Quelle che seguono sono le elucubrazioni di una persona frustrata perché sì, vorrei sedermi sulla poltrona e godermi una commedia romantica, magari sdolcinata, magari inverosimile o banale, ma che almeno mi smuova qualcosa dentro, che mi faccia riflettere in qualche modo sulla complessità dell'animo umano. Purtroppo a me non sembra che questi due nuovi film riescano in questo intento, ed un po' mi spiace.
This Time Next Year - Cosa fai a Capodanno? (2024)
Genere: commedia, romantico Durata: 116 minuti Regia: Nick Moore Uscita in Italia: 14 Novembre 2024 (cinema)/ 7 Gennaio 2025 (NOW/Sky) Paese di produzione: Regno Unito |
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Minnie (Sophie Cookson) è una sfigata cronica, anzi si può dire fin dalla nascita e sta vivendo un periodo difficile. Non solo rischia di perdere l'appartamento in cui vive, ma arranca nel portare il suo lavoro, una pasticceria aperta con un paio di amiche. Anche sul fronte sentimentale non se la cava meglio: non riesce infatti a slegarsi dal suo fidanzato estremamente egoriferito.
Sembra una vita totalmente opposta quella di Quinn (Lucien Laviscount, Emily in Paris) che viene da una buona famiglia, ha una professione solida e una fidanzata affascinante. Quando per sbaglio i due si incontreranno, saranno scintille: Minnie infatti doveva chiamarsi Quinn, un nome che sua madre riteneva fortunato, ma le è stato rubato proprio dalla madre del ragazzo con il quale condivideva la stanza di ospedale. Minnie e Quinn sembrano però essere legati da un insolito destino, anche se entrambi dovranno superare le proprie reticenze e alcune convinzioni difficili da sdradicare.
Tratto dal romanzo di Sophie Cousens, che qui si è occupata anche dell'adattamento cinematografico, This Time Next Year non aveva per me le carte in regola per fare le corse al cinema, ma quando è arrivato su Now poteva essere già più interessante. Indubbiamente la presenza di Lucien Laviscount è stato un buon stimolo in più a vedere il film, ma non è bastata a salvarlo.
Pur non nascondendo il suo essere derivativo infatti, This Time Next Year non riesce ad uscire dalla struttura rodata delle rom-com offrendo qualcosa di nuovo, anzi forse facendo peggio di altri titoli. Minnie infatti veste i panni della sfigata un po' sciatta e a tratti nevrotica e che alla lunga allo spettatore risulta fastidiosa, specie se non offre altri lati del carattere o dimostra una evoluzione. Quinn invece resta stazionario nel ruolo del bello e vagamente dannato, anche se alla fine sappiamo poco del suo vissuto. Ci provano a dargli profondità parlandoci di sua madre Tara (interpretata dalla ottima Golda Rosheuvel di Bridgerton) e della sua profonda depressione, ma è tutto molto abbozzato e sbrigativo.
In realtà le piccole parentesi sui genitori di Quinn e Minnie sono forse le parti più interessanti, diverse ed originali di This Time Next Year ma appunto sono molto collaterali per l'economia della trama.
Il film poi cerca di sfruttare le tipiche situazioni surreali per creare una vena ironica ma mi è sembrato un tentativo davvero inefficace perché non si riesce nemmeno a sorridere.
Ad avermi lasciato però perplesso e deluso è stato proprio il rapporto fra Quinn e Minnie, ed ho dovuto rivedere alcune parti del film perché proprio non mi raccapezzavo. Come per qualunque rom-com che si rispetti, anche i due protagonisti devono mettere alla prova il loro sentimento e ovviamente finiranno in un momento di crisi. Il problema è che non si capisce bene cosa li tenga davvero separati: sembra semplicemente che stiano distanti perché così deve essere o la storia non funzionerebbe.
Tocca ammettere che purtroppo fra Sophie Cookson e Lucien Laviscount non c'è una grande chimica, né sembra che fra di loro possa nascere questo grande amore, almeno sullo schermo.
Per quanto poi This Time Next Year abbia una confezione piacevole, una regia lineare e una colonna sonora orecchiabile, ha secondo me una durata eccessiva sia per la storia che racconta che per il genere.
Quindi un film evitabile e dimenticabile.
People We Meet on Vacation - Un amore in vacanza (2026)
Genere: commedia, romantico Durata: 118 minuti Regia: Brett Haley Uscita in Italia: 9 Gennaio 2026 (Netflix) Paese di produzione: USA |
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In diversi periodi della loro vita, scopriamo lentamente il rapporto fra Poppy (Emily Bader, My Lady Jane) e Alex (Tom Blyth) conosciutisi durante un car sharing, quando erano ancora dei ragazzi che avevano deciso di condividere il viaggio in auto dal Boston College per tornare alla loro cittadina natale, Linfield. I due sono particolarmente diversi: Poppy è spigliata, incasinata, prende la vita per come viene, mentre Alex è quadrato, preciso e ama essere organizzato. Eppure, sebbene non con le migliori premesse, i due si legheranno in una profonda amicizia, che li porterà spesso e volentieri in viaggio insieme. Ad un certo punto però Alex e Poppy si ritroveranno separati e sembra per colpa di un viaggio in Toscana, ma per celebrare il matrimonio di David (Miles Heizer, Boots), fratello di Alex, i due si ritroveranno e potranno finalmente chiarire cosa davvero è successo fra di loro.
People We Meet on Vacation sta galoppando la classifica dei film più visti su Netflix e anche io onestamente mi sono fatto incuriosire per il cast. E volevo proprio apprezzare il film, anche se presentarlo come l'ennesima ispirazione a Harry ti presento Sally non è che invogli molto.
Tuttavia c'è poco che funzioni davvero in questa nuova commedia, e anzi direi che c'è una prima parte che proprio non ho apprezzato e una seconda che va meglio, ma non salva tutto il film.
Appena conosciamo Poppy e Alex infatti ci rendiamo conto che, nella realtà, fra di loro non nascerebbe nulla, perché sono troppo diversi e credo che a nessuno dei due verrebbe la voglia di approfondire la conoscenza dell'altro, anche costretto. Questo tipico incontro "enemies to friends" ci viene raccontato secondo me in modo banale, con una ironia prevedibile, stereotipi e appunto scene poco credibili, occupando oltre un'ora di tutto il film.
Superato questo scoglio, la seconda parte di People we meet on vacation sembrava la più interessante, ma mancano tutti quegli approfondimenti che il rapporto fra i protagonisti meritava per risultare solido e convincente.
È come se il film, nonostante le due ore di durata, non ci desse il contesto per cui far Alex e Poppy le cose non funzionano e quando si arriva al momento del confronto, sembra che abbiamo a che fare con due persone che semplicemente non hanno avuto occasione di parlarsi. I motivi fondanti mancano infatti del tutto. Si fa accenno a magari il bisogno di Poppy di stare lontana dalla sua città natale, così come si Alex afferma di aver perso la madre da giovane, ma sono approfondimenti che non avremo mai.
Peggio però mi sono sentito quando, una volta chiariti i reciproci sentimenti dei protagonisti, questi sembrano comunque non conciliarsi. È soprattutto Alex ad avermi convinto meno: sembra infatti che pretenda che Poppy cambi vita da un giorno all'altro e gli dichiari amore eterno, anche se in fondo non hanno ancora avuto modo di conoscersi da quel punto di vista.
È una cosa tutta americana quella di innamorarsi del proprio migliore amico e lo capisco poco umanamente, ma qui sembra che manchi quella naturale evoluzione del sentimento e si forzino le cose giusto per creare momenti di tensione.
Sono conscio che sto forse esaminando troppo un film come People we Meet on vacation, che in fondo non vorrebbe una analisi del genere, ma mi è quasi dispiaciuto non potermi affezionare ai personaggi. Emily Bader e Tom Blyth sono carini sullo schermo, sembra ci sia davvero chimica fra i due, e si finisce in qualche modo per volergli bene, ma se avessero dosato meglio gli ingredienti del film secondo me molte cose avrebbero funzionato bene.
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