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Finalmente qualcosa che vale la pena recuperare!

Dopo una breve ma intensa pausa dalle serie tv, ho fatto uno scatto a recuperarne alcune e sono stato finalmente fortunato, perché queste tre di cui vorrei parlarvi sono state una boccata di aria fresca, tanto che, persino per i miei standard, le ho terminate velocemente. Ma direi di andare nello specifico e vedere il motivo (anzi i motivi) del mio entusiasmo. 

Non ho mai...
Never Have I Ever
Prima stagione
⭐⭐⭐⭐


Avevo notato, ma non mi ero troppo soffermato sull'ultimo lavoro come sceneggiatrice di Mindy Kaling, che però quando mi sono deciso a recuperare (anche con una spintarella di Simona/MissPenny09) mi ha proprio preso. Con un tocco autobiografico, la Kaling ci racconta un pezzetto, forse il più difficile, della vita di Devi Vishwakumar, una ragazzina adolescente di origini indiane, che però vive in America. Dopo la perdita del padre, a seguito di un infarto, Devi si ritroverà a vivere con la madre e una cugina, e ad affrontare tutti i problemi che l'adolescenza può portare.

 

Devo prendere atto non ho saputo raccontare bene Never Have I Ever, che è molto più frizzante della mia intro moscia, ma devo anche dire che il punto di partenza non è proprio fra i più originali: i problemi con la scuola, la scoperta del sesso, il rapporto con amici e genitori, i primi amori e tutto quel mazzo di paturnie che da adolescenti ci portiamo dietro. Non ho mai... però vince per altri aspetti che la rendono una serie tv un po' diversa dai classici prodotti con (e per) adolescenti. Partire da una prospettiva prettamente femminile è secondo me la carta vincente, ma è la caratterizzazione dei personaggi che colpisce: Devi è sì la "sfigata" di turno, un po' nerd e sapientona, ma non è di quei personaggi mollaccioni alla Otis Milburn per intenderci, anzi è abbastanza battagliera, e comunque positiva nonostante tutte le difficoltà personali.


L'aggiunta della cultura indiana che si scontra con quella più occidentale, secondo me rende Never Have I Ever ancora più interessante, così come il rapporto che Devi ha con la madre non è mai scontato, banale o troppo edulcorato, ma è secondo me abbastanza realistico.
Più in generale tutte le storyline dei personaggi comprimari, mi son sembrate carini, e non vanno ad affossare troppo il ritmo del filone principale. 
Nonostante Never Have I Ever sia una comedy, e riesce a far ridere anche me, ogni tanto si vena di scuro, con momenti più dolci, più drammatici, più melanconici che danno profondità e maturità, e la storia qui e lì ha qualche twist che tiene viva l'attenzione senza risultare troppo prevedibile. 
Credo che, sebbene si tratti solo di 10 episodi da meno di mezz'ora l'uno, Non ho mai... abbia qualcosa in più da dire rispetto ad altre serie teen, ed è giusta per i presupposti che si pone. La prima stagione potete recuperarla su Netflix, e qui trovate la mia recensione della seconda stagione. 


Dirty John - La storia di Betty Broderick
The Betty Broderick Story
Seconda stagione
⭐⭐⭐🌠


L'anno scorso avevo detto che Dirty John avrebbe dovuto sporcarsi di più, e cambiare un po' il tiro mettendo da parte quello stile da docu-fiction, e ci sono riusciti con una inaspettata seconda stagione.
Dirty John ha infatti preso le sembianze di una serie antologica e, chiuso il capitolo su John Meehan e Debra Newell, e ci hanno raccontato la storia di Betty Broderick.
Betty non è una donna perfetta, non è nemmeno una moglie perfetta, ma ci prova in ogni modo.
Sin dai primi momenti del suo matrimonio con Daniel Broderick, cercherà di inseguire il suo sogno di una famiglia da favola, rinunciando anche alla sua carriera, o a qualunque desiderio personale, pur di seguire e sostenere il marito. Daniel, infatti, vuole a tutti i costi raggiungere una posizione sociale e lavorativa invidiabile, diventando un avvocato di successo e garantendo uno stile di vita da sogno alla moglie e ai quattro figli. Betty si ritroverà a dover ingoiare qualche boccone amaro, ma a farle perdere completamente il controllo sarà la richiesta di divorzio da parte di Daniel, che le toglierà qualunque cosa. Da quel momento l'unico obbiettivo di Betty sarà combattere contro l'ex marito, fino al più drammatico dei risvolti.

 

Quella di Betty Broderick può sembrare un classico nel catalogo delle serie e dei film drammatici, eppure è una storia vera, con dei punti di vista e degli approfondimenti molto interessanti, che rendono le vicende in parte diverse secondo me dalle solite serie di genere.
Credo che il personaggio di Betty sia quello più affascinante perché fino all'ultimo, mentre ci viene spontaneo fare il tifo per lei, si sollevano tanti dubbi: è stata vittima di se stessa o del sistema? Poteva essere possibile scampare al peggio o era inevitabile? E soprattutto Betty era davvero cattiva, malata, una pazza, o è esplosa in lei la scintilla fatta di anni di soprusi e coercizione psicologica?


Non c'è una risposta a queste domande, visto che dagli anni '80 fino ad oggi la storia di Betty Broderick è discussa, ma in questa stagione, molto più che nella prima, è facile empatizzare con i protagonisti, seguirli nel loro complesso sviluppo psicologico. Dirty John 2 credo sia fatta molto bene, ed è soprattutto da brivido la perfetta ricostruzione dei dettagli: se fate una brevissima ricerca in rete troverete confermato quasi ogni aspetto della serie, anche i momenti più strani e sordidi, ed anche i documenti e le prove del caso. Sono ottimi secondo me anche il cast, le scelte estetiche e dei costumi dell'epoca e la colonna sonora, così come ho apprezzato come hanno composto il montaggio della serie. Avrei preferito che un paio di episodi venissero accorpati, o comunque rivisti, per essere più snelli e meno ripetitivi, ma credo che se apprezzate i thriller psicologici, specie quelli basati su fatti realmente accaduti, la storia di Betty Broderick vi catturerà.



 The Umbrella Academy
Due Stagioni
⭐⭐⭐🌠


Tanto tempo fa su Instagram avevo chiesto quale serie tv avrei dovuto recuperare, e The Umbrella Academy è stata la più nominata. Però, vuoi per le tante cose che stavo seguendo o volevo iniziare già, vuoi perché il fantasy è il genere che sento meno affine, ci è voluto diverso tempo prima che recuperassi The Umbrella Academy
Il 1989 è un anno straordinario (non solo perché è nato il sottoscritto) perché nel mondo, contemporaneamente sono nati 43 bambini dotati di poteri speciali. Il magnate Reginald Hargreeves ne adotterà subito sette, creando la sua The Umbrella Academy, un gruppo di super eroi da addestrare e sferrare contro i criminali. La vita nell'accademia però non sarà semplice, e 17 anni dopo le cose sembrano non essere andate per il meglio. I sei (avete letto bene) supereroi hanno infatti preso strade diverse, e si riuniranno per la morte del loro padre adottivo, che sembra essere scomparso misteriosamente. Questo incontro non farà altro che riaprire alcuni vecchi dissidi e purtroppo crearne di nuovi.

 

The Umbrella Academy raccoglie fino ad ora 2 stagioni, di cui l'ultima è stata resa disponibile dal 31 Luglio su Netflix, per un totale di 20 puntate, per cui non scandaglierò ogni singolo episodio, ma posso dirvi che è una serie fighissima. La prima stagione mi è piaciuta molto: è ironica, tagliente, sopra le righe quanto basta, ed in grado sempre di generare quel velo di tensione che ti spinge da una puntata all'altra. La storia mi è sembrata solida, per quanto resti nel fantasy, i dialoghi hanno quel dark humor che non risulta mai volgare o fine a se stesso (per quanto resti un telefilm abbastanza crudo), e tutta la struttura, la messa in scena e gli effetti, mi hanno convinto. Il cast funziona perfettamente, ognuno nel proprio ruolo. Nomino giusto Aidan Gallagher, nei panni di Numero 5, che fa le piste ai ragazzini di altre serie tv (altro che quel bambacione di Clay Jansen).


Ho sofferto però, anche in The Umbrella Academy, il ruolo di Ellen Page/Vanya, come fu un po' in Tales of The City. Mi spiace perché la ritengo capace, ma le parti che interpreta mi sembrano sempre lagnose e ripetitive, ed ho l'impressione che debbano sempre arrivare al punto di esplodere (in questo caso quasi concretamente) per avere una evoluzione. Questo purtroppo si è trascinato anche in parte della seconda stagione, che secondo me presenta più difetti della prima. Se non l'avete ancora vista, vi consiglio di non proseguire con la lettura, perché potrei rivelare qualche dettaglio vicino allo spoiler.


Per me parte di The Umbrella Academy 2 è stata un po' più noiosa della prima stagione, mi ci son voluti diversi episodi prima che mi prendesse del tutto. Conoscevamo già i personaggi principali, e quelli che vengono poi inseriti non hanno suscitato lo stesso interesse in me. Per più di metà stagione l'ho trovata una serie anticlimatica: l'effetto del cambio di tempo dura ben poco come diversivo, la tensività secondo me si riduce sempre ai soliti meccanismi, ed alcuni snodi mi sono sembrati prevedibili, quindi anche i colpi di scena perdono di impatto. Mi è pesato però ancora di più il ruolo di Ellen Page perché credo manchi quello che è definito "il viaggio dell'eroe", quindi la scoperta, in tappe, delle potenzialità del personaggio attraverso le peripezie a cui è sottoposto. 

The Umbrella Academy, Ellen Page ha apprezzato la nuova versione di Vanya:  ecco perché

Mi è sembrato che, per arrivare ad un finale succulento, soddisfacente e ricco, abbiano dovuto tagliare l'evoluzione sovrannaturale per far spazio a quella personale. In un certo senso funziona, perché non manca l'emotività, ma penso che i due aspetti dovessero essere bilanciati meglio. 
Non abbiamo ancora informazioni certe su una terza stagione di The Umbrella Academy, ma io l'aspetto perché credo valga davvero la pena recuperarla.  


Se vi va fatemi sapere voi cosa state guardando adesso, soprattutto se vale la pena recuperarlo.


|Beauty Cues|
Sieri viso strani ma che mi piacciono!

Da tantissimo tempo volevo parlarvi di due sieri per il viso che ho terminato e che mi son sembrati particolari ma con qualche stranezza. Sono di Organic & Botanic, un brand che ho beccato per caso in una vendita su Veepee ma che ho visto essere disponibile anche su Amazon, Zalando, Beauty Bay e altri e-commerce.

Organic & Botanic fa parte della famiglia di Dr. Botanicals, azienda inglese fondata nel 2013, che ha un'ampia forchetta di prezzi e di linee che si occupano della cura di viso, del corpo e dei capelli. Non fatevi ingannare però dal nome, perché Organic&Botanic non è un marchio ecobiologico come possiamo intendere noi, seppur sfrutta alcuni ingredienti naturali e non contiene parabeni e siliconi; si definisce anche cruelty free, e vegan, ma su quest'ultimo elemento ho qualcosa da aggiungere più avanti. Ci sono alcuni aspetti strani di questi due sieri che mi hanno lasciato perplesso, seppur non posso che considerarli promossi e validi.



Organic & Botanic Mandarin Orange Correcting Facial Serum
Siero Viso Correttivo


Il Correcting Facial Serum è rivolto a risvegliare la pelle, a correggere appunto i danni cutanei che gli agenti ambientali possono causare e per migliorare i segni del tempo. Organic & Botanic sottolinea che questo dovrebbe avvenire grazie a due ingredienti ovvero:
- Olio di Olivello Spinoso: ricco di Vitamine A, C ed E, e acidi grassi essenziali, che agiscono per nutrire e idratare la pelle, lasciandola protetta e arricchita.
- Olio di Rosa damascena: contiene alti livelli di vitamina A e C, che mirano a ringiovanire la pelle, uniformare il tono della pelle e ridurre i segni visibili dell'invecchiamento.
In verità l'INCI di questo siero viso è una delle prime stranezze che ho notato, perché contiene ingredienti che non mi aspettavo: si va dalla polvere idrolizzata di perla, alla polvere di carbone, passando per la pomice. Questi elementi fanno pensare ad un siero magari opaco, granuloso, strano appunto, ed invece il Mandarin Orange Facial Serum si presenta come un qualunque siero trasparente e decisamente liquido, con appunto una profumazione agrumata. 


Questa è però una lezione: non sono un chimico quindi non posso sapere ogni dettaglio di un prodotto solo leggendone la lista degli ingredienti. Tuttavia c'è un particolare che non posso non sottolineare: fra gli attivi funzionali del Correcting Serum Organic&Botanic ci sono anche componenti più in linea col prodotto, come allantoina che idrata e cicatrizza, polvere di aloe, un derivato della vitamina C, ma anche bava di lumaca, che in teoria non rende questo siero adatto ai vegani. Più in basso nell'INCI, timidamente si nascondono anche i due peptidi che formano il Matrixyl, e la versione sintetica del famoso veleno di vipera che dovrebbe simulare l'effetto del botox.


Faccio un passo indietro: vi avevo detto che questo siero viso Organic and Botanic ha una consistenza liquida, ma al tatto ci sento una leggera oleosità, eppure sul mio viso si assorbe abbastanza rapidamente e non lascia residui. È però un prodotto che mi sento di consigliare a pelli un po' più secche, per la notte o per chi in generale necessita un siero più corposo (ma non troppo pesante) rispetto al classici fluidi a base di acido ialuronico. Dal punto di vista dell'idratazione e del nutrimento mi ha davvero soddisfatto, e si riesce ad abbinare bene a qualunque crema viso, se si necessita un extra, ma credo che il Mandarin Orange Correcting Facial Serum, seppur non sia il trattamento più intensivo e concentrato, riesce a mantenere la luminosità della pelle, aiutandola anche ad essere più tonica. 
 
INFO BOX
🔎 Veepee (vendita periodica), Amazon (link affiliato)
💸 €16
🏋 30 ml
🗺 Made in UK
⏳ 12 Mesi
🔬Cruelty Free
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Organic & Botanic Mandarin Orange Restorative Eye Serum
Siero occhi restitutivo


Sarà più svelto con il Restorative Eye Serum Organic&Botanic perché non ho trovato altrettante "stranezze": la consistenza e la profumazione agrumata sono praticamente identiche al siero viso, tuttavia questo prodotto trovo che abbia bisogno di qualche istante in più affinché si assorba completamente e svanisca qualunque sensazione di appiccicoso. È anch'esso secondo me più diretto a pelli più bisognose, e d'altronde è definito come "restitutivo" e sento di confermare questa caratteristica.
Non ho notato stranezze nell'INCI di questo siero occhi Organic&Botanic, anzi la stessa azienda sottolinea chiaramente tutti gli attivi principali: 
- Camomilla, Mirtillo Rosso e Caffeina: agiscono in sinergia per illuminare e nutrire la pelle, ravvivando gli occhi stanchi.
- Beautifeye: derivato dal Persian Silk Tree, lavora per sollevare e rassodare la pelle intorno agli occhi.
- Oli di Mandorle Dolci, Oliva e Girasole: mirano a idratare in profondità la pelle.
Le uniche specifiche che mi sento di fare è che non trovo fra gli ingredienti l'olio di girasole, ma quello di borragine; inoltre sulla mia confezione giustamente sottolineano la presenza di estratto di fiori di sambuco, che pare agisca come antiossidante. 


Se siete proprio curiosi, il "Beautifeye" è il marchio registrato per una miscela di tre ingredienti: glicerina, estratto della corteccia dell'albero della seta (Albizia julibrissin) e darutoside, che a sua volta è un complesso di altre sostanze.
Vi dico subito che il Mandarin Orange Eye Serum non ha agito sulle mie occhiaie o sui segni di stanchezza in genere; non ho avvertito nemmeno un effetto distensivo e liftante della zona. Però lo apprezzo perché come dicevo riesce ad idratare e nutrire bene il contorno occhi, lasciandolo morbido, compatto ed elastico. Per intenderci, per me è sufficiente anche con un clima un po' più mite, durante il giorno, e credo che, pur essendo un siero appunto, faccia un buon lavoro. 


Nonostante la profumazione, che comunque preferirei non ci fosse, non mi ha dato problemi agli occhi.
Che sia preso per le pinze, e quindi come puro risultato aneddotico, ma con il Mandarin Orange Restorative Eye Serum ho notato anche un miglioramento delle ciglia. Non ricordo dove lo avessi accennato, ma se ho fatto trascorrere più di 8 mesi prima di utilizzare un altro siero per le ciglia, è stata colpa sua. Non ho foto, come faccio per i prodotti specifici, perché è stata una reazione che non mi aspettavo, ma sicuramente è un quid in più. 

INFO BOX
🔎 Veepee (vendita periodica), Amazon (link affiliato)
💸 €14.47
🏋 15ml
🗺 Made in UK
⏳ 6 Mesi
🔬Cruelty Free
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌱


Qui vi parlo di altri prodotti Dr. Botanicals, ma intanto se vi va fatemi sapere se ne avete provati di validi.




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Le novità di questo mese e la mia canzone preferita di sempre

Settembre non si è portato purtroppo dietro l'autunno che speravo, ma sicuramente tante novità nel mondo musicale italiano e internazionale.

Mariah Carey - Save the Day feat Lauryn Hill



Non tutti possono vantarsi di ben trentanni di carriera trascorsi sempre sulla cresta dell'onda cinguettando come un usignolo, ma Mariah Carey può. La cantante americana ha pensato bene di far cassa celebrare questo anniversario con un album di "rarità" intitolato Rarities appunto, in uscita il 2 Ottobre che raccoglie 32 pezzi, fra live e inediti, che Mariah ha ripescato dal passato, fra gli anni '90 ed oggi. Il primo singolo è Save the Day che campiona Killing me Softly di Lauryn Hill. Mi piace il vibe retrò (è una canzone del 2011), per il resto non è il mio brano preferito.



Annalisa - Tsunami 


Il 18 Settembre dovrebbe uscire Nuda, il nuovo album di Annalisa, ma già da Aprile ha iniziato a lanciare singoli: prima Houseparty, poi Graffiti e infine Tsunami il 4 settembre, e ci fosse stata una sola canzone che mi sia davvero piaciuta.


Ogni volta che Annalisa pubblica qualcosa la mia speranza che abbia realmente uno stile diverso, si affievolisce. Mi sembrano sempre le stesse canzoni, con la stessa struttura, con qualche frase interessante, ma che si perdono con questo ritmo monotono pop-elettronico. Lo dico anche con un po' di dispiacere (stranamente) perché la voce di Annalisa mi piace sempre molto, ma ormai mi sembra troppo rivolta ad accontentare i giovanissimi.

Tommaso Paradiso - Ricordami


Il 3 settembre è uscito anche Ricordami, il nuovo singolo di Tommaso Paradiso, e appena l'ho sentito sono scoppiato a ridere. Sembra la sigla di È quasi magia Johnny se fosse stata composta dai Bee Hive, ma in versione vietata ai minori. Imbarazzante come poche cose.


Christina Aguilera - Reflection (2020)


Avete letto la mia recensione del nuovo live action di Mulan? Vi aspetta qui. Ma, a parte il momento réclame, nella colonna sonora del film c'era anche, oltre Loyal Brave True, una nuova versione  orchestrale di Reflection. Christina Aguilera ha fondato la sua carriera 20 anni fa su questo pezzo, e averla confermata per questo rifacimento, secondo me, è stata una buona scelta. La versione infatti di Reflection 2020 non stravolge troppo l'originale, ma ne dà maggiore enfasi e pathos, e sono stato contento del risultato finale perché è una delle mie canzoni preferite di sempre, di quelle che riesco ad ascoltare davvero tutto il giorno.


Michele Bravi, Mika - Bella d’estate


Pensavo che l'accoppiata Mika/Bravi mi avrebbe fatto storcere il naso (o le orecchie?), ed invece questa cover/omaggio/primo singolo/remake di Bella d'Estate di Mango mi è piaciuta, mi sembra fresca e radiofonica. Forse le voci di Mika e Michele Bravi non si distinguono alla perfezione, e l'arrangiamento anni '80 è un po' banale ormai, ma l'insieme non mi spiace troppo.


BLACKPINK, Selena Gomez - Ice Cream


Non ho l'età per ascoltare Selena Gomez, e forse ancora meno il k-pop, ma ho trovato simpatica questa Ice Cream. Sarà stato sicuramente anche grazie al video tutto colorato e dolcioso. Non posso dirvi che sia diventata la mia ultima uscita preferita, ma se mi capita di sentirla da qualche parte, non scappo a gambe levate.

Katy Perry - Smile


Il 28 agosto è stato pubblicato Smile, il nuovo album di Katy Perry, anticipato da una pioggia di singoli. L'idea alla base del disco è quella di portare luce e positività e credo riesca in questa missione, ma mi è mancata una certa ricercatezza, una maggiore personalità, mi è mancata quella canzone in grado di mettermi i brividi, e quella che invece avrei avuto voglia di ascoltare di continuo. 

 

Questa mancanza di una identità precisa l'ho avvertita soprattutto in pezzi come Champagne Problems o la stessa Smile, che mi sembra più il jingle per una pubblicità. Never Really Over resta la mia preferita, così come penso che Cry about it later ha le potenzialità perfette per un singolo. Non mi dispiacciano canzoni come Not The End of The World e What Makes A Woman, ma nessuna mi è rimasta in mente.
Pare che Smile di Katy Perry abbia avuto un collasso nelle classifiche e nelle vendite e riesco a capire perché: è un album che a me non ha convinto, che inizio e finisco senza accorgermene e senza che mi fermi un attimo a voler allungare l'orecchio per prestare più attenzione. 


Emma - Latina


Inizio davvero a non capire questa cultura sempre più diffusa per cui molti cantanti prendono un vecchio album già pubblicato, e ne fanno una riedizione giusto aggiungendo a caso un paio di brani. Mi sembra sempre una mossa di marketing con scarso interesse artistico. È un discorso che potrei applicare ad altri, ma nello specifico anche la scelta di Emma Marrone mi è sembrata un po' troppo scafata. Il 28 agosto ha infatti ripubblicato il suo album Fortuna (qui le mia review), aggiungendo giusto due canzoni, fra cui l'inedito Latina. Una buona canzone per le radio per questo fine stagione, ma non credo solcherà le epoche restando nella storia della musica.

Tiziano Ferro - Rimmel 

 

Ha secondo me molto più senso il progetto di Tiziano Ferro, che ha preso il suo ultimo album, Accetto Miracoli, e ne ha fatto una completa riedizione completa, dividendolo in due parti, e chiamandolo "Accetto Miracoli: l'esperienza degli altri": la prima include 13 cover di brani di artisti italiani, la seconda parte raccoglie le 12 tracce dell'album originale. Mi è piaciuta la scelta di fare un disco di cover a questo punto della sua carriera, e mi piace anche la versione che ha fatto Tiziano di Rimmel, brano storico di Francesco de Gregori. Non parliamo della mia canzone preferita, ma anticipa un album secondo me interessante.


Ava Max - OMG What's Happening


Finalmente giorno 18 Settembre Ava Max dovrebbe pubblicare il suo primo album intitolato Heaven & Hell. Praticamente conosciamo già 7 delle 15 tracce che conterrà il disco e, fino ad adesso, non ho trovato qualcosa che mi convinca davvero, ma la speranza è l'ultima a tirare le cuoia. Ora come ora credo che il futuro disco di Ava abbia un certa coerenza, ma questo non significa che diventerà il mio album preferito.


Birdy - Open your Hearth


Birdy è tornata con un nuovo singolo e un album in uscita a Novembre, e mi fa molto piacere perché dopo quattro anni di assenza credo che tutti l'abbiamo messa un po' da parte, ma sono molto curioso del suo progetto.
Open Your Heart forse non è il suo brano più potente, ma riprende quella delicatezza e sensibilità per cui abbiamo conosciuto Birdy.



|Beauty Cues|
I prodotti corpo della mia estate!

Per molti l'estate significa lunghi bagni al mare, per me invece significa una quantità di docce incontrollabile, visto che è l'unico momento in cui trovare un po' di refrigerio, e la conseguenza sono anche tanti prodotti per il corpo terminati più o meno di recente.
Avrete forse letto le mie opinioni della linea alla Canapa di Phytorelax, ma prima, dopo e insieme a quei due prodotti ce ne erano diversi altri che sono stati praticamente la mia routine dei mesi estivi.


Dr Organic Manuka Honey Body Wash
Detergente corpo al miele di Manuka


I prodotti di Dr. Organic per me sono sempre una certezza, tanto che, oltre a quelli che l'azienda saltuariamente mi invia per testarli, io stesso ne acquisto diversi perché mi incuriosiscono sempre molto e si rivelano anche validi. In particolare, la linea al miele di Manuka mi ha sempre attirato, anche perché ha referenze per tutto, dal viso al corpo ai capelli. 
Il miele comune ha proprietà idratanti, lenitive e veniva utilizzato già in passato per guarire e disinfettare le ferite, ma pare che il particolare miele di manuka, che nasce in Nuova Zelanda, abbia un potere antibatterico ancora più forte, che lo rende perfetto anche nella skincare.
Nel body wash Dr Organic comunque troviamo anche glicerina, e succo di aloe, che si uniscono per rendere la formulazione ancora più idratante. Dalla consistenza di gel fluido, diventa velocemente una schiuma molto cremosa e avvolgente, specie se come me usate una spugna durante la doccia. Inutile dirvi che il profumo che sprigiona è proprio quello di miele, e nonostante sulla carta possa non essere la profumazione più estiva, a me non ha stuccato né infastidito, anzi è un aroma piacevole e rilassante.



Ma soprattutto cercavo un docciaschiuma che potessi utilizzare anche senza poi dover applicare una crema corpo, perché certi giorni di luglio e agosto sono stati insopportabilmente caldi e non avevo proprio la forza di applicare altro sulla pelle. Il Manuka Honey Body Wash è riuscito perfettamente in questo intento: infatti la sua azione detergente su di me è delicata, ma efficace. Dall'altro lato però non va a disidratarla, ad aggredirla, ma la rende morbida, setosa, e liscia, dandole anche una leggera idratazione che la lascia elastica. Dr Organic stessa sottolinea che è un prodotto adatta alla "pelle danneggiata dal sole o dal freddo" o per lavaggi frequenti, e secondo me è un docciagel adatto a tutti i tipi di pelle. 
Il Body Wash Manuka di Dr Organic affianca quindi l'esperienza positiva che avevo già avuto con i docciaschiuma Coconut Oil e quello della linea uomo al Ginseng, che uniscono piacevolezza ad efficacia.
Un piccolo tip: questi doccia gel Dr Organic sono tutti adatti anche alla detersione dei capelli come specificato sul retro, anche se io preferisco avere una hair routine a parte.

INFO BOX
🔎 Amazon (link affiliato)Bioprofumeria, Douglas, Parafarmacia, Online
💸 € 7.88/9,90
🏋 250ml
🗺 Made in UK
⏳  12 Mesi
🔬 Bio Activ, Vegetarian, Cruelty Free
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸


Cien Nature Sensitive Body Oil
Olio corpo con mandorle dolci



Mi sembra passato un decennio, ed invece è stato all'inizio di quest'anno quando vi ho parlato della linea Sensitive in limited edition di Cien Nature, e da qualche parte vi avevo detto che avrei voluto prendere, appena sarebbe riapparsa da Lidl, l'olio corpo alla mandorla, anche perché tantissimi ne hanno parlato bene. Si tratta essenzialmente di un mix di oli vegetali come appunto quello di semi di girasole, di avocado, mandole dolci, jojoba ed enotera, uniti a bisabololo, addolcente e lenitivo.
Non è la miscela più leggera che abbia mai provato, e trattandosi pur sempre di un olio, ho preferito usare questo prodotto Cien Nature solo nelle giornate più fresche, altrimenti non lo avrei minimamente sopportato.


L'azienda suggerisce di applicare il prodotto su pelle umida e mi sento di sottoscrivere questa indicazione, non solo perché sappiamo che gli oli devono occludere la perdita di idratazione cutanea, e quindi "intrappolare" l'acqua sulla pelle, ma perché in particolare questo Body Oil non scorre bene sulla pelle asciutta, non si massaggia bene. 
Non ho amato particolarmente il flacone di questo olio perché è scattoso e un po' duro, non so se è un problema solo della mia confezione, ma è un pelo rischioso come pack, considerando che è di vetro e con le mani umide o appunto unte, può scivolare.
Ma a parte queste piccole rimostranze, mi è piaciuto molto usare il body oil di Cien Nature per come si comporta sulla mia pelle. Lo trovo decisamente nutriente ed elasticizzante, mi lascia la cute morbida a lungo ed anche più compatta. 


Come dicevo, si tratta di un olio, e come tale richiede qualche secondo in più ad assorbirsi, ma poi la pelle ha un tocco asciutto e non untuoso. Mi sento di consigliare questo prodotto Cien Sensitive a pelli tendenzialmente più secche ed esigenti, e appunto non in periodi troppo caldi.
Un'altra caratteristiche del Body Oil alle mandorle che ho apprezzato è la profumazione che segue quelle note floreali della gamma, e che si percepisce per un po' sulla pelle. Ma resta il mio dubbio sul fatto che cuti sensibili non credo vogliano rischiare irritazioni con fragranze alla fine inutili. 
Lo so, come sempre le mie recensioni sono montagne russe di alti e bassi, ma posso garantirvi che la mia opinione dell'Olio Corpo di Cien Nature è ottima, e se ci sarà occasione in futuro sicuramente lo riacquisterò.

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 2.99€
🏋 100ml
🗺 Made in Germania
⏳ 6 Mesi                                 
🔬Natrue, Vegan
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I Provenzali Deo Vapo Biologico Argan


Sono sicuro di avervi mostrato nelle mie story Instagram questo deodorante de I Provenzali e mi sento di promuoverlo, ma devo darvi alcune specifiche.
L'azienda ha basato l'efficacia antiodorante del prodotto sul Triethyl citrate, un antibatterico comune nei deodoranti naturali e che ormai ho capito funziona bene su di me, e in aggiunta ha inserito nell'INCI altri ingredienti idratanti ed emollienti fra cui appunto l'estratto e l'olio di argan e il succo di aloe. Per i più nerd degli ingredienti, I Provenzali inserisce questa doppia etichetta in cui specifica che il prodotto ha il 99.6% di ingredienti naturali e 99.67 biologici.
Profumazione e modo d'uso, per quanto mi riguarda, sono ok: l'odore è la tipica fragranza che sento spesso nei prodotti con argan, che non è la mia preferita ma descriverei come neutra, fresca, delicata e poco invadente; l'erogatore spray invece funziona bene, ha un getto non troppo ampio e soprattutto non è sgoccioloso, ma distribuisce il prodotto in modo sottile. 



Il Deo Vapo Argan su di me svolge il suo lavoro discretamente, dandomi una lieve sensazione di freschezza e tenendo lontani i cattivi odori per circa 6/8 ore. Un orario di ufficio che per quanto mi riguarda va più che bene, anche perché non ho quotidianamente una sudorazione incontrollabile. Non ho notato aloni sulle magliette e in generale non è uno di quei deodoranti che impiega ere geologiche ad asciugarsi.
Però non metterei il Deo Vapo i Provenzali sullo scaffale dei deodoranti più performanti che abbia mai provato, perché, se la giornata diventa più intensa e stressante, la sua durata diminuisce anche della metà. Dovete tenere presente che l'ho utilizzato anche nel periodo più caldo dell'anno, e fa un po' fatica, ma anche in giorni più clementi climaticamente, questo deodorante non può competere con i miei preferiti. Ho terminato il Deo Vapo Biologico senza grossi problemi (è il caso di essere generico), ma non credo lo riacquisterò in futuro.

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Acqua e sapone, Tigotà
💸 €3.25
🏋 75ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 Certificato Biologico CCPB, Vegan, Nickel, Chromo, Cobalto Tested
💓⇒ 🌸🌸🌸

Goovi Take Me To The Bath Karitè Vanilla / Sweet Orange
Bagnoschiuma



Non può mancare anche l'angoletto sample e minitaglie, e questo ultimo periodo ho fatto fuori questi due campioni prova dei bagnoschiuma di Goovi, il marchio di cosmetici, integratori e pure detergenti per la casa, di Michelle Hunziker. Qualche tempo fa sul sito era possibile richiedere queste minitaglie da 30 ml dei Take Me To The Bath Karitè Vanilla e Sweet Orange. Quest'ultimo però era arrivato accidentato (ve lo avevo mostrato sempre su Instagram) e parte del prodotto si era disperso nella confezione. Devo dire che quelli di Goovi, vedendo l'accaduto nelle storie, mi hanno proposto subito un altro campione, ma onestamente di fargli fare un'altra spedizione per un sample non mi andava proprio. 
Comunque, seppur siano dei campioni sono riuscito a farmi un'idea abbastanza chiara. Entrambi questi bagnoschiuma Goovi sono definiti purificanti, seppur poi ognuno ha le sue specifiche, sono entrambi dei gel fluidi e nella formulazione contengono il 99,1% di ingredienti di origine naturale.
Entrambi i prodotti hanno un'ottima resa, al punto che con poco prodotto e una spugna, ottengo una schiuma molto soffice e voluminosa.



Il Take Me To The Bath Sweet Orange ha un profumo tendente all'agrumato, perfetto per un detergente corpo energizzante, ma tutto sommato delicato. Come vi dicevo parte del prodotto è andato perduto, ma sono riuscito comunque ad utilizzarlo un paio di volte e in entrambe le docce ho riscontrato che la mia pelle era troppo sgrassata, segno che il bagnoschiuma sia per me troppo aggressivo. In questo caso l'olio di Cien è stato provvidenziale a ribilanciare la situazione.



È andata meglio con la versione Karitè Vanilla, che ha una fragranza effettivamente più vanigliosa e dolce seppur anch'essa delicata. Sulla mia pelle questo bagnoschiuma Goovi è stato più delicato, addolcente come scrivono sulla confezione, lasciandomi la pelle morbida e un po' più idratata, ma comunque non un risultato fuori dall'ordinario.
Sono solo delle opinioni molto superficiali, ma provando così tanti prodotti riesco a trovare magari uno o due aspetti in un campione che poi mi spingono ad acquistare la full size, purtroppo però non è capitato con questi due bagnoschiuma Goovi. Li ho usati, li ho terminati senza reazioni eccessivamente avverse, ma nemmeno con risvolti così positivi.

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🔎 Sito dell'azienda, farmacia, online
💸 €11.90 (full size)
🏋 250ml
🗺 Italia
⏳ 9 Mesi
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💓⇒ Non mi hanno fatto innamorare

Quali sono stati i prodotti della vostra estate? Avete provato qualcosa di Goovi che vi è piaciuto? E siete poi riusciti ad accaparrarvi la linea Cien Nature Sensitive?



Garnier Pure Active 3 in 1 Carbone VS Argilla: chi vince la sfida?

Dopo la recente sfida delle creme contorno occhi, questa volta il confronto si gioca in casa ed è fra due detergenti (e non solo) viso della stessa linea Pure Active di Garnier arricchiti con Argilla e Carbone.
Da tantissimo tempo avevo avuto modo di provare questi prodotti, che, come tutta la gamma, sono rivolti alle pelli impure e oleose, e che io, pur non avendo problematiche così importanti, ho utilizzato nella stagione calda, quando la mia pelle può tendere ad essere più appesantita dalla sudorazione, dalla tanta protezione solare, da un aumento generale del sebo.




Questi di Garnier promettono di avere 3 funzioni in 1 solo prodotto: come appunto detergente viso, come scrub e come maschera che agisce in soli 3/5 minuti.
Entrambi i prodotti Garnier Pure Active 3in1  hanno in comune nella formulazione alcuni elementi, come
"-lo zinco è riconosciuto per le sue proprietà sebo-regolatrici.
-l'acido salicilico è noto per la sua azione anti-batterica ed esfoliante.
-le micro-particelle di pomice, esfoliante naturale, aiutano a eliminare le cellule morte e purificano i pori.
-l'argilla bianca, conosciuta per le sue proprietà ammorbidenti e assorbenti, riduce la lucidità della pelle."
Ma ho notato anche in entrambi gli INCI la presenza di amido di mais che è assorbente, e la perlite, che si unisce alla pomice nella funzione scrub. So che lo penserete e forse me lo chiederete: l'acido salicilico contenuto in questi prodotti a mio avviso è ad una percentuale molto bassa, quindi, usando sempre la protezione solare, non mi sono preoccupato troppo ad usarli durante l'estate.
Se vi va di proseguire a leggermi, vi racconto le caratteristiche in dettaglio di ognuno di questi 3 in 1 Pure Active, ma soprattutto l'uso che ne faccio.


Garnier 3 in 1 Pure Active Carbone
Anti Punti Neri


Fra questi due prodotti Garnier, la versione al carbone è forse quella che incuriosisce di più, essendo questo uno degli attivi di punta nella cosmesi almeno da un paio di anni a questa parte. In questo detergente 3 in 1, Garnier ha aggiunto anche l'estratto di mirtillo che ha un potere antiossidante.
Si presenta come una crema leggermente pastosa, soda, con all'interno tanti granellini appunto, ed un odore fresco, sicuramente chimico, ma non fastidioso.
Vi anticipo, e questo vale anche per la variante all'argilla, che ho usato questi prodotti circa due volte a settimana e solo per la detersione serale, quando sento l'esigenza di una pulizia accurata. 


Per quanto riguarda l'utilizzo nello specifico, e quindi queste tre funzioni promesse, sono rimasto un po' perplesso sin da subito, perché a mio avviso è impossibile che l'azione detergente e quella scrubbante vengano distinte del tutto. Mi spiego meglio: quando si va ad applicare sul viso un qualunque prodotto che contiene dei granelli o degli acidi, questo automaticamente esfolia la pelle. Certo, possiamo evitare di insistere ossessivamente nel massaggiare il prodotto sul viso, ma una volta che lo si stende e poi lo si va a sciacquare, in ogni caso abbiamo anche esfoliato.
Quindi, tornando ai prodotti Garnier Pure Active 3 in 1, ho fuso le tre funzionalità in una sola: applico il prodotto sul viso asciutto, cercando di non sfregare troppo, lo lascio in posa circa tre minuti o comunque evito di farlo seccare, e poi inumidisco le mani, così da fare un massaggio ed iniziare a rimuovere il detergente. A contatto con l'acqua, essendo in crema, non fa schiuma



Ho provato anche ad applicarli sul viso bagnato ma non ho notato effetti differenti. Nello specifico, il Pure Active 3in1 al carbone deterge molto bene il viso, lo lascia sicuramente fresco, assorbe gli eccessi di sebo, rendendo la pelle molto liscia. Ho notato che ha anche una azione astringente dei pori, ma dall'altro lato però, le aree più secche del mio viso, risultano un po' tiranti e disidratate dopo l'uso. Non lo definirei aggressivo perché non mi ha mai creato irritazioni o arrossamenti.

Tra l'altro il Garnier 3 in 1 Pure Active Carbone è indicato per "combattere i punti neri, anche i più resistenti" quindi ho prestato attenzione a non usarlo troppo frequentemente perché avrei rischiato che sarebbe stato troppo sgrassante per la mia pelle. Molte volte ho preferito utilizzarlo solo sulla zona T dove ho impurità più refrattarie. Direi quindi un prodotto promosso ma decisamente più adatto a pelli grasse. Piccola nota antipatica: essendo una pasta nera, tende a sporcare in giro quando lo si va a sciacquare, e mi è capitato che, nonostante prestassi attenzione, mi restassero dei residui all'attaccatura dei capelli che ovviamente hanno sporcato asciugamani. Siete avvisati.
Qui ho aggiornato la recensione di questo 3in1 Garnier. 

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💸  €4.49
🏋 150ml
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Garnier 3 in 1 Pure Active Argilla
Anti Imperfezioni


Nella versione con argilla del 3in1 Garnier ho notato anche altri estratti come quello di eucalipto che, insieme al mentolo, rende più accentuata la sensazione di freschezza sulla pelle; non conoscevo invece l'estratto di smithsonite, che pare essere un minerale utilizzato per l'estrazione dello zinco e che sembra abbia proprietà antiossidanti sulla pelle.
A differenza dall'altra variante, nel 3in1 all'Argilla è specificato che contiene un quarto di argilla appunto, e i tempi di posa, se usato come maschera, si accorciano a tre minuti.


Non ci sono grosse differenze sulla consistenza e sulla profumazione: è una crema bianca in cui spiccano piccoli granelli azzurri; e non cambia, come vi anticipavo, anche il mio modo di utilizzarlo, visto che il concetto del prodotto è essenzialmente lo stesso. Quindi, per me, questo "3in1" non significa tre diversi modi di utilizzo (come suggeriva la stessa pubblicità) in tre momenti diversi, ma la combinazione di tre diverse azioni che si uniscono in un unico prodotto. In soldoni, quando utilizzo questi prodotti, non faccio lo scrub né applico poi una maschere o un ulteriore detergente. Ovviamente non hanno un potere struccante, ma secondo me si adattano bene ad una doppia detersione.


Per quanto riguarda l'efficacia del Garnier 3 in 1 Pure Active Argilla sulla mia pelle, non si discosta tanto dalla versione con carbone vegetale: deterge bene la pelle, assicurando una sensazione di cute pulita, liscia, e fresca. Ne giova anche il colorito che risulta più omogeneo e sano. Non l'ho anticipato prima, ma il risultato sui punti neri c'è, infatti appaiono meno visibili, ma non aspettatevi vengano debellati, specie se non siete costanti. Tuttavia, nonostante le similarità, preferisco di gran lunga il Pure Active 3 in 1 all'argilla che sulla mia pelle è più delicato e non accentua troppo la sensazione di secchezza o pelle che tira. Credo possa adattarsi anche a pelli un po' più miste o secche, ma che presentano qualche imperfezione.

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Avete provato questi 3 in 1 di Garnier? E siete riusciti a farne tre utilizzi distinti?




Film per i piccoli che son piaciuti anche a me!

So bene che le emozioni del cinema non hanno età, specie oggi, dove i generi si mischiano e i confini sono diventati, in certi casi, più sfumati. Però conosco anche i miei gusti, e so che un film con una storia troppo semplice o infantile, magari con troppe canzoni, o senza un messaggio di fondo, mi annoierebbe a morte.
Non è stato però così con gli ultimi che mi hanno anzi entusiasmato, nonostante siano diretti a far felici i più piccoli, e non un tardone cinico come me.

Frozen II - Il segreto di Arendelle (2019)


Il brand Frozen è ormai diventato uno dei più consolidati e longevi che la Disney ha proposto, tanto che, dopo il primo film del 2013, si sono susseguiti una serie di pellicole minori, fino ad arrivare al grande sequel, Il segreto di Arendelle.
Un secondo capitolo che poterà le sorelle Elsa e Anna ancora alle prese con mille avventure, ma questa volta a bussare alla loro porta è un passato misterioso legato, alla loro famiglia, soprattutto i loro genitori, e che metterà in pericolo l'intero regno di Arendelle.
Sarà un viaggio non solo nel tempo, ma anche in terre ancora inesplorate, che sono state però campo di battaglia fra la tribù dei Northuldri e il nonno di Elsa e Sara, il re Runeard, e che poterà le sorelle al limite pur di scoprire la verità.


In questo Frozen II c'è tutto: l'avventura, la magia, il romanticismo, il pathos, l'amicizia, ed ovviamente l'amore sincero fra le due sorelle e per la loro famiglia.
Un secondo capitolo che mi è piaciuto principalmente per due ragioni: da un lato mi è sembrato che la storia fosse un proseguo abbastanza naturale del primo Frozen; dall'altro lato mi è sembrato che ci fosse una reale crescita, sia dei personaggi, che delle canzoni e della grafica. Giustamente sono anche passati sette anni, e la tecnologia, di cui non so nulla, sarà migliorata.
È più maturo anche il tema di fondo, appunto quello della presa di coscienza delle proprie responsabilità, della propria maturità, quasi fosse un passaggio di testimone fra le generazioni (e non solo perché sono dei nobili che ereditano dei titoli).


Ammetto che mi son goduto da inizio a fine questo secondo Frozen, e magari non mi avrà fatto venire i brividi, ma mi ha tenuto compagnia, mi è sembrato fatto benissimo specie nella creazione dei personaggi e dei paesaggi, e soprattutto c'è Olaf che è un perfetto comic relief secondo me piazzato a posta per far divertire anche gli adulti.
Non avendo più 10 anni, purtroppo noto anche le lacune di questo Frozen Il segreto di Arendelle, la cui trama infatti non mi è sembrata tra le più solide o quella con idee più originali, sebbene credo i bambini non ci faranno più di tanto caso.
Mi è pesato forse di più la quantità di canzoni, un po' troppe, specie nella parte iniziale dove il ritmo non è dei più serrati, ma alcune sono davvero molto belle, anche nella versione italiana.



Elsa continua ad essere il personaggio centrale, e a me piace, perché ha un fascino più maturo, meno fru fru delle solite principesse Disney, ma io adoro Anna: è saggia, è sveglia, è spiritosa, abbiamo le stesse paturnie, e poi è quella che alla fine sblocca la situazione come nel primo episodio.
Frozen II Il segreto di Arendelle secondo me è un sequel solido, che si adatta a tutta la famiglia. Sarà disponibile dall'11 Settembre su Disney +, quindi l'occasione perfetta per recuperarlo.

Titolo originale: Frozen II
Genere: animazione, avventura, fantastico
Durata: 103 minuti
Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Uscita in Italia: 27 Novembre 2019
Paese di produzione: Stati Uniti
Voto 7

Mulan (2020)

 

È arrivato finalmente il live action tanto atteso di Mulan, remake del film di animazione del '98, e si è portato dietro un polverone che nemmeno Taz della Tasmania. Dai continui rimandi dell'uscita a causa del Covid, alle dichiarazioni infelici dell'attrice che interpreta appunto Hua Mulan, fino al costo del film, che non fa parte dell'abbonamento alla piattaforma Disney Plus, ma ha un sovrapprezzo di quasi 22 euro.
La storia di Mulan - la ragazza diventata guerriero per salvare il padre e l'onore della famiglia - la conoscerete tutti, e quindi non mi ci soffermo perché credo sia bello possiate scoprire da soli eventuali snodi o diversità dalla trama originale.
Perché sì, questa nuova versione di Mulan si discosta dal cartone, proseguendo quasi per intero autonomamente, e questo secondo me è un bene, ma, come tutti i film, anche questo secondo me ha i suoi pregi e difetti.


Il live action di Mulan aveva come presupposto quello di creare una storia con maggiore realismo e più drammaticità, ed in effetti, in parte riescono: questo remake infatti sfiora soltanto la parte ironica che trovavamo nella versione del 1998, così come le musiche sono solo un leitmotiv che accompagna le scene e non veri e propri intermezzi cantati. Resta però una componente magica, che ho apprezzato perché non è eccessiva e perché viene introdotta come qualcosa che tutti abbiamo, ma che in alcuni è più sviluppata, e che si indebolisce quando non siamo fedeli a noi stessi.
A mio avviso una bella chiave di lettura, che però molti hanno considerato come un compromesso sleale vista la ricerca di realismo. Ma, a ragionarci, si può trovare la perfetta coerenza in una storia in cui una ragazza riesce a spacciarsi per un uomo per chissà quanto tempo, andare in battaglia e tornarne vittoriosa senza un graffio?


Non credo quindi sia una magra consolazione considerare la storia di Mulan, anche in questo nuovo film, come pensata per più giovani, e da cui noi adulti possiamo attingere, ma in cui inevitabilmente troveremo qualcosa che non quadra. Tra l'altro, in tutto il film, non ho visto una goccia di sangue nonostante i continui combattimenti, chiaro segnale che si volevano rivolgere ad un pubblico impressionabile.
In questo live action gli sceneggiatori hanno puntato meno sulla evoluzione della protagonista, e molto di più sull'azione, la battaglia, su questi combattimenti che sembrano quasi coreografie, sugli effetti in generale che potessero tenere gli occhi dello spettatore incollati sullo schermo, e con me tutto sommato ci sono riusciti.
Come vi dicevo, credo che però ci siano dei difetti più oggettivi in questo Mulan: l'ho trovato ad esempio un po' sbrigativo in alcuni passaggi e nel montaggio, e questo pesa sul personaggio di Mulan che perde un po' quell'istinto di ribellione.


Dall'altro lato però non mancano i sottotesti, come l'importanza del legame e dell'affetto familiare. Ritorna, seppur in modo più velato, il tema della maturità, e del cercare di fare le scelte giuste: è così che ho letto la versione quasi speculare di Mulan, ovvero la strega Xian Lang, che si porta dietro forse la mancanza di forza e di coraggio, che non le ha consistito di poter essere se stessa. Inoltre, l'onestà di Mulan, il suo non scendere a compromessi, la porteranno al riconoscimento da parte del potere militare e dell'intera società.
Avrei da ridire per quanto riguarda la caratterizzazione del cattivo, che un po' come nel live action di Aladin, mi è sembrato caricaturale, ed anche su alcune scene che non sembrano essere proprio costate fantastilioni di dollari.


Questa versione di Mulan del 2020 secondo me è promossa nella sua compostezza, risultando coinvolgente pur con più di una imperfezione, e riuscendo meglio di altri remake che l'hanno preceduto, anche se hanno forse alzato troppo l'asticella delle aspettative.
Non sono un fan dei rifacimenti, di qualunque tipo essi siano, anzi spesso sono al di sotto delle previsioni (Il re Leone in testa), ma ragionare come se un nuovo film vada a intaccare, o addirittura disfare qualunque valore di un capitolo precedente o di tutta la storia, secondo me sfiora l'assurdità. Nessuno ha cancellato dalla faccia della terra le videocassette di Mulan del '98, per cui anche meno indignazione.
Qualora non vogliate spendere 21.99€, Disney + metterà in streaming questo nuovo Mulan disponibile gratuitamente dal 4 Dicembre.

Genere: azione, drammatico, fantastico
Durata: 115 minuti
Regia: Niki Caro
Uscita in Italia: 4 Settembre 2020
Paese di produzione: Stati Uniti, Cina
Voto 6.5







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