|Beauty Cues Update|
Quattro prodotti sòla degli ultimi mesi.

Nel corso di questi mesi ho raccolto alcuni prodotti che per ragioni diverse mi hanno deluso per cui ho pensato di metterli tutti insieme in castigo in questa pubblica gogna. Le ragioni sono diverse come vedrete ma ovviamente sono prima di tutto mie personali impressioni.

Il primo prodotto che mi ha deluso in ordine di tempo  è stata la Base Lissante Velours Avant Première di Couleur Caramel.

30ml//31€//Bioprofumeria, Online// PAO 18m//ECOCERT, Cosmebio
Non sono un esperto di primer viso ma penso siano un prodotto perfetto anche per gli uomini, specie per chi magari ha una pelle particolarmente grassa o particolarmente secca, ed intende dare un aspetto migliore della grana e della luminosità, senza aggiungere colore come con un fondotinta, una BB cream, una CC cream e dudududadada.
Questo primer di Couleur Caramel è contenuto in un tubetto di plastica morbida che si presta abbastanza bene per il prodotto che è una sorta di pasta dalla texture non molto liscia, con un colore giallino che non mi ha fatto subito buonissima impressione; altra cosa che non mi ha fatto una buona impressione è stato l'odore di questo primer: si sente molto l'odore della silica, ovvero l'ingrediente base di questo prodotto.
Il profumo va via abbastanza in fretta ma non mi piace spalmarlo sul viso.
A proposito di spalmare, questo primer fa una magia perché dalla consistenza spugnosa che ha, si stende molto bene, diventando trasparente. Una volta steso la pelle diventa liscia come qualcosa di mai visto. È incredibile. Non credo di aver avuto una pelle così liscia e setosa, nemmeno appena nato.
Il problema però sta nella sua efficacia.
Sul sito dicono:
La base lisciante Avant Première di Couleur Caramel è un eccezionale primer per il viso, che grazie alla sua esclusiva finitura opaca prolunga la durata del trucco. Dalla texture vellutata, completamente trasparente e deliziosamente profumato, questo prodotto facilita l'applicazione del fondotinta e del make-up.
Beh, su di me questo primer non opacizza. O meglio, appena applicato la pelle risulta molto opaca e i pori leggermente più mimetizzati ma dopo circa un paio di ore la pelle risulta come se non avessi messo nulla. Io ho una pelle normale, anzi a tratti un filo secca per cui gradisco una leggera luminosità. Ma se metto un primer opacizzante, voglio che la pelle sia perfettamente opaca.
Inoltre qualsiasi cosa mettevo sopra, sembra non aderire bene ma restare sempre a chiazze, o strisciato, sia esso un prodotto bio e non. 
Non mi è piaciuto e sinceramente non so come lo finirò.
In ordine di tempo, un altro prodotto che non mi è piaciuto è il Sapone Mani Winni's Naturel al Thè Verde.

250ml//2,80€//Grande distribuzione//ICEA

Il prodotto ha un ottimo profumo di te verde, fresco e anche persistente. È un gel leggermente denso, il flacone lo dosa molto bene. Produce una bella schiuma morbida. La mia idea era quella di usare il prodotto sia per le mani che per il viso. Tuttavia già dal primo uso ho capito che per il viso non era l'ideale, perché mi lasciava la pelle molto arida e tirante. Quindi l'ho destinato esclusivamente alla detersione delle mani ma pure qui non è così delicato. Anzi lascia proprio l'effetto "sgneck sgneck" tipico di una eccessiva detersione. Eppure sul sito scrivono
La sua formulazione limita al massimo l’insorgenza di reazioni avverse e garantisce un’estrema tollerabilità cutanea, sostenendo tutti i principali test: nichel, cromo, cobalto (soglia rilevabile < 0,01 ppm) ipoallergenicità, dermocompatibilità.
Ok, non provoca allergie ma provoca secchezza.
Penso possa andare bene magari in cucina quando abbiamo le mani molto sporche magari da cibi unti o che rilasciano odori, ma non lo consiglierei per un uso costante o a chi soffre di mani secche.
Così come non consiglierei il Body Scrub delicato di H&M.

250ml//4.99€//Online, negozi monomarca

I cosmetici H&M mi incuriosiscono molto come avrete notato, anche perché faccio sovente ordini di abbigliamento e quindi ci ficco questi prodotti che hanno un costo accessibile. Inoltre hanno INCI tutto sommato non troppo dannosi.
So di aver detto di non essere un amante degli scrub corpo, infatti questo non l'ho comprato io, ma mia sorella, e che fai, non lo provi?!
Questo scrub si presenta come un gel mediamente denso, pieno di piccoli granelli. La profumazione, Caribbean Crush, è intensa, fruttata, fresca e anche un po' persistente, sintetica ma piacevole. Appena il prodotto va a contatto con l'acqua, produce una bella schiuma cremosa davvero piacevole da massaggiare, che va anche a detergere il corpo. Quindi un prodotto due in uno? Ma magari!


Il problema di questo scrub è che non scrubba, non si sente proprio. I granuli sono troppo piccoli e delicati per poter dare un qualche risultato sulla pelle. Mi sta bene che il prodotto non sia aggressivo tanto da asportare sette strati di pelle, ma così si esagera. 
Vi ricordate lo scrub Benecos? Ecco, ancora più delicato.
Mi chiedo per quale motivo debba perdere tempo a scrubbarmi con una roba che non scrubba.
Sul sito di H&M dicono 
Esfoliante delicato che lascia la pelle liscia e profumata alle note di mango e cocco. Con granuli di riso e di noccioli di oliva per una detersione profonda, ma delicata.
Tranquilli, il cocco si sente appena. La pelle risulta morbida, pulita, non irritata, ma io lo scrub, l'esfoliante, il peeling, voglio sentirlo e immaginare che purifichi corpo e anima.
Restando in tema di granuli, devo bocciare anche l'Addolcilabbra alla Liquirizia di Alkemilla.

5ml//2.90€//Bioprofumeria, online//AIAB

Ho utilizzato tanti di questi burrocacao, e fin dall'inizio ne ho apprezzato il potere idratante e protettivo, ne ho apprezzato la giusta consistenza, non troppo cerosa né troppo scivolosa; ho apprezzato tutto sommato anche le profumazioni, seppur delicate. Ma questo alla liquirizia è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Vi avevo detto che nell'Addolcilabbra al Cocco avevo trovato alcuni granuli man mano che utilizzavo lo stick, ma avevo superato la cosa. 
Questo alla liquirizia invece è stato tremendo da questo punto di vista. Era pienissimo di piccoli granuli, che non solo davano fastidio al momento dell'applicazione ma restavano attaccati alle labbra, dandomi l'impressione di mangiare il prodotto. Io così


Aggiungete che all'ultimo centimetro, lo stick mi si è pure rotto dalla base e avrete la mia opinione completa.
Ovviamente so che il difetto dei grumi può non appartenere a tutti gli stick alla fragranza Liquirizia e dipende probabilmente da sbalzi termici, ma io racconto la mia esperienza in merito al prodotto che vedete in foto.
Mi spiace, ma non credo comprerò più Addolcilabbra per un bel po', perché ci sono alternative con lo stesso rapporto qualità prezzo. 

Fortunatamente per me e per voi le sole sono concluse.
Non mi resta che augurarvi un buon week end, e ci leggiamo presto!






{Aggiornamento #53}
Pause, rewind, forward




Ah l'autunno.
Cadono le foglie, cadono i capelli, ma cadono anche un po' i maroni.
In tutti i sensi.
Non che voglia parlar male della stagione che più prediligo fra la forchetta che la natura ci ha messo a disposizione, lungi da me. Me l'aspettavo un po' diverso. Non dico brulicante come i fermenti in un vasetto di Activia, ma nemmeno che avesse lo stesso effetto della suddetta preparazione a base di latte fermentato.

Dopo praticamente due mesi di post costanti, con due pubblicazioni a settimana cercando di ruotare quanto possibile, ho avuto bisogno di staccare una settimana e non pensare al blog.
Ora, non che voglia farne un dramma, ma chiacchieriamone un attimo. 
Non è stato un vero e proprio "blocco dello scrittore", come lo si chiama spesso, anche perché di scrittore c'è ben poco: non è che non sapessi come far uscire le parole è che mi ero annoiato a farle uscire.

Mille volte ho detto che mi annoio a far sempre le stesse cose, a portare avanti progetti che non evolvono. Con il blog non è mai stato profondamente così.
Bloggare mi diverte, mi rilassa, a volte è un po' una challenge con me stesso per spronarmi a creare, a cercare, ed informarmi. Forse anche perché ho saputo mutare quando ne sentivo la voglia, e anche perché ho sempre trovato il modo per lasciarmi ispirare e influenzare per andare avanti. 
Ma ho avuto bisogno di staccare un attimo per far riequilibrare i piatti della bilancia su cui sono posti il voler fare e il dover fare. 
Fortunatamente non sono come Adele che si vuole prendere 10 anni di stop dai tour, non ho il culo così pesante eh. 

Credo, anzi, che parte della colpa di questa pausa debba addossarla alla routine quotidiana che, non so come, mi ha un po' inghiottito. E non lo so, perché in realtà non è cambiato e non c'è stata questa estrema frenesia che possa giustificarmi. 
Ma forse è proprio quando la quotidianità diventa più stagnante, quando porta meno frutti e novità, che va a rinsecchire la creatività.

Aggiungeteci anche che la tecnologia mi sta abbandonando probabilmente ispirandosi al tonfo della sonda Schiaparelli.
Prima il cellulare, ora pure il notebook, la cui tastiera è diventata balbuziente ed a nulla ha potuto una sapiente pulizia e prodotti specifici per i contatti dei tasti. Dopo otto anni di onorata carriera dovrò salutarlo o credo inizierò ad avere molti tic scattosi, perché potete capire da voi la nevrosi generat dallo scrivere e vedersi perdere lettere ogni parola, come quando insegniamo alle nostre madri a scrivere gli sms.
Ci si è messo anche Instagram a farmi saltare i nervi comunque.
Da un po' metto nella bio sul social il link abbreviato all'ultimo post, ma a quanto pare un link in particolare non è stato digerito da Instagram, che ogni volta mi freezava il profilo come se ci fosse un accesso malevolo, costringendomi ad inserire un codice ogni volta che aprivo l'applicazione. La conseguenza è stata che probabilmente avrete visto il mio profilo apparire e sparire, ma soprattutto chi era stato taggato nelle mie foto, riceveva la notifica ogni qual volta scongelavo il profilo. 
Perdono!

Le evidenti mancanze tecniche comunque non mi hanno fermato a socializzare.
Intanto penso mi abbiate visto sui vostri blog di tanto in tanto, e poi mi sono tenuto aggiornato sulle cose importanti: dal divorzio di Brad e Angelina, alla storia del furto a Kim Kardashian in Francia. Ma voi ci credete?

Ma ci sono anche tante cose belle in questo periodo. Le giornate più corte, le merende calde e ipercaloriche, il ritorno delle sciarpe, le sere con quell'arietta fresca sottile, le coperte (ne ho persino una in macchina!), la pioggia, i cardigan (di cui sono alla ricerca in verità). Ci sono le caldarroste che costeranno più dei brillocchi della suddetta KK.
Ho fatto anche alcuni acquisti di cui vorrei parlarvi, e poi ci sono le candele, che finalmente, passata la caldazza, posso tornare ad accendere.

E adesso sono qui a cercare un modo di scompigliare questa routine, non so se ci saranno altre pause, ma sono sicuro che la musica non è ancora finita.





|Beauty Cues|
Hair-Care Routine #6 (seconda parte)
Prodotti per lo styling

Quando vi ho parlato della mia hair-care routine, ho skippato volutamente i prodotti che utilizzo per lo styling, giusto per non ammorbarvi troppo con un post più lungo dei famosi rotoloni di cui fanno la pubblicità.
Il mio styling, come probabilmente avrete visto dalle scorse volte, è davvero semplice, ma nella sua semplicità deve essere efficace a tenere su il mio proverbiale ciuffo.

Prima di asciugare i capelli, quindi dopo averli un po' tamponati con l'asciugamano, applico sempre un nocciolina di gel di aloe. Non sono un fan dell'aloe sulla pelle, se non magari per le scottature, ma sui capelli lo amo perché mi aiuta a dare una prima definizione e "compattezza", senza però appesantire o ungere, al contrario magari dei classici gel.
Ho usato per molto tempo l'ottimo Dermo Gel di Omia Laboratoires, ma ultimamente (visto che era terminato ndr.) sono passato all'Extra Aloe Dermo-Gel multiattivo di Equilibra.

75ml//campione gratuito//Grande distribuzione

Ricordavo che questo gel di Equilibra fosse un bel po' più liquido rispetto a quello di Omia, in realtà devono aver cambiato formulazione perché mi sembra solo un po' più fluido e "bavoso".
L'odore è il non piacevolissimo profumo di aloe che hanno un po' tutti gel composti dalla pianta.
Non ho granché da dirvi sinceramente se non che è efficace per lo scopo per cui lo utilizzo. Come vi dicevo, sui capelli bagnati mi aiuta a dare una prima impalcatura i capelli, e anzi molte volte basta a tenermi i capelli in ordine, quantomeno il primo giorno dopo lo shampoo. Mi piace anche sui capelli asciutti, ma non amo il leggero effetto bagnato che dà. Aiuta molto anche se ad esempio avete come me i baby hair che scappano da tutti i lati. Insomma per me è un must e per me è un vero e proprio gel per capelli. 
Devo aggiungere un nota fuori tema riguardo all'uso sulla pelle: questo gel di aloe di Equilibra mi sembra leggermente più rinfrescante di quello di Omia, non so se dipende dalla percentuale di aloe o dalla formulazione. 
Quello che vedete in foto è una minitaglia da 75 ml che era in allegato con la rivista Star Bene, ma potrei comprare la full size. Diciamo che prediligevo il Dermo Gel di Omia per il costo e la reperibilità, ma per le mie necessità sono due validi prodotti. 

Proprio nel periodo di capelli disastrati, di cui vi raccontavo, ho iniziato a mixare al gel di aloe un olio vegetale. Vi devo aver detto da qualche parte che i miei capelli non amano gli oli sia come impacchi perché devo tenerli molto tempo in posa affinché si noti qualche risultato in termini di morbidezza, sia perché, se li utilizzo sui capelli prima della asciugatura, anche in dosi microscopiche mi si sporcano il tempo di un caffè al bar.
Ma sono sempre curioso di provare qualche olio, e trovare una soluzione che faccia al caso mio. Qualche tempo fa avevo fatto un ordine dal sito Aroma-Zone da cui avevo acquistato vari oli vegetali, un po' tutti in formato minitaglia/popper così da testare senza sprechi. Fra questi vi era anche l'olio di Abyssinica.


10ml//1,25€//Aroma-zone, siti di materie prime
Questo olio è trasparente, quasi liquido e non ha particolare odore. Ne avevo letto bene specie per quanto riguarda la leggerezza e il fatto che fosse "simil siliconico", ovvero leggero e asciutto come appunto un olio sintetico. Devo dirvi che, provato sulla pelle, è un olio che effettivamente si assorbe molto in fretta, ha un tocco quasi secco, poco untuoso e appiccicoso. Sui capelli si comporta allo stesso modo, non va ad ungere o ad appesantire. Inutile sottolineare che ne utilizzo davvero una goccia a capelli umidi prima dell'asciugatura. Il risultato sono capelli più morbidi e soprattutto più luminosi, come se andasse a mascherare gli eventuali danni o problemi di secchezza, e andando a disciplinare il crespo. Dall'altro lato però non mi ha dato l'idea di sporcarmi prima i capelli o di ungerli. 
Sul sito di Aroma-Zone annotano fra le proprietà sui capelli di questo olio 

  • Nutre e districa i capelli ricci, crespi o mossi.
  • Apporta lucentezza e morbidezza ai capelli.
  • Rivitalizza e ripristina luminosità e forza ai capelli danneggiati.
e potrei dar loro ragione. Certo, non saprei dirvi se può funzionare su capelli distrutti che hanno bisogno delle forbici di un parrucchiere, però se cercate un sostituto ai famosi cristalli liquidi, questo olio di abyssinica mi sembra valido. Un altro modo in cui mi son trovato bene ad usarlo è per disciplinare, nelle situazioni d'emergenza, un po' l'effetto crespo da umidità. Avete presente quando i capelli vi diventano stopposi a causa della pioggia? Ecco, ne prendo un goccina, lo scaldo fra le mani e lo lavoro fra i capelli cercando di lisciare le nuvolette sulla capoccia. Anche così non mi inzozza subito i capelli, ma sicuramente avvicina il momento dello shampoo.
Sicuramente si trova anche su altri siti di materie prime e credo lo acquisterò di nuovo in futuro. 

Una volta asciugati i capelli se devo uscire o se il ciuffo si è ammosciato o se non stanno comunque in piega, uso una lacca. Ho trovato una lacca ecobio che risponde alle mie esigenze e son contento.
Ve l'avevo accennato nel post sui prodotti che avevo con me a Milano. Sto parlando dello Spray Capelli con Melograno di ECO-Cosmetics.

150ml//7.99€// Online// Certificazione ECO-CERT

Penso sappiate quanto sia difficile trovare una lacca con un INCI accettabile e che sia efficace, per me poi è un prodotto indispensabile, anche solo per tenere a freno i capelli che svolazzano o i baby hair che stanno crescendo.
Questa di ECO-Cosmetics è a tutti effetti una lacca, anche se lo spray non è sottopressione, aspetto però positivo se dovete travasare il prodotto in un contenitore da viaggio (come ho fatto). Come tutte le lacche è ovviamente liquida e il profumo è alcolico anche perché il primo ingrediente è alcool. Ma ora ci arrivo ai pro e ai contro dell'ingrediente. 
Secondo me questo spray ha una tenuta molto modulabile: con un paio di spruzzi ha una tenuta media, che in genere mi va bene, ma si può arrivare ad una tenuta maggiore con più spruzzate accettando il compromesso dell'effetto leggermente lucido/bagnato, come un po' molte lacche per capelli, alla fine. Se diciamo si abbonda un po' i capelli diventano un po' duri, ma la cosa bella è che non sono affatto appiccicati o incollati. Con un colpo di spazzola, o passando le dita fra i capelli l'effetto "duro" va via e, cosa anch'essa bella, non lascia nessun residuo. Sapete quelle robe in stile forforina che alcuni prodotti rilasciano? Ecco questo non lo fa.
La sensazione al tatto sui capelli è simile a quella di tutte le altre lacche da supermercato: come vi dicevo duri a secondo di quanto prodotto si è utilizzato, ma anche un po' texturizzati, perché senza un po' di secchezza e senza appunto dare texture ai capelli i prodotti non riescono a tenere la piega, e a dare sostegno quantomeno non riescono con chi ha tanti capelli come me. Con questo mi ricollego al fatto dell'alcool che il prodotto contiene: mi ha seccato i capelli? Francamente no. 
Intanto perché non ne uso vagonate, ma pochi spruzzi, secondariamente perché la mia routine capelli includeva dei prodotti comunque idratanti che andavano a proteggere i capelli. Inoltre immagino che fra balsamo, gel di aloe e olio, difficilmente questo spray potesse arrivare al capello vero e proprio.
Sul sito diciamo che abbondano con le qualità:
Nutre i capelli e li protegge dalla disidratazione. Arricchito con bacche di Goji, fornisce tenuta e protezione per tutto il giorno. Capelli lisci come la seta, lucidi e pieno di corpo. Estratti di melograno preziosi proteggere il cuoio capelluto e i capelli dal seccarsi. 
Diciamo che ok, non secca, ma non idrata nemmeno, né tanto meno vedo benefici sul cuoio capelluto.
Per farla breve, per quanto mi riguarda è un prodotto top che ricomprerei.

E così finisco lo styling dei miei capelli e anche questo post.
Non mi resta che salutarvi, e ci leggiamo presto.
Buon week-end!




{Recensioni film}
Truth - Il prezzo della verità | Café Society | Demolition - Amare e vivere

Ciao!
Finalmente parliamo un po' di cinema visto che fra quello che ho visto e di cui vi vorrei parlare, e fra quello che vorrei vedere viste le tantissime nuove uscite, sono sempre indietro. Anzi, iniziamo subito!

Truth - Il prezzo della verità (2015)

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Titolo originale: Truth
Genere: drammatico, biografico
Durata: 125 minuti
Regia: James Vanderbilt
Uscita in Italia: 17 Marzo 2016
Paese di produzione: Stati Uniti d'America, Australia

Non ricordo le ragioni esatte che mi abbiano spinto a vedere Truth visto che non ne avevo letto recensioni né positive né negative. Probabilmente il fatto che fosse tratto da una storia vera ha avuto la meglio. 
In generale il mio pensiero su questo film è positivo. Lo si segue senza troppa noia, o meglio, c'è una prima parte in cui nasce e si sviluppa l'inchiesta volta a scoprire se l'ex presidente degli Stati Uniti, George Bush avesse o meno adempiuto ai suoi obblighi militari o se avesse avuto spintarelle, che può risultare un po' lenta o comunque poco interessante visto che vengono sciorinati una serie di nomi di persone più o meno note per noi italiani. Se considerate poi che la storia narra vicende accadute 12 anni fa, diventa un po' una challenge.


Ho apprezzato però che il film, tratto da un libro, non volesse santificare e glorificare l'operato di Mary Mapes, o il lavoro fatto dalla sua squadra, ma raccontare una storia, sicuramente da un punto di vista unilaterale, visto che il libro è stato scritto dall'ex produttrice, ma non mi è parso come un tentativo di raccontare una verità assoluta. 
Mi è anche piaciuto il fatto che non ci si fermasse solo alla protagonista da un punto di vista professionale, ma venisse raccontata anche una parte più personale che quantomeno dà un'idea più ampia della Mapes, e di cosa la spingesse nel suo lavoro.
Il cast è ricco e valido, la regia forse un po' antica ma il risultato è secondo me un film godibile, adatto alla tv, abbastanza coinvolgente e lineare, cosa non sempre da sottovalutare.
Il finale può sembrare forse un po' scontato ma ho visto che è andata davvero così.

Voto 6 e mezzo


***
Café Society (2016)

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Genere: commedia sentimentale
Durata: 96 minuti
Regia: Woody Allen
Uscita in Italia: 29 Settembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Io e Woody Allen non andiamo esattamente a braccetto, ma potrei candidamente ammettere sia colpa mia per non essere in grado di decifrare i suoi lavori. Sta di fatto che ogni volta comunque non resisto alla tentazione di vederli e anche di farmi male, come con Irrational Man. Questa volta però con Café Society non mi son fatto proprio nulla. 


Ho visto il film, mi son compiaciuto dei colori brillanti e caldi, ho assaporato quella nostalgia mista a romanticismo che Allen ormai ha come firma, ma che con gli anni '30 nasce comunque spontanea, e alla fine non mi è rimasto nulla. 
Il film mi ha raccontato una storia, carina, piacevole, scorrevole, senza troppi sperticamenti di mascella, ma ad essere onesto non ci ho letto una sottotrama, non ho trovato un messaggio, qualcosa che mi facesse riflettere o che necessitasse tempo per essere metabolizzata. Nulla. 
Una visione gradevole, di una storia che vivrei bene anche senza conoscerla, ma che mi mette in dubbio. Perché da un lato dirvi che dovete assolutamente vedere Café Society sarebbe falso perché non mi pare che, in caso contrario, vi perdiate una pellicola unica e inimitabile; ma sconsigliarne la visione nemmeno stessimo parlando di un film muto giapponese, sarebbe forse disonesto o esagerato. Posso dirvi che va bene se volete trascorrere una serata al cinema piuttosto che star a casa, se volutamente cercate un film che non affatichi troppo le sinapsi ma che vi tenga compagnia un paio di ore, con un atmosfera un po' sognante. 

Voto 6

***
Demolition - Amare e vivere (2015)

Risultati immagini per demolition locandina

Titolo originale: Demolition
Genere: drammatico
Durata: 101 minuti
Regia: Jean-Marc Vallée
Uscita in Italia: 15 Settembre 2016
Paese di produzione: Stati Uniti

Ancora una volta un film scelto a caso, nemmeno seguendo gli ormoni vista la presenza in carne (tanta carne) e ossa di Jake Gyllenhaal, ma andando proprio a naso. E restiamo anche in tema di film che io non ho capito. La storia di un uomo che a seguito di un evento traumatico si "risveglia" da una quotidianità che si è fatta routine, che non dà l'opportunità di guardarsi intorno e vedere oltre, e che lo porta a voler disintegrare quella realtà che lo aveva ingabbiato, non è indubbiamente originale. In questo film però non solo ho riscontrato una certa banalità di base, ma, ancora una volta, non ho trovato un messaggio, un link fra lui e me. 


Ok, ognuno elabora i propri traumi come meglio ritiene, ma penso che un po' tutti ci teniamo a non proseguire la nostra vita dopo essere passati attraverso un TSO. E mi sta bene la metafora del distruggere (anche fisicamente) tutto ciò che in qualche modo rappresenta quella quotidianità di cui sopra, ma poi perché riavvolgere il nastro e praticamente tornare sui propri passi quasi pentendosi?
Non so, come non so a cosa serva tutta la parte centrale di questo film che sinceramente ho trovato noiosa, e che mi sembra messa lì giusto per allungare i tempi, ma quel sapore di film introspettivo francese non lo gradisco.
In generale il tentativo di parlare in modo alternativo di tematiche interiori e delicate mi sembra sia fallito in questo Demolition. Ho apprezzato cast e recitazione, ma come vi dicevo, non c'è granché che mi abbia trasmesso e che io possa lasciare a voi.

Voto 5


Con questo finisco con i tre film visti nell'ultimo periodo. Ho alcune pellicole in mente che vorrei recuperare, ma se avete qualche suggerimento, lo accetto ben volentieri.
A presto!




|Beauty Cues|
Prodotti corpo: Naturaline Gel doccia Delicato e Body Lotion Idratante

Mi definisco un divoratore di prodotti per il corpo, e invece è passato più di un mese da quando ne ho parlato. Ma lo sapete, fra una cosa e l'altra il tempo vola.
Ho terminato (più o meno) da poco un paio di prodotti che non riuscivo a reperire, ma che la mia cara amica Simona (MissPenny09) mi ha gentilmente fatto recapitare.
Parlo del marchio Naturaline Natural Cosmetics, la linea di cosmetici ecobio venduta da Conad. 
Se ne è parlato molto fino a qualche tempo fa, ma i due prodotti che ho testato sembravano, almeno sulla carta, perfetti per l'estate, così ho atteso un po' prima di testarli. Tuttavia non è stato esattamente così, ma ora vi svelo perché.
La linea Naturaline ha due diversi prodotti per la detersione del corpo, io ho usato il Gel Doccia Delicato

naturaline gel doccia
200ml//CONAD// Pao: 6M// Certificazione ECOCERT

Come molti dei gel doccia ecobio, questo si trova in un tubo di quelli che un po' tutti odiamo perché vanno tenuti a testa in giù, e molto spesso si rischia di rovesciarsi tutto il prodotto addosso. In questo caso però non si corre questo rischio perché il detergente è un gel abbastanza denso, perfetto per chi non ha l'abitudine di usare la spugna.
Dall'altro lato però, con la spugna riesce a creare una schiuma meno liquida è un po' più avvolgente. Non è mai una schiuma super fluffettosa, ma c'è ed è gradevole.
Il profumo non ha nulla che ricordi secondo me gli estratti di fico e ibisco che contiene, per me sa di carote fresche, come quelle che si trovano dal fruttarolo. Lo so che è strano, il mio naso dice questo, ma l'ho trovato simpatico ed è un odore molto delicato e comunque fresco e non persistente.
Il potere detergente su di me che ho una pelle del corpo normale, un pochino secca in alcuni punti, è medio: preferisco applicare la crema idratante dopo averlo usato, ma nelle occasioni in cui non l'ho fatto (#sonoinritardo) non ho sentito fastidi particolarmente insopportabili.
Che poi loro dicano che
il gel doccia Naturaline deterge la pelle in maniera delicata, avvolgendola in un rilassante profumo di benessere.
è un'altra storia. Diciamo che non è troppo sgrassante, ma trovo un po' più delicato il detergente di Naturaverde Bio, per fare un esempio. 
Come spesso diciamo noi recensori sul web, ho trovato che questo gel doccia sia un prodotto onesto: lava bene, non sgrassa troppo, e immagino abbia un costo contenuto. Non lo consiglierei a chi ha una pelle molto secca, ma è sicuramente promosso e se mi trovassi al Conad, magari per emergenza, potrei anche riprenderlo.

In questa combo di prodotti Naturaline, l'anello debole,  a mio avviso è stata la Body Lotion Idratante Rinfrescante con menta e Bambù.

bodylotion naturaline
200ml//CONAD// Pao 6 M// Certificazione ECOCERT


Nulla da dire sul dispencer che riesce a prelevare praticamente tutto il prodotto fino alla fine; d'altronde però questa è una body lotion dalla consistenza molto fluida.
Nulla da dire sulla spalmabilità, visto che la scia bianca è davvero impercettibile ed è gradevole massaggiarla.
Avrei qualcosa da dire sul profumo, visto che per me questa crema corpo odora di garofani. 


O meglio, annusata così e appena applicata, ha un odore erbosetto che non si distingue bene, ma una volta che si "assorbe" la profumazione cambia. Mi son fatto annusare un po' da tutti e il responso è stato che l'odore ricorda un bouquet di fiori, in cui però sì, ci sono anche garofani. Ma lo sapete, non sono scaramantico, il profumo è delicato e non particolarmente persistente quindi posso passarci sopra.
Non riesco invece a passare sopra il modo in cui questa crema si assorbe, o meglio in cui non resta assorbita. 
Ho applicato creme corpo per tutta l'estate, ovviamente non nelle ore particolarmente calde e afose, ma ho l'abitudine di fare la doccia al mattino, o nel tardo pomeriggio, quindi il problema non si pone.
Tuttavia la mia pelle risputava fuori questa body lotion nel giro di qualche minuto, soprattutto sulle gambe, lasciando una sensazione unta e appiccicosa. 
Tutti in coro: no bueno amiga! 

Un po' tutte le creme da supermercato con buon INCI tendono ad essere oleosette, non so se avete notato, soprattutto mentre si spalmano; ma una volta assorbite questa sensazione svanisce. 
Mi vengono in mente ad esempio la Crema corpo fluida Mandorle di Equilibra, usata più o meno nello stesso periodo; o la Crema corpo idratazione prolungata di Giardino Cosmetico, ma anche la Crema Fluida Corpo di Naturaverde Bio: tutte creme leggere, usate in estate e nessuna mi ha dato problemi.

In questa di Naturaline ho notato invece una maggiore oleosità già al momento dell'applicazione e questo forse spiega come mai la mia pelle la risputa fuori se il clima è un po' più caldo. Questo fa si che quella sensazione di freschezza che la lozione dovrebbe lasciare, è totalmente disturbata: non puoi essere unticcio e fresco allo stesso tempo. 
La situazione migliora se la applico con parsimonia, o comunque non ho problemi nelle giornate più fresche, ma c'è un'altra questione di cui non vi ho parlato ancora.
Questa crema su di me ha un potere idratante scarso, indifferentemente se sta fuori o dentro (???).
Appena applicata la pelle risulta liscia e morbida, ma dopo circa 10 ore dall'applicazione, ho come la sensazione di aver messo praticamente nulla.
Siccome sto sparando a zero su questo prodotto, stacco un attimo e vediamo la descrizione data dall'azienda:
La lozione per il corpo Naturaline con estratti rinfrescanti di menta e bambù da agricoltura biologica ottimizza l'equilibrio idrolipidico donando elasticità alla pelle. Si assorbe facilmente e rivitalizza i sensi con il suo fresco profumo
Detta così potrei dar loro quasi ragione, ma per me è no. Io e questa Body Lotion Idratante non abbiamo avuto un buon feeling e non mi sento di consigliarla a nessuno, soprattutto alle pelli più disidratate (ma c'è da dire che è un prodotto indicato per pelli normali) e non la ricomprerei anche perché, oltre quelle già nominate, ci sono tante alternative fra i prodotti da supermercato in tema di idratazione corpo.

Fatemi sapere se conoscevate questi prodotti e se magari è colpa mia se non li ho graditi. 
Intanto vi saluto e ci leggiamo presto!





Nuove generazioni

Ogni tanto faccio pensieri "da vecchio". Di quelli che da adolescente pensi non farai mai, o meglio, speri che non farai mai.
Superati i 25 anni, ti pare che tutta una discesa verso i trenta, e la strada è un vetro bagnato, e tu sei completamente intriso di sapone e non puoi fare a meno di scivolare giù, giù e giù.
Non devo dirvi io che 30 anni non sono così tanti, anzi, ma quando ne hai 18 o, peggio, 16, ti sembra che debba ancora trascorrere una vita.
E poi arrivano, e più che bussare alla porta, la buttano giù con un soffio, come il lupo nella fiaba dei tre porcellini.

E quando arrivano, o per lo meno, sono così vicini da sentirne l'odore, inizi a pensare a cose che prima non sfioravano nemmeno il tuo subconscio.
Non che sia mai stato un cretino scapestrato che andava avanti come uno scalmanato, senza pensare alle conseguenze. Anzi, ho sempre pensato fin troppo. Ma arrivi ad un certo punto che cambi un  po' pelle, inizi a pensare al tuo futuro in maniera più concreta.
Un po' ci sei costretto a prendere certe decisioni, un po' ne senti il bisogno. 
Un po' devi, un po' vuoi crederci.
I soldi, il lavoro, l'amore, la famiglia, la casa, fino al fondo pensione, e a quel punto sì che ti senti vecchio anche se hai ancora una vita davanti.
Ma non bastano i pensieri che ti crei e quelli che ti impongono. Ci sono pure loro a sbatterti in faccia il fatto che sei cambiato, o meglio che tu non sei come loro, non lo sei mai stato.
Ci chiamano tutti Millennials, noi nati fra il 1980 e il 2000. 
La Generazione Y che ha preso il testimone dalla Generazione X. Ma fra chi è nato negli anni '80 e chi invece è nato nel 2000, c'è un abisso.
Lì osservavo qualche tempo fa, questi del 2000. 
Era un sabato pomeriggio in un centro città che nel giro di mezz'ora dal mio arrivo si è popolato di strane creature diverse ma con fattezze simili. Stesso abbigliamento, un po' strappato, un po' laminato, un po' colorato, un po' troppo stretto per alcuni. Con dei jeans sdruciti che non toccano mai la caviglia, e dei crop top che salutano l'ombelico da troppo lontano. 
Stesso atteggiamento, fra lo sciallo e il narcotrafficante portoricano. 
Branchi di ragazzini fra i 13 e 16 anni, stranamente non chiassosi ma ronzanti come sciami di api. 
Mi ci è voluto un po' per capire come mai non facessero baccano, ma poi l'illuminazione: erano tutti attaccati allo smartphone a spettegolare sulla homepage di Facebook ed Instagram. Gruppi di ragazzini che si erano incontrati, non per chiacchierare, ma per chiacchierare degli altri.
A sorprendermi però non è tanto la differenza di look fra noi adolescenti classe '89 e loro nati quando già avevamo smesso di fare il rapporto lira/euro; non è l'ormai noto annacquamento di certi valori, certi modi di fare, non è il fatto che le versioni di latino se le cercano su internet o gli esami di stato li fanno tramite Twitter. A sorprendermi di queste nuove generazioni è la malleabilità, la non capacità di andare contro le mode, contro gli altri. Il non sapersi distinguere da una massa troppo compatta, forse perché ad accorciarsi non sono solo le maglie, ma anche il senso critico. 
Magari parlano tanto di resilienza, ne scrivono grandi status sui social, i nuovi adolescenti, ed è una cosa bellissima, ma parlassero anche di resistenza.
Resistere a seguire gli altri. 
Anche noi avevamo le nostre mode, ma almeno strisciava più o meno sotterranea la voglia di sentirsi unici e diversi, di trovare la nostra personalità anche tramite lo stile che ci faceva sentire più a nostro agio. 
Insomma, vederli così ammassati mi ha un po' scoraggiato, più che rattristato. 

Qualche sera fa tornavo a casa, con la mia auto. Non correvo, non lo faccio in genere, a meno che non sia possibile o necessario. Li ho visti da lontano, due ragazzetti che stavano attraversano la strada. 
Entrambi mi hanno visto, guardando che qualcuno non li tirasse giù. Però gliel'ho letta in faccia l'aria di sfida con cui uno dei due compari, dopo un attimo di indugio, ha deciso di attraversare lo stesso, pur vedendomi avanzare non troppo lentamente da non troppo lontano. 
Ovviamente sono  riuscito a schivarlo, ma cosa sarebbe successo se l'altro l'avesse seguito?
Non voglio pensarlo, ma voglio ringraziarti caro ragazzo che sei rimasto fermo, guardando il tuo amico con un "cazzo fai?!" stampato sulla faccia; e voglio ringraziarti non solo perché non aver attraversato non ha scatenato tanti possibili drammi, ma soprattutto per avermi dato ancora un po' di speranza verso le nuove generazioni. 
Non so se sia stato il senso di sopravvivenza, il caso o quel che vi pare, ma io voglio credere tu abbia resistito, caro ragazzo dai capelli un po' spettinati. 
Resta così.






|Beauty Cues|
Skin-care routine #8 di mezza stagione.

Non so se esista la skin care routine di mezza stagione, quando la pelle inizia, come nel mio caso a passare da normale/mista a più normale/con zone secche diventando un po più esigente, ma insomma, in qualunque modo vogliate definirla, oggi volevo chiacchierare (in bene o in male) un po' dei prodotti che sto utilizzando nell'ultimo periodo per la cura del viso. 

Al mattino, oltre che brontolare come sempre perché non mi sono svegliato bello, ricco e famoso, sto usando per detergere il viso il Cien Gentle Cleansing Milk.

250ml//1.79€//Lidl//Scadenza sull'etichetta
Questo prodotto, che non è altro che un latte detergente, mi sta piacendo moltissimo. Per molto tempo avevo snobbato questa categoria di prodotto forse memore del latte detergente che usavano le nostre mamme una volta: una roba pesante e untuosa che non se ne capiva l'esigenza. 
Questo di Cien è un latte detergente dalla consistenza fluida, ma una fluidità per me perfetta: né troppo  liquido, né troppo fermo. La confezione in questo senso è abbastanza funzionale, perché eroga bene il prodotto; è anche una confezione abbastanza solida, se non fosse che la plastica del beccuccio è un po' cheap e sembra quella di una Barbie sotto marca.
Il profumo, per me indefinibile, è piacevole e fresco. 
Vi dicevo che mi piace perché deterge la pelle, senza però stressarla o seccarla, cosa per me fondamentale, visto che al mattino non voglio un'azione pulente particolarmente approfondita, ma mi interessa giusto rinfrescarmi e rimuovere quel leggero velo di sebo che si può formare la notte sul viso. Ora che non si suda più dovrei anche sottolinearlo quel "leggero".
Faccio così: prendo una noce di prodotto e la massaggio sul viso asciutto, bagno le mani, e massaggio un altro po'. 
Come sapete, negli ultimi tempi, ho introdotto la Spazzola elettrica per il viso di SilverCrest, che ormai sto usando esclusivamente al mattino, per cui dopo aver massaggiato, eseguo il ciclo di detergenza con questo dispositivo.
Una volta sciacquato il viso, mi ritrovo con una pelle sì, detersa, ma morbida, idratata, senza quella sensazione di pelle che tira, né allo stesso tempo, quella sensazione di pelle unta o appesantita da un prodotto pataccone. 
Vi dico pure che nei giorni più caldi non sentivo nemmeno l'impellente necessità di applicare dopo la detersione un prodotto idratante, che sia un siero o una crema.
Sul sito Cien leggiamo 
Svolge una preziosa azione detergente e idratante mantenendo inalterato l'equilibrio naturale della pelle.
e sono d'accordo perché è davvero delicato. Ed è delicato anche sugli occhi, perché non me li irrita né me li fa bruciare; di tanto in tanto mi capita di avere la vista un attimo appannata dopo averlo usato, ma nulla di preoccupante. Economico e funzionale. 
Lo ricomprerei e lo consiglio a chi ha una pelle da normale, a mista o secca, e a chi cerca in generale un prodotto con un'azione detergente quasi più restitutiva che purificante. 

Penso che molte di voi, più che per detergere, utilizzino il latte detergente per struccare. 
Riguardo a questo di Cien, non so dirvi se sia in grado di struccare un make-up occhi, magari con prodotti a lunga tenuta, ma sono sicuro riesca a sciogliere e rimuovere i prodotti per la base viso, quindi fondotinta, bb cream o correttore; il risultato è massimizzato se vi aiutate con una spugna, dei dischetti di cotone, o, come me, con un panno in microfibra (io sto facendo tirare le cuoia al famosissimo panno Human+Kind che credo ricomprerò). 

Finita la detersione mattutina, passo al tonico; in questo periodo ho usato il Cien Facial Toner nella variante Refreshing.

250ml//1.79€//Lidl//Scadenza sull'etichetta
Devo dirvi che fra me e questo tonico non c'è una grande intesa. Intanto dalla confezione: il dispencer è una sorta di cilindro di plastica su cui poggiare il dischetto di cotone e premendo verso il basso, il prodotto viene erogato e assorbito dal dischetto. Chi odia i dischetti?


A me il tonico piace spruzzarlo e godere di questa nuvola di freschezza. In realtà per ovviare l'ho travasato in un contenitore con spruzzino, ma è pur sempre mattina e mi piace brontolare.
Questo tonico Cien dovrebbe appunto essere rinfrescante, grazie anche all'alcol che contiene come si evince anche dal profumo, ma questa sensazione è stemperata e infastidita dal fatto che una volta che spruzzo il prodotto sul viso, questo produce una leggera schiumetta e lo sento appiccicoso e leggermente pesante. Ho provato a tamponarlo con un dischetto di cotone, ma la situa sempre quella resta.
Credo che la causa di tutto ciò sia la glicerina che questo tonico contiene, ma non sono un chimico. Questa sensazione di appiccicume (che non è drammatica, ma non è nemmeno il mio sogno più selvaggio) dura qualche istante e poi sparisce, quindi potrei sorvolare sull'inconveniente, ma alla fine non vedo alcun risultato da questo tonico.
Sul sito dicono 
nutriente e delicato, il tonico Cien purifica la pelle mantenendone il naturale livello di idratazione. Gli estratti di fior di loto e seta donano alla pelle un aspetto fresco e luminoso.
ma francamente, non vedo nulla di tutto ciò. Posso solo dirvi che dopo che si è assorbito il prodotto, sento la pelle un po' più distesa, come se lenisse quella sensazione di pelle tesa che certi detergenti lasciano, ma oltre questo non ho notato altri benefici. 
Dall'altro lato non mi ha nemmeno causato problemi tipo irritazioni o secchezza, quindi lo sto usando "tappandomi il naso"; tuttavia col piffero che lo ricompro e se posso consigliarvi, con paio di euro in più potete trovare tonici viso migliori.

A questo punto della mia routine passo all'idratazione, ma per quanto riguarda sieri e creme, ho finito da poco il siero alla bava di lumaca di Naturaverde Bio e sto provando alcuni prodotti, ma da troppo poco tempo per poterne già parlare. Farò una postilla, intanto mi scuso per l'inutile teasing. 
Ho però un prodotto per le labbra che mi è piaciuto. Parlo del Burrocacao Neobio, l'Intensive Lip Care

2x4.8gr//3.80//Online// Certificato NATRUE
Uno stick labbra con un profumo delicato, piacevole e fresco, e con una consistenza molto buona, fra il ceroso e l'oleoso che si aggrappa bene alle labbra. Se lo metto infatti la sera prima di andare a letto, al mattino dopo ne sento ancora residui sulle labbra. Il finish è abbastanza lucido, in caso qualche omino all'ascolto abbia timore dell'effetto gloss. 
Su di me questo burro labbra Neobio idrata bene, lascia le labbra morbide, ma lo ritengo ancora più efficace per l'inverno perché crea una bella patina protettiva, ideale contro il freddo e il vento. Manca forse un'azione riparatrice, ma non avendone avuto bisogno non ci metterei la mano sul fuoco. Mi ha ricordato un po' il balsamo labbra di Viviverde Coop, anche se per pigrizia non ho fatto un confronto INCI.
Unica cosa  di cui posso lamentarmi è che il burro, probabilmente per il caldo, si deve essere staccato o comunque traballava all'interno dello stick sbattendo qui e lì una volta che lo andavo a ruotare, con la conseguenza che di volta in volta il prodotto si grattava tutto attorno. Nessun dramma ma spero non sia un difetto di tutti questi prodotti.
La confezione è molto conveniente perché contiene due stick, ma io ne ho uno perché mi è stato gentilmente offerto da una amica.

Tornado alla cura del viso, alla sera in genere ripeto il rituale del giorno, ma la mia detersione del periodo prevede due passaggi: il primo è appunto quello col Latte detergente di Cien, per rimuovere il trucco (concealer per lo più); il secondo è invece un passaggio per detergere più a fondo la pelle. Il prodotto atto a questo scopo, in questo periodo è il Detergente viso con olio di Karité de I Provenzali.

100ml//Campione Gratuito//PAO:12 m

Vi dico subito che non so se questo prodotto sia venduto o si trovi in qualche posto, perché io non l'ho mai visto in giro e sul sito de I Provenzali, appare fra le Special Edition; io stesso infatti l'ho trovato in allegato a Donna Moderna di un paio di settimane fa. In realtà ho scoperto che sul sito ti chiedono la tua opinione sul prodotto, probabilmente al fine di commercializzarlo su larga scala. Io ovviamente ho lasciato la mia dicendo che di questo prodotto non ho apprezzato il profumo, che mi ricorda il tanto odiato shampoo al Karité sempre della stessa azienda, ma che per un detergente viso può starci, sebbene sia a mio avviso troppo intenso. Non ho apprezzato molto la confezione che tende a spruzzare il prodotto troppo violentemente e verso il basso: ci vuole un po' di manualità, ma il prodotto è comunque un gel abbastanza fluido, di quelli che se sbatti la confezione senti "rumore di liquido", quindi meglio altri tipi di packaging. Inoltre eroga un po' troppo poco prodotto con un solo pump. Non ho apprezzato, come indicato sulla confezione però, che non si possa usare sugli occhi: ho provato ovviamente, perché furbizia mai, e me li fa prudere (sarà colpa del profumo?).
Mi è piaciuto il fatto che sia in grado di detergere, senza però seccare troppo. Io lo uso esclusivamente la sera come vi dicevo quando voglio rimuovere dal viso tutto quello che si è depositato durante la giornata, dal sebo allo smog, e credo che per me sia un po' troppo lavante per l'inverno, ma per adesso fa un discreto lavoro. Mi piace inoltre che si sciacqua abbastanza facilmente e che quelli de I Provenzali abbiano inserito sul retro una doppia etichetta con inserite le spiegazioni di alcuni componenti del prodotto. Consapevolezza is the word.


Per me inoltre è un plus, ma può essere anche un minus, il fatto che non produca quasi per nulla schiuma, ma a contatto con l'acqua diventa quasi cremosino.
Sul sito descrivono il detergente così:
La sua estrema delicatezza è stata studiata per garantire comfort e benessere in ogni momento della giornata, ideale per un trattamento quotidiano di tutte le pelli.
Personalmente avrei evitato quel "estrema", per il resto posso concordare.
Spero che il prodotto venga leggermente rivisto, perché potrebbe diventare davvero ottimo ma se dovesse essere messo in commercio così com'è lo consiglierei a pelli da normali a miste, ma non a pelli secche. Inoltre non lo consiglio a chi cerca un solo prodotto per detergere tutto il viso (occhi compresi) e a chi preferisce odori più naturali e delicati.
Questa è tutta la mia skin care routine del periodo, ma prima di lasciarvi, lancio la palla alla mia amica Rory, che son sicuro abbia tanti prodotti di cui parlarvi.
Noi invece ci leggiamo presto.




P_laylist #10 fra l'estate che va e l'autunno che arriva.

Non pubblico una P_laylist da Natale, e questo è inquietante perché mancano 89 giorni a Natale e questo vuol dire che è passato praticamente un anno. 
Ma non sono qui per blaterare del tempo che passa e che si stava meglio quando si stava peggio, piuttosto potrei chiacchierare di come le cose della vita mi abbiano impedito di cercare la mia musica. In genere, capiterà anche a voi, la mia fonte di musica nuova, magari anche meno mainstream (quella che ti stanca in meno tempo ndr.) sono i telefilm, ma nulla, sono stato un pessimo Shazzammatore.
Mi sono quindi in parte adagiato con quel che passavano in radio, o quasi.
Quindi PuttanPop a me, e iniziamo.

Qualche tempo fa ero totalmente in fissa per Into You di Ariana Grande.


Ascoltata a ripetizione per me resta tuttora il miglior pezzo di tutto l'album Dangerous Woman. E vogliamo parlare del video con Ariana senza quella odiosissima coda di cavallo? Top notch.
Subito dopo diversi ascolti se li è beccati anche Rise, di Katy Perry.


Non che sia una canzone di chissà quale magnificente fattura musicale, ma vuoi la sensazione di empowering, vuoi l'atmosfera delle Olimpiadi, vuoi la pecunia di musica, ci son cascato plurime volte.
Il tempo di Rise però è stato breve anche per un altro motivo. Esce infatti intorno alla prima settimana di Agosto Telepathy di Christina Aguilera.



Tutto un altro sound, ispirato alla dance anni '70, visto che fa parte della colonna sonora della serie Netflix The Get Down, telefilm che ho visto ed apprezzato nonostante le parti un po' più allucinate e allucinogene. Ne aspetto la seconda parte.   
Fra la fine di Agosto e l'inizio di Settembre il mondo pop ha visto il ritorno di due pietre miliari, ma non è mancata anche una ex meteora.
Ve la ricordate Rebecca Black? Quella che cantava Friday da ragazzina. 
Per fortuna è cresciuta e a mio avviso anche migliorata. Ha pubblicato questa canzone, The Great Divide, che, per quanto possa sembrare assurdo, a mio avviso merita, o comunque mi ha strappato più di qualche ascolto. 


D'altronde chi non ha fatto qualche cazzata da ragazzino?!
Ma facendo un passo indietro, nello stesso giorno di Rebecca, Britney Spears ha pubblicato il suo nono album Glory. 
Ora, io non ho mai sentito un suo album per intero, poi Twitter mi ha convinto a farlo e devo dire che non me ne sono pentito.
Giuro, sono in pieno possesso delle mie facoltà mentali.
È vero che non riesco ad ascoltare la voce di Britney per troppo tempo, ché poi mi sembra di avere il cervello che galleggia nella Coca Cola, ma preso a piccoli pezzi, trovo che Glory sappia intrattenere bene.
Fra tutte le 17 canzoni della Deluxe ultimamente ho sentito spesso Man on The Moon.



Ed arriviamo a Settembre. Sì, confesso che ho avuto piacere ad ascoltare Perfect Illusion di Lady Gaga.


Mi sono ritrovato ad ascoltarla in auto alla radio ed è molto piacevole, o meglio, direi che nella sua ripetitività, funziona. Tu sei lì che ogni tanto ascolti la radio, ogni tanto pensi alla spesa da fare, porgi di nuovo un orecchio alla radio, e poi di nuovo pensi alla voglia di investire i ciclisti che non camminano in fila indiana, ma in quattro o cinque, e così via.
Vi sconsiglio la visione del video originale se soffrite di crisi epilettiche o avete appena mangiato.
Sempre a Settembre, ma cambiando genere, è uscita la nuova canzone di Emeli Sandé, Hurt, e la amo.



Non so esattamente perché, ma questa canzone, pur non essendo originale, non mi esce dalla mente e soprattutto non mi stanca. Aspetto e sono molto curioso del suo album che dovrebbe uscire l'11 Novembre. 

Giusto per concludere volevo nominarvi un paio di album che sono un po' due novità per me e mi hanno colpito non tanto per una singola canzone ma per la loro interezza. Il primo è VHS 2.0 della band americana X Ambassadors, che seppur uscito a giugno, lo sto ascoltando in questo periodo e mi piace soprattutto quando voglio ascoltare qualcosa con un po' più di grinta, con dei suoni più cupi.


Altra storia invece per Illuminate di Shawn Mendes. Non sapevo chi lui fosse fino a qualche giorno fa, o meglio, avevo sentito qualche brano in radio ma non avevo ben collegato musica-nome-volto. Poi ho scoperto per caso su Spotify l'album, uscito il 23 Settembre, e nulla l'ho trovato molto gradevole. Shawn è giovanissimo, siamo quasi coetanei ma mi pare abbia parecchio talento. Mi ricorda un po' Justin Bieber dalla voce, ma ha uno stile soft, rilassante senza essere lagnoso. Illuminate è uno di quegli album che ascolto pure mentre scrivo: perfetto come sottofondo. Me lo immagino anche ottimo per i lunghi viaggi in macchina.



E finisco con le canzoni che ho ascoltato e sto ascoltando nell'ultimo periodo. 
Fatemi sapere se conoscevate questi brani o ne avete altri da suggerirmi. 

A presto!



|Beauty Cues Special|
Review Silvercrest Spazzola elettrica per la pulizia del viso

Nelle mie cose sono molto estemporaneo.
Nel senso che sì, ci penso e ripenso, trovo i pro e i contro, ma se non ne vengo a capo, mi lancio a pesce e via.
Più o meno così è nato l'acquisto di questa spazzola per la pulizia del viso di SilverCrest, che trovate, credo in limited edition, da Lidl.

Silvercrest Spazzola in silicone pulizia viso


Non mi serviva affatto, visto che ormai da mesi uso la Imetec Bellissima Face Cleansing, ma mi sembrava un aggeggino in parte diverso, o meglio in grado di assicurare un risultato diverso.


La struttura

Il concetto di questa spazzola di SilverCrest ricalca (copia con carta carbone?!) quello del Foreo (che non ho): un dispositivo che da un lato è dotato di piccoli dentini in silicone che, con delle pulsazioni, riesce a detergere la pelle, mentre dall'altro lato ha una testina tonda con delle ondine leggermente in rilievo che consente di fare un massaggio al viso.
Il SilverCrest esiste in sole due varianti: una per pelle normale e sensibile di colore lilla, che è quella che ho preso, e una per pelli miste verde acqua; la differenza sta nella grandezza delle setole di silicone.
All'interno della scatola, oltre appunto alla spazzolina, c'è il caricabatterie USB con inclusa la presa da muro, una bustina in tessuto per portarlo in viaggio e ovviamente il libretto delle istruzioni.
La spazzolina sembra abbastanza solida nella fattura, è leggerissima e la superficie è liscia. È alta 11 cm, larga 7 cm e spessa 3 cm, quindi davvero tascabile. Nella parte bassa ci sono il tasto centrale di accensione e i due tasti per aumentare o diminuire l'intensità delle vibrazioni.
I dentini, sebbene possano spaventare, sono elastici, non rigidi, quindi si sentono, ma restano delicati. 


Rispetto al Foreo, qui abbiamo anche un led che ci indica che l'apparecchio è acceso e lampeggia quando il dispositivo è in ricarica; quando la carica è terminata, il led rimane acceso in maniera fissa. Non ci sono quindi batterie da inserire, ma una batteria interna, che può essere un pro o un contro.
Per quanto riguarda il ciclo di ricarica, sulla confezione dicono "per massimo 50 applicazioni", ma secondo me si va oltre i 50 utilizzi. In un anno di utilizzo l'avrò ricaricato massimo 3 volte.


Come si usa?

Sulle istruzioni, oltre al fatto che bisogna lavarlo prima dell'uso, e alle generali indicazioni di sicurezza, ci sono i metodi di utilizzo.
La prima specifica è che il prodotto non serve a struccarsi, ma solo a detergere, quindi prima vi struccate e poi vi aiutate a detergere con questa spazzola.
Per accenderlo basta appunto premere una volta il tasto centrale e inizia il ciclo di pulizia. La spazzola inizia vibrare e potete decidere l'intensità tramite gli altri due tasti con la freccia.
Le vibrazioni durano circa 15 secondi e poi fa come uno scatto di vibrazione per ricordarvi di cambiare zona. Sulle istruzioni è indicato di mettere il detergente sul viso umido, bagnare l'arnese, accenderlo (ma va?!) e fare dei movimenti verso l'esterno. Quindi dal mento verso l'orecchio, e dal centro della fronte verso le tempie; sul naso invece il classico movimento su e giù. 
Dopo 5 diciamo scatti di vibrazione che corrispondono alle 5 zone del viso da trattare, la spazzola farà tre scatti, per ricordarvi che il trattamento è finito.   
È consigliato di far durare questo trattamento 1 minuto, ma potete fare come vi pare. Certamente vi sconsiglio di starci le ore, perché anche la pelle più spessa e meno sensibile finirebbe per irritarsi. In ogni caso, dopo 3 minuti, la spazzola si spegne. 
Per finire il ciclo di pulizia, basta premere il tasto centrale e la spazzolina va in stand by. Premendo di nuovo parte il ciclo di massaggio. Nelle istruzioni ci dicono di poggiare la spazzola su cinque zone del viso: ai lati degli occhi, fra le sopracciglia e ai lati della bocca; in poche parole, dove si formano più spesso le rughe.  Ci dicono che la vibrazione dura circa 12 secondi, con la stessa modalità degli scatti.
Premendo ancora il tasto centrale, la spazzola si spegne.


Pensavo che le due vibrazioni, massaggio e pulizia, fossero le stesse, in realtà ho visto che poggiando  l'apparecchio sull'acqua, le onde che producono sono diverse, per cui immagino che la frequenza sia diversa.
Chiedo scusa alla mia professoressa di fisica per come ho spiegato questa cosa, ma penso mi abbiate capito.
Generalmente prima applico il detergente sul viso e poi passo la spazzolina, ma dipende dal tipo di detergente: se è un gel piuttosto denso tende a depositarsi nel fondo delle setole. Le mousse detergenti invece possono essere applicate direttamente sul dispositivo, che essendo leggere non mi hanno dato problemi. Idem per le creme: preferisco farle quasi assorbire dalla pelle e poi massaggiare con la spazzola.

Le mie opinioni 

Oltre ai preconcetti "costa poco, vale poco" su cui sorvolo, perché ormai abbiamo capito che non sempre è così, i miei dubbi riguardavano la sensazione di durezza dei dentini in silicone, che in realtà si sono rivelati molto morbidi e scorrevoli sulla pelle.
La spazzola non aiuta il detergente a produrre schiuma, immagino perché i dentini sono corti, per cui non passa abbastanza aria e non hanno una grandissima mobilità per far gonfiare la schiuma. Ma non è un problema perché la spazzola scorre comunque molto bene senza la necessità che la schiuma appunto attutisca lo sfregamento (cosa che capita con altre spazzole).
La vibrazione si sente, anche alla potenza più bassa, e a me piace moltissimo (che detta così non suona bene). Avevo un po' il timore che le 6 velocità totali fossero più o meno tutte le stesse ma la differenza si sente. 
La potenza delle 3 velocità della funzione massaggio è inferiore, ma forse è più corretto aggiungere anche l'aggettivo diversa: secondo me è calibrato per poter andare un aree delicate come il contorno occhi.
Confesso che non seguo solo le loro indicazioni, ovvero di massaggiare 5 punti del viso, ma vado anche a poggiare la spazzola vibrante anche sulla mascella dove l'ovale del viso tende a cascare, su fronte e guance.
Mi è capitato di barare: ho sfruttato la potenza maggiore della funzione pulizia ma con la testina della funzione massaggio, ovviamente evitando zone più delicate del viso.
Un punto cruciale che mi ha messo abbastanza dubbi riguardava l'impermeabilità dell'aggeggio. 
I signori SilverCrest scrivono sul manuale di istruzioni, cito testualmente:

La spazzola per la pulizia del viso è dotata di protezione contro forti getti di acqua (IPX6) e non può essere immersa in acqua né per brevi attimi né a lungo. La spazzola per la pulizia del viso è adatta per l'uso sotto la doccia.

Che tradotto significa che la spazzola resiste solo a schizzi di acqua, ma non potete immergerla nel lavandino pieno di acqua. Diciamo che ci vuole un po' di accortezza, ma senza drammi. Avrei preferito anche solo un tappino di silicone sulla presa, per avere maggiore sicurezza.

La presa per ricaricare la spazzola
Questa spazzola, così come il Foreo da ciò che ho visto in rete, è maneggevole ma non ergonomica. In realtà credo che la SilverCrest sia più maneggevole avendo una base più stretta. 
Però pecca di ergonomia, perché la forma non consente di andare nelle aree più incavate e piccole del viso come i lati del naso. La cosa si risolverebbe se la parte con le setole, invece di essere perfettamente piatta, fosse leggermente bombata come quella massaggiante. 
I misteri delle case cosmetiche.


Per quanto riguarda i risultati vi posso dire che la spazzola è effettivamente delicata sulla mia pelle. Certo, tengo una mano leggera: se ve lo sbattete in faccia, qualsiasi dispositivo graffia o irrita. Scivola bene anche con prodotti che schiumano poco, ma ovviamente preferisco che il trattamento sia aiutato da un po' di schiuma o ad esempio la vischiosità di un latte detergente. 
Riesco, proprio per questa delicatezza, ad utilizzare la spazzola due volte al giorno, e vi posso garantire che non per tutti gli strumenti di questo tipo è così. Anche d'inverno, quando la mia pelle è più secca, è rimasto un dispositivo delicato e piacevole.
La pelle risulta molto morbida e luminosa, non mi ha creato irritazioni e non sento la pelle aggredita come vi dicevo. Sapete quella sensazione del tipo "ok, basta, lascio in pace la mia pelle"? Ecco. 
Mi son ricreduto su questo tipo di spazzole viso in silicone, che fino ad ora credevo fossero un po' inutili ad essere onesto, e invece, nonostante come vi dicevo per quella che è la struttura della spazzola, non riesco ad arrivare perfettamente negli spazi più piccoli come ai lati del naso, mi aiuta a detergere più efficacemente il viso.
Dopo un test intensivo con l'utilizzo due volte al giorno, attualmente uso il prodotto solo al mattino per una pulizia appunto più delicata (avrò scritto "delicata"80 volte!).

A chi consiglio questa spazzola elettrica viso di Silvercrest?

A chi vuole lanciarsi nel mondo delle spazzole o comunque dei tools per la detersione del viso senza spendere uno stipendio. A chi cerca un modo per pulire più efficacemente rispetto al semplice strofinamento con le mani, ma comunque non necessità di una pulizia dei pori davvero approfondita. 
La consiglio a chi vuole un prodotto pratico, perché è davvero comoda da portare in viaggio, ed avrete un dispositivo due in uno in poco spazio, senza aver bisogno di una base per stare in piedi e di più testine intercambiabili.
Non la consiglio a chi ama o ha bisogno trattamenti più strong, o comunque a chi, con queste necessità, conti di utilizzare solo questa spazzola. Non posso dirvi per quanto riguarda la versione Silvercrest per pelli miste, ma immagino che proprio per la consistenza e la grandezza delle setole, queste non riescano ad andare a fondo nei pori, e che quindi anche quella tipologia non sia certezza di una detersione profonda. Non la consiglierei infine a chi ha una pelle realmente super sensibile, ma in generale non consiglierei strumenti per la detersione. 

Spero di aver chiarito qualche dubbio, ma per qualsiasi cosa ci leggiamo giù nei commenti.

A presto!




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