martedì 24 maggio 2022

L'inutilità di due serie tv... non perdete tempo!

Le serie tv sono una indubbia passione che coltivo da anni, ovviamente senza alcun impegno, ma è comunque una attività che richiede tempo. Alla fine di due serie tv che ho visto di recente mi sono ritrovato con la sensazione di non aver concluso nulla, o che comunque, episodio dopo episodio, non mi hanno lasciato granché e quindi mi sono sembrate una perdita di tempo inutile. Parliamone, perché una in particolare è stata molto apprezzata da tantissimi. 


Heartstopper 
Prima stagione


Già rinnovata per ulteriori due stagioni, Heartstopper è diventata uno degli show di punta di Netflix in breve tempo, e pure Google le ha dedicato una piccola animazione quando si cerca questo titolo sul motore di ricerca. Ma a costo di passare per bastian contrario ad ogni costo, non ne sono stato estremamente coinvolto come molti.
È una serie tv tratta da alcune grafic novel di Alice Oseman, ed è incentrata soprattutto sulla storia di Charlie, un ragazzo adolescente dichiaratamente gay, e Nick, suo compagno di classe ma popolare nella scuola soprattutto per il suo talento nel rugby. Fra i due giovani, nonostante all'apparenza siano molto diversi, scatterà una scintilla che diventerà presto molto altro.


Non credo che questa breve introduzione includa qualche spoiler, perché pure la locandina fa già vedere come andranno le cose fra i protagonisti, ma è difficile non andare al punto perché Heartstopper ha una narrazione molto lineare. Non che questo sia un difetto di per sé, ma presa nel suo insieme, è per me un mistero come questa serie tv sia stata tanto acclamata.
Premetto che non l'ho trovata inutile per il messaggio sotterraneo che manda della e alla comunità LGBTQ+ ma per la serie in sé.
Infatti mi è sembrata abbastanza semplicistica, scontata e a volte banale: anche l'idea di prendere due archetipi già vecchi (il figo della scuola che si avvicina allo sfigatino un po' nerd) non mi sembra un primo step verso qualcosa di davvero interessante, seppur in chiave arcobaleno. 


Non bastano anche i personaggi secondari a creare dei diversivi e storyline convincenti, anche perché lasciano poco il segno lungo le puntate.
Non fraintendetemi, mi va bene che vengano create delle serie tv leggere, fresche, facili da seguire e che non debbano far venire il mal di stomaco dalla tristezza. Mi va pure bene che fra Nick e Charlie vada tutto bene, si sposino e magari mi invitino pure che ho voglia di una confettata. Ma non credo siano elementi sufficienti.
Il taglio di Heartstopper è sicuramente quello di un teen drama dolce e piacevole, ma credo vada preso come tale e credo sia ben lontana da avere aspetti che possano fare clamore. 


Molti hanno sottolineato come è bello per una volta in una storia principalmente a tematica LGBTQ e rivolta ad un pubblico giovane, le tematiche più cupe, violente, come omofobia e bullismo, abbiano dei toni più ovattati e meno cruenti, e dove anche il coming out non deve essere per forza un passaggio difficile e cervellotico nella vita di qualcuno, ma non mi è sembrata certamente una novità. Penso ad esempio a With Love dove l'inclusività viene rappresentata in modo spontaneo e dove addirittura troviamo un personaggio transgender che ha una storia d'amore con un altro etero cisgender.
Ma anche Love, Victor e Special, offrono due spaccati sul mondo gay in cui comunque non c'è una drammatizzazione eccessiva e "pesante". 


Persino in una serie più datata come Brothers & Sisters, l'omosessualità di Kevin veniva raccontata in modo spontaneo e completo sotto tanti punti di vista, senza arrivare ad intristire gli spettatori.
Credo che Heartstopper, nel voler dare un'immagine quotidiana di un amore LGBTQ, rischi anche di essere troppo confettosa e irreale, persino negli aspetti positivi: in otto episodi assistiamo solo a qualche casto bacio fra i due protagonisti che invece dovrebbero essere avvolti da una tempesta ormonale.
A voler essere pignoli inoltre la serie non fa un bel lavoro per quanto riguarda l'accettazione di sé, visto che un personaggio che non riesce ad abbracciare a pieno la sua omosessualità, viene fatto passare come uno dei villain della storia senza tante spiegazioni.


E come mai Charlie si avvicina ad un ragazzo potenzialmente eterosessuale e non dichiarato, pur avendo sofferto per una storia vissuta all'oscuro di tutti? Forse Nick è solo più carino del suo ex?
Anche i piccoli accenti grafici che appaiono qui e lì, per quanto carini nel mostrare le sensazioni dei personaggi, non sono una scelta originale.
Da omosessuale avrei forse dovuto emozionarmi di più con Heartstopper, mi sarei dovuto sentire più coinvolto ma mi è sembrato molto clamore per nulla. Va bene avere visioni positive, leggere e piacevoli, ma credo che vadano prese come tali senza una esaltazione eccessiva di qualcosa che a mio avviso non c'è. Vedremo con le prossime stagioni come procederà fra Nick e Charlie. 
Ma un dubbio mi è rimasto: Olivia Colman quanto tempo ha per passare dal premio Oscar a serie tv di questa portata?


Killing Eve
Quarta stagione



Nonostante la fatica a digerire le precedenti stagioni, ho voluto dare una chance alla quarta stagione di Killing Eve, soprattutto dopo aver sentito la notizia che sarebbe stato il capitolo conclusivo e non ci sarebbe stata una quinta stagione come era stato preannunciato.
Non per fare quello sgamato, ma fin dalla seconda stagione ero contrariato su come stessero andando le cose in Killing Eve perché se butti una serie in caciara, anche nel microcosmo che vai a creare, alla fine ti ritrovi con una roba che non ha né capo né coda. E arrivare alla fine dell'intera serie in maniera credibile e coerente diventa un miraggio.


Killing Eve 4 ha avuto purtroppo questo epilogo, in un lento franare verso un declino inevitabile, e che ha reso questa serie tv molto meno intrigante, con una scrittura poco curata, spesso poco centrata.
Mi riferisco ad esempio a questo scambio di personalità fra Eve e Villanelle che risulta non solo poco credibile, specie per quanto riguarda quest'ultima, ma anche inutile, coatto e poco divertente visto che viene sviluppato male e soprattutto considerando che presto tutto torna come prima. 


È però il finale stesso secondo me il culmine di questo sfacelo generale che ci ha mostrato la quarta stagione di Killing Eve. Infatti il tema portante dei temutissimi Dodici, che attendavamo fin dai primissimi episodi, viene smantellato con una breve slow motion poco d'impatto e con zero tensione, giusto il tempo di qualche pugnalata con aggiunta schizzata sanguinolenta. Uno dei misteri più intricati e portanti di tutta la serie finisce per essere una piccola incombenza da risolvere.
Peggiore è però la conclusione del rapporto fra Villanelle e Eve che, senza farvi spoiler qualora siate ancora intenzionati a vedere questa quarta stagione, lascia l'amaro in bocca.


Non sono del tutto d'accordo che, in quanto coppia queer, le due protagoniste dovessero avere un lieto fine (vedi anche il discorso che facevo per Heartstopper) perché si è sempre trattato di un rapporto disfunzionale in cui ognuna ha dovuto cambiare se stessa per assecondare l'altra. Dall'altra parte però credo che entrambe le protagoniste meritassero di trovare la pace, magari da separate, cresciute e consce del fatto che le loro vite fossero cambiate, ma non fossero destinate a rimanere insieme.
In ogni caso abbiamo un finale e questo è molto, ma Killing Eve è uno dei tanti esempi in cui un cast di livello che si impegna e si vede, non riesce a salvare una storia poco solida che non poteva durare a lungo. Non credo seguirò il poco interessante prequel su Carolyn



8 commenti:

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  1. Non mi faccio pregare, anche se Killing Eve dovrei vederla tutta e dall'inizio...molto probabilmente l'anno prossimo.

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  2. Heartstopper sarà prevedibile, zeppo di cliché, di situazioni zuccherose e poco ormonali, ma è riuscito a conquistarmi. Proprio per il messaggio positivo e il colore che ha. A volte, me lo faccio bastare.

    Con Killing Eve ho sentito la tua stessa puzza alla seconda stagione e ho resistito per la terza che già era puro fan service nel farci vedere gli abiti di Villanelle, i momenti romantici fra le due. Anche se mi dispiace mollare a un passo dalla fine, voglia di vedermi questo finale imperfetto non ne ho. E con questo post non mi aiuti a cambiare idea, anzi! Seguirò il consiglio del titolo :)

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    1. Sono sicuro però che la tua visione di Heartstopper sia lucida e capisca i suoi difetti. Molti altri sembrano non vederli.

      Se non sei affezionata a Killing Eve, e come mi dicevi hai altra roba, salta a piè pari, al massimo guarda l'ultimo episodio e via.

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  3. Sui personaggi secondari di Heartstopper sono d'accordissimo, vengono lasciati in sospeso parecchio, ma credo evolveranno nelle prossime stagioni.
    Riguardo la serie, a me è piaciuta proprio perché totalmente irrealistica, si vede che è tratta da una graphic novel romance.
    Rispetto alle esagerazioni di Euphoria ( bellissima, per carità, ma assurda per molte cose ) o alle cazzatelle italiane tipo Summertime, Nick & Charlie tutta la vita.

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    1. Non è però più o meno lo stesso? Cioè se Euphoria è irrealistica per eccesso in drammatizzazione, Heartstopper non è irrealistica per difetto cioè per la non drammatizzazione?

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    2. Scusa per l'enorme ritardo nella risposta.
      Probabilmente hai ragione, ma a me non ha disturbato affatto, è uno di quei rari casi in cui l'eccessivo romance irrealistico non mi ha disturbato, evidentemente sono stati molto bravi gli attori e i registi a farmi apprezzare una relazione piuttosto irrealistica.

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    3. Nessun problema, figurati! Diciamo che capisco che per molti sia meglio una serie che carica poco, che sia comunque leggera e spensierata, al posto di una che risulta "pesante" da seguire

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