mercoledì 8 gennaio 2020

|#backtoseries|
Tutte promosse! 🎉🏅

La parentesi di serie tv natalizie di Netflix mi ha rallentato nelle recensioni delle altre serie che avevo già visto prima delle feste, e che avevo pure apprezzato, ma di cui non ero riuscito ancora a lasciare quattro pensieri come sono solito fare. Ma non si può andare avanti senza chiudere le parentesi del passato, quindi è il momento giusto prima di poter dare spazio ad altro.

Modern Love
Prima stagione
⭐⭐⭐⭐


Fra le più attese forse serie tv di Amazon Prime Video lo scorso anno, Modern Love si è subito creata il suo pubblico di affezionati e fra questi ci sono anche io.
Gli otto episodi di cui è composta si propongono di esplorare alcune storie di vita vera, fatte di amori persi, ritrovati, amori strani, magari arrivati tardi, matrimoni da salvare, o fatte semplicemente di affetto e di nuove strade da intraprendere per stare finalmente bene. Ogni puntata è autoconclusiva con una vicenda e personaggi a sé, ma ci sarà occasione per rivivere il brivido dei protagonisti che abbiamo conosciuto.



Chi ha ideato Modern Love secondo me ha fatto un buon lavoro. Intanto le vicende: la serie è basata su una rubrica settimanale del New York Times, per cui dovrebbero essere storie vere, ma anche qualora così non fosse, risultano tutte abbastanza verosimili, ed in un modo o nell'altro si riesce a trovare un riflesso di noi stessi. Anche il modo in cui vengono raccontate queste storie e tutti i sentimenti ad esse collegati è realistico, non ha particolari filtri, anche per come ce lo mostrano. Modern Love non ha ad esempio la regia più raffinata che abbia mai visto (per quanto ne capisca) ma giocano molto sul montaggio affinché tutto torni.











Hanno poi scelto un cast che ha saputo attirare l'attenzione, soprattutto Anne Hathaway che è vero, ha un peso all'interno di questo gruppo di attori, e lascia il segno con la sua Lexi, vista anche la complessità psicologica che deve trasmettere.
Credo però che puntata dopo puntata tutti i personaggi sanno imporsi sia emotivamente che per quello che è il vissuto che devono narrare. Ci sono storie che mi hanno commosso (figuratevi se non mi scappava la lacrimuccia), altre che mi hanno fatto ridere, altri momenti in cui, magari pur non trovandomici, mi son sentito coinvolto ed in empatia con quello a cui stavo assistendo.



Do quattro stelle a Modern Love perché in alcuni episodi e per alcuni dei personaggi sentivo il bisogno di un maggiore approfondimento. Il tempo di questa serie tv è un po' il punto forte e la debolezza: da un lato i 30 minuti di episodio sono più che sufficienti visto che in generale le storie non hanno un impianto ed una esposizione particolarmente originale. Sono tutte parentesi più o meno comuni per cui raccontarcele in 50 o più minuti sarebbe potuto essere estenuante e ripetitivo. Dall'altro lato però, in alcuni momenti, ho sentito il bisogno di un po' più di respiro, di scavare un po' ed in questo caso la mezzora non è sufficiente.
In generale non posso dire che tutti gli episodi hanno avuto su di me lo stesso impatto e questo è l'unico appunto che mi sento di sottolineare, che poi è organico ad una struttura di questo tipo.



Mi era capitata sotto gli occhi per caso una recensione in cui dicevano che Modern Love evita troppo il lato "oscuro" dell'amore, ma io credo che, oltre a non essere una definizione veritiera, visto che non mancano tensioni e problemi, ogni tanto è semplicemente bello lasciarsi andare a delle storie dolci, raccontate in modo un po' più spensierato, senza che alla fine lo spettatore si trovi appallato dai piagnistei, dai litigi e dalle porte sbattute.
In Modern Love hanno saputo unire leggerezza e profondità, non cercando a tutti i costi la soluzione, la risoluzione o l'assoluzione, e per questo io aspetto già la seconda stagione.


Il metodo Kominsky
Seconda stagione
⭐⭐⭐⭐



Ho bevuto abbastanza velocemente gli otto episodi della seconda stagione de The Kominsky Method arrivati su Netflix il 25 Ottobre.
Già dalla prima stagione si era dimostrata una serie tv valida, ma che secondo me si rivela quasi migliore della prima.
Resta la scrittura brillante, piacevole, rapida, ironica ed a volte un po' amara, così come restano i dialoghi senza peli sulla lingua e degli attori bravi (e te credo) e credibili (ovviamente) ma questa seconda stagione di Il metodo Kominsky è il perfetto proseguimento ed anche approfondimento della storia che avevamo visto appunto nel precedente ciclo di episodi. 


Io stesso nella scorsa recensione vi dicevo che c'erano degli intrecci che volevo fossero chiariti perché trenta minuti di episodio, per otto puntate in totale, possono essere carini per lo scambio di battute sarcastiche fra i protagonisti, ma non sono sempre sufficienti quando si deve chiarire la natura dei rapporti, i caratteri dei protagonisti e vicende più personali. Con la seconda stagione invece  riescono a fare un colpo al cerchio ed un colpo alla botte: da un lato danno spazio a tutti i filoni narrativi che avevano aperto nella prima stagione, come il rapporto di Norman con la figlia o il superamento del lutto; dall'altro lato c'è occasione per aprire la strada a nuovi personaggi, o comunque dare maggiore risalto alle vecchie comparse. 


Un altro tiro aggiustato, se così posso dire, è il personaggio di Sandy che un po' per tutta la prima stagione mi sembrava non avesse la centralità che spetta a colui che dà il nome a tutta la baracca. In questa seconda stagione invece, fra problemi di salute e una liaison ritrovata, riesce ad avere la luce dei riflettori puntata contro per più tempo e son sicuro che avrà ancora più spazio nel corso della prossima stagione, e se seguite la serie sapete a cosa mi riferisco. 
Il metodo Kominsky non è stata ancora rinnovata ufficialmente, ma non vedo all'orizzonte motivi per cui non aspettarci una terza stagione. 



The End of the F***ing World
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠


Non c'era molta necessità di una seconda stagione di The End of the F***ing World ma seguirla è stata comunque un piacere. 
Eravamo rimasti col fiato sospeso a fine della prima stagione, ma andava anche bene così perché TEOTFW aveva avuto un taglio particolare, con dei protagonisti sopra le righe, e secondo me era una di quelle serie che doveva e poteva restare sospesa in quella bolla di stranezza in cui avevamo conosciuto Alyssa e James.
Continuare è stato un po' un rischio, ma hanno secondo me saputo superare la prova. 



Nella seconda stagione di The End of the F***ing World troviamo i due giovani protagonisti due anni più tardi, divisi dalla sorte e dagli eventi, ed entrambi feriti in maniera diversa. James infatti ha perso il padre da poco e sta cercando di metabolizzare la cosa, ma al tempo stesso tenta di affrontare il suo passato; mentre Alyssa cerca di rifarsi una vita sempre con quella totale assenza di interesse e coinvolgimento che la caratterizza, e sempre tentando a modo suo di trovare l'emotività che non le appartiene. I due si ritroveranno uniti questa volta da una fuga inconsapevole, che li porterà a scontrarsi ma anche ad affrontare i propri trascorsi.


Della prima stagione resta quel senso di inquietudine, inadeguatezza, l'anedonia che i protagonisti si portano dietro, ma la maturazione tende un po' ad appesantire la storia e i personaggi, che più di prima si perdono nei loro pensieri. E proprio quei pensieri sono gli spunti più interessanti e quelli che ci fanno scoprire la crescita di Alyssa e James, che in fondo non sono poi così tanto cambiati.
I pensieri e ma anche i ricordi diventano l'occasione per andare più a fondo di quanto possa sembrare e scopriamo che i due ragazzi hanno maggiore consapevolezza di loro stessi, dei loro sentimenti, anche di quelli negativi. Questo non significa che sappiano gestirli o siano "migliorati", ma è comunque una evoluzione.


Tutti i ragazzi di The End of the F***ing World vengono da contesti particolari e ne portano lo strascico, ed anche la nuova arrivata, Bonnie, non è da meno. Ce la introducono in modo molto chiaro, e ci fanno subito capire i suoi pregressi. Il resto della storia che la coinvolge e che tocca anche i due protagonisti non è il massimo né per originalità né per intreccio, ma ha quei due o tre colpi di scena che me l'hanno resa più appetibile ed interessante.
A mio avviso questa seconda stagione di The End of the F***ing World dovrebbe essere conclusiva e non rischiare di danneggiare qualcosa che ha funzionato così bene, che si è distinta senza voler strafare, senza prendersi troppo sul serio, e soprattutto visto che hanno saputo chiudere bene il cerchio, ma non nego che seguirei una terza stagione qualora ci dovesse essere (la creatrice Charlie Covell dice di no).


Questa era solo una piccola fetta delle serie tv viste e terminate negli ultimi mesi, ma la lista è ancora lunga e non accenna a sfoltirsi, ma nel mentre fatemi sapere che cosa ve n'è parso di queste serie, se le promuovete oppure no.




16 commenti:

E tu cosa ne pensi?

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  1. Io sono in pausa forzata da serie da inizio dicembre perché poi con i ritmi lavorativi e le vacanze, non sono proprio riuscita a star dietro a nulla. Dovrei recuperare diverse stagioni di diverse serie, ma non ho granché voglia. Un po' perché le ho abbandonate da tempo, un po' perché le varie stagioni sono fatte da più di 10 puntate ciascuna e io non me la sento al momento. Ho notato che ultimamente mi stanno dando più soddisfazione queste serie composte da 10, massimo 13 episodi e credo che Modern love possa fare al caso mio per durata e per tematica affrontata visto che ultimamente sono diventata un po' un cuore di panna. Strano a dirsi, da una che piangeva di rado con film e telefilm XD

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    1. Modern love allora è proprio perfetta visto che ogni puntata comunque si conclude, quindi dopo 30 minuti hai già chiuso un cerchio :D
      Il "problema" delle serie troppo lunghe colpisce anche me, per fortuna quelle che sto vedendo o che ho visto non superano i 10 episodi, credo che ormai sia uno standard generale per tutte.

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  2. Non ne ho vista nemmeno una ahimè, shame on me :/ Però quella di Amazon Prime, Modern Love mi ispira me la segno tanto ne ho tantissime da iniziare e in più stanno arrivando rinnovi come Sex Education, Sabrina che poi mi fanno slittare tutti i miei programmi XD
    Al momento ho finito giusto ieri sera The Witcher.

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    1. Ci vuole una preparazione atletica per affrontare tutte queste serie 😂 non può scappare una sera o è la fine. Di The Witcher dovrei parlare settimana prossima, che te ne è sembrato?

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  3. Quanto ho amato, quante ho pianto con Modern Love. Sì, non tutti gli episodi sono perfetti (quella sul tennis e il capo/padre/amante sopratutto), ma avevo davvero bisogno di una serie così romantica!

    Mi trovi 'accordo anche con i due vecchini di Kominsky, più centrata e più approfondita della prima anche se 8 episodio continuano a sembrarmi veramente pochi.

    Avrei fatto volentieri a meno, invece, di questa seconda stagione di The end of the f***ing world, più a servizio dei fan che con qualcosa da dire. Ma sì, inutile dirlo che me la son vista lo stesso.

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    1. Son d'accordo sulla questione dei pochi episodi de Il Metodo Kominsky, però sai che penso? Che un po' come con Modern Love, a volte è bene lasciarsi "rapire" dalla storia senza troppe domande, godersi la risata, magari un po' amara e volgere attenzioni maggiori a serie che invece vogliono essere prese sul serio.

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  4. Ci credi che non ho tempo a disposizione per le serie tv?
    Devo assolutamente recuperare la seconda stagione di TEOTFW ma prima devo almeno finire Euphoria.
    Mi segno Modern Love, per questa estate. Forse :*

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    1. Ci credo, ed è normale :D Alla fine deve essere un piacere, un hobby, che si fa a tempo perso!
      Modern Love è perfetta per chi ha poco tempo: rapida ma non sciocca!

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  5. Modern Love la voglio vedere di sicuro (che cast!), Nella mia lista 2020 c'è anche Messiah, Spinning Out e The Witcher.
    Poi aspetto con ansia anche Sex Education II, ma so già che mi deluderà. La prima stagione è stata troppo graziosa per poter fare di meglio nella seconda ahahah

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    1. Non so se Messiah mi intriga, ma The Witcher è già fra le serie di cui parlerò nei prossimi giorni :)
      Sento anche io odore di delusione per la seconda stagione di Sex Education... non so perché!

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  6. Che cast in Modern Love! Solo per quello potrei dargli una chance ;)
    Mentre le altre due serie le conosco, e sono in lista dallo scorso anno, ma al momento sono concentrato su tante altre :)

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    1. Siamo tutti un po' affollati per adesso, lo capisco :D

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  7. Il Metodo Kominsky è una serie geniale secondo me, ho "bevuto", come dici tu, entrambe le stagioni e non vedo l'ora che arrivi la terza! Le altre serie di cui parli mi incuriosiscono da sempre, specialmente Modern Love... magari oggi che sono a casa con la febbre inizio una delle due XD

    Mi incuriosisce anche You (su Netflix), ma non so se è esattamente il mio genere... tu l'hai iniziata? Se sì, cosa ne pensi?

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    1. Buona guarigione allora :D E buona visione!

      Della prima stagione di You ho parlato qui mentre della seconda ne parlo settimana prossima :D Ho preferito la prima comunque!

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  8. Di tutte queste io sto recuperando la prima stagione del Metodo Kominsky; sono quasi arrivata alla fine e mi sta piacendo moltissimo. In verità a me la durata corta degli episodi non dispiace, credo che i dialoghi siano proprio a misura per questa tempistica. Dal momento che hanno deciso di approfondire le tematiche in una seconda stagione, sono tranquilla che non avrò buchi narrativi, almeno lo spero. Ma la tua bella recensione mi conforta nel merito. Adoro che in questa serie si sia affrontato un argomento un po' tabù: la vecchiaia. Secondo me lo hanno fatto con leggerezza, ma con il giusto peso nel trattare certi argomenti come la perdita di un coniuge che lascia Norman disperato. E poi l'amicizia tra Sandy e Norman cosa è?. Poesia.

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    1. Ciao Arianna :D Allora mi dirai se la seconda stagione ti soddisferà, o magari al contrario, per te sarà eventualmente ripetitiva più che approfondita (non credo di farti spoiler a dirti così).
      Norman è davvero il mattatore della serie, specie nella prima stagione, insieme sono fantastici :D

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