Non so bene cosa sia successo ma fra aprile e maggio abbiamo assistito ad un bombardamento di novità musicali che nemmeno a mettersi d'accordo si riusciva a creare. Non parlo della prima scappata di casa con le extension attaccate male, o della band composta da imberbi ragazzetti, ma di nomi importanti e comunque noti del panorama musicale internazionale.
Ad aprire le danze è stata Sara Bareilles che il 5 Aprile ha pubblicato Amidst The Chaos, il sesto album della cantautrice, che dopo quattro anni di assenza, anzi forse qualcuno in più considerando che il disco precedente era una sorta di soundtrack, è tornata con degli inediti.
Vi sarà capitato di sentire qui e lì Fire, che non è propriamente il primo singolo estratto, ma è quello che si è fatto notare un po' di più. La verità è che a me Sara sta molto simpatica, credo sia bravissima a scrivere, e lei poi è una sempre impegnata, anche a teatro, e meriterebbe più attenzioni perché nei suoi brani ci mette sempre soul e ti arriva qualcosa, ma questo disco è troppo monocorde.
Mi spiego meglio: ascoltato con attenzione si coglie il talento ed il lavoro che c'è dietro, ma il mio orecchio non è stato rapito da una sonorità particolare. I pezzi con più mordente si fanno desiderare, e le ballate sono davvero troppo malinconiche, accompagnate da un ritmo che trovo un po' antico.
Sempre ad inizio Aprile ho notato il ritorno di una cantante che se non conoscete non possiamo essere amici. Vi ricordate Nobody's Wife? Era la fine degli anni '90 e nonostante fossi un pischelletto me la ricordo bene e mi piaceva moltissimo. Era interpretata da Anouk, una cantante olandese che nel corso degli anni ha comunque continuato a produrre musica praticamente costantemente, nonostante non credo abbia avuto grande riconoscimento all'estero. Il 5 aprile Anouk ha però pubblicato un nuovo brano che ho apprezzato e si intitola It's A New Day.
Anouk riesce meglio di Sara Bareilles ad omaggiare tantissime donne che, nel corso di secoli diversi, sono riuscite a farsi notare, a lasciare una impronta, ad essere coraggiosamente di ispirazione per le generazioni a venire. Da Nefertiti a Meghan Markle, da Lady Diana a Giovanna d'Arco, non manca praticamente nessuno in questa dedica simpatica ma diretta.

Non so se ci sia dietro un album o qualche altra novità, ho visto che Anouk aveva già pubblicato a febbraio un altro singolo, intitolato Million Dollar, che ha tutt'altro stile e argomento e non mi ha detto nulla, e a metà aprile ha rilasciato il video di una vecchia canzone, un po' random. Insomma per adesso ci accontentiamo.
Zompettiamo avanti nel corso di aprile e arriviamo all'ingorgo peggiore.
Il 14 Aprile viene pubblicato il primo album degli LSD, intitolato Labrinth, Sia & Diplo Present... LSD.

Non credo ci sia molto da aggiungere: avevo già detto qui che il progetto di questi tre artisti mi stava piacendo, dai brani alla presentazione, con questo stile psichedelico e cartoon, però devo dire che l'album non aggiunge nulla di più, ma resta lo stile giocoso e colorato che avevamo già visto.
Mi piace che comunque il fatto che vocalmente sia un album equilibrato dove non primeggia troppo Sia, ma anche Labrinth ha modo di mostrare la sua bellissima voce.
Ci si chiude in una maggiore serietà in pezzi come Heaven Can Wait e It's time, che è forse l'unica vera ballata del disco, in cui si palesa una certa malinconia nel ritmo più lento. Per il resto però nulla di imprevisto rispetto a quanto avevamo già sentito, ed alla fine va bene così per un primo lavoro, perché comunque LSD tiene compagnia e credo che sia quello l'intento di tutto il progetto.
Poco oltre la metà aprile invece diversi artisti si sono tutti affannati a pubblicare singoli ed album nemmeno fosse una gara.
Intanto una mega collaborazione anche in questo caso con nomi come Justin Bieber, Ariana Grande, Ed Sheeran, Meghan Trainor, John Legend, i Backstreet Boys e tanti altri, che il comico e rapper americano Lil Dicky ha raccolto in un brano intitolato Earth.
Earth è un brano associato ad una causa più che valida: cercare di combattere il surriscaldamento globale. Dietro insomma si cela una campagna di raccolta fondi e non solo per questa causa. La canzone comunque non la trovo tremenda, forse un po' buonista, ma alla fine credo si rivolga principalmente alle nuove generazioni (visti anche gli artisti coinvolti), per cui credo vada bene così.
In questo marasma, mi ha colpito invece la scelta di pubblicare alcune parti della soundtrack della ottava stagione di Game of Thrones, ma soprattutto come questa è stata impostata. Sin da subito hanno lanciato una bomba con il pezzo cantato da Florence + the Machine, che si intitola Jenny of Oldstones.
Una ballata folk che è stata inserita anche all'interno della serie come una sorta di cantata bardica in previsione della battaglia. Il brano secondo me è perfetto: si adatta all'occasione in cui è stato inserito, si adatta alla stile e alla voce di Florence Welsh e più in generale al mood medievaleggiante di Game of Thrones. Tuttavia la soundtrack della serie, For the Throne, che è stata pubblicata il 26 Aprile, ha sonorità decisamente diverse e più moderne, e si capisce già dalla seconda canzone che hanno estratto, Power Is Power.
Un terzetto di nomi che i più giovani conosceranno: SZA, The Weeknd e Travis Scott, per un unico brano, ma la soundtrack è costellata di artisti più o meno noti, come Ellie Goulding, Matt Belamy, James Arthur e l'emergente Rosalía. Si passa dall'hip hop al rap all'rnb, e tutto con un unico filo conduttore, ovvero le vicende della serie. Se amate Game of Thrones secondo me la troverete una figata e sarà interessante vedere come collegheranno certi brani alla serie.
Aprile ha visto il ritorno tanto atteso di Madonna, che per quanto mi riguarda ha tirato fuori un brano peggio dell'altro. Il primo, Medellín, insieme al cantante colombiano Maluma, è una roba così scontata e già sentita, che se la mandate in velocità sembra una canzone qualsiasi di Jennifer Lopez.
Personalmente trovo particolarmente fastidiose le parti bisbigliate, ed immagino che tenere quella benda sull'occhio tutto il tempo debba essere particolarmente scocciante, ma più in generale il pezzo è noioso e tutto il circo di balli, inseguimenti, sguardi languidi è antico.
Un quadro antico mi sembra anche il secondo pezzo estratto dall'album, I Rise, una di quelle ballate che dovrebbero essere ispirazionali e motivanti ma che mi risulta estremamente noiosa e ripetitiva.
In questo contesto, Crave, uscita ieri, sembra quasi carina, ma presa da sola risulta comunque un filler per un album, poco accattivante sia emotivamente che musicalmente, che inizia e finisce senza raccontare realmente qualcosa.
Ora, Madonna, ascoltami, non c'entra nulla l'età, nessuno ti sta dicendo che avendo superato i 50 tu non possa essere sexy e provocante. Il problema è che continui a portare avanti un'immagine che risulta forzata, a tutti i costi esagerata, dove sembra che cerchi di scimmiottare le artiste più giovani ed al tempo stesso farlo passare come arte, come qualcosa che ti renda al di sopra di tutti.
Un esempio? La storia di Madame X (che dà il titolo all'album in uscita il 14 Giugno) l'aveva già tirata fuori Christina Aguilera nel 2010, capisci che ad essere vecchio non sei tu ma il tuo progetto? Capisci che è inutile spingerlo come fosse rivoluzionario perché "tu non fai mai quello che ti dicono" quando, stando a quanto abbiamo sentito, non c'è nulla di nuovo? Perché invece non porti avanti un lato più intelligente ed ironico?
Mi raccomando il 18 Maggio, all'Eurovision Song Contest, cerca di fare una bella performance.
Il fatto che non sia age shaming il mio, è dimostrato da ben due circostanze. La prima è che ho trovato simpatica la canzone di Ivana Spagna, che si è unita anche in questo caso con un cantante colombiano, tale Jay Santos, dal titolo Cartagena, che è praticamente la versione più cheap e che vuol prendersi meno sul serio di Medellín.
Non prendetemi per scemo, è vero che non è una roba rivoluzionaria ed innovativa che scalerà le classifiche, ma Cartagena è radiofonica, estiva, giusta per quel che si promette di fare, senza essere pesante, somiglia a tante altre canzoni che abbiamo sentito e sentiremo, ma credo di aver ascoltato ben di peggio.
La seconda situazione è che invece non ho apprezzato il nuovo singolo anche di una collega più giovane di Madonna che proprio il 26 Aprile è tornata con tanto di countdown su Instagram. Mi riferisco a Taylor Swift che ha congiunto le forze con Brendon Urie frontman dei Panic! At The Disco, in una canzonetta che personalmente ho trovato stridula: ME!.
Video bellissimo, è vero, tutto a suon di greenscreen e CGI, ma è simpatico, colorato e intrattenitivo, ma la canzone è la solita tiritera che racconta la solita storiella dove lei è la vittima, ma soprattutto sempre lei che è la meglio di tutti, non ne trovi un'altra uguale manco a pagarla. Un po' piagnona, un po' egoriferita.
ME! sta ovviamente avendo già successo per cui non credo che a Taylor Swift interessi che a me il suo pezzo non piace.
Sempre il 26 aprile si sono palesati due ritorni annunciati, di cui avevo parlato qui.

L'altra parte di album, invece, è fatto di brani che cercano di recuperare terreno dando più profondità all'insieme. My Attic appunto, Courage, Circle Game, secondo me creano uno stacco abbastanza palese, ma non tanto perché siano brani di una classe e intensità estrema, quanto perché le altre canzoni per me sono decisamente cheap. Quindi Hurts 2B Human galleggia in una via di mezzo: non credo sia un brutto disco, non credo nemmeno sia il migliore di Pink.
In questo caos devo ammettere che ho prestato poca attenzione alla seconda parte dell'album di Marinaand the Diamonds, che aveva presentato la prima parte ad inizio Aprile, ma ha completato il suo Love+Fear il 26 aprile.
Non voglio però prendermi tutte le colpe in questo caso perché credo di aver preferito comunque la sezione Love più di Fear, dove non mi ha colpito in particolar modo alcun brano. Un esempio: Soft to be Strong non può minimamente fare a gara con End of The Earth, né tanto meno con To be Human, per mettere a confronto solo i pezzi più lenti. L'insieme funziona, ma forse avrei preferito un'altra disposizione dei brani, così sinceramente avrei notato forse meno questo sbilanciamento.
Trasportiamoci in Italia, dove le uscite più interessanti sono decisamente più sporadiche. Il 26 aprile, perché evidentemente la voce dall'America deve essersi sparsa, è tornata una cantante di cui personalmente non sono un fan, ma la canzone non mi dispiace.
Si chiama Pioggia Viola, ed è cantata da Chiara Galiazzo.
Erano due anni che Chiara non si presentava con un nuovo singolo e credo che un po' i fan iniziassero a preoccuparsi.
Confesso che questa nuova canzone non l'ho sentita passare in radio, e magari è colpa mia che sono distratto, ma non mi sembra un inizio col botto. J-Ax alla fine non è Re Mida e non può trasformare in successo tutti i featuring che fa. Però Pioggia Viola non è male, una canzone adatta a questa primavera, per quanto temo non farà molta strada.
Elisa invece ha pensato bene che al fatto che non avesse una canzone per questa primavera/estate 2019, così ha preso un suo vecchio pezzo, Vivere Tutte Le Vite, ha messo un po' da parte l'ukulele ed ha congiunto le forze con Carl Brave per rinfrescare il brano.
Ad aprire le danze è stata Sara Bareilles che il 5 Aprile ha pubblicato Amidst The Chaos, il sesto album della cantautrice, che dopo quattro anni di assenza, anzi forse qualcuno in più considerando che il disco precedente era una sorta di soundtrack, è tornata con degli inediti.

Mi spiego meglio: ascoltato con attenzione si coglie il talento ed il lavoro che c'è dietro, ma il mio orecchio non è stato rapito da una sonorità particolare. I pezzi con più mordente si fanno desiderare, e le ballate sono davvero troppo malinconiche, accompagnate da un ritmo che trovo un po' antico.
Credo che Amidst The Chaos non abbia l'intensità dei lavori precedenti e non basta il fondo socio-politico che guarda al panorama attuale, a farlo risaltare. Certo, Armor, che anche dal video richiama il movimento #MeToo, si fa notare.
Così come non passa del tutto inosservato il featuring con John Legend anche perché è l'unico e spunta lì in mezzo come un piccione in mezzo ad una frotta di oche, ma è proprio l'emblema di come questo ultimo album di Sara Bareilles sia per le mie orecchie troppo moscio, con pochi punti luminosi che non bastano come appigli di salvezza.
Così come non passa del tutto inosservato il featuring con John Legend anche perché è l'unico e spunta lì in mezzo come un piccione in mezzo ad una frotta di oche, ma è proprio l'emblema di come questo ultimo album di Sara Bareilles sia per le mie orecchie troppo moscio, con pochi punti luminosi che non bastano come appigli di salvezza.
Sempre ad inizio Aprile ho notato il ritorno di una cantante che se non conoscete non possiamo essere amici. Vi ricordate Nobody's Wife? Era la fine degli anni '90 e nonostante fossi un pischelletto me la ricordo bene e mi piaceva moltissimo. Era interpretata da Anouk, una cantante olandese che nel corso degli anni ha comunque continuato a produrre musica praticamente costantemente, nonostante non credo abbia avuto grande riconoscimento all'estero. Il 5 aprile Anouk ha però pubblicato un nuovo brano che ho apprezzato e si intitola It's A New Day.
Anouk riesce meglio di Sara Bareilles ad omaggiare tantissime donne che, nel corso di secoli diversi, sono riuscite a farsi notare, a lasciare una impronta, ad essere coraggiosamente di ispirazione per le generazioni a venire. Da Nefertiti a Meghan Markle, da Lady Diana a Giovanna d'Arco, non manca praticamente nessuno in questa dedica simpatica ma diretta.
Non so se ci sia dietro un album o qualche altra novità, ho visto che Anouk aveva già pubblicato a febbraio un altro singolo, intitolato Million Dollar, che ha tutt'altro stile e argomento e non mi ha detto nulla, e a metà aprile ha rilasciato il video di una vecchia canzone, un po' random. Insomma per adesso ci accontentiamo.
Zompettiamo avanti nel corso di aprile e arriviamo all'ingorgo peggiore.
Il 14 Aprile viene pubblicato il primo album degli LSD, intitolato Labrinth, Sia & Diplo Present... LSD.

Non credo ci sia molto da aggiungere: avevo già detto qui che il progetto di questi tre artisti mi stava piacendo, dai brani alla presentazione, con questo stile psichedelico e cartoon, però devo dire che l'album non aggiunge nulla di più, ma resta lo stile giocoso e colorato che avevamo già visto.
Mi piace che comunque il fatto che vocalmente sia un album equilibrato dove non primeggia troppo Sia, ma anche Labrinth ha modo di mostrare la sua bellissima voce.
Ci si chiude in una maggiore serietà in pezzi come Heaven Can Wait e It's time, che è forse l'unica vera ballata del disco, in cui si palesa una certa malinconia nel ritmo più lento. Per il resto però nulla di imprevisto rispetto a quanto avevamo già sentito, ed alla fine va bene così per un primo lavoro, perché comunque LSD tiene compagnia e credo che sia quello l'intento di tutto il progetto.
Poco oltre la metà aprile invece diversi artisti si sono tutti affannati a pubblicare singoli ed album nemmeno fosse una gara.
Intanto una mega collaborazione anche in questo caso con nomi come Justin Bieber, Ariana Grande, Ed Sheeran, Meghan Trainor, John Legend, i Backstreet Boys e tanti altri, che il comico e rapper americano Lil Dicky ha raccolto in un brano intitolato Earth.
Earth è un brano associato ad una causa più che valida: cercare di combattere il surriscaldamento globale. Dietro insomma si cela una campagna di raccolta fondi e non solo per questa causa. La canzone comunque non la trovo tremenda, forse un po' buonista, ma alla fine credo si rivolga principalmente alle nuove generazioni (visti anche gli artisti coinvolti), per cui credo vada bene così.
In questo marasma, mi ha colpito invece la scelta di pubblicare alcune parti della soundtrack della ottava stagione di Game of Thrones, ma soprattutto come questa è stata impostata. Sin da subito hanno lanciato una bomba con il pezzo cantato da Florence + the Machine, che si intitola Jenny of Oldstones.
Una ballata folk che è stata inserita anche all'interno della serie come una sorta di cantata bardica in previsione della battaglia. Il brano secondo me è perfetto: si adatta all'occasione in cui è stato inserito, si adatta alla stile e alla voce di Florence Welsh e più in generale al mood medievaleggiante di Game of Thrones. Tuttavia la soundtrack della serie, For the Throne, che è stata pubblicata il 26 Aprile, ha sonorità decisamente diverse e più moderne, e si capisce già dalla seconda canzone che hanno estratto, Power Is Power.
Un terzetto di nomi che i più giovani conosceranno: SZA, The Weeknd e Travis Scott, per un unico brano, ma la soundtrack è costellata di artisti più o meno noti, come Ellie Goulding, Matt Belamy, James Arthur e l'emergente Rosalía. Si passa dall'hip hop al rap all'rnb, e tutto con un unico filo conduttore, ovvero le vicende della serie. Se amate Game of Thrones secondo me la troverete una figata e sarà interessante vedere come collegheranno certi brani alla serie.
Aprile ha visto il ritorno tanto atteso di Madonna, che per quanto mi riguarda ha tirato fuori un brano peggio dell'altro. Il primo, Medellín, insieme al cantante colombiano Maluma, è una roba così scontata e già sentita, che se la mandate in velocità sembra una canzone qualsiasi di Jennifer Lopez.
Personalmente trovo particolarmente fastidiose le parti bisbigliate, ed immagino che tenere quella benda sull'occhio tutto il tempo debba essere particolarmente scocciante, ma più in generale il pezzo è noioso e tutto il circo di balli, inseguimenti, sguardi languidi è antico.
Un quadro antico mi sembra anche il secondo pezzo estratto dall'album, I Rise, una di quelle ballate che dovrebbero essere ispirazionali e motivanti ma che mi risulta estremamente noiosa e ripetitiva.
In questo contesto, Crave, uscita ieri, sembra quasi carina, ma presa da sola risulta comunque un filler per un album, poco accattivante sia emotivamente che musicalmente, che inizia e finisce senza raccontare realmente qualcosa.
Ora, Madonna, ascoltami, non c'entra nulla l'età, nessuno ti sta dicendo che avendo superato i 50 tu non possa essere sexy e provocante. Il problema è che continui a portare avanti un'immagine che risulta forzata, a tutti i costi esagerata, dove sembra che cerchi di scimmiottare le artiste più giovani ed al tempo stesso farlo passare come arte, come qualcosa che ti renda al di sopra di tutti.
Un esempio? La storia di Madame X (che dà il titolo all'album in uscita il 14 Giugno) l'aveva già tirata fuori Christina Aguilera nel 2010, capisci che ad essere vecchio non sei tu ma il tuo progetto? Capisci che è inutile spingerlo come fosse rivoluzionario perché "tu non fai mai quello che ti dicono" quando, stando a quanto abbiamo sentito, non c'è nulla di nuovo? Perché invece non porti avanti un lato più intelligente ed ironico?
Mi raccomando il 18 Maggio, all'Eurovision Song Contest, cerca di fare una bella performance.
Il fatto che non sia age shaming il mio, è dimostrato da ben due circostanze. La prima è che ho trovato simpatica la canzone di Ivana Spagna, che si è unita anche in questo caso con un cantante colombiano, tale Jay Santos, dal titolo Cartagena, che è praticamente la versione più cheap e che vuol prendersi meno sul serio di Medellín.
Non prendetemi per scemo, è vero che non è una roba rivoluzionaria ed innovativa che scalerà le classifiche, ma Cartagena è radiofonica, estiva, giusta per quel che si promette di fare, senza essere pesante, somiglia a tante altre canzoni che abbiamo sentito e sentiremo, ma credo di aver ascoltato ben di peggio.
La seconda situazione è che invece non ho apprezzato il nuovo singolo anche di una collega più giovane di Madonna che proprio il 26 Aprile è tornata con tanto di countdown su Instagram. Mi riferisco a Taylor Swift che ha congiunto le forze con Brendon Urie frontman dei Panic! At The Disco, in una canzonetta che personalmente ho trovato stridula: ME!.
Video bellissimo, è vero, tutto a suon di greenscreen e CGI, ma è simpatico, colorato e intrattenitivo, ma la canzone è la solita tiritera che racconta la solita storiella dove lei è la vittima, ma soprattutto sempre lei che è la meglio di tutti, non ne trovi un'altra uguale manco a pagarla. Un po' piagnona, un po' egoriferita.
ME! sta ovviamente avendo già successo per cui non credo che a Taylor Swift interessi che a me il suo pezzo non piace.
Sempre il 26 aprile si sono palesati due ritorni annunciati, di cui avevo parlato qui.
La prima è la nostra Alecia Beth Moore, per gli amici P!nk che dopo una serie di singoli ha rilasciano l'album completo, Hurts 2B Human.

In linea generale non lo trovo un brutto album, posso ascoltare tutti i tredici brani di fila senza annoiarmi, ma Hurts 2B Human mi ricorda molto Beautiful Trauma, tanto da sembrami una costola di quel precedente lavoro. Happy mi ricorda Barbies, Courage ha qualcosa di Wild Hearts can't be broken, così come è un po' banale la chiusa di entrambi gli album con due pezzi molto lenti, puliti, quasi bisbigliati. Questo ultimo album di P!nk però secondo me è un disco spaccato in due: ci sono canzoni che strizzano troppo l'occhio alla radiofonicità con cui perdono di spessore.
L'altra parte di album, invece, è fatto di brani che cercano di recuperare terreno dando più profondità all'insieme. My Attic appunto, Courage, Circle Game, secondo me creano uno stacco abbastanza palese, ma non tanto perché siano brani di una classe e intensità estrema, quanto perché le altre canzoni per me sono decisamente cheap. Quindi Hurts 2B Human galleggia in una via di mezzo: non credo sia un brutto disco, non credo nemmeno sia il migliore di Pink.
In questo caos devo ammettere che ho prestato poca attenzione alla seconda parte dell'album di Marina
Non voglio però prendermi tutte le colpe in questo caso perché credo di aver preferito comunque la sezione Love più di Fear, dove non mi ha colpito in particolar modo alcun brano. Un esempio: Soft to be Strong non può minimamente fare a gara con End of The Earth, né tanto meno con To be Human, per mettere a confronto solo i pezzi più lenti. L'insieme funziona, ma forse avrei preferito un'altra disposizione dei brani, così sinceramente avrei notato forse meno questo sbilanciamento.
Trasportiamoci in Italia, dove le uscite più interessanti sono decisamente più sporadiche. Il 26 aprile, perché evidentemente la voce dall'America deve essersi sparsa, è tornata una cantante di cui personalmente non sono un fan, ma la canzone non mi dispiace.
Si chiama Pioggia Viola, ed è cantata da Chiara Galiazzo.
Erano due anni che Chiara non si presentava con un nuovo singolo e credo che un po' i fan iniziassero a preoccuparsi.
Confesso che questa nuova canzone non l'ho sentita passare in radio, e magari è colpa mia che sono distratto, ma non mi sembra un inizio col botto. J-Ax alla fine non è Re Mida e non può trasformare in successo tutti i featuring che fa. Però Pioggia Viola non è male, una canzone adatta a questa primavera, per quanto temo non farà molta strada.
Elisa invece ha pensato bene che al fatto che non avesse una canzone per questa primavera/estate 2019, così ha preso un suo vecchio pezzo, Vivere Tutte Le Vite, ha messo un po' da parte l'ukulele ed ha congiunto le forze con Carl Brave per rinfrescare il brano.
L'operazione per me è riuscita a metà: Vivere tutte le vite non mi piaceva già prima, per cui non mi basta che la acceleri un po', la remixi e me la servi con qualche strofa rap. È la tipica operazione che attira un pubblico giovane e l'attenzione delle radio, ma che su di me, che non ho più nulla di giovane, fa poco appeal. Il video di Vivere tutte le vite è comunque simpatico e sono certo che la sentiremo in giro.
Direi che questa Playlist possa concludersi ampiamente qui, spero che maggio si riveli un po' più tranquillo o di questo passo mi si fondono le orecchie.






























