|Beauty Cues|
Linea Uomo di Antos: la mia review! ♂️

Non mi sentite parlare mai di cosmetica con termini come "linea uomo" e "linea donna" o comunque affibbiando una sessualità ai prodotti che utilizzo, per il semplice fatto che non lo ritengo necessario. Sottolineo se una profumazione è unisex, è vero, ma sinceramente, dopo anni che mi prendo cura della pelle e dei capelli, ho capito che, almeno per me, non c'è una effettiva differenza fra i prodotti "per uomo" rispetto a quelli per donna, anche perché in genere, gli ingredienti cosmetici sono quelli.
È vero che biologicamente la pelle maschile presenta alcune differenze, come ad esempio il fatto che sia più resistente per via di maggiori fibre di collagene, rispetto a quella della donna, o che abbia una maggiore produzione di sebo, per questo le cuti maschili possono richiedere texture più appropriate, ma è anche vero che non per tutti è così.


Ci sono uomini con pelle secca, con pelle molto sensibile e reattiva (anche senza l'uso del rasoio), ci sono uomini che non presentano impurità della cute. La mia pelle ad esempio accoglie molto bene dei prodotti più idratanti e nutrienti durante l'inverno, e d'estate non presenta più quella untuosità abbondante che notavo anni fa, né ho chissà quante impurità. E questo si ricollega al fatto che, puntualmente, le linee cosmetiche maschili sono troppo scarne per le mie esigenze (per quanto, lo so, la mia è una routine da battaglia) e le poche volte che ho provato qualcosa, mi ha deluso.
Anzi, visto che ci sono fatemi fare un appello: aziende, basta con questi benedetti oli da barba. Basta, non se ne può più, è un prodotto che pochi alla fine utilizzano costantemente perché se si fanno crescere la barba, molti (non tutti per fortuna) lo fanno per avere una scocciatura in meno, figuratevi se stanno lì ad oliarsi come vecchi ingranaggi.
Questo per dirvi che personalmente navigo raramente intorno alle linee cosmetiche da uomo, ma so che molti maschietti si lasciano intimorire dall'acquistare prodotti che non siano "for men", che temano lo sguardo cattivo delle commesse. 
Effettivamente succede che quando vai ad acquistare una crema ti guardino come se stessi rubando, anche se la mia reazione, quando capita, è più o meno questa:


Però capisco che ci siano dei ragazzi che vogliano comunque una linea pensata per loro, magari con packaging, profumazioni e consistenze che possano adattarsi ai gusti maschili, e ne ho trovata una che è anche a base di ingredienti naturali. 
Mi riferisco alla linea uomo di Antos (qui vi avevo raccontato una mia esperienza di acquisto dal loro sito) che era già esistente ma, se non erro è stata aggiornata proprio lo scorso anno con nuove etichette ed anche prodotti nuovi. 


La gamma proposta dall'azienda mi ha incuriosito proprio perché presenta diversi prodotti senza limitarsi alla cura della barba o della rasatura, ma anche per quanto riguarda il viso, il corpo ed i capelli. Io ho scelto, fra le sette referenze circa, tre prodotti che potessero adattarsi alle mie esigenze.


Antos Uomo Doccia Schiuma Energizzante



Mi ha sorpreso vedere che Antos non abbia fatto un solo doccia shampoo, ma abbia diviso le due tipologie di prodotti (nonostante abbiano lo stesso INCI in apparenza), ma allo stesso tempo mi ha fatto piacere. Il loro Doccia Schiuma Energizzante si presenta come un gel abbastanza sodo, ma che non crea problemi nella stesura sul corpo, anche senza l'uso di una spugna; io però, come sempre utilizzo una spugna e il doccia schiuma Antos produce una buona quantità di schiuma, che, seppur non sia la più voluminosa ed avvolgente che abbia mai visto, aiuta sicuramente alla detersione, e scorre bene sulla pelle.  
Gli attivi che l'azienda ha inserito in questo prodotto sono due e sono volti appunto a tonificare e rinvigorire la pelle, ovvero l'estratto di ginseng e quello di ginkgo biloba.  



A non convincermi subito è stata la profumazione, annusando il prodotto dalla confezione, ma mi è piaciuta una volta che sono andato ad utilizzarlo: è una fragranza frizzante, maschile in effetti, anche se credo che le ragazze possano anche apprezzarne il tono deciso ed intenso, e si sposa bene con il concetto di doccia schiuma energizzante, e credo sia una di quelle profumazioni che al mattino ti danno la carica, ti risvegliano un po' i sensi, senza però essere, almeno al mio naso, troppo invasiva e pungente. Resta anche un po' sulla pelle, che non guasta. 



Il Doccia Schiuma Energizzante di Antos mi ha colpito perché riesce a detergere bene la pelle ed anche a lasciarla pulita, morbida e liscia, il tutto senza accentuarne la secchezza. Nonostante l'INCI comunque semplice credo che questo docciaschiuma uomo, si adatti anche a pelli un po' più secche perché su di me, non va ad inaridire o aggredire la pelle. Come di consueto utilizzo la crema corpo o un olio, ma non lasciandomi la sensazione di pelle che tira o prude, non lo sento come un passaggio da fare in fretta e furia dopo la doccia.
L'unica accortezza è che serve un minimo di attenzione in più a sciacquarlo, ma nulla di così complicato o dispendioso. 
Credo quindi che questo docciaschiuma Antos, nonostante sia pensato per l'uomo, può essere utilizzato anche da una donna (che ne apprezza la profumazione ovviamente) perché rispetta la cute, è piacevole da usare, e se siete amanti della palestra la confezione solida e compatta vi torna anche utile. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 €4
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Antos Uomo Siero Antiage


Il primo aspetto che mi ha attratto di questa linea uomo è che Antos ha pensato a dei prodotti per la cura della pelle un po' più particolareggiati rispetto al solito, come ad esempio questo Siero Viso Antiage. È un prodotto con la tipica consistenza acquosa, quindi dalla texture fluida, leggera, che risulta fresca sul viso. Ma è anche la scelta degli ingredienti che mi ha colpito. 
Potevano fare un siero semplicemente con acqua, acido ialuronico, e un po' di glicerina, e bòn, ed invece no, hanno scelto l'estratto di echinacea e centella, entrambi aiutano a rassodare la pelle e stimolare il collagene, quelli di pompelmo e ginseng che stimolano la circolazione. In più Antos ha aggiunto anche olio di argan e olio di rosa moscheta, quindi anche due componenti nutrienti e appunto antiage.



Non son rimasto del tutto soddisfatto dalla profumazione, che a primo acchito mi ricorda un po' quello del docciaschiuma, ma ha una nota di sottofondo che non capisco e non mi fa impazzire, nonostante non la reputi sgradevole e soprattutto svanisce molto in fretta. 
Fra tutti i prodotti uomo di Antos questo siero Antiage è il mio preferito: si assorbe in fretta, e soprattutto non è appiccicoso, ma mi lascia semplicemente il viso liscio e leggermente più tonico e disteso. Mi piace il fatto che appunto non lasci residui e si possa stratificare poi con altri prodotti senza che crei pellicine o comunque qualche interferenza. 
La quantità che l'erogatore preleva in una pushata mi è sufficiente a coprire il viso ed il collo. 



L'idratazione che conferisce secondo me è adatta ad una pelle normale ma anche mista e grassa. Per la mia tipologia di pelle, in questo periodo freddo in particolare, è necessario aggiungere la crema dopo, ma credo che d'estate possa essere sufficientemente idratante da solo.
Adattandosi poi come prodotto post rasatura, proprio per questa delicata freschezza, ma anche per la sua leggerezza, penso che il siero uomo Antiage di Antos, possa essere adatto a quegli uomini che vogliono prendersi cura della pelle con uno step semplice e soprattutto per chi non ama le texture grasse, difficili da far assorbire e che possono risultare occludenti. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 €8
🏋 50 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Antos Uomo Crema Viso Giorno



Ho apprezzato tanto anche la consistenza della crema viso di questa linea, che si presenta come soffice, leggera e non untuosa che si stende bene sul viso senza alcuna scia bianca. Spicca subito la profumazione, secondo me più intensa e persistente rispetto a quella del siero, e mi ricorda un po' i prodotti classici che usano i parrucchieri (o usavano, non so, visto che non mi faccio mettere nulla in testa da un parrucchiere da anni).
All'interno anche in questo caso, Antos ha scelto ingredienti mirati come oli di avocado e cartamo per nutrire, estratti di calendula per addolcire, rosa canina ricca di vitamina C, di nuovo la echinacea che avevamo trovato nel siero, thè verde, faggio, aloe, timo.



Come dicevo, il siero Antos da solo per me al momento non è del tutto sufficiente, ma in combo con questa crema risulta una buona routine idratante per il viso anche in questo periodo con esigenze di idratazione più profonde. 



Ho però ovviamente ho provato la crema viso giorno anche da sola per capire come funzioni, e credo che dia una buona idratazione e credo sia adatta a pelli normali, magari lievemente stressate e secche. Per me non è ancora abbastanza al 100%, quindi l'ho preferita utilizzandola preceduta dal siero ma con l'arrivo della bella stagione potrei usarla anche da sola. Non credo abbia di per sé una azione particolarmente protettiva, ma sicuramente conferisce confortevolezza alla pelle, lasciandola liscia e morbida davvero per tutto il giorno.
Anche in questo caso, una erogazione mi permette di raggiungere viso e collo. 



Quello che mi ha sorpreso è che questa crema viso Antos lascia la pelle davvero morbida ed elastica:  nonostante come vi dicevo a livello di idratazione manchi qualcosa, sento che la pelle è in un buon stato, non è, passatemi il termine, lasciata a se stessa. Quindi tutti coloro che cercando una crema viso idratante che si assorbe in fretta, che risulta efficace ma non untuosa, grassa, o occlusiva, secondo me potrebbero darle un'opportunità. Anche questo prodotto, nonostante non sia particolarmente rinfrescante di suo, ha quell'emollienza che lo rende adatto per lenire dopo la cute dopo la rasatura. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito Antos
💸 € 6.50
🏋 50 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸


Non credo servano molte altre parole per dire che ho trovato questa linea uomo di Antos molto carina, con prodotti efficaci e combinabili in base a diverse esigenze, e più in generale secondo me adatta per tutti coloro che vorrebbero dei cosmetici con ingredienti naturali, ma che ricordino i prodotti da profumeria classica per via delle fragranze intense, e magari a chi cerca una buona idea regalo economica. 
Spero che Antos si decida ad ampliare questa gamma, perché secondo me si possono aggiungere ancora un paio di referenze. 




|#backtoseries chapter 35|
Non sono il top ma dategli una chance! 🙌🏻

Continua il mio inseguimento alle serie tv che voglio vedere e che sto lentamente recuperano, e continua però un po' il mood fiacco di quei telefilm che, nonostante abbiano buoni propositi e non siano per fortuna da drammatica bocciatura, presentano, secondo mio gusto ed esperienza, qualche problema per diventare dei prodotti davvero validi, ed in grado di sopraelevarsi in questo marasma di serie tv. 
In particolare oggi mi soffermo su due.

 Sex Education
Prima Stagione
⭐⭐⭐


L'11 gennaio 2019 è atterrata su Netflix una serie che stata apprezzata, amata, chiacchierata ma anche criticata ovvero Sex Education.


Due adolescenti, Otis e Maeve, hanno due vite e due caratteri apparentemente molto diversi, quasi opposti, ma si ritroveranno ad essere soci in affari. La mamma di Otis è infatti una terapista, una sessuologa per l'esattezza, per cui il ragazzo è cresciuto conoscendo tutto sul sesso, e quando Maeve scoprirà l'abilità del compagno di scuola, capirà che potrà farci un business: trasformarlo in un consulente sessuale per i suoi coetanei. D'altronde il sesso è un pensiero fisso per i ragazzi a quell'età, che devono confrontarsi con le prime esperienze e problemi di sorta.
Iniziare non sarà semplice, ma presto Otis e Maeve diventeranno una squadra parecchio affiatata, non solo negli affari con le loro sedute di terapia.


Simpatica, leggera, scorrevole, con una bella regia, a volte sopra le righe ma non stupida, e soprattutto in grado di trattare tematiche delicate senza appesantire il pubblico, ma senza svalutarle o metterle in ridicolo, in un equilibrio che rende Sex Education una serie piacevole, specie per i più giovani. Questi sono i pregi che ho trovato in questa serie tv che in 8 episodi si lascia seguire, che tiene compagnia e che fa un po' riflettere. Per questo secondo me merita almeno una possibilità.
Le premesse non erano certamente positive perché all'inizio mi sembrava che i personaggi fossero un po' troppo stereotipati ma con lo sviluppo mi sono reso conto che invece, molti di questi hanno tanto da dire e da raccontare, e tanto che possono dare allo spettatore, attraverso le loro vite. Si passerà fra temi come ad esempio l'omofobia o l'aborto in età giovanile, per dirne due che mi hanno toccato.
Ci sono però tanti altri elementi che secondo me sono stati male impostati in questa prima stagione di Sex Education, che ai miei occhi l'hanno resa un po' strana.


Partiamo proprio dal titolo, che poi dà l'incipit alle vicende: l'educazione sessuale. È bello come questo argomento venga toccato senza risultare come vi dicevo ridicolo, o imbarazzante. È bello come Otis riesce a comunicare naturalmente con i suoi compagni, e probabilmente è anche un segnale che si vuol mandare ai giovani ovvero che non c'è nulla di male ad avere dei dubbi sul sesso e che è importante parlarne, confrontarsi e affrontarlo con consapevolezza. Tuttavia c'è un certo anacronismo in questo.
Se ci pensate nell'era di internet dove va un ragazzo a cercare informazioni sul sesso? In rete ovviamente. Tuttavia in Sex Education non solo ci vengono nascosti più volte smartphone e computer, o meglio vengono usati a piacere dello sceneggiatore, ma l'ambientazione sembra farci pensare agli anni '80 e '90. Questa mi sembra un po' una forzatura e un allontanarsi dalla realtà.
Ci saranno poi altre scene troppo sopra le righe, esagerate e un po' kitsch, che rendono la serie irreale, ma questo elemento in particolare mi sembra appunto un modo troppo scafato di far funzionare le cose.


Inoltre nel corso delle puntate l'argomento sessualità si perde un bel po', ma volendo giustificare la cosa potrei dire che il ruolo di Otis non è poi quello di terapista, perché d'altronde anche lui è un adolescente, ma come dicevo su, più di confessore, di persona disposta ad ascoltare i ragazzi e dare un parere sensato. Ma anche per cercare di dar corpo alla storia, e risalto ai personaggi, però questa è una mia illazione.
Ci sarebbe tanto da dire sui personaggi appunto, perché in effetti sono tanti e diversi fra loro, ed hanno sviluppi che sono più o meno coinvolgenti. Otis è quello che preferisco meno: alla lunga è pesante, ripetitivo, poco incisivo sia nella storia che per lo spettatore, e secondo me resta un po' frenato per dovere di copione.
Eric invece è stato quello che ha una effettiva crescita e mi ha stupito, perché in principio mi aspettavo la solita macchietta inutile dell'amico gay del protagonista, invece ha una sua storyline coerente e soprattutto coinvolgente, anzi sembra quasi l'unico ad avere una testa pensante e un cuore che funziona.


Maeve invece avrà un percorso forse meno coerente rispetto ad Eric ad esempio, ma secondo me si dimostrerà per quello che è: una giovane donna che può commettere degli sbagli, di cui paga le conseguenze, che come tutti gli adolescenti è in costante conflitto fra passione e ragione.
Sex Education secondo me è una serie per ragazzi che può sotto certi punti di vista risultare stimolante senza essere estremamente pruriginosa, che può mostrare tante sfaccettature della realtà e portare magari i giovani ad un confronto e a riflettere. Qui per scoprire cosa mi è sembrato della seconda stagione. 


Homecoming
Prima Stagione
⭐⭐⭐


Cambiamo invece piattaforma con la prima stagione di Homecoming, serie tv in 10 episodi che dal 22 Febbraio è stata distribuita col doppiaggio italiano su Amazon Prime Video.


L'Homecoming è un centro di recupero per soldati affinché possano reinserirsi al meglio alla vita civile. Il centro è gestito da Heidi Bergman, che svolge il suo ruolo con passione e coinvolgimento e che tiene dei colloqui con i ragazzi affinché possano condividere con lei le loro paure durante il periodo in guerra e quelle che sono le speranze per il futuro.
In un gioco fra passato e presente la serie ci svelerà che dietro quella che sembra un comunità con degli intenti più che onorevoli, si nascondono interessi ben più ampi. Ma non sarà semplice ricostruire quel che accadeva dietro le porte dell'Homecoming, visto che stranamente Heidi non ricorda nulla di quel periodo.


Non sapevo bene cosa aspettarmi da questa serie tv se non il fatto che forse ha incuriosito e spinto molti alla visione, ovvero Julia Roberts nei panni di una semplice e a tratti confusa e trasandata Heidi Bergman, un ruolo in cui risulta credibile e che le è riuscito secondo me molto bene, a parte la parrucca posticcia che, come fa notare la mia amica Simona, fa il paio con quella di Mandy Moore in This is us. Forse non è esattamente un ruolo nuovissimo per lei visto che a mio avviso ha un po' il sapore di Erin Brockovich, quindi di una donna che si scontra contro un potere forte. In generale però è una serie ben recitata.
Secondo me Homecoming merita una chance di essere guardata, perché è scorrevole, visti anche gli episodi da poco più di 20 minuti, intriga senza annoiare e senza appesantire, ed ha anche altri pregi più tecnici. La musica tensiva è un elemento che si nota subito, ed in generale i suoni che richiamano un po' un poliziesco degli anni '70. Ma anche la scenografia, ed un po' il look di Heidi ricordano quell'epoca, sebbene ci troviamo ai giorni nostri.


Ancora una volta giocano a nasconderci la tecnologia: i cellulari li usano tutti con gli auricolari, non ci sono computer quasi mai, e il registratore di Heidi è quasi invisibile. 
Anche la regia si muove in maniera interessante, a volte è straniante, si sofferma spesso sui volti, ma secondo me ha un aspetto che può dar fastidio. Praticamente il passaggio fra presente e passato viene differenziato anche da un aspetto ottico: il quadro dell'immagine si allarga quando ci spostiamo nelle vicende indietro nel tempo, e si restringe nel presente. Amazon Prime Video è un servizio di streaming che funziona anche su dispositivi mobili e se siete ciecati come me e guardate la serie su uno schermo piccolo, queste grosse bande laterali nere potrebbero non piacervi. Ma questa secondo me questa è un'inezia rispetto al problema più grande di Homecoming.


Secondo me la trama non è eccezionalmente intricata, i colpi di scena non mi hanno lasciato di stucco e non ho apprezzato tutte le soluzioni narrative scelte. Ho avuto come l'impressione che la storia più volte avrebbe potuto trovare una risoluzione ma si basa tutto su un non detto ed una nevrosi che non si capisce da cosa nasca. Heidi non ha memoria del suo passato, ma invece di fare scenate inutili potrebbe dirlo chiaramente e cercare di cavarne un ragno dal buco. Anche perché, proprio per via del fatto che non ha memoria, non può avere coscienza di un eventuale pericolo, non sa cosa si potrebbe celare dietro quei ricordi sbiaditi, anzi potrebbe andare a suo vantaggio cercare di collaborare. 
Sì, questa foto l'ho messa solo per apprezzare la bellezza di Stephan James

Quindi mi sono chiesto qual è il senso di questa MargheritaBuyte acuta che la coglie di tanto in tanto, se non la scelta imposta e troppo palese di uno sceneggiatore? Non credo serva un particolare ragionamento logico per rendersi conto che questo secondo me è un modo di scrittura troppo semplicistico: i personaggi non collaborano, non dicono le cose senza una effettiva ragione, o non le ricordano. Ed in queste circostanze io penso sempre una cosa


Insomma Homecoming non è la serie più originale che abbia visto, non mi ha fatto saltare sulla sedia né mi ha fatto scervellare per venirne a capo, ma se l'è cavata bene nel tenermi compagnia senza rinunciare troppo alla qualità. Nella seconda stagione non ci sarà a quanto pare Julia Roberts, ma io la seguirò comunque. 






GLAMGLOW Gravitymud: la maschera contro la forza di gravità!💎

Il mondo della cosmetica per il viso non è semplice da rivoluzionare, anche perché al giorno d'oggi, apri Instagram e vedi gente che applica la qualunque sul viso; ed io stesso, a questo punto, ne ho provate di ogni, tanto che trovare un prodotto davvero esclusivo è davvero difficile. Lo stesso vale per le maschere viso, un campo in cui ormai tantissime aziende si sono lanciate.
Riuscire a distinguersi in questo settore non è semplicissimo ma in questo mare magnum ci sono aziende che ce la fanno e secondo me GlamGlow è una di queste.



GlamGlow è un'azienda che proviene da oltreoceano e che dal 2010 si è saputa affermare per i suoi trattamenti viso e maschere, che sono diventate molto famose sul web e non solo, grazie anche al fatto che Sephora è uno dei principali rivenditori. A rendere i prodotti GlamGlow riconoscibili, chiacchierati ed Instagrammabili, c'è sicuramente il pack, i nomi, ma anche ovviamente le maschere stesse. Un esempio è la loro ultima creatura, la Glitter Mask, un mappazzone di sbrillini in formato maschera per il viso. Molto intelligente è inoltre la pensata che questa azienda declini molti dei suoi trattamenti in tre formati, dai 15 grammi della travel size, fino alla mega size di 100 grammi.
Io però, grazie a Simona (MissPenny09) che me ne ha fatto dono, ho provato uno dei loro trattamenti di punta, ovvero la GlamGlow Gravitymud™.



Non lasciatevi trarre in inganno dal nome, perché non si tratta di una maschera in fango, nonostante contenga minerali argillosi come illite e montmorillonite (Ciao Alberto Angela, ho studiato, si vede?) ma di una sorta di gelatina fluida, spessa, filamentosa dal colore bianco perlato e dal profumo fruttato intenso e pungente (e un po' chimico).
All'interno della GravityMud troviamo alcuni ingredienti che sono anche brevetti della GlamGlow:
"VIZITIGHT: complesso composto da Siero di Alghe Marine e Polimeri BioDefine per un effetto rassodante immediato.
LUNARLIFT: arricchito con Liposomi di Isoflavoni di Soia ed Estratto di Alga Rossa, per una pelle liscia e tonificata.
COSMIPLEXION: alle Alghe Brune d'Islanda, Acido Ialuronico e Argilla Glaciale ricca di minerali, per una pelle più giovane ed elastica.
TEAOXI: complesso a base di Altea Selvatica e Foglie di Liquirizia per una pelle visibilmente più compatta."
Sul sito ci tengono a specificare che si tratta di una maschera viso senza parabeni, siliconi, ftalati, e così via, ed in effetti fra gli ingredienti appaiono gli estratti naturali di cui sopra, ma non aspettatevi un prodotto ecobiologico come lo intendiamo noi qui in Italia. Tra l'altro la GravityMud è a tutti gli effetti una maschera peel-off quindi deve creare la pellicola che poi si va a rimuovere, e questo avviene in genere con polimeri sintetici.




Stenderla sul viso è una operazione estremamente semplice: l'azienda suggerisce l'utilizzo di un pennello che include nelle confezioni più grandi, ma noi che siamo gente semplice ci possiamo accontentare di usare le dita senza problemi, l'importante è creare un layer omogeneo che consenta poi di rimuovere la maschera. 
In pratica bisogna trasformarsi nell'uomo di latta.


Non ho mai fatto fatica a calibrare le quantità ed in generale non cola, vista la consistenza gommosa. 
Come suggerisce GlamGlow, la maschera va applicata su tutto il viso ma è importante evitare il contorno occhi, sopracciglia comprese, e il contorno labbra, ma sul sito di Sephora sembrano suggerire che possa essere applicata anche sul collo, dove gli effetti della gravità si notano benissimo. Io non mi sono spinto oltre la mandibola, includendo la parte leggermente sottostante e se avrò un collo flaccido sarà colpa mia. 
Un appello agli amici barbuti: se la barba è di pochi millimetri ce la si fa a passarci sopra e creare comunque la pellicola, per visi più irsuti, evitate ovviamente la zona. 
Dopo averla stesa avverto una sensazione di freschezza effettivamente piacevole, e man mano che la Gravitymud si asciuga, assume una colorazione sempre più metallizzata, leggermente cangiante.


Come da indicazioni bastano in effetti circa 30 minuti affinché la maschera sia completamente asciutta e si senta che tiri leggermente. Mi aspettavo che la pellicola avesse una adesione alla pelle un po' più strong, quasi effetto cerotto, invece si aggrappa in modo comunque delicato, e a rimuoverla non ho avvertito alcun dolore, né mi è sembrato faccia la ceretta al viso come molte peel off.
I pochi residui che restano su viso vanno via molto facilmente con semplice acqua. GlamGlow (ed anche io) suggerisce di non sciacquare tutto il viso, ma di ripulire solo le zone in cui ci sono dei residui evidenti.
Ho notato però saltuariamente un rossore al viso, che non sfocia mai in irritazione, ma è come se i componenti della GravityMud agissero sulla pelle. Questo rossore su di me passa in fretta, e con gli utilizzi è diventato meno evidente, tuttavia mi fa pensare che una pelle molto sensibile possa avere qualche problema in più con questa maschera.


Tuttavia ci sono altri benefici che mi fanno passare sopra a questo temporaneo inconveniente. Rimossa la Gravitymud, la pelle appare distesa e la sento davvero tonica, rassodata. Ancora non ho lassismi così evidenti, ma la sento chiaramente più soda e compatta, senza un eccessivo effetto lifting che a me in generale dà fastidio.
In questo senso credo che rispetti le promesse fatte da GlamGlow che la descrive come un 
"trattamento istantaneo che lascia la pelle rassodata e liftata."
Aggiungo però che noto una certa luminosità sul viso, perché è come se rilasciasse sul viso piccolissime particelle riflettenti (non aspettatevi i glitter patacca), da qui le ragioni per cui non sciacquare tutto il viso, che immagino, prima di un make up intenso possa dare un incarnato più radioso, in modo naturale e non untuoso. 
L'unica cosa che posso magari rimpiangere con l'uso della Gravitymud è una certa idratazione che non riesce a rilasciare sulla mia pelle. Devo anche dire che l'azienda non parla in alcun modo di agenti idratanti, non promette nulla a riguardo ed in INCI, a parte ad esempio l'acido ialuronico e l'estratto di altea, non ci sono altri elementi che possano agire a questa funzione. 
La Gravitymud di GlamGlow è un piccolo trattamento di lusso, rapido da fare, che unisce alla simpatia di questo effetto laminato sul viso, anche il reale risultato rassondante, perfetta per il giorno, magari prima di eventi importanti, o serate interessanti. 
Il fatto di poter utilizzare una taglia più piccola (con cui comunque ho fatto circa sei/sette applicazioni) prima di fare un investimento maggiore, è un incentivo in più che mi spinge a dirvi di provarla. 


INFO BOX
🔎 Sephora, Douglas, Lookfantastic.it, Online
💸 €19.90
🏋 15gr
🗺 Made in USA
⏳ 24 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Sinceramente ho voglia di provare altri trattamenti di GlamGlow, voi li conoscete?







Da non prendere seriamente



Marzo è il non avere più scuse, per nessuna ragione. Il torpore invernale, quello psicologico soprattutto, ci sta abbandonando, ed è il momento ultimo per organizzare, per iniziare, per lasciare andare, perché poi sarà tardi. Infatti non ho ancora fatto nulla di tutto questo, ma anche un letargico come me si ritrova con più cose da fare in questo mese.
Marzo, per dirne una, significa 10 anni di patente per me, dieci anni che attento alla vita mia e degli altri. Ricordo ancora la prima lezione di guida, la prima volta che salivo su una macchina dal posto guida per non fare finta, in un giorno piovosissimo, con i vetri tutti appannati, eppure non avevo paura.

Ma è ancora presto per pensarci, anche perché Febbraio tutto sommato, mi è piaciuto.
Febbraio è un ponte, fra un inizio e tante altre cose. È veloce, è breve ma può non essere indolore. D'altronde anche da un ponte breve si può cascare. Ancora mi tremano le gambe dopo la traversata dei 20 metri del ponte di corda in Irlanda, figuratevi per un ponte che dura 28 giorni.
Eppure il mio Febbraio è andato bene, non è stato un mese particolarmente ansioso, anche perché mica dovevo fare il mediatore all'incontro Trump/Jong-un, dove forse avrei fatto scoppiare la terza guerra mondiale.

Certo il piede di tanto in tanto mi ricorda ancora quanto sia stato imbranato e che forse c'era qualcosa di più grave che avrei dovuto far controllare, ma ho lasciato correre, come se fosse la cicatrice per un guerriero etiope.
Sicuramente questa nuova ondata di umido e freddo non giova, ma, come disse una grande intellettuale del nostro secolo, "My body's saying let's go But my heart is saying no" (cit Christina Aguilera - Genie in a Bottle, 1999 ca) all'arrivo della primavera, e specie dell'estate.
Mi sta bene questo freddo, qui da me non è così piovoso, ogni tanto il sole viene a ricordarci che siamo esseri viventi e ad asciugare i panni, e quell'oretta di luce in più che torna sempre utile. Potrei metterci la firma, anche se gioire del surriscaldamento globale non mi sembra cosa.

Prosegue molto bene il mio intento di frenare gli acquisti, specie quelli inutili e beauty, che poi non sono mai pleonastici, visto che termino tutto e ne produco review, ma sono orgoglioso del controllo che sto ponendo sulle mie finanze in questo senso, e lo sarò ancora di più quando avrò smaltito tutto, ma proprio tutto ciò che ho, ed il mio armadio mi ringrazierà e dentro ci sarà l'eco.
Inoltre sono quasi uscito da una situazione in cui mi hanno ficcato praticamente alla cieca, che anche nella più superficiale analisi di costi-benefici si palesava come una completa perdita di tempo e tranquillità, e se vi state chiedendo quali fossero i benefici, la risposta è nessuno.

Ho superato San Valentino, per l'ennesima volta da solo, e non è stato per nulla difficile. La vera difficoltà del 14 Febbraio dei giorni nostri è stato superare la sfilza di buoni, coupon e sconti arrivati per quella ricorrenza.
Dopo tanto tempo volevo tirar su un decalogo dei metodi che ho imparato per superare la festa degli innamorati inerme, nel corso del tempo, ma alla fine ho lasciato perdere, perché è giusto che il cinismo venga messo da parte ogni tanto e che gli inciuciosi innamorati si godano la loro giornata. Anche perché le battute sono tutte inflazionate ormai e non fanno più ridere nessuno.
O forse sto solo invecchiando e mi sono rammollito, che mi sembra l'opzione più probabile.
In effetti c'è una paura a riguardo, che non ha nulla a che vedere con le rughe e i capelli bianchi: compiere 30 anni.

Ho più o meno sempre avuto presente nel corso del tempo l'idea che ognuno deve seguire il proprio percorso, e non può e non deve paragonarlo a quello degli altri, perché ha un DNA unico e irriproducibile a causa di esperienze, scelte, idee e reazioni diverse, eppure questa cosa, in vista dei trenta, mi sta un po' sfuggendo di mano.
Ed è vero che ancora mancano parecchi mesi, ma l'ansia è come un viaggio: si può fare last minute, ma molte più volte si organizza per tempo, e può costare caro.
Son sicuro che dopo mezz'ora nel giorno del mio compleanno questa sensazione sparirà, ma intanto mi sembra di dovermi mettere in pari, di recuperare il tempo perso.
Ma chi lo decide che ho perso tempo? E cosa dovrei fare per arrampicarmi e tornare sulla retta via?

O comunque, cosa sto facendo intanto per recuperare terreno? Assolutamente niente.
Infischiandomene dei dettami che la pubblicità Kelvin Klein sottilmente appoggia, mi sto trattando bene come se lo meritassi, e non sto seguendo nessuna dieta in vista di una prova che non farò di un costume che non indosserò. In poche parole, se fossi stato il topo incastrato nel tombino, avrebbero fatto meglio a scavare per farmi uscire.
Quindi sono diventato più affascinante con l'età? No.
È migliorato il mio carattere? No.
Mi sveglio ogni mattino cercando di essere una persona migliore? Ancora no.
Perché passano gli anni, passano le paure, ma io resto lo stesso Pier.







|Beauty Cues #MaskWednesday|
Mi sono innamorato delle maschere in tessuto MondeVert e vi racconto perché 💝

Non è stato facile seguire tutte le novità cosmetiche, anche nel settore ecobiologico, che sono fiorite nel corso del 2018, e, oltre al fatto che non tutto è riuscito ad attirare la mia attenzione a punto tale da lanciarmi, avendo solo una faccia, non volevo che collassasse su se stessa prima dei suoi giorni, per cui mi son limitato.
Tuttavia un'azienda mi ha colpito sin da subito, ed appena ho potuto ho gravitato intorno ai loro prodotti. Mi riferisco a MondeVert, che molti di voi conosceranno forse come e-commerce ormai storico (dal 2007!) e bioprofumeria in provincia di Bergamo, ma che proprio l'anno scorso ha ampliato la loro gamma di saponi con un'intera ed anche ampia linea cosmetica a loro nome, composta da ingredienti naturali, e in parte anche da agricoltura biologica. Credo che, da ultimo, abbiano aggiunto anche una gamma di candele in cere di soia con stoppino in legno (presto mie!). 


MondeVert ha pensato anche a dei trattamenti per il viso in forma di maschere in tessuto, quattro per l'esattezza, che si adattassero alle diverse tipologie di cute, e la cosa carina è che sono proprio numerate.
Inutile dire che non ho dovuto riflettere molto a lungo sul fatto di volerle provare e quindi ne ho scelte tre (sì, potevo prenderle tutte e quattro ma un po' di anarchia non fa male).


La dimensione così come lo spessore della cellulosa delle maschere sono buoni o per lo meno rispecchiano il mio gusto. Così come è buona l'adesione alla pelle, salvo ad esempio nel mio caso, sotto al mento dove probabilmente la barba, seppur di pochi millimetri, non aiuta; ma pretendere altrimenti è un po' troppo, ne sono cosciente. In ogni caso non cascano via.
In generale la forma delle maschere in tessuto è ampia, quindi si può adattare un po' a tutti i visi, però i fori degli occhi mi son sembrati un po' troppo vicini fra loro, tanto da toccare con l'angolo esterno del mio occhio. Non mi dà fastidio ma è un aspetto che secondo me si può migliorare. Nulla da dire sulle fessure dove naso e bocca che invece calzano bene.
Ma fatemi andare in dettaglio maschera dopo maschera.

MondeVert Maschera Viso Idratante 01 In Tessuto



La prima maschera in tessuto MondeVert che ho provato è rivolta a pelli secche, adatta quindi alle mie esigenze, specie in questo periodo invernale. 
Appena ho aperto la bustina mi ha colpito subito un aroma che per me è poesia: dolce, speziato, sa di autunno. È un po' persistente, quindi se non amate le profumazioni intense potrebbe essere non adatta a voi.
Sul viso è lievemente fresca, ma non tanto da dar fastidio, anche con le temperature basse. Il siero è in un quantità perfetta: riesce ad inumidire bene tutta la maschera in modo omogeneo ma senza spreco di prodotto nella bustina, e senza gocciolare. Credo che anche la consistenza del siero (che Mondvert definisce siero-gel), riesce nell'intento di restare aggrappato alla cellulosa e quindi sul viso.
All'interno del siero della Maschera in Tessuto Idratante troviamo 
"- acqua di rosa damascena biologica: dona elasticità e tonicità alla pelle, contrasta la formazione delle rughe, idrata e forma sulla pelle uno scudo che ostacola i processi di disidratazione 
- succo di mela dei monti sibillini: dona luminosità e vigore alla pelle grazie alla presenza di antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi proteggendo dall'invecchiamento precoce, dalle rughe e dalle macchie tipiche dell’età avanzata. Stimolante della microcircolazione, incentiva la rigenerazione cellulare e favorisce il mantenimento di una pelle giovane
- vitamina E: ha una elevata attività antiossidante, si oppone all'azione dei radicali liberi che causano invecchiamento precoce della pelle 
- acido ferulico: possiede notevoli proprietà antiossidanti ed esfolianti"
Al contrario dei 15/20 minuti indicati dall'azienda, l'ho tenuta in posa un'oretta, e già dalla prima mezzora ho sentito che la pelle stava bevendo il siero. Dopo un'ora appunto la maschera era completamente asciutta.
Quanto alla resa di questa maschera MondeVert posso solo esprimermi con due parole: l'ho amata. 
Sulla mia pelle ha una azione oltre che idratante, anche illuminante e compattante. La pelle era tonica e molto distesa, al punto che ciò che resta della mia ruga in fronte era sparito. L'unico neo che farvi notare è che ho avvertito la cute leggermente appiccicosa una volta rimossa, ma nulla di così fastidioso da farmi venir voglia di lavare il viso, quindi direi quasi irrilevante. A livello di idratazione avrei potuto anche non proseguire con la mia routine.
A questo punto non so se fosse l'entusiasmo o una sorta di allucinazione data dall'inebriaménto del profumo, ma mi è parso che anche i pori fossero più chiusi e in generale la pelle più sana e liscia.
La Maschera Viso Idratante 01 di MondeVert si candida quindi per futuri riacquisti. 

INFO BOX
🔎 Mondevert.it
💸 €3.99
🏋 15 ml
🗺 Made in Italy
⏳ 1 maschera monouso
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MondeVert Maschera Viso Delicata 02 In Tessuto



Fra tutta questa linea di maschere MondeVert, la numero 02 è quella che mi incuriosiva di più in quanto contiene una serie di ingredienti molto interessanti, nonostante io non abbia una pelle particolarmente sensibile o reattiva. Si legge sul sito:
"- complesso di pre-probiotici: i pre-probiotici sono sostanze organiche capaci di stimolare selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri benefici; in questo caso vengono selezionati pre-probiotici in grado di stimolare l'attività dei probiotici, ovvero di quei microrganismi cutanei che giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento del corretto equilibrio della cute e nella protezione dall'aggressione degli agenti esterni chimici, fisici e microbiologici 
- mix di oli attivi: olio di mandorle, olio d'oliva, olio di lino e olio di borragine, ricchi in acidi grassi dal rapido assorbimento; questo mix nutre la pelle in profondità ripristinando il suo normale equilibrio fisiologico ed ha una potente azione antiossidante e idratante 
- tetrapeptide lenitivo: agisce nella pelli iper-reattive, riduce la sensazione di fastidio inibendo i neuromediatori dell’infiammazione 
- bisabololo: si ottiene per distillazione dell’olio essenziale di camomilla; è un ottimo lenitivo e calmante degli arrossamenti 
- vitamina E: ha una elevata attività antiossidante, si oppone all'azione dei radicali liberi che causano invecchiamento precoce della pelle"
A colpirmi non è stato solo quel peptide che mi sembra perfetto per chi magari fa uso di prodotti contenenti ad esempio alfaidrossiacidi che possono irritare, ma anche un altro olio non citato in questa lista, ovvero l'olio di semi di fico d'india, che nell'ultimo periodo sta spopolando in cosmesi.

Sulla cute la Maschera Viso Delicata 02 non mi è sembrata particolarmente fresca, ma è comunque piacevole da tenere in posa.
Il siero ha un aroma direi interessante: ha qualcosa di fruttato, molto naturale, ma mi sembra di avvertire anche l'odore dei componenti che contiene. Mi è parso un siero leggermente più liquido rispetto alle altre maschere, ma resta ben aggrappato alla cellulosa. 

Dopo aver utilizzato questa maschera in tessuto, ho sentito la pelle certamente più idratata, con un buon senso di confortevolezza generale; certamente ho aggiunto poi altri prodotti e trattamenti per la notte, ma poteva andare bene anche da sola. Sentivo la pelle compatta ma allo stesso tempo elastica, distesa e rassodata. E l'aspetto generale era quello di cute più carina, più omogenea e fresca. Mi ha stupito che anche al tatto la pelle fosse liscissima e, in questo caso, non presentava né tracce di siero né sensazione di appiccicoso. La posa è durata più o meno anche in questo caso un'oretta, fin quando la mia pelle non ha assorbito tutto il prodotto.
Quindi anche questa maschera in tessuto MondeVert mi è piaciuta moltissimo e la acquisterei di nuovo.

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MondeVert Maschera Viso Antiage 04 In Tessuto



Saltando la maschera purificante, mi sono diretto verso la Antiage il cui profumo mi è parso leggermente più fresco, talcato rispetto agli altri trattamenti, ma comunque delicato. Anche la sensazione sulla pelle era quella di una freschezza piacevole e un po' più evidente rispetto alla maschera idratante 01 per darvi un metro di paragone. 
Gli attivi funzionali che arricchiscono questa maschera MondeVert sono 
"- acido jaluronico a basso peso molecolare: agisce in profondità, fino agli strati interni della cute e stimola la produzione fisiologica delle proteine preposte al mantenimento della compattezza e dell’elasticità cutanea; la sua azione ha effetti benefici anche sullo spessore delle rughe 
- complesso epigenetico: è un complesso vegetale brevettato, costituito da maltodestrine ed estratto di maggiorana, che favorisce la riattivazione dei fibroblasti con conseguente innesco di tutta una serie di reazioni a catena che portano all'aumento della sintesi di collagene e ad una migliore ridistribuzione cutanea del collagene, a vantaggio della compattezza della pelle 
- estratto biotecnologico di plancton: prodotto dal plancton marino, ha una potente azione distensiva e di riempimento, con effetti anti-rughe immediati 
- succo di pomodoro: noto per l’alto contenuto di licopene, minerali e oligoelementi, acqua e Vitamine C, A e B, è un potente antiossidante, in grado di proteggere le cellule dall'invecchiamento. Grazie alla sua ricca composizione svolge anche importanti azioni disintossicanti, tonificanti, nutrienti e rassodanti per la pelle."
ma non posso non farvi notare anche l'estratto di vite rossa e melagrana, dall'azione rinforzante, antiossidante e anti age, ed anche l'estratto di Kigelia africana che pare sia un frutto dalle proprietà cosmetiche straordinarie. 

Ma tralasciando questi aspetti tecnici, la mia pelle ha risucchiato il siero della Maschera Viso Antiage MondeVert completamente nel giro di un'ora tanto che la cellulosa mi si è incollata al viso.
Temevo non so perché che mi trovassi dei residui appiccicosi ma non è stato così: il siero si è assorbito alla perfezione, e la pelle era liscia e asciutta.
Una volta tolta la maschera ho notato intanto una estrema compattezza e turgore della pelle. Anche i piccoli segni di espressione mi sembravano più affinati e distesi, anche se in questo senso ho preferito di pochi punti la maschera idratante.

Quanto all'aspetto generale della pelle era sicuramente sano e luminoso. L'unico appunto forse è sul grado di idratazione: sicuramente la mia pelle risulta idratata dopo il trattamento ma in questi giorni di pelle più bisognosa ho sentito, più che con le altre maschere MondeVert, il bisogno di proseguire con la mia skin care routine. La mancanza quindi di una idratazione profonda, cosa che io mi aspetto da una maschera per pelli mature e di cui in generale ho bisogno, me la fa mettere un gradino sotto rispetto alle altre, ma mi fa piacere quando un prodotto ad azione anti age si può adattare anche a pelli più normali e miste, e che io stesso potrei apprezzare molto di più in estate, così come credo possa fare questa Maschera Viso Antiage 04.

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Innamorarmi delle maschere in tessuto MondeVert è stato facile perché ad ogni utilizzo, nonostante le differenze che ho trovato, ho visto che agiscono davvero sulla mia pelle, mi è parso che abbiano un'azione rigenerante e credo che possano davvero migliorare la pelle, specie con l'uso costante. 
Per quanto sperassi che funzionassero, non mi aspettavo che mi piacessero così tanto.
Le avete mai provate? Vi incuriosiscono o non fanno per voi?






|Beauty Cues|
I miei prodotti per capelli PREFERITI dell'ultimo periodo! 🥰

Sono sempre restio quando si parla di provare prodotti per capelli, ci vado con i piedi di piombo, se posso utilizzo prima dei sample o delle minitaglie e li recensisco dopo un lungo periodo di prova.
Questo perché i miei capelli sono un po' difficili da gestire ed il mio cuoio capelluto non è da meno, in quanto secchezza e sensibilità, per cui non voglio scatenare un putiferio sulla mia capoccia, e quando un prodotto non va bene, lo allontano subito.  
Ormai ho capito, più o meno, non solo come tenere a bada eventuali problematiche, ma anche cosa va bene sia per la chioma che per il cute, per cui negli ultimi tempi ho saputo trovare prodotti che comunque si confacessero alle mie esigenze.
Quando tempo fa Danya di Bio's mi inviò, fra l'altro, uno dei loro shampoo in una box super personalizzata sono entrato in modalità ispettore Gadget perché mi è sembrato in linea con ciò che cerco da questo prodotto.

Risultati immagini per Bio's

Vi avevo parlato di Bio's già per altre recensioni lo scorso anno, e la mia esperienza è continuata con appunto i prodotti capelli.
Si tratta di una azienda artigianale, che prosegue a conduzione familiare, ma quel che più apprezzo di Bio's è l'umanità. Tante volte mi sono interfacciato alle aziende come un semplice consumatore, e tante volte non ho ricevuto nemmeno una risposta alle mie domande, mentre ho visto ed ho letto le testimonianze di chi è entrato in contatto con Bio's. Vi basti pensare a come Daniela ha aggiornato le formule dei suoi prodotti per rispondere ai feedback che riceveva dai clienti, e secondo me è una grande dimostrazione di quanto ci tenga alle persone che si affidano al suo brand.
Vi dicevo che Daniela mi aveva inviato uno shampoo ma io, un po' per farlo appattare, un po' per sostenere in minimissima parte questa azienda, ho acquistato il balsamo della stessa categoria. 


La linea capelli di Bio's si compone di diversi prodotti fra shampoo per diverse tipologie di capelli, anche in minitaglie, alcune maschere e balsami, ma anche le nuove gamme Shine On e Moon Light a base di alga spirulina e fico d'india, che ha presentato allo scorso SANA.
Oggi finalmente vi posso raccontare come mai la combo dei due prodotti che ho utilizzato è diventata la mia preferita nel corso dei mesi.



Bio's Shampoo Capelli Delicati


Fra tutti gli shampoo di Bio's credo che Daniela abbia azzeccato quello più adatto a me. Viene presentato come un prodotto appunto per capelli delicati, ma anche per chi soffre di allergie e sensibilizzazioni in genere. 
In effetti questo shampoo Bio's ha un INCI essenziale, dove oltre a tensioattivi delicati, hanno inserito attivi come l'estratto di camomilla per lenire, ed in effetti si sente questo profumo ben percepibile che ricorda molto quello del fiore, anche se su di me non resta sui capelli, le proteine del grano ed il succo di aloe che idratano e condizionano i capelli.
Trattandosi di uno shampoo concentrato, la stessa Bio's suggerisce come diluire il prodotto 
"Il rapporto più usuale è pari ad 1:3 (1=shampoo; 3=acqua) ma in alcuni casi si è arrivati a 1:10."
come si legge sul flacone. Io ormai vado ad occhio: una volta che capisco il potere lavante dello shampoo, mi regolo mi regolo di conseguenza con le quantità, anche in base a quanto sono sporchi i miei capelli, quindi può anche variare di volta in volta. In questo caso non ho avuto mai problemi di diluizione.


La consistenza gel fluida dello Shampoo Capelli Delicati Bio's si trasforma subito in una schiuma molto soffice e voluminosa, che si distribuisce su tutta la testa con facilità, ed aiuta il lavaggio perché non si smonta dopo pochi istanti. Dall'altro lato però non si sciacqua con difficoltà e né serve troppa acqua, anzi. 
La prima cosa che ho notato utilizzando questo Shampoo Bio's è che non mi ha mai aggredito la cute: nel corso dei mesi ovviamente il mio cuoio capelluto non è stato sempre sano, a volte magari lo sento più secco, altre più sensibile e tendente a prudere, ed in tutte queste circostanze non ho avvertito che questo shampoo andasse a peggiorare la situazione. Dall'altro lato però riesce a detergermi bene i capelli, lasciandoli puliti e leggeri per i soliti 3/4 giorni prima del lavaggio successivo. 


Cosa che ovviamente ho apprezzato, e che si avverte già sotto la doccia, è che non mi va a creare un groviglione di nodi in testa, ma mi lascia i capelli tutto sommato districati, pettinabili e morbidi.
Quindi se avete i capelli secchi, stressati, trattati, se fate lavaggi frequenti come indica l'azienda, ad esempio in estate, o magari avete i capelli corti e non vi va di aggiungere balsamo e maschera, lo Shampoo Capelli Delicati Bio's secondo me è l'ideale per detergere senza aggredire né appesantire. Se avete i capelli grassi non so se ve lo consiglierei, potreste provare a giocare con la diluizione, ma credo che sia meglio optare per lo shampoo apposito. 

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda
💸 €8.40
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳  12 Mesi
🔬 Cruelty Free
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Bio's Balsamo Protettivo Capelli Delicati


Ho scelto di abbinare allo shampoo il balsamo della stella linea Bio's ed è stata una scelta ottima perché hanno creato insieme una accoppiata che appunto è diventata la mia preferita dell'ultimo periodo. 
Si tratta di un balsamo molto cremoso, ma la consistenza, nonostante faccia un pelo fatica ad uscire dalla confezione, specie quando sta per finire, tanto che io la tengo capovolta, si sparge sui capelli in maniera uniforme e completa. In questa consistenza Bio's ha racchiuso una formulazione che resta sempre semplice, ma con attivi funzionali come l'olio di argan che è ottimo per la chioma, il succo di aloe e l'estratto di malva, da cui prende anche il profumo molto piacevole che caratterizza questo prodotto. 


Anche in questo caso Bio's indica il prodotto come adatto a capelli delicati, ed io mi sento di aggiungere che mi sembra un balsamo perfetto per capelli da normali a secchi, anche appunto corti, perché non appesantisce, ed è appunto studiato anche per soggetti sensibili e allergici.
Appena lo distribuisco sui capelli noto due cose: il prodotto sembra quasi sparire, come se venisse in parte effettivamente assorbito. Tuttavia ho visto che va sciacquato con un po' di attenzione. 
Dall'altro lato noto che i capelli risultano ancora più districati quasi istantaneamente. Vi dicevo che già lo shampoo non aggroviglia i capelli, per cui questa azione districante è sufficiente a perfezionare quanto già di buono si ottiene durante il lavaggio. 


Inoltre su di me il Balsamo Protettivo Bio's mi ammorbidisce i capelli e li rende più disciplinati e un po' più luminosi, cosa non semplice sulla mia capoccia. 
È comunque un conditioner che, anche se distrattamente abbondate con le quantità, credo che difficilmente possa appesantire i capelli, o per lo meno su di me non è mai capitato. 
Mi sento di avvertire chi magari ha capelli davvero tanto secchi, magari decolorati, o conta di usarlo insieme ad un altro shampoo meno condizionante, perché per voi potrebbe non essere abbastanza, ma se la situazione è meno drammatica, e magari avete capelli sottili, che tendono a sporcarsi facilmente dovreste dare una chance a questo Balsamo Capelli Delicati di Bio's.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, Online, Sito dell'azienda
💸 €9.40
🏋 200 ml
🗺 Made in Italy
⏳  6 Mesi
🔬 Cruelty Free
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Questa unione di prodotti per capelli Bio's mi è piaciuta perché a mio avviso sono sinergici fra loro: quel che manca in uno, lo aggiunge l'altro ma senza esagerazioni, senza strafare. Il risultato che ottengo è che i capelli restano morbidi, puliti e disciplinati ma senza perdere di corpo. I capelli fluenti che fanno swish sono belli, piacciono a tutti, ma se perdono corpo, di struttura, di volume, ovviamente non tengono più la piega, e il ciuffo mi casca dopo due minuti, con loro invece non ho avuto questo problema. Ricomprerei sinceramente entrambi, specie lo shampoo, ma come conditioner sarei curioso di provare una delle maschere capelli Bio's.
Voi avete avuto qualche esperienza con questo brand? 




{Recensione Film 🎥🎬}
Film da Oscar 🏆

La premiazione degli Oscar 2019 è ad uno starnuto da qui, e sto cercando di recuperare tutte le pellicole candidate che mi incuriosivano. Operazione mica semplice, anche se mi ero in parte portato avanti con A Star Is Born, che doveva essere un flop ma si è beccato una roba come otto candidature, Il Ritorno di Mary Poppins, che ha quattro nomination per Oscar "minori", ed il chiacchieratissimo Bohemian Rhapsody, ma c'è tanta carne al fuoco e purtroppo non ho potuto far di meglio. Moltissimi dei film in un modo o nell'altro mi hanno incuriosito, motivo per cui ho dovuto creare una gerarchia.
Per capirci, avrei voluto vedere Black Panther ed è praticamente da un anno che ci penso, ma poi è stato scavallato da altre robe e quindi eccoci qua.

La Favorita (2018)

Agli inizi del '700 il regno di Inghilterra e Scozia era retto da una donna capricciosa, infantile e poco propensa verso le questioni politiche, ovvero Anna Stuart. Tuttavia la regina aveva la fortuna di avere al suo fianco una amica di infanzia, e soprattutto una consigliera di polso, ovvero Sarah Churchill, duchessa di Marlborough.


Sarah aveva a cuore la regina, sapendo che era una donna afflitta da una vita che l'aveva ferita nei peggiori dei modi e da una salute tutt'altro che florida, ma sapeva tenerle testa, indirizzarla in questioni politiche e del regno. La duchessa era anche conscia della sua posizione, e ci teneva ovviamente a preservarla. Ma l'arrivo di una sua cugina, Abigail Masham, riuscirà a far vacillare quella che fino ad allora era stata una certezza per Sarah Churchill: essere la favorita della regina Anna.
Sarah e la baronessa di Masham erano due donne estremamente diverse: la prima più decisa, battagliera, dal carattere forte e pronta a fronteggiare le intemperanze della reggente; la seconda invece era più affabile, dolce, comprensiva verso Anna. Tuttavia Abigail aveva anche sofferto il declino della famiglia, con tutto ciò che ne consegue e, come una serpe in seno, si fece strada con le unghie e con i denti.


La Favorita mi ha conquistato moltissimo nel suo intrigo, nella sua intensità, nel suo essere grottesco nelle immagini e nei dialoghi, ma con un filo di ironia che rinfresca la visione, in questo gioco di inganni, di emozioni, di sentimenti in parte veri, ma sempre nel dubbio del doppio gioco. Queste luci ed ombre, e questi contrasti che si vedono anche nei luoghi delle vicende, che passano dal ricco barocco, al freddo ed asciutto, e appunto dalla luce, al buio molto profondo, dalle aperture di certi spazi, ai luoghi angusti di altri.
Inutile dirvi che i ruoli femminili in questo film sono potenti, e sono al centro di tutto. Gli uomini vengono spesso messi in un angolo, a volte nemmeno nominati (come il marito della regina, Giorgio di Danimarca), a volte un po' ridicolizzati nella loro apparenza o nei loro modi, che non riescono ad intimorire l'altro sesso, per sottolineare come le donne abbiano il pieno potere e siano al centro del film. Sono però tutte figure femminili diverse nella loro umanità.



La Regina Anna (Olivia Colman) è un po' la femminilità più debole, colpita proprio in quello che è una parte importante del suo essere donna, ma che sa essere la madre-matrigna pronta a rispondere con ferocia. Sarah Churchill (Rachel Weisz) è sicuramente il carattere più forte e stabile, è volitiva, non si abbatte, ma fronteggia ogni situazione a testa alta, una consigliera scaltra ed acuta che forse tutti i regnanti vorrebbero.
Abigail Masham (Emma Stone) è una femminilità un po' più elaborata, perché se in principio si dimostra umile, poi riesce con un twist a svelare a sua volta una certa malizia, ma resta la più vile se vogliamo, quella che agisce nell'ombra, quella più superficiale, perché si dimostrerà incapace di sostenere il peso di ciò che ha smosso. 



A proposito ho anche apprezzato molto la crescita o meglio il movimento dei personaggi: nonostante sembrino fissi nei loro ruoli dati dalla gerarchia e da queste caratteristiche generali che ho detto, la scala di ruolo si muove quasi costantemente, come una partita a dama, con l'amaro messaggio che probabilmente non si può del tutto sfuggire da quella che è la propria condizione sociale. Ma soprattutto che nessuno va sottovalutato: chi prima si dimostrava forte e audace, alla fine rivelerà un po' di amarezza, chi invece sembrava pupo, più volte saprà tirare fuori il carattere da puparo. La stessa Anna quasi a metà pellicola sembra suggerirci di essere la mente, o comunque di sfruttare questo gioco di gelosie.
Ovviamente per questi ruoli magistrali servono delle ottime attrici e tutte riescono secondo me a portare delle interpretazioni perfette. Ne escono forse più in risalto Olivia Colman, che spesso deve muoversi più con la mimica facciale che con le parole ed ha un'intensità pazzesca, ma anche Emma Stone, che ha una doppia faccia molto più marcata ad esempio della Sarah Churchill di Rachel Weisz.


Quello che ho apprezzato di più è che La Favorita non è un film troppo intellettualoide, di quelli che esci dalla sala e ti senti un po' scemo per non averlo capito. No, mi sembra un film comunque accessibile, pur restando profondo.
Ciò nonostante La Favorita non è il classico film in costume, ho notato in questo senso delle similarità con Versailles e la miniserie Vanity Fair nel suo essere sopra le righe; si capisce sin da subito quando Abigail, presentandosi di fronte alla cugina, invece di mostrarsi prostrata e intimorita come ci aspetteremmo, per essere sporca di fango, ironizza sulla cosa. Ma anche questa regia, spesso straniante, secondo me rende La Favorita non un film didascalico.
Dirvi però se merita l'Oscar per me è un po' difficile non solo perché di film validi ce ne sono moltissimi, ma secondo me La Favorita ha un difetto, sebbene mi sia piaciuto moltissimo: nonostante scavi nei sentimenti umani forse peggiori, come l'orgoglio, la rabbia, la presunzione, il desiderio di vendetta e rivalsa, e nonostante romanzi dei fatti realmente accaduti, non mi ha dato quel pugno nello stomaco carico di emotività in grado di farmi traballare. 
Credo sarebbero potuti andare ancora più nel torbido, per lasciare allo spettatore ancora più amarezza, dolore e confusione. 

Titolo originale: The Favourite
Genere: storico, biografico, commedia, drammatico
Durata: 120 minuti
Regia: Yorgos Lanthimos
Uscita in Italia: 24 Gennaio 2019
Paese di produzione: Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti d'America
Voto 8.5



Green Book (2018)

Negli anni '60 in America circolavano i Green Book, una sorta di guida Michelin che aiutava gli afro americani a trovare locali, ristoranti ed alberghi che li accogliessero. Siamo nell'epoca in cui ai neri non era permesso nemmeno circolare dopo una determinata ora, ed i pregiudizi erano diffusi e radicati. Proprio quel libretto dalla copertina verde e da 15 mila copie l'anno, unirà due vite completamente diverse.


Tony Vallelonga, detto Tony Lip, è un buttafuori di origine italoamericana, che si arrabattata come può per portare a casa la pagnotta. È un uomo dalla parlantina sciolta, con tanta faccia tosta e dai modi un po' rudi, ma ama profondamente la sua famiglia e farebbe di tutto per loro. 
Don Shirley è invece uno dei pianisti migliori al mondo, educato, colto ed intelligente, ma purtroppo il colore della sua pelle è l'unica cosa che la gente nota. Le sue performance vengono elogiate da tutti, ma fuori dal palco viene discriminato e trattato con violenza, esattamente come tutti i non bianchi, e non solo. 

I due faranno di necessità virtù: Tony aveva bisogno di un lavoro, magari ben remunerato, e Shirley  cercava qualcuno che lo accompagnasse nel suo tour nel sud degli Stati Uniti, dove il pianista aveva deciso di esibirsi nei teatri per soli bianchi, con tutto ciò che comprendeva in termini di sicurezza.
Fra i due scatterà un legame fatto di rispetto, reciprocità, e affetto, che li porterà ognuno ad entrare nel mondo dell'altro.


C'è stato un momento, all'inizio di Green Book, in cui temevo di essermi imbattuto nella classica  pellicola infarcita di buoni sentimenti e volemose bene all'americana, ma mi sono presto ricreduto. Intanto si tratta di una storia vera e pare che moltissimi dei dettagli del film facciano parte delle vicende accadute, nonostante siano stati contratti i tempi.

Questo può sembrare una sciocchezza, ma mi ha fatto riconsiderare anche la rappresentazione dei personaggi, perché per certi aspetti pensavo fossero troppo stereotipati, specie per quanto riguarda ovviamente Tony Vallelonga, eppure lo stesso figlio Nick, che ha partecipato alla stesura della sceneggiatura, ha confermato come entrambi i protagonisti fossero d'accordo per questo film e che le vicende narrate siano vere. 
Ci sono state però polemiche da parte della famiglia di Don Shirley che non erano d'accordo col film e con quanto racconta.


Pare infatti che la famiglia abbia smentito l'amicizia fra i due, ed in generale i dettagli sulla vita dell'artista. Inoltre hanno definito Green Book come un "white-savior movie", ovvero un film in cui un protagonista bianco aiuta un protagonista nero, in parole povere. 
Io sinceramente non la vedo così anzi, ho trovato Green Book un film adorabile e un po' diverso. Tralasciando il fatto che della veridicità della storia, alla fine, mi interessa relativamente, e credo conti più la coerenza ed eventualmente il messaggio e le emozioni che manda, ma penso che sia Tony che Don vengono rappresentati allo stesso livello, e non c'è un rapporto di salvatore e salvato, ma di reciprocità e parità.

Entrambi i protagonisti hanno infatti qualcosa da insegnare sia l'un l'altro, sia allo spettatore. Se ci pensate la condizione di partenza è anzi a favore di Don Shirley più che di Tony: uno è ricco, privilegiato, apprezzato per la sua arte, e, nonostante venga discriminato per il colore della sua pelle, passerà comunque alla storia per il suo talento; Tony invece è un completo nessuno, che fa fatica ad arrivare a fine mese. 


Bilateralmente i due protagonisti cercheranno di far confluire i propri mondi così diversi, e di dare all'altro una parte del proprio bagaglio, senza però cercare di scavallarsi o di cambiarsi.
Ad esempio Shirley aiuterà Tony ad esporre i propri sentimenti, ad aprirsi verso un lato più sensibile, a farlo riflettere sulla condizione dei neri ed in generale delle persone discriminate, ma senza imporre la sua visione, senza giudicarlo o farlo sentire inadeguato. Ovviamente ne nascono degli scontri fra i due, ma che portano ad una maggiore apertura. Una cosa che ho notato è che ad esempio Tony proverà ad indossare la divisa da autista con tanto di cravatta, ma torna presto al suo abbigliamento, quindi al suo stile, a quello che è, e in questo Shirley non metterà bocca.
Tony mostrerà invece a Don come lasciarsi andare, come apprezzare la vita, e sorridere di poco, e gli mostrerà anche le sue paure e le difficoltà della sua condizione sociale. 



Green Book infatti non parla solo del razzismo verso i neri, ma dei vari layer di discriminazione, come quella rivolta agli italo americani, ed è come se in questo senso, entrambi i protagonisti abbiano bisogno l'uno dell'altro per scoppiare la bolla che si sono costruiti per sopravvivere. Tony col suo fare sempre da duro, un po' da spaccone se vogliamo, per cercare di restare a galla nel basso da cui proviene; Shirley sopraelevandosi e chiudendosi in questa gabbia d'oro per scappare dal giudizio con cui deve confrontarsi e fronteggiare, in quanto nero ma facoltoso, o meglio in quanto ricco ma comunque discriminato e solo. Shirley non somiglia a nessuno, non conosce suoi "simili".


A questo punto penserete che Green Book sia un film pesantone ma in verità scorre bene, nonostante il montaggio non sia sempre estremamente fluido in alcuni punti, e soprattutto ci sono dei momenti di ironia che vanno ad alleggerire la trama, senza però risultare stupidi o vuoti. I momenti più teneri invece non li ho trovati stucchevoli, ma ben preposti. Mi è piaciuto come il rapporto di amicizia fra i due uomini non venga raccontato come qualcosa che i maschi non fanno, di cui vergognarsi, dove ad esempio un abbraccio deve durare pochi attimi "o chissà cosa penseranno gli altri", ma nasca da un sentimento spontaneo e sincero.

Ed ho apprezzato anche come viene delicatamente toccata l'omosessualità (mai dichiarata) di Don Shirley: se da un lato ci mostrano come il pianista viene discriminato ed umiliato dai poliziotti che l'hanno trattenuto, dall'altro lato Tony cercherà di dare dignità all'uomo e soprattutto non lo accusa per l'atto in sé, ma per il rischio in cui si sarebbe messo, e per non averglielo detto prima. Inoltre non c'è imbarazzo dopo, non c'è voglia di sfruculiare in questa parte della vita di Don.


Non so dirvi se Green Book riuscirà a portarsi a casa almeno un Oscar, ma posso dirvi che a me è piaciuto moltissimo, che è un film in cui hanno saputo racchiudere intensità, tenerezza, onestà, e dolcezza, senza essere svenevole, ma da un punto di vista diverso, con due interpretazioni impeccabili da parte di Mahershala Ali (che è bellissimo) e Viggo Mortensen, e che credo vada almeno visto una volta. 


Genere: biografico, commedia, drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Peter Farrelly
Uscita in Italia: 31 Gennaio 2019
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Voto 9



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