatti 11 principi attivi, principalmente complessi patentanti come

  • SYMPEPTIDE XLASH® complex, con Myristoyl Pentapeptide-17, che dovrebbe stimolare la formazione di cheratina e quindi di peli,
  • Anargy® complex, con Oligopeptide-2 e Glicoproteine, che da un lato dovrebbero allungare la vita dei singoli peli, con una fase di crescita più lunga, e dall'altro fornire "cibo" alle ciglia,
  • Widelash™ complex con Biotinoyl Tripeptide-1 e Pantenolo, che dovrebbe fornire biotina alle ciglia,
  • REDENSYL™ complex, un fito complesso con estratti di larice, tè verde e Cloruro di zinco che funge anch'esso da stimolante per la crescita dei capelli
  • CAPIXYL™ complex con Acetyl Tetrapeptide-3 ed estratto di trifoglio, che ha un effetto anti infiammatorio e quindi benefico sui bulbi.

In più troviamo la caffeina ad alta solubilità che è comunque uno stimolante per la crescita dei capelli e dei peli in generale. Una formulazione che non contiene sostanze come alcol e siliconi, oltre che profumo, ed è anche vegan e cruelty free. Non contiene invece prostaglandine o derivati.


Il Multi-Peptide Lash and Brow Serum promette di "supportare ciglia e sopracciglia più folte, piene e dall'aspetto più sano" ma non fa riferimento ad esempio ad una maggiore lunghezza o curvatura. Inoltre è suggerito di usarlo due volte al giorno, su pelle pulita, e The Ordinary dice che dopo quattro settimane si possono notare i primi risultati.
Questo siero ha una consistenza liquida, tipica dei prodotti di questa tipologia, ma la particolarità sta nell'applicatore perché è sì sottile come un eyeliner, ma ha le setole rigide, e questo consente di usarlo meglio per applicarlo fra le sopracciglia. Non è fra i più pratici in questo senso, perché i classici scovolini da mascara permettono una applicazione più rapida, ma volendolo usare su entrambe le aree credo sia stata una buona idea, e comunque non dà fastidio nell'uso, non pizzica.


Il siero ciglia The Ordinary mi ha subito dato una buona impressione perché sin dalla prima applicazione non mi ha fatto bruciare o pizzicare gli occhi, e quindi sono subito riuscito ad usarlo con costanza e senza intoppi. Inoltre non lascia particolari residui, quindi è facile usarlo anche di giorno. 
Ad inizio del trattamento, verso metà Gennaio di quest'anno, le mie ciglia apparivano così.

Credo fossero un po' più disastrate del solito, non solo perché ho atteso un bel po' prima utilizzare un siero dopo la mia ultima esperienza, ma perché ero in piena fase di ricambio per cui partivo da ciglia quasi completamente vergini. Si nota soprattutto nel mio occhio destro (alla vostra sinistra) che i peli appaiono più corti di quanto non lo siano di solito. Fortunatamente non erano particolarmente diradate.
Dopo le prime quattro settimane, quindi verso metà Febbraio, di uso costante (mi raccomando la costanza è tutto), del Multi-Peptide Lash and Brow Serum, questo è il risultato che ho ottenuto

Devo dire che sin da subito ho notato che la caduta ha avuto un rallentamento, ed è vero che, come anticipavo, erano ciglia per lo più "nuove", ma è anche vero che l'azione anti caduta e in generale rinforzante di questo siero l'ho notata per tutta la durata di utilizzo.

Ammetto però che per questo primo mese, nonostante la costanza nell'applicazioni serali, sono stato meno attento alle applicazioni giornaliere, per non dire che me ne dimenticavo. Il motivo è che non sono abituato ad usare i sieri per le ciglia due volte al giorno, ma è vero che l'azienda raccomanda questo tipo di uso. Ciononostante però penso si noti dalle foto che già dopo quattro settimane, il Lash and Brow Serum The Ordinary mi aveva reso le ciglia più folte, più lunghe e armoniose.

Ho continuato ovviamente ad usare il prodotto, e ho cercato di essere anche più costante nell'applicazione di giorno, e ho notato altri benefici dopo ulteriori quattro settimane, cioè a metà Marzo.

Vi avevo anticipato che questo siero non promette ciglia lunghe fino al cielo, ma mi sembra che abbia contribuito anche in questo senso. Noto però soprattutto un aumento in termini di infoltimento e intensità delle ciglia.

A distanza di qualche altra settimana, quindi ad oggi nel momento in cui vi sto raccontando la mia esperienza, il Multi-Peptide Lash and Brow Serum sta quasi terminando, ed io posso dire che il risultato dell'ultima foto è rimasto praticamente invariato, e non posso che ritenermi soddisfatto e soprattutto mi è sembrato perfettamente in linea con quanto promesso da The Ordinary.
Le ciglia sono comunque rimaste morbide ed elastiche, ma non ho notato particolari benefici in termini di incurvamento. 

Nella mia recensione ho volutamente saltato di raccontarvi l'effetto di questo siero sulle sopracciglia perché l'ho usato più sporadicamente, giusto in qualche buchetto che notavo qui e lì e nella parte inziale al centro, dove vorrei far ricrescere qualche peletto. Nonostante però non abbia seguito la pratica sopracciglia con attenzione, mi è sembrato che questo siero rinforzante si sia fatto sentire, ed ho notato una peluria più evidente dove ho tentato di far ricrescere proprio una parte delle sopracciglia.

Voi conoscevate questo lash serum? Vi incuriosisce? O magari se l'avete provato, che risultati vi ha dato?




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Stranizza d'amuri, il nuovo film di Beppe Fiorello, è intenso ma imperfetto

Quarant'anni fa si consumò un omicidio che cambiò il volto della percezione della comunità LGBTQ+ in Italia, e che sconvolse l'opinione pubblica al punto che nacquero le prime associazioni in difesa degli omosessuali. Mi riferisco alla morte di Giorgio Giammona e Antonio Galatola, uccisi a Giarre, in Sicilia, vittime di un crimine omofobo. 
Se il libro di Francesco Lepore ne raccontava in dettaglio, per quanto possibile in un caso mai chiaramente risolto, tutti gli aspetti, incluse le indagini che ne nacquero all'epoca, il nuovo film di Giuseppe Fiorello, Stranizza d'amuri, si basa su un altro romanzo che si ispira liberamente alla vicenda dei due giovani per raccontare lo spaccato di un'Italia ancora arretrata, e anche per parlare proprio d'amore.


Genere: drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Giuseppe Fiorello
Uscita in Italia: 23 Marzo 2023 (Cinema), 22 Settembre 2023 (Sky/Now)
Paese di produzione: Italia

Siamo sempre nella Sicilia degli anni '80, ma in questo caso i protagonisti sono Gianni e Nino, due adolescenti che provengono da due contesti diversi, ma che finiranno per legarsi. Il primo proviene da una famiglia che definiremmo oggi disfunzionale, con una madre che non esce più di casa, e legata al compagno più dal bisogno che dall'affetto. 
Dall'altra parte c'è Nino, che invece ha una famiglia allegra, a tratti sopra le righe, ma affettuosa, e si occupa insieme al padre del piccolo laboratorio di fuochi d'artificio.
Nonostante le differenze però Nino e Gianni si ritroveranno accomunati da uno stesso destino, quando il loro amore si paleserà e tracimerà i confini delle convinzioni omofobe, machiste ed eteronormative dell'epoca.

Stranizza d'amuri, come accennavo, non vuole essere un'indagine su un fatto di cronaca o la ricostruzione di esso in ogni dettaglio, ma parlare appunto di un amore puro, innocuo e spontaneo, e soprattutto di tutto ciò che gli gravita intorno.

È anche una storia di famiglia, di madri e padri che, nonostante l'affetto per i loro figli, non riescono a superare una mentalità così radicata e profonda.
In questo senso è interessante il parallelismo fra le due matriarche delle famiglie, Lina e Carmela (un nome, a volte, è usato come diminutivo dell'altro, sarà un caso?), che cercheranno in qualche modo di salvare i propri figli, ma non conoscono il significato dell'accettazione, specie se devono confrontarsi con quelle voci di paese in grado di segnare una intera esistenza. 

Tutti i personaggi in realtà, anche quelli secondari, sono schiacciati da questa mentalità diffusissima all'epoca, e purtroppo anche oggi, e persino chi tenta di dimostrare una maggiore apertura, l'unica soluzione che ha per risolvere la situazione è proporre di nascondersi, di vivere nell'ombra. Ma l'amore fra Gianni e Nino non può che brillare perché mi è sembrato sincero, innocente, uno di quegli amori che non ha bisogno di essere definito o categorizzato.

Forse avrei voluto che Stranizza D'Amuri dedicasse più spazio a questo amore, a farlo vivere, a mostrarcelo mentre cresce.
Le imperfezioni del film infatti secondo me ricadono tutte principalmente nel ritmo e nello sbilanciamento della gestione delle varie parti del film.

La parte iniziale infatti, utile sicuramente a presentare i personaggi e le circostanze attorno ad essi, soprattutto attraverso il loro sistema di "valori", finisce per perdere presto di cadenza, girando attorno alle stesse situazioni, ma non approfondendone altre, come i dubbi sulla famiglia di Gianni e le motivazioni che spingono alcuni personaggi. È vero, non ci sono spiegazioni o prospettive che possano giustificare certi atti, ma in due ore di film mi aspetto completezza, anche solo attraverso accenni.
Molto meglio invece da questo punto di vista la seconda parte, dove viene fuori tutta l'intensità, la drammaticità, e purtroppo anche la verità.

Della regia di Fiorello ho apprezzato la delicatezza, la scorrevolezza, la capacità di rendere la Sicilia bella per i suoi paesaggi naturali, ma al tempo stesso desolata, vuota, a tratti arida come i sentimenti di chi ha voluto spegnere i protagonisti, dove l'unico momento di gioia e diversivo sembra quello di un goal della nazionale di calcio.
C'è poi una cura di ogni dettaglio delle ambientazioni, che solo un vero siciliano che ha vissuto in quegli anni poteva ricreare con tanta precisione.
Le musiche, che irrompono in alcune scene, sono il perfetto accompagnamento in contrasto o in armonia.

Il cast credo si dimostri all'altezza, e i più o meno sconosciuti Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto (che ormai uscito dall'edizione di quest'anno di Amici non è più tanto sconosciuto), sono entrambi credibili ed in grado di restituire ed impersonare quella visione dell'amore di cui vi raccontavo sopra.
Stranizza d'amuri ripaga le imperfezioni con la sua intensità, amarezza e dolcezza allo stesso tempo, e con la capacità di trasmettere chiaro e tondo un messaggio senza salire in cattedra o risultare didascalico. 


Il mio primo solare viso stick: tutto quello che ho imparato e forse dovreste sapere

Con l'arrivo della bella stagione aumenta l'attenzione all'esposizione solare e quindi ai prodotti con SPF. In realtà si spera che abbiate (abbiamo) avuto cura di questo aspetto anche durante tutto il resto dell'anno, ma a me di fare psicoterrorismo proprio non va. Bisogna però essere oggettivi, e sapere che la protezione solare è un passaggio importante, specie se vogliamo che la nostra pelle invecchi bene ed in modo sano.
Da qualche mese ho notato che stanno avendo il loro momento di gloria i solari in stick, per una serie di svariate ragioni.
Non si tratta che io sappia di una novità, perché credo che da anni esistano protezioni solari in questo formato per le persone sportive, e che fanno attività all'aria aperta, per avere un prodotto pratico e facile da riapplicare. O ancora, so che esistono stick con SPF da applicare in maniera concentrata su aree sensibili, come labbra, contorno occhi, nei o tatuaggi. 

La cosmesi coreana (chi se non loro?!) però ha sublimato e perfezionato questa idea spinti dalla loro (giusta) mania per le protezioni solari. Infatti si parla tanto di riapplicare l'SPF durante la giornata ed è spesso difficile spalmarsi di crema solare, mentre si è a lavoro, su un autobus o semplicemente per strada, specie se abbiamo sul viso del make up.
In questo senso dovrebbero venirci incontro gli stick solari, che promettono una applicazione senza impiastricciare in giro, on the go, e senza intaccare in teoria il trucco.

Incuriosito da questa (non) novità, ho voluto provare lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick SPF 50+ PA ++++ di Isntree, che mi ha aiutato a capire tutti i vantaggi di questo tipo di prodotti, ma anche gli aspetti negativi.


INFO BOX 
🔎  Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Stylevana (sconto INF105PIEREFECT), Amazon
💸 €20
🏋 22g
🗺 Made in Corea
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //


Proprio l'estate scorsa vi ho parlato di un altro solare, il Watery Sun Gel, di questo brand coreano, per cui se volete un po' di storia sul marchio vi consiglio di recuperare questo post, così da non ripetermi. Il Sun Stick Isntree, nonostante ovvie consistenze diverse, comunque condivide molti ingredienti con la versione in gel: è una protezione solare per il viso a base di filtri chimici, ad ampio spettro con SPF 50+ e protezione dai raggi UVA PA++++.
Nell'INCI (che purtroppo non è stato scritto sulla confezione) troviamo ben 8 diverse forme di acido ialuronico, accompagnate da tanti ingredienti idratanti come l'acqua di bambù, la glicerina e le ceramidi, e l'estratto di alghe brune e di aloe vera che hanno potere lenitivo. Come sempre nei cosmetici coreani non manca la niacinamide, i cui benefici sono ormai noti anche ai muri.
Non è stata aggiunta una fragranza e infatti non sento un particolare odore dallo stick ma sicuramente c'è quel vago sentore di protezione solare.


Descrivervi la consistenza dell'Airy Sun Stick Isntree non è semplicissimo, perché dirvi che è cerosa potrebbe far pensare negativamente qualcuno. Vi posso dire che è molto simile ad un deodorante in stick, che è burro-cerosa ma non oleosa, e che non si sbriciola con estrema facilità, lasciando un tocco setoso. È davvero "airy", ariosa perché è molto leggera e appena applicata sulla pelle non si avverte. Inoltre non avendo filtri fisici, non lascia scie bianche di alcun tipo. 

A proposito dell'applicazione, ci sono alcune cose che potrebbero lasciarvi perplessi: usare questo stick solare è molto pratico, proprio perché basta farlo scorrere sulla pelle nel modo che più ci viene comodo, movimenti circolari o semplici passaggi dall'interno verso le orecchie. 
La forma a goccia di questo solare Isntree è davvero ergonomica per raggiungere tutti gli angoli del viso, incluso il contorno occhi e i lati del naso.
In teoria non è necessario massaggiare il prodotto sul viso, ma non so perché, nella mia mente si è creato un parallelismo fra questo solare e un pastello a cera. Se avete mai usato i colori a cera saprete che hanno un tratto continuo ma non sempre omogeneo, per cui dopo aver passato il Sun Stick SPF 50+ mi viene spontaneo cercare di rendere omogeneo quel tratto. Dirvi se faccio bene o meno non lo so perché appunto non lasciando scia bianca non è chiaro se questo processo ha senso.


Quando testo un prodotto cerco di farlo in lungo e in largo, così da capirne bene tutte le caratteristiche, ma devo dire che con questo solare Isntree non ho avuto sempre la stessa identica reazione.
Parto però con i pregi: è un prodotto estremamente semplice da usare e applicarlo sulla pelle è proprio piacevole per quel tocco setoso che vi dicevo. Anche passandolo su una barba rasata come la mia, lo stick sicuramente si graffia, ma non lascia chissà che residui sul viso. Io per mia preferenza, come anticipavo, ho sempre preferito stendere il prodotto in modo che si fonda bene e che non ci siano aree disomogenee.
Se ve lo steste chiedendo, i solari stick sono igienici da usare sia perché contengono dei conservanti che preservano la formula, sia perché basta passare lo stick su una velina per rimuovere la parte superiore ed avere il prodotto perfettamente pulito. 
Non vi sono invece indicazioni da parte dell'azienda sulla resistenza all'acqua di questo Sun Stick.

Appena applicato sul viso, questo solare Isntree ha anche un bel finish satinato, luminoso ma non eccessivamente lucido e untuoso. Sulla pelle non lo percepisco affatto e soprattutto non mi ha creato fastidio agli occhi. In generale i solari solidi sono sempre più indicati per chi ha occhi sensibili perché è quasi impossibile che il prodotto si trasferisca all'interno, al contrario di lozioni, gel e spray. 


Usandolo come solare dopo la skincare, lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick non mi ha creato a primo impatto problemi, anche provandolo insieme a diversi prodotti. Come vi dicevo non crea pallini.
Tuttavia devo aprire le porte a quelle che sono le difficoltà che ho incontrato nell'uso del mio primo solare solido. 
Il primo aspetto che mi ha lasciato perplesso, specie usandolo come primo solare della mia routine, quindi dovendo fornire il massimo della protezione, e non come prodotto da riapplicare nel corso della giornata, è stato riuscire a calibrare la quantità. È un discorso che vale sia per lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick che per qualunque altro solare solido: quanti passaggi è necessario fare per rispettare il fattore di protezione indicato, in questo caso 50?

Sul web, a seguito delle indicazioni dell'associazione dei dermatologi americani, si è diffusa la credenza che bastino quattro passaggi dello stick sulla stessa area del viso per ottenere la protezione corretta, ma sappiamo che servono 2 milligrami di solare per centimetro quadrato di pelle per rispettare il valore indicato sulla confezione, e ci sono video che dimostrano che quei quattro passaggi non corrispondono all'esatta quantità di prodotto di cui avremmo bisogno. 
Inoltre con i solari liquidi o in lozione abbiamo la certezza di raggiungere ogni angolo del viso, mentre la distribuzione di uno stick solido è inevitabilmente imperfetta da questo punto di vista, specie se non lascia una palese scia. 
Questo non significa che con l'uso dello Hyaluronic Acid Airy Sun Stick io mi sia scottato o arrossato, anche perché ancora non l'ho messo a confronto con il solleone, ma sono tutte caratteristiche secondo me da tenere in considerazione.

Non ho amato inoltre questo solare Isntree come primo solare della giornata (se così possiamo dire) perché il make-up sopra mi sembra non aderisca alla perfezione alla pelle, "navigando" e finendo nelle pieghe pur essendo fissato con una cipria.
Come vi dicevo inoltre, questo solare ha avuto su di me una performance oscillante dal punto di vista della mia percezione sulla pelle e della sua reazione nel corso delle ore. Infatti a volte lo trovo davvero confortevole nel corso della giornata, senza variare troppo in termini di finish; saltuariamente però mi è sembrato che dopo appunto alcune ore dall'applicazione mi lucidasse il viso, lasciandomi allo stesso tempo la pelle un po' tirante sotto.
E soprattutto toccandomi il viso mi è capitato di sentire il prodotto sulle mani, come se venisse "risputato" fuori. Io ho una pelle con la tipica zona T mista e aree più secche, e ho capito che forse la mia tipologia di cute è la più indicata per questo prodotto. Pelli molto grasse potrebbero non trovarlo abbastanza opacizzante, mentre quelle più secche dovrebbero inserirlo in una routine più idratante.

Per quanto riguarda invece il suo uso come solare da riapplicare nel corso della giornata, l'Airy Sun Stick Isntree si adatta meglio a questo scopo, non solo per praticità ma anche per effetto sulla pelle. 
Non posso però dirvi che se avete del make-up questo solare lo lasci intatto, perché se è vero che non strucca completamente il viso, è anche vero che più volte ho notato delle tracce di trucco sullo stick, e magari tornano più visibili alcune imperfezioni che avevo coperto. 

Secondo me il miglior modo per usarlo come ritocco su un viso truccato, specie se dovete essere ancora presentabili, è quello di tamponare possibili oleosità dal viso con una velina o una salvietta opacizzante, passare il solare, ed eventualmente procedere a rinfrescare anche il trucco, riapplicandolo dove serve e fissando con la cipria. Quindi non proprio un processo "on-the-go" mentre siamo in fila al semaforo.

Io credo che lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick Isntree sia più indicato per un uso "d'emergenza" da tenere sempre in borsa: sia appunto per riapplicare la protezione solare durante la giornata, sia in quei casi in cui ad esempio ci siamo resi conto di aver saltato, per qualunque motivo, questo step della routine e vogliamo cercare di tamponare la situazione, o semplice temiamo di non aver usato abbastanza protezione solare. In questo senso un solare in stick ad esempio ci può aiutare a terminare quella crema solare che ci risulta troppo grassa da usare nelle giuste quantità: basterà uno strato più leggero di crema e seguire con lo stick.

Un altra occasione in cui immagino sia utile una protezione stick è quando non siamo troppo a contatto con il sole, e vogliamo un SPF che non ci richieda troppo impegno all'applicazione. Inoltre è perfetto per i pigri e in generale per chi non ha dimestichezza con la cosmesi, ma deve giustamente proteggersi dai raggi solari.
Questo Airy Sun Stick Isntree, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi, comunque resterà nella mia borsa per qualunque emergenza perché resta comunque il metodo più pratico per avere una qualche forma di protezione solare sul viso, e penso sarà un ottimo alleato per l'estate.
Per me è stato un buon terreno di prova per capire quali caratteristiche cercare in un solare viso di questo tipo e come possa adattarsi alle mie necessità.


Vi incuriosisce questo genere di prodotti? Ne avete trovati di validi?
Qui trovate un'altra recensione di un altro solare stick. 



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Ritorni "molto attesi" su Netflix, fra santi e finali (forse)!

Oltre alla terza stagione di LOL Chi Ride è fuori, ho avuto modo di vedere altre serie tv che sono state rinnovate per una seconda stagione. Sono molto diverse fra di loro, ma essendo uscite più o meno nelle stesse settimane e avendole viste nello stesso periodo, ve le beccate insieme. 


Sex/Life 
Seconda stagione

Quasi due anni fa la prima stagione di Sex/Life si era beccato critiche di tutti i tipi e in parte potevano essere condivisibili, ma dall'altra parte io l'ho apprezzata perché, sotto una veste indubbiamente leggera e friccicarella, c'erano anche intenti più profondi. Con l'arrivo però della seconda stagione, pubblicata su Netflix il 2 marzo di quest'anno, riprendiamo esattamente dal punto in cui ci avevano lasciati nel 2021.
La serie infatti vuole parlare di amore e sesso da un punto di vista femminile, e la sua protagonista, Billie (interpretata da Sarah Shahi), ci ha mostrato cosa accade se nella vita decidiamo di non accontentarci di una vita apparentemente perfetta, specie se sentiamo che ci manca qualcosa.
La ricerca di un amore più solido e di una sessualità più intensa hanno portato Billie a mettere in discussione il suo matrimonio, e provare a ricominciare una nuova vita con il suo ex di sempre Brad, ma le cose non hanno comunque funzionato. E così arriviamo alla seconda stagione, che vede Billie ancora ferita dal passato ma pronta a provare nuove emozioni e mettersi in discussione.

Sex/Life 2 non mi è piaciuta tanto quanto la prima stagione, ma è stata un buon proseguo alle varie storyline che avevamo imparato a conoscere ed anzi ci ha dato qualche approfondimento in più su altri personaggi, come Sasha, la migliore amica di Billie, che questa volta riesce ad mostrarci anche parte del suo vissuto. È forse più questo personaggio secondario a raccontarci la dicotomia fra lavoro e vita privata che molte donne devono affrontare. 

La nostra eroina Billie è invece ormai più avviata nella sua carriera accademica, quindi vuole rimettere in sesto la sua vita privata, con una separazione da gestire, e la voglia di mettersi al centro. Il suo percorso in questa seconda stagione, pur dovendo essere il perno di tutto, risulta un po' affrettato, complice sicuramente i due episodi in meno rispetto al primo capitolo, ma forse anche l'impossibilità di aggiungere altre avventure al suo vissuto.
Ci sono comunque tante facilonerie nel corso di tutta questa seconda stagione di Sex/Life, ma anche la protagonista fa da aggancio per toccare altri temi, come la solidarietà femminile. 


Ci sono stati infatti diversi passaggi che avevano bisogno di essere raccontati con maggiori dettagli e dinamiche differenti, che non risultassero a volte anche risibili. Cooper ad esempio, il marito di Billie, non ne esce benissimo, è forse anche il personaggio che viene trattato peggio, ma c'è un però.
Infatti Sex/Life 2 ha un epilogo che funge praticamente da finale per la serie, quindi non restiamo con storie in sospeso perché tutti i protagonisti hanno trovato la loro strada. In effetti non ci sono conferme per una terza stagione ma io credo vada bene così.

Questa seconda stagione comunque mette in atto colpi di scena più o meno riusciti, e si è lasciata seguire volentieri.
Sex/Life non resterà nella storia come una delle migliori serie tv sui rapporti interpersonali e amorosi, ma l'ho trovata comunque come un tentativo di raccontare il sesso e la vita con onestà e attraverso una protagonista che non è una eroina perfetta ma una donna "comune" con pregi e difetti. 


Tenebre e Ossa 
Seconda stagione


Dopo due anni dal primo ciclo di episodi il 16 Marzo è tornata su Netflix la saga fantasy tratta dai romanzi di Leigh Bardugo, che ci riporta al Grishaverse dove la nostra santa Alina si sta ancora battendo per distruggere la faglia e soprattutto Aleksander l'Oscuro, che è sopravvissuto (mica vi aspettavate che schiattasse bell'e buono). Non sarà (ovviamente) una strada rettilinea, ma attraverserà diversi ostacoli: Alina, accompagnata dall'innamorato Mal, infatti dovrà trovare un amplificatore (anzi due) che la aiuteranno a potenziare la sua forza e poter arrivare al suo obbiettivo. Fra una fuga e l'altra finiranno per conoscere l'ambiguo corsaro Sturmhond, che però presto si rivelerà tutt'altra persona.
Dall'altro lato seguiamo ancora la strada dei Corvi, che avranno anche loro delle inattese difficoltà da affrontare, ma anche confrontarsi ognuno col proprio passato e i propri traumi.


A distanza di tutto questo tempo non ho recuperato i libri da cui è tratto Shadow and Bone, per cui la mia recensione non può fare un confronto, so però che i creatori della serie tv Netflix hanno fatto confluire in un'unica stagione le storyline di due diversi romanzi, e questo spiega molte cose.
Parto col dire che Tenebre e Ossa 2 mi è piaciuta, perché credo raggiunga tutti gli obbiettivi che una serie tv fantasy dovrebbe avere: il microcosmo che hanno creato è sfaccettato e interessante, la serie si segue con estremo piacere, è avvincente, c'è la parte romantica, che forse risulta più adolescenziale, ma dà qual sapore in più alla storia, c'è tanta avventura e qualche colpo di scena che ravviva il ritmo. C'è poi una buona messa in scena, dei bei costumi, una CGI che risulta abbastanza credibile dove viene piazzata. 


C'è stato poi l'approfondimento di alcuni personaggi, come vi accennavo per quanto riguarda i Corvi, ma lo stesso Oscuro mi è sembrato ben strutturato, pur restando più defilato in questa stagione, perché non ci viene presentato come malefico tal quale, ma come una creatura tormentata, che crede davvero al fatto che il fine giustifichi i mezzi.
O ancora, ho apprezzato come sono stati introdotti nuovi personaggi in questa seconda stagione di Tenebre e Ossa.
Quel che a me, che non ho una conoscenza particolare dei libri, è piaciuto meno è stata la mancanza di approfondimento, o meglio di una costruzione delle circostanze che portano ad una determinata risoluzione: è come se certi passaggi fossero messi a caso, o accadano perché "così deve essere", senza una reale ragione.


Non tutti i personaggi poi hanno trovato una apertura e uno sviluppo particolare all'interno della storia: penso soprattutto a Mal che spesso sembra un cagnolino che segue la sua padrona. Ma tutte le dinamiche romantiche, come dicevo, mi sono sembrate semplicistiche. Assurdo secondo me ad esempio quello che accade fra Genya e David, assolutamente non necessario, ma inserito solo per una drammatizzazione delle vicende.

Non ho amato moltissimo, ancora una volta, i dialoghi, che spesso mi sembrano troppo poco curati.
Tenebre e Ossa secondo me non ha mai avuto la precisione delle grandi saghe fantasy a cui abbiamo assistito (penso ad esempio a Game of Thrones), ma sa essere convincente e credo che chiunque, anche persone non così legate al genere, la possano apprezzare.
La serie tv è stata cancellata da Netflix alla seconda stagione. 



Un piccolo aggiornamento su due prodotti Garnier

Le mie recensioni restano qui sul blog praticamente per sempre, e le potete consultare in qualunque momento, ma ogni tanto hanno bisogno di una revisionata, specie perché i prodotti non restano per sempre gli stessi. 
È il caso di due prodotti di Garnier che avevo usato quasi tre anni fa e che ho avuto modo di riprovare più di recente, scoprendo che sono stati riformulati, e soprattutto che hanno avuto su di me risultati leggermente differenti rispetto a qualche tempo fa.


Garnier 3 in 1 Pure Active Carbone Anti Punti Neri
Detergente viso, scrub e maschera


INFO BOX
🔎Grande Distribuzione, Amazon, LookFantastic, eFarma 
💸  €4.50
🏋 150ml
🗺 Made in Francia
⏳  12 Mesi
🔬 //

Ci sono diversi aspetti che sono stati aggiornati in questo 3 in 1 di Garnier Pure Active, a partire dalla confezione che ha un tappo più corto, che sembra una piccolezza ma che dimostra come anche grossi brand possono fare qualcosa per ridurre la quantità di plastica che produciamo e buttiamo. Ma c'è un cambio anche della formulazione rispetto al prodotto che provai qualche anno fa.
Non mancano gli attivi principali, quindi l'acido salicilico e il carbone, visto che si tratta di un prodotto che è rivolto a contrastare i punti neri, ma nell'INCI è presente anche il caolino e lo zinco, che vengono inseriti per la loro capacità di regolare la produzione sebacea, e i granuli esfolianti di pomice. C'è poi una percentuale di amido di mais, che ha una funzione lenitiva.

Nonostante ci siano insomma gli stessi attivi mi è sembrato che adesso il 3in1 Garnier abbia una consistenza cremosa ma più fluida, molto facile da stendere, una profumazione più delicata, e che i granuli siano decisamente più sottili e probabilmente in numero inferiore rispetto alla precedente formulazione. Appena si applica sul viso, il 3in1 Pure Active dona subito una sensazione di freschezza che in onestà non ricordavo così palese nel prodotto che usai anni fa.


Queste caratteristiche e variazioni secondo me ne hanno migliorato l'usabilità, pur essendo rimasto invariato l'uso: può infatti fungere da detergente viso quotidiano, scrub e da maschera da lasciare in posa.
Se avete letto la mia prima recensione saprete che secondo me è difficile distinguere la funzione detergente da quella di scrub perché i granuli agiscono sia mentre lo applichiamo per pulire, sia mentre lo andiamo a risciacquare, quindi anche quando non abbiamo intenzione volontariamente di esfoliare la pelle. 

Personalmente non avevo amato la vecchia formulazione come detergente, ma adesso, con i granuli più sottili, è più gradevole da usare anche per questo scopo e con una frequenza maggiore. L'effetto scrubbante c'è sempre, ma è più delicato e quindi sono riuscito ad usarlo anche tre volte a settimana, e su tutto il viso.


Il 3in1 Garnier non è la mia prima scelta in fatto di detergenti viso per il semplice motivo che sono abituato ad usare un unico prodotto per viso e occhi, e questo non può per ovvie ragioni essere applicato sulla zona perioculare. Mi piace comunque per il suo effetto pulente ed in grado di lasciare la pelle liscia e morbida.
Lo apprezzo molto di più come maschera viso da lasciare in posa: in questo modo secondo me se ne potenziano gli effetti sebo assorbenti e pulenti, e il 3in1 Garnier mi lascia anche la pelle molto liscia, morbida e noto che i pori risultano meno visibili e più puliti. 

Rispetto alla formulazione precedente, questa mi è sembrata più gentile sulle aree del viso dove la mia pelle è più secca. Sicuramente devo farlo seguire alla mia routine idratante, perché si tratta pur sempre di un cosmetico pensato per pelli miste, grasse e impure, ma rispetto a prima mi sembra che la sensazione di pelle che tira sia meno accentuata, anche se sforo i 5 minuti di posa consigliati dall'azienda.




Garnier Pure Active Pure Charcoal Maschera Nera in Tessuto Purifica e Idrata
Pelli grasse e miste


INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Amazon 
💸 €2.50
🏋 28gr
🗺 Made in Cina
⏳ 1 Maschera in tessuto monouso
🔬 //


Anche la maschera in tessuto Pure Charcoal ha un INCI leggermente differente rispetto a quella che provai tempo addietro (qui la recensione delle varie Hydra Bomb). Gli attivi principali quali tè nero, LHA (un estere dell'acido salicilico), acido ialuronico e il tessuto arricchito di carbone, sono sempre presenti, ma ci sono delle variazioni. Il tessuto della Pure Charcoal Mask è infatti compostabile, sempre nell'ottica di un minor impatto ambientale, e nella formulazione l'estratto di ananas si è fatto strada risalendo di posizione. Questo attivo ha un potere anti ossidante, idratante e anche leggermente esfoliante.

Non è però cambiata la qualità del tessuto, che è sempre morbido, e si adatta benissimo al viso senza cascare, ed è carico di siero, ma che non gocciola né crea pasticci. Io non ci sento all'interno una fragranza troppo accentuata, ed anche la sensazione sul viso non mi è sembrata così fresca, ma è giustamente una pezza molto bagnata che vi mettete sul viso.


Oltre a queste caratteristiche, che possono sembrare minime, ho notato delle differenze anche nei risultati finali di questa Pure Charcoal Garnier. Io l'ho lasciata in posa ben più dei 15 minuti suggeriti dall'azienda e non mi ha dato fastidio, né poi mi sono ritrovato la pelle arrossata. Una volta rimossa la maschera il mio viso era sicuramente più idratato, ma rispetto alla precedente maschera in tessuto, mi è sembrato che il siero si assorbisse meglio, non lasciando una particolare sensazione di appiccicoso o pesantezza. In questo senso io la vedo molto adatta ad una pelle grassa e mista, ma se volete ci potete applicare sopra altri prodotti senza problemi, come ho fatto io visto che l'ho utilizzata di sera e volevo una routine più completa.

Su di me questa maschera viso Garnier non dà un finish opacizzante come promesso, ma ho notato che ha una azione astringente dei pori dilatati, aspetto che non avevo riscontrato nella precedente formulazione. Ho come l'impressione inoltre che con un uso costante aiuti anche a rendere la pelle un po' più luminosa ed omogenea.


Spero che questo piccolo aggiornamento vi possa essere utile. Non ci troviamo a dei prodotti completamente differenti, ma mi sembra che Garnier abbia apportato delle piccole migliorie. 




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Lol Chi Ride è Fuori 3: è la peggior stagione?

Il 9 ed il 16 Marzo sono arrivati su Amazon Prime Video i nuovi episodi di LOL - Chi ride è fuori, lo show comico giunto alla terza stagione dopo lo special natalizio.
Anche questa volta i conduttori del gioco sono stati Fedez e Frank Matano, mentre Maccio Capatonda, vincitore della passata edizione, è stato il disturbatore designato, ma ovviamente ci siamo ritrovati con un cast tutto nuovo.

Come sempre è secondo me bene contestualizzare una recensione, considerando che si tratta di un prodotto che vuol essere leggero, a volte assurdo, e che ha pure uno scopo benefico, per cui qualunque accanimento verso LOL mi sembra sempre un eccesso.
Ma siamo qui anche per commentare e se serve criticare, e devo ammettere che questo programma mi sembra abbia intrapreso una parabola discendente, non solo rispetto all'esordio, ma anche paragonando la nuova stagione alla precedente, dove i segni di cedimento si sentivano già.

L'effetto novità è sicuramente scemato sia per noi spettatori, che per gli stessi concorrenti, e sebbene il nuovo cast avrebbe dovuto apportare nuove battute e tormentoni, ben poco è emerso nel corso di questi sei episodi, e l'eco sul web mi è sembrato minimo.


La scelta dei concorrenti è forse la nota più dolente, visto che più che mai si nota la voglia di attirare un pubblico quanto più possibile ampio, che coinvolga giovani e meno giovani.
Inutile stare qui a scrutinare ogni singola battuta e gioco messo in atto, ma è indubbio che c'era un divario eccessivo fra chi si è dato molto da fare, come Herbert Ballerina, che, pur risultando pedante, non è stato un attimo fermo e zitto, unendo sketch preparati a battute estemporanee, e chi invece ha fatto ben poco, come Marina Massironi, che forse era un po' fuori allenamento, e il duo Luca e Paolo che alla fine hanno portato giusto un paio di suoi vecchi sketch.

Ma c'è di peggio: Cristiano Caccamo ad esempio era del tutto fuori contesto e la sua quota di divertimento è stata praticamente assente. Non è riuscita anche a spiccare Marta Filippi, che non sapevo onestamente che avesse una qualche carriera comica, e Brenda Lodigiani, che credo sia più famosa per le sue parodie che per una capacità di improvvisazione. 

Tutto sommato ho apprezzato sia Nino Frassica, poco proattivo ma la cui comicità assurda si adatta bene al contesto, e Fabio Balsamo, che però alla lunga mi è sembrato un po' ripetitivo.
Se però i momenti comici possono essere considerati come riusciti solo attraverso un'ottica soggettiva, penso sia oggettivo che in questa terza edizione sono stati inseriti molti diversivi che potessero rianimare il palco di LOL probabilmente perché c'era ben poco movimento dai concorrenti.
Erano insomma più i momenti in cui ognuno cercava di non ridere più che tentare di far ridere l'altro, oltre a mancare una malga fra tutti i concorrenti.
Lo stesso Fedez mi è parso un po' scocciato, mentre l'unico a ridere a qualunque cosa era come sempre Matano.

Ad averne risentito è stata l'intera stagione che ha avuto secondo me un ritmo molto più basso rispetto alle precedenti, ed è soprattutto mancato qual momento che mi facesse ridere davvero.
Quindi sì, per me è in fondo la stagione peggiore fra quelle pubblicate fino ad ora, ma non è uno spettacolo che aborro in toto. 
Credo che se si vuole creare una quarta stagione più solida sia importante puntare ad un cast che possa coinvolgere molto di più, che sia scelto secondo un'ottica qualitativa e non utilitaristica al fine di acchiappare più pubblico possibile. Le nuove puntate sono arrivate su Prime Video il primo aprile 2024, ne ho parlato qui. 

Voi avete apprezzato questa terza stagione di LOL Chi Ride è fuori?



Cosa mi è piaciuto e cosa no degli ultimi prodotti terminati

È arrivato il momento di rovistare un'altra volta nel cestino dei flaconi terminati (ché spazzatura pare brutto dirlo) e parlarvi di cosa e quali ho apprezzato e cosa invece non mi ha convinto fino in fondo. 


DermoFuture Veggie Kale & fennel Hydrolat
Idrolato Idratante e Lenitivo


INFO BOX
🔎 Makeup.it, Online
💸 €2.95
🏋 200ml
🗺 Polonia
⏳ 12 Mesi
🔬 //

Ogni tanto mi piace provare dei marchi da noi poco conosciuti da noi (generalmente stranieri) e che a volte diventano anche delle piccole scoperte. In questo caso vorrei parlarvi di DermoFuture, un brand polacco che ha una gamma di cosmetici sconfinata, ma che mi ha fatto fermare soprattutto sulla linea Veggie, che strizza l'occhio alla cosmesi naturale. Ho usato questo tonico viso che mi è piaciuto molto e che appunto contiene il 96% di ingredienti di origine naturale. In particolare è arricchito con gli estratti di cavolo, finocchio e prezzemolo, che messa così pare una strana insalata, ma che hanno un po' tutti un potere anti infiammatorio e pare anche anti ossidante, ma c'è altro.


Infatti troviamo anche l'estratto di melissa, noto per il suo effetto lenitivo sulla pelle, il succo di aloe e l'allantoina, che sono tutti in linea con quanto promette DermoFuture. La fragranza che è stata scelta è molto delicata, mi è sembrata inserita solo per camuffare un po' l'odore degli attivi naturali piuttosto che renderlo davvero profumato.
Vi dicevo che l'azienda lo chiama idrolato, ma alla fine è appunto un tonico viso vero e proprio, con una formulazione completa e che va usato come tale: ha un erogatore spray, e va spruzzato sul viso dopo la detersione e prima dei nostri trattamenti quali creme e sieri.


Una volta applicato l'Hydrolat Kale & Fennel, percepisco subito una sensazione di piacevole freschezza e dolcezza, togliendo quell'eventuale sensazione di pelle che tira dopo la detersione. Su di me si assorbe nel giro di pochi istanti e soprattutto non lascia la pelle appiccicosa, rendendo l'applicazione della mia skin care routine semplice. Io l'ho usato sia al mattino che alla sera, e la miscela di attivi che DermoFuture ha scelto rende questo tonico adatto a pelli sensibili o sensibilizzate ad esempio dalla rasatura. 
L'unico neo che so che alcuni di voi potrebbero non sopportare è il getto dello spray che non è esattamente sottile, ma comunque non fa pasticci.
Conoscevate questo brand?


Goovi Besame Mucho
Balsamo labbra 

INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, eFarma (codice sconto AWINFLU5) 
💸 €4.59 
🏋 5.7ml
🗺 Italia
⏳ 9 Mesi
🔬 //


Nella box in cui trovai la
Mousse Detergente Feeling Myself, c'era anche questo balsamo labbra Goovi che però è stato più o meno un giochino per ragazzini più che un vero prodotto e vi spiego perché.
Goovi l'ha caratterizzato da una formulazione con il 96% di ingredienti di origine naturale, e fra cui spiccano olio di jojoba, di argan, burro di karité, acido ialuronico e vitamina E. Besame Mucho promette di essere semplicemente un balsamo labbra idratante ed emolliente, non riparativo o nutriente, ed infatti ha una consistenza leggera ed è scorrevole quando lo si va a stendere sulle labbra, non si percepisce e non appiccica.
Questa sua leggerezza si paga con una durata sulle labbra non proprio lunghissima, ma basta comunque riapplicarlo. 


La fragranza di fragolina di bosco vagamente vanigliata è gradevole, ma non fa altro che riportarmi alla mente quell'idea di prodotto giocoso più che vero cosmetico, ma questo è forse il problema minore.
Il primo intoppo che ho trovato è che lo stick non resta su durante l'uso, ma siete obbligati a tenerlo affinché non scenda appena lo appoggiate alle labbra, ed è solo una piccola scocciatura rispetto al resto.
Infatti Besame Mucho vorrebbe anche enfatizzare la colorazione naturale delle labbra grazie ad una lieve pigmentazione dello stick.


Peccato però che questo burrocacao abbia una colorazione rosata con una perlescenza lilla che sulle mie labbra dona un bellissimo effetto morto annegato nelle gelide acque del mare del nord nel pieno di un torrido inverno. Non propriamente un effetto gradevole, a meno che non applichi giusto un velo di prodotto, che sicuramente non enfatizza o migliora il colorito delle labbra ma almeno non va a far emergere questa colorazione del balsamo.
Per il resto posso dirvi che Besame Mucho idrata, e lascia le labbra morbide, nulla di più. È un prodotto che ho fatto finire nelle borse, da applicare in giro giusto per emergenza ma non è stato un amato.
Piccola nota che mi ha fatto sorridere: vedete in foto l'adesivo col sigillo di garanzia? Non è mai stato attaccato a fissare il tappo, ma poco sotto, risultando completamente inutile. 


Alverde Deodorante roll-on Invisible


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.49
🏋 50ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬 Natrue, Vegan

Ormai Alverde è diventato per me un brand familiare, anche se ancora conosco pochi loro prodotti, ma man mano li sto testando e anche apprezzando, come mi è successo con questo deo roll on. 
È il tipico deodorante a base di triethyl citrate, con la tipica aggiunta di amamelide che dà una azione rinfrescante e astringente, dell'estratto di crusca, che addolcisce ed ha un effetto assorbente, ma con la particolarità dell'estratto di iperico perforato che pare avere poteri antiinfiammatori e antimicrobici. 
La profumazione di questo deodorante Alverde è prevedibilmente fresca e agrumata, come molti dei cosmetici tedeschi, e contiene, come tale appunto, anche alcol.
La formulazione si asciuga su di me abbastanza in fretta e mi dà la possibilità di vestirmi praticamente subito.


Su di me questo prodotto ha avuto una buona performance nella vita di tutti i giorni: so già per esperienza che non contenendo anti traspiranti non posso sperare che regga in qualunque situazione, ma il deo roll-on Invisible si fa quello che chiamo il suo orario di ufficio. Su di me infatti ha una azione anti odore per circa 8 ore, ma dopo questo tempo diciamo che il suo effetto protettivo non svanisce improvvisamente causando cattivi odori e imbarazzo. 
Ovviamente se sono in viaggio, se sono stressato o in una situazione particolarmente movimentata opto per prodotti con anti traspiranti, specie durante la stagione calda, ma questo deodorante di Alverde mi ha convinto per la vita di tutti i giorni.
Due punti a suo favore secondo me importanti è che non mi ha creato problemi o reazioni nonostante l'alcol e che è effettivamente invisibile perché non lascia tracce sulle maglie.


Garnier Fructis Hair Food Anguria Shampoo Rivitalizzante
per Capelli Fini


INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Amazon
💸 €3.40
🏋 350ml
🗺 Made in Francia
⏳ 12 Mesi
🔬 //


Mi sono ritrovato questo
shampoo di Garnier in doccia (sicuramente un acquisto non apprezzato di mia sorella) ed ho pensato di provarlo e terminarlo nonostante non sia adatto alle mie esigenze. Infatti è pensato per capelli fini, mentre i miei sono proprio spessi, ma ciò nonostante non mi è dispiaciuto.
È arricchito con olio di cocco, ovviamente estratto di anguria e di melograno, che immagino siano stati usati come idratanti leggeri, il tutto è racchiuso in una consistenza un gel abbastanza densa. Proprio per questa sua texture io ho preferito usarlo diluito, ma nelle occasioni in cui l'ho usato puro ha funzionato altrettanto bene.
La mia esperienza con gli shampoo Hair Food è positiva ma limitata solo alla versione nutriente alla Banana, sebbene però questo all'Anguria non sarebbe la scelta più adatta alle mie necessità, mi è piaciuto. Infatti crea davvero molta schiuma sin da subito, ed ha un potere detergente buono, ma non risulta aggressivo. Capelli normali ma anche a tendenza leggermente secca possono apprezzarlo, e io che faccio due lavaggi settimanali, mi sono trovato a mio agio ad usarlo secondo le mie abitudini. 

Non posso parlare per quanto riguarda l'azione rivitalizzante, o comunque non mi è sembrato che i miei capelli risultassero più corposi dopo l'uso di questo shampoo Garnier, ma non mi crea nodi, non va a seccare le lunghezze e mi sembra li lasci abbastanza leggeri e morbidi. Sicuramente ho dovuto affiancarlo ad un balsamo o ad una maschera, ma se avete dei capelli corti e magari non troppo difficili, potrebbe avere una azione condizionante per voi sufficiente. 
Non riacquisterei però questo shampoo Fructis non solo perché non è per me l'accoppiamento più azzeccato (i miei capelli hanno bisogno di qualcosa di un po' più disciplinante, e che sia più emolliente e idratante sulla cute), ma anche perché non ho amato moltissimo la sua profumazione che secondo me non ricorda l'anguria, ma ha un sentore fruttato chimico che non mi fa impazzire.



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