Aggiornamento #10

Avvertenze: questo post contiene le migliori frasi che potrete sentire soltanto da minatori messicani sottopagati. Se siete particolarmente suscettibili o avete bimbi che possono leggere, evitate.
Buonciao pelli pampini.
Due aggiornamenti in un solo mese.
Incredibile.
Mi sento tanto Berlusca che va di rete in rete per farsi fare domande che già conosce, che con la sua monoespressione mica si capisce se è sorpreso.
Secondo me per le elezioni si metterà a cantare I'm a prima donna, I can rule the world che nemmeno l'Aguilera.
Speriamo che almeno lui i pantaloni se li metta, anche perché non vorrei perda il Tena Lady.
E, per la cronaca, nell'ottica della politica italiana togliere l'IMU vuol dire mettere altre tasse che ricadono sempre su di noi, e ok che l'abitazione è un diritto e la birra il fine settimana no, però il cetriolo scivola sempre in .... all'ortolano.
Minchioni sciocchezze a parte, abbiamo superato la fine del mondo e son passate le feste, o quasi.
Stavo per dire in sordina, ma 'sti cazzi.
Cioè non abbiamo fatto grandi cose in famiglia e questo è solo che un plus valore.
Tanto cibo, qualche regalo apprezzato, rilassatezza generale.
Penso sia stato così più o meno per tutti, no?
A Natale.
Ma dopo di cose ne sono successe.
Dall'incastrarmi ad una sedia in pizzeria, al bruciarmi la lingua col miele, dal bloccare il pin della Genius Card, ad un'alternanza di stati confusional-depressivi non ben identificati.
E con non ben identificati si legga non voglio sbandierarlo troppo in rete.
Ah eccerto, l'influenza.
Che avrei troppa fortuna se mi venissero 40 di febbre e moribondo starei a letto a scrivere le mie ultime volontà.
Invece no.
Mal di testa, bruciore agli occhi, spossatezza, una grattugia in gola e tante mazzate sulla schiena e le ginocchia.
Twitter ormai è il mio muro del pianto.
A proposito, mi seguite su Twitter? Seguitemi.
Nota positiva è che a breve arriveranno gli sconti e quest'anno ho deciso di farmi qualche regalo, anche perché l'alternativa sarebbe iniziare ad andare in giro in mutande.
Ormai vivo nel terrore di arrivare in ritardo ai saldi e non trovare più nulla.
Me lo incubo la notte.
E bòn.
E' passato Natale e Santo Stefano, ci resta solo capodanno e l'epifania e questo periodo potrà andare far in the cool, come disse una volta Patrizia De Blanck.
Ecco, capodanno.
A me partono, del tutto a random, pesanti volgarità quando mi sento chiedere che farò a capodanno.
Volgarità che soffoco dietro un sorriso sbilenco per non perdere il mio aplomb.
Non è tanto per la questione organizzare qualcosa, che a me piace pure uscire (ma non ballare), quanto per la necessità dell'evento.
Come se essendo capodanno sia un dovere costituzionale far qualcosa.
Che poi finisci agli stessi posti di sempre, solo che hai pagato il doppio per entrare, devi aspettare il triplo per bere e ti ritrovi spiaccicato ad un tipo dall'ascella pezzata che fa a gara con la De Filippi dopo una maratona.
E il giorno dopo saremo gli stessi poracci di sempre, quindi che cacchio ti festeggi?
Ecco io inizio a pensare che l'influenza sia un rigetto del mio corpo al capodanno.
Almeno ora alla domanda
Che farai a capodanno?
potrò rispondere
Credo che snifferó paracetamolo, ti unisci?
A presto bellini.



Pensieri da una cattiva digestione.

Avete presente quando un piatto di vetro cade a terra?
È un casino.
Si divide in mille frammenti.
Tantissimi.
Schegge acuminate.
In quell'esatto momento il mondo sembra fermarsi.
L'unica cosa che si muove è quel piatto.
Cade.
Subito dopo silenzio.
Come se il piatto volesse farsi notare.
Un piatto.
Vi pare possibile?
In quel secondo, l'unica cosa che vorresti è che nessuno abbia visto o sentito.
Che nessuno si sia fermato nell'istante in cui il piatto ha toccato il suolo, infrangendosi.
E cerchi subito di raccogliere i cocci.
Nessuno deve sapere nulla.
Però finisci per trovare pezzetti ovunque anche giorni e giorni dopo.
Questo é ciò che accade quando ti si spezza il cuore.
Il tuo corpo si riempie di schegge che pungono acuminate.
Puoi provare a raccoglierle ma rischierai di pungerti ogni volta.
L'unica strada è trovare qualcuno, potrebbe essere chiunque, che ti aiuti a raccogliere i pezzi e prenda meticolosamente i piatti dalla credenza.

Il problema è capire chi sia.

Faithful friends who are dear to us gather near to us once more....

Sol perché le mie campane a festa, quest'anno, hanno più il suono di unghie sulla lavagna, non vuol dire che debba essere maleducato.
Quest'anno è stato strano, un po' per tutti.

Siamo blogger, ma siamo prima di tutto persone.
Dietro ad uno schermo, a delle parole scritte ci sono delle vite che molte volte non possono essere incluse in un semplice post.
Per me quest'anno è iniziato bene, ma è finito nello scatafascio nel giro di qualche mese, sotto tanti punti di vista.
Tanti pensieri.
In parte li sapete anche voi, in parte non li so nemmeno io.
Ma lasciano comunque un non tanto vago retrogusto di angoscia e nostalgia.
E ho preferito tenere il Natale lontano da me, come non ho mai fatto da che ho memoria.
Ho capito solo dopo perché.
Sarebbe stato come avere sempre sotto gli occhi qualcosa che vorrei, ma non ho.
Ma questi come sempre sono fattacci miei che non c'entrano nulla.
E nulla miei cari.
Io spero che voi possiate passare il Natale e le feste che verranno con le persone che davvero desiderate avere al vostro fianco, che davvero amate.
Che mettiate da parte i problemi, la crisi, l'IMU che tanto già avete dovuto pagare, i conti in tasca che ci fanno i giornali a noi morti di fame e non a quei agtdehcudbpienidisoldidhfsy e vi prendiate un giorno di sano relax a bere e mangiare e ad essere sereni.
Forse chiedo troppo, e non so dirvi io stesso come fare.
Ma se ci riuscite, fatemi sapere come avete fatto e cercate di protrarre, di preservare questo stato d'animo per tutto l'anno.
Lo so, sono pessimo a fare gli auguri, poco credibile e devo anche soffiarmi il naso, ma

Buon Natale!


Blog Diamond Award

E nella serie infinita di post che non riuscirò a partorire vista l'imminente dipartita dell'Universo, che i Maya ci hanno dolcemente scaricato sul groppone come la peperonata alle undici di sera, ci sono i ringraziamenti per i premi ricevuti. 
Quindi, onde evitare che il tutto mi si ripercuota sulle successive reincarnazioni, mi porto avanti e ringrazio Misciu per il Blog Diamond Award.
Dopo lunghe ed estenuanti ricerche, ho scoperto che, tale onorificenza, è un po' come la raccolta punti al supermercato.
Ma senza padelle e frullatore a 3000 punti più 56 euri, che dici, me lo vado a comprare e faccio prima.
Un premio per la fedeltà, per la presenza sul blog altrui.
E poi l'immagine è figa.
Quindi mio caro Misciu io ti ringrazio e, benchè non commenti spessissimo sul tuo blog, sappi che ti leggo sempre, anche quando parli di telefilm che non ho mai visto, o di patonza #questasconosciuta.
Il premio richiede che lo rigiri a 5 blogger, e io, sperando che non siate tutti lì a snodare le lucette per l' albero comprate dai cinesi, nomino più o meno a caso

La Rockeuse 
Diario di una ex Stacanovista 
Cara Lilli... 
Le divagazioni di una fatina ARANCIONE
Romeo's Blog

Con questo vi saluto, vi ringrazio e ci sentiamo presto.



At first sight I felt the energy of sun rays
I saw the inside your eyes
Eye to eye, so alive
We’re beautiful like diamonds in the sky


Citare Rihanna ormai fa poeta.

Amami se hai coraggio (2003)

Sabato è stata una serata tranquilla, che non guasta mai.
Hot dog e film con amici.
Quanto amo gli hot dog.
Questa volta abbiamo visto Amami se hai coraggio.


Julien è un bambino allegro, vispo, sveglio, con un' abnorme immaginazione. 
Vive con sua madre, che purtroppo si trova agli ultimi giorni della sua vita, da cui ha ereditato la fantasia, e suo padre, un tipo burbero, pragmatico, forse all'antica ma giustamente teso, conoscendo la sorte della moglie.
Un giorno Julien incontra Sophie, una ragazzina di origini polacche, sbeffeggiata dai compagni di scuola proprio per la sua nazionalità.
Fra i due scatta subito un forte legame, e inizia così il gioco.
Al ritmo del "giochi?" infatti i due si sfidano ad una gara al rilancio in marachelle.
Da bambini è tutto un divertimento: dal fare i monelli a scuola, al saltare le lezioni di violino. 
Il problema diventa far gli adulti.
Infatti, crescendo, sarà la loro vita a diventare una eterna sfida, fino a farsi male, fino a non saper distinguere il limite fra realtà e gioco.
L'amicizia e l'amore si mischieranno all'odio, al rancore, al distacco anche a lungo nel tempo, fino al definitivo ed eterno ricongiungimento.
In un quadro ricco di allegorie, dove i colori e la luce distinguono un'ottica fanciullesca dal grigiore della maturità, vengono dipinti personaggi che restano bozze.
Una madre malata di non si sa cosa, che non difende il figlio dai rimproveri del marito.
Un padre che non riesce ad educare suo figlio, ma che anzi lo accusa, di punto in bianco e ingiustamente, di essere il colpevole della morte della moglie.
Un figlio, Julien, immaturo, indeciso, irresponsabile, una faccia da schiaffi che non conosce l'amore e che preferisce "passare il tempo" sposandosi ( una volta e mezza) e mettendo al mondo due bambini, piuttosto che mettere da parte un orgoglio malformato per seguire quello che è il suo vero amore.
Amore però altrettanto non conosciuto da Sophie, ribelle ma viziata, anch'ella tranquilla di vivere per anni una vita non propriamente sincera. 

Anche lei orgogliosa per ammettere i propri sentimenti.
O probabilmente semplicemente incapace per una disastrosa situazione familiare.
Ma a noi non è dato saperlo. 
Una ragazza che non diventerà donna per la sua incomunicabilità.
Una storia piacevole da seguire, ma che ha bisogno dell'assurdo per uscire dal mantello della banalità, che cerca continui richiami al sogno pur guardando fermamente alla realtà.

Voto 5 e mezzo.

Lo conoscete? L'avete visto?

La Poraccitudine #7

Io non so. 
Apro un quotidiano qualsiasi e mi scappa un episodio de La Poraccitudine.
Come la scureggia dopo una fagiolata.
Tanta gioia. 
E tanta finezza.
Ormai 'sti post mi vengon così.

Berlusconi: ''Feste Arcore? Chiedo scusa, ero triste e solo''
Povero! 
Dai, organizziamo la prossima volta.
Io porto la Fanta che alle bambine piace sempre.


Che bella cera!
Tutti a strapparci i capelli, guarda! #credici

Pannella ricoverato, l'allarme dei medici: "Rischio elevato se non riprende a bere" 
Ma prova la tisanoreica. 
Sempre con questa dieta da fame!

Bravo Ratzy. 
Lo sanno tutti che la Seconda Guerra Mondiale è 
scoppiata perchè Hitler era stato lasciato 
dal suo fidanzatino polacco di origine slava.

Britney Spears è la cantante più ricca del pianeta
Ho detto CAN- TAN-TE.

Certo che hai una mira di merda.
Dovevi fare più pratica sulle tue palle.
Magari cinquanta volte, che la sicurezza non è mai troppa.




Riposate piccolini.
Questo mondo non vi merita.

Carrot Cake

Ok, premessa.
Su Facebook me ne hanno dette di ogni perché non è venuta esattamente bellissima. 

E esattamente bellissima non credo sia italiano.
Ma io non sono esattamente un cuoco e questa è esattamente la prima volta che la faccio.
Io poi non mi chiamo nè Benedetta nè Antonella.
Per fortuna.
Ma grazie al mio dono da angelo del focolare dalla perlescente epidermide meglio detto come culo, l'ho resa comunque molto buona.
Quindi comunque vale la pena condividerla.
Abbiatene timore, ve la mostro.


Ora la Carrot Cake è una torta di origine inglese e dovrebbe essere alta e trionfante come Mariah Carey #adoronominarlaacaso.
Io ho preso la ricetta da questo video di YouTube, fatta da una ragazza tando brava e tando simpatica.
Prima vi dico come si fa e poi cosa ho sbagliato fatto io.
Ecco gli ingredienti:
260 gr farina setacciata
270 gr zucchero
120 gr di noci/mandorle/nocciole
320 gr di carote grattugiate
4 uova
240 ml di olio d'oliva leggero
un cucchiaino di essenza di vaniglia o un baccello da cui estrarrete i semi
una bustina di lievito
buccia grattugiata di un'arancia
un cucchiaino abbondante di cannella
un pizzico di sale

Si può usare lo sbattitore elettrico, la planetaria o schiavizzare qualcuno affinché sbatta con la frusta a mano.
Non avendo schiavi a disposizione, ho messo le uova nella planetaria per 4 minuti affinché diventassero un composto omogeneo.
Ho aggiunto lo zucchero, e poi l'olio a filo lasciando l'impastatrice in funzione.
Ho unito la farina, il lievito, il pizzico di sale e la cannella a mano con una spatola, dal basso verso l'alto.
Poi ho aggiunto la vanillina, che mica ce l'avevo il baccello, la scorza d'arancia grattugiata, le carote, e le mandorle.
Ho oliato la teglia e ho tenuto in forno caldo a 180º per 30 minuti circa.
Si può ricoprire la torta, una volta fredda, con una crema composta da Philadelphia ( o del qualsiasi formaggio spalmabile) e zucchero a velo.

Che ho combinato io?
1) Ho dimezzato le dosi, pur tuttavia usando una teglia abbastanza grande.
2) Ho usato olio extravergine, ma non quello da supermercato. Questo non influisce sul gusto ma sull'umidità. Credo che proprio per questo mi si sbriciola facilmente. Ah e sono andato un po' ad occhio.
3) Non ho tritato abbastanza le mandorle e le nocciole, la ricetta non lo chiedeva. Fatelo.
4) Non ho tritato abbastanza sottilmente le carote. Fatelo senza trinciarvi un dito.
5) Non ho messo su la crema perché ho pensato che la torta potesse venirmi uno schifio. Poi ho pensato fosse anche meglio per farci colazione e per darla ai nonni.
6) Sono andato un po' ad occhio anche con il lievito. E si, lo so che non si va ad occhio macheduepalle.
E nulla.
Il risultato è davvero buono e leggero.
La preparazione è davvero facile e veloce.
Provatela e fatemi sapere!
Buon fine settimana.

Aggiornamento #9

Buongiorno Popolo!
Come stiamo?
Mi fa strano pubblicare un post di mattina. 

Ma son abituato a pubblicare la sera o la notte.
Nemmeno scrivessi post da 899.

I miei aggiornamenti ormai hanno assunto cadenza mensile.
Anche perchè cacchio fotte all'internet di ciò che faccio?!
Ma comunque nulla di sconvolgente al fronte.
Le mie attività predilette del periodo sono fare la massaia in casa, e in particolare piegare quantità spropositate di biancheria che l'Inter se le sogna.
Poi c'è lo studio che non mi abbandona mai.
La cosa bella della mia università è che sembra un triathlon.
Inizi a pedalare, sbatti le braccina per nuotare, ti riscaldi per correre e poi baaaam ti dicono che il tuo esame è stato rimandato.
Ed è appena successo.
Altra cosa carina è che i miei non sentono freddo.
Ora, come faccio a spiegare loro che se mi stanno gelando le chiappette, di conseguenza le mie capacità cognitive sono praticamente annullate e il mio cervello diventa un'ameba in stasi?
Mah.
Poi mi ritrovo a far assistenza agli anziani, 

aka recupero nonni che si lanciano dal letto per sistemare stufe o salire su furgoni immaginari, benché gli stessi nonni non muovano un muscolo da almeno quattro anni, oppure cerco di conversare con nonne che, con monroeniana dedizione, creano cocktail di farmaci.
No, nessuno stava tentando il suicidio. Sono solo un po' rimba.
E te credo, in due potrebbero ricordarsi la prima edizione de I Promessi Sposi.
Qui e lì qualche commissione fuori casa.
E nulla.
Le feste si avvicinano, e io non ho intenzione di far regali.

Il Natale è alle porte, e io non ho intenzione di mettere sù l'albero.
Non che a casa siamo stati mai puntuali a far l'albero o il presepe.
Quando ero bambino in genere si iniziava verso il 20 dicembre e amavo mettere a posto tutte le decorazioni, e, finché non veniva smontato, io ero sempre lì a perfezionarlo.
Che da Natale all'Epifania sembrava già un altro albero.

E i pastorelli facevano chilometri.
Ormai son più di cinque anni che faccio l'albero interamente da solo perché l'albero lo sappiamo conciare solo io e mamma, e già mamma a volte le lucette non le mette mica bene.
Quest'anno invece non sento per nulla l'atmosfera, anche passando fra le palle in vendita alla Coop.

Nulla.
L'unica cosa che mi va di fare è aspettare i saldi e fare del sano ed egoistico shopping online e non.
Poi da quando ho scoperto che l'Amazon tedesco vende l'Alverde online la mia mente è andata in stand-by, e credo ne uscirà solo quando avrò svaligiato l'agognato sito.
Altro che bacio del principe azzurro.
Ed ho una costante e inscalfibile voglia di patatine fritte.
Perennemente.

Dite che sia carenza d'affetto?
In effetti sembra ieri, e invece è già passato un anno, da quando canticchiavo questa 
sfidando gelo e raffreddore.
Avevo un cuore pulsante a riscaldarmi.
Ma in fondo non si può sperare che i desideri si realizzino ogni anno.

Intanto aspetto risposte, sperando che siano quelle che dico io.
Buona giornata popolo.
Fate cose buone.

The Twilight Saga: Breaking Dawn- Parte Seconda

Vi ho messo paura vero?!
Si, l'ho visto.
Ho sempre ripudiato con tutte le mie forze questa Saga.
Poi un giorno del Novembre dello scorso anno, i miei amici con fare zelante, mi chiesero se avrei voluto vedere la prima parte dell'ultimo episodio di questo film.
The Twilight Saga: Breaking Dawn- Parte Prima
E io, troppo innamorato per discernere a pieno le mie azioni, accettai.
Sapevo per sommi capi cosa mi spettava, ma non pago, andai a cercarmi i precedenti episodi.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, ecco un breve riassunto.
Bella Swan è una giovane castora ragazza amante del Labello alla ciliegia, che col suo carico di aspettative ed espressioni facciali, frequenta il liceo di Forks.
Proprio fra le mura di questa scuola, la giovane Bella conoscerà il fascinoso Edward Cullen, ragazzo amante dei glitter per il corpo e bisognoso di un bravo odontotecnico.
Fra i due nasce un inevitabile amore, ma a rivaleggiare il fascinoso Edward sarà il virgulto Jacob Black.
Anch'egli infatti è bello che cotto per la giovane Bella. 
Ma i due rivali sono anche avversari naturali.
Ben presto infatti si scopre che Edward e la sua famiglia sono tutti vampiri, ed ognuno di essi ha un potere particolare.
Chi legge la mente, chi predice il futuro, chi riesce a dire vuoi quei kiwi velocemente e senza sputare ovunque.
Mentre Jacob si rivelerà un licantropo che fa auuuh.
E la leggenda vuole che fra le due tipologie di creature fantastiche non scorra buon sangue, per chissà quale screzio accaduto secoli prima che nessuno ricorda più.
Andiamo al sodo.
Tutti odiano Bella, e non perché sia particolarmente bella, intelligente, simpatica, dolce, sensibile, piena di interessi, non perché abbia chissà quali capacità, o aspirazioni di conquista del mondo e sono pure sicuro che puzzi un po'.
È utile come un mocio Vileda consunto ma molti, e in particolare i cattivi Volturi, la vogliono morta.
Attraverso peripezie che nemmeno ricordo più, ma che ha fatto guadagnare tanti bei soldini a Kirsten Stewart, l'amore fra i due giovani cresce sempre più fino al desiderio di convolare a nozze non appena la giovane Bella avrà compiuto la maggiore età.
E matrimonio sia.
Non senza problemi Edward e Bella riescono a sposarsi e a volare su un isola in Brasile per il loro viaggio di nozze, dove li aspetta una casa costruita appositamente dai familiari di Edward.
Si, perché la famiglia Cullen ha liquidità praticamente infinite senza fare nulla dalla mattina alla sera.
Tanti dindini, ma nemmeno un centone per un cacchio di apparecchio ortodontico.
Finalmente Bella vede il suo più ardito desiderio, realizzarsi: farsi inchiappettare da Edward.
Ma Edward sa bene che ciò non è possibile finché anche Bella non sarà una vampira.
Perché Edward è velocissimo ma anche fortissimo e non devo spiegarvi io cosa accade ad una virginea castor...ragazza cazzo, ragazza alla sua prima volta.
Sangue e vampirismo non vanno d'accordo.
Ma la carne è carne e vorrei dire che Bella è bella, ma no. Però riesce a convincere Edward a copulare.
Questa notte di passione porterà un frutto inaspettato: Bella infatti è rimasta incinta.
Edward, oltre che velocissimo e fortissimo, ha anche una mira mica da ridere.
Tuttavia la gravidanza si mostrerà complicata: la creatura che la protagonista porta in grembo cresce a vista d'occhio deperendo e succhiando le energie alla giovane madre.
Un succhia succhia continuo.
Al momento del parto Bella ormai ridotta ad una mummia non che prima fosse sto splendore, cerca di mettere alla luce la sua bambina, ma solo una cosa può salvarla: trasformarsi in vampiro.
Così in punto di morte, Edward la mordicchia tutta come una crudités.
Ed eccoci arrivati alla seconda parte che ho visto 2 giorni fa.


Bella si risveglia e grazie ad uno smooky eye è già più figa.
Il frutto del suo amore col ccciovane vampiro è una bellissima creatura di gomma e pixel, col nome di una mela e con la crescita rapida come la panza di Platinette sotto le feste.
In un tempo indefinito ma breve, è già una ragazzina di 10 anni.
Dopo una sfuriata col povero Jacob che a causa dell'imprinting, un collegamento invisibile che si crea tra due persone, non riesce a scollarsi dalla bambina che nemmeno in Vaticano, le cose sembrano proseguire per il meglio.
Un giorno però Irina, la vampira slovacca, vede la bambina e temendo possa essere una dei pericolosissimi bambini immortali, va a riferire il tutto ai Volturi.
Venuta a saperlo, la famiglia Cullen cerca in ogni dove dei testimoni che possano spiegare che la bambina sia metà umana e metà vampira, e che sia destinata a crescere.
Inoltre essi potranno essere eventuali alleati in uno scontro.
Perché spiegarsi a parole mica basta, e poi i Volturi sono de coccio, come la nonna 90enne sorda dal dopoguerra.
Il giorno dello scontro chiarificatore arriva presto, ma solo una visione risolverà la questione. 
Per oggi.
Un film su un amore becero, basato sul nulla, a cui si intreccia un odio atavico del tutto infondato.
Una trama in cui le leggende sui vampiri vengono smontate e rivoltate per diventare degli inauditi no sense.
Una pellicola per ragazzine, scritta da ragazzine, recitata da ragazzine con tutto il rispetto per le ragazzine.


Voto 3 (per il film)
Voto 8 (per la comicità in grado di risollevare anche gli animi più cupi.)

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