mercoledì 16 giugno 2021

I film LGBT+ dell'ultimo periodo

Non mi sentite spesso parlare di film con personaggi e storie a tema LGBTQ+ e in effetti ammetto essere un mio limite: faccio fatica a trovarne che davvero mi soddisfino. Essendo una comunità a cui faccio parte da anni ormai, e che ho vissuto e vivo in maniera diretta e approfondita, mi riesce difficile trovare dei film in cui rispecchiarmi. Molto spesso infatti si cade in dei cliché datati e noiosi, o, dall'altra parte, sembra che i personaggi gay e lesbiche devono essere sempre coinvolti in chissà quale dramma senza fine, e sono pochi invece i prodotti che riescono a distinguersi in qualche modo. 
Proprio gli ultimi film che ho visto rispondono secondo me perfettamente a questa premessa: alcuni sono interessanti, altri evitabili.


Il ballo dei 41 (2020)


Ignacio de la Torre vede davanti a sé un divenire difficile ma luminoso: è fidanzato ufficialmente con Amada Díaz, la figlia del presidente messicano Porfirio Díaz, e, con un appoggio così potente, sogna di diventare governatore. C'è un lato che però Ignacio deve nascondere: è infatti un assiduo frequentatore del "club dei 41", un circolo privato in cui può vivere la propria omosessualità insieme ad altri uomini. Diventerà però il club dei quarantadue quando Ignacio porterà con sé Evaristo, un giovane impiegato di cui si è innamorato.
Il segreto di Ignacio pone in crisi il matrimonio con Amada, la quale vuole un bambino dal suo sposo, e, sopraffatta da dubbi e maldicenze, farà di tutto per smascherare il marito. Sarà l'epilogo per la sua carriera ma anche per la vita degli altri uomini del club.

Può sembrare una storia inventata, ma è invece un fatto realmente accaduto, passato alla storia proprio come il ballo dei 41, uno scandalo che travolse l'opinione pubblica messicana all'inizio del '900 quando quarantuno uomini, fra cui alcuni personaggi di spicco, furono scoperti travestiti da donne durante una retata a quella che doveva essere una festa privata. A mio avviso è proprio il contesto che rende questo film particolarmente forte: si parte da un fatto reale di omofobia, che fa parte della storia, ma che può essere generalizzato e trasportato fino ad oggi.


Infatti all'epoca in Messico, l'omosessualità non era ufficialmente un reato, ma con la scusa di venir meno al buon costume e al decoro, quegli uomini vennero imprigionati, e questo divenne un precedente per continuare a sopprime ogni forma di libertà in questo senso.
Tornando al film, Il ballo dei 41 mi è sembrato ben fatto, con una buona recitazione, e una ottima ricostruzione storica, ed il risultato è forte, crudo, ma sa essere anche molto delicato. È vero che la trama tende un po' a rallentare da circa metà film, ma non per questo mi ha annoiato, anche grazie alla regia, pulita e gradevole.
Credo si potesse dare anche maggiore dimensione ai personaggi, soprattutto alla storia fra Ignacio ed Evaristo, ma tolte queste imperfezioni minori credo che Il ballo dei 41 merita più di una chance.

Titolo Originale: El baile de los 41
Genere: drammatico, storico 
Durata: 93 minuti
Regia: David Pablos
Uscita in Italia: 12 Maggio 2021 (Netflix)
Paese di produzione: Messico
Voto 7


Maschile singolare (2021)


Già prima del suo arrivo su Prime Video, Maschile Singolare ha suscitato molta curiosità e un po' di chiacchiere sparse sul web, e io stesso ho voluto scoprire di cosa trattasse.
La storia è semplice: la vita di Antonio si stravolgerà quando il marito gli rivelerà che da tempo ormai frequenta un altro uomo, che non riesce più a guardarlo con gli occhi di prima e che è meglio se si separino. Per Antonio, disoccupato tra l'altro, si apriranno le porte della casa di Denis, suo affittuario, che lo aiuterà a sbloccarsi emotivamente e lo convincerà a darsi altre chance. Denis inoltre lo aiuterà a trovare lavoro e fra un flirt e l'altro, Antonio potrà finalmente cercare la sua strada.


I miei timori nei confronti del cinema italiano mi fanno sempre stare in allerta, e soprattutto mi fanno partire nella visione di qualunque film senza troppe aspettative. Parto col dire però che Maschile Singolare non mi è sembrato un film brutto: nonostante non abbia una trama particolarmente avvincente, non mi ha annoiato, è stato di compagnia, e qui e lì riesce anche a strappare un sorriso. 
Se però provi a scavare un po' più a fondo, in questa pellicola non ho trovato molto altro, anzi direi che lo spessore è quello di un foglio di carta. Per quanto ci provino infatti a non scadere nelle banalità e nello stereotipo, Maschile Singolare riesce poco a distinguersi da tanti altri film a tema LGBT e non.


È vero che alcune delle dinamiche raccontate sono realistiche, ed anche la storia fra Antonio e Lorenzo viene presentata in una piacevole accezione spontanea e naturale, ma dall'altro lato ci sono intere parti che secondo me danno ancora una volta una immagine troppo prospettica del mondo gay. Tutti i personaggi ad esempio seguono particolari canoni estetici, e la cosa comica è che cercano di far passare Antonio come il brutto anatroccolo della comitiva, ma in realtà è un ragazzo giovane e più che in forma. I suoi incontri via chat, tutti corrisposti tra l'altro, sono sempre con persone con le stesse caratteristiche.


Viene inoltre ancora perpetuato il fatto che quasi certamente degli amici omosessuali abbiano fra di loro rapporti fisici, come se non sapessimo distinguere i diversi livelli di affezione. 
Antonio mi è sembrato un personaggio molle: parte in un modo, e per trovare la propria strada decide praticamente di diventare un altro, creando a mio avviso un po' di confusione, come se la riscoperta emotiva debba necessariamente passare per quella sessuale, senza alcun approfondimento della sua sfera più intima. Denis è più interessante, coerente, ma il suo percorso è frammentario. Luca invece è come una latta dei biscotti: ti aspetti che dentro ci siano dolciumi e invece ci trovi ago e filo. 


In Maschile Singolare non c'è poi profondità: va bene l'intento di restare leggeri e non allungare troppo il film, ma le parti drammatiche mi sono sembrate davvero prive di emotività; dall'altro lato la comicità molto spesso è involontaria, e persino le battute di Michela Giraud non sono tutte riuscite.
Non credo che sia una occasione persa, perché di occasioni ce ne sono sempre molte e si possono creare se serve, inoltre penso che trovare un film del genere su una piattaforma (quasi) gratuita vada più che bene, ma diciamo che non avrei pagato il biglietto al cinema per vedere questo Maschile Singolare.

Genere: commedia 
Durata: 101 minuti
Regia: Alessandro Guida e Matteo Pilati
Uscita in Italia: 4 Giugno 2021 (Prime Video)
Paese di produzione: Italia
Voto 5.5





14 commenti:

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  1. Maschile singolare l'ho sentito nominare anche io, ovunque.
    Evidentemente hanno voluto subito dargli un'impronta social, da influencer ecc...
    Molto più intrigante la storia dei 41, fatto vero che NON conoscevo e che secondo me si presta a una lettura molto più profonda di quel che sembra: perché club esclusivo con GENTE DI ALTE CARICHE? Perché addirittura vestirsi da donna?

    Moz-

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    1. Credo anche io che per i temi trattati in Maschile singolare si siano rivolti ad un pubblico giovane e social.
      Per quanto riguarda Il ballo dei 41 credo di poterti rispondere: a quanto pare non erano tutti alte cariche, colonnelli e presidenti, ma sicuramente venivano da fasce più abbienti, perché ovviamente ad inizio '900 lo scarto sociale era molto alto. Il travestitismo e la disforia di genere sono è sempre esistiti, e questi circoli davano l'opportunità di poterli vivere apertamente e liberamente. Nel caso specifico della retata, pare fosse una festa a tema in cui più persone si erano travestite.

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    2. Ah, ecco... se era una festa a tema ok, altrimenti era un circolo per travestiti, non per omosessuali tout-court.

      Moz-

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    3. Sì, nel film viene raccontato bene, ma nel momento della retata si stava tenendo questa festa. Per questo sono stati anche sfortunati: li avessero trovati in abiti maschili, probabilmente non sarebbe successo niente

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  2. Tra questi penso di dover recuperare il primo, potrebbe seriamente piacermi. Grazie per la dritta!!

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    1. Fammi sapere se lo vedi Sara e cosa te ne pare!

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  3. Io purtroppo i pregiudizi non ce li ho solo per i film italiani, ma anche per quelli in lingua spagnola di Netflix. Temo sempre di trovarmi davanti simil-soap opera.
    Però, ora che me lo sdogani, la storia dei 41 mi intriga.

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    1. Capisco i pregiudizi e li condivido, ma non mi ha dato affatto l'impatto di soap opera, anzi mi è sembrato proprio fatto bene.

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  4. Scusami perché il film non l'ho ancora visto, ma Antonio è quello con la maglia a righe?
    E sarebbe un brutto anatroccolo?
    E' un po' astrusa come cosa, tra l'altro in Skam Italia rappresentava lo sciupafemmine della scuola. XD
    Comunque mi stupisce che ancora ci sia una divisione così netta del cinema gay in Italia, o quella totalmente enfatica e drammatica tipo Ozpetek oppure stereotipata e innocua come in questo caso.
    Probabilmente il tutto viene filtrato per essere reso il più comprensibile e accessibile all'utenza media.

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    1. Eh ci sono pure battute sul fatto che debba andare in palestra come se sia fuori forma. Non seguendo Skam non sapevo fosse lì.
      Che intendi per divisione netta?

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  5. Io sto finendo la serie inglese it's a sinn di cui mia figli ha curato la traduzione e l'adattamento al doppiaggio. È drammatica e molto toccante te la consiglio veramente.

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    1. Ciao e complimenti a tua figlia! È sicuramente una delle prossime serie tv che vedrò. Devo solo smaltire altro così nel mentre pubblicano tutte le puntate 😄

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  6. Il primo mai sentito prima, mentre il secondo da un lato mi incuriosisce, dall'altro temo potrebbe essere una mezza delusione... magari una sera davanti a una bella pizza, senza troppe aspettative... :)

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    1. Davanti ad una pizza e senza aspettative ti piacerà sicuramente 😄

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