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Vi dico la mia sui libri italiani più venduti

Sono trascorsi mesi dall'ultima volta in cui vi ho parlato di libri, ma nel mentre non ho smesso di leggere, anzi. Ho terminato tre diversi romanzi che sono stati dei successi in Italia e non solo, in vetta alle classifiche e base persino per farci delle serie tv. 
Nonostante però siano stati spesso in vetta alle classifiche, o vincitori di diversi premi, secondo me non tutto merita la stessa attenzione.

Milena Palminteri - Come l'arancio amaro


Genere: narrativa
Editore: Bompiani
Pagine: 448
Data di pubblicazione: giugno 2024
Prezzo: €19.00 / ebook €11.99


Dopo aver terminato La Portalettere di Francesca Giannone, ho voluto dare una opportunità ad un romanzo che è stato spesso accomunato a questo e mi riferisco proprio a Come l'Arancio Amaro di Milena Palminteri, accomunato da alcune caratteristiche. Si tratta infatti sempre di un'altra opera prima, definito da alcuni come un esordio tardivo (come se ci fosse una scadenza), e che ci porta ancora una volta in un'epoca passata, esattamente fra gli anni '20 e '60 del '900, e sempre a sud Italia, ma questa volta in Sicilia, nell'immaginaria Sarraca (ispirata a Sciacca).

Come l'arancio amaro gira intorno (altro elemento comune) a tre figure femminili, Sabedda, Nardina e Carlotta, che saranno destinate in qualche modo ad essere legate, seppur sono tutte e tre differenti e inevitabilmente destinate ad un ruolo e ad una sorte che non erano quelli speravano. Tre donne che dovranno in modo diverso lottare per poter sopravvivere, emanciparsi e trovare la loro strada e persino la verità sulla loro stessa vita. Ovviamente intorno a Sabedda, Nardina e Carlotta ci sono tanti altri personaggi, come la nobile famiglia Calangiosi, e Giuseppe Calascibetta detto zu' Pippino, un avvocato che suo malgrado (forse) si troverà a conoscere molti segreti. Sullo sfondo tanti eventi storici che hanno segnato la storia socio politica italiana.

Milena Palminteri ha affermato di aver impiegato cinque anni per scrivere il suo Come l'Arancio Amaro, ed in effetti è comprensibile: si tratta di un libro ricco, sia nelle descrizioni dei personaggi, che nella narrazione vera e propria, e appunto del contesto storico che nel mentre accade sullo sfondo e che si collega in parte alla storia stessa. Fatti reali che si legano a luoghi inventanti ma che risultano riconoscibilissimi, con una vicenda che non è poi così incredibile, se la contestualizza in quell'epoca.

La cura di Come l'arancio amaro si vede anche nella scrittura, ricercata e pensata, in italiano e anche in alcuni passaggi in dialetto siciliano, ma che non si è tradotta per me in una lettura difficoltosa. Tutto sommato è un romanzo scorrevole, per quanto ti faccia soffermare su ogni pagina. 
Purtroppo però, per quanto l'abbia trovato più appassionante ed originale de La Portalettere, non mi sono innamorato molto dei personaggi e della storia, come se non mi avessero suscitato particolari emozioni, né positive né negative. Purtroppo credo che ci sia un po' per tutto il romanzo una sensazione di inevitabile e di prevedibile che un po' smonta la sua carica, e sono solo pochi i momenti in cui mi ha davvero sorpreso.

Come l'arancio amaro è alla fine una saga familiare mossa da tre personalità femminili distinte (ma ce ne saranno anche altre meno centrali ed altrettanto efficaci), raccontate con i loro pregi e difetti, ma a cui non mi sono legato particolarmente nel lungo periodo, anzi sono ormai opache le sensazioni che mi ha lasciato il libro. Ho trovato poi un po' strana la figura dell'avvocato Calascibetta che sembra essere casualmente ovunque, un escamotage "facile" per darci una chiave ad ogni soluzione e un personaggio onnisciente. Un buon esordio tutto sommato, ma non il mio romanzo preferito.



Ilaria Tuti - Fiori sopra l'Inferno


Genere: Giallo/Thriller
Editore: Longanesi
Pagine: 368
Data di pubblicazione: Gennaio 2018
Prezzo: €13.99 / ebook €9.99


Il nome di Teresa Battaglia vi dice nulla? È la protagonista di una fortunata serie tv di Rai 1, interpretata da Elena Sofia Ricci, che si ispira ai romanzi di Ilaria Tuti, che da Fiori sopra l'Inferno ha creato una pentalogia proprio sulla sua investigatrice.
Teresa Battaglia è una profiler precisa ed esperta del suo lavoro, ma è anche una donna ruvida, spigolosa, sia per il mestiere che fa, che per il suo passato. Ma è anche una donna malata, che a fatica sta imparando a convivere con quella malattia che lentamente la confonde e le cancella la memoria. Eppure c'è un nuovo caso da risolvere per lei, una serie di omicidi nell'immaginario borgo di Travenì, sulle Dolomiti, dove le condizioni climatiche sono spesso difficili e la popolazione è restia ad aprirsi ai forestieri. 
Fra passato e presente, Battaglia dovrà impegnarsi più che può per evitare che quella scia di sangue prosegua.

Sì, sono stato un po' banale a raccontare la trama di Fiori sopra l'Inferno, ma è forse un po' il libro stesso ad avermi dato ben poco, ed ammetto che a distanza di tempo le mie impressioni sul primo romanzo di Ilaria Tuti sono più fredde delle valli dolomitiche.
Avevo voglia di tornare a leggere un buon thriller, perché era da un po' che mi ero allontanato dal genere ma purtroppo non è stato amore con la scrittrice friulana. Il suo stile di scrittura mi è risultato gradevole (per quanto si possa associare ad una storia di omicidi), e per essere una prima opera mi è sembrato che sapesse dipingere bene i luoghi e le atmosfere che fanno da sfondo alla sua storia. Uno stile comunque comprensibile e scorrevole, aiutato anche dal fatto che i capitoli sono brevi e passano dal passato al presente dando dinamismo. Il problema è stato proprio il contenuto, che non mi ha convinto del tutto. 

La vicenda di Fiori Sopra L'inferno mi è sembrato mancasse spesso di mordente e di quella sensazione di ansia che una storia del genere dovrebbe suscitare. Questo credo sia soprattutto derivato dal fatto che mi sono sentito un po' lasciato in disparte dalle indagini. Ci sono anche scelte poco originali e troppo facilone: le persone locali poco collaborative, la polizia del luogo che sottovaluta la vicenda e così via.
Dall'altra parte si finisce per provare poca simpatia ed empatia per la protagonista Teresa Battaglia: il fatto che ci venga presentata come una donna dal carattere duro e dall'aspetto poco curato, dovrebbe essere quasi un plus, un tratto distintivo, ma oltre ad essere un approcciò già usato in film e letteratura, finisce per risultare troppo supponente. A voler essere puntigliosi, questa scelta sembra sottintendere che una persona dall'aspetto più curato possa essere meno valida sul lavoro, ma sorvoliamo. 
I traumi della profiler l'hanno in qualche modo forgiata, ma non ne sappiamo nulla. Lo stesso vale per i personaggi secondari, come il suo assistente Marini, di cui conosciamo pochissimo. 

Sono arrivato alla fine di Fiori sopra l'inferno senza quel senso di soddisfazione per la risoluzione del caso, a causa anche di colpi di scena poco impattanti, e non mi è rimasto nulla di particolare che mi facesse venir voglia di proseguire con i casi di Teresa Battaglia.



Felicia Kingsley - Due Cuori in Affitto 



Genere: romanzo rosa, commedia
Editore: Newton Compton
Pagine: 351
Data di pubblicazione: maggio 2019
Prezzo: €3.50 / ebook €2.99

Volendo alleggerire un po' le cose, visto che per quanto non ne sia rimasto colpito, Fiori sopra l'Inferno parla pur sempre di morte, ho deciso di passare ad una delle scrittrici di romanzi rosa più lette in Italia, ovvero Felicia Kinglsey, al secolo Serena Artioli. Ho scelto Due Cuori in Affitto che sembra proprio l'inizio di una serie di best sellers sull'amore fra due protagonisti molto amati, Blake e Summer.
È proprio sulla loro prima conoscenza che si concentra il romanzo: a seguito di un malinteso, Blake, scrittore newyorkese, e Summer, aspirante sceneggiatrice californiana, si ritroveranno in una lussuosa villa negli Hamptons a trascorrere l'estate insieme ai rispettivi partner. Non sarà una convivenza semplice, visto che Summer e Blake non hanno nulla in comune, e ognuno è convinto che l'altro non abbia diritto a stare nella villa, ma gli eventi li faranno avvicinare più di quanto potessero immaginare.


Vi dicevo che cercavo qualcosa di più leggero di un thriller da leggere, ma mi sa che con Due Cuori in Affitto ho calcato un po' troppo la mano. Si tratta infatti di una tipica storia enemies to lovers già vista e rivista in tantissime rom com e romanzi rosa. Anzi l'impressione che ho avuto è che stessi proprio leggendo la sceneggiatura di un film romantico, sia per le battute fra i personaggi che per gli snodi narrativi davvero tipici di quel genere cinematografico.
Purtroppo Due Cuori in Affitto secondo me soffre di una grossa mancanza di originalità, anche nella prospettiva di un romanzo rosa, che per sua natura deve fornire al lettore una certa dose di dolcezza e di comfort. 

Per quanto abbia comunque provato simpatia per Summer e Blake, e non vi è dubbio che la loro sia un po' una fiaba contemporanea, quel tipo di relazione che un po' tutti vorremmo vivere, mi aspettavo qualcosa di più da un romanzo così noto. I personaggi secondari poi sono abbozzati e stereotipati, per cui è difficile avere un qualche interesse per le loro vicende. Ma quello che più mi ha pesato di Due cuori in affitto è la prevedibilità estrema di alcune situazioni e la scarsa credibilità di altre. 
Pur quindi trovando gradevole lo stile di Felicia Kinglsey, non ho voluto approfondire la lettura di altri suoi restanti romanzi e credo che tutta la prosopopea su Blake e Summer vada bene al massimo come lettura da sotto l'ombrellone.


Per adesso chiudo con i libri, ma conto di tornare molto presto a parlare delle letture che ho sul comodino.



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