28 novembre 2023

Ho visto Unica, il docufilm su Ilary Blasi e la rottura con Francesco Totti

Lo abbiamo con Wanna e Il principe: non serve aver compiuto chissà quali gesta eroiche per raccontare la propria storia su una piattaforma spalmata in 180 paesi. Per questo ha senso che Ilary Blasi si togliesse qualche sassolino dalla scarpa nel docufilm Unica, su Netflix dal 24 Novembre.

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Sulla rottura con Francesco Totti, che presto porterà ad un ufficiale divorzio, si è detto davvero di tutto, lo stesso Pupone non si era sottratto ad una approfondita intervista (ad Aldo Cazzullo tra l'altro) al Corriere dell'anno scorso, ma la conduttrice non aveva ancora detto la sua verità, e l'ha riversata tutta in 80 minuti di questo docufilm. 
Unica, come la scritta su quella famosa maglietta, è il racconto che Ilary Blasi fa della sua relazione, dagli inizi, fino alla rottura, passando per un gioco innocente che, per sua stessa ammissione, aveva fatto con una amica. C'entrano i caffè e lungo tutto il docufilm se ne bevono tanti, ma non per la noia.
Peccato che al capitano della Roma non sia andato affatto giù, ma soprattutto che lui aveva già una relazione con un'altra donna.
E così si sgretola un matrimonio durato 20 anni e che ha fatto sognare molti, visto che Francesco e Ilary sono un po' i nostri David e Victoria in salsa un po' più burina, eppure Unica ci dice anche altro. 

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I panni sporchi si lavano in casa, è vero, ma non c'è da stupirsi che i due protagonisti vogliano e debbano difendersi pubblicamente: sono due personaggi famosi, lui anche a livello internazionale nel settore sportivo, e infatti questa vicenda è finita anche sul New York Times mica per niente. Per cui sì, trovo coerente che Blasi abbia voluto vuotare il sacco nel modo più plateale possibile riuscendo a capovolgere una certa narrativa, o comunque a mostrare quanto sia contorta.

Roma e l'opinione pubblica infatti sembrano essere state sempre più o meno velatamente dalla parte di Totti, il capitano più amato della capitale, venerato quasi come un imperatore, e l'ex letterina non è stata più al gioco dei giornali e del gossip, che non solo la sminuivano quasi non nominando il suo nome, ma cercavano in lei la colpevole della fine del matrimonio. 
Lei deve aver fatto per prima qualcosa di sbagliato, lo dice pure un tassista in faccia alla stessa Ilary, o semplicemente doveva star zitta e risolvere le sue cose tra le pareti di casa. Eppure, magia, non deve essere per forza così.

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Netflix e Ilary Blasi hanno saputo raccogliere tutti gli elementi necessari per raccontare non solo che fine avessero fatto questi benedetti Rolex o dove fossero finite le sue scarpe Hermès e Chanel (anche se finalmente ci ho capito qualcosa anche io), ma un atteggiamento quasi tossico di un uomo, un marito, che continua a girare la frittata piuttosto che assumersi consapevolmente le proprie colpe, spingendo la moglie (ormai ex) anche a difenderlo pubblicamente. 
Un uomo che sembra non in grado di superare un errore, pur avendone compiuti parecchi, e che come risposta propone il controllo su quella persona che dice di amare, dicendole di lasciare amici e lavoro. È vero, Unica non ha l'intento di riscostruire ritratti psicologici, anche perché non c'è una controparte alle dichiarazioni di Ilary Blasi, ma credo che venga spontaneo riflettere su come questo comportamento da parte di un partner possa essere dannoso, oltre alla, come dicevo su, tendenza di una società patriarcale che vuole trovare nella donna la burattinaia di tutto.

Unica, nel suo genere, risulta perfetto: Ilary Blasi si mostra spontanea, emotiva a raccontare le bugie subite ma non frigna per nulla, sincera, diretta per quanto possibile (ancora la questione in tribunale non è chiusa), porta le sue prove e si assume le sue responsabilità, senza però sputare su 20 anni di una relazione che ha portato alla nascita di 3 figli, ma con l'intenzione di rispondere all'umiliazione subita e spezzare quella bolla di omertà che copre un personaggio stimato. Risulta a tutti gli effetti credibile la sua versione, anche se appunto sua. Ed è poi un'operazione commerciale che funziona sia per lei che per la sua immagine, perché d'altronde siamo in una società in cui l'apparenza ed il portafogli (purtroppo) contano.

Netflix ha saputo confezionare il tutto nel migliore dei modi, dando qualche accenno di spy e crime story, con queste musiche alla Diabolik, ma sa diventare un commedia buffa all'italiana, con l'investigatore che si fa beccare e la ricerca notturna di scarpe e borse firmate. 
Unica poi sa far parlare, unendo l'ossessione del calcio a quella per il gossip, ovvero quello che alcuni italiani cercano spiando dal buco della serratura.

2 commenti:

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  1. I panni sporchi andrebbero lavati in casa, certo, ma dal momento che stiamo parlando di personaggi pubblici che su questo matrimonio ci hanno giocato per anni, è anche giusto che ciascuno delle due parti dica la sua. Lui è più amato per cui tenderanno sempre a credergli di più, a prendere le sue parti. A me non piace, non ho mai provato simpatia per Totti. E credo che in questa storia di corna lei ne abbia avute un bel po'.

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    1. Alla fine credo che la verità non la sapremo mai e in fondo va bene così perché non siamo noi a dover giudicare, penso però appunto che fosse giusto che lei rispondesse e l'ha fatto come poi le è convenuto.
      Anche io comunque non avevo una immagine particolarmente positiva di lui

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