Se lo scorso #backtoseries avevo qualche perplessità riguardo le serie tv che avevo seguito, questa volta mi ritengo davvero soddisfatto da tutto quello che ho visto, non trovando poi grossi difetti o lacune. Stranamente mi è piaciuto il secondo episodio speciale di Euphoria (⭐⭐⭐🌠), dedicato questa volta a Jules.

Qui avevo discusso sul perché il primo Special di Euphoria mi aveva deluso, ed avevo sentore che anche il secondo potesse fare la stessa fine. Si tratta pure sempre di una serie tv su cui ho avuto molti dubbi, che non mi ha convinto nella sua prima stagione, e che guardo nella speranza che migliori più che per un appagamento diretto. Questa seconda puntata però mi è piaciuta molto più del primo special: questo confronto di Jules con la psicologa è sfaccettato, profondo, maturo e interessante. Si esce dalla claustrofobica tavola calda dove Rue cercava di venire a capo della sua vita con l'aiuto del suo sponsor, e si passa ad una chiave di lettura più ampia.

L'episodio su Jules dà modo di toccare argomenti un po' più universalizzabili in modo diverso: si passa dalla transessualità al rapporto dei giovani con il virtuale, ma anche la percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri.
Dal mio punto di vista, che è quello di un ignorante, Hunter Schafer recita molto meglio di Zendaya, ed è assurdo considerando che si tratta della sua prima esperienza in questo senso.
Qui trovate la mia recensione di Euphoria 2.
Non sappiamo nemmeno le sorti di Chiami il mio agente! - Dix pour cent (⭐⭐⭐⭐) la cui quarta stagione è arrivata su Netflix il 21 gennaio, che mi ha confermato le mie opinioni positive sulla serie.


Vi accennavo che non si conoscono ancora le sorti di Chiami il mio agente!: c'è chi parla di un possibile proseguo con un episodio speciale, chi invece pensa proprio ad una quinta stagione. Io ho imparato col tempo che non ha senso ammorbare lo spettatore con serie tv che durano decenni, ma è meglio creare un ciclo narrativo ben studiato che trova poi un suo giusto compimento, come in questo caso.

Bonding è stata ufficialmente cancellata da Netflix, quindi non avrà una terza stagione.
Fra le serie tv che ho apprezzato e terminato nell'ultimo periodo c'è anche una miniserie che quindi non era il proseguo di stagioni precedenti, e mi riferisco alla chiacchieratissima The Undoing - Le verità non dette (⭐⭐⭐🌠), arrivata su Sky l'8 gennaio

Un cast di star da A-list, per una storia ispirata dal romanzo Una famiglia felice di Jean Hanff Korelitz, che viene racchiusa in una miniserie che ho trovato ben fatta, intrigante, e anche emotivamente coinvolgente.
La perfetta e agiata vita di Grace (Nicole Kidman) e Jonathan Frase (Hugh Grant) viene improvvisamente messa a soqquadro da una nuova conoscenza, ovvero la giovane e conturbante Elena Alves, che si insinuerà nel loro matrimonio. Una lunga ombra che porterà Grace a mettere in dubbio ogni aspetto della sua vita, ma con l'obbiettivo di conoscere la verità sul marito Jonathan.
Si tratta, alla fine della fiera, di un giallo dallo stampo classico, costellato appunto qui e lì da piccoli colpi di scena, ma che punta l'attenzione sullo spaccato emotivo dei protagonisti al momento delle vicende. Noi infatti non abbiamo un grande approfondimento sulla vita di Grace e Jonathan, ma ci immergiamo nelle loro sensazioni, nei dubbi, nelle follie e nei timori che vivono al momento dei fatti.

Ma non è questo il neo della miniserie, che invece pecca per uno sviluppo un po' accelerato, specie verso gli ultimi episodi, con il prezzo di dover affrettare l'emotività dei protagonisti, e lasciando indietro alcuni approfondimenti.
Non è quindi la storia, per quanto sicuramente ben congeniata, ad essere la carta vincente di The Undoing, ma credo più le interpretazioni di attori di primo livello, che si ritrovano in ruoli che immagino conoscano abbastanza bene, incorniciate da una qualità generale della regia e dell'impostazione di questa miniserie.
Non credo ci sia ancora qualcuno che debba vedere The Undoing, ma se non l'avete ancora fatto, recuperatela, anche perché si tratta di soli sei episodi.













































