Maschere all'argilla Purificanti Opacizzanti Bottega Verde, le Recensioni

A distanza di qualche mese torno ad esplorare la gamma di maschere viso Estratti di Bellezza di Bottega Verde. Un range ampio per diverse necessità cutanee, estratti naturali, un costo davvero irrisorio sono le prime caratteristiche per cui ho deciso di approfondire la conoscenza di queste maschere viso. Ho iniziato con le maschere scrub 2 in 1, e adesso proseguo con quelle purificanti a base di argilla, rivolte a pelli impure, grasse ma non solo.

Sono entrambe in bustina (ma disponibili anche in altro formato), e dovrebbero essere delle monodose, ma anche a farne applicazioni generose si finisce per utilizzarle almeno per un paio di volte.


Bottega Verde Maschera Viso Argilla Detox 
Purificante Illuminante


INFO BOX
🔎 Negozi Bottega Verde, Sito dell'azienda, Amazon
💸 €2.50
🏋 8ml
🗺 Made in Italia
⏳  //
🔬 Vegano


È indicata a tutti i tipi di pelle, questa
maschera viso Detox che però secondo me ha le sue specifiche da tenere in considerazione. Arricchita con due tipologie di argille, quella verde e il caolino, dalle proprietà purificanti e opacizzanti, rimuovono impurità e sebo in eccesso, che si uniscono in tal senso al carbone vegetale detossinante, anche se nell'INCI io ho visto solo il carbon black, che è più che altro un colorante. 

La maschera Detox Bottega Verde ha anche attivi lenitivi come l'ossido di zinco, perfetto in caso di rossori e brufoli, e la glicerina che dà un tocco di idratazione. L'olio essenziale di Ylang Ylang è stato aggiunto principalmente per dare questo piacevole aroma che ha il prodotto.

Si presenta come una crema nera, che si stende comunque facilmente sul viso e che durante la posa diventa grigia mentre si asciuga. Questo è un po' il segnale che bisogna rimuoverla e non vi consiglio di tenerla ulteriormente in posa. La stessa Bottega Verde suggerisce dai 10 ai 15 minuti di trattamento e consiglia anche di usarla ove necessario.

Io ad esempio mi sono concentrato sulla zona T perché in questo periodo la mia pelle è più secca, però la maschera Detox mi è sembrata un trattamento abbastanza delicato, che non mi ha creato irritazioni o rossori.

È un prodotto Bottega Verde che mi è piaciuto perché lascia la pelle davvero molto liscia, morbida, ed è chiaro su di me l'effetto astringente sui pori e sulle zone più impure, come naso e fronte, sin dalla prima applicazione. Apprezzo poi il finish opaco che lascia, visto il suo potere seboassorbente, e in generale l'aspetto che dà al mio viso. È una maschera viso che sicuramente è pensata per pelli che producono sebo ed hanno delle impurità, ma che comunque non vogliono essere troppo stressate ed essiccate. Io stesso, al momento, con una pelle che tende a disidratarsi e risentire del cambio climatico, la posso utilizzare al massimo una volta a settimana, ma non di più perché farei più danni che benefici.

Sicuramente la Maschera Detox Purificante Bottega Verde si merita un riacquisto per il periodo estivo quando il mio viso si luciderà più facilmente. Per il resto è un buon trattamento, che tra l'altro si sciacqua anche abbastanza facilmente senza lasciare residui, quindi altro bonus.

Questa maschera è declinata in due formati, in bustina e in barattolo, quindi ci si può anche affezionare senza troppi sprechi.


Bottega Verde Maschera Viso Argilla Rinnovatrice
Opacizzante Purificante


INFO BOX
🔎 Negozi Bottega Verde, Sito dell'azienda, Amazon
💸 €2.50
🏋 8ml
🗺 Made in Italia
⏳  //
🔬 Vegano


Può sembrare molto simile alla Detox ma questa
maschera all'argilla Bottega Verde si discosta per alcune differenze. Infatti è indicata per pelli impure e grasse e, come tale, presenta diversi attivi che hanno questo scopo. Troviamo sempre la combo di argilla verde siciliana e caolino, così come ci sono dei componenti addolcenti, come lo zinco e la glicerina, ma c'è altro. Infatti sono stati aggiunti l'estratto di corteccia di salice bianco, che ha proprietà esfolianti leggere grazie alla presenza di salicilato, in pratica una sorta di precursore più delicato dell'acido salicilico. 

In più la maschera Rinnovatrice Bottega Verde è arricchita con due oli essenziali che invece hanno proprietà antibatteriche, antifungine e antinfiammatorie, ovvero quello di eucalipto, che tra l'altro contribuisce a dare una piacevole sensazione di freschezza, e di timo, che agisce anche come lenitivo.
La Maschera Rinnovatrice mi ha ricordato un po' le maschere all'argilla che spignattavamo ad inizio degli anni 2000 in casa, ma la texture è fluida ma molto più gradevole delle nostre perché durante la posa si asciuga ma non diventa una crosta tirante come almeno capitava a me con le cose home made.

È un prodotto quindi piacevole da utilizzare, grazie anche a questo profumo delicatamente balsamico e appunto alla leggera sensazione rinfrescante che dà. Anche in questo caso Bottega Verde suggerisce di applicarla su tutto il viso o appunto, come ho fatto io, sulla zona T, e ti attendere fra i 10 e i 15 minuti. Sappiamo un po' tutti che sforare le tempistiche con le maschere all'argilla significa essiccare troppo la pelle, quindi cerchiamo di prestare un minimo attenzione.

È sicuramente più strong su di me questa maschera Rinnovatrice, rispetto alla Detox, che ha un ottimo effetto astringente e sebo assorbente. I pori appaiono subito un po' più levigati e in generale la pelle acquisisce anche un bell'aspetto. Mi è capitato di applicare questa maschera all'argilla Bottega Verde anche su un paio di brufoletti e devo dire che su di loro ha avuto un'azione sfiammante, calmandone un po' il rossore e la sporgenza. Su una pelle come la mia è fondamentale applicare dopo altri prodotti idratanti e anche in questo trattamento per me può avere al massimo una frequenza settimanale, ma non di più.

Penso che la Maschera Rinnovatrice Opacizzante sia proprio ideale per pelli da grasse a miste, con qualche impurità appunto ed eventuali infiammazioni, ma non per pelli sensibili vista la presenza di oli essenziali.
Aggiungo anche per questa maschera un plus per via della facilità con cui si rimuove e per il fatto che si trovi anche in barattolo con la medesima formulazione qualora ci si dovesse affezionare. 


Noi ci leggiamo presto con tante altre maschere viso di Bottega Verde. Voi le avete provate?



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Maria è il miglior film biografico di Pablo Larraín?

Definirlo acclamato ed atteso sarebbe forse riduttivo per il nuovo film di Pablo Larraín, Maria, con Angelina Jolie e dedicato appunto alla Callas, al cinema da poche settimane.


Genere: biografico, drammatico
Durata: 124 minuti
Regia: Pablo Larraín
Uscita in Italia: 1º gennaio 2025 (Cinema)
Paese di produzione: Germania, Cile, Italia


Il regista non si distacca troppo dai due film precedenti, in questo suo nuovo pezzo della trilogia di biografie su donne illustri del secolo scorso, seguendo l'impostazione che avevamo già visto in Jackie e Spencer. Anche Maria infatti non è una biografia tradizionale e cronologica, ma si basa su un esatto momento della vita della Callas, ovvero la settimana prima di morire nel 1977, ormai isolata dal mondo nel suo appartamento di Parigi, con la sola compagnia dei cani, del maggiordomo Ferruccio e della tata Bruna.

Larrain ancora una volta non scava troppo ad esempio nella carriera o nel successo di Maria Callas, ma già anche solo dal titolo cerca di escludere il personaggio per parlarci della persona. O meglio, fa scontrare questi due lati della soprano: da un lato la forza di una voce che ha superato ogni epoca restando iconica, dall'altro la fragilità di una vita non priva di traumi e sofferenza, soprattutto per il grande amore con Aristotele Onassis.
Tutti volevano un pezzo della Callas, così come tutti hanno cercato di sfruttare Maria fin da giovane, inclusa la madre. 
Eppure la cantate ci viene mostrata come mai desiderosa di ricevere ancora adulazioni, di essere riconosciuta per la sua grandezza, ma anche di ritrovare la sua voce, nonostante sappia che questo ha un costo.

Una figura insomma complessa è la Maria di Pablo Larraín, piena di contrasti fino alla fine, ma che ci viene mostrata come essenzialmente ingabbiata da se stessa. Se Spencer soffocava all'interno di mura claustrofobiche, stretta da questo girocollo di perle che masticherà, quasi fosse in un incubo, Maria Callas si muove libera fra le strade di Parigi senza problemi, confusa solo dai suoi ricordi e dalle sue visioni.
Anche la luce in queste scene è calda e avvolgente, le inquadrature sono ampie, quasi leggere.
È quindi una lotta interna più che esterna: le circostanze hanno spinto la soprano a consumarsi, ma il film sembra suggerire che sarà lei stessa a decidere di farla finita con un'ultima performance in una perfetta congiunzione della vita che imita l'arte. Come Violetta de La traviata.

Per quanto sicuramente Larraín e la sceneggiatura di Steven Knight carichino di dramma una vicenda che già di suo lo è molto, enfatizzando su situazioni di cui non si ha certezza, il ritratto che esce fuori di Maria Callas, queste due anime che convivono in lei, entrambe molto forti, mi è sembrato verosimile, intenso e coinvolgente.

Un continuo costruirsi e disfarsi, cercando la propria identità attraverso la memoria, ma non potendo sfuggire appunto ai ricordi più distruttivi.

A rendere tutto più forte ed anche più interessante, è l'interpretazione di Angelina Jolie che, seppur distante esteticamente dalla soprano (a fine film ho provato ad ipotizzare chi avrebbe potuto somigliarle di più, ed ho puntato su Lady Gaga), riesce proprio nel trasmetterci tutte le sue anime.
Jolie sa mostrarsi forte, ma con una fisicità fragile e provata, bellissima, elegante e alla ricerca di una costante perfezione forse svanita. Il tentativo, immagino, di non creare una parodia di Maria Callas, o comunque di non scimmiottarla, riesce in pieno, e l'impegno nel cantare parte dei brani lirici si vede.

Come dicevo Maria di Pablo Larrain non si distacca troppo dai film biografici precedenti, dove per me ad esempio l'emotività, o meglio la commozione non mi è arrivata in modo costante. In questo caso è sicuramente sospinta anche dalle arie delle opere liriche più celebri, imperiose e potenti, che già da sole, almeno per me, non emotivamente coinvolgenti.


Ancora una volta poi il fulcro ruota tutto intorno alla figura femminile centrale, mentre i personaggi secondari, come ad esempio i due domestici, qui interpretati da Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher, sono abbozzati e inseriti solo dove serve. 

Ci sono però anche delle differenze.
Nonostante infatti questo viaggio interiore fra tutti i fantasmi di Maria Callas, spesso appunto con visioni e frammenti del passato, questo film mi è sembrato più fruibile e meno straniante ad esempio di Spencer, si colgono più facilmente i passaggi fra interno ed esterno. È poi, nonostante la durata, anche parecchio scorrevole e, al netto del dramma che si consuma scena dopo scena, è bello da vedere.

Dire se sia il migliore fra i tre non è semplice, ma penso che sia quello che forse può avvicinare più gente, perché è anche, in fondo meno originale. Pur non avendo la schematicità di un documentario, e con tutta l'eleganza della regia di Pablo Larraín non ho notato dei particolari aspetti innovativi rispetto ad altri film biografici già visti. 


La stessa trovata dell'intervista a Maria ad esempio, di cui non vi svelo le metodologie, è una tecnica molto banale per consentire alla protagonista di esprimersi e raccontare di sé.

Eppure, al di là di queste scelte opinabili, Maria Callas emerge comunque come la rappresentazione più reale che abbiamo avuto del celebre "vissi d'arte, vissi d'amore", per la sua incapacità di slegare il suo estro alla sua sofferenza, e questo film, seppur non ci dica, in estremissima sintesi, qualcosa di così nuovo o così diverso, ce lo fa ricordare nel migliore dei modi.


Il prodotto alla Niacinamide The Ordinary di cui nessuno parla

the ordinary niacinamide 5%

Credo che tutti ormai conoscano The Ordinary, ma se il focus è ancora forte sui loro sieri viso monoattivo, ci sono tanti altri prodotti che l'azienda ha lanciato nel 2024 che secondo me meritano l'attenzione.
Vi ho parlato nel corso dell'anno appena trascorso di tutti i lanci (o quasi) che l'azienda ha creato, specie quelli per la cura del corpo che sono stati la reale novità per The Ordinary.
In questi mesi mi sono reso conto che però non ha avuto la giusta attenzione un prodotto che invece secondo me ne merita parecchia, ovvero la Niacinamide 5% Face and Body Emulsion.

INFO BOX
🔎TheOrdinaryLookfantasticSephora, Beauty Bay
💸 €14
🏋 100ml
🗺 Made in Canada
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan, Cruelty Free


Cos'è la Niacinamide 5% Face and Body Emulsion The Ordinary?


È la prima volta che The Ordinary ha pensato ad un prodotto che potesse essere esplicitamente utilizzato in maniera trasversale su viso e corpo, ed ha scelto una texture che potesse accontentare molti tipi di pelle, dalle normali alle miste in particolare. È infatti una emulsione molto sottile, fluida estremamente facile da stendere, e che ha una facile e veloce assorbibilità.

La Niacinamide 5% Face and Body Emulsion nasce come appunto un trattamento che vuole idratare e rinforzare la barriera cutanea, ma anche contrastare macchie, uniformare il tono della pelle e minimizzare le imperfezioni, con però un approccio delicato, adatto anche a pelli sensibili. 
Questa Emulsion The Ordinary si può utilizzare sia di giorno che di sera e come tutte le emulsioni si applica dopo la detersione e dopo sieri più liquidi, ma prima di eventuali creme ed oli più corposi.

Ovviamente si può applicare su tutto il corpo, come dice il nome stesso, quindi è ideale per chi cerca in generale questo tipo di versatilità anche in cosmesi, ma per le sue proprietà è pensata soprattutto ad aree esposte e con macchie o magari sensibilizzate come braccia, collo e petto.


Cosa contiene la Niacinamide 5% Face and Body Emulsion?

Come tutte formulazioni proposte da The Ordinary, anche con questa Emulsion abbiamo una lista degli ingredienti compatta. Sebbene il 5% di niacinamide possa sembrare un downgrade rispetto alla loro versione al 10% in siero, in realtà non lo è.
Diversi studi infatti mostrano che il 5% di vitamina B3 è più che sufficiente per ottenere benefici visibili senza rischiare irritazioni o sensibilizzazioni. Personalmente ad esempio non ho mai amato troppo quel siero The Ordinary (ne avevo parlato qui in dettaglio) perché mi seccava davvero tanto il viso, anche nelle aree più oleose come la zona T.

La niacinamide invece, già a concentrazioni più basse, può essere un ottimo alleato per tanti tipi di pelle, perché ha effetti benefici traversali. A molti è nota per il suo potere sebo regolatore, e quindi per cuti impure e grasse, ma c'è molto altro. 


Aiuta infatti a riparare la barriera cutanea stimolando la produzione di ceramidi e lipidi essenziali, ha proprietà antinfiammatorie e antimacchia, contrastando sia i rossori che la produzione di melanina. La sua azione antiossidante, combinata a questi benefici, favorisce indirettamente anche la sintesi di collagene, contribuendo a una pelle più tonica.

Oltre alla Niacinamide, la Face and Body Emulsion contiene anche glicerina, per idratare e l'estratto di fermento di Sphingomonas, un batterio che sembra si sposi bene proprio con le capacità della vitamina B3, perché ha scopi simili sulla pelle: ha un effetto calmante, lenitivo, idratante e antiossidante, producendo quindi benefici simili.

The Ordinary ha poi aggiunto anche tocoferolo, che non guasta, e ci fa sapere che la formula non contiene siliconi, oli e alcol, oltre a non essere state aggiunte profumazioni.


Le miei opinioni sulla Niacinamide 5% Face and Body Emulsion

Ho inserito questa Emulsion The Ordinary nella mia skincare da diverso tempo ed è stato facile farla collaborare con i prodotti che stavo già utilizzando, dandole il ruolo di una crema viso. Per le mie esigenze del periodo freddo è indubbiamente leggera, ma comunque aiuta a mantenere un buon grado di elasticità e idratazione nel corso della giornata, associandola ad un tonico e ad un siero che siano a loro volta abbastanza umettanti (ne sto usando parecchi in questo periodo, vi basta fare un giretto qui sul blog). Dall'altro lato non va però ad appesantire, ad ungere il viso, ma mantiene un buon equilibrio in questo senso, anche appunto in una routine più strutturata. Come anticipavo, su di me si assorbe bene, non è appiccicosa e non solleva o sgretola i prodotti applicati precedentemente.

La Face and Boy Emulsion è anche piacevolmente lenitiva, si avverte subito questa azione addolcente e mi lascia anche la pelle liscia e morbida che non guasta. 

Parlarvi della sua azione antimacchia non sarebbe realistico da parte mia perché non ho problemi al momento in questo senso, soprattutto perché la mia cura della pelle si basa tanto su prodotti affini a questo di The Ordinary, quindi ad azione idratante, illuminante e rigenerante. Penso però che contribuisca, come molti prodotti alla niacinamide, a rendere la pelle più sana, e di conseguenza anche più omogenea e luminosa. 
È una emulsione che secondo me si adatta bene a tanti tipi di pelle, ma credo sia ovvio che una cute molto secca non possa apprezzarla a pieno, specie durante l'inverno, ma magari può trovarla utile in stagioni più calde.

La versatilità della Niacinamide Face and Body Emulsion sta appunto in questo doppio uso sul viso e sul corpo, ma confesso che utilizzarla come crema corpo mi sembrava uno spreco per la vita di tutti i giorni. L'ho provata in questo senso, per dovere di cronaca, trovandola sempre piacevole ma non in grado di coprire tutte le mie necessità di idratazione e nutrimento (prevedibilmente direi) che in questa stagione fredda sono più elevate. Però diciamo che se avessi un breve viaggio da fare, e non avessi voglia di portarmi dietro troppa roba, sicuramente sceglierei questa Emulsione The Ordinary così da avere un prodotto due in uno.
Non l'ho specificato direttamente, ma a me non dispiace nemmeno come base per il make-up a meno che non cerchiate un feeling più appiccicoso. 


Credo che questa nuova Niacinamide Emulsion di The Ordinary meriti qualche attenzione in più perché è un prodotto versatile, facile da usare, e nella sua semplicità molto gradevole. 
Voi la conoscevate?



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Tre Serie Tv Netflix da vedere senza aspettative

Sto finendo diversi titoli recenti dal catalogo Netflix, una piattaforma sempre prolifica, ma che ultimamente sembra puntare su serie tv molto vicine ai miei gusti, almeno sulla carta. Queste tre di cui vi sto per parlare hanno secondo me un unico comune denominatore: vanno viste senza particolari aspettative. 


Black Doves 
Prima Stagione

Arrivata su Netflix il 5 Dicembre ed è stata già rinnovata per una seconda stagione, ma soprattutto Black Doves ha fatto guadagnare a Keira Knightley (tornata sullo schermo dopo "Lo strangolatore di Boston), che interpreta la protagonista, una nomination ai Golden Globe. Non si può dire quindi che non si sia fatta notare, probabilmente anche perché facilmente contrapponibile ad un'altra serie tv che un po' ha dei richiami simili ed uscita di recente, ovvero The Day of the Jackal.

In questo caso la protagonista è Helen Webb (Knightley appunto) moglie e madre, che sembra avere una famiglia del mulino bianco a fianco di un noto politico inglese. In realtà Helen ha una doppia, anzi forse tripla, vita, visto che in realtà il suo reale lavoro è quello di spia che fa parte di un gruppo che si definiscono colombe nere, e che sottrae informazioni e segreti di stato al marito. Se ciò non bastasse Helen ha pure un amante, e quando quest'ultimo viene trovato morto, scatterà un grosso campanello d'allarme per la spia che penserà di aver perso la sua copertura, ed inizierà la nostra avventura.

Vi ho nominato The Day Of The Jackal come serie tv affine, ma Black Doves mi ha dato l'impressione di essere un misto fra Killing Eve e The Diplomat, con una spolverata di The Americans. Un risultato generale che si lascia seguire, che unisce, come ormai sempre più accade, tanti generi e linguaggi differenti. Alla spy story si lega infatti il dramma personale, soprattutto dell'incasinato Sam (Ben Whishaw, attore dalla carriera variegata direi), una sorta di collega e angelo custode di Helen, e la commedia, oltre ad una dose di azione e violenza a tratti splatter.

Il tentativo è forse quello di rendere un minimo profonda una serie di intrattenimento, che sicuramente non vuole creare dinamiche pesanti e troppo filosofiche, e creare dei personaggi che non sono esattamente dei super eroi, ma possono essere fallaci sia nella vita che nel lavoro.


Io credo che, al netto di avere una attrice famosa come Keira Knightley stampata sul poster, che può far pensare ad una serie particolarmente curata, Black Doves vada presa appunto come una compagnia piuttosto vuota e fine a se stessa. Anzi direi anche imperfetta, almeno in questa prima stagione.
Mi è mancata infatti la forza, il mordente ma soprattutto un reale movente per seguire questa serie tv Netflix. È infatti come se non ci fosse il tentativo di creare un mondo completo e strutturato, ma sembra che semplicemente assistiamo ad una serie di eventi, più o meno credibili e non sempre ordinati, senza darci un contesto specifico.

Banalmente ad esempio, noi non sappiamo molto di queste "colombe nere", come nasce la loro organizzazione e che compito hanno. Tocca insomma subire le vicende senza farsi troppe domande, perché appena ci si pone qualche dubbio, Black Doves crolla nell'incapacità di dare risposte. Probabilmente è colpa anche della brevità, essendo composta da soli 6 episodi, ma visto il buon cast e la piacevole produzione e messa in scena generale, spero che la seconda stagione riesca a colmare le lacune e dimostrarsi più solida e completa.


No Good Deed
Miniserie


Il 12 Dicembre è invece arrivata su Netflix la miniserie in otto episodi ideata da Liz Feldman, già madre di Dead to Me. No Good Deed unisce altri due volti famosi del piccolo schermo americano, come Lisa Kudrow e Ray Romano, ma anche Linda Cardellini e Luke Wilson, in un'altra serie tv che tocca stili e generi diversi.
Si parte da un assunto normalissimo, come la vendita della bella casa di una coppia di Los Angeles, i Morgan, che fa subito gola ad almeno tre coppie. Proprio la corsa per accaparrarsi la dimora, ci mostrerà luci ed ombre delle vite di tutte le persone coinvolte in questa compravendita, fino proprio al dramma che ha spinto i Morgan a voler allontanarsi da quella villa. 

Un po' mistery, un po' dramma, un po' commedia degli equivoci, No Good Deed tenta un po' tutte le strade, e in parte riesce, in parte no. Bisogna dirlo chiaramente: se ci fossero stati altri attori coinvolti probabilmente nessuno se la sarebbe filata, ma visti i nomi è già più invitante come prodotto da piazzare in streaming. Anzi sono quasi certo che Netflix l'abbia proprio pensata come qualcosa da seguire facilmente, che potesse intrattenere ma che come arriva se ne va.

No Good Deed è infatti una serie tv che dura poco, le cui puntate non superano mai la mezz'ora, quindi è facilmente digeribile, e che fa leva soprattutto su dei continui colpi di scena, su alcune battute, su momenti di tensione e sul mistero più ampio da risolvere.
Il suo punto debole è però far coesistere sia le sue due anime, una diciamo più seria e una più leggera, sia tutti i personaggi che coinvolge.

Questa sorta di coralità, dove ognuna delle quattro coppie ha i suoi casini più o meno grandi da risolvere, è decisamente sbilanciata, e spesso mi è capitato di chiedermi cosa mi interessasse di cosa accadesse all'uno o all'altra. Anche il tempo sullo schermo infatti non è il medesimo, quindi le vicende di alcune di queste coppie possono risultare abbozzate o, in alcuni casi già viste. 

Anche la comicità di No Good Deed non è sempre all'altezza, e secondo me finisce per azzoppare anche il suo animo più intenso, perché risulta a volte meno credibile.
Forse la mia può sembrare una critica eccessiva, avendo messo in chiaro quelli che sono gli intenti della serie, ma diciamo che pur prendendo qualcosa in prestito da Dead to Me, incluse alcune tematiche, No Good Deed non ha assolutamente la stessa efficacia e solidità, ma va presa con aspettative basse per passare il tempo in compagnia di bravi attori.

In rete circolano diverse voci sulla possibilità che questa serie tv Netflix diventi antologica, con una seconda stagione, variando attori e vicende, ma non so se ci sono le basi per uno sviluppo simile Vedremo.


Missing You
Miniserie 


Credo sia il terzo adattamento dei romanzi di Harlan Coben che vedo, e dopo Safe del 2018 e Un Inganno di Troppo, ho voluto dare una opportunità a Missing You, miniserie di soli cinque episodi che è arrivata in streaming il primo gennaio di quest'anno. 

In questo caso la protagonista è Kat Donovan (Rosalind Eleazar) una poliziotta dalla vita personale un po' traumatica. Spinta dalle sue amiche decide di darsi una nuova chance dal punto di vista sentimentale e si iscrive su un'app di incontri, dove fa match con un suo ex Josh Buchanan (Ashley Walters), allontanatosi da lei senza darle una spiegazione ben 11 anni prima, quando Kat stava ancora cercando di superare la prematura morte del padre.
La poliziotta cercherà di capire come affrontare la situazione, ma è anche impegnata sul fronte lavorativo, visto che anche una donna, madre di un ragazzo, è scomparsa nel nulla.

Missing You segue un po' lo schema già noto delle serie tratte dai libri di Coben, in cui si cerca una persona scomparsa e dove, come in Fool me once, la protagonista è una donna forte e combattiva che vuole conoscere la verità per sé e per gli altri, mentre si trova in difficoltà sotto più punti di vista.

Questa non è una classifica, ma ho messo le serie in ordine d'uscita e quindi in base a quando le ho viste, ma fra queste tre credo che Missing You meriti comunque un terzo posto.
È una miniserie che potrei definire fast food: non sai bene che ingredienti ci siano all'interno, magari te la gusti pure, ma alla fine da un punto di vista nutritivo ti lascia ben poco. Missing You infatti si segue fino alla fine, ha un buon ritmo e quella giusta tensione che ti fa proseguire nei pochi, brevi episodi di cui è composta.
In questo caso non c'è nemmeno il tentativo di mischiare i generi perché siamo in un thriller drammatico che non esce affatto dai binari. Il problema è che appunto non lascia nulla, se non l'intrattenimento disimpegnato di qualche ora.

La vera criticità da cui mettervi in guardia però se non l'avete ancora vista, sta nella mancanza di realismo di alcune scene, e soprattutto in un finale trascinato che risulta anche poco credibile o quantomeno basato su dinamiche, spiegazioni e giustificazioni che muovono i personaggi che sono poco convincenti per me. 
Credo che un po' tutti i personaggi inoltre, ad eccezione della protagonista, siano abbastanza unidimensionali o, peggio, stereotipati. 

Onestamente non credo leggerò mai un romanzo di Harlan Coben perché stando a questi adattamenti credo potrebbero essere molto faticosi da affrontare, ma in questa modalità si può fruire comunque di una storia che si lascia seguire.
Il cast comunque funziona, e troviamo anche Richard Armitage, che era già in Un Inganno di Troppo, e Steve Pemberton, volto noto per gli inglesi, meno forse per noi.



Gli altri prodotti che sto terminando a Gennaio

Li vedete sempre perfetti nelle foto (o quasi), come appena presi dallo scaffale, ma nella realtà i miei prodotti vivono una vita intensa: li strizzo fino all'ultima goccia e spesso mi seguono dove vado.

Quelli di cui sto per parlarvi mi accompagnano da mesi nelle varie routine ed è arrivato il momento di tirare un po' le somme e scoprire insieme cosa merita una chance e cosa no. Se volete lasciatemi nei commenti anche i vostri preferiti o flop del periodo. 


Le Petit Marseillais Extra Gentle Shower Cream Organic Orange Blossom
Docciaschiuma delicato in crema

Le Petit Marseillais recensione

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🔎Grande distribuzione, Online 
💸 €3.60
🏋400ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan, Cruelty Free


Sarà che sono siciliano, ma a me il
profumo di zagara fa impazzire, tanto che più e più volte ho valutato di acquistare proprio una eau de toilette, non trovando quella che mi convincesse del tutto. Ho però voluto dare una chance a questa Shower Cream Orange Blossom Le Petit Marseillais, e non me ne sono pentito, anche se ammetto mi aspettavo qualcosina in più.

È composto dal 92% di ingredienti di origine naturale e fra i suoi attivi troviamo ovviamente l'estratto di fiori d'arancio amaro che ha più che altro un effetto aromatico dall'odore distinguibilissimo, ma anche la glicerina, che aiuta ad idratare.
Questo doccia schiuma Le Petite Marseillais ha appunto una consistenza cremosa, ma non è comunque fra i prodotti più corposi e avvolgenti che abbia mai provato, però a contatto con l'acqua crea una schiuma più che sufficiente, morbida e che non si smonta subito.

Credo fosse il primo prodotto Le Petit Marseillais che ho utilizzato per un periodo prolungato, e l'esperienza è stata buona, ma come dicevo una tacca meno di quanto mi aspettassi. Questo Shower Cream Orange Blossom mi ha colpito per la profumazione buonissima che sa proprio di fiori d'arancio, che al momento della doccia sprigiona, anche se purtroppo non mi pare aderisca a lungo sulla pelle, e pure la sua efficacia è valida ma non eccellente.

Essenzialmente me lo aspettavo un po' più idratante: non è un detergente per il corpo aggressivo, non crea irritazioni o prurito, ma dopo averlo usato sento sicuramente l'esigenza di applicare una crema corpo, specie adesso che la mia pelle è più secca e che le docce sono più calde per via del freddo (lo so, non si dovrebbe ma amo una doccia bollente al giorno). Quindi se cercate un docciacrema degno di questo nome, che abbia quella consistenza quasi da lozione, e che sia molto idratante sulla pelle, credo che questo di Le Petit Marseillais possa non spuntare tutte le caselline delle vostre necessità.
Per il resto pulisce bene, lascia la pelle liscia, morbida e si sciacqua con facilità, per cui farlo diventare parte della routine quotidiana è stato semplice. Potrei acquistare altri docciaschiuma del brand in altre profumazioni da usare in periodi diversi dell'anno.


Alverde Shampoo Family alla Malva 



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🔎 dm-drogeriemarkt.it, catene DM
💸 €2.99
🏋 300ml
🗺 Germania
⏳  Scadenza sulla confezione
🔬 Natrue, Vegan

Avevo comprato questo shampoo Alverde con lo scopo di utilizzarlo quando magari avevo dei balsami o delle maschere capelli da terminare, avanzati magari da altre routine, e alla fine ne ho fatto un uso continuato. È appunto un prodotto pensato per tutta la famiglia, e quindi per tutti i tipi di capelli, infatti anche la confezione è leggermente più grande rispetto agli altri shampoo del brand che ho provato. La formulazione, priva di siliconi, è invece arricchita con sostanze idratanti come glicerina e betaina, mentre la malva immaginavo potesse avere un effetto lenitivo sul cuoio capelluto.

Lo shampoo Family Alverde è un gel fluido che crea una bella quantità di schiuma sin da subito, e che ha un frizzante profumo di frutti, immagino pensato soprattutto per invogliare i più piccoli. Non un aroma che resta sui miei capelli, ma magari chiome più lunghe potrebbero avvertirlo per più tempo.

Come vi dicevo dall'uso saltuario sono passato ad un uso continuato di questo shampoo Alverde ed ho una doppia opinione. Nell'immediato tutto bene, visto che pulisce a fondo la cute, lascia i capelli morbidi senza creare eccessivi grovigli, anche se il miglior risultato in questo senso si ottiene associandolo ad un balsamo o ad una maschera. In generale mi rende i capelli abbastanza puliti a lungo, più meno secondo le mie abitudini di due lavaggi a settimana, e non mi spiace nemmeno il fatto che non tolga volume e corpo ai capelli.

Però ho notato che se lo uso frequentemente e per un periodo più lungo, questo Shampoo Family Alverde mi va a seccare un po' il cuoio capelluto. Ho fatto diverse prove pensando potesse essere una questione temporanea della mia cute, che tende ad essere sensibile e secca già di suo, ma no, mi sono reso conto che anche riprovando lo shampoo dopo un po' di tempo mi ritrovavo con la stessa situazione. Quindi può essere adatto se non avete una particolare sensibilità, e non necessitate in generale di un prodotto specifico, ma se avete esigenze più mirate potrebbe non fare per voi.


Acty Mask Lip Balm Pearl & Shine
Balsamo labbra SPF 15

INFO BOX
🔎 Grande distribuzione 
💸 €1.99
🏋 5.7ml
🗺 Italia
⏳ 12 Mesi
🔬 Vegan

Sono quasi certo che questo Lip Balm Pearl & Shine mi sia stato inviato qualche tempo fa da Acty Mask, che oltre ad appunto i trattamenti viso ha una serie di referenze per la cura delle labbra interessanti, ma ammetto che se gli altri prodotti di questa recensione sono quasi agli sgoccioli, questo l'ho usato poco. È un balsamo labbra con ottime caratteristiche sulla carta: nell'INCI infatti troviamo emollienti e nutrienti efficaci, come olio di ricino e di semi di girasole, cere vegetali, burro di karité e tocoferolo. A queste sostanze comuni ma efficaci, Acty Mask ha affiancato un fattore di protezione solare, SPF15 UVA e UVB, non altissimo, ma adatto alla stagione fredda. 

È infatti molto confortevole sulle labbra, si stende bene, non appiccica e non è pesante. Anche la profumazione è gradevole, vagamente floreale, e non troppo invadente. Il balsamo labbra Acty Mask poi regge abbastanza a lungo sulle labbra e pur non essendo un campione di persistenza, riesce ad agire sulla zona.
Quello che a me purtroppo non piace, e a questo punto non posso più tacere è la colorazione: come dice il nome stesso ha infatti questa perlescenza rosata che sulle mie labbra, che già di loro non hanno una tonalità particolarmente vivida, crea un effetto smorto davvero poco invitante sebbene dallo stick sembri anche carino. Tra l'altro si nota subito, con pochissime passate, quindi non posso nemmeno cercare di dosarlo. 

Mi spiace purtroppo perché è davvero piacevole da applicare ed ha un buon potere idratante, ammorbidente e nutriente, oltre che protettivo, che mi piace, infatti l'ho utilizzato in quelle occasioni in cui il mio aspetto non era fondamentale, ma se devo essere presentabile purtroppo la colorazione di questo Lip Balm Pearl & Shine Acty Mask non fa proprio al caso mio.

Se però vi piacciono i prodotti labbra con finish perlato allora credo sia il prodotti da tenere in borsa da utilizzare senza troppo pensarci, visto che il pigmento non crea strani depositi, e che dà colore, protezione e idratazione.


Maybelline New York Cipria Fit Me Matte&Poreless
Translucent 90


INFO BOX
🔎 Grande distribuzione, Amazon, Online
💸 €6
🏋 9g
🗺 Italia
⏳  24 Mesi
🔬 //

Ha invece un buco gigante la cialda di questa cipria Maybelline Fit Me, che è con me ormai da tanto tempo e che ho apprezzato molto. Io ho scelto la Translucent, che è praticamente trasparente e che si adatta molto bene al mio incarnato, senza creare aloni bianchi proprio perché è una polvere sottile e impalpabile. 
Si tratta di una cipria viso compatta e che è anche munita di uno specchietto e di una spugnetta piatta per i ritocchi d'emergenza, che in modo igienico è tenuta in uno scomparto separato, che io ho utilizzato davvero poco, preferendo un pennello o un puff in velluto.
Non mi soffermo sugli ingredienti perché è essenzialmente un prodotto volto alla performance e non ha alcun aspetto curativo: promette infatti un effetto opacizzante naturale, ma anche "poreless" quindi che va a levigare la grana della pelle.

Io mi trovo molto d'accordo con la descrizione che fa Maybelline di questa cipria Fit Me perché dà davvero un risultato matt ma non troppo polveroso o gessato, risultando abbastanza naturale, senza creare strati o accumuli. Con qualunque strumento di applicazione il risultato è il medesimo, ma cambia diciamo l'effetto finale, se più o meno opaco.

Inoltre vedo davvero una texture più omogenea e liscia appena applico questa cipria, dando alla pelle un aspetto visivamente più levigato. È vero che si tratta di un mero riempitivo, non c'è appunto nulla che vada a curare la cute in tal senso, ma è gradevole.
Dall'altra parte la Matte&Poreless non mi secca affatto la pelle, e una volta struccata non sento magari l'esigenza di applicare creme o sieri particolarmente più nutrienti. Anche nelle aree più secche del mio viso, come appunto il contorno occhi, non vedo quel brutto effetto segnato e arido che alcune ciprie fanno.

Devo ammettere che non mi sono mai soffermato sulla eventuale capacità di questa cipria Maybelline Fit Me di far durare eventualmente per più tempo il trucco sottostante, anche perché sono dell'idea che se il prodotto già di per sé non è particolarmente resistente o in generale ha una performance strana, non è la polvere che metti sopra che può farlo diventare perfetto. Però penso che aiuti in generale ad ultimare il make-up, a fissare le creme dando un bell'aspetto all'incarnato.

Sull'effetto matt di 12 ore promesso non ci scommetterei, perché ad esempio d'estate secondo me, quando la mia pelle è particolarmente mista e la traspirazione è al massimo, non riesce a reggere tanto a lungo. Però appunto, non creando spessore si possono fare ritocchi al volo senza problemi.

Non c'è insomma un vero e proprio difetto di questa cipria Maybelline: opacizza e leviga come promesso, è leggera sul viso, è adatta a pelli di varia tipologia (ad eccezione di quelle troppo grasse o troppo secche) ed ha un rapporto qualità-prezzo ottimo. Aggiungo che nonostante l'effetto levigante non l'ho trovata comedogenica, e la confezione è davvero resistente, visto che la tengo spesso in borsa ed ha viaggiato anche molto con me, ma sia il pack che la cialda appunto non si sono rotti. 
Se avete consigli su ciprie simili, sono tutto orecchi. 




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Cosa aspettarsi da Conclave di Edward Berger, il film con Ralph Fiennes

Sempre il 19 Dicembre, oltre a Diamanti, è arrivato un altro film in sala che non ha impiegato molto tempo a farsi notare, non solo per il titolo, ma anche perché Conclave ha forse alcuni dei migliori interpreti del cinema contemporaneo come Ralph Fiennes, Stanley Tucci e John Lithgow, ma anche i nostri Isabella Rossellini e Sergio Castellitto che non ci fanno sfigurare.


Genere: thriller, drammatico
Durata: 120 minuti
Regia: Edward Berger
Uscita in Italia:19 Dicembre 2024 (Cinema)
Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d'America

Tratto dal romanzo di Robert Harris, le vicende raccontate nel nuovo film di Edward Berger partono da un assunto che una persona anche non troppo adulta può conoscere: alla morte improvvisa del papa in carica, viene indetto un nuovo conclave con il compito di trovare una nuova figura per il soglio papale. In questo caso sarà il cardinale Thomas Lawrence (Fiennes), il decano, a raccogliere a Roma tutti i cardinali da varie parti del mondo, e cercare di far eleggere consensualmente da tutti un nuovo Papa. Ovviamente, gli uomini di fede sono pur sempre uomini, e una volta chiusi all'interno del Conclave, faranno fatica a celare, sotto le vesti di umiltà e carità cristiana, la loro smania di potere e arrivismo, perché anche i più insospettabili saranno mossi da una profonda ambizione.
E poi c'è un cardinale, che è stato proclamato tale quasi di nascosto, e che gli altri porporati non conoscono.

È un thriller in piena regola questo Conclave di Berger, che secondo me può un po' ingannare dal trailer perché, escludendo un finale che può piacere o meno e su cui non mi soffermerò, non ha nulla di così sconvolgente o shockante, anzi a tratti è credibilissimo.

D'altronde quella del papa è una figura ancora politicamente potente anche al di fuori del Vaticano e credo che l'ambizione dei vari cardinali e prelati sia nota anche a chi non fa in alcun modo parte della chiesa. Inoltre da tempo (per non dire forse da sempre) si parla di come ci siano correnti più avanguardiste che si scontrano con quelle più conservatrici anche all'interno del mondo ecclesiastico, specie quando si tratta di temi caldi, come le donne all'interno della Chiesa e il mondo LGBTQ+. In fondo si parla pur sempre di una sorta di strategia gestita da esseri umani che anche inconsciamente possono essere mossi da un istinto di rivalsa e sopraffazione. 

Forse in questo senso mi aspettavo di più: nonostante le ottime interpretazioni, con le giuste sfumature, a cui facevo riferimento sopra, specie di Fiennes che spicca in questo senso, non c'è una caratterizzazione dei personaggi così enigmatica e difficile da leggere.
Il cardinale Lawrence ad esempio si dimostra restio ad essere preso in considerazione per una possibile elezione, ma non solo non ci verrà raccontato il reale motivo, ma sembrerà più un atteggiamento performativo simile a quello di altri cardinali.
Ma un po' tutta la storia mi è sembrata prevedibile per molti versi, per quanto il film scorra bene e si lasci seguire con curiosità.

Ma mi è mancata anche un po' di tensione ed ho avuto spesso l'impressione che la musica cercasse di pompare una suspense che in realtà non era corrisposta dalle immagini sullo schermo. Benché forse ci provi, Conclave è alla fine un film che non mette in scena alcuno scandalo così nuovo e traumatizzante, ma mostra un gioco di strategia già noto nel cinema e che spesso si applica anche in altri ambiti, non solo nella chiesa. 

Il vero punto forte, oltre agli attori, sono forse i dialoghi, che sono tanti, ma sanno anche alternarsi a silenzi più densi, e che per fortuna non danno un senso di logorrea e verbosità.

La regia di Edward Berger ha più di qualche momento appagante, specie quando deve giocare con i contrasti cromatici e nel sottolineare la bellezza di alcune scenografie, ma nel suo insieme Conclave non mi ha lasciato moltissimo, anzi, per quanto sia brutto da dire, lo trovo fine a se stesso e con forse una fama più ampia del suo reale impatto. 
Non avendo una particolare aspettative una volta entrato in sala forse me lo sono goduto anche di più, ma non credo servisse un nuovo lungometraggio per raccontare che i giochi di potere, la corruzione e le acrobazie politiche, sono purtroppo presenti in ogni ambito della società, senza distinzioni morali, o per lo meno, lo spero. 



Ho provato il Wrinkle Supreme Serum, il siero a 5 stelle di The Skin House

Ha avuto un buon successo sul web, e sia su Amazon che su Yestyle ha praticamente solo recensioni a cinque stelle fra migliaia di opinioni ricevute. Sono stato quindi molto contento di provare il Wrinkle Supreme Serum di The Skin House che l'azienda mi ha dato l'opportunità di far diventare parte della mia skincare.


INFO BOX
🔎 Yesstyle (sconto PIER10YESTYL), Amazon, Stylevana 
💸 €12.85
🏋 50ml
🗺 Corea
⏳ 12 mesi
🔬Vegan

Si tratta di un siero viso pensato non solo per idratare, ma anche per contrastare la formazione di rughe come dice lo stesso nome, e in effetti nell'INCI ci sono tanti ingredienti mirati a promuovere una pelle più nutrita, supportano la barriera cutanea e offrono una protezione antiossidante oltre che rigenerante. 

The Skin House ha inserito, in particolare, gli estratti di ben 9 diversi funghi, come il Reishi e il Maitake, ma questa non è una masterclass di micologia per esaminarli tutti: vi basti sapere che questi estratti vegetali agiscono in modo complementare ed hanno proprietà antiossidanti, antiinfiammatorie, calmanti ma anche rigeneranti grazie alla presenza di beta-glucani.

Vi dicevo invece che il Wrinkle Supreme Serum ha una sinergia di attivi che invece si occupano in modo differente della barriera cutanea.
Abbiamo infatti ingredienti rinforzanti e riparatori come ceramidi, colesterolo, ed aminoacidi, poi ci sono sostanze idratanti come due diverse forme di acido ialuronico, raffinosio, betaine e l'inositolo.


Non manca l'adenosina che The Skin House utilizza per la sua duplice funzione di calmare i rossori cutanei, e stimolare la produzione di collagene, e l'estratto di radice di eleuterococco che ha sempre effetto antiinfiammatorio. Per supporto a contrastare i radicali liberi ci sono l'estratto di melograno e quello di ginseng rosso.
Pur essendo un siero dalla consistenza soda in gel, non mancano anche emollienti come burro di karité, squalane, e l'olio di macadamia. 

So che questa spiegazione può essere noiosina, ma come dico sempre, secondo me una occhiata alla lista degli ingredienti ci può dare maggiore consapevolezza su cosa da aspettarci da un prodotto. 
Come dicevo il Wrinkle Supreme Serum ha una consistenza in gel soffice che però scorre molto bene sulla pelle, complice quasi sicuramente la presenza di siliconi che aiutano a rendere l'applicazione molto setosa. C'è anche una leggera profumazione floreale, ma che avverto più che altro annusando il prodotto appena prelevato, ma non una volta che ce l'ho sul viso.
Piccola comunicazione di servizio: al primo utilizzo ho dovuto davvero fare tantissimi push prima di far fuoriuscire il prodotto, non spaventatevi quindi perché non è rotto ma solo ha i suoi tempi.

Questo siero antirughe The Skin House si può utilizzare mattino e sera e per me si colloca in una posizione intermedia nella skincare: dopo sieri un po' più liquidi e leggeri, ma prima di creme ed SPF.
L'impressione che ho avuto sin dal principio, un po' come con la Ultra Collagen Steam Cream, è che questo Supreme Serum possa accontentare tutti coloro che sono abituati alla skincare da profumeria, anche luxury, con queste texture avvolgenti ma comunque leggere, gradevoli sulla pelle, subito confortevoli e anche semplici da utilizzare su tutto il viso, incluso il collo ed il contorno occhi.

È stato per me facilissimo utilizzarlo proprio come un siero in grado di dare una idratazione profonda e duratura nel corso della giornata, e sin da subito ho notato un bel effetto di turgore e di distensione, che appunto immagino piaccia proprio al target a cui facevo riferimento più su. Il potere banalmente anti rughe del Supreme Serum secondo me è collaterale, quindi dato appunto dalla sua azione rimpolpante, idratante e lisciante, con una efficacia diversa da ad esempio peptidi botox like o retinolo. 

Il Wrinkle Supreme Serum The Skin House come dicevo già da solo fornisce una buona idratazione, e secondo me è appunto ideale come siero da giorno per pelli a tendenza secca e matura, e anche per visi un po' spenti perché dà un bel glow. È invece secondo meno indicato per quelle miste perché lascia una leggera sensazione di appiccicoso che richiede un po' a svanire o che può essere gestita applicandoci sopra un altro prodotto. È una cosa che molti fanno notare quindi non la ritengo una mia personalissima percezione, però può rendere questo siero ideale se poi sopra applicate del make up e volete che aderisca al meglio.

In una skincare più stratificata infatti questo siero si comporta bene, non mi ho notato pallini o effetto pellicole sgradevoli, altro segnale che mi porta a suggerirlo a pelli più bisognose.
Per me è stato, oltre che semplice da aggiungere alla mia skincare, anche un siero valido per contrastare secchezza e mancanza di tono. 

Se il Wrinkle Supreme Serum vi incuriosisce ma non volete rischiare e sprecare un prodotto, come molti marchi coreani anche The Skin House ne ha fatto una minitaglia, la trovate qui.



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