mercoledì 8 luglio 2020

Dramageddon 2... un anno dopo: cosa è successo fra Tati, James, Jeffree e Shane?

Un anno fa nella beauty community americana di YouTube si era scatenata una guerra fra alcuni degli influencer più seguiti dell'intera piattaforma: Tati Westbrook, Jeffree Star, James Charles. Una faida che sembrava stesse trovando la sua risoluzione dietro le quinte, e di cui, se volete conoscerne l'origine potete leggere qui, ma che è ritornata più prepotente che mai proprio nelle ultime settimane, e con l'aggiunta di un nome altrettanto noto, ovvero Shane Dawson.
Per spiegare come la questione si sia riaperta e perché quest'ultimo sia entrato nel secondo capitolo del Dramageddon dobbiamo però fare un passo indietro.



Prima di proseguire, sappiate che la situazione è particolarmente complicata, basata molto più sulla parola dei singoli che su prove concrete, per cui tenterò di ricostruire una cronistoria esplicativa di quanto è accaduto. È un puzzle in cui tutti i pezzi, sebbene sembrino staccati, alla fine si riuniscono. Inoltre vi anticipo che si tratta di argomenti seri, di persone accusate di reati pesanti, e spero di non urtare la sensibilità di nessuno. Ovviamente, se così fosse, chiudete senza remore.

Dopo il video "Bye Sister", con cui Tati aveva scatenato il panico nella community, sembrava che ognuno stesse ritrovando il proprio posto: James Charles da un lato, con il video "No More Lies" aveva riconquistato il suo pubblico e chiarito tutte le accuse che gli erano state mosse; e la stessa Tati, dall'altro, era ritornata con le sue review e imbellettamenti.
Tutto bello, fino a quando, ad aprile di quest'anno, Jeffree Star, viene intervistato su Dahvie Vanity, il leader di una band di musica dance che prende il nome di Blood on the Dance Floor, nata ai tempi di MySpace. Vanity è stato accusato, più volte nel corso degli anni, di diversi reati, fra cui abusi sulle sue fan minorenni.


Jeffree collaborò con la band intorno al 2009, per poi accusare nel 2010 Dahvie di "atti orribili", ma torna a lavorare di nuovo con la band nel 2012, e la supporta fino al 2014. Solo di recente Jeffree Star ha preso una posizione più neutra, dichiarando nel podcast del giornalista Chris Hansen, che all'epoca vi erano molte maldicenze su Dahvie Vanity, ma che lui non aveva mai assistito personalmente alle molestie del cantante.




















Se vi chiedete cosa c'entri tutto questo con il famoso Dramageddon, è presto detto: in un altro podcast, chiamato Mom's Basement, Jeffree è stato ancora una volta intervistato sulla faccenda di Dahvie Vanity, ma gli è stata posta una domanda più diretta sul caso James Charles del 2019, visto che le accuse mosse ai due erano paragonabili. Jeffree ha ammesso di avere ancora delle prove contro Charles, che non lo considera una vittima e che il suo intento non era di distruggere la carriera del ragazzo, perché quella è stata colpa del video di Tati Westbrook, grattando quindi, con le sue unghiette coperte di Swarovski, una ferita ancora non rimarginata.


Già in questi podcast iniziava a circolare il nome di Shane Dawson, e l'internet non ci ha messo molto a pensare che anche lui avesse un ruolo nella vicenda che riguardava i tre moschettieri del contouring Tati/James/Jeffree, e non solo per la sua docuserie su Youtube che racconta "Il meraviglioso mondo di Jeffree Star", poi diventata un contratto milionario per Shane grazie alla linea di make-up "Conspiracy", nata ad hoc dalla collaborazione appunto con Jeffree.
Solo teorie di Twitter, che però hanno iniziato a trovare fondatezza anche nelle parole di chi ha conosciuto Shane e Jeffree di persona. Il primo a farsi avanti è stato Kam Lester, un altro beauty influencer e make-up artist di Youtube, che ha denunciato, in una diretta su Instagram, le sue ragioni per cui non avrebbe più supportato Jeffree (e il suo brand di cosmetici) e Shane Dawson.


Kam racconta che Jeffree è stato di grande aiuto per la sua carriera su Youtube, anche facendolo partecipare ad una campagna pubblicitaria della Jeffree Star Cosmetics, dandogli quindi una visibilità importante. Tuttavia, fin dall'inizio della loro "amicizia", ha notato più di qualche comportamento strano: in particolare Kam pare abbia assistito ad una chiamata fra Jeffree e Shane Dawson, il quale insultava ed imprecava contro James Charles, con somma sorpresa di Kam, visto che Shane non ha mai dimostrato nei suoi video online un carattere particolarmente iroso. La chiamata sarebbe avvenuta a Febbraio 2019, prima dello scoppio del Dramageddon 2.0, quindi antecedente al video di Tati "Bye Sister".

Nella sua live, Kam ammette di aver avuto paura a parlare contro uno degli youtuber più seguiti e danarosi, ma che nel corso del tempo si è reso conto di essere stato usato in quanto ragazzo nero da sfruttare nelle campagne pubblicitarie di Jeffree, per aggiungere una quota di inclusività e dimostrare di aver superato il suo passato razzista.
Le mura damascate che proteggono Jeffree Star hanno iniziato sempre più a tremare quando si sono aggiunte molte altre voci pronte a sottolineare le falsità e le doti manipolatorie del miliardario stellato.
Prima Tab David, modello ed amico di vecchia data di Jeffree, che in un video racconta che questo non è affatto cambiato, ma continua ad avere atteggiamenti razzisti e diffamatori, oltre a parlare male alle spalle dei suoi presunti amici, dimostrando una doppia faccia online e offline.


A Tab sono poi seguiti a ruota due canali Youtube, o meglio due drama channel, Ashlye Kyle e Sanders Kennedy, i quali, con tanto di screenshot dei messaggi, hanno iniziato a raccontare come Jeffree Star li abbia imbeccati con notizie su quello che stava per accadere prima dei due Dramageddon, quindi sia nella caduta di Laura Lee e Manny Mua, che lo scorso anno nell'attacco a James Charles.
In particolare, nei messaggi inviati a Ashlye Kyle, Jeffree passava dallo spettegolare sul fatto che James avesse fatto delle operazioni di chirurgia estetica, a battute più dirette in cui lo accusava di essere un predatore sessuale.
Ashlye Kyle ammette che all'epoca si sentiva onorata di avere un rapporto amichevole con una celebrità come Star, ed il fatto che lui le desse queste informazioni sottobanco l'ha aiutata parecchio nel far crescere il suo canale, ed addirittura, le notizie che lo youtuber le passava, le hanno consentito di guadagnare quasi 38mila dollari in un mese con i suoi video, grazie a questa fonte di prima mano.


Anche Ashley, col senno di poi, ha capito che pure lei è stata utilizzata come pedina, affinché la storyline che Jeffree voleva mandare avanti contro James Charles potesse essere diffusa.
Tra i messaggi di Ashley ritorna, in modo del tutto inatteso, il nome di Shane Dawson, e lì le voci che anche lui fosse in qualche modo un burattinaio dietro gli attacchi all'allora diciannovenne James, sono divampate, costringendolo ad un lungo chiarimento su Twitter, poi ovviamente cancellato, sulla sua posizione nel Dramageddon.


La lunga controrisposta di Shane non è stata da tutti apprezzata, anzi, per molti è stato un modo di darsi la zappa sui piedi: accusare di egocentrismo, superficialità e smodato amore per il "drama" la beauty community americana, e specie alcuni suoi esponenti, non è sbagliato, se non fosse che lui stesso è amico di uno degli Youtuber più problematici, ovvero Jeffree Star. Ci sono poi un paio di elementi che non vanno a suo favore, come sottolineare che "probabilmente Jeffree era contento di veder cadere un suo avversario" come James Charles, e che questo meritava una lezione di umiltà, cosa che sembra suggerire fosse contento di dargliela lui stesso. 

So che a questo punto sarete saturi di informazioni, ma prima di proseguire con ciò che è accaduto in questa seconda parte del Dramageddon, bisogna dare un'occhiata al quadro generale. Sull'onda del movimento Black Lives Matter sono riemerse alcune immagini e video che hanno peggiorato l'immagine di Jeffree Star e Shane Dawson
Il primo più volte in passato è stato accusato di razzismo, ma di recente sono state condivise sue foto dei primi anni del 2000 accanto alla Confederate Flag, simbolo di razzismo e oppressione, oltre al tentativo di creare un sito e una possibile linea di make-up chiamata Lipsticknazi.


In un lungo post su Twitter, e poi tramite Snapchat, Jeffree ha risposto che questi sono errori del passato e di cui si dice costernato, ma all'epoca era una persona diversa, che credeva che queste immagini potessero essere una forma d'arte.



Poche parole invece per quanto riguarda le "confessioni" di amici e colleghi, se non il voler evitare di ricadere in quella spirale di negatività, fatta di pettegolezzi, screenshot e botte e risposta senza fine.
Non pensate che prenda alla leggera della accuse di razzismo, ma il capitolo su Shane Dawson è ancora più disturbante e a tratti disgustoso.
Sono riemersi infatti alcuni suoi video in cui Shane utilizza la blackface, la brownface, linguaggi razzisti, xenofobi e irrispettosi. Ci sono poi insulti a persone disabili, e chiacchierate sull'ipotetico omicidio di una donna. Ma soprattutto sono stati diffusi video, presenti su un suo canale secondario chiamato ShaneDawsonTV, in cui Shane ha atteggiamenti, fa battute ed ha modi di fare molesti nei confronti di minori, il tutto filmato per il pubblico di Youtube. Non si tratta di un caso isolato, ma di comportamenti reiterati nel tempo, quando Shane era sicuramente più che maggiorenne. Non mancano anche atteggiamenti "strani" verso gli animali, così come in podcast più recenti, lo youtuber ha continuato a raccontare suoi pensieri deviati e offensivi. È una lista davvero lunga.



Non condividerò nulla dei video ormai cancellati che dimostrano i comportamenti razzisti e pedofili di Shane perché li trovo agghiaccianti, e comunque potete trovarli in rete, ma sicuramente hanno generato lo shock generale e reazioni di sdegno, rabbia e indignazione. L'aspetto più drammatico secondo me è che già in passato Shane era stato accusato per quei video, ed aveva fatto anche pubblica ammenda, ma quel materiale è rimasto in rete.
Ne è seguito un lungo video di scuse, in cui racconta che lo "Shane del passato" non conosceva quanto potesse essere irrispettoso il suo comportamento, ma pensava solo a creare contenuti shockanti, provocatori e che facessero divertire.


Le scuse di Shane Dawson hanno sortito repliche contrastanti: da un lato i fan più convinti lo hanno perdonato, in quanto non era il solo che, all'epoca, trovava divertenti quei personaggi e battute (e, tristemente, quei video facevano milioni di visualizzazioni), dall'altro, molti altri hanno considerato finte quelle scuse, affermando che, se avesse davvero considerato quel materiale offensivo, lo avrebbe rimosso prima che qualcuno glielo facesse notare, soprattutto perché quei video continuavano ad essere monetizzati e quindi a generargli profitto.
Le conseguenze più ampie non sono tardate ad arrivare: Youtube ha infatti demonetizzato tutti i canali di Shane, cosa molto rara specie con un creator così seguito e prolifico, Target, la catena statunitense di grande distribuzione, ha rimosso il suo libro dagli scaffali, Morphe ha fermato la distribuzione della linea di make-up in collaborazione fra Shane e Jeffree Star. Al momento Shane continua a perdere migliaia di iscritti dai suoi canali Youtube.
Sembrerebbe, e sottolineo il condizionale, che il dipartimento dello sceriffo di Los Angeles stia investigando su Shane Dawson, secondo quanto affermato da Sanders Kennedy.


Tutto questo può sembrare scollegato dalla questione del Dramageddon, ma ci aiuta a tratteggiare i caratteri dei personaggi coinvolti. Ad esempio, Shane Dawson si è sempre dimostrato sensibile ed empatico nei suoi video, specie ad esempio nei vari documentari sulla vita di Jeffree Star ed altri personaggi su Youtube, ma una persona così di cuore può realmente fare costantemente battute razziste e pedofile? Può avere come amici persone problematiche? È possibile che lo Shane sensibile, buono, un po' nevrotico e impacciato, non fosse altro che l'ennesimo personaggio messo in scena dallo youtuber?

Arriviamo al 30 giugno, quando, dopo un mese di assenza dai social, Tati Westbrook ha finalmente rotto il suo silenzio raccontando, con un lungo video su Youtube, tutti i retroscena accaduti dallo scorso anno fino ad oggi sullo scandalo che ha coinvolto lei e James Charles.


Essendo un video di quaranta minuti, non posso riassumerlo tutto, ma i punti secondo me da mettere in evidenza di "Breaking my silence" sono:
  • James e Tati si sono incontrati a Dicembre 2019 per parlare e confrontare i messaggi che avevano sulla faccenda; Tati si scusa pubblicamente con James Charles;
  • Tati afferma che il video Bye Sister non nasceva per un problema di concorrenzialità fra il suo brand di vitamine e quello sponsorizzato da James, ma per le bugie che le raccontavano Shane Dawson e Jeffree Star;
  • Tati ha avuto paura per la sua incolumità, tanto da aver raccolto tutti i documenti sulla questione e li ha consegnati ai suoi avvocati;
  • Grazie alla prima serie di Shane Dawson, Tati ha creduto che Jeffree fosse cambiato, e così si è avvicinata a lui, pensando di poter essere una buona influenza;
  • Tati afferma che aveva perplessità sugli atteggiamenti di James prima che scattasse lo scandalo di Maggio 2019;
  • Jeffree Star ha iniziato quasi subito a parlare male di James a Tati;
  • Tati credeva fosse solo mera rivalità, ma quando anche Shane Dawson si è schierato contro James Charles, ha iniziato a credere che quelle dicerie fossero vere;
  • La sera prima di filmare il video Bye Sister, Tati asserisce di aver ricevuto un audio da Jeffree Star di una delle probabili vittime di abusi di James Charles.
  • Tati ritiene che Jeffree e Shane fossero estremamente gelosi di James Charles, e volessero annientare il suo potere mediatico anche in vista del lancio della loro palette Conspiracy e del merchandise legato al documentario;
  • Sempre la youtuber crede che dietro a tutta la questione ci siano anche altre persone coinvolte.
Il video di Tati Westbrook ha scatenato tantissime critiche, in quanto molti non le credono perché, non avendo portato delle prove, sembra stia ripetendo lo stesso atteggiamento dell'anno scorso. Inoltre c'è chi sottolinea le discrepanze fra il modo di fare sicuro nell'accusare James nei video dell'anno scorso, e quello remissivo di adesso. Anche Tati sta perdendo al momento diversi iscritti al suo canale.
Non credere alle sue parole però mi riesce alquanto difficile, perché faccio fatica a figurare cosa avrebbe guadagnato nell'esporsi così, prendendosi sin dall'inizio tutta la responsabilità. Dall'altro lato invece Shane Dawson avrebbe potuto procurarsi materiale per una futura docu-serie che avrebbe fatto il botto, visto che si tratta dei canali più seguiti su Youtube, mentre Jeffree si toglieva di mezzo un grosso rivale. La voce di Tati mi sembra un tassello perfetto nel puzzle che già tante altre persone avevano predisposto, la chiusura del cerchio.



Tuttavia il video di Tati ha diversi punti deboli: avrebbe dovuto secondo me sottolineare maggiormente che James aveva un comportamento che non le piaceva o che comunque non condivideva, prima che conoscesse Jeffree e Shane. Così come avrebbe dovuto mettere in evidenza ancora più strenuamente che è stata lei a decidere di pubblicare il video Bye Sister, non perché aveva una pistola puntata alla testa. La parte peggiore è quando afferma che temeva che James Charles potesse commettere un gesto inconsulto per l'odio che stava ricevendo, ma per poi decidere comunque di pubblicare il video accusa.
Ma se il tentativo di Tati di ripulire il suo nome e fare chiarezza sulla faccenda può sembrare goffo o artefatto, è stata decisamente più imbarazzante la reazione di Shane in una diretta su Instagram.


Non solo non sembra nemmeno ascoltare cosa Tati stia dicendo ma si nota come vorrebbe imprecare, urlare e scalpitare, ma non può uscire dal personaggio buono e empatico. 
Ad oggi Jeffree Star e Shane Dawson non hanno risposto pubblicamente e ufficialmente alle accuse di Tati e non sappiamo se privatamente stiano preparando un contrattacco, magari sul piano legale. Solo James Charles, paparazzato in attesa di comprare qualcosa, ha detto di non voler dichiarare nulla sulla faccenda. Intanto pare che però lui e Tati abbiano ripreso a seguirsi su Instagram a dimostrazione che il rapporto fra loro è tornato su un piano civile. 
Spero che la faccenda trovi una sua risoluzione nelle sedi più corrette e non a colpi di video perché nessuno ne uscirà davvero vincitore e perché non credo di farcela più a sentir parlare di questi quattro.
Quello che importa è che chi fa parte della rete, sia come spettatore che come creatore di contenuti, riesca a costruire un ambiente positivo, maturo e interessante.





lunedì 6 luglio 2020

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Maschere in tessuto con buon INCI | BEAUTY FACE

La ricerca della maschera viso perfetta continua senza sosta, e nell'ultimo periodo ho avuto modo di mettere alla prova un brand che forse potrà piacere a molti di voi, ovvero Beauty Face.
Conosco questa azienda polacca da diverso tempo, e l'avevo notata proprio perché si concentrata su un range di prodotti per la cura del viso, che va dalle maschere appunto, ad alcuni sieri e patch per labbra e contorno occhi, tutti pieni di attivi interessanti e con INCI accettabili.
La gamma è decisamente ampia, quindi per il momento ho preferito iniziare ad esplorarla partendo da quattro maschere in tessuto Beauty Face.



Buona parte delle sheet mask della linea Intelligent Skin Therapy hanno il 99% di ingredienti di origine naturale, non contengono siliconici e parabeni, ma il tessuto ha una caratteristica particolare: è infatti derivato da foglie e bucce di banana che non solo è un'ottima fibra naturale ricavata da quelli che diventerebbero poi rifiuti organici, ma pare si crei un materiale perfetto per far sì che la pelle assorba al meglio gli attivi.
Beauty Face ha arricchito la sua linea di maschere con diversi ingredienti ad azione specifica per diversi tipi di pelle.
Partiamo dal tessuto di queste maschere Intelligent Skin Therapy che è sottile e delicato, ha una consistenza particolare, sembra quasi carta. La prima volta che le ho utilizzate mi si è strappato un angolo senza nemmeno fare chissà quale forza, ed ho capito che bisogna anche prestare un po' di attenzione quando si estrae la maschera dalla bustina. Dall'altro lato però, un tessuto così malleabile, mi ha consentito di aggiustare quei punti in cui mi può dar fastidio, come sul mio naso. La forma non è perfetta, su di me risulta un po' troppo tonda, ma non sono maschere scomode da tenere in posa.


BEAUTY FACE Intelligent Skin Therapy Face Mask Hyaluronic Acid
Maschera Viso Acido Ialuronico



Una delle cose che mi piacciono di Beauty Face è che indica abbastanza precisamente la destinazione di ogni maschera viso, suggerendo l'età e al tipo di pelle a cui si adattano meglio, e lo scopo a cui sono destinate. La Hyaluronic Acid ad esempio è indicata per pelli dai 25 anni in su (eccomi!) soprattutto quelle che hanno tendenza a perdere idratazione.
Il suo scopo è quello di
"idratare e nutrire la pelle, migliorarne l'elasticità e la compattezza, rinforzare la barriera lipidica e assottigliare le prime rughe e le linee di espressione."
Tutto questo dovrebbe avvenire grazie ad una combinazione di due forme di acido ialuronico, amino acidi, glicerina e tocoferolo.
Quello che posso dirvi della mia esperienza con questa maschera viso Beauty Face è che il profumo che emana è molto flebile, appena percepibile per me, e che sul viso è piacevole da lasciare agire grazie alla sua freschezza moderata.
Il siero è ben trattenuto dal tessuto ed è nella giusta quantità: non gocciola via, non resta sul fondo nella bustina ma finisce tutto sul viso. Inoltre la maschera ha aderito benissimo per tutto il tempo, ma questo riguarda tutte quelle che ho provato da questa linea Intelligent Skin Therapy.



Ci ha impiegato un bel po' prima che la maschera Hyaluronic Acid risultasse più asciutta, così come, una volta rimossa, ci son voluti alcuni minuti prima che il siero sparisse del tutto nella pelle. Mi piace che, anche per quanto riguarda i tempi di posa, Beauty Face specifica che possano andare dai 15 ai 30 minuti, o fin quando la pelle non ha assorbito tutto il siero, cosa che in genere faccio realmente.
Dopo averla usata, non posso che confermare le promesse che vi dicevo sopra: la Hyaluronic Acid Mask Beauty Face ha fornito alla mia pelle tutta l'idratazione di cui aveva bisogno in quel momento (anche se non sembra faccio le maschere in base alle necessità, non a caso) e soprattutto non mi è rimasta la pelle appiccicosa o appesantita come si può pensare con una maschera a base di acido ialuronico. La pelle inoltre era più tonica ma comunque elastica.
Pelli secche, un po' stressate, magari tiranti, fatevi sotto perché potrebbe piacervi.

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BEAUTY FACE Intelligent Skin Therapy Face Mask Oxygen
Maschera Viso Ossigeno Attivo



Credo che la Face Mask Oxygen non sia al più adatta a me visto che dovrebbe
"detergere delicatamente, fungere da antibatterico, tonificare e lenire, aiutare ad ossigenare la pelle, ridurre il rossore, le irritazioni e alterazioni cutanee"
In generale è indicata per una pelle dai 15 anni in su (età che ho superato da qualche anno) e per pelli soggette ad inquinamento e punti neri. Quello che a me incuriosiva è come ci potesse essere ossigeno all'interno di questa maschera Beauty Face. La verità è che ovviamente non c'è ossigeno all'interno dell'INCI, ma questa azione purificante, anti batterica e antiinfiammatoria dovrebbe essere data dalla alta percentuale di estratto di alga Aosa. Personalmente non ho mai letto che un'alga possa avere questo effetto sulla pelle, ma più in generale, da quel che so, ha un'azione umettante.
Beauty Face ha aggiunto estratto di centella (qui per scoprirne tutte le proprietà) e di aloe vera e credo siano le sostanze che hanno quella azione sfiammante e lenitiva. Anche in questo caso hanno aggiunto acido ialuronico, amino acidi e glicerina.



Vi dicevo che non ho più una pelle giovanissima e particolarmente impura, ma le ho dato una chance ed è stata una esperienza piacevole, almeno da un punto di vista dell'utilizzo. Mi aspettavo che la Face Mask Oxygen fosse fresca sul viso, ma in realtà non lo è stata per me una sensazione così palese, ed inoltre non ha profumo, aspetto che non mi dispiace.
Tuttavia non ho trovato in questa maschera Intelligent Skin Therapy una questa grande efficacia: la pelle aveva un aspetto leggermente più omogeneo ma nulla da farmi urlare al miracolo, era morbida e liscia e sicuramente idratata. Forse una pelle molto infiammata potrebbe vedere un risultato più evidente, io però non ho notato una azione lenitiva così spiccata sul mio viso. Non credo la ricomprerei perché non ho notato una azione specifica, ma ammetto che anche la Maschera Ossigeno Attivo Beauty Face non mi ha lasciato residui o il viso appiccicoso.

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BEAUTY FACE Intelligent Skin Therapy Face Mask Basil
Maschera Viso Basilico



Anche per questa Beauty Face, quello che mi aveva incuriosito è l'estratto di basilico, che non credo di aver mai provato, nonostante anche questa maschera sia rivolta a pelli giovani, che hanno bisogno di tenere a bada l'acne e le conseguenti irritazioni, e la produzione di sebo, quindi una tipologia di cute non proprio come la mia.
Ammetto che non conoscevo l'estratto di basilico come un agente purificante per la pelle, pare invece che l'olio essenziale della pianta, anch'esso presente nell'INCI di questa Face Mask Basil, abbia una azione riequilibrante per la cute e che sia anche antiossidante. Il tutto è supportato dall'estratto di cetriolo, che lenisce e rinfresca. Una insalata, per farla breve.
Tutta la posa è stata confortevole: anche la maschera Basilico non mi è sembrata rinfrescante, nonostante sia ben imbevuta, ed è rimasta incollata alla mia faccia per tutta la mezzora in cui l'ho lasciata agire. Non ha un odore distinguibile secondo me, ed è un peccato perché una maschera al profumo di pesto mi manca.



Mi aspettavo che il siero rilasciato dal trattamento fosse leggermente appiccicoso, caratteristica che avevo in effetti notato anche solo al tatto quando ho applicato la maschera, invece la pelle non aveva questo residuo, aveva assorbito completamente il siero ed era liscia e morbida.
Mi è sembrato che la Face Mask Basil Beauty Face abbia svolto la sua efficacia: la mia pelle dopo il trattamento appariva con un colorito più uniforme, i pochi rossori del mio viso erano più attenuati. L'idratazione che rilascia credo si adatti effettivamente ad una pelle acneica e grassa, visto che per me era proprio basic, ma in ogni caso ha dato supporto e comfort alla mia pelle, quindi la promuovo.

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BEAUTY FACE Intelligent Skin Therapy Face Mask Ginkgo Biloba
Maschera Viso Ginkgo Biloba



A questo punto mi prenderete per uno stupido, ma anche la maschera Ginkgo Biloba, non è, sulla carta, la maschera più adatta a me essendo rivolta a pelli dai 50 anni in su, ma prevenire è meglio che curare, e, a dirla tutta, non mi aspettavo che mi facesse tornare indietro nel tempo. Inoltre ha ingredienti che mi piacciono molto, come vitamina B3 o niacinamide, acido ascorbico, e acido ialuronico. Ovviamente c'è l'estratto di ginkgo, che ha effettivamente le proprietà promesse dall'azienda:
"nutre e idrata intensamente, aiuta a ridurre le rughe e le linee di espressione, rinforza i vasi sanguigni e migliora il tono e la consistenza della pelle"
L'esperienza generale è stata uguale a tutte le altre Beauty Face che ho provato, in termini di sensazione sulla pelle e di adesione ad essa. Anche la posa ha rispettato più o meno gli stessi tempi, sebbene ho notato che la maschera iniziava ad asciugarsi già dopo circa 15 minuti.




Dopo aver rimosso la Face Mask Ginkgo Biloba, ci sono voluti alcuni minuti affinché la sensazione di appiccicoso passasse, cosa che mi aspetto da una maschera per pelli più mature, su una pelle non proprio matura, ma fin da subito ho notato che il viso era luminoso, disteso e tonico, e ne ha giovato anche il colorito visto che mi è sembrato più omogeneo.
La maschera Ginkgo Beauty Face mi è sembrata un trattamento completo per pelli un po' più bisognose e segnate, ma la indicherei per pelli più disidratate, perché appunto quella vischiosità potrebbe non essere ben tollerata da pelli miste. Mi fa piacere che questa maschera si distingua, almeno sulla mia pelle, ad esempio dalla versione con acido ialuronico.

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La mia esperienza con Beauty Face è stata sicuramente fortunata e continuerà in altri modi, spero che per voi possa essere un brand interessante come lo è stato per me. Anzi fatemi sapere se avete già provato i trattamenti Intelligent Skin Therapy e cosa mi consigliate.




mercoledì 1 luglio 2020

|P_laylist|
È arrivata l'estate e purtroppo si sente

L'estate ormai si fa sentire, e non parlo solo per il caldo e le zanzare che ronzano la notte nelle orecchie, ma anche per tutte le nuove hit estive che stanno sbocciando in questi giorni. E a suon di mare, sole, playa, bonita, chiquita, il tormentone dell'estate 2020 è servito. Vi anticipo che questa P_laylist può essere un po' strana per il mix di generi e stili, ma queste sono le ultime novità musicali in cui sono incappato. Ma soprattutto preparatevi a picchi di trash.


Fedez, Robert Miles - Bimbi Per Strada (Children)


Sapevo che il mio idillio con la musica di Fedez non sarebbe durato molto, ed infatti con Bimbi per strada, uscita l'11 giugno, ritorno a non apprezzarla molto. Mi piace il concetto alla base del pezzo: un omaggio al dj Robert Miles scomparso prematuramente, e famosissimo soprattutto negli anni '90. Tuttavia il risultato finale, per quanto l'abbia ascoltato con piacere, non fa per me. Il video inquietante poi era evitabilissimo.

DJ Matrix, Cristina D'Avena, Amedeo Preziosi - Faccio la Brava


Credo sia passato in sordina, ma questo pezzo cantato da Cristina D'Avena secondo me è simpatico. Qualunque cosa cantati, suona sempre come una sigla di un cartone animato, e non credo sentissimo proprio l'urgenza per un nuovo pezzo dance, che tanto suona sempre banale e scontato, ma ripeto, l'accoppiata della voce di Cristina in un pezzo attuale come Faccio la Brava non mi è sembrata tremenda.


Boomdabash, Alessandra Amoroso - Karaoke


2020 e ancora le canzoni con "lu sule, lu mare, lu ientu". Devo esprimermi? Perché se lo faccio non posso non dire che la voce di Alessandra Amoroso in Karaoke mi risulta più fastidiosa del solito. Ma facciamo che non dico niente.

Charlie Puth - Girlfriend


Ciao Charlie, io pensavo che potessimo conoscerci, e magari col tempo diventare qualcosa di più. Ma poi le tue canzoni hanno iniziato a deludermi, ora parli di fidanzate con questo ritmo anni '80 che ormai ci ha stremati un po' tutti. Quindi direi che è meglio se restiamo amici, che ne dici?
Scherzi a parte, sono sicuro che Girlfriend piacerà alle radio, ma a me sembra molto molto banale.


Achille lauro Bam Bam Twist (feat. Gow Tribe, Frenetik & Orang3)


Comincio a non capire dove voglia andare a parare Achille Lauro che è passato dall'irriverenza di Me Ne Frego, al romanticismo di 16 Marzo, fino al mood retrò di Bam Bam Twist. Non che sia un male o che siano brutti pezzi, ma diciamo che non me li immagino tutti proprio dentro un album.


Beyoncé - BLACK PARADE


Giorno 19 giugno, in occasione del Juneteenth, ovvero il giorno della celebrazione della emancipazione dalla schiavitù negli Stati Uniti, Beyoncé ha pubblicato un nuovo singolo in supporto non solo a questo giorno particolare ma più ampiamente a tutta la comunità e al periodo di crisi che si sta vivendo in America. Ora, slegando la canzone da qualunque collegamento socio-culturale, a parte il testo interessante, ricco di riferimenti, questo modo di cantare di Beyoncé a me non piace.


Marina Rei - Dimenticarci


Marina Rei ritorna con un nuovo album, pubblicato il 26 giugno, ed intitolato Per essere Felici, ed io per un attimo mi sono incuriosito dei singoli che aveva lanciato, ma l'ultimo estratto, Dimenticarci, mi ha stupito. Mi chiedo chi abbia deciso nel suo team che fosse una buona idea far uscire nel pieno di giugno una canzone così lenta (per non dire lagnosa) che sembra quasi una interlude. 


Black Eyed Peas, Maluma - Feel The Beat


Mi mancano i Black Eyed Peas di una volta, quelli con Fergie che cantavano le canzoni della mia adolescenza. Ora, nonostante sicuramente il successo (almeno all'estero, qui in Italia non li ho sentiti), a me sembra solo che rincorrano dei suoni che vanno di moda, senza creare loro qualcosa di nuovo. 


Takagi & Ketra, Elodie - Ciclone ft. Mariah, Gipsy Kings, Nicolás Reyes, Tonino Baliardo


Nomino ufficialmente Ciclone il tormentone dell'estate 2020. È vero che per fare una canzone ci sono voluti più di sette artisti, fra cui una Mariah non Carey, ma, secondo me, rispetto a quello che sentiamo in questo periodo, è un pelo più originale. Mi piace il concept del video di riprendere il film Il ciclone, e Elodie è semplicemente bellissima. 

Giusy Ferreri, Elettra Lamborghini - La Isla


Mi ha convinto anche l'accoppiata Ferreri-Lamborghini in La Isla, ma, per quanto sicuramente la sentiremo ovunque fino allo sfinimento, secondo me è abbastanza più banale rispetto a Ciclone, dal testo al ritmo latineggiante, fra la dance e il reggaeton. Diciamo un secondo posto.


Baby K - Non mi basta più (special guest Chiara Ferragni)


Più interessante, ma solo sulla carta, l'accoppiata Baby K con Chiara Ferragni, peccato che quest'ultima "canta" giusto due parole qui e lì. Nella lotta all'ultima hit di questa estate, secondo me Non mi basta più merita un terzo posto rispetto a Ciclone e La Isla. Mi sembra un po' troppo una canzone da giostra per adolescenti. E poi metterci Pantene in mezzo per fare lo spot non mi sembra una idea geniale. 


Bobo Vieri, Nicola Ventola, Lele Adani - Una vita da bomber


Chiusura trash con la prima canzone dell'ex calciatore Christian Vieri. Fa già ridere così, ma forse è peggio anche il video che sembra scimmiottare le clip americane, con piscine e ragazzette snodate, ma con un budget limitato. Insomma, una roba evitabile, che puzza un po' della mascolinità tossica che non sentiamo il bisogno di esportare, ma che temo avrà qualche spazio in radio. 

 Jerry Calà - Un metro indietro


Prima di giudicarmi male seguitemi nel ragionamento: non intendo dire che una canzone di Jerry Calà, quello dei film trash anni '80 e 90, possa essere bel pezzo o competere come tormentone estivo, però ammetto che, pur non avendo dietro una grande produzione, e un grande lavoro di ricerca del sound e del testo, è fatta bene. Un metro indietro credo sia attuale, gradevole ed ha un video simpatico. Non penso che la sentiremo in giro, ma credo che, rispetto a certe robe che sentiamo oggigiorno da chi invece fa il cantante di mestiere, possa funzionare. 


Fatemi sapere la vostra classifica su queste nuove uscite estive, che son curioso.



lunedì 29 giugno 2020

|Beauty Cues|
Tutto sulla Centella Asiatica e due prodotti TOP per il viso!

Sono arrivato tardi nel trend della cosmesi coreana, sebbene sia un mondo che mi attira molto, visto che tantissimi dei prodotti che provengono dalla K-Beauty sono decisamente rivolti alla selezione degli ingredienti più funzionali, a formulazioni ricche di attivi particolari e magari difficilmente reperibili dalle nostre parti.
Proprio nell'ultimo periodo ho usato due cosmetici coreani per il viso che contengono un ingrediente molto diffuso fra la cosmesi d'oriente ovvero l'estratto di centella asiatica.
Nota anche come gotu kola, o erba tigre, la droga di centella era molto sfruttata nella medicina cinese e ayurvedica, soprattutto come tonificante per la circolazione e i vasi sanguigni, ma quello che interessa a noi è l'impiego nella cosmesi, visto che la centella da un paio di anni a questa parte ha avuto il suo momento di riscossa ed è diventata molto diffusa anche nei nostri scaffali (qui tutti i prodotti che ho usato e la contengono).



Comunemente vengono associate all'estratto di questa pianta proprietà lenitive, idratanti, cicatrizzanti e antiinfiammatorie, ma pare ci sia anche altro.
I componenti della centella vengono chiamati centellosidi, ovvero asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e madecassico, delle saponine triterpeniche, che arricchiscono l'estratto di centella di ulteriori benefici. Per esempio l'asiaticoside e il madecassoside pare abbiano proprietà antiossidanti e addirittura di stimolare la sintesi del collagene I. L'acido madecassico è il componente qualificato a ridurre i rossori e le infiammazioni, mentre quello asiatico è deputato alla rigenerazione cutanea, e di conseguenza ha capacità cicatrizzanti e anti age.
Purtroppo come accade spesso per gli estratti naturali, non ci sono tantissime ricerche sulla reale efficacia, ma la centella asiatica sembra l'ingrediente ideale da avere nella nostra skin care.

Per questo l'ho messa davvero alla prova con due prodotti di Neogen Dermatology che fanno parte della linea Real Cica, tutta appunto a base di centella asiatica.



Neogen è un brand coreano che conosco ormai da tempo e che raccoglie una lunga lista di cosmetici per la cura della pelle con formulazioni interessanti, ma solo una vendita su Veepee mi aveva dato l'occasione per acquistare un paio di prodotti che credevo potessero fare un'accoppiata vincente simile a quella che avevo fatto con Nip&Fab, e ci sono riuscito. Pare che Neogen sia cruelty free, nonostante però sia disponibile nel mercato cinese che per legge richiede test sugli animali, ma non tutti i loro prodotti sono vegani. Real Cica è una linea con quattro prodotti, principalmente per la detersione del viso, che mi ha colpito molto appunto per la scelta degli ingredienti.


Neogen Dermalogy Real Cica Micellar Cleansing Foam
Detergente viso con estratto di centella



C'è secondo me un po' di confusione nel nome di questo Micellar Cleansing di Neogen, perché di "foam" non ha proprio nulla: è infatti una morbidissima crema, soda e leggermente gelificata, che non appena entra a contatto con l'acqua, si assottiglia ed emulsiona, diventando molto gradevole da massaggiare sul viso, ma non crea alcuna schiuma.
La linea Real Cica è ovviamente arricchita con estratto di centella, ma in questo detergente viso Neogen troviamo tutte quelle componenti che vi nominavo poco più sopra cioè asiaticoside, madecassoside, acido asiatico e madecassico. Ma tutto l'INCI del prodotto è una lunga lista di attivi: glicerina per idratare, insieme a ben tre diverse forme di acido ialuronico e la Ceramide NP (o 3) che si trova già naturalmente nella nostra pelle e aiuta a mantenere la salute, l'idratazione e la barriera protettiva della pelle.



Ci sono due poliidrossiacidi cioè gluconolattone e acido lattobionico.
Se non lo sapete, i poliidrossiacidi (abbreviati in PHA) sono definiti la nuova generazione di alfaidrossiacidi, perché sono degli esfolianti chimici ma che, per via della grandezza della molecola di cui sono composti, agiscono più in superficie eliminando le cellule morte in eccesso, ma con un basso impatto sensibilizzante sulla cute. I PHA pare abbiano anche un effetto antiossidante e in grado di rinforzare la superficie della pelle. Per questo sono adatti alle pelli più sensibili e secche, mentre sono meno indicati a chi vuole una esfoliazione profonda.
A dare un odore spiccatamente agrumato, fresco e pungente, Neogen ha aggiunto olio essenziale di bergamotto, e lo dico anche pubblicamente, non ho mai avuto problemi con gli oli essenziali, tanto più con prodotti a risciacquo.



Il Real Cica Micellar Cleansing Foam dovrebbe detergere la pelle e, proprio grazie alla presenza di poliidrossiacidi, avere una delicata azione esfoliante, ma la stessa Neogen dichiara che il suo pH è 5.5, quindi non mi sembra così acido da poter agire come un vero e proprio peeling. Ciò non toglie che questo detergente mi è piaciuto davvero tanto, per il suo potere di pulire il viso, lasciandomi la pelle molto morbida, decisamente luminosa e soprattutto elastica ed idratata. Non pensate che, essendo un prodotto in crema, appesantisca la pelle perché non è così: io stesso credevo che con l'arrivo delle alte temperature non sarebbe stato la scelta ideale per la mia pelle, che via via diventa più mista; invece mi son ricreduto perché lascia il volto fresco e pulito. L'unico inconveniente è che di tanto in tanto sugli occhi un po' mi pizzica, ma la stessa azienda dice di evitare gli occhi, quindi è solo colpa mia.
Ho usato il Cleansing Foam Neogen indistintamente mattino e sera, su pelle asciutta o inumidita, e la sua performance mi ha sempre soddisfatto. A renderlo un detergente viso valido si aggiungono la facilità nel rimuoverlo, la sua ottima resa, visto che non serve prelevare tanto prodotto, e la capacità struccante, che secondo me agisce anche su make-up più spessi e resistenti.

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💸 €14.99
🏋 200ml
🗺 Made in Corea
⏳  12 Mesi
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Neogen Dermalogy Real Cica Pad
Dischetti idratanti esfolianti con estratto di centella

Neogen ha trasportato tutti quegli ingredienti che troviamo nel Cleansing Foam, per creare l'essenza in cui ha immerso i Real Cica Pad. Dico immerso per non dire annegato, considerando che aprendo il barattolino, si vede proprio tutto il siero che hanno aggiunto. Si tratta appunto di dischetti in cotone, molto sottili e con una particolare trama, che, dopo la detersione, vanno strofinati sul viso evitando il contorno occhi. L'obiettivo di questi Pad è quello di rimuovere le cellule morte, non solo per via dei poliidrossiacidi, ma proprio grazie alla texture ruvida dei dischetti che creano una esfoliazione meccanica. Inoltre hanno tutti quegli ingredienti idratanti e addolcenti che Neogen ha inserito nella linea Real Cica


Non c'è un solo aspetto che non mi piaccia di questi dischetti. Intanto la profumazione: è agrumata e uguale a quella del detergente ma decisamente più delicata, infatti l'olio essenziale di bergamotto è più in basso nell'INCI. Mi piace il materiale con cui hanno fatto i Real Cica Pad perché sì, è morbido, ma lo senti lavorare sulla pelle, e soprattutto non si sfilaccia anche se lo strofino contro la barba, quindi non mi ritrovo il viso pieno di pelucchi. Io cerco di fare dei movimenti circolari, sia sul viso, ma anche sul collo, e se mi va anche sul petto.
Vi dicevo che questi dischetti sono molto imbevuti di siero, per questo hanno un ottimo rendimento. Ma non aspettatevi dei cottoncini gocciolanti, che insozzano ogni cosa, perché non è così, credo per il fatto che il siero di cui sono intrisi è lievemente gelloso per cui resta sul dischetto senza sporcare.


Anche nei Real Cica Pad Neogen il pH si attesta a 5.8, per cui non credo ci sia una potente esfoliazione chimica, ma è più l'azione meccanica dei dischetti che lasciano la pelle morbida e liscia, senza alcuna irritazione. Sono così delicati che potrei usarli quasi ogni giorno, ma ho optato per due volte a settimana. Usandoli la sera, i Real Cica Pad si comportano come un prodotto multiuso, tanto da prendere il posto di tonico e siero viso, proprio perché idratano a fondo la pelle, al punto che, specie nelle giornate più calde degli ultimi mesi, utilizzo solo loro. 



Dall'altro lato però, anche applicando questi pad insieme ad altri prodotti, non ho avuto problemi, perché tutti si assorbono bene come al solito. Il siero di questi pad che resta sul viso in genere mi si assorbe da solo, o al massimo, faccio un leggero massaggio così da farlo penetrare.
Questa morbidezza permane almeno per circa un paio di giorni, e soprattutto, anche la mattina seguente la pelle è soffice, luminosa e sana.
Non hanno bisogno di essere risciacquati non solo perché Neogen non lo indica ma soprattutto perché non lasciano la pelle appiccicosa o unta, quindi si beneficia di quegli ingredienti per tutta la notte. Cosa si può volere di più? Forse una confezione che preservi meglio questi dischetti, perché l'idea di ficcarci ogni volta le mani non mi sembra il miglior modo per evitare di contaminarli. 

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🏋90 pad/150ml
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La mia prima esperienza con Neogen Dermology è stata più che soddisfacente, se avete provato qualche prodotto di questa azienda magari fatemi sapere nei commenti cosa vi è piaciuto, e dovrei recuperare, e cosa no. 



venerdì 26 giugno 2020

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Acty Mask Contorno Occhi: funzionano?!

Il mese scorso, nella recensione delle maschere viso in hydrogel di Skin Station, ho nominato un brand che forse vi suonerà più familiare, ovvero Acty Mask, che è sempre un marchio italiano di trattamenti per il viso, che fa parte della Eurosirel.
Acty Mask ha un range ampio di maschere, patch e prodotti per la cura del viso, ma buona parte di questi cosmetici sono in hydrogel. Nell'ultimo periodo ho deciso di mettere sotto la mia lente di ingrandimento proprio gli ultimi arrivati ovvero le loro Hydrogel Eyes Contour Mask.



Acty Mask aveva già dei patch contorno occhi, i classici a forma di lunetta, ma l'anno scorso l'azienda ha ampliato la linea con quatto maschere che vanno invece ad abbracciare tutta la zona perioculare. Tutte queste maschere hanno lo stesso materiale che io definisco "cerotto" per via della parte plastificata esterna, e perché aderiscono alla pelle senza muoversi fin quando non decidiamo di toglierle. Non preoccupatevi però perché non fa male rimuoverle, non ci si strappa via i peli in quanto le maschere non hanno questo potere adesivo così impermeabile. L'azienda chiama il suo hydrogel DermoScience Cryo Effect, perché è una tecnologia studiata per dare una azione particolarmente rinfrescante.
Tutte le Hydrogel Eyes Contour Mask possono essere tenute in frigo per circa 15 minuti, per intensificare l'effetto rinfrescante, non lasciano residui essendo composte da un hydrogel "asciutto", ed hanno tutte una posa di circa 15/25 minuti, che corrisponde effettivamente al tempo che impiegano ad essere assorbite dalla pelle. Queste sono un po' le caratteristiche che accomunano queste maschere occhi ActyMask, ma ognuna ha le sue peculiarità.


Acty Mask Maschera Contorno Occhi Hydrogel Anti-inquinamento 
con Acqua Glaciale delle Alpi
Hydrogel eyes contour mask anti-pollution italian glacial alps water



La eyes contour mask anti inquinamento è un claim ambulante, e le promette un po' tutte: dovrebbe idratare, decongestionare, rassodare, proteggere dalle luci blu e dall'inquinamento, e ridurre le borse grazie all'effetto crio che si accentua in frigo. Ci manca solo che riesca a farti trovare marito e siamo a posto.
Questa varietà di effetti dovrebbe essere data da:
"Acqua delle Alpi italiane che dona idratazione, freschezza, ringiovanisce e lascia la pelle elastica;
Acido Ialuronico con tre pesi molecolari, crea un film di idratazione in grado di preservare l'elasticità della pelle;
Pronalen Bio Protect complesso di attivi naturali che contrasta l'effetto dell'invecchiamento sulla pelle causato dall'inquinamento atmosferico;
Vitamina E, dall'effetto antiossidante preserva la pelle dall'invecchiamento."
Il Pronalen Bio Protect è praticamente una miscela di estratti di ginseng, mela, pesca, grano e orzo e sembra abbia una funzione antiossidante in grado di proteggere la pelle da diversi tipi di inquinamento; inoltre nell'INCI di questa maschera contorno occhi ActyMask c'è anche estratto di peonia che avrebbe poteri anti age.



L'effetto ghiaccio in questo caso è assicurato, per me è stato davvero intenso anche senza metterla in frigo. Pur essendo composta da questo hydrogel "asciutto", l'eyes contour mask anti-pollution mi dava la sensazione di essere inumidita, un po' strano come feeling, anche perché ad esempio con le maschere Skin Station non ho avvertito questa sensazione.
Una volta rimossa ho notato che il contorno occhi era idratato, sebbene, avendola usata di sera, avrei sperato in qualcosa di più, ma per il giorno va benissimo. La zona intorno agli occhi mi sembrava più liscia, e grazie all'azione rinfrescante ho notato che questa Anti-pollution Acty Mask aiuta anche ad illuminare e a schiarire un po' la zona, specie se come me avete quell'alone grigiastro intorno l'occhio; non sperate però che abbatta l'occhiaia. Mica male da questo punto di vista, ma non posso dirvi nulla sia per quanto riguarda l'effetto anti inquinamento, che per la questione delle borse che non ho. La Maschera contorno occhi hydrogel Anti-pollution si adatta anche a nasi abbastanza delicati perché non ha un profumo particolarmente intenso.

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Acty Mask Maschera Contorno Occhi Hydrogel "Effetto Cenerentola"
Diamante Nero
Hydrogel eyes contour mask "Cindarella effect"



Questa Acty Mask è una maschera simpaticissima: ha il pattern di un merletto in pizzo ed è vellutata. Certo, ricorda più "50 Sfumature di Grigio" che Cenerentola, ma mi piace la ricercatezza dei questo dettaglio. Ovviamente non ha nessun particolare effetto sulla pelle, e infatti il disegno si era un po' rovinato quando ho aperto la confezione, ma fa nulla.
La Maschera Contorno Occhi Diamante nero è intrisa ovviamente con ingredienti "regali":

"Symlift® è un attivo naturale-brevettato che migliora e leviga la pelle invecchiata e stanca, riduce visibilmente le rughe, per un'azione levigante istantanea e visibile;
Coenzima Q10 esercita un'attività antiossidante che protegge le cellule dai danni dello stress ossidativo provocato dai radicali liberi, prevenendo l'invecchiamento della pelle e la comparsa di inestetismi del tempo;
Polvere di Diamante stimola la microcircolazione e migliora la carnagione della pelle."
Anche in questo caso abbiamo un brevetto, il symlift, che è composto da alcuni attivi naturali, come betaglucano, acido ialuronico ed estratto di orzo, e pare prometta un effetto liftante in cinque minuti.


Sulla mia pelle, questa Acty Mask mi è sembrata un pelo meno fresca della variante Anti-Inquinamento, ma comunque gradevole da lasciare agire su una zona in cui tendo ad avere tensione e stanchezza. L'adesione invece è la stessa: impeccabile anche stando seduti o andando in giro. Ancora una volta la profumazione è molto delicata.
Ho lasciata agire la Maschera Contorno Occhi Effetto Cenerentola per circa 30 minuti, ed alla fine si è praticamente scollata da sola. Ho subito riscontrato che ha reso la zona del contorno occhi decisamente più liscia e levigata, molto distesa, ma non mi ha creato quel fastidioso effetto tirante. Anche al tatto era morbida e, anche in questo caso, ho notato quell'azione decongestionante che rende lo sguardo più riposato, ed il cerchio scuro intorno agli occhi meno marcato.
Il potere idratante anche con questa maschera al diamante nero Acty Mask non è stato una cosa sconvolgente, ma se non avete esigenze particolari o volete un supporto extra alla vostra routine, vi potrà soddisfare.

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Acty Mask Maschera Contorno Occhi Hydrogel Effetto Filler
con veleno di vipera
Hydrogel eyes contour mask filler effect with viper venom



L'unica di queste maschere contorno occhi Acty Mask che è declinata in più varianti è proprio questa con veleno di vipera, e probabilmente da qualche parte nelle mie riserve ho anche la maschera viso.
So che a molti fa strano quando si parla di questo ingrediente, perché tutti pensano che qualcuno vada a strizzare i canini ad un serpente velenoso, ma in realtà è un tripeptide, quindi un aminoacido che sulla pelle ha un'azione definita "botox like", ovvero di rilassare le contrazioni muscolari topicamente, come appunto fa la tossina iniettata dai medici estetici. Lo stesso lavoro insomma svolto dalla Argireline. Oltre a questo peptide, la Hydrogel Eyes Contour Mask Filler Effect contiene:

"Acido Ialuronico, con 3 differenti pesi molecolari, creando un effetto idratante in grado di preservare l’elasticità della pelle;
Collagene, dall'effetto lifting, mantiene la pelle giovane e compatta."

Nell'INCI ho notato poi anche estratti di ginkgo e ippocastano, entrambi con proprietà anti-infiammatorie.



Ammetto che mi aspettavo che la maschera Hydrogel Effetto Filler avesse una stampa pitonata, avrei adorato. Purtroppo no, sembra a tutti gli effetti un cerotto beige. Sul resto non ho niente altro da aggiungere: è fresca più o meno come le altre Acty Mask, e resta sulla pelle senza alcuna difficoltà, anche se andate in giro a ballare. L'unica differenza è stata che mi sembrava leggermente più umida tanto che sul supporto in plastica si era leggermente spostata.
Anche in questo caso, la maschera con veleno di vipera ha idratato il contorno occhi, ed ha avuto una leggera azione illuminante della zona. Ma l'efficacia preponderante è l'azione distensiva e lifting: si vede e si sente parecchio sulla pelle come sensazione. A me non piace ed infatti è l'unica ragione per cui non riacquisterei il prodotto, ma comunque assolve la sua funzione se voi invece apprezzate questo tipo di trattamenti. Io non la ricomprerei solo per questa ragione a dirla tutta, ma  Ho notato, non so se sia stata solo colpa della mia distrazione, cosa possibilissima, che la maschera si è assorbita davvero in poco tempo.
Son curioso degli altri prodotti Acty Mask con veleno di vipera, specie del Gel Filler viso.

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Acty Mask Maschera Contorno Occhi Hydrogel Defaticante
Arancia e Mango
Hydrogel Eyes Contour Mask Anti Fatigue Orange and Mango



L'unica fra queste Hydrogel Eyes Contour Mask che ho messo in frigo prima dell'applicazione è stata proprio la maschera Defaticante, perché credevo fosse quella più indicata per essere in qualche modo potenziata dal freddo, ma non è diventata così rinfrescante una volta che l'ho applicata, forse per via delle alte temperature degli ultimi giorni.
Ad arricchire questa maschera anti fatigue Acty Mask ci pensano
"Acido Ialuronico, con 3 differenti pesi molecolari, in grado di preservare l’elasticità della pelle;
Succo d’arancia ed estratto di mango dalle proprietà energizzanti ed antiossidanti;
Formulazione arricchita con Vitamina E e Co-enzima Q10 per un effetto anti-age."
Anche in questo caso i claim si sprecano visto che, oltre a ad essere appunto defaticante, questa hydrogel mask dovrebbe idratare, avere un'azione anti età e ridurre le borse.



La particolarità di questa maschera contorno occhi Acty Mask è che ha un profumo buonissimo di mango che la rende piacevolmente tropicale. Non mi ha dato fastidio agli occhi, perché resta delicato, ma questo vale per tutta questa linea, se no ve l'avrei detto.
La  Anti Fatigue Mask ha sortito su di me un effetto distensivo, idratante e sicuramente decongestionante: sentivo il contorno occhi più fresco e sgonfio, in generale direi riposato. Tuttavia la sera in cui l'ho utilizzata, le mie occhiaie erano più marcate e mi aspettavo che agisse anche su questo problema. E lo so che era sperare tanto, ma da una maschera defaticante un po' me lo aspetto, invece, da questo punto di vista, agisce più o meno come le altre Acty Mask: ha una lieve azione illuminante, ma non riesce a contrastare la parte violacea. Resta comunque valida e la riacquisterei molto volentieri.

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Sono convinto che questo tipo di maschere in hydrogel Acty Mask siano perfette per chi non ama le maschere in generale: sono veloci e pratiche da fare, non lasciano residui da rimuovere, sono perfette per preparare la pelle, o meglio il contorno occhi, prima di un evento o di una giornata particolare. Mi piace che uniscano sia ingredienti con effetti più a lungo termine che dall'effetto istantaneo.




mercoledì 24 giugno 2020

Questi dovete vederli (se non lo avete già fatto)

Vi ho fatti scapocciare a suon di recensioni di serie tv, trascurando l'altro metodo di diffusione di materiali audiovisivi, ovvero i film. Anche in questo campo il mio elenco di titoli da voler recuperare è abbastanza nutrito, seppur sia più facile da gestire rispetto alla pletora di episodi di intere stagioni. In questo senso (lo so che suona malissimo, ma coglietene il verso più positivo), questo stop mi ha dato un po' di tempo per iniziare a sfoltire questa lunga lista di film.
Nell'ultimo periodo ho avuto modo di recuperare tre pellicole che sicuramente conoscerete, che probabilmente avrete visto anche voi, ma, se non lo avete ancora fatto, forse vi potrà interessare cosa ho da dire a riguardo.


Parasite (2019)


Quattro premi Oscar, una Palma d'Oro, un Golden Globe, due premi Bafta, un David di Donatello e chissà quanti altri awards credo vi bastino per capire come mai dovreste recuperare Parasite, e non debba dirvelo necessariamente io. Ma visto che siamo qui due parole devo spenderle.
La famiglia Kim è tanto unita quanto povera, vive di lavoretti, sussidi, abita in un angusto seminterrato sporco e senza alcun comfort, ma ha un'occasione particolare: un amico di Ki-woo, il figlio più grande dei Kim, infatti lo raccomanderà come maestro di inglese per la figlia dei signori Park, una famiglia molto facoltosa e un po' snob. Una volta assunto come tutor, Ki-woo con un escamotage riuscirà a far assumere anche la sorella Ki-jung come insegnante di arte per il figlio più piccolo dei Park, ma nascondendone la parentela. Da quel momento per i Kim sarà una scalata e lentamente anche i genitori dei due ragazzi riusciranno ad insinuarsi fra le mura della casa dei Park, truffandoli.


Parasite è un film eccellente sotto tanti punti di vista: superficialmente può sorprendere soprattutto la capacità di partire da una situazione quasi tragicomica, seppur amara, per poi avvilupparsi in un thriller drammatico dalle tinte più cupe. C'è però tanto altro: penso ad esempio alla sublimazione visiva che passa da una tecnica limata alla perfezione, nella regia di Bong Joon-ho curatissima e al tempo stesso scorrevole, che non si fa notare dallo spettatore pur puntando alla perfezione, e soprattutto ad un costante uso delle metafore e del contrappasso.
È una denuncia della società coreana certo, ma la storia di Parasite abbatte i confini, raccontando un problema che poi riguarda tutti: le divisioni sociali, soprattutto quelle economiche.


I Kim sembrano quasi dei topi, emanano cattivo odore, vivono in una piccola tana tutti insieme, si intrufolano in una realtà che non gli appartiene; i Park invece somigliano quasi a divinità dell'Olimpo, la loro abitazione è in alto, luminosa e grande, il cancello di casa loro sembra quasi la soglia del paradiso, e vivono in un universo tutto loro. Eppure, nonostante sembrino esseri superiori, non hanno quella fame di rivalsa che invece contraddistingue i Kim. Alla fine è tutta una questione di facciate e di costruzioni per entrambe queste famiglie: i Park sono persone vuote, che vivono secondo uno status da rispettare, i loro figli vengono presentati come degli eletti, con particolari sensibilità, ma alla fine sono due ragazzi comuni, forse non molto intelligenti, che hanno persino bisogno di tutor supplementari.


Vi dicevo quindi che quello di Parasite è una castello di sabbia cinetica: basterà poco a decomporlo, a far crollare quelle maschere, e a trasformare una storia che poteva sembrare quasi simpatica, in un caos di dimensioni drammaticamente importanti, ed anche con toni abbastanza crudi. Le cose devono ritornare in un loro equilibrio e solo lo scontro farà in modo che ciò avvenga.
Tutto questo è racchiuso in un film che ti tiene incollato da inizio a fine in cui queste ombre si espandono e si allungano inesorabilmente, in cui si passa da un sorriso, certamente amaro, alla tensione, terrore e disperazione. Non manca lo spazio per riflettere, così come tutto sommato alla fine ci lasciano un pensiero più poetico e quasi di speranza o, per meglio dire, illusione.


Se vi state chiedendo se, a questo punto, abbia la faccia tosta di trovare qualcosa che non vada anche in Parasite, sappiate che la risposta è sì. Ho notato che in più parti del film è necessario sollevare incredulità per fare in modo da accettare tutto ciò che accade, specie quando le cose si fanno più serie. Non voglio rivelare troppo a chi magari non l'ha visto, ma diciamo che la risoluzione mi è parsa sbrigativa, che non mi sembra realistico che nessuno, ma proprio nessuno, scopra cosa si celi nel villone dei Park, ed altre piccole e grandi incongruenze. Mi è mancata anche un po' di emozione ed empatia almeno per alcuni personaggi visto che, chi più chi meno, sono tutti inscatolati in uno stereotipo.
Non so inoltre come leggere quel finale poetico perché, alla fine si tratta di un'illusione visto che il film stesso ci insegna che per evolvere, si finisce per distruggere se stessi e gli altri.
Parasite ha comunque il merito di raccontare con uno stile eccelso e con originalità, con scene pazzesche e soluzioni narrative interessanti, un conflitto che dura da sempre e che forse per sempre resterà attuale.

Genere: drammatico, thriller
Durata: 132 minuti
Regia: Bong Joon-ho
Uscita in Italia: 7 novembre 2019 
Paese di produzione: Corea del Sud
Voto 8.5


Judy (2019)


Nel 1968 Judy Garland è ormai una star affermata in tutto il mondo, eppure la sua celebrità si sta via via spegnendo, soprattutto negli Stati Uniti. Le serve un nuovo guizzo, una nuova fetta di pubblico che la adora da sempre e da cui è rimasta lontana da troppo tempo. Per questo inizierà una tournée di cinque settimane a Londra, dove il pubblico la adora. Ma quella che sembra l'isola felice dopo i problemi finanziari e personali, non permetterà a Judy di fuggire dai suoi traumi e dai suoi mostri che la divorano dall'interno, che risalgono a quando intraprese la sua carriera nel mondo del cinema.
I concerti londinesi saranno complicati per Judy, ma soprattutto, saranno gli ultimi della sua vita.


Avevo un po' di dubbi su cosa avrebbe potuto trasmettermi questa sorta di biografia su Judy Garland, anche perché fra chiacchiere, premi e nomination raccolte a piene mani, avevo perso un po' il senso dell'orientamento su cosa aspettarmi. Tra l'altro non conoscevo così tanti dettagli della sua vita, eppure il film, nonostante non abbracci ogni singolo dettaglio della crescita di questa ragazzina con tanto talento, riesce a darci una costruzione dei passi che hanno reso quell'anima sempre più fragile, fino a sprofondare.


Judy riesce a darci un pezzo, forse il più drammatico, di una vita fatta di tante gioie, ma anche tanti dolori, di una attrice, cantante, ballerina, che viveva una sorta di equilibrio instabile: da un lato aveva bisogno di fare quello che sapeva fare meglio, di stare su un palco e ricevere l'ammirazione di un pubblico che l'amava tantissimo, dall'altro non essere in grado di uscire da un loop autodistruttivo fatto di farmaci, amori falliti e una forza che, sebbene riuscisse a rimetterla sempre in piedi, non le dava un attimo di tregua.


Inutile dirvi che, seppur con un cast valido, Renée Zellweger è il perno di tutto: è lei il magnete che ci tiene con gli occhi incollati allo schermo tutto il tempo, è lei che ha trasformato se stessa per rinascere Judy, nel viso, nella voce e nelle espressioni. Secondo me il suo lavoro, così come quello di chi ha creato trucco e costumi è eccellente; ho cercato alcuni vecchi filmati di Judy Garland per vedere le somiglianze e, a parte qualche smorfietta di troppo, la gestualità mi è sembra centrata. Posso dire però una cosa che mi renderà ancora più antipatico? Di tanto in tanto si notava che l'attaccatura della parrucca faceva un paio di pieghe sulle tempie. E ovviamente dove andava la mia attenzione?


Lo so sono pessimo, ma posso dirvi che Judy merita di essere recuperato, e che io stesso rivedrei con molto piacere, è un film che ho apprezzato molto, che ha quel sapore amaro della malinconia per averla persa troppo presto, ma dolce della gratitudine per aver avuto un talento così grande. Non preoccupatevi per le parti cantate perché non sono prevaricanti, ma ben calibrate e inserite ad arte. Judy riesce anche a darci un piccolo spaccato sulla comunità LBGT dell'epoca, ancora considerata la parte peggiore della società, e ce lo offre quasi come un riflesso fra diverse sofferenze, e, seppur sia solo una parte del film, ci spiega come la Garland sia diventata una icona a vita.

Genere: biografico, drammatico, musicale
Durata: 118 minuti
Regia: Rupert Goold
Uscita in Italia: 30 Gennaio 2020
Paese di produzione: Regno Unito
Voto 7.5

Bombshell - La voce dello scandalo (2019)


Cambiamo del tutto registro, ma solo in parte argomento, con Bombshell, la vera storia dello scandalo sessuale alla Fox News.
Nel 2016 infatti Gretchen Carlson, giornalista dell'emittente televisiva, è costantemente vessata da battute sessiste sul luogo di lavoro e sui social, e, decidendo di ribellarsi, viene sbattuta in un programma di secondo piano, nonostante gli anni di carriera. "Chi chiede la grazia si inginocchia", è questa la clausola per tornare al primo livello, ma Gretchen non ci sta, vuole abbattere questo schema di abusi e manipolazione, e per farlo andrà dritta al punto: denuncerà il leader di Fox News, Roger Ailes, per abusi sessuali. Questa non è una novità fra le pareti del quartier generale del canale: anche nel 2006 la giornalista Rudi Bakhtiar aveva provato a ribellarsi, venendo licenziata. Ma Gretchen scoperchierà il vaso di Pandora andando fino in cima alla faccenda, sperando che tutte le vittime di Ailes e del network si uniscano a lei. A quel punto, tutti si aspettano che un altro volto noto di Fox, Megyn Kelly, si esponga in favore o contro la Carlson, ma la voce di Megyn tarderà molto a farsi sentire e a diventare l'ago della bilancia.


Ritorna anche qui il tema degli abusi, sessuali, psicologici e di potere, di donne che vengono schiacciate ed usate, ma la chiave di lettura è più attuale ovviamente, visto che siamo alle soglie del movimento #MeToo.
Quella di Bombshell è una storia d'impatto, interessante, sicuramente dura e questo diciamo passa attraverso il film, ma non al 100% per via di alcuni fattori.
Intanto lo stile: più che un film drammatico o biografico, Bombshell ha le sembianze di un docufilm di inchiesta, tanto che le stesse protagoniste si rivolgono direttamente a noi spettatori per spiegarci qui e lì alcuni passaggi. Non so se sia stata una scelta voluta stilisticamente o dovuta al fatto che magari un pubblico internazionale potesse non conoscere i dettagli di una storia che riguarda, se presa tal quale, gli Stati Uniti, ma non è comunque un aspetto che mi ha convinto del tutto, perché credo tenda a creare un po' di distacco.


In generale il ritmo quasi concitato che vediamo nel trailer, e che sembra suggerire la struttura di una commedia dark, non è proprio quello del film, che invece prosegue fluido ma in modo placido, senza grossi slanci, se non alcuni tagli un po' netti. Letteralmente mi giravo un attimo ed il film era andato già un anno più avanti. Non ne risente però la piacevolezza, non è per questo un film complicato da seguire o che annoia.
Ammetto che però, come vi dicevo, l'effetto di Bombshell su di me non è stato così forte da lasciare il segno. Questo credo sia da imputare anche al fatto, che non è una storia che ci riguarda direttamente, che ci immerge nello showbusiness americano, e che magari può essere non facile da leggere per chi non conosce i valori politici che segue la Fox News, per quanto appunto quello degli abusi sessuali nell'ambito lavorativo è un argomento universale purtroppo.


Probabilmente una chiave di lettura diversa, una regia più forte, avrebbe creato più empatia proprio per la vicenda specifica e per i suoi protagonisti, e non solo perché lo spettatore può essere sensibile al tema. Come vi dico spesso, l'emotività deve andare da dentro a fuori, non al contrario. Noi sappiamo che è una vicenda difficile e scandalistica ma non ci viene presentata del tutto così.
Un altro motivo per cui guardare Bombshell è l'ottima interpretazione delle attrici, specie Nicole Kidman e Charlize Theron che sono perfette nei ruoli, anche grazie ad un make up cinematografico impeccabile. Mi ha convinto meno Margot Robbie, non tanto per l'idea di racchiudere nel suo personaggio un più un simbolo di diverse donne vittima di violenza, quanto perché questo ruolo timorato di dio, che ritorna spesso nelle sue interpretazioni, secondo me ne limita il talento.
Bombshell è un film da guardare perché ci porta un argomento importante, che è sempre bene conoscere e approfondire, ma non appesantisce, perché è ben recitato (infatti tutte le candidature a premi più o meno importanti riguardano proprio le attrici), perché è attuale e per quei (pochi) momenti di tensione papabile. Secondo me ha avuto fortuna nel capitare su Prime Video, perché funziona meglio su questo canale, o in televisione, piuttosto che al cinema.

Genere: biografico, drammatico
Durata: 109 minuti
Regia: Jay Roach
Uscita in Italia: 17 Aprile 2020/1 Luglio 20202 (al cinema)
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 6


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