Se avete la pelle secca questi prodotti corpo Alverde e Balea potrebbero piacervi

Continuo a provare i prodotti che ho acquistato nel tempo nei vari ordini che ho fatto sul sito di DM Italia, in cui ho inserito spesso e volentieri i cosmetici di Alverde e Balea, due delle marche esclusive di questa catena di negozi.
Con l'intento di utilizzarli durante la stagione fredda, avevo raccolto alcuni prodotti corpo di queste aziende che speravo potessero rivelarsi validi e non mi sono sbagliato troppo.

Durante l'autunno e l'inverno la pelle del mio corpo tende ad essere un po' più secca ed esigente, apprezza prodotti più nutrienti e texture più ricche. La colpa credo sia anche mia che proprio non riesco a non fare delle docce molto calde (a mia discolpa, la nostra caldaia ha sempre fatto scherzi), che possono portare ad una maggiore secchezza cutanea, ma comunque riesco a trovare dei prodotti validi che mi accompagnino tutti i giorni.
Ho creato una routine corpo economica proprio con i prodotti di Alverde e Balea ed arrivato il momento di parlarne.


Balea Doccia Crema Milk & Honey


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €0.89
🏋 300ml
🗺 Svizzera
⏳ 12 Mesi
🔬 //


È un vero piacere usare questo bagnodoccia di Balea Latte e Miele perché non solo ha un ottimo profumo, ma crea le condizioni ideali per la pelle.
È arricchito con proteine del latte e ovviamente miele, che hanno poteri idratanti, ma nell'INCI ho trovato anche pantenolo e niacinamide, entrambe vitamine amiche della salute cutanea. Non manca inoltre la glicerina e il pregiato estratto di fico d'india, che pare avere anche proprietà lenitive e protettive.
Il doccia crema Milk and Honey inoltre è pensato per pelli sensibili a quanto si legge sul sito DM, grazie immagino anche al ph neutro, e non contiene microplastiche.
La sua consistenza la definirei più che altro una via di mezzo fra un gel e una crema, ed ha un ottimo profumo, che non risulta troppo zuccherino o stucchevole.

Ho notato che la formulazione ed anche la resa di base siano molto simili ad un altro Bagno Crema Balea di cui vi avevo già parlato, ma non posso che sottolineare (di nuovo) l'ottima performance che ha: infatti si trasforma in una schiumetta (non particolarmente voluminosa, tocca dirlo) molto scorrevole sulla pelle, sia con le spugne tradizionali che quelle in silicone, e deterge la pelle in modo davvero delicato, lasciandola morbida, liscia ed elastica. Io credo sia un gel doccia adatto a tutti i tipi di pelle e un po' a tutta la famiglia, anche a chi poi non ha intenzione di seguire con l'applicazione di una crema corpo ma appunto piacerà anche a quelle un po' più esigenti, secche o con una lieve sensibilità perché non crea prurito o arrossamenti. Devo dire che la profumazione è più una compagnia durante la doccia che un aroma che permane sulla pelle, perché su di me non la sento in modo così intenso dopo aver risciacquato il prodotto.
Di questo passo credo che proverò un po' tutti i bagnodoccia Balea perché, oltre al costo piccolissimo, hanno anche dei validi benefici su di me.


Alverde Balsamo Corpo Nutriente
alla mandorla e al burro di karité bio


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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €2.79
🏋 250ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬Natrue, Vegan

Da Balea mi sposto verso Alverde e do la mia approvazione a questo balsamo corpo nutriente perché è stato una piccola scoperta. Di base ha ingredienti molto comuni, che svolgono una azione emolliente e protettiva come olio di soia, di semi di girasole, l'estratto di mandorle dolci, oltre all'aggiunta di burro di karité, e che si fondono in una consistenza abbastanza corposa, al punto che io ho sempre tenuto la confezione al contrario per far uscire meglio la crema, ma comunque semplice da stendere. Avrei preferito un altro tipo di confezione, anche solo qualcosa di più morbido perché ammetto che un po' di noia la dà a prelevare il prodotto.
Questo balsamo nutriente Alverde infatti non fa scia bianca, e non mi è risultato untuoso o troppo pastoso, o appiccicoso, anzi si applica in maniera abbastanza scorrevole, e si assorbe rapidamente, cosa importante per un freddoloso come me che vuole subito rivestirsi.

Non so perché ma la profumazione di questa crema corpo Alverde mi ha ricordato l'aroma di cioccolato che avevo sentito qualche anno fa in un paio di prodotti Organic Shop (recensione preistorica qui) che però qui ho apprezzato di più forse perché più delicata, leggermente meno chimica, meno pungente. Si tratta comunque di un profumo che permane qualche ora, ma senza fare scie, e poi svanisce quindi non è particolarmente importante secondo me stare a parlarne.
Quello che a me è piaciuto del Balsamo Nutriente Mandorla e Karitè è la sua efficacia nel nutrire la pelle, nel lasciarla morbida, davvero più setosa ed elastica diverse ore fino (nel mio caso almeno) alla doccia successiva, come vi dicevo, senza appesantire. Nel lungo periodo evita che questa si screpoli e che si creino situazioni spiacevoli. I limiti di questo prodotto Alverde secondo me si notano quando deve avere a che fare con una pelle davvero molto secca, e in quel caso vi consiglio di scorrere perché c'è un'altra crema che potrebbe interessarvi, e se volete usarla con un detergente corpo molto aggressivo.


Alverde MEN Deo Roll-On Active Nature Pro Climate 


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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €3.29
🏋 50ml
🗺 Germania
⏳ 12 Mesi
🔬Natrue, Vegan

Mi sposto un attimo dai prodotti adatti alla pelle secca, ma resto nel campo dei cosmetici che per me sono adatti alla stagione fredda. Ho detto già in altre occasioni che, per la vita di tutti i giorni seduto ad una scrivania e durante l'autunno e l'inverno, non ho bisogno di deodoranti con anti traspiranti perché non ho una sudorazione eccessiva. Nella mia mente si è creata l'idea che, se e quando posso, evito queste sostanze, e le uso nei momenti in cui so di non poter stare attento ad eventuali odori poco gradevoli. Questo deo roll-on Alverde, della linea Pro Climate che vuole ridurre l'impatto ambientale della produzione dei prodotti, è arricchito con triethyl citrate l'antibatterico che crea un'ambiente sfavorevole alla proliferazione di batteri, ma ci sono anche sostanze idratanti come la glicerina e l'aloe.
Credo che gli estratti di gingko biloba e bambù abbiano poco senso in un deodorante, mentre è più interessante sottolineare la presenza di olio essenziale di salvia che invece ha proprietà antisettiche e quindi adatto a contrastare la sudorazione.

Vi segnalo inoltre la presenza di alcol, se vi dà fastidio, ma nell'INCI non appaiono coloranti, conservanti, nanoparticelle, parabeni, paraffina o oli minerali e sali di alluminio.
Non mi soffermo sulla fragranza perché è fresca e delicata, e anche se questo deodorante Active Nature è della linea MEN Alverde secondo me va bene per chiunque. 
Io l'ho apprezzato per la sua delicatezza e ovviamente per l'efficacia: non badate alla dicitura che vuole che duri 24 ore perché secondo me è forviante da ogni punto di vista e spero vi laviate prima. Io ci faccio tranquillamente quelle 8 ore che chiamo "giornata ufficio" e poi lentamente perde di efficacia, ma non mi lascia a piedi di punto in bianco. 
Come vi dicevo, se sono in viaggio o ho molti impegni, mi rivolgo ad altro, ma per il resto per me è un prodotto promosso, che, tra l'altro, non lascia segni sui vestiti e non mi ha dato irritazioni.
Questo dovrebbe essere il terzo deodorante di Alverde che provo e devo dire che non ho notato differenze macroscopiche, ma fino ad ora non ho nemmeno trovato quello dalla tenuta extra strong.


Alverde Burro Corpo
alla noce di macadamia e al burro di karité bio



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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €1.49
🏋 50ml
🗺 Svizzera
⏳ 12 Mesi
🔬 Natrue, Vegan
Confesso che quando ho acquistato questo burro corpo Alverde ho tentennato ad utilizzarlo subiti perché pensavo che potesse essere molto simile al Balsamo di cui vi ho parlato sopra, ed invece no, ci sono parecchie differenze. In primis l'INCI che presenta ingredienti più corposi: è vero che troviamo sempre il burro di karitè, l'estratto di mandorla e l'olio di semi di girasole, ma questi sono affiancati da altri elementi nutrienti come appunto l'olio di macadamia e d'oliva, ed il burro di cacao, a cui hanno aggiunto il potere addolcente dell'estratto di calendula. Pure in questo caso non ci sono paraffine o siliconi.
Si può capire insomma che si tratta di un prodotto già più sostanzioso, che infatti ha una texture ancora più soda e ferma del balsamo corpo e che va prelevato secondo me a piccole quantità.


La profumazione del Burro Corpo Alverde è identica a quello del balsamo, e resta sempre delicato e gradevole.

Vi dicevo che questo prodotto va utilizzato in piccole quantità, ma in realtà è una mia preferenza in base alle mie esigenze. Infatti io ho acquistato questa minitaglia (c'è anche il formato più grande da 200ml) perché avevo intenzione di provarla ma anche perché pensavo di usarla solo su aree limitate del mio corpo, nei punti più bisognosi e secchi. È appunto pensato per pelli disidratate e molto secche che, per fortuna, non è il mio caso, ma ne ho trovato giovamento in due punti ovvero su cuticole e piedi.


Odio infatti quando, per il freddo, mi si sollevano le pellicine intorno alle unghie, oltre ad essere anti estetico è davvero fastidioso, e con questo burro ho prevenuto questo problema. Sui piedi invece ammorbidisce tantissimo la pelle, lasciandola davvero liscia. Io non lo trovo untuoso e non ho notato la antipatica scia biancastra, ma indubbiamente su di me richiede qualche minuto prima di essere completamente assorbito. 
Penso che una pelle molto secca possa apprezzare questo burro corpo Alverde, mentre chi non ha una necessità diffusa può trovare in questa minitaglia un aiuto localizzato e un prodotto da portarsi dietro facilmente. Tra l'altro, con questo uso limitato, mi sta durando anche abbastanza, quindi non è una quantità insulsa rispetto alle caratteristiche del prodotto. 


Quali sono secondo voi i migliori prodotti Alverde e Balea che dovrei provare?



Due serie tv in costume promosse su Sky!

Mi sento un po' monotematico, perché, dopo The Buccaneers (di cui ho parlato qui), ho terminato altre due serie tv ambientate in epoche passate e che ho apprezzato molto. Si tratta tra l'altro di due vecchie conoscenze, perché si tratta essenzialmente di due rinnovi disponibili su Sky Serie e Now
La prima è la seconda stagione di The Gilded Age, la serie che nasce dalla penna di Julian Fellowes, che è stata trasmessa dal 30 ottobre al 18 dicembre 2023.

Si torna in una brulicante New York di fine Ottocento, quando vecchie e nuove fazioni borghesi si scontrano per il controllo della società bene. Da un lato Agnes Van Rhijn (Christine Baranski sempre splendida), un po' l'emblema della vecchia guardia arrivata in America due secoli prima, dall'altro la famiglia Russell capeggiata dall'agguerrita Bertha (Carrie Coon), che vuole trovare la sua posizione in società grazie ai miliardi del marito e alla sua ostinata determinazione. Due mondi che inevitabilmente sono destinati a scontrarsi, visto che nessuna delle due fazioni ha intenzione di mollare il colpo.
Già nella prima stagione di The Gilded Age avevamo visto queste dinamiche che ritornano completamente nelle nuove puntate, non senza dimenticarci quello che succede ai pieni di sotto fra domestici, dove vige anche una gerarchia.

Quella raccontata da Fellowes in questa serie tv è una società più brulicante e frenetica rispetto a quella che avevamo visto in Downton Abbey, ci sono molti cambiamenti grandi e piccoli, come il nuovo lavoro di Marian (Louisa Jacobson Gummer) o i momenti di tensione che dovrà affrontare George Russell (Morgan Spector) per le prime rivolte sindacali a Pittsburgh. Questi però è sono solo alcune delle situazioni raccontate, perché quello che credo funzioni in questa seconda stagione di The Gilded Age sia proprio il fatto che si trova una nuova coralità nelle linee narrative dei personaggi, che magari non entrano tantissimo in contatto fra di loro, ma hanno percorsi ben distinti. 
Segnale di questa nuova apertura verso altre strade è per esempio Peggy (Denée Benton) che sarà più proiettata al lavoro di giornalista, e scopre una parte della società nera che quasi ignorava.

Tutto questo ovviamente provocherà nuovi equilibri, in particolare, ma non voglio farvi spoiler, per quanto riguarda zia Ada (Cynthia Nixon) e la nuova avventura sentimentale che la vedrà coinvolta. Indubbiamente l'episodio in meno (8 anziché 9 rispetto alla prima stagione), si fa sentire e infatti alcuni di questi passaggi mi sono sembrati un po' affrettati, sbrigativi, fra cui anche la parentesi proprio su Ada per dirne una, ma si sa che le seconde stagioni non sono mai perfette. Eppure quella di The Gilded Age secondo me è riuscita perché riporta lo sfarzo, la cura, l'impegno e il coinvolgimento visto nella prima e lo fa con coerenza e una stagione solida che ho visto davvero con molto piacere. È forse un po' meno brillante nei dialoghi, ma è sempre scorrevole e appassionante.
Secondo me è stata una stagione di passaggio, come spesso accade con i rinnovi, per trasportarci verso The Gilded Age 3, che HBO ha già confermato da tempo, e che è arrivata nell'estate del 2025. Qui le mie opinioni.

Il secondo period drama in costume è Sanditon, la cui terza ed ultima stagione è andata in onda dal 13 al 27 dicembre 2023.

Ve ne ho parlato un paio di anni fa, ma faccio un veloce recap: nata dalla penna di Jane Austen, il cui romanzo rimase comunque incompiuto, Sanditon è una ridente cittadina marittima inglese che sta lentamente espandendosi e diventando una attrazione turistica di alta classe. Qui abbiamo conosciuto Charlotte Heywood (Rose Williams), una giovane ragazza di campagna che viene ospitata dalla famiglia Parker proprio in questa località. Qui troverà nuove amicizie, ma anche nuovi amori. 
L'avevamo però lasciata, alla fine della seconda stagione reduce da una cocente delusione, e in questi nuovi episodi Charlotte ha accettato il fidanzamento con una sua vecchia conoscenza, credendo che possa essere la strada giusta per lei, ma come può dimenticare i sentimenti che prova davvero?

Non entro troppo nella storia di Sanditon 3 perché fare spoiler è estremamente facile, perché non è tanto l'effetto sorpresa quello che può stupire in una serie tv del genere, quanto la sensazione di dolcezza e di benessere che può dare. Lo capisco che a molti possa sembrare smielata o ripetitiva, ed indubbiamente anche io la posiziono alcuni scalini più sotto rispetto alla stessa The Gilded Age, ma è semplicemente una serie tv in costume che punta molto al lato romantico e tenero, che non ha pretese di essere la migliore sulla piazza. A mio avviso però è meglio Sanditon di una The Buccaneers che vi nominavo più su, proprio perché si pone più come un classico che con l'intento di rivoluzionare il genere o proporre comunque qualcosa di nuovo a tutti i costi. Si finisce in situazioni magari prevedibili, ma non si resta infossati in queste, anzi la storia scorre molto rapidamente (a volte anche troppo).

La vita di Charlotte è vero che strizza l'occhio ad una femminilità forte e indipendente, ma non si cerca di modernizzarla o di renderla sopra le righe, e lo stesso vale per l'adattamento generale e la ricostruzione storica. Un esempio è Georgiana, una ragazza nera che improvvisamente si ritrova ereditiera di un cospicuo patrimonio: nonostante la sua ricchezza, nessuno fa finta che il suo colore della pelle sia un altro come capitava all'epoca, anzi viene sottolineato più volte. 
È vero, come vi anticipavo, che ci si perde un po' di dettagli per strada, alcuni nuovi personaggi non hanno il tempo di essere strutturati, e certe situazioni si risolvono improvvisamente per la fretta di arrivare ad un finale in cui sono coinvolti molti ruoli in soli sei episodi, ma Sanditon è una di quelle serie di compagnia secondo me fatte per bene da seguire facilmente, senza dover impegnare troppo la propria attenzione, e che trova un finale a lieto fine coerente con le storie raccontate fino ad ora. 



Nuove Maschere in tessuto Garnier alla Vitamina C: funzionano?🍋

Dopo le Hyaluronic Cryo Jelly, ho voluto provare un'altra maschera viso in tessuto di Garnier, ovvero quella Illuminante e Idratante che si è unita di recente alla linea a base di Vitamina C


INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Amazon, Redcare
💸  €1.80
🏋 28g
🗺 Made in China
⏳  Monouso
🔬 //

In principio infatti l'azienda aveva lanciato solo un siero con questa vitamina, ma poi ha espanso la gamma con una acqua micellare, un altro siero notturno, un contorno occhi e appunto le maschere in tessuto (in verità credo che all'estero ci siano anche una crema idratante e un gel detergente per il viso, ma da noi si trovano solo online). 
Queste ultime hanno avuto un doppio packaging, infatti io una l'avevo acquistata prima ed una dopo, ma essenzialmente non cambia nulla perché la lista degli ingredienti è rimasta invariata.
La maschera Vitamina C Garnier infatti, come si specifica sulla nuova confezione, contiene il 5% di una miscela di attivi (un po' come il loro siero al carbone) molto utili allo scopo di illuminare l'incarnato e sono glicerina, Vitamina C e niacinamide.
A proposito della vitamina C, si tratta di Ascorbyl Glucoside, è un derivato idrosolubile stabile, che ha sempre funzione schiarente ed antiossidante, ma che risulta più delicato del puro acido ascorbico.
Il vecchio packaging sottolinea anche la presenza di acido ialuronico e troviamo anche l'estratto di limone.
Si tratta comunque di una formulazione senza alcol, siliconi e vegana, perché non contiene derivati animali.

Il siero contenuto in questa Tissue Mask Garnier è leggermente lattiginoso e ovviamente molto abbondante, al punto che 15 minuti di posa per me sono troppo pochi, e si trasformerebbero in uno spreco. Io ho proseguito per circa 30 minuti, e non ho avuto fastidi ad eccezione della prima volta in cui ho sentito in un unico punto del viso davvero circoscritto, un lieve pizzicore. Non credo sia imputabile alla maschera di per sé, ma più ad un mio punto sensibile magari per gli attivi che sto usando la sera.

Sappiate però che come molti prodotti Garnier, anche questa ha una profumazione ben percepibile che credo possa dare fastidio chi ha sensibilità in questo senso. 
Quando l'ho tolta comunque non ho notato rossori o fastidi, ma soprattutto la maschera era ancora umidiccia, per farvi capire quanto poco Garnier scherzi sulle quantità di siero.

Aggiungo che il tessuto mi è sembrato leggermente più spesso di altre maschere Garnier se la memoria non mi fa cilecca, ma comunque mi è risultata perfetta sul viso. Il taglio e la grandezza sono ok, ma ho dovuto fare un paio di incisioni sul naso perché aveva solo una fessura orizzontale da cui al massimo ci passa una narice. Sul viso secondo me risulta fresca nella media, anche in questi giorno con temperature più basse.

A parte questi tecnicismi, secondo me bisogna fare una dovuta premessa che forse non faccio sempre ma che è fondamentale non solo per questa maschera alla vitamina C, ma in generale qualunque trattamento: la stessa Garnier infatti specifica che questa maschera andrebbe usata tre volte a settimana per vedere dei benefici, e mi trovo d'accordo. Personalmente infatti cerco di provare le maschere in tessuto almeno un paio di volte per darvi un'opinione, ma serve costanza per ottenere risultati. Il mio consiglio è però di affiancarle a sieri o trattamenti che abbiano più o meno scopi similari, così da potenziarli.

Dopo entrambe le volte in cui ho utilizzato questa maschera alla Vitamina C la mia pelle era più distesa e compatta, io ci sento anche un lieve effetto tensore per nulla sgradevole, e soprattutto mi è sembrata più fresca e luminosa. Man mano che il siero si è assorbito completamente, è svanita anche la leggera sensazione di appiccicoso che può lasciare così tanto siero. Avendo usato queste maschere Garnier la sera, ho voluto proseguire con altri prodotti, non tanto per bilanciare il livello di idratazione, perché lo trovo più che sufficiente anche per pelli leggermente secche, ma più che altro per aggiungere gli altri attivi della mia routine serale. E devo dire che questa maschera Garnier non mi ha dato noia in congiunzione con altri prodotti. 
Secondo me è quindi davvero adatta a pelli spente e stanche, che vogliono essere ravvivate, idratate e rinfrescate, magari anche in vista di un evento particolare.

Qui trovate la recensione della Eye Mask Garnier sempre con vitamina C.


💖alcuni link sono affiliati, per te non cambia nulla, ma puoi usarli per sostenere le mie recensioni. Grazie!

Raffa, su Disney Plus, è un docufilm incompleto ma intenso

Ricordo ancora quando, andando a casa di mia nonna (cioè sempre, abitando a poche porte di distanza), lei mi diceva che stava guardando o che aveva visto Raffaella, come se fosse una di famiglia o se ne esistesse una sola. Ma quando sei così iconica, in fondo basta solo un nome, a volte anche abbreviato, per essere subito riconosciuta a ricordata ed è quello che è successo con la Carrà.
A distanza di quasi tre anni dalla sua scomparsa, dopo un breve giro al cinema, su Disney+ il 27 Dicembre 2023, è arrivato un docu-film in tre parti e intitolato proprio Raffa, che vuole raccontare la vita e la carriera del caschetto biondo più famoso in Italia e non solo.

Dall'Emilia Romagna riuscirà a conquistare il mondo, ma la vita privata e pubblica di Raffaella Carrà, nata Pelloni, non è stata sempre semplice, anzi, ha avuto degli inizi nel mondo dello spettacolo difficili: prima lascia una accademia di danza, poi non viene apprezzata nel settore cinematografico perché la sua bellezza, come dirà lo stesso Marco Bellocchio, non spacca lo schermo nei primi piani, ma troverà il suo spazio in televisione e con la musica. 
È questo che Raffa, diretto da Daniele Luchetti, cerca di condensare in tre episodi, percorrendo in modo abbastanza cronologico tutti i passaggi della vita e della carriera (incluso anche qualche passo falso) della Carrà, e tutto ciò che ha contribuito non solo a farla diventare la regina della televisione italiana e una star nei paesi dell'America Latina e in Spagna, come programmi di successo, tour mondiali, e canzoni diventate veri e propri inni, ma anche come sia diventata emblema di modernità, femminismo e una paladina dei diritti LGBTQ+, ed abbia cambiato così la storia della società, della televisione e della cultura.

Raffa infatti non può fare a meno di collocare la carriera della Carrà all'interno anche del suo contesto storico, visto che ad esempio si ritroverà in Spagna durante il Franchismo, o il contraccolpo che subì quando la obbligarono ad andare in onda (anche se era registrata) durante il rapimento di Aldo Moro. 

Ho trovato molto interessante anche come sia stata raccontata la sua figura e la capacità di essere apprezzata dal pubblico in modo trasversale per la sua simpatia, per il suo talento, per il carisma, ma anche per come era capace di unire sessualità e sensualità, senza diventare volgare, ma rompendo così tantissimi schemi in una Italia ancora molto conservatrice e sotto la bolla del potere del vaticano.
Non mancano diversi punti di vista in questo documentario Disney+ visto che si susseguono le testimonianze di chi l'ha conosciuta da giovanissima, come il primo fidanzato, a chi conosceva Raffaella Pelloni, ovvero il nipote Matteo, e l'assistente personale che l'ha accompagnata in molti dei suoi viaggi.

Il ritratto che se ne coglie è quello di una donna e una artista determinata, forte, instancabile (pare che perdesse addirittura due chili durante alcuni suoi spettacoli), ma non manca anche quella parentesi più privata e difficile che la accompagnerà per tutta la vita, e soprattutto nel rapporto con gli altri (e con gli uomini): l'abbandono da parte del padre che scatenerà in Raffaella la paura di essere lasciata. Questa ferita si coglie soprattutto nel rapporto con i due compagni di vita della Carrà, ovvero Gianni Boncompagni prima, e Sergio Japino dopo. Ma si parlerà anche della figura della madre, molto rigida e della mancata maternità.

A me però sarebbe piaciuto sentire di più la voce stessa di Raffaella, che, in confronto a tante dichiarazioni anche meno utili, come ad esempio quella di Tiziano Ferro o di Fiorello, trova molto meno spazio, se non attraverso qualche intervista rilasciata sui giornali e pochi momenti di altre sue comparsate televisive.

La stessa figlia di Boncompagni, Barbara, una delle presenze e degli autori del documentario, ha affermato che il materiale a loro disposizione è praticamente sconfinato, e che questo film sarebbe potuto durare davvero molte ore.

Io credo però che, se i primi due episodi (che poi al cinema è stato trasmesso ovviamente tutto unito) sono più che chiari e completi nel riunire proprio tutti gli elementi del primo ventennio circa della carriera della Carrà, è l'ultima puntata che soffre un po', che mi è sembrata più sbrigativa, e in parte incompleta, fermandosi praticamente al Carramba! Che Sorpresa! del 1995.
Al netto di questo Raffa è però un documentario intenso e commovente, che racconta bene quella che è diventata un simbolo di libertà, diversità, uguaglianza, di chi voleva lasciare il segno ed essere ricordata ed ha saputo fare in modo che questo avvenisse per sempre: semplicemente donando tutta se stessa al suo pubblico. 

I primi terminati, promossi e bocciati dell'anno

Primo rendez-vous dell'anno dei prodotti viso che ho usato, in parte terminato, in altra parte apprezzato o no. Io ci provo a farvela breve e semplice ma non posso promettere niente.


The Ordinary Squalane Cleanser



INFO BOX
🔎 theordinary.comsephora.itlookfantastic.it 
💸 €10.90/22.20/29.10
🏋 50/150/240ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 Cruelty Free

Sarà forse la terza o la quarta confezione dello Squalane Cleanser di The Ordinary che termino e sono contento che l'azienda si sia svegliata e ne abbia fatto dei formati più grandi, ché i 50 ml potevano andare bene per un formato da viaggio ma non per un uso quotidiano. Adesso infatti è disponibile anche in formato da 150 e 240 ml per veri addicted.
Lo Squalane Cleanser ci ha messo un po' a convincermi davvero e a farmi capitolare, ma poi ne ho capito la versatilità e la piacevolezza: la texture infatti è molto gradevole da massaggiare sul viso, passando da gel-crema ad una consistenza più oleosa ed io credo che quelli di The Ordinary abbiano perfezionato la consistenza col tempo pur lasciando invariata la formulazione, perché si sciacqua meglio rispetto ad anni fa.
Poi lo trovo perfetto per ogni occasione, sia per il giorno, per una pulizia delicata quasi restitutiva, che lascia la pelle morbida, che per la doppia detersione serale più incisiva ma comunque delicata (ovviamente in base al prodotto a cui lo associate), un po' come vi dicevo nella mia guida sui prodotti da usare per una skincare base ma efficace.
Per adesso sto utilizzando altri detergenti viso, anche in crema, ma lo riacquisterò.

Preparatevi perché nel corso del 2024 vi parlerò ancora di The Ordinary.


Florena Fermented Skincare Balsamo Labbra
Intense Hydration Lip Butter 


INFO BOX
🔎Acqua e Sapone, Douglas.it, Grande distribuzione 
💸 €5
🏋4.8 g
🗺 Made in Italia
⏳  6 Mesi
🔬 ECO Cert Cosmos Natural, Vegan 


Non ho capito che sia successo alla Florena, che un tempo girava abbastanza anche in tv, mentre adesso pare non abbiano più nemmeno un sito ufficiale e pagine social, ma io continuo a vederla nei negozi, quindi immagino che forse c'è un tentativo di riposizionamento nel mercato.
Tempo fa avevo provato con soddisfazione due delle maschere viso di Florena, e solo più di recente mi è capitato di usare il loro Balsamo labbra, che promette una derivazione 100% naturale e una formulazione vegana. È infatti a base di oli, come ricino, cocco e semi di girasole, e cere vegetali, ma si aggiungono anche tocoferolo e gli ingredienti fermentati per cui Florena sarebbe famosa, in questo caso portulaca e olio di oliva, che attraverso questo processo dovrebbero essere ancora più efficaci.
Non vi è profumazione aggiunta e lo stick risulta in effetti abbastanza neutro.

Di per sé questo lip butter non ha nulla che non vada, nel senso che sulle labbra non risulta troppo appiccicoso, è abbastanza leggero, con un finish naturale, ed insapore, ma ho notato che non posso utilizzarlo con costanza. Se infatti con un utilizzo sporadico mi lascia tutto sommato le labbra morbide e idratate, quando l'ho applicato con costanza (e intendo anche solo due o tre giorni di fila) mi ha reso le labbra più secche e quasi irritate. È una sensazione strana e ovviamente poco piacevole, per cui questo balsamo labbra Florena è finito in qualche borsa per essere usato in caso di estrema necessità come burrocacao protettivo mentre sono fuori casa, ma non come trattamento magari da notte che con costanza possa riparare e nutrire delle labbra secche e screpolate. 
Devo dire che, in linea generale, ultimamente preferisco più una bella crema idratante da applicare sul contorno labbra che un balsamo, non so cosa sia cambiato nel tempo nella mia pelle, ma sembra bisognosa più di idratazione che dello strato occlusivo che possono dare burri e cere. In ogni caso pollice verso per questo prodotto Florena.
Credo di avere una crema viso del brand quindi la utilizzerò ma non conto di prendere altro in futuro.



Biotherm Homme Aquapower Trattamento Oligo Termale 
Idratazione Dinamica 

INFO BOX
🔎 Profumeria, Online
💸€37,99
🏋 75 ml
🗺 Francia
⏳  12 Mesi
🔬 //

Questo prodotto Biotherm faceva parte di un kit regalo che conteneva anche un gel doccia (di cui ho parlato qui) e che si è rivelato un po' senza infamia e senza lode, ma soprattutto con un prezzo troppo alto per la prestazione che ho ottenuto. 
In particolare questo trattamento viso della linea Homme è un bel gel sodo, con una profumazione maschile (ovviamente) abbastanza intensa, con alcuni ingredienti interessanti, come glicerina, burro di karitè, olio di noccioli dall'albicocca, vari umettanti come il glucosio, il fruttosio e poi pantenolo, tocoferolo, urea, ed un derivato della vitamina C, tutte sostanze benefiche per la pelle. 
Sul retro della confezione si legge che un barattolo da 50ml racchiude i benefici addirittura di 5mila litri di acqua termale, anche se non so come sia possibile, ma ho scoperto che questo Life Plankton che caratterizza i prodotti Biotherm altro non è che il Vitreoscilla Filiformis, un probiotico dall'azione idratante, protettiva, anti infiammatoria.

Questa texture in gel rivela già due cose anche senza guardare l'INCI: un tocco setoso ma asciutto dato dai siliconi, che contribuiscono a rendere il siero scorrevole e facile da stendere sul viso; la seconda cosa è la freschezza che deriva dalla presenza di alcol. È chiaramente un prodotto da profumeria pensato per chi cerca una certa sensazione tattile, una certa leggerezza e texture. 
Personalmente non ho usato questo trattamento Aquapower Biotherm tutti i giorni, ma più che altro dopo la rasatura e prima del trucco, quando volevo qualcosa di idratante, lenitivo, e piacevole, ma che fosse appunto leggero e non grasso, e devo dire che ha risposto a queste esigenze.

Come base trucco non interferisce, ma fa dona una buona idratazione non appiccicosa o grassa, io l'ho usato in stagioni differenti e devo dire che non ho trovato reazioni strane anche con altri prodotti per la skincare. Lo trovo inoltre valido come dopobarba perché rinfresca e dà sollievo, senza appunto pizzicare la zona sensibilizzata dal rasoio.
La mia opinione è indubbiamente positiva ma ammetto che dirotterei il denaro per questo gel viso Biotherm verso altri prodotti con INCI differenti, e formulazioni magari più specifiche, però indubbiamente se dalla vostra skincare non cercate altro che idratazione, se avete una pelle normale, leggermente secca o mista, e vi piacciono i marchi (ed il feeling) dei brand da profumeria, ve lo consiglio.
Credo che la confezione sia un po' cambiata, ma la sostanza resti la stessa. 



Revolution Relove Lip and Cheek Tint Baby Tint
Blush


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, Online
💸 €2.99
🏋 1.4ml
🗺 Made in Cina
⏳  6 Mesi
🔬 Peta Approved

Sapete che su queste pagine si parla ogni tanto di make-up, ma che sono un fan delle basi viso molto naturali, che diano all'incarnato un aspetto luminoso, sano, ma che faccia un po' quell'effetto "make-up-no make-up", che quindi non si percepisca sia alla vista che al tatto. Inoltre preferisco le consistenze in crema proprio perché credo dia un effetto più naturale e le gestisco meglio.
La mia routine trucco è semplicissima perché utilizzo solo correttore e cipria, ma aggiungo anche un lieve tocco di colore a guance e labbra sia per ravvivare che per dare tridimensionalità al tutto, e per questo cerco prodotti versatili come questo Baby Tint Revolution.
È appunto una tinta guance e labbra in crema, che l'azienda ha declinato in 6 colorazioni differenti, dalle più neutre alle più accese, ed io ho scelto la nuance Blush.

Il mio obbiettivo è infatti aggiungere sì vivacità al viso, ma con toni nude, che simulino i miei colori naturali e Blush ha proprio questo color carne che è molto vicino ai toni più accesi della mia pelle, come se arrossissi essenzialmente. Ha una consistenza cremosa abbastanza sottile, ed un finish luminoso ma senza glitter o perlescenze, che si fonde bene con la pelle, si stende in modo omogeneo sia con le dita che con un pennello senza lasciare macchie e dandomi quel colorito sano senza risultare artificiale.
Il mio consiglio è di sfumarlo rapidamente perché appunto tende a fissarsi ed asciugarsi abbastanza in fretta e magari non macchia la pelle, ma inevitabilmente l'applicazione ne risente.

Questo lip & cheek Revolution ha una intensità medio-bassa: può essere stratificato per renderlo più visibile (cosa che non faccio perché non mi interessa) ma non diventa mai particolarmente forte e marcato sul viso.

Anche se non vado a fissarla, credo che questa Baby Tint abbia una buona durata, magari perde di intensità dopo circa 5 orette, ma non diventa mai sgradevole, a macchie o separata in modi strani.
Mi sto concentrando sull'effetto sulle guance perché sulle labbra l'ho sempre usato in modo molto leggero, non ho mai steso il prodotto affinché il colore risultasse pieno, ma ne ho sempre fatto dei tocchi leggeri e picchiettato con le dita per sfumare, giusto per creare l'illusione di avere delle labbra un po' più vive.
È un prodotto che non si avverte sulle labbra, che non mi pare secchi o segni particolarmente ma non è nemmeno idratante. Non mi sono infatti concentrato sull'INCI perché non c'è niente di particolare da sottolineare: è prevedibilmente sintetico.

Non ho quindi mai prestato più di tanto alla durata sulle labbra perché magari poi sopra ci metto un balsamo se ne sento bisogno, o mangio e bevo senza preoccuparmi troppo, però posso dirvi che non ho mai visto la tinta spiaccicarsi del tutto sui bicchieri, ma indubbiamente se la strofinate con un fazzoletto bianco viene via.
Quindi, per riassumere, se cercate un prodotto dal finish naturale, che vi dia un incarnato sano, glowy, da usare tutti i giorni con facilità e rapidità, queste Baby Tint Revolution possono fare al caso vostro. L'unico neo è che sono davvero piccole e con un uso costante non durano molto. 





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Nessuno parla di The Buccaneers, la serie tv su Apple TV. Ecco perché

Quando c'è una nuova serie tv in costume, ci sono io che le vado dietro sperando di vederla quanto prima possibile, perché è proprio quel genere che seguo con piacere, che non mi stanca e che negli ultimi anni è stato rinnovato con curiosità.

Dall'8 novembre fino a metà dicembre 2023 su Apple TV + è arrivato un period drama che a me doveva fare gola, ma ho notato che se ne è parlato ben poco. Si chiama The Buccaneers, e si ispira al romanzo incompiuto della scrittrice americana Edith Wharton, che forse conoscerete più che altro per L'Età dell'Innocenza da cui nacque il film di Martin Scorzese.

The Buccaneers segue le vicende di alcune giovani rampolle americane, in particolare Nan e Jinny St. George, Conchita Closson, Lizzy e Mabel Elmsworth, le quali, non venendo apprezzate dalla società americana in quanto figlie di nuovi ricchi e non ritenute all'altezza dalle altre famiglie abbienti. Così decidono di trasferirsi in Inghilterra dove sperano di trovare giovani aristocratici discendenti da antiche dinastie, che possano dar loro un titolo e quindi una posizione (Cora Levinson in Crawley vi dice nulla?).
Si capovolgeranno insomma un po' i ruoli perché i soldi delle giovani ragazze fanno indubbiamente gola ad una aristocrazia ormai datata le cui finanze languono per il peso di anni di eccessi, ma non sarà facile per le protagonisti destreggiarsi fra intrighi e arrivisti.

Seguendo quello stile che vuole rinnovare le serie in costume attraverso elementi più contemporanei, The Buccaneers potrebbe essere considerata la risposta a Bridgerton da parte di Apple ma, sebbene secondo me ne sia ben lontana, ne setta gli intenti. 
Infatti non si tratta di una perfetta ricostruzione storica del 1870, ci sono molte libertà creative, ma lo scopo è quello di raccontare una storia romantica e di amicizia, e far diventare la protagonista, interpretata da Kristine Frøseth (giovanissima ma già vista in "Sierra Burgerss è una sfigata" e "La verità sul caso Harry Quebert" per dirne due), una nuova paladina femminista, pronta a mettersi in gioco, ma senza dimenticare l'importanza dei rapporti con le sue amiche e la sua famiglia.
Se questo vi convince, allora The Buccaneers ha la leggerezza che può piacervi, accompagnata da una messa in scena gradevole, grazie ai bei paesaggi inglesi, e da un cast carino, fra cui anche Alisha Boe direttamente da 13 Reasons Why, Christina Hendricks, e Mia Threapleton, figlia di Kate Winslet.

Il problema per me è stato cercare qualcosa di più da The Buccaneers, che mi è sembrata poco coinvolgente, qui e lì prevedibile, a volte un po' ripetitiva o con un ritmo un po' rallentato in alcuni passaggi degli 8 episodi. L'inizio poi è un po' caotico, e servono diversi episodi prima che si ingrani, ed inoltre si parte secondo me con una grossa discrepanza: infatti se da un lato ci vogliono far passare come "moderne" le protagoniste (che spesso sono più che altro sguaiate), come coloro che decidono del loro destino, poi finiscono per capitolare per il primo che passa senza che lo conoscano bene o per ragioni specifiche. Un po' tutti i personaggi, se non per qualche battuta o atteggiamento, non vengono ben costruiti da un punto di vista psicologico, inclusa Nan, che sì è carina e gentile, ma lì finisce. Va meglio la Hendricks come matriarca che dà più sfaccettature proprio per il suo vissuto. In generale la coralità del cast funziona davvero poco, proprio perché le varie storyline secondarie non sono così approfondite.

I personaggi maschili purtroppo non hanno invece quel sex appeal che avevamo visto in Bridgerton ad esempio, e anche loro sembrano giusto funzionali alla storia. 
Inoltre, quelle tematiche sensibili come appunto l'emancipazione, e di conseguenza tutta la condizione femminile dell'epoca (e non solo), e quello che erano costrette a subire rispetto al loro ruolo nella società e nei rapporti personali, o ancora l'emancipazione emotiva, vengono sfiorate appena.

Quello che voglio dire è che The Buccaneers non riesce a spiccare per una caratteristica specifica, non è arguto, divertente e d'impatto come gli altri show a cui vorrebbe somigliare, ma resta tutto in superficie, non riuscendo quindi ad emergere rispetto alle sue colleghe, e per questo secondo me se n'è parlato poco. Anche in questo caso troviamo una colonna sonora più contemporanea, ma devo dire che a volte stona un po' con le scene che si stanno svolgendo.
Giorno 19 Dicembre, Apple TV+ ha rinnovato la serie per una seconda stagione, che è arrivata nell'estate del 2025, ne ho parlato in dettaglio qui.

Anche Wet & Wild ha un siero per le ciglia e costa meno di 8 euro. L'ho provato per voi

Dopo aver testato un siero con prostaglandine avevo due opzioni davanti: godermene i benefici fin tanto che sarebbero durati, o utilizzare un altro prodotto rinforzante per le ciglia che non contenesse ovviamente sostanze dubbie, bimatoprost o simili. Ho scelto questa ultima soluzione, anche perché mi sono detto che se con la skincare passo da un prodotto e l'altro in modo continuato senza aspettare di eventualmente perdere i miglioramenti raggiunti, lo stesso potevo fare con le ciglia.
Ho voluto mettere quindi subito alla prova il Boost Me Up Lash & Brow Serum di Wet 'n' Wild.



INFO BOX
🔎 Amazon, Online
💸 € 7
🏋 5ml
🗺 Made in Cina
⏳  6 Mesi
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Viene presentato come un siero-gel rivitalizzante e nutriente per sopracciglia e ciglia, che sfrutta i poteri di niacinamide, peptidi e biotina. In realtà è stato proprio l'INCI a farmi soffermare su questo prodotto perché, nello specifico, troviamo sostanze che generalmente vengono apprezzati nella crescita e nel rinforzamento delle ciglia, come olio di ricino, biotina appunto, ma anche peptidi di rame e il Miristoil Pentapeptide-17 che è molto usato nei sieri per le ciglia (e dei capelli) perché pare stimoli la sintesi della cheratina e quindi dei peletti.
Contiene anche alcol, ma devo dire che a me non ha dato fastidio, però prestateci attenzione se avete una particolare sensibilità alla sostanza. 
Sì, purtroppo la confezione è estremamente essenziale, e gli ingredienti sono scritti su una plastica di sicurezza che una volta rimossa si perde facilmente. È il prezzo da pagare quando si ha a che fare con prodotti così economici.

Come vi dicevo, il Boost Me Up Wet & Wild è un siero in gel, ed ha un applicatore molto particolare: è uno scovolino in silicone con, in punta, un pennellino morbido simil eyeliner. Questo proprio perché è pensato al doppio scopo di trattare ciglia e sopracciglia con un unico prodotto. Io in onestà avevo iniziato ad usarlo in entrambi i modi, ma volendo usare un altro olio sulle sopracciglia (ve ne parlerò prossimamente), ho proferito concentrarne le applicazioni solo sulle ciglia.

L'uso di questo siero rinforzante è il solito: appunto va steso su ciglia e sopracciglia prive di make-up, ma, se si vuole, può proseguire ad applicarci sopra del trucco. Non so che risultato possa dare, ma se ci volete provare vi consiglio di lasciare asciugare il prodotto prima di stenderci sopra il mascara. La soluzione ideale è secondo me usarlo la notte, così non interferisce con nulla ed agisce liberamente.


Per me è stato semplice utilizzare il Lash & Brow Serum di Wet 'n' Wild perché non mi ha mai dato fastidio agli occhi, non me li fa lacrimare né bruciare, ma ammetto che l'applicatore non sia la migliore delle invenzioni perché il pennellino per le ciglia non è lunghissimo e può capitare di pizzicarsi le palpebre con la parte in silicone. Tocca farci un minimo l'abitudine, non è impossibile usarlo, ed infatti l'ho praticamente terminato nel corso di questi mesi. 
Quando ho iniziato ad utilizzare questo siero rinforzante sulle mie ciglia, ero conscio del fatto che avrei assistito, nel tempo, ad possibile peggioramento, non perché il prodotto non funzionava, ma perché battere un siero con prostaglandine rispetto ad un prodotto con peptidi, non è una missione semplice. Le mie ciglia apparivano così ad inizio trattamento, più o meno il 5 di Novembre.

Penso si noti come presentassero ancora tutti i benefici del precedente siero allungante, erano davvero belle, curve e intense. Wet 'n' Wild non dà una delle tempistiche per vedere dei miglioramenti, quindi ho semplicemente seguito la logica e fatto come faccio di solito. Nel check che ho fatto dopo un mese di utilizzo di questo Boost Me Up, la differenza secondo me era minima, ma posso dire che ho notato un leggero incremento della perdita delle ciglia.
Vi avevo raccontato che con l'uso delle prostaglandine, la caduta delle ciglia si era praticamente arrestata, ma passando a questo siero ho notato nel primo mese di utilizzo un leggerissimo ricambio: non mi sono cascate tutte in una volta, ma di tanto in tanto ho notato delle ciglia cascare.
A dicembre comunque la situazione era questa.

Come potete notare non c'è stato un drastico cambiamento ma è stato con un altro mese di utilizzo che ho notato una differenza maggiore. Questo siero rinforzante Wet & Wild ha funzionato secondo me perché le ciglia sono più forti, meno propense a cadere (quel ricambio a cui facevo riferimento sopra si è praticamente arrestato), elastiche e morbide. Secondo me continuano ad essere abbastanza folte, anzi le vedo anche più spesse di prima, e lunghe, ma non tanto quanto ovviamente col precedente prodotto, e non hanno mantenuto quell'effetto curvante che avevo ottenuto nei mesi precedenti. Inoltre hanno perso un po' di intensità con la conseguenza che sembrano anche leggermente più corte di quanto non siano.
Agli inizi di gennaio, ormai nel secondo mese di utilizzo, le mie ciglia appaiono così.

Secondo me questo cambiamento a cui faccio riferimento si vede molto bene nel mio occhio destro (alla vostra sinistra), fermo restando che secondo me restano delle belle ciglia, armoniose che se volessi potrei valorizzare ancora di più con un piegaciglia o un mascara (che non uso, ma per capirci). 

Il Boost Me Up Lash & Brow Serum è ormai agli sgoccioli, e non credo ci saranno ulteriori cambiamenti. Posso dirvi che mi è piaciuto molto, anche da un punto di vista pratico: probabilmente se lo avessi usato fin da subito solo sulle ciglia mi sarebbe durato anche tre mesi abbondanti ma mi piace anche molto il fatto che la confezione trasparente mostri bene quanto prodotto abbiamo ancora a disposizione. Inoltre, essendo un gel sodo, credo che non ci siano sprechi particolari ma tutto il prodotto venga prelevato.
Voi lo provereste?



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Perché Saltburn non mi ha convinto

Durante le vacanze natalizie ho visto diversi film su Prime Video, e fra questi c'è stato anche il chiacchieratissimo Saltburn, che ho recuperato, lo confesso solo per capire come mai se ne parlasse così tanto.


Genere: drammaticothriller, commedia
Durata: 131 minuti
Regia: Emerald Fennell
Uscita in Italia:  22 Dicembre 2023 (Prime Video)
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Regno Unito

Siamo nel 2006 e Oliver Quick (Barry Keoghan) è un ragazzo comune che frequenta un collage grazie ad una borsa di studio, ma che riesce, stranamente, a diventare amico di uno dei ragazzi più popolari, ambiti e ricchi del campus: Felix Catton (Jacob Elordi). Oliver diventerà subito ossessionato dal ragazzo e quando gli proporrà di trascorrere insieme l'estate nella sua tenuta di campagna, Saltburn appunto, non se lo farà ripetere due volte. Questa ossessione però diventerà presto malata e tutto il castello di carte creato da Oliver stenterà a reggersi in piedi.

Dopo Una donna promettente, che è forse uno dei film che ho preferito negli ultimi anni, Emerald Fennell scrive e dirige Saltburn che però secondo me è ben lontano dalla genialità e dalla sottigliezza della pellicola precedente. Questo nuovo film ha infatti un inizio sicuramente intrigante, sembra che possa accadere di tutto, ed ha il sapore quasi di un horror psicologico. Ma quando tutte le carte vengono disposte sul tavolo, si capisce la mancanza di idee originali e di una storia che potesse essere davvero coinvolgente, ed il film si trascina in questa prevedibilità fino alla fine. 
Saltburn infatti non mi ha sorpreso, anche perché di doppiogiochisti pronti a tutto ne abbiamo visti molti nel mondo del cinema e Oliver è forse l'ultimo e quello meno scaltro. O meglio, non è tanto lui ad essere poco bravo nel muovere i suoi passi nel mondo dei Catton, ma sono questi ad essere dipinti in modo tale da far funzionare le cose per il ragazzo.

La Fennel infatti secondo me ha sbagliato due volte: la prima nel non trovare una sceneggiatura davvero forte, la seconda nel non costruire degnamente i suoi protagonisti ma rendendoli degli stereotipi senza una motivazione di fondo. Del talento di Rosamunde Pike e Richard E. Grant non si discute, e lo stesso Jacob Elordi fa un buon lavoro (sebbene mi sembra messo giusto perché può attirare il pubblico adatto affinché un film del genere faccia scalpore), ma tutti sembrano privi di logica nel loro muoversi e nelle scelte che fanno, o appunto dei cliché.
Un esempio che non costituisce secondo me uno spoiler è l'atteggiamento di Felix che sembra abbia una sorta di generosità, di calore, che la sua famiglia non sembra avere, solo però per motivi di copione, perché appunto deve distinguersi dagli altri Catton e far partire la vicenda.

Forse ne esce peggio il personaggio di Barry Keoghan: lui si è davvero dato in questo ruolo, e non parlo solo del nudo frontale, ma di come incarna tutti gli animi di Oliver, ma io personalmente non ho colto il suo movente.
Infatti non credo si capisca se la sua sia solo fame di potere, un arrivismo atavico e incontrollabile, pronto a tutto, o se è mosso da una sorta di amore-odio per questa famiglia che sembra avere tutto ed invece è soltanto vuota, superficiale, insensibile, e, dal suo punto di vista, immeritevole di ricchezza, privilegio e benessere, e che quindi vuole distruggere. Niente a che vedere con Thomas Ripley che ricorda molto il personaggio di Oliver.
È come se Saltburn fosse stato pensato per un pubblico digiuno di storie che può restare sorpreso da una narrazione così, forse per i più giovani su cui un attore bello e in voga possa fare da specchietto per le allodole, e un paio di scene disturbanti (anche se sono certo abbiate visto molto di peggio) possano creare quello shock value che portano il suddetto pubblico a parlarne sui social.

Si punta molto insomma sul lato sessuale, sensuale, dell'intrigo, con una punta queer che non guasta, e meno su temi caldi che invece avrebbero dato profondità al film come le disparità sociali, le personalità manipolatorie ed ossessive, e molto altro, che però, forse, quel pubblico ipotetico a cui immagino sia pensato, non avrebbe gradito. 
Spesso inoltre è necessario sospendere la propria logica per poter credere che ciò che appare sullo schermo sia coerente. 

Insomma mi viene da pensare che si tratti più di una forma di marketing che di un reale film pensato artisticamente per portare qualcosa di diverso. Onestamente se l'avessi visto al cinema probabilmente sarei rimasto deluso.
Saltburn però ha una regia, una estetica e una fotografia che mi sono piaciuti molto, come la scelta dei colori, dei contrasti, alcune scenografie ricche e costumi che risultano particolarmente metaforici. Anche la colonna sonora si merita una promozione, ma per il resto è un film che non mi ha lasciato nulla, le cui due ore forse sono eccessive, specie in confronto a quanto vengano costruiti i personaggi. 




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