|Beauty Cues|
Prodotti terminati, "dimenticati" e... alternative economiche! 😏

Non tutti forse sanno che il segreto dietro le mie tante review è che sono sempre un passo indietro rispetto ai prodotti che sto utilizzando. È per questo che voi avete modo di leggere anche diverse skin e hair routine complete ed articolate, in un tempo relativamente breve, nonostante io abbia terminato il prodotto e ne stia usando un altro.
Sembra un dietro le quinte stupido, ma mi aiuta a spiegarvi che a volte devo scegliere cosa inserire e cosa escludere dalle recensioni per non fare post eccessivamente lunghi e tediosi.
Ho pensato quindi di raccogliere, tra l'altro alcuni dei prodotti che erano rimasti fuori dagli scorsi promossi e bocciati.

Biovera Balsamo Delicato Capelli 



Una delle recensioni che forse ho rimandato per più tempo è quella di questa minitaglia del balsamo delicato capelli di Biovera, che mi aveva dato parecchio tempo fa la mia amica Simona (MissPenny09) sapendo che con i capelli corti ci avrei potuto più utilizzi e così è stato.
Biovera fa parte di Cosmo Farma, un'azienda italiana, esattamente di Pistoia, che produce diverse gamme di cosmetici, fra cui appunto la linea eco certificata Biovera. Avevo provato la loro crema colorata per il viso un paio di anni fa, se ricordate.
Non so come mai ma il balsamo capelli non appare fra i prodotti sul sito, ma ho visto che molte bioprofumerie online lo hanno disponibile.
Non mi concentro tanto su ingredienti e caratteristiche perché si tratta di un sample alla fine, seppur sostanzioso, ma posso dirvi che questo balsamo ha una bella consistenza cremosa e leggera, che si stende sui capelli facilmente e omogeneamente. Il profumo che avverto è delicato e fresco, ma non è particolarmente influente perché non mi pare persista.
Ho trovato il Balsamo Delicato Biovera un buon prodotto, che districa bene e in maniera istantanea, e ammorbidisce anche i capelli. Tuttavia non acquisterò la full size perché, per le mie necessità, non è sufficientemente condizionante e disciplinante, non mi dà un grande supporto nel fare la piega, né me li rende particolarmente luminosi.
È un prodotto che se avete capelli normali può andar benone, perché non appesantisce, ma per i miei capelli difficili conosco già balsami migliori.

INFO BOX
🔎 Bioprofumeria, online
💸 €8.50 full size
🏋 250ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6Mesi
🔬 Icea Eco Bio Cosmesi, Vegan
💓⇒ buono... ma non per me!

Antos Cosmesi Deodorante Naturale Roll On agli Agrumi


Passando ai prodotti corpo, ho ormai terminato questo deodorante di Antos che viene considerato unisex. Si tratta di un antitraspirante a base di allume di rocca, motivo per cui vi consiglio sempre di shakerare prima di usare questo tipo di prodotti. All'interno però ci sono anche altre componenti per rendere la formula fresca e funzionale. Antos scrive sul sito
"Gli oli di oliva e di vinaccioli idratano e nutrono la pelle lasciandola morbida e vellutata. La formulazione ricca di estratti di erbe dalle proprietà lenitive, idratanti e rinfrescanti rende questo deodorante delicato sulla pelle e in grado di donare una sensazione di freschezza e pulizia. Il mix di oli essenziali dona una nota mediterranea e fruttata al tuo corpo e ti accompagna per tutta la giornata."



Sull'efficacia non posso che dirne bene: questo deodorante agli agrumi su di me riesce a reggere egregiamente per almeno 8 ore, pure se la giornata è un po' più movimentata o agitata.
Dopo le otto ore, sento che non c'è quella protezione sufficiente, ma in ogni caso non mi crea cattivi odori. È un po' la reazione che ho con tutti i deodoranti a base di allume di potassio, che su di me funziona molto bene. In generale lo trovo un prodotto delicato, che non secca la pelle e non mi ha creato irritazioni; inoltre lascia la zona abbastanza fresca e asciutta. Non ho notato macchie sui vestiti, ed è un deodorante che si asciuga molto in fretta sulla pelle.


Tuttavia ho trovato due elementi non negativi a prescindere, ma che non mi son piaciuti: intanto mi aspettavo una profumazione agrumata, essendo appunto questo il nome del deodorante, invece io sento molto l'aroma delle componenti naturali come l'estratto di rosmarino e l'olio essenziale di lavanda. È comunque una fragranza piacevole, non particolarmente intensa, ma non ha nulla a che vedere con gli agrumi secondo me. Ma la cosa peggiore è stata la sfera di questo deodorante Antos che non scorre bene sulla pelle. È come se l'alloggio dove è incastrato il roll on sia troppo stretto, e questo significa che quando lo si applica, a volte, scorre a vuoto perché la sfera non scivola e non distribuisce prodotto. Insomma, due piccoli inconvenienti, ma che mi fanno pensare che il Deodorante Naturale Roll On Antos non sarà un riacquisto.

INFO BOX
🔎 Antoscosmesi.it, Bioprofumeria
💸 €8.50
🏋 50ml
🗺 Made in Italia
⏳ 6 Mesi
🔬 //
💓⇒ 🌸🌸🌸🌱



Un promemoria invece su questo latte corpo ai frutti rossi di Biofficina Toscana, che sarà perfetto per la primavera (se e quando arriverà davvero). È un latte appunto, quindi con una consistenza fluida, leggera ma si sente che idrata bene la pelle e la lascia morbida. Non mi è sembrata, seppur da un solo campione, una di quelle lozioni corpo che poi si rivelano inutili. Certo, ora che la mia pelle del corpo è decisamente tendente al secco, più che un latte mi serve una crema corposa, ed infatti ho notato che questo di Biofficina non mi dà quella idratazione prolungata. Tuttavia ho l'impressione che su una pelle leggermente meno secca, quindi in un periodo più clemente, possa fare il suo dovere. Mi è piaciuta anche la profumazione, nonostante in genere non ami l'aroma dei frutti rossi, questo è carino, fresco, non troppo dolce né mi è sembrata troppo intensa. Insomma proverei molto volentieri la full size.

INFO BOX
🔎 biofficinatoscana.com, Bioprofumeria, online
💸 € 13.80 (full size)
🏋 200 ml
🗺 Made in Italia
⏳ Campione da 7ml
🔬Icea Eco Bio Cosmesi, Nickel Tested <0,0001
💓⇒ merita una chance!

Comodynes Huile Splendeur Hydrating Dry Oil
Olio secco viso, corpo e capelli



No, non state leggendo male, e vedete benissimo. Quello in foto è un potenziale concorrente del più famoso (e costoso) prodotto di Nuxe che avevo avuto modo di provare ormai due anni fa.
Nel tempo avevo trovato un altro olio corpo che poteva essere considerato un dupe (qui per sapere di cosa parlo), ma questo Huile Splendeur secondo me è nato proprio nel tentativo di imitare quanto più possibile il prodotto di Nuxe, e non solo per il nome. Premetto però che non so quale dei due prodotti sia nato prima, quindi esattamente non so chi ha copiato chi
Comodynes è un brand spagnolo che avevo scovato sul sito di Lillapois, e che mi pare si concentri molto su prodotti autoabbronzanti, ma hanno anche una serie di cosmetici per il viso e anche del make-up. Pare che l'azienda sia nata nel 1996, quindi ha avuto il suo tempo per affermarsi, ma sinceramente non la conoscevo, nonostante faccia parte della Ganassini Corporate, che include anche brand come Korff e Rilastil.



Huile Splendeur si presenta con questa bella confezione, semplice ma elegante ed ha un erogatore spray visto che si tratta di un olio molto liquido e sottile. La sua funzione è alla fine praticamente identica a quella del prodotto Nuxe.
Sul sito Comodynes dicono
"HUILE SPLENDEUR è un olio secco formulato con 7 oli vegetali di Rosa Silvestre, Macadamia, Argan, Oliva, Avocado, Rosmarino, Carota e vitamine E ed F, illumina, idrata, ripara e ammorbidisce la pelle, che può essere utilizzata su viso, corpo e capelli, donando luminosità e lasciando un perfetto tocco satinato.
All'interno, anche in questo caso, troviamo vari oli vegetali ed emollienti che appunto rendono il tocco del prodotto più asciutto. Non ci sono siliconi e petrolati, visto che è naturale al 98.7%, e non ho visto nemmeno parabeni. C'è secondo me un errore nella spiegazione, perché in INCI non ci sono olio di rosa e rosmarino, ma sono estratti.
Ovviamente non potevo non fare un confronto fra l'INCI di questo olio e quello dell'Huile Prodigieuse® Nuxe, e i due prodotti condividono ben cinque elementi, in ordine giustamente diverso nella lista degli ingredienti.
Fare una analisi di quale sia migliore non è semplicissimo: l'Huile Nuxe ad esempio ha oli pregiati, come quello di Camelia Japponica, ma il profumo è inserito più in alto nell'INCI, che significa che le percentuali di alcuni di questi oli siano basse; l'Huile Splendeur ha invece oli più comuni, eccetto forse quello di carota, ma il profumo è praticamente alla fine della lista. In effetti l'aroma mi è sembrato lievemente più delicato dell'olio corpo Nuxe, ma resta comunque un mix talcato e floreale, molto gradevole.



Direi però di mettere da parte i confronti o finiamo per confonderci. Per quanto riguarda l'Huile Splendeur Comodynes è ovviamente un prodotto multiuso, ma io non l'ho mai applicato sul viso, ma principalmente sul corpo e qualche volta sui capelli.
Sul corpo, applicato su cute umida dopo la doccia, l'ho trovato un dry oil molto piacevole da usare, che si assorbe comunque in fretta lasciando la pelle morbida e setosa e dà in effetti un aspetto lievemente satinato. L'idratazione che fornisce è sufficiente per una pelle da normale a secca, ma quando si scontra con una pelle decisamente secca, non ce la fa a nutrirla a fondo e soprattutto per un periodo molto lungo. Io ad esempio negli ultimi tempi ho notato una cute più secca su braccia e gambe e il Dry Oil Comodynes non mi ha dato una idratazione così prolungata da farmi arrivare alla doccia, e quindi all'applicazione, successiva, pur mantenendosi quella morbidezza della cute.



Lo stesso vale sull'utilizzo per i capelli, avendoli io tendenti al secco, spessi e difficili, non è il miglior prodotto che mi aiuta a tenerli a bada, anche se usato come impacco.
Direi che a livello di nutrimento entrambi gli oli si trovano sullo stesso grado.
Avevo notato lo stesso effetto con l'olio Nuxe (aridaje): sono cosmetici che mettono al primo posto la gradevolezza e l'esperienza dell'uso più che la performance e, secondo me, se scelti con questa prospettiva, possono rivelarsi un po' delle coccole da concedersi ogni tanto, più che magari il prodotto idratante da usare quotidianamente. In ogni caso, l'Huile Splendeur Comodynes è davvero un'ottima alternativa economica (io lo presi anche con un ulteriore sconto) ed anche un buon prodotto da avere nel proprio beauty, anzi mettetelo sulla vostra console del bagno o della camera da letto che fa bella figura.

INFO BOX
🔎 Lillapois, Korff.it, Amazon
💸 €12,90/ 5.68 (in offerta)
🏋 100 ml
🗺 Made in Spagna
⏳  8 mesi
🔬//
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸   


Mondevert Bagnodoccia Rilassante e Shampoo Idratante



Sono solo due minitaglie ma voglio non solo appuntarmi di dargli più chance in futuro, ma anche sottolineare come Mondevert sia un brand che andrebbe approfondito e supportato. 
Lo scorso anno avevo provato le maschere in tessuto sempre di questo brand, che mi erano piaciute moltissimo (qui la review), ma nel mio ordine avevo inserito anche queste due minitaglie.
Per un po' di tempo ho evitato di parlarne anche perché al momento sul sito alcuni prodotti non sono disponibili, ma mi son piaciuti così tanto che non potevo semplicemente dimenticarmene e andare oltre.
Il Bagnodoccia Rilassante è una carezza, e lo so che può suonare inflazionato come termine, ma non so come altro descriverlo: è un gel che si trasforma in una schiuma soffice e avvolgente, che deterge bene la pelle, ma non la va a disidratare, anzi la lascia morbida e liscia. 


Ma spicca soprattutto il profumo, buonissimo, in cui le note di sandalo sono accompagnate da una punta di vaniglia che dà quella dolcezza e delicatezza alla profumazione, che davvero aiuta a rende il momento della doccia più rilassante. 
Appena sarà disponibile sul sito Mondevert lo prenderò sicuramente in taglia grande perché mi ha creato una discreta dipendenza. 

INFO BOX
🔎 Mondevert.it
💸 €1,50 (minitaglia)/ 5.90 (full size)
🏋 30ml/200ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 mesi
🔬//
💓⇒ da provare!   

Anche con lo Shampoo Idratante Mondevert la mia esperienza è stata sicuramente positiva ma ho qualcosina in più da dire.



Mi è piaciuto moltissimo la profumazione fresca, dove spicca la lavanda; anche in questo caso il gel si trasforma in una schiuma morbida che deterge bene i capelli, ma rispettando la sensibilità del cuoio capelluto. Sapete che il mio è tendente al secco e si irrita facilmente, eppure con questo shampoo mi è sembrato che la situazione fosse sotto controllo. Ho notato però che ha bisogno di essere accompagnato da un buon balsamo perché tende ad aggrovigliarmi i capelli, ma non me li secca e me li lascia anche morbidi e leggeri.

INFO BOX
🔎 Mondevert.it
💸 €1,50 (minitaglia)/ 6.80 (full size)
🏋 30ml/200ml
🗺 Made in Italia
⏳  12 mesi
🔬//
💓⇒ da provare!   

Entrambi i prodotti Mondevert mi son sembrati concentrati per cui sono riuscito a farne più utilizzi, ma spero che l'azienda valuti l'idea di farne delle travel size da 50ml, così da essere perfette per i viaggi e dare la possibilità di provare bene il prodotto.

Inutile dire che ho già tanti altri prodotti in fase di testing, tanti campioni con scoperte interessanti e sempre qualche sorpresa.





|P_laylist|
Canzoni inaspettate e ....perché non le hanno finite?

È arrivato il momento di mettere mano alle nostre playlist per aggiornarle con le ultime uscite musicali.
La quarantena e il virus non sta facendo molto bene alla musica, visto che tour e nuovi album sono stati rimandati, come ad esempio Chromatica di Lady Gaga, disco che doveva essere pubblicato il 10 aprile ma che è stato posticipato a data da destinarsi.
Tuttavia siamo fortunati perché altri artisti, vuoi per tenerci compagnia, vuoi perché hanno legato il loro singolo ad una raccolta fondi destinata a contrastare il coronavirus, hanno invece pubblicato un nuovo singolo, magari ispirati dalla situazione.
Ma qui non si parla di chi è più generoso, ma di musica per cui vi racconto come sempre, cosa mi è piaciuto e chi invece ha fatto un buco nell'acqua.

J-AX - Supercalifragili ft. Annalisa e Luca Di Stefano


Vince, soprattutto per il video homemade, questa Supercalifragili di J-Ax con Annalisa, che hanno sfruttato Tik Tok in modo simpatico, ironico e, alla fine, con un risultato carino secondo me. Per quanto riguarda la canzone, non sopporto più questo modo, ormai vetusto, per cui la voce femminile, in questo caso quella bellissima di Annalisa, debba fare solo i ritornelli che seguono le parti del rapper, ma ho sicuramente sentito di peggio, e, appunto, l'insieme di brano e clip mi ha convinto.
Non ho idea chi sia Luca di Stefano, ho scoperto che aveva partecipato a All Together Now, ma non ho capito cosa abbia fatto all'interno del pezzo. Stesso pensiero sui vari ragazzi che si susseguono a colpi di faccette e mossette, nel video. Immagino siano "personaggi" sempre famosi su Tik Tolk.


Annalisa - Houseparty


Visto che l'ho nominata tanto vale parlare anche del nuovo singolo di Annalisa, pubblicato il 14 aprile, e che, invece, non mi ha convinto per niente. In una intervista ha dichiarato che questa canzone, registrata mesi fa, è diventata un po' una profezia perché appunto racconta della "voglia di trovare modi alternativi di stare insieme." e riscoprire una quotidianità diversa. Io sinceramente questo messaggio in Houseparty ho fatto molta fatica a coglierlo, ma soprattutto il brano ha un sound così banale da risultare già vecchio e, allo stesso tempo, perfetto per scalare in classifica. Non mi è chiaro perché Annalisa si sia fissata col successo radiofonico ad ogni costo.

PARTYNEXTDOOR & Rihanna - BELIEVE IT


Eravamo un po' tutti curiosi di sapere quale sarebbe stato il ritorno di Rihanna sulle scene musicali, visto che ormai da anni sembra più interessata al make-up e alla lingerie. Tuttavia la sua collaborazione in Believe it è stata più veloce di una zanzara ad agosto. Quasi non ci si accorge della sua presenza nel brano. Alla fine non è poi una grossa perdita perché chi lo conosce questo PartyNextDoor? E poi il brano, molto RnB, non è nemmeno granché.
Però, Rihanna, datti da fare.


Roby Facchinetti - Rinascerò, Rinascerai


Uno dei brani, forse il primo, che è stato legato ad una causa benefica è stato proprio Rinascerò, Rinascerai composto e cantato da Roby Facchinetti, e scritto dall'ex Pooh Stefano d'Orazio. L'obiettivo è quello di raccogliere fondi per l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, città di origine di Facchinetti, che è stata pesantemente colpita dal Covid-19. Ecco, se posso darvi un consiglio spassionato, evitate la canzone, al massimo scaricatela (legalmente) cosicché i proventi vadano in beneficenza, e donate direttamente per la raccolta, così da non dover sentire un brano abbastanza banale e ripetitivo, con un video che sembra fatto in Power Point.


Mahmood - Eternantena


Da questo periodo di isolamento possono però nascere anche brani interessanti, come il nuovo singolo "social" di Mahmood. Non ho capito benissimo il significato di Etenantena, anzi mi sembra un po' una canzone lasciata a metà, che non ha una apertura finale, come se ne mancasse un pezzo. Il video inoltre ha atmosfere abbastanza cupe, forse non molto adatte a rincuorarci in questo periodo, ma c'è poco da fare: la voce di Mahmood migliora ogni cosa e le produzioni che lo affiancano sono sempre di qualità.
Il 12 marzo ha pubblicato anche una versione acustica di Rapide, per non farsi mancare nulla.


Little Mix - Break Up Song


Una nuova era, la sesta per esattezza, per le Little Mix che hanno un nuovo singolo dal 27 Marzo, che si intitola appunto Break Up Song. Un brano dance dai suoni sintetizzati tipici degli anni '80, carino, piacevole, radiofonico, fresco, giusto per la stagione e per quattro ragazze così giovani. Ascolto sempre volentieri le Little Mix, ma ogni loro brano passa come un bicchiere di acqua, senza lasciare un grande ricordo in me. C'è anche una versione acustica di Break Up Song, anche se non mi ha convinto moltissimo. Insomma, andiamo avanti.

Achille Lauro - 16 Marzo (feat. Gow Tribe)


Mi ha stupito Achille Lauro, che con questo suo ultimo singolo (pubblicato i primi di Aprile) ci fa sapere che anche i cattivi ragazzi hanno un animo romantico. 16 Marzo è infatti una ballata pop rock, romantica ma malinconica e un po' triste. Forse, anche in questo caso, non il brano più energico per questa parentesi che ci sta coinvolgendo tutti, ma, nonostante non mi aspettassi una traiettoria così diversa dopo Me ne frego, lo promuovo.


LES FLAMES - QUARANTENA


Non so nulla sulle Les Flames se non che si tratta di un gruppo musicale composto da quattro ragazze giovanissime, e che il 27 Marzo hanno pubblicato un brano che ha fatto il giro della rete. Quarantena è un remix di Discoteca delle Exchpoptrue, che ai più giovani non dirà nulla, ma se eravate gradicelli agli inizi degli anni 2000 allora sapete di cosa parlo. Quarantena va preso per quello che è, ovvero un brano ironico, eppure racconta a modo suo la nostra realtà del momento. Lo stile ricorda decisamente Myss Keta, ma vedremo se le Les Flames si faranno conoscere o resteranno una one hit (virtuale) wonder.


Faouzia - Wake Me When It's Over


Sono un po' deluso da questa ultima uscita di Faouzia, artista canadese-marocchina, che secondo me ha una talento non da poco. Da quando l'ho scoperta ho cercato, nel mio piccolo, di darle sostegno, ma Wake Me When It's Over mi è sembrato un brano poco ragionato, poco ben strutturato. Un po' come per Mahmood, mi sembra una canzone che non è stata finita, che non ha una apertura o un punto focale che faccia sbocciare la melodia. Se posso chiudere un occhio sul video home made data la quarantena, non posso però considerare appagante una canzone che forse va bene come filler in un album.


OneRepublic - Better Days


Mi ha emozionato molto il video che i OneRepublic hanno associato alla loro nuova canzone, nata proprio durante questa quarantena. Alla scorsa P_laylist vi avevo detto che il loro album Human sarebbe dovuto uscire l'8 maggio, ma causa Covid-19 i loro piani sono stati decisamente scombussolati. Hanno però pensato di creare una nuova canzone, Better Day appunto, che sarà comunque presente nel disco, e ne hanno legato una raccolta fondi. Il video invece raccoglie filmati dei giorni in quarantena dei fan dei OneRepublic raccolti da tutto il mondo. Perché a noi in Italia queste cose non riescono mai bene?


Elodie - Andromeda (Remix) ft. Madame


Decisamente inutile, per me, questo remix, pubblicato il 9 aprile, di Andromeda, il brano che Elodie aveva portato a Sanremo 2020, questa volta arricchito con la voce della giovane rapper Madame. Un pezzo così secondo me non aveva bisogno di alcun ritocco, specie se non stravolge o non aggiunge qualcosa di davvero significativo al brano.


Dua Lipa - Future Nostalgia


Una costante rivalutazione è Dua Lipa per me, che in principio non solo la trovavo poco talentuosa, ma anche poco simpatica. Col tempo ho un po' rivalutato non solo il personaggio ma anche la sua musica, per quanto la ritenga più un passatempo che il rifugio per i miei tormenti.
Credo che però divertire sia un po' obbiettivo di Dua Lipa, o quantomeno è il messaggio che ho colto dal suo nuovo disco Future Nostalgia.



Un altro progetto che è due volte vittima di questo virus: Dua infatti aveva posticipato la pubblicazione dell'album al 3 aprile, ma causa del leak online dell'intero disco, la cantante ha dovuto anticipare il lancio al 27 marzo. Future Nostalgia comunque è un mix di sonorità dance e pop molto anni '80, con una spolverata di RnB, un insieme non molto originale, ma sicuramente godibile. In principio non mi aveva convinto, mi sembrava troppo omogeneo, ma con un secondo e terzo ascolto ho notato che mi tiene compagnia, dà una bella carica. Salto però sempre gli ultimi brani perché non mi piacciono. Dua Lipa ha dichiarato che ci sarà una Deluxe Edition di Future Nostalgia e spero che sia un po' più varia.

Kelly Clarkson - I Dare You


Non un singolo ma un intero progetto per Kelly Clarkson, che proprio il 16 Aprile ha pubblicato la sua nuova I Dare You, ma non solo in un'unica versione ma ben 6, declinando il brano con la collaborazione di giovani artisti stranieri, che cantano il pezzo nella loro lingua natale. Dal francese allo spagnolo passando per l'arabo, I Dare You diventa multilingua.



Se pensate che però Kelly abbia solo cantato in inglese, vi sbagliate perché in ogni versione ha fatto la sua parte ma sempre nella lingua natia del featuring. La canzone secondo me è già bellissima com'è, ma tutta l'idea intorno mi è piaciuta moltissimo, anche se a stento parlo l'italiano.


Non conoscevo nessuno degli artisti coinvolti, se non Faouzia ovviamente, che secondo me è quella che riesce meglio a stare al passo vocalmente con Kelly Clarkson, ma ognuno a modo suo rende emozionante questo brano.
Sento odore di successo, ed un po' ci spero anche.


Sam Smith, Demi Lovato - I'm ready


Interessante il nuovo singolo di Sam Smith che ha congiunto le forze e l'ugola con Demi Lovato in I'm Ready. Non posso dirvi che mi sia rimasta proprio in testa o abbia cliccato play più e più volte, ma d'altronde la canzone è stata pubblicata proprio oggi, 17 Aprile, per cui diamole tempo di crescere con gli ascolti. Non mi piace né ho capito il concept del video, che sembra la solita solfa. E poi, visto che sono qui per farmi odiare, non capisco perché Sam Smith insista con queste coreografie che non gli riescono.


Elisa - Andrà Tutto Bene ft. Tommaso Paradiso

 

Tremendo il duetto fra Elisa e Tommaso Paradiso, in Andrà tutto bene. Già il titolo rende la canzone trita, ma ripeterlo altre quattrocento volte in tutto il brano non aiuta, soprattutto se da contorno c'è un testo abbastanza banale.
Il brano è stato pubblicato il 10 aprile e, visto il ritardo, mi sembrano due imbucati che non volevano mancare alla festa, ma in realtà i proventi di Andrà tutto bene saranno devoluti a sostegno della Protezione Civile. Almeno qualcosa di buono.


Non credo di avere altre cattiverie da dire su queste novità musicali, ma fatemi sapere quale vi ha colpito di più o su quale magari concordiamo.








La mia skin routine serale con The INKEY List 🖤

Dopo aver parlato (pure troppo ampiamente) della mia skin routine quotidiana, volevo raccontarvi cosa uso per la cura serale della pelle, che nell'ultimo periodo è stata caratterizzata da tre prodotti di The INKEY List.

The inkey list recensione

Proprio lo scorso anno avevo avuto modo di presentarvi questo brand, e con l'occasione avevo fatto un approfondimento su un ingrediente molto particolare che THE INKEY LIST propone, per cui, se volte conoscere di più sull'azienda, qui trovate tutte le info che ho raccolto.
Dall'anno scorso ad oggi son però cambiate un paio di cose: intanto l'azienda inglese si è dotata di un sito decisamente più dettagliato rivolto solo a The Inkey List, dove conoscere i prodotti, creare la propria routine e chiedere direttamente a loro quali cosmetici scegliere per le proprie esigenze.
Inoltre hanno lanciato altre nuove referenze, con un pack ancora più preciso nello specificare le caratteristiche dei singoli prodotti, e suddividendoli in macro categorie: Clean, Hydrate, Treat, Moisturize e SPF.
Ovviamente in questi mesi ho ampliato anche la conoscenza dei prodotti The Inkey List, proprio ad iniziare da questa parte della mia routine serale.


The INKEY List Salicylic Acid Cleanser
Detergente viso con acido salicilico


È stato il mio detergente viso per praticamente quasi tutti i mesi invernali e, nonostante sia indicato per pelli normali e grasse, l'ho apprezzato sotto ogni punto di vista. Si tratta di un gel abbastanza sodo, completamente trasparente e anche inodore, che a contatto con l'acqua crea un accenno di schiuma, e si massaggia più agevolmente sul viso. The INKEY List suggerisce di detergere il viso con il Salicylic Acid Cleanser per almeno un minuto, e di usarlo mattino e sera.


Io ho preferito usarlo solo la sera non solo perché arricchito con acido salicilico, ma anche perché durante la stagione fredda preferisco usare i detergenti in gel solo per la detersione serale quando sento il bisogno di una pulizia più profonda e accurata.
A proposito dell'efficacia e degli ingredienti, The Inkey List scrive 
"Questo detergente non essiccante e leggermente schiumogeno rimuove il trucco e lo sporco, contribuendo nel contempo a ridurre i punti neri e le impurità.
Oltre a detergere efficacemente la pelle, questo detergente all'acido salicilico al 2% ha un composto di zinco aggiunto. Insieme aiutano a controllare il sebo, riducendo i punti neri e le imperfezioni e promuovendo una carnagione più uniforme.
INGREDIENTI CHIAVE:
L'acido salicilico al 2% aiuta a sbloccare i pori ed esfoliare delicatamente
Il composto di zinco aiuta a ridurre il sebo in eccesso
0,5% di allantoina aiuta a lenire le irritazioni"
A proposito dell'acido salicilico, fa parte dei beta-idrossiacidi, e non solo esfolia, ma essendo attratto dall'olio, tende a dirigersi proprio verso i pori ostruiti da punti neri e impurità in genere, che sono molto spesso causati da accumuli di sebo. 


Inoltre ha anche una funzione anti-age, perché stimolando il turn over cellulare, ed agendo in superficie della pelle, ne migliora anche l'aspetto più generale. L'acido salicilico è una molecola di media grandezza, superiore ad esempio a quella dell'acido glicolico, per questo agisce bene in superficie.
In più ho visto nell'INCI di questo detergente viso The Inkey List anche glicerina, per addolcire ulteriormente la formula. 
Il Salicylic Acid Cleanser è forse uno dei miei prodotti preferiti di questo brand, e più in generale mi è piaciuto anche a confronto ad altri detergenti viso: pulisce a fondo la pelle, ed è vero che un po' me la lascia tirante, ma in modo così minimo che la skin care abituale basta e avanza a riequilibrare la situazione. Mai mi ha creato irritazioni, screpolature, secchezza o problemi di sorta.


Soprattutto quel che mi piace del Clearser THE INKEY LIST è che mi lascia la pelle molto liscia, tiene a bada i punti neri, che io ho soprattutto sul naso, e le pellicine, migliorando l'aspetto generale della pelle, che risulta più omogenea e luminosa, e con una grana più bella.
Un piccolo trucco: quando vedo la pelle più impura o magari più spenta, lascio il detergente in posa qualche minuto, ad esempio mentre faccio la doccia e poi lo sciacquo via. È un metodo che consiglio se avete esperienza con i peeling chimici, ma se invece siete dei novizi, è meglio sfruttare il fatto che sia un prodotto a risciacquo, e quindi farlo stare poco a contatto con la pelle. 

Non trovo sia un detergente particolarmente difficile da sciacquare via, e, come vi anticipavo, si può adattare un po' a tutti i tipi di pelle, ad eccezione forse di quelle troppo secche e disidratate e molto sensibili. Aggiungo che a me non dà il minimo fastidio agli occhi, e che se la cava bene anche a rimuovere un make-up leggero, come ad esempio una base viso.
E non fatevi ingannare dalle quantità perché, proprio per la consistenza, riuscirete ad usare il Salicylic Acid Cleanser per un bel po' di tempo. Se però volete solo provarlo, adesso The Inkey List l'ha declinato in formato da viaggio, lo trovate qui.

INFO BOX 
🔎 Sephora, Lookfantastic, Feelunique, Asos, Cult Beauty
💸 €11.99
🏋 150ml
🗺 Made in UK
⏳ 6 Mesi
🔬//
💓⇒ 🌸🌸🌸🌸🌸




The INKEY List Snow Mushroom Moisturizer
Idratante Viso




Meritava forse una recensione a parte, per poter approfondire questo particolare attivo, ma anche perché lo Snow Mushroom The Inkey List, nella sua semplicità, mi è piaciuto molto.
Il Tremella Fuciformis, che comunemente è chiamato fungo della neve o fungo dell'orecchio argento, è molto diffuso nella cucina e nella medicina cinese, ma quello che a noi interessa è il suo estratto, in quanto è una fonte ricca di polisaccaridi, che lo rendono un'agente umettante ed idratante perfetto per la pelle. Pare che lo snow mushroom extract addirittura abbia una capacità di trattenere l'acqua maggiore rispetto all'acido ialuronico, ma senza quella sensazione di appiccicoso che capita con gli altri umettanti, e sembra che possa vantare capacità antiossidanti. 


The Inkey List ha racchiuso questo ingrediente in una formulazione gel abbastanza ferma, lievemente opaco, che però si stende sul viso e si assorbe su di me molto velocemente senza fare patine. La confezione col tappo a vite dosa perfettamente il prodotto proprio grazie alla sua consistenza.
Sul sito si legge 
"Questo moisturizer gelatinoso super-idratante e leggero aiuta a lenire, calmare e ridurre la comparsa di arrossamenti, fornendo allo stesso tempo un effetto rinfrescante sulla pelle.
INGREDIENTI CHIAVE:
L'estratto di Tremella Fuciformis allo 0,3% fornisce un effetto rinfrescante sulla pelle
L'umettante a base di aminoacidi al 2% aiuta a idratare e nutrire la pelle
0,2% di Madecassoside con proprietà anti-prurito e anti-arrossamento"
Se non lo sapeste gli aminoacidi sono componenti che si trovano già nella nostra pelle, e sono le composti delle proteine essenziali della cute, fanno parte di quelli che vengono chiamati "fattore idratanti naturali", che aiutano a mantenerla idratata e resistente. Il madecassoside è invece estratto da un altro famosissimo ingrediente cosmetico, ovvero la centella asiatica.


Ma torniamo allo Snow Mushroom Moisturizer: io lo applico dopo il tonico, come un qualunque siero idratante. Sulla pelle è leggero, lo trovo delicatamente rinfrescante e, nonostante l'abbia utilizzato per la maggior parte nella routine serale, va benissimo per il giorno, anzi per me è perfetto per il periodo caldo come unico siero per il viso. Durante i mesi freddi, o se avete una pelle secca, certamente deve essere rinforzato con una buona crema idratante, ma già da solo questo Snow Mushroom Moisturizer fornisce idratazione e confortevolezza alla pelle, lasciandola morbida.
Non mi ha mai dato problemi con gli altri prodotti della routine perché semplicemente si assorbe in un paio di minuti senza lasciare alcun residuo. Inoltre l'ho da sempre applicato anche sul contorno occhi senza fastidio o bruciore.



Lo Snow Mushroom Moisturizer The INKEY List secondo me è una perfetta alternativa per tutti coloro che non sono mai del tutto soddisfatti dai classici sieri con acido ialuronico ad esempio, ma cercano un primo step di idratazione per la pelle, che non appesantisce, da usare indistintamente notte o giorno.

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THE INKEY LIST Ceramide Night Treatment
Trattamento Notte alle Ceramidi



Devo perdere qualche minuto in più sul terzo prodotto della mia skin routine.
Quando mi approccio ad un prodotto, seguo ovviamente le istruzioni dell'azienda e, nel caso del Ceramide Night Treatment, The Inkey List suggerisce di
"Utilizzare 2-3 notti a settimana come ultimo passo prima di dormire. Segui la tua solita routine per la cura della pelle, ma sostituisci il tuo passaggio idratante con questo trattamento notturno per un ulteriore nutrimento durante la notte. Si consiglia di utilizzare acido ialuronico prima dell'uso per attrarre più idratazione. Una volta assorbito, lasciare agire durante la notte e lavare la mattina successiva."
Tuttavia a me questo metodo non convinceva del tutto, e quindi ho capito che dovevo debunkare il prodotto. In primis non capivo infatti proprio "l'obbligo" di usare il Ceramide Night Treatment soltanto la sera, visto che in INCI non notavo alcun ingrediente che potesse dare problemi durante il giorno.



Il trattamento è ovviamente a base di ceramidi, che The Inkey List descrive così:
"Disponibile naturalmente nella pelle, la ceramide è la colla che unisce le cellule della pelle, aiutando la barriera della pelle a reidratarsi, essere elastica e protetta. Questa miscela al 3% di Ceramidi lavora durante la notte a vari livelli della pelle per colpire la pelle disidratata. Questo trattamento è anche formulato con un acido ialuronico multi-molecolare al 2,5%, che fornisce un'ondata totale di idratazione volumizzante della pelle."
Se non lo sapeste, le ceramidi sono lipidi che appunto sono già ampiamente presenti nello strato corneo della pelle, e la rendono resistente, come una barriera che ne evita la disidratazione. Come per tutti gli elementi naturalmente presenti nella cute, il passare degli anni e i fattori ambientali rallentano la produzione delle ceramidi (che iella!), causando una maggiore secchezza e perdita di tono. Pare che diversi studi ne confermino l'efficacia protettiva, sebbene le ceramidi applicate topicamente non vanno esattamente a rimpiazzare quelle che abbiamo perso.
Nel Ceramide Night Treatment troviamo anche olio di jojoba, glicerina, squalane, e una serie di aminoacidi che idratano e nutrono la pelle.
Vi dicevo che nell'INCI di questo prodotto The Inkey List non vedevo nulla che lo rendesse obbligatoriamente un "trattamento notte" e così, con un po' di faccia tosta, ho chiesto informazioni all'azienda, la quale mi ha subito risposto che il loro team usa il Ceramide Night Treatment di giorno specie durante un volo, per mantenere l'idratazione, ma che lo consigliano per la notte per via della consistenza.



La texture è in effetti particolare: una sorta di gel crema, abbastanza spessa, molto gradevole da stendere sulla pelle, ma non l'ho trovata appiccicosa o pesante, anzi si assorbe abbastanza in fretta. In questo caso abbiamo un contenitore airless che dosa molto bene il siero. In ogni caso non è necessariamente una consistenza che di giorno può essere disdicevole, quindi due punti per me.
Ora, lo so che sto parlando di un prodotto che fa parte della mia skin care serale, ma a me interessa (e piace) comunque capire i cosmetici presi da soli, perché alla fine non tutti seguiamo la stessa identica routine.
The Inkey List suggerisce di usare questo trattamento dopo aver usato un siero a base di acido ialuronico, ma a me sembra semplicemente ridondante, visto che il Night Treatment già ne contiene una buona percentuale. Per questo io l'ho usato dopo lo Snow Mushroom Moisturizer o da solo, in base al bisogno di idratazione della mia pelle. Inoltre l'azienda dice che il Ceramide Night Treatment dovrebbe essere l'ultimo step della routine e qui viene il problema più grande: per me l'ultimo passaggio della cura della pelle, specie d'inverno, deve essere il prodotto più idratante, e purtroppo questo trattamento non lo è.



Se avete una pelle normale, mista, o magari grassa, può anche bastarvi, ma io, che durante l'inverno ho una pelle tendente al secco, sento l'assoluta necessità di seguire questo prodotto con qualcosa che sia davvero nutriente, con una certa occlusività che vada a bloccare tutti i layer idratanti che ho applicato prima, oltre che idratare a sua volta. Quindi per me questo trattamento notturno di The Inkey List, nonostante sia idratante e lasci la cute abbastanza morbida e compatta, non è questo prodotto "extra" da aggiungere di tanto in tanto, ma l'ho inteso come un siero viso quotidiano più corposo. Aggiungo che se dopo il trattamento utilizzo un olio, si creano qui e lì piccoli pallini, non del tutto visibili ma che si avvertono al tatto, sottili come bicarbonato per favi intendere la percezione; non c'è alcun problema se invece uso una crema.
In definitiva consiglio il Ceramide Night Treatment se cercate un prodotto che contiene specificatamente questi attivi ad una discreta percentuale, se ad esempio siete stati molto esposti al freddo, o se avete usato qualche trattamento che può aver compromesso la barriera cutanea e volete un attivo cosmetico in grado di risanarla. Se però avete una pelle secca o molto secca, e volete un prodotto nutriente per la notte, è meglio puntare su altro.

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💸 €17.45
🏋 30ml
🗺 Made in USA
⏳ 6 Mesi
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Spero che questa sezione della mia routine serale vi abbia potuto dare qualche dritta interessante, anche sugli ingredienti principali che li caratterizzano. Se siete curiosi di conoscere altre review sui prodotti The Inkey List, magari con qualche attivo particolare, sappiate che non tarderanno ad arrivare, e per restare aggiornati potete seguirmi sulla pagina Facebook, su Instagram e su Twitter.




|Sotto la copertina|
Alte aspettative (a volte) disattese

Lo so, è passato più di un anno da quando ho parlato l'ultima volta di libri, e, da sotto la copertina, siamo passati sotto al lenzuolino fino al piumone con tanto di coperta elettrica, ma se come me avete un sonno variabile e leggete solo la sera prima di andare a letto, e se avete una pletora di interessi da gestire, allora capirete che ha un senso questo ritardo.
Inoltre vorrei parlarvi di tre libri che ho terminato negli ultimi mesi, ma i terminati sono quattro, solo che ne ometterò uno perché lo ritengo uno di quei manuali da scegliere più personalmente. Invece questi tre tomi di cui vorrei condividere le mie opinioni, credo siano letture che possono accontentare gusti diversi e fasce di età diverse.
Il primo di questi è proprio un libro per ragazzi, anche se non specificato, e si tratta de La città delle Bestie di Isabel Allende.



Titolo Originale: La ciudad de las bestias
Autore: Isabel Allende
Editore: Feltrinelli
Pagine: 242
Data di pubblicazione: 2002
Prezzo: copertina rigida € 9 / ebook € 6.99

In effetti ero probabilmente adolescente quando l'infermiera della mia dentista mi suggerì di leggere qualcosa della scrittrice cilena, ma io, senza poi una reale ragione, nel corso degli anni avevo accantonato la Allende, salvo poi recuperare forse il suo romanzo meno adatto a me che ormai sono un tardone, ma che si è rivelato comunque una lettura molto piacevole. 
Isabel Allende dedica infatti questo romanzo, che fa parte di una trilogia, ai nipoti, ed i protagonisti de La Città delle Bestie sono proprio la stravagante, avventuriera e battagliera nonna Kate che fa la giornalista, ed il nipote Alex, un ragazzo comune che sta attraversando un periodo difficile: la madre infatti si è ammalata e deve fare delle cure, per questo Alex e le sue sorelle saranno mandati a stare per qualche tempo dalle nonne. Al ragazzo toccherà appunto andare da Kate, che è in procinto di partire per una spedizione in Amazzonia. 

Quello che sembrava un viaggio sicuramente particolare, diventerà un'avventura incredibile, magica e misteriosa a contatto non solo con un ambiente del tutto diverso rispetto a quello a cui è abituato Alex, ma anche alla scoperta di culture e persone che lo aiuteranno a crescere, a formarsi ed a rafforzarsi. 
Non posso dirvi che La città delle bestie sia diventato uno dei miei libri preferiti, perché non è così: come dicevo non sono proprio il target adatto per una storia di questo tipo, ed in effetti non mi è del tutto entrata nel cuore. Però non solo è una lettura gradevole, che scorre velocemente, leggera senza essere vuota, ma ha qualche spunto per poter far riflettere anche appunto un pubblico che non può immedesimarsi del tutto. I colpi di scena, quei momenti di tensione  danno poi una spinta a far scorrere le pagine più velocemente. Ci si può anche affezionare a questo giovane protagonista che ancora ha molto da imparare, ed emozionarsi insieme a lui ad ogni scoperta. In generale mi è sembrata una storia originale che unisce probabili tradizioni, a fantasia e realtà. Non mancano le descrizioni dettagliate dei luoghi, degli odori, ma non diventano troppo pedanti.
Sicuramente voglio recuperare altri romanzi della Allende, anche perché pare che lo stile de La Città delle Bestie si discosti proprio dal suo modo solito di scrivere, per cui vedremo se mi innamorerò di questa autrice.
Nel 2025 ho letto ad esempio Il Mio Nome è Emilia del Valle, ne ho parlato qui.

Volevo invece innamorarmi ed anche farmi ispirare dalla biografia di Michelle Obama intitolata Becoming - La mia storia. 



Titolo Originale: Becoming
Autore: Michelle Obama
Editore: Feltrinelli
Pagine:  498 
Data di pubblicazione: 13 novembre 2018
Prezzo: copertina rigida € 9 / ebook € 6.99

Non ho intenzione di diventare first lady degli Stati Uniti ma, credo che come tutti, ero incuriosito di conoscere un po' del dietro le quinte di questa figura emblematica, specie se poi a parlare è una delle donne più ammirate, invidiate, iconiche, e ispiranti del nostro secolo. D'altronde se Becoming è diventato un caso editoriale ed ha venduto 10 milioni e rotte di copie, siamo in molti ad avere questa curiosità.
Si parte dall'infanzia della piccola Michelle Robinson, che si muove fra i quartieri del South Side di Chicago, e che proviene da una famiglia umile ma appassionata che la spingerà a cercare ed ottenere sempre il meglio, per poi passare agli studi in giurisprudenza che la porteranno non solo a capire cosa significhi "essere l'unica donna nera in una stanza", ma soprattutto a conoscere quel ragazzo pieno di vita e di ideali che cambierà per sempre il suo destino. La vita pubblica e privata di Michelle (e di Barack) Obama sarà il pane quotidiano di tutti i giornali, pronti a giudicare ogni sua mossa, ma questa volta è la stessa ex first lady ad avere la parola per poter raccontare la sua storia. 
Il risultato è una biografia indubbiamente interessante, anche perché quello che racconta è storia contemporanea a praticamente tutti i lettori. Io stesso più volte sono andato a cercare in rete le foto dei vari eventi più o meno ufficiali raccontati. È vero che per noi italiani, o comunque non americani, che non siamo a conoscenza di come si vive e quale cultura si respira in certi luoghi degli Stati Uniti, può risultare poco chiaro capire tutte le dinamiche di certe situazioni, specie appunto quando Michelle Obama racconta della sua infanzia ed adolescenza. Tuttavia a snellire questa parte, ci viene in soccorso una scrittura (o meglio una traduzione) leggera e gradevole, e comunque mi è stato facile empatizzare con la giovane Michelle avendo avuto anche io una infanzia semplice e senza troppi fronzoli.


Man mano che però la storia cresce, quindi quando si passa alla sua vita alla Casa Bianca, ho iniziato a notare un certo squilibrio. Se appunto la parte della giovinezza è emotiva, ricca di dettagli (forse anche troppo visto che il risultato è un tomo abbastanza spesso) e coinvolgente, invece la fase della vita più adulta secondo me poteva essere resa più intensa, avrei voluto una chiave di lettura più introspettiva. Più in generale avrei voluto conoscere dettagli che magari non si sapevano già o che io stesso avrei potuto capire come ad esempio il dover bilanciare la vita lavorativa con quella familiare, o ancora il duro lavoro dietro una campagna elettorale. Qualcosa più rivolto alle sue sensazioni che a quello che le capitava.
Questo quasi freno nell'introspezione mi ha fatto mancare dei passaggi, per esempio Michelle parte con il non essere d'accordo affinché Obama si candidi come presidente, eppure quasi di punto in bianco ce la ritroviamo come componente attivo che ha appunto abbracciato questa campagna elettorale.
Personalmente poi non so se vorrei dedicare nella mia biografia così tanto tempo al mio rivale come Michelle ha fatto con l'ascesa di Trump.
Ho sicuramente percepito onestà e passione in Becoming. La mia Storia e sono arrivato alla fine con un senso di appagamento, ma, per quanto sia una lettura interessante, per certi versi non ha del tutto risposto alle mie aspettative.


È stata invece la fama ed il tam tam sui social che mi ha spinto a leggere I Leoni di Sicilia – La Saga dei Florio, l'ultimo romanzo di Stefania Auci.


Autore: Stefania Auci
Editore: Editrice Nord
Pagine:  436
Data di pubblicazione:  6 maggio 2019
Prezzo: copertina rigida € 17.10 / ebook € 9.99

Un successo in questo caso di ritorno in Italia, visto che prima era stato pubblicato negli USA e in alcuni paesi europei e solo a maggio dello scorso anno da noi.
Ammetto che non conoscevo la storia della famiglia Florio (sebbene di libri a riguardo ce ne siano diversi) che, giunta dalla Calabria in Sicilia alla fine del '700, ha creato un impero imprenditoriale e che da Palermo le fece raggiungere i vertici dell'intera Europa. Idee all'avanguardia e visionarie, sostenute dal costante lavoro e dall'ingegno degli uomini Florio, dai fratelli Paolo ed Ignazio prima, e da Vincenzo dopo, all'epoca proprietari di un negozio di aromi e spezie, ma con una immensa voglia di riscatto e fame di evolvere ed imporsi.
Un romanzo molto gradevole questo della Auci che innesta non solo la storia appunto di tre generazioni di questa grande famiglia, ovviamente, come lei stessa ammette, romanzando dove non arrivano le fonti ufficiali, ma anche il periodo storico che imperversava, visto che ci troviamo in una Palermo ricca e brulicante, ma anche contrastata dai tumulti e dalle rivoluzioni in Sicilia e in Italia.


I Leoni di Sicilia – La Saga dei Florio è un romanzo che ha il sapore di un classico, la storia che racconta è avvincente ed affascinante, non è fatta solo di vittorie ma anche di alcune sconfitte, e lo sviluppo della narrazione non ha grossi intoppi grazie ad un ordine lineare delle vicende. Posso dirvi che proseguire la lettura per me è stato facile, gradevole, ma se non ci fossero stati quegli snodi più drammatici, intensi o tensivi, che sono andato a cercare e di cui sentivo il bisogno, che mi hanno dato una spinta, avrei fatto un po' di fatica. Il problema più grande per me de La Saga dei Florio è che proprio quell'ordine cronologico degli eventi rischia di rendere la storia troppo didascalica, così come le bellissime descrizioni ad inizio di ogni capitolo, alla lunga risultano ripetitive.
Ho apprezzato però la caratterizzazione dei personaggi: tutti sono ben tratteggiati, con pregi e difetti, senza la presunzione di voler creare figure perfette, e tutti sono ben calati nel ruolo che l'epoca richiedeva a tutti. In particolare ho trovato perfette le figure femminili, tutte al loro posto, come era solito nell'800, ma con caratteri decisi e passionali, che sanno imporre la loro forza quando necessario.
Credo che questa opera di Stefania Auci meriti la fama che ha raggiunto, e sono contento di aver conosciuto la storia della famiglia Florio che ha contribuito a rendere celebre la mia terra nel mondo. Spero che il secondo libro su I Leoni di Sicilia, se e quando ci sarà, sappia imparare dai suoi "errori" e puntare più alle sensazioni, magari correndo qualche rischio.
Da questa saga è nata la serie tv Disney Plus con Miriam Leone, disponibile da Ottobre 2023. Ne parlo qui.

Non ho ancora scelto quale sarà la mia prossima lettura, credo un bel thriller o qualcosa di leggero. Voi invece cosa avete sotto la copertina?

|Beauty Cues #WeeklyMask|
Maschere Occhi Garnier: la mia esperienza!

Il mio contorno occhi è sempre stato bisognoso di attenzioni extra, essendo tendente al secco per natura e maltrattato dalla mia espressività e dalla mia miopia, e nonostante non sembri dalle mie review, c'è sempre qualche maschera contorno occhi che ho messo alla prova.
Non molto di recente nel mio beauty son finite le maschere occhi di Garnier Skin Active che si sono unite in seguito alla gamma di maschere in tessuto che l'azienda ha lanciato ormai credo da almeno un paio di anni (e di cui parleremo presto).



Le Eye Tissue Masks di Garnier, che ho visto prendono anche il nome di Moisture Bomb o Hydra Bomb come appunto la gamma delle maschere viso, in realtà non sono solo due, ma in totale ne ho scovate quattro, peccato che le altre due non sono ancora disponibili nel mercato italiano (soliti sfigati), ma prima o poi le proverò.



Garnier Skin Active Maschera Occhi Anti Fatica
con Succo d'Arancia e Acido Ialuronico



La Maschera Anti-fatica Garnier si presenta come i tipici patch a forma di lunetta, decisamente ampi, che vanno a coprire benissimo il contorno occhi, e sono entrambi molto ben imbevuti di siero. Non ho molto da dirvi sulla confortevolezza perché la maschera è rimasta adesa senza alcun fastidio anche oltre i 15 minuti di posa che Garnier suggerisce. Forse un viso molto piccolo potrebbe avere qualche difficoltà a gestirli, ma alla fine non credo dispiaccia a qualcuno un po' di idratazione anche sulle guance, no?
L'azienda parla di una sensazione rinfrescante di addirittura meno 4 gradi, quasi glaciale, e può essere accentuata se si tiene il prodotto in frigorifero. Io l'ho applicata direttamente e mi è sembrata una maschera contorno occhi mediamente fresca.
L'Eye Tissue Mask Antifatica di Garnier è rivolta
"Per un contorno occhi spento e stanco, questi patch in tessuto sono infusi di una formula ultra fresca arricchita con succo d'arancia e acido ialuronico per un contorno occhi tonificato, riposato e più luminoso."
A proposito degli ingredienti, mi stupisce che non facciano riferimento ad esempio all'estratto di foglie di tè verde, che ha proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie, che si trova proprio fra le prime posizioni dell'INCI, insieme ad esempio alla glicerina. Non mi piace moltissimo l'idea del succo di arancia, avrei preferito magari un estere di vitamina C.



Comunque ho lasciato agire la Maschera Occhi Anti-Fatica ed ho aspettato che il siero si assorbisse, ma cerco di togliere le maschere in tessuto (e questo è un discorso in generale) appena prima che siano completamente asciutte effetto cerotto sulla pelle, e devo dire che ha funzionato.
Il mio contorno occhi appariva più sgonfio, più leggero, un po' più riposato e in generale più rinfrescato. Ho notato una lievissima azione schiarente della zona, non al punto da eliminare l'occhiaia ma da dare qualche ora di riposo allo sguardo. Non mi pare abbia avuto un'azione liftante o distensiva, ma, oltre a non essere qualcosa promesso dal trattamento, non ho grandi segni per poter notare una variazione da un utilizzo.
La zona non era appiccicosa ma certamente ben idratata, anche il giorno dopo, visto che l'ho utilizzata la sera, manteneva questa idratazione e questo mi fa pensare che la Maschera Occhi Anti Fatica di Garnier Skin Active sia adatta non solo come trattamento da usare al mattino per sembrare un po' più vivi, presenti e riposati, ma anche per pelli un po' più secche.

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Al contrario della Anti-Fatica, la Eye Tissue Mask Rivitalizzante è un bel lenzuolino che si occupa di coprire l'intero contorno occhi, non solo la palpebra inferiore, lasciando però liberi gli occhi. Non ho incluso la foto della maschera vera e propria perché è esattamente come la vedete stampata sulla confezione, solo che ha anche un supporto di plastica per poterla estrarre più facilmente.
La Maschera Occhi Rivitalizzante è indicata
"Per gli occhi stanchi che mostrano i primi segni dell'età, questa maschera in tessuto è infusa di una formula ultra fresca arricchita con acqua di cocco e acido ialuronico per un contorno occhi disteso e dall'aspetto più giovane." 
Non ci sono differenze così importanti in termini di ingredienti fra queste due Eye Masks, ma la Rivitalizzante dovrebbe, almeno sulla carta, avere una quantità maggiore di acqua di cocco rispetto al succo di arancia nella Anti Fatica, perché ha una posizione più alta nell'INCI. Tuttavia devo dire che non trovo nella maschera occhi Rivitalizzante una componente particolarmente anti age.



La mia pelle è stata ghiotta del siero di questa maschera, tanto che nel giro di mezz'ora la sentivo quasi completamente asciutta. Mentre la lasciavo agire non mi ha dato fastidio, non ha profumo, e mi è sembrata più fresca rispetto alla sorella Anti Fatica (ma comunque non i -4 gradi effetto ghiaccio), e soprattutto non scivolava né si muoveva, nonostante la forma.
Una volta rimossa la maschera, il siero rimasto sulla pelle ha impiegato pochi minuti ad essere del tutto assorbito, e non ha lasciato alcuna traccia, specie sulla palpebra superiore dove una sensazione di appiccicoso poteva darmi fastidio.
Le sensazioni che mi ha lasciato la Maschera Occhi Rivitalizzante è che la pelle fosse ben idratata, che la zona del contorno occhi fosse più sgonfia e che sentissi lo sguardo un po' più decongestionato. Esteticamente non ho visto un miglioramento palese: la pelle non mi sembrava particolarmente più schiarita o distesa che poi dovrebbe essere la sua funzione principale.
In definitiva non dico che se capita di vedere la Maschera occhi Rivitalizzante Garnier Skin Active fra gli scaffali la butto a terra e la calpesto, ma dirvi che sono rimasto straordinariamente colpito dai risultati che ho ottenuto sarebbe falso. Credo sia un trattamento carino, ma non rivoluzionario o così tanto diverso o migliore dalla maschera Anti Fatica.

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Con ognuna le sue caratteristiche e le piccole differenze, non posso che considerare positiva la mia esperienza con queste maschere occhi di Garnier, ed essendo un prodotto facilmente reperibile, che va in offerta nei vari negozi, che su Amazon si trova in dei formati convenienza con più confezioni, a volte ad un prezzo interessante, mi sembra un prodotto da avere sempre a disposizione. Non ho specificato che nessuna di queste maschere mi ha dato fastidio agli occhi e che sono oftalmologicamente testate.
Ma fatemi sapere la vostra esperienza, se magari è stata diversa dalla mia.





Serie tv promosse in pillole! 💊

Visto l'affollarsi di serie tv che ho terminato nelle ultime settimane, ho pensato che questo #backtoseries fosse un po' più snello con le mie opinioni in pillole (o almeno ci provo), in maniera quanto più sintetica possibile, così da non annoiarvi troppo ma come sempre cercare di condividere qualche serie tv interessante o magari confrontarci su cosa ci è piaciuto e cosa no.


Fleabag
Due Stagioni
⭐⭐⭐⭐🌠


Da non so quanto tempo mi promettevo di recuperare Fleabag da Amazon Prime Video, ma, nonostante la brevità, rimandavo senza un motivo valido. Si tratta di una serie che purtroppo è composta da solo 2 stagioni, con soltanto sei puntate l'una ed ogni episodio tristemente dura solo mezzora circa.
Spero sia riuscito a trasmetter il mio disappunto per questa scarsità di materiale, ma questa serie tv mi è piaciuta davvero tanto. 
Fleabag è una irriverente, sarcastica, tenera, sensibile e spezzata ragazza di trentanni che ci porta attraverso le sue relazioni più o meno temporanee, il rapporto con la sua famiglia disfunzionale, il suo modo di superare il lutto, la sua disastrosa carriera lavorativa.


Attraverso gli occhi di Fleabag seguiamo la parabola cruda e realistica, più discendente nella prima stagione, più ascendente nella seconda, di questa giovane donna che ha dovuto costruire una armatura fatta di ironia e sfrontatezza per muoversi attraverso una vita non sempre facile. C'è spazio per sorridere, soprattutto degli incontri strampalati di Fleabag, ma c'è anche ampio spazio per riflettere, commuoversi e percepire quel mondo di emozioni brulicanti che la protagonista tiene per sé.
Avrei voluto esplorarlo un po' di più questo mondo, anche perché Fleabag ha un modo molto diretto di esporre personaggi e storie, rompendo la quarta parete per coinvolgerci ancora di più, è forse questo l'unico appunto che mi sento di fare ad una serie che comunque non vuole prendersi troppo sul serio e non vuole caricare troppo lo spettatore.
Phoebe Waller-Bridge, che ha creato, scritto e interpretato Fleabag, ha dichiarato che, nonostante il successo ed i premi vinti, inclusi Emmy e Golden Globes, non ci saranno ulteriori stagioni, e lo capisco ma non lo accetto. 
Datele una chance e vi terrà un'ottima compagnia come ha fatto per me. E c'è pure Olivia Colman.

His Dark Materials - Queste oscure materie
Prima Stagione 
⭐⭐⭐🌠


Il primo gennaio di quest'anno è andata in onda su Sky Atlantic e Now TV la prima stagione di His Dark Materials e la fama che si è portata dietro mi ha spinto a recuperarla.
Tratta dalla trilogia di romanzi di Philip Pullman che io non ho letto, His Dark Materials ci porta in un mondo parallelo dove ogni essere umano ha un daimon, un animale guida che rappresenta addirittura l'anima delle persone e che aiuta e consiglia il suo padrone. Seguiremo in particolare le avventure di Lyra, una ragazzina molto sveglia e un po' discola, non proprio la tipica eroina delle storie, che si ritroverà suo malgrado in un lungo viaggio alla scoperta della probabile profezia che pare avvolga la sua esistenza. Sarà un'avventura che la porterà a scoprire che il bene e il male hanno un confine molto labile e la stessa Lyra dovrà trovare in sé una forza straordinaria per superare i momenti più difficili.


His Dark Materials - Queste oscure materie non è il solito fantasy tutto basato sulle fantastiche avventure di Lyra e di tutto il mondo soprannaturale che le circonda, ma collega ed intreccia anche argomenti profondi come l'amicizia, il rapporto con i genitori e la genitorialità stessa, ma anche appunto quella zona grigia che spesso appunto si frappone fra bene e male. Una serie young adult che però vuole imporsi con maggiore maturità, che fa sorridere in alcuni momenti, ma che sa anche toccarti più intimamente, con tenerezza, dolcezza, profondità ed anche, a volte, amarezza. A questo però si collega secondo me anche uno dei difetti della serie: si poteva scavare molto di più nelle sensazioni, dare più tempo allo spettatore di assorbire maggiormente quello che le immagini trasmettono.


Inoltre devo sottolineare due problemi della sceneggiatura: il primo è che ci si dilunga un po' troppo nelle prime puntate, pur lasciando un po' troppa polvere su alcuni dettagli, come ad esempio il reale potere e ruolo dei daimon. Questo prolungamento può farvi tentennare se proseguire o meno, vi avverto, ma secondo me merita arrivare alla fine.
Il secondo è che ad un certo punto innestano un nuovo filone narrativo che, oltre ad essere di poco appeal (per non dire tendente alla noia), sembra una forzatura messa lì solo per prepararsi la strada alla seconda stagione, che è confermata.
Ciò non toglie che His Dark Materials ha i pregi di una produzione potente come è solito per HBO, con degli effetti speciali di livello cinematografico, con una ottima regia, un cast variegato con parecchi talentuosi volti noti (da James McAvoy a Ruth Wilson), ed una storia piacevole da raccontare, quindi non ho dubbi nel consigliarvela specie se avete dei bambini o dei ragazzi con voi.


La fantastica signora Maisel
The Marvelous Mrs. Maisel
Terza stagione

⭐⭐⭐⭐


Non servono presentazioni almeno qui sul mio blog per quanto riguarda la mirabolante Midge Maisel, ma se non sapete di che cosa stia parlando potete recuperare la mia recensione della prima e della seconda stagione.


Non indugio quindi in dettagli, perché la terza stagione di The Marvelous Mrs. Maisel è il naturale proseguo della storia che avevamo visto nel precedente ciclo di episodi. Nessun colpo di scena così esaltante in fondo, ma solo qualche passo avanti nella vita dei protagonisti: Miriam inizia il suo tour negli Stati Uniti mentre aprendo i concerti di Shy Baldwin, mentre i suoi genitori si barcamenano con un nuovo stile di vita decisamente più frugale, ed anche Joel sembra pronto per una nuova avventura personale e lavorativa.


Forse è proprio qui il problema più grande di questa terza stagione de La fantastica signora Maisel: la carenza di una storia davvero coinvolgente da inizio a fine, che non ha bisogno di ripetersi. L'impressione col senno di poi è stata che tutto il racconto potesse essere condensato in un numero minore di puntate, mentre a noi ci hanno proposto una versione più stiracchiata. Non tutte le storyline sono state poi, per il mio gusto, particolarmente golose specie quelle dei personaggi secondari.
Un calo forse rispetto agli standard a cui la serie ci ha abituati la serie, ma alla fine credo sia anche fisiologico e non toglie il fatto che parliamo di un must watch secondo me. Inoltre non mancano moltissimi dei pregi a cui The Marvelous Mrs. Maisel ci ha preparati, come i dialoghi a mitraglietta, la solita cura dei dettagli di ambientazioni e costumi, i momenti più comici e quelli più toccanti, ma anche qualche nuovo personaggio che non potete non riconoscere.
Qui vi parlo della quarta stagione. 


The Outsider
Miniserie 
⭐⭐⭐🌠


Forse devo spendere qualche parola in più su The Outsider, le cui 10 puntate sono andate in onda su Sky Atlantic dal 17 febbraio al 16 Marzo. Si tratta anche in questo caso di una storia basata sull'omonimo racconto di Stephen King, anche in questo caso un'opera a me sconosciuta, ma che è stata sviluppata in una serie tv che tutto sommato promuovo.
Ad aprire la strada è un thriller psicologico tensivo: un bambino è stato ucciso e violentato brutalmente e nel giro di alcuni giorni la polizia trova l'omicida, che sarebbe il rispettabile, almeno fino a quel momento, allenatore della squadra di baseball Terry Maitland. Ma l'ispettore Ralph Anderson presto scoprirà che Terry il giorno dell'omicidio in realtà era ben lontano dalla scena del crimine. Come può un uomo essere in due posti contemporaneamente?
Per scoprirlo sarà necessario che tutti, compreso il rigido ispettore Anderson, spostino i confini della propria immaginazione e credenze.


The Outsider mi ha coinvolto praticamente da inizio a fine. È una storia cupa, intrigante, ma anche dinamica: c'è un innesto di personaggi e situazioni nuovi praticamente di puntata in puntata ma da spettatore non ho mai perso il filo, non mi son mai confuso perché col tempo tutti i tasselli tornano insieme. Questo è merito anche di un montaggio e di una regia di alto livello che riesce a spiegare una storia che a tratti può risultare magari un po' confusa, specie perché ci si sposta anche temporalmente nel corso delle vicende.
Il talento poi di un cast credibile ed intenso fa il resto nel dare valore ad una serie che secondo me merita una chance.


Una serie tv che vi terrà attaccati allo schermo per qualche ora, ma che forse manca di quell'elemento che possa renderla una produzione che ricorderò nel tempo, anzi ci sono stati aspetti di The Outsider che non mi sono del tutto piaciuti. Intanto il protagonista Ralph Anderson (Ben Mendelsohn) a volte mi è risultato inutilmente antipatico e chiuso, e i suoi dialoghi a tratti mi sembrava banalizzassero il personaggio. Perfetta invece Cynthia Erivo da inizio a fine, seppur la sua Holly Gibney non sia una figura che ha una particolare evoluzione nel corso degli episodi.
Inoltre, e giuro non vi faccio spoiler, non sono del tutto soddisfatto del passaggio dal thriller al soprannaturale, non l'ho trovato molto fluido e ben strutturato. Allo stesso modo, il finale è stato un po' meno esplosivo di quel che mi aspettavo, e forse meno di quanto la stessa serie lasciasse credere.
Si parla di una seconda stagione, e se avete visto The Outsider saprete che la scena post-credits lascia una finestrella aperta. Magari sarà proprio la prossima stagione a darmi quel finale succulento che mi aspettavo?




Spero che questa versione un po' più condensata di #backtoseries vi sia piaciuta (lo so, non sono proprio recensioni striminzite...), ma adesso aspetto di sapere quali serie tv vi stanno tenendo compagnia in queste serate.




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