Ripartire

Non potrò mai definirmi una farfalla, perché non avrò mai quella leggiadra bellezza e delicatezza. Però in un bozzolo ci sono stato, o meglio ci sono tornato, me lo sono costruito e arredato alla meglio. È così che faccio perché è così che sono, e alla fine non me ne pento.
Ma so pure che mi piace uscire da quel guscio, ed ho imparato che la vita svolta a modo suo, in maniera incredibile, e che le occasioni che ti pone davanti vanno prese.



Le carte a volte si mischiano in fretta, e così prenoti un volo per una città che non hai mai preso molto in considerazione come meta di un viaggio, almeno nell'immediato. Ma ti ci lanci perché la compagnia merita e perché le avventure possono avere risvolti inaspettati e piacevoli. 

Così una domenica di aprile mi ritrovo in una soleggiatissima ma fresca Madrid, non senza una organizzazione certosina di tutti i miei giorni di permanenza, ma con l'idea comunque di rilassarmi e lasciarmi trasportare. Ci diranno in seguito che è un clima inusuale per il periodo, ma per fortuna non sarà sempre così. 
Un alberghetto carino, pulito e moderno in Puerta del Sol è diventata la nostra base: un posto perfetto per potersi muovere nel centro di Madrid, anche a piedi, e raggiungere tutte le mete che speravo di poter visitare.



Tuttavia l'arrivo in serata ci ha permesso di scoprire solo uno dei diversi, validi (quasi tutti) ristoranti che abbiamo potuto frequentare. Il giorno dopo però è iniziato il vero itinerario che da Plaza Mayor, bella ma non così suggestiva, ci ha portati al pittoresco Mercado di San Miguel e, fra uno scorcio e l'altro di Madrid, siamo finiti al museo del Prado. Che non sia un esperto d'arte lo sanno tutti, ma me lo aspettavo più organizzato e sistematico, seppur la quantità di arte racchiusa al suo interno è sicuramente impressionante e la sala Velázquez è da restare a bocca aperta. Peccato che la sala di Goya invece era resa soffocantemente impraticabile da uno stormo di (immagino) studenti, e che abbiamo dovuto percorrere tutto il museo per trovare le Maja del pittore spagnolo.


Il giorno seguente, la mattinata si è aperta con un solitario giro nella trafficata e turistica Gran Via e, dopo un pranzo a base di churros e cioccolata calda alla Cioccolateria San Ginés, che si prestava alla perfezione per quel clima un po' grigio, la nostra meta è stato il Palazzo Reale, che spicca sicuramente per gli interni più che per gli esterni e in cui fortunatamente il percorso era più lineare. Sontuoso, maestoso, con soffitti pazzeschi e curato in ogni dettaglio, il Palacio Real mi ha lasciato una bella impressione, ma ho meno da dire sulle bellezze circostanti, come il Campo del Moro e i Giardini Sabatini, chiusi probabilmente per rifacimenti e manutenzione.
A due passi c'è anche Plaza de España, quindi un salto lì era quasi inevitabile.




Con la sola mattina a disposizione, il giorno successivo decido di fare quello per cui è più adatta Madrid: passeggiare perdendomi (letteralmente) fra vie e viuzze. La bellezza di questa città non è tanto questa o quella attrattiva, ma poterla visitare con calma, muoversi per le strade e lasciarsi (eventualmente) sorprendere. Ed in effetti siamo stati sorpresi da una serie di bellissime giornate soleggiate che sono state la cornice perfetta per quello che avremmo fatto nella restante parte del viaggio. La prima tappa è stata infatti il Real Jardín Botánico de Madrid, che, ad essere onesti, non ci ha lasciati proprio di stucco, seppur con le sue bellezze bucoliche e la calda luce della giornata, è stato piacevole da percorrere.


Non ho invece dubbi sul fatto che il Parco del Retiro sia stato il posto più bello e divertente che abbiamo potuto visitare a Madrid. Certamente non avrà la cura del giardino botanico reale, e sarà anche più caotico, ma remare (o farsi portare su) una barchetta sull’Estanque Grande, il lago artificiale che caratterizza il parco, è quel diversivo che non ti aspetti e i giochi di luce che si creano attraverso il Palacio de Cristal ci hanno stregati. Visitarlo in ogni suo angolo non è semplice vista la grandezza, e l'inaspettato caldo ci aveva indubbiamente stancati più del previsto, ma ce ne siamo andati soddisfatti. 

Non senza malinconia abbiamo lasciato Madrid il giorno seguente, dopo un ultimo giro di acquisti e due passi a Plaza Mayor. 
La capitale spagnola non mi (ci) è rimasta nel cuore, non mi ha stregato riuscendo a diventare la mia città europea preferita, ma sono stato molto bene, è accogliente e sa intrattenere un pubblico ampio e variegato. Non una standing ovation, ma un applauso sentito lo merita.

Lasciata Madrid sapevo che avrei avuto quattro giorni di scarso riposo, perché subito dopo mi aspettava un altro volo, in direzione Belgio
Il viaggio verso Charleroi aveva scopi meno ludici e più familiari, e sapevo già sarebbe stato meno avventuroso e più frettoloso, ma non sono mancate le piccole scoperte. Perché sì, patatine fritte e birra mi vanno bene, ma oltre la pancia mi piace riempire anche i ricordi.
E fortunatamente anche qui siamo stati graziati: sembra infatti che il sole della Sicilia ci abbia seguiti fino al nord Europa e ho praticamente evitato di usare i maglioni più pesanti che avevo in valigia.



Il Belgio è pittoresco e ricco di storia: abbiamo ad esempio scoperto l'antichissimo Abbey D'Aulne, un monastero risalente al 657 di cui non resta moltissimo ma che ha un forte impatto. A circondarlo è una zona ricca di verde (come molte parti della Vallonia) e le rilassanti rive del fiume Sambre, che sembra diventi un luogo molto apprezzato durante l'estate.
Non sono mancate un paio di capatine al centro di Bruxelles, con la sua mastodontica Grand Place da cui si diramano una raggiera di viuzze da percorrere rilassatamente (nonostante il caos pre-festivo), e qualche di foto ricordo da bravi turisti davanti al Manneken Pis e alla Jeanneke-Pis (perché siamo per le pari opportunità). 

Nei giorni seguenti ho potuto vedere purtroppo solo dal finestrino il Palazzo Reale di Bruxelles, mentre a rendere impossibile l'accesso all'Atomium è stata una fila interminabile che seguiva praticamente tutto il parco circostante. Ci sfugge perché non fosse possibile acquistare i biglietti online, ma questa enorme struttura in acciaio che rappresenta appunto un atomo merita anche dall'esterno per questa sua strana mescolanza di equilibrio e solidità.



Sono stati pochi altri gli spostamenti che ho fatto in Belgio e che potrebbero avere il minimo interesse per chi sta leggendo. Sono ritornato a casa stanco solo fisicamente per gli spostamenti e i cambi di ritmi, perché, alla fine, quello che resta dell'inizio di questo imprevedibile aprile, è la voglia di ripartire in tutti i sensi. Per una persona metodica (per non dire puntigliosa) come me, in fondo affezionata alle sue abitudini, tutto questo era quasi impensabile da organizzare nel giro di così poco tempo, ma una lampadina si è accesa. Forse non ricapiterà più ma mi sembra di aver recuperato un pezzetto di quel terreno che mi sembrava di aver perso, specie negli ultimi quattro anni
Non sono una farfalla, ma mi sono sentito leggero, grato e pronto a lasciarmi stupire. Lo sguardo e la mente sono nel presente, ma i desideri brillano guardando all'inaspettato futuro.



Tutto sulle nuove maschere Acqua alle Rose con Vitamina C!

Dopo la prima versione Idratante per pelli sensibili di un paio di anni fa e la più recente Senza Età Filler Antirughe, Acqua alle Rose ha lanciato la nuova Maschera viso in tessuto Illuminante e Idratante Anti-fatica ma puntando ad un ingrediente molto amato: la vitamina C.



In realtà quelli di Manetti & Roberts hanno lanciato un'intera gamma di prodotti per il viso composta da sei referenze tutte arricchite da vitamina C che sappiamo essere antiossidante, illuminante e adatta a tante tipologie di pelle, soprattutto quelle stanche e spente. A me non servivano così tanti prodotti, ma mi sembrava carino continuare ad esplorare i trattamenti viso di questa azienda, quantomeno per un senso di continuità.

La nuova maschera in tessuto Illuminante Anti-Fatica purtroppo non si presenta benissimo a primo impatto: infatti, a distanza di due anni Acqua alle rose non si è decisa dall'eliminare l'inutile supporto in tessuto non tessuto che priva la maschera stessa di siero. Non che ve ne sia poco, non è una maschera asciutta per fortuna, ma è uno spreco, ed è un peccato.
Inoltre continuano a sussistere alcuni problemi con la forma della maschera, che non si adatta al mio viso benissimo, non è sufficientemente elastica e necessita di diversi tagli per aderire al meglio.

C'è però un contro importante in questa maschera con vitamina c Acqua alle Rose e mi riferisco al profumo che per me è davvero tanto intenso, al punto da sentirmi gli occhi un po' acquosi durante la posa, ed immagino possa essere un incubo per chi non sopporta le fragranze dei cosmetici.
La formulazione di questo trattamento segue i passi delle altre maschere viso: troviamo infatti il mix di estratti diversi di rose, dalla damascena alla gallica, e in questo caso Acqua Alle Rose sottolinea la presenza di vitamina C della rosa canina. Ho scovato però anche altre due forme di vitamina c, ovvero l'ascorbil glucoside e l'acido 3-O-etil-l-ascorbico.



La maschera Illuminante Acqua Alle rose presenta poi l'olio di avocado, di oliva e la glicerina, quindi una miscela idratante e nutriente.
La cosa che mi ha stupito durante la posa, è che nel giro di 15 minuti la mia pelle ha risucchiato il siero e rinsecchito la maschera, che mi è sembrato un buon segno in termini di eventuali sprechi.
Se la parte pratica di questa maschera con vitamina C Acqua Alle Rose presenta insomma qualche intoppo, il risultato sulla mia pelle è stato invece apprezzabile. Ha dato infatti al mio viso una discreta idratazione senza però lasciarlo appesantito o appiccicoso, ed ha reso la pelle un po' più distesa e tonica. Ho notato effettivamente un leggero miglioramento in termini di luminosità, e la pelle era in generale carina ed omogenea. Ho preferito completare la mia routine dopo questa maschera in tessuto, e si è comportata bene, caratteristica che mi fa pensare sia perfetta anche per il giorno. 

La Maschera viso in tessuto Illuminante e Idratante Anti-fatica è insomma un trattamento factotum che potrebbe essere comodo da portarsi dietro in vacanza o da tenere nel beauty. 

INFO BOX
🔎 Acqua e Sapone, Amazon, Grande Distribuzione
💸 € 1.99 (in offerta)
🏋 1 maschera viso
🗺 Made in Italia
⏳  monouso
🔬 //




Quali novità Acqua Alle Rose vi hanno incuriositi?




Le nuove stagioni di cui non sentivo la necessità!

Dopo una fugace panoramica su alcune serie tv promosse, devo tornare con la solita lagnanza su alcuni rinnovi che purtroppo secondo la mia prospettiva lasciano a desiderare, sia in relazione alle passate stagioni, sia in base a quelle che erano le mie aspettative, ma anche nella purtroppo mancata speranza che riuscissero a dare la sterzata che la serie tv aveva bisogno. 


Love Life 
Seconda stagione


Un paio di anni fa avevo considerato Love Life come una piccola chicca di TimVision, forse una delle poche serie tv che valesse la pena recuperare su questa piattaforma. D'altronde si parla di una produzione HBO e ci si aspetta parecchio, anche se si tratta di una dramedy. La seconda stagione però, episodio dopo episodio, mi è sembrata meno intensa e coinvolgente.
Di base poteva funzionare, visto che il personaggio di Darby (una impeccabile Anna Kendrick) viene soppiantato da quello di Marcus, un editor quasi quarantenne che si ritrova improvvisamente single, che avrebbe potuto fornire una nuova storia, nuove prospettive, anche un'ottica maschile rispetto alla prima stagione. 

È però la sceneggiatura di Love Life 2 a non funzionare e ad essere al di sotto sia della prima stagione, che secondo me si era distinta proprio per il saper oscillare fra serio e faceto, sia delle mie aspettative. Questi nuovi episodi infatti non li ho trovati brutti o esageratamente noiosi, ma nell'insieme mi sono sembrati particolarmente banali e generici. Ho notato delle dinamiche già viste che non sono state rilette o rimaneggiate per darne una nuova prospettiva.
Anche le tematiche più profonde, oltre ad essere minori, mi sono sembrate raccontate in modo molto banale: penso ad esempio a Marcus e al rapporto con gli amici.



Affezionarsi alle storie dei protagonisti risulta meno facile perché alla fine secondo me sono poco interessanti, o per lo meno io non mi ci sono ritrovato, specie quando si scade in situazioni al limite del paradossale. Il Marcus di William Jackson Harper poi secondo me non ha delle caratteristiche specifiche per renderlo davvero il centro di una storia. Ad essere onesto, più volte mi è sembrato un bambacione che si fa problemi inesistenti e con poco carattere, che pensa di poter vivere come un ragazzino. Si è ben lontani insomma dall'ampia crescita a più livelli di Darby nella prima stagione.
Non voglio infierire, anche perché si tratta di una serie facile da digerire, con 10 episodi da mezzora, ma posso dire che la seconda stagione di Love Life ha bruciato il potenziale della serie che spero di ritrovare se ci saranno nuovi episodi.


A Discovery of Witches - Il manoscritto delle streghe
Terza stagione


A proposito di sparare sulla croce rossa, mi spiace dover bocciare anche la terza e ultima stagione di A Discovery of Witches, che conclude la trilogia della scrittrice Deborah Harkness, e che non riesce a salvare una serie tv nata secondo me sotto una cattiva stella e che non ha mai trovato il suo apice. 
La seconda stagione, a dire il vero, mi aveva mostrato uno spiraglio di speranza rispetto a come potessero andare le cose in questa serie, dopo il primo ciclo di episodi che definire parecchio insoddisfacenti sarebbe è un eufemismo, ma arrivati all'ultima stagione purtroppo non sono riusciti a decollare.

Pur dando sicuramente una conclusione agli eventi, e cercando di toccare tutte le linee narrative che erano state aperte, ancora una volta A Discovery of Witches mi ha deluso per la sua frettolosità, per il modo in cui non sono riusciti a rimanere centrati su un filone, ma a miscelare tutte le carte alla rinfusa. Il problema della serie secondo me è di non essere mai riusciti a concentrarsi su pochi personaggi lasciando navigare intorno quelli meno importanti. La conseguenza è il caos di storie e storielle di cui poco importa e che tolgono spazio a chi invece merita più attenzione.
Ne conseguono due grosse problematiche: da un lato la "scoperta" dei poteri della strega Diana, come dice il titolo, la sua crescita, non è così crescente e coinvolgente, ma repentina, e arriviamo alla fine che sembra fin troppo gagliarda senza un percorso solido prima.


Ma la cosa peggiore credo sia la sbrigatività di alcuni momenti salienti, inclusa la sconfitta del cattivone Peter Knox che si è sciolta come neve al sole, nonostante fosse stato anticipato come una creatura temibile e difficile da sconfiggere. 
Da un'ottica più ampia inoltre Il manoscritto delle streghe non mi pare abbia fornito dinamiche, spunti, snodi diversi dalle serie fantasy che già conosco o ho visto in passato: il gioco di potere è sempre fra vecchie e nuove fazioni che si scontrano, dove le ultime riescono a piegare il volere del ramo più conservatore verso una visione più aperta. Sai che novità.
C'è chi ha dato colpa al fatto che questa terza stagione avesse sette episodi e non dieci, ma non mi pare che nelle passate stagioni andasse meglio.
In ogni caso, A Discovery Of Witches è arrivata alla sua conclusione e non credo rischieremo di vederla più.


Euphoria
Seconda stagione


A distanza di due anni dagli episodi speciali, il 7 marzo si è conclusa la seconda stagione ufficiale di Euphoria, che ho deciso di recuperare con calma e con aspettative basse, sebbene, come dicevo, lo special dedicato a Jules mi aveva sicuramente incuriosito molto più della prima stagione.
L'inizio di questa seconda stagione di Euphoria mi aveva fatto ben sperare, al punto che pensavo mi potesse piacere molto di più della prima, ma purtroppo man mano che la storia si è stratificata le cose sono andate peggiorando.


In questa nuova stagione la palla passa ad altri personaggi, e l'attenzione si sposta per fortuna da Rue, e conseguentemente da Jules, pur restando entrambe centrali nei vari filoni narrativi, specie la prima con il suo cammino verso la disintossicazione. Questo è un punto a favore, perché le loro storie secondo me erano ad un punto quasi morto che portava ad ripetere le stesse tematiche e dinamiche, e perché ogni volta che la protagonista torna sullo schermo provo generale fastidio. Onestamente non ho mai capito cosa sentire verso Rue, se empatia, repulsione, compassione o tutto insieme, ma in ogni caso tutto ciò che fa non mi interessa e questo modo di calcarne le faccette, i gesti, le reazioni me la rende ancora più distante. Sono stati pochi i momenti in Euphoria 2 in cui ho empatizzato con lei, con il suo vissuto, e forse lo potrei definire un passo avanti, sebbene si tratti appunto di alcune scene.


Una svolta che ho apprezzato è che il riflettore sia puntato su altre linee narrative, soprattutto sul rapporto di Nate col padre, del suo rapporto, seppur breve, con Cassie, e della centralità di Lexi e del suo spettacolo.
Quello che fa Euphoria alla fine della fiera è drammatizzare problematiche, pulsioni, relazioni tipiche dei giovani e degli adolescenti, incorniciandole in una bella atmosfera ricercata, cinematica, con una regia che anche in questa seconda stagione si conferma eccellente, ma sono argomenti vecchi come la scoperta del fuoco. 
Anche il tema che ha scatenato uno tsunami di meme, lo scontro fra Maddy e Cassie è qualcosa di così datato che qualunque scelta di contorno non ne migliora l'appeal.

Alla lunga ho avuto l'impressione che si rimestasse sempre nella stessa zuppa, cercando di allungarla il più possibile con sotto trame e dando l'illusione di novità solo perché si rimuovono certi filtri che i teen drama avevano (più o meno), e una impostazione estetica di maggior rilievo.
Pensavo che alcuni episodi, come il quinto ad esempio, indubbiamente carico di intensità, potessero essere la parte più interessante, poi fra banalità e assurdità mi sono dovuto ricredere. Idem per quanto riguarda l'epilogo finale: fatto benissimo, ma prevedibile da diverse puntate. 
Se la qualità di Euphoria corrispondesse ad una storia davvero originale e interessante, sarei il primo a tesserne le lodi, ma così mi sembra che la fama, il cast, alcune scene particolari e il brusio che si crea intorno, superi quello che la serie ha da offrire. 

La terza ed ultima stagione di Euphoria è arrivata quattro anni dopo, nel 2026. Ne ho parlato qui. 



Perché Moringa di Dr Organic è la nuova linea più interessante del brand 💚

Dr Organic ha davvero tante linee dettagliate fra cui scegliere, ed io, fra i miei acquisti e le possibilità che mi ha dato l'azienda, credo di aver esplorato almeno una fetta di tutti questi prodotti, ma la nuova linea Organic Moringa credo sia una delle più interessanti che il brand inglese abbia lanciato di recente.



Tutta la gamma sfrutta le proprietà della moringa oleifera, una pianta indiana che prende anche il nome di pianta dei miracoli, proprio perché pare essere in grado di apportare svariati benefici, al punto che viene assunta come integratore ed è nota nella medicina tradizionale. In ambito cosmetico si utilizza sia l'olio di moringa, nutriente, antiossidante e ricco di acidi grassi, che l'estratto dalle foglie, dalle proprietà idratanti e rivitalizzanti.
Se ve lo steste chiedendo, Dr Organic utilizza entrambe le forme di questa pianta, e la sua linea si vuole prendere cura sia del viso che del corpo.
Secondo me Organic Moringa è una delle linee più originali dell'azienda inglese, con prodotti diversi dal solito ma sempre funzionali, che affiancano altri più comuni. Ve li racconto attraverso la mia esperienza.


 

Dr Organic Moringa Revitalising Body Wash
Bagnodoccia Rivitalizzante


Non ricordo più quanti body wash Dr Organic io abbia provato fino ad ora (qui ne trovate alcuni), ma si confermano tutti molto validi, incluso l'ultimo della linea Moringa. In questo caso abbiamo appunto l'estratto della pianta che apporta una azione condizionante, e la consistenza è quella di un gel abbastanza fluido ma facile da dosare. Non manca inoltre la solita grande quantità di succo di aloe che l'azienda inserisce sempre nei cosmetici.
Il Body Wash Organic Moringa ha una profumazione delicata e gradevole, floreale, in cui al mio naso spicca qualche nota di gelsomino e che dà già una bella sensazione rilassante e rinfrescante. A contatto con l'acqua, o per lo meno con una spugna, come sono solito usarlo io, crea subito una schiuma molto soffice e avvolgente, senza doverne usare mezza confezione alla volta. 



Anche questo nuovo gel doccia Dr Organic mi ha conquistato per la bilanciata capacità di detergere la pelle del corpo, ma al tempo stesso non alternandone l'integrità. La pelle infatti dopo la doccia risulta elastica, molto morbida, e non la sento affatto tirante o con una urgente necessità di applicare una crema corpo. Credo che se non abbiate necessità particolari, questo bagnodoccia Moringa possa andare benissimo già da solo, per chi ha la cute più secca offre già un supporto in questo senso.
Non so se l'ho detto altre volte, ma i body wash Dr Organic possono essere usati anche sui capelli. Personalmente ho l'abitudine ad una hair care routine a parte, ma per necessità li userei.
Questa ottima performance è affiancata anche dalla facilità di utilizzo visto che questa schiuma si sciacqua via in velocità senza lasciare tracce. Per cui, nella mia esperienza, il Revitalising Body Wash Organic Moringa non ha praticamente difetti: su di me è un perfetto detergente per la doccia quotidiana, non irrita e non secca.

INFO BOX
🔎 AmazonBioprofumeria, Douglas.it, Parafarmacia, Online
💸 €12.90
🏋 250ml
🗺 Made in UK
⏳  12 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free

Vi avevo anticipato di prodotti più originali e questa crema corpo Organic Moringa secondo me lo è. Anche in questo caso gli ingredienti sono tutti validi e funzionali ad idratare, nutrire e rinforzare la barriera cutanea: si susseguono succo di aloe, olio di semi di girasole, olio di moringa, niacinamide e pantenolo. La Wet Skin Moisturiser ha una consistenza fluida cremosa, e una profumazione delicata che ricorda quella del body wash, che permane seppur in modo delicato dopo l'uso.
La particolarità di questa crema corpo Dr Organic lo dice il nome stesso: infatti va utilizzata direttamente su pelle bagnata dopo la doccia e questo apporta due benefici diversi. Il primo è puramente pratico, visto che così si risparmia tempo, mentre il secondo aspetto riguarda la funzionalità perché così facendo si crea uno strato occlusivo che blocca l'acqua (e quindi l'idratazione) della pelle. 



Devo ammettere che al primo utilizzo mi ha fatto un po' strano usare questa Wet Skin Cream, abituato ad usare le creme tradizionali, ma poi ci ho preso gusto. Infatti si stende molto facilmente e rapidamente, e applicare subito la crema con un massaggio. Dopo la stesura semplicemente mi asciugo tamponando e lì è arrivata la sorpresa.
La Wet Skin Moisturiser Dr Organic infatti mi lascia la pelle molto setosa, elastica e liscia, e con una idratazione che permane nel corso delle ore su di me almeno fino alla doccia successiva. Non serve fare altro, la crema si assorbe senza lasciare appiccicati o untuosi. Quindi alla effettiva praticità si unisce anche l'efficacia, e credo che possa piacere anche a pelli un po' più secche proprio per questa azione occlusiva. 
Aggiungo che non serve anche in questo caso utilizzare troppo prodotto, ma anzi mi è sembrato di utilizzarne leggermente meno rispetto ad una comune crema corpo.

INFO BOX
🔎 AmazonBioprofumeria,Douglas.it, Parafarmacia, Online
💸 €16.90
🏋 150ml
🗺 Made in UK
⏳  12 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free


Dr Organic Moringa Cleansing Facial Powder
Polvere detergente viso


Mi sposto alle referenze per il viso di questa nuova linea Organic Moringa, e verso un altro prodotto che ho trovato davvero particolare, ovvero la polvere detergente per il viso. Ne avevo sentito parlare ma non ho mai provato nulla del genere, anche per paura che la mia maldestrezza mi portasse a sprecare prodotto senza poi vederne benefici, ma non è stato così. La Cleansing Facial Powder infatti è in polvere, ma non di quelle che tendono a svolazzare con un solo sguardo, sporcando magari in giro e finendo sprecate. 



L'uso può sembrare macchinoso a primo impatto, ma invece è estremamente semplice e intuitivo: si preleva un po' di polvere, e vi consiglio di munirvi di un cucchiaino o una spatolina, e si miscela nel palmo della mano con qualche goccia di acqua per creare una pappetta detergente.
Non serve usare chissà quanto prodotto, basta circa mezzo cucchiaino scarso e il mio consiglio è di miscelare poca acqua, massaggiare il prodotto sul viso e se ci sembra che il composto sia un po' troppo asciutto, semplicemente inumidire le mani per continuare il massaggio detergente.
La Cleansing Powder Dr Organic si scioglie benissimo, non resta granulosa o ruvida, non fa l'effetto scrub per intenderci, ma diventa una sorta di fluido detergente. 
Al suo interno troviamo gli ingredienti principali della linea Moringa, fra cui l'olio di questa pianta, ma anche niacinamide e vitamina B5.



L'effetto sulla mia pelle di questo detergente in polvere è stato una sorpresa perché oltre a detergere bene, l'ho trovato davvero levigante, mi lascia il viso molto morbido, fresco e liscio, ma non secco o tirante.
Credo che infatti la Cleansing Powder Organic Moringa sia perfetta per pelli da normali, a miste e soprattutto secche, che vogliono un potere detergente dolce e non irritante.
In generale la pelle assume un aspetto più omogeneo, più luminoso. Inoltre non si lascia dietro residui, e una volta sciacquato il viso, questo è pronto alla nostra routine abituale. 
Confesso che, nonostante Dr. Organic dica di evitare la zona degli occhi, mi è capitato di passarlo anche lì senza alcun problema, voi però magari attenetevi alle istruzioni. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Parafarmacia, Eccoverde, Redcare, Amazon
💸 €24.90
🏋 15g
🗺 Made in UK
⏳  6 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free


Dr Organic Moringa Refining Face Mask
Maschera Viso Idratante Rigenerante


L'ultimo pezzo della linea Organic Moringa è questa ottima (sì, spoiler) maschera viso anch'essa con una consistenza particolare. Infatti ricorda molto la Gel Face Mask della linea Guava sempre Dr Organic (qui se volete scoprire un'altra linea ben fatta) e si presenta anche questa nuova versione come un gel sodo, ma che mentre di stende sul viso assume una texture leggermente oleosa.
La Refining Face Mask Organic Moringa contiene l'olio dell'albero dei miracoli, ma anche olio di semi di girasole, di cocco, di mandorle dolci, e di noci Kukui che sembra abbia proprietà antiinfiammatorie.


In questo caso Dr Organic ha inserito una profumazione sempre in linea con questa gamma ma al mio naso è molto delicata, perfetta per un prodotto che deve restare in posa sul viso.
Mentre è sul viso, la Refining Mask non si secca ovviamente e Dr Organic consiglia di lasciarla agire per 10 minuti o fin quando si assorbe, e poi sciacquarla con acqua tiepida, e di ripetere l'applicazione una o due volte a settimana.
A me è piaciuto molto come trattamento viso perché riesce a dare davvero moltissima idratazione e nutrimento, senza appesantire e senza lasciare tracce untuose.



La mia pelle acquista subito comfort appena la utilizzo, e resta tonica e decisamente liscia. Secondo me questa Face Mask Organic Moringa è perfetta per pelli secche, screpolate, un po' provate dal freddo e dal vento, o che in generale hanno bisogno di una certa idratazione. A me ad esempio ha dato una mano dopo che gli ultimi strascichi del maltempo invernale e un siero a base di retinolo parecchio forte mi avevano un po' seccato la pelle. Dopo l'uso ho notato comunque anche un miglioramento generale estetico, con una cute un po' più tonica e omogena. 

INFO BOX
🔎 AmazonBioprofumeria, Douglas.it, Parafarmacia, Online
💸 €18.99
🏋 50ml
🗺 Made in UK
⏳  6 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free


Che ne dite di questa nuova linea Moringa di Dr Organic? Quale prodotto vi incuriosisce di più?



*alcuni link sono affiliati, usali se vuoi sostenere Pier(ef)fect

Scopriamo le candele profumate di Goose Creek Candle

Seppur con una costanza minore rispetto a qualche tempo fa, la mia ricerca di candele profumate gradevoli è sempre in corso e continuo a trovare brand interessanti come Goose Creek Candle. Si tratta di una azienda americana a conduzione familiare nata nel 1998, che produce candele profumate e profumatori per ambiente di diverse tipologie. 



Goose Creek infatti ha una ampia selezione di fragranze (motivo per cui mi ha incuriosito) declinate nei formati che più conosciamo, dalle candele in giara con uno o tre stoppini di cotone in cera di soia, fino alle wax melt, le tipiche tart da sciogliere nel bruciatore, passando per gli spray e una piccola linea di prodotti per la cura della persona. Quando acquistai le candele Goose Creek sul sito Candles Direct ho subito pensato di provare i formati che uso abitualmente e scegliere profumazioni differenti fra loro, che spaziassero dal fresco floreale, fino a qualcosa di più intenso e deciso. 


Goose Creek Candle Black Leather 
Wax Melt


"Una miscela di pelle da sogno che evoca caldi ricordi e un'atmosfera elegante"

Note di Testa: pelle, bergamotto
Note di Cuore: pelle scamosciata, cardamomo, muschio
Note di Fondo: ambra, muschio, cedro, legno di sandalo

Credo di non aver mai provato una fragranza come Black Leather e io di candele ne ho provate tantissime, ma questa Goose Creek è decisamente particolare. Non mi piace dare una sessualità alle profumazioni, ma questa è decisamente maschia, intensa, e avvolgente. Le note che spiccano a primo impatto sono proprio quelle della pelle, che però viene rinfrescata da un sottofondo agrumato e muschiato. Sento meno le note legnose, ma ho notato che Black Leather mantiene lo stesso aroma sia da spenta che una volta accesa. È una fragranza che deve piacere perché un singolo triangolo di cera ha una intensità e una diffusione decisamente alta, anzi permane anche una volta spenta, quindi dovreste apprezzarla come ho fatto io. 
Il suo accordo aromatico secondo me la rende adatta a tutto l'anno perché non risulta troppo calda o pesante, ma credo si adatti più ad ambienti "professionali", ad uno studio o una zona giorno elegante e moderna. Diciamo che ci sono fragranze più accoglienti e rilassanti, mentre Black Leather vuole essere decisa e sensuale. 



Goose Creek Candle Southern Gardens
Wax melt


La grandezza di un giardino fiorito che appartiene alla famiglia da generazioni. Ogni fiore custodisce la chiave di un ricordo speciale di famiglia.
Note di Testa: Loto bianco, rosa in fiore, stelo verde
Note di Cuore: Foglia di violetta, miscela floreale
Note di Fondo: Legni bagnati, muschio di quercia

Ha tutto un altro stile questa Southern Gardens che è invece decisamente più femminile, primaverile e giocosa. Un accordo di note floreali molto diverse fra di loro ma che creano una buona armonia tanto che al mio naso non spicca un fiore preciso, ma ci sento soprattutto un aroma arioso di fiori piccoli, rose e fogliame in genere. Devo dire che non è la profumazione che preferisco in assoluto, ma l'ho trovata comunque gradevole. 
Anche Southern Gardens Goose Creek ha una intensità decisamente alta e una persistenza buona, seppur leggermente inferiore a Black Leather. Inoltre si diffonde velocemente e generosamente anche nelle stanze vicine a quelle in cui la lascio accesa. È anch'essa adatta a tutte le stagioni: perfetta se d'inverno vogliamo essere avvolti da un'atmosfera più primaverile e soleggiata, o durante la stagione calda se vogliamo rinfrescare gli ambienti. Credo però che anche Southern Garden si adatti più alla zona giorno, perché non mi sembra la fragranza rilassante adatta ad una camera da letto ad esempio.



Goose Creek Candle Soothing Coconut 
Votivo

L'aroma dolce e lattiginoso di un vero cocco dell'isola. Aprilo e bevi un sorso rilassante.
Note di Testa: Dolce al latte di cocco
Note di cuore: Pioggia dell'isola
Note di Fondo: Vaniglia Tenue, Agrumi Leggeri

Ho scelto Soothing Coconut in formato votivo perché con le fragranze dolci e fruttate preferisco andarci cauto, ed in effetti si tratta di una fragranza abbastanza dolce, ma che non ho trovato stucchevole, perché si percepisce la nota acquatica. Tuttavia questo votivo Goose Creek è davvero flebile in termini di potere aromatico: anche lasciandolo acceso diverse ore, non riesce a saturare l'aria di una intera stanza, ma resta un vago sentore principalmente percepibile nel perimetro in cui è acceso il bruciatore. Una intensità abbastanza inferiore rispetto secondo me a quanto fa presagire annusare la cera da spenta. Assente è invece la sua permanenza nell'aria. Come si dice dalle mie parti però piango con un occhio, perché Soothing Coconut di Goose Creek è gradevole e coccolosa, ma non me ne sono innamorato, per cui non la riacquisterei in altri formati. 
Aggiungo inoltre che la cera si è sciolta molto bene e mi è sembrato che lo stoppino non emanasse strani odori o fumo, quindi in questo senso è un altro punto a favore del brand.


Goose Creek Candle Watermelon Patch
Votivo

Fai una passeggiata attraverso un campo di angurie. L'aroma del melone dolce e dell'erba verde ti  circonda.
Note di Testa: Anguria a fette, Gocce Di Pioggia
Note di cuore: Fragola Chiara, Kiwi Fresco
Note di fondo: Morbida erba verde, foglie rugiadose
Se il votivo di Soothing Coconut mi aveva comunque aiutato a capire la profumazione, non è stato lo stesso con Watermelon Patch che purtroppo, a mio naso, risulta troppo delicata e percepibile per essere definita in maniera specifica. Sebbene da spenta avverta vagamente le note acquose dell'anguria, da accesa, quel poco che percepisco non mi rimanda a qualcosa che ricordi questo frutto, ma più una sorta di aroma vanigliato dolce e al tempo stesso fresco. Ma, ripeto, servono diverse ore di combustione affinché si percepisca una fragranza un po' più palese, altrimenti sembra solo che nell'aria ci sia un sentore diverso ma non una candela accesa che sta diffondendo una profumazione.
Mi spiace un po', perché amo l'anguria, ma non proverei altri formati di questa candela Goose Creek.
Non mi soffermo su diffusione e persistenza perché sarebbe tempo perso.


Conoscevate Goose Creek Candle? Ho visto che qui in Italia sono rivendute da alcuni siti. Spero che comunque questo piccolo assaggio vi abbia fatto scoprire un nuovo brand interessante.






Super scoperte dell'ultimo periodo! 😍🎉

In questo periodo sono un po' indietro con le recensioni, ma nella vita di tutti i giorni sto usando parecchi prodotti che mi stanno piacendo davvero tanto. Le chiamo piccole scoperte perché sono cosmetici di cui non ho sentito parlare molto in giro ma che secondo me meritano di essere scoperti, e sono di diverse categorie. 


Kaloderma Skin Lab Crema Corpo alle Ceramidi ripartarici


Mi ha subito incuriosito questa nuova linea di Kaloderma chiamata Skin Lab che si compone di tre prodotti, da cui ho scelto la crema corpo con ceramidi. L'aspetto che mi ha più attirato è stato l'INCI di questo trattamento corpo: al suo interno troviamo appunto ceramidi che però non sono abbandonate alla fine della lista degli ingredienti come capita di solito per i prodotti da grande distribuzione. Inoltre questa crema corpo Kaloderma contiene anche olio di mandole, burro di karitè, allantoina, pantenolo e xilitolo perché è rivolta a pelli secche e screpolate e vuole rinforzare la barriera cutanea, e secondo me ci riesce.


La sua consistenza è cremosa e facile da stendere, non fa particolare scia bianca ed ha una profumazione dolce, delicata e persistente che mi è piaciuta tantissimo perché sa di pulito, ma ho apprezzato soprattutto la resa di questa crema Kaloderma Skin Lab. Mi rende infatti la pelle morbidissima, elastica, idratata e nutrita a lungo, con un tocco setoso molto piacevole.
È indubbiamente rivolta a pelli secche e appunto bisognose, durante la stagione fredda, infatti richiede qualche minuto prima che si assorba del tutto, ma poi ci si può rivestire senza lasciare la pelle unta. Io infatti l'ho usata anche come crema mani e ho notato che ha davvero attenuato alcune screpolature.
Direi quindi complimenti a Kaloderma per questa linea alle Ceramidi, spero che si lancino anche a creare dei prodotti per il viso altrettanto gradevoli e funzionali. 

INFO BOX 
🔎 Grande distribuzione, Douglas.it
💸 €5.90
🏋 450ml
🗺 Made in Italia

⏳  12 Mesi
🔬 //



Haruharu WONDER Black Rice Hyaluronic Toner
Tonico Viso idratante 


Un'altra scoperta del periodo è questo tonico viso del brand coreano Haruharu WONDER che non contiene alcol e profumi, ma ingredienti idratanti e lenitivi come appunto l'estratto di riso nero, l'acido ialuronico e i beta-glucani. Si aggiungono poi l'estratto di Scutellaria Baicalensis, che sembra avere proprietà astringenti e anti infiammatorie, e il fermento di Aspergillus, estratto da una particolare muffa e che sembra avere proprietà schiarenti. Fortunatamente ho visto che la formulazione è stata aggiornata e se prima conteneva olio essenziale di lavanda, adesso è completamente priva di odori.


Il Black Rice Hyaluronic Toner ha una consistenza acquosa, ma la definirei comunque leggermente vischiosa, una via di mezzo fra un classico tonico e la Essence Toner di Pyunkang Yul per restare nel mondo della cosmesi coreana. 
Il tonico viso Haruharu Wonder ha su di me un'ottima azione idratante, che credo si adatti più a pelli secche, e nel giro di pochi secondi si assorbe del tutto, lasciandomi la pelle liscia e non appiccicosa.


Prepara benissimo il viso alla skincare, qualunque prodotto ci abbia messo sopra non ha cambiato la sua performance ma anzi l'ha migliorata. È stato però l'effetto ammorbidente, addolcente e lenitivo che mi ha sorpreso in questo tonico, che lo rende secondo me perfetto per pelli irritate (vista anche l'assenza di alcol e fragranze) e dopo la rasatura. 
Non ho molto altro da aggiungere se non che probabilmente continuerò ad esplorare la linea proposta da Haruharu WONDER, soprattutto questa al riso. 

INFO BOX 
🔎  Stylevana (coupon INF105PIEREFECT), YesStyle (coupon PIER10YESTYL)
💸 €13.40
🏋 150ml
🗺 Made in Corea
⏳  6 Mesi
🔬 Vegan 



Equilibra Collutorio Freschezza Intensa Zenzero


Dopo la buona esperienza con la gamma oral care al Cocco, e più in generale con i collutori di Equilibra, ero curioso di provare con Zenzero. Gli ingredienti scelti sono quelli che si trovano anche negli altri collutori del brand, quindi aloe vera, malva, estratto di pompelmo, olio di tea tree come antisettico naturale, il lichene islandico e la centella asiatica per lenire. A questi si aggiunge ovviamente l'estratto di zenzero che crea un mix interessante: questo collutorio Equilibra infatti ha un sapore fresco in cui si sente appunto quel sapore piccante dello zenzero che gli dà un bel twist diverso dai soliti aromi mentolati.


Sulla sua efficacia poi confermo quanto ho detto in passato su appunto i fratellini di questo Collutorio Freschezza Intensa quindi come step dell'igiene orale che completa la routine, non impasta la bocca, ma la lascia appunto rinfrescata e pulita. Nonostante non lo consideri fra i più delicati, credo che sia comunque sufficientemente lenitivo e personalmente non ho avuto alcun fastidio o problema nell'uso quotidiano e continuato nel tempo. Non è insomma una scopertona perché conoscevo il brand, ma anche questa variante allo zenzero si candida ad un riacquisto senza pensarci due volte, come del resto faccio già con i collutori di Equilibra. 
Qui vi parlo del dentifricio allo Zenzero.

INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Amazon
💸 €3.29
🏋 500ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 Mesi
🔬 //


EO Laboratorie Natural Serum Stimulate Hair Growth 
Siero stimolante per la crescita dei capelli


Ero indeciso se parlarvi di questo prodotto in parte perché EO Lab (o ECO Laboratorie, ancora non ho capito come si chiami) è un brand russo che immagino sia diventato più complicato da reperire e molti non vogliono nemmeno sentir parlare di prodotti provenienti da quella zona.
Ho iniziato ad usare lo Stimulate Hair Growth Serum lo scorso Novembre, e mi è sembrato sin da subito un ottimo prodotto. È stato il suo INCI ad attirarmi in prima battuta: oltre a non contenere alcol che in genere mi secca il cuoio capelluto, questo siero rinforzante è composto dal 95% di ingredienti naturali, fra qui un brevetto chiamato PROCAPIL, che racchiude diversi attivi e svolge la doppia funzione di attirare il flusso di sangue al bulbo pilifero e contrastare il DHT (diidrotestosterone), un ormone che in quantità eccessive causa la perdita di capelli perché ne accelera il ciclo vitale. 


L'Hair Growth Serum EO Laboratorie è una lozione molto liquida con un profumo vagamente dolce, che va frizionata con un massaggio sul cuoio capelluto pulito ogni giorno prima di andare a dormire, e non serve ovviamente lavare i capelli dopo l'uso. L'applicatore spray funziona bene, anche se avrei preferito un getto più diretto, potente e meno arioso (è più adatto ad un tonico viso per intenderci). L'ho usato con costanza in questi mesi e devo dire cha funzionato. 
Metto le mani avanti dicendovi che non ho una perdita di capelli costante, eccessiva e dovuta a questioni ormonali complesse: la mia filosofia infatti più che tentare di bloccare la comune perdita stagionale di capelli, è di rafforzare e stimolare tutto l'anno la loro crescita, specie all'attaccatura frontale.



In questa prospettiva lo Stimulate Hair Growth EO Laboratorie ha funzionato molto bene su di me, rendendo l'attaccatura più folta, piena e compatta, stimolando la crescita di nuovi capelli (purtroppo anche bianchi). Non ho visto il miracolo sulle zone che ritengo più complicate su di me, ovvero sopra le tempie, ma anche queste aree mi sono sembrate più definite e appunto con qualche capello in più. 
Mi è piaciuta anche la quantità che l'azienda ha scelto per questo prodotto visto che loro stessi affermano che servono 2/3 mesi per vedere dei risultati. 
Tra l'altro questo siero stimolante non mi va a sporcare i capelli, quindi sono sempre riuscito ad usarlo con costanza.
Per me insomma il prodotto è una scoperta perché funziona, ma per il resto, visto il contesto in cui ci troviamo, lascio qui la recensione e ognuno faccia come meglio ritiene. 

INFO BOX
🔎 Online 
💸 €5
🏋 200ml
🗺 Made in Russia
⏳  12 Mesi
🔬 //



Conoscevate questi prodotti? Quali scoperte beauty avete fatto di recente?




*alcuni link sono affiliati, usali se vuoi sostenere Pier(ef)fect

Serie tv promosse... ma senza lode!

I miei recuperi telefilmici proseguono senza grossi indugi, tempo a disposizione permettendo, ed ho portato a termine tre serie tv recenti che mi sono piaciute, ma che non credo siano il top che si possa trovare in questo settore. Poi magari sono solo io ad averne un'opinione tiepida, quindi se concordate o meno potete farmelo sapere nei commenti, ma intanto vi dico la mia, cercando di spiegare perché le mie recensioni saranno positive ma senza slanci.


With Love
Prima stagione



Disponibile dall'11 Febbraio di quest'anno su Prime Video, With Love gira intorno le vicende sentimentali e personali dei fratelli Lily e Jorge Diaz e della loro famiglia, fra dei genitori comprensivi e affettuosi, due abuelos super sprint e ovviamente i loro amori. I 5 episodi di cui è composta si avvolgono intorno le feste più importanti sul calendario, che spaziano dal Natale al Giorno dei Morti, in quei momenti insomma che possono avvicinarci alle persone che amiamo ma anche creare tensioni.



With Love segue un argomento classico delle dramedy ovvero i rapporti familiari, e da Brothers & Sisters fino a This is Us ne abbiamo già viste di ogni forma e colore, ma in questo caso i toni si fanno più leggeri, spensierati senza mai scadere nel dramma pieno e cupo. Ha uno scorrimento della narrazione sia verticale che orizzontale e proprio per questo do la mia promozione a questa serie tv Prime Video, visto che riesce a tenere compagnia senza impegnare troppo la testa ma ci sono anche altre scelte interessanti. With Love non fa certamente morire dalle risate, o per lo meno io l'ho trovata simpatica ma non esilarante, dall'altro lato però è abbastanza calibrata, non mi è sembrata stucchevole o mielosa.



È interessante inoltre come vengono trattate certe tematiche che non vengono eccessivamente stereotipate né diventano la scusa per fare una morale: le origini messicane della famiglia Diaz ad esempio, per quanto centrali, non diventano un punto fisso della narrazione. Allo stesso tempo With Love cerca di essere al passo con i tempi, puntando sull'inclusività di personaggi LGBTQ e mischiando nazionalità diverse, ma senza far diventare ogni episodio come una specie di compendio su come sembrare mentalmente aperti (And Just Like That forse dovrebbe imparare da loro).

L'inghippo di With Love secondo me sta nel fatto che, dopo un buon inizio, si perde un po' il ritmo nel corso degli altri episodi che non hanno una qualità omogenea in questo senso. D'altronde ogni puntata conclude lo scenario di una festività, quindi è come se si aprisse un nuovo scenario ogni volta. 
Oltre ad una generale mancanza di originalità, alcune situazioni ed intrecci avevano bisogno di un maggiore approfondimento per creare maggiore impatto nello spettatore, cioè me medesimo. 
Insomma With Love è carina, ma non imperdibile. 
La seconda stagione è arrivata su Prime Video il 2 Giugno 2023, qui la recensione.



Pam & Tommy 
Miniserie

Pam & Tommy è una miniserie trasmessa su Star Original di Disney + dal 2 Febbraio al 3 Marzo e che, come suggerisce il nome, ripercorre uno dei fatti di gossip e di cronaca più pruriginosi degli anni '90, ovvero la diffusione virale del sex tape privato di Pamela Anderson, all'epoca super star di Baywatch, e Tommy Lee, batterista in declino dei Mötley Crüe. I due infatti vennero esposti ad una graticola mediatica internazionale, dopo che il carpentiere Rand Gauthier per vendetta e per ripagarsi dai debiti accumulati con i lavori in casa di Tommy Lee che non gli furono retribuiti.
Quello che però il furto scatenò fu un inferno per tutti i protagonisti coinvolti.



In questo terzetto di serie tv, Pam & Tommy è quella che considero migliore sotto tanti punti di vista. In primis per la ricostruzione degli eventi visti da diverse prospettive: se ovviamente racconta la vicenda pubblica in maniera chiara e comprensibile, con lo sfondo dell'avvento di internet e del primo caso di video virale, dall'altro la miniserie sceglie di puntare anche all'ambito privato di Pamela Anderson e Tommy Lee, al loro rapporto intenso ma conflittuale, e quello di Rand Gauthier con tutte le sue difficoltà.
Mi ha proprio convinto come viene dipinta la stessa Pamela, e credo che Lily James abbia fatto un lavoro eccellente, dandoci l'immagine di una donna svampita, a volte ingenua, ma forte, con una visione lucida della realtà e affezionata al suo lavoro.

Il dramma di Pam & Tommy risiede proprio nel cogliere come la società dell'epoca (e non solo) avesse un doppio standard fra uomini e donne: se Tommy Lee si ritroverà quasi glorificato per le sue prestazioni, la Anderson sarà la vera vittima di questo scandalo, quella che subirà un grosso scossone lavorativo e privato, e quella che verrà maggiormente mercificata, condannate e umiliata, perdendo di credibilità. Un trauma che arriva senza filtri, senza la (sgangherata ma presente) sensibilità che abbiamo ai giorni nostri e senza la presenza dei social che a volte possono portare voci di dissenso. La serie comunque non sminuisce anche il colpo inferto a Tommy Lee che, nonostante le sue eccentricità, sembra un marito apprensivo e affettuoso. 



Pam & Tommy inoltre mi ha convinto per il suo cast in generale, e devo nominare Sebastian Stan nei panni di Tommy Lee che fa un'ottima interpretazione del batterista sui generis, e della ricostruzione dei primi anni '90. 
Avrei fatto volentieri a meno di alcune scene trash, troppo sulle righe, che non aggiungono e non tolgono nulla alla miniserie, e avrei voluto che a volte ci fosse stata una maggiore pulizia della narrazione per evitare qualche ripetitività, sebbene alcune puntate da 30 minuti aiutino a rinfrescare la visione.
Per il resto ho trovato gli otto episodi di Pam & Tommy interessanti, un progetto che secondo me riesce lì dove American Crime Story: Impeachment aveva fallito. 



Mezzanotte a Istanbul 
Prima stagione


Mi sono fatto affascinare dall'ambientazione di Mezzanotte a Istanbul, una nuova serie tv turca, disponibile dal 3 marzo su Netflix, che prende le mosse dal romanzo Midnight at the Pera Palace: The Birth of Modern Istanbul, e che unisce storia e finzione agli inizi degli anni '20 del secolo scorso. 
Tutta la vicenda ruota intorno il famoso Pera Palace, un albergo in cui si sono ritrovati ad alloggiare personalità illustri, fra cui Agatha Christie, e sarà la giovane e impacciata giornalista Esra a dover sventare un attentato ad una delle figure più famose in Turchia, il generale Mustafa Kemal Ataturk, in un imprevedibile viaggio nel tempo.



Vi dicevo che le atmosfere, il periodo storico, la commistione di più generi che spaziano dal giallo al romantico, potevano rendere Mezzanotte a Istanbul una serie molto gradevole per il mio palato, e speravo che lo fosse, ma purtroppo non mi ha proprio catturato da inizio a fine.
Infatti, se l'apparato tecnico è ben studiato, se i costumi e le scenografie ci riportano letteralmente indietro nel tempo nell'affascinante Pera Palace, e sebbene gli attori siano tutto sommato belli e bravi, lo sviluppo della storia non mi ha convinto del tutto, anche se per fortuna non sono arrivato al tedio più pernicioso. 



Infatti Mezzanotte a Istanbul non è estremamente centrata: da un lato il filone del giallo da risolvere non risulta particolarmente originale nelle sue movenze e non ha nemmeno il giusto ritmo secondo me per coinvolgere e catturare. Ho anzi trovato dei vuoti narrativi e degli aspetti troppo semplificati, e ho onestamente sentito presto la voglia di arrivare alla fine per cercare di trovare un punto.
Dall'altro lato la storia d'amore che si sviluppa risulta abbastanza prevedibile fin dall'inizio, ed è anch'essa poco approfondita. 
Penso che Mezzanotte a Istanbul possa soddisfare gli amanti onnivori dei period drama, che non si soffermano troppo su una trama imperfetta, io forse sarei riuscito a dare una promozione piena se magari avessero concentrato la storia in quattro episodi dal ritmo serrato. Midnight at the Pera Palace è tornata per una seconda stagione. Ne ho palato qui.






Una novità. Iscriviti qui

Vi sono piaciuti