Nuovi solari Cien Sun Love Your Planet... top o flop?

Non avevo bisogno di altri solari ma quest'anno ho deciso di provarne quanti più possibili, e quando ho visto che anche Cien ha aggiunto una nuova limited edition non potevo lasciarla lì senza provarla e dirvi la mia. Si chiama Love Your Planet, perché Cien Sun ha creato una piccola gamma di solari viso e corpo (tre diverse referenze esattamente) più ecosostenibili e reef friendly, al fine di salvaguardare la salute dei nostri mari. 



Infatti le protezioni solari di questa linea non contengono octinoxate e ossibenzone, due filtri chimici spesso discussi per il loro possibile impatto sui coralli marini. Infatti le Hawaii e altri stati hanno bandito l'uso di questi ingredienti nelle creme con SPF.
Sebbene i prodotti Love Your Planet contengano profumo, l'azienda specifica che è 100% facilmente biodegradabile. Questo non significa che siano dei solari biologici da "bollino verde" come intendono molti qui in Italia, ma posso anche dirvi che non ho notato siliconi negli INCI

Le formulazioni Cien Sun sono vegan, non hanno inoltre microplastiche e i packaging sono composti dal 50% di materiale riciclato.
Se questo non bastasse, Lidl donerà 50 centesimi con l'acquisto dei solari Love Your Planet e della linea bambini alla fondazione Veronesi per la ricerca sui tumori della pelle fino al 19 Giugno. Quindi una linea legata ad una buona causa, ma sarà anche valida?

Ho scelto di provare la Crema Solare SPF 50 viso e decolletè, e la Crema Solare SPF 50 che trovate declinata anche con fattore di protezione 30.



L'impatto iniziale che ho avuto è che si tratta di prodotti per l'uso in spiaggia e non per la città (in questo senso è meglio la versione opacizzante con SPF30), non solo per il loro essere ocean friendly, ma anche perché Cien specifica che queste protezioni sono resistenti all'acqua, ma già dopo 40 minuti di permanenza in acqua pare che perdano circa il 50% del loro potere protettivo. In effetti non sono di quelle creme ostiche da rimuovere, anzi con un semplice detergente vanno via facilmente.
Credo insomma che esistano altre protezioni solari molto più durature sulla pelle (tipo questa di Avene che ho provato quest'anno), specie se ad esempio praticate sport acquatici.


Per addentrarmi nella recensione di questi solari Love Your Planet non posso che sottolineare una mossa di marketing non a poco: se la versione per il viso ha una sua destinazione d'uso conclamata, non vi è alcuna specifica sul formato da 150ml. Può sembrare un caso, e si può essere portati automaticamente a pensare che il solare più grande sia per il corpo, ma secondo me la scelta di non specificare non è casuale.
Guardando infatti gli INCI di queste creme solari Cien, si nota che sono a base di filtri chimici, ed offrono una protezione dai raggi UVA e UVB. Devono ovviamente essere applicate abbondantemente affinché il loro fattore di protezione venga rispettato. 



Tuttavia è palese come la Crema Solare SPF 50 abbia gli stessi identici ingredienti della protezione viso e decolleté: una lista essenziale, con una base idratante data dalla glicerina e appunto i filtri solari.
Entrambi questi nuovi solari Love Your Planet hanno una consistenza cremosa abbastanza fluida, facile da stendere, e decisamente piacevole visto che risulta abbastanza fresca.
La texture non lascia scia bianca, e anche se Cien avverte che possono macchiare gli indumenti, non ho notato nulla di ciò.
Entrambi i solari inoltre condividono una fragranza floreale abbastanza persistente, forse un po' più delicata nella versione per il viso.
Se la teoria accomuna di molto queste due creme, anche nella pratica non ho trovato grosse differenze.


La protezione SPF 50 Viso e Decolleté ha un finish abbastanza lucido sulla pelle, e seppur non la trovi particolarmente grassa, untuosa o occlusiva sul viso, credo che, come vi anticipavo, esistano formulazioni più eleganti e leggere per la città o come base per il trucco, mentre questa va bene per il mare. In generale non mi fa sudare.
La composizione poi è idratante, si stende e assorbe bene e lascia la pelle abbastanza morbida, e resta confortevole nel corso delle ore, e a me non brucia affatto gli occhi.

Non la ritengo però la scelta più adatta a pelli sensibili, né a quelle particolarmente grasse che già si lucidano molto per natura.
Ho cercato di ovviare al problema lucidità applicando questa crema Cien Sun da sola, skippando in toto la skincare, e ammetto che ho ottenuto un miglioramento estetico, ma non posso dire che la mia pelle sia compiaciuta da un salto così netto. 
Se mi conoscete un po', saprete che un solare con queste caratteristiche non può non essere un mio preferito, ma l'ho trovata utilizzabile e accettabile per il rapporto con il prezzo. 



Il solare SPF 50 Love Your Planet Cien non si discosta molto da questa descrizione: l'ho provato sul corpo ed idrata senza risultare troppo pesante o appiccicoso, si stende bene e si assorbe abbastanza rapidamente, ma anche qui credo che esistano solari un po' più impalpabili, adatti alla città. Anche in questo caso la sensazione è quella di pelle morbida ed elastica.

Ho voluto ovviamente testare anche questo solare sul viso, e rullo di tamburi, il feeling e l'effetto finale sono pressoché identici alla versione Viso e Decolleté, risultando forse un po' più occlusiva, ma non per questo fastidiosa. 
Credo insomma che questi due nuovi solari Cien Sun Love Your Planet siano intercambiali (per non dire la stessa cosa in formati diversi), e se scegliete di acquistarne uno da utilizzare esclusivamente per il mare, credo che la versione più grande sia la scelta più conveniente. 

INFO BOX
🔎 LIDL
💸 € 3.99/5.99
🏋 50/150ml
🗺 Made in Germania
⏳  12 mesi
🔬 Vegan


Avevate scovato questa novità da Lidl? Ve li avevo anche mostrati su Instagram, se vi va seguitemi per non perdere le anteprime.

A questo link vi parlo invece della Crema Solare Anti-Age e Anti Spot SPF50+ Cien Sun.

 


Le Fate Ignoranti La Serie: hanno sbagliato tutto

Quando nel 2001 uscì al cinema, Le fate ignoranti divenne subito un successo destinato a diventare un cult sia nel cinema italiano, che nella comunità LGBTQ+ . Un film che dalla sua aveva una trama interessante, specie per l'epoca, ma anche un cast in grado di dare alla storia il giusto spessore e intensità.
Tuttavia le idee del passato a volte è meglio che restino nel passato, o per lo meno, sarebbe stato meglio se Ferzan Ozpetek non avesse preso un film valido (per alcuni un capolavoro) per trasformarlo in una miniserie che non ha niente a offrire.



Le Fate Ignoranti - La Serie, che trovate su Disney+ dal 13 Aprile, infatti non aggiunge nulla alla storia già nota di Michele, Antonia, Massimo e tutta la combriccola, anzi la segue passo passo cambiando il 99% degli attori, ma non proponendo alcuna novità effettiva sia alla vicenda, sia al percorso dei suoi personaggi. Per questo, qualunque cosa dirò, non credo possa essere considerato spoiler.
Si tenta di ricreare quelle atmosfere fatte di feste, di amicizia, amore e calore, quei dialoghi, quel mood tipico dei lavori di Ozpetek, con nuovi volti e con il vago tentativo di contestualizzare la storia ai giorni nostri, fra chat e smartphone. 
In pratica, come diciamo noi gente semplice, allungano il brodo tirando il freno a mano, perché d'altronde da un'ora e mezza di film hanno deciso di tirarci fuori ben 8 episodi.

Questo è uno dei tanti problemi de Le Fate Ignoranti La Serie, direi anzi il più grosso. Più volte infatti mi sembrava che gli attori stessero recitando lentamente, e se questa flemma può essere interessante per assaporare i momenti più intensi e drammatici, è necessario che ci sia qualcosa di fondo da voler condividere, e questa serie secondo me non ce l'ha. 
Il racconto che fa Ozpetek di questo mondo LGBTQ+ risulta infatti anacronistico, punta troppo a stereotipi non eccessivi ma già noti e poco freschi per il mondo seriale (e sociale in genere) attuale. 
Penso ad esempio al far intendere che nel mondo gay sia normale e ben accetto che ci sia una diffusa promiscuità: la relazione fedifraga fra Michele e Massimo viene palesata come nulla fosse, e i suoi amici non la vivono con qualche remora o perplessità. 



Il rapporto fra Massimo, Antonia e Michele poteva essere l'occasione di una riflessione matura sulle coppie aperte e poliamorose, e invece, per come Ozpetek lo racconta, sembra "sia inevitabile" per un omosessuale mettersi in discussione e domandarsi se una donna gli possa piacere, chiave di lettura che risulta forse più facile da mostrare ad un pubblico generalista.
Non voglio dire che tutto questo sia problematico, perché ne capisco il buon intento, ma mi è risultato abbastanza datato e poco entusiasmante. 
Inoltre il tema del tradimento non è sviscerato o approfondito da angolazioni diverse, ma sembra solo l'escamotage su cui puntare ripetutamente per creare dinamiche facilmente, come accade fra Annamaria e Roberta, fra i genitori di Antonia, e più velatamente fra Luciano e Riccardo.



Mancano insomma idee, spunti nuovi, ma si preferisce giocare su situazioni consolidate, non inserendo qualche approfondimento ad esempio sui protagonisti.
È vero che in questa "nuova" versione de Le Fate Ignoranti ci sono episodi dedicati ai personaggi secondari, ma non aspettatevi chissà che visione dettagliata o originale del loro vissuto, e purtroppo anche per i principali non ci viene offerto un quadro completo. Michele tutto sommato si salva, ma la Antonia di Cristiana Capotondi è decisamente lagnosa. Il Massimo di Luca Argentero è invece un fantasma a tutti gli effetti e nulla o quasi si sa di lui, se non la fredda battuta che recita ad ogni inizio episodio. 


Se avessero pensato ad un sequel o ad un reale cambio di prospettiva, Le fate ignoranti La serie poteva avere un senso, ma così risulta una visione distaccata, dove nemmeno tutte le interpretazioni risultano all'altezza e che non offre particolari momenti di riflessione, specie rispetto alla sensibilità attuale. 


Maschere Viso Apivita: questa volta mi sono piaciute!

Non vi ho parlato molto spesso di Apivita, e l'ultima volta che l'ho fatto è stato per una recensione altalenante delle loro maschere viso. Di recente ne ho provate altre quattro che invece sono finito per apprezzare molto più volentieri.



Se non avete alcuna conoscenza di Apivita vi consiglio di fare un salto a questo post perché trovate una breve introduzione su questo brand greco, ma già il nome dice moltissimo, visto che suggerisce l'uso di ingredienti provenienti dalle api, come miele, propoli e pappa reale



Apivita Express Beauty Face Mask Pomegranate Radiance & Revitalization
Maschera Viso Illuminante e Rivitalizzante



Ho trovato molto carina questa maschera al melograno Apivita, che ha una azione ringiovanente e protettiva della pelle. Contiene infatti estratto di melograno che è antiossidante, ma anche olio di oliva, burro di karitè, acido ialuronico e miele per una azione idratante.
La maschera Pomegranate Apivita è una crema bianca fluida con dentro degli sparuti granellini bianchi e rossi che non fanno un effetto scrub, ma si sciolgono già quando la si stende. Sul viso è freschina, ma si comporta come una comunissima maschera in crema, non si secca né tira. La profumazione è gradevole ma non ve la so spiegare, non ricorda però il melograno secondo me.



Non dandomi problemi o fastidio ho allungato sempre  i tempi di posa suggeriti da Apivita (10 minuti) ad almeno mezz'ora.
Oltre che semplice da usare, questa maschera mi è piaciuta perché, dopo averla sciacquata, la mia pelle resta liscia, più idratata, un pochino più luminosa e tonica. Nessuno di questi risultati è così travolgente da aver cambiato in meglio definitivamente il mio viso, ma credo che la maschera Apivita possa piacere a pelli miste e giovani, che non vogliono un prodotto untuoso e pesante e che magari lasci residui. Infatti si sciacqua semplicemente con acqua, e poi si può proseguire con la propria skincare se se ne sente la necessità come per me. 

INFO BOX
🔎 Farmacia, Parafarmacia, ShopFarmacia, eFarma, Online
💸 € 2.70/3
🏋 2x8 ml
🗺 Made in Grecia
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 //



Apivita Express Beauty Face Scrub Bilberry for Brightening
Scrub viso illuminante



Credo sia molto interessante questo Scrub al mirtillo Apivita perché unisce sia una azione esfoliante fisica, grazie a a polvere di noccioli di mandorle dolci e jojoba, ma anche chimico grazie agli acidi contenuti naturalmente appunto nel mirtillo. In più nell'INCI ho notato olio di mandorle dolci, di oliva, miele, e tanti attivi emollienti e idratanti.
Si tratta di una crema morbida con dispersi tanti piccoli granellini sottili poco visibili in effetti ma che si percepiscono. In effetti è uno di quegli scrub viso che piacciono a me perché abbastanza delicati (in questo caso forse un po' troppo) e che producono una esfoliazione abbastanza gentile adatto anche a pelli un po' più sensibili ed un uso un po' più frequente. 



Lo Scrub Bilberry Apivita ha un profumo fruttato gradevole e tutta l'esperienza d'uso è piacevole. Personalmente cerco di usarlo come una maschera-scrub, lasciandola in posa per la mia solita mezzoretta dopo averlo massaggiato, insistendo sulle zone più problematiche. Sul viso non si secca malamente, ma si comporta come una maschera viso qualunque.
Il risultato su di me è quello di una pelle più liscia e morbida, con una grana più omogenea, e senza pellicine e zone secche. Come vi dicevo però questo scrub di Apivita non è indicato a chi invece vuole un azione strong, a pelli molto ispessite e magari chi cerca qualcosa di più purificante, ma proprio a chi vuole rinfrescare la pelle con una esfoliazione gentile e veloce. A me ad esempio non ha mai irritato, arrossato o seccato la cute. 

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💸 € 2.70/3
🏋 2x8 ml
🗺 Made in Grecia
⏳  Scadenza sulla confezione
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Apivita Express Beauty Face Mask Pink Clay Gentle Cleansing 
Maschera Viso all'argilla pulente delicata


Un'altra delle maschere viso Apivita che mi è piaciuta molto è questa all'argilla rosa che è un ingrediente che è apprezzato dalla mia pelle. In questo caso si tratta di una maschera più ricca, visto che contiene attivi anti impurità e sebo assorbenti come caolino, illite e talco, ma anche una parte di ingredienti idratanti e lenitivi come aloe, camomilla, estratti di rosa centifolia e canina, miele e proteine del grano. 
In questo caso abbiamo a che fare con una consistenza cremosa, ma ovviamente più spessa e argillosa, facile comunque da applicare sul viso e tenere in posa perché si secca ma non diventando fastidiosa. Anche in questo caso è presente una profumazione fresca e vagamente dolce al mio naso. 



La Gentle Cleansing Face Mask rispetta a pieno il nome che le hanno dato: ha secondo me infatti una azione riequilibrante che da un lato aiuta ad assorbire il sebo, a rendere i pori meno visibili e in generale la pelle meno infiammata. Dall'altro lato però non secca, anzi ha una leggera azione idratante, che secondo me la rende perfetta per pelli miste che magari hanno aree secche e sensibili. Meno indicata a mio avviso per pelli davvero oleose con parecchie impurità che vogliono una azione purificante strong.
Anche questa maschera viso Apivita non mi ha mai seccato la pelle, anche lasciandola in posa 15 o 20 minuti, ha anzi una azione lenitiva e rinfrescante che si sente. Inoltre si sciacqua facilmente, che non guasta. 

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💸 € 2.70/3
🏋 2x8 ml
🗺 Made in Grecia
⏳  Scadenza sulla confezione
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Apivita Express Beauty Face Mask Royal Jelly Firming & Revitalizing 
Maschera viso tonificante liftante



L'ultima maschera Apivita che ho provato è a base di pappa reale, miele acido ialuronico, pantenolo e olio di oliva, ma è all'estratto di semi di ziziphus che l'azienda attribuisce il potere tonificante e liftante. La Royal Jelly Face Mask è una maschera in gel, ma il profumo mi ha ricordato più un ammorbidente o un detersivo per i pavimenti. Non è quindi adatta secondo me a chi non sopporta o comunque ha una sensibilità alle fragranze nei cosmetici, perché la ritengo particolarmente intesa. Risulta facile da stendere sul viso e non si secca creando ad esempio una pellicola, di conseguenza si rimuove facilmente.



Sono rimasto stupito dall'uso di questa maschera rassodante Apivita perché credo funzioni davvero. Mi rende infatti davvero la pelle più compatta, morbida ed elastica, dandole un aspetto più carino, disteso ed omogeneo. Inoltre mi lascia la cute anche più idratata, cosa che non guasta.
Non sarà il miracolo in bustina, che fa sparire le rughe e le lassità cutanee in un unico passaggio, specie se la vostra pelle non è molto curata in generale, ma credo che anche visi un po' più secchi e segnati potrebbero trovare giovamento da questa Royal Jelly Face Mask

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💸 € 2.70/3
🏋 2x8 ml
🗺 Made in Grecia
⏳  Scadenza sulla confezione
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Che ve ne pare di Apivita? Avete testato nulla del brand?

Qui trovate altre nuove recensioni.



Cosa mi è successo a Torino

Tutti parlano di Torino come una città a misura d'uomo, ma su di me, che vengo da un paesino sperduto del profondo sud italiano, che impatto avrebbe avuto? Da tanto volevo scoprirlo, e seppur un lungo week-end non basta per farti conoscere un luogo nuovo, certamente ti dà un punto di partenza. 



Come sempre, con un piano di battaglia spalmato per tre giorni, con tutti i punti di interesse che avevo intenzione di visitare, e un provetto compagno di viaggio (e non solo), ho iniziato quella che doveva essere una vacanza tranquilla. Ma fra una partenza con due ore di ritardo, che ci ha costretti ad un arrivo in notturna, un tassista che credeva di essere in GT Racing, e un albergatore con una insolita passione per lo Statuto Albertino, l'incipit sembrava decisamente traballante.
Fortunatamente, dopo poche ore di sonno, è iniziato il vero viaggio, partito dalla Venaria Reale


Se ve lo steste chiedendo, sì, il mio itinerario includeva anche gli orari perché abbiamo prenotato online quanto più possibile, per assicurarci i posti ed evitare le file. 
Venaria Reale si raggiunge facilmente con i mezzi pubblici nel giro di circa 50 minuti dal centro, ma la mia idea era quella di visitarla il venerdì sperando che fossimo più riposati e soprattutto che la calca del weekend non ci inseguisse. 
La reggia di Venaria ci ha accolti dopo una passeggiata lungo un vialone, e si apre con la parte più umile del piano interrato, in cui viene raccontata la storia e la struttura della tenuta, per poi condurci verso la parte nobile, barocca, sontuosa e ricca. Una passeggiata sempre a naso all'insù, specie nella luminosa e iconica Grande Galleria.

È vero, lascia di stucco, ma armatevi di pazienza se volte fare una foto in cui non appaiano decine di turisti alle volte spalle. 
Meritano l'altrettanto la suggestiva Cappella di Sant’Uberto e i giardini che avvolgono Venaria Reale, ma la pioggia (e la stanchezza) ci ha sorpresi ed ha accorciato, seppur di poco, la nostra visita. 
Per fortuna il resto della giornata siamo stati graziati da un clima più piacevole, leit motiv di tutta la mia permanenza a Torino, e dopo un po' di riposo, una passeggiata ci ha portati a Piazza San Carlo, che mi ha dato una impressione diversa rispetto alle immagini viste in giro, di maggiore calma.

È seguita una breve visita a Palazzo Carmignano ma era solo un intermezzo rispetto alla nostra reale meta, ovvero l'aperitivo/esperienza al particolare Floris House e una cena nel meno entusiasmante, ma comunque gradevole, ristorante Kipling di fronte a Piazza Bodoni
Il dopo cena è stato un ulteriore occasione per scoprire la Torino notturna, sempre affascinante e misteriosa, e le scarpe ci hanno portato fino a ponte Vittorio Emanuele I, ma i miei piedi imploravano pietà, pensando anche al giorno successivo e alla visita del Museo Egizio
Il giorno seguente infatti, dopo un passaggio al museo del Risorgimento, che onestamente poco mi incuriosiva, la mia fascinazione per l'antico Egitto ha brillato quando abbiamo varcato le soglie di quello che è il secondo museo sulla popolazione nilotica più antico al mondo. 


È vero che l'inizio della visita può risultare un po' tiepido, con questa lunga pergamena e l'introduzione al museo stesso, ma già al secondo piano ci si addentra nella parte più interessante e impressionante, fra resti umani, sarcofagi, statuette, utensili per la vita quotidiana, resti del cibo e ovviamente dell'ampio culto della morte con le sue pratiche che nel tempo hanno subito mutamenti. Se è difficile restare indifferenti alla sala dei sarcofagi, è la galleria dei Re che secondo me resta più impressa per la sua impostazione e imponenza.
Poco impattante ma sempre piacevole la mostra temporanea al terzo piano sulla nascita dell'Aida, l'opera di Giuseppe Verdi.
Inutile soffermarmi sul fatto che anche il Museo Egizio richiede gambe resistenti, e dopo un pranzo veloce a base di bagel, e un breve riposo, ci siamo diretti al Parco del Valentino



Il parco si è prestato davvero ad una passeggiata in relax, ma sarebbe stato troppo spingerci oltre il posticcio Borgo Medievale (costruito a fine '800). Ci sarà occasione in futuro di vedere la parte frontale del Castello Valentino, ma intanto la sera ci aspettava una cena da Razzo che non posso non eleggere come il miglior ristorante del mio breve soggiorno torinese.
La sera invece siamo arrivati nei pressi della cattedrale di San Giovanni Battista, ma non abbiamo voluto arrivare eccessivamente affaticati alla tappa del giorno seguente, ovvero la Mole Antonelliana e il museo del cinema.

Credo sia stato geniale allestire all'interno della Mole un museo così particolare, che mischia cultura a puro intrattenimento e che in ogni suo angolo ha qualcosa di curioso da mostrare. Non essendo un fan di Dario Argento e dell'horror in genere, anche questa parte temporanea della mostra non mi ha annoiato. 
Purtroppo già da giorni non erano disponibili i biglietti per l'ascensore verso il Tempietto, per cui per questa volta è saltata. 
Per pranzo ci ha rinfrancati il buonissimo cibo Il Melograno, proprio a pochi passi dalla Mole, ed in effetti abbiamo avuto bisogno di energie perché prima abbiamo visitato la Chiesa della Grande Madre di Dio, e il pomeriggio è stato dedicato al Palazzo Reale.



Pienissimo di tesori (e di polvere, allergici avvisati), il Palazzo Reale è un altro di quei luoghi che ti riempie gli occhi e ti tiene a testa all'insù fin dall'entrata, e per tutto il percorso non delude mai, dall'armeria Reale, fino all'altare della Sindone che non può non lasciare a bocca aperta. Anche la parte più museale dell'edificio si è rivelata interessante, ma è stata la galleria archeologica a trattenerci di più.
Non ho una opinione particolarmente entusiasmante della esposizione temporanea "Animali a Corte", che spesso secondo me disturbava degli ambienti già bellissimi. I giardini, ultimo step, si sono prestati per una sosta all'ombra per riprendere un po' di fiato. 


Quello che restava del mio viaggio a Torino è stato dedicato ad una serata rilassante nel dehor di Luogo Divino, ma le sensazioni erano quelle malinconiche del ritorno.
D'altronde Torino ci ha accolti e fatti star bene lungo tutti questi giorni, il suo fascino, il suo mistero, quel vago sapore di piccolo mondo antico, quel passato a cui la città tiene e cura molto, mi sono piaciuti e mi hanno lasciato una bella sensazione.
Torino è diventata parte dei bei ricordi, e anche se penso già alla prossima tappa, ci ritornerò volentieri. 




The Ordinary Hair Care: tutto sui nuovi prodotti capelli!

Lo scorso 8 marzo The Ordinary ha lanciato quella che è a tutti gli effetti la sua prima gamma di prodotti per capelli, e dopo averli testati in lungo e in largo, grazie all'azienda, posso raccontarvi tutti i dettagli e ovviamente che risultati hanno avuto su di me. 



La nuova linea di Hair Care The Ordinary va ad affiancare il già esistente Multi-Peptide Serum for Hair Density, infatti non mi ci soffermerò adesso perché ne esiste già una recensione dettagliata, e sapete pure che l'ho riacquistato e attualmente lo sto usando sempre con tanta soddisfazione.
Le nuove referenze sono a tutti gli effetti una routine per la detersione e la cura dei capelli con l'approccio che contraddistingue il brand di Deciem: una linea minimale, con INCI essenziali, e l'uso di attivi che generalmente vengono indicati per la cura della pelle del viso, seguendo il principio della skinification. 

Il primo step di questa routine The Ordinary è il Sulphate 4% Cleanser for Body and Hair, un detergente per il corpo e i capelli che contiene appunto il 4% di SLES-2



Per anni è stata fatta una campagna denigratoria sui solfati, ritenuti tensioattivi aggressivi e dannosi, ma The Ordinary ha voluto demistificare questa categoria di ingredienti sottolineando come sia importante scegliere quelli più adatti ed utilizzarli alle giuste percentuali. Per questo ha usato il Sodium Laureth Sulfate nel suo cleanser, insieme a pochi altri ingredienti fra cui il tocoferolo, e il tutto in una formulazione in gel fluido e completamente inodore. Inoltre non contiene oli o siliconi.
Il Sulphate 4% Cleanser non è estremamente schiumogeno, ma diciamo quanto basta per agevolare la detersione, e con la spugna riesce anche a darmi abbastanza soddisfazione. 



Sui miei capelli secchi e difficili, con un cuoio capelluto sensibile e tendente al secco, temevo che potesse non piacermi, ma questo nuovo shampoo di The Ordinary fa bene il suo lavoro: l'ho utilizzato sia puro, semplicemente massaggiandolo sulla cute, che diluito, ed in entrambi i casi deterge bene i capelli ma senza seccarli o rendermeli un groviglio. Inoltre non mi ha dato fastidio alla cute con prurito e irritazioni, anche nell'uso continuato nel tempo.
Personalmente, un po' anche per abitudine, ho preferito usarlo in diluizione, dandomi così delicatezza ma pulizia.
È vero che un balsamo è necessario per me, ma la sua minima azione condizionante ce l'ha. Inoltre i capelli mi restano abbastanza leggeri, voluminosi e non perdono il loro corpo. Il suo potere detergente me li lascia puliti per i miei soliti quattro giorni canonici. 


Credo che il Sulphate 4% Cleanser sia adatto a capelli normali, corti, sottili, non troppo grassi, ma nemmeno particolarmente danneggiati o trattati.
Sul corpo è stato un docciaschiuma piacevole da usare, anche qui adatto per la detersione quotidiana, anche perché si sciacqua velocemente e lascia la pelle abbastanza morbida ed elastica. Anche in questo caso, non lo consiglierei a pelli esigenti che hanno bisogno di attivi emollienti, lenitivi o nutrienti, ma più per pelli normali o leggermente secche.
Un buon detergente all over, è così che definirei il Sulphate 4% Cleanser for Body and Hair di The Ordinary, perfetto secondo per la palestra, in viaggio o adesso che arriva l'estate e si cercano prodotti più pratici. Altro piccolo pro riguarda la confezione che, oltre che molto carina, è compatta e resistente, e sta anche in orizzontale, qualora abbiate poco spazio. 

INFO BOX
🔎 theordinary.comsephora.itlookfantastic.itDouglas.itBeautybay.com
💸 €8.30
🏋240ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free


Come balsamo in questa Hair Care, The Ordinary ha proposto il Behentrimonium Chloride 2% Conditioner, un prodotto particolare.



Ha infatti una consistenza quasi più in gel che in crema, è soda, ma facile da stendere in maniera omogenea sui capelli. Man mano che il prodotto termina non è semplicissimo farlo uscire dalla confezione, per farvi capire più o meno di che texture sto parlando.
All'interno del Behentrimonium Chloride 2% Conditioner troviamo appunto questo sale di ammonio quaternario noto per le sue capacità condizionanti, districanti e antistatiche e per questo ampiamente usato nelle formulazioni dei balsami per capelli.
Anche in questo caso Deciem non ha aggiunto profumi, siliconi e oli.



Ero conscio che questo Conditioner The Ordinary non sarebbe stato completamente adatto alle mie esigenze, visto che a volte anche prodotti molto ricchi ed elaborati non riescono a spuntare tutte le caselle delle caratteristiche che ricerco in un balsamo per capelli.
In questo caso mi sono trovato con un prodotto districante, che mi rende sicuramente i capelli più morbidi e facili da pettinare, oltre che leggeri e per nulla appesantiti.
Non posso parlare però di una lucentezza particolare né di una estrema setosità, visto che su di me il Behentrimonium Chloride 2% Conditioner risulta abbastanza leggero. Per questo mi è sembrato il balsamo perfetto per capelli sottili, che non vogliono essere appesantiti e magari cercano un conditioner che possa sporcare i capelli in anticipo.


Su di me, anche aumentando le quantità e i tempi di posa, non ho notato un particolare miglioramento della sua performance.
Per le mie necessità ho utilizzato il balsamo The Ordinary senza colpo ferire, ma anche senza restare di stucco per l'effetto. È uno di quei casi in cui, essendo shampoo e balsamo entrambi molto semplici da un punto di vista dell'INCI, non riescono a controbilanciarsi. Sono però sicuro che potrà accontentare chi ha capelli più docili, che necessitano solo una azione districante.
Aggiungo che il risciacquo di questo Conditioner non è particolarmente difficoltoso.
Un tip: questo balsamo capelli si presta benissimo come cowash, mi è infatti capitato di usarlo con l'aggiunta di zucchero per una azione esfoliante e detergente delicata.
Spero comunque che The Ordinary sfrutti ad esempio quegli oli vegetali che presenta nella gamma per creare una maschera o un impacco capelli anche per noi che in testa abbiamo i rovi. 

INFO BOX
🔎 theordinary.comsephora.itlookfantastic.itDouglas.it, Beautybay.com
💸 €8.30
🏋240ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12Mesi
🔬 Cruelty Free


L'ultimo step della Hair Care The Ordinary, oltre al siero rinforzante, è un prodotto che non si trova spesso in commercio ovvero il Natural Moisturizing Factors + HA for Scalp, un trattamento idratante per il cuoio capelluto. 



The Ordinary ha declinato gli ingredienti che utilizza per la loro crema idratante viso, in un fluido leggero che va a idratare e rinforzare la barriera cutanea del nostro scalpo, e quindi contrastare secchezza e prurito.
Al suo interno troviamo appunto aminoacidi presenti naturalmente nel naturale fattore di idratazione, ma anche squalano e acido ialuronico. Il tutto è racchiuso in una consistenza lattiginosa molto liquida, che però si dosa benissimo grazie alla pipetta sottile. Anzi, questo dropper me lo conservo perché secondo me è perfetto per applicazioni localizzate. 



Natural Moisturizing Factors + HA for Scalp è un trattamento leave-in, da usare su cute asciutta la sera prima di coricarsi e che non necessita appunto risciacquo, l'unica premura che ho è di lasciarlo asciugare prima di mettermi a letto per non bagnare il cuscino, ed in effetti nel giro di una decina di minuti si asciuga e si assorbe del tutto.
Al contrario del Multi-Peptide Serum che utilizzo sull'attaccatura frontale, personalmente ho usato questo siero principalmente sulla parte posteriore e della nuca, perché è lì che generalmente soffro di maggiore secchezza e irritazioni. Ovviamente potete applicarlo dove vi pare, per me, in questo periodo il problema è più localizzato in questa area, ma può capitare che ad esempio abbia una leggera secchezza sia sulle tempie che nella parte laterale della testa.



La prima sensazione che mi dà questo Natural Moisturizing Factors + HA for Scalp è sicuramente la freschezza e l'azione lenitiva: se ad esempio ho un leggero prurito questo siero The Ordinary mi calma subito il fastidio rinfrescando le zone più infiammate. Nel tempo aiuta sicuramente ad idratare e a ridare elasticità al cuoio capelluto quando questo magari risulta tirante e secco. È ovviamente importante cercare di ridurre queste situazioni già dal principio: servono insomma dei prodotti detergenti che siano delicati e adatti a noi. Ma chi ha un cuoio capelluto secco e sensibile come il mio sa che a volte anche circostanze esterne non aiutano.



Penso ad esempio al sudore, all'acqua della doccia troppo calda, allo stress. In tutte queste circostanze credo che il Natural Moisturizing Factors + HA for Scalp dia davvero un aiuto alla cute cercando di ripristinare una situazione di equilibrio.
Pur essendo un hair serum leggero e acquoso, secondo me è scontato che sia un prodotto più rivolto a capelli secchi e non troppo sottili. Su di me come vi dicevo, si assorbe e si asciuga bene, senza lasciare residui ma senza anche sporcare o appesantire i capelli anche nell'uso quotidiano.
Credo che Natural Moisturizing Factors + HA for Scalp abbia diverse caratteristiche che lo rendono un prodotto particolare e utile, da usare anche solo per brevi periodi durante l'anno. 

INFO BOX
🔎 theordinary.comsephora.itlookfantastic.itDouglas.itBeautybay.com
💸 €13.30
🏋60ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 Cruelty Free


Avevate già visto la nuova hair care di The Ordinary?



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