martedì 28 settembre 2021

(Mini) Serie TV promosse e bocciate!

Faccio un rapido saltino nel mondo serieale ché ho due mini serie tv terminate su cui è arrivato il momento di gettare la mia ombra. 
Inizio subito con La Direttrice (The Chair), un titolo in italiano che secondo me non rende moltissimo il concetto stesso della serie. Siamo in una università, e per la prima volta il ruolo di direttrice va ad una donna, Ji-Yoon Kim, che dovrà trovare il punto di incontro fra il modo contemporaneo di leggere il mondo dei suoi studenti, e la visione datata dei professori più anziani.

Locandina di La direttrice: 540336 - Movieplayer.it

Trovare una storia interessante che parli di un argomento già noto come il gap fra generazioni, non è semplice, però La direttrice secondo me riesce a raccontare l'attuale con una chiave di lettura poco battuta, quella del mondo accademico, e che mi è sembrata abbastanza originale. Sebbene si tratti di soli sei episodi da poco più di 30 minuti l'uno, sono inoltre riusciti a condensare tantissimi i temi: la difficolta che hanno oggi le generazioni di comunicare e capirsi, l'interesse che i giovani hanno nei confronti di inclusività e cambiamento ambientale, ma anche il ruolo e le difficoltà delle donne nel mondo del lavoro, e le differenze culturali. 


Ji-Yoon ha infatti adottato una bambina di origini ispaniche che riesce a gestire a fatica rispetto alle sue radici che sono sudcoreane. È questa una parentesi tenera, ma anche difficile.
Ho trovato molto realistico com'è stata trattata la cancel culture, perché è quello che vedo accadere sui social: spesso si estrapola e strumentalizza una azione o una frase, e ad ogni costo se ne cerca il marcio in un circolo continuo, svalorizzando poi la correttezza della mozione.
Tutti argomenti interessanti secondo me, ma lo spirito di The Chair è comunque leggero, le puntate scorrono velocemente, i dialoghi sono spesso ironici e mi hanno fatto sorridere. È quindi una miniserie che promuovo, ma che non merita secondo me la coccarda della migliore, almeno del periodo. 

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Il titolo italiano vi dicevo, secondo me è poco azzeccato perché alla fine della direttrice sappiamo ben poco, non si capisce nemmeno se sia in grado di svolgere la sua nuova carica. La Ji-Yoon di Sandra Oh finisce insomma per essere legata pedissequamente più ai suoi ruoli di preside e mamma che come donna e protagonista principale. Poi ho bisogno di non vedere qualcosa con Sandra Oh per qualche tempo, perché ogni volta ci trovo un po' della sua Eve di Killing Eve, e secondo me dovrebbe smarcarsi da quel personaggio. In generale, qui e lì, si ha l'impressione che anche un film poteva riuscire a raccontare comunque bene queste vicende e non servivano per forza sei episodi.
Non ci sono conferme per una seconda stagione, ma già questa prima parte di The Chair è più che completa da sola.


Non riesco invece a trovare appigli per poter salvare Camping, una serie poco nota forse, che risale al 2018 e che è stata trasmessa da Sky questo luglio. A sua volta, Camping è la riproposizione di una miniserie inglese del 2016. 


Se vi nominassi Jennifer Garner, David Tennant, Juliette Lewis, Chris Sullivan e Arturo Del Puerto pensereste che si tratta di un bel cast, variegato, interessante, con nomi noti anche nel mondo delle serie tv. Peccato che sia solo uno spreco di attori anche abbastanza talentuosi, per una serie tv che non ha nulla da offrire. La sinossi è quella di alcune coppie di amici che si ritrovano ad un campeggio, che però presto, più che una avventura all'aria aperta, si rivelerà l'occasione per riversare sugli altri e sul partner, le frustrazioni e i problemi del quotidiano e della vita di coppia.


Le mie speranze erano quelle di avere a che fare con una serie tv ben recitata, leggera, irriverente e divertente, ma Camping non è nulla di questo. Gli otto episodi, anche se durano solo 30 minuti circa, sono solo una grossa delusione, visto che non riescono a dare nulla allo spettatore. Girando infatti sempre intorno alle stesse battute, poco divertenti e spesso gratuitamente volgari, gli stessi stereotipi, e situazioni non credibili, Camping racconta ben poco e lo fa in una maniera assolutamente poco interessante. Non so come fosse la versione inglese originale, ma questa americana per me è solo una perdita di tempo sotto ogni punto di vista.

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Il cast così blasonato non riesce a salvare nemmeno in calcio d'angolo la serie, visto che sono tutti, principali e secondari, costantemente nevrotici, strani, sopra le righe, è impossibile potercisi ritrovare, figuriamoci addirittura empatizzare. Ne prendo una per ferirli tutti: Jennifer Garner, che in genere mi piace nei ruoli più ironici com'è stato in Yes Day ad esempio, qui è assolutamente piatta e insostenibile.
Prudono quasi le mani a pensare che si tratta di una produzione HBO.
Fatemi e fatevi un favore, non dedicate nemmeno un minuto, nemmeno un pensiero a Camping.



12 commenti:

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  1. La direttrice mi ha intrigato abbastanza, rispetto alla media di roba insulsa che gira.. ;)
    Ora mi sto dando ai medici siriani.. (Transplant su Sky)

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    1. In effetti forse se ne è parlato poco, proprio rispetto a quel che circola anche nell'ambito delle miniserie (vedi appunto Camping)

      Medici siriani mi fa un po' ridere 😅

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    2. ..se ci pensi, so' straesperti.. ahah

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  2. Non conosco entrambi, ed entrambi non m'intrigano...passo ;)

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  3. Le ho viste entrambe, veramente Camping l'ho mollata dopo il secondo episodio talmente era irritante e insulsa (a mio parere). Mi sento di darti una medaglia al merito per aver resistito fino alla fine. Invece La direttrice mi è piaciuta si, ma secondo me forse hanno voluto metterci dentro troppe tematiche e alla fine la protagonista pare essere finita in un frullatore alla massima potenza, in effetti somiglia un po' alla parte che aveva in Killing Eve. Comunque una visione più che piacevole. O.T. spero tu abbia in programma di guardare White Lotus,mi piacerebbe parlarne....

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    1. Ahaha ti ringrazio! In effetti ho continuato Camping con la speranza che prima o poi arrivasse ad un punto sensato, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare.
      Purtroppo Sandra Oh dovrebbe un po' slegarsi da questi ruoli impacciati, sembrano tutti uguali!
      White Lotus è in programma sicuramente ☺️

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  4. Continuo a chiedermi se La Direttrice fosse stato pensato come film per Netflix carino e poco più e si sia poi deciso di dividerlo in episodi per farne una serie, per quanto apprezzabile, presto dimenticabile.
    Non so, manca qualcosa, qualcosa è di troppo, nella sua brevità.

    Camping ricordo di averlo segnato al momento dell'uscita proprio per il cast (dico la verità: solo per Tennant), ma poi leggiucchiando le stroncature e vista la cancellazione, non l'ho più recuperato.
    A distanza di anni, confermi che ho fatto bene ;)

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    1. Dici che magari in principio era una sorta di commedia leggera ma che hanno cercato di trasformare in altro facendone una serie? 🤔

      Hai fatto benissimo per Camping, una perdita di tempo senza pari.

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  5. la prima mi attirava un minimo ma nulla di eclatante ecco magari se non ho idee la vedo

    mallory

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