{Recensioni Film 🎥🎬}
Miss Peregrine - La Casa per Ragazzi speciali
Sully
Animali Fantastici e dove trovarli

Vi avevo anticipato che in questi giorni ho recuperato tanti tanti film recentissimi, complice anche il freddo che non permette altre attività se non quella di starsene in casa, magari sotto le coperte, o comunque in luoghi accoglienti e comodi. Inoltre, complice l'atmosfera delle feste ho dato sfogo all'immaginazione con delle pellicole fantasy.

Miss Peregrine - La Casa per Ragazzi speciali (2016)


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for Peculiar Children
Genere: fantastico
Durata: 127 minuti
Regia: Tim Burton
Uscita in Italia: 15 Dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama

Non sono uno di quelli che appena esce un film di Burton si fionda a vederlo per urlare al miracolo o alla disfatta, anzi in realtà non ho questo atteggiamento con nessuno. Prima guardo e poi giudico. Questo Miss Peregrine dal trailer sembrava funzionare bene ed essere abbastanza accattivante.
Bisogna dire che intanto Burton non è uno degli sceneggiatori della pellicola, per cui prendersela con lui non sarebbe del tutto corretto, anzi.
Inoltre bisogna ammettere che trasporre una storia dalla carta stampata allo schermo non è sempre semplice.


Ma chiusa questa parentesi, che sembra preludere al peggio, devo dire che secondo me il film visivamente è molto carino, e si fa seguire tutto sommato con piacere. Ho trovato un po' noiosa la parte iniziale, ma poi quando il film prende ritmo, sicuramente migliora.
È un film adatto ai ragazzi (ma secondo me non proprio ai bambini) visto che di mezzo abbiamo un po' tutte quelle tematiche che possono appassionarli: i combattimenti dei buoni contro i cattivi, l'azione, l'amicizia appunto e l'amore. La storia insomma è lineare, non originalissima ma non brutta.
Sono arrivato però alla fine della visione senza nulla, senza un messaggio o una emozione particolare.
Per quanto abbiano saputo giocar bene con gli effetti al pc, non sono riusciti a farmi empatizzare con i personaggi perché essenzialmente sono tutti abbastanza piatti o non particolarmente interessanti. Una su tutti Miss Peregrine, quanto è stata sullo schermo? Sì e no quattro scene per farsi una fumata, perché alla fine non è poi così fondamentale all'economia della storia.
Che Eva Green sia bellissima e fulgida in questi ruoli dark ce ne eravamo accorti già da mò con Penny Dreadful per fare un esempio. Poi se per Burton è la sua nuova musa, deve esserselo tenuto per sé perché non si era capito. Messa lì in locandina sembra un po' uno specchietto per le allodole.
Ma anche gli altri personaggi non dicono nulla. Jacob ad esempio ha bisogno di un bel po' per svegliarsi; molto più carina è invece una Emma o il bulletto Enoch che quantomeno si dimostrano più profondi pur avendo tempi minori.
Se proprio mi devo spingere a trovare una morale posso con un po' di fatica tirar fuori il fatto che l'importante alla fine è fare ciò che ci rende davvero felici, proprio come Jacob. 
Meglio di Big Eyes ma ancora non ci siamo. 

Voto 6 e mezzo


Sully (2016)


Genere: biografico
Durata: 96 minuti
Regia: Clint Eastwood
Uscita in Italia: 1 Dicembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Trama

Non ricordavo, in tutta onestà, la storia del capitano Chesley "Sully" Sullenberger e dell'ammaraggio dell'Airbus A320-214 nel fiume Hudson avvenuto nel Gennaio del 2009; eppure credo che la notizia mi avrebbe colpito, ma probabilmente sono passati diversi anni e la mia memoria ha fatto cilecca. Ma Clint Eastwood ci rinfresca la memoria con un film che devo dire ho apprezzato.


Lo sviluppo delle vicende alla fine è molto semplice, non ci sono grandi colpi di scena anche perché ti basta fare una ricerca per sapere come è finito un fatto realmente accaduto, però il film è impostato in modo da bilanciare i tempi di narrazione più lineare e noiosa, con i punti di maggiore pathos. E scusatemi, ma io mi alzerei in piedi ad applaudire solo per il fatto che il film dura un'ora e mezza e non otto inutili ere geologiche. 
In questo senso il film funziona perfettamente, perché alla fine non mi ha annoiato. Dall'altro lato, senza nulla togliere alle vicende, non credo che questo ammaraggio sia uno di quei fatti in grado di rendere una pellicola da Oscar, perché è davvero semplice da seguire e con un epilogo piuttosto scontato. Penso che meglio di così non si potesse fare. 
Avevo letto inoltre che la National Transportation Safety Board (NTSB) si era lamentata del fatto che nel film sia rappresentata quasi come un tribunale dell'inquisizione, quando, a loro dire, stavano semplicemente svolgendo il loro dovere di verificare i fatti. Se questo fosse vero, la realtà sarebbe ancora meno coinvolgente di quanto mostrato sullo schermo, ma a noi che ce frega?!
Ma tornando a Sully, non posso dire nulla di cattivo sul film. Tom Hanks è un perfetto capitano Sullenberger, senza eccessiva pomposità o l'americanistica eroicità (???) che rende certi personaggi ridondanti. 
Guardatelo, nella peggiore delle occasioni avrete visto un film da tv.

Voto 7


Animali Fantastici e dove trovarli (2016) 


Titolo originale: Fantastic Beasts and Where to Find Them
Genere: fantastico
Durata: 133 minuti
Regia: David Yates
Uscita in Italia: 17 Novembre 2016
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d'America
Trama

Dico sempre le stesse cose e mi prenderete per un invertebrato scellerato ma non sono un fan di Harry Potter e sembra io non sia fan di nulla. Diciamo che i fantasy sono per me un diversivo che guardo volentieri, ancora meglio se ben fatti, ma che ho bisogno di alternare a pellicole che sono maggiormente di mio gradimento. Questo post ne è un esempio. 
Alla fine però, per un motivo o per un altro posso dire di aver visto tutti i film della saga, spesso anche al cinema, per cui non potevo perdermi questo prequel.



Da non fan del mondo della Rownling, questo Animali Fantastici è stato una piacevole visione.
Ritornano molti degli elementi che avevo già visto nei capitoli precedenti, quindi l'azione, l'ironia dei personaggi, gli scontri magici e fisici, i buoni che combattono i cattivi, ma anche un bel po' di buoni sentimenti, senza per fortuna scadere nell'eccessivo pietismo. Ma parliamo pur sempre di un film che come target ha i giovani e i giovanissimi, per la maggiore.
Se da un lato non si scade nel pietismo, dall'altro però la visione mi è risultata un po' fredda e sono stati pochi i momenti in cui mi sono sentito realmente coinvolto. C'è da dire che siamo ancora al primo capitolo di una eventuale saga, per cui non conosciamo benissimo i protagonisti, dall'altro lato però non è certo che continui con altri libri e altri film (anche se conoscendo la passione della Rowling per i big money, ci sarà).
Devo dire che la storia è assolutamente di facile comprensione, e sin da subito si delimitano i caratteri dei personaggi. Con questo però non voglio dire che sia una visione scontata perché comunque non mi ha annoiato. Inoltre, se come me non siete fan sfegatati non farete fatica a capire l'intreccio dei personaggi, salvo per uno di cui non vi dico nulla, che ho dovuto un attimo googlare per ricollegare.
Ottimo Redmayne che nei panni del nerd finto sfigato riesce bene, però spero di vederlo una volta nei panni di un cattivo, e son curioso di vedere quanto è credibile.
Begli effetti speciali di questi animali fantastici che alla fine si rivelano un po' come dei Pokemon, con i loro poteri e i loro caratteri. 
Una visione piacevole, senza intoppi.

Voto 7


Tutto sommato mi pare che non sia andata male, ma ho ancora tante pellicole da vedere e altre che aspettano di essere recensite.
Non mi resta che salutarvi, e come sempre, buona visione!







Il meglio e il peggio del 2016 (prima parte)

music no amazing lyrics answer

Una delle cose che ho capito nel corso del 2016 è che avere costantemente lo sguardo rivolto al passato fa male. Anche e soprattutto per chi come me con i ricordi e le situazioni ci impasta le sinapsi per ore.
Ma non possiamo del tutto escludere quello che è stato e soprattutto non è poi andato tutto così male, anzi, se mi fermo un attimo a pensarci sono sicuro di trovare anche tante cose belle.
Questa è la premessa con cui ho deciso di fare un super mega recap del 2016 toccando tutto quello di cui vi ho parlato nel corso dei 366 giorni appena trascorsi.
Per quanto riguarda me medesimo, come vi dicevo, non ho avuto grandi picchi in up and down, o per lo meno nulla di cui ho scritto su queste pagine; certo, giorno dopo giorno, son successe varie cose non sempre gestibili con un battito di ciglia, ma non posso dire che ci siano stati dei momenti sia particolarmente top che tristemente flop.

Fra i ricordi più belli annovero il viaggio a Milano, breve ma piacevole, che mi ha dato la possibilità di far pace con una città bellissima per me, ma che avevo conosciuto male in situazioni avverse, oltre ad avermi consentito di incontrare vecchi e nuovi amici.
Purtroppo l'unica trasferta del 2016, ma ci si accontenta e magari ci si organizza. Un altro punto a mio favore che mi porto dall'anno passato è sicuramente aver imparato a potare i miei alberi e tutti i rami secchi che si possano formare con maggiore schiettezza e determinazione. È stato un  processo non facile o istantaneo, ma credo che si viva più felici.
Sono inoltre contento di essere stato qui sul blog più puntuale con due post a settimana, e soprattutto di essere riuscito ad alternare abbastanza gli argomenti. Mi darei quasi una pacca sulla spalla.
Fra i flop invece non posso che metterci la tecnologia che mi ha abbandonato al punto che a dicembre sono quasi del tutto sparito dal mio stesso blog. Pc nuovo, e fra non molto temo toccherà allo smartphone (altra fetecchia non del 2016, ma sicuramente brutta esperienza che me la segno). 
Ci entra pure la mia miopia organizzativa che mi porta a non fare tutto ciò che vorrei, come e soprattutto quando dovrei. E se ci metto pure il fatto che ho fallito una serie di diete il quadro diventa fantoziano. 

Guardando oltre il mio orticello, visto che mi sembra un quadro tristissimo, devo dire che di momenti no durante questo 2016 ce ne sono stati talmente tanti ed hanno raggiunto anche livelli di drammaticità che non saprei da dove cominciare e anzi preferirei dimenticarli in blocco.
Ricordo per citarne uno su tutti un Giugno e un Luglio stressanti, pieni, pensierosi e cupi ma più vicino al nero. 
Fra gli aspetti positivi che invece voglio ricordare c'è sicuramente l'approvazione delle unioni civili, diventate legge il 5 giugno. Penso che un po' ce ne siamo scordati e da un lato va bene che si siano diventate "ordinaria amministrazione", dall'altro lato non si può dire che tutto sia passato e ora  ma è bello pensare a tutte le coppie che non solo hanno coronato un sogno, ma hanno una legislazione che li tuteli. Certo, vi ricorderete le mie elucubrazioni quando hanno tolto dalle unioni civili l'obbligo di fedeltà dai doveri legati al matrimonio, e lo ammetto non è stato proprio l'apice della mia apertura mentale, ma che ci volete fare: sono un tipo all'antica. Pare poi che questo obbligò verrà tolto anche dai matrimoni tradizionali in quanto "visione superata della coppia" ma nonostante ciò che dice la legge, se mi metti le corna ti rompo le tibie. 

Ma passiamo alle frivolezze che sono sicuro starete aspettando e che sono il pane per questo mio spazio. 
Nel 2016 ho visto più circa 34 film, molti dei quali usciti in Italia proprio in questo anno. Un po' pochi effettivamente quindi spero di poter fare di più, anzi ho già delle recensioni in servo. 
In realtà non sono molto soddisfatto della sezione film del mio blog. Amo sinceramente vedere i film, mi ci perdo proprio e mi incuriosiscono; ho sempre impostato questi articoli come chiacchierate e possibili suggerimenti visto che non ho le conoscenze tecniche per commentare in maniera ampia ed approfondita una pellicola. Non ho mai amato in verità il fatto di mettere tre film in un unico post, ma allo stesso tempo, se il film non mi dice nulla, non ha granché senso dedicargli un post in esclusiva, no? 
Ma veniamo ai top e flop cinematografici del 2016.
Premetto che non mi pare ci sia stato un film che mi abbia rapito o che possa essere considerato una perla rara nel mondo del cinema. Ho avuto opinioni da buone a tiepide, senza eccessivi sussulti. 
Ho un ricordo ottimo de Il piccolo principe, che ho trovato delicato, piacevole e toccante. 


E non posso non nominare uno dei pochissimi film italiani che ho trovato ben fatto, piacevole da seguire e che riguarderei ben volentieri: Perfetti Sconosciuti. 

Perfetti sconosciuti locandina

Una menzione va a The Danish Girl che è assolutamente da vedere secondo me ma non ha avuto quel guizzo in più che andasse a colmare le alte aspettative che avevo. 

Per quanto riguarda invece i miei flop cinematografici devo assolutamente nominare una pellicola che pur non essendo del 2016, ho visto l'anno scorso, ovvero Irrational man. Non vedevo un film con una storia tanto inutile, noiosa e per nulla accattivante da anni. 


Vivrete meglio senza averlo visto.
Poi ci sono le serie tv e già ho finito alcune miniserie per cui #backtoseries torna presto. 
Il 2016 ci ha regalato secondo me degli show che vale la pena recuperare se non avete visto. Netflix in particolare è stata una risorsa inesauribile di belle programmazioni.
Intanto The Crown, che però non è effettivamente una miniserie visto che continuerà con altre stagioni. 

Risultati immagini per crown netflix

Una serie in grado di bilanciare la storiografia dei fatti reali con la parte più romanzata, secondo me dando luce a momenti e personaggi molto affascinanti della nostra realtà contemporanea. E poi è interpretata benissimo e c'è dietro una ricostruzione dell'epoca non da poco.
Altra serie che mi ha lasciato stremato dal pianto è 22.11.63.


Non so esattamente quali flash allucinogeni sono stati inseriti nei fotogrammi di questa miniserie, ma mi ha tenuto incollato tutto il tempo, ho divorato le puntate e soprattutto mi ha emozionato. Purtroppo non ho ancora letto il libro da cui è tratto, spero di farlo molto presto, ma ho come la sensazione che abbiano saputo trasporre perfettamente la narrazione allo schermo.
Il peggio di questa stagione televisiva secondo me è stata invece la serie di Rai Uno intitolata I Medici -Masters of Florence.


Sulla carta doveva essere per i miei gusti una serie bomba, visto che comunque c'erano personaggi realmente esistiti e attori mica da ridere. Invece hanno fatto piangere.
Non solo sono stati in grado di deludere le aspettative, ma hanno anche fatto di peggio presentando un polpettone dalla storia confusa e al tempo stesso insipida, poco coinvolgente, tediosa, per nulla avvincente; il doppiaggio tremendo e un finale che comunque non era così sorprendente come ci si sarebbe aspettati, hanno fatto il resto. Pare ci sia una seconda stagione, e, per dirla alla siciliana "vogghiu moriri".
Non ve ne ho parlato ma una piccolissima delusione me l'ha data anche il ritorno de Una Mamma per amica: di nuovo insieme.


Non posso dire sia stato un flop, o che non l'abbia seguito con piacere, perché avevo inteso le intenzioni di creare qualcosa che fosse celebrativo per i fan. Il fatto è che ho trovato la storia poco coinvolgente, ed in diversi punti un po' brodosa (aka allungata giusto per far puntata). Inoltre il finale ancora una volta aperto non mi è sembrato un colpo di genio, specie se non possono continuare la serie in futuro. Avevo letto ad esempio che pagare il cast non fosse stata cosa da poco (e ci credo perché negli anni generalmente aumentano i cachet degli attori) quindi come contate di andare avanti?

Passiamo alla musica del 2016 e stringete i denti che siamo quasi alla fine per oggi.
Ci sono stati alcuni pezzi che tutti hanno adorato, ma che a me sinceramente, non appena li sentivo, facevano pulsare il cervello nella scatola cranica urlando "fatelo smettere". Io amo la musica, tutta, me la ascolto proprio a random tanto mi piace, ma certi brani mi rendono campione mondiale di velocità dello skippaggio. 
La prima a causarmi questa sensazione è stata certamente This girl di Kungs.

Kungs tra l'altro è un ragazzo giovanissimo, un dj francese che sarà sicuramente un talento, ma non posso farci nulla: quel giro di trombetta è stato come aghi per le mie orecchie.
Altro flop musicale del 2016 e so che in  molti qui mi odierete è stato Can't stop the feeling di Justin Timberlake.


Non ho nulla contro Justin Timberlake, ho tanti amici Justin Timberlake, e la canzone non sarebbe nemmeno tremenda, ma se mi imponete di sentire per 15 volte al giorno una canzone che dovrebbe mettermi allegria, alla fine l'unica "sensazione dentro le mie ossa" sarà quella che mi spinge a prendere la radio e tentare di farci un record nel lancio del giavellotto.
Ma per me il flop, il peggio musicale del 2016 è stato Raphael Gualazzi con L'estate di John Wayne.


Se Justin son riuscito a sentirlo per intero almeno due o tre volte, con Raphael non ce l'ho fatta e al primo ritornello ho sempre chiuso. Ho odiato ogni singola cosa di questa canzone: dalla voce bisbigliata all'inizio, alla cadenza delle parole nel ritornello. Per non parlare di quella batteria di sottofondo che proprio non ce la faccio. Una canzonetta che dovrebbe darmi leggerezza e invece mi mette una pesantezza in un luogo che non vi dico, ma vi esplico così:


Ma riprendiamoci un attimo con pezzi che sono stati invece molto graditi alle mie orecchie e che non ho mai smesso di ascoltare. Confermo un po' in generale la playlist che avevo fatto questo autunno, ed effettivamente ci sono stati tanti bellissimi pezzi durante questo 2016; ma dovendo scegliere quelli che ho amato, ed ascoltato a rullo non posso non nominare Into you di Ariana Grande.



Ma forse vi siete già scordati che quasi un anno fa usciva un pezzo a mio avviso ipnotico intitolato Hymn for the Weekend cantato dai Coldplay con un piccolo cameo della sora Beyonce. 


Certo, anche questo brano l'hanno passato con una frequenza impressionante, ma non mi ha mai stancato né infastidito (anche perché se qualcosa non mi piace in genere mi bastano le prime note e mi è tutto più chiaro).
Devo fare tre menzioni d'onore per Zayn e la sua Pillowtalk, per James Arthur con Say You Won't Let Go e per Emma Marrone con Quando le canzoni finiranno ché poi mi dite che faccio l'esterofilo. 
E per concludere questa lunghissima, ormai infinita lista del meglio e del peggio in musica del 2016 non posso che eleggere il miglior album dell'anno per il sottoscritto è stato 25 di Adele.


Fermi, lo so che l'album è uscito a Novembre 2015, ma ammettetelo: lo abbiamo sentito lungo tutto il 2016. Forse un po' troppo triste come sonorità, con solo due punti luce come "Send my love" e "Water under the bridge" che hanno un ritmo un po' più incalzante, ma a me non importa. Non esce dalla mia playlist.
Per adesso vi saluto, ma preparatevi che c'è una seconda parte così ricca di sciocchezze, ricchi premi e cotillons (???), che non potete perdervela.

A presto!








|Beauty Cues Update|
Tre prodotti dedicati alle labbra (Hurraw!, Biogei, PuroBio)

Che sia per baciare, parlare o mangiare (tanto!), le labbra sono sempre al centro dell'attenzione e quindi cerchiamo di proteggerle e curarle al meglio.
Mi sembra che nel corso di Beauty Cues io non abbia dato abbastanza importanza alla cura delle labbra, quando in realtà ci tengo molto, anche perché sono il primo a non sopportare quando le labbra si screpolano, si riempiono di pellicine o peggio sanguinano ad ogni sorriso.
Anzi devo dire che il primo prodotto bio che ho utilizzato, che poi mi ha fatto in qualche maniera rivoluzionare il modo di prendermi cura di me, è stato proprio il balsamo labbra. 
Nel corso dei post avrete visto che c'è sempre qualche burrocacao, quando parlo della skin care routine, perché per me è una parte fondamentale. 
Dicono che avere le labbra secche sia un sintomo di generale disidratazione, e quindi devi bere di più e mangiare meglio. Ma io bevo un sacco e le labbra tendono comunque ad essere un po' secche; in questo periodo di gelo ancora di più. Quindi servono dei prodotti che vadano ad idratare e proteggere dal freddo. 
Gli unici prodotti labbra che non apprezzo e che con molta probabilità non vedrete qui, sono gli scrub labbra, semplicemente perché l'idea non mi fa impazzire e fortunatamente non ne ho necessità. Mi capita davvero raramente di passare un paio di volte lo spazzolino da denti per rimuovere eventuali pellicine. 
In questi ultimi mesi ho scovato tre prodotti che con le loro diverse caratteristiche, con i loro pro e i loro contro che io tengo sempre a sottolineare, sono funzionali a rendere le labbra non solo idratate ma anche più belle.


Hurraw! Lip Balm Coconut

4.3gr//5.99€//Online, Bioprofumerie//PAO 12m//Certificato Vegan.org

Nella rarissima eventualità non doveste conoscere il marchio, Hurraw! è un brand made in USA che produce esclusivamente balsami labbra con ingredienti naturali e vegan. La particolarità del marchio è la vasta selezione di profumazioni diverse e lo stick che non ha la classica forma tonda ma si presenta come un ovale schiacciato per "poter stare nella tasca di un jeans".
Avevo sentito parlare parecchie volte del brand sul web ma non avevo provato nulla fin quando una mia amica non mi ha regalato questo balsamo al cocco. 
Sicuramente la profumazione è la prima cosa che può incuriosirvi e quindi vi tolgo subito ogni dubbio: sa di cocco in maniera delicata, dolce senza esagerazioni, ma soprattutto abbastanza naturale. Mi ricorda un po' le scagliette di cocco, per intenderci, non ad esempio i solari o il balsamo Splend'or. Resta una fragranza delicata, per nulla invadente, quindi abbastanza gestibile.
La confezione è effettivamente particolare; la forma dello stick consente di seguire la forma delle labbra senza andare troppo fuori (cosa che a me capita specie sul labbro inferiore). Probabilmente non è però fra le confezioni più pratiche: lo stick fuoriesce ruotando una rotellina piccola poco maneggevole; il tappo non segue tutta la lunghezza dello stick, e il rischio è che lo perdiate. Dall'altro lato però il tappo è funzionale perché lascia abbastanza spazio allo stick che fuori esce senza obbligarvi ogni volta a dover fare rientrare il prodotto. Mi sembra di star spendendo un po' troppe parole per un prodotto così semplice per cui andiamo alla ciccia. 
Questo Hurraw! secondo me dà una buona idratazione, mi lascia le labbra lisce e morbide. Devo ammettere che visto l'hype mi aspettavo un prodotto dal potere nutriente e riparatore fuori dal mondo, ma non è così. Resta però un burrocacao ottimo, che fa il suo dovere e che è davvero confortevole sulle labbra, senza appiccicare o appesantire. Il finish è sicuramente lucido, non in modo eccessivo, ma comunque se volete un finish matt, continuate a leggere. 
Lo stick è morbido da applicare: basta che sfiori le labbra e rilascia prodotto, ma questa morbidezza non solo non lo rende troppo evanescente, ma non comporta nemmeno il fatto che il burro labbra migri per tutto il viso arrivandovi sul mento o nelle narici; è un balsamo che bilancia bene l'oleosità con la cerosità degli ingredienti. Applicato la sera, al mattino dopo sento ancora residui sulle labbra. Quindi ottima durata, ma anche protezione: sebbene il layer che crea sulle labbra è abbastanza sottile, il balsamo evita i danni del vento e del freddo.
Una nota per il mio commercialista: effettivamente il rapporto quantità-prezzo non è proprio il migliore, se consideriamo ad esempio gli Addolcilabbra che con 2.90€ hai 5ml di prodotto.
Direi che "promosso" e "ne ho già un altro" e "son curioso di provare tutte le fragranze" bastano a riassumere questa prosopopea.

Biogei tested by L’Estetista Cinica
Baciami Stupido Maschera labbra e contorno labbra

20ml//3.99€// OVS// PAO 12m

Quando vedo un nuovo marchio nei miei giri di ricognizione per i negozi, scatta l'Hercule Poirot che è in me e cerco quantomeno di capirne l'origine. Così è stato quando ho visto l'espositore della Biogei da OVS, anche perché nel punto vendita della mia zona i prodotti beauty si contano sulle dita di una mano. In rete non ho trovato granché sul marchio: Biogei è una azienda italiana che produce cosmetici naturali anche per conto terzi. Immagino quindi che dall'unione di Biogei e OVS/Shaka, siano nati questi prodotti per la skin care firmati da L'estetista cinica.
Vi sono quattro diverse linee: Detox, De-Stress, Idratante e No-Age con diverse referenze in base alla tipologia di pelle. I prodotti sono stati lanciati lo scorso Novembre e spiccano secondo me le sei maschere per diverse zone del viso e con diversi benefici. I prezzi sono contenuti (dai 3 ai sette euro circa) ma anche le quantità sono un po' sotto la media dei prodotti che usiamo.
Ho dato un'occhiata ai diversi INCI, e non mi è parso tutto esattamente "verde", anzi ho notato un paio di siliconi in alcuni dei prodotti. Per me lo sapete non è un dramma, ma magari se vi capita di trovarveli davanti, leggeteli più attentamente.
Tornando alla maschera Baciami Stupido, è contenuta in un tubetto di plastica morbida effettivamente adatto al prodotto che è un gel trasparente e abbastanza denso. Il profumo è fruttato, abbastanza percettibile ma non crea fastidio alle mie narici.
Sul retro della confezione dicono di massaggiare la maschera su labbra e sul contorno labbra, lasciare agire per 10 minuti e poi sciacquare via con acqua tiepida. 
Io tendo a lasciarla anche un quarto d'ora e non mi dà alcun problema. Quando la si sciacqua, la maschera diventa come un latte bianchiccio, e viene via senza problemi, e senza lasciare alcun tipo di residuo. 
Quanto agli effetti ve lo dico subito, non è un miracolo in tubetto. Se avete il disastro sulle labbra non può bastare a rimettervele perfettamente in sesto in una sola applicazione.
Inoltre non può andare a sostituire in toto un burrocacao che ci fornisce anche protezione dagli agenti esterni. Però secondo me questa maschera è un extra booster che fornisce intanto idratazione, ma soprattutto rende le labbra morbide e leggerissimamente più turgide, come se andasse a lisciare le pieghe delle labbra.
Penso sia un prodotto adatto (forse pensato per?) se utilizzate rossetti e volete preparare le labbra ad una migliore stesura del prodotto. 
Non credo che lo ricomprerei solo perché non è fondamentale nella mia routine ma se cercate un prodotto che vi aiuti in breve tempo, può fare al caso vostro.

PuroBio Cosmetics Lipbalm Chilled

4.99€//5ml// Online, Bioprofumeria// PAO 12m// Certificato Bio da CCPB, Vegan Ok, Nickel tested

Sempre a Novembre il brand italiano PuroBio aveva lanciato sei diversi balsami labbra, che, in tutta verità, non mi avevano molto attirato, forse perché in casa ho già fin troppi burrocacao, quindi non capivo l'esigenza di comprarne uno nuovo. Un giorno però mi son trovato a fare un ordine online da EccoVerde e navigando fra le pagine del sito mi sono imbattuto in questi balsami labbra ed ad attirare la mia attenzione, fra le sei diverse formulazioni, è stata la versione Chilled.
Il sito dice che 
Il mentolo e il peperoncino stimolano la micro circolazione, potrebbe verificarsi un effetto volumizzante e rimpolpante delle labbra.
ed ho pensato sarebbe stato carino vedere l'effetto ed eventualmente partecipare alla Kylie Jenner Challenge senza dover succhiare alcun bicchiere per shottino. 
La prima cosa che ho notato di questo prodotto è stato il packaging che, nonostante i disegni e il font molto carini, ho trovato sia un po' farlocchetto: appena aperto infatti lo stick era scollato dal bullet ed era rimasto incollato nel tappo. Ho rimesso a posto senza troppi problemi ma lo stick si muove un po' all'interno. 
Altra cosa che per i primi utilizzi mi ha lasciato un po' perplesso è stata la consistenza: questo lip balm è abbastanza duro e non scorre benissimo in quanto ha una consistenza a mio avviso più cerosa che oleosa o burrosa, e tende ad essere un po' appiccicoso. Ma ho notato che con gli utilizzi diventa più morbido e scorrevole, non risulta pesante sulle labbra e il rilascio del prodotto è immediato per cui non serve passarselo ottanta volte accentuando quella sensazione di appiccicoso. 
La cerosità di cui non sono fan, fa sì però che il finish sulle labbra è opaco e lo so che è cosa rara trovare un burrocacao che sia discreto e non lucido; inoltre ne garantisce una buona persistenza sulle labbra.
Sempre ai primi utilizzi mi ero chiesto se un prodotto così ceroso potesse idratare e proteggere e la risposta è stata afferamtiva: anche con delle temperature basse le labbra non subiscono alcun danno. 
Inoltre questo Lip Balm Purobio ha un potere nutriente secondo me davvero interessante: una volta rimosso le labbra sono davvero lisce, idratate e morbide.
Ma vi starete chiedendo se mi son venuti i labbroni con questo mix di mentolo e capsaicina che dovrebbero stimolare la circolazione.
Devo innanzitutto dirvi che la sensazione sulle labbra è un turbinio di emozioni. Basta una passata di prodotto e si avverte subito questa sensazione di freschezza che riesce a durare anche per un paio di ore. 
Sì, freschezza perché sinceramente io avverto più il mentolo quindi un effetto freddo, che il peperoncino, di cui sento giusto un leggero pizzicore. È sicuramente una sensazione che deve "piacere" perché altrimenti può risultare fastidiosa, ma tutto sommato si può modulare mettendo più o meno prodotto. D'estate deve essere godurioso, ma in linea di principio credo avrei preferito un maggiore bilanciamento fra menta e peperoncino. 
Non ho notato particolare rossore, ma ho notato effettivamente un turgore alle labbra, come se fossero più piene. Parlare di volume è sicuramente esagerato, per quello servono le iniezioni, ma questo seppur temporaneo rimpolpamento mi piace molto. 
E sì, è un lip balm che ricomprerei.

Finisco qui la mia recensione di questi tre prodotti labbra. Forse mi son dilungato un po' ma credo fossero tre prodotti particolari per cui vale spendere qualche parola in più.
A presto, ma niente baci che ho appena messo il burrocacao.






{Aggiornamento #56}
Ricordi e dimenticanze.



E quindi, avete passato un buon Natale?
Viste le varie critiche che leggo su questo giorno ho fatto un sondaggio su Twitter (quanto mi diverto con 'sti sondaggi!) e pare che sia andato bene, almeno per la maggior parte della trentina di persone che hanno partecipato.
Il mio è stato abbastanza tranquillo. Ormai da un paio di anni non facciamo più nulla di eccessivo, abbiamo anche impedito a mia madre di fare più di una seconda portata, così almeno non ci ritroviamo con avanzi per le scampagnate del 25 Aprile.
E sono stati anche tutti molto graditi i regali che ho ricevuto, cosa non poco importante alla fine ché riciclare brutti regali è sempre complicato. Di alcuni sono certo ne sentirete parlare anche qui!
In realtà, anche se non ho pubblicato qui nessuna wishlist, esiste una lista dei desideri che ho condiviso solo con gli amici. Nulla di speciale, si intenda, ma sicuramente efficace. 
Sono ancora un po' in modalità relax, sto iniziando e finendo nuove serie tv, e dormo tantissimo, che se il sonno si potesse vendere sarei sceicco in un qualunque paradiso fiscale.
In realtà sono anche concentrato al futuro e non pensate sia stato un periodo liscio liscio. 
Ad esempio, fra una cosa e l'altra, ho dimenticato che il mio blog ha compiuto 4 anni il 12 di questo mese!
Non che volessi organizzare un party itinerante per l'Italia, ma il fatto che mi sia sfuggito è un po' sintomatico di dove sia rivolta la mia mente al momento.
Dicembre non è mai un mese tranquillo, penso un po' per tutti ma non è che abbia molto capito questa ansia. Alla fine superato Natale ci sono stati diversi giorni feriali e nemmeno un misero ponte più lungo, per cui mi sembra si sia tornati subito alla normalità. 

Sempre più o meno agli inizi di dicembre, si è concluso il trono gay a Uomini e Donne. Non ho seguito il programma se non per alcuni stralci che magari mi fermavo a vedere dalla tv accesa, ma mi è parso di capire che le mie remore fossero infondate: non credo che il programma, nonostante sia quel che sia, è sceso a livelli tali di trash che possano averne inficiato quelle che erano le buone premesse. Anzi, parlare di omosessualità in un modo tutto sommato non eccessivamente spettacolarizzato, in uno show che ha un pubblico molto ampio, è stato secondo me incoraggiante. Quindi, che la coppia #Clario sia vera o meno, francamente poco me ne importa. Magari ha ragione Stefano Gabbana, ma se il messaggio è stato recepito, va benissimo così. 
Ancora comunque non è certo ci sarà un seguito al trono gay. 
Non si può dire abbia avuto la stessa accoglienza positiva il programma di Rai 3 Stato Civile, dove viene raccontata la vita di alcune coppie prima e dopo la celebrazione dell'unione civile appunto. Sulla pagina Facebook della emittente infatti sono volati commenti di gente che inneggia a propaganda omosessuale come se non esistessero miliardi di programmi in cui Enzo Miccio organizza matrimoni di coppie etero.


Ma nella parabola discendente di questo 2016 decadente e matto, dicembre ha fatto il suo, e dopo un attentato terroristico, su cui non mi soffermo, non perché voglia declassare l'evento ad un fatto di quotidiana amministrazione, ma perché cosa c'è da dire a riguardo?, abbiamo perso altri pezzi di storia della cultura pop mondiale: George Michael, Carrie Fisher e sua madre Debbie Reynolds.



Non vi sciorinerò storie su quanto fossi fan di questi personaggi, su quanto la cosa mi abbia distrutto, perché ridefinirei il concetto di Giuda.
Ma da fan in generale della musica e dell'intrattenimento, oltre all'umano dispiacere, posso immaginare come possa essere perdere qualcuno che, pur non conoscendolo, pur essendo lontano da te, e magari non avendolo mai incontrato, ha saputo farti emozionare, qualcuno con cui eri in qualche modo legato magari per un ricordo passato.
Ho ad esempio un ricordo di George Michael, quando nel 1998 uscì Outside.


Ricordo me, che ero un bambino di 9 anni, guardare il video con forse un po' di perplessità, ma incuriosito da quel fare provocatore, irriverente, al limite quasi del proibito per me. Non capivo all'epoca cosa significasse quel "Let's go outside" né da cosa provenisse ma rimasi sorpreso dal modo con cui si esprimeva nel video, non lo trovavo volgare ma liberatorio, leggero, divertente e autoironico.
Non so, mi piaceva quella sensazione e quel video, ed era un ricordo che avevo effettivamente sommerso.
Comunque adesso si guarda avanti.
Il 2017 alle porte, e, mi pare di capire che gli altri duemila anni precedenti ci abbiano insegnato che i buoni propositi non durano neanche fino a San Valentino e che ogni anno alla fine può portare cose belle e altre più brutte. Per questo ormai ho deciso di affrontare il capodanno col minimo sforzo.
Tirando le somme, questo 2016 per me è stato un anno ibrido che non mi ha lasciato molto. Non posso dire ci siano stati dei momenti bassi da incubo come gli anni precedenti, ma conto i momenti belli come si contano le stelle in un cielo annuvolato. Pochi e offuscati.
La cosa che forse ho imparato e che mi porto dal 2016 è certamente di smettere di guardare al passato, di rimuginarci sopra più o meno ogni ora del giorno.
A me poi il 17 è sempre piaciuto come numero, contro ogni regola e scaramanzia, ma se proprio devo chiedere qualcosa allo spirito del nuovo anno è che finalmente mi porti il coraggio di affrontare gli scheletri seppelliti in armadi, cassetti, valigie e beauty case.
Non so se ci leggeremo qui ancora, per cui colgo l'occasione per augurarvi non solo un buon 2017, ma soprattutto la forza per affrontarlo al meglio.
A presto!






Tutti odiano il Natale.



Quando si avvicina il periodo natalizio la popolazione mondiale si divide in due categorie: chi è contento che arrivi Natale e chi ha prurito e generici attacchi di schizofrenia solo a vedere una lucetta appesa ad un albero.
In realtà le categorie sarebbero tre, perché, fra chi odia il Natale, c'è anche una sorta di sottocategoria la quale afferma che Natale sia ormai una festa commerciale.
E io a questi li ringrazio proprio perché di loro è il regno del risparmio. 
Immagino non si aspettino un regalo, no?
Chi odia il Natale solitamente adduce come motivazioni il fatto che la calca per le strade sia impossibile, che la gente impazzisca nemmeno si fosse sniffata le esalazioni di chissà quale colla glitter, e, soprattutto, tutto diventa più finto e forzato. 
Pare che il Natale spalanchi le porte al manierismo, alla falsità, al dover fare.
Tutto questo e molto altro va a discapito dell'atmosfera, del tepore umano che le feste riescono a darci più di qualsiasi altro periodo dell'anno. Forse quando ne abbiamo più bisogno, alla fine appunto di un anno che ci ha portati a ridere, piangere, sgomitare, e qualche volta anche incazzare abbestia. 

Ma se ci pensate un attimo, ogni singolo momento della nostra vita può essere una gigantesca pantomima.
Al mattino ci alziamo, ci prepariamo per le nostre giornate. Usciamo di casa ed a denti stretti diciamo buongiorno al vicino di casa, quello stronzo che lo so che sei stato tu a graffiarmi la macchina, ma non ho prove per dimostrarlo.
E poi vai a lavoro e in metro lasci il posto a quella signora anziana, ma dentro imprechi e muori un po' perché ieri hai fatto gambe in palestra e adesso l'acido lattico ti fa tremare ed indolenzire ogni singolo muscolo degli arti inferiori e saresti tu quello che ha realmente bisogno di star seduto.
Invece tu stai in piedi, magari sorridi, ringrazi pure, per quieto vivere, per educazione, perché ti hanno insegnato che si fa così. O semplicemente perché sei stanco di dover litigare solo perché la tua collega si lascia prendere dalla sindrome premestruale e scarica tutto il lavoro a te. 
Questo accade ogni singolo giorno, eppure ci sta bene. Andiamo avanti nelle nostre giornate. Al massimo borbottando un po', e via.
Ma il Natale ci turba particolarmente, e non c'è molto da fare.

Io e lo spirito natalizio abbiamo avuto i nostri alti e bassi, anzi direi proprio dei trascorsi parecchio burrascosi. 
Eppure questo spirito non è mai mancato del tutto, ma mi ha sempre accompagnato sin da bambino. 
Da piccolo i miei genitori hanno cercato di non farmi crescere come il figlio unigenito del consumismo, per cui ad esempio non hanno mai né confermato ma nemmeno smentito l'esistenza di Babbo Natale che riempie l'albero di doni. Un po' perché per loro il Natale è la festa più cristiano-cattolica che esista. Un po' perché non c'erano grandissime possibilità, un po' ancora perché volevano che imparassi il valore delle cose e non che mi limitassi a contarle. I regali erano doni fatti da persone a cui volevo bene, che avrei dovuto ringraziare e magari ricambiare. 
Eppure, nonostante questa visione più rigida e meno fiabesca l'atmosfera del Natale non è mai mancata.

Crescendo diventa tutto un po' più complicato, specie quando ti affacci alla vita da adulto (sempre giovane sia chiaro), e ti devi confrontare e fronteggiare talmente tante cose che Natale ti arriva fra capo e collo e te ne rendi con solo quando salta il contatore della luce perché il vicino ha appeso troppe luminarie. 
Non è facile immedesimarsi di questi tempi, non è per nulla facile cadere e lasciarsi trascinare dalla corrente natalizia, questo lo capisco.
Non capisco però il vivere nell'obbligo e nella necessità.
Sembra ormai che siamo unicamente programmati per far cose di cui alla fine non ci importa, e che non ci piace fare. E lo so che potrebbe sembrare utopico, lo so che la realtà è sinteticizzata, incasellata e convenzionata in atteggiamenti che ci consentono di far parte della nostra società civile, ma non vuol dire che dobbiamo farci perseguitare da questi schemi anche nel nostro privato.
Tutto questo si traduce in una unica semplice parola: sincerità. 

Il mio augurio per questo natale è che possiate (possiamo!) trovare la vostra strada verso ciò che vi rende felici abbandonando il più possibile tutti gli orpelli che ci legano all'infelicità. Non solo a Natale, ma possiamo far finta che sia un po' come il lunedì per le diete.
E se non possiamo liberarci di tutto, come è umano che sia, impariamo a scegliere, a livellare, ad imburrare e far scivolare quanto più possibile le facce scelte o imposte, ed usare la nostra più spontanea e vera.

È il caso di dirlo, un sincero Buon Natale.





" So may I suggest, the secret of Christmas
It's not the things you do 
At Christmas time but the Christmas things you do 
All year through " 







|Candle(s)|
Yankee Candle Holiday Party e qualcosa dal passato

Come ogni anno a Natale non può mancare l'appuntamento con Yankee Candle, il mio marchio preferito di candele (al momento almeno) che come da tradizione ci presenta una nuova collezione dedicata alle feste.
In passato vi avevo già parlato delle profumazioni natalizie ma anche di tutta una serie di fragranze più dolci e calde che ben di sposano (per me almeno!) con la stagione fredda e l'atmosfera festiva, e praticamente quasi tutte quelle profumazioni sono ancora in vendita per cui dateci un'occhiata.
La collezione natalizia di Yankee Candle, chiamata appunto Holiday Party, è composta da quattro diverse profumazioni, almeno per noi che facciamo parte del mercato europeo: All is Bright, Festive Cocktail, Macaron Treat, Star Anice and Orange tutte declinate nei vari formati e corredate da vari accessori per i veri infoiati (in senso buono ovviamente).
Quest'anno ho avuto modo di provare tutta la linea grazie ad un regalo della mia amica Rory, che mi ha omaggiato di questo bel cofanetto di votivi.


Mi spiace che la foto non renda giustizio al cofanetto, ma essendo tutto specchiato e con le rifiniture oro era difficile fotografarlo.
La confezione contiene tre votivi di All is Bright, Festive Cocktail e Macaron Treats, più un porta-votivo color bianco ghiaccio con delle pagliuzze dorate e argento, che all'inizio mi aveva reso titubante sulla sua reale utilità vista la grandezza, ma in realtà si è rivelato efficace, perché anche se la candela si scioglie e si affloscia, continua a bruciare e profumare senza problemi. Secondo me il set è davvero carino come regalo, anche a chi non è un estremo amante delle candele e ora vi racconto perché. 
Come sempre vi ricordo che le mie recensioni vanno appunto a naso e che tutte le candele che ho provato sono state accese e riaccese, perché sì, vedo video o post in cui si parla delle candele da spente e mi chiedo quale sia il senso.
Per sapere come utilizzare tart e votivi, vi rimando a questo vecchio post in cui spiego tutto. 
Iniziamo!

Macaron Treats

votivo yankee candle
Il classico macaron Parigino, dolce e leggero più dell’aria, con note di Vaniglia, Mandorla e naturalmente  zucchero.
Dei tre votivi del kit, questo è il primo che ho voluto provare perché mi preoccupava. Non amo le profumazioni troppo zuccherine e temevo fosse stucchevole a lungo andare. Da spento non riuscivo a farmi un'idea, sentivo un profumo strano, ma una volta acceso mi ha stupito in quanto essendo in votivo, la profumazione non è invadente, eccessivamente intensa o stucchevole. Infatti sono giunto alla conclusione che se volete provare una fragranza dolce ma non siete tipi da vaniglia e zucchero, i sampler sono il modo migliore per avere la profumazione ma senza esagerazioni. Tipo Fireside Treat, che da votivo mi piaceva tantissimo. Io ci avverto assolutamente la vaniglia, non sento le mandorle di cui parlano nella descrizione. Non è esattamente persistente nell'aria una volta spenta ma per il mio gusto va bene così. Non la riacquisterei né la proverei in tart perché come dicevo non è una di quelle fragranze che mi rapiscono, ma se amate le Yankee più dolci farà per voi.
Non ho apprezzato, per quel che conta, la scelta dei macaron e di quel tono di verde della cera, in cui non vedo nulla di natalizio. 

Festive Cocktail


Festeggiate con questa pungente miscela arricchita con frutti di bosco di montagna e un rametto di pino appena raccolto.
Festive Cocktail è stata la seconda fragranza che ho acceso probabilmente perché anche questa mi aveva creato alcune perplessità da spenta. Annusandola mi sembrava un po' troppo pungente, ma una volta acceso il votivo questo ha rivelato il meglio. Il profumo che avverto principalmente è sicuramente quello dei frutti di bosco, soprattutto cranberry. Non avverto il pino, e per me che non ne sono un fan è una fortuna. Noto che la profumazione diventa più calda una volta che la candela è accesa, rispetto ad annusarla da spenta che invece risulta più fruttata e pungente. Diciamo che avverto che c'è altro oltre ai frutti di bosco ma non distinguo cosa. Se il votivo fosse stato leggermente più intenso, l'avrei gradito ancora di più. Anche qui non abbiamo grande persistenza nell'aria. 

All is Bright


Un mix di scintillanti aromi agrumati tendenti al muschio bianco.
Fra i tre votivi questo era quello che da spento mi incuriosiva di più, tanto che se non me lo avessero regalato lo avrei comperato da me. Mi piace anche la scelta dell'immagine dell'etichetta, con questi glitter dorati che fanno subito festa. Anzi fra i tre mi sembra quello più natalizio. Già annusato da spento avverto effettivamente il mix fra agrumi e muschio che crea una bella fragranza frizzante ma tutto sommato adatta alla stagione fredda. Tuttavia devo dirvi che questo votivo per i miei gusti è un po' troppo blando, e rilascia una fragranza poco intensa. Ci vogliono diverse ore di combustione affinché nell'aria si avverta il profumo in maniera distinta e non resta nulla una volta che spengo la candela. Sarei curioso di provare la tart di questa profumazione. Potrebbe far per voi se amate le Yankee fresche ma comunque avvolgenti, però mi sento di consigliarvi i formati che profumano di più, se come me siete abituati a candele più intense. 

Star Anise & Orange


Una succosa fetta di arancia fresca raffreddata dal dolce e rinfrescante anice.
Questa tart l'ho acquistata non solo per completare il quartetto di profumazioni ma perché è stata la fragranza che più mi ha incuriosito non appena l'ho annusata in negozio: dell'arancia non avverto nulla, ma ci sento distintamente l'odore dell'anice. Una premessa originalissima secondo me.
Una volta accesa la tart questa premessa è stata in parte rispettata: il profumo che emana è quello di anice, in modo dolce ma non stucchevole, e allo stesso tempo fresco. Tuttavia secondo me manca parecchia intensità a questa tart. Considerate che io non ho grandi spazi da profumare, quindi in genere uso un quarto di tart che tengo accesa per 3 orette circa. Invece un quarto di Star Anise & Orange dopo già nemmeno un'oretta non profumava più. Per accenderla una seconda volta e sentire il profumo ho dovuto aggiungere un altro quarto di tart. Un vero peccato.
Spero ripropongano questa profumazione con una intensità maggiore, perché sarebbe secondo me davvero ottima. 

Oltre a queste nuove profumazioni, ho recuperato tre "vecchie" fragranze da due collezioni passate.

Sparkling Snow


Il fresco profumo dei pini innevati con leggeri sentori di patchouli e frutta
Sparkling Snow è una fragranza che credo esista da diversi anni, ma che è stata ritirata fuori lo scorso anno. Mi aveva incuriosito perché annusando la tart si avverte una fragranza fresca, che sa di pulito e per me abbastanza piacevole, così ho deciso di approfondire. Una volta accesa ho sentito abbastanza nettamente l'odore di pino, ma sicuramente mitigato da altri aromi, a mio avviso poco distinguibili, ma da non appassionato di profumazioni al pino, mi sta più che bene e nemmeno mi interessa capire gli altri intrecci odorosi. Trovo che la tart abbia una buona intensità e che la profumazione persista abbastanza. Se la tengo accesa qualche ora al mattino, alla sera sentivo ancora nell'aria un accento di questo odore di pulito.
Non mi ha stregato questa Sparkling Snow, al punto da volerne fare scorta ma non posso che parlarne bene e finisco la tart con piacere.

Bundle Up


Una profumazione invernale pulita, che fa tornare alla mente le giornate fredde e gli indumenti caldi e confortevoli.
Un tocco agrumato dona una fragranza di un velo di neve gelida e fresca biancheria.
L'anno scorso vi avevo detto che Bundle Up, facente parte appunto della scorsa collezione natalizia, mi ricordava un po' la Chistmas Garland, profumazione al pino (i signori Yankee Candle ce l'hanno a cuore 'sto pino) che non era esattamente fra le mie preferite. Ho voluto però dare una chance a questa versione diciamo rivista. Il votivo in negozio mi aveva conquistato più della tart che probabilmente alle mie narici risultava troppo intensa. Il votivo invece mi sembrava il giusto compromesso: una fragranza che sa di pulito, o meglio, sa di bustine profuma armadio ma in senso positivo, sicuramente fresca. Da acceso il votivo emana una profumazione più avvolgente, non propriamente calda ma sicuramente piacevole (altri due avverbi!?). Ci sento diverse note che faccio un po' fatica a distinguere, qualcosa di effettivamente agrumato, ma anche speziato e anche una puntina dolce. So che è la peggiore descrizione EVER ma vi basti sapere che mi è piaciuta.
Il votivo non è super intenso, ma si avverte distintamente la fragranza e per i mie gusti non so se azzarderei con una tart, ma credo sia una di quelle profumazioni che vanno bene tutto l'anno.
Quanto a persistenza sicuramente pollice su: una volta spenta si percepisce per qualche ora abbastanza chiaramente. Oh, promossa.

Cosy by the fire



Un caldo mix di Zenzero, Chiodi di Garofano e arancia abbinati a note legnose ricrea il crepitio di un camino scoppiettante ed il calore di una bevanda calda e aromatica sorseggiata davanti al fuoco.
Sempre dall'anno scorso ho tirato fuori la Cosy By the Fire, che appunto faceva parte della stessa collezione di Bundle Up. Da spenta ci sentivo sicuramente chiodi di garofano e cannella, per cui già così si capiva che era una fragranza speziata. Una volta accesa si sente più un mix di odori che effettivamente ricordano una bevanda calda. Forse non è qualcosa riconducibile alla nostra tradizione, ma se amate le profumazioni appunto speziate e un po' pungenti, può fare a caso vostro.
La tart secondo me è abbastanza intensa quindi eventualmente dosatela bene, però se da un lato la profumazione si sente molto bene, dall'altro non c'è una grande persistenza una volta che la candela smette di bruciare. Un po' strana come cosa.
Comunque per mio gusto una volta finita la tart non credo la riacquisterò.


E chiudo qui questa recensione di candele Yankee Candle, sperando di avervi aiutato nella scelta delle vostre profumazioni.
Ci leggiamo presto, con alcuni altri marchi.




|P_laylist #11|
Christmas Edition 2016

Quando è arrivato Dicembre e quindi il periodo natalizio, la mia mente è corsa subito alla musica, che è alla fine il modo migliore, e sicuramente più comune, per ricreare l'atmosfera delle feste.
È possibile che esistano più canzoni di Natale che puntate di Beautiful, o è comunque un testa a testa all'ultimo sangue.
Già l'anno scorso avevo creato una playlist natalizia che era praticamente un'opera magna in quel genere che difficilmente avrei potuto replicare; tra l'altro se andate su Spotify la trovate ancora disponibile ed è anche più ricca rispetto alle canzoni che avevo incluso nel post.


Ma siccome ho beccato qualche novità, e ho apprezzato altre canzoni ho deciso che dovevo condividere le nuove scoperte.
Sicuramente vi starete chiedendo se ho ascoltato il nuovo album di Laura Pausini, Laura Xmas, e la risposta è affermativa.


Se non sapete di che parlo, Laura Pausini, la cantante di Solarolo che la tiene come todos e a cui "piace cantare, casso!" ha fatto un album con 12 brani, tutti classici del natale. L'album è uscito il 4 Novembre e se avete una vena latina, o siete parenti di Ricky Martin, oltre a presentarmelo, sappiate che esiste anche la versione del disco in spagnolo, chiamato Laura Navidad.
Ho dovuto forzare con un piede di porco ogni mia resistenza per riuscire ad ascoltare le canzoni e alla fine la mia idea è stata confermata: non importa quante orchestre, campananellini, o echi ci siano sotto, la voce di Laura sta al Natale, come la parmigiana di melanzane sta in una dieta low fats. Secondo me non appatta, però posso salvare Santa Claus is coming to town


che essendo un brano più veloce non le riesce male. Idem per Let it snow che riesco ad ascoltare in questa sua versione senza troppa fatica.


Insomma un album che poco mi ha dato rispetto a quello che già conoscevo e già avevo sentito. Avesse aggiunto Let it go avrebbe fatto una cosa decisamente più carina e simpatica. 


Sempre per restare in tema novità, spostiamoci dall'Italia l'Inghilterra, o meglio in Scozia. 
Vi ricordate Susan Boyle? La signora di mezza età che aveva bisogno di una brava estetista ma con una voce di tutto rispetto? Lei.
Dopo la vittoria a Britain's Got Talent, alcuni album, tanto successo e tanti soldi (pare abbia un gruzzolo di 30 milioni di dollari) Susan si è ritirata a vita privata per circa due anni, ma è tornata con un album, uscito il 25 Novembre, intitolato A Wonderful World.


Non è un album propriamente natalizio, i 10 brani sono praticamente cover di canzoni famose, rimasterizzate in chiave angelica come si confà alla voce di Susan, e secondo me stanno bene in una playlist natalizia.
Tipo Like a Prayer di Madonna 


mi è piaciuta moltissimo fatta in questa versione, così come mi è piaciuta Angels di Robbie Williams, che ha un po' più di intensità rispetto agli altri pezzi dell'album.


Spostiamoci ancora geograficamente ma non temporaneamente, perché restiamo nel 2016, esattamente ad Ottobre, con un altro nuovo album che secondo me merita più di un ascolto. 
Loro sono un gruppo vocale a cappella statunitense e se non li conoscete fate male perché sono bravissimi. Parlo dei Pentatonix, che hanno pubblicato un secondo disco (erano già presenti nella mia scorsa playlist) di Natale intitolato A Pentatonix Christmas con tanti pezzi della tradizione.


I brani sono 11 per l'esattezza secondo me tutti molto gradevoli ma a colpirmi maggiormente è stato God Rest Ye Merry Gentlemen


Ma anche Halluluja mi ha fatto venire i brividi.


Da ascoltare assolutamente con gli auricolari. 
Sempre per restare ad Ottobre e sempre per restare su volti già noti su queste pagine, non posso non nominarvi Andra Day, che ha fatto un piccolo album intitolato Merry Christmas from Andra Day.

Risultati immagini per Merry Christmas from Andra Day copertina

Diciamo che qui ci spostiamo dal pop verso il soul e il jazz un po' anni '50, quindi capisco che possa non piacere a tutti, ma è un album di sole 5 canzoni e sono sicuro volerà leggerò sui vostri timpani. Vi lascio Someday at Christmas perché forse vi suonerà familiare.


Torniamo in Italia con un po' la coda fra le gambe, perché lo scorso anno ho dimenticato un album che invece è carinissimo, secondo me anche come regalo, magari per i nostri genitori. Parlo di Christmas Song Book di Mina.
L'album risale al 2013 ed include brani classici come White Christmas o Jingle Bell Rock  in chiave blues come si confà alla tigre di Cremona e che stanno bene sempre.


E con questo brano finisce la mia playlist natalizia per quest'anno, ma per tantissime altre canzoni fate un salto su Spotify dove ho raccolto moltissimi altri pezzi.
C'è pure Britney Spears, ed ho detto tutto. 

Ci leggiamo presto!
Un bacio.






DIY: due decorazioni natalizie facilissime.



Questo è un post dal passato, ma non da ieri o dal giorno prima, ma da praticamente un anno fa.
Oggi è giorno 7 gennaio 2016 e ho anche un po' di fame.
Per il me di oggi sono in ritardo, per il me del futuro sarò in anticipo (no, me di ieri, ti confermo che sei comunque in ritardo), ma fra un attimo vi spiego perché.
Sapete che appena sento odore di Natale mi scatta una certa vena artistica e volevo mostrarvi delle piccole decorazioni che ho fatto a mano, una perfetta sia come decorazione per l'albero che per i pacchetti, così da dare un tocco in più.
Sono due tipologie di decorazioni semplicissime, non ci vuole una laurea in architettura e design di interni per farle, per cui la spiegazione sarà molto breve, ma volevo darvi qualche tips per riuscire al meglio, anche (soprattutto) nel reperire il materiale.

Per entrambe le decorazioni ci serve
  • Fil di ferro diametro da 0.5mm ad un massimo di 1mm
  • formina a piacere (nel mio caso stella)
  • Pinza o pinzetta.

La formina non è indispensabile se avete una buona manualità, ma se volete fare qualcosa di un po' più complicato, vi servirà. Vanno bene anche quelle per i biscotti e in generale non vi consiglio un soggetto con delle linee troppo complicate o non si capisce nulla.
Il fil di ferro invece è importante, perché se è troppo spesso non riuscirete a creare la decorazione, ma anche se è troppo molliccio diventa un po' più scocciante. Io vi consiglio di prenderlo più sottile e al massimo di metterlo in due o in tre per essere più resistente.  Potete trovarlo dal ferramenta o nei negozi di bricolage ecc.
Quello che ho utilizzato io viene da un sito cinese. Lo trovate esattamente cliccando qui.
Super economico e non è affatto male. E sì, è da 0.3mm ma posso metterlo in più volte così da rinforzarlo. Sono due bobine, una dorata, che mi sembra ben fatta, e una argento, che mi pare leggermente meno resistente. Ovviamente se il fil di ferro è troppo sottile, non può avere la stessa resistenza di uno più spesso.


Decorazione Stella




Questa è la decorazione più semplice che piace un po' a tutti, e secondo me il risultato è molto carino, e si nota seppur nella sua semplicità. Inoltre l'artigianalità del tutto fa sì che queste stelline non siano tutte della stessa grandezza. Sono anche molto adatte a essere aggiunte come decoro ad un pacchetto regalo vista la leggerezza.
Non ci vuole molto a farla come potete immaginare, basta fare la forma col fil di ferro e inserire le perline. 
Le perline sono ovviamente reperibili nei negozi per bricolage o mercerie, ma io qui vicino non ho granché per cui mi sono affidato anche in questo caso ai vecchi e cari siti cinesi, ed in particolare Aliexpress, che in questo senso è davvero una risorsa.
Io ho acquistato le sferette (queste, non più disponibili), che hanno questa texture ruvida. Non sono dorate super brillanti, direi più un color champagne, ma a me vanno bene.
L'unica accortezza da sottolineare in questo caso è di prestare attenzione allo spessore del fil di ferro. Queste sferette sono piccole e leggere, per cui non serve un filo troppo grosso; inoltre hanno un foro di entrata e uscita davvero piccolo per cui rischiate che non passi. Anche quando create la struttura col fil di ferro, cercate di non renderla troppo stretta agli angoli o le sferette faranno fatica a passare.
E, non meno importante, nascondere un fil di ferro molto grosso, diventa più complicato.
Con 250 sferette ho creato circa 6 stelline con uno stampino da 6 centimetri.
Una volta finito indicativamente di inserire tutte le perline nel fil di ferro, in genere riprendo lo stampo e ridò forma al tutto qualora si sia un po' storto. E poi stringo le due estremità del fil di ferro che, essendo più sottile, si nasconde bene.
Per appenderle all'albero trovo molto carino un nastrino, invece del classico gancetto. Lo shabby che non guasta.


Decorazione sfera




La seconda decorazione è ancora più semplice della prima e non richiede molta manualità.
L'idea è nata dal fatto che sono tonto ed ho comprato delle sfere di polistirolo tristissime, che erano semplicemente ricoperte da uno strato sottile di glitter. Ho tentato di tingerle con uno spray (metodo che vi consiglio se avete delle sfere magari rovinate e di un colore diverso rispetto a quello che avete scelto per decorare il vostro albero) ma non funziona perché il polistirolo assorbe la vernice e quindi i viene tutto brutto e disomogeneo. Ho visto in giro ad esempio la classica sfera coperta da uno strato di iuta, magari arricchita da merletti. Carina, ma non avevo tutto questo tempo e temevo di far papocchi. Così mi è venuta in mente, forse dopo anni di bamboline vudù, di infilzare la sfera. Sempre su Aliexpress (giuro non è una marchetta!) ho trovato queste borchiette a forma di stella. Le ho applicate semplicemente appunto inserendole nella sfera, non è necessaria colla o altro. Ho cercato di dare una logica al disegno, seguendo uno zig zag, ma potete andare anche random. L'effetto per me è molto carino e mi piace il rilievo delle stelline.

Vi starete chiedendo a questo punto come mai questo post sia così in ritardo o così in anticipo.
L'inghippo è stato per me proprio la reperibilità dei materiali.
Ho ordinato questa merce da Aliexpress l'11 novembre 2015, ma molte delle cose sono arrivate appunto a fine dicembre/inizi di gennaio.
Capite bene che non aveva senso parlarvene prima.
Quindi se volete fare queste decorazioni o qualcosa di simile e dovete ordinare da questo sito cinese, conviene partire in largo anticipo per non arrivare al 28 dicembre a star lì a fare decorazioni.
Ovviamente, se non volete impinguare i pomeriggi di Barbara d'Urso come genitori assassini e degenerati, non fate questi lavori con dei bambini piccoli che possono ingerire e soffocare con degli oggetti così piccoli.

E nulla miei cari, questo è tutto per il momento. Spero di avervi dato qualche idea, o anche solo uno spunto per i vostri DIY.
A presto!





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