Le mie opinioni su Mercoledì, la nuova serie tv prodotta da Tim Burton

Uscita il 23 Novembre su Netflix, Mercoledì è presto diventata una di quelle serie tv che non necessita di presentazioni, e che ha raggiunto un successo fortissimo. A mio avviso si tratta di una fama meritata perché il risultato è secondo me una serie tv solida, ben realizzata e coinvolgente, ma proprio per il suo intento di puntare in alto, credo ci sia bisogno di fare qualche precisazione. 

Sono sicuramente fra quelli che ha apprezzato Wednesday nel suo insieme, trovando che Tim Burton (che comunque è uno dei produttori esecutivi e solo regista dei primi episodi) abbia saputo creare un personaggio abbastanza coerente rispetto a quello della famiglia Addams che già conoscevamo, e soprattutto per averla calata all'interno di un contesto che ben si adatta proprio alla visione che avevo di questa ragazzina. Mercoledì è infatti una adolescente, e come tale il suo innato odio per il mondo risulta spontaneo, ma anche perfetto rispetto a come ci era stata raccontata fino ad ora. Inoltre tutto il cosmo che ruota intorno a quella cupa protagonista è forte e coerente, curato e convincente. 

Allo stesso modo, tutte le varie nuance narrative che la serie Netflix vuole andare a toccare, sono in linea con la sua protagonista: la storia ha ovviamente un mood dark e goth, con una interessante variabile fantasy, e un innesto thriller che non guasta (specie nel lungo periodo) ma prende anche a piene mani dal mondo dei teen drama e da altri prodotti già visti.
Non lo ascriverei proprio nei difetti, perché ormai nessuno si inventa più nulla, ma Mercoledì ricorda molto il mondo di Harry Potter, Le Terrificanti avventure di Sabrina ed altri prodotti di questo filone, per struttura, ambienti e caratterizzazione dei personaggi. Credo che proprio gli orfani di quelle storie si sentiranno un po' di essere tornati a casa con questa nuova serie tv. 

Per altri magari potrebbe risultare già vista e troppo teen, e non mi sentirei del tutto di criticare queste posizioni, perché mi sembra davvero palese la somiglianza.
Il vero difetto per me è invece proprio la deriva thriller ed il giallo da risolvere: se i primi episodi di Mercoledì filano abbastanza lisci, quando emerge questo misfatto, mi sono sentito un po' spaesato, quasi avessero tagliato e cucito due serie diverse per farne una.
Alla lunga però la tensione intorno all'investigazione scema, e soprattutto questo giallo diventa meno impattante, e anche la risoluzione non è poi così avvincente come ci si potrebbe aspettare. 

Direttamente collegato al mistero da risolvere, c'è anche una storia di vendetta nei confronti di quelli che vengono definiti i "reietti": la Nevermore Academy, a cui Mercoledì è stata recentemente iscritta, è una scuola per giovani ragazzi con doti e poteri particolari. In questo senso si palesano alcuni difetti: il primo è che, nonostante l'appellativo, questi "reietti" sembrano ben inseriti all'interno della società. La stessa Mercoledì non viene presentata coma una "sfigata", emarginata, con cui nessuno vuole avere a che fare, perché, nonostante lei ami la solitudine, si fa subito degli amici, e molti vogliono starle intorno proprio perché è carismatica e forte, pronta a difendere i più deboli dai bulli.
Anche la convivenza con i "normali" non sembra portare a scontri o tensioni, ma pare ci sia un buon equilibrio fra queste due fazioni.

Il secondo dubbio che ho riguarda proprio il cattivone che viene dal passato (se avete visto la serie sapete di cosa parlo) che finisce per non essere così potente e pericoloso come forse ci viene raccontato, visto che ce lo togliamo di mezzo nel giro di poco, ma soprattutto non mi è sembrato coerente rispetto a quelle che sono le manie e gli intenti che lo smuovono. Tutto il passaggio fra cattivo, più altro cattivo risvegliato dalle ombre, mi è sembrato inutilmente macchinoso e non tanto riuscito a livello di ritmo.
Per farla breve, non ho trovato del tutto riuscite le scelte narrative di questa prima stagione di Mercoledì, e se nell'insieme risulta piacevole e coinvolgente, nel dettaglio più volte mi sono trovato con dei momenti che mi sono sembrati affrettati e buttati lì, quasi non fossero stati studiati in dettaglio.


Ma Mercoledì mi ha comunque convinto per altre caratteristiche come l'ottima interpretazione di Jenna Ortega, e credo non potessero trovare attrice più azzeccata per questa sorta di reboot. A lei vengono dati i dialoghi più brillanti e le stoccate più divertenti.
Sono fra quelli che ha tutto sommato apprezzato tutte le sfaccettature di questo personaggio, anche nella sua sorta di crescita: conoscevamo una Mercoledì completamente staccata dal mondo, sempre fredda e impassibile, per nulla interessata dall'avere approvazione e feedback da chi la circonda, mentre questa sua nuova riproposizione risulta più umana, pronta a mettersi in gioco e in discussione. Credo sia un respiro per poter dare una lunga vita al personaggio, e renderlo più empatizzabile, perché altrimenti il rischio della serie sarebbe di azzopparsi da sola.

Forse, in questo senso, sarebbe stato anche più coerente approfondire il rapporto di Mercoledì con Morticia, sua madre, che vive di una conflittualità troppo di forma e poco di sostanza.
Inutile dire che comunque tutto il cast si porta a casa interpretazioni valide, ma è soprattutto Mano (o The Thing) che stupisce, pur essendo appunto una cosa apparentemente inanimata. È stato anche piacevole ritrovare Christina Ricci, una delle prime Wednesday, peccato però sia stata lasciata un po' troppo ai margini.

Al netto di queste mie perplessità, dovute, come vi anticipavo, più ad un voler fare le pulci visto il clamore e le intenzioni della serie, Mercoledì è cominciata col giusto piede, unendo caratteristiche delle serie tv per i più giovani, ad un pizzico di effetto nostalgia che piace ai più grandi, e l'approccio che tutto sommato mi aspettavo per rivisitare la vita della macabra ragazzina e del resto degli Addams. Credo diventerà una serie che ci accompagnerà per i prossimi anni, ma a voi è piaciuta?


La serie è stata rinnovata per una seconda stagione arrivata a Settembre 2025, ne ho parlato qui.




Brow Genius di Anastasia Beverly Hills: la mia recensione troppo onesta del siero sopracciglia

Vi parlo sempre di sieri per rinforzare le ciglia ma anche le mie sopracciglia meritano attenzioni, e le stavo trascurando. In passato utilizzavo il tipico olio di ricino, ma quando lo terminai, non l'ho più ripreso.
Anche se forse non sembra le mie sopracciglia non sono così folte come vorrei: se infatti i singoli peli sono scuri e spessi, la forma non è sempre definita e spesso si formano dei buchetti "all'interno". Le codine esterne inoltre sono spelacchiate nonostante ormai praticamente non le spinzetti.
Perché sì, le mie sopracciglia sono state vittime delle pinzette selvagge e delle ali di gabbiano dei primi anni 2000.
Qualche tempo fa Anastasia Beverly Hills mi ha dato l'opportunità di provare il suo Brow Genius Serum, un siero rinforzante per le sopracciglia. 

Chi è addentrato nel mondo del make-up saprà che Anastasia Beverly Hills è uno dei brand leader per quanto riguarda proprio le sopracciglia, anche se nel tempo ha espanso il suo range.
Il Conditioning Brow Serum promette di migliorare "notevolmente la consistenza, la gestibilità e favorisce l'aspetto di sopracciglia dall'aspetto più pieno". Servono però 8 settimane affinché funzioni, e va applicato sulle sopracciglia ogni giorno, mattino e sera, ovviamente su cute pulita prima del make-up. Ci vuole costanza, ma in questo mi ritengo abbastanza bravo.
Essendo una sorta di siero lattiginoso non si vede una volta applicato sulle sopracciglia, ma non posso assicurarvi che non interferisca in alcun modo col trucco perché non uso matite o pomate per riempire le sopracciglia. 

Se ve lo steste chiedendo, non può essere utilizzato anche sulle ciglia, perché l'azienda specifica che il prodotto non deve entrare a contatto con gli occhi, quindi immagino non sia oftalmologicamente comprovato.

Ovviamente il Brow Genius Anastasia Beverly Hills non va applicato in superficie sulle sopracciglia quasi fosse uno smalto, ma bisogna cercare di farlo arrivare proprio alla radice dei peli, quindi spennellando dal verso opposto rispetto alla direzione delle sopracciglia. In questo senso, il pennellino, pur essendo più ampio rispetto agli applicatori ad eyeliner, fa un po' fatica a distribuire il prodotto e appunto "spingerlo" in basso, ma immagino che essendo un siero per sopracciglia rade e da infoltire fosse l'unica soluzione. 

Al suo interno, gli attivi che Anastasia Beverly Hills ha incluso hanno scopi differenti: troviamo ad esempio olio di ricino, tipicamente usato per rinforzare ciglia e sopracciglia, glicerina e pantenolo principalmente per condizionare i peli, e poi ci sono peptidi come il Myristoyl Pentapeptide-17 volto a stimolare la produzione di cheratina. Il Brow Genius contiene anche un brevetto chiamato Capixyl, composto tra l'altro da un peptide e da estratto di trifoglio rosso, che, attraverso un processo anti infiammatorio, riduce la caduta dei peli agendo sulla fase anagen e telogen.

A questi si aggiungono caffeina, ginseng, e biotina che sono tutti stimolanti per la formazione di nuovi peli. La formulazione inoltre è adatta ai vegani.
Il mio punto di partenza il 25 ottobre era questo in foto. Ho cercato di lasciare le sopracciglia più al naturale possibile, senza averle accorciate così da darvi una immagine più realistica e non creare più difetti di quanti non ce ne siano. Il mio obbiettivo era insomma infoltire tutte le sopracciglia, colmare i buchetti, cercando di rinforzare i peli esistenti, e soprattutto cercare di rendere più definite le code esterne.
Inoltre volevo recuperare un pezzetto nella parte interna iniziale del sopracciglio destro che credo dovrebbe crescere e infoltirsi. 

Ammetto che nel primo mese di utilizzo non ho notato grandi benefici dall'uso del Brow Genius, almeno che fossero visibili ad occhio nudo, se non forse una minor caduta dei peli, ma ho voluto ovviamente continuare. Il primo intoppo è arrivato dopo circa 5 settimane perché mi sembrava che già il prodotto stesse terminando al punto da dover capovolgere il flaconcino per raschiare il fondo del barile. Ovviamente nel corso dei giorni successivi il prodotto è andato via via a finire. Questo significa che se volete arrivare ad almeno 8 settimane di applicazione, servono almeno due confezioni. 

Per parlare dei risultati devo fare una premessa: nelle mie recensioni tendo ad escludere il rapporto con il costo dei prodotti, perché altrimenti tutto ciò che è economico sarebbe automaticamente migliore di un prodotto più costoso. Inoltre il valore economico dei prodotti è estremamente soggettivo: per me ad esempio può dipendere dalla qualità degli attivi contenuti, per altri magari il rapporto quantità-prezzo è decisivo. 
In questo caso faccio un po' una media, perché per me il questo siero per sopracciglia di ABH è un prodotto quasi di lusso, con un prezzo ben al di sopra rispetto a quanto sarei disposto a spendere .

Dopo 7 settimane circa di utilizzo le mie sopracciglia erano secondo me migliorate, sia nella diminuzione della caduta, come vi anticipavo, sia in un maggiore infoltimento, ma ammetto che non è stato portentoso come forse mi sarei aspettato da un prodotto non certamente economico. Infatti non sono riuscito a recuperare completamente la parte centrale interna che volevo far ricrescere, anche se qualche peletto in più è apparso. Entrambe le sopracciglia mi sembrano più folte, ma l'arcata inferiore sinistra presenta ancora degli spazi, mentre il sopracciglio destro ha ancora dei buchetti "all'interno".
È possibile che su delle sopracciglia molto più rade il Brow Genius riesca a dare un buon risultato, così come immagino che chi non ha esigenze mirate come le mie può trarne un giovamento visibile. 
Credo inoltre che se continuassi ad usare questo siero Anastasia Beverly Hills probabilmente riuscirei ad avere tutti i risultati che desidero, ma purtroppo il prodotto è terminato prima che portasse a termine il suo lavoro.

INFO BOX
🔎 Sephora, BeautyBay, Sito dell'Azienda
💸 €65
🏋 3.5ml
🗺 Made in Corea
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free


Spero di avervi dato una panoramica completa sul Brow Genius cosicché possiate trarre le vostre considerazioni. 



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Napoli - Salerno Andata e (sicuramente) Ritorno

Ho sempre sognato di visitare i mercatini di Natale, quelli pieni di luci, presepi, decorazioni, con quelle atmosfere da cartolina, ma sono tradizioni abbastanza lontane rispetto al profondo sud in cui abito.
Poi però ci si è messo il lungo ponte dell'8 dicembre e l'idea di impegnarlo a realizzare questo sogno. Certo lungo, ma non così tanto, e quindi questa idea doveva essere concretizzata in un modo fattibile. 
Così abbiamo scelto Napoli, dove ero stato solo di passaggio sette anni fa, e Salerno.


Non senza la mia organizzazione militare, limitata al poco tempo a disposizione, giorno sette, una traversata dello stretto e un treno (questa volta) ci ha portati dritti dritti al capoluogo campano dove ci ha accolti un gentilissimo tassista abbondantemente rosolato in un profumo al talco e patchouli che, passando per le vie del centro e Castel Nuovo, ci ha portati al nostro B&B.
Abbiamo scelto Coreammare (not sponsored) per la posizione centrale, e ci siamo ritrovati un alloggio molto carino, pulito e con tutto quello che ci serviva per il nostro soggiorno.
Fortunatamente, la tratta Sicilia-Napoli non ci aveva stroncati, e quindi abbiamo potuto fare una passeggiata già in serata, passando per le viuzze e Piazza del Plebiscito, ma soprattutto abbiamo potuto incontrare Veronica e la sua bambina, due napoletane doc.

Alcuni la conosceranno come La Rockeuse, ma per me da anni è una amica, una confidente, una sorella, e una presenza costante con cui potermi confrontare su tutto. Chiacchieriamo, ci divertiamo, parliamo di tutto, soprattutto di dritte su dove andare e cosa vedere, e dopo un aperitivo le nostre strade si separano, per il momento. Noi però dobbiamo ancora cenare, perché mai andare a letto senza aver fatto pace e soprattutto a stomaco vuoto, e quindi proviamo la pizza di Mattozzi. 

Le mie stanche membra però iniziavano a cedere, e quindi l'unica passeggiata concessaci è stata la strada di ritorno verso il b&b anche perché il giorno dopo avremmo avuto la parte più ricca della nostra permanenza a Napoli.
Avevo però già capito due cose: la prima è che i napoletani ti fanno sentire a casa, e fra noi gente del sud ci si capisce forse meglio, la seconda è che Napoli respira.

Dalle stradine strette, fatte di palazzi antichi che brulicano di gente, passa agli spazzi ampi delle piazze, delle chiese, dei luoghi di interesse e non, per poi inspirare di nuovo nelle zone più moderne. Napoli è una città che unisce tutto.
Giorno 8 è stato il vero inizio del viaggio, scarpinando in lungo e in largo, accompagnati per fortuna da un tempo clemente nonostante le previsioni di pioggia.
Dal nostro B&B ci siamo subito spostati lungo via Toledo, passando attraverso la Galleria Umberto I, uscendo di fronte al teatro San Carlo e per raggiungere Piazza del Plebiscito, che spendeva rispetto alla scarsa illuminazione serale. Di fronte alla piazza si trova il Palazzo Reale, che purtroppo non avremo tempo di visitare.

Le gambe e la bella giornata ci hanno spinti fino al lungomare, via Caracciolo, e ad una visita a Castel dell'Ovo con una bellissima vista sul Vesuvio. Abbiamo poi ripreso il percorso tornando verso via Toledo. Prima abbiamo fatto una sosta nella ricchissima chiesa di San Fernando (perché a Napoli di chiese è pieno ed è impossibile non trovarne una aperta lungo la strada), e poi siamo tornati alla galleria e per provare la buonissima sfogliatella calda da Mary, nel mio caso riccia. Piccolo warning: a Napoli lo zucchero a velo abbonda, siate pronti a spolverarvi di continuo.
Abbiamo proseguito lungo una delle vie più glamour della città solo per raggiungere la famosissima stazione della metropolitana Toledo, considerata una delle più belle d'Europa, e devo dire che hanno ragione.


Sembra davvero di immergersi in un'opera d'arte, ma bisogna ammettere che diverse stazioni della metropolitana hanno delle installazioni interessanti. Ovviamente serve il biglietto della metro per accedervi, ma per noi è stato utile a farci arrivare alla fermata Dante: così abbiamo raggiunto la chiesa del Gesù Nuovo, purtroppo in restauro e chiusa in quel momento (ma la vedremo in seguito) e soprattutto il particolarissimo Chiostro di Santa Chiara, che fra affreschi e maioliche è assolutamente da visitare, e anche il cielo nuvoloso non è riuscito ad affievolirne la bellezza. 
Visto che era ora, e ci veniva di strada, ci siamo fermati all'osteria Bencott per pranzare, ma il tempo iniziava a stringere.

Dopo una breve sosta al bar per un caffè ed un babà, siamo subito scappati verso via Duomo, per snocciolare il San Gennaro di Jorit Agoch, la Cattedrale di Santa Maria Assunta identificata anche come duomo appunto, che custodisce le reliquie di San Gennaro, e raggiungere praticamente all'imbrunire il Palazzo dello Spagnolo.
Sul ritorno invece abbiamo ripercorso i nostri passi per arrivare sia a via dei Tribunali e Vico del Fico Al Purgatorio per il busto di Pulcinella. No, non ho fatto la foto toccando il naso anche perché ci aspettava il punto più interessante del nostro viaggio napoletano in tema Natalizio, ovvero San Gregorio Armeno, la via dei presepi.

Ammetto che il giorno dell'Immacolata non è stato l'ideale per godersi tutte le esposizioni e l'atmosfera natalizia perché non poteva che esserci una calca impressionante, ma abbiamo visto le tipiche statuette e tutta la creatività dell'artigianato napoletano nel settore. 
Distrutti, con più di 23mila passi sulle gambe, l'unica opzione era ripiegare verso il B&B, riposare ed uscire per cena sperando di non fare tardi e non stancare ulteriormente gli arti inferiori. Abbiamo scelto La Cantina dei Lazzari, e dopo aver mangiato bene, abbiamo cercato di caricare le batterie per la giornata seguente.

Per giorno 9 Dicembre infatti avevamo già prenotato un biglietto per visitare la Cappella Sansevero ed il Cristo Velato. È quasi obbligatorio prenotare online, ed è necessario farlo con anticipo, per evitarsi una fila probabilmente interminabile. Ma se volete visitare Napoli è una tappa obbligatoria, per così tanta bellezza racchiusa in un unico spazio.
Quella al Cristo Velato è comunque una visita breve (ma intensa) tanto che dopo abbiamo fatto un ulteriore passeggiata, riuscendo a visitare anche la Chiesa del Gesù Nuovo e poi ci siamo diretti a salutare ancora la mia amicissima Veronica.

I programmi per il resto della giornata prevedeva una visita al Vomero, quartiere alto di Napoli che sembra quasi un universo parallelo rispetto al resto della città e che gode di un'ottima vista nonostante il tempo incerto, che abbiamo raggiunto tramite funicolare, ma soprattutto abbiamo provato il buonissimo ragù napoletano. 

Nel pomeriggio avremmo proseguito per la seconda parte del viaggio, ovvero Salerno, per le Luci d'Artista. Ammetto che forse avevamo sottovalutato la cittadina, pensando che fosse meno viva, ed invece l'abbiamo trovata allegra ma vivibile, piacevole da passeggiare e con molti punti carini. Abbiamo incontrato persino un mio vicino di casa, ho detto tutto. Anche per Salerno abbiamo scelto un alloggio a pochi passi dalla stazione e del centro. Per quanto riguarda invece le luci d'artista, abbiamo seguito un po' il percorso che suggeriscono varie guide online: abbiamo intrapreso Corso Vittorio Emanuele, la via dei negozi, fino al grande albero di natale. 

Dopo abbiamo proseguito per via dei Mercanti, e girando per via Duomo, siamo arrivati alla zona più antica, fino alla Cattedrale di Santa Maria degli Angeli.

Non poteva poi mancare un giro alla villa comunale con ulteriori luminarie e soprattutto Piazza Portanova e la Rotonda con questo gigantesco albero illuminato, e racchiuso da un tetto di luci blu. Ma sono diverse le zone carine addobbate a festa e nonostante difficilmente resti a bocca aperta, ma le Luci D'Artista di Salerno ci sono riuscite. 

A quel punto non restava che l'ultima cena, ed abbiamo scelto il ristorante Il Gozzo, e dopo qualche altro giro per le strade salernitane, abbiamo ripiegato verso il B&B perché il giorno dopo un altro treno ci avrebbe riportati in Sicilia.
Stanco sì, ma con tanta soddisfazione per questo viaggio che in poco tempo mi ha dato molto e che mi ha fatto sentire bene. Avrei potuto tappezzare questo piccolo diario davvero di tantissimi scatti, ma li terrò fra i miei ricordi (e ve ne spammerò una parte su Instagram).
Spero di tornare a Napoli prima o poi, perché c'è ancora tanto da scoprire.



11 Anni Dopo...

Credete al significato dei numeri? Io non ci capisco molto, sono sempre stato una frana con la matematica, e sono anche decisamente smemorato, ma qualche giorno fa mi è balenata una cosa in mente, ricordando che sono 11 anni che ci conosciamo. Esattamente 11 anni fa aprivo questo blog e a me sinceramente non sembra ieri, come si suol dire.
11 è un numero maestro, che pare inviti alla riflessione, all'introspezione, a riconnettersi con sé, alla propria unicità e maestria. E nonostante non creda molto a queste cose, mi ha fatto strano notare che il blog compisse 11 anni nel 2022, altro numero maestro, dopo aver compiuto io 33 anni. I numerologi magari impazziranno, ma ho pensato di seguire le loro dritte e fermarmi a pensare.

Oltre 1230 articoli diversi, 30mila commenti, quasi tre milioni di visualizzazioni, e forse anche il doppio delle idee realizzate o meno. Tutto è iniziato da un post che non aveva granché senso e una  visione appannata di quello che sarebbe stato il futuro di Pier(ef)fect. Un ammasso di parole, di post più o meno riusciti, di errori e refusi, e chiacchiere inutili per molti di voi ma anche 11 anni di vita.

Queste pagine mi hanno visto crescere da ragazzo a uomo, sono state con me fra gli alti e bassi che tra l'altro un tempo ero solito condividere. Pezzi di vita che mi hanno tenuto lontano da questo blog, che a volte mi hanno fatto pensare fosse un progetto completamente privo di significato, ma anche pezzi di vita che mi hanno fatto tornare qui con la voglia di condividere di sempre. 

Anche quando i blog hanno smesso di "piacere", la community che pensavo di aver creato si è sciolta lentamente, e i social hanno preso il sopravvento e si sono ridotti ad un continuo scrollare fra un video di nemmeno due minuti e un trend virale che non richiede più di 10 secondi di attenzione, è qui che mi sento a casa, dove sento di poter raccontare di tutto, nonostante non sappia a quali occhi saranno affidate le mie parole.

E arriviamo a quest'anno, 11 anni dopo, quello forse più ricco che abbia mai avuto, con situazioni che mai avrei pensato potessero accadere, e con ancora molto da darmi. E di questo non posso che esserne grato, perché anche io ho cercato di dare il possibile, di dare del mio meglio, nonostante continui a scrutinare ogni passo e sono certo di poter dare ancora di più. 
Non posso che essere grato anche di chi fra voi c'è stato da sempre, chi è andato via, e chi magari è tornato.
Non so come saranno i prossimi 11 anni, forse la vista non è ancora diventata del tutto nitida. So che mentre mi starete leggendo io sarò in viaggio, e questo sarà un'altra storia da raccontare.
So anche che cercherò di esserci, perché è qui che voglio stare.



Una maschera viso ai fagioli?! 🫘 Non potevo non provarla!

Era da un po' che non utilizzavo un prodotto con qualche ingrediente strano, ma lo sapete che non mi tiro mai indietro quando ne becco uno che può essere interessante. In questo senso i cosmetici dei brand coreani sono pieni di ingredienti ed estratti particolari, che magari provengono dalla tradizione asiatica orientale ma che per noi occidentali suonano esotici (per non dire strambi).
Rientra secondo me a pieno titolo nella categoria dei prodotti un po' bizzarri la Red Bean Refreshing Pore Mask di Beauty of Joseon, una maschera viso a base di fagioli rossi.

Lungi però dall'essere irrispettoso, perché in realtà dietro a questi ingredienti che possono far sorridere, c'è una tradizione secolare. Beauty of Joseon è infatti uno di quei brand coreani che utilizza ingredienti Hanbang, ovvero sostanze estratte da piante, erbe e frutti utilizzati nella medicina olistica tradizionale coreana, che ha appunto un approccio ampio di cura del corpo, ma anche della mente perché ritengono tutto collegato. La K-Beauty sfrutta gli ingredienti Hanbang per un uso topico, ma sempre con la filosofia di andare a contrastare gli inestetismi della pelle, giorno dopo giorno. 

Beauty of Joseon ha scelto proprio l'estratto di fagiolo rosso, al 29.4%, che pare avere una alta percentuale di saponine, che appunto hanno un'azione detergente, ma ha anche un potere idratante e antiossidante. La polvere di fagiolo, al 2.5%, invece viene utilizzata sia per la sua azione sebo assorbente che per creare un delicato effetto scrub. A questi ingredienti si uniscono due argille ovvero il caolino e l'hectorite, per dare un potere purificante alla Red Bean Pore Mask.


Dall'altro lato, a bilanciare la formulazione, Beauty of Joseon ha inserito umettanti come l'estratto di pera, mela e fragola, che sembrano essere una fonte di antiossidanti. 
La presenza di fagioli non deve ovviamente spaventarvi perché questa maschera viso non ha l'aspetto di una zuppa dall'odore dubbio, ma è una crema quasi moussosa, dal profumo fresco e molto piacevole. La polvere di fagiolo le dà una texture leggermente granulosa, ma molto facile da stendere sul viso, e c'è pure una spatolina per prelevare il prodotto senza contaminarlo. 
Va stesa sul viso pulito, evitando il contorno occhi e labbra e tenuta in posa per 10/15 minuti. Io ho sempre un po' sforato queste tempistiche, ma quello dipende dalla vostra sensibilità e preferenza. 

La Red Bean Pore Refreshing Mask non si secca sul viso nonostante le argille, ma resta abbastanza morbida, e già questo vi dà l'idea del risultato che si ottiene. Infatti questo di Beauty of Joseon mi è sembrato un trattamento riequilibrante della pelle, perché in effetti va ad agire su sebo ed imperfezioni, lasciandomi la pelle più pulita, più liscia, fresca, abbastanza opaca e andando a ridurre l'aspetto dei pori, e portandosi via pellicine e cellule morte.
L'azione esfoliante della polvere di fagioli è davvero delicata: nonostante i granuli siano grossolani, sulla pelle li avverto poco, anche insistendo col massaggio. Questo significa zero irritazioni, una volta sciacquata via.


A proposito, il risciacquo di questa maschera Beauty of Joseon è abbastanza semplice e veloce, proprio perché non va a seccarsi. Ma, facendo un passo indietro, oltre a pulire la pelle, e a lasciarla morbida e levigata, la rende anche più idratata, e non sento il viso tirante, né le zone più secche peggiorate. Certamente ora più che mai vado ad applicare la mia skin care routine, ma è come se contribuisse ad un miglioramento anche da questo punto di vista.
Nonostante quindi l'ingrediente un po' bizzarro forse, la Red Bean Mask è secondo me un trattamento completo, adatto ad una ampia varietà di pelle. Credo solo che cuti molto grasse possano trovarla poco d'impatto e non dare quella sensazione di pelle asciutta e "tirante" che magari ci si aspetta e piace.

INFO BOX
🔎 Stylevana (coupon INF105PIEREFECT), YesStyle (coupon PIER10YESTYL)
💸 €12
🏋 140ml
🗺 Made in Corea
⏳ Scadenza sulla confezione
🔬 //


Conoscevate Beauty of Joseon? So che la loro protezione solare è stata un must questa estate ma non ho avuto modo di provarla (ancora...).




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Ho provato la collezione Natalizia di Yankee Candle e mi ha stupito🎄

L'ultima volta che vi ho parlato delle candele di Yankee Candle è stato più di un anno fa e nel frattempo avevo smesso di acquistare questo brand. Nella recensione infatti avevo quasi detto addio all'azienda per via di una serie di delusioni: oltre a non aver apprezzato particolarmente le ultime tart e candele provate, facevo fatica a trovare delle fragranze che mi convincessero e soprattutto che non sembrassero identiche a quelle già provate. 
Mi sono buttato nel frattempo su altri brand, provando Woodwick e Goose Creek Candle, ma ho voluto fare un passo indietro con Yankee Candle e su Amazon ho scovato un questo Christmas Set davvero carino.

Si tratta di una confezione regalo (che eventualmente può essere un'idea carina per un pensiero) che contiene sei candele votive, di cui tre fanno parte della nuova collezione di Natale Snow Globe Wonderland, mentre altre tre sono della linea base Signature ma in tre profumazioni che pare non siano diffuse in Italia, ma solo in America. 
I votivi in vetro sono una recente novità, una sorta di via di mezzo fra le tea light e i votivi tradizionali che andrebbero messi in un bicchiere per essere accesi. L'azienda dice che questa tipologia di candele ha una durata di combustione di circa 7/10 ore, ma secondo me si riesce a sforare un po' da questa indicazione. 
Pare inoltre che Yankee Candle stia usando una miscela di cera di soia per le sue candele. 

Per questo Natale, Yankee Candle ha proposto cinque nuove fragranze, ma di questa collezione Snow Globe Wonderland non ho avuto modo di provare Winter Night Stars e Spun Sugar Flurries che hanno delle descrizioni interessanti ma che preferirei sentire di persona. 


Yankee Candle Peppermint Pinweels

"Il profumo che richiama i biscotti alla menta fatti in casa, ancora più dolce se condiviso con gli amici e la famiglia.

Note di testa: menta frizzante, burro fuso, sale marino
Note di cuore: popcorn dolci, bastoncini di zucchero sbriciolati, menta invernale
Note di fondo: panna montata alla vaniglia, cioccolato fondente, menta glassata"

Peppermint Pinweels è senza dubbio fra le Yankee Candle più dolci e speziate di questo set natalizio, ma non è affatto infestante o pesante, almeno in questo formato. Se non lo sapeste (come me che ho dovuto cercarlo) i peppermint pinweels sono dei biscotti tipici americani a forma di girella al sapore di menta e vaniglia, esattamente come questa candela. Il mio naso infatti coglie gli aromi del burro, della vaniglia, e in generale delle note dolci e vagamente speziate, che si accompagnano e vengono rinfrescate da accenti di menta. Se avete provato in passato la fragranza Yankee Candle Candy Cane Lane (che credo sia ormai fuori produzione) potrebbe ricordarvela vagamente.

In questa versione votivo in vetro, la candela ha una intensità che definirei buona, si riesce a diffondere in almeno un paio di stanze e non mi stancato tenerla accesa per più di un'ora. Dall'altro lato non ho notato una persistenza così forte, una volta spenta. La cera inoltre si è sciolta uniformemente, anche se ho giocato d'anticipo col il trick della carta alluminio per evitare sprechi.
Se vi piacciono le fragranze dolci, ma avete paura che vi stufino o che possano risultare stucchevoli, il votivo Peppermint Pinweels secondo me è perfetto per voi.


Yankee Candle Snow Globe Wonderland

"Entrate in un magico mondo invernale con un turbinio di note che evocano la menta ghiacciata, l'eucalipto e il legno di cedro.

Note di testa: menta ghiacciata, anice stellato, salvia, bacche di agrifoglio
Note di cuore: noce moscata, eucalipto, lavanda
Note di fondo: legno di cedro, praline, muschio ricoperto dalla neve"

Eleggo subito Snow Globe Wonderland come la mia candela preferita di questo set Yankee Candle . È una profumazione balsamica direi, in cui si sente la componente fresca sia dell'anice che della menta, ma accompagnata dai sentori più decisi di muschio e legno di cedro, il tutto in un accordo rotondo e accogliente. Nonostante il formato votivo non sia fra i più intensi, è comunque una candela che si sente bene, e che si spande a sufficienza nelle zone in cui si tiene accesa. 

La trovo sinceramente una profumazione elegante, adatta ad una zona giorno magari addobbata per le feste, ma è comunque una fragranza che piacevolmente si può adattare a tutta la stagione fredda. È soprattutto adatta a chi non ama le note del pino o quelle speziate, ma cerca una candela profumata che stia un po' in mezzo fra queste tipologie di fragranze.
Nonostante sia un votivo, e quindi la persistenza non sia al top, Snow Globe Wonderland lascia comunque un ricordo di sé nell'aria, anche una volta spenta.


Yankee Candle Snowflake Kisses

"Catturate il gelido bacio di un fiocco di neve con note talcate al profumo di viola, rosa e muschio bianco.
Note di testa: nettare di pesca, fragola, lampone
Note di cuore: viola, giaggiolo, rosa
Note di fondo: accordo talcato, legno di sandalo, muschio bianco"

Come vi dicevo, il bello di un set di questo tipo è che vi consente di provare anche quelle fragranze che normalmente ti attirano meno, ma che possono essere piacevoli scoperte. Snowflake Kisses rientra perfettamente in questa categoria: a primo impatto infatti percepisco le note fruttate, che non sono quelle che prediligo nelle candele profumate, ma tutto l'accordo è stato molto gradevole da provare, non l'ho trovato troppo sintetico e pungente.

Gli aromi fruttati, dolci ma non troppo zuccherini abbracciano delle note floreali e talcate, in un accordo bilanciato e che satura velocemente l'aria. Non è forse la profumazione che più mi dà l'idea di natale, di coccola, e di festa, ma nell'insieme mi è sembrata decisamente originale, e femminile. Infatti non percepisco ad esempio le note legnose e muschiate, che forse darebbero un altro twist. L'intensità del votivo di Snowflake Kisses è buona, anzi più alta di quanto mi aspettassi, ma anche in questo caso non la sento moltissimo nell'aria una volta che lo spengo. 


La linea Signature Yankee Candle è invece la gamma base della azienda, ma con una nuova scelta di design e grafiche sulle etichette. Non so se in questo set natalizio siano state scelte volutamente profumazioni che potessero adattarsi alla stagione o è stata una scelta casuale, in ogni caso il risultato è riuscito. 


Yankee Candle Silver Sage & Pine

"Salvia ghiacciata e pino fresco si aprono a una calda sensazione di cuoio, ambra e muschio terroso. 

Note di testa: cassis, salvia sclarea, aldeidi
Note di cuore: aghi di pino, cuoio, gelsomino
Note di fondo: legno di cedro, ambra, muschio"

Per il mio gusto, Silver Sage and Pine è un po' il punto debole di questo set Yankee Candle, non perché sia sgradevole, ma perché mi ricorda tutto quello che non amo di questa azienda: fragranze troppo simili fra loro. Christmas Garland, Singing Carols, Evergreen Mist, Icy Blue Spruce, Bundle Up, sono tutte fragranze proposte da Yankee Candle che raccolgono questi aromi di pino e alberi innevati ma che soprattutto si somigliano un po' tutte fra loro. 

Nonostante la similarità, noto che l'azienda le continua a proporre per cui immagino che piacciano. Per me non è l'aroma che preferisco, ma in questa versione votivo in vetro di Silver Sage and Pine è comunque accettabile perché non raggiunge una intensità particolarmente alta che possa darmi fastidio. Risulta tutto sommato bilanciata e gradevole da tenere accesa anche per più tempo. Potrebbe essere il formato perfetto se vi piace cambiare candele profumate, se tutto sommato gradite questo accordo aromatico, potrebbe essere adatta a voi. 

Yankee Candle White Spruce & Grapefruit

"Rinfrescante ed esuberante: succoso pompelmo e vivace abete rosso macinato in cremosa vaniglia e muschio caldo.

Note di testa: pompelmo, pomelo, pino, arancia
Note di cuore: abete rosso, ribes nero, ananas, aghi di abete
Note di fondo: ricco balsamo, baccello di vaniglia, muschio, cedro bianco"

Amo poco le candele profumate con aromi fruttati, ma questa White Spruce & Grapefruit mi è piaciuta molto anche se forse, in questo formato, non rende bene. Infatti per me emerge decisamente il pompelmo, ma quelle sue note più aspre vengono sicuramente mitigate dall'aroma balsamico del pino. Avrei voluto anche sentire le componenti dolci della vaniglia e quelle più decise del muschio, giusto per rendere la profumazione più completa ed originale, ma anche così resta una fragranza assolutamente gradevole. 

Credo che White Spruce & Grapefruit stia bene in questo Christmas set Yankee Candle perché comunque ha alcune note che ricordano le profumazioni natalizie, dall'altro lato è però una candela che potrei utilizzare un po' tutto l'anno e in tutti gli spazi, perché fresca, ma appunto non pungente, avvolgente ma non stucchevole. 
Spero solo che in altri formati la fragranza sia un po' più intensa e in grado di diffondersi e permanere meglio negli ambienti. 


Yankee Candle Smoked Vanilla & Cashmere

"Ricca vaniglia resa più invitante da note affumicate e avvolta da morbido cashmere e calda ambra. 

Note di testa: zucchero grezzo, ribes nero, marshmallow carbonizzato
Note di cuore: cannella affumicata, carbone, cenere di vaniglia, germoglio di chiodi di garofano, Cashmere
Note di fondo: ambra fusa, muschio cremoso, cedro rosso, legno di guaiaco"

Smoked Vanilla & Cashmere ha tutte le caratteristiche (o quasi) della mia fragranza preferita: è fresca, ma adatta alla stagione invernale e al periodo festivo, è leggermente speziata, ma senza risultare pungente e avverto le note legnose e affumicate ma addolcite e ingentilite da una punta di vaniglia. Non è forse la profumazione più natalizia in assoluto ma se la cava bene anche nella stagione delle feste.
Se avete apprezzato profumazioni come Warm Cashmere o Crackling Wood Fire, questa Yankee Candle potrebbe piacervi perché secondo me la ricorda molto.

C'è chi potrebbe dire che le note di legno e ambra la rendano automaticamente una fragranza più maschile, ma secondo me è abbastanza neutra e raffinata. L'intensità di questo votivo in vetro non è altissima, ma si percepisce bene e mi consente di tenerlo acceso anche diverse ore di fila. In questo formato però Smoked Vanilla & Cashmere non è particolarmente persistente, ma avrete capito a questo punto che si tratta di una caratteristica che le votive in vetro non hanno. 





Una idea regalo firmata Officina Naturae 🎁🎄

 Con l'arrivo di Dicembre si restringe il tempo per scegliere i regali di Natale, ma come ogni anno cerco di darvi qualche dritta utile. Se ad esempio dovete fare regali beauty, Officina Naturae anche quest'anno propone oltre quaranta idee regalo per la casa e la persona, anche decisamente economiche.
Hanno infatti racchiuso i loro prodotti in pochette o gift box in diverse combinazioni, che possono accontentare uomini e donne, e come vi dicevo per tutte le tasche.
Officina Naturae propone cosmetici e detergenti per la casa eco sostenibili, ma se tutti i loro set non c'è nulla che vi soddisfi, è possibile acquistare le box vuote e riempirle con i prodotti che preferite.

L'azienda mi ha dato l'opportunità di provare e farvi scoprire la Gift Box Vai alla Grande della linea CO.SO. Men’s Collection, perfetta per chi cerca un regalo attento all'ambiente, e magari da dedicare ad una persona dinamica che cerca prodotti facili da utilizzare.

La linea Co.So Officina Naturae è composta da cosmetici solidi, sia per la cura del corpo che dei capelli e del viso (o della barba nel caso della linea uomo), e soprattutto è plastic free, visto che gli imballaggi sono di cartone o in alluminio riutilizzabile. Nonostante siano prodotti solidi, questi di Officina Naturae non sono comuni saponette, visto che sono tutti arricchiti con ingredienti biologici da agricoltura italiana, ed hanno un PH bilanciato così da non aggredire i capelli e la pelle.

Nella Gift Box Vai alla Grande, che secondo me si presenta benissimo, con questa combinazione di colori molto elegante, contiene il Doccia Shampoo Solido N°03 ed il Sapone da Barba Solido N°06 che ho provato per diverso tempo e finalmente posso raccontarvi in dettaglio.


Officina Naturae CO.SO. Men's Collection Doccia Shampoo Solido N°03

Arricchito con estratti di ribes nero e more, dal potere anti ossidante, e glicerina per idratare, il doccia shampoo solido Officina Naturae mi ha stupito. 
È intanto molto facile da usare: si può sfregare direttamente sul corpo e sui capelli, o su una spugna, oppure sfregarlo fra le mani fino a quando non si crea una schiuma da utilizzare per procedere alla detersione. Io l'ho usato con la mia spugna (o spazzola) in silicone per il corpo ed in effetti crea una bella schiuma, piacevole e scorrevole sul corpo, che rende il lavaggio facile ma che non richiede poi troppa pazienza nel risciacquo. 

Il profumo di questo prodotto è sicuramente maschile, gradevole, e fresco, ma non molto persistente sulla pelle. Non escludo che possa piacere anche alle donne, perché alla fine non risulta troppo dura e pungente.

Il Doccia Shampoo Solido, oltre a pulire bene la pelle, è indubbiamente delicato, visto che non ho mai avvertito la pelle tirante dopo l'uso, non me l'ha seccata né l'ha mai irritata, anche nell'uso costante e quotidiano. Io proseguo sempre la mia routine con una crema o un olio corpo, ma se non sentite questa esigenza o semplicemente vi scoccia farlo, sono certo che questo doccia shampoo Officina Naturae non rende la pelle particolarmente bisognosa dopo l'uso. 

Quello che però mi ha stupito davvero è stato l'uso sui capelli: temevo infatti che succedesse un parapiglia con i miei capelli difficili ed il mio cuoio capelluto sensibile ed invece non ho avuto alcuna reazione negativa. 

Io ho usato questo Doccia Shampoo CO.SO sfregando il panetto fra le mani, per creare una schiuma sufficiente a lavare i capelli, ed è stato il metodo ideale per me perché così riesco ad ottenere la pulizia accurata che ricerco, scongiurando qualunque possibilità di aggredire i capelli.
Sin da subito ho notato che questo prodotto solido non mi annoda i capelli, non me li va a seccare eccessivamente ma me li rende morbidi e corposi, oltre che puliti. 

Io ho proseguito la mia hair routine con la maschera nutriente per capelli OnYOU, ma se avete capelli molto corti o normali non vi servirà.
Non mi ha inoltre mai seccato il cuoio capelluto, né l'ho sentito tirante dopo l'uso. L'unica accortezza che devo segnalarvi è di far asciugare bene il Doccia Shampoo Solido fra un utilizzo e l'altro (ha anche il cordino per essere appeso) per evitare che si possa sciogliere prima del tempo. 

INFO BOX
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Officina Naturae CO.SO. Men's Collection Sapone da barba solido N°06

Ha rispettato invece le mie aspettative questo sapone da barba che si è rivelato molto facile da usare. È un panetto arricchito con burro di mango e olio di cocco per nutrire la pelle e ammorbidire i peli, oltre che all'estratto di avena scelto da Officina Naturae per le sue proprietà lenitive.
Questo sapone per la rasatura può essere usato in diversi modi, e con un po' di esperienza si trova la proprio quadra. Si può infatti sfregare il sapone direttamente sul viso, dopo averlo inumidito, e, se fate così, vi consiglio di non esagerare perché basta davvero poco prodotto per ottenere una emulsione sufficiente per la rasatura. 


Inoltre può essere usato col pennello da barba, usando il barattolino di latta come contenitore, ma non ho provato in questo modo perché non sono solito farlo. A me è piaciuto usare questo sapone da barba un po' come il doccia shampoo solido, quindi sia direttamente sulla pelle, sia sfregando il panetto fra le mani e usare la schiuma che si crea per procedere alla rasatura. 
Questo sapone da barba solido non crea proprio le bolle, ma appunto questa sorta di crema schiumosa che aiuta a far scorrere delicatamente il rasoio sulla pelle. È una schiuma che non si scioglie subito, per questo vi anticipavo che non serve sfregare il sapone spasmodicamente, perché si finisce per prelevare anche troppo prodotto.

Io l'ho utilizzato sia con rasoi elettrici (a testina rotante e a lamine) che con quello manuale, e secondo me è il prodotto ideale per la rasatura, perché non va a intasare troppo il dispositivo costringendomi a sciacquare il rasoio di continuo.
Il sapone da barba Officina Naturae dà una buona scorrevolezza alla lametta, e ogni volta che l'ho utilizzato non mi sono trovato irritazioni o rossori. Inoltre dopo l'uso mi lascia la pelle morbida e abbastanza elastica, senza però lasciare residui unti o fastidiosi sul viso. 

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Avete scovato qualche idea regalo interessante sul sito di Officina Naturae? Se sì, vi lascio il codice sconto che l'azienda mi ha dedicato, del 10% valido su tutto fino a fine anno. Basta inserire PIERXMAS10 al momento dell'ordine. 




Le serie tv che ho abbandonato e non ho mai terminato 🛑

Mi sono sempre ritenuto un coriaceo delle serie tv, tanto da guardarle fino alla fine anche se il mio gradimento scema nel corso delle puntate, ma da qualche tempo ho cambiato un po' approccio. 
Già un paio di anni fa (qui) vi avevo raccontato di alcuni telefilm che avevo abbandonato per svariate ragioni, e a distanza di tempo è arrivato il momento aggiornare quella lista e integrarla con due novità e vecchie conoscenze.


Made for Love 
Seconda stagione

Sono state due serie tv che ho visto ed abbandonato di recente a farmi riprendere in mano questo elenco. La prima di queste serie è Made For Love, o meglio la seconda stagione, disponibile su Now e Sky Serie dal 28 agosto di quest'anno. La vicenda al centro è il matrimonio fra Byron Gogol, un magnate della tecnologia, e la moglie Hazel, che viene tenuta sotto estremo controllo dal marito, almeno fino a quando lei non si ribellerà.
Avevo visto il primo ciclo di episodi lo scorso anno e, nella mia recensione di allora, ero arrivato alla conclusione che la serie non mi aveva entusiasmato, nonostante non avessi trovato dei problemi macroscopici e avesse trovato una chiave tutto sommato ironica per parlare di temi seri come l'abuso emotivo. 

Ho pensato che quindi, tentare con la seconda stagione, potesse farmi cambiare idea, perché può succedere che una serie tv migliori, ma non è stato il caso di Made For Love. Dopo tre episodi infatti non ero affatto preso dalla storia, e mi sembrava solo un fiacco proseguo che non avrebbe portato idee e stimoli nuovi ed interessanti, ma situazioni trite e ritrite. Così ho deciso di saltare dalla barca e abbandonare la serie, e non mi sono poi del tutto sbagliato visto che HBO l'ha cancellata e non ci sarà una terza stagione di Made for Love.


From Scratch - La forza di un amore
Miniserie

Tratto dall'autobiografia di Tembi Locke, From Scratch è diventata rapidamente una delle serie tv più viste su Netflix, e altrettanto rapidamente l'ho abbandonata. La storia è quella di Amy, una ragazza americana appassionata d'arte, e della sua relazione con Lino, un ragazzo siciliano che invece sogna di diventare un grande chef. I due si conosceranno in Toscana, ma il loro rapporto finirà per dover affrontare diverse peripezie, fra genitori in disaccordo, malattie e una famiglia da formare.

Nonostante il titolo da romanzo di serie b, pensavo che From Scratch - La forza di un amore potesse essere una sorta di This is Us, magari non in grado di portare qualcosa di nuovo sullo schermo, ma quantomeno di essere coinvolgente e toccante. Mi sbagliavo, perché questa serie sciorina fin da subito una sequela infinita di luoghi comuni e cliché che rendono il tutto fastidioso.

Tutta la parte in Toscana sembra una sorta di video creato dalla pro loco (anche nella fattezza proprio) per incentivare il turismo, ma anche sull'italianità in generale non si contano il numero di baggianate che vengono messe in scena, fra accenti forzati, "buona cucina" e una vetusta disparità fra nord e sud. 

From Scratch inoltre ha dei dialoghi pessimi nella loro banalità, e risulta poco coinvolgente per colpa di salti temporali non ben esplicitati. Zoe Saldana e Eugenio Mastrandrea danno delle buone interpretazioni, ma a nulla possono contro una sceneggiatura tanto becera, al limite del risibile. 
Sono arrivato a circa metà serie tv, ma poi non ho retto, non trovandomi affatto coinvolto da From Scratch, e non ho vergogna a definirla forse una delle peggiori produzioni di questo 2022.


Posso ufficialmente affermare che non proseguirò anche nella visione di Billions, che ho concluso con la quarta stagione.


Devo dire che ho titubato, perché volevo provare a dare una chance alla quinta stagione, ma, complice il COVID, la produzione ha subito un rallentamento, bloccandosi a metà dell'estate 2020, per poi riprendere a settembre del 2021. Questo ha contribuito a farmi passare ulteriormente la voglia, ma bisogna dire che Billions non mi aveva più appassionato, visto che le vicende sembravano ripetitive e i personaggi sempre più esasperati (ed esasperanti) e fuori fuoco. Ad inizio di quest'anno è andata in onda su Sky la sesta stagione, ma è stata rinnovata pure per la settima. Io però non intendo voltarmi indietro.

Purtroppo è più o meno finita così anche con Suits, serie terminata nel 2020 con la nona stagione, ma che io ho smesso di seguire nel 2018 con la settima, visto che non mi appassionava più come agli inizi. In questi anni ho conservato una minuscola speranza di riprendere la visione di Suits anche solo per completezza, ed essendomi affezionato nel tempo ai personaggi, ma non è mai scattata la scintilla affinché concretizzassi la cosa. Essendo passato così tanto tempo, ed essendo sopraggiunta tanta altra roba, direi che è arrivato il momento di dire addio al progetto di un recuperone.

Con il 2022 saluto, non senza tristezza, anche i Pearsons di This is us, con cui mi sono arenato alla terza stagione. 


This is Us 2 aveva rotto un po' l'incantesimo che la serie aveva lanciato su di me, e nonostante un terzo capitolo un po' più convincente, mi sono bloccato, il tempo è passato, e purtroppo non credo di riuscire più a recuperare la serie. Le restanti stagioni, inclusa la sesta arrivata quest'anno, sono un po' troppo corpose, da 18 episodi l'una, per cui è complicato anche da un punto di vista logistico, ma ammetto che la mia affezione per i protagonisti mi spinge a sperare che forse un giorno chiuderò il cerchio in maniera più degna.

Non mi è spiaciuto affatto salutare invece Good Girls, cancellata alla quarta stagione. Già non si trattava della mia serie tv preferita, ma quando ho visto la seconda stagione ho un po' storto il naso per alcune assurdità raccontate. Così mi sono fatto sfuggire i restanti episodi e una volta che dovevo affrontare due stagioni intere, ho lasciato perdere e non credo proprio ci ritornerò mai in futuro.

Con altrettanto assenza di dispiacere ho abbandonato You, che è stata rinnovata per una quarta stagione, annunciata per gli inizi del 2023. Poteva essere un thriller psicologico godibile, ma i creatori di You si sono fatti coinvolgere da un vortice di assurdità che hanno reso la serie particolarmente fastidiosa e assolutamente non credibile.


Ricordo ancora come nella seconda stagione nessuno dei personaggi (e sottolineo nessuno) facesse o dicesse qualcosa che avesse il minimo senso logico. Portare avanti una serie tv con queste fondamenta, dove ogni cosa è possibile perché non vi sono delle linee guida da seguire, per me non è appassionante, ma direi più che altro snervante. Voi vedrete la quarta stagione di You?

Anche Outlander è stata confermata per una nuova, settima stagione, dopo la sesta andata in onda quest'anno, ma io ho tirato il freno a mano già al terzo ciclo di episodi.
Quella che doveva essere una saga fantasy appassionata e romantica per me si è rivelata presto troppo lenta e prolissa per potermi coinvolgere a proseguire la visione, e visto l'accumulo di episodi che dovrei recuperare a questo punto non mi immagino dare più chance a Outlander. Mi spiace solo per quel bellone di Sam Heughan, lui sì che dà valore alla serie.

È stato invece naturale abbandonare la visione di Big Sky, una serie tv crime - poliziesca del 2020, che è disponibile su Disney+ e che da dicembre di quest'anno arriverà alla sua terza stagione. 


Sembra essere una serie tv molto prolifica, tanto che già conta 42 episodi e non ci sono quasi stacchi temporali fra la produzione di una stagione e l'altra. Le motivazioni al mio abbandono di Big Sky sono diverse: in primis perché si tratta di un genere che mi piace, ma di cui non farei scorpacciate, per cui è difficile che mi fidelizzi ad un telefilm simile che butta fuori così tanti episodi. Inoltre la prima stagione era sì, di compagnia, ma oltre ad un buon ritmo generale, non ho trovato particolari qualità che potessero spingermi ad una visione costante. Quindi anche in questo caso non conto di voltarmi indietro.

È stata più o meno lo stesso con Jack Ryan, che però ha avuto una genesi e un impatto su di me differente rispetto a Big Sky. La prima stagione risale infatti al 2018, e mi era piaciuta, ma c'è voluto più di un anno prima di avere la seconda stagione. 


Trattandosi sempre di una sorta di thriller di spionaggio con delle punte più drammatiche e parentesi strettamente poliziesche, non fremevo dalla voglia di vedere i nuovi episodi, e così è passato del tempo che ha portato ad un affievolirsi della mia curiosità rispetto alle avventure di Jack Ryan. La terza stagione arriverà addirittura a dicembre di quest'anno, quindi a distanza di tre anni, e tutta questa lentezza non ha fatto altro che rendermi la serie ancora meno appetibile. È già in programma pure un ulteriore rinnovo e in linea generale non sarebbe un recupero impossibile, ma Tom Clancy's Jack Ryan  finisce sempre ultimo nella lista delle serie tv che vedrei, scalzato da altro, quindi mi sembra il caso di chiudere il capitolo definitivamente. 

Voi avete abbandonato delle serie di recente? Ma soprattutto fra queste serie tv ce n'è qualcuna che faccio male ad abbandonare?




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