Le novità sul retinolo, come usarlo in estate e una crema viso L'Oreal top!

I retinoidi sono quella famiglia di attivi che tutti gli esperti consigliano quando si tratta di cosmetici che davvero possono cambiare la pelle, ma crea sempre dubbi e perplessità. Io vi ho fatto un approfondimento in cui credo di rispondere a davvero tutte le domande, ma con l'arrivo della bella stagione una ritorna sempre: si può usare il retinolo in estate? E se sì, come? 
Anche io avevo questi dubbi in merito al vitamina A durante la stagione più soleggiata dell'anno, e per cercare di togliermeli ho scoperto che ci sono due scuole di pensiero.
La prima è quella più assolutista, che sconsiglia l'uso dei retinoidi durante l'estate, per evitare soprattutto irritazioni, sensibilizzazioni cutanee e problemi di sorta che possono sorgere con queste sostanze.


La seconda, più possibilista, vuole un uso continuato tutto l'anno, per non perdere diciamo il ritmo: si sa che in fondo il retinolo può apportare delle migliorie profonde alla pelle, ma non è certo una bacchetta magica, per cui la costanza è fondamentale. 
Questa teoria ha però delle regole: se siete degli utilizzatori abituali di retinolo la vostra pelle sarà già abituata, quindi non avrete problemi a proseguire il trattamento anche in estate, rimanendo magari con lo stesso prodotto usato in inverno. Ovviamente bisogna essere molto attenti a proteggere la pelle di giorno, e quindi ad applicare (e riapplicare) la protezione solare
Chi non è invece abituato ad utilizzare prodotti con vitamina A dovrebbe, sia in estate ma anche in qualunque periodo dell'anno, dovrebbe iniziare con percentuali basse, fra lo 0.01 e lo 0.03%, e usare l'SPF. 
C'è anche chi dice che l'estate può essere il momento ideale per iniziare col retinolo, visto che la nostra pelle, con un clima più umido e caldo, diventa meno secca e quindi meno propensa ad essere sensibilizzata.

Io sono un po' in mezzo a queste due teorie. Per un po' ho evitato di applicare il retinolo durante l'estate, ma negli ultimi tempi ho cambiato approccio, perché non ho notato problemi nell'utilizzare la vitamina A durante la stagione estiva. Ho però delle accortezze, infatti se so che vado in vacanza e starò molto al sole, cerco di stoppare l'uso del retinolo qualche giorno prima e qualche giorno dopo il mio viaggio. Inoltre se non ho terminato il mio siero o la mia crema al retinolo del periodo, preferisco non iniziare con un altro prodotto, ma usare il bakuchiol, una alternativa vegetale alla vitamina (qui il siero che ho usato quest'anno).
Ho escluso dal discorso tutti i prodotti che richiedono la prescrizione medica, ovvero la tretinoina e affini, perché il medico che vi segue vi saprà dare consigli più mirati. Io credo che quindi si possa usare la vitamina A in estate, ma in base alla propria sensibilità ed esperienza. 

Restando in tema retinolo, di recente è saltata fuori la notizia che fosse stato bannato e ritenuto dannoso nella comunità europea, ma è una semplificazione estrema di quanto accaduto.
Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori, CSSC, da tempo monitorava i prodotti con retinolo e derivati (come con tantissime altre sostanze), consigliando alle aziende di non superare lo 0.3% di vitamina A nei cosmetici. A fine giugno di quest'anno invece è arrivata una delibera più restrittiva, stabilendo che 
  • le lozione per il corpo avranno una concentrazione massima dello 0,05%
  • altri prodotti leave-on e rinse-off avranno al massimo lo 0,3% di retinolo
  • serve una etichettatura obbligatoria per qualsiasi prodotto cosmetico contenente uno di questi ingredienti: "Contiene composti correlati alla vitamina A, che contribuiscono all'assunzione giornaliera di vitamina A".
Questo non perché il retinolo non sia sicuro, ma perché l'Unione Europea si preoccupa che assumiamo troppa vitamina A, tra cosmetici, integratori e cibo. Le aziende hanno 18-36 mesi per adeguarsi e credo ci sarà una consultazione fra le parti prima che la cosa diventi definitiva.


Lo so che state pensando: questi, fra tutte le sostanze che ingeriamo, respiriamo, tocchiamo, si vanno a preoccupare giusto del mio siero al retinolo e non, per fare un esempio, di sostanze confermate come cancerogene come il fumo di sigarette che posso al momento assumere in lungo e in largo, senza tetti massimi. Da profano lo trovo strano e credo bastasse una etichetta, ma non stiamo qui a far polemiche. Tra l'altro non spetta alla CSSC occuparsi di alimenti o integratori.
Lo 0.3% di retinolo nella sua forma pura funziona abbastanza bene, se usato con costanza, credo meno invece ai derivati tipo retinyl palmitate. Inoltre, nella legge, al momento non è coinvolta il retinale o retinaldeide

A proposito di questa percentuale, vi ricorderete forse che ho usato un siero viso della linea Revitalift Laser di L'Oreal che appunto contiene retinolo. L'azienda ha anche un altro prodotto, cioè la Pressed Cream Retinolo + Niacinamide sempre della gamma Revitalift Laser, e se il siero non vi aveva convinti, forse può farlo questa recensione.



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🏋 50ml
🗺 Francia
⏳ 6 Mesi
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Parliamo dell'INCI perché difficilmente vedo una lista degli ingredienti del genere in prodotti comunque da grande distribuzione. La combo retinolo e niacinamide in primis è ottima perché se il primo può creare irritazioni, la seconda, fra le sue varie funzioni, si prende cura della barriera cutanea, rafforzandola e idratandola. Inoltre la vitamina B3 aiuta a rendere l'incarnato più omogeneo.
Non sono indicate le percentuali di questi attivi, e questo è un po' un neo che non comprendo, considerando che appunto sul siero è stato indicato, e che in linea generale credo sia utile specificarlo quando si tratta di vitamina A.

 
A mio parere non supera lo 0.2%, ed al massimo raggiunge lo 0.3% perché il retinolo è accompagnato dal retinyl palmitate, che è un estere particolarmente delicato.
La Crema Viso Notte Revitalift contiene anche acido ialuronico, olio di semi di soia e glicerina per idratare e nutrire.
Ci sono altre due sostanze che vogliono addolcire la formulazione e aiutare a lenire la pelle, cioè il pantenolo e l'acetil dipeptide-1 cetil estere, quest'ultimo in particolare è un peptide che pare "segnali" alle cellule della pelle di calmare le irritazioni. Come quando ti dicono "stai tranquillo", e tu ci credi davvero.
C'è anche una goccia di silicone, è vero, ma è messo molto in basso e non credo faccia da filler nella formulazione, ma la rende semplicemente più gradevole ed elegante.


In effetti questa Pressed-cream Revitalift è una crema sofficissima, che si stende con estrema facilità, e su di me si assorbe bene e rapidamente. Va utilizzata di notte, come ultimo step della skincare, quindi non mi preoccupa molto il finish, ma su di me non risulta pesante o untuosa anche quando fa un po' più caldo. Credo che dia una buona idratazione profonda, ma se avete una pelle secca, ed è inverno è meglio farla seguire ad un siero. 
L'erogatore a pressione scelto da L'Oreal è poi un'altra buona idea: da un lato preserva il prodotto, cosa importante per il retinolo, dall'altro aiuta a dosare bene la crema, senza sprechi.


L'azienda consiglia un uso graduale del prodotto, inserendolo man mano nel corso di tre settimane, e suggerisce di evitare le palpebre. Io che comunque ho una buona tollerabilità al retinolo e lo uso da anni, l'ho comunque applicata anche sul contorno occhi, e non mi ha dato bruciore, ma voi state attenti.
Stessa cosa sul collo, zona in cui, in passato, ho avuto reazioni da vitamina A, ma non è stato questo il caso. 
La profumazione è invece intensa ma evanescente per me, è gradevole e non banale, rende l'uso ancora più piacevole. 
La Pressed Cream Retinolo + Niacinamide mi piace però non solo per questi aspetti ma anche per i risultati. 
Quello che cerco dai prodotti con vitamina A non è un effetto riparativo o anti age perché in effetti non ho delle grosse rughe da correggere, ma è un circolo: non ho infatti segni del tempo particolari perché ho una skincare mirata affinché li prevenga e aiuti a non peggiorare lo stato generale, e penso che ci stia riuscendo soprattutto grazie al retinolo. 


Nel breve periodo, un po' come col siero, questa crema notte L'Oreal mi rende la pelle più idratata, ma anche più omogenea, liscia e luminosa. Me ne rendo proprio conto già il giorno dopo, e quando mi è capitato di mettere il prodotto in pausa per andare in vacanza, ho notato la differenza. 
Credo che possa essere un buon prodotto per chi non ha praticità col retinolo, e cerca un prodotto che sia semplice da usare, e che abbia quella emollienza necessaria a tolleralo meglio. Questa crema notte Revitalif Laser è indubbiamente un po' più cara rispetto alla media dei prodotti da grande distribuzione, ma considerate che vi ritrovereste due attivi importanti in un solo prodotto.

Voi usate il retinolo in estate? Conoscevate le nuove regole dell'unione europea?




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Perché la seconda parte di The Witcher non salva la terza stagione

Parlando della mia opinione sulla prima parte di The Witcher 3, avevo messo le mani avanti (anche se per alcuni commenti su Facebook non è bastato) dicendo che la mia era solo una opinione parziale, oltre che ovviamente soggettiva, che avrebbe trovato una definizione una volta uscita la seconda parte. Quel momento è arrivato il 27 Luglio.

Devo fare un'altra premessa perché non sono tonto (almeno non del tutto): la mia recensione sulla prima parte era indubbiamente netta e sembrava quasi definitiva perché avevamo già assistito alla maggior parte della storia, e quindi i nuovi 3 episodi non potevano avere il tempo necessario per poter ribaltare del tutto la mia opinione. Quindi ero conscio che il resto della terza stagione si sarebbe più o meno mantenuto sulla stessa lunghezza d'onda, perché cinque episodi sono troppo pesanti da ignorare nella bilancia generale.
Ho però trovato qualche aspetto positivo in questa seconda parte di The Witcher 3 che vale la pena sottolineare. 

Col sesto episodio finalmente infatti si entra nel pieno dell'azione, e dagli intrighi di corte, i balletti e i bisbigli dietro le colonne di qualche palazzo, si passa ai combattimenti anche più movimentati, che si intrecciano alla magia, e un po' tutti i personaggi si ritrovano coinvolti. C'è finalmente la tensione e i momenti di difficoltà tanto attesi, e soprattutto scopriamo il volto di chi ha ordito tutto quanto. Le scene sono ben congeniate, sono abbastanza epiche, e gli effetti rispettano secondo me la qualità che The Witcher ha raggiunto dalla seconda stagione a questa parte.
Le fazioni quindi si scontrano finalmente, ma non ringalluzzitevi troppo perché tutto dura davvero poco: superata la battaglia si torna al ritmo letargico di sempre.
Ma è soprattutto il settimo episodio a dare una mazzata a questa terza stagione di The Witcher.


Ho già espresso la mia scarsa simpatia per Cirilla che non trovo carismatica e soprattutto non ha avuto una costruzione psicologica da renderla la protagonista che dovrebbe essere. 
Cercare di mettere un toppa a questa lacuna, dedicandole un intero episodio, in cui affronta i suoi mostri più interiori, non funziona. 
Il risultato è infatti una puntata noiosa e ripetitiva, con un panorama statico e che soprattutto non fornisce nulla di realmente rilevante alla storia nel suo insieme. Freya Allan, che interpreta la leoncina di Cintra, è sicuramente cresciuta come attrice dalla prima stagione, ma secondo me può poco con una sceneggiatura che non la valorizza del tutto. Pare inoltre che la quarta stagione la vedrà ulteriormente protagonista, e già tremo all'idea. 
Il ritmo è comunque calante anche nell'ottavo episodio, che segna l'addio di Henry Cavill al suo Geralt (verrà sostituito da Liam Hemsworth).


Penso che ci aspettassimo un po' tutti che questo commiato finale fosse particolarmente incisivo, ma così non è stato. Pare infatti che la decisione da parte di Cavill di non proseguire ad interpretare questo ruolo sia arrivato dopo la fine delle riprese, ma a dirla tutta, Geralt non ha avuto chissà quale presenza in questa terza stagione. Qui finalmente ci mostrano le sue capacità in battaglia, ma finisce presto fuori gioco (e fuori dallo schermo). Se è una scelta voluta, non solo per il cambio di attori, ma anche in vista di una maggiore centralità di Ciri, allora ha senso chiamare ancora questa serie tv The Witcher.
Ed anche il finale stesso, oltre al discorso specifico sullo strigo, e lungi dal farvi spoiler, ha un sapore abbastanza insipido, ben meno epico di quanto ci si poteva aspettare e non lascia la voglia a proseguire con la prossima stagione.

Non avendo letto i libri o giocato al videogioco, ho avuto sempre un approccio neutro con The Witcher, e mi aspettavo di trovarci quello che in genere cerco in un fantasy in costume, specie se legato ad una saga. Mi aspetto infatti che ci sia una costruzione dettagliata di un microuniverso, funzionante con le sue regole, mi aspetto la caratterizzazione dei personaggi, almeno dei principali, da un punto di vista psicologico, per capire le loro reazioni e azioni, e cerco quella epicità nei momenti di azione.
The Witcher fino ad adesso è sempre stata scostante nel coniugare tutti questi elementi, e purtroppo tre diverse stagioni non sono state sufficienti ad equilibrare il tutto.

Inutile poi infierire su personaggi più o meno secondari come Ranuncolo, ormai spogliato di qualunque verve e interesse. 

Dopo aver visto questa parte seconda, l'impressione che ho avuto è che la scelta di dividere gli episodi e pubblicarli a distanza di un mese, non abbia giovato affatto, visto che da un lato ne hanno risentito i primi episodi, che non trovavano uno sbocco, dall'altro queste ultime tre puntate non mi sono sembrate così incisive da poter vivere di vita propria o meritare un hype e una attesa particolare.
Sono curioso di vedere come sarà Liam Hemsworth in questo ruolo, ma ammetto che se i creatori della serie non dovessero ascoltare le critiche ricevute (e vi assicuro che non solo il solo), credo che la abbandonerò. 

La quarta stagione di The Witcher è arrivata il 30 Ottobre 2025 su Netflix, ne ho parlato qui. 

Bagnodoccia Solidi Cien: la recensione con la nuova formulazione

È arrivato il momento di darvi il mio aggiornamento sulle nuove formulazioni dei bagno doccia solidi di Cien Nature. Dopo la gamma haircare ed il detergente viso, avevo infatti acquistato anche i doccia schiuma e l'esperienza è stata, ve lo anticipo, positiva.



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🔬 BIOS NaturCosmetics


Nel rinnovare questa linea di
cosmetici solidi, Cien Nature ha apportato delle migliorie, dando ai prodotti caratteristiche mirate per esigenze più specifiche, ma sono rimasti invariati alcuni aspetti che non mi vanno giù, come il fatto che queste confezioni non abbiano una chiusura di sicurezza che ne assicuri l'integrità al momento dell'acquisto.
Inoltre sono tutti uguali in termini di forma e colore, quindi se li acquistate e li usate in contemporanea, o prendete tutta la linea inclusi gli shampoo, siete obbligati pure a tenerli separati o fare i cani da tartufo ogni volta per distinguerli in base al profumo.


Ma soprattutto ho notato una grammatura inferiore, anzi praticamente la metà rispetto alla versione dell'anno scorso, cosa che può andar bene per i prodotti capelli e viso ma non è l'ideale per quelli corpo. Inoltre questi bagnoschiuma solidi hanno una forma poco pratica, sono dei cubotti, e preferivo quella tonda precedente, specie man mano che il prodotto si assottiglia con l'uso.

Il Bagno doccia Solido Cien Nature che ho provato per prima è stata la versione Rinfrescante con Aloe Vera e Fiordaliso, visto che era già caldo quando ho iniziato a testarli.

Questo effetto rinfrescante dovrebbe essere dato proprio dall'estratto di fiordaliso, e c'è anche la glicerina per idratare. Non ho capito invece la presenza di barbabietola e gardenia che dovrebbero dare una colorazione al prodotto, ma questo è perfettamente bianco, quindi non so bene cosa ci facciano al suo interno. La profumazione è floreale ma molto delicata, io la sento appena durante l'uso, e non permane sulla pelle. 
Questi nuovi bagnodoccia solidi Cien fanno davvero una bella quantità di schiuma cremosa, soprattutto con l'uso di una spugna. Un po' meno per con le mie spugne in silicone che ormai sono solito usare, ma ho trovato comunque molto gradevole utilizzarli ed è anche facile risciacquarli, quindi perfetti per l'uso quotidiano.
Il docciaschiuma Rinfrescante è però quello che ho preferito leggermente meno, nell'ottica sempre di un prodotti che ho apprezzato. 


Infatti non è solo la questione della profumazione ad avermi convinto meno, ma anche il fatto che non percepisco in alcun modo una sensazione di freschezza. È secondo me un doccia schiuma che fa bene il suo lavoro nel lasciare la pelle pulita e abbastanza morbida, che non mi ha mai irritato la cute, anche con un uso costante. Se avete una pelle secca sentirete, come sempre, l'esigenza di una crema corpo, altrimenti potrete anche saltare lo step perché non è un prodotto aggressivo. Anzi è un prodotto adatto un po' a tutta la famiglia, magari da lasciare in doccia.

Il Bagno Doccia Addolcente Avena e Camomilla mi è sembrato invece avesse una formulazione più completa e interessante con appunto attivi che si adattano allo scopo.


La sua profumazione secondo me è più intensa e avvolgente, e se magari non persiste sulla pelle, è  comunque piacevole sentirla mentre ci si lava. Inoltre anche questo prodotto solido Cien Nature produce una buona quantità di schiuma, praticamente uguale all'altra versione, che aiuta la pulizia della pelle. 
In questo caso sento davvero la sua azione emolliente e addolcente, e non ho la pelle secca o tirante dopo la doccia. È un prodotto che magari anche le pelli secche potrebbero approcciare, e che nel lungo periodo si è comportato bene, e penso possa adattarsi un po' alle esigenze di tutti. Anche qui, nessun residuo dopo l'uso, e il risciacquo è veloce e facile.

Il Bagnodoccia Addolcente Cien Nature ha sì delle caratteristiche differenti rispetto alla variante rinfrescante, ma non aspettatevi del tutto un altro prodotto nell'uso. Io sono qui a far le pulci ai prodotti, e li ho usati in contemporanea, ma non ci sono queste grandissime disparità: sono entrambi due detergenti per il corpo delicati e piacevoli, che ho apprezzato nel lungo periodo senza mai stufarmi.
Non mi ci sono mai soffermato ma forse è arrivato il momento di farlo: la durata di questi prodotti solidi Cien è secondo me buona ma non eccellente. I vecchi pack affermavano che ogni panetto corrispondesse ad un flacone da 250ml di prodotto liquido o in gel, in questa nuova versione non è però fatto alcun confronto. Se dovessimo fare un parallelismo, queste nuove formulazioni dovrebbero equivalere ad un formato da 125ml, visto che il peso è la metà. 
Come vi anticipavo, la forma a cubo secondo me non è ideale man mano che il prodotto si consuma perché non è facile da tenere in mano, ancora di più se non usate una spugna.

Voi li avete provati? Secondo me meritano una chance se il vostro obbiettivo è ridurre la plastica o se vi mancano le vecchie saponette e cercate dei prodotti solidi facilmente reperibili. Penso che però se siete addentrati nel settore, avrete già i vostri solidi preferiti.




Esplorando la costa occidentale

Quest'anno ho deciso che non avrei voluto fare vacanze lunghe o prendere aerei, visto che l'anno scorso avevo ampiamente dato. Una scelta rivelatasi saggia col senno di poi, visto che, per colpa di un incendio, l'aeroporto di Catania è stato chiuso, mentre gli altri aeroporti siciliani hanno rischiato il collasso per cercare di gestire il flusso in esubero.
Abbiamo deciso di esplorare la parte occidentale della Sicilia, Trapani e le zone limitrofe in particolare, dopo le vacanze netine dell'anno scorso.

Stranamente senza intoppi siamo arrivati dritti a Trapani, schiaffeggiati, sospinti, accarezzati da un vento che almeno ci ha dato l'opportunità di girare senza grossi accaloramenti. Un pranzo veloce, con un paio di coppi di pesce fritto, e subito dopo ci siamo lanciati a fare due passi in città. Come sempre il mio itinerario organizzato d'anticipo, era denso di cose da fare e vedere, ma non avendo tantissimo tempo a disposizione, abbiamo optato per un approccio più light, lasciando andare l'idea di poter spuntare tutte le caselline.

Abbiamo percorso subito il Bastione Conca, che dà una bella vista su Trapani, e poi ci siamo spinti verso la cattedrale di San Lorenzo, che avremmo trovato aperta solo nel pomeriggio, passando davanti al Palazzo Senatorio (o Cavarretta), oggi sede del comune e a Piazza Mercato del Pesce.
Dopo questa prima esplorazione abbiamo fatto una sosta al nostro B&B per prendere possesso della camera, scoprendo che ha una posizione tutto sommato strategica, ed una proprietaria, Giovanna, che impareremo ad amare. 


Infatti, il nostro alloggio si trovava molto vicino alle saline e quindi, prima di tornare in centro, abbiamo ci siamo diretti verso la torre Nubia ne pressi della salina Culcasi, facendo due passi in questa distesa di vasche di acqua rosate da cui nasce l'oro bianco. Si capisce subito la fatica che facevano e fanno tutti coloro che lavorano sotto quel sole e quell'aria salmastra, specie nei tempi in cui la raccolta del sale doveva essere quasi esclusivamente manuale. 
La torre di Ligny è stata un'altra delle destinazioni pomeridiane trapanesi, ma mi ha lasciato mixed feeling: per essere una torre secentesca è ben tenuta, ha un'ottima posizione, e la vista dal punto, che fa da immaginario divisorio fra Mar Tirreno e Mediterraneo, merita la passeggiata ed il vento che ci ha sbattuti, ma il museo civico interno, che miscela antropologia preistorica a storiografia marinaresca (c'è pure un modellino del Titanic), non l'ho capito. L'ingresso è comunque estremamente economico quindi va bene così. 
L'unica strada che però ci restava da percorrere quel giorno era quella verso uno spritz, e soprattutto verso il B&B per prepararci per cena. Vista la giornata, il ristorante Stravento ci sembrava la scelta ideale, con affaccio esterno sul mare. Il cibo buono (ma la miglior cena arriverà dopo), e soprattutto una certezza: a Trapani le porzioni sono abbondanti. 

Il giorno seguente, essendo domenica, abbiamo pensato che potesse essere ideale evitare zone troppo affollate, ma prima della nostra prossima meta, abbiamo fatto una sosta alla spiaggia Torre di San Teodoro. Fa parte della Riserva Naturale Laguna dello Stagnone di Marsala, che suona male ed invece è bellissimo, ed ha la particolarità di avere un'acqua bassissima, che consente di raggiungere a piedi un'isola privata (della Lunga o Grande). L'acqua è calda e limpida e il fondale sabbioso è tutto a dune. La spiaggia non è molto grande ma si trova un angoletto per la stuoia.

Quanto è carina invece Erice? Un borgo antico, con queste stradine tutte in pietra levigate dal tempo (mettetevi scarpe comode che non vi facciano scivolare) che abbiamo deciso di raggiungere per il resto della giornata. Si può arrivare in funivia, se non vi spaventa l'altezza, come abbiamo fatto noi, e questa vi conduce direttamente in centro. Qui siamo arrivati praticamente subito al Real Duomo di Erice dove ci sono stati proposti due biglietti cumulativi: uno da 6 euro, che consente di fare un giro più breve ma comunque ricco di punti di attrazione, o uno più completo da 12.
Noi abbiamo scelto il primo, anche perché non volevamo mettere le tende nel borgo medievale. 

Erice è piena di punti storici bellissimi, è indubbio che il duomo spicchi su questi e che il campanile laterale abbia una bellissima vista, ma anche il castello di Venere in questo senso non è da meno. Una fortezza medievale normanna che gode di un panorama da non perdere. E poi ci sono tutta una serie di chiese, esternamente spartane, ma con interni decorati e pieni.
Per il resto troverete tanti piccoli tesori, anche culinari. Specialità tipica le genovesi, dei dolci ripieni di crema o ricotta. Noi abbiamo provato quelli dell'Antica Pasticceria del Convento, e quelli di La Pasticceria di Maria Grammatico, la quale pare abbia creato un piccolo impero di pasta di mandorle partendo da una storia triste alla C'è Posta Per Te che ha fatto il giro del mondo. Io, nel dubbio, mangio.

Erice ha anche un'altra particolarità: essendo posta su un altopiano, il clima è generalmente più fresco, anche nelle torride giornate di questo agosto, quindi passeggiarvici è molto piacevole. 
Ma, nel tardo pomeriggio, avevamo esaurito le tappe, e ci toccava rientrare e prepararci per la serata.
Passando al ritorno infatti attraverso un bellissimo tramonto sulle saline, siamo arrivati a Marsala. Come sopra, visto il poco tempo, la nostra passeggiata si è concentrata per le vie del centro, passando davanti al duomo. Ma la nostra reale meta da golosi è stata l'Osteria Le Radici.

Questa è stata la nostra cena top, con piatti buonissimi e anche in questo caso così abbondanti che solo per educazione ed ingordigia abbiamo finito. E ciononostante non ci siamo fermati davanti al dolce. 
Dopo altri due passi per le stradine marsalesi e poi rientro al B&B, visto che il giorno dopo non potevamo perdere tempo. 
Abbiamo infatti prenotato una minicrociera fra le Egadi, che sarebbe partita alle 9 del mattino. Ci sono tantissimi di questi servizi, che fanno soste differenti con imbarcazioni differenti.
Noi volevamo fare un giro che macroscopicamente ci mostrasse un po' tutte le bellezze delle isole, ed infatti il nostro tour ci ha fatti girare fra le varie calette, facendoci prima passare per Favignana

Terra dei leoni di Sicilia, i Florio, a Favignana non so perché ho sofferto moltissimo il caldo, il calo di forze ci ha rallentati, quindi ci siamo concentrati su una visita all'ex tonnara, in cui si raccontano storie di mattanza e pesca attraverso i reperti rimasti. 
Risaliti in barca, abbiamo proseguito il nostro viaggio, ma soprattutto è arrivato il momento più bello: ci hanno fatti tuffare, per chi voleva ovviamente, in una delle calette, con un'acqua blu bellissima e fredda, che mi ha risvegliato e ridato le forze. Il nostro tragitto è poi proseguito verso Levanzo, dopo un pranzo servito a bordo.


Quest'altro isolotto in realtà offre meno rispetto a Favignana, ma è uno spettacolo naturale semi incontaminato con alcune cale rocciose bellissime. Appena scesi ci siamo diretti verso cala Fredda, una scogliera rientrata dove abbiamo fatto un bagno che ancora ricordo. 
Sulla via del ritorno, la nostra crociera proponeva un altro tuffo in un'altra delle calette in mare aperto, ma ho preferito non lanciarmi, anche se sono certo deve essere stato bello.
Sinceramente stremati ma appagati, l'unica cosa che restava della giornata era rientrare in albergo, riposare, ed uscire a cenare senza fare troppo tardi.
Era infatti l'ultimo giorno a Trapani, per poi spostarci verso Castellammare del Golfo, passando prima però da Scopello e soprattutto dalla tonnara, anche questa appartenuta ai Florio. 
Incastonata fra le rocce, questa tonnara di Scopello è meno storicamente d'impatto, anche se comprende un museo e un albergo, ma penso che un po' tutti coloro che sono entrati, hanno optato per un bagno in mare. 
L'accesso, con un biglietto di 15 euro, è contingentato ma siamo stati fortunati perché abbiamo trovato anche una sdraio all'ombra. Inoltre è possibile acquistare dentro del cibo, come se fosse un lido.


Dopo un bagno ed un po' di riposo, ci era rimasta l'ultima tappa del viaggio: Castellammare appunto.
Dopo una sosta al Belvedere, che tanto si trova sulla strada ed offre un panorama di tutto il golfo, solo nel tardo pomeriggio abbiamo fatto un giro per la cittadina perché prima ci siamo goduti il solarium con idromassaggio del nostro albergo, chiaro segnale che la vacanza volgeva al termine ed era arrivato il momento di rallentare. 
Per cena fra le mie opzioni abbiamo scelto il ristorante La Madrice, situato nella piazzetta davanti la Chiesa Madre. Qui non solo ottimo cibo, con porzioni generose (io aspetto ancora il dolce, ma ero troppo pieno per proseguire), ma anche il momento folkloristico con una processione che ha fatto impazzire i turisti che erano al ristorante. 

L'esplorazione della costa occidentale siciliana sarebbe finita il giorno ma abbiamo cercato di sfruttare la strada del rientro.
Prima abbiamo fatto sosta al tempio e al teatro di Segesta, riaperto alle visite da poco dopo 20 anni, monumentale ma il cui verde attorno è stato purtroppo colpito dagli incendi che ci sono stati, e dopo un bagno in mare ci siamo goduti Borgo Parrini.



Ci troviamo a Partinico e si tratta di un piccolissimo borgo colorato dove alcuni edifici sono decorati in stile Gaudi, particolarmente instagrammabile (arriverà un reel credo). Sulla strada non ci siamo fatti mancare nemmeno una breve sosta a Cefalù, giusto per rinfrescarci la memoria. 
Ancora una volta la mia Sicilia mi (ci) ha regalato tutto ciò che poteva, mi ha fatto assaggiare i suoi sapori e mi ha raccontato la sua storia, mi ha abbracciato e cullato, mi ha fatto stancare e ridato le forze.
E sono sicuro lo farà ancora e ancora.




Ho provato i solari SunDance e vi dico la mia 🌞

Recensione Solari Sundance

Dopo le salviette autoabbronzanti ho messo alla prova altri prodotti Sun Dance, la linea solare di DM super economica. È stato in effetti il prezzo ad attirarmi (inutile girarci intorno), alla ricerca di una sorta di alternativa per marchi low-cost come Cien, ed ho scelto un terzetto di prodotti che potessero darmi una sorta di panoramica sul loro marchio.

creme solari sundance dm recensione

In effetti quella proposta da Sundance è una gamma ampia di solari, viso, corpo e una serie di affini, come appunto gli autoabbronzanti e i doposole. Per questo primo test mi sono rivolto solo a tre prodotti, ed uno degli aspetti positivi è che Sundance ha anche delle minitaglie, comode sia per i viaggi che per provare i prodotti. Inutile dire che le quantità non bastano per lunghe trasferte, e no, non possiamo trasferire in autonomia i solari in contenitori più piccoli, o si rischia che venga meno il loro potere protettivo.
Se non ho capito male, purtroppo questa linea di solari e doposoli non è presente tutto l'anno da DM, ma solo durante la stagione estiva, scelta che non condivido moltissimo, ma che capisco (anche in linea con appunto brand come Cien).


Sundance Latte Solare SPF 50



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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €1.99
🏋 50ml
🗺 Germania
⏳ 12 mesi
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Sundance propone diversi formati per la sua protezione solare con SPF 50, ma io ho scelto la versione latte perché è il tipo di prodotto che uso di solito. In questo caso è una lozione fluida, e il fattore di protezione contro i raggi UVA e UVB è dato da filtri chimici. È però specificato sul sito che questo solare non contiene microplastiche, octocrylene, octinoxato e oxybenzone che sono anche banditi dal Trattato Coralli Hawaii.
Ho però trovato una sorta di incongruenza: sulla confezione infatti ho trovato scritto che è senza profumo, ma nella realtà non solo si trova una fragranza nell'INCI, ma appunto il prodotto ha un gradevole odore, quello tipico di molti solari. Io non lo trovo tra i più intensi, ma permane un po' sulla pelle.

Questo latte solare Sundance promette anche una resistenza all'acqua, e di essere idratante per 24 ore, grazie ad umettanti come la glicerina e allo squalane. Non manca anche il tocoferolo, che aggiunge un effetto antiossidante.
Ho trovato la sua consistenza molto gradevole da applicare sulla pelle, si assorbe bene senza risultare appiccicoso, e per essere una protezione solare economica non solo non fa scia bianca ma non la trovo troppo pastosa o pesante. Indubbiamente ci sono prodotti più impalpabili, ma ha una usabilità più che sufficiente, non mi ha dato fastidio anche con le alte temperature.
Sundance avvisa di stare attenti perché è un prodotto che può macchiare, ma personalmente non ho notato aloni giallastri su costume o telo mare. Indubbiamente se lo dicono loro ci presterei attenzione.


È un prodotto questo solare FPS50 Sundance che ho usato con piacere e che potrei riacquistare in un formato più grande.
Credo che abbia sia un buon effetto protettivo della pelle, che non mi si è arrossata ogni volta che l'ho usato. Per quanto riguarda il suo essere idrorepellente, Sundance dice che secondo gli studi il 50% della protezione viene via dopo 40 minuti in acqua. Non ho mai cronometrato la cosa ma mi trovo generalmente d'accordo, infatti questo latte solare mi sembra resista ai bagni in mare ma non è fra i più ostici da rimuovere, e mi basta andare con spugna e il doccia gel per rimuoverlo completamente. Diciamo che non mi va inoltre a seccare la pelle, ma la lascia abbastanza morbida.
Sundance non dà suggerimenti in questo senso, ad eccezione di evitare il contatto con gli occhi, ma credo che questo solare si possa usare anche sul viso. Il suo finish lucido però me lo fa preferire più per il mare. 


Sundance Sensitive Balsamo SPF30


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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €1.99
🏋 50ml
🗺 Germania
⏳ 12 mesi
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Sundance propone anche una linea di solari per pelli sensibili, anche se non capisco bene alcune delle scelte pensate per la gamma. Per curiosità ho voluto provare il loro Balsamo Sensitiv SPF30 ed in effetti non so se sia il solare per pelli più reattive che possa consigliare. Anche lui offre una protezione da raggi UVA e UVB, e troviamo molte caratteristiche che vi ho già raccontato nell'altro solare Sundance, ma abbiamo un mix filtri fisici, cioè il diossido di titanio in forma nano, e organici. Manca la profumazione, c'è solo l'odore delle componenti, ma al suo posto troviamo l'alcol, che su alcune pelli può dare reazioni (non a me).
Chiamarlo balsamo può risultare fuorviante perché anche in questo caso si tratta di una crema solare fluida, abbastanza facile da stendere.

Strane mente il filtro fisico non crea una scia bianca troppo difficile da gestire, anzi, stranamente lascia solo un alone leggero che potrebbe notarsi solo su pelli molto scure. Non mancano anche qui le raccomandazioni su eventuali macchie sui tessuti, ma a me non è capitato di notare problemi in questo senso.
Anche il Balsamo Sensitiv Spf 30 mi risulta leggero sulla pelle, e mi è capitato di usarlo sul viso senza troppi intoppi. Si lucida nel corso della giornata, ma al mare per me è portabilissimo. Sì, conosco prodotti più adatti alla città in termini di leggerezza, ma per emergenza non mi è impossibile da usare.
Io lo trovo solo leggermente meno idratante rispetto all'altra versione, ma con questo non voglio dire che sia un prodotto sconsigliato a pelli secche tout court. 


Nonostante alcune scelte mi abbiano lasciato perplesso, specie se lo consideriamo un prodotto per pelli sensibili, questo solare Sundance mi ha convinto. Non tutti sanno forse che un SPF30 è in grado di bloccare, se applicato correttamente, il 97% di raggi UVB, mentre un SPF50 il 98%, per questo la differenza non è macroscopica fra queste due protezioni. Io ovviamente, avendo molti nei, punto (e consiglio di puntare) al fattore più alto, ma c'è chi consiglia di non cadere nel falso senso di protezione che può dare un SPF 50, visto che può indurre a pensare inconsciamente che serva meno prodotto o che non sia necessario riapplicare un solare con fattore protettivo elevato. 
Tornado al Balsamo Sensitive Sundance, l'ho utilizzato soprattutto sulle gambe e penso offra sia una buona protezione solare che una discreta resistenza all'acqua, forse anche leggermente più elevata rispetto al Latte Solare SPF 50, ma comunque facile da lavar via col docciaschiuma. Sarei curioso di provare gli altri solari Sensitive Sundance, soprattutto vedere la scia bianca della versione con SPF 50.


Sundance Balsamo Labbra Solare al profumo di cocco SPF30


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Ho un po' di mixed feelings per questo balsamo labbra Sundance, ma devo ammettere che è la prima volta che utilizzo una protezione solare specificatamente per le labbra, o per lo meno che lo faccio coscientemente. Anche se non ho mai avuto scottature alle labbra, ho pensato sarebbe stato comunque un plus avere una protezione specifica considerando che il danno solare può presentarsi ovunque sulla pelle. 
Il balsamo labbra SPF30 Sundance oltre a filtri solari chimici, ha anche ingredienti idratanti e nutrienti, come olio di ricino, jojoba, e semi di girasole, avocado, vitamina E, burro di karitè e aloe. Infatti ha la consistenza di un burro, quella tipica dei balsami labbra che hanno questo tipo di packaging, che si applica con estrema facilità anche senza uno specchio.

Il suo finish è ovviamente lucido, ma per il resto la consistenza è abbastanza scorrevole e leggera sulle labbra. Parlando della profumazione al cocco, direi che è un sentore abbastanza chimico, ma non troppo infestante per i miei gusti, quindi la apprezzo. 
La cosa che mi lascia perplesso di questo balsamo labbra solare Sundance è se riesco ad applicarne la giusta quantità per poter rispettare il fattore di protezione: è vero che è sempre meglio di nulla, ma non saprei garantirne un uso corretto. 
Inoltre mi sembra che duri un po' poco sulle labbra, quindi obbligando ad applicazioni abbastanza costanti. La texture, immagino per via del caldo, si è un po' sciolta separandosi in una parte più oleosa, altra caratteristica che mi ha fatto sorgere dubbi sulla sua reale efficacia come protezione solare. 

A parte questo, il LipBalm Sundance SPF30 è un prodotto gradevole, che mi lascia tutto sommato le labbra morbide e idratate, e la profumazione estiva lo rende divertente da usare. Lo potrei riacquistare proprio come protezione extra e idratante leggero per l'estate. Probabilmente però non lo consiglierei a chi pratica molta attività all'aria aperta e vuole una protezione solare che garantisca una performance più efficace e sicura, perché in questo caso non ho delle prove concrete che abbia agito da filtro solare. È vero che non ho mai avuto scottature alle labbra, ma le sue caratteristiche che vi dicevo sopra mi danno l'idea che potrebbe non accontentare chi invece rischia questo problema. 



Qual è la vostra esperienza con i solari di DM?




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