Nel cuore di questa estate, esattamente il 23 luglio, è arrivata su Disney+ una docuserie che mi è piaciuta molto. Tom Hiddleston, l'attore inglese, ha deciso di vestire i panni dell'Alberto Angela di turno e in Pompei: Fuori dal tempo, ci porta a scoprire cosa accadde in quelle 24 ore in cui l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. distrusse quell'area. Ma l'intento non è solo raccontarci cosa accadde in quelle ore fatidiche, ma rispondere ad una domanda complessa: chi è riuscito a sopravvivere ad evento così catastrofico?
In soli tre episodi, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston riesce a condensare molto di più che una semplice pagina di storia, ma tenta di ricostruire una civiltà. La docuserie, firmata da National Geographic, infatti parte da prima dell'esplosione del vulcano, in quelle ore in cui i pompeiani iniziavano ad avvertire le prime scosse, credendo però si trattasse dei soliti terremoti. Entriamo così, attraverso le ricostruzioni recitate, all'interno di una popolazione florida e complessa, con le sue attività commerciali ed imprese fiorenti, ed un grado di civilizzazione molto superiore a quello che si possa pensare. Ci sono ovviamente differenze sociali e di classe, ma scopriamo anche un ambito più privato con i rapporti familiari.
La docuserie segue in particolare Julia Felix (qui interpretata da Lubna Azabal), facoltosa proprietaria terriera e imprenditrice pompeiana, che gestiva da sola un complesso immobiliare e termale, i Praedia, che è ancora possibile visitare. O ancora, conosciamo Avianius un adolescente che lavora come apprendista fabbro, che un tempo era parte di una famiglia benestante ma, dopo un tracollo economico, si ritrovò a vivere solo con la madre. E poi si aggiunge un'altra figura, un soldato i cui resti sono stati ritrovati ad Ercolano, e di cui sono rimasti intatti il pugnale e la cintura entrambi decorati e di pregio.
Come dicevo però Pompeii: Out of Time with Tom Hiddleston non si limita a dirci cosa accadde quel giorno, ma cerca costantemente di rispondere alla domanda su come i pompeiani riuscirono a salvarsi, quali furono i tentativi di fuga, e cosa accadde dopo a queste persone. L'ulteriore salto che la serie cerca di fare è di entrare nella psicologia dei personaggi, e di come un po' tutti ci comporteremmo in caso di una catastrofe. Sarà che abito anche io vicino ad un vulcano attivo, ma sono dei pensieri che mi è capitato di fare.
Ovviamente ci vengono spesso esposte anche supposizioni, come l'eventuale stress post traumatico del pretoriano, e drammatizzazioni, ma in questo senso risulta coerente perché a volte si ha l'impressione di essere un po' nell'immaginazione dello stesso Hiddleston che ricostruisce i fatti.
Questo è forse l'aspetto che può far storcere il naso, ma che credo sia compreso palesemente nel pacchetto: non un documentario denso, informativo e minuzioso, con uno stile accademico "tradizionale".
Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston mi è piaciuto moltissimo perché riesce ad essere un documentario chiaro, con un ottimo ritmo e che appunto guarda ad un lato della vicenda da un punto di vista meno noto secondo me. E poi è stato ben congeniato.
Infatti la serie trova la sua solidità negli studi del professor Steven L. Tuck della Miami University e nel suo Pompeii Survivors Project, che ha tracciato il percorso di oltre 200 persone i cui nomi riaffiorano nei documenti ritrovati in altre città dopo la tragedia. Inoltre viene citato Plinio il Giovane che fu testimone oculare, ma si accenna più vagamente a Plinio il Vecchio.
Oltre all'intervento di esperti, scienziati, storici, lo stesso Tom Hiddleston non è messo lì a caso, ma avendo fatto studi classici a Cambridge, sa leggere e tradurre il latino. E poi lui si immerge come noi in questa storia, non sale in cattedra come un professore ma cerca di unire, pezzo dopo pezzo, la vicenda. Ovviamente è chiaro che sia stato inserito un attore dal volte noto per attirare, ma sin dal primo episodio si capisce che lui deve fornire un tocco cinematografico quasi da thriller.
Anche se sappiamo come finirà, la docuserie riesce a mantenere l'attenzione tutto il tempo, non diventa didascalica o ripetitiva, nonostante, come in Loki, Hiddleston blocchi o riavvolga il tempo e ricominci quando mancano dei tasselli al suo racconto. Questo secondo me è il suo pregio ma capisco che se vi aspettate un documentario "standard" o se non sopportate le parti romanzate, drammatizzate e recitate, Pompei: Fuori dal tempo con Tom Hiddleston non sarà quello che cercate.
Io invece spero che questa docuserie possa essere il primo capitolo di molte altre stagioni, perché unire intrattenimento a concetti storici penso crei un modo diverso di fare contenuti, e riesca ad avvicinare un pubblico più ampio che può sempre approfondire altrove.
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