|Beauty Cues #MaskWednesday|
Finalmente una maschera peel off ECOBIO! | La Saponaria


La Saponaria ha creato una delle prime maschere peel off completamente composta da ingredienti naturali e certificata. L'ho provata e sono finalmente pronto a lasciarvi tutte le mie opinioni.



La cosmesi ecobiologica per qualche anno mi è parsa un po' statica, come se non evolvesse e restasse un po' limitata, se non addirittura indietro rispetto ai prodotti proposti dalla cosmesi tradizionale a cui tutti eravamo rimasti. Da un po' di tempo invece ho notato un cambiamento, complice forse anche il fatto che questo settore si è espanso ed ha acquisito credibilità ed un pubblico sempre più ampio.
E così man mano sono uscite novità ecobio, prodotti più ricercati, elaborati e particolari.
Fra queste novità c'è anche la Maschera Peel-off di La Saponaria.

opinioni maschera peel off la saponaria

Sinceramente non avevo mai visto o provato una maschera che si "sbuccia" e che non contenga dei leganti sintetici che consentano la creazione di questa pellicola, ma quelli de La Saponaria sono riusciti a creare un prodotto secondo me davvero particolare ed originale. 
Vi avevo raccontato che da Ecobiobella, avevo acquistato alcune delle nuove referenze che fanno parte della Linea Costituzionale, una nuova linea di skin care che l'azienda marchigiana ha lanciato recentemente.
Se siete curiosi di cosa penso di altri prodotti di questa linea cliccate qui.
La gamma prende il nome dai principi attivi che compongono i prodotti, ovvero le acque costituzionali principalmente di mirtillo nero, melagrana e melissa. Queste acque vengono estratte dalle piante secondo un metodo definito "dolce", ovvero l'essiccazione a freddo, che va a simulare le condizioni della brezza serale. 
Non starò qui a farvi una puntata di Super Quark, ma per farla breve, questo processo crea una pressione osmotica che fa uscire l'acqua dalla membrana cellulare della pianta, conservandone tutte le proprietà. 
Sì, la Linea Costituzionale ha una scelta abbastanza ampia di prodotti arricchiti anche da altri ingredienti interessanti; abbiamo una mousse detergente, diversi sieri, creme per il viso, ma la mia attenzione è caduta fugacemente sulla maschera peel-off perché quando mai si è vista una maschera di questo tipo ma ecobiologica? Io non l'avevo mai provata, e per questo mi ci sono fiondato, un po' speranzoso, un po' timoroso di inciampare in una ciofeca.  

La maschera bisogna comporsela da sé, infatti all'interno di questa bella bustina blu è contenuta una polvere bianca inodore. Infatti questa maschera è composta da polvere di riso e da una "farina fossile" chiamata terra diatomacea che viene estratta appunto dai fossili delle alghe diatomee, e che dovrebbe essere ricca di silice e altri sali minerali. 

maschera peel off la saponaria recensione

Già questo mi aveva solleticato le sinapsi, ma c'è di più, infatti La Saponaria fra le indicazioni ci dicono che possiamo personalizzare la nostra maschera peel off mischiandola alle acque attive e/o ad uno dei sieri. Quindi un trattamento personalizzato.
Vi cito testualmente:
"PREPARA LA PASTELLA: In una ciotola pulita versa 15g di polvere e aggiungi 45ml di acqua mescolando velocemente e vigorosamente per 1 minuto. La pastella deve essere liscia e omogenea, senza grumi. Puoi potenziarla aggiungendo 5 gocce del siero viso specifico per la tua pelle e/o sostituendo 5ml acqua con un la tua acqua attiva preferita.
CONSIGLI SMART:
Potenzia la tua maschera!
Acqua attiva di MELISSA + siero ANTI-IMPERFEZIONI: effetto purificante e detossinante, ideale se hai la pelle impura
Acqua attiva di MELAGRANA + siero NO AGE: azione antiossidante ed anti-age, ideale per pelli mature o spente
Acqua attiva di MIRTILLO + siero ANTI-POLLUTION: azione lenitiva e protettiva, ideale se hai la pelle secca e delicata

APPLICALA SUL VISO: Stendi velocemente la maschera su tutto il viso evitando il contorno occhi (attenzione, solidifica in fretta!). Puoi usare i polpastrelli o aiutarti con un pennello a setole morbide. Lasciala agire per 15-20 minuti."
Secondo voi io ho seguito queste indicazioni alla lettera?
Certo che no. Infatti sin dalla prima volta, per paura di far casini e sprecare metà bustina, ho miscelato ad occhio un po' di polvere con un po'  di acqua ed un paio di gocce del Siero No Age. Se avete un minimo di dimestichezza con le maschera home-made secondo me ci si riesce, e infatti sin dalla prima volta la pastella mi è venuta liscia e senza grumi. Ma se siete  poco pratici direi di seguire quanto dice l'azienda. 
Descrivervi il composto non è semplice, direi che è una pasta dalla consistenza collosa, ed effettivamente va lavorata in fretta perché rapprende molto rapidamente.

review maschera peel off la saponaria
Lo so, non è un'immagine bellissima.
Una maschera che non aiuta noi poveri blogger che dobbiamo far le foto, insomma. 
Ma vi ripeto, con un minimo di rapidità la si impasta e la si stende abbastanza bene sul viso. Ovviamente vanno evitati il contorno occhi e bocca, ma io vi consiglio anche di stare lontani dall'attaccatura dei capelli e dalle sopracciglia perché c'è un minimo rischio ceretta. 
Io non uso un pennello ma semplicemente stendo la maschera con le dita.

I 15 grammi di polvere che La Saponaria indica nella preparazione possono sembrare molti, e secondo me lo sono, ma dovete creare uno strato spesso ed omogeneo di prodotto sul viso. Il perché di ciò si spiega nel fatto che non è una maschera peel off come quelle che conosciamo, che si rimuove quasi fosse un cerotto, ma crea sul viso uno strato che sembra quasi lattice, una consistenza leggermente gommosa. In caso contrario la maschera vi verrà via secca a pezzettini e non credo faccia alcun effetto. Siate generosi.

Anche questa non è un'immagine bellissima. 

Ve l'ho detto, è un prodotto particolare.
Dopo 15 minuti (ma anche meno in verità) la maschera è completamente asciutta e può essere tirata via come facciamo con le maschere peel off in commercio. Io riesco quasi sempre a toglierla completamente intera. 
La sensazione che avverto sul viso è di freschezza, ed è una freschezza che aumenta ma mano che la si tiene in posa. Un paio di righe più sopra vi ho detto che la maschera dopo 15 minuti è "completamente asciutta" ma non è così. O meglio, generalmente questo fa pensare ad una maschera secca che appunto sembra quasi una crosta, ma la maschera Peel Off La Saponaria sembra quasi che all'interno resti umida. 
Nella mia isteria da piccolo chimico ho lasciato la maschera in posa per più di mezzora sul viso, e per un'oretta una volta rimossa e comunque era secca solo in alcuni punti. 
Ma veniamo ai risultati. La Saponaria dice che si tratta di una 
"maschera rimineralizzante e seboregolatrice"
e che 
"sotto la maschera scoprirai di avere una pelle liscia e vellutata come un petalo di rosa"
Secondo me questa maschera peel off è la perfetta maschera riequilibrante, perché una volta rimossa noto che la zona del naso e della fronte, dove presento più imperfezioni e dove posso riscontrare delle lucidità (ci sono stati molto sbalzi termici in questo periodo qui, quindi la mia pelle non si è ancora convinta sia autunno), è mattificata in modo naturale ma non risulta secca o tirante; inoltre i pori di queste zone sembrano più affinati e chiusi. 

Ma le zone del mio viso che sono più secche, come guance, mento e tempie non vanno a disidratarsi ulteriormente, anzi vengono rispettate e aiutate, infatti risultano appunto fresche, idratate e lisce al tatto.
Non so che sortilegio sia questo, ma la maschera Peel off di La Saponaria mi è piaciuta fin da subito: oltre a quei benefici, dà alla mia pelle un aspetto più luminoso, anzi risulta quasi schiarita, e più compatto.

maschera peel off viso la saponaria


L'ho utilizzata sia tal quale che appunto con l'aggiunta del siero Bioattivo No Age e devo dire che la preferisco un pelo di più con questo arricchimento perché mi sembra più idratante e più adatta alla mia pelle.
I residui che restano sul viso si rimuovono molto facilmente, ma personalmente prima di sciacquare il viso aspetto sempre un po', dando alla pelle la possibilità di assorbire meglio la maschera e di non portargli via tutto subito. Inoltre sono dell'idea che si possa lasciare in posa anche più dei 20 minuti indicati dall'azienda, sempre per il fatto che la pelle deve assorbire gli attivi.

L'unico neo che posso trovare al prodotto è che se non siete rapidi nell'impastare e nell'applicare, si finisce per sprecare un po' di prodotto che vi resterà incollato alle dita e alla ciotola in cui lo impastate e non al viso. Inoltre se non si crea uno strato spesso di maschera, questa si va a seccare e tende ad arrossare leggermente la pelle. Nulla di drammatico ma prestate attenzione soprattutto ai bordi della maschera, dove in genere finisce meno prodotto.
La consiglio un po' a tutte le tipologie di pelle, ma non a chi si trova agli estremi e quindi cerca un prodotto o estremamente idratante o particolarmente purificante.

Per il resto, la Maschera Peel-off de La Saponaria è assolutamente Piertificata, mi è piaciuta, la trovo efficace divertente ed originale oltre che piacevole da fare. Mi dà l'impressione di dare alla pelle altre sostanze rispetto a quello che in genere si trova in commercio. Voglio provare a mixare la maschera con sieri di altri brand, magari qualcosa alla vitamina C o acido ialuronico per arricchirla ulteriormente.
Ah, dimenticavo, l'ho già riacquistata!

INFO BOX | Maschera Peel-off  La Saponaria
🔎 Ecobiobella.it, bioprofumeria, online
💸 € 3.50
🏋30gr
⏳ 6 Mesi
🔬 Cosmetici Biologici CCPB, Vegan
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Voi l'avete provata? Vi incuriosisce?




{Aggiornamento #76}
Credere



Gli abiti scuri sono un po' il mio rifugio in questo periodo. 
Non perché sia depresso, al massimo leggermente nervoso. E non è nemmeno una riminiscenza di un vago costume rimastomi da Halloween. Ma apprezzo la sensazione che mi dà questo colore, come se fossi un'ombra, sottile come le polveri che svolazzavano al nord Italia. 
Lo so, passare per sottile, considerando le mie forme generose, non è semplice, ma prendetela come una roba psicologica.
Ho tirato fuori le mie tute, calde e morbide e non me ne frega che sembro in pigiama, io so di essere in tuta ed è una roba psicologica.
Anzi in verità son contento della pigiamosità della cosa, ed anche questa è una cosa psicologica.
Sarà anche che per tre settimane un team di operai ha martellato ad un paio di metri dal mio orecchio per cui la voglia di trovare un angolo nascosto e silenzioso è un desiderio da letterina a Babbo Natale.

In realtà questo mio piano di mimetizzazione si è andato a farsi friggere con tanto di croccante pastella durante questo week end, quando sono stato scrutatore per le elezioni regionali in Sicilia.


Certo ve lo potevo dire prima ma sarebbe stata un'occasione per farmi tirare i pomodori o i capelli e poi io avrei risposto al fuoco e non sarebbe stato un bello spettacolo. Un'esperienza carina, un po' diversa dal solito, la prima volta per me, un po' più lunga di quanto pesassi ma meno noiosa di quanto avevo immaginato.
Una situazione tragicomica con punte di trash non da poco, con un presidente di sezione che era una macchietta e altri ragazzi giovani a far da scrutatori con me e con cui almeno farsi quattro risate nei momenti morti. In generale un'esperienza positiva ma particolarmente stressante, specie al momento dello spoglio. 


Io non sapevo come si facesse, ma anche quelli che avrebbero dovuto saperlo non mi sembravano esattamente ferrati.
Certo è che le regionali sono elezioni articolate, fra preferenze di partito provinciali e regionali, voti disgiunti e casini vari, non sono semplici da gestire. 
Più di 500 persone son passate a votare solo nella mia sezione, che non è male come affluenza considerando che vivo in un piccolo paese in cui si avverte meno quello che accade a Palazzo dei Normanni. Molti volti nuovi, fra ragazzi freschi di diciottesimo, alcune vecchie conoscenze, ed anziani che ti guardano e con un riconoscimento facciale degno di iPhone X riescono a ricondurre in 0.3 secondi a che famiglia "appartieni".

Vorrei ringraziare tutti coloro che sono appositamente venuti a salutarmi sapendomi lì impegnato. E per chi ha fatto finta di non conoscermi, pensando forse che fossi morto o sparito nel nulla, ho un messaggio:



Ovviamente sto escludendo dal mio entusiasmo tutto il bailame politico che si è sentito in questi giorni e di volti più o meno noti che si sono affacciati sulla mia terra, oltre che la vittoria definitiva che ne è risultata. Che hanno messo di mezzo una cosa sacra come l'arancino, non so con quale barbaro coraggio!
E pensare comunque che, nella mia solita convinzione, stavo per non partecipare al sorteggio, pensando che, non avendo mai vinto nemmeno con la lotteria della parrocchia, avrei perso tempo  come quando di mezzo ci vuole una sana botta di deretano.

Questo è un po' il periodo del credere. Credere in se stessi, che dovremmo farlo un po' tutti, un po' più spesso. Ma anche credere negli altri.
Come abbiamo (o almeno ho) creduto ad Asia Argento e a tutte le sue colleghe di misfatto. 
Quando leggo qualcosa, sento qualcosa, tendo sempre a soppesarla cercando di capire, pormi delle domande, magari muovendomi sul lato psicologico ed emotivo. E se da un lato assistiamo ad una brutalità pubblica costante, sono conscio del fatto che ci sia uno specchio privato di queste situazioni. 
Eppure adesso c'è qualcosa che non mi quadra in questa "nuova" ondata di violenze. Non per sminuire, giudicare o voler soffocare le denunce che sono state fatte, anzi ben vengano, perché possono essere un esempio a più livelli. 


Un vaso di pandora ben chiuso c'è sempre stato, e non mi aspetto che tutti i sorrisi bianco brillante di Hollywood o di qualsiasi società, siano reali.

È strano che tutte queste denunce, di casi diversi, di persone diverse, arrivino adesso? In parte no, in parte sì. Ma in ogni caso c'è una bruttura di fondo: se certi fatti sono realmente accaduti, è una verità inaccettabile. Dall'altro lato, se queste accuse si rivelano false (per quanto poco probabile) c'è un risolto non meno gradevole, sintomo che la nostra società ormai si muove sui binari dello squallore totale. 

È un discorso complicato e contorto, e voglio lasciarlo così come una parentesi nemmeno tanto completa delle mie riflessioni in questo periodo a riguardo. 
D'altronde Novembre è appena iniziato, ci sono ancora tante cose da scoprire, che devono venire a trovarci, su cui riflettere e che possono accadere. Ho ancora bisogno di pensarci, di riprendermi un attimo, ma spero che si comporti bene, e credo che ci riservi qualche inaspettata sorpresa.
Già solo il fatto di essere nato in questo mese, lo renderà un po' diverso dagli altri, no?

A presto. 








|#backtoseries chapter 19|
Il ritorno di STRANGER THINGS! (no spoiler)

Un salto indietro agli anni '80, ad Hawkins dove il Sottosopra torna a far danni in questo secondo capitolo di Stranger Things. Una stagione che forse migliora, ma è un tiro alla fune che non riesce a sorprendere.



Non volevo vederlo, o meglio, volevo vederlo con calma, con comodo, senza fretta, evitando il binge watching e il binge racing. Ma Twitter stava letteralmente implodendo, mi sentivo il fiato sul collo, un po' impaurito dagli spoiler, e alla fine ho ceduto ed ho visto la seconda stagione di Stranger Things.

recensione stranger things seconda stagione

Doppiare o avvicinarsi al successo che la serie ha avuto con la prima stagione non è semplice ma mi pare di aver capito che, quantomeno sui social, la risposta si è fatta sentire forte e chiara, e non sempre capita. 
Stranger Things ha dalla sua parte tante componenti che anche chi come me non ama il genere fantasy e non ha una particolare passione per gli anni '80, può apprezzare. 
Anzi a riguardo, devo dire che in questa seconda stagione hanno messo un po' da parte l'autocelebrazione costante di quell'epoca, e sono stati in grado di farla passare leggermente in secondo piano dando l'impressione che quella ricostruzione del periodo non sia solo una ricostruzione appunto, ma è come se ti trasportasse indietro nel tempo. Ci hanno fatto più vivere gli anni '80, più che farci vedere com'erano belli. 
Non uno schiaffo al sapore di lacca e musica elettronica, ma un abbraccio.

recensione stranger things seconda stagione

Dalla prima stagione però il collegamento mi è parso ben intrecciato, fluido. Hanno saputo riprendere bene da dove il capitolo si era concluso un anno prima e lanciare una "nuova" storia. 
Ho letto che a molti ad esempio il primo episodio è sembrato noioso, ma secondo me invece è stato un buon aggancio fra le due serie.
E tutto questo è ottimo. Com'è ottimo tutto il lavoro fatto sui personaggi visto che da un lato assistiamo ad un espandersi del focus, che passa dall'essere concentrato su Mike e Eleven ad includere anche gli altri personaggi, che diventano protagonisti della loro storia e non solo spettatori o comparse in quelle degli altri. I ragazzi sono cresciuti e si vede, hanno un po' tutti un ruolo più attivo, o comunque sanno rendersi tutti più o meno utili. 
Inoltre riusciamo a scoprire altri aspetti di loro, persino del loro passato. 

Ottimo lavoro secondo me anche per quanto riguarda l'introduzione dei nuovi personaggi, anch'essi non abbandonati a se stessi, non messi lì giusto per buttare due facce nuove, ma ben strutturati, con una costruzione alle spalle e un carattere ben definito. Personaggi da cui è possibile partire per una nuova probabile prossima stagione. Max ad esempio immagino che nell'ipotetica terza stagione possa avere un ruolo ancora più centrale, sperando che tolgano di mezzo quella zavorra ingelatinata del fratellastro.

stranger things due opinioni

A questo punto lo so che vi aspettate il "ma...", ed effettivamente quando si parla di Stranger Things secondo me ci sono diverse congiunzioni avversative da fare. 
Uno dei problemi più grandi è la narrazione delle vicende. Non posso dire che ci sia un filone centrale, direi piuttosto una treccia formata da ciocche della stessa grandezza. Il problema è che ognuna di queste ciocche qui e lì ogni tanto risulta spelacchiata.
Quello che intendo dire con la mia metafora tricologica è che la storia viene pompata e spinta e tu ti aspetti chissà cosa ma poi si rivela o una situazione poco d'impatto o una situazione banale, prevedibile e facile da risolvere, o peggio una situazione che non porta a nulla di così travolgente. 

Vi faccio un esempio: come vi dicevo in questa stagione riusciamo a scoprire molti aspetti del passato di uno dei personaggi principali, aspetti a cui addirittura è dedicata un'intera puntata. Ma quali sono i frutti di questa scoperta? Alla fine nulla che possa essere risolutivo, per quanto può risultare interessante questo apporfondimento. A me è sembrato più un modo, un'ulteriore occasione, per battere il terreno per un futuro.


Più in generale e senza rivelarvi troppo visto che vi ho detto che non c'erano spoiler, in questa seconda stagione di Stranger Things hanno secondo me cercato di coinvolgere un po' più emotivamente lo spettatore, ma la conseguenza è stata che si è perso un po' l'impatto dell'azione, dell'articolazione della trama e dello snodo della stessa, perdendo anche di sorpresa e originalità. 

Stranger Things originale non lo è mai stato, ma il finale di stagione del primo capitolo era riuscito ad unire da un lato una situazione realmente epica e avvincente, ad un lato emotivo fortemente coinvolgente in un crescendo che, come nel più classico dei classici, ha visto il nostro eroe combattere il male supremo. Io stesso mi ero commosso. 
In questa stagione ho notato che, forse nel tentativo di far risaltare il lato sentimentale, probabilmente per farci affezionare ancora di più a tutti i personaggi, non hanno prestato molta attenzione a creare una storia particolarmente intricata. La risoluzione dei giochi alla fine è come chiunque se la può aspettare.



La mia idea di una quasi esasperazione del lato umano della serie è supportata dalla gestione si alcuni personaggi. Ad esempio ci troviamo di fronte a cattivi buttati lì a caso, giusto per creare una controparte; o ancora buoni dati in pasto (è il caso di dirlo) in un modo così banale che da secoli ormai vediamo nelle serie tv, giusto per seguire il gioco del "vediamo chi frigna prima".

Stranger Things continua secondo me ad essere un buon prodotto, con un cast di attori giovanissimi in grado di portare sullo schermo un'intensità e una maturità che li rende grandi, ma continua a scricchiolare sotto al peso dei suoi difetti che, chiunque abbia un po' di esperienza telefilmica, riesce a fiutare e che sui piatti di una bilancia non fanno primeggiare la seconda stagione rispetto alla precedente. 
Pari e patta quindi e appuntamento forse alla terza stagione.

seconda stagione stranger things

Avete visto Stranger Things? Raccontatemi tutte le vostre impressioni!



|Beauty Cues|
Un siero naturale contro la CADUTA DEI CAPELLI ! | Le Erbe di Janas


siero contro la caduta dei capelli

La caduta dei capelli è l'hot topic di questo periodo, tutti ne siamo più o meno spaventati e cerchiamo dei metodi e dei trattamenti per contrastare questa problematica. Ho provato un siero completamente naturale che dovrebbe prevenire la caduta dei capelli.


Le nostre nonne lo chiamano "periodo delle castagne", quel periodo dell'anno in cui non solo il frutto autunnale per eccezione e che adoro e che mangerei a rullo è maturo per diventare una caldarrosta, ma anche il periodo in cui la caduta dei capelli diventa più copiosa.
In realtà le castagne non c'entrano nulla, ma la causa di questo aumento diradamento delle chiome è lo stress che queste subiscono durante l'estate, quando la sudorazione abbondante ci fa perdere sali minerali, e i lavaggi che si fanno più frequenti, il sole, la salsedine, magari i cappelli per proteggerci dal sole, indeboliscono i nostri capelli.

Quelli bravi dicono che fino a circa 100 capelli al giorno è una caduta normale, di più si va verso la problematica. Nessuno sano di mente sta lì a contare quanti capelli cadono, ma credo che tutti, durante il lavaggio, sulla spazzola, sul cuscino, durante lo styling, ci rendiamo conto quando perdiamo più capelli del solito.
Quando la caduta aumenta, le cause possono essere molteplici. Quella del periodo delle castagne è una caduta stagionale, direi fisiologica perché alla fine è un normale ricambio, ma ci possono essere altre problematiche che causano il diradamento dei capelli.



Fra le cause più diffuse ci sono ovviamente il fattore genetico, cosa che colpisce molto spesso gli uomini (alopecia androgenetica), un'alimentazione non bilanciata, lo stress, l'uso di prodotti sbagliati, troppo aggressivi per la cute o troppo delicati con il conseguente aumento di sebo e quindi otturazione dei bulbi. I fattori scatenanti possono essere svariati, e a volte anche più seri per cui non è argomento che potete risolvere tramite un blog, ma è bene rivolgersi ad un dermatologo (a volte anche più di uno). A volte infatti è necessario anche l'uso di farmaci.

È indubbio che prevenire la caduta è sempre meglio che cercare di curare una situazione ormai degenerata, quindi si può intervenire su quelle cause che vi dicevo, come alimentazione, stress, fumo attivo e passivo e sull'uso di prodotti giusti, magari ad uso topico o integratori alimentari.
È importante anche usare cosmetici, detergenti, balsami e maschere giusti per le nostre esigenze (per questo sono sempre alla ricerca del prodotto perfetto), non solo per una questione puramente estetica, ma anche per preservare i nostri capelli.
O anche le tinte chimiche: è molto di moda decolorare i capelli e tingerli dei colori più disparati. Divertente, carino, di moda, creativo, ma quando vedo che lo fa gente con quattro peli in testa, mi sento un po' male. Bòn, l'ho detto.
Tingere i capelli con prodotti chimici aggressivi, purtroppo noi aiuta a rinforzare i capelli e i bulbi. Decolorarli è anche peggio.


Inoltre una cosa che vedo spesso è quella del cappellino per nascondere la calvizie (a meno che non volete ripararvi da sole o freddo, ci mancherebbe!). Capisco il disagio ma cercare di camuffare il problema con un cappello non aiuta, ma anzi va a peggiorare la situazione. Sempre nell'ottica di cercare di rinforzare i capelli rimasti, e non dargli il colpo finale alla Rambo.
Un altro prodotto che va a rinforzare i capelli è l'henné, le erbe indiane, le erbe tintorie e curative della tradizione auyrvedica più in generale, che in un certo senso è ciò che ho usato, e di cui vi parlerò presto, ma andiamo per gradi.

Il mio problema era quello di un aumento stagionale di caduta dei capelli. Ho sempre avuto capelli folti (🤘🏻) ma come tutti anche io subisco i cambiamenti di stagione, in cui noto un generale indebolimento, con più capelli spezzati e che cadono. In particolare c'è stato un periodo fra luglio ed agosto in cui ho notato una perdita maggiore, così come una maggiore generale secchezza dei capelli. 
Un po' di aiuto me l'aveva dato l'olio capelli all'Amla di Khadì, ma per quanto avesse migliorato l'aspetto generale dei capelli, non era bastato a fermare la caduta e la rottura. 


recensione le erbe di janas elisir rinforzante

Cosa sono gli Elisir?

Di Janas avevo già avuto modo di parlare quando ho provato le minitaglie dello shampoo e della maschera idratante (qui la recensione!). 
Gli Elisir non sono altro che booster concentrati con diversi ingredienti naturali attivi, e rivolti a diverse esigenze di capelli e pelle, e possono essere usati puri o diluiti. Sono contenuti in piccole bottigliette di vetro blu scuro con tappo metallico a vite. Non hanno alcun tipo di contagocce, per cui è meglio travasarli in altri contenitori.
Gli Elisir sono di due tipi: liposolubili e idrosolubili, quindi si possono aggiungere sia a preparazioni oleose, sia da sciogliere in acqua. 
Cito testualmente 
Gli Elisir servono per tirar fuori qualcosa di creativo da se stessi e creare un prodotto costruito su misura per Noi.
Sono un pezzo del puzzle di tutti i nostri prodotti e con tutti possono essere utilizzati.
Si possono usare puri a gocce, singoli o miscelati agli altri;

  • per potenziare le Acque Floreali (Idrolati);
  • per potenziare gli Oli Vegetali e i Burri;
  • per potenziare i propri Spignatti domestici;
  • per potenziare Maschere Viso o Impacchi per capelli

Un Flaconcino può potenziare fino a 200 ml di prodotto. La concentrazione è a vostra discrezione ed è in funzione del trattamento che si vuole eseguire.
Per un trattamento d'urto si consiglia di potenziare max 50 ml di prodotto.

Come ho utilizzato l'Elisir Rinforzante Anticaduta?

Come vi dicevo io ho scelto l'elisir rivolto a contrastare la caduta dei capelli, chiamato appunto Rinforzante. È un liquido bruno, con un odore sì erboso ma anche molto alcolico, e al suo interno contiene diversi estratti. Cito di nuovo testualmente:
Il Brahmi e il Bhringraj sono potenti rivitalizzanti appartenenti alla tradizione ayurvedica, stimolano la crescita dei capelli e ne contrastano la caduta. Il Methi e l'Amla, anch'essi rimedi ayurvedici, danno nutrimento, rinforzano e illuminano la chioma. L'Amla, ricca in Vitamina C, è astringente e previene la caduta dei capelli. Il Mirto e la Bardana, purificatori, sono astringenti e antibatterici, prevengono la caduta dovuta ad eccessi di sebo. La Cute sarà pulita, protetta e rinforzata.
Quindi un pool di elementi che dovrebbero stimolare la crescita e rinforzare i capelli, un perfetto prodotto naturale contro la caduta, almeno sulla carta. Seguendo le istruzioni dettate da quelli de Le Erbe di Janas, ho creato il mio tonico rinforzante capelli unendo

5 ml di Elisir Rinforzante Anticaduta + 25 ml di Idrolato di Rosmarino de La Saponaria 

Ho messo il mix in un contenitore con contagocce col vetro scuro.
Vi avverto che, come vi dicevo, l'elisir non ha un dosatore ma un foro abbastanza grande, quindi per non fare casino vi consiglio di usare una pipetta contagocce così da aspirare il prodotto a poco a poco e riversarlo dove vi pare.
Questa è la ricetta che ho seguito perché volevo un trattamento urto, come dice l'azienda, un prodotto che fosse abbastanza potente e ad essere sincero non avevo grandissime aspettative, quindi l'idea di annacquare il prodotto per farlo durare chissà quanto era del tutto da escludere.
Volevo qualcosa di strong, che funzionasse.
Ho scelto l'idrolato di rosmarino proprio perché indicato per stimolare la crescita dei capelli.
Insomma si vede che ci tengo al mio ciuffo?

elisir rinforzante le erbe di Janas review

All'inizio (e poi vi spiego perché) ho utilizzato questo mix semplicemente come le classiche fialette monodose che si trovano in vendita per contrastare questo inestetismo: sui capelli umidi, dopo aver fatto lo shampoo e prima di procedere allo styling. Applicavo in alcuni punti dello scalpo, in particolare le zone che notavo più diradate, come l'attaccatura dei capelli, e poi massaggiavo con i polpastrelli. Il massaggio con i polpastrelli è importante sempre, stimolare la circolazione del bulbo pilifero è sempre importante, perché la bellezza dei capelli parte sempre alla radice.

Anche nell'applicazione non ho lesinato, utilizzando la quantità di una pipetta contagocce abbondante piena. Se proprio devo darvi una quantità più specifica, in questo modo usavo per applicazione circa 10 ml di questo mix.
Prima di asciugare i capelli però preferivo attendere un po' che il prodotto venisse assorbito.
La sensazione sul cuoio capelluto è di freschezza sicuramente, e questo mix di Elisir e idrolato non interferisce in alcun modo con la riuscita della piega. Cioè non va in alcun modo ad ammosciare i capelli o ad ungerli, essendo praticamente un siero acquoso, anzi risultano ben volumizzati.
L'odore non è edificante, anche perché anche l'idrolato non ha un profumo gradevolissimo, ma non si avverte una volta asciugati i capelli.

Che risultati ho avuto?

Ho utilizzato l'Elisir nel modo in cui vi ho detto per circa un mese, ed ho notato subito dei miglioramenti.  Intanto una diminuzione della caduta e della rottura dei capelli di circa il 40%, ma soprattutto un aumento della crescita e dei baby hair all'attaccatura. Proprio in questa zona ho notato una cosa che mi ha sorpreso, ovvero un intero ciuffo di capelli che cresceva quasi compatto. Come se mi avessero tagliato un ciuffo di capelli ed era più corto, ma nessuno lo aveva tagliato. Ora, penso che la metà di questo 40% secondo me è dovuto al fisiologico arrestarsi della caduta, ma sono certo che il prodotto abbia influito.

opinioni le erbe di janas elisir rinforzante anticaduta
Involontario effetto anni '70

Tutto bellissimo, ma c'è un problema. Sin dalle prime applicazioni dell'Elisir Rinforzante ho avvertito il cuoio capelluto tirante. Ho pensato fosse colpa mia, che avevo utilizzato troppo prodotto e quindi ho cercato di fare applicazioni più mirate e con meno siero. Ma la situazione è degenerata e la mia dermatite e secchezza che per tutta l'estate era rimasta nascosta, si è fatta avanti.
Ci tengo in questo senso a sottolineare due cose:
  1. sono sicuro non sia colpa dello shampoo perché ho usato sempre lo stesso con cui mi sono trovato sempre benissimo;
  2. questa reazione è altamente soggettiva; sapete che non millanto sensibilità che non ho (mi capita di leggere recensioni di persone che dicono di avere la pelle sensibile e poi magari si trovano bene con prodotti che a me scartavetrerebbero, ma lasciamo stare), ma per quanto riguarda il cuoio capelluto direi che per me è l'area più problematica della mia pelle. 
Quindi sì, nell'uso prolungato, applicato come un qualsiasi siero anticaduta, l'Elisir Rinforzante Le Erbe di Janas non fa per me.
Mi son chiesto quale possa essere la causa di questa secchezza, se magari l'idrolato di rosmarino, o qualche estratto all'interno dell'Elisir, o che fosse troppo concentrato, cosa che non credo perché comunque il prodotto potrebbe essere usato anche puro; mi sento quindi di dare la colpo all'alcool che il prodotto contiene e che si avverte anche solo annusandolo. Alcool che immagino, in quanto rubefacente, sia anche efficace contro la caduta dei capelli (infatti nelle fialette in commercio ci trovate in genere molto alcool).

Ho cercato ovviamente di trovare un uso alternativo al prodotto, visto che la stessa Janas suggerisce che questi Elisir nascono per spingerci a creare dei trattamenti adatti a noi, e quindi ho iniziato ad applicare il mix Elisir più idrolato, dopo aver applicato sui capelli e sulla cute un impacco oleoso. Quindi ho pensato di fare un trattamento di un paio di ore pre shampoo, sperando che l'olio riuscisse a bilanciare la secchezza che causa il prodotto, e devo ammettere che va meglio ma avverto comunque una leggerissima secchezza. Questo mi ha spinto a pensare che, anche diluendo l'Elisir con maggiore idrolato, non credo risolverei il problema. 
Aggiungo però che non ho notato che i capelli diventassero più secchi, anzi, loro crescono bene come sempre, ma su di me è solo la cute a risentirne.
Il ciuffo è salvo.

Un post condiviso da ~ Pier ~ (@pier_ef_fect) in data:


Insomma l'Elisir Rinforzante Anticaduta è sì un buon prodotto per arginare questo inestetismo stagionale, mi ha rinforzato realmente i capelli, ma ha questo lato della medaglia che non me lo fa promuovere al cento percento. Mi sento di consigliarlo a chi ha un cuoio capelluto normale o grasso. Ma a chi soffre di secchezza al cuoio capelluto, o comunque ha la pelle sensibile, a chi ad esempio come me fa fatica a trovare uno shampoo che non sia troppo aggressivo, direi di starne alla larga.

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Voi avete provato questo o altri Elisir de Le Erbe di Janas? Che trattamenti state utilizzando per frenare la caduta dei capelli?








{Recensioni Film}
L'inganno e Lady Macbeth



L'inganno, di Sofia Coppola, e il meno recente Lady Macbeth, sono due film in cui ho notato molti punti in comune. Attraverso la mia recensione vi racconto perché.


Quando decido di parlare di film, la scelta è molto spesso casuale, e dipende da ciò che vedo in quel periodo. A volte sono film del tutto diversi tra loro, altre volte invece le pellicole che mi ritrovo a vedere hanno molte somiglianze, non solo nella trama ma un po' anche nella struttura.
L'Inganno e Lady Macbeth secondo me sono due di questi. In entrambi emerge una figura femminile forte, in entrambi il lato più oscuro dell'essere umano si fa avanti, per ragioni diverse ma forse giustificabili. Due film che sulla carta hanno protagonisti forti e segnati, un po' dalla sorte un po' dalle sventure in cui sono incappati.
Il problema però è che queste similitudini non portano, secondo me, ad un risultato particolarmente coinvolgente.


L'inganno (2017)


Titolo originale: The Beguiled
Genere: drammatico
Durata: 93 minuti
Regia: Sofia Coppola
Uscita in Italia: 21 Settembre 2017
Paese di produzione: Stati Uniti d'America

Ne L'inganno siamo nel pieno della guerra di Secessione, in Virginia, dove Miss Martha (Nicole Kidman) e l'insegnante Miss Edwina difendono dalle violenze dei soldati le loro studentesse, ormai isolate. Tuttavia le donne riescono a vivere in una generale pace fin quando però una delle ragazze ritrova nel bosco il caporale nordista John McBurney. L'uomo non sembra un pericolo, è ferito ed esanime, così Miss Martha decide di accoglierlo, curarlo e ospitarlo giusto il tempo della sua convalescenza. 
Tuttavia la presenza di McBurney saprà rompere quell'equilibrio e risvegliare nelle donne tutti gli aspetti dell'animo umano che per forza di cose erano stati messi da parte. Ma Miss Martha, forte del suo ruolo, saprà difendere la sua isola felice. 


Ad attirarmi alla visione de L'inganno sono stati sicuramente la grande pubblicità che ne è stata fatta e il cast forte. Ma anche il trailer che sembra suggerire una trama di un thriller cupo e quasi sovrannaturale. Ma, una volta finito il film quello che si è sentito in inganno sono stato io.
Praticamente mi sono trovato di fronte al quadro meglio dipinto, con la migliore tecnica, ed anche la miglior scelta dei colori, ma il risultato è una immagine che non mi emoziona. 
Ogni scena ha una scelta dei dettagli quasi maniacale, tanto che alcune di esse sembrano più la rappresentazione dei soggetti per un pittore, piuttosto che parte di un film. Ma a tutta questa bellezza, a volte anche un po' dura e fredda, non ho trovato un corrispondente emotivo. 


Gli aspetti a cui dare la colpa secondo me sono diversi. Intanto i personaggi: dovrebbe essere un film quasi corale, ma nessuno dei personaggi esce dal ruolo. Perché sì, ti è chiaro che parte ognuno abbia, ma sono tutti troppo inquadrati, senza una storia alle spalle, come dico sempre. La conseguenza è che quando il personaggio fa un passo avanti, o un "passo falso", non sconvolge perché non li conosciamo. In questo senso, anche un cast così famoso finisce per perdersi. 
La parte emotiva che era rimasta nascosta dalla noiosa e precisa routine, e che il caporale ha saputo risvegliare è alla fine come un lampo in un cielo notturno. Hai il tempo di vedere il cielo, capisci da dove viene quel lampo, ma dura troppo poco per capire se arriverà un temporale. 



Anche ragionando sulla trama, non trovo comunque che gli avvenimenti siano così sconvolgenti perché le nostre signorine, seppur ammantate di grazie ed eleganza, hanno sicuramente imparato le leggi della lotta alla sopravvivenza, e sicuramente Martha ne è una buona insegnante. Guardandole in prospettiva, ha una sua logica. 
Dall'altro lato ci sono state situazioni che mi hanno fatto venir dal ridere, tipo Colin Farrell (John McBurney) che zompetta qui e lì.
Non posso dire che sia un film brutto, o mal fatto, o che mi abbia tediato. Per i costumi, per le luci, per le interpretazioni, e per la regia che riesce a rendere gli scenari, delle gabbie fisiche e mentali, è un film di prima classe. Ma non posso nemmeno dire che sono stato intrigato e attratto in questo inganno, non posso dire che abbia impattato con me.
Ho scoperto dopo che la storia non è poi originale, ma è tratta da un romanzo da cui è stato tratto un altro film (con Clint Eastwood se volete saperlo), quindi anche tecnicamente se siete un po' più istruiti di me potrebbe risultare poco sorprendente.
Insomma non voglio dirvi di non guardarlo, ma magari aspettate il DVD da noleggiare.

Voto 6 e mezzo

Lady Macbeth (2016)


Genere: drammatico
Durata: 89 minuti
Regia: William Oldroyd
Uscita in Italia: 15 Giugno 2017
Paese di produzione: Regno Unito

Probabilmente il titolo di questo film vi rimanderà subito a Shakespeare ma no, non è la sua Lady Macbeth ma quella dello scrittore russo Nikolaj Leskov dalla cui opera, Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, negli anni sessanta ha ispirato un altro film. 
Le carte in tavola sembrano già quelle de L'inganno, ma la storia è sicuramente diversa. 
Lady Macbeth è anch'essa costretta in una gabbia non propriamente dorata, ma da ragioni puramente d'interessi, infatti è stata data in sposa dalla famiglia ad un ricco mercante. Da questo matrimonio l'unico frutto che nasce è la noia e la voglia di fuggire da regole rigide, da un matrimonio privo di amore e di passione, da una quotidianità stantia e ripetitiva. La sua fuga però, per realizzarsi, dovrà prendere la strada più cruenta.


L'impatto che ho avuto con Lady Macbeth è stato lo stesso che con L'inganno. Certo, non abbiamo la stessa bellezza visiva, la stessa cura, la stessa attenzione dei dettagli. Ma c'è sicuramente una regia che si sofferma e crea spazi claustrofobici e quasi labirintici. Ha anche un taglio teatrale, in queste scenografie che non sembrano animate, ma solo una cornice immobile. 
L'ambiente è un aspetto che ho apprezzato molto perché è cupo, tetro, come uno specchio delle situazioni accadute o che stanno per accadere. 
Ma la oltre questo non è un film che ha saputo trasmettermi qualcosa. 
Anche in questo caso ho avuto un po' un vuoto di credibilità e di effetto sorpresa in un paio di punti della trama.



La  nostra Lady, o meglio Kathrine, è chiaramente un animale in gabbia, e ogni animale che si vede rinchiuso e aggredito ha due strade: ammansirsi o reagire diventando a sua volta aggressivo. E la natura umana molte volte è vicina a quella animale. 
Quando sai che l'unica occasione di fuga è quella, allora la cogli. 
Attenzione: non voglio giustificare il Mors tua vita mea, ma immedesimandosi, tutto questo ha una sorta di giustificazione e senso. Per questo c'è stato per me un vuoto di effetto sorpresa: non siamo dovuti andare a sondare nella psicologia di Lady Macbeth perché risulta tutto coerente in prospettiva. La sua efferatezza potrebbe sorprendere, considerando il suo aspetto, ma a me non ha sorpreso.
Dall'altro lato ho trovato un paio di punti in cui la credibilità vacilla, e in cui lo sceneggiatore (in questo caso lo scrittore) ha calcato la mano pur far funzionare la sua storia e di rendere il suo personaggio spietatamente impunito. 



A questo aggiungeteci anche una mancanza di emozioni generale, o almeno a me qualche palpitazione è arrivata giusto in un paio di scene più movimentate, ma il resto è statico anche a livello di pathos. E va bene voler trasmettere freddezza, ma di questa passione bruciante che aspetta la più piccola delle scintille per esplodere, secondo me arriva poco.
Lady Macbeth quindi è per me una visione che non arriva allo sbadiglio ma non arriva ai sentimenti. Naviga nel mare dei film visti, che potrei elencare in una chiacchierata al bar ma che se mi chiedeste un film da non perdere, non sarebbe il primo che vi consiglierei.

Voto 6


Con questo per il momento penso sia tutto. Lo so, un po' deludenti come recensioni. E, in verità, se Lady Macbeth l'ho guardato senza grosse aspettative, la vera delusione è stata per me L'inganno su cui avrei puntato qual
Voi avete visto questi film?



|Beauty Cues #MaskWednesday|
Mask Parade di KIKO Milano | Maschere in hydrogel...e Bubble Mask?!


KIKO Cosmetics ha ampliato la sua linea di skin care con una serie di maschere in tessuto di microfibra e in hydrogel, ed ho scelto alcune referenze da provare.
Ecco tutte le mie opinioni su questi prodotti.


Quando un marchio che reperisco facilmente lancia delle nuove maschere viso, è più forte di me: non riesco a resistere. Sono curioso di scoprire cosa hanno combinato, se i prodotti sono validi specie se parliamo di un brand diffuso come KIKO. 

Questo è ciò che è accaduto con la Mask Parade che il marchio ha creato. Cos'è la "Mask Parade"?
Seguendo il trend che viene dall'oriente e che ormai da diversi mesi ci accompagna, Kiko ha deciso di creare delle maschere viso, ben 14, ognuna per diverse esigenze e tipologia di pelle. 

Tutta la linea mi è sembrata ben curata, dalle confezioni create dall'illustratrice bulgara Yordanka Poleganova, fino alla scelta appunto delle maschere, che sono prodotte in Corea del Sud (dove per queste cose ce la sanno). Vi dicevo che le referenze sono 14 e passano dalle maschere viso in tessuto chiamate "primer" a quelle con le faccine di animali della linea Zoomania, fino alle maschere per mani e piedi e quelle in hydrogel.


Risultati immagini per KIKO Cosmetics mask parade


Le maschere in hydrogel sono quelle che mi hanno attirato di più, perché non ho mai provato questo tipo di prodotti, e anche perché di maschere in tessuto sono già pieno.
In teoria l'hydrogel dovrebbe essere migliore rispetto alle sheet mask sotto vari punti di vista, come adesione della maschera alla pelle e quantità di attivi, visto che l'intero prodotto viene assorbito dalla pelle. 

Come vi dicevo io ne ho scelte quattro, ovvero la Frequent Flyer, la Girls' Night Out, la You are golden, e la Chill out session. 
Queste maschere in hydrogel di KIKO hanno alcune similarità. In primis ovviamente il materiale di cui sono fatte, che è una sorta di gelatina a forma di volto incollata ad una pellicola di plastica per aiutare ad applicare il trattamento.
Tutte le maschere sono divise in due parti, cosa molto comoda per quanto mi riguarda perché se vi si secca una parte per prima, potete toglierla e liberare almeno quella zona del viso. Sul viso la sensazione è molto simile a quella delle maschere in tessuto, solo un po' più pesanti se così posso dire, ma non risultano particolarmente fastidiose. L'hydrogel aderisce benissimo al viso e non scivola via.

Un discorso che credo valga per tutte le maschere in hydrogel, è che, al contrario di quelle in tessuto, all'interno della confezione non trovate molto liquido. Cioè la maschera è umidiccia, c'è del siero, ma è un liquido un po' più denso, non è sgocciolante. Mi avete capito, vero?
Io le ho tenute tutte in posa almeno un'oretta, mentre Kiko consiglia una posa di 20/30 minuti. Man mano che si asciuga e viene assorbita, sembra quasi diventi un reticolo di plastica, sicuramente un po' più rigida rispetto a quando la si applica.

La trama della maschera praticamente asciutta. CREEPY.

Ovviamente sono maschere monouso.

Una piccola nota riguardo all'INCI: conoscete il brand e saprete che non è volto a creare cosmetici ecobiologici. All'interno però di queste maschere sono presenti diversi estratti naturali e anche acido ialuronico. Inoltre in quelle che ho acquistato non ci sono siliconi.  
Ma vediamole una per una. 

Frequent Flyer

Kiko mask parade maschera viso hydrogel

Maschera viso in hydrogel con estratto di fiori blu
Come potete immaginare non ho avuto modo di fotografare tutte le maschere prima i utilizzarle, ma sono esattamente come nelle foto sul sito. Nel caso di questa Frequent Flyer è trasparente infatti fa un po' impressione perché si vede la pelle attraverso.
In questa maschera non ho notato un odore particolare, la definirei quasi inodore. Kiko la descrive così:
Frequent Flyer è la compagna di viaggio ideale per una pelle impeccabile e idratata, a prova di jet lag. 
L'esperienza di per sé è stata piacevole. La maschera è fresca, non super gelida e loro dicono che è possibile metterla in frigo per un effetto più rinfrescante. Una volta rimossa mi ha lasciato la pelle idrata e compatta, come se fosse zuppa di acqua. Un bel risultato perché fa quello che promette. Non ho avvertito la pelle appiccicosa una volta rimossa, e avendola lasciata molto a lungo sul viso i residui di siero erano ben pochi.



Per il mio gusto però non la ricomprerei, per il semplice fatto che da una maschera mi aspetto un po' di più che semplice idratazione, anche se poi è un risultato temporaneo.
Non posso dare la colpa alla maschera, ma con l'arsenale di prodotti che ho e quelli in commercio, semplicemente non fa per me.

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Chill Out Session 


Maschera viso in hydrogel con estratto di tè verde
Anche nel caso della maschera Chill out session non ho avvertito particolare profumazione e si presenta esattamente come la sorella appena citata, se non fosse che l'hydrogel all'interno presenta piccoli pezzetti verdi che sembrano proprio foglie di té verde. 
Kiko Milano dice che la
Chill Out Session è l'alleata ideale per un momento di relax defaticante.
Rispetto alla Frequent Flyer, la maschera Chill Out Session su di me si è rivelata migliore. L'ho trovata intanto un po' più fresca, ma anche in questo caso nulla che possa risultare fastidioso con le temperature basse. 
Mi ha lasciato la pelle effettivamente rivitalizzata, idratata e appunto fresca. In più ho notato una discreta luminosità al viso.
Un'altra maschera piacevole, ma non è quella che ricomprerei sempre per fatto che vi dicevo su: per esperienza, so che posso avere di più.

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Maschera viso in hydrogel con estratto di caffè
Come per la Chill Out Session (questa recensione è tutto un concatenamento in pratica), anche l'hydrogel della maschera Girls' Night Out contiene piccoli pezzetti scuri, che credo sia proprio semi di caffè tritato e io ci sento pure un delicatissimo odore che ricorda il caffè. 
La descrizione dice che 
Girls' Night Out è l'alleata ideale per dare la giusta carica alla pelle e, grazie al suo effetto energizzante, prepararsi a una nuova giornata dopo una notte da leoni.
Rispetto alle altre due maschere Kiko, questa secondo me fa un ulteriore passo avanti. Ho avvertito la freschezza che accomuna tutte, ma in più mi ha lasciato una bella pelle, compatta, luminosa e fresca, oltre ovviamente a lasciarmi la pelle idratata. Mi ha proprio dato l'idea di risvegliare il viso, quindi sì, potrei ricomprarla. Anche in questo caso non ho avuto residui di siero sul viso né ho avvertito la pelle appiccicosa.

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Maschera viso dorata in hydrogel con estratto di miele
Fra le maschere che ho scelto, la You are Golden è sicuramente la mia preferita. Anche lei non ha odore e anche lei risulta fresca ma c'è altro.
KIKO la descrive come una maschera illuminante, facendo gioco col fatto che rispetto alle altre non è trasparente ma completamente dorata. 
Il marchio infatti dice che 
You Are Golden è l'alleata ideale per illuminare il viso e ottenere una pelle radiosa in pochi minuti.
Ma su di me ho notato altri benefici. Questa maschera infatti mi lascia la pelle liscia e compatta oltre ad essere ben idratata. Direi più idratata rispetto alle altre. Su questo punto ho notato una leggera differenza: infatti se l'hydrogel delle altre maschere tende a seccarsi in circa un'ora, almeno nelle aree più secche del mio viso, e ovviamente diventa via via più asciutta una volta tolta, questa You are golden invece rimane più umida, e anche il giorno dopo (sì, l'ho lasciata per dovere di scienza) non mi è parsa comunque secca come le altre. 
Insomma è una maschera che mi è piaciuta, mi lascia proprio una bella pelle, con i rossori attenuati e un turgore molto piacevole. E la ricomprerei.

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Tirando le somme, queste maschere hydrogel di Kiko mi son comunque piaciute, sono abbastanza piacevoli da tenere in posa. Ho avuto l'impressione che le maschere Frequent Flyer e 
Chill Out Session siano più rivolte ad un trattamento momentaneo, magari effettivamente da tenere in posa mezzora; mentre la Girls' Night Out e la You are Golden mi hanno dato l'idea di avere un risultato un po' più duraturo e che possono essere utilizzate come un vero e proprio trattamento. 

Vi dicevo poco più su che della Mask Parade ho evitato le maschere in tessuto perché ne ho già svariate. Tuttavia fra le sheet mask che KIKO propone ce n'è una molto particolare di una tipologia che non avevo mai provato ma di cui avevo solo sentito parlare. Mi riferisco alla Bubble Maker, che non è idratante, bensì purificante. 

Bubble Maker 



Maschera viso in tessuto con carbone vegetale giapponese
La maschera si presenta esattamente come altre maschere in tessuto che tutti conosciamo, quindi tagliata seguendo le forme del viso. Il profumo non è proprio invitante ma nemmeno particolarmente intenso. Il tessuto aderisce bene al viso, son riuscito ad incollarla nonostante qualche millimetro di barba. 
Dove sta la particolarità? Ve lo faccio dire da Kiko direttamente
Bubble maker è l'alleata ideale per purificare e detergere la pelle con un effetto WOW garantito. Questa maschera in microfibra nera effetto seconda pelle a contatto con l'aria crea soffici bollicine dalle proprietà mattificanti. 
Prima di applicarla sul viso consigliano di massaggiare la busta e credo che in questo modo si vada ad attivare. Una volta applicata, man mano che la si tiene sul viso, la maschera inizia a produrre schiuma. Una schiuma abbastanza compatta e risulta fresca ma è una sensazione che cresce man mano che la si tiene sul viso. Solletica leggermente perché ovviamente la schiuma scoppietta. 


Credevo che la maschera non riuscisse a produrre schiuma nella parte interna a contatto con la pelle, invece ho notato che tende leggermente a sollevarsi. Descrivervi la sensazione al tatto del siero di cui è imbevuta è difficile, sembra un po' quando prendiamo il sapone liquido con le mani asciutte (provate e capirete che intendo), ma a contatto con l'acqua non va a produrre ulteriore schiuma. 
Io l'ho tenuta in posa per circa mezzora, fino a quando ho visto che la schiuma non aumentava più ma tendeva a sgonfiarsi. Prima di rimuoverla ho massaggiato la schiuma sulla maschera per vedere se si rigenerasse e producesse ancora schiuma ma non è successo nulla, così l'ho rimossa. Una volta tolta sul viso avevo uno strato sottile di schiumetta che ho massaggiato e poi sciacquato via. 
A questo punto vi aspettate una foto in cui mi rendo ridicolo mostrandovi la maschera, e il caso vuole che ho la foto che fa per voi. 


Il risultato mi ha stupito: mi ha lasciato la pelle detersa, rinfrescata e come schiarita. I pori mi sembrano più chiusi e in generale la pelle più bella e distesa. Una volta rimossa mi aspettavo che la cute potesse tirare o risultare secca ma così non è stato, almeno in modo da farmi preoccupare. La Bubble Maker mi è sembrata proprio una bella maschera. Si sciacqua tutto sommato facilmente, l'ho trovata molto divertente, originale e funzionale. La ricomprerei. 

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In conclusione la Mask Parade mi è piaciuta, perché ho trovato dei prodotti generalmente validi che però sul mercato hanno un costo un po' più alto o non sono facilmente reperibili.
Se volete scoprire le nuove maschere viso in hydrogel che KIKO ha lanciato potete cliccare qui, mentre la mia review dei patch occhi, sia della nuova che della passata collezione, la trovate qui.
Avete provato le maschere in hydrogel?




Esperienza d'acquisto da EcobioBella!




Ecobiobella è un e-commerce di cosmetici ecobiologici che ormai da anni si prende cura della sua clientela. Ho avuto modo di fare un ordine proprio questo mese e sono pronto a raccontarvi la mia (ecobio)bella esperienza di acquisto.




Il panorama degli e-commerce ormai è diventato enorme e, specie per quanto riguarda i negozi online che vendono cosmetici ecobiologici e naturali, la scelta è ampissima.
Nel limite delle mie limitate possibilità cerco di sostenere un po' tutte queste realtà perché riuscire ad andare avanti in Italia non è semplice, anche per chi, magari non ha la tassazione di un negozio fisico ma deve destreggiarsi con una burocrazia lenta e tediosa. Ma tralasciando il politologo che è in me, nei miei giri su Internet passo spesso da vari e-shop e mi è capitato di imbattermi in Ecobiobella ma fino ad qualche tempo fa non mi era capitato di acquistare da questo sito.

Poi, per caso, io e la proprietaria di Ecobiobella, Alessandra, ci siamo ritrovati su Instagram e semplicemente ci siamo messi a chiacchierare, del più e del meno, della Sicilia, dei fatti nostri e anche dei prodotti. Ed è stato bello e divertente perché non mi sono trovato ad avere a che fare con qualcuno che vuol venderti qualcosa, ma semplicemente con un'amica.

Così, vista la mia poca faccia tosta, le ho chiesto se poteva darmi un codice sconto per voi.
Lo avete usato? No? Male. 
Per tutto il mese di Settembre, qui sulla sbarra laterale, c'era un banner con un codice sconto del 10%.
Io sfrutto sempre i codici sconto perché sono un modo per risparmiare e fortunatamente, adesso grazie ad internet, non dobbiamo aspettare il periodo di saldi.
Ma oltre al risparmio, con Ecobiobella ho avuto un'ottima esperienza di acquisto, e vi racconto perché.

Ecobiobella è appunto un e-shop che vende prodotti ecobiologici e certificati, gestito appunto da Alessandra, con sede in provincia di Lecco. Inutile dirvi che il sito scorre bene, è leggero da navigare, ben suddiviso in sottocategorie, fra cui quella che raccoglie tutte le marche, cosa che io trovo sempre molto comoda. C'è ovviamente anche la categoria dei prodotti per la casa.
A proposito di marche, queste sono trenta al momento ma la lista è in espansione. 
Ma snoccioliamo un po' di dati. Il costo delle spese di spedizione è di € 5,90 ma diventa gratuito per ordini superiori ai €49,90. I metodi di pagamento sono diversi, da Paypal, al contrassegno, fino al bonifico. 
I pacchi ovviamente sono tracciabili, e vengono spediti tramite corriere GLS. Per chi invece si trova dalle parti di Casatenovo, può optare per il ritiro in sede (basta inserire l'opzione al momento dell'acquisto) e risparmiare le spese di spedizione.
Tutti i passaggi, dalla creazione dell'account alla prenotazione dell'ordine, fino alla spedizione dello stesso, vengono notificati tramite mail. 

Il punto forte di Ecobiobella secondo me sono le BioBox: dei pacchi regalo il cui contenuto è a sorpresa, e viene scelto tramite un questionario. Un modo per coccolarsi o se vogliamo fare un regalo, perché ovviamente sono pacchetti curati non solo nel contenuto ma anche nella confezione.
Ma prima di questo volevo parlarvi del mio ordine. L'ho inoltrato giorno 29 Settembre e poi ho detto ad Alessandra che poteva impacchettarlo e spedirlo quando le veniva più comodo perché non avevo alcuna fretta, anche perché i prodotti che ho acquistato li avrei messi in uso appena terminavo quello che stavo già utilizzando, e potevo tranquillamente aspettare qualche giorno.

Così giorno 9 Ottobre il mio pacchetto viene spedito e giorno 11 arriva dritto a casa mia, in Sicilia. Quando sono andato ad aprirlo ho trovato una sorpresa, o forse dovrei dire tante sorprese. Come vi dicevo, le BioBox sono confezioni regalo particolarmente curate; ma Ecobiobella cura ogni singolo pacchetto, per ogni singolo ordine.


Dentro infatti non solo i prodotti erano ben imballati con le palline di mais, ma ho trovato altre piccole sorprese che hanno reso il mio pacchetto, un regalo a me stesso. 
E, ci tengo a precisare, che queste sorprese non erano rivolte a me, che sono bello, alto, giovane e prestante, ma sono coccole che Alessandra dedica a tutti i suoi clienti.
Dicevo, oltre i prodotti che erano ben incartati, all'interno ho trovato una cartolina scritta a mano dalla stessa Alessandra. In più c'era anche un sacchettino con delle caramelle (già spazzolate, che ve lo dico a fare).

Sul retro il messaggio scritto a mano.

Nel sacchettino col mio nome sopra c'erano tanti campioncini. Vi invito, per questo a scrivere un messaggio al momento dell'ordine nell'apposito spazio sul sito, indicando le vostre preferenze perché a tutti piace ricevere i campioncini ma ricevere dei prodotti potenzialmente ideali per le nostre esigenze è anche meglio. 

In una altro pacchettino c'erano dei gessetti profumati, da mettere negli armadi e nei cassetti. I miei erano a forma di cupcake ed hanno un profumo talcato piacevolissimo.



Oltre a questo c'era un'altra sorpresa che non vi svelo, e che potete scoprire se fate un ordine da loro.
Tutto questo potrà sembrare una scontato o superfluo, ma vi garantisco che, avendo fatto tanti ordini ed amando acquistare online, c'è molta differenza fra trovarsi un pacchetto con prodotti buttati alla rinfusa con giusto la fattura, e trovare così tanta cura ed attenzione.
Per noi clienti potranno sembrare sciocchezze, ma queste piccole sorprese che vanno a migliorare l'esperienza, sono un costo per il negozio, anche solo di tempo, per cui per me sinceramente valgono il doppio.

I prodotti che ho acquistato, e di cui presto vi farò la recensione, li avete già visti sia su Instagram e Facebook.


In più, oltre ai prodotti La Saponaria, c'era il Colluttorio di Officina Naturae.

Insomma Ecobiobella non mi è parso solo un e-shop valido ed affidabile, con una buona scelta di marchi ed un servizio puntuale, ma ho trovato nella sua proprietaria una persona competente, simpatica e gentile. Attenta ad ascoltare il cliente, i suoi desideri e le sue necessità.
Vi dico solo che Alessandra ha sopportato i miei messaggi su Instagram ad ogni ora del giorno, fate voi. 
Ho scoperto un sito da cui so che posso ordinare non solo quando voglio concedermi una coccola, ma anche quando voglio regalare qualcosa di speciale, con la consapevolezza che chi riceverà il mio mio pacchetto si sentirà a sua volta coccolato.
Conoscevate Ecobiobella?






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