Cosa (non) guardare questo Natale in streaming 🎄

Quando si avvicina Natale, mi piace fare scorpacciata di serie tv e film natalizi, ed è diventata un'abitudine parlarne anche qui sul blog. Negli anni infatti ho anche iniziato a raccontarvi cosa per me potrebbe essere una buona compagnia per le feste e cosa fareste meglio ad evitare. Qui ad esempio trovate le uscite in streaming dell'anno scorso,  qui invece i film del 2019 e le serie tv su Netflix.
Quest'anno ho pensato di andare un po' più ordinatamente in base alle diverse piattaforme. Ovviamente non potrò soffermarmi in recensioni arzigogolate, ma saranno più consigli su cosa eventualmente recuperare. 
Devo però mettere le mani avanti: nonostante i film e le serie tv a tema, secondo me, vadano approcciati alla leggera, giusto per fare atmosfera, perché difficilmente si tratta di prodotti particolarmente originali, quest'anno penso sia andata peggio del solito.


Apple TV +

Apple Tv è la piattaforma con l'offerta più scarna per Natale: non ci sono infatti produzioni recenti, ad eccezione di uno special musicale natalizio chiamato Mariah Carey's Magical Christmas Special, con appunto al centro la nostra signora del Natale Mariah Carey, e che l'anno scorso avevo apprezzato.


Quest'anno la stessa cantante ha proposto un nuovo seguito di questo speciale, intitolato Mariah's Christmas: The Magic Continues. E le attese erano tante, ma trattasi di una sòla: infatti non solo non c'è un reale proseguo con l'episodio precedente, ma non è nemmeno un progetto strutturato a se stante. Si tratta di una sorta di intervista in cui appunto si accenna allo speciale del 2020, con un paio di esibizioni "live", il tutto della durata di 18 minuti.
Il mio consiglio è di recuperare appunto il simpatico Magical Christmas Special, e skippare questo inutile follow-up.


Netflix

Il catalogo Netflix è invece ricco di film e serie tv a tema festivo, sia nuove che vecchie produzioni. Prima di addentrarmi nelle novità devo fare due appunti che magari sono utili. La serie tv Dash & Lily dello scorso anno è stata infatti cancellata dopo una sola stagione; sono invece vaghe le notizie su una terza stagione di Natale con uno sconosciuto. Non so dove ho letto che forse arriverà il 16 dicembre del 2022, ma temo che non proseguirà.

Sempre in tema di vecchie produzioni, ho recuperato due corti di animazioni intitolati Il Natale di Angela (Angela's Christmas) e Il Natale di Angela 2 (Angela's Christmas Wish), che mi erano stati suggeriti dalla mia amica Simona (MissPenny09).


Il primo risale al 2018, ed è ispirato ad un romanzo dello scrittore irlandese Frank McCourt, e ci fa conoscere la piccola, dolce Angela, che vive con la madre e i fratelli in una casetta semplice e con pochi comfort. Ciò non rende però Angela meno generosa, anzi, la sua storia è l'occasione per riscoprire i veri valori del Natale, in una vicenda sicuramente toccante.


Il Natale di Angela 2 (da alcuni titolato anche come Il regalo di Angela) ci farà conoscere meglio la storia della sua famiglia e soprattutto le vicende del padre della bambina, lontano da casa per lavoro.
Entrambi questi film Netflix sono molto dolci, disegnati molto bene, toccanti nella narrazione e con delle belle musiche. Sono entrambi consigliati sia che abbiate figli o nipoti, sia da vedere da soli. Tra l'altro durano anche poco, quindi perfetti se non volete infognarvi in film troppo lunghi.

Il primo novembre su Netflix è uscito un film olandese-belga del 2020 intitolato La Famiglia Claus (The Claus Family) che è uno dei tanti sconsigliati di questa mia guida.


Purtroppo la storia parte svantaggiata non avendo un incipit originale: La Famiglia Claus racconta il classico passaggio di testimone fra generazioni di Babbi Natale. Tuttavia è proprio l'assenza di un intreccio narrativo strutturato e interessante, la carta perdente.
Ho trovato inoltre sciatti i dialoghi, gli effetti speciali non proprio curati, i personaggi trattati superficialmente e una generale tendenza al buonissimo e alla scontatezza. Jules, il protagonista, non suscita affatto simpatia e compassione, e la cattiva di turno non farebbe paura ad un bambino. Purtroppo non l'ho trovato emotivamente coinvolgente e anche i momenti comici sono fiacchi.
Mi è piaciuta la fotografia, davvero carina e curata, adatta a creare una atmosfera casalinga natalizia, ma con questo tema restano più carini film come Noelle. Qui la recensione del secondo film de Claus Family.

Il cinque Novembre è stato il momento dell'attesa commedia romantica Love Hard, con Nina Dobrev, che sembra essere diventato uno dei titoli più visti di Netflix.


Non posso dirvi che Love Hard sia il peggior film dell'anno perché si lascia seguire, è ironico, si toccano alcuni dei temi tipici delle rom-com natalizie, cercando di dargli un twist più attuale. Il problema è che tutta la vicenda si poggia su una premessa con ben poco senso. La protagonista Natalie infatti si ritrova letteralmente vittima di catfishing su un'app di incontro, ma, piuttosto che scappare a gambe levate, decide di allearsi con il tipo che l'ha presa in giro, per poter conoscere il ragazzo che aveva visto nelle foto della chat. Cioè lei farà di tutto per conoscere un tipo di cui non sa essenzialmente nulla, con un incaponimento che stona e risulta quantomeno poco credibile.
Ho preferito Holidate, ma Love Hard non è del tutto da buttare.

Devo invece sconsigliarvi con tutte le mie forze un film che speravo potesse essere una commedia simpatica, ma che in realtà è una zozzeria e mi riferisco a Natale con il Babbo (Father Christmas is Back).


Questo è senza dubbio il film peggiore di questo 2021: Natale con il babbo è assolutamente ridicolo, demenziale nel senso più triste del termine, banale, lento, prevedibile, recitato in modo sciatto e con una regia che nemmeno Mr. Bean. Poteva essere qualcosa di carino, perché la storia di questa famiglia che si ritrova a Natale, ognuno con il proprio carattere e con vecchie e nuove questioni da risolvere, si prestava anche a diverse chiavi di lettura, seppur non sia una storyline originale. Con questa impostazione invece Natale con il Babbo secondo me è inguardabile, e io stesso, lo confesso non l'ho terminato ma, dopo 20 minuti, ho solo fatto un po' zapping lungo il minutaggio. Lasciate perdere.

Oltre a diversi film, Netflix ha proposto anche una miniserie di produzione francese intitolata Christmas Flow – Gli opposti si innamorano, che mi è sembrata ben fatta.


È stata pubblicata il 17 Novembre, ed è composta da tre episodi, ma Christmas Flow mi ha convinto positivamente. Il titolo vi dice tutto: Marcus è un famoso rapper accusato di testi sessisti, e si scontrerà con una sua completa controparte, ovvero Lila, una giovane giornalista che ha fatto del femminismo il suo baluardo. Due tipi decisamente opposti, che fra altri e bassi si ritroveranno molto vicini ed a scoprire molto l'uno dell'altra.


Christmas Flow è una miniserie secondo me carina, ironica ed attuale, e, sebbene il finale sia abbastanza prevedibile, è tutto sommato interessante come si arriva a quel punto. Infatti è una serie con un respiro più ampio, che non si concentra solo sul natale, e che riesce a toccare diverse tematiche, soprattutto la crescita personale dei personaggi e la capacità di (ri)trovare se stessi. Avrei volentieri evitato delle esagerazioni che rendono la serie un po' pacchiana e a tratti contraddittoria, ma a parte qualche scivolone (che capita spesso con le serie tv francesi), Christmas Flow – Gli opposti si innamorano è sicuramente fra le visioni consigliate su Netflix.

Molto ben fatto anche Un bambino chiamato Natale (A Boy Called Christmas), pubblicato su Netflix il 24 novembre e basato sul romanzo di Matt Haig.


Il tema è sempre una rilettura della nascita del mito di Babbo Natale ma, con l'escamotage del racconto nel racconto, secondo me risulta maggiormente interessante e soprattutto, nel suo insieme, piacevole da seguire. Dietro però la facciata di fiaba, e una storia abbastanza lineare, si va a toccare un altro tema forse non facilissimo da comprendere per tutti i bambini, ovvero il processo e l'accettazione del lutto, argomento che torna in più modi lungo tutto il film.


Ha quindi un fascino malinconico, ma non aspettatevi che Un Bambino chiamato Natale sia questo dramma senza fine, credo però che l'obiettivo sia trasmettere un messaggio più reale e concreto. Merita anche una menzione la regia che riesce a valorizzare dei paesaggi bellissimi, e gli effetti speciali che mi sono sembrati curati.
Un bambino chiamato Natale credo sia la produzione più ambiziosa fra questi film di Natale su Netflix, anche grazie un cast non da poco fra cui Maggie Smith e la mia crush di sempre Michiel Huisman. Secondo me insomma è un film che vale la pena recuperare e che riesce là dove invece La Famiglia Claus ha fallito. 

Decisamente meno impegnativo, ma tutto sommato di compagnia è anche Un castello per Natale (A Castle for Christmas) disponibile su Netflix dal 26 novembre di quest'anno.


Lo definirei, in poche parole, un film da tv, dove, un po' come in Christmas Flow, due persone apparentemente diverse si ritroveranno ad avere un feeling particolare, solo che in questo caso abbiamo una nota scrittrice in un momento di blocco, e un misantropo duca scozzese. Forse, più che una generale prevedibilità, in Un Castello per Natale pesano alcune forzature nella storia. Ma i paesaggi scozzesi sono molto belli, il cast mi è sembrato azzeccato, Brooke Shields è carina, la durata tutto sommato è corretta e non ci sono eccessivi rallentamenti. Consigliato se non avete di meglio da vedere. 

Mi aspettavo qualcosa di più da Single per sempre? (Single All The Way) uscito il 2 dicembre. È infatti l'unico film a tema LGBTQ per Natale che Netflix ha proposto, ma onestamente ne potreste fare anche a meno.


Anche qui la prevedibilità fiocca in ogni dove, la storyline è parecchio lineare, ma soprattutto credo che continuare a sottolineare che fra ragazzi gay l'amicizia debba essere condita da altro, secondo me non solo non risulta realistico, ma trasmette un messaggio errato. Anche in questo caso non mi sento magari di porre un veto totale su Single All The Way, sono certo di aver visto di peggio, ma non è nemmeno il primo film che consiglierei. 


Amazon Prime Video

Anche Prime Video ha un discreto catalogo di film Natalizi, seppur sono pochi i titoli che mi abbiano attirato. Ho visto che è stato aggiunto incluso nell'abbonamento Last Christmas, e vi consiglio di dargli una chance.
Quest'anno dal servizio streaming Amazon ho recuperato Dickens - L'uomo che inventò il Natale (The Man Who Invented Christmas), un film del 2017 con Dan Stevens e Jonathan Pryce.


Non si tratta di un film strettamente legato al natale, vista la componente biografica, ma è indubbio che Charles Dickens ha contribuito a cambiare la visione di questa festività nella società britannica dell'epoca, e nel film purtroppo questa componente non viene del tutto chiarita. Il ritratto dello scrittore inglese è comunque interessante e il film non si limita solo a raccontare le sue difficoltà lavorative, e il processo che ha portato alla creazione de il Canto di Natale, ma ci racconta anche il suo estro creativo e parte dell'infanzia (e quindi la condizione di vita dei ragazzini nell'800) e il rapporto con la famiglia. 


Abbiamo poi una messa in scena ottima, pare che le scenografie siano quelle usate per Penny Dreadful, e un buon cast, ma il vero neo di Dickens - L'uomo che inventò il Natale è forse la frettolosità con cui si arriva al cambiamento finale. Non vi spoilero nulla, perché credo che sia una visione consigliata.

Fra le novità di Prime Video c'è l'ultimo lavoro del compianto Gigi Proietti, intitolato Io sono Babbo Natale, uscito al cinema il 3 Novembre, ma pubblicato in streaming sulla piattaforma Amazon il 6 dicembre.


Per quanto mi riguarda si tratta di un film guardabile, che cerca una chiave di lettura diversa per il personaggio di Babbo Natale e strizza l'occhio all'attualità. Se da un lato non si tratta di una pellicola sdolcinata e stucchevole, dall'altro però non ho trovato Io Sono Babbo Natale così divertente, né ci ho letto messaggi reconditi e più profondi. Credo sia più da prendere come un saluto all'arte di Gigi Proietti, specie se siete suoi fan.

Termino con un film del 2020  intitolato Quando arriva il Natale (Christmas Comes Home - My Christmas Wish), a cui ho dato una chance giusto per capire l'andazzo generale delle tante pellicoline a tema che si trovano su Prime Video.



Come per Un Castello per Natale, non mi sento di dare più della sufficienza a Quando arriva il Natale: è un filmetto da pomeriggio di Canale 5, che non richiede una particolare attenzione e che non ha snodi narrativi così difficili da seguire. Anche qui, per la serie "ne hai visto uno, li hai visti tutti", la prevedibilità è dietro l'angolo, ma tiene comunque compagnia e crea l'atmosfera giusta.

E spero che questa massiccia dose di Natale non vi metta la carie ma mi auguro che questa lunga lista di (s)consigliati possa essere utile.




Ho (ri)provato le nuove maschere in tessuto di Cien 🤔

Mantenere lo scettro di re delle maschere viso non è semplice, visto che stare al passo con tutte le uscite e i tantissimi brand, è quasi un impegno a tempo pieno. Poi ci sono anche quelle maschere che cambiano pack e formulazione, come è successo di recente con Cien.
Più di due anni fa le avevo messe alla prova e qui potete recuperare quella recensione. Mi erano piaciute soprattutto per il rapporto qualità-prezzo, ma proprio nel corso di novembre ho visto da Lidl due nuove maschere in tessuto



A primo impatto avevo notato delle similarità, ma dopo un rapido check della mia review ho visto che queste maschere in tessuto di Cien sono state riformulate completamente e quindi poteva aver senso aggiornarvi.
Due piccole, rapide considerazioni: se volete provare queste maschere ma ne vedete esposta solo una tipologia, controllate se dietro l'espositore ci sia una scatola ancora chiusa, perché io ho dovuto usare un po' di olio di gomito per scovarle (e chiedo scusa ai signori che erano accanto a me che avranno pensato fossi matto). 



Il secondo aspetto riguarda gli INCI di queste maschere Cien: questa linea non è certificata bio, esattamente come la prima. Tuttavia queste nuove formulazioni contengono alcol (cosa che alcuni mi dicevano già nel precedente post, quindi forse erano già state messe in commercio fra fine 2020-inizio 2021?). A me non ha dato fastidio, ma so che molti non tollerano questo ingrediente.


Cien Glow Boost Tissue Mask Sakura & Hyaluronic Acid
Maschera in tessuto idratante e rinfrescante per pelli stanche



La maschera in tessuto Cien che più differisce rispetto alla versione precedente è questa Glow Boost, quantomeno in quelle che sono le sue caratteristiche sulla carta. Nel suo INCI troviamo acido ialuronico, glicerina, e ovviamente l'estratto di fiori di ciliegio di Sakura, noto elemento giapponese, che nella cura della pelle pare venga usato per le sue proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti e persino illuminati.
Di queste maschere Cien non mi ha fatto impazzire il taglio del tessuto, più lungo in verticale che in orizzontale e anche il taglio sul naso era un po' troppo corto. In ogni caso lasciarla in posa non mi ha dato problemi e soprattutto aderisce molto bene alla pelle, il tessuto è morbido e abbastanza elastico.



La  Glow Boost Tissue Mask ha una profumazione spiccatamente floreale, abbastanza evanescente però infatti non mi ha fastidio mentre era sul viso. Rispetta inoltre la caratteristica di essere rinfrescante, ma in modo gradevole e tutto sommato sopportabile. 
Dopo averla utilizzato ho sentivo la pelle ben idratata e molto compatta, già da sola su di me aveva dato l'idratazione sufficiente per la routine serale. Indubbiamente mi ha lasciato il viso leggermente appiccicoso, ma non è stato nulla di troppo fastidioso. Credo che chiamarla "Glow" faccia pensare ad un effetto illuminante che onestamente su di me non ho notato con questa maschera in tessuto Cien. È comunque promossa specie se la vostra pelle ha bisogno di una coccola extra.

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🔎 Lidl
💸 €0.99
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🗺 Made in Germania
⏳ 1 maschera monouso       
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Cien Hydro Boost Tissue Mask Pomegranate Extract
Maschera in tessuto idratante e rinfrescante per pelli secche



Credevo che questa maschera al melograno Cien fosse la copia sputata della versione precedente, anzi proprio lei mi ha spinto ha controllare bene le formulazioni, perché in principio credevo si trattasse solo di un completo cambio di pack. Invece la nuova Hydro Boost Tissue Mask contiene sempre acido ialuronico ed estratto di melograno, ritorna anche il collagene idrolizzato, ma si aggiungono l'estratto di fiore di cactus che pare essere antiossidante, e quello di Hibiscus Sabdariffa, noto come Karkadè, che ha più o meno le stesse proprietà.
Il tessuto ha gli stessi problemi dell'altra Cien, ma ci sono parecchie differenze. Nella Hydro Boost mask infatti abbiamo una profumazione più fruttata, ma soprattutto l'ho trovata freddissima sul viso, davvero tanto.



Cien non ha lesinato affatto con il siero in queste maschere, sono entrambe molto ricche ma non sgocciolano in giro. Questo però significa che se avete la stessa mia pazienza, sforerete anche voi i 10/15 minuti di posa, optando per almeno il doppio del tempo. 
Questa maschera in tessuto ha reso sicuramente la pelle più carina: di bell'aspetto, idratata ma meno appiccicosa rispetto alla versione Glow. Inoltre ammorbidisce, lascia la cute un po' più tonica e lisca. Credo che possa andare bene per una pelle anche mista perché su di me, al momento, è arrivata giusta a coprire le mie esigenze base. Sicuramente dopo ho voluto proseguire con altri sieri e creme, ma ripeto, questa maschera Cien mi è piaciuta.

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Non riesco a dirvi se questa nuova versione delle maschere in tessuto Cien sia migliore rispetto alla precedente, ma comunque è stata una bella esperienza. Sono contento che comunque l'azienda le abbia riproposte perché a questo prezzo, questa tipologie di trattamenti sono sempre comodi da aver sempre dietro. Le avete scovate da Lidl?
Nel 2023 Cien ha fatto diventare permanenti queste maschere in tessuto, aggiungendo la Moisture Balance, di cui parlo qui.

Pare che Cien abbia riformulato le loro maschere viso in tessuto, qui trovate tutto l'aggiornamento sugli INCI. 


Ho provato i Sieri Viso AgeActiv Matt Benessere e questo è ciò che ne penso!

Quando, un paio di mesi fa, vi avevo lasciato le mie impressioni del loro detergente viso, vi avevo accennato che avrei parlato anche di altri prodotti Age Activ di Matt, e quel momento è arrivato.
Ho infatti testato tre dei loro sieri viso (infatti c'è voluto un po' di tempo per poterli mettere alla prova), in un range che ne contiene sei differenti (ci sarà una seconda parte, state tranquilli).


Questi tre sieri viso Matt Benessere hanno tutti caratteristiche diverse, ma tutti sono senza profumo, ed hanno una consistenza gel fluida molto simile fra di loro. Un aspetto che invece non mi è piaciuto di tutti e tre i prodotti è che la pipetta contagocce preleva poco prodotto: è ovvio che non ci si deve lavare il viso con un siero, ma preferisco quei dropper che prelevano più prodotto e poi noi decidiamo quanto dosarne. Anche perché, se come me applicate (giustamente) il siero anche sul collo, vi serve più di una goccia. 
Ma a parte queste lamentele comunque non di troppo conto, vediamo i sieri Age Activ in dettaglio.



Matt Age Activ Siero Viso Rigenerante 
Bava di Lumaca Pura



Non sono (più) un fan dei prodotti che contengono esclusivamente bava di lumaca perché ritengo che su di me non sia fra gli attivi più potenti ed efficaci, ma tutto sommato promuovo questo siero di Matt.
È un prodotto estremamente semplice che contiene appunto bava di lumaca, che come dichiara l'azienda
"è ottenuta naturalmente da lumache della specie Helix Aspersa accuratamente selezionate attraverso un processo non invasivo nel rispetto dell’animale."
Inoltre troviamo glicerina e gluconolactone, un polidrossiacido che ha proprietà idratanti e delicatamente esfolianti, adatto anche a pelli sensibili.


La texture del siero Rigenerante come vi dicevo è un gel fluido, facile e gradevole da stendere sul viso, e che su di me si assorbe molto rapidamente senza lasciarsi dietro sensazioni sgradevoli. Ho notato che anche con gli altri prodotti della skincare che vado ad applicarci sopra o sotto non ne hanno risentito, né hanno fatto i capricci.
Questo siero viso Matt Benessere credo si adatti un po' a tutti, ma su di me, usato da solo in particolare, non lo trovo estremamente idratante. Probabilmente può essere la gioia per pelli miste e grasse, io stesso credo lo userei molto volentieri d'estate, ma usato puro secondo me è ben lontano dall'accontentare una pelle più esigente o dare una mano in periodi dal clima freddo. Con una crema viso invece dà il suo contributo alla routine.



Nonostante sia definito Rigenerante appunto, non ho notato dei risultati estetici così evidenti, la pelle resta liscia, tutto sommato elastica, c'è un leggero effetto tensore, ma nulla di così palese o, dall'altro lato, fastidioso. Col tempo però mi è sembrato contribuisse a rendere il viso un po' più luminoso e omogeneo. Quindi un prodotto per cui non mi strappo i capelli, che non entra in una probabile top ten di sieri viso del 2021, ma se la cava portando a termine il suo compito.

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🔎 Sito dell'azienda, Grande Distribuzione, Amazon
💸 €14.70
🏋30ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 mesi
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Decisamente più tiepida è stata la mia esperienza con il siero Rinnovamento Cellulare, e parto subito a gamba tesa sull'INCI. Matt dice infatti che la perla idrolizzata all'interno del prodotto è
"La Perla Nera di Tahiti è conosciuta come la «Regina delle perle» e da sempre rappresenta il simbolo della bellezza perfetta. La Perla Nera è naturalmente ricca di aminoacidi e sali minerali dalle proprietà lenitive e rigeneranti in grado di aiutare il rinnovamento cutaneo. Rallenta l’invecchiamento della pelle indotto dai radicali liberi e dal trascorrere del tempo per un viso giovane e rinvigorito."
Tuttavia la colorazione scura del siero è data anche dalla presenza di colorante. Non spaventatevi perché steso sul viso non dà l'effetto spazzacamino, ma risulta perfettamente trasparente. Nella formulazione comunque troviamo anche glicerina che male non fa.


Non so perché ma tutte le volte che utilizzo questo Siero Rinnovamento Cellulare percepisco un sentore alcolico che non capisco da cosa derivi, visto che non contiene questo ingrediente. Per fortuna non mio ha mai dato irritazioni o rossori, quindi possibile derivi tutto dalla mia immaginazione.
Ciò detto, fra i tre sieri viso Matt Benessere che ho messo alla prova questo è sicuramente il più idratante, il più umettante su di me, ma anche in questo caso non ho mai sentito il viso appiccicoso.



Per quanto però riguarda l'effetto di rinnovamento cellulare su di me non è stato pervenuto, o per lo meno, ad occhio nudo non ho notato alcun cambiamento, se non quello di una cute ben idratata e un po' più tonica. Non posso insomma boccialo o lasciarvi un feedback negativo, ma non ho trovato un aspetto che rendesse questo siero Perla Nera davvero differente da altri prodotti provati in passato.

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In questo terzetto, il siero viso Ricompattante è sicuramente il mio preferito, per tanti punti di vista. Intanto la formulazione, che è quella un po' più elaborata fra le tre: oltre al collagene vegetale, che altro non è che l'estratto di acacia del Senegal, e l'elastina, che sono entrambi idratanti ed elasticizzanti, troviamo ancora una volta glicerina e gluconolactone che vanno ad arricchire la formula.



Non fatevi influenzare dal fatto che il siero Ricompattante sembri leggermente lattiginoso perché nella stesura è completamente trasparente, sempre rapido nell'assorbimento e capace di trovare un suo posto in una skincare routine più strutturata, senza litigare con gli altri componenti.
Questo siero viso Age Activ secondo me è proprio il punto di incontro fra gli altri due, ed è per questo quello che preferisco.



Infatti da un lato credo che idrati molto bene la pelle, alla pari del siero con Perla Nera, ma comunque risulti abbastanza asciutto una volta assorbito. Dall'altro lato il siero Ricompattante ha su di me una delicata azione tonificante e rassodante che mi è piaciuta. Non aspettatevi il miracolo in bottiglia in grado di ripristinare il turgore su una pelle segnata, stanca o atonica, ma credo sia un buon siero viso quotidiano che può adattarsi a diverse tipologie di pelle.

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La mia panoramica sui sieri viso Matt Age Activ continua qui, con le recensioni di altri due prodotti della linea. Voi avete provato Matt Benessere?





Encanto: il nuovo film Disney merita davvero?

È il sessantesimo classico di casa Disney e il secondo uscito in questo 2021 dopo Raya e l'ultimo drago, ma forse Encanto era anche un po' più atteso, e finalmente sono riuscito a vederlo. Ma tutte queste aspettative sono state ripagate?


Mirabel è la pecora nera della famiglia Madrigal, ma non perché sia cattiva, anzi: è carina, generosa, allegra e spigliata. Ma tutte le sue buone qualità non possono competere con i talenti magici che ha la sua famiglia. Sin da bambini, e di generazione in generazione, i Madrigal sono protetti da un miracolo e ricevono un regalo dalla loro magica "casita", che dona loro una speciale abilità. Isabela ad esempio, la bellissima sorella di Mirabel, riesce a far crescere fiori ovunque, e persino sua madre Julieta ha lo straordinario dono di curare con il cibo. Mirabel invece non ha nessun potere, e non è facile per lei sopportare di essere la più normale fra tante creature magiche, ma un giorno il suo ruolo sembra diventare di estrema importanza. La magia, quel miracolo che anima la casa e rende speciali i suoi abitanti, sembra in pericolo e in procinto di spegnersi. Solo la ragazza sembra essersene resa conto e farà di tutto pur di salvare la sua famiglia.

Dirvi la mia opinione su Encanto potrebbe essere molto semplice: mi basterebbe dirvi che per me merita di essere visto, e che forse è uno dei film di animazione Disney che più mi ha fatto sorridere di recente. Ma se avete un po' di pazienza, lasciatemi ciarlare più in dettaglio, anche perché non è tutto esattamente perfetto.
Inutile dire che la qualità dell'immagine, i colori, la caratterizzazione dei personaggi e degli ambienti è qualcosa che rasenta invece la perfezione, e sono caratteristiche che riempiono davvero gli occhi. Encanto è un film ricco di luce, di saturazione e dettagli. I luoghi sono vivi, e partecipano alla narrazione e ogni personaggio è subito distinguibile, ha i suoi tratti, le sue particolarità e questo poi finisce per riflettersi anche nel loro carattere.


Ho apprezzato infatti che la coralità di questa grande famiglia Madrigal sia stata rispettata e che, sebbene non tutti appaiano ovviamente sempre sullo schermo, ognuno trasmetta un carattere ed una emotività diversa. Ben calibrata in questo senso è Mirabel che pur essendo al centro della storia, non è strabordante, non è eccessiva né egoriferita. 
La cosa interessante è che tutti i personaggi sono sfaccettati, e infatti non abbiamo una malefica entità esterna a mettere in pericolo la famiglia di Encanto, ma è più una questione intestina, dove gli scontri sono dettati magari da visioni diverse, o da generazioni diverse.
Mi ha colpito proprio la caratterizzazione della matriarca Alma, segnata dal suo passato e desiderosa di un futuro splendido per la sua famiglia: un po' nonna chioccia, un po' donna Francisca Montegro de Il Segreto.


Tutti questi elementi seguono il gusto e la cultura sud americana e colombiana, ma non ci si chiude in una stereotipia o in una nazionalità, ed è soprattutto il tema centrale del film a farcelo capire: Encanto è un film su una famiglia, certamente speciale, particolare e magica ma è pur sempre un nucleo di persone che convivono legate da un rapporto che può avere delle difficoltà, e questo è assolutamente universalizzabile. 
Questo focus, rivolto al "pericolo" esclusivamente interno e non esterno, credo sia la reale differenza di Encanto rispetto agli altri film Disney più recenti.


Per il resto purtroppo la storia non ha grandi salti di originalità: tutto lo svolgimento, con il tipico avventuroso viaggio dell'eroe, è abbastanza prevedibile e già visto, però in Encanto non ho trovato tempi particolarmente morti, anzi mi è sembrato che il ritmo si mantenesse abbastanza costante e che la durata fosse anche giusta. Si tratta comunque di un musical a tutti gli effetti, ma le canzoni non scocciano perché anzi sono state rese funzionali alla narrazione. 
A questo si collega un altro dei piccoli difetti di Encanto: non ci sono infatti dei brani così potenti ed epici in grado di restare in mente anche dopo aver visto il film, o, addirittura, in grado di diventare un successo a se stante. Questo forse proprio perché le canzoni sono molto legate alla storia, ma risultano limitatamente coinvolgenti.


È quello che però si evince da Encanto che secondo me colpisce: sì c'è lo scontro generazionale, la voglia di trovare il proprio posto e trovare la propria specialità, anche accettando i propri limiti e la propria diversità, ma è soprattutto il peso delle responsabilità e delle aspettative, specie quelle che provengono dalla famiglia, che emerge fra le tematiche. Mi è anche piaciuta l'idea, quasi concreta e materiale, della ripartenza, di ricostruire nuove fondamenta che possano essere le basi per rapporti più sinceri e intensi.
Nonostante mi sia mancata una forte emotività, e qualche piccolo difettuccio qui e lì, credo che Encanto sia un bel film, adatto a chiunque, specie in vista del Natale.

Genere: animazione, commedia, avventura, fantastico
Durata: 99 minuti
Regia: Byron Howard, Jared Bush
Uscita in Italia: 24 Novembre (cinema)/24 Dicembre 2021 (Disney+)
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 8





Non sono i prodotti più glamour ma mi piacciono!

Continua la carrellata di prodotti che ho terminato in queste ultime settimane. Intanto, se ve lo siete persi, qui ne trovate altri freschi freschi, e c'è pure un bocciato. Questa volta invece ho dei prodotti apprezzati che, seppur non spiccando per particolari caratteristiche, anzi sono di uso comune, mi sono piaciuti.



BioQ Cosmo Natura Fito Crema Giorno Idratante Vitamin Complex



Dopo il detergente viso, il tonico, e la crema contorno occhi, l'ultimo prodotto BioQ di cui mi restava di parlare era questa crema viso. Ve l'ho detto ogni volta: non so se questo brand, prodotto dalla Qualikos, sia disponibile da qualche parte, per cui vado molto alla svelta.
La Fito crema giorno mi è sembrata un prodotto carino e funzionale: nell'INCI troviamo diversi emollienti e umettanti, fra cui anche sostanze naturali come olio di cocco, estratto di malva e di fiordaliso, ma credo sia definita "Vitamin Complex" per la presenza di pantenolo, tocoferolo e Ascorbil Palmitato che sono rispettivamente vitamina B5, E e C.
Ha una consistenza cremosa abbastanza facile da stendere, un profumo delicato e gradevole, e credo che questa crema BioQ possa piacere a pelli più secche.



Infatti ho avuto modo di usarla quando il clima era ancora un po' caldo e la mia pelle più mista e l'ho trovata un po' pesante, come se la mia pelle non riuscisse ad assorbirla completamente. Ho aspettato il periodo freddo e la Fito Crema BioQ è diventata perfetta per idratare e nutrire la pelle senza appesantire o ungere. Mi piace molto come renda la pelle più morbida ed elastica, in pieno comfort. Personalmente l'ho usata indistintamente mattino e sera, e in ogni circostanza ha fatto il suo dovere nel corso delle ore. 
La mia esperienza con BioQ si conclude qui e credo che possa ritenerla positiva, anche questa crema giorno, seppur non abbia particolari proprietà illuminanti o anti age, è stata valida.

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🔎 Grande distribuzione
💸 €5,52
🏋 50ml
🗺 Italia
⏳  12 Mesi
🔬 VeganOk, Cruelty Free, AIAB, QC Certificazione Cosmesi


Antica Erboristeria Dentifricio Bianco Delicato



Non è appunto fra i prodotti più glamour ma vi segnalo questo dentifricio Antica Erboristeria su cui mi sono fatto una opinione positiva. Mi aveva colpito perché sulla confezione sottolineano che contiene il 90% di ingredienti di origine naturale. C'è però un piccolo inghippo che non ho saputo risolvere: sul web infatti lo stesso dentifricio Bianco Delicato ha il claim "94% di ingredienti naturali". Ma c'è di peggio: infatti nell'INCI del prodotto non riesco a trovare l'estratto di bamboo naturale. È probabile che uno degli ingredienti ne sia derivato, ma non ho approfondito.



A parte questo caos dato dal marketing, questo dentifricio Antica Erboristeria è promosso.
È un dentifricio in pasta, che però crea una buona quantità di schiuma senza lasciare residui in bocca. Se da un lato ha un buon effetto pulente del cavo orale, dall'altro l'ho trovato sufficientemente delicato da non accentuare la sensibilità dei miei denti. Attenzione però se cercate un dentifricio rinforzante, credo che ci siano prodotti migliori, con una efficacia molto più evidente.



Aggiungo inoltre che ha un buon sapore, fresco, ma non raggelante, e so che molti non amano quell'effetto menta piperita troppo accentuato. Devo sottolineare inoltre che non ha un potere sbiancante molto evidente, ma credo più che altro aiuti a mantenere la colorazione che ognuno ha.
Antica Erboristeria secondo me fa prodotti per l'igiene orale (qui vi parlavo di un loro collutorio) con un buon rapporto qualità prezzo, quindi sicuramente prenderò altri di questi dentifrici. 

INFO BOX 
🔎 Grande Distribuzione, Acqua&Sapone, Splendidi e Splendenti
💸 €0.99 (in offerta)
🏋 75ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 mesi
🔬 //      


Omia Laboratoires Deo Vapo Eco Biologico Neutro Fresco
con Aloe Vera


Un altro prodotto poco chic (ma sicuramente necessario), che mi è piaciuto è questo deodorante spray di Omia Laboratoires che ho scelto appositamente per i suoi ingredienti, visto che il trietril citrato su di me è un attivo antibatterico efficace, e lo è stato anche all'interno di questo prodotto.
Nonostante abbia una consistenza leggermente lattiginosa, il Deo Vapo Omia si asciuga abbastanza in fretta e non mi ha dato problemi di macchie e aloni sui vestiti.
Mi è piaciuto anche lo spray, che è sufficientemente sottile e ha un getto giusto, non troppo ampio, né troppo stretto.



La profumazione del deodorante Neutro Fresco è talcata, e io la trovo molto gradevole e anche persistente, ma non invadente al punto da disturbare altri profumi che applico. 
Ovviamente l'aspetto più importante è la durata, che su di me reputo più che accettabile: ho avuto modo di usare questo Deo Vapo Omia Laboratoires in diverse condizioni, sia quotidiane, durante l'attività fisica (moderata), che in momenti di stress, e su di me ha retto per tutto il giorno senza darmi sgradevoli e inattese sensazioni.



Mi è capitato di usarlo anche in giornate un po' più calde e la sua performance è stata uguale, ma mi rendo conto che la mia sudorazione non è così eccessiva da mettere davvero in difficoltà un deodorante, per cui non mi sento di consigliarlo a chi cerca un antitraspirante molto strong che dia una certezza molto prolungata. Per le mie esigenze è invece ideale, lo trovo emolliente e credo che prima o poi riacquisterò volentieri questo Deodorante Vapo.

INFO BOX 
🔎 Amazon, Grande Distribuzione, Acqua&Sapone, Splendidi e Splendenti
💸 €4.09
🏋 75ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nichel, Cromo, Cobalto Tested   


Café Mimi Body Cream Citrus And Basil
Crema corpo Agrumi e basilico



È il secondo prodotto che provo di Café Mimi (qui il primo) e la soddisfazione è praticamente la stessa. Vi raccontavo che si tratta di una azienda russa che produce cosmetici con ingredienti naturali e prezzi accessibili, e che avevo intenzione di esplorarla con un po' di attenzione. Ho scelto questa crema corpo Agrumi e Basilico proprio attratto dalla combinazione di questo due ingredienti, ed ho scoperto un prodotto molto carino.



La sua consistenza fondente e cremosa è composta di ingredienti che conosciamo come burro di karitè, olio di cocco e mandorle dolci, e la sua profumazione è molto piacevole, con note agrumate e fresche. Purtroppo non permane abbastanza a lungo sulla pelle, ma ci si accontenta.
Questa crema corpo Café Mimi si stende bene sulla pelle e, nonostante crei una leggera scia bianca, non risulta appiccicosa, perché si assorbe abbastanza rapidamente, ma non unge e ci si può vestire molto rapidamente. Ha in generale un tocco setoso molto carino. 



La Body Cream Citrus and Basil per me è perfetta per la mezza stagione perché ha un buon potere idratante, ammorbidente e nutriente, ma con quel tocco asciutto che vi dicevo. Adesso che la mia pelle è ancora più secca sento che fa un po' fatica nel corso delle ore a mantenere quel comfort che voglio (infatti sono comunque contento di averla terminata prima di addentrarmi nel pieno inverno), ma per pelli normali o leggermente secche credo sia ottima. È quindi promossa, seppur con le sue ovvie caratteristiche. L'unico vero neo di Café Mimi è che le confezioni sono spesso un po' piccole, come nel caso di questa crema, ma possono essere comode se cercate questo formato.

INFO BOX
🔎 Makeup.it, Bioprofumeria, Online
💸 €2.24
🏋 110 ml
🗺 Made in Russia
⏳  12 Mesi
🔬 //



Purtroppo non ho ancora finito con i prodotti terminati, per cui fra non molto ci sarà sicuramente una nuova recensione dedicata a loro. Spero che possiate comunque scovare qui in mezzo qualcosa di interessante. 



Tutto sulle Essence Coreane e la prima che ho utilizzato ✨

La cosmesi coreana continua ad essere una tendenza nel campo della skincare e, sebbene non ne condivida tutti i precetti, ha da sempre incuriosito anche me. D'altronde i coreani, ossessionati dalla cura della pelle, scelgono gli attivi più interessanti e funzionali e io stesso ho provato diversi dei loro prodotti, ad eccezione delle famosissime essence.

La k-beauty vuole infatti diversi (pure troppi) step per la cura del viso, e tutti questi layer sono mirati principalmente ad idratare o eventualmente a trattare e contrastare alcune problematiche, e le essence sono rivolte proprio a questo. Concettualmente una essence è una via di mezzo fra un tonico, ma non così liquida, e un siero o un booster, ma non così concentrata. Nella pratica non ci sono poi differenze così abissali fra una essence e un siero, ma la prima tende ad avere una texture più leggera, che già da sola può andare bene per pelli normali o miste.

Le essence andrebbero applicate dopo il tonico e prima di siero e crema viso, anche perché hanno una funzione preparatoria della pelle, ma se come me non credete nelle regole incise nella pietra quando si tratta di skincare, potrebbe anche bastare da sola o magari sostituire tonico e siero ad esempio, secondo il prodotto che usiamo e le nostre esigenze. L'importante a mio avviso è leggere gli ingredienti dei prodotti che usiamo e fare in modo che la nostra skin routine cooperi allo scopo che vogliamo raggiungere senza che gli attivi siano ripetuti o senza che cozzino fra loro. 

La prima essence viso che ho usato è la Cica Repair Snail Essence di Neogen Dermalogy, brand che già ho avuto modo di provare qualche tempo fa, e che era nel mio ordine da Yesstyle.



Neogen è un brand coreano molto ferrato sull'uso della centella asiatica nei loro prodotti, ma come suggerisce il nome, l'elemento chiave della Snail Essence è la bava di lumaca con una concentrazione del 96%, appositamente scelta per le sue proprietà rigeneranti, riparative ed elasticizzanti.
L'azienda ha poi inserito quella che definisce la AC-CICA PURE Complex, ovvero una miscela di centella e tutti i suoi derivati per lenire e rinforzare la pelle. Neogen ha poi completato la formulazione della Cica Repair Snail Essence con acido ialuronico, glicerina, e ben 10 diversi estratti fra bacche come mirtillo, fragola, e lampone dall'azione antiossidante e altre sostanze vegetali idratanti.



Come vi anticipavo, questa è la prima essence coreana che utilizzo, quindi ho una esperienza limitata, ma la Snail Essence mi è piaciuta moltissimo. La sua consistenza è quella di un gel abbastanza fluido, con una lievissima profumazione fresca e fruttata, e con una estreme facilità di distribuirsi rapidamente e omogeneamente sul viso. Io l'ho sempre applicata mattino e sera, anche sul contorno occhi senza problemi di sorta. 
La prima sensazione che si ha nell'utilizzarla è quella di una fresca ventata di idratazione, ma senza appiccicare o appesantire, visto che si assorbe davvero in poco tempo.
Con l'uso ho notato che la Cica Repair Essence non solo è in grado di idratare, ma appunto lascia la pelle liscia, più morbida ed elastica, e mi sembra che anche anche il resto dei prodotti della skincare vengano assorbiti meglio.



Inoltre ho sentito la pelle un po' più resistente, più forte e leggermente più luminosa, ma è stato il suo potere lenitivo che ho trovato particolarmente evidente.
Mi è capitato infatti di mettere alla prova questa essence Neogen in tre situazioni particolari: dopo aver fatto la barba, dopo aver utilizzato una maschera viso che mi aveva arrossato la pelle, e soprattutto contro un piccolo angolo di dermatite che avevo vicino all'attaccatura dei capelli. In tutte le tre occasioni questa essence ha sfiammato il rossore, lenito la pelle e arginato l'irritazione, ridando comfort alla pelle.

Per me al momento la Cica Repair Snail Essence non è sufficiente da sola, ma devo inserirla all'interno di una routine più strutturata, ma in estate o se avessi la pelle più grassa, sarebbe già da solo un ottimo prodotto che aiuta la pelle a 360 gradi.

INFO BOX 
🔎  Yesstyle 
💸 €24,65
🏋 100ml
🗺 Made in Corea
⏳  12 Mesi
🔬 //


Adesso però sono curioso di sapere se conoscete e utilizzate qualche essence coreana, se vi incuriosiscono e come le usate.


The Morning Show 2, promossa o bocciata?

Se avete seguito la prima stagione di The Morning Show e vi ha appassionati, sono sicuro che abbiate atteso con crescenti aspettative la seconda stagione, arrivata a cavallo fra settembre e novembre su Apple TV +.


Non c'è dubbio che sia lo show di punta di questa piattaforma, visto il cast immenso che possono vantare, ma tutta una struttura ben studiata e una buona storia da raccontare. Tuttavia le seconde stagioni possono essere il punto critico da superare, e secondo me con The Morning Show ci sono riusciti ma non del tutto.
Dalla prima stagione ovviamente ci siamo portati gli strascichi delle accuse a Mitch Kessler e l'eventuale coinvolgimento di Alex, ma non mancano i problemi per quanto riguarda il privato di  Bradley che dovrà confrontarsi con il fratello.

The Morning Show 2 non poteva inoltre non toccare il tema del Covid, essendo ambientato ai giorni nostri e ci raccontano quelli che sappiamo essere stati i primi momenti della pandemia quando tutto doveva essere ancora organizzato, compreso e in qualche modo affrontato. 
Premesse interessanti, ma ve lo devo dire senza troppi giri di parole: la seconda stagione di The Morning Show continua ad essere una produzione di alto livello, ma che non riesce comunque ad essere all'altezza della prima stagione. 



Se da un lato infatti l'ho seguita con molto interesse, è riuscita a coinvolgermi, a volte a farmi sorridere o comunque a creare in me una sufficiente curiosità da voler proseguire la visione, dall'altra, l'insieme di questa annata mi è sembrata un po' disomogenea e sicuramente con un impatto decisamente inferiore rispetto alla precedente. 
Dal movimento Me Too a Black Lives Matter, fino appunto al Coronavirus e alla cancel culture, questa stagione prova a metter di mezzo quante più tematiche attuali possibili, ma secondo me non tutto è stato trattato al meglio.
Penso ad esempio alla quarantena di Mitch Kessler in questa posticcia Como, il cui scopo non mi è stato del tutto chiaro: obbiettivamente non ci ha dato nulla alla storia, se non la comparsa di Valeria Golino.



Penso anche a Brandley, costantemente alle prese col fratello tossicodipendente, un rapporto che, non solo non ci dà nulla di più rispetto al contesto più ampio della seconda stagione di The Morning Show, ma non ci permette di approfondire il personaggio della giornalista. Ci aprono uno spiraglio sulla sua omosessualità, ma è giusto uno spiffero. 
O ancora, lo stesso modo di Alex di affrontare tutta la situazione del suo rapporto con Mitch mi è sembrato risultasse sopra le righe, ma è andata forse peggio per quanto riguarda la sua positività al coronavirus: pensare che basti qualche integratore e un po' di trucco per riuscire a condurre un programma da ammalati mi sembra un po' riduttivo.



L'introduzione di Julianna Margulies nei panni di Laura Peterson inoltre, per quanto frizzante, si è sgonfiata troppo presto.
L'impressione che ho avuto è che non avevano intenzione di approfondire certi argomenti per non risultare pesanti o per tenerseli in caldo, e questo li ha costretti a ripestare più e più volte sulle stesse vicende e sulle stesse reazioni. Ma strizzare troppo le stesse vicende purtroppo significa finire in un mare di ripetitività e cadere in una emotività esacerbata ed isterica.

Come spesso accade con le seconde stagioni, The Morning Show secondo me ha perso un po' il focus, sia forse per non bruciarsi le tappe, sia per una probabile non chiarezza su come proseguire la storyline ad un certo livello di intensità. Non è tutto perduto, non la boccio in toto, ma sicuramente qualcosa è mancato. 
Qui vi parlo della terza stagione della serie.


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