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Serie tv promosse per tutti i gusti (e su tutte le piattaforme)

È arrivato il momento di fare il punto sulle serie tv che ho terminato negli ultimi mesi, e questa volta spaziano in una forchetta di tematiche e generi che credo possano accontentare un po' tutti. Dal fantasy al biografico, passando per il giallo, ed ognuna con i suoi pregi e qualche difetto. 


Tenebre e ossa
Shadow and bone
Prima Stagione
⭐⭐⭐🌠


Tratto dalla saga fantasy della scrittrice americana Leigh Bardugo, Tenebre e Ossa ci porta nel mondo fantastico di Ravka, una sorta di Russia zarista dove vivono creature particolari ovvero i grisha, che vengono addestrati per far parte dell'esercito per via dei loro poteri magici. Ravka vive una situazione particolare, infatti è divisa da una Faglia d'Ombra, un oscuro muro in cui abitano mostri che rendono il passaggio fra le due parti del paese molto rischioso e spesso letale. Una leggenda vuole però che soltanto un grisha particolare, chiamato Evocaluce, sarà in grado di abbattere le tenebre di questo muro magico. Proprio nel tentativo di superare la Faglia, la giovanissima Alina Starkov scoprirà il suo potere legato al controllo della luce, e da quel momento diventerà l'oggetto del desiderio di molti, ma anche una creatura da distruggere per altri.


Se amate i fantasy legati a romanzi e saghe letterarie, Shadow and Bone è la serie tv da recuperare, ed in effetti pare che sia entrata presto nella classifica delle più viste di Netflix. Ne capisco anche le ragioni visto che mi è sembrata ben fatta, con una buona realizzazione e una scrittura piacevole e avvincente (si usa ancora come termine?). L'incipit può essere un po' ostico, perché come sempre accade con queste serie fantasy, ci carica di personaggi, nomi, luoghi e cose da imparare a conoscere e seguire, ma nel giro di poco ci si raccapezza senza problemi. Tutte le linee narrative risultano secondo me comprensibili e riescono ad intrattenere alla stessa maniera. Credo che questo sia merito di una buona dose di colpi di scena messi nei momenti giusti che animano un po' la narrazione.


Gli effetti speciali e un gruppo di attori abbastanza bravi avvalorano il lavoro nell'insieme.
Tenebre e Ossa è rivolto ad una fascia di età intermedia di giovani, questo però non la va a declassare, seppur abbia alcune cose che per me potevano essere migliorate. Una su tutti i dialoghi, a volte un po' banali, specie se si entra in un ambito più romantico o personale. 
Ho trovato alcuni snodi narrativi un po' sempliciotti, probabilmente per snellire la narrazione e renderla più rapida, ma a discapito di una certa intensità di alcune situazioni.
Non si tratta per me di interi blocchi di errori grossolani, ma piccoli nei che ho trovato qui e lì nel corso degli otto episodi.

Tenebre e Ossa»: uscita, cast, trama. Cos'ha di speciale la nuova serie  fantasy Netflix? | GQ Italia

Da Game of Thrones a The Witcher, fino anche ad A Discovery of Witches e Stranger Things, Tenebre e Ossa ha raccolto paragoni illustri (più o meno), e questo secondo me fa capire due cose: da un lato che non spicca ad ogni costo per originalità (come se ad oggi si possa davvero creare qualcosa di unico), dall'altro che le è stato riconosciuto un certo valore e credibilità.
Qui vi parlo della seconda stagione. 



Dublin Murders
Prima stagione
⭐⭐🌠


Vado spedito su questo recupero che volevo fare da diverso tempo complice la mia voglia di tornare in Irlanda. Anche Dublin Murders, disponibile dal 2019 su Starz Play, è tratta da una saga di romanzi, gialli in questo caso, scritti da da Tana French. 
I cupi cieli di Dublino fanno da sfondo alle indagini dei detective Rob Reilly e Cassie Maddox, i quali si ritroveranno a dover scoprire l'assassino di una giovanissima ballerina. Il caso recente sembra anche riaprire le porte al passato traumatico di Rob, e ad un mistero risalente agli anni '80 e mai del tutto spiegato. Nel corso degli otto episodi, i due investigatori si ritroveranno quindi coinvolti su più fronti, che li coinvolgeranno anche da un punto di vista personale.


Sicuramente la mia trama non ha dato particolare lustro a Dublin Murders che in realtà reputo una buona serie tv crime, coinvolgente, a tratti cruda e diretta. Il cast è valido, convincente, la regia si muove bene e l'insieme è abbastanza apprezzabile. Una di quelle serie che secondo me sono adatte alla tv e che magari, pur non invogliando ad un avido binge watching, ti incuriosiscono fino alla fine. 
Vi accennavo che il percorso dei due protagonisti si sdoppierà, andando ognuno per strade diverse, aspetto positivo da un lato, perché dà maggiore respiro a delle indagini che possono risultare ripetitive.


Dall'altro lato però personalmente ho preferito la storyline di Rob, perché quella di Cassie mi è sembrata a tratti un po' inverosimile. In linea generale avrei preferito avessero asciugato alcuni punti della storia, per rendere la narrazione più scorrevole e dare maggiore enfasi ai colpi di scena.
Dublin Murders però si becca comunque due stelle e mezzo e credo che gli amanti del genere potrebbero trovarla interessante, seppur, anche in questo caso, non il prodotto più originale. Piccola nota a margine: la sceneggiatura è scritta da Sarah Phelps già sceneggiatrice della miniserie The ABC Murders.



Gentleman Jack - Nessuna mi ha mai detto di no 
Prima stagione
⭐⭐⭐


È tratta da una storia vera invece la vicenda di Anne Lister, raccontata in Gentleman Jack, che è stata trasmessa da LaF quest'anno (seppur risalga anch'essa al 2019). Ci spostiamo quindi nel biografico-storico, visto che Anne visse a cavallo fra settecento e ottocento, e tramite i suoi lunghissimi diari personali, scritti in codice, è lei stessa a raccontarci della sua vita straordinaria. Anne era lesbica, e lo era abbastanza apertamente, almeno per quanto fosse possibile esserlo per una donna in età Giorgiana. Non era infatti pensabile essere omosessuali alla luce del sole, ma era ciò che più desiderava e di cui non poteva fare a meno. Una donna in generale fuori dalla sua epoca, che amava viaggiare, studiare ed occuparsi attivamente delle sue proprietà terriere, tutte attività che erano prerogativa maschile.


Questa vita così particolare, specie se guardata in prospettiva, e la cura che è stata messa in Gentleman Jack, la rendono un'ottima serie da recuperare, specie per gli appassionati dei telefilm in costume.
Anne Lister è affascinante, impavida, forte, curiosa, sensibile, testarda, intraprendente, eccentrica forse, scaltra, intelligente, volitiva, estremamente cosciente, fragile a volte e potrei continuare ma se pensate che si tratta di una donna di inizio ottocento, è già tantissimo. E Gentleman Jack, con l'interpretazione di Suranne Jones, riesce a restituirci un ritratto completo e variopinto della sua protagonista, ma, come vi accennavo, nessuna di queste serie tv è perfetta.


Non sono rimasto del tutto soddisfatto dal ritmo della narrazione: so bene che le serie britanniche (in questo caso anglo statunitense) possono essere più lente, ma qui sembra un po' troppo voluto, risultando in certi passaggi ripetitiva. Infatti, quando gli serve accelerare il ritmo e renderlo più animato, come nelle ultime puntate, allora sanno farlo. Speravo che lo stile generale avesse il brio e l'ironia proprio degli ultimi episodi. 
Buona parte dei personaggi secondari mi sono sembrati inutili e posti in contesti già visti in decine di serie tv, o, in alcuni casi, inseriti come comic relief un po' fiacchi.
Ann Walker, compagna della diarista, che in realtà sarebbe comunque una comprimaria, mi è risultata "insipida e nevrotica e debole" almeno per buona parte della serie, esattamente come la descrive Anne in uno scatto di rabbia, e servono diverse puntate affinché si faccia accenno ai disturbi che pare avesse nella realtà.


Ci sono poi dei dettagli che non ho capito, come quando fanno affermare ad Anne Lister che l'omosessualità maschile non era uguale a quella femminile perché era illegale, quasi con leggerezza come se fosse corretto così. O ancora, speravo che la rottura della quarta parete fosse una prerogativa della protagonista, come segnale del suo essere oltre i tempi, come a rivolgersi a noi telespettatori del futuro in grado di capire cosa stesse passando. Poi ho visto che lo fanno anche altri personaggi e un po' ci sono rimasto male. 
Il mio responso su Gentleman Jack è assolutamente positivo, grazie anche alla ricostruzione storica impeccabile, ma speravo in un maggiore impatto, anche emotivo, e una maggiore freschezza.
La seconda stagione è già andata in onda in UK nel 2022, ma da noi è arrivata a Luglio 2024, ne ho parlato qui.






Ritorni "molto attesi" su Netflix, fra santi e finali (forse)!

Oltre alla terza stagione di LOL Chi Ride è fuori, ho avuto modo di vedere altre serie tv che sono state rinnovate per una seconda stagione. Sono molto diverse fra di loro, ma essendo uscite più o meno nelle stesse settimane e avendole viste nello stesso periodo, ve le beccate insieme. 


Sex/Life 
Seconda stagione

Quasi due anni fa la prima stagione di Sex/Life si era beccato critiche di tutti i tipi e in parte potevano essere condivisibili, ma dall'altra parte io l'ho apprezzata perché, sotto una veste indubbiamente leggera e friccicarella, c'erano anche intenti più profondi. Con l'arrivo però della seconda stagione, pubblicata su Netflix il 2 marzo di quest'anno, riprendiamo esattamente dal punto in cui ci avevano lasciati nel 2021.
La serie infatti vuole parlare di amore e sesso da un punto di vista femminile, e la sua protagonista, Billie (interpretata da Sarah Shahi), ci ha mostrato cosa accade se nella vita decidiamo di non accontentarci di una vita apparentemente perfetta, specie se sentiamo che ci manca qualcosa.
La ricerca di un amore più solido e di una sessualità più intensa hanno portato Billie a mettere in discussione il suo matrimonio, e provare a ricominciare una nuova vita con il suo ex di sempre Brad, ma le cose non hanno comunque funzionato. E così arriviamo alla seconda stagione, che vede Billie ancora ferita dal passato ma pronta a provare nuove emozioni e mettersi in discussione.

Sex/Life 2 non mi è piaciuta tanto quanto la prima stagione, ma è stata un buon proseguo alle varie storyline che avevamo imparato a conoscere ed anzi ci ha dato qualche approfondimento in più su altri personaggi, come Sasha, la migliore amica di Billie, che questa volta riesce ad mostrarci anche parte del suo vissuto. È forse più questo personaggio secondario a raccontarci la dicotomia fra lavoro e vita privata che molte donne devono affrontare. 

La nostra eroina Billie è invece ormai più avviata nella sua carriera accademica, quindi vuole rimettere in sesto la sua vita privata, con una separazione da gestire, e la voglia di mettersi al centro. Il suo percorso in questa seconda stagione, pur dovendo essere il perno di tutto, risulta un po' affrettato, complice sicuramente i due episodi in meno rispetto al primo capitolo, ma forse anche l'impossibilità di aggiungere altre avventure al suo vissuto.
Ci sono comunque tante facilonerie nel corso di tutta questa seconda stagione di Sex/Life, ma anche la protagonista fa da aggancio per toccare altri temi, come la solidarietà femminile. 


Ci sono stati infatti diversi passaggi che avevano bisogno di essere raccontati con maggiori dettagli e dinamiche differenti, che non risultassero a volte anche risibili. Cooper ad esempio, il marito di Billie, non ne esce benissimo, è forse anche il personaggio che viene trattato peggio, ma c'è un però.
Infatti Sex/Life 2 ha un epilogo che funge praticamente da finale per la serie, quindi non restiamo con storie in sospeso perché tutti i protagonisti hanno trovato la loro strada. In effetti non ci sono conferme per una terza stagione ma io credo vada bene così.

Questa seconda stagione comunque mette in atto colpi di scena più o meno riusciti, e si è lasciata seguire volentieri.
Sex/Life non resterà nella storia come una delle migliori serie tv sui rapporti interpersonali e amorosi, ma l'ho trovata comunque come un tentativo di raccontare il sesso e la vita con onestà e attraverso una protagonista che non è una eroina perfetta ma una donna "comune" con pregi e difetti. 


Tenebre e Ossa 
Seconda stagione


Dopo due anni dal primo ciclo di episodi il 16 Marzo è tornata su Netflix la saga fantasy tratta dai romanzi di Leigh Bardugo, che ci riporta al Grishaverse dove la nostra santa Alina si sta ancora battendo per distruggere la faglia e soprattutto Aleksander l'Oscuro, che è sopravvissuto (mica vi aspettavate che schiattasse bell'e buono). Non sarà (ovviamente) una strada rettilinea, ma attraverserà diversi ostacoli: Alina, accompagnata dall'innamorato Mal, infatti dovrà trovare un amplificatore (anzi due) che la aiuteranno a potenziare la sua forza e poter arrivare al suo obbiettivo. Fra una fuga e l'altra finiranno per conoscere l'ambiguo corsaro Sturmhond, che però presto si rivelerà tutt'altra persona.
Dall'altro lato seguiamo ancora la strada dei Corvi, che avranno anche loro delle inattese difficoltà da affrontare, ma anche confrontarsi ognuno col proprio passato e i propri traumi.


A distanza di tutto questo tempo non ho recuperato i libri da cui è tratto Shadow and Bone, per cui la mia recensione non può fare un confronto, so però che i creatori della serie tv Netflix hanno fatto confluire in un'unica stagione le storyline di due diversi romanzi, e questo spiega molte cose.
Parto col dire che Tenebre e Ossa 2 mi è piaciuta, perché credo raggiunga tutti gli obbiettivi che una serie tv fantasy dovrebbe avere: il microcosmo che hanno creato è sfaccettato e interessante, la serie si segue con estremo piacere, è avvincente, c'è la parte romantica, che forse risulta più adolescenziale, ma dà qual sapore in più alla storia, c'è tanta avventura e qualche colpo di scena che ravviva il ritmo. C'è poi una buona messa in scena, dei bei costumi, una CGI che risulta abbastanza credibile dove viene piazzata. 


C'è stato poi l'approfondimento di alcuni personaggi, come vi accennavo per quanto riguarda i Corvi, ma lo stesso Oscuro mi è sembrato ben strutturato, pur restando più defilato in questa stagione, perché non ci viene presentato come malefico tal quale, ma come una creatura tormentata, che crede davvero al fatto che il fine giustifichi i mezzi.
O ancora, ho apprezzato come sono stati introdotti nuovi personaggi in questa seconda stagione di Tenebre e Ossa.
Quel che a me, che non ho una conoscenza particolare dei libri, è piaciuto meno è stata la mancanza di approfondimento, o meglio di una costruzione delle circostanze che portano ad una determinata risoluzione: è come se certi passaggi fossero messi a caso, o accadano perché "così deve essere", senza una reale ragione.


Non tutti i personaggi poi hanno trovato una apertura e uno sviluppo particolare all'interno della storia: penso soprattutto a Mal che spesso sembra un cagnolino che segue la sua padrona. Ma tutte le dinamiche romantiche, come dicevo, mi sono sembrate semplicistiche. Assurdo secondo me ad esempio quello che accade fra Genya e David, assolutamente non necessario, ma inserito solo per una drammatizzazione delle vicende.

Non ho amato moltissimo, ancora una volta, i dialoghi, che spesso mi sembrano troppo poco curati.
Tenebre e Ossa secondo me non ha mai avuto la precisione delle grandi saghe fantasy a cui abbiamo assistito (penso ad esempio a Game of Thrones), ma sa essere convincente e credo che chiunque, anche persone non così legate al genere, la possano apprezzare.
La serie tv è stata cancellata da Netflix alla seconda stagione. 



10 Serie TV da vedere prima di addentrarci nel 2022

Il 2022 è appena iniziato, ma mi sembrava carino, prima di lanciarci nel traffico delle nuove uscite, dare un'occhiata agli specchietti retrovisori per scovare quelle serie tv che ci siamo lasciati alle spalle nel corso del 2021, ma che meritano un eventuale recupero. Ne ho raccolte 10 che mi sono piaciute e non sono necessariamente le migliori in assoluto, né si tratta di una vera e propria classifica, ma ognuna ha un motivo (o più di uno) per essere vista se non l'avete ancora fatto.


Omicidio a Easttown (Mare of Easttown)


Kate Winslet veste i panni di Marianne "Mare" Sheehan, una poliziotta alle prese con delle indagini particolarmente complicate per quanto riguarda un omicidio accaduto nella cittadina di Easttown. Ma Mare è anche una donna con un vissuto faticoso, per cui la protagonista dovrà barcamenarsi su più piani.
Omicidio ad Easttown è una serie tv ben recitata, ben strutturata e diciamo quasi un classico nel suo genere, pur essendo calata nei giorni nostri. Si segue con piacere e, se non l'avete ancora fatto, farà al caso vostro se amate il genere crime. Nonostante il successo, non c'è la conferma di una seconda stagione, ma tranquilli perché gli episodi portano ad una conclusione.  Qui ne raccontavo i pregi (e qualche piccolo difetto).



Belgravia 


Vi piacciono le serie tv in costume e cercate qualcosa che colmi il vuoto magari in attesa di The Gilded Age e del secondo film di Downton Abbey? Allora dovreste vedere Belgravia, sempre del prolifico Julian Fellowes, che ha creato un piccolo gioiellino. Una miniserie quasi completamente al femminile (o per lo meno sono le donne la spinta), anche questa con una sua conclusione e una storia che si muove su più livelli e diversi periodi storici. Bellissimi costumi e paesaggi fanno da cornice, ma qui vi racconto ben cinque motivi per vedere Belgravia



Firefly Lane - L’estate in cui imparammo a volare


Firefly Lane
è una bella serie che Netflix ha proposto lo scorso Febbraio, e anche in questo caso il Girl Power la fa da padrone. È la storia di una amicizia fra due donne che dura praticamente in tre diversi decenni, e nel corso degli episodi ovviamente scopriamo gli alti e i bassi del loro rapporto, oltre ad alcuni momenti del vissuto delle protagoniste. Ovviamente L’estate in cui imparammo a volare non è esente da imperfezioni, ma si lascia guardare volentieri, è scorrevole e coinvolgente. La sua seconda stagione è stata confermata, ma se vi va di sapere di più del primo capitolo di FireFly Lane, andate qui.


It's a Sin


Dolorosa ma importante, It's a sin è una miniserie sicuramente da vedere. Ci porta a scoprire infatti la prima ondata di AIDS che colpì principalmente la comunità LGBTQ nei primi anni '80 a Londra, attraverso gli occhi di 5 ragazzi giovanissimi. Sicuramente i toni si fanno più seri, l'intensità e l'emotività non mancano, si cade in qualche stereotipo, ma è una serie tv appassionante ed è impossibile non affezionarsi ai protagonisti. Ho approfondito la mia recensione qui.


Foodie Love


Ancora mi sconvolge che non si parli abbastanza di Foodie Love, che è stata a tutti gli effetti una delle serie tv che ho preferito nel 2021, e ve ne avevo parlato qui insieme ad altri prodotti che mi erano piaciuti. Oltre al fatto che è disponibile gratuitamente su RaiPlay, ha tutte le carte in regola per essere messa alla pari di titoli più chiacchierati. La storia, seppur romantica, del rapporto di Lui e Lei mi è sembrata realistica, dolce ma non stucchevole, vivida e coinvolgente fra luci ed ombre di una relazione che, come spesso accade, ha i suoi momenti più forti ed altri più complessi. Assolutamente da vedere.



Bridgerton


Sono fra coloro a cui Bridgerton è piaciuto, pur riconoscendone la leggerezza, la frivolezza, e l'assenza di una coerenza storica. Infatti lo sfondo ottocentesco è solo un ambiente diverso per parlare di storie d'amore, di amicizia, di famiglia. Un misto fra Jane Austen e Gossip Girl l'avevo definita nella mia recensione, e confermo a distanza di tempo questa idea. Una serie tv per staccare, ma godendosi una messa in scena curata, attori molto belli e una storia da seguire senza stancarsi troppo. La seconda stagione di Bridgerton dovrebbe uscire il 25 marzo 2022, quindi siete in tempo per un rewatch. Io sono molto curioso perché il protagonista del nuovo ciclo di episodi dovrebbe essere Anthony Bridgerton, e sappiamo già che una terza e quarta stagione sono in programma. 



Tenebre e Ossa (Shadow and Bone)


C'è invece ancora tempo prima che esca la seconda stagione di Tenebre e Ossa, che sembra arriverà nell'autunno 2022 (o forse anche dopo), ma intanto ci sono otto bei episodi che vi aspettano su Netflix. Se mi seguite saprete che non sono un grande appassionato di fantasy, anzi, eppure questa serie tv, che era stata persino paragonata a Game of Thrones, mi ha convinto: è ben realizzata da un punto di vista tecnico, la ricerca e la scoperta di questo "evocaluce" in grado di distruggere l'oscura faglia, è avvincente ma non troppo intricata da seguire, anzi risulta equilibrata nei vari filoni narrativi. I personaggi sono abbastanza ben strutturati e non mancano l'azione e i colpi di scena. Potete fare un salto alla recensione completa se vi servono altri motivi per recuperarla. 


Ginny & Georgia


Ironica, leggera, ma con qualche twist più drammatico e cupo, Ginny & Georgia è un recupero necessario soprattutto per i nostalgici de Una Mamma per Amica, ma non solo. Come vi raccontavo nella recensione completa, credo infatti sia perfetta per un pubblico trasversale di giovani e meno giovani, con tante tematiche attuali di sottofondo, ma senza mai sfociare nel drammone senza fine. Niente quindi riflessioni sociologiche così profonde da non far dormire la notte, ma Ginny e Georgia si segue molto volentieri, fa sorridere e, pur non essendo la miglior serie tv del 2021, riesce a distinguersi dalla serie a cui tutti (io stesso) l'abbiamo paragonata. Per la seconda stagione non manca moltissimo, dovrebbe arrivare su Netflix a febbraio



Sex/Life 



Lo so che molti l'hanno detestata, ma continuo a pensare che Sex/Life, fra battute ironiche, momenti friccicarelli, e qualche buono spunto, sia una di quelle serie di compagnia da tenere in considerazione. Molti si sono soffermati sullo sfondo sessuale, ma, come vi raccontavo qui, secondo me è pur sempre la storia di una donna libera che, coerentemente, vuole vivere una vita personale ed affettiva piena, ma è attratta emotivamente da due uomini completamente diversi. Ne ho riconosciuto i limiti, se questa fosse una classifica probabilmente l'avrei messa all'ultimo posto, ma penso che Sex/Life sappia intrattenere. Se è stata confermata per una seconda stagione, significa che non lo penso solo io (spero).


L'assistente di volo - The Flight Attendant 


Era estate quando ho visto L'assistente di volo, che mi ha convinto sin da subito grazie ad un ritmo concitato, ad alcuni colpi di scena, e grazie ad una commistione di emozioni diverse. Si passa dalla sagacia dei dialoghi, al dramma dell'infanzia di Cassie, la protagonista, fino alla svolta thriller, data dal mistero da risolvere. Secondo me una serie tv interessante, ben interpretata e che riesce a coinvolgere senza annoiare da inizio a fine. Anche The Flight Assistent ha una seconda stagione che dovrebbe arrivare su Sky nel corso del 2022. Qui la recensione approfondita. 



Il 2021 è stato un anno pieno di serie tv piacevoli, ma sicuramente me ne sono perso tantissime. Se vi va fatemi sapere le vostre 10 da recuperare assolutamente.




Nuovi film al cinema: storie interessanti, ma potevano essere raccontate meglio?

Non essendoci al momento, al cinema, titoli che attendevo con particolare curiosità, ho deciso di puntare su alcuni film che mi attiravano un po' meno, ma che promettevano comunque di raccontare storie interessanti.
Potevano però farlo meglio? In parte credo di sì.


Le assaggiatrici (2025)


Genere: storico, drammatico
Durata: 123 minuti
Regia: Silvio Soldini 
Uscita in Italia: 27 Marzo 2025 (Cinema)
Paese di produzione: Italia, Belgio, Svizzera

Tratto dal romanzo dall'omonimo romanzo di Rosella Postorino, Le assaggiatrici attinge da una storia vera ma che fino ad un decennio fa non era ancora conosciuta.
Fu l'ultima superstite, Margot Wölk, a raccontare cosa accadeva vicino alla "Tana del Lupo" nell'autunno del 1943. Durante il Terzo Reich sembra infatti che Hitler avesse assunto un gruppo di giovani donne tedesche, in buona salute, per assaggiare il suo cibo, ed evitare che venisse avvelenato.
In un periodo difficile come la guerra, avere un pasto caldo e magari ben cucinato era un lusso per pochissimi, ma quelle donne vivevano un vero calvario: dopo aver assaggiato i pasti che sarebbero andati al Fuhrer dovevano attendere eventuali reazioni avverse per una lunga un'ora sotto la rigida sorveglianza dei soldati, e non potevano rigettare quel cibo in alcun modo.

In Le Assaggiatrici, Margot diventa Rosa, interpretata da Elisa Schlott, una giovane donna che attende che il marito ritorni dal fronte, mentre vive ogni giorno l'ansia di poter morire avvelenata.

Se amate i film storiografici non c'è alcun dubbio sul fatto che Le Assaggiatrici vada visto, sia perché racconta una vicenda affascinante, sia perché lo fa in modo comprensibile. Il film di Silvio Soldini è infatti è facile da approcciare, e vanta una ricostruzione ottima dell'epoca, degli ambienti ed un cast femminile azzeccato. La scelta di una fotografia fredda e desaturata, per quanto prevedibile, è la più giusta per queste vicende.

Di fianco a questo racconto efficace, il film ci dà anche dei margini per alcune riflessioni, sia per quanto riguarda la solidarietà femminile che si creerà fra Rosa e le assaggiatrici, in particolare Elfriede (Alma Hasun), sia la ricerca di una qualche forma di normalità in un contesto che normale non è. Rosa infatti si ritroverà a rivivere l'amore, ma capiterà purtroppo con chi fa parte di quel sistema che in fondo la tiene prigioniera.

Questa semplicità però spesso sfocia nella banalità, nella prevedibilità e nell'incapacità de Le Assaggiatrici di non sembrare uno dei tanti film di guerra che sono stati prodotti a iosa negli anni. Ma soprattutto il ritmo è spezzettato sia dai costanti stacchi di nero, che ci avvisano dell'anno in cui ci troviamo, e che alla fine mi hanno solo suscitato fastidio, sia dalla mancanza di un vero e proprio crescendo. Rosa e le sue "colleghe" giustamente cercano un minimo di umanità e quotidianità in un contesto come dicevo di pericolo e tensione, ma questo fa sì che non si avverta mai del tutto questo stato di ansia e oppressione. 

Soldini, un po' come ne La Zona d'interesse, non ci mostra mai l'orrore della seconda guerra mondiale, anche se brulica intorno alle protagoniste, ma non riesce a essere puntuale e creativo come Jonathan Glazer. Le assaggiatrici mi ha lasciato poi qualche dubbio su alcuni passaggi della storia, che non credo vengano mai chiariti del tutto, non riuscendo quindi ad emergere fra i film di genere.



Il critico - Crimini tra le righe (2023)


Titolo originale: The Critic
Genere: thriller

Durata: 110 minuti
Regia: Anand Tucker
Uscita in Italia:  3 aprile 2025 (Cinema)
Paese di produzione: UK

Mi sposto più o meno un decennio prima rispetto a Le Assaggiatrici, con Il critico, che mi aveva attirato a sé con un cast notevole.

Siamo a Londra, appunto nel 1934, e conosciamo Jimmy Erskine (un Ian McKellen che ancora riesce ad oscurare i suoi colleghi), critico teatrale del The Daily Chronicle dalla penna affilatissima, molto temuta da tanti attori. Lo sa bene Nina Land (Gemma Arterton), una bella e promettente attrice, seppur non di eccezionale talento, che però non è affatto sostenuta dalle cattivissime recensioni di Erskine. Tuttavia le cose si capovolgono: il critico è infatti un amante della bella vita e soprattutto omosessuale, e non fa poi troppo per nascondere queste sue tendenze, ma la sua sorte sta per cambiare. Il giornale per cui lavora infatti è passato nelle mani del più rigido e meno tollerante David Brooke (Mark Strong), che decide di licenziare Erskine a seguito di un suo arresto. 
Le ombre del fascismo si stanno espandendo in Europa e a Londra l'omosessualità è ancora considerata un reato penale, ma Jimmy ha ancora un asso nella manica e userà Nina per riavere il suo posto di lavoro.

Il critico è uno di quei film che si lascia guardare senza troppa fatica, grazie soprattutto alla messa in scena ricca e ad un cast con nomi che un po' tutti conosciamo, come Lesley Manville, Ben Barnes (Tenebre e Ossa) ed Alfred Enoch (La Coppia della porta accanto).
Anche in questo caso un punto di forza è la fotografia cupa ma elegante, tipica del noir specie se ambientato in quegli anni.
È un thriller d'epoca che tutto sommato funziona, con una durata giusta per la storia che racconta, ma che non ha una potenza cinematografica particolare.

La trama infatti poteva essere un po' più coincisa, ma soprattutto non riesce mai a sfruttare quella ambiguità, quel fascino del male che invece una vicenda del genere, con questo protagonista, avrebbe dovuto avere. Jimmy Erskine è infatti un uomo a tratti spietato, arrivista, e il film stesso sembra suggerire che non essendo riuscito a diventare un attore di successo, abbia preferito la strada delle distruzione delle carriere altrui. Come dicevo Ian McKellen intrepreta benissimo questo ruolo, ci sguazza proprio senza però diventare una caricatura.


Il fatto è che però Il Critico tenta di essere un po' troppe cose: un thriller, una denuncia verso il mondo della critica teatrale viziata da pregiudizi, e un dramma.
Ma proprio per questa confusione d'intenti, il film finisce per non riuscire davvero in nessuno di questi aspetti, soprattutto perché, almeno per me, non è riuscito a creare un vero coinvolgimento emotivo, nemmeno nei momenti di maggiore tensione.

Credo che poi avrebbe giovato dare più spazio anche agli altri personaggi, che invece restano molto piatti e funzionali all'evoluzione della storia. In generale Il Critico mi ha dato l'impressione di un film più datato: è vero che è arrivato da noi con due anni di ritardo, ma proprio il suo sviluppo, alcune inquadrature, mi hanno dato l'idea di un film che potrebbe essere già in replica in televisione.
In definitiva The Critic non è affilato tanto quanto il suo protagonista, non riesce a creare qualcosa che lo distingua da altri thriller, e secondo me, se proprio vi suscita curiosità, gli basta una visione casalinga dalla poltrona di casa. 




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