|P_laylist #21|
Queste le ascolto ogni giorno...o quasi!🎶🎧

Ci eravamo lasciati alle canzoni di Natale, ma dopo le feste per me c'è stata davvero tanta ma tanta musica. Non tutto ha superato il primo o al massimo il secondo ascolto, e se volete degli esempi posso fare alcuni nomi, come Elisa che non ha smesso di annoiarci con la sua Se Piovesse il Tuo Nome, in seconda battuta con il cantautore Calcutta, che alle mie orecchie proprio non cozzano, anzi mi pare che quest'ultimo si strizzi per stare dietro alla tonalità. In generale, Diari Aperti, uscito lo scorso Ottobre, mi è sembrato un album senza quella incisività che me lo facesse ricordare nel corso di questi mesi, con alcune canzoni che mi hanno lasciato dichiaratamente perplesso come L'Estate è Già Fuori, che sembra la sigla di un cartone animato.


Credo che Elisa con questo album abbia voluto seguire troppo i passi di un cantautorato dal sapore indie che ha già stufato.
Un po' meglio per Hozier che è tornato proprio ad inizio marzo con un secondo disco, intitolato Wasteland, Baby!. Si è beccato da parte mia qualche ascolto in più, ma non ci sono stati pezzi che mi sono rimasti incollati. Un po' blues, un po' folk, ma nulla che possa avvicinarsi alla potenza, ed anche immagino al successo di Take me to Church.



Ma Hozier è bello, più di me, è giovane, più di me e potrà trovare la sua strada, prima o poi. Se l'album vi incuriosisce lo trovate tutto su YouTube sul suo canale.
Non sta secondo me ingranando molto bene anche P!nk con gli ultimi singoli, che mi son sembrati carini, radiofonici, ma poco incisivi.
Hustle in particolare, mi sembra una canzonetta, riesce meglio forse Walk Me Home grazie anche al video molto in stile Brodway, ma non è che mi siano strappato i capelli dall'emozione furibonda.



Ma P!nk ha comunque un fanbase forte, lei è fighissima e l'album che esce il 26 Aprile, sarà piacevole come sempre. Se vi va nel frattempo di recuperare la mia recensione del disco precedente, Beautiful Trauma, cliccate qui.
Ma torniamo un attimo in Italia dove un po' mi sento peggio. Ho skippato il trap italiano, ho superato Giusy Ferreri, che ha cercato di battere la strada per la prossima canzone da propinarci per un'intera estate con Le Cose che Canto, non riuscendoci poi tanto bene, ed arriviamo ad oggi con due novità.
La prima non è stata proprio una rivoluzione per me, trattasi di una cover/tributo alla memoria di Fabrizio de André e alla sua Verranno a chiederti del nostro amore.


Motta si è cimentato nell'impresa di riproporre il brano del cantautore genovese e forse l'ha fatto nel migliore dei modi, cercando di non stravolgerlo, anche perché forse ci sarebbe stata una mezza rivolta, però per quanto mi riguarda, nonostante apprezzi il tentativo, non diventerà improvvisamente la canzone che inizierò ad ascoltare ogni giorno. 
Ho trovato interessante la tanto attesa nuova canzone di Levante, Andrà tutto bene
Socialmente impegnata, un po' arrabbiata, e con una sottile, triste ironia sullo spaccato della realtà attuale, io l'ho trovata appunto una canzone con un perché, ma sinceramente non mi ha lasciato granché e non mi pare sia arrivato al terzo ascolto.



Non distruggerei l'autoradio se mi capitasse di sentirla mentre guido, anche perché causerei danni che dovrei pagare io, e pure incidenti, e non credo nemmeno che cambierei stazione, ma per i miei gusti da Levante ho sentito di meglio. 
Ma non si dica che io non amo la musica italiana perché non è vero. Anzi ho praticamente consumato il disco di Arisa, Una nuova Rosalba in città.



Ed anche se l'ho ascoltato su Spotify, fate finta che l'abbia consumato. Nonostante le sonorità un po' elettroniche anni '80 che io non amo, e di cui siamo un po' tutti stufi, sono stato trascinato da Mi sento bene, il brano presentato a Sanremo, canzone mica semplice da cantare, per poi ritrovarmi in un album bello carico, che si scosta seppur di poco dalle solite ballatone di Arisa, con brani un po' più ariosi e allegri, con più grinta ma non scemi come tanti. Non mancano comunque i pezzi più sentimentali ed intimi, uno su tutti Amarsi in due, brano in origine in portoghese vincitore dell'Eurovision Song Contest 2017. Ce ne è per tutti.
Mi rendo conto che però i miei ascolti più frequenti e preferiti riguardano principalmente canzoni straniere. Ad esempio ho adorato Drama Queen di Sayah, cantante pressapoco sconosciuta, che ho beccato per caso su Spotify.



Non so da dove venga  Sayah, non mi pare che all'attivo abbia una carriera particolarmente ricca e prolifica, ma Drama Queen è la canzone della primavera che tarda ad arrivare.
A proposito di sconosciute, non so come ho scoperto l'esistenza di Sody, cantante inglese dalla voce calda che ha appena 18 anni ma dimostra secondo me una sensibilità più matura e pare essere in giro da un po' di tempo. Mi ha colpito fin da subito Let You Know, ma poi ho scoperto che su Spotify ci sono diversi pezzi.



Maybe it was me, il demo Whole, ma anche i brani dal suo primo micro album Youth, per quanto risultino produzioni acerbe, credo meritino un ascolto. Spero solo che Sody non si perda in questo flash di successo che ha avuto perché sarebbe un peccato.
Ma parliamo di album visto che ci sono.
Non ho smesso di ascoltare nemmeno per un attimo, nemmeno per un minuto, nemmeno mentre dormivo l'album di Rita Ora, Phoenix.


Sinceramente ho sempre pensato che Rita Ora fosse carina, non troppo brava in Cinquanta Sfumature, con una voce interessante ma non abbastanza dotata da potermi attirare, senza contare che ormai la sua carriera mi sembrava un po' persa dopo un primo progetto e problemi legali con la casa discografica, ma poi Only Want You mi è entrata in testa ed ho voluto scoprire tutto Phoenix.



Si tratta di una riscoperta tardiva, visto che era uscito a Novembre dello scorso anno, ma io l'ho ascoltato in ritardo ed eccoci qui. Non tutti i brani contenuto nel disco sono secondo me di chissà che livello artistico, mi è capitato più volte di saltare qualche canzone, ma in generale, mi ha tenuto compagnia.
L'album di Rita Ora ha scatenato un po' una reazione a catena perché al suo interno c'è un brano cantato con una giovane artista di nome Julia Michaels che a Gennaio ha pubblicato un piccolo EP intitolato Inner Monologue, Pt. 1.



Non è che abbia passato le notti insonni ad ascoltarlo, ma non mi è dispiaciuto, ma soprattutto è stato il trampolino per scoprire un altro brano che Julia ha interpretato con un cantante inglese a me sconosciuto di nome James Bay. La canzone si intitola Peer Pression.



Nulla che sconvolgerà le vostre esistenze, è puro pop, ma l'ho ascoltata ripetutamente e con piacere, e le due voci si sposano bene.
Ed in questa P_laylist vi stupirò anche perché ho apprezzato le canzoni di un cantante che in genere non sopporto, ovvero Sam Smith.
Io e il caro e vecchio Sam non ci siamo trovati più e più volte, l'ho sempre definito un piangi minestra, per dirlo alla siciliana, un lagnoso senza ragione. Continua purtroppo a non raccogliere del tutto la mia simpatia, specie con questa onda di body positive che lo vede impegnato su Instagram e che, dall'alto di una persona che non vive in una realtà come la nostra, ma in una più lontana ed edulcorata, che ha raccolto un numero di seguaci cospicuo ed un gruzzolo invidiabile in banca, mi suona sempre un po' ipocrita, specie quando arriva nel momento più florido della carriera e non agli inizi ad esempio.




Un post condiviso da Sam Smith (@samsmith) in data:


Ma questo non importa, quel che importa è che ho rivalutato gli ultimi suoi pezzi. Tutto è iniziato con Fire On Fire dal film Watership Down, che rispetto al solito mi era rimasta in mente, poi Sam Smith ha tirato fuori un altro pezzo, che, per me, ha avuto ancora più attrattiva ovvero Dancing With A Stranger, cantata insieme alla ex Fifth Harmony, Normani.



Sarà proprio grazie alla bellissima ed anonima Normani che ho apprezzato di più il pezzo? Possibile, ma l'avrò ascoltata persino troppe volte, mi dà un po' il vibe di George Michael, ed insomma mi piace.
Ma arriviamo ai giorni nostri. Sempre in tema di album ci sono due novità che sto apprezzando, e che per forza di cose non sto ascoltando da chissà quanti giorni, vista la loro data di uscita ma mi hanno colpito subito.
Il primo l'album di Billie Eilish ed il suo WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO?.



Billie Eilish è nata nel 2001, lo so è strabiliante, ed ha già un talento artistico non da poco. Ve la ricorderete forse carina e malinconica come out and play, proprio nella playlist di Natale. WHEN WE ALL FALL ASLEEP, WHERE DO WE GO? è un progetto particolare, mi ha colpito come la voce della cantante venga fusa con le sonorità dei brani. È un album che sembra cupo, chiuso nei suoni elettronici, ma che sa aprirsi man mano. Credevo sinceramente che mi avrebbe annoiato la voce per lo più bisbigliata di Billie, ma invece ha saputo prendermi e quando sono nel giusto mood l'album mi scorre dall'inizio alla fine senza problemi.
Credo che più che parlarne, bisogna ascoltarlo.
Così come sto dando più di qualche chance al nuovo album di Marina and The Diamonds, intitolato Love + Fear.



Anticipato dal pezzo gigione intitolato Baby, insieme a Luis Fonsi e ai Clean Bandit, l'album di Marina è spuntato come un fungo senza alcun preavviso. Lei stessa scrive su Youtube che si tratta volutamente in un lavoro in due parti perché, saggiamente, spiega che sia nell'amore che nella paura ci sono aspetti positivi e negativi.
La seconda parte dell'album di Marina dovrebbe uscire il 26 Aprile, ma intanto sono già in loop con To Be Human.



Ci sarebbe ancora tanto da raccontare, da 365 di Katy Perry che immeritatamente mi è rimasta in mente, ad Ava Max, al dubbio su come la monotonia formato album, ovvero Golden Hour di Kacey Musgraves abbia fatto a vincere il Grammy come miglior disco dell'anno, ma direi che mi sono fatto perdonare la lunga assenza, no?





|Beauty Cues|
Promossi e Bocciati Corpo | Coccole, Dolcezze e Delusioni. 🙄

Cerco sempre di ascoltare i vostri consigli, suggerimenti ed anche le critiche più o meno sensate, perché altrimenti tutta questa roba la scriverei sul mio diario segreto. E questa volta, oltre ad ascoltarvi, ho scelto di mettere in atto un vostro consiglio che vi avevo chiesto nelle storie di Instagram (@Piereffect_beautycues) in cui vi domandavo se preferiste che mischiassi le recensioni dei prodotti promossi e bocciati con cosmetici diversi, o divise per categoria, ed ha vinto la seconda opzione. Ed ho pensato, che per cambiare, non sarebbe stato affatto male.



Proprio su Instagram vi avevo mostrato questo Bagno&Shampoo di MaterNatura, giunto nelle mie mani grazie a Gocceverdi.it, e son rimasto ben contento di averlo potuto provare.
L'azienda pisana ha creato una linea dedicata agli uomini, chiamata appunto Top Man, composta da quattro referenze, ma a me sinceramente quella che più attirava era questo Bagno&Shampoo Baobab, perché i prodotti multifunzionali sono sempre ben graditi, specie se si rivelano effettivamente validi.
La consistenza gel fluida del Bagno&Shampoo si trasforma in una schiuma morbida ed avvolgente che fa scorrere la spugna sul corpo come una carezza. 
Questa schiuma si rende complice di una detersione che è efficace ma non aggressiva: su di me che ho una pelle che tende a seccarsi, specie nel corso della stagione fredda, non va ad aggravare questa situazione. Certo, non ha una azione restitutiva, ma mi lascia la pelle liscia e morbida.


Nell'INCI di questo prodotto MaterNatura ha inserito estratti purificanti e rinfrescanti come quelli di ginepro, eucalipto, ortica e menta, tuttavia io lo trovo un detergente per il corpo più rivitalizzante che effettivamente rinfrescante: non lo associo, per capirci, ad un prodotto da preferire d'estate piuttosto che d'inverno, ma va bene sempre
La profumazione è ovviamente pensata per essere gradita dai gusti maschili, ma credo che possa piacere anche alle ragazze: di base è un aroma legnoso, ma non troppo intenso o duro, e ci sento anche delle note fresche ed una punta dolce. Non resta molto a lungo sulla pelle specie se poi si applica la crema, ma è certamente una compagnia in doccia e da quella sferzata in più.



Maternatura ha creato questo detergente indicandolo come adatto alla detersione di corpo, capelli e barba, ma io l'ho usato esclusivamente come docciaschiuma perché non ho barba da detergere, tuttavia ho provato più di un paio di volte ad usarlo come shampoo e mi ha stupito per delicatezza sia sul cuoio capelluto che sui capelli, non andandoli a seccare né ad irritarmi la cute. Se avete capelli normali, o lievemente grassi o secchi, potrebbe diventare anche il vostro shampoo abituale. 
Quindi secondo me il Bagno&Shampoo Baobab Top Man è davvero un prodotto multitasking che credo che sia adatto un po' a tutti non solo alla pelle maschile, e lo trovo perfetto per la palestra o per i piccoli spostamenti, perché un unico prodotto svolge bene più funzioni, e si sciacqua via molto facilmente. La confezione poi è compatta e solida e si presta anche alle necessità dei trasporti.

INFO BOX
🔎 Gocceverdi.it, Bioprofumeria, Online
💸 €10.40
🏋 250 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Bio Eco Cosmesi AIAB, QCertificazioni, Vegan, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Nacomi Smooth Body Butter – Sweet Honey Wafers



Tutt'altro aroma si cela in questo barattolino firmato Nacomi. L'azienda polacca di cosmetici naturali, per me è tutta da scoprire, ed ho voluto cominciare da questo Smooth Body Butter, un burro corpo perfetto per l'inverno ed in generale per la pelle secca.
Sapete che amo variare con le fragranze e nella stagione fredda apprezzo anche aromi più zuccherini che siano però non stucchevoli, come in questo caso: il mio naso percepisce, più che il profumo di wafer o dei waffle stampati sulla confezione o del latte e miele, l'aroma di cupcake alla vaniglia, con una punta di miele. Profumazione certamente intensa questa Sweet Honey Wafers, che deve piacere, che persiste in modo delicato e che per me è stata una coccola.



Molto gradevole anche la texture: si tratta di una crema soda che si preleva e si stende bene, con una minima scia bianca, ma che risulta ricca e fondente da massaggiare sul corpo. Richiede qualche secondo per assorbirsi del tutto, ma non mi è parsa pesante. Il pericolo di incorrere in un effetto unto si ha solo se si esagera con le dosi. Questa magia nella stesura un po' viene interrotta da alcuni pezzetti che ho trovato nella crema: credo che per via del freddo uno dei burri all'interno del prodotto, si sia coagulato, formando appunto piccoli grumi. Nulla di grave visto che la stesura fa sciogliere qualunque sia l'ingrediente che fa i capricci. A supporto della mia tesi c'è il fatto che appena si sono alzate le temperature, qualunque grumo è sparito.
Il Smooth Body Butter Nacomi è certamente rivolto ad una pelle secca, infatti l'azienda dice:
"Idrata in profondità e nutre la pelle lasciandola liscia come la seta al tatto"
Ma basta anche guardare l'INCI in cui figurano burri ed olio come macadamia, mandorle dolci, argan, avocado e burro di karité e di cacao, ingredienti semplici insomma ma efficaci.



Sulla mia pelle svolge un'ottima azione nutriente ed idratante in grado di rendere la cute liscia e morbida, e questa sensazione di confort non è momentanea ma perdura per tutta la giornata. Per tutti questi motivi credo che le pelli da secche ad un po' più aride, possano dare una chance a questo burro corpo Nacomi, perfetto per chi ama quei prodotti più ricchi ma senza che risultino pastosi e pesanti sulla pelle. Ma anche le pelli normali, secondo me se lo dosano bene, possono farlo funzionare.
A me è piaciuto davvero molto e se avete qualche altro prodotto di questa azienda che avete apprezzato, vi ascolto volentieri. E se volete conoscere le mie opinioni su atri prodotti Nacomi, potete cliccare qui.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online
💸  €14.00
🏋 100gr
🗺 Made in Poland
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 EcoCert, Vegan OK                       
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Cien Nature DeoVapo con Timo Bio



Quando Cien ha ampliato la linea Nature (qui la recensione di tutta la linea che avete letteralmente spolpato ) con due detergenti intimi e due deodoranti ero davvero entusiasta di provarli, ma le mie speranze non sono state del tutto ripagate. Il Deo Vapo con Timo è infatti la mia delusione.
Si tratta di un prodotto a base di triethyl citrate, l'antiodore che su di me funziona molto bene, a cui hanno affiancato l'estratto di timo dalle proprietà antisettiche, e l'estratto di riso che dovrebbe avere una delicata azione assorbente. Ho notato che queste nuove referenze non sono prodotte dalla Cosmolux come la linea principale, ma dalla italiana San.Eco.Vit.
Pensavo che, pur non avendo una sudorazione così incontrollabile, scegliere questa variante piuttosto che quella con Fiordaliso, più risvolta a pelli sensibili.
Cien infatti ci dice
"il deodorante Cien Nature a base di timo e riso lascia una piacevole sensazione di freschezza sulla cute, contrastando a lungo la formazione di cattivi odori."
Ma gli aspetti di questo prodotto che non mi piacciono sono diversi. È appunto un deodorante in spray, ma, avendo una consistenza liquido/lattiginosa, il getto non è leggero e nebulizzato, ma diretto, praticamente in un solo punto e potente come la freccia di un indiano apache a caccia. Non importa quanto lo si shakeri (cosa che bisogna fare praticamente con tutti i deodoranti naturali), il risultato non cambia.



Fortunatamente non gocciola via, ma questa applicazione concentrata non mi piace. È vero che non crea aloni sui vestiti e che tutto sommato si asciuga in fretta, ma il problema principale è la durata: se la giornata è tranquilla, riesco ad arrivare a sera senza problemi, ma se il quotidiano diventa un po' più frenetico, il deodorante Cien Nature non mi garantisce la protezione migliore fino a sera. Per darvi una scala di paragone, credo che sia appena meno efficace, almeno su di me, del Natural Deo Vapo di Phytorelax.
La buona profumazione fresca e floreale percepibile ma non troppo invasiva, gli ingredienti naturali, la delicatezza che ha sulla zona, ed il fatto che sia economico per quanto siano caratteristiche che ho notato ed apprezzo, non bastano secondo me a far diventare il DeoVapo di Cien il prodotto che mi sentirei di consigliare a scatola chiusa a chiunque passi da qui per caso e di cui non conosco le caratteristiche, ma più in generale a chi cerca un prodotto efficace da mattina a sera. Per me è una bella delusione.

INFO BOX
🔎 Lidl
💸 €1.19
🏋 75ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 Bios NaturCosmetics, Yes Vegan                               
💓⇒ 🌸🌸


Cotonet Salviette Detergenti Multiuso


Come nota a margine vi lascio le mie opinioni su queste salviette umidificate di Cotonet. Le ho scovate per caso da Acqua e Sapone a pochi centesimi e con scarse aspettative, invece mi son piaciute. 
In generale il mio utilizzo di queste salviette è limitato ai brevi spostamenti: le tengo in auto e se sento necessità le uso principalmente per rinfrescare le mani, non le uso per il viso né per il corpo. Perciò per me non è un problema che nell'INCI di queste salviette Cotonet facciano capolino dei parabeni, ma vi avviso qualora per voi lo sia. 
Nella lista degli ingredienti comunque ci sono anche elementi interessanti come estratto di camomilla e aloe, quindi non tutto è perduto.


Quanto alle salviette Cotonet posso dirvi che mi son piaciute perché ben imbevute, all'inizio pensavo anche troppo, ma poi mi son reso conto che hanno fatto bene ad abbondare: la confezione purtroppo non ha una chiusura in plastica, ma solo un adesivo, e si sa quanto siano resistenti in genere queste chiusure; quindi l'essere particolarmente imbevute le rende più longeve se vogliamo. Certamente dopo averle usate tocca attendere qualche secondo prima che le mani si asciughino, ma non lasciano la sensazione di appiccicoso. Le mani mi risultano tutto sommato deterse, e non secche, quindi fanno ciò che dovrebbero.
Il tessuto delle salviette ha una trama liscia, è morbido, sottile ma non si sfalda con estrema facilità. La profumazione è fresca, forse un po' intensa per i nasi sensibili ma mi pare svanisca in fretta.
Che altro posso dirvi se non che se cercate delle salviette umidificate da battaglia, senza troppe pretese e che facciano bene il loro lavoro, queste di Cotonet hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo.

INFO BOX
🔎 Acqua&Sapone, Grande distribuzione
💸 €0.79/1.00
🏋 72 salviette
🗺 Made in Italy
⏳  3 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸



Spero che questa modalità di recensione mono settore vi piaccia (anche perché non è proprio la prima volta che lo faccio), non è detto che sarà sempre così, ma alla fine quel che conta è scoprire i prodotti e farci compagnia, no?




Tutto quello che ho imparato per radersi senza irritazioni 💆🏻‍♂️


Ricordo ancora quando da bambino restavo incantato dal magico rito della rasatura, sedendomi sul bordo della vasca da bagno a guardare mio padre radersi. Schiuma da barba, un tempo passata con il pennello, rasoio, allume di rocca e dopobarba, il sabato sera, dopo il lavoro.
Mio nonno invece, ricordo lo faceva di fronte ad uno specchio che ancora conservo, ma, uomo di altri tempi, usava semplicemente il sapone ed un vecchio rasoio di sicurezza a cui si cambiava la lametta.
Col tempo era diventato un piccolo sogno seguire quel rito e ricordo anche la prima volta che mi feci "la barba": avevo questo baffetto adolescenziale che proprio non sopportavo, e da lì è ho proseguito.
All'inizio era amore: finalmente facevo quel che fanno i grandi, e man mano che i peli crescevano e la barba diventava più folta, aveva anche una sua utilità. Ma presto iniziai a non sopportare più tutti i fastidi che una rasatura non eseguita bene può portare: per quanto ci prestassi attenzione, fare la barba mi procurava spesso irritazioni, rossori, peli che restavano sottopelle, e in generale piccoli tagli.


Per praticamente più di due anni mi sono limitato ad accorciare i peli del viso, relegando la rasatura totale a rari, sporadici eventi in cui non potevo fare altrimenti, e mi preparavo al peggio.
Col tempo però ho raccolto ed imparato pochi e semplici metodi per rendere la rasatura un momento più piacevole, praticamente senza irritazioni.

Idratazione… prima, durante e dopo

La prima cosa che ho imparato è che l'idratazione della pelle è fondamentale anche per una rasatura della barba senza irritazioni. Una pelle secca, con pellicine, che non ha la giusta elasticità e resistenza reagisce inevitabilmente male al passaggio del rasoio.
Sembra banale ma già una buona idratazione è stato il primo passo che mi ha aiutato a ridurre gli arrossamenti, e credo sia importante in tutte le fasi della rasatura.
Applicare una crema o un siero viso dovrebbe essere uno step abituale di ogni giorno, ma se siete proprio scapestrati senza una skin care routine quotidiana, almeno fatelo giusto un'oretta prima di far la barba. Ovviamente il prodotto da usare dipende dal vostro tipo di pelle, quanto è più o meno secca. C'è chi usa qualche goccia di olio da stendere sulla pelle proprio prima della rasatura, come fosse un pre-trattamento, che non solo va ad ammorbidire la pelle e a nutrirla, ma anche a far scorrere meglio il rasoio. Vi suggerisco però oli dalla consistenza fluida e sottile, come jojoba o argan, nulla di troppo denso.



È importante anche scegliere il giusto sapone da barba, schiuma o gel che sia, perché è vero che lubrificano durante la rasatura, ma molti li trovo un po' aggressivi, con la conseguenza che una volta finito di radere, la pelle è di nuovo molto secca. Fortunatamente il mondo della rasatura ha ampliato tantissimo i prodotti disponibili, rivolgendosi anche alle pelli sensibili.
L'idratazione ovviamente è fondamentale anche dopo la rasatura. Molti degli aftershave contengono alcool che sicuramente ha una azione rinfrescante, ma se non ben bilanciato nella formula del prodotto può essere essiccante sulla cute, quindi cercate di scegliere lozioni dopobarba che contengano anche una buona dose di ingredienti idratanti ed emollienti in modo da equilibrare l’eventuale presenza di alcool, e restituire alla pelle nutrimento.
Il classico gel di aloe può andare bene come post rasatura a lenire la cute, ma molti, io incluso, sono sensibili a questa pianta per cui applicare il gel puro può portare ulteriore e indesiderato rossore.

Esfoliare, esfoliare, esfoliare!

Sembra strano ma anche l’esfoliazione è importante per una rasatura senza irritazioni, e più in generale per la cura della pelle. Molti pensano che già il rasoio esfoli la pelle, ed è vero che rimuove parte delle cellule morte in eccesso, ma non basta, o meglio, la cute deve essere già liscia e priva di pellicine prima della rasatura così da far in modo che la lama scorra alla perfezione. È importante ovviamente che l’esfoliazione non includa solo il viso ma si estenda anche al collo, scegliendo prodotti più delicati. Esfoliare inoltre fa sì che non si formino peli incarniti e follicolite, e quindi zone infiammate e doloranti.
Io ho imparato a passare le mie spazzoline per la pulizia del viso quotidianamente anche sul collo così da detergere ed esfoliare molto delicatamente ma costantemente la zona ed essere sempre pronto per una eventuale rasatura. In generale saprete che specificatamente preferisco esfolianti chimici, più che scrub contenenti granuli, quindi alfa e beta idrossiacidi che hanno un’azione levigante per la pelle. Per zone come il collo vi consiglio prodotti contenenti acido salicilico.


L’acido salicilico è infatti un beta-idrossiacido che, oltre a svolgere un’azione esfoliante, ha anche un potere antinfiammatorio e antimicrobico quindi perfetto per chi ha la tendenza a brufoli e follicolite dati dalla rasatura.

Gli strumenti giusti

Come vi dicevo è importante scegliere i prodotti giusti, non solo la schiuma da barba o lo scrub più delicato, ma ovviamente anche il rasoio più adatto alla propria pelle e al proprio tipo di barba.
È fondamentale sostituire il rasoio quando le lame hanno perso l’affilatura, per evitare di dover 
insistere o fare troppe passate.
Negli ultimi anni è scoppiata la tendenza a produrre rasoi manuali con parecchie lame, arrivando anche a cinque lame per testina. 
Io da esattamente due anni ho iniziato a preferire i rasoi elettrici, che trovo più adatti alla mia pelle, ma anche più pratici da utilizzare nella vita di tutti i giorni. In commercio ce ne sono tantissimi. Un esempio? One Blade di Philips.

OneBlade

OneBlade è un accessorio tre in uno che rade, rifinisce e regola la barba grazie ai tre pettini inclusi nella confezione che permettono di rifinire i peli del viso a 1, 3 e 5 mm di lunghezza, per adattarsi ad ogni look o per chi ama sperimentare e cambiare ogni giorno. La cosa che mi ha sorpreso di OneBlade è il design, semplice e lineare, che richiama in effetti le lamette manuali, e che mi sembra più pratico, leggero e maneggevole, rispetto ad altri rasoi, oltre che più comodo da portare in viaggio.
OneBlade è inoltre impermeabile così non solo può essere usato con schiume e gel da barba perché è wet&dry, ma anche sotto la doccia per chi è sempre di fretta (per non dire ritardatari, come me). Di conseguenza è facile da pulire, basta sciacquarlo semplicemente sotto l’acqua.
Ma parliamo della rasatura con OneBlade di Philips: la testina si flette grazie alla tecnologia Contour-following che consente di rifinire e radere più comodamente anche le aree più difficili del viso, come la zona della mascella ed il collo appunto. La lama a doppia direzione di taglio ci permette di muoverci in qualsiasi direzione ed effettua 200 tagli al secondo, adattandosi a peli di diversa lunghezza.
Ma Philips ha pensato anche alle pelli delicate: le lame infatti hanno le punte arrotondate e uno speciale rivestimento scorrevole per proteggere la cute. Le lame di OneBlade, che possono essere acquistate a parte, durano fino a quattro mesi, e un comodo sistema consente di sostituirle in qualsiasi momento con facilità.

Tecnologia esclusiva Philips OneBlade

Con una ricarica di otto ore, OneBlade assicura fino a 45 minuti di uso continuo: in pratica potreste radere la vostra barba e quella del vicino!
Quindi versatilità, praticità, facilità di pulizia e autonomia sono le carte vincenti di questo dispositivo.
Come tutti i prodotti Philips, anche OneBlade e le lame sostitutive sono acquistabili sul sito Philips.it, dove trovate ulteriori dettagli sul prodotto, su Amazon e presso i rivenditori autorizzati.

Spero che queste dritte per una rasatura senza irritazioni possano essere utili, e come sempre aspetto di sapere i vostri segreti per una barba impeccabile.







Post in collaborazione con Philips 




|Sotto la copertina|
Uscite dalla mia libreria

Mi vergogno un po' visto che sono passati più di 8 mesi da quando ho chiacchierato con voi l'ultima volta di libri. Era esattamente lo scorso Agosto quando sono andato a sfogliare sotto la copertina, e confesso, non so come mai sia trascorso così tanto tempo, considerando il fatto che questo tempo è stato condito da qualche lettura, quindi, proprio come direbbe Tiziano Ferro, non me lo so spiegare.
Ma recuperiamo il tempo perduto.
I libri di cui vorrei parlarvi in comune hanno diversi punti: sono entrambi scritti da autrici straniere, raccontano entrambi di un mistero da risolvere, ed in generale non sono nuove pubblicazioni, ma restano comunque recenti.
Il primo è Urla nel silenzio della scrittrice inglese Angela Marsons.


Titolo Originale: Silent Scream
Autore: Angela Marsons
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 316
Data di pubblicazione: 2016
Prezzo: copertina rigida € 4.16 / ebook € 1.99

Pare aver riscosso un grande successo sia in patria che fuori, ed è il primo romanzo di esordio di Angela Marsons, ma per me è stata una scoperta casuale, visto che faceva parte di una lista di ebook fra cui scegliere che era possibile scaricare gratuitamente su Amazon, non ricordo per quale occasione. Io ho scelto proprio Urla nel silenzio e non mi sono pentito, ma ho delle cose certamente da sottolineare.

Le vicende girano intorno ad una scia di omicidi commessi nella Black Country, che dal passato si ricollegano al presente, e che sembra non volersi fermare. Il dramma peggiore è che queste impronte di morte non riguardano solo adulti, ma anche bambini con un vissuto difficile, e sarà altrettanto difficile venirne a capo. Il caso verrà affidato alla detective Kim Stone, una donna dai modi schietti e mascolini, che dovrà sfidare persino i suoi superiori per tentare di risolvere la faccenda insieme al suo team. Un caso particolarmente scottante, intricato e duro, che poterà Kim a ripescare ricordi dal suo vissuto.

Urla nel silenzio è una lettura scorrevole, intrigante ma senza stancare troppo le sinapsi, che mi ha preso e mi ha fatto arrivare alla fine con curiosità. Si tratta del primo romanzo con questa protagonista e pare che Angela Marsons sia stata molto prolifica, con ben otto sequel che avrei voglia di recuperare prima o poi (anche se con questo ritmo, la signora avrà pubblicato altrettanti libri e io sarò ancora qui). I personaggi, nonostante siano diversi, non si investono o si sovrappongono a vicenda, ma ognuno ha il suo percorso più o meno approfondito. 

A riguardo avrei due parole da spendere su Kim Stone, che, nonostante sia appunto la protagonista principale, secondo me non viene raccontata in maniera molto dettagliata, e più in generale mi è sembrata molto stereotipata nella figura androgina di una ragazza amante delle moto e dai modi maschili. Tutto già visto in modo più interessante nella Lisbeth Salander di Stieg Larsson, per dirne una. Poi magari con i libri successivi la storia della donna si approfondisce, ed io non lo so, ma questo è quel che mi ha trasmesso dal primo volume. 
Anche i dialoghi sono un altro aspetto che mi hanno lasciato un po' perplesso, perché mi son sembrati  a volte un po' finti, robotici. 

È una storia comunque cruda, dura, che richiama alla mente immagini anche forti talvolta, e, nonostante non sia un giallo raffinato e per chi cerca un intrigo che si ricarica senza sosta, Urla nel silenzio è secondo me un thriller da leggere rapidamente, da "sotto l'ombrellone", per restare impegnati senza troppa fatica, ma con un intreccio che prende. E poi, se ve ne innamorate, Angela Marsons ha fatto una enciclopedia su Kim Stone, per cui non resterete affamati. 

Il secondo libro invece è una mia vecchia conoscenza che ho letto in una quantità di tempo vergognosa, direi anche anni, a più riprese, e mi riferisco a Entra nella mia vita di Clara Sánchez.



Titolo Originale: Entra en mi vida
Autore: Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Pagine: 446
Data di pubblicazione: 2013
Prezzo: copertina rigida € 10.20 / ebook € 7.99

Capeggiava nella mia libreria, e non lo avevo acquistato io, ma la fama di Clara Sánchez era giunta anche alle mie orecchie da ignorante e gli ho dato una chance ma è stato un errore. 
Il punto di partenza di Entra nella mia vita è molto interessante ed attuale: Veronica è solo una bambina quando scopre, fra gli affetti della madre, una cartelletta di pelle con all'interno la foto di una bambina. Veronica resterà colpita per diverso tempo della sua scoperta e non potrà fare a meno di seguire le orme della madre Betty. La donna infatti solo un paio di anni prima della nascita di Veronica aveva avuto già un'altra bambina. Le dissero che era nata morta, ma il cuore della donna sentiva che quella era una menzogna e che le era stata strappata segretamente via, ed era convinta che avrebbe potuto ritrovarla. 

Entra nella mia vita secondo me ha tanti elementi sbagliati, che mi hanno spinto a finire questo libro in un tempo quantomai eccessivo. La struttura con due narratori secondo me è già un autogol perché si capisce troppo in anticipo parte del racconto, e quello che resta da scoprire a noi lettori è come si svilupperà la storia. Ma anche il come non è il massimo. La Sánchez secondo me ha dilatato troppo i tempi, ed aggiunto roba del tutto inutile, che non solo non va a particolareggiare e rendere l'intreccio narrativo magari più intrigante ed oscuro, ma risulta solo ripetitiva, quasi un voler prendere tempo per non dover rivelare troppo presto il finale. 

Altra cosa mal riuscita sono in parte i personaggi: mi son sembrati tutti un po' "morti", forse solo Veronica è quella che dimostra un po' di carattere, ma devo dire che l'immagine che mi ero creato di lei veniva di volta in volta smontata non appena la parola passava a qualcuno che la vedeva dall'esterno, ma in questo caso il problema potrebbe essere della mia immaginazione o del personaggio. Non è invece un problema certamente mio come viene rappresentata Laura, l'altra protagonista: pesante, lagnosa, moscia, ripetitiva, che crea poca empatia. Anzi più volte avrei voluto urlarle:


Ma parliamo del finale (senza spoiler ovviamente): oltre ad essere un po' anticipato, una volta che si raggiunge appunto questo finale, quel che resta dopo è, ancora una volta, inutile, quindi non solo hai fatto fatica a procedere, ma ti tocca fare ulteriore fatica a proseguire su una parte che non ha alcun valore nell'economia del libro. 

A mio avviso l'unica nota positiva di Entra nella mia vita è la scrittura scorrevole e un linguaggio semplice e chiaro, perché in caso contrario credo sarebbe rimasta una lettura incompleta per sempre. So che il precedente lavoro di Clara Sánchez, Il profumo delle foglie di limone, ha suscitato reazioni più positive, ma di imbarcarmi in un'altra situazione simile a quella vissuta con Entra nella mia vita, al momento, non mi va proprio. 


Prometto che Sotto la copertina ritorna presto e non fra altri, troppi mesi come questa volta. Fatemi sapere se vi va quali letture avete sul comodino.





|Beauty Cues #MaskWednesday|
Maschere Coreane da Acqua&Sapone | GoldGlow



Se vedete un tipo che si aggira furtivo fra gli scaffali di Acqua&Sapone, sappiate che sono io ma non ho cattive intenzioni. Sto semplicemente cercando qualche novità o qualche cosmetico che potrebbe essere interessante da provare, ed in effetti l'ho trovato.
Fra i tanti prodotti sugli scaffali i miei occhi son caduti sulle maschere in tessuto di GoldGlow, trattamenti per il viso made in Korea.
Gold Milano si occupa infatti di importare e distribuire, alcuni brand fra cui appunto GoldGlow che consta al momento di sole due referenze, Detox e Collagene, ed io ovviamente le ho provate entrambe.


GoldGlow Maschera viso al Collagene anti-age



Fra le due maschere GoldGlow mi son lanciato subito su questa contenente collagene idrolizzato, anche perché i 30 si avvicinano, e nei mesi più freddi l'idratazione non è mai abbastanza.
Oltre al collagene in questo trattamento figurano anche altri estratti, come cetriolo ed aloe per rinfrescare, lenire e idratare e l'estratto di corteccia di salice bianco, che con la sua azione condizionante e delicatamente esfoliante migliora l'aspetto della pelle. Ma ci sono anche ad esempio gli estratti di due orchidee, che per ovvie ragioni non potevo non notare, che hanno funzione umettante ed anche anti age.
Per quanto riguarda la struttura della maschera, il tessuto ha buon spessore anche se la forma non è proprio perfetta. Non mi dà fastidio, ma ad esempio sul naso mi resta un po' sollevata, ma non è necessariamente colpa della maschera. Diciamo che ce ne sono di più malleabili che potete sistemare sul viso, questa GoldGlow non ha una particolare elasticità per cui poter seguire ad ogni singolo angolo del viso. L'adesione generale alla pelle è comunque buona, e non vado oltre ché ho già fatto abbastanza le pulci.
Il siero della maschera al collagene Gold Glow è liquido ed abbondante, non gocciola via ma basta per una applicazione ben più lunga dei 15 minuti indicati, che come sempre ho sforato.



Appena posata sul viso la maschera risulta discretamente fresca, ma non mi ha dato fastidio nonostante le temperature più basse in questo periodo. E la profumazione non l'ho ancora descritta perché mi è parsa fresca ma delicata, quindi poco percepibile. Come vi dicevo ho sforato i tempi di posa: non sono riuscito a tenerla fin quando fosse completamente asciutta, anzi l'ho rimossa che era leggermente umida qui e lì, ma sicuramente l'ho tenuta sul viso più di mezzora.
Una volta rimossa, la mia pelle appariva sicuramente più soda e compatta ed anche distesa. Inoltre la sentivo ben idratata, a fondo, non di quella idratazione che svanisce in due minuti. Non mi è parso di aver notato sul viso dei residui o di avere la sensazione che il siero non si fosse assorbito bene.
Già questo aspetto rende la maschera antiage di Gold Glow papabile per altri acquisti futuri, ma più in generale è comunque un trattamento gradevole e rilassante, che aiuta a rendere la pelle un po' più elastica e farla apparire più sana.
Non ho notato miglioramenti in termini di luminosità, ma non sono promessi da GoldGlow quindi non è un problema.
Le pelli normali e secche secondo me potrebbero apprezzarla.

INFO BOX
🔎 Acqua&Sapone
💸 €2.50/2.90
🏋 20 ml
🗺 Made in Korea
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸

Gold Glow Maschera viso Detox anti-impurità



Minori erano le aspettative sulla maschera Detox GoldGlow, ché ormai lo sapete che credo poco alle maschere in tessuto che promettono di avere un azione purificante, però l'ho provata con piacere.
Il tessuto è del tutto identico alla maschera al collagene, con però una profumazione agrumata più spiccata. Nulla che infastidisca durante la posa, almeno alle mie narici. Sul viso anche questa risulta abbastanza fresca, non dandomi fastidio ma certo non è la coccola calda e avvolgente che ti scalda nel cuore dell'inverno.
Mi hanno fatto sorridere gli estratti contenuti. Si legge sul retro:
"Gli estratti di limone per un’azione antiossidante ed un peeling immediato della superficie cutanea.
Sedano, cavolo, carota nutrono la pelle apportando vitamine e minerali con una funzione antinfiammatoria.
L’estratto di carbone e l’estratto di cenere vulcanica favoriscono il restringimento dei pori e prevengono l’eccessiva produzione di sebo."
Un po' effetto insalata, e lo so, sono stupido. Vi farei vedere questi estratti nell'INCI, ma credo ci sia stato un errore di stampa, perché la lista degli ingredienti è identica alla maschera al Collagene.



Anche con la GoldGlow Detox mi sono concesso una lunga posa, al  punto che l'ho rimossa dopo 40 minuti abbondanti nonostante la maschera fosse ancora leggermente umida. Quando ho tolto la cellulosa, non ho notato sinceramente alcun effetto sui pori, però la pelle era un po' più luminosa, sicuramente distesa e soprattutto ben idratata, cosa che la mia pelle nel momento in cui ho fatto il trattamento, necessitava particolarmente. Tuttavia devo segnalarvi che sentivo una vaga sensazione di appiccicoso e avevo impressione che, anche dopo un po' di tempo, il siero non si fosse assorbito alla perfezione in particolare nelle zone come i contorni del viso dove il siero tende un po' a depositarsi.
Insomma, in tutta onestà la Maschera Detox non mi ha stravolto per particolare efficacia, o piacevolezza, non è completamente bocciata e magari in offerta se vi va di provarla non credo vi manderà ai matti dal fastidio, però sia considerata da sola, che in rapporto alla maschera al collagene e in genera ad altre sheet mask, non l'ho trovata eccellente per più aspetti.

INFO BOX
🔎 Acqua&Sapone
💸 €2.50/2.90
🏋 20 ml
🗺 Made in Korea
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌱


Come sempre, spero di avervi fatto conoscere un nuovo brand, o comunque di avervi tenuto compagnia, ma aspetto di sapere se vi incuriosiscono e se le avete viste dalle vostre parti. Per quanto riguarda GoldGlow spero che amplino la gamma magari con altri trattamenti per il viso oltre le maschere in tessuto.




Candele profumate per tutte le tasche! 🕯

Quando ho pensato a questo post mi sono immaginato tutti quelli che odiano Yankee Candle, e che non sopportano l'acrobazia delle tart con il bruciatore e la tealight, fare la ola.
Perché sì questa volta voglio parlarvi di candele profumate in jar, che però non sono firmate dal noto marchio americano, ma da altre aziende più o meno famose e che, tra l'altro hanno anche un costo molto accessibile, sono facilmente reperibili e si prestano come idee regalo.


La Jolíe Muse
Sandalwood



Brand americano disponibile su Amazon, questa candela La Jolíe Muse al sandalo è stata un regalo della mia amica Simona (MissPenny09), e, nonostante al momento non mi sembra sia disponibile, ve la voglio segnalare perché l'azienda secondo me ha tante candele interessanti.
Ho impiegato un po' di tempo prima di utilizzare questa La Jolíe Muse perché effettivamente mi piaceva tenerla così com'è: ha questa scatola che già da sola fa una bella figura come confezione regalo, ma la candela già da spenta emana davvero una buona profumazione.
Le candele La Jolíe Muse sono composte da cera di soia da grano non OGM, a quanto dicono sul loro sito. Dicono inoltre di non usare solo oli essenziali perché questi potrebbero, in parole povere, disturbare la combustione della cera, ma i loro aromi seguono comunque le linee guida dell'International Fragrance Association.



La fragranza Sandalwood mi ha sorpreso, perché mi aspettavo una profumazione maschile, intensa, virile, se mi passate il termine, ma non è stato del tutto così. Già da spenta avverto una fragranza più fresca di quanto mi aspettassi, più floreale direi. Direi anche un po' pungente e di una intensità media, soprattutto se considerate che è spenta. 
Una volta accesa, La Jolíe Muse si conferma una candela dalla profumazione intensa, avvolgente, perché a mio naso perde un po' di quella freschezza che avverto da spenta, ma c'è quella parte ambrata un po' più dolce, un po' più morbida che va a mitigare comunque le note legnose del sandalo. Non si tratta di una fragranza particolarmente persistente nell'aria, ma che riesco a tenere accesa anche molto a lungo. La cera inoltre non fa tanti capricci: poche volte ho dovuto usare il trucchetto della copertura con l'alluminio. Alla fine non è rimasto praticamente alcun residuo né sul fondo né sulle pareti del bicchiere.
Mi sembra una candela adatta un po' a tutti gli ambienti, ma soprattutto soggiorno e camera da letto. 
La Jolíe Muse come vi dicevo ha un bel range di prodotti, cliccando qui arrivate al loro store Amazon e vi consiglio di dargli un'occhiata perché ci sono candele bellissime, specie quelle nelle confezioni in latta ed i costi vanno dai 10 ma non superano i 20 euro. La candela La Jolíe Muse Sandalwood è in un formato da 230gr quindi anche una buona durata.




Un altro regalo, ma questa volta proveniente dalla bioprofumeria ed e-commerce barese Gocceverdi.it che nel periodo natalizio mi aveva inviato alcuni prodotti da provare e che potevano essere una idea regalo, ma non solo. Fra questi c'era anche una candela della recente linea Purobio Home.
Dopo la linea cosmetica, l'azienda pugliese lo scorso anno, ha lanciato un'intera gamma di profumatori per ambiente, non solo declinati in 10 profumazioni diverse ma anche in formati diversi, come i diffusori in bastoncino, i saponi ed appunto le candele.
Purobio Home ha scelto fragranze composte da ingredienti certificati da CCPB, e le candele profumate sono composte dal 95% di componenti biologici, fra cere naturali come cocco, alba, carnauba.



Della linea io ho avuto modo di provare la candela profumata Passion, che anch'essa è contenuta in una scatola che la fa diventare subito un'idea regalo, complice le frasi poetiche che si trovano sul retro che mi sembrano quel pensiero carino un più che rendono la confezione non solo un involucro protettivo, ma una dedica a chi la riceve. Viene descritta come
"Netta, pura e frastornante come la Passione. Le note olfattive si contraddistinguono molto tra loro. La nota di testa è di Lime fresca e tropicale, seguita da un corpo di Cannella. A chiudere le note c’è la dolce coccola della Vaniglia."
Io posso dirvi che da spenta la mia percezione era quella di un aroma frizzantino, molto gradevole, una puntina speziata che però si perde nel lime. Una volta accesa però ho trovato una fragranza più calda, più speziata ma che resta morbida tanto che personalmente non la associo ad esempio alla stagione delle feste invernali, ma in generale mi sembra più adatta al periodo freddo.



Nel corso del tempo di combustione, la candela Passion Purobio Home riesce a saturare l'aria con una profumazione che a me però non infastidisce, non diventando invadente o pesante.
La cera della candela si fonde senza fatica, e sono state poche le volte in cui non si formava la piscinetta. Anche in questo caso, un prezzo accessibile: le candele costano € 9,90, ed offrono circa 20 ore di combustione grazie al formato da 120ml. Io sicuramente ripescherò nella collezione di Purobio Home e se siete di Bari o zone limitrofe andate da Gocceverdi ad annusarle o scopritele sul sito. 


Fragranteria
Gelsomino d'Inverno



Una vera scoperta è stata Fragranteria che ho scovato per caso sul sito di Tigotà. Credo che si tratti di una esclusiva de negozi del gruppo Gottardo, da cui è distribuita, ma che è prodotta da una azienda di Amsterdam. Il range che compone Fragranteria è davvero ampio, suddiviso in tre grandi linee Class, Herbal e Stilos; ma a sorprendermi non è tanto il numero di fragranze, che purtroppo non è molto ampio, quanto per come sono declinate: buste aromatizzate per armadi e cassetti, diffusori in bastoncini, tealight profumate, cialde da sciogliere nel bruciatore, fragranza spray per tessuti, oli essenziali e due diversi formati di candele profumate. Per iniziare io ho provato la Pillar Class nella profumazione Gelsomino d'Inverno che viene descritta come
"fragranza floreale del gelsomino resa unica dai sentori di fresia, caprifoglio e muschio bianco."
A naso è fra le candele che mantiene più o meno un odore simile sia da accesa che da spenta: io avverto la floralità dell'aroma, ma sento anche un velo di muschio ed una punta di talco che rendono la candela davvero piacevole, non banale ed elegante, adatta un po' a tutte le stagioni, nonostante tenda ad essere fresca.
Anche in questo caso è una di quelle profumazioni che nel corso della lunga combustione non mi danno per nulla fastidio, ed anzi è stata apprezzata molto in casa (nel senso che non se ne sono lamentati e questa è una vittoria, ve lo posso assicurare). Dall'altro lato però non è particolarmente persistente, per quanto per me non sia un difetto.



Fragranteria dice che la combustione dei loro pillar è di 25 ore e che il coperchio metallico serve a spegnere la candela limitando il fumo. Io posso dirvi che la candela la spengo, come sempre, immergendo lo stoppino nella cera, tecnica che funziona bene; posso anche dirvi che anche in questo caso non ho avuto problemi a far sciogliere in modo omogeneo la cera, che si è consumata completamente fino alla fine. 
La linea Fragranteria ha anche un prezzo ottimo: tutta la gamma va dai pochi spicci per restare sotto i 10 euro. Se la beccate da Tigotà, datele una chance. 
Qui ho messo alla prova altre candele di questa azienda.


Spero di avervi fatto conoscere tre brand che per me almeno sono stati tre scoperte molto interessanti, perché il connubio candele profumate ed economiche non è sempre facile.
Fatemi sapere se le conoscevate ma soprattutto quali altri marchi non devo lasciarmi sfuggire. E se vi va seguitemi su Instagram dove spoilero spesso e volentieri nelle storie quel che sto usando, qui e qui trovate i miei profili.




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