sabato 17 novembre 2018

|#backtoseries chapter 31|
Sono in ritardo, sono un fuggitivo e...sono tornato a The Affair?! 😱😱😱

Viaggiare è bellissimo, una delle cose che più possono arricchire l'animo umano, ma viaggiare ha un grosso problema: resti indietro con le serie tv. Ed io sto lentamente recuperando tutto ciò che ho lasciato in arretrato, ma non posso fare mega maratone da miopia assicurata, quindi ho bisogno di tempo. Intanto però faccio un passo indietro a tutte quelle serie tv che ho terminato ormai da un pezzo, e per cui è arrivato il momento di fare il punto.



Questa volta andrò un po' a caso, un po' in ordine cronologico, perché mi va così, e come sempre mi affido alle stelle per darvi un'idea della mia opinione generale.


Mystery in Paris
Tre stagioni 
⭐⭐⭐

Non ho sentito nessuno se non la mia amicissima Simona (MissPenny09) parlare di Mystery in Paris, serie tv antologica andata in onda su Fox Crime dal 12 Luglio al 9 Agosto di quest'anno. 
Ogni episodio (in totale sono 5) è praticamente un film anche per la durata, ha come sfondo alcuni dei luoghi più famosi di Parigi, dal Louvre alla Tour Eiffel, e racconta un crimine o un mistero da svelare. Un po' alla Poirot e ai gialli di Agatha Christie, per capirci, seppur non siano ai livelli di grandi classici. Gli episodi, che, ripeto, raccontano storie e hanno personaggi diversi, però sono carini da seguire, intrattengono e tutto sommato sono ben realizzati, sia nei costumi, che nelle ambientazioni. 



Certo, non tutti gli episodi riescono a mantenere il pathos, la coerenza ed un intreccio narrativo che tiene fissa l'attenzione dall'inizio alla fine, per esempio proprio Mystery Alla Tour Eiffel, il primo episodio, mi è sembrato un po' più fiacco e debole sotto diversi punti di vista. L'ambientazione in alcuni momenti mi sembrava un po' posticcia, e la storia l'ho trovata un po' tirata per le pinze, una di quelle vicende in cui pensi "ma guarda caso...". Ho invece trovato intrigante sia Mistero al Moulin Rouge, dove la coralità dei personaggi era più evidente e funzionava meglio, che Mistero Al Louvre, forse la puntata più movimentata. 



In ogni caso Mysery in Paris svolge il suo compito: si guarda con piacere, ha quell'azione e quei piccoli colpi di scena che movimentano la visione e non la rendono mai troppo noiosa, e quel filo di erotismo accennato e non volgare che non guasta. Se vi piacciono le serie in costume, e siete amanti dei gialli vecchio stile, dategli una chance, anche perché, ripeto, è una serie tv, ma ogni puntata inizia e termina quindi qualora non vogliate andare avanti, avrete visto comunque una storia con un senso
Da ciò che ho capito, per il 2019 sono previsti altri due episodi, e credo che li recupererò ben volentieri.

Versailles
Terza Stagione
⭐⭐⭐⭐🌠

La terza stagione di Versailles, disponibile su Netflix dal 2 Agosto, per me sinceramente è stata la migliore dell'intera serie.



È vero, non c'è stata una stagione che mi abbia deluso, perché Versailles, nonostante non punti su un ritmo serrato o una carica emotiva estrema, ha il suo fascino, fra gli attori bravissimi, una scelta di costumi e scenografie curata, ma soprattutto la commistione di fatti reali e verosimili. Dalla "scomunica" di madame de Montespan e l'oblio in cui finirà la sua egida, ai rapporti contrastati fra il Re Sole e la Chiesa Romana, fino all'ascesa di Madame de Maintenon e della sua austerity.
Tutto un meccanismo che in questa terza stagione ha funzionato bene, dove ognuno dei personaggi, con la sua parte, ha avuto un percorso sensato e interessante.



Specie le figure femminili, che risultano e ne escono tutte in modo potente, centrato, ben strutturato, e soprattutto in grado di far girare la ruota. Considerate che per alcuni dei personaggi secondari sappiamo davvero poco, e non abbiamo appigli storici perché sono personaggi inventati. Eppure sono convincenti e accattivanti e ti vien voglia di seguire i loro casini. Un po' meno interessante forse la parte su Filippo di Lorena, ma si tratta appunto di una parte secondaria ed un personaggio che credo volutamente reso poco empatizzante. Bisogna dire però che se prima era un punto di rottura simpatico, adesso hanno dato un twist alla sua storia che poco intrattiene.
Un po' ripetitivo anche il ruolo di Guillaume, il calzolaio "salvatore" durante la guerra del Duca d'Orléans, che sembra un po' incastrato nella stessa situazione, un po' tapino.



In ogni caso anche lui ha la sua funzione in questo grande meccanismo, quindi in un modo o nell'altro non resta fuori dai giochi.
Un altro aspetto che ho apprezzato della terza stagione di Versailles è che si esce un po' dalla claustrofobia di corte, e questo avviene per un motivo, ma in due modi. Luigi XIV continua nella sua convinzione e nella sua forza ma vacilla e deve fronteggiare "nemici" esterni: la chiesa, Leopoldo I d'Asburgo, imperatore del sacro romano impero, e il popolo francese. Tutte queste figure circolano a Versailles, in un modo o nell'altro, ma portano anche nuovi ambienti e situazioni. Ma nessuno porta luce: i luoghi restano tetri, ombrosi. Tutto è cupo come gli animi, sempre più scuri dei personaggi.
Versailles non è la serie rivelazione degli ultimi anni, ma secondo me, fra le serie in costume si è fatta notare, riportando uno spaccato storico interessante. Con la terza stagione la serie si è conclusa (ci tengono a precisare che non è stata cancellata, ma è stata pensata così) quando Luigi XIV è all'apice del suo impero e, con un simbolico passaggio di testimone alla generazioni future, Versailles chiude i battenti.

Jack Ryan
Prima stagione
⭐⭐⭐⭐

È impossibile che non abbiate visto in rete o in tv la pubblicità di Jack Ryan, la serie tv di Amazon Prime Video uscita il 31 Agosto. In pratica i veri fuggitivi siamo diventati noi che cercavamo di scappare da quel faccione di Jack Ryan, altro che Suleiman.


Jack Ryan, un analista che digievolve in agente della CIA, nasce dalla mente e dai romanzi di Tom Clancy, che io non ho letto, ed è apparso nel corso del tempo in diversi film e diverse storie.
Per me questa serie tv è stata un diversivo fra i telefilm che guardo in genere soprattutto in termini di tematiche, perché come avrete capito non sono proprio un fan dei film e delle serie d'azione, ma ha funzionato. 
Jack Ryan colpisce per la qualità, visto che non sembra di guardare una serie tv "minore", ma un film con un buon budget, per le scene movimentate e in generale per la trama coinvolgente e avvincente. Buoni anche gli attori, anzi penso che abbiano azzeccato con John Krasinski che ha la faccia un po' da bambacione, ma il fisico giusto per poter unire corpo e mente del personaggio. 



Questo Jack Ryan non è proprio il classico agente che con uno schiocco di dita si ritrova perfettamente a suo agio in situazioni estreme, o anche solo nel gestire vita lavorativa e privata, e nonostante sia stato un soldato, si ritroverà ad avere le sue difficoltà, complice anche un passato non facile. 
Certo c'è sempre quel momento in cui lui sembra la "beautiful mind" della situazione che ha l'illuminazione risolutiva, ma mi rendo conto che è pur sempre il personaggio principale, e la serie devono farla in qualche modo. 
L'aspetto che mi è piaciuto meno riguardo appunto Jack Ryan è il fatto che, pur avendo il suo nome sulla locandina, non è proprio un personaggio ben approfondito, risulta un po' piatto nella sua storia; di tanto in tanto ci viene dato qualche riferimento al passato, e capisco che si parla solo di 8 episodi, ma secondo me si poteva fare di più, anche eventualmente sporcarlo un po' per non rischiare di cadere nello stucchevole.



Al contrario, è stato dato un buono spazio alla storia dei nemici, di Suleiman e della famiglia, li conosciamo lungo tutto il loro vissuto e questo secondo me ha due vantaggi: da un lato è una prospettiva un po' diversa e meno nazionalistica ché gli americani per autocelebrazione sono i primi; dall'altro lato non si scade nel fazionismo o nel demonizzare il nemico come brutto e cattivo a prescindere, ma si tenta di capire, non tanto le ragioni di ciò che fa, quanto chi siano queste controparti. È una storia che, potete capire da voi, coinvolge anche perché risulta molto attuale. 
Jack Ryan ha una seconda stagione in programma e mi sembra abbiano le carte e lo spazio per potersi muovere abbastanza bene in futuro. 


The Affair
Quarta stagione 
⭐⭐

Sinceramente non avrei dato un soldo a questa quarta stagione di The Affair, in onda su Sky Atlantic dal 29 agosto al 26 settembre, anzi io ero convinto che, dopo l'oltraggioso scempio della terza stagione (qui descritta con una serie di gif da non dimenticare), avrei abbandonato la visione per sempre.



Poi da più parti tutti ne parlavano bene, e quindi, complice anche il fatto che non avevo di meglio da vedere, mi sono lanciato e devo dire che è stata meno peggio di quanto pensassi. Credevo che avrei dato di matto e non avrei tollerato che nessuno dei quattro protagonisti aprisse bocca anche solo un istante, ma non è stato così. Hanno saputo ripulire la storia da orpelli e personaggi e dialoghi che non portavano a nulla se non una costante confusione e antipatia, ed hanno portato avanti una storia più lineare, più focalizzata sulla psicologia del quartetto e meno sull'inutile contorno.
Ovviamente non è che tutto funzioni al meglio. Le vicende di Noah così come quelle che riguardano Cole sono solo un riempitivo che non portano ad un reale cambiamento o sviluppo della storia, almeno per questa stagione.


Capite bene che, quando una serie tv si muove a capitoli, dedicando mezzo episodio al punto di vista di un solo personaggio, scoprire che alla fine tutto quello che hai visto è praticamente inutile, un po' ti urta i nervi. Ma non è stato comunque nocivo, né particolarmente noioso. 
Sicuramente più attive sono sia Alison, che forse è fin troppo attiva tanto che secondo me brucia giusto un po' le tappe del comune senso delle relazioni, che Helen. Quest'ultima in particolare mi ha sorpreso: all'inizio mi sembrava nevrotica al punto da risultare comica; se dovessero fare una versione italiana di The Affair, il suo ruolo sarebbe perfetto per Margherita Buy. In realtà di comiche ci sono diverse scene, perché gli autori non hanno ben chiara la differenza fra passionalità, istintualità e randomicità


Col tempo però Helen è diventa l'unico personaggio della serie che si muove, ragiona, e prova con un senso logico e non a caso come fanno gli altri, ed è l'unica che si ritrova incastrata in ciò che vive e non ci si butta a capofitto o comunque si cerca da sola.
Starete pensando che due stelle siano poche ma sono la sopravvivenza per The Affair, che è riuscita ad arrivare alla quinta ed ultima stagione secondo i piani iniziali. Potrei anche terminarla, una volta che verrà pubblicata, così da porre fine per sempre a questo capitolo. Avendoci preparato al peggio, non può che migliorare. 

Sharp Objects
Miniserie
⭐⭐⭐⭐

Sharp Objects è un pugno nello stomaco, ed è questo il suo punto di forza. Son partito un pelo sfiduciato nella visione perché qualcosa non mi quadrava e temevo un filo di noia, ma è bastata una puntata per convincermi, e poi mi sono fatto inghiottire da questa storia torbida e dura


Ad avere la meglio non è l'investigazione di Camille sugli omicidi di un paio di ragazzine, o per lo meno, per me passa in secondo piano, anche perché non è la vicenda più originale possibile, per quanto colpisca per la sua crudezza. Quello che mi è rimasto impresso è stato lo sviluppo psicologico dei personaggi, di come si ritrovino ad essere vittime di un filo invisibile, fragile, eppure potente.
Amy Adams è perfetta nel ruolo di Camille, con una bellezza indiscutibile ma che non diventa mai eccessiva, ma che si perde anzi in questo animo ferito e contrastato.



Tutta Wind Gap è regolata da contrasti, da leggi particolari, da controsensi, da bisbigli, da finti sorrisi e da una facciata che non corrisponde poi a ciò che si nasconde dietro le mura, ed è come se i personaggi, Camille in questo caso, nonostante cerchino di allontanarsi da questo limbo, ne vengono inevitabilmente attratti e ne restano incollati. La lotta della protagonista non diventa quindi solo un per cercare di risolvere un caso che le sta a cuore, ma anche di scappare da quel mondo da cui era fuggita anni prima. 
Il ruolo femminile è centrale e fa riflettere secondo me: a Wind Gap ognuno rispetta una stretta routine, e le donne del paese sono tutte al loro posto, e se così non è, vivono in una costante sofferenza e finiscono per restare fuori ed essere considerate strane.



Sharp Objects è una visione come vi dicevo forte, intensa ma anche evocativa, quell'aspetto psicologico si traduce spesso in flash, in sogni, in visioni o allucinazioni. La stessa Camille rivive costantemente scene del suo passato e sembra che ce le abbia davvero ancora davanti agli occhi.
Il suo sguardo è sempre angosciato, perso, come se stesse rivivendo tutto da capo, e si porta dietro diverse dipendenze e malesseri psicologici per cercare combattere a modo suo l'ambiente in cui vive.
Una serie tv che mi ha colto emotivamente sicuramente, sebbene posso capire se a qualcuno non abbia fatto lo stesso effetto perché entrare nella mente di alcuni personaggi è difficile, e quindi sembra che agiscano semplicemente a caso. 



Il più emblematico in questo senso è il padre di Camille, Alan, che sembra accettare tutto troppo passivamente. La gestione dei tempi inoltre può sembrare, e un po' lo è, troppo dilatata e ripetitiva. Infine anche la risoluzione finale, quasi esterna al resto della narrazione, può essere vista negativamente, ma resta il fatto che quello che conta in questa storia non è la vicenda in sé, quanto l'intrigo psicologico, di ferite interne protratte nel tempo che hanno superato le generazioni. 
Sharp Objects non riesce a superare la carica emotiva di Big Little Lies di cui condivide il regista, ma crea un microcosmo tutto suo, che travolge e colpisce. 

Per adesso è tutto, ma mi sto impegnando in un recupero selvaggio di tante serie tv che mi stanno piacendo per cui #backtoseries torna presto!






24 commenti:

E tu cosa ne pensi?

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  1. l'unico che ho in lista che inizio a giorni è sharp objects.. poi ti dirò ;)

    mallory

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  2. Non ho visto nulla di tutto ciò, ma ho letto di Sharp Objects dal mio amico Pietro.
    Sembra interessante.
    Comunque sono ancora offesa con te.
    Attendo il maltrattamento del giorno. 😜🤘😈

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    1. ahahaha oggi non ho nulla da dirti, recupera Sharp Objects che fai bene :D

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  3. Di queste ho visto solo le ultime due. Mentre, sola voce fuori dal coro, lo so, ho trovato Sharp Objects monocorde e soporifero, ho adorato la quarta di The Affair. Senza passare però dalla terza.

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    1. La terza è talmente vuota che hai fatto bene a saltarla anche se non è giusto e ti toccava sorbirtela XD

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  4. Mistery in Paris ne ho parlato solo io perchè mi sa che solo io e te lo abbiamo visto XD e nessuno si sia accorto sia andato in onda.
    Versailles me lo sto tenendo in serbo per quando avrò il nulla cosmico da vedere visto che sono 3 stagioni.
    Gli altri li ho visti... ma veniamo al mio NOOOOOOOOOOO io odio tutti i personaggi di The affair XD odio profondo e viscerale e sai che ho provato a vedere questa nuova stagione, ma l'impulso di prendere a sberle tutti dall'inizio alla fine mi ha fatto capire che forse non era un oretta di relax XD ed ho abbandonato senza indugio e senza rimpianti.

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    1. Aahahahhaha penso anche io che l'abbiamo visto solo noi, ma che ce frega! Esclusività XD

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  5. Versailles l'avevo incominciato ma quelle immagini così cupe e i primi due episodi francamente mi hanno fatta desistere dal continuarlo :/
    Però Sharp Objects sembra interessante!

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  6. Ti appoggio su The Affair a cui non davo una lira e che invece è tornato sui giusti binari. Però, per quanto Helen sia un gran personaggio, l'ho vista nei margini, mentre la storia di Cole è quella che più mi ha convinta. Onestamente l'avrei finita qui, che il finale sembra ben conclusivo, temo la quinta stagione.

    Versailles mi dicono tutti di recuperarla, ma non riesco a farmela piacere a pelle.

    Sharp Objects un vero pugno, vista in piena estate mi ha fatto entrare già nel mood malinconico autunnale. E forse forse, condensata com'è, la preferisco al sole di Big Little Lies.

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    1. Il fatto è che a Cole non accade praticamente nulla, o per lo meno per me nulla di interessante 🤷🏻‍♂️

      Capisco l'avversione per Versailles, penso che non avendo messo un attore di spicco ad esempio,hanno tarpato le ali alla curiosità.

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  7. Questo Sharp Objects mi intriga, sai?
    Ma ancora di più VERSAILLES, di cui non sapevo sciaguratamente nulla!
    Visto che parli di personaggi inventati, chissà se andando avanti potranno includere la storia di Lady Oscar, sarebbe stupendo (magari appunto andando avanti negli anni rispetto al narrato attuale...)

    Moz-

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    1. Recupera Sharp Objects ma non ci sperare in Versailles: è finito definitivamente quindi non andranno avanti affatto!

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  8. Ho visto solo le ultime due, e diciamo che concordiamo abbastanza in tutte e due i casi sul risultato ;)

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  9. Non ne abbiamo in comune, ma Jack Ryan mi aveva incuriosita non poco dagli spot che avevo visto in tv e in rete. E credo potrebbe piacermi, perché il genere di solito mi piace.
    Sharp objects non la conoscevo, ma mi potrebbe piacere. Quelle in costume non mi convincono quasi mai, mi annoiano con una certa facilità.

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    1. Mi fa piacere averti fatto conoscere Sharp Objects, è sicuramente particolare ma merita!

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  10. Ma che ti frega delle serie tv :D meglio viaggiare.
    Tanto quelle restano lì e ti aspettano.

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    1. ahahah è vero, ma sono entrambe passioni quindi ci tengo più o meno ad entrambe :D

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  11. "... viaggiare ha un grosso problema: resti indietro con le serie tv."
    Con conseguente stress da serie tv.
    Sì, perché non ci sono solo lo stress da lavoro, lo stress da esami, lo stress da concerto, lo stress da relazione ecc.
    :-)

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    1. È tutto uno stress questa vita ;D Che possiamo farci!

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  12. Sharp objects e Versailles le ho in lista. In questo momento ho appena terminato Le terrificanti avventure di Sabrina e sto guardando Le regole del delitto perfetto, Outlander e varie serie Rai :)

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    1. Sabrina lo sto vedendo e devo dire che me lo sto centellinando perché mi sta piacendo.

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