Novità, hype e delusioni: cosa ha lasciato Gennaio tra film e serie tv

Come vi dicevo nel recap per Beauty Cues, Gennaio è stato un mese un po' lento per me, mi è servito più tempo per carburare, riprendere i vecchi ritmi e tornare qui con la stessa regolarità. Ma comunque ci ho provato e sono riuscito a parlarvi di diverse serie tv e film che ho visto nel corso del mese.

Gennaio è sempre un mese particolare in questo senso: tra gli strascichi delle uscite di fine anno e i nuovi arrivi c'è sempre più traffico che in altri periodi e io ho ancora tanto di cui parlarvi, altre parentesi da chiudere specie sulle serie tv. Quelle di gennaio però sono state un po' più flop che promosse. 

Mi ha ad esempio deluso molto la seconda stagione di A Man on The Inside su Netflix.


Da dramedy gustosa e di compagnia, con quella punta di mistero che proseguiva lungo gli episodi, A man on the inside 2 è diventata una serie tv insipida, dove si è cercato di scavare nella vita di personaggi di cui in fondo non ci interessava. E poi c'è modo e modo di farlo: parlare di drammi familiari o di amori in terza età può attirare lo spettatore se lo fai con la giusta ironia o con un taglio particolare e qui mancano entrambi. Ad oggi non è stata confermata ancora la terza stagione e mi sa che potrebbe essere il sintomo di una cancellazione, e onestamente andrebbe anche bene così.

L'altro flop di gennaio non è un rinnovo ma una novità, ovvero Girl Taken, miniserie tv uscita l'8 Gennaio su Paramount +.

Alfie Allen interpreta un inquietante professore sequestratore di adolescenti in un thriller psicologico che sembra quasi una storia vera. Peccato però che anche qui si giochino male le loro carte perché la sceneggiatura è spesso banale, derivativa e piena di scene poco credibili se non propriamente assurde. Gli interpreti non sono male ma Girl Taken finisce nel cestino delle serie tv dimenticabili.

Sul versante delle serie tv promosse mi sento, a mente fredda, di nominare Stranger Things 5.

Fatemi spiegare: nella recensione della quinta stagione (ma anche prima) ne ho detto peste e corna e sottoscrivo ogni singola frase, ma l'idea di avere un finale di stagione che completi la storia merita già una spilletta di incoraggiamento. Poi se si guarda a Stranger Things in dettaglio (ma anche non troppo) ci sono tante lacune, eppure non si può negare che si tratta di una delle produzioni più complesse e grandi degli ultimi tempi, quindi tutto sommato, presa nel suo insieme, tocca riconoscerne comunque il valore. È comunque finita una saga e mi va più che bene così.


Per quanto riguarda i film ho sicuramente almeno un titolo che boccio senza pensarci troppo, che non è una novità ma un recuperò, ovvero This Time Next Year.

Il bel Lucien Laviscount è protagonista in una commedia romantica che ricorda vagamente One Day, ma peccato che la storia di This Time Next Years sia debole, soprattutto nelle interazioni fra lui e la sua partner nel film ovvero Sophie Cookson. Mi sono mancati al tempo stesso leggerezza e profondità, dolcezza e ironia, ma anche degli aspetti che giustificassero gli andirivieni fra Quinn e Minnie, nonostante il film duri praticamente due ore.
Mi è mancato soprattutto quel senso di fiaba che mi aspetto come giustificazione per un genere cinematografico che ormai arranca.
Evitabile e dimenticabile. 


Voglio invece promuovere Primavera di Damino Michieletto, arrivato al cinema proprio a Natale 2025.

È vero, non è un film che esplode da un punto di vista narrativo, anzi può risultare un po' classico e sono certo che qualcuno l'abbia trovato noioso. Io invece credo che Primavera abbia il merito di raccontare una vicenda, seppur romanzandola, che non conoscevo, ma soprattutto lo fa in modo elegante e attraverso bravi interpreti. Il pathos c'è, ma è più compassato, l'emozione si fa sottile e poi fanno da contorno una messa in scena curata ma misurata, la bellissima musica classica e la regia che gioca molto su luci e colori. Probabilmente se arriverà in streaming, potrà farvi passare una serata piacevole. 


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