Credo sia normale che noi più o meno appassionati di serie tv, ci creiamo anche solo un velo di aspettative ogni qual volta è in procinto di uscire una nuova stagione. Speriamo sempre che la storia abbia un degno proseguo, e che sappiano portarla avanti senza stravolgerla o annoiare. Purtroppo non è sempre così, ed anche le serie tv che più mi sono piaciute in passato, possono perdere qualche colpo.
Lupin
Seconda Parte
⭐⭐

Eravamo rimasti con il fiato sospeso all'inizio di quest'anno, quando è stata lanciata la prima parte della serie tv Lupin, e per fortuna non ci hanno fatto aspettare troppo per scoprire come sarebbero proseguite le avventure di Assane Diop contro il perfido Hubert Pellegrini. Purtroppo però, almeno per me, questa seconda parte è stata più deludente della prima, lasciandomi diverse perplessità, visto che non si tratta di una seconda stagione a se stante, ma del proseguo già strutturato, ideato e filmato dei primi cinque episodi.
I famosi flashback con cui, nella prima parte, ci mostravano concitatamente le mosse scaltre di Lupin, in questa seconda parte si trasformano in lunghi spiegoni un po' troppo flosci e anch'essi poco interessanti. I personaggi e le loro scelte finiscono per risultare piatti, non sempre credibili o sufficientemente utili all'economia della storia da giustificarne il tempo sullo schermo, o con quel minimo background che ci consenta di capire chi sono e qual è il loro percorso. E ancora, se nella prima metà della stagione la qualità della serie non mi è sembrata così male, in Lupin Parte 2 ho notato più volte lo stile "francese" di certe scelte registiche.
Si perde inoltre il senso del pericolo, la tensione, e anche l'ironia che avevo trovato nei primi episodi.
Mi sono chiesto se questo divario fra primo e secondo capitolo sarebbe stato meno palese se avessimo visto tutta la stagione insieme, e ho iniziato a maturare l'idea che forse questa scelta di marketing potrebbe non essere stata la migliore da un punto di vista narrativo.
La terza parte di Lupin, è uscita il 5 ottobre 2023 su Netflix e ve ne parlo qui.
The Handmaid's Tale - Il Racconto dell'Ancella
Quarta Stagione
⭐⭐🌠

È dalla seconda stagione che The Handmaid's Tale, nonostante i premi e il successo che riscuote, cammina sul filo del rasoio. Per dirla in breve, secondo me hanno tentato di mungere troppo questa storia, cercando di proseguire per più stagioni possibili e di mantenere i personaggi che i fan si aspettano di vedere. La conseguenza è che la storia torna sempre a rimestare sulle stesse dinamiche, sugli stessi argomenti, sulle stesse note emotive. Alla lunga tutto questo finisce per stancarmi, perché secondo me è un tentativo troppo scafato di sfamare il pubblico, rinunciando a fare andare davvero avanti la storia.
È come se una delle serie tv più coraggiose abbia perso proprio il coraggio, e gli episodi finiscono per dare un risultato a volte risibile e poco credibile. June ad esempio sembra indistruttibile fisicamente: persino un asteroide a questo punto non le farebbe un graffio.
Fortunatamente con The Handmaid's Tale 4 giungiamo ad uno sblocco di certe dinamiche, e finalmente vediamo un po' le cicatrici più interne che Gilead ha lasciato sulla sua protagonista e non solo. Il problema è che la strada della vendetta che le stanno facendo percorrere risulta un po' prevedibile e secondo me di scarso impatto narrativo, proprio per queste tempistiche ormai così dilatate.

Peggio mi sento con i signori Waterford che non risultano credibili come prigionieri nemmeno per un secondo: in pratica entrano ed escono dalle loro "celle" come nulla fosse, vengono tranquillamente informati di tutto ciò che accade, si chiamano su Zoom come due colleghi di lavoro, e quasi quasi riescono persino a passare per buoni e fare proseliti in Canada. Questa terra della libertà, così come ci era stata raccontata, che però non conosciamo e che improvvisamente presenta le sue ombre, ma credo che ce la stiano facendo conoscere abbastanza male. Un esempio semplice: il Canada appariva lontanissimo, quasi impossibile da raggiungere, e ora sembra che basti svoltare l'angolo da Gilead e ci arrivi. Le comunicazioni e gli incontri fra i due territori sembrano molto più facili, meno occulti. Tu gileadiano hai bisogno di sale? Chiedilo al vicino canadese.

La stessa June, la quale sembra avere quasi un ruolo di comando, riesce a giostrare la situazione in maniera un po' troppo perfetta per risultare credibile.
Era facile nei primi episodi che questa serie togliesse il fiato, e riuscisse a lasciare quasi un peso sul petto. Adesso invece si trascina stanca, c'è più di qualche passaggio di noia e situazioni in cui la logica è troppo sottile per dare alla serie verosimiglianza. Lo stimolo a proseguire Il Racconto dell'ancella è che continua ad avere un'ottima regia e cast, pure Elisabeth Moss si è cimentata nella direzione di due episodi e credo abbia fatto un buon lavoro. Mantiene inoltre una certa coerenza nel voler raccontare personaggi obliqui, non buoni né cattivi, ma umani.
Qui trovate la mia recensione di The Handmaid's Tale 5.
Il metodo Kominsky - The Kominsky Method
Terza stagione
⭐⭐


Dall'altro lato le scene più ironiche sono diventate esagerate e irrealistiche, già dalle prime battute e ben oltre lo stile a cui eravamo abituati.
Fortunatamente questa terza stagione di Il Metodo Kominsky ripaga con una buona snellezza e velocità (ovviamente!), e nonostante l'assenza di uno dei mattatori principali, Alan Arkin, non mancano delle spalle giuste per dar man forte a Sandy.
Diciamo che fosse stata una stagione di passaggio, magari la seconda, avrei chiuso un occhio su alcune scelte, ma nel suo insieme questo gran finale de The Kominsky Method secondo me è al di sotto delle aspettative.















