Vorrei concentrarmi su un paio di nuovi film che sono arrivati in streaming nelle ultime settimane e che ho visto anche con un po' di curiosità. L'ultima volta che ho parlato di novità non è andata benissimo, ma saranno riusciti a convincermi questa volta?
Ladies First (2026)
Genere: drammatico, commedia Durata: 93 minuti Regia: Thea Sharrock Uscita in Italia: 22 maggio 2026 (Netflix) Paese di produzione: USA |
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Damian Sachs (Sacha Baron Cohen, Disclaimer), è un miliardario maschilista, volgare, donnaiolo e calcolatore che sta per diventare CEO di una grossa agenzia pubblicitaria, ma deve ancora aggiustare il tiro per fare questo passo. Infatti è necessario che assuma una donna nel suo team creativo affinché rispetti la "rappresentanza femminile" in una prossima campagna pubblicitaria. Così Damien tira fuori dal cilindro il nome di Alex Fox (Rosamund Pike, Saltburn), che lavora nell'agenzia da almeno un ventennio. Peccato però che al momento di preparare la campagna, Damien preferirà le idee sessiste dei suoi colleghi uomini mettendo da parte qualunque proposta di Alex.
Le cose però cambieranno improvvisamente: a seguito di un incidente, Damien si risveglia in una realtà completamente diversa, dove ad avere ruoli di potere e atteggiamenti sessisti sono le donne. Non più un serpeggiante patriarcato ma un forte matriarcato che metterà l'uomo di fronte ai suoi atteggiamenti tossici.
Le cose però cambieranno improvvisamente: a seguito di un incidente, Damien si risveglia in una realtà completamente diversa, dove ad avere ruoli di potere e atteggiamenti sessisti sono le donne. Non più un serpeggiante patriarcato ma un forte matriarcato che metterà l'uomo di fronte ai suoi atteggiamenti tossici.
Ladies First sta ancora, dopo quasi un mese dalla sua uscita, cavalcando la classifica dei film più visti su Netflix, ed è un successo che in parte capisco e in parte mi sembra eccessivo.
Oltre ad essere il rifacimento di un film francese intitolato "Non sono un uomo facile", del 2018 diretto da Eléonore Pourriat, Ladies First nel suo incipit tutto sommato originale, mi ha fatto tornare alla mente i classici "body swap" come Quel Pazzo Venerdì, Family Switch ma anche What Women Want. Insomma non c'è un vero e proprio impatto innovativo, tuttavia Ladies First gioca su quei cliché delle disparità di genere per diventare una sorta di satira dei giorni nostri.
C'è quindi un intento lodevole, intelligente e credo che il film riesca a far passare chiaro un messaggio: viviamo in una realtà profondamente distorta, costruita a misura d'uomo. Tuttavia, più sottilmente, si va a rimarcare il fatto che anche l'estremo opposto non sarebbe altrettanto valido, proprio perché dovrebbe esserci uguaglianza e parità fra i generi.
Oltre ad essere il rifacimento di un film francese intitolato "Non sono un uomo facile", del 2018 diretto da Eléonore Pourriat, Ladies First nel suo incipit tutto sommato originale, mi ha fatto tornare alla mente i classici "body swap" come Quel Pazzo Venerdì, Family Switch ma anche What Women Want. Insomma non c'è un vero e proprio impatto innovativo, tuttavia Ladies First gioca su quei cliché delle disparità di genere per diventare una sorta di satira dei giorni nostri.
C'è quindi un intento lodevole, intelligente e credo che il film riesca a far passare chiaro un messaggio: viviamo in una realtà profondamente distorta, costruita a misura d'uomo. Tuttavia, più sottilmente, si va a rimarcare il fatto che anche l'estremo opposto non sarebbe altrettanto valido, proprio perché dovrebbe esserci uguaglianza e parità fra i generi.
Tutto questo è racchiuso in un film che nel suo insieme si lascia guardare, che metti su e non ti fa addormentare con la bolla al naso dopo un paio di minuti, e che si ritrova due attori abbastanza azzeccati, insieme ad un cast di contorno altrettanto efficace. Solo che ho avuto l'impressione che Ladies First resti un po' indietro rispetto all'ironia che insegue, come se quel suo essere caricaturale risulti da un lato troppo smaccato, dall'altro meno brillante e divertente di quanto possa sembrare all'apparenza.
C'è decisamente una certa ripetitività delle dinamiche ed una prevedibilità generale della storia che rendono all'apparenza più lunghi i suoi 90 minuti di durata. Inoltre nonostante inizi come una commedia dai tratti parodistici, Ladies First assume dei tratti vagamente ed improvvisamente più drammatici verso il finale.
Volendo poi essere più puntigliosi, tocca ammettere che i dialoghi non sono sempre credibili o originali, l'estetica generale del film è troppo perfetta da sembrare reale e soprattutto sembra quasi che non siano riusciti a trovare una idea più interessante per rendere questo "scambio di corpi" meno banale. Ladies First si limita a trasporre gli atteggiamenti maschilisti attraverso le donne, senza soluzioni più creative che potessero dare slancio all'universo femminile.
Come dicevo, non è un film che mi sento di bocciare del tutto, ha momenti che funzionano e idee efficaci, ma nel suo insieme Ladies First non si eleva poi troppo dalle produzioni medie della grande N.
Volo notturno per Los Angeles (2026)
Titolo originale: Propeller: One-Way Night Coach Genere: drammatico, commedia Durata: 61 minuti Regia: John Travolta Uscita in Italia: 29 Maggio 2026 (Apple TV) Paese di produzione: USA |
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Siamo a New York nel 1962, e il piccolo Jeff (Clark Shotwell) sta per essere prendere un volo verso Los Angeles, insieme alla mamma Helen (Kelly Eviston-Quinnett). Per Jeff sarà un viaggio carico di emozioni, visto che ha sempre avuto la fascinazione per gli aerei e da tempo sognava di prenderne uno.
Così questa lunga notte e questo viaggio fatto di tanti scali, in cui Jeff incontrerà diversi personaggi affascinanti, come l'hostess Doris (Ella Bleu Travolta) che si occuperà di lui come si faceva all'epoca, diventerà un ricordo indelebile per il bambino.
Una trama un po' striminzita per un film che in effetti è più vicino al mediometraggio per durata, che segna anche l'esordio alla regia per John Travolta, che in Volo Notturno per Los Angeles ci ha messo di tutto se stesso. Suo è il libro da cui è tratto il film, sua la sceneggiatura, sua la coproduzione, e anche la voce narrante in lingua originale e appare pure in un piccolo cameo. Si capisce insomma quanto Travolta ci tenesse a questo film, in cui riversa parentesi autobiografiche, e soprattutto la sua passione per l'aviazione.
Questo Volo Notturno Per Los Angeles è però una operazione nostalgia interessante: ci catapulta in un periodo in cui appunto gli aerei non erano queste scatole grigie e asettiche come le conosciamo noi, ma soprattutto quando viaggiare era un lusso. Quindi più che aspettarsi una storia che evolve, magari con colpi di scena, in Propeller: One-Way Night Coach seguiamo il sogno di Jeff, come se fosse quasi parte di un coming of age, una esperienza che lo cambierà.

L'unico modo per apprezzare questo film è considerarlo come una favola della buonanotte, che dura poco più di una puntata di una serie tv, che sicuramente è un po' autoindulgente, ma comunque non risulta stucchevole.
È chiaro che Volo Notturno per Los Angeles non si rivolga ad un pubblico ampio, sembra più che altro che Travolta l'abbia voluto dedicare a se stesso, alle sue passioni, ai suoi ricordi. Magari per qualcuno della sua generazione può essere anche un bel ricordo rivivere con gli occhi di Jeff quella esperienza, per gli altri come dicevo capisco possa sembrare una storia troppo campata in aria, che dà poco allo spettatore in termini di reale intrattenimento.
La regia di Travolta è abbastanza semplice, funzionano meglio le scenografie sgargianti e la fotografia, forse un pelo troppo ovattata ma in linea con l'idea di un ricordo di un bambino.
Io l'ho apprezzato, penso sia una piccola chicca un po' diversa dagli altri film, ma non sono sicuro che ad esempio lo rivedrei a giro breve.
Questo Volo Notturno Per Los Angeles è però una operazione nostalgia interessante: ci catapulta in un periodo in cui appunto gli aerei non erano queste scatole grigie e asettiche come le conosciamo noi, ma soprattutto quando viaggiare era un lusso. Quindi più che aspettarsi una storia che evolve, magari con colpi di scena, in Propeller: One-Way Night Coach seguiamo il sogno di Jeff, come se fosse quasi parte di un coming of age, una esperienza che lo cambierà.
L'unico modo per apprezzare questo film è considerarlo come una favola della buonanotte, che dura poco più di una puntata di una serie tv, che sicuramente è un po' autoindulgente, ma comunque non risulta stucchevole.
È chiaro che Volo Notturno per Los Angeles non si rivolga ad un pubblico ampio, sembra più che altro che Travolta l'abbia voluto dedicare a se stesso, alle sue passioni, ai suoi ricordi. Magari per qualcuno della sua generazione può essere anche un bel ricordo rivivere con gli occhi di Jeff quella esperienza, per gli altri come dicevo capisco possa sembrare una storia troppo campata in aria, che dà poco allo spettatore in termini di reale intrattenimento.
La regia di Travolta è abbastanza semplice, funzionano meglio le scenografie sgargianti e la fotografia, forse un pelo troppo ovattata ma in linea con l'idea di un ricordo di un bambino.
Io l'ho apprezzato, penso sia una piccola chicca un po' diversa dagli altri film, ma non sono sicuro che ad esempio lo rivedrei a giro breve.
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