Commedie sentimentali Netflix, promosse e bocciatissime

Ho voluto dare una chance a due delle commedie sentimentali proposte da Netflix di recente, una delle quali è persino italiana, quindi uno sforzo doppio (si scherza ovviamente), per avere un po' di leggerezza, e magari qualche risata. Non posso dire che la mia missione sia stata compiuta al 100%, ma posso dire che promuovo uno di questi film, mentre devo bocciarne un altro. 


Da me o da te (2023)


Titolo originale: Your Place or Mine
Genere: commedia
Durata: 109 minuti
Regia: Aline Brosh McKenna
Uscita in Italia: 10 febbraio 2023 (Netflix)
Paese di produzione: USA

Debbie (Reese Witherspoon) e Peter (Ashton Kutcher) sono due amici di vecchia data, che hanno però mantenuto il loro rapporto nonostante vivano a chilometri di distanza l'uno dall'altro e soprattutto abbiano stili di vita completamente differenti. La prima abita a Los Angeles con una sua routine ben inquadrata, è appassionata di scrittura e soprattutto ha un figlio adolescente; Peter invece è il tipico uomo d'affari di New York sempre indaffarato e con una vita frenetica. Per aiutare l'amica a seguire un corso proprio nella Grande Mela, Peter deciderà di prestare la sua casa a Debbie e di trasferirsi a casa sua per una settimana e badare al figlio.
Questo permetterà ad entrambi di entrare l'uno nella vita dell'altro, di conoscersi meglio, specie in quegli aspetti più privati che il rapporto a distanza aveva celato.

Quando ho scelto di vedere Da me o da te sono partito con l'idea di vedere una tipica rom-com che con un cast di nomi noti potesse essere carina per passarci una serata. La verità è stata però ben più amara, perché, oltre ad essere ovviamente estremamente prevedibile e banale, anche all'interno del suo genere, Your Place or Mine è semplicemente una perdita di tempo che non lascia nulla allo spettatore. 
Ad una storyline che poco brilla di spunti interessanti, si aggiunge un ritmo che arranca, specie quando si arriva nella parte centrale del film, ma soprattutto una durata, che sfiora le quasi due ore, eccessiva per questa tipologia di storia e narrazione. 
Purtroppo infatti sono pochissimi i momenti in cui il film mi ha coinvolto davvero, anche solo con un sorriso o un dialogo vagamente più riflessivo. Per il resto è l'assistere ad una serie di immagini poco accattivanti.

La coppia Witherspoon - Kutcher a mio avviso non funziona proprio benissimo: è vero che è rincuorante vedere degli attori ultra quarantenni fare i protagonisti in questo genere di pellicole, ma vuoi per lo stile proprio di Da me o da te, vuoi per come vengono sviluppati (cioè poco), vuoi perché proprio non c'è granché sintonia fra i due, alla fine non si sente la magia che ci si aspetta almeno dalle coppie di film romantici. Sembrano messi lì più per attirare il pubblico che per una reale efficacia di coppia.

Funzionano meglio i comprimari, soprattutto Jesse Williams e Zoë Chao, che dimostra sempre una certa capacità di passare dal drammatico al comico risultando credibile. 
Per quanto possa risultare confortante come genere, credo possiate dedicare meglio il vostro tempo che guardare questo film Netflix.



Era ora (2022)


Genere: commedia, drammatico
Durata: 109 minuti
Regia:  Alessandro Aronadio
Uscita in Italia: 16 marzo 2023 (Netflix)
Paese di produzione: Italia

Dante (Edoardo Leo) è sposato con Alice (Barbara Ronchi), ma i due, nonostante l'amore, non si trovano più. Dante infatti è sempre preso dal lavoro, un ritardatario cronico per questa sua mania di voler fare quante più cose possibile, perdendosi anche momenti importanti della sua vita. Alice invece è una pittrice, vive in maniera più pacata, più legata alle cose che davvero contano.
Succede però una cosa particolare: il giorno del quarantesimo compleanno di Dante, l'uomo si addormenta dopo essere arrivato in ritardo alla sua festa di compleanno, ma si risveglierà esattamente un anno più tardi, quando la sua vita sarà già diversa. Inizierà così un loop che lo porterà sempre più avanti di un anno, con cambi radicali della sua quotidianità che a primo impatto confonderanno Dante, ma che gli insegneranno un grande messaggio.

Pare essere l'adattamento del film australiano Long Story Short (che non ho visto), e sembra che Era Ora si sia fatto notare su Netflix come uno dei prodotti in lingua non inglese più visti all'estero, e posso anche capirne le motivazioni. Infatti si tratta di un film che, seppur non abbia nessuna caratteristica originale o così nuova da poter attirare l'attenzione, funziona perché contiene entrambi gli elementi funzionali di una commedia. Ci sono infatti le battute più comiche, che fanno sorridere, ma ci sono anche i momenti più drammatici, più di riflessione, perché Era ora ha appunto un messaggio importante di fondo: dobbiamo imparare a vivere il momento, il presente, perché il tempo ci scorre fra le dita, e presto potremmo rimpiangere tutte le cose che abbiamo lasciato indietro.


Un bel messaggio indubbiamente, condivisibile, ma è vero che al giorno d'oggi, la verità sta nel mezzo: è vero che il nostro lavoro, ad esempio, non può essere il centro della nostra esistenza, ma è anche vero che è necessario, e soprattutto a volte siamo obbligati a fare delle scelte, perché non sempre si può avere tutto, e siamo in una realtà che, non sempre per fortuna, ce lo impone. 
Era ora offre comunque un buon spunto di riflessione, ma soprattutto diventa credibile nel far passare l'idea che il tempo sprecato non può magicamente essere recuperato.
Anche in questo caso devo però ammettere che la parte centrale del film risulta un po' fiacca. Ho trovato invece maggiore chimica fra Edoardo Leo e Barbara Ronchi, sebbene non ho visto queste scintille che mi è capitato di leggere in giro. La stessa Alice ad esempio non mi sembra sia approfondita come forse necessita una comprimaria. 
Il risultato è quello di un film gradevole, promosso, ma non così perfetto o fenomenale. 


Vi presento onSUN di Officina Naturae, la nuova linea solare ecobio 🌞

Per l'arrivo della bella stagione e soprattutto dell'estate, Officina Naturae ha pensato di ridare nuova vita alla sua linea di solari lanciando onSUN, una gamma completa di prodotti per l'esposizione solare e per trattare la pelle dopo di essa.
OnSUN è infatti composta (per il momento), da 10 prodotti fra cui:

  • 4 protezioni solari, per viso, corpo e bambini
  • il Doccia Shampoo Liquido Doposole
  • il Doccia Shampoo Solido Doposole
  • la Crema Fluida Doposole Lenitiva
  • il Burro Corpo Doposole Solido
  • l'Olio Solare Protettivo Capelli 
  • l'Acqua Solare Rinfrescante Spray
Ancora una volta Officina Naturae ha pensato sia a creare delle formulazioni a basso impatto ambientale, scegliendo filtri minerali (esclusivamente ossido di zinco) non nano per le protezioni solari, e packaging con materiali più consapevoli, come alluminio, bioplastica, plastica riciclata post consumo e cartone da foreste controllate. 


Grazie all'azienda ho potuto proprio conoscere più da vicino alcune referenze, fra cui un solare e due doposole, per cui vediamoli più in dettaglio e vi dico la mia.




INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €16.90
🏋 75ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001


Forse è il prodotto onSUN che più mi incuriosiva e che penso susciti maggiormente il vostro interesse, ed in effetti questo solare viso e corpo con SPF 50 sarà per me un ottimo alleato questa estate. 
È composto, come vi anticipavo, di soli filtri minerali, ovvero ossido di zinco non nano, offrendo una protezione UVA e UVB, ma questo filtro è affiancato anche da una sorta di booster del fattore SPF ovvero l'estratto di semi di Pongamia Pinnata, che con la sua va a supportare proprio il fattore protettivo UVA. 

In più troviamo l'estratto di cassia alata, che con la sua alta concentrazione di flavonoidi, aiuta a proteggere dallo stress ossidativo e quello di carota, che oltre ad essere anti ossidante, con la presenza di betacarotene, dovrebbe stimolare naturalmente l'abbronzatura.
Officina Naturae ha aggiunto anche prebiotico di linfa di vite proveniente dalle colline emiliane, che si prende cura del microbiota cutaneo, aiutando la pelle a funzionare al meglio.
Non è stata invece aggiunta alcuna profumazione, così da rendere il prodotto più affine alle pelli sensibili.


La particolarità di questa crema solare SPF 50 sta nel fatto che l'azienda ha aggiunto un leggero pigmento affinché non si palesi troppo la tipica scia bianca che danno i filtri fisici. Mi è stato chiesto su Instagram, e immagino possa essere una curiosità comune, se avesse un qualche effetto coprente, ma appunto i pigmenti aggiunti sono molto leggeri, non è un effetto fondotinta, servono solo a rendere il bianco dello zinco meno ovvio e palese. Questa crema solare onSUN infatti ha una scia bianca quando la si va a stendere, ma una volta che si va a lavorare sulla pelle e la crema si assorbe, questa patina sparisce. È possibile che una pelle molto scura o molto abbronzata noti comunque un leggero alone, è purtroppo il problema dei filtri fisici, ma su di me è assolutamente portabile.

La temporanea scia bianca secondo me è un plus perché ci aiuta a capire se abbiamo steso il prodotto in modo omogeneo.
Il miglior modo per applicare questa crema, come suggerisce la stessa Officina Naturae è quello di stendere la crema poca per volta, fino a raggiungere la quantità necessaria per ottenere la protezione corretta. E stenderla è comunque facile, non è di quelle creme che fa attrito sulla pelle.
La cosa che mi è più piaciuta è che non si avverte sulla pelle, soprattutto sul viso, e risulta sin da subito piacevolmente idratante, ma appunto non pesante.


Per me, come vi anticipavo sarà perfetta per le giornate al mare, ma meno per la vita di tutti i giorni per due ragioni in particolare. Infatti questa crema solare ha un finish un po' lucido, che potrei opacizzare, ma ho già altri prodotti che non hanno bisogno di accortezze, ma soprattutto ho notato che ha una leggera resistenza all'acqua, aspetto che non mi serve per la vita di tutti i giorni.

Officina Naturae non la presenta come water resistant, ma ho notato che una volta sulla pelle non si scioglie semplicemente con l'acqua, ma va lavata via con un detergente, e magari con una doppia detersione. Per queste ragioni, oltre al fatto che si tratta di una formulazione che cerca di essere più gentile con l'ambiente, la userò molto di più nelle giornate al mare. Inoltre il formato è perfetto per i viaggi in aereo e non occupa troppo spazio in borsa.

Sul viso come vi dicevo, l'ho usata comunque volentieri, perché non è pesante, non mi ha dato fastidio agli occhi e non mi fa sudare né mi ha creato impurità. In generale mi piace che non secchi la pelle, ma la lasci morbida una volta rimosso.
La Crema Solare onSUN credo sia perfetta proprio per chi vuole una protezione efficace e naturale, e che sia delicata sulla pelle. 



INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €5.90
🏋 150 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001

Avevo provato il bagnoschiuma doposole di Officina Naturae qualche anno fa, apprezzandolo anche molto, questa nuova formulazione è però migliorata ed è diventata anche più versatile. 
Il nuovo doccia shampoo è infatti formulato con inulina ed estratto di fico d'India, entrambi dalle proprietà idratanti e protettive per la pelle. In più troviamo anche l'allantoina che aiuta a lenire la pelle, insieme alla glicerina per idratare la cute.

Rispetto al precedente INCI in questo caso Officina Naturae ha aggiunto anche proteine idrolizzate del grano che fungono da condizionanti ed ammorbidenti per i capelli, ed in generale per la cute. Inoltre non ho notato una particolare profumazione, sa semplicemente di pulito.
Questo Doccia Shampoo ha una consistenza gel soda, e se usate una spugna o le spazzole in silicone, basta davvero poco prodotto per ottenere una schiuma soffice che consente una buona detersione.


Già solo per il suo potere schiumogeno posso dirvi che mi è piaciuto molto usarlo, ma è stata soprattutto la sua delicatezza a convincermi. Non posso ovviamente parlarvi della sua efficacia sull'aiutare a mantenere l'abbronzatura (anche perché mi avete mai visto abbronzato?), ma posso dirvi che deterge bene il corpo, ma lascia comunque la pelle molto morbida ed elastica. Nell'uso costante non mi ha creato pruriti, secchezza e irritazione, per cui penso sia adatto all'uso anche dopo l'esposizione solare, quando la cute può essere più secca e sensibile. 

Per quanto riguarda invece il suo uso sui capelli lo promuovo, perché anche in questo caso l'ho trovato efficace nella pulizia ma delicato sia sul cuoio capelluto (il mio è secco e sensibile) sia sulle lunghezze, che non risultano inaridite o particolarmente aggrovigliate. In più non toglie corpo ai capelli, ma me li ha lasciati abbastanza morbidi e leggeri. L'ho accompagnato comunque ad un balsamo, ma ciò non toglie che il Doccia Shampoo Doposole di Officina Naturae sia valido. 
Oltre alla sua doppia funzione penso che anche la confezione sia molto pratica da portare in vacanza.


INFO BOX
🔎 officinanaturae.com (codice sconto PIEREFFECTONSUN), Eccoverde
💸 €10.95
🏋 150 ml
🗺 Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 ICEA Eco Bio Cosmesi, Vegan, Nickel Tested <0,0001


La crema corpo doposole è un altro prodotto che ho usato con piacere, ma devo fare alcune specifiche.
Intanto devo dirvi che è arricchito sia con estratto di fico d'india che con oli di cocco, mandorle dolci e argan, che hanno un potere nutriente ed elasticizzante. A questi si unisce il burro di karitè. 
Non aspettatevi però una consistenza fluida o una lozione, perché questa crema Officina Naturae è decisamente più soda di quanto mi aspettassi, infatti fa anche un po' fatica ad uscire dal tubo, che fortunatamente, essendo morbido, può essere spremuto. Anche quando la si va a stendere rivela la presenza di ingredienti più corposi facendo una leggera scia bianca, che svanisce col massaggio.


Anche in questo caso la profumazione non è preponderante, ma si sentono delle note mentolate leggere e fresche, perché questo doposole contiene una sostanza che dà proprio freschezza sulla pelle, e che quindi aiuta (oltre ad essere molto apprezzata col caldo) dopo l'esposizione solare.
Vi anticipavo che si tratta di una texture ferma e ricca, ma devo comunque ammettere che questa crema corpo ha un assorbimento decisamente rapido, che mi consente di vestirmi subito, oltre a non lasciare patine o residui untuosi. Sin da subito rende la pelle liscia e morbida, e tutte quelle sostanze rendono il prodotto nutriente ed elasticizzante ma non pesante.


Devo però ammettere che, nonostante la gradevolissima sensazione di freschezza e un tocco abbastanza asciutto, questa crema corpo doposole Officina Naturae non è il prodotto che sceglierei di utilizzare a luglio o agosto, o comunque in un periodo particolarmente caldo e torrido. Infatti non necessito in quei mesi dell'anno un prodotto così nutriente, e soprattutto prediligo consistenze molto più leggere. A volte non uso nemmeno creme o lozioni, ma più semplicemente delle body mist, perché proprio non tollero nulla sulla pelle.

Credo invece che un prodotto del genere possa piacere, anche nei mesi più caldi dell'anno, a quelle pelli già secche che con il sole e la salsedine diventano ulteriormente opache e screpolate. Se queste sono le vostre necessità, allora nel Doposole Officina Naturae potrete trovare un buon alleato per ripristinare l'idratazione della pelle. 



Spero di avervi dato una panoramica completa della nuova linea onSUN di Officina Naturae, ma non è finita qui. L'azienda infatti mi ha dato un codice sconto, PIEREFFECTONSUN, che da diritto alle spese di spedizioni gratis con l'acquisto di due prodotti di questa nuova gamma solare. È un codice non affiliato e valido fino al 30 aprile.




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Cosa non mi ha colpito ne Il ritorno di Casanova

Dopo il bel film di Beppe Fiorello, un'altra serata al cinema è stata dedicata alla nuova pellicola di Gabriele Salvatores, Il Ritorno di Casanova.


Genere: drammatico
Durata: 95minuti
Regia: Gabriele Salvatores
Uscita in Italia: 30 Marzo 2023 (Cinema)
Paese di produzione: Italia

Metto le mani avanti dicendovi che le parole che leggerete sono quelle di qualcuno che probabilmente non avrebbe scelto proprio questo film nell'immediato, magari avrei aspettato un passaggio in streaming da qualche parte. 
Questo però non è l'incipit di una recensione negativa senza sconti, perché Il Ritorno di Casanova ha tanti punti interessanti.
Toni Servillo è Leo Bernardi, regista cinematografico di buona fama, che però sta attraversando un momento di crisi personale e lavorativa, che sfocia soprattutto nella creazione del suo ultimo film. Bernardi sta lavorando proprio a Il Ritorno di Casanova, una pellicola sul famoso avventuriero arrivato però nel momento meno fulgido della sua vita: il Casanova infatti si sente vecchio, non più in grado di conquistare chiunque col suo fascino, e più vicino che mai al declino finale. 

In un gioco di riflessi e riflessioni, di cinema dentro il cinema, le vite di Bernardi e Casanova si muovono su binari paralleli, visto che entrambi, in modi diversi, si ritroveranno a dover affrontare il tempo che passa, e trovare una strada per far pace con la vita. Entrambi avranno soprattutto i rispettivi rivali, siano essi un giovane e aitante capitano o un nuovo regista che si sta facendo strada. Ed entrambi cercheranno di conquistare una donna che, per ragioni diverse, si allontana da loro. 
Due strade parallele che però cromaticamente vengono ben distinte, aspetto che tra l'altro ci aiuta a destreggiarci fra le sequenze, oltre che a rispondere alle esigenze emotive. 
Da un lato infatti, la vita di Leo Bernardi appare in bianco e nero, quasi senza sfumature, ormai piatta; Casanova invece ha scene colorate, luminose, a volte sgargianti, che però non fanno altro che sottolineare e mettere a nudo il suo corpo segnato dal tempo.

Il Ritorno di Casanova come dicevo è una ampia e sfaccettata riflessione sul tempo, sulla vita, sulle scelte che facciamo ogni giorno, sul non poterci crogiolare nell'ansia, nella stanchezza, ma quasi un "inno" a lanciarci, anche verso quelle scelte che ci potrebbero completamente cambiare la vita. 
Per questo forse le scene su Casanova nel film risultano più avvincenti di quelle parti su Leo Bernardi: il primo infatti, nonostante si dolga di non aver più il fascino e la prestanza di una volta, alla fine usa l'astuzia e va avanti, non si tira indietro nemmeno davanti ad un duello. Bernardi è invece più indolente, procrastinatore, trova scuse per sfuggire alla vita e alle emozioni, sebbene non ne abbia poi bisogno, perché in fondo è amato e stimato.

Tutta questa struttura che Salvatores ha creato fa un po' da guscio ad un insieme di tematiche e riflessioni che sono davvero interessanti, ma il film di per sé non mi ha portato questa ventata emotiva così profonda, e forse, se non stessi qui a scriverne, probabilmente non ci avrei più pensato. Perché è vero che appunto gli argomenti nevralgici sono tutti validi e condivisibili, a qualunque età e fase della vita secondo me, ma è anche vero che lo scorrere del tempo non è proprio una tematica nuova e fresca.
Anche la commistione di dolce, dato da qualche momento più o meno volontariamente simpatico, e amaro, per l'ovvia malinconia che si può trarre da certi argomenti, è qualcosa di già visto, e che su di me ormai fa poca presa.
O ancora, non si capisce se questo film voglia essere un po' una critica al mondo del cinema, e anche ad alcuni "maestri" della settima arte, che però hanno ormai pero il contatto con la realtà.


Se escludo un cast comunque abbastanza funzionale e calato nella storia, non posso sottolineare molte altre qualità di questo film di Gabriele Salvatores, e ancora meno quel che mi è rimasto. I personaggi infatti non suscitano particolare empatia, ed anzi a volte risultano mal formulati, come Silvia (Sara Serraiocco), che dovrebbe essere una contadina ma che, venendoci narrata forse dalla lente distorta dall'amore di Leo, sembra quasi una sirena che appare e scompare sotto diverse forme.
È indubbiamente scorrevole, ma Il Ritorno di Casanova mi è sembrato più un film destinato ad andarsene appunto, a smarrirsi nella memoria, forse perché vuol rendere troppo cervellotiche delle sensazioni che tutti viviamo prima o poi, ma che per fortuna riusciamo ad affrontare con un range di sfumature molto più ampio.






The Ordinary Multi-Peptide Lash and Brow Serum, la review e le foto del prima e del dopo

Quando l'anno scorso The Ordinary ha lanciato il suo primo siero rinforzante per le ciglia, mi si sono subito drizzate le antenne, se non fosse che stavo già usando altri prodotti per cui ha dovuto attendere, ma negli ultimi mesi il Multi-Peptide Lash and Brow Serum ha finalmente trovato il suo posto nella mia routine e ora ve ne posso parlare in lungo e in largo.



INFO BOX
🔎 theordinary.comBeauty Bay, lookfantastic.it, Sephora
💸 €15.10
🏋 5ml
🗺 Made in Canada
⏳ 6 Mesi
🔬 Cruelty Free

In effetti, sembra che ci fosse qualcuno che usava il siero di The Ordinary pensato per rinforzare i capelli sulle sopracciglia e temo anche sulle ciglia, ma inutile dirvi, che quel prodotto non è stato pensato e formulato per una zona che alla fine è delicata. 
Così l'azienda di Deciem ha lanciato un siero che potesse essere utilizzato specificatamente per questo scopo, e credo abbia fatto bene. Già la formulazione del Multi Peptide Lash Serum mi aveva intrigato: al suo interno troviamo infatti 11 principi attivi, principalmente complessi patentanti come

  • SYMPEPTIDE XLASH® complex, con Myristoyl Pentapeptide-17, che dovrebbe stimolare la formazione di cheratina e quindi di peli,
  • Anargy® complex, con Oligopeptide-2 e Glicoproteine, che da un lato dovrebbero allungare la vita dei singoli peli, con una fase di crescita più lunga, e dall'altro fornire "cibo" alle ciglia,
  • Widelash™ complex con Biotinoyl Tripeptide-1 e Pantenolo, che dovrebbe fornire biotina alle ciglia,
  • REDENSYL™ complex, un fito complesso con estratti di larice, tè verde e Cloruro di zinco che funge anch'esso da stimolante per la crescita dei capelli
  • CAPIXYL™ complex con Acetyl Tetrapeptide-3 ed estratto di trifoglio, che ha un effetto anti infiammatorio e quindi benefico sui bulbi.

In più troviamo la caffeina ad alta solubilità che è comunque uno stimolante per la crescita dei capelli e dei peli in generale. Una formulazione che non contiene sostanze come alcol e siliconi, oltre che profumo, ed è anche vegan e cruelty free. Non contiene invece prostaglandine o derivati.


Il Multi-Peptide Lash and Brow Serum promette di "supportare ciglia e sopracciglia più folte, piene e dall'aspetto più sano" ma non fa riferimento ad esempio ad una maggiore lunghezza o curvatura. Inoltre è suggerito di usarlo due volte al giorno, su pelle pulita, e The Ordinary dice che dopo quattro settimane si possono notare i primi risultati.
Questo siero ha una consistenza liquida, tipica dei prodotti di questa tipologia, ma la particolarità sta nell'applicatore perché è sì sottile come un eyeliner, ma ha le setole rigide, e questo consente di usarlo meglio per applicarlo fra le sopracciglia. Non è fra i più pratici in questo senso, perché i classici scovolini da mascara permettono una applicazione più rapida, ma volendolo usare su entrambe le aree credo sia stata una buona idea, e comunque non dà fastidio nell'uso, non pizzica.


Il siero ciglia The Ordinary mi ha subito dato una buona impressione perché sin dalla prima applicazione non mi ha fatto bruciare o pizzicare gli occhi, e quindi sono subito riuscito ad usarlo con costanza e senza intoppi. Inoltre non lascia particolari residui, quindi è facile usarlo anche di giorno. 
Ad inizio del trattamento, verso metà Gennaio di quest'anno, le mie ciglia apparivano così.

Credo fossero un po' più disastrate del solito, non solo perché ho atteso un bel po' prima utilizzare un siero dopo la mia ultima esperienza, ma perché ero in piena fase di ricambio per cui partivo da ciglia quasi completamente vergini. Si nota soprattutto nel mio occhio destro (alla vostra sinistra) che i peli appaiono più corti di quanto non lo siano di solito. Fortunatamente non erano particolarmente diradate.
Dopo le prime quattro settimane, quindi verso metà Febbraio, di uso costante (mi raccomando la costanza è tutto), del Multi-Peptide Lash and Brow Serum, questo è il risultato che ho ottenuto

Devo dire che sin da subito ho notato che la caduta ha avuto un rallentamento, ed è vero che, come anticipavo, erano ciglia per lo più "nuove", ma è anche vero che l'azione anti caduta e in generale rinforzante di questo siero l'ho notata per tutta la durata di utilizzo.

Ammetto però che per questo primo mese, nonostante la costanza nell'applicazioni serali, sono stato meno attento alle applicazioni giornaliere, per non dire che me ne dimenticavo. Il motivo è che non sono abituato ad usare i sieri per le ciglia due volte al giorno, ma è vero che l'azienda raccomanda questo tipo di uso. Ciononostante però penso si noti dalle foto che già dopo quattro settimane, il Lash and Brow Serum The Ordinary mi aveva reso le ciglia più folte, più lunghe e armoniose.

Ho continuato ovviamente ad usare il prodotto, e ho cercato di essere anche più costante nell'applicazione di giorno, e ho notato altri benefici dopo ulteriori quattro settimane, cioè a metà Marzo.

Vi avevo anticipato che questo siero non promette ciglia lunghe fino al cielo, ma mi sembra che abbia contribuito anche in questo senso. Noto però soprattutto un aumento in termini di infoltimento e intensità delle ciglia.

A distanza di qualche altra settimana, quindi ad oggi nel momento in cui vi sto raccontando la mia esperienza, il Multi-Peptide Lash and Brow Serum sta quasi terminando, ed io posso dire che il risultato dell'ultima foto è rimasto praticamente invariato, e non posso che ritenermi soddisfatto e soprattutto mi è sembrato perfettamente in linea con quanto promesso da The Ordinary.
Le ciglia sono comunque rimaste morbide ed elastiche, ma non ho notato particolari benefici in termini di incurvamento. 

Nella mia recensione ho volutamente saltato di raccontarvi l'effetto di questo siero sulle sopracciglia perché l'ho usato più sporadicamente, giusto in qualche buchetto che notavo qui e lì e nella parte inziale al centro, dove vorrei far ricrescere qualche peletto. Nonostante però non abbia seguito la pratica sopracciglia con attenzione, mi è sembrato che questo siero rinforzante si sia fatto sentire, ed ho notato una peluria più evidente dove ho tentato di far ricrescere proprio una parte delle sopracciglia.

Voi conoscevate questo lash serum? Vi incuriosisce? O magari se l'avete provato, che risultati vi ha dato?




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Stranizza d'amuri, il nuovo film di Beppe Fiorello, è intenso ma imperfetto

Quarant'anni fa si consumò un omicidio che cambiò il volto della percezione della comunità LGBTQ+ in Italia, e che sconvolse l'opinione pubblica al punto che nacquero le prime associazioni in difesa degli omosessuali. Mi riferisco alla morte di Giorgio Giammona e Antonio Galatola, uccisi a Giarre, in Sicilia, vittime di un crimine omofobo. 
Se il libro di Francesco Lepore ne raccontava in dettaglio, per quanto possibile in un caso mai chiaramente risolto, tutti gli aspetti, incluse le indagini che ne nacquero all'epoca, il nuovo film di Giuseppe Fiorello, Stranizza d'amuri, si basa su un altro romanzo che si ispira liberamente alla vicenda dei due giovani per raccontare lo spaccato di un'Italia ancora arretrata, e anche per parlare proprio d'amore.


Genere: drammatico
Durata: 130 minuti
Regia: Giuseppe Fiorello
Uscita in Italia: 23 Marzo 2023 (Cinema), 22 Settembre 2023 (Sky/Now)
Paese di produzione: Italia

Siamo sempre nella Sicilia degli anni '80, ma in questo caso i protagonisti sono Gianni e Nino, due adolescenti che provengono da due contesti diversi, ma che finiranno per legarsi. Il primo proviene da una famiglia che definiremmo oggi disfunzionale, con una madre che non esce più di casa, e legata al compagno più dal bisogno che dall'affetto. 
Dall'altra parte c'è Nino, che invece ha una famiglia allegra, a tratti sopra le righe, ma affettuosa, e si occupa insieme al padre del piccolo laboratorio di fuochi d'artificio.
Nonostante le differenze però Nino e Gianni si ritroveranno accomunati da uno stesso destino, quando il loro amore si paleserà e tracimerà i confini delle convinzioni omofobe, machiste ed eteronormative dell'epoca.

Stranizza d'amuri, come accennavo, non vuole essere un'indagine su un fatto di cronaca o la ricostruzione di esso in ogni dettaglio, ma parlare appunto di un amore puro, innocuo e spontaneo, e soprattutto di tutto ciò che gli gravita intorno.

È anche una storia di famiglia, di madri e padri che, nonostante l'affetto per i loro figli, non riescono a superare una mentalità così radicata e profonda.
In questo senso è interessante il parallelismo fra le due matriarche delle famiglie, Lina e Carmela (un nome, a volte, è usato come diminutivo dell'altro, sarà un caso?), che cercheranno in qualche modo di salvare i propri figli, ma non conoscono il significato dell'accettazione, specie se devono confrontarsi con quelle voci di paese in grado di segnare una intera esistenza. 

Tutti i personaggi in realtà, anche quelli secondari, sono schiacciati da questa mentalità diffusissima all'epoca, e purtroppo anche oggi, e persino chi tenta di dimostrare una maggiore apertura, l'unica soluzione che ha per risolvere la situazione è proporre di nascondersi, di vivere nell'ombra. Ma l'amore fra Gianni e Nino non può che brillare perché mi è sembrato sincero, innocente, uno di quegli amori che non ha bisogno di essere definito o categorizzato.

Forse avrei voluto che Stranizza D'Amuri dedicasse più spazio a questo amore, a farlo vivere, a mostrarcelo mentre cresce.
Le imperfezioni del film infatti secondo me ricadono tutte principalmente nel ritmo e nello sbilanciamento della gestione delle varie parti del film.

La parte iniziale infatti, utile sicuramente a presentare i personaggi e le circostanze attorno ad essi, soprattutto attraverso il loro sistema di "valori", finisce per perdere presto di cadenza, girando attorno alle stesse situazioni, ma non approfondendone altre, come i dubbi sulla famiglia di Gianni e le motivazioni che spingono alcuni personaggi. È vero, non ci sono spiegazioni o prospettive che possano giustificare certi atti, ma in due ore di film mi aspetto completezza, anche solo attraverso accenni.
Molto meglio invece da questo punto di vista la seconda parte, dove viene fuori tutta l'intensità, la drammaticità, e purtroppo anche la verità.

Della regia di Fiorello ho apprezzato la delicatezza, la scorrevolezza, la capacità di rendere la Sicilia bella per i suoi paesaggi naturali, ma al tempo stesso desolata, vuota, a tratti arida come i sentimenti di chi ha voluto spegnere i protagonisti, dove l'unico momento di gioia e diversivo sembra quello di un goal della nazionale di calcio.
C'è poi una cura di ogni dettaglio delle ambientazioni, che solo un vero siciliano che ha vissuto in quegli anni poteva ricreare con tanta precisione.
Le musiche, che irrompono in alcune scene, sono il perfetto accompagnamento in contrasto o in armonia.

Il cast credo si dimostri all'altezza, e i più o meno sconosciuti Gabriele Pizzurro e Samuele Segreto (che ormai uscito dall'edizione di quest'anno di Amici non è più tanto sconosciuto), sono entrambi credibili ed in grado di restituire ed impersonare quella visione dell'amore di cui vi raccontavo sopra.
Stranizza d'amuri ripaga le imperfezioni con la sua intensità, amarezza e dolcezza allo stesso tempo, e con la capacità di trasmettere chiaro e tondo un messaggio senza salire in cattedra o risultare didascalico. 


Il mio primo solare viso stick: tutto quello che ho imparato e forse dovreste sapere

Con l'arrivo della bella stagione aumenta l'attenzione all'esposizione solare e quindi ai prodotti con SPF. In realtà si spera che abbiate (abbiamo) avuto cura di questo aspetto anche durante tutto il resto dell'anno, ma a me di fare psicoterrorismo proprio non va. Bisogna però essere oggettivi, e sapere che la protezione solare è un passaggio importante, specie se vogliamo che la nostra pelle invecchi bene ed in modo sano.
Da qualche mese ho notato che stanno avendo il loro momento di gloria i solari in stick, per una serie di svariate ragioni.
Non si tratta che io sappia di una novità, perché credo che da anni esistano protezioni solari in questo formato per le persone sportive, e che fanno attività all'aria aperta, per avere un prodotto pratico e facile da riapplicare. O ancora, so che esistono stick con SPF da applicare in maniera concentrata su aree sensibili, come labbra, contorno occhi, nei o tatuaggi. 

La cosmesi coreana (chi se non loro?!) però ha sublimato e perfezionato questa idea spinti dalla loro (giusta) mania per le protezioni solari. Infatti si parla tanto di riapplicare l'SPF durante la giornata ed è spesso difficile spalmarsi di crema solare, mentre si è a lavoro, su un autobus o semplicemente per strada, specie se abbiamo sul viso del make up.
In questo senso dovrebbero venirci incontro gli stick solari, che promettono una applicazione senza impiastricciare in giro, on the go, e senza intaccare in teoria il trucco.

Incuriosito da questa (non) novità, ho voluto provare lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick SPF 50+ PA ++++ di Isntree, che mi ha aiutato a capire tutti i vantaggi di questo tipo di prodotti, ma anche gli aspetti negativi.


INFO BOX 
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💸 €20
🏋 22g
🗺 Made in Corea
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //


Proprio l'estate scorsa vi ho parlato di un altro solare, il Watery Sun Gel, di questo brand coreano, per cui se volete un po' di storia sul marchio vi consiglio di recuperare questo post, così da non ripetermi. Il Sun Stick Isntree, nonostante ovvie consistenze diverse, comunque condivide molti ingredienti con la versione in gel: è una protezione solare per il viso a base di filtri chimici, ad ampio spettro con SPF 50+ e protezione dai raggi UVA PA++++.
Nell'INCI (che purtroppo non è stato scritto sulla confezione) troviamo ben 8 diverse forme di acido ialuronico, accompagnate da tanti ingredienti idratanti come l'acqua di bambù, la glicerina e le ceramidi, e l'estratto di alghe brune e di aloe vera che hanno potere lenitivo. Come sempre nei cosmetici coreani non manca la niacinamide, i cui benefici sono ormai noti anche ai muri.
Non è stata aggiunta una fragranza e infatti non sento un particolare odore dallo stick ma sicuramente c'è quel vago sentore di protezione solare.


Descrivervi la consistenza dell'Airy Sun Stick Isntree non è semplicissimo, perché dirvi che è cerosa potrebbe far pensare negativamente qualcuno. Vi posso dire che è molto simile ad un deodorante in stick, che è burro-cerosa ma non oleosa, e che non si sbriciola con estrema facilità, lasciando un tocco setoso. È davvero "airy", ariosa perché è molto leggera e appena applicata sulla pelle non si avverte. Inoltre non avendo filtri fisici, non lascia scie bianche di alcun tipo

A proposito dell'applicazione, ci sono alcune cose che potrebbero lasciarvi perplessi: usare questo stick solare è molto pratico, proprio perché basta farlo scorrere sulla pelle nel modo che più ci viene comodo, movimenti circolari o semplici passaggi dall'interno verso le orecchie. 
La forma a goccia di questo solare Isntree è davvero ergonomica per raggiungere tutti gli angoli del viso, incluso il contorno occhi e i lati del naso.
In teoria non è necessario massaggiare il prodotto sul viso, ma non so perché, nella mia mente si è creato un parallelismo fra questo solare e un pastello a cera. Se avete mai usato i colori a cera saprete che hanno un tratto continuo ma non sempre omogeneo, per cui dopo aver passato il Sun Stick SPF 50+ mi viene spontaneo cercare di rendere omogeneo quel tratto. Dirvi se faccio bene o meno non lo so perché appunto non lasciando scia bianca non è chiaro se questo processo ha senso.


Quando testo un prodotto cerco di farlo in lungo e in largo, così da capirne bene tutte le caratteristiche, ma devo dire che con questo solare Isntree non ho avuto sempre la stessa identica reazione.
Parto però con i pregi: è un prodotto estremamente semplice da usare e applicarlo sulla pelle è proprio piacevole per quel tocco setoso che vi dicevo. Anche passandolo su una barba rasata come la mia, lo stick sicuramente si graffia, ma non lascia chissà che residui sul viso. Io per mia preferenza, come anticipavo, ho sempre preferito stendere il prodotto in modo che si fonda bene e che non ci siano aree disomogenee.
Se ve lo steste chiedendo, i solari stick sono igienici da usare sia perché contengono dei conservanti che preservano la formula, sia perché basta passare lo stick su una velina per rimuovere la parte superiore ed avere il prodotto perfettamente pulito. 
Non vi sono invece indicazioni da parte dell'azienda sulla resistenza all'acqua di questo Sun Stick.

Appena applicato sul viso, questo solare Isntree ha anche un bel finish satinato, luminoso ma non eccessivamente lucido e untuoso. Sulla pelle non lo percepisco affatto e soprattutto non mi ha creato fastidio agli occhi. In generale i solari solidi sono sempre più indicati per chi ha occhi sensibili perché è quasi impossibile che il prodotto si trasferisca all'interno, al contrario di lozioni, gel e spray. 


Usandolo come solare dopo la skincare, lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick non mi ha creato a primo impatto problemi, anche provandolo insieme a diversi prodotti. Come vi dicevo non crea pallini.
Tuttavia devo aprire le porte a quelle che sono le difficoltà che ho incontrato nell'uso del mio primo solare solido
Il primo aspetto che mi ha lasciato perplesso, specie usandolo come primo solare della mia routine, quindi dovendo fornire il massimo della protezione, e non come prodotto da riapplicare nel corso della giornata, è stato riuscire a calibrare la quantità. È un discorso che vale sia per lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick che per qualunque altro solare solido: quanti passaggi è necessario fare per rispettare il fattore di protezione indicato, in questo caso 50?

Sul web, a seguito delle indicazioni dell'associazione dei dermatologi americani, si è diffusa la credenza che bastino quattro passaggi dello stick sulla stessa area del viso per ottenere la protezione corretta, ma sappiamo che servono 2 milligrami di solare per centimetro quadrato di pelle per rispettare il valore indicato sulla confezione, e ci sono video che dimostrano che quei quattro passaggi non corrispondono all'esatta quantità di prodotto di cui avremmo bisogno. 
Inoltre con i solari liquidi o in lozione abbiamo la certezza di raggiungere ogni angolo del viso, mentre la distribuzione di uno stick solido è inevitabilmente imperfetta da questo punto di vista, specie se non lascia una palese scia. 
Questo non significa che con l'uso dello Hyaluronic Acid Airy Sun Stick io mi sia scottato o arrossato, anche perché ancora non l'ho messo a confronto con il solleone, ma sono tutte caratteristiche secondo me da tenere in considerazione.

Non ho amato inoltre questo solare Isntree come primo solare della giornata (se così possiamo dire) perché il make-up sopra mi sembra non aderisca alla perfezione alla pelle, "navigando" e finendo nelle pieghe pur essendo fissato con una cipria.
Come vi dicevo inoltre, questo solare ha avuto su di me una performance oscillante dal punto di vista della mia percezione sulla pelle e della sua reazione nel corso delle ore. Infatti a volte lo trovo davvero confortevole nel corso della giornata, senza variare troppo in termini di finish; saltuariamente però mi è sembrato che dopo appunto alcune ore dall'applicazione mi lucidasse il viso, lasciandomi allo stesso tempo la pelle un po' tirante sotto.
E soprattutto toccandomi il viso mi è capitato di sentire il prodotto sulle mani, come se venisse "risputato" fuori. Io ho una pelle con la tipica zona T mista e aree più secche, e ho capito che forse la mia tipologia di cute è la più indicata per questo prodotto. Pelli molto grasse potrebbero non trovarlo abbastanza opacizzante, mentre quelle più secche dovrebbero inserirlo in una routine più idratante.

Per quanto riguarda invece il suo uso come solare da riapplicare nel corso della giornata, l'Airy Sun Stick Isntree si adatta meglio a questo scopo, non solo per praticità ma anche per effetto sulla pelle. 
Non posso però dirvi che se avete del make-up questo solare lo lasci intatto, perché se è vero che non strucca completamente il viso, è anche vero che più volte ho notato delle tracce di trucco sullo stick, e magari tornano più visibili alcune imperfezioni che avevo coperto. 

Secondo me il miglior modo per usarlo come ritocco su un viso truccato, specie se dovete essere ancora presentabili, è quello di tamponare possibili oleosità dal viso con una velina o una salvietta opacizzante, passare il solare, ed eventualmente procedere a rinfrescare anche il trucco, riapplicandolo dove serve e fissando con la cipria. Quindi non proprio un processo "on-the-go" mentre siamo in fila al semaforo.

Io credo che lo Hyaluronic Acid Airy Sun Stick Isntree sia più indicato per un uso "d'emergenza" da tenere sempre in borsa: sia appunto per riapplicare la protezione solare durante la giornata, sia in quei casi in cui ad esempio ci siamo resi conto di aver saltato, per qualunque motivo, questo step della routine e vogliamo cercare di tamponare la situazione, o semplice temiamo di non aver usato abbastanza protezione solare. In questo senso un solare in stick ad esempio ci può aiutare a terminare quella crema solare che ci risulta troppo grassa da usare nelle giuste quantità: basterà uno strato più leggero di crema e seguire con lo stick.

Un altra occasione in cui immagino sia utile una protezione stick è quando non siamo troppo a contatto con il sole, e vogliamo un SPF che non ci richieda troppo impegno all'applicazione. Inoltre è perfetto per i pigri e in generale per chi non ha dimestichezza con la cosmesi, ma deve giustamente proteggersi dai raggi solari.
Questo Airy Sun Stick Isntree, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi, comunque resterà nella mia borsa per qualunque emergenza perché resta comunque il metodo più pratico per avere una qualche forma di protezione solare sul viso, e penso sarà un ottimo alleato per l'estate.
Per me è stato un buon terreno di prova per capire quali caratteristiche cercare in un solare viso di questo tipo e come possa adattarsi alle mie necessità.


Vi incuriosisce questo genere di prodotti? Ne avete trovati di validi?
Qui trovate un'altra recensione di un altro solare stick. 



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Ritorni "molto attesi" su Netflix, fra santi e finali (forse)!

Oltre alla terza stagione di LOL Chi Ride è fuori, ho avuto modo di vedere altre serie tv che sono state rinnovate per una seconda stagione. Sono molto diverse fra di loro, ma essendo uscite più o meno nelle stesse settimane e avendole viste nello stesso periodo, ve le beccate insieme. 


Sex/Life 
Seconda stagione

Quasi due anni fa la prima stagione di Sex/Life si era beccato critiche di tutti i tipi e in parte potevano essere condivisibili, ma dall'altra parte io l'ho apprezzata perché, sotto una veste indubbiamente leggera e friccicarella, c'erano anche intenti più profondi. Con l'arrivo però della seconda stagione, pubblicata su Netflix il 2 marzo di quest'anno, riprendiamo esattamente dal punto in cui ci avevano lasciati nel 2021.
La serie infatti vuole parlare di amore e sesso da un punto di vista femminile, e la sua protagonista, Billie (interpretata da Sarah Shahi), ci ha mostrato cosa accade se nella vita decidiamo di non accontentarci di una vita apparentemente perfetta, specie se sentiamo che ci manca qualcosa.
La ricerca di un amore più solido e di una sessualità più intensa hanno portato Billie a mettere in discussione il suo matrimonio, e provare a ricominciare una nuova vita con il suo ex di sempre Brad, ma le cose non hanno comunque funzionato. E così arriviamo alla seconda stagione, che vede Billie ancora ferita dal passato ma pronta a provare nuove emozioni e mettersi in discussione.

Sex/Life 2 non mi è piaciuta tanto quanto la prima stagione, ma è stata un buon proseguo alle varie storyline che avevamo imparato a conoscere ed anzi ci ha dato qualche approfondimento in più su altri personaggi, come Sasha, la migliore amica di Billie, che questa volta riesce ad mostrarci anche parte del suo vissuto. È forse più questo personaggio secondario a raccontarci la dicotomia fra lavoro e vita privata che molte donne devono affrontare. 

La nostra eroina Billie è invece ormai più avviata nella sua carriera accademica, quindi vuole rimettere in sesto la sua vita privata, con una separazione da gestire, e la voglia di mettersi al centro. Il suo percorso in questa seconda stagione, pur dovendo essere il perno di tutto, risulta un po' affrettato, complice sicuramente i due episodi in meno rispetto al primo capitolo, ma forse anche l'impossibilità di aggiungere altre avventure al suo vissuto.
Ci sono comunque tante facilonerie nel corso di tutta questa seconda stagione di Sex/Life, ma anche la protagonista fa da aggancio per toccare altri temi, come la solidarietà femminile. 


Ci sono stati infatti diversi passaggi che avevano bisogno di essere raccontati con maggiori dettagli e dinamiche differenti, che non risultassero a volte anche risibili. Cooper ad esempio, il marito di Billie, non ne esce benissimo, è forse anche il personaggio che viene trattato peggio, ma c'è un però.
Infatti Sex/Life 2 ha un epilogo che funge praticamente da finale per la serie, quindi non restiamo con storie in sospeso perché tutti i protagonisti hanno trovato la loro strada. In effetti non ci sono conferme per una terza stagione ma io credo vada bene così.

Questa seconda stagione comunque mette in atto colpi di scena più o meno riusciti, e si è lasciata seguire volentieri.
Sex/Life non resterà nella storia come una delle migliori serie tv sui rapporti interpersonali e amorosi, ma l'ho trovata comunque come un tentativo di raccontare il sesso e la vita con onestà e attraverso una protagonista che non è una eroina perfetta ma una donna "comune" con pregi e difetti. 


Tenebre e Ossa 
Seconda stagione


Dopo due anni dal primo ciclo di episodi il 16 Marzo è tornata su Netflix la saga fantasy tratta dai romanzi di Leigh Bardugo, che ci riporta al Grishaverse dove la nostra santa Alina si sta ancora battendo per distruggere la faglia e soprattutto Aleksander l'Oscuro, che è sopravvissuto (mica vi aspettavate che schiattasse bell'e buono). Non sarà (ovviamente) una strada rettilinea, ma attraverserà diversi ostacoli: Alina, accompagnata dall'innamorato Mal, infatti dovrà trovare un amplificatore (anzi due) che la aiuteranno a potenziare la sua forza e poter arrivare al suo obbiettivo. Fra una fuga e l'altra finiranno per conoscere l'ambiguo corsaro Sturmhond, che però presto si rivelerà tutt'altra persona.
Dall'altro lato seguiamo ancora la strada dei Corvi, che avranno anche loro delle inattese difficoltà da affrontare, ma anche confrontarsi ognuno col proprio passato e i propri traumi.


A distanza di tutto questo tempo non ho recuperato i libri da cui è tratto Shadow and Bone, per cui la mia recensione non può fare un confronto, so però che i creatori della serie tv Netflix hanno fatto confluire in un'unica stagione le storyline di due diversi romanzi, e questo spiega molte cose.
Parto col dire che Tenebre e Ossa 2 mi è piaciuta, perché credo raggiunga tutti gli obbiettivi che una serie tv fantasy dovrebbe avere: il microcosmo che hanno creato è sfaccettato e interessante, la serie si segue con estremo piacere, è avvincente, c'è la parte romantica, che forse risulta più adolescenziale, ma dà qual sapore in più alla storia, c'è tanta avventura e qualche colpo di scena che ravviva il ritmo. C'è poi una buona messa in scena, dei bei costumi, una CGI che risulta abbastanza credibile dove viene piazzata. 


C'è stato poi l'approfondimento di alcuni personaggi, come vi accennavo per quanto riguarda i Corvi, ma lo stesso Oscuro mi è sembrato ben strutturato, pur restando più defilato in questa stagione, perché non ci viene presentato come malefico tal quale, ma come una creatura tormentata, che crede davvero al fatto che il fine giustifichi i mezzi.
O ancora, ho apprezzato come sono stati introdotti nuovi personaggi in questa seconda stagione di Tenebre e Ossa.
Quel che a me, che non ho una conoscenza particolare dei libri, è piaciuto meno è stata la mancanza di approfondimento, o meglio di una costruzione delle circostanze che portano ad una determinata risoluzione: è come se certi passaggi fossero messi a caso, o accadano perché "così deve essere", senza una reale ragione.


Non tutti i personaggi poi hanno trovato una apertura e uno sviluppo particolare all'interno della storia: penso soprattutto a Mal che spesso sembra un cagnolino che segue la sua padrona. Ma tutte le dinamiche romantiche, come dicevo, mi sono sembrate semplicistiche. Assurdo secondo me ad esempio quello che accade fra Genya e David, assolutamente non necessario, ma inserito solo per una drammatizzazione delle vicende.

Non ho amato moltissimo, ancora una volta, i dialoghi, che spesso mi sembrano troppo poco curati.
Tenebre e Ossa secondo me non ha mai avuto la precisione delle grandi saghe fantasy a cui abbiamo assistito (penso ad esempio a Game of Thrones), ma sa essere convincente e credo che chiunque, anche persone non così legate al genere, la possano apprezzare.
La serie tv è stata cancellata da Netflix alla seconda stagione. 



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