NIOD Copper Amino Isolate Serum 3, la recensione e il confronto con The Ordinary

Nel corso del tempo Niod non ha aggiunto molti prodotti alla sua gamma ma ha perfezionato quelli esistenti, come il Copper Amino Isolate Serum 3 1:1 che è arrivato alla sua terza formulazione. Io non l'ho testata ma pare che la versione precedente fosse composta da due parti da unire sul momento, per far sì che il prodotto fosse stabile e fresco, ma non è stato più necessario con l'ultima riformulazione.



INFO BOX
🔎Niod.comBeautybay
💸 €51
🏋 15ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 //


Si tratta di un siero peptidico, che si concentra soprattutto sui
peptidi di rame al 2% che danno quel bellissimo colore blu, che non solo agiscono stimolando il collagene, e quindi rendendo la pelle più soda, ma grazie al potere cicatriziale ed antiossidante migliora anche l'incarnato in generale.

NIOD l'ha caricato di ulteriori attivi ovvero

  • il 9% di Tripeptide-29, che supporta l'azione dei peptidi di rame, e segnala alla pelle di produrre maggiore collagene;
  • il 9% di Myristoyl Nonapeptide-3, peptide che Deciem ha usato in altri prodotti (Hylamide ad esempio) e che sembra mimi l'azione del retinolo, quindi aumenti il ​​ricambio cellulare e promuova la sintesi del collagene, ma senza irritazioni;
  • Complesso al 4,0% di acetil tetrapeptide-2 e trifluroacetil tripeptide-2, che non solo stimolano il collagene, ma pare aiutino a fare in modo che questo sia uniforme e sano
  • Acido ialuronico
  • lo 0.10% di glicogeno vegetale, che non solo aiuta la dispersione dei peptidi nella formulazione ma pare che agisca sempre nella stimolazione di collagene e acido ialuronico e dando energia alle cellule.

Di tutti questi tecnicismi immagino però che a molti di voi non importi una fava, perché volete sapere com'è il prodotto.
Posso iniziare col dirvi che il Copper Amino Isolate Serum ha una texture abbastanza elegante: è molto liquido e si applica e si assorbe facilmente e con rapidità. Proprio per questa sua consistenza Niod suggerisce di usarlo quasi fosse una essence, come primo step della skincare e farlo seguire da sieri e prodotti con consistenze più dense. Si può applicare sia al mattino che alla sera ma io, in linea generale, l'ho utilizzato nella skincare serale perché, di giorno tendo ad usare prodotti con antiossidanti (lo stesso Survival 0 o sieri con vitamina C) che possono contrastare l'effetto dei peptidi. Anche gli acidi esfolianti possono essere nemici dei peptidi.

Premetto che non ho mai avuto problemi ad usare nella stessa skincare queste sostanze, specie perché le utilizzo quando so che posso aspettare fra un passaggio e l'altro, ma Niod, come The Ordinary, è molto attenta nel sottolineare i conflitti che si possono creare fra i prodotti, specie se questi possono depotenziarsi a vicenda o scatenare irritazioni sulla pelle. Nella mia mente c'era l'idea di darvi una opinione quanto più oggettiva possibile e quindi mi sono attenuto alle indicazioni di NIOD.


Il CAIS 3 è fra i prodotti Deciem che mi sono piaciuti di più, intanto perché è facile da utilizzare e credo si adatti davvero a tutti i tipi di pelle e un po' per tutto l'anno, e si riesce ad inserire nella skincare facilmente, anche stratificato insieme ad altri prodotti di altre marche. Va bene anche sotto al trucco comunque, ripeto, in un regime più affollato di prodotti perché non si spellicola o crea pallini.
È un siero viso che però indubbiamente consiglierei a pelli segnate principalmente, ma anche spente e secche, meno magari a chi non ha ancora superato i 30 ed ha tutto sommato un viso ancora elastico e tonico.
Sin dalla prima applicazione il Copper Amino Isolate Serum mi è piaciuto perché dà una leggera idratazione alla pelle, ma la lascia anche più compatta e distesa, senza però quel malefico effetto tensore che a me non piace. È una azione differente quella che ottengo con i peptidi ed è uno dei motivi per cui continuo ad usarli, sperando ovviamente anche in effetti a lungo termine.
Io lo trovo un prodotto delicato anche sul contorno occhi, e mi è piaciuto usarlo in combinato con il Multi-Molecular Hyaluronic Complex, come da indicazioni di Niod.


Nel lungo periodo credo che aiuti davvero a migliorare l'aspetto della pelle, mi sembra gli dia proprio un aspetto più roseo, sano e luminoso. Non credo possa eliminare macchie solari e dell'età, non è la sua funzione e non mi riferisco a quello, ma più ad un miglioramento generale e diffuso.
Il Copper Amino Isolate Serum Niod può ricordare a molti il Multi-Peptide + Copper Peptides 1% Serum The Ordinary proprio per lo stesso attivo, ma ci sono delle differenze significative che li rendono secondo me adatti a tipologie di pelle differenti.
La consistenza liquida del siero Niod lo rende più trasversalmente ideale per pelli anche più spesse e miste, mentre so che la densità del Multi-Peptide Serum non è apprezzata da molti, e io stesso la preferisco con la stagione fredda.
Il prodotto Niod inoltre ha una concentrazione di attivi più alta, specifica e mirata, per chi ama questi determinati peptidi, e magari può fungere da step successivo per chi ha già usato il prodotto The Ordinary. L'ex Buffet invece può piacere più a chi vuole un siero "tradizionale" che abbia attivi che si prendono cura della barriera cutanea e dell'idratazione.


Il Copper Amino Isolate Serum 3 è disponibile in due formati da 15 e 30ml e fino al 30 Novembre è scontato al 50%.



NIOD Low-Viscosity Cleaning Ester: cos'è e qual è il miglior modo di usarlo (secondo me)?

Ci ho messo un bel po', lo ammetto ma ho voluto dare ai prodotti NIOD lo spazio che meritava nella mia routine, quasi in esclusiva con i prodotti del marchio. 

Acronimo di Non Invasive Options in Dermal Science, fa parte del gruppo Deciem e rappresenta un po' la punta della loro piramide: se The Ordinary è alla base con la sua accessibilità e delle formulazioni semplici, Niod si trova in cima, è il brand con formulazioni multiattivi più ricercate e concentrate, e ovviamente un prezzo maggiore che lo rende un brand più di nicchia, per chi vuole contrastare necessità specifiche, e suddiviso in quattro collezioni.

Niod non è una novità su questi schermi perché avevo provato il loro contorno occhi, il Fractionated Eye Contour Concentrate, qualche tempo fa, ma poi, grazie all'azienda, ho avuto modo di mettere alla prova cinque prodotti Niod, e mi sono preso i miei tempi facendoli diventare parte della mia skincare quasi in modo esclusivo, per potervi dare una recensione quanto più possibile dettagliata e approfondita, anche per gli sconti dello Slowvember in corso, e farvi capire come li ho utilizzati e per chi sono secondo me adatti.

Al fine di non ammorbarvi con un unico post lungo quanto la muraglia Cinese, ho pensato di scomporre le recensioni in quattro parti.
La prima non poteva che riguardare il primissimo step della skincare, ovvero la detersione con il Low-Viscosity Cleaning Ester (LVCE) di Niod, un detergente e struccante viso.


INFO BOX
🔎Niod.com, BeautyBay
💸 €43
🏋 240ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 Cruelty Free, Vegan


Avevo curiosità a provare questo detergente viso Niod perché sapevo che con l'arrivo del periodo più freddo dell'anno avrei apprezzato una formulazione del genere, anche se ammetto non sia il mio prodotto preferito fra quelli provati.

È un detergente essenzialmente oleoso, a base di esteri di diverse sostanze, fra cui l'avocado, che agiscono attraverso una azione pulente che si può definire per affinità, ma che vogliono anche prendersi cura della pelle, infatti producono altri benefici, come ad esempio un effetto antiossidante e protettivo della pelle perché contengono acidi grassi, come l'olio di Inca Inchi. Infatti il Low-Viscosity Cleaning Ester nasce proprio per pelli screpolate e secche, e dovrebbe fare da base potenziante per la skincare che ci si applica sopra, e Niod vuole mandare il messaggio che anche la detersione può essere un passaggio "attivo", che contribuisce alla skincare.


La sua consistenza è quella di un olio molto liquido, infatti mi ha ricordato il detergente di Hylamide, che non esiste più, che per fortuna è ben dosabile dal beccuccio della confezione, ed ha anche un delicatissimo aroma che non mi dispiace dovuto alla presenza di Farnesol.
Il LVCE Niod va applicato e massaggiato su viso asciutto, per sciogliere trucco, protezione solare, eccesso di sebo e tutte le impurità che si depositano sul viso, e poi va rimosso con acqua tiepida. La cosa che mi ha stranito subito è che a contatto con l'acqua non si emulsiona, non cambia davvero consistenza diventando ad esempio lattiginoso o in qualche modo cremoso, e quello ammetto che è uno dei punti che meno mi è piaciuto di questo Cleaning Ester Niod. La conseguenza è che lascia sul viso una sensazione strana, quasi un film, che però pare essere voluto proprio dalla formulazione, tanto che è specificato sulla pagina del prodotto.


Già con acqua tiepida e un dischetto in microfibra la sensazione si riduce e penso che se la vostra tipologia di cute è secca, potrebbe funzionare perché la pelle resta morbida ed elastica, ma è come prodotto per la doppia detersione che io ho trovato la quadra con questo detergente Niod.
Infatti il Low-Viscosity Cleaning Ester riesce a sciogliere trucco e protezioni solari senza dover insistere molto, anzi è proprio scorrevole e gradevole da massaggiare, e non mi ha dato fastidio agli occhi, lasciandoli appannati o che bruciano. Non so dirvi come si comporta con un trucco strutturato e waterproof, perché non è mia abitudine utilizzarne.

Usato secondo le linee guida Niod non posso dire di odiarlo, ma quando lo faccio seguire da un detergente in gel anche molto delicato (come ad esempio il Glucoside Foaming Cleanser The Ordinary, per non andare troppo lontano) è perfetto per la mia pelle, perché me la lascia pulita, ma non la secca, e risulta davvero pronta per altri prodotti. Se avete una pelle che tende a disidratarsi, secca, con una barriera cutanea che può danneggiarsi facilmente, o appunto in questa più fredda penso sia il detergente viso ideale.




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Nuovo Olimpo, cosa mi ha deluso dell'ultimo film di Ferzan Ozpetek

Dopo Disney +, Ferzan Ozpetek è tornato in streaming su Netflix questa volta con un film intitolato Nuovo Olimpo, che sembra essere uno dei suoi più personali.


Genere: drammatico, commedia, sentimentale
Durata: 112 minuti
Regia: Ferzan Özpetek
Uscita in Italia: 1 Novembre 2023 (Netflix)
Paese di produzione: Italia

Conosciamo Enea, un giovane ragazzo che studia regia e che per caso incontra un introverso Pietro, studente di medicina, al cinema Nuovo Olimpo appunto, che negli anni '70 era un luogo di incontro per omosessuali.
Fra i due scatta subito un feeling ed una passione che va oltre la semplice attrazione fisica, ma quando finalmente hanno opportunità di rivedersi, Pietro viene coinvolto in un incidente durante gli scontri per una manifestazione antifascista. Così, per anni, i due resteranno separati e non avranno notizie l'uno dell'altro, ma la vita finirà per riportarli sugli stessi binari.


Per quanto non spicchi di originalità e forse non mi sia impegnato molto a raccontare la trama di Nuovo Olimpo, avevo l'impressione che potesse essere un film valido, con quel sapore malinconico del "cosa sarebbe successo se...", e girando attorno all'imprevedibilità della vita, firmato da uno dei registi che penso un po' tutti apprezziamo e che sa essere facilmente riconoscibile. Per una volta però Ozpetek cambia leggermente stile, toglie alcuni dei suoi elementi tipici, come il classico gruppo di amici eterogeneo e si concentra su una coppia soltanto e sul loro amore. Non mancano però le sue icone come ad esempio Mina, quasi rappresentata da Titti, la titolare del Nuovo Olimpo ed interpretata da Luisa Ranieri.
Poteva insomma essere una storia romantica ma appassionante, ma secondo me è priva proprio d'intensità e la colpa, per buona parte, è delle interpretazioni e della costruzione dei personaggi.

Damiano Gavino fa un Enea un po' piatto nel corso del film ma tutto sommato credibile, mentre Andrea Di Luigi (Pietro) e Alvise Rigo (Antonio, il compagno di Enea) sono davvero monoespressivi, non riescono a manifestare sul viso alcuna inflessione emotiva né di conseguenza a trasmetterne, ed anche il modo di parlare è monotono e piatto. Non è una giustificazione il fatto che si tratti di una prima loro esperienza recitativa perché ci sono tanti talenti alle prime armi anche giovanissimi. Credo che però Ferzan Ozpetek o chi per lui cercasse semplicemente un prototipo di uomo, indubbiamente attraente, e non un interprete per i suoi personaggi. 
Anche però la materia che devono raccontare non li aiuta, perché non c'è una crescita, una struttura di questi personaggi che riesca a renderli sfaccettati ed empatizzabili. 
Quindi attori in parte poco capaci, ma che vengono ulteriormente appesantiti da delle protesi per sembrare più maturi che proprio non li agevolano nelle espressioni, oltre a risultare posticce e poco credibili. 

Ci provano indubbiamente meglio le figure femminili, soprattutto Giulia, la moglie di Pietro, interpretata da Greta Scarano e appunto la Titti di Luisa Ranieri, ma parliamo pur sempre di figure collaterali o quasi. 
Di Ozpetek apprezzo che comunque il suo stile sia sempre pulito, elegante, e che sappia valorizzare ad esempio dei nudi maschili o femminili senza renderli volgari, ma non ha creato una sceneggiatura impattante.
Sebbene inizi con una storia lineare, infatti Nuovo Olimpo poi si trascina sul finale, e in fondo noi quel "cosa sarebbe successo se..." non lo vediamo, non ne abbiamo nemmeno sentore, e nel corso del film assistiamo più al normale scorrere delle vicende. A dirla tutta, a me l'idea non piace moltissimo: rimuginare per tutta la vita su una storia che alla fine non ha trovato luogo perché probabilmente non doveva essere, mi mette un po' tristezza. L'idealizzazione che ne nasce fa più male che bene proprio perché non è reale, e lo si vede in Antonio che alla fine prende un'altra strada forse perché non pronto o convinto a fare altro. Ma, lasciando stare il mio personalissimo parere sulla poetica stessa del film, Nuovo Olimpo è stato parecchio deludente specie pensando che avrebbe avuto anche le basi, un terreno fertile per qualcosa di più incisivo. 



Ecco perché questi tre prodotti mi hanno deluso (e non li ricomprerei)

Avete presente quei prodotti che potrebbero essere perfetti ed invece, per un aspetto o per un altro, finiscono per non convincervi al 100%? Ecco, in questo post vi parlo di loro e ne ho ben tre. Sono tutti utilizzabili, intendiamoci, io stesso li ho quasi terminati, ma non è nato l'amore.


Bottega Verde Latte Corpo Argan del Marocco
Setificante Nutriente 


INFO BOX
🔎 Sito dell'azienda, negozi monomarca
💸  €8.99
🏋 200 ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 Mesi
🔬 //


Non ricordo se questa crema corpo Bottega Verde sia stata un acquisto diretto o uno dei tanti omaggi che  l'azienda fa ad ogni ordine, in ogni caso è un prodotto piacevole ma con un unico neo che mi ha lasciato perplesso.
Io la definirei più una lozione corpo che un latte, che magari fa pensare ad un prodotto liquido: ha una consistenza fluida, leggera, che si assorbe con abbastanza rapidità e non palesa scia bianca durante l'applicazione. Anche gli ingredienti scelti da
Bottega Verde sono comunque efficaci, benché non si siano sforzati con la creatività: troviamo ovviamente olio di argan, ma anche burro di karitè. Nella descrizione c'è un errore perché si parla di "burro di argan", ma nell'INCI appunto c'è il karitè, è vero che provengono entrambi dall'Africa ma da due piantagioni differenti. 

Questo latte corpo Bottega Verde non sarebbe nemmeno tanto male nello svolgere il suo compito, tenendo presente che si tratta di una lozione e non di burro: è infatti una crema idratante che si adatta bene a pelli normali o leggermente secche, io ad esempio l'ho apprezzata in questo cambio stagione e tutto sommato anche quando le temperature non erano propriamente basse, ma andando verso l'inverno preferisco sicuramente qualcosa di più nutriente.


Ha anche un effetto ammorbidente, e mi lascia la pelle abbastanza liscia ed elastica fino alla doccia successiva. Tuttavia non ho amato la profumazione, che dal sito Bottega Verde sembra in linea con le mie preferenze, ma in realtà non lo è molto.
Infatti se la annuso dalla confezione tutto sommato sento delle note vanigliate con un leggerissimo fondo legnoso, ma appena la stendo si espande un aroma lattiginoso che non mi fa impazzire.
Si tratta di una fragranza intensa, che ci si sente addosso e gli altri percepiscono (c'è anche chi mi ha fatto i complimenti, per farvi capire quanto sia soggettivo) e che permane a lungo sulla pelle, quindi avrei preferito che questa crema avesse uno di quegli aromi che davvero mi piace sentire su di me.
Credo che non sia la prima volta che sento questa fragranza nei prodotti Bottega Verde (mi capitò con un campioncino probabilmente) per cui ci presterò maggiore attenzione.
Qui invece due cosmetici Bottega Verde che mi sono piaciuti. 



Equilibra Aloe Collutorio Multiattivo



INFO BOX
🔎 Grande Distribuzione, Amazon
💸 € 2.50 
🏋 500ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 Mesi
🔬 //

So che non è molto elegante parlare di igiene orale, ma meglio averla che non e poi questa ve la devo proprio segnalare. Sembra infatti che Equilibra abbia aggiornato la formulazione del suo Collutorio Tripla azione, definendolo adesso Multiattivo, e aggiungendo anche la niacinamide nell'INCI.
Sul loro sito si legge

combina l’azione lenitiva dell’Aloe Vera, presente in formula in quantità pari al 10% del succo, della Malva e della Vitamina B3 all'azione antisettica dell'Olio di Tea Tree. Lo Xilitolo inoltre, riducendo l’acidità del cavo orale, contrasta la proliferazione dei batteri responsabili della formazione di placca e carie. Il Tetrapotassio Pirofosfato protegge i denti dal tartaro, il Mentolo rinfresca naturalmente il cavo orale. 

il tutto per una formulazione al 96% di origine naturale. Diciamo che fin qui va tutto bene anche perché non faccio in genere così tanto le pulci agli ingredienti di un collutorio, cerco solo prodotti che non contengono alcol e questo Equilibra risponde a questa esigenza. Ho notato però che hanno ridotto il quantitativo di aloe, prima era il 30%, e capisco possa essere letto come un peggioramento della formulazione del prodotto.


Sono un aficionado dei prodotti per l'igiene orale del marchio e ho acquistato il loro collutorio tante volte negli anni, ne parlavo qui, per cui speravo che questa versione fosse ancora migliorata.  L'uso è rimasto invariato perché comunque lascia il cavo orale pulito senza alcuna sensazione sgradevole di impastamento o residui, ma purtroppo il sapore è cambiato risultando fresco, ma più pungente e meno delicato, e non mi piace moltissimo.
Già in passato vi avevo detto che utilizzo il collutorio anche come una sorta di primo lavaggio al mattino, prima di colazione. Non è una pratica con ragioni scientifiche dietro, ma una mia personalissima preferenza prima di fare colazione, ed un prodotto con un sapore pungente come questo Equilibra non è fra i miei preferiti. Purtroppo anche con l'uso non mi ci sono abituato, quindi sì, sono un po' deluso da questa nuova formulazione.



Alverde Docciaschiuma all'oliva bio e all'aloe vera bio


INFO BOX
🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €1.99
🏋 250ml
🗺 Germania
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 Natrue, Vegan

Quando ho acquistato questo gel doccia Alverde non so perché ma mi ero convinto fosse un prodotto particolarmente idratante, forse perché ho associato subito l'oliva all'olio, e quindi ad un effetto emolliente e nutriente. In realtà questo docciaschiuma contiene estratto di oliva, che un'altra sostanza sempre valida e soprattutto antiossidante, ma che non ha ovviamente l'occlusività di un olio.
Oltre a questo estratto, troviamo anche glicerina, tocoferolo e succo d'aloe, il tutto in gel abbastanza sodo e fluido. Al contrario di quanto dice Alverde io non ci sento profumo d'oliva o comunque una fragranza aromatica, ma più delle note fresche e vagamente agrumate, decisamente delicate e su di me poco persistenti.

Il Docciaschiuma all'oliva bio mi ha dato poca soddisfazione in termini di schiuma che produce soprattutto con le mie spazzoline in silicone, va meglio invece con le spugne tradizionali. In generale però lo trovo un prodotto banalissimo: deterge, è abbastanza delicato, non mi lascia la pelle secca né mi crea prurito ma non è nemmeno idratante sulla pelle o particolarmente ammorbidente. Lo uso tutti i giorni senza problemi, si sciacqua con rapidità e senza residui, ma ci sono prodotti da supermercato decisamente più goduriosi, perché questo Alverde mi è sembrato un comunissimo gel neutro (o quasi) che non ha particolari difetti ma nemmeno benefici. Ho trovato più simpatica la versione menta e bergamotto che ho provato questa estate. 




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I Leoni di Sicilia, la nuova serie tv Disney + mi ha convinto, ma....

Quando ho saputo che Disney+ avrebbe riadattato il romanzo di Stefania Auci, la mia curiosità è schizzata, avendo letto il romanzo a suo tempo, e specie perché questa estate sono stato proprio in quelle che furono parte delle terre dei Florio.
La serie su I Leoni di Sicilia doveva insomma rispondere a delle aspettative abbastanza alte per convincermi, e le carte, oltre al materiale di partenza, le aveva tutte: dal cast, con Miriam Leone, alla regia di Paolo Genovese.


I regnanti senza corona, così sono stati definiti più volte i Florio, che da Bagnara Calabra si trasferirono a Palermo alla fine del 700, e dove costruirono il loro impero, pezzo per pezzo, partendo dalla vendita di spezie e soprattutto di chinino, per curare la malaria. Paolo Florio teneva il polso degli affari, affiancato dal fratello minore Ignazio, e dalla moglie Giuseppina, con cui però i rapporti si deteriorarono soprattutto con l'arrivo sull'isola.
È però col proprio con Ignazio prima e col figlio di Paolo, Vincenzo, dopo, che la famiglia Florio diventa una delle dinastie più ricche e note in tutta Italia, in grado di espandere il proprio controllo su più settori della economia, della società e della politica.

Stefania Auci aveva secondo me fatto un buon lavoro a tradurre in parole quelli che furono quasi due secoli di storia, fra alti e bassi, ma la serie tv doveva scontrarsi non solo con la difficoltà di adattamento fra generi diversi, ma anche con una storia non semplice, che è calata in un contesto storico brulicante e in divenire, con l'Unità d'Italia, Garibaldi, le rivoluzioni e il colera.

Fare quindi un paragone fra I Leoni di Sicilia libro e serie tv sarebbe sbagliato, anche perché quest'ultima si concede alcune differenze (poco influenti nel contesto più ampio) e non avrebbe potuto competere con la certosina descrittività del testo scritto.

Ho preso quindi la serie Disney, arrivata in due parti il 25 ottobre e l'1 Novembre, quasi come un'opera a sé e devo dire che fin da subito ho notato il grosso investimento che il colosso ha fatto per questa produzione, immagino con l'intento di poterla rendere appetibile ad un ampio mercato internazionale, e le carte in regola per riuscirci ci sono tutte.
Una saga familiare ottocentesca con costumi, scenografie, effetti speciali curatissimi ha l'appeal per essere apprezzato da tutti e questa rappresentazione de I Leoni di Sicilia mi è sembrata convincente, non solo per la qualità della messa in scena ma proprio per come è stata impostata la storia, rendendola scorrevole e per nulla noiosa.

È vero, sono un po' di parte perché mi ha fatto piacere vedere sfruttati i luoghi che ho visitato o che comunque conosco, non nego il campanilismo, ma penso anche che abbiano saputo scegliere i giusti interpreti per raccontare questa storia, sia maschili che femminili, da Michele Riondino a Vinicio Marchioni da Ester Pantano a Donatella Finocchiaro. Anzi, sono forse le donne ad avere la maggiore attenzione, perché se è vero che, vista l'epoca, sono stati i maschi Florio a creare questo impero, è anche vero che I Leoni di Sicilia si prestano a parlare anche della figura delle donne all'interno di una famiglia e di una società strettamente patriarcale. 
Per una volta insomma non mi è nemmeno troppo pesato il modo di recitare per lo più italiano, spesso enfatico e troppo teatrale, ma ci sono altri passaggi che invece mi hanno convinto meno.

Partendo proprio dai personaggi, mi è pesato che non siano stati in grado di creare qualche sfumatura in più, soprattutto nel Vincenzo Florio di Michele Riondino, che mostra la caparbietà e la testardaggine di un uomo deve portare una grossa eredità come gli è stato insegnato, ma si gioca poco sulla sua possibile ambiguità fra bene e male. 

Sono più sfaccettate, come vi anticipavo, le figure femminili, sia Giulia Portalupi di Miriam Catania, che diventa centrale per praticamente tutta questa prima stagione de I Leoni di Sicilia, e che rappresenta una donna che guarda avanti, più moderna ma non per questo del tutto avulsa dal contesto, e soprattutto la Giuseppina di Ester Pantano e Donatella Finocchiaro, che riescono a raccontarne tutti gli spigoli acuminati da una vita che non è andata come voleva.

Anche nei loro potevano essere caratterizzate in maniera più variegata, ma credo che questo possa essere considerato il male minore. 
Gli aspetti che infatti non ho completamente tollerato sono i tagli sfumati verso uno schermo nero e una frase che ci introduce ad un nuovo contesto e un nuovo periodo storico, che si sono ripetuti praticamente per tutta la serie tv e che mi sono sembrati un po' degli escamotage pigri per muoversi fra le linee narrative. Penso sia stata quasi una costrizione per gli ideatori dover tagliare sui tempi, avendo una storia molto ampia e stratificata, sebbene lineare, e solo 8 episodi su cui spalmarla, ma i personaggi e le vicende avevano bisogno di più cuore.

Disney non ha voluto osare troppo nell'impostazione de I Leoni di Sicilia, dandole una classicità che da un lato può piacere a molti, ma dall'altro posso capire che per una fetta di pubblico appaia troppo didascalica e tradizionalista. Hanno osato invece dove non dovevano, ovvero nella colonna sonora, che, senza tanti giri di parole, è fra le peggiori mai sentite. 

L'idea di introdurre brani contemporanei in contesti non storicamente o stilisticamente coerenti può essere una trovata geniale o, come in questo caso, un disastro. Se in Bridgerton ad esempio hanno saputo adattare la musica allo stile, e se in The Handmaid's Tale (sto recuperando la quinta stagione ndr) i brani pop risultano dissacranti rispetto a scene drammatiche o violente, ne I Leoni di Sicilia la musica scelta risulta semplicemente fuori contesto e sovrastante, e spesso tagliata anche male. Ci fossero stati degli elementi, magari nella regia o nella color correction, più moderni, avrebbe avuto un senso come in C'è ancora domani, senza andare troppo lontano, ma avendo tutti gli aspetti di un classico, la musica doveva essere coerente secondo me. E no, non significa per forza musica classica, e no, una colonna sonora più tradizionale non lo avrebbe reso automaticamente una versione de Il Gattopardo, sono storie diverse. 

I Leoni di Sicilia ha diversi "ma", ed un finale ancora da delineare visto che la stessa Stefania Auci ha scritto anche il seguito del primo romanzo, che apre le porte al percorso di Ignazio Jr interpretato da Eduardo Scarpetta, ma non ci sono ancora conferme sulla seconda stagione da parte di Disney+.



Ho riprovato un prodotto Veralab e questa è la mia opinione

Quando ormai 3 anni fa parlai dei prodotti di Veralab, ho subito avuto un buon riscontro da parte vostra, ma nel tempo ho notato che una parte delle visualizzazioni arrivavano da gente che, appositamente, cercava recensioni negative del marchio (sì, io posso vedere con quali parole chiave arrivate al mio blog tramite ricerca).  
La mia deduzione è stata che molti si sono mossi non tanto per la curiosità di capire se i prodotti fossero validi o meno, ma per una personale antipatia verso l'Estetista Cinica, ovvero Cristina Fogazzi, fondatrice del marchio, e questo mi ha messo un po' tristezza.

Credo infatti che non abbia senso sperare di trovare qualcuno che parli male di un brand per fargli una cattiva pubblicità, perché è molto meglio non parlarne affatto se si vuole fare un danno.
Nelle mie recensioni però non mi muovo mai in base alla simpatia (o antipatia) che provo verso brand o il suo proprietario né con intenzioni malevole, perché potenzialmente non dovrei provare nulla, non conoscendo tutti i proprietari dei marchi.
Io invece scelgo i prodotti seguendo una reale curiosità e con altrettanta sincerità vi parlo della mia esperienza, che può, a volte, non essere positiva. 

Tornado a Veralab, in questi 3 anni la mia voglia di mettere alla prova altri prodotti non era così forte, nonostante il loro brand si sia espanso con nuove referenze. Poi qualche tempo fa, mia sorella mi ha regalato la Brightening Eye Mask, una maschera contorno occhi.


INFO BOX
🔎 Veralab.it, rivenditori 
💸 €25
🏋 50ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 Nickel Tested

Con azione decongestionante e illuminante, questa maschera per la zona perioculare viene presentata attraverso tre attivi, quali

  • l'estratto di quinoa, che dovrebbe proteggere il microcircolo e quindi contribuire a ridurre le occhiaie date dai microcapillari; io conoscevo questo ingrediente come antiossidante per via delle vitamine e dei minerali che contiene, ma pare che sia in grado anche decongestionare le borse, specie quelle date dal grasso cutaneo e sembra stimoli anche la produzione di collagene,
  • l'acido ialuronico, che tutti conosciamo benissimo per il suo potere idratante,
  • l'attivo probiotico, che è un estratto ottenuto dalla fermentazione dei semi di soia da parte di batteri.
L'INCI della Brightening Eye Mask è poi arricchito con glicerina, insieme ad altri umettanti, e glicosaminoglicani idrolizzati, dei precursori dell'acido ialuronico che sembrano avere una azione cicatrizzante quindi anche antiage. Mi ha fatto strano invece non trovarci sostanze come la caffeina, molto nota nei prodotti anti fatica, ma per questo mi ha incuriosito ancora di più.
Troviamo anche profumo, ma si tratta di una fragranza delicata e che non mi ha infastidito mai durante la posa.


La consistenza di questa maschera occhi Veralab è quella di una crema vagamente gellificata, che si stende molto facilmente. In dotazione troviamo anche un pennellino molto morbido, per applicare il prodotto ma non è fondamentale e da bravo pigro, non volendolo lavare ogni volta, mi sono adattato a stendere la maschera con le dita, operazione fattibilissima. 
L'uso è poi semplicissimo e anche versatile: può essere lasciata in posa, su viso pulito, per 15 minuti, per poi essere tamponata via con una velina o fatta assorbire con un massaggio delicato, ma può anche fungere da maschera notte, quindi da rimuovere il mattino seguente. Sul sito specificano anche che si può risciacquare, ma non essendo untuosa non lo reputo necessario.
L'azienda non specifica la frequenza di utilizzo, ma immagino dipenda dall'importanza dell'imperfezione che si vuole contrastare. Io ad esempio l'ho testata sia con un utilizzo settimanale che in modalità quotidiana come se fosse una crema notte per il contorno occhi.


Io ho testato questa maschera Veralab in ogni modo possibile e devo dire che è stata una esperienza gradevole: durante la posa è infatti fresca e non mi ha dato fastidio agli occhi, inoltre non si secca perché non contiene argilla, quindi non va a sgretolarsi né a tirare sul contorno occhi.
Personalmente non ho delle particolari borse sotto gli occhi o gonfiori, ma ho sicuramente delle occhiaie bluastre, variabili da leggere a medie, a seconda della stanchezza e delle ore di sonno o trascorse al pc. Quindi speravo che questa Brightening Eye Mask agisse soprattutto sulle occhiaie, e devo dire che una mano a rischiarare la zona la dà pure, ma, da sola, non riesce a soppiantare l'uso del correttore, ma al massimo lo affianca. 

Noto infatti che rende la parte blu dell'occhiaia meno marcata, ma ovviamente non la fa sparire, ed in generale la zona perioculare diventa un po' più luminosa. 
La mia pelle assorbe con facilità questa maschera Veralab, tanto che io non ho bisogno di rimuoverne l'eccesso con un fazzoletto, ma semplicemente la massaggio. Per questo, utilizzandola anche la notte, non sporco in giro. Inoltre anche come base per il trucco non mi è sembrato peggiorasse la performance dei prodotti applicati sopra.


Altri effetti benefici che ho notato con questa Brightening Eye Mask sono una maggiore idratazione, distensione e compattezza della zona, ed ho notato che tutti questi effetti si amplificano se uso la maschera con questi patch occhi in silicone, anzi è l'uso che ho preferito. Ma l'idillio si rompe se devo pensare ad un riacquisto.
Infatti, come vi dicevo, non va a sostituire il correttore per cui non è una bacchetta magica (ovviamente) che fa sparire le occhiaie: essenzialmente ottengo più o meno lo stesso effetto, ma con minor tempo, con un siero a base di caffeina o prodotti analoghi, senza bisogno di stare in posa e fare tutti i procedimenti di cui sopra.
Inoltre, se è probabile che l'estratto di quinoa agisca sugli accumuli di grasso del contorno occhi, cosa accade nel lungo periodo a chi non ha questo problema? Capitemi, non ho notato un peggioramento da questo punto di vista, il mio contorno occhi non si è "svuotato" ulteriormente, ma credo che la Brightening Eye Mask Veralab sia più adatta a chi vuole contrastare sia borse che occhiaie e non solo cerchi scuri.

Voi che esperienza avete con questo marchio?



Perché tutti stanno correndo a vedere C'è Ancora Domani, il nuovo film di Paola Cortellesi

Uscito il 26 Ottobre e primo film con la regia della stessa Paola Cortellesi, andare a vedere C'è Ancora Domani stava diventando quasi impossibile. Una campagna promozionale comunque diffusa e un passaparola che ha portato a rendere il film un successo al botteghino, e soprattutto che mi ha costretto a tornare due volte al cinema, prima per un sold out, poi per finalmente accaparrarmi una poltroncina.
Ma perché tutti stanno correndo a vedere C'è ancora domani?


Genere: drammatico, commedia
Durata: 118 minuti
Regia: Paola Cortellesi
Uscita in Italia: 26 Ottobre 2023 (cinema) / 31 Marzo 2024 (Netflix, Sky)
Paese di produzione: Italia

La risposta che mi sono dato è che è vero che il passaparola ha dato una buona spinta al film, ma di fondo ci deve essere altro o lo strascico si sarebbe fermato presto.
C'è ancora domani racconta lo spaccato di una Italia nel secondo dopoguerra, quando l'economia e la società stavano ancora riprendendosi, ma si slega dal suo preciso contesto storico.
Delia (Paola Cortellesi appunto) vive in un modesto sottoscala insieme al marito Ivano (Valerio Mastrandrea), ai tre figli e al suocero allettato. Fa di tutto per la sua famiglia, inclusi tre diversi lavori, ma ciò nonostante è maltrattata da tutti, sia dal marito che dal suocero, fisicamente e psicologicamente. Eppure Delia continua ad andare avanti, perché è quello il ruolo della donna in quel periodo, di qualunque estrazione sociale essa sia, anche sotto il peso delle continue proteste della figlia Marcella che la reputa molle e incapace di reagire.

Quello che non ha ancora realizzato la ragazza è che però Delia sta facendo di tutto anche per lei, e non solo. 
Paola Cortellesi si è infatti cucita addosso un ruolo universale, non di una donna e di non solo una generazione, ma di tutte le donne che hanno attraversato, attraversano, ed attraverseranno quanto sta capitando a lei. Eppure la sua Delia, resiliente, si rialza, continua, fino a quel domani che appunto potrebbe cambiare le sorti di tutti.
È per questo che secondo me C'è ancora domani sta avendo così successo: riesce a raccontare una storia che in un modo o nell'altro è appartenuta a tutti e che tutti dovrebbero ascoltare. 
Un racconto generazionale, di padri che infondono nei figli degli atteggiamenti tossici, ma anche di donne che hanno condiviso nel tempo queste esperienze ed hanno cercato di tramandarne il meglio alle generazioni successive, come fa Delia con Marcella.

La stessa Cortellesi in un paio di interviste che ho sentito ha dichiarato che ha voluto tradurre in immagini quelli che erano i racconti delle sue nonne e bisnonne, e che la mia generazione ricorda bene perché era quello che anche i miei nonni raccontavano a me. Per questo ha scelto il bianco e nero: non solo perché ispirata ai film dell'epoca, ma anche perché, immaginando quelle storie, è spontaneo pensarle così monocromaticamente.

Ma C'è Ancora Domani si slega però dal contesto storico, sia perché manda un messaggio chiaro che le donne del passato hanno trasmesso e vogliono trasmettere alle donne di oggi e del futuro, sia per come racconta la storia di Delia. 
La stessa protagonista non è una figura di primo piano, è una donna comune, normale, come tantissime, che però diventa un simbolo più ampio, e che soprattutto, come tante altre, ha contribuito a tessere il tessuto socio-culturale-politico.

Eppure Delia, come molte altre prima e dopo di lei, subisce in più ambiti della sua vita il suo essere donna, dal lavoro, dove finisce per prendere meno di un apprendista uomo, solo perché donna, alla famiglia, eppure prova man mano a ribellarsi, a chiedere, a cercare di capire.
Se state pensando però che C'è ancora Domani sia un mattone moralista che vuol fare la lezioncina di rispetto ed educazione, vi sbagliate. C'è infatti una ironia costante, intelligente, amara, che fa parte di quei ricordi che le nonne ci raccontavano come dicevo sopra, perché era un po' il loro modo di esorcizzare la realtà difficile, ma che rende la visione ancora più piacevole. Letteralmente in sala chiunque rideva. 
I momenti più surreali, e la colonna sonora contemporanea contribuiscono ulteriormente a dare respiro, a sottolineare come meriti più attenzione il contenuto che il mezzo.

È anche efficace il modo in vengono mostrate le violenze subite da Delia, non mostrate in modo splatter, ma quanto basta per essere evidenti. 

Il nuovo film di Paola Cortellesi è un adatto a tutti, perché chiaro, non banale, comprensibile, ha anche un buon ritmo, ed un paio di colpi di scena che stravolgono la narrazione, gli danno quel pizzico di tensione che crea suspense. Lei poi è una attrice che riesce a raccogliere un pubblico trasversale.
La sua prima regia mi è sembrata pulita, elegante e non troppo elementare come ci si possa aspettare, anche perché Paola Cortellesi ormai ha tanti anni di esperienza alle spalle. Il cast che la affianca è capace a rivestire ruoli che hanno delle sfumature o che semplicemente sanno farle da spalla, come Emanuela Fanelli.

C'è ancora domani è un film che dà speranza e che mi ha emozionato, non solo per il messaggio che vuole trasmettere, ma anche per il cinema italiano stesso, dimostrando che il passato può essere ancora attuale senza dover usare la chiave della nostalgia. 

Il film dovrebbe arrivare in streaming dal 31 Marzo 2024 su Netflix e Sky/Now.

Questi sieri viso costano solo 3.90€ ma sono stati un acquisto avventato... Cosa salvo?

Quando ho scoperto i sieri viso di Delia Cosmetics pensavo di aver fatto un affare, mi sentivo quasi furbo ed invece poi utilizzandoli mi son un po' pentito.


Di Delia Cosmetics vi avevo parlato qui: è una azienda polacca con una scelta sconfinata di prodotti, molti dei quali al di sotto dei 10 euro, e, da quel che ho visto, con delle formulazioni comunque non proprio banali. Sono state proprio le formulazioni ad attirarmi verso alcuni dei loro sieri viso, ma allo stesso tempo, preso dalla foga non ho notato alcuni piccoli problemi. 
Infatti, nonostante questi serum Delia siano economici, tutte le confezioni sono da appena 10ml, rendendo il rapporto quantità prezzo sbilanciato. Inoltre sono tutti contenuti in flaconi che credo siano più grandi, per cui danno l'impressione di essere ancora meno in quantità.
Cosa peggiore però, ho trovato che, in alcuni di questi sieri viso, il contagocce non consentisse un ottimale prelievo del prodotto, con un conseguente spreco. Ma non è tutto da buttare, vediamo cosa salvare.


Delia Cosmetics Gold & Collagen No Wrinkle Multi-Active Serum
Siero illuminante antirughe


INFO BOX
🔎 Online, Notino
💸 €3.90
🏋 10 ml
🗺 Made in Polonia
⏳ 6 Mesi
🔬 //

Inizio forse con quello che è stato l'acquisto più avventato fra questi sieri viso, ovvero questo Gold & Collagen, che dovrebbe avere benefici trasversali, idratando la pelle, rendendola più liscia e luminosa. Questo dovrebbe avvenire grazie alla presenza di glicerina, acido ialuronico e collagene, che hanno benefici idratanti e condizionanti per la pelle, uniti a un composto patentato chiamato Hydromanil, che aiuta ad evitare la disidratazione della pelle. Troviamo anche estratto di riso che ha potere lenitivo, e due derivati della vite, l'estratto delle foglie e le cellule staminali, che sono fonte di antiossidanti. Personalmente credo poco ai benefici dell'oro colloidale che, sebbene non sia un ingrediente dannoso, fino ad ora pare abbia dimostrato solo un effetto lenitivo leggero, ma non ci sono studi che confermino il suo effetto anti age.

Il No Wrinkle Multi-Active Serum Delia Cosmetics è gradevole nell'utilizzo perché è un siero acquoso, con un profumo leggerissimo, e che su di me si assorbe velocemente. Lui è uno di quelli che ho fatto un po' fatica a prelevare col contagocce, ma c'è un aspetto che non ho gradito: per replicare la presenza di oro colloidale, sono dispersi nel siero dei microglitter, mica essenzialmente, che dovrebbe contribuire ad illuminare l'incarnato. Mi ha ricordato un vecchissimo siero di Cien (non più in vendita) che non avevo amato, anche perché non noto questi benefici di luminosità, ma mi sembra semplicemente di aver disperso sul viso un prodotto con particelle illuminanti.

Quindi per me questo siero Delia Cosmetics, seppur non abbia grossi problemi, non è stato una scoperta, ma più una delusione. Sulla mia pelle è idratante, lascia il viso abbastanza elastico, ma non va ad appesantire, né mi è sembrato appiccicoso. Ma non noto alcun effetto anti age, anche solo un temporaneo effetto lifting o distensivo. Tra l'altro essendo così poco non ho potuto nemmeno tentare di capire se col tempo riuscisse ad apportare dei bene a lungo termine. 


Delia Cosmetics Professional Face Care Collagen Serum
Siero antirughe idratante intenso per viso, collo e décolleté


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Ve lo piazzo subito dopo il Gold & Collagen Serum perché questo altro Siero Delia è praticamente la versione ripulita e semplificata dello stesso prodotto. Condividono infatti molti degli stessi ingredienti come collagene appunto, glicerina, acido ialuronico e appunto quel brevetto chiamato Hydromanil.
In questo caso abbiamo invece l'olio di semi d'uva e troviamo anche pantenolo.
Si tratta sempre di un siero gelloso ma leggermente lattiginoso, e c'è sempre una fragranza piacevole e fresca.

Anche questo Collagen Serum Delia è abbastanza facile da utilizzare, il contagocce in questo caso preleva molto meglio il prodotto e ne basta poco per coprire viso e collo. Inoltre non si è comportato male quando l'ho stratificato insieme ad altri sieri o creme. È insomma quello che mi ha dato più soddisfazione e che sono riuscito anche ad utilizzare meglio.

E tra l'altro mi sembra il siero più onesto fra questi di Delia Cosmetics: promette infatti di idratare la pelle e prevenire la disidratazione, e vi riesce.
Io infatti trovo che svolga bene questa sua funzione, che mi lasci la pelle in uno stato di comfort e idratazione appunto e che non sia esageratamente appiccicoso.

Non ha in fondo dei veri e proprio aspetti negativi, se non appunto le quantità perché anche se non serve troppo prodotto, comunque ci si fa ben poco con solo un flacone. Nel giro insomma di un paio di utilizzi, di giorno e di sera, ho fatto fuori questo Collagen Serum Delia senza eventualmente notare altro oltre la temporanea idratazione. 


Delia Cosmetics Professional Face Care Hyaluronic Acid
Siero rimpolpante e idratante intenso all'acido ialuronico per viso, collo e décolleté


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🏋 10 ml
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Uno dei motivi per cui mi sono pentito di aver acquistato in massa questi sieri Delia è il fatto che alcuni fra di loro si somigliano fin troppo. Ad esempio questo Hyaluronic Acid Serum è molto simile in termini di ingredienti a quello al Collagene: troviamo infatti l'Hydromanil, la glicerina, l'estratto di vite, quello di riso e ovviamente l'acido ialuronico. Insomma cambiando l'ordine dei fattori la somma non cambia, o cambia poco. Lo Hyaluronic Acid di Delia infatti è un tipico siero in gel fluido, trasparente e anche in questo caso una consistenza facile da stendere e per fortuna anche da prelevare con il contagocce, senza sprechi.

Leggera è anche la profumazione, e in generale non ho aspetti negativi legati all'uso del prodotto, ma in fondo nemmeno per quanto riguarda la sua efficacia. Su di me si assorbe infatti bene, anche se forse è leggermente più appiccicoso, come spesso accade con i sieri a base di acido ialuronico, ma non per questo è fastidioso o pesante sul viso. Inoltre credo dia una buona idratazione alla pelle, lasciandola elastica.

Se amate questo attivo in generale potrebbe piacervi anche questo siero di Delia Cosmetics, io onestamente preferisco dare questo spazio nella mia skincare ad altri ingredienti.
Siamo infatti sommersi di prodotti con acido ialuronico (anche in questi sieri come avete visto abbonda) quindi non ha senso per me acquistare un prodotto che lo contenga in modo esclusivo, ma soprattutto personalmente non ho mai notato questa azione rimpolpante che molti vantano. Anche con questo Hyaluronic Acid non noto un particolare beneficio da questo punto di vista, se non il comfort e indubbiamente la piacevolezza che può dare un viso idratato, che è ovviamente meglio di uno secco e sciupato. 

In breve questo prodotto Delia Cosmetics lo posso inserire fra i sieri che salvo, che penso si possa adattare a pelli miste, normali e secche, ma non è qualcosa che ricomprerei.



Delia Cosmetics Professional Face Care Vitamin C Serum
Siero illuminante con vitamina C per viso, collo e décolleté



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La delusione più forte è stato questo siero con Vitamina C, uno degli attivi che amo di più e che, avrebbe anche un INCI ben fatto, ma nell'uso mi ha convinto molto poco. È arricchito da Sodio Ascorbil Fosfato, una forma stabilizzata e idrosolubile di Vitamina C, ma ho notato fra gli ingredienti anche ascorbil palmitato e acido ascorbico, quindi immagino che, nonostante non sia riportata alcuna percentuale penso che questo siero Delia abbia abbastanza attivi da poter funzionare.
Gli ingredienti di contorno sono poi molto interessanti: troviamo anche un peptide, il Matrixyl, ma anche tocoferolo, pantenolo, lecitina insomma tutte sostanze benefiche.

In questo caso il siero è più una cremina fluida che però l'applicatore preleva a fatica, anche se poi sul viso si stende con facilità ed ha un profumo gradevole. Su di me ad esempio si assorbe in fretta e facilmente e può essere utilizzato anche con altri prodotti sieri e creme senza problemi.


Vi dicevo quindi che gli attivi di questi Vitamin C Serum Delia ci sono e sono validi ma non si ha secondo me il tempo di poterli apprezzare perché il prodotto dura poco, e purtroppo prelevarlo completamente non è semplice, per cui c'è anche uno spreco.
Posso dirvi che lascia la pelle morbida e idratata, che non unge o appesantisce ma parlare di luminosità o compattezza sarebbe dovermi inventare una recensione di sana pianta. 

Ho visto però che Delia Cosmetics produce questo siero anche in un formato più grande, che credo però sia di un'altra linea, ma che sembra avere la medesima formulazione (come spesso accade nei brand economici con tanti prodotti) ma conosco già altri sieri con vitamina C economici ed efficaci, ve ne ho parlato nelle ultime recensioni, quindi non dedicherei del tempo e quei pochi euro a questo questo di Delia.



Delia Cosmetics Professional Face Care Stem Cells
Siero rassodante e antirughe intenso alle cellule staminali per viso, collo e décolleté



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Insieme al siero alla vitamina C, questo Stem Cells ha una consistenza più corposa, una sorta di gel crema che si preleva con difficoltà con il contagocce. Per fortuna si stende bene sul viso e si è comportato bene con gli altri prodotti a cui l'ho affiancato.
Questo siero viso Delia ripresenta alcuni degli ingredienti a cui avevo fatto riferimento precedentemente, come le cellule staminali e l'olio di semi d'uva, il Matrixyl ed il collagene solubile. Noto poi nell'INCI alcuni oli come quello di cotone, che danno un effetto nutriente (ma sempre leggero) al prodotto.

Il Stem Cells Serum dovrebbe quindi essere un prodotto rivolto a pelli più mature, che cercano un effetto anti età trasversale. Io l'ho trovato un prodotto carino, ma che, purtroppo, come per gli altri non ho avuto modo di poter vedere gli effetti nel tempo, sia perché il siero ha una quantità esigua, sia perché appunto prelevarlo al meglio è scomodo. 

Posso dirvi che idrata la pelle, non la unge e non la appesantisce, che la ammorbidisce, ma purtroppo per vedere altri benefici probabilmente avrei dovuto acquistarne 10 confezioni. Non ho visto infatti una azione rassodante, compattante o illuminante. 

Probabilmente, con un pack e delle quantità differenti, questo siero Stem Cells poteva essere per me un ottimo acquisto perché ha gli ingredienti che ricerco (è un po' il riassunto degli altri se ci pensate) racchiusi in una texture differente dai soliti sieri in gel o acquosi, e che potrebbe anche adattarsi a vari periodi dell'anno e a diverse necessità cutanee. Con queste caratteristiche purtroppo è stato un prodotto che poco ha influito sulla mia pelle e che non riacquisterei. 



Con queste recensioni, piene di alti e bassi, non voglio bocciare il brand Delia, che sicuramente tornerò ad acquistare. Voi che esperienza avete con questo marchio?



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