È stata una attesa lunga, e ancora più lunga è stata la quinta stagione di Stranger Things che fra Novembre e Dicembre 2025 è arrivata con il suo finale largamente anticipato.
Onestamente non ho alcuna voglia di fare una disanima minuto per minuto di tutti i pro e i contro di quest'ultima stagione, anche perché credo che le avrete sentite tutte e che ormai sia stata davvero vivisezionata. Ci sono però due o tre sassolini che vorrei togliermi dalla scarpa, quindi attenzione ci saranno spoiler seppur vaghi.
Quello che posso dire su Stranger Things 5 è che non mi ha deluso proprio perché fin dalla prima stagione non è stata secondo me questa serie tv capolavoro a cui affezionarsi, e persino sulla quarta ho avuto molte cose da sottolineare.
È ovvio che ne riconosca l'impatto enorme che ha avuto a livello globale, e come sia diventata un cult moderno nell'ambito dell'intrattenimento, con uno stuolo di fan adoranti in tutto il mondo ormai emotivamente legati ai personaggi della serie. Poi sono anche consapevole che non sono mai stato il suo pubblico di riferimento più azzeccato, non amando i fantasy né gli horror.
Capisco però la delusione provata per questa quinta stagione e non posso che concordare con i tanti problemi riscontrati da praticamente chiunque.
Personalmente in realtà ho trovato la prima parte, con i primi quattro episodi, tutto sommato piacevole, veloce, ricca di suspense e azione. L'ho vista molto volentieri, ma mi sono impantanato con gli episodi di dicembre perché mi sono sembrati inutilmente lunghi, verbosi, proprio l'esempio per cui nessuna serie tv in fondo meriterebbe un minutaggio così lungo ed elaborato. O per lo meno, la seconda parte di Stranger Things 5 dimostra come i fratelli Duffer abbiano voluto strafare con le linee narrative, e probabilmente avendo carta bianca da Netflix si siano fatti prendere la mano.
Poi siamo arrivati al gran finale di ben due ore, la battaglia conclusiva che ha lasciato così tante perplessità, teorie e dubbi che si sono riversati in meme azzeccati, perché in fondo tante cose non sono quadrate.
Ora, in questi tempi fatti di serie tv falciate di netto dopo una prima stagione, avere un finale pensato è davvero un miracolo. Inoltre penso che tutti fossimo consapevoli di quanto un universo complesso e stratificato come quello di Stranger Things, spalmato in praticamente 10 anni dalla sua prima messa in onda, non era semplice da riassumere e concludere.
Tra l'altro parliamo di una serie tv che ha sempre cercato di unire all'avventura e al fantasy anche delle dinamiche umane e relazionali più profonde, complicando ulteriormente le cose.
Era secondo me preventivabile insomma che, arrivati alla fine, qualcosa dovesse restare indietro.
Ciononostante, con tutte le premesse e le razionalizzazioni del caso, ci sono aspetti che non ho potuto digerire.
Ci sono state infatti scelte narrative che non hanno completamente logica, come ad esempio tutta la scena in cui Karen, ridotta ad un colabrodo, riesce a salvare Max, Lucas, Robin e Vickie facendo esplodere una lavatrice contro i democani con un tempismo impeccabile. Un esempio che però racchiude come questa stagione abbia avuto incongruenze, scene che sembrano completamente scollegate, tanti espedienti inseriti per cercare di far quadrare le cose ma che appunto non hanno logica interna e che non fanno altro che togliere intensità intrattenitiva alla serie perché risultano risibili.
Una grossa delusione è stato anche il coming out di Will: certo, una scena sentita, necessaria per l'evoluzione del personaggio e della storia stessa, ma fatta in un modo non solo incoerente con la fine del mondo imminente, ma anche urlata, quasi un delirio.
È stato sicuramente più appagante lo scontro finale con Vecna/Henry da un punto di vista visivo, e Stranger Things 5 ci spiega pure la sua genesi, ma non tutto quello che vediamo ha senso e si lascia dietro qualche dubbio.
Un altro momento che aveva senso nell'ottica di chiudere quanti più cerchi possibili, è il confronto fra Nancy, Robin, Jonathan e Steve, che si affacciano ormai ad una età più adulta. Ecco per me è stata comunque una scena inutilmente lunga, che va ad appesantire una conclusione che invece doveva essere più snella.
Non posso dire di aver amato come è stato gestito il sacrificio di Undici: è ovvio nelle logiche della serie, ma anche lì ci sono troppe forzature e facilitazioni che la mano degli sceneggiatori non solo si "vede", ma ci prende proprio a schiaffi.
Credo che tra l'altro, il dubbio sul suo destino dia un messaggio sottilmente sbagliato: i protagonisti della serie si affacciano all'età adulta, che significa purtroppo a volte chiudere dei cicli, lasciare andare vecchi rapporti e, perché no, anche affrontare un lutto.
E la scena con Mike sulle note di Purple Rain? A me non ha dato quella sensazione di dolore, tenerezza e amore che forse avrebbe dovuto.
Ci sono poi un paio di punti di forza storici di Stranger Things che in questa stagione sono venuti meno. Il primo è la CGI, che in alcune scene mi è sembrata un po' meno curata e ricca del solito; il secondo, e forse più grave, riguarda le interpretazioni del cast perché mi sono sembrati un po' tutti svogliati.
Quindi, con tutti i se e i però del caso, con tutta la buona volontà, secondo me il finale di Stranger Things ha ripresentato tutte quelle problematiche che già avevo notato nelle passate stagioni.
Per questo trovo alquanto ingenua questa indignazione e sebbene, non siamo ai livelli del finale di Game of Thrones, io non credo che i fratelli Duffer non abbiano saputo stendere la strada di questa quinta stagione, ma non hanno mai saputo riparare le buche lasciate lungo tutto il percorso.
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